La vertenza Saeco vs il parroco e la ragazza

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12 BOLOGNA CRONACA

DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016

IL PARROCO E LA RAGAZZA

LA VERTENZA SAECO

Un parroco di periferia ultrasettantenne ha denunciato ai carabinieri una rumena di 27 anni che lo ricattava, L. N., minacciandolo di diffondere foto e video dei loro incontri a letto. La donna è in carcere per estorsione (nella foto, ‘Uccelli di rovo’).

Venerdì all’alba, al ministero dello Sviluppo economico, è stata firmata l’ipotesi d’accordo per l’azienda di macchine da caffè di Gaggio Montano: i 243 licenziamenti annunciati dalla casa madre Philips sono diventati 190 dimissioni su base volontaria.

L’ACCORDO

La prima notte di quiete non è una vittoria di Pirro DUE MESI e rotti di presidio a Gaggio, una notte intera di trattative a Roma. Le somme saranno tirate più avanti ma intanto adesso, carnevale 2016, sarebbe lecito festeggiare un po’, concedersi una pausa di relax, bersi un caffè caldo con molto zucchero. La Philips non licenzierà più della metà dei 558 dipendenti della Saeco, ma ricorrerà alle uscite volontarie e incentivate (da 40mila a 75mila euro lordi a testa) e alla cassa integrazione straordinaria, mentre la Regione si impegna a ricollocare i lavoratori in esubero. «Abbiamo ottenuto il massimo», giurano i sindacalisti. EPPURE venerdì pomeriggio, nell’assemblea che si è svolta nel parcheggio dello stabilimento, l’atmosfera prevalente tra le maestranze era di delusione, amarezza, avvilimento. «Una vittoria di Pirro», il motivo conduttore di tanti che si considerano sconfitti nel lungo e aspro braccio di ferro ingaggiato da dicembre in qua con la multinazionale olandese. Domani e martedì l’intesa sarà sottoposta al referendum dei dipendenti: sì, magari turandosi il naso, o no? NOI voteremmo sì. Per carità, la situazione rimane grave, la proprietà conferma un piano industriale lacrime e sangue, il futuro prossimo della Saeco è ancora incerto. Però i fatti sono fatti: per ora 243 persone mantengono il posto e 243 famiglie tirano un sospiro di sollievo, con la legittima speranza che il peggio sia alle spalle, con la tranquilla coscienza di essersi battuti, comunque, per una causa giusta. La vittoria è di tutti, beninteso anche della Philips. Altro che Pirro.

di GIANNI GENNASI

LA STORIA

Favola hard in canonica Il don colpito alla schiena VISTA da destra e da sinistra, ma anche da sotto e da sopra, la torbida storia tra prete e disoccupata regala due certezze, per ora: lui si è fatto prendere la mano, lei gliel’ha sbranata. L’inchiesta giudiziaria dimostrerà chi ha ragione tra l’anziano sacerdote e la giovane rumena, che danno due versioni opposte. Con tutto il rispetto per l’abito talare, il racconto del religioso è una parodia della Via Crucis infarcita di barzellette scadenti, una favola a luci rosse. Descritto dai fedelissimi come «un tipo sempre attivo, molto energico», soffre tanto di mal di schiena da accettare un massaggio dalla pecorella smarrita, che gli ha chiesto, ottenendolo, denaro per campare. «Sono brava», gli dice mentre lo spoglia nudo. «Pensando a uno scherzo, non ho dato peso alla cosa», mette a verbale il don, allarmato però che la ragazza riprenda la scenetta col telefonino. «È perché ti voglio bene, le immagini saranno un ricordo», lo placa lei. DI INCONTRO in incontro, il gioco si fa duro, «ma per me si trattava solo di un massaggio alla schiena e non di una avventura, vista la mia età», dichiara il padre. Viene da chiedersi, tra parentesi, perché il sant’uomo non si sia rivolto a un fisioterapista e perché, soprattutto, abbia ricevuto in camera da letto una ragazza in reggiseno e mutandine, dalle mani molto lunghe, più del Lupo cattivo di Cappuccetto Rosso. Quanto a lei, appunto, trattasi evidentemente di donna scaltra e disinibita, allegra di carattere e piena di premure per gli anziani, con un debole per i filmini. Quel prete misericordioso dalla schiena fragile e il portafogli gonfio, «che si era innamorato di me», valeva bene una messa in scena da divulgare in rete.


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