Il programma del festival Il Festival entra nel vivo venerdì 16 ottobre con il taglio del nastro della mostra “Raffaello a Rimini. Il ritorno della Madonna Diotallevi”, introdotto dall’intervento del curatore, Giulio Zavatta sulla collezione ottocentesca dei Diotallevi -che comprendeva opere di altissimo livello oggi disperse nei più prestigiosi musei internazionali- e dalla conferenza di Costantino D’Orazio sulla figura dell’artista urbinate (Museo della Città dalle ore 16). La giornata si conclude a Teatro Galli (ore 21.30) con un’anteprima, lo spettacolo Ossessioni d’arte che Giulio Casale ha ideato appositamente per il Festival e che porterà in scena con l’accompagnamento, al sax, di Nicola Alesini, e con digital painting di Roberto Ballestracci. La mattina di sabato 17 ottobre è dedicata ai 30 anni di vita del Museo della Città con una riflessione a più voci sul futuro dei musei, anche alla luce dei mutamenti indotti dalla pandemia, e uno sguardo che si allarga dalla realtà riminese al panorama regionale, nazionale e internazionale. Partecipano alla tavola rotonda (Museo della Città ore 9.30) l’Assessore regionale alla cultura Mauro Felicori, il presidente ICOM International, Alberto Garlandini, l’Assessore alla cultura di Rimini, Giampiero Piscaglia, e Pier Luigi Sacco, professore ordinario di Economia della Cultura alla IULM. Coordina Valentina Galloni, Responsabile del Sistema Museale Regionale. Legato alla storia del Museo della Città l’incontro con Giovanni Brizzi, Valeria Cicala, Vittorio Lega L'antico in terza pagina, dedicato agli scritti giornalistici di Giancarlo Susini, a vent'anni dalla scomparsa dello studioso, capace divulgatore e direttore scientifico del progetto Musei Proposta ’80 che ha rappresentato le fondamenta dell’attuale museo di Rimini (Museo della Città ore 11.30). Uno dei temi principali suggeriti dalla mostra, quello del collezionismo, è al centro di diversi interventi affidati a noti studiosi: il direttore del Complesso della Pillotta di Parma, Simone Verde, e Anna Dore del Museo Civico Archeologico di Bologna, ci avvicinano all’argomento, parlando della formazione delle raccolte (Tra passioni private e musei pubblici come si creano le collezioni sabato 17 ottobre, Museo della Città ore 15.30); Ivan Bargna dell’Università Milano Bicocca ci porta in mondi lontani che hanno sempre esercitato un grande fascino (L’Africa delle meraviglie. Arti africane e collezioni africane, sabato 17 ottobre, Museo della Città ore 17.00); Anna Zita Di Carlo, illustra la collezione privata di cui è responsabile, una raccolta ricca di materiali eterogenei che ha la peculiarità di essere parte viva e attiva dell’impresa Aboca (Quando l’arte serviva a curare: la collezione di Aboca Museum, sabato 17 ottobre, Museo della Città ore 18.30); Maria Giuseppina Muzzarelli, un’amica del Festival, propone uno degli argomenti che più le appartengono, la moda, affrontato da un inedito punto di vista (Collezionare per rielaborare. Come la moda si vale del passato, domenica 18 ottobre Museo della Città ore 11.00); Rosita Copioli, poetessa e scrittrice che nel 1993 fondò con altri studiosi l’Associazione Adolphe Noël Des Vergers, svela il pacato, inesorabile sistema della conoscenza che anima uno dei protagonisti della cultura ottocentesca, dedita alle scienze dell’antichità, e al collezionismo (Adolphe Noël Des Vergers: il ragno tessitore domenica 18 ottobre Teatro degli Atti ore 16.00); a chiudere la tre giorni centrale della manifestazione, Anna Ottani Cavina e Fabio Isman con l’incontro su La collezione Zeri e quelle perdute (domenica 18 ottobre, Museo della Città ore 18.00).