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Lo stato di salute dei comuni

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16 FIRENZE CITTA’ METROPOLITANA

MERCOLEDÌ 13 GENNAIO 2016

CAMPI BISENZIO

Firenze è ancora ‘lontana’ Le scuole non bastano più Il primato dei parchi e dei centri commerciali

ELENCARE le cose negative in un comune di 45.727 abitanti (dato di fine 2014, il 2015 ancora non è disponibile) può sembrare facile perché ognuno tende a guardare davanti alla propria porta di casa e saltano subito all’occhio problemi «cronici» come le strade e i marciapiedi mal ridotti, le fognature che non funzionano, le piazze da riqualificare. Interventi di cui le amministrazioni sono ben consapevoli («torchiate» spesso dai giornali) e hanno inserito nei programmi delle opere pubbli-

di M. SERENA QUERCIOLI

IL VERDE pubblico è sempre stato, sin dalle passate legislature, uno dei fiori all’occhiello di Campi Bisenzio. Con il recupero nei primi anni 90 del parco urbano di Villa Montalvo la crescita e la cura del verde non si è più arrestata. Il primo parco pubblico per bambini è stato dedicato ad Iqbal Masih ed è in via Veneto. Poi la nascita dell’oasi WWF di Focognano, il parco Chico Mendes a San Donnino e la riqualificazione di tanti giardini pubblici. In pratica dai 45 ettari del 1995 si è passati agli attuali 170 gli ettari di verde pubblico, con 35 metri quadri di verde attrezzato per abitante, una delle più alte medie a livello nazionale. LA CITTÀ di Campi, dalla fine degli anni ’90 ha visto un grande exploit di centri commerciali e luoghi dedicati allo svago e un no-

Focus

I più e i meno delle nostre città Le nostre città ai raggi X, mettendo sui piatti di un’ipotetica bilancia le cose buone e quelle meno buone, i successi conquistati e le cose da fare. Un viaggio fra i ‘più’ e i ‘meno’ dei comuni più importanti che. Tutto insieme chiaramente non si può fare. Perciò alle vecchie e note questioni (solo per citarne due: via San Quirico e via Santa Maria) si aggiungono problematiche di altro tipo come quelle legate ai trasporti e alla mobilità: Campi continua a non essere collegata a dovere con Firenze (nonostante 2 linee del 30 e il 35) e soprattutto con le altre città della Piana Sesto Fiorentino in primis. A Sesto ci sono alcuni servizi come l’Asl e l’Inps e raggiungerli senza mezzi propri non è semplice. Su tutto il territorio poi sono

Eternit fra i rifiuti abbandonati

pochissime le paline elettroniche dell’Ataf.

Il teatro Dante Carlo Monni

tevole potenziamento degli impianti sportivi. A farne le spese sono stati i cosiddetti «negozi di vicinato» e quelli storici ma questo non è un problema solo di Campi, riguarda tutte le città. Oltre un centinaio sono le associazioni che operano a Campi, uno dei primi comuni a creare in passato la Consulta delle associazioni e a dar vita alla prima esperienza di Forum dei Giovani. L’associazionismo ha un ruolo ben definito nel tessuto sociale e centinaia di persone operano nei settori più disparati: primo soccorso, musica, pittura, teatro, sport, anziani. IL COMUNE in questa legislatura ha creato servizi innovativi per una comunicazione più diretta ed efficace che passa non solo attraverso il sito web ma anche con le

pagine social (facebook, Twitter, Instagram) e il servizio di messaggistica su What’sApp per gli eventi del giorno e soprattutto per le emergenze. A Campi sono riusciti a sopravvivere e ritagliarsi un proprio spazio i teatri: dal restauro del teatro Dante (2007) a quello del teatro Mcl Il Gorinello «Cesare Rugi» di San Piero a Ponti e sono rimaste in vita tutte le compagnie teatrali nate all’ombra del campanile e che spesso esportano in altri comuni le loro produzioni (compagnia di Santo Stefano, gli Histriones, San Lorenzo, la «Piccola Ribalta» di Capalle e da quasi vent’anni è attiva la compagnia «Com’un Attore» formata da assessori, dipendenti comunali in servizio e in pensione). Infine, fra gli eventi più apprezzati il «Luglio Bambino».

I SERVIZI sociali dovrebbero essere più coordinati con le Caritas e offrire anche servizi come i pasti a domicilio, creare una mensa o l’emporio della solidarietà sul modello di Prato. Sul fronte dei rifiuti, nell’ultimo anno è esplosa la questione degli scarti del tessile abbandonati, spesso dalle imprese cinesi, nelle zone industriali di Capalle e La Villa, al confine con Prato. Attività che ha impegnato la polizia municipale e Quadrifoglio in serrati controlli e che costa alla collettività anche in termini economici. La spazzatura viene abbandonata pure nel centro storico e il servizio «porta a porta» sembra non sia adeguato con orari, tempi e modi di raccolta. Tante le barriere architettoniche da abbattere e le scuole non sono più sufficienti al boom delle nascite: a Campi ci sono 1.445 bambini della fascia 0-3 anni, di cui 132 non comunitari. Quasi tutti gli edifici scolastici hanno problemi di sovradimensionamento e con manutenzioni da fare. Da 6 anni è chiuso il primo piano della scuola Matteucci in via Buozzi e solo per l’inizio dell’anno scolastico 2017 potrà tornare fruibile. Infine, la sicurezza: 34 agenti sono in servizio per il controllo di un territorio di 28 kmq e il terzo turno notturno è rimasto un sogno, concepito più di 10 anni fa. Maria Serena Quercioli


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18 FIRENZE CITTA’ METROPOLITANA

GIOVEDÌ 14 GENNAIO 2016

SCANDICCI

Focus

No al mini-Torregalli Il Palazzaccio è una ferita Preoccupano i tagli all’ospedale. Tramvia ok

CI SONO ANCHE toni di grigio. Scandicci ha i suoi lati oscuri, ha le sue negatività che in diversi casi non si risolvono. Il problema di questi giorni, che toglie il sonno a diversi cittadini (sicuramente a quelli con problemi cardiaci) è l’annunciato ridimensionamento di Torregalli. L’intero reparto di emodinamica sarà trasferito a Ponte a Niccheri. I residenti sono molti preoccupati, perché temono di perdere un efficace presidio salvavita in caso di emergenza e attacchi cardiaci.

di FABRIZIO MORVIDUCCI

NEGLI ULTIMI 20 anni Scandicci ha lavorato molto sul concetto di città. Trovare un centro contemporaneo, lavorare sulle infrastrutture e sul rilancio dell’economia nel distretto delle grandi griffe. Su questo concetto molte conquiste sono arrivate come corollario, diventando ugualmente importanti e fondamentali per gli scandiccesi. Non si può non partire dalla tramvia. La linea 1 da oltre un milione di passeggeri il mese è stata per Scandicci la vera svolta. Unita finalmente in maniera efficace con Firenze, la piazza della Resistenza è diventata piazza fiorentina a tutti gli effetti e non solo per il capodanno. Grazie alla tramvia la mobilità è diventata finalmente moderna e ora con una prospettiva in più visto che il parcheggio scambiatore con l’A1 renderà il territorio una tappa fissa di rilievo nazionale. Un altro punto di forza del quale la città va orgogliosa è sicuramen-

Le nostre città ai raggi X, mettendo sui piatti di un’ipotetica bilancia le cose buone e quelle meno buone, i successi conquistati e le cose da fare. Un viaggio fra i ‘più’ e i ‘meno’ dei comuni più importanti. Molto si discute sul tema della sanità, come molto si discute sull’emergenza sociale creata da un paio di gruppi giovanili che stazionano nella zona del palazzo comunale e in piazza Togliatti. Nel tempo si sono verificati atti di vandalismo, soprattutto ai danni dei muri del Comune e delle vetrate, ma anche atti di intolleranza nei confronti delle persone che hanno ‘osato’ rimproverare questi giovani per le loro intemperanze. I carabinieri sono spesso al lavoro anche per episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

Preoccupa il futuro dell’ospedale

La tramvia ha cambiato la città

te il sistema di formazione che prepara al mondo del lavoro. Sul territorio sono nate o sono arrivate le eccellenze del settore: dal Polimoda al Mita all’Alta scuola di pelletteria. Grazie all’altissima qualità del sistema formativo e professionale oltre il 95% dei giovani che si iscrivono ai corsi riescono a trovare un impiego in molti casi prima della fine delle lezioni. Con un polo formativo dedicato, è cresciuto moltissimo anche il distretto della pelletteria. Scandicci ne è praticamente la capitale europea. Moltissime grandi griffe hanno insediamenti produttivi sul territorio, altri stanno arrivando per sfruttare il nutrito gruppo di capacissime imprese artigiane. Ma il tessuto produttivo cittadino ‘brilla’ anche per presenze importanti in altri settori, come quello dell’alta tecnologia elettronica (Powersoft), la farmaceutica

I più e i meno delle nostre città

(Molteni) e soprattutto la Giotti, leader europeo nel settore degli aromi per alimenti, con sede a Granatieri. Una recente conquista di Scandicci è la scuola di Magistratura. La scuola ha sede nell’antica villa di Castelpulci. Una sede prestigiosa, scelta grazie all’impegno bipartisan dei parlamentari del territorio. Un luogo che ha proiettato la città nell’olimpo istituzionale nazionale. Tanto per fare un esempio, la prima visita istituzionale del neo insediato presidente Mattarella fu proprio per l’inaugurazione dell’anno accademico a Castelpulci, dove anche Giorgio Napolitano era di casa. Infine la biblioteca civica. Da quando si è trasferita nella sede di piazza Cioppi, è diventato un punto di riferimento non solo per gli studenti ma anche per la promozione culturale del comune e dell’area metropolitana.

Non sarà il problema dei problemi, ma quello del Palazzaccio del ministero delle Finanze è lo scempio degli scempi. Milioni di euro gettati al vento per realizzare una struttura pagata con soldi pubblici e mai terminata. Doveva essere il centro di calcolo dei 740 del centro Italia, è un mastodonte incompleto e senza un acquirente. Negli anni non c’è stato mai un sindaco coraggioso che ha espropriato l’area per restituirla davvero alla collettività. Uno dei problemi invece molto sentiti dai residenti è quello delle discariche. In collina o nella zona industriale, gli incivili sono sempre in attività. Dagli inerti, all’eternit, dai sanitari abbandonati ai più diversi rifiuti, gli ispettori ambientali trovano di tutto. E’ una guerra senza quartiere, che spesso si conclude con delle sconfitte. Altre volte invece chi getta rifiuti senza civiltà viene sorpreso e pesantemente sanzionato. Altra eterna incompiuta è una soluzione per il traffico sulla provinciale empolese. I residenti aspettano un bypass che sembra non arrivare mai. Intanto tutti i giorni a San Vincenzo a Torri rischiano la vita attraversando la strada dove le auto sfrecciano a velocità folli. Il bypass di San Vincenzo fa il paio con la passerella pedociclabile di Badia a Settimo, altra opera ‘senza fondo’; attesa dai cittadini che vorrebbero attraversare il fiume per prendere il treno a San Donnino, ma ancora lontana. Fabrizio Morviducci


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28 FIRENZE CITTA’ METROPOLITANA

VENERDÌ 15 GENNAIO 2016

BORGO SAN LORENZO

L’ospedale da ricostruire ‘Multipiù’, che pasticcio Promossi l’associazionismo e le scuole superiori DA UN PAIO d’anni il problema dei problemi per Borgo San Lorenzo è l’ospedale del Mugello. Servizio essenziale per tutta l’area, si sa che ha problemi di tenuta antisismica. Tanto che sia i vertici dell’Asl che il presidente della Regione hanno parlato di ricostruzione. Ma costruire un nuovo ospedale non è uno scherzo, specialmente se mancano ancora decisioni, un progetto definito, e soprattutto i finanziamenti regionali. Che dovevano già essere stati assegnati, ma non lo sono. Del

di PAOLO GUIDOTTI

A BORGO San Lorenzo si vive ancora bene: 18mila abitanti, 10mila nel capoluogo, una dimensione non più di paese, ma neppure di città. Problemi di traffico e di parcheggi ci sono, ma molto minori rispetto all’area fiorentina. E ci sono elementi che accrescono la qualità della vita, come alcuni servizi sicuramente di buon livello, sociali e sanitari. Un fiore all’occhiello di Borgo San Lorenzo è senz’altro la biblioteca comunale, frequentatissima, fulcro delle attività culturali. Più di 100mila ingressi, oltre 50mila prestiti, punto di riferimento dei prestiti con le altre biblioteche, quella borghigiana ha adesso un solo grande problema: lo spazio ormai insufficiente all’interno del Palazzo del Podestà. Ci vorrebbe una sede più grande e funzionale. Le due uniche scuole superiori mugellane, gli istituti «Giotto Uli-

I più e i meno delle nostre città Le nostre città ai raggi X, mettendo sui piatti di un’ipotetica bilancia le cose buone e quelle meno buone, i successi conquistati e le cose da fare. Un viaggio fra i ‘più’ e i ‘meno’ dei comuni più importanti. resto quello delle opere pubbliche è da sempre un tasto dolente, con programmi e scadenze raramente rispettati: i venti alloggi popolari a Sieve, dei quali si parla da 15 anni, e con il cantiere che va ancora a rilento; l’ovonda sui viali «sperimentale» da otto anni, l’incrocio a Ronta, il cui progetto risale a venti anni fa. Anche nella programmazione urbanistica si è andati col freno a mano tirato, ed è bloccata da anni. Una vita per approvare il piano strutturale, una vita anche a redigere il regolamento urbanistico, che ancora non ha

Preoccupazione per l’ospedale

La biblioteca, un’eccellenza

vi» e «Chino Chini» hanno sede a Borgo San Lorenzo, e con 2mila studenti che le frequentano, evitano a tanti ragazzi del posto il pendolarismo su Firenze. Tra l’altro hanno ottime credenziali: l’alberghiero del «Chini», frequentatissimo, è molto quotato, mentre il «Giotto Ulivi», in una recente ricerca della Fondazione Giovanni Agnelli è considerato tra le migliori scuole che preparano all’Università di tutta la provincia di Firenze. Borgo si caratterizza poi per l’alta concentrazione di impianti sportivi. Tra i più frequentati vi è il Centro Piscine comunale, che negli ultimi tempi ha rischiato grosso, per gravi problemi di gestione. Tanto che il Comune aveva messo in liquidazione la società. Poi però è stato trovato un assetto gestionale migliore, e l’impianto ri-

Focus

mane uno dei più importanti di tutta l’area, e vi si svolgono numerose attività, sia d’estate che d’inverno. Del resto sono tante e vivaci le società sportive borghigiane. E non solo in ambito sportivo l’associazionismo si distingue a Borgo San Lorenzo, che gode di una presenza fitta di associazioni e gruppi di volontariato, in tutti i settori. A cominciare da quello solidaristico e socio-sanitario, con la Misericordia e il Centro Radio Soccorso. E la vivacità dell’associazionismo ha portato negli ultimi tempi nuova linfa in paese. La ProLoco si è rinnovata e nell’ultimo anno ha inanellato una serie di manifestazioni molto riuscite. Così vie e piazze del centro storico hanno ricominciato a riempirsi e a proporre attrazioni, proposte enogastronomiche e attività culturali.

concluso il proprio iter. Risultato, norme di salvaguardia che congelano tutto, impossibilità di costruire anche ciò che sarebbe costruibile, con ulteriori problemi portati al comparto edilizio, già in ginocchio per la crisi, e con varie aziende che sono fallite. E anche con conseguenze negative per le casse comunali, perché costruendo pochissimo, gli introiti per gli oneri di urbanizzazione si sono ridotti ai minimi termini. Non è purtroppo solo un problema di tempi, invece, quello del «Multipiù» di viale Kennedy, acquistato dal Comune per ospitarvi le associazioni. Lo paga da sei anni, e ora ha scoperto che sull’immobile grava un’ipoteca e non è ancora di sua proprietà. Con il rischio di perderlo qualora la cooperativa che glielo ha «venduto» entrasse in procedura fallimentare. Vicenda incredibile, che potrebbe avere brutte conseguenze per qualche vecchio amministratore e dirigente. Infine non può essere dimenticata un’altra vicenda altrettanto incredibile. Quella strutturale del «Chino Chini»: la Provincia dopo lunghissima attesa, ha costruito il nuovo edificio, ma l’ha costruito già troppo piccolo. E così più di dieci classi fanno ancora lezione nei container. Suscitando le legittime proteste tra gli studenti, stufi di questa situazione che si protrae da almeno 7 anni. E i prefabbricati da tempo hanno cominciato a cedere. Paolo Guidotti


FIRENZE CITTA’ METROPOLITANA

SABATO 16 GENNAIO 2016

PONTASSIEVE

L’Adsl è super: tante frazioni ma tutte coperte di LEONARDO BARTOLETTI

CI SONO ombre in una città che, per molti, è solo un dormitorio. Su tutto la difficoltà dei trasporti - un’odissea continua da parte dei pendolari - e, soprattutto, il costo dei biglietti di un servizio che non è certo il massimo. Nonostante da Pontassieve verso Firenze siano molti i treni per gli spostamenti dei pendolari, molto spesso si registrano disservizi. E, soprattutto, in tanti lamentano l’esoso costo biglietto del treno: 3,40 euro per circa venti chilometri di

I più e i meno delle nostre città Le nostre città ai raggi X, mettendo sui piatti di un’ipotetica bilancia le cose buone e quelle meno buone, i successi conquistati e le cose da fare. Un viaggio fra i ‘più’ e i ‘meno’ dei comuni più importanti. strada. In un’ottica di città metropolitana questa rischia di essere un’anomalia rispetto ai sistemi di spostamento tra altri comuni che si trovano a ridosso di Firenze. A Pontassieve si può davvero vantare il record del costo chilometrico più alto di tutta l’area metropolitana per raggiungere il capoluogo regionale. Poi la questione del centro commerciale. Nato anni fa nel cuore del paese, oggi è davvero poco fornita di servizi e posteggi oltre a presentare una particolare difficoltà per lo scarico delle merci,

I collegamenti con Firenze sono cari

La rete dati funziona bene

connettività, ora, è sostanzialmente presente su quasi tutto il territorio comunale. Con il recente completamento della rete nella frazione di Monteloro si è arrivati alla quasi totalità dell’area comunale. Non è poco, oggettivamente, per chi - comunque - ha ancora a che fare con difficoltà a livello di trasporti. Si tratta di un elemento che, in sostanza ed in linea teorica, consente anche di organizzare meglio il lavoro a coloro che, magari, svolgono un’attività da casa. Ben oltre le logiche idealistiche e del colore politico, un altro «segno più» che fa ben sperare i cittadini di Pontassieve è che il loro Comune è sostanzialmente sano, grazie ad una serie d’iniziative che sono state messe in atto per ridurre gli sprechi - la più appariscente è la vendita dell’auto di rappresentanza - e ad un costante trend di ricerca di finanziamenti esterni e riduzione del debito pre-

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Focus

Biglietti cari per Firenze E manca il divertimento PONTASSIEVE può contare su un grande reticolo associativo. Quest’area, da sempre, è votata a volontariato e sport. E regala quotidianamente - a chi intende impegnarsi nella solidarietà o, più semplicemente, pratica la sua passione sportiva - mille opportunità. Le associazioni di Pontassieve sono il segno di una comunità unita, forte, composta da persone che dedicano in modo altruistico una parte consistente del proprio tempo. I numeri, in questo senso, dimostrano impegno e voglia di fare. Complessivamente, sul territorio comunale, si contano quasi cento associazioni, quaranta delle quali nel settore sportivo, una trentina nel ricreativo e nel culturale. Le rimanenti sono equamente suddivise tra settore socio-assistenziale e segmenti ambientali ambiente, della tradizione e del folklore locale. Altro elemento che funziona sembra strano a dirsi in un territorio dove, a livello di frazioni, le case sparse ancora sono moltissime - è la copertura della rete Adsl. La

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gresso. E’ innegabile che molti lavori pubblici siano stati fatti, negli ultimi anni, andando a trovare soldi altrove. Una soluzione che è a metà strada tra la capacità di arrangiarsi e la voglia di reagire a quella carenza di risorse che attanaglia da tempo tutte le pubbliche amministrazioni. Una nota positiva dalla quale deriva un altro elemento positivo per chi vive il territorio comunale: una tassazione che comunque non raggiunge le aliquote massime né per la Tasi, né per la Tari. Infine le comunità: l’ultimo elemento positivo di Pontassieve è rappresentato dalla vivacità delle frazioni. Che, sul territorio, sono molte. Piccole realtà locali che sono la vita di Pontassieve, che promuovono, organizzano, protestano e propongono. Ma che ci sono, si fanno sentire e - davvero - rappresentano una ricchezza per tutta la Valdisieve. Leonardo Bartoletti

che spesso intasa via Verdi rendendo al tempo stesso difficili gli spostamenti tra la zona nord e quella sud della città. Davvero scarse - ancora - sono le infrastrutture viarie. Si può dire che questa non rappresenta certo una novità tra le cose che a Pontassieve non funzionano. Ma, proprio per questo, nel corso degli anni qualcosa si sarebbe potuto e dovuto fare. Manca un casello autostradale, i più vicini - in linea di massima equidistanti da Pontassieve - sono Firenze Sud e Incisa. In vista potrebbe esserci davvero il ponte di Vallina, che migliorerebbe la viabilità verso Firenze. Ma ancora siamo alla fase iniziale. Prima di vederlo, insomma, ci vorranno degli anni. Nei quali la situazione della mobilità a Pontassieve non è certo destinata a migliorare. Tra le carenze strutturali di Pontassieve c’è anche quella della mancanza di un teatro o più in generale - di una struttura polivalente aggregativa che intercetti soprattutto i più giovani. Ragazzi che non possono muoversi verso Firenze e che non trovano sotto casa niente in grado di poterli aiutare a trascorrere qualche ora in compagnia o attività costruttiva. Infine l’eterna questione che riguarda un migliaio di persone. Pazienti diabetici che, di fatto, hanno perso il proprio punto di riferimento, rappresentato dal vecchio ambulatorio diabetologico. Una struttura sostituita dal nuovo punto che, secondo i diabetici della Valdisieve, non è adeguato.


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30 FIRENZE CITTA’ METROPOLITANA

DOMENICA 17 GENNAIO 2016

FIGLINE INCISA

Focus

Viabilità e trasporti carenti E lo smog non ha controlli Servizi per anziani e volontariato colonne portanti di PAOLO FABIANI

METTERE insieme due comuni per farne uno solo non è una cosa semplice, e per i cittadini ci sono logicamente pro e contro rispetto al passato, per cui farne una sintesi dopo soli due anni presenta vari aspetti di giudizio. Comunque non ci sono discordanze sul fatto che funziona il tessuto sociale nei confronti delle persone ‘over 65’, cominciando dalla piena efficienza delle due strutture pubbliche per anziani ‘Martelli’ e ‘Argia’, alle quali si aggiungono i mini appartamenti per anziani di Villa Campori, così come generalmente ottengono sufficienza piena i due distretti sanitari di Figline e Incisa. Un’altra cosa che funziona nel Comune Unico è la rete dei trasporti extra urbani, collegamenti su gomma e su rotaia che, non avendo esigenze particolare nel luogo di destinazione, consentono ogni giorno ad oltre un migliaio di persone di muoversi la-

NATURALMENTE dopo il ‘bonus’, viene il ‘malus’ e in testa alla lista, nel Comune di Figline e Incisa c’è sicuramente la viabilità. Intesa soprattutto come regionale 69, l’unica strada del fondovalle che attraversa l’intero centro urbano di Figline e parte di quello di Incisa, l’unica strada che porta al casello autostradale dell’A1 che adesso è percorsa anche dal traffico che ha ‘lasciato’ la Pian di Rona per non incappare negli autove-

Le nostre città ai raggi X, mettendo sui piatti di un’ipotetica bilancia le cose buone e quelle meno buone, i successi conquistati e le cose da fare. Un viaggio fra i ‘più’ e i ‘meno’ dei comuni più importanti. lox del Comune di Reggello. Si tratta di un problema che si complica sempre di più, così come a livello di infrastrutture sono pesantissimi i disagi subiti dai cittadini per la mancanza di un secondo ponte sull’Arno e il mancato completamento della variante in riva sinistra. Un altro problema che si tramanda da anni è quello dello smog, un inquinamento atmosferico che al momento nessuno misura, o se lo fa non ha mai resi pubblici i rilevamenti. Si parla dell’accensione di una centrali-

Viabilità, problema da risolvere

Anziani, per loro tanti i servizi

sciando a casa il mezzo proprio. Infatti i pendolari possono contare su due stazioni ferroviaria, una sulla linea lenta e un’altra sulla Direttissima che praticamente garantiscono treni in tutte le fasce orarie. Fra le eccellenze del Comune Unico è doveroso inserirci anche il volontariato, una grande forma di aggregazione che consente a chiunque voglia mettere a disposizione della comunità il proprio tempo libero, di poter scegliere fra le tante ‘offerte’. Sono decine le associazioni dislocate nel territorio comunale, ci sono quelle culturali che privilegiano conferenze, visite guidate nei luoghi d’arte, incontri con i vari personaggi; ci sono quelle sportive, quelle religiose, quelle prettamente sociali con il volontariato impegnato nei mezzi di soccorso, ma ci

I più e i meno delle nostre città

sono anche le associazioni che si occupano del territorio, come quelle della protezione civile. Fra le cose positive non va dimenticato il rapporto di integrazione raggiunto con i richiedenti asilo che dall’estate del 2014 vengono ospitati in un albergo di Palazzolo, immigrati che per migliorare il loro inserimento sociale chiedevano di poter lavorare, e il Comune di Figline e Incisa un anno fa ha messo a punto un progetto che poi è stato adottato da quasi tutti gli altri comuni. Infine fra le cose positive occorre inserire anche il funzionamento delle Biblioteche, comunali e non, che si sono organizzate in maniera ottimale per far si che tutti i cittadini, volendo, possano trovare il tempo per arricchire il proprio bagaglio letterario e culturale in genere. Paolo Fabiani

na che l’Enel ha posizionato a Figline, però è sempre spenta e toccherebbe alla Regione autorizzarne l’accensione, mentre ha ‘cessato l’attività’ quella che la Sims aveva installato presso il campo sportivo di Incisa. Non risolveva i problemi, ma almeno conoscevi il livello delle ‘polveri sottili’. Sempre parlando di ambiente non si può prescindere dalla situazione in cui si trovano tante stazioni ecologiche del territorio, un degrado che Aer e il Comune cercano senza successo di risolvere. E’ colpa dell’inciviltà di tanti cittadini, oppure della carenza dei controlli da parte di chi di dovere? Un voto negativo dai cittadini arriva anche per la totale mancanza di collegamenti urbani nel territorio comunale. Come più volte abbiamo segnalato anche noi, a Figline c’è una ‘navetta’ che alcune volte al giorno collega l’autostazione con l’ospedale, il distretto sanitario e la periferia cittadina, un bus pagato anche con i soldi dei contribuenti incisani, anch’essi facenti parte del Comune Unico snza usufruire del servizio. Infine, fra gli argomenti segnalateci, figura la necessità di aumentare i rapporti fra l’amministrazione comunale e le forze imprenditoriali, magari per capire l’uno le ragioni dell’altro confrontandosi a tutto tondo, per capire cosa fare per incrementare investimenti e occupazione.


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16 FIRENZE CITTA’ METROPOLITANA

MARTEDÌ 12 GENNAIO 2016

SESTO FIORENTINO

Senza ‘testa’ e sicurezza Il centro attende il rilancio La ricchezza del tessuto imprenditoriale e sociale di FRANCO CALAMASSI

di SANDRA NISTRI

NON SI PUÒ non cominciare dalla testa, nell’elencare le cose che a Sesto non vanno. Ovvero dal fatto che da sei mesi non c’è un sindaco. L’assenza di un primo cittadino eletto democraticamente dai cittadini è una sorta di ‘sospensione’ della democrazia è non può non stare in cima alle cose che non vanno. Dallo scorso luglio, da quando il sindaco Sara Biagiotti è stato dimissionato a seguito della sfiducia della sua maggioranza, Sesto va avanti con due

DI SOLITO sui social, ma anche nelle conversazioni in piazza, l’accento è sulle cose che non funzionano. Ma è indubbio che Sesto possa contare su alcuni servizi e settori che, invece, costituiscono strumenti preziosi: impossibile citarli tutti e allora proviamo a indicarne alcuni, più generali. Un elogio particolare spetta, ad esempio, alla rete del volontariato che sul territorio ha una tradizione lunghissima: sono circa 40 ad esempio le associazioni impegnate sul fronte del sociale ma si può dire che in realtà l’apporto dei volontari sul territorio si estende a diversi campi compreso quello della Protezione civile. Molte sono le attività portate avanti dalle associazioni in convenzione con il Comune o con la Società della Salute, ad esempio quella dei trasporti sociali. Non solo volontari, ma anche sportivi i sestesi: nel 2013 (con numeri in aumento negli ultimi due anni) erano ad esempio ben 35 le

I più e i meno delle nostre città Le nostre città ai raggi X, mettendo sui piatti di un’ipotetica bilancia le cose buone e quelle meno buone, i successi conquistati e le cose da fare. Un viaggio fra i ‘più’ e i ‘meno’ dei comuni più importanti commissari: quello straordinario che guida l’amministrazione municipale, Garufi, e quello politico, Becattini, che cerca di rimetere ordine nelle questioni interne al Pd. Ed è ancora bagarre in vista delle prossime elezioni in programma per la fine della primavera. Che la città abbia bisogno di un governo forte e autorevole lo dimostra la condizione che vive il centro. Desertificazione è il termine più utilizzato per rappresentare questa realtà, fatta di funzioni pubbliche (la biblioteca e i luoghi di aggregazione) che hanno traslo-

Poca vita nelle strade del centro

Festa nella sede dell’Auser

discipline praticate sul territorio con 70 associazioni attive (60 delle quali iscritte all’albo). Per chi vuole praticare sport non ci sono però solo il calcio, la pallavolo, il basket, le arti marziali ma anche alcuni sport cosiddetti (a torto) minori e proposte originali come la «pole dance» o anche le minimoto. Sesto può vantare però anche una sostanziale tenuta in campo economico: nonostante la crisi, che anche qui si è fatta sentire, infatti come rivelato da una recente indagine Irpet presentata, pochi mesi fa, alla Fiera di primavera, il territorio sestese e quello della Piana ha risentito meno della recessione per la diversificazione delle attività produttive presenti. A Sesto poi sono presenti multinazionali come la Eli Lilly che si sta preparando ad un ulteriore ampliamento della struttura e produzione

Focus

con ricadute importanti sul piano occupazionale. Molta attenzione è anche riservata al sociale con progetti diventati anche un modello: per quanto riguarda l’Alzheimer, ad esempio, dal 2000 è aperto sul territorio un Centro d’ascolto Alzheimer gestito da Aima che, dal 2007, si trova all’interno del Centro diurno Luigi Amaducci in via Fratelli Rosselli mentre dal 2009 prosegue l’esperienza del Caffè Alzheimer, con la Cooperativa Elleuno, che riunisce, in un clima più sereno, malati, familiari, badanti ed operatori a Casa Guidi. Meritano un voto alto anche le scuole del territorio: se infatti, a volte, le strutture presentano ‘crepe’ e problemi la formazione e qualità dell’insegnamento della rete scolastica sestese, in ogni ordine e grado, è generalmente molto apprezzata con premi vinti anche a livello nazionale.

cato, di negozi che chiudono, riaprono, cambiano continuamente gestione, di strade sempre più vuote e desolate. La cartina di tornasole è la galleria Fosco Giachetti: voluta per dare lustro al centro, ora è l’emblema di un’operazione mal riuscita. Altro simbolo del centro che soffre è la situazione delle piazze gemelle, piazza del Mercato e piazza Lavagnini. Abbassate al poco nobile ruolo di parcheggi, sono tagliate a metà dal torrente Rimaggio. Il torrente non può essere coperto per ragioni di sicurezza, ma niente è stato fatto per evitare che l’area del torrente sia spesso una discarica di rifiuti. E che dire delle spallette delle sponde, brutte e anche pericolose, perché piuttosto basse. Poi c’è il tema della sicurezza, molto sentito dai sestesi. Le ultime settimane sono state segnate dalla serie impressionante di furti ai danni di asili nidi comunali. Pochi spiccioli il bottino, ma gli episodi danno la misura di un degrado del territorio. In collina fa acqua la situazione delle strade, con la Panoramica dei Colli Alti che paga un prezzo alto all’abolizione delle Province e all’assenza di risorse. Due le frane in atto, sulle quali non è possibile intervenire in maniera definitiva per mancanza di soldi, ma solo con provvedimenti tampone. Il viadotto all’altezza dell’Ulivo Rosso ha un pilone malridotto, mentre sopra Gualdo c’è urgente bisogno di bonificare il fronte roccioso che sovrasta la strada.


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Lo stato di salute dei comuni by Editoriale Nazionale - Issuu