Ministero dell’Istruzione dell’’Università e della Ricerca ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE SECONDA PROVA SCRITTA - ESEMPIO Indirizzo: LI01 – CLASSICO Tema di: LINGUA E CULTURA GRECA PRIMA PARTE: traduzione di un testo in lingua greca La pace come condizione di prosperità civile ed economica Agli inizi del IV secolo, attraverso le clausole della pace di Antalcida (386 a.C.), il Gran Re persiano Artaserse II impose ai Greci, ormai indeboliti da un endemico particolarismo politico, i principi di libertà e di autonomia: egli intendeva così di fatto impedire che una singola città tornasse a esercitare forme di egemonia sulle altre, come era accaduto in passato. Atene tentò allora la strada di una seconda lega navale: l’organismo federale, lungi dal riprodurre meccanismi imperialistici che erano stati propri della lega delio-attica di V secolo, mirava – almeno nominalmente – a garantire gli alleati contro eventuali prepotenze da parte di altri soggetti ellenici, fossero essi Sparta o Tebe. Quando però, venuto meno il rischio che da queste comunità proveniva, a sèguito delle battaglie di Leuttra (371 a.C.) e Mantinea (362 a.C.), anche la lega navale perse il suo scopo principale, Atene dovette affrontare la rivolta dei propri alleati che temevano ormai la città di cui avevano accettato a suo tempo la protezione. Tale è il contesto cui si riferisce l’orazione Sulla pace, composta da Isocrate attorno alla metà degli anni ‘50 del IV secolo, poco prima o poco dopo la fine della guerra sociale (357-355 a.C.). Il discorso, rivolto ai propri discepoli con finalità pedagogiche, ma concepito in realtà per circolare nel più ampio ambiente cittadino, si schiera contro l’imperialismo ateniese presente e passato, e caldeggia invece una rinascita morale della città, a partire da quei principi educativi che l’oratore stesso coltivava nella cerchia della sua scuola. PRE-TESTO Non ci accontenteremo dunque di vivere nella nostra città senza paura, di avere beni in quantità, di essere in armonia all’interno fra di noi e di godere di un buon nome fra tutti i Greci? Per quanto mi riguarda, credo proprio che a queste condizioni la città sarebbe perfettamente prospera. ῾Ο μὲν τοίνυν πόλεμος ἁπάντων ἡμᾶς τῶν εἰρημένων ἀπεστέρηκεν· καὶ γὰρ πενεστέρους ἐποίησεν καὶ πολλοὺς κινδύνους ὑπομένειν ἠνάγκασεν καὶ πρὸς τοὺς ῞Ελληνας διαβέβληκεν καὶ πάντας τρόπους τεταλαιπώρηκεν ἡμᾶς. ῍Ην δὲ τὴν εἰρήνην ποιησώμεθα καὶ τοιούτους ἡμᾶς αὐτοὺς παράσχωμεν οἵους αἱ κοιναὶ συνθῆκαι προστάττουσιν, μετὰ πολλῆς μὲν ἀσφαλείας τὴν πόλιν οἰκήσομεν, ἀπαλλαγέντες πολέμων καὶ κινδύνων καὶ ταραχῆς εἰς ἣν νῦν πρὸς ἀλλήλους καθέσταμεν, καθ' ἑκάστην δὲ τὴν ἡμέραν πρὸς εὐπορίαν ἐπιδώσομεν, ἀναπεπαυμένοι μὲν τῶν εἰσφορῶν καὶ τῶν τριηραρχιῶν καὶ τῶν ἄλλων τῶν περὶ τὸν πόλεμον λειτουργιῶν, ἀδεῶς δὲ γεωργοῦντες καὶ τὴν θάλατταν πλέοντες καὶ ταῖς ἄλλαις ἐργασίαις ἐπιχειροῦντες αἳ νῦν διὰ τὸν πόλεμον ἐκλελοίπασιν. ᾿Οψόμεθα δὲ τὴν πόλιν διπλασίας μὲν ἢ νῦν τὰς προσόδους λαμβάνουσαν, Pag. 1/2