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V. LA STRATEGIA DI RIFORMA DEL GOVERNO

V.1. PROGRAMMA DI GOVERNO E RACCOMANDAZIONI AL PAESE La legislazione italiana prevede che nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza il Governo riveda il Programma Nazionale di Riforma (PNR) in relazione alle Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea1. Il PNR presentato al Parlamento a fine aprile, redatto da un governo dimissionario, presentava unicamente una fotografia delle riforme e delle politiche già legiferate e in fase di attuazione. Il presente capitolo costituisce quindi la prima occasione per il Governo in carica di presentare i propri orientamenti di riforma e l’avvio del proprio programma. Una trattazione più ampia ed approfondita sarà presentata fra sei mesi nel Documento di Economia e Finanza (DEF) 2019. Il Contratto di Governo firmato dai leader della coalizione di Governo formula degli obiettivi ambiziosi in campo economico e sociale, dall’inclusione alla tassazione e al welfare, dal controllo dell’immigrazione al ritorno ad una crescita più sostenuta dell’economia e dell’occupazione. A tal fine, il Governo ritiene prioritario rilanciare gli investimenti pubblici, che quest’anno probabilmente toccheranno un nuovo minimo dell’1,9 per cento in rapporto al PIL (da una media del 3,0 per cento nel decennio precedente la crisi del debito sovrano nel 2011). La caduta delle opere pubbliche ha avuto un forte effetto depressivo sull’attività economica. Inoltre, come evidenziato drammaticamente dal recente crollo di un viadotto autostradale a Genova, le infrastrutture del Paese hanno urgente bisogno di manutenzione e modernizzazione. Lo sforzo deve coinvolgere non solo le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli di governo, ma anche le società partecipate o titolari di concessioni pubbliche. Gli opportuni cambiamenti organizzativi e regolatori saranno prontamente introdotti onde rimuovere gli ostacoli che hanno frenato le opere pubbliche e assicurare congrui livelli di investimento da parte delle società concessionarie. Di importanza fondamentale è anche la riduzione del debito pubblico, che da ormai trent’anni vincola le politiche economiche e sociali dell’Italia e che va affrontato a prescindere dalle regole di bilancio europee al fine di liberare spazi di bilancio e di riduzione della pressione fiscale. Nel suo discorso inaugurale alle Camere, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sottolineato l’importanza della stabilità finanziaria e della riduzione del debito pubblico per conseguire gli obiettivi economici e sociali che il Governo si propone. I livelli di rendimento a cui lo Stato si indebita sono un termometro della fiducia nel Paese e nelle sue finanze pubbliche e giocano un ruolo cruciale nel determinare

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Art. 10-bis, comma 1.c, Legge 196 del 31 dicembre 2009.


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