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3.7.4 la costruzione delle unità gestionali
from Analisi Rete Natura 2000 Dolomiti UNESCO: ipotesi di armonizzazione normativa e gestione "aree 5%"
3.7.4 la costruzione delle unità gestionali Al fine di restituire, anche dal punto di vista visivo, il quadro unitario dei livelli di tutela del Patrimonio Dolomiti UNESCO sarà utile costruire una ripartizione dello stesso sulla base di una legenda comune che comprenda sia le macro classi di tutele desunte dai Piani dei Parchi sia dalle misure di conservazione della rete natura 2000 . In tal senso questa speciale zonizzazione ( le UNITA’ GESTIONALI dello schema precedente) costituirà la base su cui basarsi per territorializzare le azioni comuni di cui al precedente schema. Per la definizione della legenda comune è utile partire dallo zoning definito dai Piani dei Parchi. Ad esclusione della Provincia di Bolzano, che non individua una zonizzazione, gli altri Piani dei Parchi individuano una zonizzazione con diversi gradi di tutela relativi ai diversi gradi di naturalità delle zone stesse all’interno dell’ambito dei Parchi: 1. Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Area di Promozione Economica e Sociale Area di Protezione Riserva generale orientata di tipo B1 Riserva generale orientata di tipo B2 Zona Integrale Sede di sentiero classificata come Riserva generale orientata 2. Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo RO – Riserva naturale Orientata RN – Riserva ad evoluzione naturale SP – Zone a destinazione silvo-pastorale PE – Zone di penetrazione CPE – Zone strettamente contigue di penetrazione 3. Parco Naturale delle Dolomiti Friulane RN – Zona di tutela naturalistica RG1 – Zona di tutela generale ad alta protezione RG2 – Zona di tutela generale d media protezione RP – Zona destinata a strutture funzionali al Parco
4. Parco Naturale Adamello Brenta Riserve Speciali Riserve integrali Riserve Guidate Riserve controllate 5. Parco Naturale Adamello Brenta Zone A – Riserve Integrali Zone B - Riserve Guidate Zone C – Riserve Controllate Zone D – Riserve Speciali
Per ogni zona i Piani Ambientali individuano specifiche norme relative non solo agli aspetti prettamente ambientali e naturalistici ma anche edificato/edificazione, infrastrutture e fruizione. A differenza dei Piani di Gestione delle Aree Natura 2000, i Piani dei Parchi hanno infatti anche una funzione di indirizzo
urbanistico e devono obbligatoriamente recepire le Misure di Conservazione individuate per la Rete Natura 2000. Facendo una sintesi e aggregando le voci di legenda definite dai Piani Ambientali, è possibile differenziare le aree protette in tre categorie: - massima di tutela: che comprende tutte le aree ad alta naturalità dove i piani vietano qualsiasi attività antropica; - tutela attiva : che comprende le aree in cui la presenza dell'uomo ha influito sulle sue caratteristiche e dove i piani consentono attività tradizionali quali sfalci e gestione del bosco; - sviluppo: sono le aree in cui sono presente diverse attività antropiche e in cui sono consentite attività di valorizzazione turistica o altro.
Anche le misure di conservazione, pur non avendo valenza urbanistica, incidono, con le loro azioni, sul grado di possibile fruizione ed utilizzo del territorio. E' quindi possibile definire, attraverso la mappatura degli Habitat associata alle misure di conservazione definire una . Questa azione permetterebbe quindi di avere una sorta di zonizzazione dell'intero patrimonio che, pur non avendo cogenza normativa, può restituire sia il quadro delle coerenze delle tutele presenti nel Patrimonio sia una base grazie alla quale risulteranno facilitate le relazioni tra i diversi gestori delle aree protette e la costruzione di nuove forme di governance.