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Edizioni NPE
è un marchio in esclusiva di Solone srl Via Aversana, 8 – 84025 Eboli (SA) edizioninpe.it
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Claudio Ferracci
Direttore de La Biblioteca delle Nuvole di Perugia
Molto si è scritto di Attilio Micheluzzi, architetto prestato al fumetto quasi per caso a seguito di personali disavventure e prematuramente scomparso nel 1990, che si è guadagnato, in una ventina d’anni di attività, il titolo di grande autore di quell’epoca del fumetto italiano, tra gli anni Settanta e Ottanta, defnita “irripetibile”. E contrariamente a quanto successo in vita, durante la quale fu un po’ ignorato dalla critica di settore probabilmente per non aver cavalcato tematiche “modaiole”, molto se ne scriverà ancora, visto l’importante apporto, sia dal punto di vista grafco che da quello narrativo, dato allo sviluppo del moderno linguaggio del fumetto.

Copertina del «Corriere dei Ragazzi» n. 35 del 1975. Tutti i diritti riservati.
L’autore, che avrebbe poi dato vita ad autentici capolavori come Petra Chérie, Marcel Labrume, Rosso Stenton, Air Mail e tanti altri (tutti pubblicati in questa stessa collana, NdR) dopo un inizio quasi timido sul «Corriere dei Ragazzi» (dal 1972, con lo pseudonimo di Igor Artz Bajef ) propone alla rivista il suo primo personaggio, Johnny Focus1, un fotoreporter che vive avventure di stampo piuttosto classico in giro per il mondo.
Ma, nel frattempo, si presta a realizzare diverse storie brevi, autoconclusive, che sono considerate il fore all’occhiello di una testata comunque mitica (basti pensare che ospitava, solo per citarne alcuni, Guido Buzzelli, Giorgio Cavazzano, Sergio Toppi, Dino Battaglia,
1 Micheluzzi realizza 18 episodi di «Johnny Focus» per il «Corriere dei Ragazzi», ne realizzerà successivamente altri cinque per la rivista «Orient Express».

Silver…). Si tratta delle indimenticabili narrazioni a fumetti, ideate e scritte in gran parte da Mino Milani, redattore e praticamente factotum della rivista, primo scrittore di fumetti a realizzare quello che oggi chiamiamo “fumetto di realtà”2. Grande appassionato di storia, Milani la introdusse nella rivista con racconti accattivanti, mai didascalici, sui quali lavorarono i migliori disegnatori del momento.
Fu un’intuizione inserire nella rosa Micheluzzi, quasi un’esordiente allora, ma che aveva una grande passione per la storia, le narrazioni belliche, la documentazione riguardante armamenti e divise e che stava già dimostrando un taglio fortemente cinematografco delle inquadrature.
Se vogliamo abusare del parallelismo tra fumetto e cinema (la cui infuenza su Micheluzzi è indiscutibile) potremmo dire che abbiamo a che fare con un notevole “regista” (ritenendo che Milani, in special modo, lasciasse una discreta libertà nella scelta delle inquadrature) ma soprattutto un formidabile “direttore della fotografa”, per il modo nuovo e personale di gestire la luce e l’ombra, che diverrà sempre più essenziale ed efcace, ma che già da queste prime opere lascia intravedere (specie nelle storie pubblicate in bianco e nero) il genio grafco della maturità.
Analizzando le singole storie contenute in questa raccolta in ordine cronologico, pubblicate tra il 1974 ed il 1976 sul «Corriere dei Ragazzi», non possiamo che stupirci della rapidità dell’evoluzione stilistica dell’artista.
La pista della salvezza, è una storia pubblicata sul primo numero del 1974 della rivista, a colori, ambientata in Cirenaica, nel 1941, in piena “guerra del deserto”, e ha come protagonista un pilota da caccia italiano. L’episodio narrato potrebbe anche non essere mai accaduto o, più probabilmente, Milani (autore del testo, anche se qui si frma con uno dei suoi tanti pseudonimi “P. Selva”) lo ha estratto da qualche memoriale di guerra.

Un FIAT G.50, caccia italiano già collaudato nella Guerra di Spagna. I primi 27 G.50 arrivarono in Libia il 27 dicembre 1940, dagli aeroporti di Brindisi e Grottaglie. Tutti i diritti riservati.
2 Il termine “fumetto di realtà”, contrapposto alle dominanti “storie di fantasia”, è stato coniato da Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis, autori di fumetti e operatori culturali che così intitolarono il festival Komicazen dedicato a questo particolare genere, che si tiene a Ravenna.
Rientra in una serie di storie dal titolo Il gioco del destino , che Milani concepisce per inanellare narrazioni di fatti reali ma stupefacenti. Micheluzzi, che invece ha smesso di firmarsi con lo pseudonimo, in questa fase firma addirittura ogni singola pagina (una cosa che smetterà di fare già dalle storie successive) come a significare che cominci a essere un po’ orgoglioso del suo lavoro di fumettista. La colorazione non è di grande livello, limitandosi a due toni di beige e un unico azzurro per i cieli del deserto. Anche il disegno di Micheluzzi presenta alcune incertezze, e soprattutto si nota qualche difficoltà nel montaggio della pagina, che costringe l’autore a usare delle freccette per indicare l’ordine delle vignette al lettore.

Corri o muori , pubblicata nel numero successivo ma in bianco e nero, è scritta sempre da Milani, che stavolta si firma “E. Ventura” (ma davvero era così importante non far vedere che le scriveva quasi tutte lui, queste storie?). Anche qui i protagonisti sono italiani, in questo caso partigiani sull’Appennino, e la storia è ambientata nel 1944. Si tratta di un piccolo episodio, una storia di sole quattro pagine, ma raccontata con un ritmo efficace e, soprattutto, con notevole maestria nell’uso del chiaroscuro, salvata fortunatamente dalla colorazione tipografica.
Il folle volo di Danny Nowell , altra storia della serie Il gioco del destino e ancora firmata “P. Selva”, è pubblicata a colori; per quanto la colorazione sia sempre introdotta tipograficamente, sembra che chi se ne è occupato abbia dovuto sforzarsi un po’ di più, data l’ambientazione (data non pervenuta) durante una sorta di festa di paese nella ridente località di Marin, California, con tanto di gara di mongolfiere. La vicenda del ragazzo protagonista del “folle volo” si configura ancora come la narrazione di un fatto di cronaca, a lieto fine, ma con una buona dose di pathos. Micheluzzi firma solo un paio di tavole, forse quelle che ritiene più riuscite. Con il suo tratto sempre più essenziale riesce a far percepire lo spazio dilatato del cielo solcato dagli aerostati nonostante la contingenza di infilare otto/dieci vignette per pagina.


Locandina del flm americano che rievoca le vicende di Guadalcanal, regia di Lewis Seiler, 1943. Tutti i diritti riservati.
I sei mesi di Guadalcanal reca per sottotitolo “7 agosto 1942-22 gennaio 1943” ed è la cronaca della complicata conquista dell’isola, fondamentale presidio militare nel Pacifco, da parte dell’esercito americano. Fa parte della fortunata serie «Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani», che consentirà allo scrittore di spostarsi nel tempo e nella storia per raccontare fatti reali di grande impatto emotivo. Pubblicata a colori sul «Corriere dei Ragazzi» numero 2 del 1975, sembra già una svolta qualitativa interessante per il lavoro di Micheluzzi, che realizza un montaggio della pagina più ordinato, riuscendo a piegare le sue esigenze di disegnatore a favore della chiarezza e leggibilità della storia, che è uno dei capolavori di Milani. Solo lo scrittore pavese, infatti, riesce a confezionare una narrazione epica senza protagonisti, senza distinzione tra buoni e cattivi, anzi inserendo piccoli spunti di umanità nella fredda cronaca di un massacro, trasmettendo allo stesso tempo un’informazione che sembra banale ma non lo è: i giapponesi non sono tutti uguali.
Guerra all’Est è ancora una storia della serie «Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani» ma questa volta si tratta di vicende di guerra accadute all’inizio del secolo scorso, durante il confitto russo-giapponese del 1904. Formidabile l’incipit, basato sul motto “l’Asia agli asiatici”, con una lezione sulla spocchia e i pregiudizi dell’Europa colonialista. Micheluzzi, che ha ormai collaudato il taglio a larghe vignette orizzontali, realizza un ottimo lavoro, forse un po’ penalizzato dalla mediocre colorazione tipografca.


Copertina del «Corriere dei Ragazzi» n. 7 del 1975. Tutti i diritti riservati.
Vignetta del giornale francese «Le Figaro», rafgurante i giapponesi che sfdano l’orso russo-giapponese. Tutti i diritti riservati.

Fanteria giapponese, illustrazione di J. H. Barend Koekkoek, 1905. Tutti i diritti riservati.

La corazzata senza gloria è ancora di Milani. Micheluzzi ha smesso di frmare le tavole, forse per la percezione che il suo stile è ormai conosciuto e inconfondibile, forse perché ritiene sufciente il nome sotto il titolo. Pubblicata a colori ma questa volta con una cura maggiore, forse seguendo indicazioni del disegnatore, ha per protagonista nientemeno che una corazzata tedesca, la Tirpitz. Ancora una volta Milani ci stupisce raccontando vicende profondamente umane senza protagonisti umani, fa pensare che per vedere qualcosa di simile altrove, ad esempio nel cinema, dovremo aspettare Dunkirk di Christopher Nolan, nel 2017! Micheluzzi stupisce, con tagli interessanti e a volte spettacolari, come nell’ultima vignetta della quinta pagina, in cui mostra un’inedita visione di bombardamento aereo.


Frontespizio della prima edizione di Te life and strange surprising adventures of Robinson Crusoe of Tork, Mariner. Tutti i diritti riservati.
(a sinistra)
Afondate la Tirpitz, volume di Léonce Peillard, Longanesi 1969. Tutti i diritti riservati.
(a destra) La terribile corazzata tedesca Tirpitz. Tutti i diritti riservati.
Il solitario di Juan Fernandez è una storia particolare, scritta da Milani ma ambientata, a diferenza di tutte le altre, all’inizio del Settecento. Viene pubblicata a colori sull’inserto staccabile allegato al «Corriere dei Ragazzi», Albo Avventura, nel quale erano già stati ospitati alcuni episodi di «Johnny Focus». Si tratta della vera storia (neanche a dirlo) di Alexander Selkirk e della sua permanenza forzata su un’isola deserta. La vicenda ispirò, come è noto, il romanzo Te Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe of York, Mariner, titolo poi brutalmente tradotto

da noi con un lapidario “Robinson Crusoe”, scritto infatti dal londinese Daniel De Foe nel 1719, dieci anni dopo il ritrovamento dello sventurato Selkirk. Dal punto di vista tecnico, qui Micheluzzi comincia a “sfondare” qualche vignetta, cioè le realizza senza bordi perché comunque incasellate dalle altre. Da notare che la copertina non è di Micheluzzi, ma di Renato Frascoli3.
Il pilota fantasma, storia pubblicata in bianco e nero sul «Corriere dei Ragazzi» numero 32 del 1975, è sceneggiata da un altro grande scrittore di fumetti italiano, Alfredo Castelli. Per rientrare nella serie «Il fumetto della realtà» è forse un po’ “fantastica”, ma vuoi per l’afascinante trattamento dei chiaroscuri, vuoi per un uso nuovo e suggestivo delle onomatopee, può essere considerata veramente un’opera della completa maturità di Micheluzzi, qui chiamato a disegnare aerei della prima guerra mondiale, quindi perfettamente a suo agio.


(a sinistra)
Schema costruttivo dell’aereo da caccia Spad VII.
(a destra)
Copertina del volume dedicato allo Spad, di Jon Guttman, 2002. Tutti i diritti riservati.
Il sommergibile che afondò tre volte è un’altra storia dell’indimenticabile ciclo «Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani». Suggestiva narrazione, di nuovo con protagonista non umano, ma nonostante ciò ancora una volta carica di pathos e di umanità. Micheluzzi ne sembra fero, visto che frma la prima e l’ultima vignetta, e ne ha ben donde, vista l’alta qualità del suo disegno in bianco e nero. In particolare, con maestria, nella prima vignetta “evoca” più che disegnarla una Londra immersa nella nebbia. Nebbia che ricorrerà, nella storia, rappresentata in maniera impressionista ma con una semplicità disarmante.
3 Renato Frascoli, che in alcuni casi si frma anche con lo pseudonimo “Taner”, è stato un disegnatore di fumetti nato a Como nel 1927. Ha realizzato illustrazioni per il «Corriere della Sera», per altre testate e per la pubblicità, nonché fumetti per il «Corriere dei Piccoli» e per il «Corriere dei Ragazzi».



Molto tempo prima è una storia particolare, scritta da Mauro Moretti, facente parte della serie «Il fumetto della realtà», anche se, a ben vedere, ha ben poco di reale. Micheluzzi da il meglio di sé con il suo bianco e nero, anche se nel piccolo formato assunto ormai dalla rivista, dieci vignette per pagina of rono poche opportunità espressive; inoltre la storia non f la, la sceneggiatura è incerta.
La battaglia d’Inghilterra è ancora una storia senza protagonisti, pubblicata in bianco e nero, racconto del tentativo di Hitler di invadere l’Inghilterra nel 1940. Sceneggiata dal sapiente Milani, miscela la drammaticità dei bombardamenti sulle città inglesi con aneddoti sui piloti della Royal Air Force, raccontando, grazie a una sintesi estrema e ai disegni fortemente evocativi di Micheluzzi, una vicenda complessa in sole sei pagine, con un inserto a doppia pagina a colori riproducente aerei e insegne della guerra aerea nei cieli d’Inghilterra.

(a sinistra) Guida tecnica ai bombardieri tedeschi della seconda guerra mondiale 1939-45, di Tomas Newdick, 2020. Tutti i diritti riservati.
(a destra) Film documentario di Frank Capra sulla Battaglia d’Inghilterra. Tutti i diritti riservati.


Operazione Frankton, della serie «Il fumetto della realtà», è frmata da un non meglio identifcato “P. Maltese”. Che si tratti di un ulteriore pseudonimo di Milani? Lo stile narrativo somiglia molto a quello del redattore, ma la qualità dell’opera è soprattutto nello stupendo lavoro di Micheluzzi nelle scene notturne, esaltato dalla stampa in bianco e nero. Il disegnatore, che di nuovo non si frma, torna a scontornare qualche vignetta, come fosse stato infuenzato da certe sperimentazioni del collega Dino Battaglia, con grande efcacia in termini di eleganza della composizione della pagina.
Nuvolari è fnalmente una storia scritta e sceneggiata dallo stesso Micheluzzi, ormai impeccabile e grafcamente molto rafnato. Prende spunto dalle parole di una canzone di Lucio Dalla dedicata al leggendario pilota, e sviluppa in poche pagine un’intensa biografa, forse un po’ verbosa per una narrazione a fumetti se confrontata con lo stile narrativo di Milani, ma comunque un’opera di altissimo livello. Una curiosità: Micheluzzi inserisce sé stesso, con un cameo, nell’ultima vignetta della quinta pagina, dando così un volto alla voce narrante del racconto.
Insomma, una serie di storie che evidenziano l’evoluzione grafca di un maestro, scritte da altri maestri del fumetto italiano, che aprono la via, cinquant’anni or sono, alle infnite possibilità narrative del linguaggio del fumetto e, dal punto di vista grafco, ne dimostrano le immense potenzialità artistiche.

L’Alfa Romeo di Nuvolari, venduta all’asta per 7 milioni di euro. Tutti i diritti riservati.










Volumi di Attilio Micheluzzi già pubblicati in questa collana:
Personaggi famosi – ISBN: 978-88-36272-89-1
Il principe e il povero – ISBN: 978-88-36272-71-6
I grandi generali – ISBN: 978-88-36272-65-5
I promessi sposi – ISBN: 978-88-36272-56-3
Bab-el-Mandeb – ISBN: 978-88-36272-21-1
Mermoz – ISBN: 978-88-36271-81-8
L’uomo del Khyber – ISBN: 978-88-36271-90-0
Air Mail – ISBN: 978-88-36271-00-9
Rosso Stenton – Integrale– ISBN: 978-88-94818-59-8
Petra Chérie – ISBN: 978-88-36270-88-0
L’uomo del Tanganyka – ISBN: 978-88-36270-75-0
Roy Mann – ISBN: 978-88-36270-32-3
Afghanistan – ISBN: 978-88-94818-46-8
Siberia – ISBN: 978-88-94818-45-1
Pizarro in Perù – ISBN: 978-88-94818-40-6
Titanic – ISBN: 978-88-94818-22-2
Marcel Labrume – ISBN: 978-88-94818-21-5

La casa editrice del fumetto d’autore
