Silvio Bulgarini Alessandro Merigo Una rinascita intelligente
Sirmione
Frutto dell’applicazione degli incentivi legati al Superbonus 110%, Villa Chiara è il risultato di una progettazione che ha seguito attentamente i protocolli Passivhaus e CasaClima. Il nuovo edificio, nato dalla demolizione e ricostruzione della residenza preesistente altamente energivora, è oggi un punto di riferimento per una nuova edilizia che unisce energia, comfort e durabilità
Quando applicato correttamente, il Superbonus 110% è stato uno strumento di rigenerazione edilizia consapevole, capace di coniugare tecnologia, comfort e sostenibilità e Villa Chiara, l’abitazione oggetto di questo approfondimento, ne rappresenta un esempio virtuoso.
Gli interventi di ripristino hanno infatti riguardato un edificio residenziale degli anni Sessanta, energivoro e privo di comfort, che è stato demolito e ricostruito secondo i criteri della progettazione passiva e i più elevati standard CasaClima, fino al conseguimento della certificazione in classe Gold.
La nuova costruzione ha una struttura in muratura in calcestruzzo aerato autoclavato con isolamento in pannelli di idrati di silicati di calcio, soluzione minerale che unisce leggerezza, traspirabilità e inerzia termica. L’accurata progettazione passiva dell’edificio, di cui non si sono potuti modificare l’orientamento e le aperture a causa dei vincoli esistenti, ha permesso di ridurre le dispersioni termiche,
Silvio Bulgarini, Alessandro Merigo
anche attraverso una platea isolata e disgiuntori termici su balconi e gronde, garantendo in tal modo la continuità dell’involucro e il controllo dei ponti termici. L’impiantistica si integra in modo coerente con la strategia passiva: il sistema, costituito da un aggregato compatto con recupero attivo di calore e pre-temperamento geotermico, mantiene il microclima interno stabile e salubre durante tutto l’anno, riducendo i fabbisogni energetici. I pannelli fotovoltaici in copertura completano l’approccio “energy positive”, consentendo all’edificio di raggiungere la classe A4 e un bilancio energetico quasi neutro. Infatti, pur con un volume più ampio rispetto all’edificio originario, Villa Chiara registra consumi molto inferiori alla precedente costruzione in classe G, offrendo al contempo un comfort termico, acustico e ambientale di livello superiore.
Villa Chiara è oggi, pertanto, un riferimento per la nuova edilizia post-Superbonus: progettazione che segue lo standard Passivhaus e materiali naturali e tecnologie integrate che diventano strumenti concreti per costruire un’abitazione che unisce efficienza, benessere e valore duraturo nel tempo. Quest’anno l’abitazione otterrà anche la certificazione Passivhaus.
Progetto architettonico geom. Silvio Bulgarini, Desenzano del Garda (BS)
Strutture ing. Denis Bellini, Cavriana (MN)
Direttore dei lavori geom. Silvio Bulgarini, Desenzano del Garda (BS)
Un edificio nasce per durare almeno cinquant’anni e progettarlo secondo i limiti imposti dalla normativa vigente significa consegnare ai committenti un immobile che è già vecchio, pur essendo appena stato costruito. La vera sostenibilità, pertanto, sta nella capacità di anticipare il futuro, non di inseguirlo.
Basta solo un esempio per avvalorare quest’ultima frase. Gli edifici passivi costruiti trent’anni fa sono oggi perfettamente allineati agli standard europei ZEB 2030, a dimostrazione che chi li ha progettati con una corretta visione del futuro ha creato valore duraturo. È indispensabile quindi progettare in modo lungimirante ed essere capaci di pensare all’involucro come parte permanente e agli impianti come elementi evolutivi. Non è sufficiente rispettare la norma: occorre superarla per garantire comfort, efficienza e resilienza nel tempo. Progettare edifici passivi significa costruire secondo le regole di domani: meno energia, più benessere e maggiore valore.
Realizzazione dell’isolamento della platea di fondazione e della muratura in blocchi di calcestruzzo aerato autoclavato e pilastri in c.a.
Parete esterna (A) dall’esterno - finitura e rasatura
- cappotto in idrati di silicati di calcio idrofilo (200 mm)
- muratura in c.a.a. (300 mm)
- intonaco a base di calce (20 mm)
1 cassonetto monoblocco isolato
Parete esterna (B) dall’esterno - finitura e rasatura
- cappotto in EPS idrofilo (200 mm)
- muratura in c.a.a. (300 mm)
- intonaco a base di calce (20 mm)
2 cappotto in idrati di silicati di calcio (200 mm)
3 disgiuntore termico per balconi
La costruzione del solaio interpiano; l’isolamento del massetto del piano terra; la coibentazione della copertura.
Silvio Bulgarini, Alessandro Merigo
La serpentina del pre-temperamento geotermico; le tubazioni dell’impianto a tutt’aria; l’aggregato compatto; l’impianto fotovoltaico sulla copertura piana e nascosto alla vista.
Costruire la qualità
Uno degli aspetti più significativi del progetto Villa Chiara è rappresentato dal coinvolgimento di imprese che non avevano all’attivo precedenti esperienze di realizzazione di edifici CasaClima o passivi. Nonostante ciò, grazie a una progettazione chiara e una consulenza tecnica esperta, è stato possibile raggiungere standard di eccellenza certificati. Il consulente, ad esempio, con la sua esperienza consolidata nel settore dell’edilizia ad alte prestazioni, ha affiancato le maestranze in ogni fase operativa, dalla posa dell’isolamento alla cura dei nodi costruttivi, fino al collaudo finale. Questo approccio ha permesso di trasferire competenze e metodo, dimostrando che l’efficienza energetica non è appannaggio di pochi specialisti, ma una pratica replicabile quando esiste un progetto ben definito e una guida competente.
Villa Chiara, dunque, dimostra che gli edifici ad alte prestazioni sono reali e realizzabili e non riservati solo a nicchie di mercato o a imprese d’élite. Sono costruzioni concrete, che possono essere costruite da professionisti e imprese che operano con attenzione, coordinamento e visione. In un mercato che cambia, la formazione e il supporto tecnico diventano il vero ponte tra edilizia tradizionale e costruzione sostenibile.
Parete esterna (C) dall’esterno - finitura e rasatura - cappotto in EPS (200 mm) - muratura in c.a.a. (300 mm)
- intonaco a base di calce (20 mm)
1 isolamento XPS 700 KPa (100 mm)
2 tubazioni pre-temperamento geotermico (Ø 25 mm)
3 guaina impermeabilizzante elastomerica (4 mm)
4 isolante in XPS (50 mm)
5 rasatura con malta bi-componente (15 mm)
6 isolamento XPS in doppio strato
incrociato (100 + 100 mm)
7 fascia taglia umidità con guaina elastomerica (2 mm)
8 primo corso in blocchi di c.a.a. idrofugati (300 mm)
La posa del cappotto in pannelli di idrati di silicato di calcio con diverso materiale al piede della parete; il monoblocco coibentato delle finestre; il cappotto in EPS.
Silvio Bulgarini, Alessandro Merigo
In questa pagina e alla pagina seguente, la zona living da diversi punti di vista.
Fin dall’inizio del suo cammino professionale, il geom. Alessandro Merigo unisce la passione per la progettazione di edifici confortevoli con l’ecologia. Nel 2006 si approccia al concetto di edificio passivo, iniziando la sua formazione prima con i corsi CasaClima base e avanzato e proseguendo poi con il percorso Passive House. Nel 2009 segue infatti il primo corso e nel 2012 acquisisce la doppia qualifica Passive House internazionale e nazionale con il Passive House Institut Italia con cui avvia importanti collaborazioni. Partecipa a convegni e seminari, dove a volte interviene anche come relatore. Dal qualche anno con lo studio Imvelo Design supporta, assieme ai suoi collaboratori, privati, imprese edili, studi di progettazione e immobiliari nello sviluppo di concetti energetici e sostenibili per i loro progetti. Ogni lavoro è seguito nei minimi dettagli, offrendo soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente. Dopo due mandati come Presidente dell’associazione IG Passivhaus Lombardia, oggi fa parte del Consiglio Direttivo continuando a divulgare i concetti delle case passive.
Altri progetti
Villa Dar’ya, Muscoline (BS): Nuova costruzione di abitazione passiva.
Bifamiliare a Lumezzane (BS). Demolizione e ricostruzione passiva e in legno di edificio residenziale.
Il recupero del patrimonio edilizio esistente rappresenta un corretto approccio verso la sostenibilità in architettura, sostenibilità che deve essere perseguita con il giusto equilibrio senza eccedere nella standardizzazione, ma lasciando all’architettura, alla qualità compositiva e spaziale un ruolo centrale. Casa FE è una sintesi di questo pensiero che unisce forma architettonica, scelte energetiche e tecnologiche in chiave contemporanea
Casa FE si colloca in un ambito suggestivo che ne ha favorito la massima apertura visiva sul paesaggio circostante, aspetto che ha indirizzato fin da subito la progettazione del nuovo edificio.
Una massa compatta è stata dunque plasmata per creare una relazione con lo sviluppo lineare dell’asse pedemontano da un lato e con la montagna retrostante dall’altro. È stato definito così un corpo con un’ampia copertura caratterizzata da tre diverse pieghe che corrispondono ad altrettanti ambiti ben definiti della distribuzione interna.
Leggeri scostamenti e piegature determinano protezione e ombreggiatura delle parti del fabbricato maggiormente esposte. La piega della copertura assume un forte ruolo anche nella caratterizzazione dello spazio interno: varcata la porta d’ingresso si incontra infatti uno spazio che si ampia verso l’alto e dal quale è possibile cogliere il funzionamento e la distribuzione della casa: al piano terra la penombra definisce l’ambito della zona notte, mentre al piano primo è la luce a qualificare la zona giorno.
La doppia altezza che contraddistingue l’atrio d’ingresso lega
All’abitazione si accede da sud, l’ingresso è protetto dallo sbalzo del piano superiore.
strettamente le due sfere dell’abitare ed è individuata da una scala in acciaio ancorata a un muro in calcestruzzo armato faccia a vista. La salita al piano superiore è accompagnata dalla pendenza della copertura, rivestita internamente in pannelli di legno, che culmina per poi ripiegare su una trave in acciaio.
Nella zona living il focolare, posizionato al centro dello spazio, diventa un forte elemento simbolico dell’area che è caratterizzata, inoltre, da ampie vetrate le quali creano una stretta relazione tra l’interno e il paesaggio circostante.
L’intervento nasce dalla demolizione e ricostruzione fuori sagoma e sedime di un fabbricato residenziale di scarso pregio architettonico e con notevoli carenze sotto il profilo strutturale ed energetico.
La riqualificazione ha permesso così di ottenere un fabbricato suggestivo sotto il profilo architettonico e funzionale e di raggiungere elevati standard sia dal punto di vista strutturale sia da quello energetico.
ing. Barbara Cassan, San Giorgo della Richinvelda (PN)
Appaltatore
Impresa Edile Capovilla Valerio di Capovilla Ivan, Castello d’Aviano (PN)
Lavori
febbraio 2021 – dicembre 2022
Superficie utile 127 m2
Trasmittanza media pareti esterne
0,21 W/m2K
Trasmittanza media solaio contro terra
0,235 W/m2K
Trasmittanza media copertura
0,14 W/m2K
Trasmittanza media superfici trasparenti 0,94 W/m2K
Fabbisogno energia per riscaldamento 26,19 kWh/m2 anno
Planimetria
Sezione est-ovest
Piano primo
Piano terra
Un progetto sostenibile
Trattandosi di un’area già costruita, la sostenibilità dell’intervento ha riguardato principalmente il contenimento del consumo di suolo, oltre all’utilizzo di tecnologie a basso impatto adottate sia per la coibentazione dell’involucro sia per la dotazione impiantistica dell’edificio.
Strutturalmente il fabbricato è costruito in muratura armata di laterizio per le parti in elevazione, mentre il solaio di piano è costituito da una soletta monolitica che rimane a vista in alcune parti.
La copertura ha struttura lignea ed è caratterizzata da un rivestimento interno in pannelli di abete che defi-
niscono una superficie continua in legno.
L’involucro è stato coibentato sul lato interno, a “scatola chiusa”, ponendo particolare attenzione alla tenuta all’aria e alla risoluzione dei ponti termici.
A eccezione di un termocamino, l’immobile utilizza principalmente l’elettricità e il funzionamento è totalmente elettrico grazie anche all’impianto fotovoltaico da 6 kW con batterie di accumulo. La climatizzazione invernale è demandata a una pompa di calore di 8 kW, integrata dal termocamino a legna, che producono sia l’acqua calda sanitaria sia l’acqua calda per il riscaldamento a pavimento.
Prospetto sud est
Prospetto sud ovest
Prospetto nord est
Prospetto nord ovest
Al livello dell’ingresso, dove la penombra annuncia la zona più privata della casa, una scala in acciaio si ancora alla parete in c.a. lasciato a vista, accogliendo gli ospiti che sono invitati a salire al piano superiore dalla luce, elemento caratterizzante di tutta la grande area living.
L’isolamento della struttura in muratura portante con pannelli in XPS battentati e la contro parete metallica; l’isolamento dall’interno in contro parete con lana minerale; il sistema di riscaldamento radiante a pavimento.
Dettaglio sezione lato monte
1 pannello in XPS (40 mm)
2 veletta in c.a. (130 mm)
3 tamponamento fianco cordolo in blocco di c.a.a. (50 mm)
4 pannello in XPS (120 mm)
Dettaglio sezione lato monte
Parete esterna (A) dall’interno - doppia lastra in cartongesso intonacata
- struttura per contro parete (75 mm) con interposta lana minerale
- pannello in XPS (60 mm) con bordi battentati - muratura armata in laterizio (300 mm)
- intonaco
Copertura in aggetto nicchia vetrata (B) dall’esterno - manto in lamiera
- isolamento a cappotto in XPS (100 mm)
- soletta in c.a. (150 mm) - isolamento in XPS (80 mm) interposto tra listelli in legno - rivestimento in abete a tre strati (18 mm)
5 riempimento corso sotto cordolo con perlite espansa
6 copertina in alluminio
7 rivestimento imbotte in lamiera
8 rivestimento in abete a tre strati (19 mm)
Solaio terrazza (C) dall’esterno
- tavole in larice (30 mm)
- profilo in alluminio
- pannello OSB con guaina adesiva
- listelli in legno per formazione pendenza
- isolante in XPS (50+50 mm) posto tra listelli incrociati
- guaina bituminosa
- soletta monolitica in c.a. (200 mm)
Copertura (D) dall’esterno - manto in coppi
- guaina adesiva
- tavolato grezzo (25 mm)
- listello di ventilazione in lamiera forata zincata (25 mm)
- telo impermeabile traspirante
- isolamento in lana di roccia (100+100 mm)
- pannello OSB (18 mm) con sovrastante freno vapore
- trave bilama (140x200 mm)
- pannello in abete a tre strati (19 mm)
Dettaglio sezione lato valle
1 copertina in alluminio
2 pannello in cemento rinforzato
3 tubolare in acciaio con squadretta per fissaggio su passafuori in legno
4 rivestimento in pannello di abete a tre
7 pilastro in profilo HEB 160 1 2
strati (19 mm), fissato su travetto e lana minerale interposta
5 colmo in profilo IPE 360
6 rompitratta in profilo IPE 360
La struttura in elementi in c.a. e in acciaio e tamponature in laterizio; la coibentazione della copertura con lana di roccia; dall’interno la copertura completata con un rivestimento in legno di abete a tre strati; il riscaldamento a pavimento e la pompa di calore.
Scorcio della cucina con la finestra a nord est.
La nicchia vetrata nell’area cucina-pranzo esposta a nord.
La relazione tra luogo e architettura, la reinterpretazione degli elementi compositivi e l’utilizzo di materiali della tradizione architettonica locale, nonché uno stretto legame tra spazio e necessità funzionali rappresentano la filosofia di Dalz Architettura: un contenitore di idee e progetti rivolti alla produzione di un’architettura di qualità e alla valorizzazione del paesaggio. Il team è composto dagli architetti Ermes Povoledo (1985) e Giorgia Liut (1987) laureati nel 2013 alla Facoltà di Trieste con una tesi in composizione architettonica per il Parco archeologico di Siracusa. Da sempre attenti al legame tra architettura e luogo, gli architetti operano con grande attenzione alla composizione architettonica e al dettaglio.
Altri progetti
Casa della Loli, Montereale Valcellina (PN), 2018. Recupero di un edificio dalla memoria storica definita: materiali tradizionali e tecniche locali attualizzati ai requisiti prestazionali odierni e alle esigenze spaziali dei committenti.
Casa MC, Montereale Valcellina (PN), 2018-2019. Ristrutturazione di fabbricato residenziale: ridefinizione spazi interni, efficientamento energetico e riconfigurazione del primo piano con un nuovo volume in legno.
L’ampia vetrata della zona giorno aperta verso la valle a sud.
Dare nuova vita al patrimonio esistente, al giorno d’oggi, deve essere un’operazione di rigenerazione, effettuata attraverso strategie di recupero energetico e utilizzo di materiali naturali. In questo Bed&Breakfast il tema dell’accoglienza indaga il vero significato del benessere quale elemento indispensabile e imprescindibile del progetto architettonico
L’intervento riguarda la riqualificazione architettonica ed energetica del piano terra di un palazzo appartenente a un’unica proprietà nel centro storico di Este.
Il progetto di ridistribuzione degli spazi nasce dalla volontà di restituire l’identità autentica degli ambienti, preservando il più possibile le peculiarità degli elementi che compongono l’impianto originario. Parallelamente, l’intervento è stato sviluppato con l’obiettivo di valorizzare l’involucro edilizio dal punto di vista energetico, così da garantire un elevato livello di comfort tramite strategie di sostenibilità ambientale.
L’isolamento interno dei paramenti murari perimetrali, realizzato con pannelli minerali in idrati di sillicati di calcio, ha consentito di migliorare la prestazione energetica complessiva dell’involucro edilizio e, dove possibile, ridurre in modo significativo i ponti termici esistenti. Parte integrante della strategia ha riguardato l’impianto termo-refrigerante individuato in un aggregato compatto, un unico macchinario a tutt’aria che integra riscaldamento, raffrescamento, controllo dell’umidità e della CO2, oltre al sistema di ventilazione meccanica controllata. La combinazione tra il miglioramento dell’involucro edilizio e l’adozione di un impianto
Progetto architettonico e D.L. geom. Rino Miricola, arch. Sara Miricola, arch. Alberto Zago – officina23, Este (PD)
Progetto termotecnico geom. Rino Miricola – officina23
Consulente geom. Rino Miricola – officina23
Lavori 2019-2020
1 Duomo Abbaziale di Santa Tecla
2 Castello Carrarese
3 Ex collegio Vescovile
4 Piazza Maggiore
5 Piazza Trieste
6 Piazza Trento
7 Chiesa di San Rocco
8 Chiesa Santa Maria delle Consolazioni
9 Palazzo PG
Planimetria: collocazione dell’edificio rispetto agli edifici storici e alle piazze della città di Este
innovativo assicura ambienti salubri, ponendo la tutela della salute come principio guida ed eliminando completamente i rischi legati all’inquinamento indoor. Le finiture rafforzano il dialogo con la storia del luogo: la calce naturale per le murature e il pavimento alla veneziana reinterpretano la tradizione in chiave contemporanea, mantenendo un equilibrio con il contesto storico. Un ulteriore elemento distintivo riguarda il rapporto di armonia e contrasto tra aperture e passaggi. Nel salone centrale le quattro porte originali, recuperate e ripristinate, dialogano con le nuove porte dal linguaggio estremamente minimale, creando un deciso contrappunto tra memoria storica e intervento contemporaneo. Una morfologia dichiarata ed evidente che esalta il dialogo tra antico e nuovo.
Superficie 120 m2
Trasmittanza parete esterna 0,265 W/m2K
Trasmittanza solaio contro terra 0,18 W/m2K
Trasmittanza media serramenti 0,85 W/m2K
Vista della cucina e della zona pranzo verso il soggiorno.
Sezione
Sezione BB
Pianta piano terra
La valorizzazione dell’esistente
L’obiettivo principale dell’intervento è stato, sin dal principio, valorizzare il recupero di una porzione di edificio esistente tramite strategie di efficientamento energetico, garantendo salubrità e comfort nei futuri ambienti riutilizzati come Bed & Breakfast. L’utilizzo di materiali naturali e un approccio attento, volto a mettere in luce l’antico, hanno permesso infatti di incentrare l’intervento sul benessere abitativo da garantire agli utilizzatori finali.
Pensato sin da subito come spazio flessibile, il progetto ha reinterpretato il rigido schema distributivo interno originario reinventando una nuova funzione di accoglienza e rispettando l’impianto storico planimetrico, soddisfacendo, al contempo, un’esigenza contemporanea in cui flessibilità e funzionalità diventano punti di forza del progetto.
Il piccolo accesso è ben organizzato, dotato di cappotteria, di un servizio igienico e del sottoscala destinato
a centrale termica; da qui si accede direttamente alla sala principale, dove la conservazione e il recupero dell’antica travatura lignea e il ripristino delle porte di accesso originali raccontano un’atmosfera caratteristica del luogo e racchiudono, con la nuova organizzazione, lo spirito ricettivo dell’edificio. La nuova sistemazione distributiva conduce a una semplice ma ordinata gerarchia degli ambienti, concependo, nello spazio tripartito, una manica dedicata alla zona notte con due camere matrimoniali dotate di bagno indipendente. Nell’ultimo spazio, scandito dai setti portanti del palazzo, è presente una cucina comune che completa l’appartamento e rende autonomi i visitatori. In continuità con il soggiorno, la bussola vetrata (fotografia pp. 24) contrasta con il linguaggio storico e immerge il visitatore in un tipico patio, dove il rapporto tra tessuto urbano e verde privato definisce una piccola oasi di benessere.
Recupero e reinterpretazione delle porte esistenti. Da sinistra a destra: - la porta originale
- reinterpretazione della porta con la morfologia ridotta all’essenziale - reinterpretazione della porta come passaggio integrato all’arredo
Dettaglio della prima camera da letto matrimoniale.
Dettaglio delle porte interne, quella a destra scorrevole.
Vista d’insieme della seconda camera da letto matrimoniale.
- pannelli in idrati di silicati di calcio (120 mm)
- intonaco interno (7 mm)
Il recupero energetico
Per quanto riguarda il recupero energetico dell’edificio, la strategia d’intervento, basata sullo standard CasaClima, ha previsto la coibentazione dell’involucro edilizio, supportata da un’impiantistica a tutt’aria. Nello specifico, il lavoro sull’involucro è consistito nell’isolamento dall’interno delle murature storiche del palazzo mediante pannelli isolanti minerali a base di silicato di calcio, con spessore di 14 cm, posati lungo il perimetro dell’unità abitativa sia verso l’esterno sia verso le unità adiacenti. Questo approccio ha permesso di concepire lo spazio recuperato come una “scatola nella scatola”, energeticamente indipendente con standard passivi, preservando al contempo il valore storico che racconta la memoria del palazzo attraverso le facciate esterne.
Dopo l’attenta demolizione delle tramezze interne esistenti, tutti i paramenti murari sono stati svincolati dagli intonaci cementizi più recenti, mentre contemporaneamente veniva effettuato lo sbancamento del solaio di fondazione fino al livello delle fondazioni.
Il recupero mediante malte risananti completamente naturali e il rifacimento dei sottofondi, con i necessari rinforzi strutturali in corrispondenza della fondazione, ha permesso di ristrutturare l’attacco al piede e di rendere energeticamente efficiente la base dell’appartamento e dell’intero palazzo.
A seguito dell’isolamento interno, della sostituzione della parte trasparente dell’involucro e della posa dei nuovi divisori con tecnologie a secco, è stato installato l’impianto a tutt’aria, costituito da un aggregato compatto con ventilazione meccanica controllata integrata, in grado di garantire aria pulita e filtrata in tutti gli ambienti, rendendo il progetto un vero habitat salubre da abitare. Le finiture naturali a base di calce applicate alle pareti e l’attenzione dedicata ai dettagli hanno permesso di restituire nuova vita al vissuto, reinterpretando uno spazio storico attraverso una chiave di lettura contemporanea.
1 serramento legno-legno triplo vetro
2 soglia esterna (30 mm)
3 pannello XPS (40 mm)
4 soglia interna (30 mm)
5 falso telaio
6 pannello in idrati di silicati di calcio (40 mm)
Sbancamento del solaio di fondazione; rinzaffi; struttura del solaio interpiano esistente; isolamento in XPS del solaio controterra; coibentazione dall’interno delle pareti con pannelli in idrati di silicati di calcio; controtelaio del serramento; tubazioni dei sistemi impiantistici; centrale termica con l’aggregato compatto.
Vista del soggiorno con una delle aperture interne recuperata.
Officina23 (geom. Rino Miricola, arch. Sara Miricola, arch. Albero Zago) è uno studio professionale di architettura che pone la massima attenzione alla sostenibilità ambientale, intesa non solo come basso consumo energetico ma anche come approccio olistico, ricercando un rapporto osmotico tra architettura e ambiente. Il metodo di lavoro è basato su una continua ricerca teorico/compositiva che tenta di affinare sempre di più la propria progettazione, ma anche tecnica e pratica, approfondendo temi di innovazione tecnologica e sistemi costruttivi. Ogni progetto è affrontato confrontandosi sempre con il contesto naturale, analizzando aspetti specifici del luogo come l’orientamento, la localizzazione e il microclima dell’ambito. Le esigenze della committenza aiutano poi a formulare una proposta di intenzioni che tenta di modellarsi sulle aspettative preposte attingendo metodologicamente alle esperienze dello studio e alla filosofia di intendere l’architettura. officina23 si occupa soprattutto di lavori privati, in special modo nell’ambito residenziale, ma spazia anche ai lavori pubblici, ricettivi e legati all’istruzione.
Francesco Delugan Il tabià che voleva diventare casa
Predazzo
Posto sotto tutela locale, un antico tabià è diventato una seconda casa. L’involucro, prima inconsistente, è nato dal dialogo tra regole da rispettare e intuizione progettuale, tra tecnica costruttiva e memoria storica. È qui che il progetto si è fatto ricerca, esplorando il sottile confine tra costruire e custodire
In val di Fiemme, il recupero di un tabià iscritto nel patrimonio edilizio montano da tutelare, è diventato occasione per reinterpretare in chiave contemporanea l’archetipo dell’architettura rurale alpina. L’edificio, una stalla in pietra al piano terra e un fienile di legno al piano superiore, è stato convertito in una (seconda) casa. Non attraverso una trasformazione mimetica, ma tramite un intervento capace di misurarsi con ciò che mancava. La sfida non è stata preservare quanto costruire: inventare un involucro là dove il fienile era solo aria, luce e tavole sovrapposte, elementi il cui disegno e la cui percezione esterna dovevano essere mantenuti quanto più possibile; una prestazione reale ma invisibile. Si è scelto di non cancellare questa leggerezza, ma di lavorarci attorno, inserendo un nuovo organismo tecnico all’interno della pelle storica, in parte mantenuta e in parte sostituita. Uno scheletro ligneo prende forma dietro le assi esistenti, che diventano matrice della nuova forometria. Gli infissi, prima assenti, si piegano alla modularità delle tavole esterne, integrandole come sistemi di oscuramento, in un equilibrio controllato tra continuità e trasformazione.
Nella stalla il progetto si fa misura: pochi centimetri, materiali
performanti, attenzione al dettaglio per garantire comfort senza sottrarre spazio. Le due parti dell’edificio, massiccia e leggera, diventano così campo di sperimentazione di soluzioni diverse ma coerenti. Il risultato non è un tabià semplicemente riqualificato, ma una memoria tipologica che ha cambiato stato: da stalla e fienile a spazio domestico, senza perdere identità. Un’architettura che dimostra come la tradizione costruttiva possa essere terreno fertile di ricerca, quando il progetto accetta di muoversi nel confine sottile tra ciò che si costruisce e ciò che si custodisce.
Progettista e D.L. generale geom. Francesco Delugan, Predazzo (TN)
Progetto impianto termico geom. Roberto Lavezzo, Arzignano (VI)
Progettazione termica, tecnologica e relativa D.L. arch. Gaia Bollini, Bassano del Grappa (VI)
Progettazione e arredo interno designer Stefano Bricola, Novi Ligure (AL)
Nelle immagini lo stato di fatto del tabià prima degli interventi di recupero.
La finestra aperta e chiusa che ricostituisce il prospetto originale nelle porzioni di assi sostituite; la finestra dei prospetti con i mezzi tronchi, conservati e trasformati in chiusure.
La stalla: muratura in pietra e spazi da garantire
Il livello della stalla è caratterizzato da una muratura in pietra spessa 50 cm che, in ragione della tutela, non poteva essere coibentata esternamente; al contempo, internamente, si doveva sacrificare meno spazio possibile, garantire un’ottima prestazione termica e realizzare tutto il sistema impiantistico, fino a quel momento assente.
Si è ricorso pertanto a materiali particolarmente performanti: un isolamento interno con un pannello di XPS (3 cm) placcato al muro, associato a un feltro riflettente, che, oltre a inglobare in sé la funzione di barriera al vapore, ha consentito di andare in continuità con la coibentazione del piano primo, eliminando buona parte del ponte termico con il solaio d’interpiano e consentendo i passaggi impiantistici senza
toccare il muro (mantenendoli, per altro, dal lato caldo dell’involucro e più facilmente manutentabili). Poiché gli infissi andavano conservati nella posizione originaria sia per ragioni tipologiche, sia d’illuminazione, le imbotti interne sono state coibentate con pannelli di aerogel.
Nel complesso, date le superfici da gestire, il rapporto costi/benefici dei materiali e delle soluzioni impiegate era sostenibile.
Anche il solaio contro terra, tutto da creare, ha comunque dovuto confrontarsi con quote non generose da gestire, il tutto con minuziosa attenzione, anche in termini di modellazione termica, ai ponti termici, insieme alla progettazione ed esecuzione della tenuta all’aria.
per predisposizione VMC decentrata (al momento riempito di isolante); isolamento perimetrale e divisori su calcestruzzo alveolare autoclavato; imbotte interna con pannello di aerogel per dare continuità termica; i nuovi spazi prendono forma con il completamento delle finiture.
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Gaia Bollini Photo
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Stefano Bricola, Gaia Bollini, Francesco Delugan
Il fienile: l’involucro “che non c’è” e le necessità prestazionali
Completamente diversa la situazione del fienile, dove l’involucro è stato costruito ex novo attraverso uno scheletro ligneo, progettato per “sorreggere” 20 cm di lana di roccia ad alta densità, posata in doppio strato (10 + 10 cm), in modo da eliminare i ponti termici della struttura stessa. Si trattava di lavorare con una doppia pelle, solo in parte rimossa e sostituita, che rendeva delicata la realizzazione della tenuta all’aria e all’acqua. Laddove le tavole sono state mantenute (quelle incastrate, costituite da mezzi tronchi), verso l’esterno la funzione di tenuta è affidata a pannelli in DHF rigorosamente nastrati, impermeabili e traspiranti, ma soprattutto rigidi. In questi fronti (S e O) la posa è avvenuta con una sequenza non convenzionale, lavorando dall’esterno verso l’interno e dal basso verso l’alto, così da preservare il fasciame
storico senza rimuoverlo. Nelle parti in cui le tavole sono state sostituite, si è posato un tradizionale telo impermeabile e traspirante. All’interno, invece, si è potuto posare un freno al vapore, chiuso da lastre di fibrogesso a permeabilità controllata. La stessa logica è stata usata per risolvere i timpani costituiti dalle capriate e le travi di bordo della copertura, mantenute originali. Nelle parti in sasso che salgono dal piano sottostante si è proseguito con la medesima modalità adottata sotto; l’unica differenza è la chiusura interna, realizzata con pannelli radianti a bassa inerzia, poiché, a differenza dell’ex stalla, la sola superficie a pavimento non era sufficiente per soddisfare il fabbisogno del piano.
Assente la VMC, dato l’uso saltuario, compensata da predisposizioni per un eventuale sistema decentrato.
Ex fienile: lo stato di fatto e dettaglio della struttura.
Ex fienile: lo scheletro ligneo del nuovo involucro interno; collegamento alla copertura e chiusura con coibente dello spazio tra le travi di bordo esistenti; dettaglio del doppio strato di coibente e il pannello di DHF verso l’esterno; lo scheletro ligneo completamente coibentato e la nuova forometria; freno al vapore interno prima del placcaggio con il fibrogesso (o radiante ove previsto); dettaglio del foro finestra; il soppalco appeso anteriormente alla struttura del tetto; lo spazio del fienile quasi completato.
Stefano Bricola, Gaia Bollini, Francesco Delugan
Vista post recupero con gli elementi lignei in parte mantenuti e in parte sostituiti con la stessa essenza originaria non trattata.
Architetta libera professionista e dottoressa di ricerca in Ingegneria Civile. Laureata allo IUAV con una tesi sulla costruzione in terra e le problematiche normative, ha proseguito negli anni lo studio della tecnologia e delle prestazioni fisico-meccaniche della terra cruda, ambito di ricerca e di pratica professionale in cui è tuttora impegnata. La sua attività di progettazione esplora i temi della fisica delle costruzioni, della progettazione di edifici a energia quasi zero (nZEB), del comportamento termico dinamico dell’involucro e della valutazione ambientale dei materiali. Collabora con enti pubblici in progetti europei sull’edilizia sostenibile e sul patrimonio in terra cruda. Dal 1998 partecipa a convegni nazionali e internazionali, tiene lezioni e seminari, collabora a percorsi formativi teorici e pratici ed è autrice di diversi articoli e pubblicazioni. Già docente a contratto di Architettura Tecnica presso l’Università degli Studi di Udine, ora presso l’Università di Padova. È membro del comitato tecnico-scientifico dell’Associazione Internazionale Città della Terra Cruda, socia ANIT e consulente energetica CasaClima.
Abitazione privata, Novi Ligure (AL). Recupero e ristrutturazione di una cascina in terra battuta.
Casa privata, Novi Ligure (AL). Recupero, ristrutturazione ed efficientamento energetico di una cascina in terra battuta e contestuale ampliamento in legno.
A ridosso del tessuto storico di una piccola realtà valtellinese, il recupero e la riqualificazione di un edificio esistente ha permesso di trasformare un costruito fragile ed energeticamente povero in un’abitazione certificata CasaClima R che conserva l’anima originaria dell’edificio rifuggendo soluzioni di riqualificazione standardizzate
La riqualificazione dell’esistente, spesso complessa e problematica, trova spesso come possibile soluzione la sua demolizione e ricostruzione che, pur semplificando il progetto e i successivi lavori, molte volte porta con sé soluzioni ormai standardizzate. Questa è una doverosa premessa per poter descrivere il progetto di queste pagine, The Gray Race House, un’abitazione in cui, invece, si è volutamente rinunciato alla demolizione e ricostruzione di un fabbricato degli anni ‘70, il quale è stato recuperato e trasformato, evitando così sprechi e restituendo valore a una preesistenza che chiedeva di essere ascoltata più che sostituita. Situata nel contesto alpino della bassa Valtellina, ai piedi delle Alpi Orobie, la casa si colloca a ridosso del limite del centro storico, riconoscibile per la presenza di un antico lavatoio, fungendo da cerniera tra il tessuto storico e le più recenti espansioni residenziali. L’edificio, inizialmente fragile e totalmente inefficiente, è stato quindi oggetto di una trasformazione profonda: un sopralzo con rifacimento della copertura, un isolamento accurato sia interno sia esterno, una rimodellazione completa degli spazi e una particolare attenzione all’estetica complessiva. Il risultato non è la cancellazione di un passato scomodo, ma la sua evolu-
zione verso un presente più consapevole. L’intervento è stato realizzato nell’ambito del Superbonus 110%, molte volte riconducibile a un’edilizia frettolosa e uniformata. In questo caso, pur cogliendo le opportunità economiche dell’incentivo, il progetto ha privilegiato la qualità costruttiva e la cura del dettaglio, ottenendo la certificazione CasaClima R: un riconoscimento significativo in un periodo di interventi omologati e superficiali. Dal punto di vista impiantistico, la trasformazione ha reso l’edificio completamente autonomo dai combustibili fossili: pompa di calore aria-acqua, riscaldamento a pavimento, ventilazione
meccanica controllata con recupero di calore e deumidificazione, impianto fotovoltaico da 6 kW con batteria di accumulo e colonnina per la ricarica dell’auto elettrica. Un’infrastruttura tecnologica avanzata, integrata senza rinunciare a un linguaggio architettonico equilibrato. Gli interni raccontano la stessa filosofia: ambienti ripensati con sensibilità, capaci di accogliere la quotidianità contemporanea senza recidere il legame con l’anima originaria dell’edificio. The Gray Race House dunque non è un simulacro del passato, né un oggetto imposto dall’esterno: è un organismo vivo, rigenerato, che sfugge alla logica delle scelte normalizzate.
L’abitazione sorge accanto a un antico lavatoio che segna il passaggio tra il tessuto storico del paese e la nuova espansione edilizia.
Progetto architettonico, D.L., Consulente CasaClima ing. Rinaldo Del Nero – RdN studio, Morbegno (SO)
L’intervento, effettuato tra il 2019 e il 2022, nasce dalla necessità di migliorare le prestazioni dell’involucro in un contesto con spazi esterni ridotti. Per questo motivo è stata adottata una strategia combinata, ovvero un cappotto esterno in EPS grafitato da 12 cm con finitura materica “grezza” associato a una controparete interna, isolata in lana di vetro con doppia lastra in cartongesso. La stessa logica è stata applicata anche al solaio verso la cantina, isolato sia all’intradosso sia all’estradosso, così da ridurre in modo significativo i ponti termici. L’obiettivo non era la ricerca di un isolamento esasperato, bensì di un sistema coerente e continuo, capace di eliminare i ponti termici più critici. I balconi sono stati incapsulati in un guscio coibente dedicato, mentre il sopralzo ha consentito il recupero del sottotetto con una nuova copertura in legno, isolata in fibra di legno e caratterizzata da una gronda a scomparsa sotto il manto in lamiera aggraffata.
Serramenti minimali installati a filo interno, monoblocchi isolati e schermature integrate completano il sistema. La cura della tenuta all’aria è stata verificata con due Blower Door Test, fondamentali per la successiva certificazione CasaClima.
Pianta primo piano
Pianta piano rialzato
Il fronte privato dell’abitazione verso il giardino.
Il progetto impiantistico punta a massimizzare efficienza e comfort attraverso tecnologie integrate. Una pompa di calore aria-acqua alimenta il sistema radiante a pavimento, garantendo riscaldamento e raffrescamento con consumi ridotti. La ventilazione meccanica controllata assicura un’ottima qualità dell’aria, il controllo degli inquinanti e la gestione dell’umidità, contribuendo al benessere indoor durante tutte le stagioni. Sulla copertura del corpo principale trova posto un
impianto fotovoltaico da 8,65 kW con pannelli ad alta efficienza, abbinato a un sistema di accumulo da 9,8 kWh e a una colonnina di ricarica per macchine elettriche ubicata nell’interrato. L’impianto elettrico è di tipo smart: componenti wireless e una piattaforma dedicata consentono di gestire l’illuminazione, le schermature solari e la termoregolazione da remoto, ottimizzando in tal modo i consumi e migliorando l’interazione quotidiana con l’edificio.
Il cuore impiantistico dell’abitazione; l’unità esterna della pompa di calore aria-acqua; il fotovoltaico installato in copertura e le nastrature dei passaggi impiantistici, fondamentali per garantire la tenuta all’aria dell’involucro.
Lo spessore dell’isolante del cappotto e la posa del cappotto; coibentazione delle contropareti interne e del solaio interpiano all’intradosso; controtelaio, monoblocco isolato e serramenti; Blower Door Test.
Solaio contro vano non riscaldato (A) dall’estradosso
- pavimento in grès porcellanato
- riscaldamento a pavimento – pannello preformato a basso spessore (30 mm)
- sottofondo alleggerito (60 mm)
- pannello in PUR (30 mm)
- consolidamento in cls (50 mm)
- solaio esistente in cls (180 mm)
- cappotto intradosso in EPS con grafite (80 mm)
Parete esterna piano terra (B) dall’interno
- doppia lastra in cartongesso (12,5+12,5 mm)
- controparete isolata con lana di vetro (40 mm)
- muratura esistente a cassa vuota (360 mm)
- pannello isolante in EPS con grafite (120 mm)
- finitura esterna a grana grossa per cappotto (10 mm)
Solaio interpiano (C) dall’estradosso
- pavimento in legno
- riscaldamento a pavimento – pannello preformato a basso spessore (30 mm)
- sottofondo alleggerito (110 mm)
- consolidamento in cls (50 mm)
- solaio esistente in cls (180 mm)
- controsoffitto isolato in EPS con grafite (100 mm)
1 monoblocco isolato
2 frangisole
3 nastro termo-espandente multifunzione
4 davanzale in alluminio preverniciato
5 isolamento sotto davanzale
verticale su finestra, piano terra
Sezione
Parete esterna piano primo (D) dall’interno
- doppia lastra in cartongesso (12,5+12,5 mm)
- controparete isolata con lana di vetro (70 mm)
- muratura in laterizio (250 mm)
- pannello isolante in EPS con grafite (120 mm)
- finitura esterna a grana grossa per cappotto (10 mm)
1 tenda oscurante esterna
2 davanzale in alluminio preverniciato
3 isolamento sotto davanzale
Nodo parete-copertura, piano primo
Copertura (E) dall’esterno
- copertura in alluminio aggraffato con membrana drenante antirombo
- assito in legno (70 mm)
- intercapedine ventilata (20 mm)
- telo traspirante-impermeabilizzante
- isolante termico in fibra di legno (100+100 mm)
- telo freno al vapore igrovariabile
- assito in legno (20 mm)
- travetto in legno (200 mm)
- controsoffitto interno (140 mm)
La nuova copertura: la struttura; il freno vapore e la sua nastratura; la coibentazione in pannelli di fibra di legno; la gronda a scomparsa sotto il manto metallico; isolamento delle pareti del primo piano.
L’area pranzo.
Uno dei bagni illuminato naturalmente dall’apertura sul tetto.
Al primo piano è stata ricavata una piccola zona relax.
Ingegnere-architetto e consulente CasaClima, Rinaldo Del Nero si laurea al Politecnico di Milano nel 2008 e dal 2010 esercita la libera professione. È fondatore e titolare di RdN Studio, una realtà di progettazione con sede in Valtellina, che opera nel contesto alpino del Nord Italia. Lo studio è specializzato nella realizzazione di edifici a basso consumo energetico, con particolare attenzione al recupero e alla riqualificazione dei fabbricati rurali in pietra naturale. Il cambiamento climatico, l’efficienza energetica e la salubrità degli ambienti rappresentano i cardini del pensiero progettuale, affiancati da una costante ricerca architettonica, tecnica, materica e territoriale. L’attività dello studio si estende alla progettazione di interni su misura per abitazioni, negozi, uffici, ristoranti e hotel, concepiti come spazi unici ed esperienziali. Il team di giovani professionisti che collabora con lo studio condivide una visione comune: realizzare architetture di qualità, sostenibili e rispettose del territorio alpino.
Built to Last, Morbegno (SO), 2017-2020. Recupero architettonico ed energetico di un vecchio fienile riconvertito in abitazione.
Baitridana Hut, Albaredo per San Marco (SO). Recupero architettonico ed energetico di un fabbricato alpino.
La parete di fronte all’ingresso con una decorazione geometrica i cui colori richiamano le tinte di finiture e arredi.
Nella riqualificazione di questo villino storico è stata prestata particolare attenzione all’involucro e agli impianti, tecnologicamente avanzati.
La ridistribuzione degli spazi interni dà inoltre risposta alle esigenze dei committenti con ambienti ampi, funzionali e salubri
Sulle colline brianzole, un villino unifamiliare progettato dall’architetto Piero Borradori di Monza è stato oggetto di un ampio intervento di riqualificazione. Borradori, attivo soprattutto nel secondo dopoguerra, è stato interprete di un’architettura residenziale attenta al dettaglio e al paesaggio, capace di combinare funzionalità e sobrietà formale. Il recupero dell’edificio ha rispettato pertanto il linguaggio originario, aggiornando però radicalmente il fabbricato in chiave energetica, impiantistica e igienico-sanitaria. A partire dal nuovo vespaio, realizzato in ghiaia di vetro cellulare che svolge la duplice funzione di garantire isolamento termico e ospitare le serpentine geotermiche. Al suo interno è stato integrato un sistema di canalizzazione per la ventilazione naturale: l’aria viene prelevata dall’esterno e convogliata fino alla copertura, contribuendo all’evacuazione del gas radon e migliorando la salubrità. Sopra il vespaio, inoltre, è stata posata una guaina anti-radon certificata. Le murature perimetrali sono state isolate con pannelli in lana di roccia ad alta densità, mentre la zoccolatura è stata realizzata in vetro cellulare, materiale impermeabile e resistente alla compressione. La soletta verso il sottotetto è stata coibentata con
Merate
stratigrafia combinata: lana di roccia sul lato superiore e pannelli multistrato termoriflettenti all’intradosso, al fine di assicurare comfort invernale ed estivo. I principali ponti termici sono stati corretti con sistemi integrati al cappotto, rifinito esternamente con una rasatura a calce naturale, scelta per traspirabilità ed estetica. Il vecchio impianto a gas con radiatori è stato sostituito da una pompa di calore aria-acqua con pretemperamento geotermico idronico passivo, che riduce i picchi di carico e ottimizza l’efficienza. Cuore dell’impianto è un aggregato compatto multifunzione che integra riscaldamento, raffrescamento, ventilazione meccanica con recupero di calore e produzione di acqua calda sanitaria. Il pavimento radiante, controllato da sensori ambientali,
previene la formazione di condense interstiziali, evitando l’installazione di deumidificatori separati. L’impianto fotovoltaico con batterie di accumulo copre gran parte del fabbisogno annuo e un sistema di raccolta e stoccaggio delle acque meteoriche, utilizzate per l’irrigazione del giardino, riduce i consumi di acqua potabile.
Il risultato è una residenza che conserva la forza espressiva del progetto originario di Borradori, arricchita da materiali naturali, impianti evoluti e soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Un modello esemplare di come sia possibile coniugare memoria storica, comfort abitativo e sostenibilità ambientale, proiettando un edificio degli anni ’60 verso il futuro.
Progetto architettonico
arch. Paolo Rughetto, Merate (LC)
Strutture
ing. Luigi Montanelli, Casatenovo (LC)
Direttore dei lavori
arch. Paolo Rughetto
Consulenti
p.i. Franco Salvioni, Merate (LC), ing. Ivo Cerboni, Mareno di Piave (TV), arch. Teresa Cervino, Pisa
Certificazione
• Classe A4 – CENED Lombardia
Appaltatore
Impresa Fumagalli Giuseppe, Colle Brianza (LC) Lavori 2022-2023
Superficie utile
250 m2
Trasmittanza media pareti esterne 0,185 W/m2K
Trasmittanza media solaio contro terra 0,203 W/m2K
Trasmittanza media solaio verso sottotetto 0,177 W/m2K
Trasmittanza media superfici trasparenti 0,872 W/m2K
Fabbisogno energia per riscaldamento 41,42 kWh/m2 anno
Il fronte del villino affacciato a mezzogiorno dove si nota l’involucro opaco già riqualificato.
Parallelamente agli interventi di efficientamento energetico dell’involucro e di sostituzione e ammodernamento degli impianti, il progetto di riqualificazione dell’immobile ha previsto una ridistribuzione degli spazi interni.
Gli spazi sono stati ripensati per rispondere alle esigenze dei committenti, una famiglia di cinque persone che abita oggi il villino. Gli ambienti risultanti sono quindi più ampi, salubri e funzionali alle necessità contemporanee.
Attraverso le immagini in alto, è possibile confrontare le piante approvate dalla Commissione Edilizia nel settembre 1956 e le piante autorizzate dalla SCIA nel settembre 2022 nelle quali le poche demolizioni e ricostruzioni hanno permesso di adattare e ridefinire gli spazi sulla base delle esigenze della proprietà.
Piano seminterrato
Piano terra
Piano sottotetto Copertura
Prospetti sud, nord ed est dell’edificio originario.
Prospetti sud, ovest, nord ed est dell’edificio riqualificato.
Oltre alla già citata coibentazione delle pareti perimetrali con pannelli in lana di roccia ad alta densità e del vespaio mediante ghiaia di vetro cellulare, la riqualificazione dell’involucro ha visto anche l’installazione di nuovi serramenti in alluminio a taglio termico. I serramenti sono dotati di oscuranti con lamelle orientabili, gestite da sensori di temperatura interna che modulano così l’apporto solare, in particolar modo nella stagione più calda.
La copertura, con soletta verso il sottotetto isolata con lana di roccia sul lato superiore e pannelli multistrato termoriflettenti all’intradosso per garantire il comfort invernale ed estivo, è stata rinnovata con
tegole in alluminio, leggere e resistenti, a reinterpretare in chiave contemporanea la precedente copertura in eternit e assicurare lunga durata e protezione dagli agenti atmosferici.
Alla conclusione dei lavori è stato eseguito un Blower Door Test che ha restituito valori più che soddisfacenti, confermando l’ottima tenuta all’aria dell’edificio.
Dal punto di vista energetico, il salto di qualità è stato significativo: l’abitazione è passata dalla classe F (317,50 kWh/m 2 anno) alla classe A4 (41,42 kWh/m2 anno), con un miglioramento radicale delle prestazioni e una riduzione consistente dei consumi.
Vista da est del villino con gli interventi di riqualificazione in fase di completamento.
Porte-finestre con zanzariera laterale a incasso e frangisole
1 isolamento a cappotto in lana di roccia ad alta densità (140 mm, λD 0,036 W/mK)
2 mazzetta esistente
3 muratura esistente (340 mm)
4 risvolto isolato (20 mm)
5 rete porta intonaco
6 ferma vetro a contrasto
7 voltino esistente
8 architrave in c.a. esistente
La serpentina del pre-temperamento geotermico; telo pre-posa ghiaia; la realizzazione del nuovo vespaio contro terra con ghiaia di vetro cellulare; il solaio del sottotetto, isolato all’intradosso con pannelli multistrato termoriflettenti.
Portoncino di ingresso
1 isolamento a cappotto in lana di roccia ad alta densità (140 mm, λD 0,036 W/mK)
2 spalletta muro esistente (160 mm)
3 risvolto isolato (20 mm)
4 rete porta intonaco
5 ferma vetro a contrasto
6 voltino esistente
Il pavimento radiante che prevene la formazione di condense interstiziali; le tubazioni dell’impianto di ventilazione; l’aggregato compatto; l’unità esterna; l’impianto fotovoltaico installato in copertura; il sistema di raccolta e accumulo delle acque meteoriche destinate all’irrigazione del giardino.
Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, l’arch. Paolo Rughetto frequenta diversi corsi di specializzazione che approfondiscono tematiche sul risparmio energetico e sulla sostenibilità. Tra questi: il Corso Nazionale di Bioarchitettura®, il corso base e avanzato CasaClima, il laboratorio progettuale di specializzazione post laurea in Bioarchitettura all’Università di Bologna (2005/2006) e corsi di specializzazione in ambito paesaggistico come, ad esempio, il corso di progettazione del verde. Questo percorso permette all’architetto di sviluppare i suoi progetti seguendo i principi di Bioarchitettura, ecologità e sostenibilità che si traducono in edifici efficienti energeticamente e rispettosi dell’Ambiente e dell’uomo. Impegnato con varie mansioni presso l’OAPPC di Lecco, con il suo Studio di Architettura si occupa di progettazione e direzione dei lavori per l’edilizia residenziale e storica, terziaria-commerciale, di opere di urbanizzazione primaria, architettura d’interni, diagnosi e certificazioni energetiche. Fa parte di commissioni che si interessano di progettazione ecologica e di Bioarchitettura. Docente e relatore in convegni sui temi della sostenibilità, dal 2022 è Direttore generale dell’ente di certificazione Aforcert, che si interessa anche di CAM e di esperti in energia (EGE).
Altri progetti
Agriturismo San Genesio, Colle Brianza (LC). Nuova costruzione, tecnologia mista muratura/legno.
La nuova cucina presenta finiture contemporanee che richiamano la natura storica della casa.
Un piccolo ampliamento nel centro storico di Gaiarine diventa occasione per una riflessione contemporanea sul costruire a scala ridotta: un linguaggio minimalista, una struttura in legno CLT e soluzioni bioclimatiche rileggono in chiave essenziale la tradizione dell’architettura rurale veneta, coniugando comfort e prestazioni energetiche da nZEB in classe Oro.
Con soli 30 m² di superficie netta, questo piccolo ampliamento residenziale, completato nel 2023, dimostra come anche una dimensione ridotta possa diventare terreno di sperimentazione architettonica. Inserito nel centro storico di Gaiarine, il nuovo volume si sviluppa su due piani fuori terra e afferma con discrezione la propria identità attraverso una struttura in legno CLT e un linguaggio minimalista. Il progetto si distacca dal contesto senza negarlo: reinterpreta in modo essenziale e sobrio i caratteri dell’edilizia rurale veneta, condensandoli in una volume semplice e compatto, privo di elementi superflui.
Le aperture sono disposte in modo dinamico, calibrando il rapporto tra pieni e vuoti secondo criteri bioclimatici, sfruttando il vantaggio di un orientamento ottimale nord-sud.
Il tetto a due falde, con sporti ridotti, riprende la tipologia dell’edificio esistente abbracciando la tradizione vernacolare locale. La costruzione segue il principio “box-in-box”, adottando un sistema a cappotto e contropareti a secco. Il solaio interpiano e quello di copertura sono realizzati con travi in legno bilama a vista; il tetto ventilato è finito con lamiera aggraffata.
I serramenti in legno sono a triplo vetro basso-emissivo con canaline warm-edge, “raffstore” per il controllo solare e davanzali minimali in Laminam di 10 mm di spessore.
Il comfort interno è garantito da un impianto essenziale indipendente rispetto alla casa esistente. L’elevata prestazione dell’involucro e la sua tenuta all’aria permettono di mantenere un ambiente confortevole grazie alla ventilazione meccanica controllata.
Due split in pompa di calore ad alta efficienza sono utilizzati occasionalmente per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo. L’impianto fotovoltaico sul tetto copre il 96% del fabbisogno energetico dell’ampliamento, con emissioni annue di CO2 pari a 2 kg/m².
da sud-est dell’ampliamento
Progetto architettonico e D.L. arch Mauro Bonotto, Gaiarine (TV)
con le aperture vetrate schermate da frangisole a lamelle.
Strategie progettuali
La strategia progettuale si è concentrata principalmente sulla qualità dell’involucro termico, optando poi, dal punto di vista impiantistico, per un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) di facile manutenzione e rapida risposta, evitando soluzioni tecnologiche eccessivamente complesse. Il valore medio di trasmittanza globale dell’involucro è di 0,15 W/m2K. L’isolamento delle pareti è realizzato con un sistema a cappotto in lana di roccia dello spessore di 20 cm, mentre internamente il pannello strutturale in CLT da 10 cm è stato ulteriormente isolato con un primo strato indisturbato di 3 cm e una controparete con ulteriori 8 cm di fibra di canapa. L’impiego di un isolamento ad alta capacità termica è finalizzato ad aumentare l’ammettenza interna, migliorando così il comfort estivo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tenuta
dell’aria, consapevoli che in un volume ridotto anche il minimo errore può avere un impatto significativo. Per questo motivo, sul lato interno della parete in CLT è stato applicato un freno al vapore igrovariabile a tenuta.
Sotto la platea la costruzione è stata isolata con uno strato di XPS di 18 cm di spessore mentre in copertura sono stati posati pannelli in fibra di legno ad alta densità spessi 26 cm, garantendo così la continuità dell’involucro termico e l’assenza di ponti termici. Grazie all’elevata efficienza dell’involucro e all’ottimizzazione bioclimatica, è stato quindi possibile evitare l’installazione di un impianto di riscaldamento tradizionale, affidandosi esclusivamente alla VMC con recupero di calore, per mantenere un clima interno confortevole e salubre e assicurare altresì un’eccellente qualità dell’aria indoor.
Sezione trasversale
Pianta piano terra
Pianta primo piano
Isolamento sotto la platea di fondazione con pannelli in XPS; armatura della platea di fondazione posta sopra lo strato di isolamento in XPS; nastratura per la tenuta all’aria in corrispondenza del giunto tecnico strutturale.
Sezione trasversale
Solaio contro terra (A) dall’estradosso
- pavimento in parquet a tre strati (18 mm)
- materassino in lana di pecora (5 mm)
- massetto in sabbia e cemento (50 mm)
- desolidarizzazione con foglio di LDPE
- isolamento in XPS (120 mm)
- platea in c.a. (250 mm)
- isolamento sottoplatea in XPS (180 mm)
- membrana bituminosa antiradon (4 mm)
- magrone di pulizia (100 mm)
1 tavella in laterizio (30 mm)
2 architrave in c.a. (250x250 mm)
3 pannello in XPS (50 mm)
4 muratura esistente in laterizio (280 mm)
5 cappotto in EPS (50 mm)
6 giunto struttura in LDR (80 mm)
7 pannello CLT (100 mm)
8 freno al vapore igrovariabile
9 controparete: struttura (100 mm), isolamento in iuta (80 mm)
10 lastre in gessofibra (12,5+12,5 mm)
11 risvolto nastratura del freno al vapore igrovariabile
12 imbotte in legno
13 risvolto guaina anti Radon
14 barrotti inghisati alla fondazione esistente
15 malta cementizia bicomponenete elastica e impermeabile
19 nastro gommato con feltro resistente ad alcali in raccordo magrone/ fondazione esistente
Freno al vapore sopra il tavolato di copertura, con le relative nastrature di tenuta all’aria; isolamento della copertura con pannelli in fibra di legno ad alta densità; manto di copertura in lamiera aggraffata con sottostante strato antirombo e griglia di ventilazione; nastrature e guarnizioni autoespandenti tra sistema a cappotto e grondaie; impianto di VMC con recupero di calore a soffitto; tubi di distribuzione della VMC; isolamento acustico anticalpestio e le bocchette della VMC.
Mauro Bonotto
del
in
struttura in CLT; l’installazione della struttura prefabbricata in legno CLT; la posa dell’isolamento a cappotto in lana di roccia.
Parete esterna (B) dall’interno
- lastre in gessofibra (12,5x2 mm)
- controparete: struttura (100 mm), isolamento in iuta (80 mm)
- freno al vapore igrovariabile
- pannello CLT (100 mm)
- collante
- pannello rigido in lana di roccia (160 mm)
- rasante e finitura
1 sotto trave di colmo
2 sotto banchina
3 zoccolatura in EPS 2° corso (160 mm)
4 staffe in acciaio pre accoppiate con dormiente in larice
5 guarnizione in EPDM
6 dormiente in larice impregnato e preaccoppiato con membrana
7 malta di ripristino cementizia per livellamento e saturazione
8 2a guaina risvoltata orizzontalmente su platea
9 risvolto e nastratura guaina anti radon in verticale
10 scaglie di ardesia
11 bordatura in acciaio
12 geotessuto (200 gr/m2)
13 membrana alveolare in PE ad alta densità
14 ghiaia tonda lavata
(pezzatura 40/60)
15 geotessuto (200 gr/m2), risvolto di separazione
larice sopra i cordoli di rialzo in c.a. prima della posa della
Taglio termico laterale e interno dei davanzali in Laminam a basso spessore con impiego di aerogel e purenit; guarnizioni autoespandenti in corrispondenza dei davanzali; freno vapore igro-variabile sul lato interno della struttura in CLT e nastratura a tenuta all’aria; cassonetti isolati dei raffstore; isolamento delle contropareti e pareti interne con pannelli in fibra di canapa; isolamento sotto massetto al piano terra; travatura di copertura in legno a vista, contropareti isolate e distribuzione della VMC.
I materiali
Per quanto riguarda le finiture, i progettisti, che in questo caso sono stati anche i committenti, hanno realizzato le opere di finitura interna in autocostruzione, assicurandosi così un controllo completo sui materiali utilizzati e sulla qualità dell’esecuzione, specie in un periodo delicato come quello del Superbonus. Particolare cura è stata dedicata alla selezione dei materiali a contatto con l’ambiente interno, con l’obiettivo
Alcuni dettagli degli interni dell’ampliamento.
di garantire salubrità e comfort. Per l’isolamento delle contropareti e delle pareti interne in cartongesso è stata utilizzata fibra di canapa certificata Natureplus. I pannelli in cartongesso e le pitture naturali impiegate hanno certificazioni di bassa emissione di VOC.
Il parquet, realizzato con legname certificato FSC, è stato posato senza l’uso di colla, ma su un materassino in lana di pecora.
L’architetto Mauro Bonotto è un progettista certificato Case Passive, auditore CasaClima ed Energy Auditor accreditato. Specializzato nella progettazione rigenerativa e nella direzione lavori di edifici ecologici passivi ed Energy-Plus, opera anche secondo gli standard LEED e WELL. Si occupa, inoltre, della redazione di diagnosi energetiche per le pubbliche amministrazioni e del restauro di edifici storici e di culto. Il suo approccio si basa su una visione olistica degli ambienti interni, con un’attenzione particolare all’analisi degli effetti che questi spazi esercitano sul comportamento umano e sul benessere. Nella progettazione integra principi bioclimatici e pone grande cura nel design di elementi solari passivi. Nel 2016 ha partecipato come co-progettista e co-direttore dei lavori alla realizzazione della prima casa al mondo energeticamente autosufficiente e certificata Passivhaus in una cosiddetta “zona a condizioni climatiche estreme”, situata a Dubai, negli Emirati Arabi. Questo edificio prefabbricato in legno, interamente “made in Italy”, è stato costruito in soli 100 giorni nell’ambito di un progetto scientifico pubblico, ottenendo diversi riconoscimenti internazionali.
La stanza da letto al primo piano della nuova costruzione.
Altri progetti
Casa d’A+V, Oderzo (TV). Riqualificazione energetica di edificio esistente, Classe A4.
Casa F+V, Mansuè (TV). Nuova edificio residenziale in CLT, Classe A4 e CasaClima Oro.
Grazie a una legge regionale che consente il recupero di immobili dismessi da oltre 5 anni, un edificio destinato al terziario è stato trasformato in un complesso residenziale attraverso un intervento di demolizione-ricostruzione fuori sagoma. Residenze Gorki 75, questo il nome del fabbricato, pur richiamandosi alla preesistenza, si caratterizza per l’immagine elegante e ariosa configurandosi come un valido esempio di rigenerazione urbana con prestazioni energetiche in classe A CasaClima
In un lotto nella periferia sud della città di Cinisello Balsamo, confinante a est con l’ingresso di un parcheggio pubblico e con la proprietà privata di un edificio terziario, sorge un nuovo edificio residenziale pluripiano, Residenza Gorki 75. Particolare è il sito di progetto, identificato come tessuto consolidato residenziale interno agli Ambiti di Progetto Strategico pur trovandosi in un lotto esclusivamente adibito a tessuto produttivo con la sola eccezione di un edificio residenziale posto dirimpetto. La zona nelle immediate vicinanze, inoltre, non è contraddistinta da un elevato livello di coerenza sotto il profilo tipologico, linguistico e dei valori di immagine, non essendoci caratteri unitari tra gli edifici. Tuttavia, grazie alla L.R. 12/05 che permette in Lombardia il recupero degli immobili dismessi da oltre cinque anni, è stato possibile riqualificare l’immobile, in disuso da oltre 20 anni, e posto su una delle
Due immagini del complesso residenziale prima e dopo la riqualificazione.
Progetto architettonico
arch. Vincenzo Guzzo – Studio Guzzo, Cinisello Balsamo (MI) con arch. Davide Luchetta e arch. Ilaria Vanzulli
Strutture ing. Simone Tirinato
Direttore dei lavori arch. Vincenzo Guzzo
Consulente energetico arch. Daniele Savari
Certificazioni
• CasaClima A; Cened Lombardia
principali arterie di collegamento con Milano, strada contraddistinta da importanti fenomeni di degrado urbano ed edilizio.
L’intervento ha previsto la ristrutturazione edilizia con opere di demolizione e ricostruzione fuori sagoma, oltre al cambio di destinazione d’uso del fabbricato esistente, un edificio commerciale di tre piani fuori terra e uno interrato.
La demolizione si è resa necessaria in quanto le opere di consolidamento da prevedersi sul vecchio edificio sarebbero state più onerose rispetto alla sua demolizione e ricostruzione.
Il nuovo complesso residenziale ricalca il sedime dell’esistente, a eccezione dell’angolo nord-est, e si sopraeleva di due ulteriori piani che arretrano rispetto al filo della facciata del prospetto sud, così da rispettare le distanze dal confine.
All’esterno il fabbricato richiama l’immagine architettonica della preesistenza, la quale si caratterizzava per un rivestimento in klinker color ocra, facciate vetrate con struttura in alluminio e pannelli in acciaio rosso vivo su tre lati.
Le scelte progettuali relative all’involucro e agli impianti (pompa di calore e ventilazione meccanica controllata) hanno consentito di realizzare un edificio dalle elevate prestazioni energetiche, tanto da ottenere la certificazione CasaClima e diventare il primo edificio di Cinisello Balsamo a vantare questa certificazione.
Consulente CasaClima
P.I. Roberto Ornati
Impianti ing. Fabrizio Mazza
Appaltatore
Inedil srl di geom. Paolo Marinuzzi
Superficie utile
900 m2
Trasmittanza media pareti esterne
0,16 W/m2K
Trasmittanza media solaio contro terra
0,20 W/m2K
Trasmittanza media copertura 0,20 W/m2K
Trasmittanza media superfici trasparenti 11 W/m2K
Pianta piano terra
Pianta 2° piano
Pianta 3° piano
Pianta 4° piano
Pianta copertura
Sezione AA
Sezione BB
L’involucro
Per l’involucro opaco, tamponato in blocchi di laterizio porizzato e isolato con lana minerale protetta da un rivestimento, sono state scelte differenti stratigrafie in modo da poter raggiungere gli obiettivi di prestazione energetica e di benessere termo-acustico previsti. Le pareti dell’edificio sono completamente rivestite in pannelli di legno composito, a eccezione del volume in copertura, relativo al blocco scale/ascensore, dove invece sono stati impiegati elementi in pietra serena.
Anche per la schermatura sono stati utilizzati due materiali: vetro per i parapetti e alluminio in colore naturale naturale per i pannelli grigliati che movimentano le facciate.
I parapetti, interamente realizzati in vetro, danno al volume un’immagine ariosa ed elegante, alleggerendo al contempo i prospetti. I frontalini dei balconi sono intonacati in colore bianco, mentre i serramenti in PVC sono grigi.
Prospetto est
Prospetto sud
Prospetto ovest
Prospetto nord
Dettagli delle finiture, delle terrazze e delle schermature del complesso residenziale.
- isolamento in EPS con grafite (50 mm) e rasatura
8 grigliato decorativo in alluminio
9 sistema fissaggio per parapetto
10 scossalina
11 cordolo in c.a.
Fasi di demolizione del fabbricato esistente; consolidamento e getto della nuova fondazione; la struttura in c.a. dell’edificio in dettaglio e una vista complessiva del cantiere.
Parete esterna (C) dall’esterno - pannello di facciata in legno composito - camera d’aria ventilata (30 mm)
- cappotto in lana minerale ad alta densità (140 mm)
- laterizio forato (120 mm)
- lana minerale ad alta densità (50 mm)
- laterizio forato (80 mm)
- intonaco + gesso interno
Dettaglio nodo copertura-parete esterna
1 parapetto in vetro 2 grigliato decorativo in alluminio
Copertura (D) dall’esterno - piastrelle in grès
- malta cementizia bicomponente elastica - sottofondo sabbia e cemento (50 mm)
- pannello in poliuretano espanso rigido (120 mm)
- telo impermeabile in PVC - solaio in c.a. (200 mm)
- isolamento in EPS con grafite (50 mm) e rasatura
3 sistema fissaggio per parapetto 4 scossalina
5 cordolo in c.a.
Posa del cappotto in lana minerale e dei monoblocchi coibentati; realizzazione delle partizioni interne; completamento delle finiture interne ed esterne; installazione dei grigliati in faccaita; Blower Door Test.
Le scelte compositive
L’intervento di demolizione e ricostruzione dell’intero edificio è stata l’occasione per intervenire sui prospetti, caratterizzandoli e distinguendoli dall’immediato contesto che, come già accennato, non presenta caratteri unitari di riferimento.
Il volume è molto semplice, un solido regolare, rivestito in pannelli decorativi in legno composito, che presenta lineamenti marcati e spigolosi e attorno al quale trovano spazio i balconi che, con i loro parapetti in vetro e i pannelli grigliati in alluminio, creano un
gioco di pieni e vuoti sempre mutevoli su tutti e quattro i fronti. Gli ultimi due piani sono arretrati rispetto al filo della facciata del prospetto sud, al fine di rispettare le distanze dal confine, e tale scelta ha permesso di realizzare un ampio terrazzo al piano terzo.
La copertura piana vede la presenza di un volume a T in cui sono collocati il vano scale/ascensore e due ripostigli in quota a uso esclusivo delle due unità immobiliari sottostanti con relativo terrazzo. L’altra metà del tetto accoglie i pannelli fotovoltaici.
Laureato a Milano, dopo esperienze presso diversi studi apre la propria attività – STUDIO GUZZO & partner con sede a Cinisello Balsamo e a Berlino –, iniziando la sua esperienza professionale anche con alcune collaborazioni presso pubbliche amministrazioni. Lo studio è composto da un team di professionisti in grado di garantire un servizio di consulenza a 360°, seguendo il committente in ogni aspetto del progetto. Ponendosi anche come unico referente per le molteplici discipline tecniche e i vari campi progettuali, lo studio coordina i diversi specialisti dei diversi settori della progettazione, trovando il giusto equilibrio tra scelte architettoniche ed esigenze normative. I settori di attività spaziano dalla progettazione architettonica, strutturale, impiantistica, dei giardini e degli spazi aperti alla progettazione urbanistica, piani insediativi, piani attuativi e architettura del paesaggio, sino all’interior design, sicurezza e coordinamento cantieri.
Sul lato sud il fronte arretra e lascia spazio a un’ampia terrazza al terzo piano.
Altri progetti
Edificio residenziale, Segrate (MI). Demolizione e ricostruzione in pannelli CLT di un’abitazione. Residenze Vanvitelli 44, Milano. Residenza temporanea per studenti in pannelli di legno a telaio.
Gli interventi di riqualificazione possono e – oggi più che mai – devono riguardare anche gli edifici dedicati al terziario e alla produzione e questo progetto di rigenerazione ne è un chiaro esempio. Flessibilità, comfort, energia e architettura si fondono in spazi confortevoli nei quali i prodotti e materiali simbolo dell’azienda diventano protagonisti.
Nel cuore della Valtellina, lungo il corso dell’Adda, un’azienda storica della prefabbricazione ha intrapreso un percorso di rinnovamento dei propri uffici. L’intervento, ha unito architettura, design, sostenibilità e confort valorizzando il dialogo tra produzione industriale e paesaggio alpino. L’azienda nata e cresciuta sul territorio – tra la media e l’alta Valle in Comune di Lovero a poco più di 500 m. s.l.m., subito dopo la cittadina di Tirano, importante crocevia tra la vicina Svizzera e la rinomata stazione termale e località scistica di Bormio – ha la sua sede e laboratorio lungo il fiume Adda a sinistra della statale che porta proprio a Bormio. La rigenerazione degli uffici è stata dunque l’occasione per coniugare efficienza, benessere e versatilità, senza costruire un nuovo fabbricato, recuperando gli edifici esistenti, interventi che assumono un ruolo centrale nel dibattito sulla sostenibilità. La riqualificazione degli immobili a uso ufficio oggi rappresenta un’opportunità concreta per ridurre l’impatto ambientale del costruito, valorizzando strutture già presenti e trasformandole in ambienti efficienti, flessibili e capaci di rispondere alle nuove esigenze del lavoro contemporaneo. Il progetto nasce dall’idea di realizzare spazi trasparenti e
accoglienti, in costante relazione con l’esterno e con il cuore produttivo dell’azienda. Dalle ampie vetrate lo sguardo si apre sulle Alpi e sulla chiesa di San Gottardo immersa nei meleti, mentre all’interno le trasparenze rivelano i tralicci e i manufatti prefabbricati, che, da elementi strutturali, diventano protagonisti degli arredamenti dello spazio, appositamente progettati e customizzati. Il calcestruzzo e il ferro grezzo, materiali simbolo della produzione aziendale, sono stati reinterpretati come componenti architettonici e di arredo. Lastre prefabbricate diventano scale, tavoli e sedute; il ferro si trasforma in parapetti, armadi e lampadari. Ogni ambiente è pensato come una piccola esposizione, dove materia e funzione si fondono in un
linguaggio unitario. Pavimenti continui in calcestruzzo e superfici metalliche dialogano con la luce naturale che filtra dalle grandi aperture e dal vuoto centrale della scala. Ne risultano spazi lineari ed essenziali, ma allo stesso tempo intensi e ricchi di carattere. Il diverso linguaggio dei materiali si uniforma dunque nello stile e nella vista al contesto.
Particolare attenzione è stata posta al benessere interno. Oltre all’isolamento della struttura opaca e ai nuovi serramenti, un impianto di ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore ad alta efficienza, una pompa di calore e unità interne in ventilconvettori garantiscono un comfort costante sia in inverno sia in estate con un significativo risparmio energetico.
La scala in metallo ed elementi prefabbricati porta dall’ingresso al primo piano, dove si incontrano gli uffici dello sviluppo, tecnico e la direzione.
Progetto architettonico e D.L.
Studio bioprogettazionetarca di tarca davide, Mello (SO)
Appaltatore
Tarca Costruzioni srl, Mello (SO)
Lavori
2024/2025
Superficie utile
220 m2
Trasmittanza media pareti esterne
0,165 W/m2K
Trasmittanza media solaio contro terra
0,156 W/m2K
Trasmittanza media copertura
0,143 W/m2K
Trasmittanza media superfici trasparenti
0,79 W/m2K
Fabbisogno annuo globale di energia primaria (EPgl,tot)
L’involucro è stato progettato per essere performante e pertanto tutte le superfici opache sono state coibentate (pavimento, soffitto e pareti). Contro terra sono stati posati pannelli in poliuretano dello spessore di 12 cm, come pure sul solaio con terrazzo del piano superiore, a cui è stata abbinata una barriera al vapore e un controsoffitto impiantistico.
L’isolamento delle pareti è stato realizzato con una
stratificazione costituita da un cappotto interno in poliuretano con spessore di 8 cm, una contro parete da 7,5 cm riempita con un materassino termoacustico in lana di roccia, e due lastre di cartongesso. Per la gestione della climatizzazione è stato installato un impianto di ventilazione meccanica con recuperatore di calore ad alta efficienza e un impianto a pompa di calore con ventilconvettori interni canalizzati.
Sezione architettonica A
Prospetto su fronte strada
Dettaglio della scala
1 fissaggio barra filettata e piastre ancorate alla soletta in c.a.
2 piatto di collegamento per tutti i tiranti
3 coibentazione in poliuretano
4 materassino acustico
5 controparete coibentata
6 piastra ancorata al pannello in c.a.
7 guaina stacco acustico
Realizzazione della scala: le piastre di ancoraggio dei gradini, la coibentazione della parete con pannelli di PIR e la scala quasi completata.
Viste dalla scala dalla reception/Ufficio Amministrativo e dal piano superiore.
Sezione di dettaglio delle coibentazioni
1 monoblocco coibentato su 4 lati
2 coibentazione in XPS
3 coibentazione in PIR con pelle in alluminio, barriera al vapore e nastratura
4 coibentazione in pannelli fibrosi sintetici
5 guaina taglio termico e acustico su guide in cartongesso
6 coibentazione in aerogel
7 guaina anti radon
Lavori di demolizione del solaio contro terra per gli interventi di rinforzo strutturale e coibentazione; realizzazione delle contropareti isolate e delle velette per il passaggio impianti a soffitto; il pavimento in cls elicotterato; le tubazioni della ventilazione a pavimento e a soffitto.
Riqualificazione del prospetto fronte strada; realizzazione dei massetti; coibentazione dei solai e delle contro pareti in pannelli di materiale fibroso e in PIR; completamento delle finiture interne; monoblocchi isolati su quattro lati; installazione dei nuovi serramenti.
Identità e innovazione
Questo restyling architettonico ed energetico ha restituito all’azienda un’immagine coerente con la propria storia: solida, radicata nel territorio, ma aperta all’innovazione. I materiali, il paesaggio e il design qui si intrecciano
in un progetto che è manifesto di come la sostenibilità possa nascere dall’essenza stessa della produzione. Il grigio forte, ruvido e scabroso del calcestruzzo si trasforma infatti in valore estetico e aptico: liscio, funzionale e contemporaneo.
Al piano superiore si trova la sala riunioni e gli uffici della Direzione e dello Sviluppo che si caratterizzano altresì per l’affaccio interno sulla produzione.
Davide Tarca ha realizzato progetti con particolare attenzione allo studio delle forme verso nuove linee progettuali dell’abitare un luogo, alla trasparenza, al contatto con l’esterno e all’uso del verde.
Utilizza i materiali nella loro essenza, senza l’aggiunta di protettivi per le parti strutturali in legno naturale, ferro grezzo e Corten; predilige materiali primari per le finiture come la terra cruda, l’argilla, la calce, la pozzolana e le vernici naturali; la fibra di legno e la canapa per le coibentazioni.
Di recente ha implementato i sistemi per la realizzazione di progetti con elevate prestazioni energetiche e con certificazione internazionale Passivhaus. Il tutto per il confort e benessere interno, verso la transizione ecologica.
Altri progetti
Abitazione, provincia di Sondrio. Riqualificazione energetica e architettonica di tre rustici. Abitazione, Valtellina (SO). Riqualificazione di casa di montagna con strategie bioclimatiche e passive.
L’apertura e la trasparenza degli spazi della sala riunioni e dell’Ufficio Sviluppo.
sede Autosped G S.p.A. ha visto la realizzazione di un nuovo parcheggio per automezzi su un’area complessiva di circa 26.000 m2. L’opera è caratterizzata anche da un articolato sistema di raccolta, trattamento e smaltimento delle acque meteoriche, con l’obiettivo di garantire massima efficienza idraulica e rispetto delle normative ambientali vigenti.
Le indagini geotecniche hanno evidenziato la presenza di terreni argillosi e limosi fino a 10 m di profondità, condizione che rendeva non praticabile la dispersione delle acque al suolo.
Originariamente basato su vasche in calcestruzzo che presentavano criticità operative e tempi di posa
elevati, il progetto ha scelto una soluzione in polietilene (PE), più rapida da installare, leggera, modulare e completamente ispezionabile.
Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra competenze progettuali, operative e fornitura tecnologica. La collaborazione tra le parti e Rototec ha consentito infatti di sviluppare una soluzione completa, efficiente e conforme alle normative ambientali, in tempi contenuti e con un alto grado di affidabilità. Rototec conferma dunque il ruolo di partner tecnico di riferimento nel settore del trattamento e della gestione delle acque meteoriche, offrendo soluzioni innovative, sostenibili e perfettamente integrate alle esigenze dei moderni insediamenti industriali.
La soluzione Rototec
Rototec ha fornito due impianti distinti a servizio delle aree di parcheggio:
• un primo impianto da 12.000 m2
• un secondo impianto da 14.000 m2
Entrambi progettati per la gestione delle acque di prima e seconda pioggia, nel rispetto dei criteri di invarianza idraulica e delle prescrizioni del Regolamento Regionale Piemonte n. 1R/2006.
A completamento del sistema, è stata installata una vasca di raccolta dotata di quattro pompe sommerse, destinata a convogliare le acque meteoriche accumulate e a rilanciarle in fognatura tramite un sistema di sollevamento automatizzato. Questa soluzione consente una gestione controllata dei flussi, riducendo il rischio di sovraccarico della rete e garantendo il rispetto dei tempi di svuotamento previsti (48–60 ore).
Efficienza, sicurezza e
rapidità
d’esecuzione: i benefici delle soluzioni in PE
L’impiego delle vasche in PE Rototec ha permesso di ottimizzare tempi e costi di realizzazione, garantendo al contempo elevati standard di qualità e affidabilità. Tra i principali vantaggi:
• Installazione veloce e semplificata, grazie alla leggerezza e alla modularità dei componenti;
• Eliminazione delle opere in calcestruzzo
in opera, con notevole risparmio sui tempi di posa;
• Resistenza meccanica e chimica elevata, ideale per contesti industriali e aree di parcheggio mezzi pesanti;
• Tenuta idraulica garantita e manutenzione facilitata;
• Soluzione sostenibile e durevole, conforme al Regolamento Regionale Piemonte n. 1R/2006.
Committente
Autosped G S.p.A. – Castelnuovo Scrivia (AL)
Fornitore impianti idraulici Rototec S.p.A.
Intervento
Realizzazione sistema idraulico per parcheggio automezzi e futura area edificabile
Superficie interessata 25.966 m2
Vasche di prima pioggia
Vasca di laminazione
Vasche di prima pioggia: n. 2 vasche in PE per acque di prima pioggia da 12.000 e 14.000 m2
Vasca di laminazione, di realizzazione unica, con n. 4 elettropompe sommerse di forma a canotto da 255.000 lt
Regolamento di riferimento R.R. Piemonte n. 1R/2006
Obiettivi
Invarianza idraulica, efficienza, sostenibilità e rapidità d’esecuzione