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Zootecnica | Rivista avicola - Aprile 2026

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EDITORIALE

Nel settore avicolo europeo il tema del benessere animale continua a evolversi, passando progressivamente da un principio generale a una leva concreta di trasformazione dei sistemi produttivi.

Un segnale in questa direzione arriva dalla recente decisione della Norvegia di avviare una transizione verso genetiche a crescita più lenta, con l’obiettivo di superare l’impiego di broiler convenzionali entro il 2027. Al di là delle specificità nazionali, ciò che emerge è l’approccio: un cambiamento costruito lungo tutta la filiera, basato su dati e sostenuto da strumenti in grado di mantenerne la sostenibilità economica.

Anche in Italia il percorso si sta sviluppando in modo graduale. L’incremento dell’impiego di genotipi a lenta crescita e la crescente diffusione di requisiti volontari legati al benessere animale evidenziano l’evoluzione del settore.

In questo scenario, il benessere non può essere considerato un elemento isolato. La gestione dell’ambiente di allevamento, la qualità della lettiera, la ventilazione, la densità e le scelte genetiche concorrono, in modo integrato, a determinare le condizioni degli animali e, di conseguenza, le performance. La sfida è tradurre questi principi in pratiche operative quotidiane, evitando semplificazioni e mantenendo una visione tecnica d’insieme.

Diventa quindi centrale il concetto di equilibrio. Non tra posizioni contrapposte, ma tra obiettivi che devono necessariamente coesistere: benessere animale, efficienza produttiva e sostenibilità economica. In questa prospettiva, anche la selezione genetica è chiamata a evolvere, includendo sempre più aspetti legati alla resilienza e all’adattabilità alle condizioni reali di allevamento.

➤ Marianna Caterino

SOMMARIO

INTERNET GUIDE 4 6 10 12 14 18 24 28

COMPANY FOCUS

Meno materiale, più valore: come un imballaggio più semplice e migliori insight possono rafforzare la categoria delle uova

PRIMO PIANO

Collegare la filiera avicola: l’approccio PoultryPlan

REPORTAGE

Il settore avicolo cinese guarda al futuro con ottimismo

DOSSIER

Genotipi avicoli a lenta crescita in Italia: l’iter autorizzativo e le dinamiche di impiego

DOSSIER

Confronto tra punteggi di lettiera, umidità soggettiva e friabilità con il contenuto di umidità misurato nella lettiera

FOCUS

Mantenere gli animali al caldo e in comfort con una lettiera asciutta

MARKETING

Il ruolo del G20 nella produzione e nel commercio mondiale di carne. Parte 1: la produzione di carne

MANAGEMENT

Guidare il futuro della genetica del tacchino: un investimento di 10 milioni di euro in R & D

MANAGEMENT

Implementazione sostenibile del benessere animale per un allevamento avicolo più efficiente

NUTRIZIONISTICA

Trouw Nutrition presenta Presan® Evolve: la forza interiore è il motore delle prestazioni a prova di stress

VETERINARIA

Equilibrare l’efficienza produttiva con il benessere

TRASFORMAZIONE

Proteggere le ali dalle lesioni

MARKET GUIDE

UPCOMING EVENTS

AVIAGEN RUSTIC ROWAN

HA RICEVUTO L’ACCREDITAMENTO

SECONDO GLI STANDARD DI BENESSERE DELLA ROYAL SOCIETY FOR THE PREVENTION OF CRUELTY TO ANIMALS (RSPCA) E IL

PROGRAMMA RSPCA ASSURED

Rustic Rowan si unisce ad altre razze a crescita più lenta riconosciute per l’European Chicken Commitment (ECC)

EDIMBURGO, Scozia. – Aviagen® è orgogliosa di annunciare che la linea Rustic Rowan™ è stata accreditata per l’uso nell’ambito del rispettato programma di benessere animale RSPCA. IL Rustic Rowan si unisce al Rustic Gold come razza accreditata che soddisfa i parametri dell’European Chicken Commitment (ECC).

Impegnati nell’allevamento per il benessere e la sostenibilità

Un’organizzazione indipendente valuta diverse caratteristiche per garantire che solo le razze con i migliori risultati in termini di benessere ricevano lo status RSPCA Assured.

Il Direttore Europeo di Ricerca e Sviluppo di Aviagen, il dottor Brendan Duggan, spiega: “Siamo orgogliosi di aggiungere il Rustic Rowan al nostro portafoglio di razze riconosciute RSPCA. Nell’ambito del nostro approccio di selezione bilanciato, circa un terzo della nostra attenzione alla selezione, sia per le razze convenzionali che per quelle a crescita più lenta, è rivolta alle caratteristiche di salute e benessere. Aviagen continua a collaborare a stretto contatto con RSPCA e altre organizzazioni in tutta Europa per migliorare costantemente il benessere in tutta la nostra gamma di razze”.

Offrire opzioni per il mercato europeo

Il Rustic Rowan è un pollo a crescita più lenta con forti caratteristiche di benessere, bilanciate da eccellenti livelli di produzione, efficienza e robustezza.

“Aviagen si impegna a garantire ai propri clienti in Europa una vasta scelta di razze”, ha dichiarato Patrick Claeys, Presidente Europa. “L’aggiunta del Rustic Rowan al nostro portafoglio di razze rafforza la nostra capacità di offrire ai

clienti della regione una valida opzione a crescita più lenta, che offre vantaggi in termini di benessere e risultati costanti”.

Il riconoscimento RSPCA

Kate Parkes, Responsabile della Sezione Suini e Avicoli presso RSPCA, ha dichiarato: “Accogliamo con favore l’impegno di Aviagen per una produzione di polli che rispetti maggiormente il benessere animale. Sviluppare razze come la Rustic Rowan, ora ammessa all’uso secondo gli standard di benessere della RSPCA e il programma RSPCA Assured, significa che un numero maggiore di polli può godere di una vita più sana, che produttori e consumatori hanno accesso a una selezione più ampia di razze che rispettano maggiormente il benessere animale e che la società compie un passo avanti verso la priorità del benessere animale per ogni specie”.

Fonte: comunicato stampa Aviagen

UNAITALIA OSPITA A SORRENTO LA 68ª ASSEMBLEA

GENERALE DI AVEC DAL 24 AL 27 SETTEMBRE 2026: BUILDING THE FUTURE THROUGH INNOVATION

Dal 24 al 27 settembre 2026 si terrà a Sorrento la 68ª Assemblea Generale di AVEC, l’associazione di rappresentanza del settore avicolo europeo. L’incontro, ospitato da Unaitalia, vedrà la partecipazione dei principali esponenti della filiera e dei rappresentanti delle istituzioni nazionali e comunitarie.

L’Assemblea Generale, dal tema Building the Future Through Innovation, sarà dedicata al ruolo cruciale dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale nel supportare la filiera avicola di fronte alle complessità dei mercati globali

e alle nuove sfide della sostenibilità, delle aspettative dei consumatori e della competitività. Dettagli e iscrizioni sono disponibili sul sito ufficiale: avecga2026-sorrento.eu/.

Fonte: Unaitalia

MENO MATERIALE, PIÙ VALORE: COME UN IMBALLAGGIO PIÙ SEMPLICE E MIGLIORI INSIGHT

POSSONO RAFFORZARE LA CATEGORIA

DELLE UOVA

Nel settore delle uova, le scelte relative all’imballaggio e al Category Management stanno diventando sempre più importanti. Ciò che per anni è stato considerato un elemento stabile e prevedibile del business è oggi al centro dell’attenzione di produttori, centri di confezionamento e retailer. Le aspettative dei consumatori stanno cambiando, la sostenibilità influenza le decisioni d’acquisto e la presentazione delle uova a scaffale incide sia sulle vendite sia sulla percezione del prodotto. Si tratta di cambiamenti graduali, ma abbastanza chiari da indicare una direzione: imballaggi più semplici, comunicazione più chiara e una gestione di categoria più efficace.

Una spinta verso imballaggi più semplici e funzionali

La sostenibilità continua a essere un tema centrale in molti mercati, ma per i consumatori questa si traduce spesso in qualcosa di molto concreto: un imballaggio che sembri naturale, sostenibile e responsabile. Chi compra uova desidera meno elementi superflui, meno complessità visiva e informazioni chiare e immediate. E soprattutto, vuole una confezione che rifletta la freschezza e l’autenticità del prodotto.

Per questo motivo, l’idea che “meno è più” ha acquisito sempre maggiore importanza nel segmento delle uova. Le fascette esterne, le etichette adesive e i materiali ridondanti vengono rivalutati, e molti operatori stanno orientandosi verso soluzioni che riducono l’uso di materiale senza compromettere la protezione o la visibilità a scaffale.

Questa semplificazione sta avvenendo in parallelo a un passaggio graduale verso imballaggi realizzati con un solo materiale riciclabile. In particolare, le confezioni in fibra modellata attirano interesse perché uniscono sostenibilità, praticità e chiarezza visiva.

Comprendere ciò che cercano i consumatori

Per sostenere queste decisioni, diversi attori del settore hanno fatto ricorso a ricerche di mercato. Tra queste, il lavoro svolto da GfK ha offerto una visione più precisa dei fattori che guidano l’acquisto delle uova oggi.

Senza entrare nei dettagli, emergono alcuni elementi chiave:

• I materiali naturali e riciclabili generano maggiore fiducia.

• Layout semplici e stampe chiare facilitano il riconoscimento dei prodotti.

• Imballaggi troppo complessi possono ostacolare la scelta.

• Molte decisioni d’acquisto avvengono direttamente davanti allo scaffale, senza pianificazione.

• Le informazioni devono essere rapide da leggere e affidabili, soprattutto in una categoria in cui i prodotti possono sembrare simili.

Questi elementi evidenziano quanto sia importante che l’imballaggio comunichi in modo efficace e immediato – non attraverso grafiche elaborate o ulteriori strati, ma attraverso chiarezza e semplicità.

Category

Management: cosa succede realmente allo scaffale

Le osservazioni nei punti vendita confermano che il lineare delle uova rimane uno dei più complessi da gestire. Formati diversi, tipologie di allevamento multiple e materiali differenti convivono spesso in spazi ridotti. Quando si aggiungono comunicazioni non uniformi o scarsa chiarezza visiva, il consumatore può sentirsi disorientato.

Le conseguenze sono concrete. Quando la tipologia o il formato preferito mancano, una percentuale significativa di clienti rinuncia all’acquisto. Questo fenomeno di “vendita persa” si riflette lungo tutta la filiera.

Un altro aspetto importante è l’acquisto non pianificato. Le uova sono tra i prodotti che vengono aggiunti più spesso al carrello dopo averli visti a scaffale. Per questo motivo

visibilità, posizionamento e chiarezza diventano decisivi. Una categoria più semplice e ben strutturata aumenta la probabilità di conversione in questi acquisti spontanei.

In questo contesto, standardizzare i formati e semplificare gli imballaggi aiuta a rendere lo scaffale più leggibile e meno confuso.

I produttori di imballaggi come partner tecnici

Mentre il settore evolve, anche i produttori di imballaggi svolgono un ruolo sempre più strategico. La loro competenza tecnica incide sulla protezione del prodotto, sulla performance delle selezionatrici, sulla disponibilità continuativa e sulla presentazione a scaffale.

Tra questi, Hartmann rappresenta un attore storico nella produzione di imballaggi in fibra modellata e opera con una presenza diretta nel mercato. Questo permette all’azienda di lavorare a stretto contatto con confezionatori e retailer, condividendo un’esperienza pratica che copre l’intera filiera.

Hartmann basa il proprio approccio su una serie di principi pratici, i Principles of Excellence, che includono:

• prevenire rotture e sprechi;

• garantire scorrevolezza e velocità sulle selezionatrici;

• assicurare continuità nella fornitura;

• offrire un’esposizione chiara e accattivante;

• utilizzare materiali riciclati e riciclabili.

L’obiettivo è semplice: un imballaggio che supporti produttori, distributori e consumatori.

La collaborazione continua con GfK mostra l’importanza di combinare competenze tecniche e comprensione del comportamento d’acquisto, per guidare scelte più efficaci.

Perché la fibra sta diventando sempre più rilevante

La rilevanza crescente degli imballaggi in fibra dipende da diversi fattori. Da un lato, si allinea alla percezione di naturalità e sostenibilità. Dall’altro, consente una

semplificazione concreta: grazie alla stampa diretta, è possibile eliminare elementi aggiuntivi come fascette o etichette.

Inoltre, la fibra offre robustezza e affidabilità durante trasporto e selezione. Per molti produttori, rappresenta una soluzione pronta all’uso che risponde agli obiettivi ambientali e migliora la presentazione del prodotto.

Guardando avanti: gli insight come motore di miglioramento

Il futuro della categoria sarà guidato sempre più da decisioni informate. Con nuovi insight sui consumatori e soluzioni di imballaggio in evoluzione, produttori e retailer avranno più strumenti per migliorare la gestione del lineare.

I prossimi confronti basati sul lavoro di GfK offriranno un’occasione per approfondire le aspettative dei consumatori, la percezione dei materiali e il comportamento a scaffale. Non indicheranno una strada unica, ma evidenzieranno opportunità chiare per semplificare la categoria e migliorare la conversione.

La direzione che emerge è condivisa: un imballaggio che utilizza meno materiali, comunica meglio e sostiene un’esperienza più coerente.

Conclusione

La confezione delle uova svolge un ruolo molto più importante di quanto si pensi. Un approccio più semplice, più chiaro e più sostenibile risponde alle aspettative dei consumatori e migliora le performance della categoria.

Con insight aggiornati e il supporto di partner esperti come Hartmann, il settore ha l’opportunità di rafforzare la propria competitività e costruire un futuro più efficiente, responsabile e in linea con le nuove abitudini d’acquisto.

L’idea che “meno è più” non è solo uno slogan: sta diventando un modo concreto per creare valore in una categoria in cui chiarezza e affidabilità fanno davvero la differenza.

COLLEGARE LA FILIERA AVICOLA: L’APPROCCIO

POULTRYPLAN

Al centro della moderna produzione avicola si trova una sfida complessa: gestire l’intera filiera come un unico sistema sincronizzato. Dai centri di riproduzione agli incubatoi, dalla produzione di polli da carne e ovaiole fino alla trasformazione e alla classificazione delle uova, ogni anello è interdipendente. È proprio qui che si colloca oggi

PoultryPlan, a supporto delle grandi aziende avicole integrate o semiintegrate che operano lungo l’intera filiera produttiva.

Progettato per le aziende avicole integrate

PoultryPlan è stato sviluppato con un obiettivo chiaro: supportare le realtà avicole complesse e integrate. Le grandi organizzazioni che gestiscono riproduttori, incubatoi, allevamenti di polli da carne e di ovaiole, mangimifici e impianti di trasformazione necessitano di molto più di semplici soluzioni software separate. Hanno bisogno di una piattaforma di pianificazione unificata, in grado di collegare le prestazioni biologiche, la logistica e i flussi operativi di tutta l’azienda.

In un sistema integrato, ogni decisione presa in una fase influenza immediatamente la successiva. Le variazioni nelle prestazioni dei riproduttori incidono sulla produzione dell’incubatoio; la pianificazione dell’incubazione determina la destinazione dei pulcini di un giorno (DOC, Day-Old Chicks); la crescita, l’uniformità e le performance dei polli da carne influiscono direttamente sui programmi di macellazione e sulla pianificazione delle capacità produttive. Allo stesso modo, la produzione e l’uniformità delle uova, insieme ai programmi di trasporto, condizionano l’approvvigionamento dei centri di classificazione e confezionamento. Senza una pianificazione integrata, queste interdipendenze si frammentano, generando spesso inefficienze e colli di bottiglia.

PoultryPlan riunisce tutte le funzioni chiave in un’unica piattaforma digitale: supporta la pianificazione produttiva a lungo termine, la programmazione dettagliata e la simulazione di scenari lungo l’intera filiera avicola. Integrando i dati dai riproduttori fino ai prodotti finali, le aziende ottengono una maggiore visibilità, coordinamento e controllo sul flusso produttivo.

Anche le aziende semi-integrate traggono grandi vantaggi da questo approccio: incluse le operazioni di ovaiole e polli da carne multi-sito, così come quelle che combinano

allevamenti di accrescimento e di riproduttori. Anche quando non tutte le fasi produttive sono di proprietà interna, una pianificazione centralizzata migliora il coordinamento, la trasparenza e la conoscenza delle performance dei gruppi e dell’utilizzo della capacità produttiva.

La posizione di PoultryPlan oggi

Oggi PoultryPlan supporta le principali integrazioni avicole che richiedono precisione, scalabilità e affidabilità. La piattaforma di PoultryPlan consente alle aziende di:

• bilanciare la capacità dei riproduttori con la domanda degli incubatoi;

• ottimizzare il flusso delle uova e la produzione dei pulcini;

• pianificare le collocazioni in più regioni e siti produttivi;

• prevedere il fabbisogno di mangime in base ai piani produttivi;

• allineare l’offerta di polli da carne con la capacità degli impianti di trasformazione;

• ottimizzare la gestione di polli da carne e ovaiole.

Nelle filiere avicole integrate, decisioni allineate generano efficienza lungo l’intera catena del valore, dai centri di riproduzione agli impianti di trasformazione.

Per le aziende avicole, l’efficienza si misura lungo l’intera filiera, non a livello del singolo allevamento. PoultryPlan offre ai team di gestione una visione complessiva, assicurando che la pianificazione biologica e l’esecuzione operativa restino perfettamente sincronizzate. Con il mutare delle condizioni di mercato e l’aumentare della complessità produttiva, le aziende avicole devono mantenersi flessibili. Con PoultryPlan, gli utenti possono guardare avanti, individuare possibili colli di bottiglia e regolare i piani in modo proattivo. L’obiettivo resta sempre l’eccellenza operativa: massimizzare l’utilizzo della capacità, migliorare la prevedibilità e rafforzare il coordinamento tra i reparti.

Sebbene l’analisi finanziaria possa essere collegata, la competenza principale di PoultryPlan risiede nella pianificazione produttiva e nell’ottimizzazione operativa, concentrandosi su ciò che costituisce il cuore di ogni integrazione: animali, flussi, tempi e capacità.

Una collaborazione strategica in Italia con SaySoft

L’Italia ospita aziende avicole altamente integrate, che operano secondo rigorosi standard di qualità, tracciabilità e benessere animale. Servire con successo un mercato così esigente richiede una forte competenza locale. La collaborazione con SaySoft svolge un ruolo centrale in questa strategia.

SaySoft apporta una profonda conoscenza del settore avicolo italiano, supportata da un’ampia esperienza

nell’ottimizzazione dei mangimi (formulazione a costo minimo), nella gestione delle scorte e nei sistemi di tracciabilità. Grazie a una solida competenza nell’implementazione software e nel supporto ai clienti, SaySoft offre la base locale necessaria per introdurre con successo strumenti avanzati di pianificazione.

Combinando l’esperienza di mercato di SaySoft con la tecnologia di pianificazione integrata di PoultryPlan, si è in grado di offrire una soluzione specificamente progettata per le esigenze delle grandi integrazioni avicole italiane.

Attraverso questa collaborazione, anche gli allevatori indipendenti che gestiscono più capannoni possono beneficiare delle capacità di pianificazione e dei vantaggi operativi di PoultryPlan, anche al di fuori delle strutture aziendali integrate di grandi dimensioni.

Guardando al futuro

Il futuro della produzione avicola appartiene alle aziende capaci di gestire la complessità con chiarezza. L’integrazione lungo l’intera catena del valore rappresenta un grande punto di forza, ma solo se supportata da strumenti di pianificazione intelligenti.

Oggi PoultryPlan si presenta come una piattaforma solida, scalabile e specializzata, progettata per le integrazioni avicole. La missione è chiara: offrire ai produttori una pianificazione produttiva basata sui dati, che colleghi ogni fase della filiera, dai riproduttori al prodotto finale.

IL SETTORE AVICOLO CINESE GUARDA AL FUTURO CON OTTIMISMO

Il settore avicolo cinese è in costante crescita, trainato da una forte domanda, minori costi dei mangimi e sostegno governativo all’autosufficienza, mentre i principali produttori si espandono e le importazioni si diversificano per soddisfare le preferenze dei consumatori.

➤ Eugene Gerden

Scrittore freelance

Il settore avicolo cinese è in costante crescita grazie a una domanda e un consumo stabili, che stimolano gli allevatori locali ad ampliare le loro capacità produttive.

Le recenti guerre commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno provocato un significativo calo delle importazioni in Cina e hanno influito sul mercato avicolo del Paese. A differenza degli anni precedenti, le dispute commerciali con gli USA hanno spinto le autorità cinesi a prestare maggiore attenzione allo sviluppo del settore avicolo nazionale. Ciò include anche una ricerca più attiva di fornitori alternativi. In generale, dall’inizio del 2025 la diversificazione delle forniture avicole è diventata una delle priorità principali per le autorità cinesi, con il governo che intende proseguire questa politica anche nei prossimi anni.

Progressi significativi

Dall’inizio degli anni ‘20, il settore avicolo cinese ha conseguito progressi importanti. Un portavoce ufficiale di

Han Jun, Ministro dell’Agricoltura e degli Affari Rurali della Cina, ha dichiarato in un’intervista esclusiva che la Cina è il più grande produttore e consumatore mondiale di pollame e intende mantenere questa posizione nei prossimi anni. Secondo il Ministero, ciò avviene nonostante la continua volatilità dei mercati globali e una nuova ondata di guerre tariffarie.

La situazione attuale nel settore avicolo cinese rimane stabile, con il mercato dominato in gran parte dai broiler. Secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica cinese e del Ministero dell’Agricoltura, il numero di broiler in Cina ha raggiunto i 15,5–16 miliardi nel 2025, con una produzione totale di carne avicola pari a 28,37 milioni di tonnellate (+6,7% rispetto al 2024). Il pollo rappresenta ora oltre il 20% del consumo pro capite di carne nel Paese, e queste cifre continuano a crescere.

Principali attori in espansione

In termini di struttura di mercato, tra i principali attori locali figurano Wens Foodstuff Group, Lihua Group, Xiangjia Group, Dekang Group e Liyuan Group. Nel 2025, la loro

produzione totale di broiler ha superato 1 miliardo di capi, con una quota di mercato combinata stimata al 57%.

Negli ultimi anni, molti dei principali attori locali hanno annunciato piani per un’ulteriore espansione sul mercato interno.

Riguardo a Wens Foodstuff Group, l’azienda rimane un protagonista di primo piano del mercato, con vendite annuali fino a 600 milioni di broiler e tassi di crescita annui del 9–10%. Fondata nel 1983 come piccolo allevamento, Leizhu Chicken Farm è diventata un leader del settore avicolo cinese. Negli ultimi anni ha ampliato la collaborazione con diverse aziende globali per garantire un approvvigionamento stabile di materie prime. A tale scopo, Wens ha recentemente firmato un accordo strategico con Cargill Investment, la controllata cinese dell’azienda statunitense Cargill. L’accordo offre a Wens l’opportunità di ottimizzare la propria filiera dei mangimi e migliorare l’efficienza.

Sun Fen, Vicepresidente e Responsabile del Centro Acquisti di Wens Foodstuff Group, ha dichiarato durante la conferenza stampa successiva alla firma dell’accordo che l’azienda nutre grandi speranze nella futura collaborazione con Cargill, che garantirà un approvvigionamento stabile di materie prime.

Nel frattempo, Lihua Group, altro importante attore del settore avicolo cinese, punta quest’anno ad accelerare l’espansione sul mercato interno. L’azienda ha registrato un andamento positivo nel 2025, con una forte crescita trainata dalla vendita di 260 milioni di polli, pari a un aumento dell’11% rispetto al 2024. L’azienda si concentra attualmente sul segmento del pollo giallo refrigerato. Negli ultimi anni ha notevolmente rafforzato la sua posizione in questo segmento, piazzandosi tra i principali attori locali.

Come riportato in precedenza dall’agenzia Xinhua, Lihua Group lo scorso anno ha conseguito ottimi risultati sul mercato interno. Secondo dati ufficiali, nel 2025 ha lavorato circa 90 milioni di prodotti di pollo fresco, rappresentando circa il 15,87% del volume totale di vendite di pollo in Cina quell’anno. Il portavoce dell’azienda ha dichiarato che ciò rappresenta un aumento anno su anno di circa il 50% rispetto al 2024.

Gli analisti del Ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali cinese ritengono che il successo attuale di Wens e Lihua sul mercato interno sia principalmente dovuto alle loro strategie di produzione e sviluppo introdotte dalle direzioni negli ultimi anni. Secondo loro, ciò implica l’uso innovativo del modello “azienda + allevatore”, che consente a entrambe le società di integrare efficacemente i loro vantaggi tecnologici, finanziari e di mercato con le risorse di allevamento degli agricoltori. Questa integrazione garantisce lo sviluppo di una filiera chiusa ed efficiente, in cui

le aziende implementano una gestione rigorosa del processo di allevamento, controllando ogni dettaglio dalla selezione dei mangimi alla prevenzione delle malattie, assicurando così qualità del prodotto e stabilità delle forniture. Gli analisti del Ministero ritengono anche che nel frattempo l’ascesa dell’allevamento su larga scala rimarrà uno dei principali motori di crescita del settore avicolo cinese. Nelle principali aree produttrici di pollame come Shandong e Guangdong, il modello “azienda + allevatore” ha integrato efficacemente le risorse di piccoli e medi allevatori. Un esempio è Fujian Sunner Development Co., Ltd., che rimane il più grande complesso industriale per broiler al mondo, con una produzione annua superiore a 500 milioni di capi.

Prospettive future

Per quanto riguarda le prospettive future, molto dipenderà dall’andamento futuro dei costi dei mangimi per gli allevatori cinesi di pollame. Il recente calo dei costi dei mangimi ha avuto un impatto positivo sull’industria avicola cinese (con i cali più marcati osservati per mais e farina di soia), ma resta incerto se queste tendenze continueranno per tutto il 2026.

Secondo dati ufficiali del governo cinese, nel secondo semestre del 2025 i costi dei mangimi composti per broiler sono scesi a 3,67 yuan/kg, il livello più basso degli ultimi cinque anni. Ciò ha comportato profitti più elevati per gli allevatori locali di pollame.

Piani per le importazioni

Nonostante un significativo aumento della produzione interna, la Cina continuerà a importare rilevanti quantità di pollame anche in futuro.

Poiché i consumatori cinesi mostrano una crescente preferenza per tagli specifici di pollame, il Paese sta attivamente cercando di ampliare il proprio portafoglio di importazioni avicole con prodotti la cui produzione nazionale rimane relativamente limitata.

Nell’ambito di questa strategia, la Cina ha recentemente raggiunto un accordo con il governo georgiano per l’importazione di cosce e colli di pollo, prodotti che continuano a essere molto richiesti dai consumatori cinesi. Questa mossa riflette la strategia continua della Cina di diversificare le fonti di importazione del pollame ed evitare la dipendenza da un singolo fornitore principale.

Secondo Zurab Uchumbegashvili, Presidente dell’Associazione Georgiana per lo Sviluppo Avicolo, l’accordo si allinea perfettamente con le tendenze di consumo cinese, visto che cosce e colli di pollo, sottovalutati in Georgia, sono altamente apprezzati in Cina.

GENOTIPI AVICOLI A LENTA CRESCITA IN ITALIA:

L’ITER AUTORIZZATIVO E LE DINAMICHE DI IMPIEGO

Nel numero di dicembre di Zootecnica, la rete europea BroilerNet ha delineato le principali sfide legate all’impiego dei polli a lenta crescita nel contesto europeo. Il presente contributo intende approfondire il caso italiano, che si distingue per un percorso autonomo e strutturato, fondato su iter autorizzativi definiti a livello di amministrazione centrale.

Allevamento di genotipo a lenta crescita Fonte: Unaitalia.

➤ Unaitalia e CRPA (Centro Ricerche Produzioni Animali)

Il settore avicolo europeo si trova oggi al centro di uno scenario complesso, caratterizzato dall’intersezione tra esigenze di efficienza produttiva, istanze dei consumatori e obiettivi di sostenibilità ambientale e benessere animale. Come illustrato nel contributo pubblicato a dicembre da Zootecnica nell’ambito del progetto BroilerNet, l’impiego di polli a lenta crescita è un tema ampiamente discusso, in quanto potenziale risposta ad alcune criticità dei sistemi convenzionali, ma al contempo fonte di nuove sfide gestionali, economiche e ambientali che richiedono valutazioni e analisi attente, che non possono essere trascurate nel bilancio complessivo della filiera. Tuttavia, questo dibattito non si declina in modo uniforme nei diversi contesti nazionali.

I genotipi a lenta crescita nel

Disciplinare di etichettatura volontaria

Il Disciplinare IT 001 EA, autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura nel 2005 – sentiti gli altri Ministeri per le parti di competenza – e detenuto da Unaitalia, costituisce oggi il quadro di riferimento strutturato per la comunicazione trasparente delle caratteristiche produttive, oltre gli obblighi di legge, della carne avicola; esso consente di valorizzare in etichetta e su base volontaria parametri quali il benessere animale (a partire dal 2009) e l’uso responsabile del farmaco, assicurando la veridicità delle informazioni fornite al consumatore. Nel nostro Paese uno standard privato non può essere adottato seguendo le modalità di un disciplinare di etichettatura volontaria e, quindi, qualora ci fosse interesse a comunicare in etichetta i requisiti di uno standard privato, ciò sarebbe possibile solo se questi fossero coincidenti con quelli già presenti nel disciplinare.

Il Disciplinare di Unaitalia è composto da un articolato che indica procedure e sanzioni; un piano di autocontrollo analitico, atto a gestire le non conformità e le azioni correttive; un piano dei controlli affidato a un organismo terzo, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, cui spetta la funzione di vigilanza. Il D.M. 29 luglio 2004 fu notificato alla Commissione europea per l’esclusione di ostacoli alla libera circolazione dei prodotti fra gli Stati membri. Ciò consente di mantenere in etichetta le informazioni disciplinate, tradotte nella lingua dello Stato membro di commercializzazione.

L’architettura del Disciplinare poggia, quindi, sul D.M. 29 luglio 2004, con cui il nostro Paese ha definito una norma tecnica per regolamentare iter e procedure per riportare in etichetta informazioni volontarie sulle carni di pollame. Solo attraverso tale sistema è possibile comunicare (anche) il genotipo allevato.

L’Italia, infatti, ha saputo anticipare le evoluzioni del mercato: già nel 2012, su richiesta di Unaitalia, è

■ Tabella 1 – Elenco genotipi a lenta crescita riconosciuti e impiegati nel settore avicolo (ultimo aggiornamento: dicembre 2025)

*Genotipi approvati anche per l’allevamento biologico. Fonte Unaitalia: elaborazione da decreti direttoriali e ministeriali.

Genotipo N. Decreto

S757N* 17584 del 08.08.2012

RED JA COU NU* 1556 del 22.01.2014

LABELLE KABIR* 1556 del 22.01.2014

BRIANZOLO 18770 del 26.06.2017

LOHMAN BROWN* 24860 del 22.09.2017

TACCHINO GB291* 24860 del 22.09.2017

RANGER GOLD* 1661 del 15.01.2019

ROWAN RANGER* 1661 del 15.01.2019

RED JA* 1661 del 15.01.2019

JA757 10150 del 03.03.2020

JA 575K 10150 del 03.03.2020

S787NK 9039334 del 04.08.2020

RANGER N.N./SAVANNA 526690

MASCHI HY-LINE 138964 del 25.03.2022

EUREKA 138964 del 25.03.2022

SASSO SA51A E SA31A X SASSO T44, T44N XL44N 222100 del 17.05.2022

NOVOGEN BROWN MASCHI 222100 del 17.05.2022

NEWCY57KI 6314466 del 09.12.2022

RANGER COUNTRY/CLASSIC* 418311 del 11.08.2023

JA787* 418311 del 11.08.2023

ISA DUAL 428278 del 10.09.2024

MASCHIO BOVANS 428278 del 10.09.2024

MASCHIO WARREN 428278 del 10.09.2024

CY87 428278 del 10.09.2024

REDJA87 NN 428278 del 10.09.2024

RUSTIC GOLD 428278 del 10.09.2024

ROWAN RUSTIC* 16072 del 15.01.2025

RUSTIC SAVANNA/NN* 16072 del 15.01.2025

LOHMANN WHITE 206856 del 12.05.2025

NOVOGEN WHITE 206856 del 12.05.2025

HUBBARD HYBRID 57 629644 del 21.11.2025

HUBBARD HYBRID 87 629644 del 21.11.2025

stato riconosciuto il primo genotipo a lenta crescita, a testimoniare la capacità del settore avicolo italiano di anticipare le esigenze del mercato, traducendole in strumenti concreti e verificabili.

In Italia, l’adozione di modelli imposti da terzi e privi di orientamento al mercato appare limitata grazie

all’efficacia del Disciplinare, che è frutto della visione lungimirante e della volontà delle filiere produttive. Esso costituisce la cornice normativa di riferimento per l’integrazione in etichetta di informazioni aggiuntive, con particolare riguardo ai genotipi impiegati e agli standard di benessere animale.

L’iter autorizzativo e il ruolo del CREA-ZA

Il processo di riconoscimento di un genotipo a lenta crescita prende avvio da una richiesta formale da parte di Unaitalia agli uffici competenti del MASAF.

Prima di accordare l’autorizzazione con decreto dirigenziale, il Ministero deve acquisire parere favorevole del Centro di Ricerca “Zootecnia e Acquacoltura” (CREA-ZA), che può avvalersi sia di studi scientifici esistenti che di prove sperimentali condotte presso lo stabulario del centro di ricerca stesso e/o sul campo. Una volta ottenuto il riconoscimento per l’impiego del genotipo nel disciplinare, si può procedere a richiedere l’autorizzazione all’impiego anche nel sistema di produzione biologica. Acquisito parere favorevole a seguito di una nuova valutazione specifica del CREA-ZA, l’iter prevede un ulteriore e definitivo passaggio presso il tavolo tecnico dedicato, culminando nella modifica dell’allegato del decreto ministeriale che elenca i genotipi a lenta crescita idonei per la produzione biologica. L’elenco dei genotipi viene trasmesso alla Commissione europea.

Informazioni e dati del Disciplinare

I dati attuali sull’applicazione del Disciplinare evidenziano una crescita progressiva dell’impiego dei genotipi a lenta crescita in Italia: dall’1% registrato nel 2019, si è raggiunto il 7,9% nel 2023, con un'ulteriore crescita nel 2024 (8,5%). Tale incremento, avvenuto in modo graduale, ha consentito alle aziende di adattare i modelli produttivi alle richieste di mercato, preservando la sostenibilità economica e la competitività del settore.

Secondo i dati 2024 della banca dati del Disciplinare di etichettatura, il 76% della produzione avicola italiana è immesso sul mercato con informazioni volontarie aggiuntive in etichetta, in aumento rispetto al 64% registrato nel 2023. Di questi prodotti, il 31% risponde a standard di “maggiore benessere” garantendo simultaneamente densità di allevamento ridotte (inferiori a 33 kg/m² o 30 kg/m²), arricchimenti ambientali e/o la disponibilità di luce naturale

L’adozione di requisiti come l’uso della luce naturale e gli arricchimenti ambientali, che mirano a favorire i comportamenti naturali degli animali, mostra una tendenza positiva negli ultimi anni. Nel 2024, le percentuali di capi accasati e assoggettati al Disciplinare per questi requisiti si sono attestate al 66% per l’uso di luce naturale e al 61% per gli arricchimenti ambientali.

■ Tabella 2 – Percentuale di capi per singolo requisito del Disciplinare (elaborazione Unaitalia su dati BDN e banca dati Disciplinare, 2019-2024)

NOTA: i valori indicati rappresentano la percentuale di capi presenti nella banca dati Unaitalia per ciascun requisito del Disciplinare, calcolata sul totale dei capi macellati in Italia riportati nella BDN per l’anno di riferimento. Le categorie considerate includono alcune delle informazioni previste dal Disciplinare. *Dal 2022 la voce “Maggior benessere” viene utilizzata quando le informazioni riguardano la densità di allevamento in abbinamento con almeno una delle informazioni relative ad arricchimenti ambientali e uso di luce solare.

Informazioni da Disciplinare

Inoltre, circa il 46% della produzione avicola italiana riporta in etichetta il requisito “allevato senza uso di antibiotici”, in crescita rispetto al 38% del 2023. Si osserva anche una progressione per gli animali allevati con sistemi di allevamento all’aperto, che rappresentano il 3% della produzione avicola nazionale, mantenendo una quota stabile nel panorama complessivo del settore.

La rilevanza e la diffusione del Disciplinare sono testimoniate dalla sua continua evoluzione; siamo infatti giunti al termine della sua ottava revisione. Questo processo di aggiornamento

Allevamento di genotipo a lenta crescita all'aperto Fonte: Unaitalia.

costante è finalizzato a migliorarne l’efficacia, adeguandolo alle mutevoli sensibilità dei consumatori e, in molti casi, come ampiamente dimostrato, anticipando le richieste del mercato verso standard di benessere animale e sostenibilità sempre più elevati e rigorosi.

Questo impianto regolato e flessibile garantisce un equilibrio tra la tutela della libertà di scelta del consumatore – basata su informazioni chiare, trasparenti, armonizzate e verificate – e la competitività del sistema produttivo nazionale.

CONFRONTO TRA PUNTEGGI DI LETTIERA, UMIDITÀ

SOGGETTIVA E FRIABILITÀ CON IL CONTENUTO DI

UMIDITÀ MISURATO NELLA LETTIERA

Descrivere e valutare l’umidità e la friabilità della lettiera può essere fatto utilizzando una terminologia coerente come quella definita nella Litter Guide, sviluppata per l’industria australiana della carne di pollo. In questo studio, abbiamo confrontato i punteggi della Litter Guide per la lettiera con il contenuto di umidità della lettiera (%, determinato con un metodo standardizzato di essiccazione in forno). Dimostrare le relazioni tra i punteggi della lettiera e il contenuto di umidità (%) può ridurre la necessità di essiccare campioni di lettiera in forno, consentendo una valutazione più regolare della qualità della lettiera, con il beneficio aggiuntivo di poterne valutare anche la friabilità.

➤ Mark Dunlop e Claire-Marie Pepper Department of Primary Industries, Qld Government, Toowoomba 4350, Australia; mark.dunlop@dpi.qld.gov.au

Introduzione

L’umidità e la friabilità sono proprietà importanti comunemente usate per descrivere le condizioni e la qualità della lettiera. Esse influenzano il modo in cui i polli interagiscono con la lettiera e determinano le proprietà termiche della lettiera stessa, il microbioma, la produzione di odori e ammoniaca, il peso e il volume della lettiera a fine ciclo, l’umidità relativa all’interno del capannone, i requisiti di ventilazione e riscaldamento, il comfort dei polli e i rischi associati a patogeni, dermatite da contatto, salute dei piedi e delle articolazioni.

I ricercatori misurano il contenuto di umidità della lettiera essiccandola in forno fino a completa asciugatura. Successivamente calcolano il peso relativo dell’acqua rispetto al peso totale della lettiera, riportandolo come

percentuale di contenuto di umidità. Gli allevatori di pollame, d’altra parte, non prelevano campioni di lettiera dai loro capannoni per determinarne il contenuto di umidità mediante essiccazione in forno. Al contrario, valutano e descrivono qualitativamente le condizioni della lettiera in base al suo aspetto, tatto, odore e friabilità.

Valutare in modo significativo l’umidità della lettiera è una sfida, poiché le condizioni variano in tutto il capannone, a diverse profondità (dalla superficie della lettiera al pavimento di terra/calcestruzzo) e nel tempo (all’interno di ogni giornata e nel corso del ciclo di allevamento). Ma quale quantità dell’umidità della lettiera è correlata ai rischi associati a una lettiera umida? Dovrebbe essere focalizzata su punti specifici del capannone, orari della giornata/ ciclo, la percentuale di pavimento interessata e dovrebbe esserci un approccio diverso per valutare aree friabili o incrostate? È l’umidità delle piccole zone di lettiera più bagnata la più importante, o lo è il contenuto minimo di umidità delle aree più asciutte? Gli articoli di ricerca sulle condizioni della lettiera riportano spesso il contenuto medio di umidità della lettiera nel capannone, ad esempio il 25%, ma in realtà probabilmente variava dal 15% al 45% in qualsiasi momento, e quasi certamente cambiava di ora in ora e di giorno in giorno. Se il 25% è considerato la soglia per lettiera umida (Collett, 2012), come dovrebbero gli allevatori valutare l’umidità della lettiera e poi intervenire con azioni gestionali per minimizzare i rischi potenziali? La friabilità della lettiera è un’altra proprietà comunemente associata alla qualità della stessa. È importante perché influisce sulla facilità con cui i polli possono “lavorare” la lettiera (Lister, 2009). Mantenere la lettiera “lavorabile” è fondamentale per rompere e diluire le feci fresche, oltre ad accelerare l’essiccazione della lettiera portando il materiale umido in superficie, dove l’acqua viene rimossa dalla ventilazione. La friabilità tende a essere misurata

▲ Figura 1 – Matrice di valutazione dei punteggi della lettiera (AgriFutures Australia e DAF Qld, 2020)

qualitativamente (usando descrittori) su uno spettro che va da completamente friabile a completamente incrostata/ crostosa/impastata. Cercare di quantificare la friabilità della lettiera (con una misura assoluta) è difficile, poiché richiederebbe la quantificazione di una combinazione di parametri come dimensione delle particelle, aggregazione, compattazione e coesione. Per fornire descrittori facili

da usare e coerenti di umidità e friabilità della lettiera, è stato sviluppato un metodo di valutazione della lettiera da un comitato di rappresentanti e ricercatori dell’industria avicola australiana (AgriFutures Australia e DPI Qld, 2020), chiamato Litter Guide, che utilizza una tabella a matrice (Figura 1) che permette di valutare la lettiera in termini di umidità, usando i termini descrittivi dry (secca), moist (umida) e wet (bagnata) e friabilità, usando i termini descrittivi friable (friabile), clumping (agglomerante) e caked (incrostata). La combinazione unica di ciascuna descrizione di umidità e friabilità corrisponde a un “punteggio complessivo della lettiera” da 1 a 5 (Figura 2) che, in senso generale, si relaziona a: (a) i rischi potenziali associati alle condizioni della lettiera per i polli; (b) l’urgenza di azioni correttive; (c) la probabilità che le condizioni della lettiera peggiorino richiedendo interventi correttivi. Il punteggio complessivo delle condizioni della lettiera non dovrebbe essere applicato direttamente come una valutazione assoluta del rischio o come un segnale per intraprendere azioni, poiché è necessario considerare la quantità e la durata della lettiera descritta dal punteggio della lettiera, così come eventuali rischi associati alle azioni correttive. L’obiettivo di uno studio di ricerca recente (Dunlop e Pepper, 2023) è stato determinare le relazioni tra i punteggi delle condizioni della lettiera (come descritti nella Litter Guide) e il contenuto di umidità essiccato al forno.

Metodo

Campioni di lettiera sono stati valutati in diverse occasioni presso 22 allevamenti di polli da carne, con età degli animali variabile da 14 a 51 giorni. Non è stato adottato un disegno sperimentale formale; si è trattato invece di uno studio osservazionale finalizzato a valutare la variabilità delle condizioni della lettiera negli allevamenti commerciali di polli da carne. In particolare, l’obiettivo era confrontare la relazione tra la determinazione quantitativa del contenuto

di umidità della lettiera (%) ottenuta in laboratorio e le valutazioni qualitative e rapide basate su punteggi di umidità e friabilità.

L’eventuale variabilità tra i metodi di valutazione dovuta a fattori quali differenze tra allevamenti, punti di campionamento all’interno dei capannoni, tipo di materiale di lettiera, età dei polli, riutilizzo della lettiera o differenze soggettive tra valutatori non è stata indagata, poiché nella pratica commerciale l’applicazione delle scale di punteggio non può essere corretta in base a questi e molti altri fattori influenti.

La lettiera era costituita da materiali di base in pino o legno duro e in alcuni casi era stata riutilizzata per più cicli di allevamento. A ogni sessione di campionamento, sono stati prelevati campioni di lettiera per l’analisi del contenuto di umidità, mentre le condizioni della lettiera sono state valutate in termini di umidità e friabilità secondo le definizioni riportate nella Litter Guide. La lettiera è stata esaminata prima di qualsiasi tipo di disturbo meccanico (ad esempio rivoltamento o cattura dei polli).

I campioni di lettiera sono stati raccolti da punti specifici oppure lungo quattro transetti di campionamento (due nella metà anteriore e due nella metà posteriore del capannone). Lungo ciascun transetto sono stati prelevati più piccoli campioni dalla superficie della lettiera (1–2 cm di profondità), poiché è lo strato con cui i polli interagiscono direttamente. Tali subcampioni sono stati poi combinati per ottenere un campione rappresentativo della rispettiva area del capannone. Per ciascun transetto, sono stati inoltre raccolti campioni di lettiera visibilmente secca e visibilmente umida (oppure sotto le linee degli abbeveratoi, in assenza di lettiera visibilmente bagnata).

Per ogni singolo campione o per transetto, il contenuto di umidità (%) è stato determinato essiccando i campioni in forno a 105 °C fino a peso costante.

La valutazione della lettiera è stata eseguita da due operatori, e per ciascun punto di campionamento è stato concordato un punteggio unico, stabilito di comune accordo. I valori di umidità, friabilità e punteggio complessivo della lettiera sono stati confrontati con il contenuto di umidità effettivamente misurato. I dati sono stati analizzati utilizzando il software Genstat (2022). Sono stati impiegati modelli lineari generali (GLM) per valutare differenze e relazioni tra le variabili misurate e determinare eventuali effetti aggiuntivi. In tutti i modelli le variabili relative ai diversi capannoni, età dei lotti e ubicazioni di campionamento sono state considerate come termine di errore casuale, poiché non si intendeva distinguere specificamente tali effetti.

Risultati

Sono state riscontrate relazioni fortemente significative e positivamente correlate tra ciascun punteggio della lettiera e il contenuto di umidità della lettiera (%) (P<0,001). I punteggi di umidità della lettiera tendevano ad aumentare

▲ Figura 2 – Punteggi della lettiera (1–5) e relative descrizioni. Il √ o X indica se è richiesto un intervento correttivo

▲ Figura 3 – Diagramma a scatola che mostra il contenuto di umidità (%) per i punteggi di umidità e friabilità della lettiera. I punteggi di umidità e friabilità con una lettera comune presentano medie non significativamente diverse (P<0,05). (Le scatole rappresentano il 25°-75° percentile; la linea al centro della scatola è il valore mediano, mentre i whisker indicano i valori massimo e minimo. I singoli punti dati sono mostrati se i dati non erano sufficienti per generare una scatola con whisker.)

con l’aumentare del contenuto di umidità (%). Il passaggio da lettiera asciutta a umida si verificava a un contenuto di umidità compreso tra il 26 e il 30%, mentre il passaggio da umida a bagnata si osservava tra il 38 e il 40% (intervallo corrispondente al 25°-75° percentile mostrato nei box della Figura 3).

Andamenti simili sono stati osservati per i punteggi di friabilità: il passaggio da lettiera friabile a tendente all’agglomeramento si verificava a un contenuto di umidità del 27–28%, mentre il passaggio da agglomerata a compattata (caked) si verificava tra il 38 e il 39% (Figura 3).

I punteggi della lettiera tendevano quindi ad aumentare con il contenuto di umidità, passando da condizioni asciutte e friabili (punteggio 1) a condizioni bagnate e compattate (punteggio 5) ( Figura 4 ). La maggior parte delle lettiere esaminate in questo studio presentava un punteggio pari a 1 o a 2, mentre i punteggi 3, 4 o 5 si riscontravano solo occasionalmente.

Discussione

Le relazioni significative e positivamente correlate tra contenuto di umidità (%) e i punteggi della lettiera descritti nella Litter Guide supportano l’uso di tali punteggi per valutare le condizioni della lettiera in allevamenti commerciali o situazioni di ricerca. La lettiera descritta come “secca e friabile” (punteggio 1), con alcune occorrenze di “secca e incrostata” o “umida e friabile” (punteggio 2), è molto probabilmente caratterizzata da un contenuto di umidità inferiore al 25–35% e quindi considerata “buona lettiera” (Lister, 2009), non richiedendo interventi correttivi urgenti.

In base alle nostre osservazioni, la bassa frequenza di lettiere con punteggi 3, 4 o 5 era dovuta alla gestione attiva da parte degli allevatori per mantenerla secca e friabile. I

▲ Figura 4 –

Diagramma a scatola che mostra il contenuto di umidità (%) per il punteggio della lettiera.

I punteggi della lettiera con una lettera comune presentano medie non significativamente diverse (P<0,05) (vedi nota in Figura 3 per l'interpretazione dei diagrammi a scatola).

punteggi 2, 3 e 4 mostravano ampi intervalli di contenuto di umidità, da circa il 18% al 50%, il che non era sorprendente dato che includevano molteplici combinazioni di lettiera da “secca” a “umida” e per ciascun livello di friabilità. Per descrivere i rischi generali, i requisiti gestionali e la probabile persistenza delle condizioni della lettiera, suggeriamo che il punteggio da 1 a 5 sia probabilmente sufficiente; tuttavia, in contesti di ricerca, vi sarebbero benefici nel registrare i punteggi individuali di umidità e friabilità, o assegnando un punteggio univoco per ciascuna combinazione di lettiera nella matrice della Litter Guide (Figura 1); ad esempio, assegnando il punteggio 1 a “secca e friabile” fino al punteggio 9 per “umida e incrostata”. Suggeriamo che, nei trial di ricerca, il contenuto di umidità (%) rimanga la misura primaria dell’umidità della lettiera, ma i punteggi di umidità e friabilità dovrebbero essere utilizzati per registrare informazioni aggiuntive sulla variabilità temporale, giornaliera o spaziale delle condizioni della lettiera, che potrebbero influenzare salute, benessere, performance o risultati microbici misurati.

Sebbene questo studio si sia concentrato sul confronto della relazione tra contenuto di umidità della lettiera (%) e i punteggi per umidità della lettiera, friabilità e condizione complessiva, studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla correlazione dei punteggi della lettiera con esiti misurabili di salute, benessere e produzione.

© 2025 The State of Queensland acting through the Department of Primary Industries

RINGRAZIAMENTI: Ringraziamo il Programma Chicken Meat di AgriFutures Australia e il Department of Primary Industries del Governo del Queensland per il finanziamento di questa ricerca (PRJ-011502) e per il supporto alla produzione della Litter Guide. Ringraziamo inoltre le persone che hanno contribuito allo sviluppo della guida alla lettiera e gli allevatori e integratori che hanno partecipato a questa ricerca.

Riferimenti

AgriFutures Australia & DAF Qld (2020) Litter Guide, chicken-meat-extension-agrifutures.com.au/resource/ litter-guide-and-poster/

Collett SR (2012) Animal Feed Science and Technology, 173: 65-75

Dunlop M & Pepper C-M (2023) Litter management to support chicken meat production and industry growth. agrifutures. com.au/product/litter-management-to-support-chickenmeat-production-and-industry-growth/

Lister SA (2009) Proceedings of 17th European Symposium on Poultry Nutrition, Edinburgh, Scotland. (WPSA), www. cabi.org/Uploads/animal-science/worlds-poultry-scienceassociation/WPSA-scotland-2009/5_lister_nutrition2009.pdf

MANTENERE GLI ANIMALI AL CALDO E IN COMFORT CON UNA LETTIERA ASCIUTTA

Il controllo dell’umidità della lettiera è essenziale non solo per limitare la produzione di ammoniaca negli allevamenti, ma anche per mantenere gli animali caldi durante la stagione fredda.

➤ Michael Czarick

Extension engineer, University of Georgia

Brian Fairchild

Extension poultry scientist, University of Georgia

Una delle principali funzioni della lettiera è proteggere gli animali dal pavimento freddo in cemento o argilla presente nei capannoni. In sostanza, la lettiera agisce come una coperta che riduce la dispersione di calore dalla parte inferiore del corpo dei volatili. Il valore di resistenza termica (R-value) della segatura è pari a circa 2,5 per pollice, vale a dire un isolamento paragonabile a quello della lana di vetro soffiata; ciò significa che il pavimento sotto i soggetti è quasi altrettanto isolato quanto il soffitto sopra di loro. È possibile osservare spesso i broiler approfittare di questo effetto isolante della lettiera asciutta, adagiandosi su di essa quando la temperatura ambientale si abbassa.

La capacità isolante di qualsiasi materiale è fortemente influenzata dal contenuto di umidità. Ad esempio, un isolante in fibra di vetro con un’umidità del 10% può

▲ Figura 1 – Lo strato superficiale (circa 2,5 cm) dei trucioli di pino freschi è asciutto, offrendo un buon isolamento termico. Il problema è che i restanti circa 10 cm risultano umidi, riducendo l’efficacia isolante complessiva del materiale di lettiera fresco

perdere fino alla metà del suo R-value. Sebbene non esistano studi specifici sull’effetto dell’umidità sul potere isolante di una lettiera accumulata, è ragionevole supporre che tale capacità diminuisca rapidamente all’aumentare dell’umidità, sottolineando la necessità di mantenere la lettiera quanto più asciutta possibile durante la stagione fredda.

L’effetto isolante ridotto di una lettiera umida è evidente quando, dopo la rimozione della lettiera accumulata, si sostituisce con trucioli di pino freschi ancora umidi. Se il capannone non viene adeguatamente preriscaldato o se i trucioli non vengono periodicamente rivoltati per favorire l’essiccamento, le prestazioni dei pulcini tendono a peggiorare poiché vengono allevati su una “coperta” fredda e umida anziché su una calda e asciutta. Ciò può accadere anche con lettiere accumulate non adeguatamente asciugate tra un ciclo produttivo e l’altro o durante la fase di preriscaldamento (Figura 1).

Anche se i pulcini vengono posti su una lettiera asciutta, è importante che la lettiera rimanga asciutta per tutto il ciclo del gruppo. Se l’umidità si accumula nella lettiera fino al punto in cui si incrosta, aumenta la difficoltà di mantenere gli animali al caldo durante il clima freddo (Figure 2 e 3). Un pollo da carne genera circa 5 Btu/ ora di calore essenzialmente di scarto per libbra di peso corporeo mentre digerisce il mangime. Quindi, 25.000 volatili che pesano tre libbre ciascuno producono quasi 400.000 Btu/ora – lo stesso calore di dieci riscaldatori radianti. Usiamo questo calore di scarto per mantenere caldi i capannoni durante la stagione fredda. Ciò che non vogliamo fare durante il freddo è rimuovere calore direttamente dall’animale, come può accadere quando la lettiera si incrosta. Mentre la lettiera asciutta è un isolante, la lettiera densa e incrostata è più un conduttore, aumentando il trasferimento di calore dai

▲ Figura 2 – Lettiera umida, fredda e incrostata a pochi piedi dalle mangiatoie, e lettiera calda e asciutta vicino alle mangiatoie

volatili verso il pavimento. Si consideri questo esempio: se ti trovi in una cucina con piani di lavoro in pietra, appoggia la mano su un panno appoggiato sul piano di lavoro, poi metti la mano direttamente sopra. Anche se il panno e il piano di lavoro saranno sostanzialmente alla stessa temperatura dell’aria della cucina, il piano di lavoro sembrerà più freddo perché è un conduttore, permettendo al calore della tua mano calda di essere assorbito dal piano. Quando i volatili si siedono su una lettiera densa e incrostata, il calore può essere assorbito dall’animale verso il pavimento, facendo sentire il broiler più freddo. L’animale tenderà a consumare più mangime per restare caldo, con il risultato di un indice di conversione alimentare più alto.

La situazione può diventare ancora più grave se la lettiera incrostata è umida; in questo caso, i volatili si trovano essenzialmente seduti su un pannello di raffreddamento evaporativo. Quando l’aria si muove sopra il pavimento,

▲ Figura 3 – Lettiera fredda e umida vicino agli abbeveratoi, e lettiera calda e asciutta a pochi piedi di distanza

▲ Figura 4 – Lettiera fredda e incrostata vicino agli abbeveratoi e lettiera calda e asciutta vicino alle mangiatoie

l’umidità evapora, abbassandone la temperatura, così come l’aria che passa attraverso un pannello di raffreddamento evaporativo riduce la temperatura del pannello stesso e dell’aria che lo attraversa. Ora gli animali non solo sono seduti su un conduttore, ma su uno che può essere più freddo di 10 gradi o più rispetto alla temperatura dell’aria ambiente, aumentando in modo significativo la quantità di calore sottratta da un pollo. Non sorprende dunque che gli animali tendano a evitare di sedersi sulla lettiera incrostata, soprattutto se è umida.

Per ottimizzare il comfort e la salute dei volatili durante il clima freddo, dobbiamo assicurarci di ventilare a sufficienza per mantenere asciutta la lettiera, massimizzandone la

capacità isolante e riducendo al minimo il rischio di formazione di ammoniaca. Per raggiungere questo obiettivo, le portate minime di ventilazione durante il freddo non dovrebbero basarsi sulle condizioni attuali della lettiera. In pratica, non conviene aspettare che la lettiera diventi umida e che le prestazioni degli animali vengano compromesse prima di aumentare le portate minime di ventilazione; vogliamo operare in una modalità più preventiva. Ecco perché dovremmo basare le nostre portate minime di ventilazione sull’umidità relativa dell’aria all’interno del capannone. Se l’umidità relativa dell’aria aumenta nel tempo, significa che anche l’umidità della lettiera sta aumentando. Potrebbe non essere visibile, ma sta aumentando. L’umidità relativa ideale è compresa tra il 40 e il 60%. Al di sotto del 40% la lettiera può diventare troppo secca, con conseguente uso eccessivo di combustibile e condizioni polverose. Se l’umidità relativa è superiore al 60%, i livelli di umidità nella lettiera tenderanno ad aumentare, portando a una maggiore produzione di ammoniaca e, come già osservato, a un rischio maggiore di raffreddare i volatili. L’umidità relativa dell’aria può essere considerata come una misura indiretta e approssimativa dell’umidità della lettiera. Più alta è l’umidità relativa, maggiore sarà la tendenza dell’umidità della lettiera ad aumentare e, di conseguenza, peggioreranno le prestazioni e la salute degli animali.

Fonte: Poultryventilation.com

▲ Figura 5 – Broiler che evitano di sedersi sulla lettiera incrostata vicino alle linee degli abbeveratoi

IL RUOLO DEL G20 NELLA PRODUZIONE E

NEL COMMERCIO MONDIALE DI CARNE

Parte 1: la produzione di carne

Un’analisi dei modelli regionali di produzione di carne mette in evidenza in modo sorprendente l’eccezionale importanza, sia a livello globale che a livello di gruppo, dei Paesi popolosi appartenenti al G19. La popolazione e la produzione economica dell’UE (27) e dell’Unione Africana non sono incluse nella seguente analisi.

➤ Hans-Wilhelm Windhorst Professore Emerito all’Università di Vechta, Germania

Il G20 è un’associazione informale delle 19 economie industrializzate ed emergenti più importanti e dell’UE (27), con l’Unione Africana come membro associato. È stato fondato a Berlino nel 1999, in risposta alla crisi economica e finanziaria in Asia alla fine degli anni ’90. L’associazione mira a coordinare le politiche economiche e finanziarie, nonché a scambiare informazioni su altre aree politiche, come il cambiamento climatico, il terrorismo e la migrazione. La presidenza ruota annualmente. Nel Paese che detiene la presidenza si tiene un incontro dei rispettivi capi di governo, ministri delle finanze e governatori delle banche centrali. L’agenda è stabilita dal presidente di turno. L’obiettivo della conferenza è adottare una dichiarazione finale. Gli obiettivi adottati non sono giuridicamente vincolanti a livello di diritto internazionale per quanto riguarda l’attuazione, ma vanno piuttosto considerati come un impegno volontario. Gli obiettivi sono ampiamente attuati e influenzano anche le decisioni della Banca Mondiale e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Gli Stati Uniti deterranno la presidenza nel 2026. È importante notare i diversi sistemi politici. Accanto alle democrazie esistono sistemi autoritari, che vanno fino alle dittature. Nonostante queste differenze, di solito è possibile formulare dichiarazioni finali che contribuiscono alla stabilità economica e finanziaria dell’economia globale.

▲ Figura 1 – L'andamento della produzione mondiale di carne e nei paesi del G19 tra il 1999 e il 2024 e la quota del gruppo di paesi sulla produzione globale Progettazione: A. S. Kauer basata sui dati FAO.

Notevoli differenze nelle dimensioni della popolazione e nella produzione economica

I 19 Paesi membri differiscono considerevolmente sia per dimensione della popolazione che per produzione economica (Tabella 1). Nel 2025, sui 4,76 miliardi di abitanti del gruppo, 2,88 miliardi vivevano solo in India e Cina, rappresentando il 60,5% della popolazione totale del gruppo e il 34,8% della popolazione mondiale. I Paesi G19 complessivamente rappresentavano il 57,7% della popolazione mondiale. Se fossero inclusi l’UE (27) e l’Unione Africana, supererebbe l’80%.

Nel 2024, i PIL (Prodotto Interno Lordo) dei Paesi membri variavano da 29,3 trilioni di dollari USA (Stati Uniti) a soli 401 miliardi di dollari USA (Sudafrica). I quattro Paesi di testa da soli rappresentavano il 51,1% del PIL mondiale nel 2024, mentre l’intero gruppo rappresentava il 78,3%. Queste cifre dimostrano chiaramente che solo pochi Paesi hanno un impatto decisivo sul valore della produzione e sul commercio mondiale. In tre articoli, verrà analizzato il ruolo del gruppo G19 nel suo complesso e dei singoli Paesi membri nella produzione dei quattro tipi di carne più importanti e nel commercio di questi prodotti. Questo articolo introduttivo affronta l’importanza di questo gruppo di Paesi nella produzione mondiale di carne.

Aumento parallelo della produzione mondiale di carne e di quella dei Paesi G19

La produzione mondiale di carne è aumentata di 144 milioni di tonnellate, pari al 62,8%, tra il 1999 e il 2024. I tassi di crescita hanno rallentato tra il 2015 e il 2020 a causa della pandemia di Covid-19 e delle massicce epidemie di influenza aviaria in Nord America e in Europa, nonché della peste suina africana nell’Europa orientale e in Asia.

Parallelamente, la produzione di carne dei Paesi G19 è aumentata di 105 milioni di tonnellate, cioè del 63,9%. È tuttavia degno di nota che la produzione sia diminuita di circa 14 milioni di tonnellate tra il 2015 e il 2020, valore che corrisponde quasi esattamente al calo della produzione

suinicola in Cina. Con il successo del contenimento dei focolai di peste suina africana, il volume produttivo è tornato ad aumentare in modo significativo, raggiungendo un nuovo picco di 268,70 milioni di tonnellate. La quota dei Paesi G19 nella produzione mondiale di carne è oscillata tra il 70,4% (2020) e il 77,4% (2015) nel periodo considerato, con entrambi gli anni che rappresentano situazioni eccezionali (Tabella 2, Figura 1).

Notevoli cambiamenti nelle quote dei tipi di carne

Un’analisi dei cambiamenti nelle quote dei quattro principali tipi di carne nella produzione mondiale di carne e all’interno del gruppo G19 rivela notevoli spostamenti dalla carne rossa alla carne bianca (Tabella 3).

A livello globale, il volume produttivo dei quattro tipi di carne è aumentato di 80 milioni di tonnellate, pari al 28,4%. È degno di nota che tutti e quattro i tipi hanno registrato un incremento assoluto. La carne avicola ha registrato la crescita più elevata con 47 milioni di tonnellate, seguita dalla carne suina con 17 milioni di tonnellate. Al contrario, la produzione di carne bovina è aumentata di sole 10 milioni di tonnellate, e quella di carne ovina e caprina di 5 milioni di tonnellate. Questa dinamica differenziata si riflette nei cambiamenti delle quote dei singoli tipi di carne nella produzione totale. La carne avicola ha aumentato la sua quota del 5,2%, e la carne ovina e caprina dello 0,3%. Al contrario, la carne suina ha perso il 3,7% e la carne bovina l’1,9%. Il trend verso la carne bianca è evidente. L’autore

▲Tabella 1 – Popolazione (2025) e prodotto interno lordo dei paesi G19 (2024)

Fonte: Worldometers e Banca Mondiale.

India

Cina

USA

Indonesia

Brasile

Russia

Messico

Giappone

Turchia

Germania

UK

France

Sudafrica

Italia

Rep. Corea

Argentina

■ Tabella 2 – Andamento della produzione mondiale di carne nei paesi del G19 tra il 1999 e il 2024 e quota del gruppo sulla produzione globale; dati in milioni di tonnellate.

Fonte: FAO.

ha descritto questo fenomeno come uno spostamento dal rosso al bianco nella produzione e nel consumo di carne (Windhorst 2021, 2025).

Un confronto con lo sviluppo all’interno del gruppo G19 offre alcuni spunti interessanti. La produzione di carne in questo gruppo di Paesi è aumentata di 70 milioni di tonnellate, pari al 34,3%, tra il 2010 e il 2024, crescendo così più rapidamente della media globale. È degno di nota che, sull’incremento mondiale di 80 milioni di tonnellate, 70 milioni di tonnellate, ovvero l’87,5%, sono attribuibili ai Paesi G19. La produzione di carne avicola è aumentata di quasi 44 milioni di tonnellate, rappresentando oltre il 93% della crescita globale. Anche gli altri tre tipi di carne hanno registrato incrementi significativi: carne suina di 14 milioni di tonnellate (82,4% dell’incremento globale), carne bovina di 8 milioni di tonnellate (80,0% dell’incremento globale) e carne ovina e caprina di 3,9 milioni di tonnellate (78,5% dell’incremento globale). Anche qui, la dinamica differenziata ha comportato un significativo cambiamento nelle quote dei diversi tipi di carne nella produzione totale. La quota della carne avicola è aumentata del 7,1%, e quella della carne ovina e caprina dello 0,5%. Al contrario, carne suina e carne bovina sono diminuite rispettivamente del 5,3% e del 2,2%.

Si può quindi riassumere che i Paesi G19 hanno rappresentato oltre il 70% della produzione mondiale di carne nel periodo considerato. L’incremento relativo

▲ Figura 2 – L’aumento e la diminuzione della produzione di carne nei paesi del G19 tra il 2010 e il 2024

Design: A. S. Kauer basato sui calcoli dell’autore effettuati utilizzando dati FAO.

all’interno di questo gruppo di Paesi è stato superiore alla media globale, ed è emerso uno spostamento netto dalla carne rossa alla carne bianca, esclusa la carne ovina e caprina. Ciò riflette sia la maggiore efficienza di conversione alimentare delle specie avicole sia un cambiamento nel comportamento dei consumatori. Il paragrafo successivo esamina quali Paesi siano stati principalmente responsabili di questo spostamento.

Diversi sviluppi a livello di Paese

Un’analisi delle tendenze nella produzione di carne rivela alcune osservazioni notevoli. Tra il 2010 e il 2024, la produzione di carne, comprensiva di tutti i tipi di carne, nei Paesi G19 è aumentata di 52,5 milioni di tonnellate, pari al 26,6%.

La Figura 2 mostra che la produzione di carne è aumentata in 17 Paesi, mentre è diminuita in due. La Cina ha mantenuto la posizione di indiscusso primato con un incremento di 18,7 milioni di tonnellate. Quattro altri Paesi l’hanno seguita con aumenti tra 5,7 milioni e 6,3 milioni di tonnellate. La sola Cina ha rappresentato il 35% della crescita totale nei Paesi G19, mentre i cinque Paesi di testa hanno avuto una quota del 79,8%. Tra i quattro Paesi europei membri, solo Regno Unito e Francia hanno mostrato una crescita positiva, mentre Italia e Germania hanno registrato un calo della produzione. Gli specifici tipi di carne interessati saranno spiegati più avanti in questo articolo. Un confronto tra gli incrementi assoluti e relativi della produzione rivela differenze significative (Tabella 4). I Paesi che si sono piazzati ultimi in termini di incremento assoluto hanno mostrato tassi di crescita considerevolmente più elevati rispetto ai Paesi di testa.

▲ Figura 3 – Quote dei 10 principali paesi del G19 nella produzione mondiale di carne, produzione totale del gruppo di paesi e dei quattro tipi di carne più importanti (2024)

Design: A. S. Kauer, basato sui calcoli dell’autore effettuati utilizzando dati FAO.

È evidente che in questi Paesi emergenti la domanda di carne è aumentata in conseguenza dello sviluppo economico e di un crescente potere d’acquisto della popolazione.

Dinamiche diverse nella produzione di carne avicola e suina

È già stato menzionato che il più elevato incremento assoluto nella produzione di carne nel periodo considerato si è osservato per la carne avicola e quella suina. Nonostante alcune somiglianze

■ Tabella 3 – Variazioni delle quote dei quattro principali tipi di carne nella produzione mondiale di carne e nel gruppo G19 tra il 2010 e il 2024

Fonte: calcoli propri basati sui dati FAO.

Mondo

Tipo di carne

Carne avicola

Carne suina

Carne ovina

Carne ovina e caprina

Carne avicola

riguardo all’importanza dei singoli Paesi, erano evidenti differenze caratteristiche. Un’analisi più attenta del confronto tra i Paesi nella Tabella 5 rivela che la religione predominante in ciascun Paese ha chiaramente giocato un ruolo. Poiché nessuna barriera religiosa limita il consumo di carne avicola, tutti i Paesi G19 hanno registrato un aumento sia nella produzione che nel consumo. La carne suina, d’altra parte, non veniva prodotta affatto o solo in quantità molto limitate sia nei Paesi a maggioranza islamica che in quelli induisti, per cui questo tipo di carne era insignificante in India, Indonesia e Turchia.

Sintesi. Il dominio dei

Paesi popolosi

Un’analisi finale del modello regionale della produzione di carne dimostra in modo impressionante l’importanza eccezionale dei Paesi popolosi del G19, non solo all’interno del gruppo ma anche a livello globale (Figura 3).

Paesi G19

I cinque primi Paesi occupavano le prime posizioni sia in termini di quota nella produzione mondiale di carne sia all’interno del gruppo. Ciò vale anche per la carne avicola, mentre l’India non figurava tra i primi dieci produttori di carne suina a causa delle barriere al consumo imposte da alcuni gruppi religiosi. Per la carne bovina, Argentina e Australia si sono classificate rispettivamente al terzo e quarto posto. Il fattore decisivo qui è stata la disponibilità di praterie naturali che consentivano un pascolo estensivo. La posizione del Regno Unito al quinto posto nella produzione di carne ovina e caprina è sorprendente a prima vista. Ciò riflette la lunga tradizione dell’allevamento ovino, che tuttavia inizialmente era orientato alla produzione di lana per l’industria tessile piuttosto che alla produzione di carne. La questione se il dominio di questi Paesi nella produzione di carne si rifletta anche nel commercio di carne verrà analizzata in due articoli successivi.

■ Tabella 5 – L’aumento assoluto e relativo più elevato nella produzione di carne di pollame e suina tra il 2010 e il 2024 nei paesi selezionati del G19.

Fonte: calcoli propri basati sui dati FAO.

Carne avicola

Paese Incremento assoluto (1.000 t)

Paese

■ Tabella 4 – Variazioni delle quote dei quattro principali tipi di carne nella produzione mondiale di carne e nel gruppo G19 tra il 2010 e il 2024

Fonte: calcoli propri basati sui dati FAO.

Paese

Fonti dei dati e letteratura

supplementare

Food and Agriculture Organization of the United Nations. (n.d.). FAOSTAT. https://www.fao.org/faostat/ World Bank. (n.d.). World Bank Open Data https://data. worldbank.org Windhorst, H.-W. (2021). Geflügel auf der Überholspur Die Rot-Weiß-Verschiebung in der globalen Fleischerzeugung (1). Fleischwirtschaft, 101(2), 24–27. Windhorst, H.-W. (2025). Die Dynamik der Weltfleischerzeugung. Fleischwirtschaft, 105(12), 32–35. Worldometer. (n.d.). Worldometers. https://www. worldometers.info/

GUIDARE IL FUTURO DELLA GENETICA DEL TACCHINO: UN INVESTIMENTO DI 10 MILIONI DI

EURO IN R&D

Hybrid Turkeys sta rafforzando il proprio programma di selezione genetica del tacchino grazie a un investimento pluriennale di 10 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Questo investimento rappresenta un impegno aggiuntivo oltre al budget di R&D già esistente, rafforzando l’impegno dell’azienda nell’innovazione e nel progresso a lungo termine nella genetica animale. Come iniziativa strategica, questo progetto segna una tappa importante nell’impegno di Hendrix a fornire miglioramenti misurabili e costanti, anno dopo anno, delle performance del tacchino nei mercati globali.

Importanza dell’investimento

In un contesto in cui le esigenze del mercato del tacchino stanno cambiando e le sfide diventano più complesse, mantenere una posizione di leadership richiede innovazione continua.

Questo investimento permetterà di migliorare caratteristiche chiave quali:

• efficienza alimentare

• peso corporeo

• resa in carne del petto

• vitalità (livability)

Si tratta di caratteristiche fondamentali che influenzeranno direttamente la redditività dei clienti e la sostenibilità della filiera.

Attraverso l’espansione della raccolta dei dati, il perfezionamento dei modelli di selezione e l’integrazione di tecnologie avanzate nei centri pedigree in Europa e Nord America, Hendrix accelererà il progresso genetico.

Aree di investimento

Questi investimenti sono progettati per offrire un valore concreto ai clienti:

• Espansione delle infrastrutture: ampliamento e miglioramento delle strutture di Hendrix in Nord America ed Europa.

• Esplorazione di nuove tecnologie: utilizzo di strumenti innovativi per aumentare la precisione e l’efficienza nella raccolta dei dati.

• Ottimizzazione del flusso genetico: miglioramento del percorso che porta le migliori linee genetiche al mercato, con consegne più rapide e ottimizzate.

Raccolta dati avanzata tramite RFID

La tecnologia RFID è uno dei principali ambiti di sviluppo, capace di aumentare la velocità e l’accuratezza del motore genetico, migliorando allo stesso tempo l’efficienza operativa. Questa tecnologia consente di raccogliere dati relativi a:

• Efficienza alimentare: monitoraggio individuale del comportamento alimentare per identificare famiglie più efficienti in contesti competitivi.

• Curve di crescita: sistema di pesatura automatizzato basato su RFID che registra quotidianamente il peso degli animali senza intervento umano, con vantaggi per il benessere animale e la riduzione del lavoro manuale.

• Produzione di uova: automazione della raccolta dei dati sulle uova tramite nidi automatizzati dotati di RFID, con miglioramento della quantità e qualità dei dati raccolti.

Migliorare la vitalità

La vitalità è uno dei tratti più importanti, ma allo stesso tempo più complessi, del programma di selezione del tacchino. Essa dipende da diversi elementi, tra cui:

• salute delle zampe

• salute metabolica

• risposta immunitaria

Questi fattori sono influenzati sia da elementi genetici sia ambientali.

Data la complessità del tratto, è necessario raccogliere un’ampia gamma di dati fenotipici.

Hendrix continua quindi a investire in tecnologie come:

• scansioni TC (tomografia computerizzata);

• test CCPS (Combined Crossbred & Purebred Selection), che consentono una selezione più precisa ed efficace per questo tratto multifattoriale.

“Questo investimento rappresenta una tappa fondamentale per il futuro del nostro programma di selezione. Grazie a questa espansione, aumenteremo e miglioreremo la raccolta dei dati, ottimizzeremo le nostre risorse e accelereremo il progresso genetico in modi che offriranno benefici diretti ai nostri clienti.”

— Charlie de Hollander, Direttore R&S

Con questo investimento, Hybrid Turkeys sta gettando le basi per un futuro in cui l’innovazione guiderà miglioramenti misurabili a ogni nuova generazione. Attraverso l’innovazione continua e una stretta collaborazione con i propri clienti, Hendrix si impegna a costruire insieme un’industria del tacchino più forte e sostenibile.

Rappresentante per l’Italia:

Dario Laugero, Responsabile tecnico e commerciale Italia

M.: +39 393 33 58 371

Email: dario.laugero@hendrix-genetics.com

IMPLEMENTAZIONE SOSTENIBILE DEL BENESSERE

ANIMALE PER UN ALLEVAMENTO AVICOLO

PIÙ EFFICIENTE

Negli ultimi decenni si sono moltiplicati i tentativi di introdurre standard di benessere animale nei sistemi di produzione alimentare, con l’obiettivo di prevenire sofferenze non necessarie agli animali. In particolare, per quanto riguarda la produzione avicola – sia per la carne che per le uova – numerose campagne non governative hanno portato il benessere degli avicoli sotto i riflettori, con l’intento di migliorare le loro condizioni di vita. Queste campagne hanno inoltre aumentato la consapevolezza dei consumatori su alcune pratiche della produzione avicola, stimolando una maggiore domanda affinché vengano rispettati più elevati standard di benessere da parte di tutti gli operatori della filiera, dagli allevamenti ai macelli. Allo stesso tempo, garantire il benessere animale porta vantaggi anche per gli operatori del settore: non solo consente di soddisfare le richieste del mercato e gli obblighi normativi, ma assicura anche migliori performance animali e minori perdite, con conseguenti benefici economici significativi.

➤ A cura della redazione

Benefici economici derivanti

dall’implementazione del benessere animale: cosa sappiamo?

Nonostante l’ampio consenso sui ritorni economici derivanti dal miglioramento delle performance produttive e dalla

riduzione delle perdite grazie all’applicazione di misure di benessere animale, la comunità scientifica non ha prodotto il numero di studi che ci si potrebbe attendere, considerando l’importanza dell’argomento, soprattutto per i produttori di broiler. Una ricerca sistematica della letteratura scientifica rilevante (1982-2022) ha evidenziato che, sebbene vi fosse un numero significativo e crescente di articoli dedicati al benessere animale, solo una parte limitata di essi si concentrava esclusivamente sulla produzione di pollo da carne, provenendo principalmente da Nord America, Europa e Australia. Solo sette articoli, pur valutando

direttamente o indirettamente le variabili che influenzano il benessere dei broiler, consideravano l’impatto economico dell’applicazione o della mancata applicazione dei principi di benessere animale, senza tuttavia quantificare in modo specifico i ritorni economici derivanti da tali pratiche.

Garantire un ambiente confortevole per gli animali è fondamentale per ridurre la mortalità, nonché gli sprechi di mangime e acqua e, di conseguenza, aumentare la redditività per capo. Il comfort in un allevamento avicolo è influenzato da molti fattori strettamente interconnessi tra loro: densità di allevamento, qualità della lettiera e dell’aria, temperatura, illuminazione, nutrizione e pratiche gestionali complessive. Una lettiera di buona qualità, ad esempio, è condizionata da variabili quali ventilazione inadeguata, salute intestinale, composizione del mangime, densità di allevamento, stagione e peso vivo degli animali. Inoltre, un’ampia letteratura scientifica che ha indagato l’impatto della densità di allevamento sull’incremento ponderale, sull’indice di conversione e sulla mortalità, che tendono a peggiorare in presenza di un maggiore contenuto di umidità della lettiera, elevate concentrazioni di ammoniaca nell’aria, carica microbica ambientale e livelli di cortisolo associati allo stress. Sebbene principalmente correlata ad alti tassi di crescita, l’incidenza di zoppia sembra essere legata anche

alla densità di allevamento, così come a patologie quali dermatite plantare e ustioni al garretto, carenze nutrizionali, qualità dell’aria, illuminazione e ritmi circadiani, età e pratiche gestionali, inclusa la genetica degli animali.

Il comfort animale deve essere mantenuto anche durante il trasporto al macello, comprese le fasi di movimentazione e carico. Strategie inadeguate di gestione in queste fasi, come il carico di animali provenienti da allevamenti diversi, rappresentano una forte fonte di stress per i soggetti, con conseguente aumento della mortalità. Gli animali che muoiono durante il trasporto sono definiti dead-on-arrival (DOA) e tali decessi sono attribuiti a fattori che agiscono appunto durante il processo di trasporto. Sia i DOA sia le altre cause di scarto in macello, più frequenti nei lotti con elevati tassi di DOA, comportano evidenti conseguenze economiche e possono essere dovuti a cause patologiche o non patologiche. La ricerca ha dimostrato che i tassi di DOA possono essere influenzati da condizioni climatiche estreme, come quelle estive e invernali, che rendono necessaria l’adozione di pratiche alternative di gestione del trasporto per mantenere gli animali all’interno della loro zona di termoneutralità. Tuttavia, lo stress subito dai soggetti durante la cattura e il trasporto rimane uno dei fattori più dannosi. Studi hanno riportato una maggiore

incidenza di congestione polmonare e traumi negli animali DOA, condizioni direttamente correlabili a fasi di cattura e trasporto particolarmente stressanti. Tassi elevati di DOA possono tuttavia essere associati anche a malattie preesistenti, come ascite e osteomielite, e a una maggiore incidenza di sindromi da morte improvvisa.

La piattaforma Poultry Chain

Management per una filiera avicola più efficiente e sostenibile

Indipendentemente dal fatto che la mortalità venga registrata in allevamento o all’arrivo al macello, tutte le cause di morte rappresentano una perdita economica che deve essere affrontata. Consapevoli della grande rilevanza del tema, i ricercatori hanno sviluppato la piattaforma Poultry Chain Management – uno strumento di monitoraggio automatizzato che raccoglie dati lungo l’intera filiera della produzione avicola, dall’arrivo degli animali in allevamento fino al macello. I dati vengono quindi suddivisi in quattro fasi produttive:

• Fase di allevamento: vengono registrati temperatura, umidità, luminosità, livelli di CO₂ e ammoniaca ogni 30 secondi;

• Carico: monitoraggio del caricamento dei lotti nelle gabbie e sui camion in base ai movimenti delle braccia degli operatori, rilevati tramite braccialetti elettronici;

• Trasporto: mortalità, durata del trasporto, temperatura, umidità, accelerazione, livelli di ammoniaca e CO₂;

• Macello: numero di animali abbattuti e loro condizioni fisiche (ali rotte, contusioni, ematomi, altre fratture ossee), procedure di lavorazione e confezionamento (percentuale di eviscerazione e lavaggio inadeguati), qualità della carne (classificata come “A” se la maggior parte della carne finale è di alta qualità e “B” in caso contrario).

Grazie a questa raccolta integrata di dati, è stato possibile identificare e analizzare gli indicatori chiave delle performance (Key Performance Indicators, KPI) per evidenziare i problemi critici in ciascuna fase e migliorare così la gestione complessiva della filiera.

Prospettive dei consumatori

È interessante notare che, sebbene le preoccupazioni sul benessere animale siano oggi una realtà consolidata sia tra gli stakeholder del settore sia nel pubblico generale, non esiste un consenso definitivo tra i consumatori su cosa sia esattamente il benessere animale e quali condizioni garantiscano una vita etica per gli animali. Uno studio ha suddiviso i consumatori in tre categorie principali in base alle loro percezioni del benessere animale nei sistemi di produzione di broiler. Un

primo gruppo (39% degli intervistati) si è concentrato sullo «spazio» come fattore principale di benessere, considerando elementi come l’accesso all’aria aperta e una bassa densità di allevamento cruciali per il benessere dei polli. Una seconda categoria di individui (14%) si è focalizzata sul «metodo di abbattimento» e, in particolare, sull’uso o meno dello stordimento. Questi primi due profili di consumatori avevano una visione più speculativa dei sistemi di allevamento avicolo e, probabilmente, una prospettiva «unidimensionale» sugli animali. Solo circa la metà (47%) degli intervistati si è concentrata su «molteplici fattori», dimostrando una prospettiva equilibrata e completa sul concetto complesso di benessere animale. Essi sembravano possedere una percezione più sfumata delle diverse modalità di produzione di broiler e, di conseguenza, essere consapevoli che il benessere animale debba essere garantito attraverso un’ampia gamma di standard diversi.

Considerazioni finali

Soprattutto alla luce dell’attesa crescita della popolazione mondiale e, di conseguenza, della domanda di alimenti di origine animale, la produzione avicola, e in particolare quella di broiler, è destinata a svolgere un ruolo cruciale nella sicurezza alimentare globale e nell’approvvigionamento proteico, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Garantire il benessere animale deve quindi procedere di pari passo con l’espansione del settore, non solo per considerazioni etiche, ma anche per le implicazioni economiche associate a pratiche di benessere inadeguate, quali ridotte performance in allevamento e accettazione da parte dei consumatori, oltre a maggiori scarti in macello. Tuttavia, la ricerca dovrebbe approfondire l’analisi dell’impatto finanziario dei problemi di benessere, specialmente per gli allevatori, al fine di sensibilizzarli sui benefici derivanti da una corretta e sostenibile implementazione del benessere animale e aiutarli a orientarsi tra le possibili soluzioni per modificare le strategie gestionali o, eventualmente, le strutture degli allevamenti. Va infatti riconosciuto che assicurare standard di benessere più elevati comporta generalmente maggiori costi produttivi, che gli allevatori potrebbero non essere disposti ad accettare, soprattutto in un settore altamente competitivo come quello avicolo, a meno che non siano compensati da meccanismi di mercato quali premi di prezzo sui prodotti finiti.

Barbosa D.K. et al., Relationship Between Animal Welfare Metrics, Production, Slaughter, and Economic Gain in Poultry Farming, Poultry, 2025, 4(1), 48. https://doi.org/10.3390/poultry4040048

Licenza: Creative Commons Attribution 4.0 International License (CC BY 4.0) (http://creativecommons.org/ licenses/by/4.0/).

Testo riassunto e adattato editorialmente dal team redazionale di Zootecnica.

TROUW NUTRITION PRESENTA PRESAN® EVOLVE: LA

FORZA INTERIORE

È IL MOTORE DELLE PRESTAZIONI

A PROVA DI STRESS

Trouw Nutrition annuncia il lancio di Presan® Evolve, una soluzione nutrizionale di nuova generazione sviluppata per aiutare gli allevatori di polli da carne a proteggere la redditività, supportando prestazioni ottimali in condizioni stressanti. Presan® Evolve rappresenta l’evoluzione delle soluzioni fitogeniche per il supporto delle performance avicole: unisce una tecnologia in attesa di brevetto, un approccio scientifico avanzato e benefici comprovati in condizioni di sfide commerciali.

Nell’allevamento avicolo moderno, gli animali sono costantemente esposti a problematiche nutrizionali, ambientali e gestionali che mettono a dura prova la loro salute intestinale, il metabolismo e le prestazioni generali. Presan® Evolve è progettato per supportare gli animali partendo dalla loro fisiologia, intervenendo sui principali percorsi fisiologici legati all’efficienza, alla resilienza e alla crescita. Presan® Evolve consente prestazioni costanti anche in condizioni commerciali difficili, contribuendo al contempo a una produzione avicola più sostenibile.

Presan® Evolve è una miscela unica, sostenibile e di proprietà esclusiva di Trouw Nutrition in attesa di brevetto, composta da:

• un fitocomplesso: un blend di quattro piante, ciascuna selezionata per un effetto specifico su metabolismo muscolare, infiammazione non specifica e integrità intestinale.

• butirrati a rilascio mirato: due fonti (calcio e sodio) che vanno ad agire su tutto il tratto intestinale migliorando l’architettura dei villi e rafforzando la barriera intestinale.

Questa composizione unica migliora l’efficienza alimentare di 4,7 punti (FCR corretto al peso e mortalità) e il peso corporeo di 93 grammi.

Prestazioni comprovate, supportate da ricerche globali

Presan® Evolve è supportato da svariate prove a livello globale, con studi condotti in diverse regioni e contesti commerciali. Otto prove, sul campo e presso i centri di ricerca e sviluppo di Trouw Nutrition, che coinvolgono più di 560.000 polli da carne, condotte in quattro

Paesi, hanno dimostrato miglioramenti costanti nel peso corporeo e nell’efficienza alimentare, traducendosi in un ritorno positivo sull’investimento per i produttori. Tutti gli studi sono supportati dalla ricerca e sviluppo di Trouw Nutrition, garantendo una progettazione e dati affidabili per le sperimentazioni per i produttori di polli da carne.

Sviluppato in collaborazione con il Garden of the Future di Nutreco

Le ricerche in corso presso il Nutreco’s Garden of the Future in Svizzera hanno svolto un ruolo centrale nello sviluppo e nella validazione di Presan® Evolve. Presso il Garden of the Future di Nutreco, l’azienda sta ridefinendo la nutrizione animale scoprendo e coltivando piante innovative, mai utilizzate prima. Il team sviluppa fitocomplessi, estratti vegetali integrali e metaboliti che agiscono in sinergia per favorire il benessere e le prestazioni degli animali.

Situato nella rinomata Phyto Valley Svizzera, il Garden of the Future di Nutreco garantisce qualità e uniformità grazie a filiere integrate verticalmente, dalla selezione e propagazione fino alla lavorazione e alla gestione normativa.

Questa infrastruttura di livello mondiale consente di tradurre la fitotecnologia più avanzata in soluzioni pratiche ed efficaci per i produttori.

Tutta la ricerca alla base di Presan® Evolve è supportata dai Centri di Ricerca Trouw Nutrition, garantendo una solida progettazione degli studi, dati affidabili e risultati che apportano un valore significativo agli allevatori di polli da carne di tutto il mondo.

Le caratteristiche distintive di Presan® Evolve si basano dunque su sei pilastri:

• Miglioramento del metabolismo muscolare: meccanismo d’azione unico sul mercato.

• Riduzione dell’infiammazione e miglioramento dell’integrità intestinale.

• Resilienza allo stress: supporto nelle fasi critiche del ciclo produttivo.

• Sostenibilità: soluzione naturale, in linea con i futuri standard di produzione sostenibile, con materie prime vegetali selezionate e tracciate.

• ROI elevato: da 1,6 a 4,76 documentati e comprovati in trial commerciali.

• Tecnologia in attesa di brevetto e proprietà intellettuale.

“Presan® Evolve è il risultato della combinazione di scienza botanica, competenza nutrizionale e rigorosa ricerca a livello globale”, ha affermato Peter Smid, Technical Sales Manager Feed Additives Poultry per Trouw Nutrition Europa e Asia centrale. “Offre agli allevatori di polli da carne una soluzione scientificamente validata per garantire prestazioni costanti, anche quando gli animali sono esposti a stress e difficoltà commerciali.”

Informazioni su Trouw Nutrition

Trouw Nutrition è l’azienda di Nutreco specializzata in mangimi per animali da reddito e leader mondiale nei settori mangimi, allevamento e salute. Vanta 90 anni di esperienza nello sviluppo di mangimi innovativi e di metodi più sostenibili per allevare animali da reddito e da compagnia sani. Con una presenza in 105 Paesi e 22 stabilimenti produttivi, l’azienda è un punto di riferimento unico per specialità, additivi per mangimi, premiscele, modelli nutrizionali e servizi personalizzati e integrati. I suoi clienti sono allevatori, produttori di mangimi, filiere integrate e distributori.

La nutrizione animale e una buona gestione aziendale hanno il potere di trasformare il settore avicolo e persino il pianeta. Per risolvere le sfide che la filiera alimentare si trova ad affrontare, Trouw Nutrition attrae le menti più brillanti. Dispone di un team dedicato di 8.300 persone e di una rete globale per aiutare i propri clienti a nutrire il futuro. I suoi marchi globali includono Selko, Lifestart, NutriOpt, Milkiwean, Gestawean, Maxcare, Sprayfo e Milkivit.

Per approfondimenti visitare il sito: www.trouwnutrition.it

Otto prove, sul campo e presso i centri di ricerca e sviluppo di Trouw Nutrition, hanno dimostrato miglioramenti costanti nel peso corporeo e nell’efficienza alimentare, traducendosi in un ritorno positivo sull’investimento per i produttori

EQUILIBRARE L’EFFICIENZA

PRODUTTIVA CON IL BENESSERE ◗ VETERINARIA

I recenti programmi di selezione genetica per efficienza alimentare e caratteri produttivi hanno dimostrato di essere, da soli, vincenti nello sviluppo di linee commerciali con caratteristiche di elevata produttività per le galline ovaiole e per i broiler a crescita veloce. Nonostante ciò, questo potenziale genetico nella selezione dei soli tratti produttivi desiderati spesso non viene espresso al massimo delle capacità del gruppo di animali in quanto le condizioni d’allevamento commerciale possono essere stressanti e difficoltose, potenziali cause negative per le condizioni di salute fisiche e mentali degli animali.

Muovendosi verso la resilienza

I futuri progressi nel campo dell’efficienza alimentare, dall’ingestione fino all’utilizzo dei nutrienti, sono una necessità oggigiorno, a causa della pressione globale riguardo all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse per una produzione sostenibile. Perciò, per ottenere questi risultati produttivi, gli animali devono essere in condizioni di salute ottimali (sia mentalmente che fisicamente) fino alla fine del loro ciclo produttivo. Anche se alcuni produttori riescono ad avvicinarsi agli obiettivi di produzione descritti dalle case di genetica, la realtà per molti di loro è differente per molte ragioni. Prima di tutto, le condizioni commerciali possono essere difficoltose e stressanti per gli animali, e ogni sistema produttivo fronteggia le proprie problematiche. Per esempio, i sistemi in gabbia per le galline ovaiole offrono opportunità limitate perché gli animali possano manifestare comportamenti specie-specifici ed esercizio fisico, col risultato di problemi di plumofagia, mentre gestire animali in sistemi a più livelli, liberi, richiede impegno nel prevenire fratture e deviazioni ossee. In secondo luogo, e parlando in generale, gestire gruppi numerosi e ad alte densità nei capannoni può diventare un problema dal punto di vista della biosicurezza per la prevenzione della trasmissione di patologie infettive e il contenimento di eventuali focolai. In terzo luogo, gli impianti di riproduzione in cui sono ospitate le linee parentali e granparentali rispecchiano poco le condizioni di allevamento presenti nei capannoni commerciali, a causa dei rigorosi protocolli e standard di biosicurezza, delle strutture ad alta tecnologia, della gestione specializzata volta a valutare le prestazioni durante l’intero ciclo di vita e delle dimensioni relativamente ridotte dei gruppi. Tutto ciò contribuisce a creare una discrepanza tra gli obiettivi attesi e le performance osservate in condizioni

commerciali. Perciò, più le condizioni d’allevamento commerciali si avvicinano a quelle degli allevamenti di riproduzione, minore sarà la differenza tra gli obiettivi attesi e le performance effettive d’allevamento.

La natura stressante delle condizioni dell’allevamento commerciale è inevitabile, così come i rischi potenziali di un focolaio di malattia infettiva o un’esposizione a patogeni. Perciò, gli animali devono essere competenti per poter affrontare con successo i potenziali fattori stressanti e agenti biologici che possono minare la loro salute (mentale e fisica) e le loro performance. Questa abilità di rimanere costanti e poco influenzati da fattori negativi esterni è chiamata “resilienza”, e la selezione di questo tratto genetico può essere vantaggiosa per i produttori, che faticano a mantenere condizioni ambientali interne ben bilanciate, in termini di comfort-zone, esenti da stress, e protette da pericoli fisici e biologici. Per quanto riguarda le difese dell’organismo contro le malattie, gli uccelli devono sviluppare una risposta immunitaria efficiente per mantenere buone prestazioni nelle condizioni di allevamento commerciale, soprattutto quando vi è margine di miglioramento negli standard di igiene dei capannoni. Includere questi tratti immunologici negli schemi riproduttivi può aiutare a sviluppare linee avicole più resilienti e adatte a condizioni locali, diminuendo la severità di eventuali falle nella biosicurezza. In maniera simile, includere stress-marks nei programmi riproduttivi (ad esempio il numero rilevato di linee d’interruzione

trasversali nelle penne) può aiutare a identificare come gli animali affrontino lo stress ambientale e quali selezionare in base alle capacità adattive mostrate. Pertanto, integrare nei programmi di selezione genetica indicatori relativi alla capacità degli animali di adattarsi alle condizioni di allevamento commerciale, oltre ai parametri di prestazione e di salute, può contribuire a sviluppare linee genetiche più resilienti e a colmare l’attuale divario tra potenziale genetico e prestazioni in azienda.

Cercando l’adattabilità

La globalizzazione del settore avicolo potrebbe alimentare l’idea che una sola razza di pollo possa essere impiegata in qualsiasi sistema di produzione, in qualunque Paese, e ottenere ovunque prestazioni ottimali, un’idea, questa, ben lontana dalla realtà. D’altra parte, pensare alla maniera in cui le linee genetiche si sono così ben adattate ai sistemi di produzione convenzionali può essere utile per l’industria avicola nel diventare maggiormente sostenibile. In questo contesto, l’interazione genotipo-ambiente guadagna importanza in 1) adeguare la gestione e i capannoni alle necessità di razze altamente produttive o 2) selezionare gli animali maggiormente produttivi che meglio si adeguino alle condizioni locali e ai sistemi produttivi (ad esempio voliere o gabbie arricchite). Questa prospettiva può essere d’aiuto ai produttori nella scelta della genetica che più si avvicini alle loro necessità e raggiunga risultati affidabili in termini di performance. Inoltre, dal punto di vista del benessere, questo approccio può contribuire a mitigare il numero di perdite e di animali scartati entro la fine del ciclo produttivo grazie a condizioni di fitness e competitività migliori. Ottimizzare questa interazione tra genotipo e ambiente consente inoltre alle aziende di selezione genetica di coprire un’ampia gamma di esigenze e nicchie di mercato, dalle razze moderne a quelle più tradizionali o autoctone, e di offrire soluzioni mirate ai bisogni dei produttori. In modo simile, oltre a rendere commercialmente disponibile questa variabilità genetica, i produttori devono essere consapevoli delle razze che più si addicono alla loro situazione in termini di gestione e cura anziché ricercare solo linee altamente produttive, dal momento che possono raggiungere risultati migliori scegliendo la genetica più adatta per le loro condizioni. La ricerca in questo campo ha evidenziato come le linee genetiche rispondano in maniera differente sia ai sistemi d’allevamento sia alla gestione del gruppo. Per esempio, pratiche gestionali come l’alimentazione precoce e la transizione incubatoio-accasamento, mitigare stress durante il ciclo, mantenere una condizione corporea uniforme, eseguire la foto-stimolazione nella corretta finestra temporale e mantenere degli standard di biosicurezza elevati sono fattori chiave nel raggiungimento di un pieno potenziale genetico di linee genetiche ad alta produttività. Tuttavia, applicare quotidianamente in modo coerente queste conoscenze è impegnativo e, per i produttori che possono incontrare difficoltà in tal senso, razze alternative più facili da gestire e resilienti possono rappresentare una scelta migliore per ottenere prestazioni superiori e maggiore benessere animale.

PROTEGGERE

LE ALI DALLE LESIONI

Un tempo considerate un sottoprodotto di scarso valore del processo di sezionamento, le ali di pollo sono diventate un taglio premium, rendendo la loro protezione dalle lesioni economicamente cruciale. I broiler moderni, sebbene a rapido accrescimento, sono fisiologicamente fragili e altamente suscettibili a contusioni e fratture delle ali lungo l’intera catena produttiva. Questo articolo analizza le principali cause dei danni alle ali dall’allevamento allo stabilimento di trasformazione e mette in evidenza i principali punti di rischio. Viene proposto un approccio gestionale olistico e integrato per ridurre al minimo le lesioni, migliorare la qualità delle carcasse e tutelare la redditività.

➤ Ing. Fabio G. Nunes

Consulente per la lavorazione delle carni avicole, Brasile, fabio.g.nunes@hotmail.com

Le ali sono la parte fisicamente meno prominente delle carcasse di broiler, rappresentando circa il 12% del loro peso secco a carcassa e costituendo anche la porzione meno carnosa. Inoltre, agli albori dell’era moderna dell’industria del broiler, poiché non condividevano gli stessi attributi anatomici e organolettici del petto e delle cosce, le ali erano considerate un sottoprodotto del processo di sezionamento, con un valore commerciale pressoché inosservato. Di conseguenza, venivano utilizzate per brodi e altre preparazioni culinarie poco appetibili.

Tuttavia, il destino delle ali subì una svolta significativa alla fine del 1964, quando Teressa Bellissimo, comproprietaria dell’Anchor Bar di Buffalo, nello Stato di New York, servì come pasto notturno al figlio e ai suoi amici alcune ali avanzate, fritte e condite con una salsa piccante a base di pepe di Cayenna, dando così origine – secondo la tradizione – alle celebri Buffalo wings. Teressa non avrebbe mai potuto immaginare che quel pasto improvvisato avrebbe cambiato, in modo drastico e definitivo, l’immagine commerciale delle ali, che negli anni successivi passarono dal dietro le quinte al centro della scena nel panorama della moderna industria del broiler.

Inserite nei menu di innumerevoli esercizi di ristorazione in tutti gli Stati Uniti, compresi quelli delle grandi catene di fast food, nel corso dei decenni successivi le ali fritte e piccanti hanno progressivamente guadagnato popolarità, diventando un alimento di largo consumo tra i consumatori americani e, successivamente, di tutto il mondo. Il costante aumento del consumo di ali ha infine aperto gli occhi all’industria del broiler, che riconoscendo il loro potenziale commerciale, ha elevato questo taglio da una categoria marginale a una categoria premium.

I broiler odierni raggiungono il peso di mercato in età molto più precoce rispetto ai loro antenati di qualche decennio fa, ma, per contro, sono fisicamente fragili a causa della scarsa maturità. Di conseguenza, richiedono una manipolazione particolarmente attenta lungo l’intera catena di lavorazione, per prevenire i

rischi intrinseci presenti in ogni fase che attraversano, dal primo giorno di vita fino alla macellazione, che possono danneggiare la loro anatomia sensibile.

I danni alle carcasse sono particolarmente penalizzanti, in quanto determinano un aumento dei recuperi e dei declassamenti e, al contempo, una riduzione del peso vendibile e della resa di macellazione, compromettendo così l’efficienza economica dello stabilimento e la redditività dell’impresa. Sebbene l’intera carcassa sia suscettibile a contusioni, l’esperienza dimostra che le ali sono più vulnerabili alle lesioni rispetto al petto e alle cosce. Contusioni, fratture e distacchi delle articolazioni delle ali –difetti che affliggono l’industria avicola a livello globale – hanno origine in diverse operazioni (allevamento, cattura, trasporto e stabilimento di trasformazione) e per cause differenti. Pertanto, per proteggere le ali dalle lesioni è essenziale adottare un approccio olistico all’intera catena di lavorazione.

In allevamento, garantire la calma del pollame, soprattutto negli animali più grandi, per evitare agitazione, sbattimenti d’ali e accavallamenti che possono provocare lesioni alle carcasse e alle ali, è una pratica di gestione cruciale. Tuttavia, contrariamente a questo principio, il diradamento del lotto rimane una pratica diffusa nell’industria avicola, pur essendo riconosciuto come una causa certa di contusioni alle ali e di altri effetti negativi (Tabella 1).

■ Tabella 1 – Descrizione dei difetti della carcassa nei polli in relazione al diradamento e ai livelli di significatività

Fonte: trascrizione da Villarroel et.al., 2018.

(1) T1 = animali trasportati dopo il diradamento; T2 = animali rimasti dopo il diradamento; NT= gruppi non diradati

Diradati (1) p

Variabili dipendenti

dorsali

alle ali

È fondamentale assicurarsi che il rapporto tra abbeveratoi e mangiatoie e numero di animali permetta un accesso ad libitum e senza problemi all’acqua e al mangime, garantendo così l’assunzione giornaliera di nutrienti e prevenendo le lotte tra gli uccelli per i punti di accesso, una causa nota di contusioni, soprattutto nei gruppi non differenziati per sesso. Contemporaneamente, mantenere un elevato stato di salute del pollame favorisce l’assorbimento e l’utilizzo di questi nutrienti per la crescita e la robustezza scheletrica degli animali.

La densità di allevamento all’interno del capannone deve essere gestita cercando un equilibrio ottimale tra redditività e integrità fisica delle carcasse. Privilegiare esclusivamente la redditività risulta dannoso sia per le prestazioni del lotto sia per la qualità delle carcasse, poiché l’incidenza dei danni alle ali, insieme ad altri effetti negativi, mantiene una relazione quasi lineare di causa-effetto con la densità di allevamento (Grafico 1). Qualunque sia la densità stabilita per l’allevamento, è altamente consigliabile utilizzare paratie per impedire che la libera migrazione degli animali attraverso il capannone ne comprometta l’equilibrio.

I carichi vivi dai capannoni allo stabilimento devono essere pianificati considerando non solo la velocità della linea di macellazione, ma anche i tempi del lavoro di cattura, in modo

▲ Grafico 1 – Relazione tra la densità di allevamento e gli ematomi alle ali Villarroel et.al., 2018.

da garantire una manipolazione degli animali delicata e senza stress.

Il personale addetto alla cattura deve essere adeguatamente numeroso e correttamente formato per garantire una manipolazione protettiva e ben sincronizzata degli animali. Una stretta supervisione del personale evita che la manipolazione delicata degli animali venga compromessa con il progredire del lavoro e con l’aumentare della stanchezza della squadra.

La cattura individuale dei polli, sebbene più lenta e costosa rispetto ad altri metodi, risulta la più protettiva per le carcasse, poiché le mani posizionate su entrambe le ali durante il trasferimento dei broiler dal pavimento al contenitore impediscono agli animali di sbattere le ali. Non bisogna mai catturare gli animali prendendoli per le ali o per le zampe!

Mantenere le unità di trasporto in buono stato riduce il rischio di lesioni durante l’inserimento nelle gabbie e il trasporto. La densità di carico nelle unità di trasporto deve essere stabilita tenendo conto della sua correlazione con l’insorgenza di danni alle carcasse e alle ali (Tabella 2). La formazione degli autisti e il monitoraggio dei viaggi contribuiscono a una consegna delicata e puntuale dei carichi vivi allo stabilimento, minimizzando così i danni alle carcasse e alle ali.

In stabilimento, gestire i tempi di sosta dei carichi vivi per ridurre la probabilità di danni alle ali (Grafico 2). Se gli animali vengono trasportati in cassette o contenitori a cassetti, sollevarli esclusivamente per le zampe al momento dell’appensione. Se invece sono trasportati in contenitori a ripiani, le contusioni, in particolare alle ali, che derivano inevitabilmente dallo svuotamento dei contenitori sono purtroppo difficili da evitare.

Alla stazione di appensione, l’interazione tra operatori e attrezzature deve essere completamente ergonomica per consentire una manipolazione fluida e un’appensione confortevole degli animali. È fortemente consigliabile che il trasportatore aereo, dal punto di appensione allo storditore, sia il più rettilineo possibile per evitare agitazione e battiti d’ali, garantire un flusso regolare e privo di ostacoli, e includere un supporto pettorale per calmare gli animali, prevenendo lo sbattimento delle ali

▲ Grafico 2 – Incidenza dei danni alle ali in relazione ai carichi vivi fermi e in movimento

Fonte: Bilgilli & Hess, 1995

mentre si dirigono verso lo storditore.

■ Tabella 2 – Influenza della densità di carico durante il trasporto su mortalità, perdita di peso vivo e prevalenza dei difetti di carcassa

Transcript from Petracci et. al, 2005 ns = non significativo.

Per ottimizzare lo stordimento elettrico e ridurre al minimo il rischio di lesioni alle ali, gli animali devono avvicinarsi alla vasca e immergere verticalmente solo la testa nell’acqua. Ciò richiede una regolazione continua dell’apparecchiatura in base alla taglia del gruppo. La vasca deve essere costruita in modo da corrispondere al peso vivo degli animali e prevenire il prestordimento, una causa riconosciuta di contusioni alle ali; inoltre, la tensione fornita attraverso l’acqua deve essere stabile e costante. Se si utilizza un sistema di stordimento ad atmosfera controllata (CAS), attenersi alle istruzioni operative del produttore per ottenere risultati ottimali. Qualunque sia il metodo di stordimento adottato, assicurarsi che gli animali siano effettivamente storditi e non riprendano conoscenza prima della macellazione, per evitare violenti battiti d’ali e gravi lesioni dovute al dolore provocato dal taglio.

a, b valori all’interno della stessa riga seguiti da lettere apicali diverse differiscono significativamente (P<0,05).

di gruppi

declassata per arrossamento (%)

pieno (%)

Il tempo di dissanguamento varia da paese a paese e da stabilimento a stabilimento. È opportuno impostare la durata più adatta alle condizioni dell’impianto, tenendo presente che, in generale, quanto più breve è il tempo, tanto meglio è: questo, infatti, ritarda l’insorgenza del rigor mortis, riducendone l’impatto sulla regolarità dello scottamento e della spennatura, e garantisce al contempo una corretta esanguinazione e la morte completa di tutti i capi.

Scottatrice e spennatrici devono operare in stretta sinergia: la scottatrice deve trasmettere ai follicoli, in modo tempestivo, la quantità di calore necessaria ad ammorbidire le piume, mentre le spennatrici devono assicurare una completa rimozione del piumaggio con danni minimi o nulli alle carcasse e alle ali.

Per ottenere uno scottamento ottimale, regolare il binomio tempo di immersione × temperatura in base alla velocità della linea di macellazione, al tempo di dissanguamento, al peso vivo degli animali e alle caratteristiche tecniche e fisiche della scottatrice. Per una spennatura efficace, minimizzare la distanza tra la scottatrice e le

spennatrici, affinare costantemente l’interazione tra macchine e animali, utilizzare dita in gomma di durezza appropriata mantenendole sempre in perfette condizioni, e impiegare acqua tiepida nelle spennatrici.

Come visto in precedenza, le ali sono diventate un taglio di pollo molto richiesto, la cui domanda e valore di mercato rivestono un ruolo economico importante nel settore. Pertanto, le contusioni alle ali, poiché riducono la disponibilità del prodotto e la redditività, rappresentano un problema e vanno affrontate alla radice. Dal momento che le contusioni hanno origini multifattoriali, la loro riduzione richiede un approccio olistico e integrato alla gestione dei polli, dalla fase di allevamento fino allo stabilimento, grazie al lavoro congiunto di un team multidisciplinare impegnato nell’individuazione e nel trattamento delle cause alla base del problema.

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