«Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro»
Lc 24,15
MISSIONE CATTOLICA DI LINGUA ITALIANA Katholische Kirche im Kanton Zürich 1/26
«Disse loro: ‹Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?›
Ed essi si fermarono, col volto triste.
Uno di loro, di nome Cleopa, gli rispose: ‹Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?›
Egli domandò loro: ‹Che cosa?›»
Luca 24,17-19a
Chi sono, che cosa sono, cosa farò della mia vita?
Cari lettori,
le domande che aprono questo numero abitano anche la vita delle nostre famiglie e delle nostre comunità. Prima o poi, tutti ci siamo posti interrogativi simili. Spesso emergono nell’età dell’adolescenza, quando si inizia a cercare il proprio posto nel mondo e a dare un nome a ciò che si vive dentro.
Lo psicologo Erik Erikson (1902-1994) ci aiuta a capire che questo cammino non si conclude con la fine dell’adolescenza. La crescita dell’identità accompagna tutta la vita: non smettiamo mai davvero di diventare noi stessi. È un processo fatto di passaggi, di domande, di crisi e di nuove risposte, sempre intrecciato alle relazioni e al contesto in cui viviamo.
In questo percorso entra in modo naturale anche la dimensione religiosa. Il modo in cui pensiamo Dio, lo incontriamo e ci rapportiamo a Lui influisce profondamente su come viviamo le relazioni con gli altri e con noi stessi. Per questo la fede non può restare ferma alle immagini dell’infanzia: è chiamata a crescere, a maturare, a trovare spazio nella storia personale di ciascuno.
Non è un cammino semplice. Richiede tempo, pazienza e fiducia. Ma è un cammino che porta frutto, perché aiuta a vivere in modo più riconciliato: con sé stessi, con gli altri e con Dio. La fede cristiana non è qualcosa che si aggiunge alla vita, ma una dimensione che la attraversa tutta, dall’inizio alla fine.
In questo processo nessuno è lasciato solo. La crescita passa attraverso relazioni educative concrete: la famiglia, la scuola, la comunità cristiana. È lì che si impara a fidarsi, a essere accompagnati, a mettersi in cammino senza avere già tutte le risposte.
Per questo il contributo dei genitori, dei nonni, degli educatori, dei catechisti, dei sacerdoti e delle persone consacrate è così prezioso. Ognuno, nel proprio ruolo, è chiamato a prendersi cura di una formazione religiosa sana e matura. È una responsabilità condivisa che interpella anche la nostra comunità oggi, chiamata a educare alla fede con pazienza, fiducia e speranza. All’inizio di questo nuovo anno, il nostro augurio è che l’educare – nella fede e nella vita – resti per tutti un atto di fiducia nel tempo, nelle persone e nell’opera silenziosa di Dio che continua a far crescere ciò che accompagniamo con amore.
DOTT. DON FULVIO GAMBA
SOMMARIO
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Lo sviluppo spirituale del bambino
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Colonna
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Blitz: Nuovo corso di teologia
Lo sviluppo spirituale del bambino
In un suo articolo, Anna Peiretti, mamma di tre bambini e laureata in Filosofia e in Scienze religiose, mette in luce il ruolo centrale dei genitori nei primi anni di vita del bambino, periodo decisivo in cui egli viene guidato alla scoperta della realtà. Attraverso mamma e papà, il bambino impara a dare un nome alle cose, a comprenderne l’uso e il valore, a distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo o pericoloso, bello o brutto. I genitori lo introducono anche alla scansione del tempo, ai ritmi quotidiani della vita, alla comunicazione, al comportamento e alla relazione con gli altri, permettendo così alla realtà di prendere forma nella sua esperienza.
Educare alla fede fin dall’inizio
All’interno di questo contesto educativo si colloca anche l’educazione religiosa, che ha il compito di aiutare il bambino a intuire che la realtà non si esaurisce in ciò che è visibile e tangibile, ma possiede una dimensione ulte-
riore, trascendente e misteriosa. Il bambino ha bisogno di essere nutrito anche spiritualmente, attraverso gesti, segni, parole ed esempi concreti: gli stessi strumenti con cui la fede è stata trasmessa nel tempo dalle generazioni precedenti. Un aspetto fondamentale è rappresentato dalle esperienze di fiducia. Fin dalla nascita, il modo in cui il bambino viene guardato, accolto e tenuto in braccio comunica un messaggio profondo e non verbale di amore e di accettazione incondizionata.
Questo rapporto affettivo originario costruisce nel bambino una fiducia di base verso il mondo, fondamento su cui potrà svilupparsi anche l’esperienza della fede. Grande importanza hanno poi le esperienze legate alla parola: la voce dei genitori, il ritmo del linguaggio e la lettura ad alta voce trasmettono sicurezza, consolazione e vicinanza affettiva, favorendo familiarità, intimità e una comunicazione autentica.
La scoperta del mondo comincia da una mano che accompagna.
I gesti che parlano al cuore Infine, l’articolo sottolinea il valore dei gesti familiari, che rendono visibile e concreto l’amore. Abbracci, baci, carezze, applausi, gesti di perdono e di incoraggiamento permettono al bambino di fare un’esperienza reale dell’amore e della riconciliazione. In modo particolare, alcuni gesti quotidiani e semplici — come la benedizione, la preghiera serale, il segno della croce, il ringraziamento per il cibo — introducono il bambino alla dimensione religiosa attraverso il corpo e la relazione. La prima preghiera che apre il bambino al mondo religioso è spesso fatta proprio di gesti: prima ancora delle parole, è il corpo a entrare in relazione con Dio.
Il segno della croce, ad esempio, non è forse un modo per far «dire» al corpo che si incontra Dio, Padre, Figlio e Spirito? Gesti semplici, quotidiani, che tuttavia racchiu-
dono una straordinaria ricchezza di significati. Non esistono gesti giusti contrapposti a gesti sbagliati: tutti possono essere importanti se parlano di una relazione. Ogni famiglia ha i propri, la comunità ne custodisce altri ed è chiamata a trasmetterli. Se è nei primi anni di vita che si costruisce la dimensione umana – e anche religiosa – della persona, vale allora la pena domandarsi chi accompagna davvero il bambino in questo cammino di crescita.
Chi lo guida, chi lo sostiene, chi gli offre segni e gesti capaci di parlare al cuore? È un compito che riguarda solo i genitori o è una responsabilità condivisa, in cui anche la comunità è chiamata a prendersi cura del percorso della famiglia?
DOTT. DON FULVIO GAMBA
Educare alla fede è accompagnare dentro ad una relazione.
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MCLI AMT-LIMMATTAL
Unità Pastorale Amt-Limmattal comprende le parrocchie di Dietikon St. Agatha-St. Josef, Engstringen, Geroldswil, Schlieren, Urdorf, Affoltern am Albis, Bonstetten, Hausen am Albis, Mettmenstetten, Aesch-Birmensdorf-Uitikon (regione Dietikon-Affoltern am Albis-Schlieren).
Sede Bahnhofplatz 3ª, 8953 Dietikon
Missionario don Pietro Baciu, 044 743 40 29, 079 534 41 06, pietro.baciu@kath-dietikon.ch
Segreteria Beatrice Zuri Hui, 044 743 40 26, beatrice.zurihui@zh.kath.ch
Orari di apertura dal lunedì al venerdì mattina ore 8.00-12.00 e giovedì pomeriggio ore 13.00-17.00
Il saluto francescano «Pace e Bene»
«L a pace sia con tutti voi!», con questo saluto il neo eletto Papa Leone XIV iniziava il suo ministero petrino, ricordando il primo saluto del Risorto ai discepoli. Con san Francesco d’Assisi, la pace diventa il saluto specifico francescano: «Pace e Bene». Stando alla «Leggenda dei tre compagni», tale saluto è frutto dell’esperienza umana e spirituale di Francesco.
Siamo all’inizio della conversione del Santo, quando Francesco «ispirato da Dio cominciò ad annunziare la perfezione del Vangelo, predicando a tutti la penitenza con semplicità». A questo punto entra in scena un personaggio misterioso che per le vie di Assisi si rivolgeva a tutti proprio con questo saluto: Pace e Bene! Nel Testamento (1226), ricordando quell’episodio, lui stesso scriverà. «Il Signore mi rivelò che dicessi questo saluto: Il Signore ti dia pace». Il saluto di pace definisce pertanto l’identità stessa del frate francescano. Sin dall’inizio, Francesco e i suoi frati s’impegnarono in una predicazione di pace, fino a farne un tratto distintivo della loro scelta di vita, tanto che nella Regola (1223) vi compare pari il monito di Gesù: «In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa».
La pace, per Francesco, non deve essere solo proclamata, ma prima di tutto deve essere vissuta e questo lo ritroviamo nella Leggenda dei tre compagni (1276): «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori».
Ai figli della pace Francesco dedica anche una delle sue Ammonizioni (1221), la XV, a commento di una delle beatitudini (Mt 5,9): «Sono veri pacifici quelli che di tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo».
Se troppe volte san Francesco è stato cooptato a forza nelle schiere di un pacifismo ateo e non credente, in realtà (come appare dalla sua vicenda) la fonte del suo annuncio e del suo impegno per la pace è sempre il Signore, è sempre il Vangelo. Per Francesco, solo quando riscopre Cristo, l’uomo trova pace, perché «Egli infatti è la nostra pace» (Ef 2,14).
A CURA DI DON PIETRO BACIU
San Francesco d’Assisi e il saluto francescano.
Immagine: messainlatino.it
1 Festa del bambino, Schlieren
2 Festa dei Re Magi, Dietikon
3/4 Aspettando Natale, Affoltern a. A.
5 Gruppo donne e simpatizzanti, Dietikon
6 Visita anziani Affoltern a. A.
Insieme. Per un cam-
mino di condivisione
Nel Limmattal, la collaborazione tra le parrocchie di Schlieren e Dietikon sta assumendo un ritmo tutto speciale: quello della condivisione e della gioia comune, vissute non solo dai bambini, ma anche dagli adulti che li accompagnano con impegno e dedizione. Un esempio tangibile di questa armonia è la collaborazione tra l’Oratorio del Limmattal e il Coro Voci Bianche di Dietikon. Non si tratta solo di partecipare agli eventi dell’altra comunità, ma di un vero scambio di energie, entusiasmo e talenti, reso possibile anche grazie alla presenza attiva di genitori e volontari. Anche quest’anno, il Coro Voci Bianche ha arricchito la recita natalizia dell’Oratorio con le sue melodie, mentre i bambini dell’Oratorio hanno portato il loro spirito e la loro allegria alla festa della Befana organizzata dal Coro Voci Bianche.
Dietro ogni momento riuscito ci sono adulti che collaborano, organizzano, accompagnano e sostengono con discrezione ma costanza. Ogni nota cantata e ogni attività condivisa diventano così tasselli di un mosaico più grande, dove le differenze non dividono, ma rafforzano il senso di comunità.
Nei gesti concreti della collaborazione quotidiana si trova la vera forza della fraternità. Schlieren e Dietikon ci mostrano che unire le forze significa creare opportunità, coltivare relazioni e vivere la fede come un percorso condiviso, in cui bambini e adulti camminano insieme, costruendo legami autentici e duraturi.
Nella zona pastorale di Säuliamt, il 2 novembre nella cappella del cimitero di Affoltern a. A. è stata celebrata la messa per i nostri cari defunti, purtroppo per via del maltempo non si è potuto fare il giro tra i sepolcri per la benedizione. Il 13 dicembre nella chiesa di Affoltern a. A. la santa messa è stata dedicata ad aspettando Natale organizzato dai bambini degli Aquiloni junior, sono stati bravissimi, ci hanno deliziato con una recita dedicata a Santa Lucia e con dei canti. Dopo la messa tutta la comunità si è riunita al centro sociale per una cena, organizzata dal consiglio pastorale. Il 15 dicembre don Pietro, insieme a Carmela Maria Cristina e Franca dedicati per l’assistenza, ha fatto visita ai nostri anziani di lingua italiana, ricoverati al Pilatus di Affoltern a. A. É stato molto commovente vedere il sorriso nei loro volti per aver condiviso un po’ di tempo con il nostro don Pietro.
S ANTE MESSE
Domenica 8 febbraio ore 10.00, Dietikon, Messa di patrocinio bilingue
Mercoledì 18 febbraio ore 19.00, Dietikon, S. Messa delle Ceneri
Domenica 22 marzo ore 8.45, Schlieren, Messa di Patrocinio
Domenica 29 marzo, Palme ore 8.45, Schlieren, con Passione Vivente e Corale S. Giuseppe ore 11.30, Dietikon, con Coro Italiano ore 18.30, Affoltern a. A.
Mercoledì 1° aprile
ore 17.00, Dietikon, Celebrazione bilingue della riconciliazione
Giovedì 2 aprile ore 18.00, Dietikon, Messa in Coena
Domini
Venerdì 3 aprile
Liturgia del Venerdì santo ore 15.00, Schlieren, bilingue
Domenica 5 aprile, Santa Pasqua ore 8.45, Schlieren ore 11.30, Dietikon, con Coro Voci Bianche
ore 18.30, Affoltern a. A.
Domenica 19 aprile, ore 11.15, Dietikon, Cresime adulti con il Vicario Generale Luis Varandas
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MCLI DON BOSCO
La MCLI Don Bosco è parrocchia personale, comprende tutto il territorio della città di Zurigo.
Sede Feldstrasse 109, 8004 Zurigo
Parroco dott. don Fulvio Gamba, 044 246 76 23, segreteria@mcli.ch
Vicario don Arek Pietrzak, arkadiusz.pietrzak@mcli.ch
Orari di apertura lunedì-venerdì ore 9.00-11.30, martedì-giovedì ore 14.00-16.00
Assistente sociale lic. theol. Francesco Cosentino, consulenza previa prenotazione telefonica.
Educare come atto di fiducia: dal Polo scolastico all’esperienza
a circoscrizione consolare di Zurigo offre alle famiglie della comunità italiana e italofona tre realtà scolastiche che, nel loro insieme, costituiscono il Polo scolastico italo-svizzero. Un percorso unitario che accompagna bambini e ragazzi dalla prima infanzia fino alla maturità, in dialogo con il contesto svizzero in cui vivono e crescono. Il cammino inizia con la scuola dell’infanzia e la scuola primaria «Casa d’Italia», diretta dalla prof.ssa Voltolini, unico istituto statale del Polo, e prosegue con la Scuola secondaria di primo grado «Enrico Fermi», diretta dalla prof.ssa Degli Innocenti, per concludersi con il Liceo Linguistico e Scientifico «Vermigli», sotto la presidenza della prof.ssa Caffarel. La scuola Fermi e il Liceo Vermigli sono istituti privati, gestiti dall’Associazione Liceo Vermigli, paritari e riconosciuti dallo Stato italiano e dalla Confederazione svizzera.
Un percorso educativo integrato
A partire dall’anno scolastico 2025/26, la scuola Fermi e il Liceo Vermigli condividono lo stesso edificio, rafforzando la collaborazione e la continuità del percorso formativo. Il Polo scolastico rappresenta un’alternativa alla scuola svizzera, ponendo al centro la cultura e la lingua italiana, senza trascurare l’integrazione linguistica e culturale nel contesto elvetico. Per questo motivo viene data attenzione all’insegnamento del tedesco: nella scuola primaria metà delle materie è insegnata in lingua tedesca secondo un piano coordinato con il Cantone di Zurigo; anche presso la Fermi e il Vermigli sono previste materie in tedesco o in inglese. Pur nella loro autonomia, le tre scuole condividono una lunga tradizione di collaborazione con l’obiettivo di garantire un percorso coerente e continuo che accompagni la crescita degli studenti. In questo senso, il Polo scolastico diventa un’esperienza educativa che interpella adulti e famiglie. Educare non significa solo trasmettere contenuti, ma accompagnare una crescita, assumendone il rischio. È qui che l’educazione si rivela come un atto di fiducia.
Educare come atto di fiducia
Educare è un atto di fiducia radicale, forse uno dei più coraggiosi che oggi si possano compiere. In un tempo che chiede risultati immediati, prestazioni misurabili e risposte rapide, educare significa andare controcorrente: fermarsi, restare, camminare accanto a qualcuno senza sapere fino in fondo dove porterà il suo passo. È una scelta che espone, che non garantisce successi visibili né riconoscimenti immediati. Chi è genitore, nonno, educatore o semplicemente adulto responsabile di un’altra vita, conosce bene questa tensione: educare stanca, mette in crisi, costringe a rivedere le proprie certezze, ma allo stesso tempo riempie di un senso profondo, difficile da spiegare e impossibile da sostituire. È un lavoro silenzioso, spesso invisibile, che si gioca nel quotidiano e chiede una presenza più che una strategia, una fedeltà più che una tecnica.
Per chi vive lontano dal proprio Paese, questa esperienza è spesso ancora più nuda. Mancano reti di sostegno, volti familiari, parole che vengono spontanee. Le domande diventano più pressanti: sto facendo abbastanza? Sto facendo bene? In questa condizione di precarietà, però, l’educazione smette di essere teoria e diventa vita condivisa, fatta di tentativi, errori e ripartenze. L’adulto scopre di non essere colui che possiede le
Istituti del Polo scolastico italo-svizzero
risposte, ma qualcuno che impara a stare, a reggere l’incertezza, a non fuggire quando il percorso si fa faticoso. È qui che l’educare si rivela per ciò che è davvero: un cammino che coinvolge e trasforma.
Educarsi mentre si educa
A illuminare questo cammino fragile è il testo di Giuseppe Milan, Educare/educarci in tempi difficili. Sfide e speranza, pubblicato su Nuova Umanità (n. 252/2025). Non è un manuale né un elenco di soluzioni, ma una provocazione profonda e gentile: non si educa davvero se non si accetta di essere educati a propria volta. Milan individua tre movimenti essenziali, che assomigliano molto a un cammino umano e spirituale: guardare la realtà, immaginare il futuro, camminare insieme. Gesti semplici solo in apparenza, tutt’altro che scontati in un tempo che tende a semplificare o a fuggire la complessità.
Guardare la realtà significa non negare la fatica: la stanchezza che si accumula, i figli che sembrano chiudersi, i ragazzi in cerca di senso e di orientamento. Ma significa anche educare lo sguardo a riconoscere ciò che c’è, non solo ciò che manca. Perché anche nei momenti più opachi, in ogni persona resta accesa una scintilla, una promessa silenziosa che chiede solo di non essere spenta. Guardare davvero è un atto di rispetto: è dire all’altro «ti vedo», prima ancora di giudicare o correggere.
Uno sguardo che riconosce
Il secondo movimento è forse il più audace: immaginare. Credere che il futuro non sia già scritto e che valga ancora la pena sperare. Educare, ci ricorda Milan, è un gesto profondamente profetico: è dire all’altro, spesso senza parole, «io credo in te». In un tempo segnato dal disincanto e dalla paura di sbagliare, questa fiducia di-
venta un atto di resistenza, un modo concreto di opporsi alla rassegnazione e di riaprire possibilità là dove sembrano chiuse.
Camminare insieme, senza scorciatoie
Il terzo passo è camminare insieme, senza pretendere risultati immediati. Nessuno cresce da solo e nessuno cresce in fretta. Servono tempo, ascolto, fedeltà, quella pazienza che sa aspettare senza abbandonare. Nelle famiglie come nelle comunità educare è sempre un’opera corale: ha bisogno di alleanze, di adulti che non si sottraggono, di presenze che restano anche quando i risultati non si vedono. Anche le parole possono essere ponti o muri: alcune feriscono e bloccano, anche se pronunciate senza cattiveria; altre aprono spazi interiori, rimettono in cammino, restituiscono fiducia. È in questa trama di relazioni imperfette ma fedeli che l’educazione diventa esperienza condivisa, capace di sostenere nel tempo.
Il mistero dell’altro
Alla fine resta un’immagine semplice e potente: ogni persona è una promessa. I figli non sono progetti da controllare né proprietà da difendere, ma misteri da accompagnare con rispetto e tremore. E mentre cerchiamo di educare, scopriamo che anche noi veniamo trasformati, perché nessun cammino di crescita lascia intatti. In un tempo segnato da fragilità e incertezze, l’educazione resta una speranza concreta, esigente e discreta, affidata alle nostre mani quotidiane: una speranza che chiede solo di essere custodita con responsabilità e amore.
COLLABORATORE
Educare è custodire una promessa, anche nei tempi difficili.
Uno sguardo sui mesi trascorsi
Settembre e ottobre: riprende il cammino
Mentre l’estate si avviava alla conclusione, domenica 14 settembre il can. Luis Varandas, vicario generale e amico di vecchia data della nostra Parrocchia, ha conferito la cresima a un bel gruppetto di ragazzi e ragazze. Il fine settimana successivo, invece, il prof. don Cesare Silva ha tenuto un incontro-intervista sui più importanti concili della Storia della Chiesa, con particolare riferimento al concilio di Nicea. Progressivamente, sono ripresi anche gli incontri culturali e quelli organizzati dall’assistenza sociale. Ottobre ha portato con sé qualche novità: l’inizio di una serie di approfondimenti spirituali, pensati appositamente per i giovani adulti e curati da don Fulvio, una serie di incontri per bambini e ragazzi, organizzati da Yasir Saleem, e un ciclo di appuntamenti dedicati alla salute dei muscoli e dello scheletro, tenuti dal massoterapista Giuseppe Croce. Il pellegrinaggio parrocchiale a Roma in occasione del Giubileo della Speranza (17-19 ottobre), organizzato con perizia dalla nostra collaboratrice in segreteria Laura Cazzola, profonda conoscitrice della città eterna, ha rappresentato per molti una bella esperienza di fede, di condivisione e di vita comunitaria. Venerdì 31 ottobre, il nostro caro don Arek ha allestito una cena per coloro i quali, dopo il corso prematrimoniale intensivo da lui organizzato (e sempre molto affollato!), si erano sposati nel 2025.
Novembre: incontri e sparizioni
Le giornate di sabato 1o e domenica 2 novembre sono state dedicate al ricordo dei santi e delle quasi cento anime che, nell’ultimo anno, i sacerdoti della nostra Parrocchia hanno accompagnato con ammirevole zelo all’incontro con il Dio della vita. Contestualmente, sono ripresi gli incontri scientifici curati da Luca Valenziano. Degni di nota sono stati il primo raduno nazionale dei cori delle missioni cattoliche italiane in Svizzera (15 novembre), organizzato da don Mimmo e don Egidio e ospitato dalla nostra Parrocchia nonché la graditissima visita di padre Damiano Puccini (22-23 novembre), missionario in Libano, che ci ha descritto con profondità e calore le tristi condizioni nelle quali si trovano a vivere i Cristiani in medio oriente. Il 27 novembre, come preparazione al tempo forte dell’Avvento, il sempre brillante don Alberto ha tenuto una piccola conferenza sul presepe. Negli stessi giorni, si constatava il furto di alcune statuine, operato presumibilmente da mani ignote ma «esperte». La generosità dei parrocchiani, come sempre, è stata ammirevole, anche nell’acquisto di un libretto di meditazioni per l’Avvento, confezionato dal team parrocchiale per coprire le spese di acquisto delle statuine mancanti. Sabato 29 novembre, oltre cento bambini hanno partecipato a un laboratorio organizzato dal catechismo parrocchiale.
Laboratorio dei bambini del catechismo.
Dicembre: musica e luce
Il primo weekend del mese ha ospitato il tradizionale cineforum di dicembre, con adeguato accompagnamento di cioccolata e vin brûlé. Lunedì 8, dopo la Messa dell’Immacolata, si è svolto un incontro parrocchiale aperto a tutta la comunità per analizzare il cammino intrapreso dal 2020 a oggi e accogliere eventuali suggerimenti per il futuro. Il giorno successivo, la scuola italiana è stata ospite della nostra Missione per la tradizionale recita di Natale. Il sabato seguente, 13 dicembre, la nostra corale «S. Cecilia» ha offerto un piccolo concerto natalizio in Sala Teatro, molto gradito da grandi e piccini. Domenica 21, invece, le feconde meditazioni di Francesco Cosentino e un breve ritiro spirituale guidato da don Fulvio hanno aiutato i parrocchiani a introdursi nel mistero del Natale, mentre diverse famiglie si preparavano per trascorrere le ferie in Italia. Non sono peraltro mancate diverse chiamate al numero di emergenza per visite negli ospedali, organizzazione di funerali o unzioni degli infermi: certi eventi dell’esistenza umana, come è logico, non seguono il calendario civile; di conseguenza, l’amministrazione di certi sacramenti non va mai in vacanza. La musica offertaci dai cantori della Cappella Baltea (24 e 25 dicembre) e dall’oboista Ivano Tomasini (1° gennaio 2026), la cena di solidarietà organizzata dalle Suore di Madre Teresa e il capodanno danzante allestito da Marianna, Rocco e la loro «compagnia» hanno permesso di vivere comunitariamente e in spirito di letizia il Natale del Signore e i giorni successivi. Le celebrazioni, molto affollate, hanno visto la presenza anche di diversi turisti, provenienti dalle più svariate regioni italiane, e di qualche famiglia che da qualche anno non si vedeva. Bentornati!
COLLABORATORE DI REDAZIONE
Tragedia e speranza
Il mese di gennaio si è aperto, purtroppo, con l’immane tragedia avvenuta a CransMontana, che non ha lasciato nessuno nell’indifferenza. Coloro che hanno perso la vita sono stati ricordati nella messa serale e nel successivo fine settimana, esaudendo contemporaneamente alcune richieste di preghiera che ci sono pervenute da persone vicine alle famiglie dei ricoverati.
Domenica 4 gennaio, don Fulvio ha accolto una delegazione del club Felix di Zurigo, svolgendo un’applaudita conferenza sul tema dell’importante contributo dei nostri emigrati italiani alla crescita materiale e spirituale della città. Dopo l’Epifania, sono stati smantellati gli alberi di Natale premurosamente ornati da Adriano e Michele, mentre il presepe, ideato e costruito dai nostri cari volontari, continuerà a essere esposto fino al 2 febbraio. Sabato 10 e domenica 11 gennaio, in un’atmosfera a tratti più degna di una gara agonistica che di una celebrazione eucaristica, sono stati celebrati un anniversario di matrimonio e due battesimi. La persistenza di un legame, nonostante il passare del tempo, e l’ingresso nella nostra comunità di due nuovi piccolini possano essere il segno più eloquente di quel giubileo che abbiamo appena concluso, ossia di quella Speranza che non delude perché viene da Dio.
AGENDA
S ANTE MESSE
Mercoledì 18 febbraio
Le ceneri
18.00 S. Messa con le ceneri Via Crucis
27.2/7.3/27.3, ore 17.30 Via Crucis
Sabato 7 marzo
17.30 S. Messa con unzione degli infermi
Domenica 29 marzo
Le Palme
11.00 S. Messa solenne con il coro S. Cecilia
16.00 Ritiro spirituale, possibilità di confessarsi
16.30 Vespri e benedizione eucaristica
Triduo pasquale
Giovedì santo, 2 aprile
16.00-18.00 Confessioni
19.00 S. Messa solenne, Cena del Signore
Adorazione in Sala Teatro
fino alle ore 22.00
Venerdì santo, 3 aprile
10.00-12.00 Confessioni
15.00 Passione del Signore*
17.30 Via Crucis per ragazzi
Sabato santo, 4 aprile
10.00-12.00 Confessioni
17.00-18.00 Confessioni
21.00 Solenne Veglia Pasquale*
Domenica di Pasqua, 5 aprile
Risurrezione del Signore
9.00 S. Messa solenne con Solista
11.00 S. Messa solenne*
17.30 S. Messa solenne con Solista
Domenica 12 aprile
15.00 Ora della Misericordia
Sabato 18 aprile
17.30 S. Messa con cresima degli adulti
ATTIVITÀ DELLA MISSIONE
Doctor Digital
Martedì 3.2/3.3/7.4, ore 18.30
Corso di ballo
Sabato 7.2/28.2/14.3/ 28.3/18.4, ore 19.00
Tema per la terza età Giovedì 26 febbraio, ore 15.00
Cammino Spirituale per giovani adulti
Domenica 22.2/15.3/12.4, ore 18.30
Messe per bambini con «Coretto»
Sabato 28.2/14.3/28.3, ore 17.30
Il sistema scolastico in Svizzera
Mercoledì 4.3, ore 18.30
Festa della donna e del lavoro
Venerdì 6.3, ore 17.00
Incontro giovani famiglie
Sabato 7.3/11.4, ore 18.30
Demenza e migrazione
Giovedì 16.4, ore 15.00
* Musica: Cappella Baltea
Visitate il nostro sito web www.mcli.ch/donbosco
Visitate il nostro sito web www.sanfrancescowinterthur.ch
MCLI SAN FRANCESCO
La MCLI San Francesco è parrocchia personale e U. P. Oltre alle parrocchie della città ne fanno parte quelle di Elgg, Feuerthalen, Illnau-Effretikon, Kollbrunn, Pfungen, Rheinau, Seuzach, Stammheim-Andelfingen, Turbenthal e Wiesendangen.
Sede St. Gallerstrasse 18, 8400 Winterthur
Parroco dott. don Daniele Faedo, 052 266 01 28, daniele.faedo@kath-winterthur.ch Ass. Sociale Gabriella Prudenza, 052 266 01 26, gabriella.prudenza@kath-winterthur.ch
Orari di segreteria lunedì, giovedì e venerdì ore 9.00-12.00 / ore 13.00-17.00; martedì ore 13.00-17.00, mercoledì chiuso Orari di apertura Ass. Sociale mercoledì ore 14.30-18.00, giovedì ore 9.30-12.00 / ore 14.30-18.00
Esortazione Apostolica
Dilexi te, ti ho amato
L’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV, iniziata già da Papa Francesco, ripercorre tutto l’insegnamento della Chiesa sul tema dell’amore per il prossimo come prova tangibile dell’autenticità dell’amore per Dio.
Dilexi te (Ti ho amato) richiama il legame tra l’amore di Cristo e la chiamata ad agire in favore dei più bisognosi.
L’Esortazione mostra una grande vicinanza con il Magistero di Papa Francesco e in particolare con la sua Enciclica Dilexit nos. «In continuità con L’Enciclica Dilexit nos, Papa Francesco stava preparando, negli ultimi mesi della sua vita, un’Esortazione Apostolica sulla cura della Chiesa per i poveri intitolata Dilexi te. Avendo ricevuto in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio.»
Il senso di continuità che Dilexi te trasmette, non riguarda soltanto il rapporto tra Leone XIV e il suo predecessore. Il testo accompagna il lettore lungo un percorso sull’importanza dei poveri nella rivelazione biblica, oggetto di «un’opzione preferenziale da parte di Dio» che prende corpo in numerose pagine dell’Antico testamento così come nei gesti e nelle parole di Gesù e infine nella vita della comunità cristiana primitiva.
Numerose sono le forme di presenza dei poveri nella vita della Chiesa: dall’accompagnamento degli ammalati e dei prigionieri, dalle iniziative educative all’accoglienza dei migranti e alla condivisione della vita dei più svantaggiati.
In ogni epoca, l’amore per i poveri è criterio di santità. Lo testimoniano innanzitutto la vita di innumerevoli Santi di ogni tempo, l’insegnamento e l’esempio dei Padri della Chiesa, le regole della vita monastica, il carisma degli ordini mendicanti e tante forme di impegno laicale.
Nel nostro tempo, questa storia continua in modo particolare attraverso la dottrina sociale della chiesa. L’Esortazione evidenzia che la cultura dominante dell’inizio di questo millennio spinge ad abbandonare i poveri al loro destino, a non considerarli degni di attenzione e tanto meno di apprezzamento. Ne è un esempio «quella falsa visione della meritocrazia dove sembra che abbiano meriti solo quelli che hanno avuto successo nella vita». Le ricadute sulla concezione della Missione della Chiesa sono immediate e comportano l’abbandono dell’attenzione spirituale ai poveri.
«C’è chi continua a dire ‹il nostro compito è di pregare e di insegnare la vera dottrina› […]. Oppure si opta per una pastorale delle cosiddette élite sostenendo che al posto di prendersi cura dei poveri, è meglio prendersi cura dei ricchi cosicché attraverso di loro si potranno raggiungere soluzioni più efficaci. È facile cogliere la mondanità che si cela dietro queste opinioni: esse ci portano a guardare la realtà con criteri superficiali e privi di qualsiasi luce soprannaturale.»
Leone XIV e Papa Francesco riconoscono in queste visioni una grave minaccia. Essi affermano che «l’amore a coloro che sono poveri, in qualunque forma si manifesti tale povertà, è la garanzia evangelica di una Chiesa fedele al cuore di Dio». Un segnale del distacco dalla sorgente del Vangelo è «la carenza o addirittura l’assenza dell’impegno per il bene comune della società, e in particolare, per la difesa e la promozione dei più deboli e svantaggiati».
Dilexi te è un invito ad accogliere la sfida permanente dell’attenzione preferenziale ai poveri, che nella storia è segno distintivo di ogni rinnovamento ecclesiale e a farlo in modo appropriato al nostro tempo.
L’Esortazione indica tre direttrici per far sì che anche oggi la Chiesa possa testimoniare l’amore di Dio a chiunque viva nella povertà.
Esse sono: il «gesto di aiuto semplice molto personale e molto ravvicinato», l’impegno «per cambiare le strutture sociali ingiuste» e il lavoro.
Per la dottrina sociale della Chiesa, infatti, il lavoro non è soltanto il mezzo per ottenere quel salario che, secondo giustizia, permette di condurre una vita dignitosa, ma è anche il principale mezzo attraverso cui ciascuno può «dare un contributo attivo al bene comune dell’umanità».
Dilexi te termina ripetendo le parole «Io ti ho amato» che le danno il titolo, lasciando sospeso il lettore, perché sembra mancare una conclusione nella forma a cui siamo abituati. È forse il segnale che il discorso sull’amore per i poveri non può mai dirsi concluso, ma è chiamato a proseguire nelle scelte e nelle azioni della Chiesa tutta e di ogni credente nella concretezza del nostro tempo. La prossima parola di quel discorso è dunque affidata a ciascuno di noi.
MARIA TERLIZZI
Piazza San Pietro
Immagine: La vita cattolica, settimanale del Friuli
1 Castagnata Adultissimi
2 Gruppo Over40 –Castagnata comunitaria
3 Pranzo natalizio Adultissimi
4 Corale parrocchiale
San Francesco – Roma, Giubileo delle corali
5 Recita di Natale dell’Oratorio parrocchiale
6 Concerto di Natale della Corale parrocchiale e dell’Oratorio parrocchiale
Attività della Missione
Carnevale 2026
Giovedì 12 febbraio Carnevale Adultissimi dalle ore 14.30 presso la sala parrocchiale Santi Pietro e Paolo, in Laboratoriumstrasse 5. È una bella occasione per stare insieme, tra musica e allegria, gustando tipici dolci del Carnevale.
Sabato 14 febbraio Carnevale Parrocchiale dalle ore 19.00 presso la sala parrocchiale del Sacro Cuore.
Possibilità di cenare. Vi aspettiamo numerosi.
Mercoledì delle Ceneri
Mercoledì 18 febbraio alle ore 18.00 presso la chiesa SS. Pietro e Paolo, Santa Messa e rito dell’Imposizione delle Ceneri, inizio del tempo liturgico quaresimale.
Via Crucis
A partire da venerdì 20 febbraio dalle ore 18.00 ad Effretikon e dalle ore 20.00 ai Santi Pietro e Paolo di Winterthur, tradizionale rito della Via Crucis.
Fangoterapia – Abano Terme
La Missione organizza dal 7 al 14 marzo il tradizionale soggiorno di cure termali presso le Terme Euganee di Abano Terme. Per info vedi volantino parrocchiale. Iscrizioni entro venerdì 20 febbraio 2026.
Gita parrocchiale Adultissimi a Luino
Mercoledì 18 marzo gita parrocchiale Adultissimi per visitare il tradizionale mercato di Luino. Informazioni sul nostro sito web. Iscrizioni fino al 2 marzo 2026.
Calendario Liturgico Settimana santa 2026
28 marzo, Prefestiva delle Palme ore 18.00 Santa Messa, Effretikon
29 marzo, Domenica delle Palme ore 11.00 Santa Messa, Sacro Cuore ore 18.00 Santa Messa, Santi Pietro e Paolo
2 aprile, Giovedì santo «Cena del Signore» ore 18.00 Santa Messa e rito della «Lavanda dei piedi», Santi Pietro e Paolo
3 aprile, Venerdì santo «Passione del Signore» ore 18.00 Liturgia della Passione del Signore, Santi Pietro e Paolo
4 aprile, Sabato santo «Veglia Pasquale» ore 18.00 Santa Messa, Santi Pietro e Paolo
5 aprile, Domenica di Pasqua ore 10.30 Santa Messa IT/CH, Effretikon ore 11.00 Santa Messa, Sacro Cuore ore 18.00 Santa Messa, Santi Pietro e Paolo
AGENDA
S ANTE MESSE
Effretikon – San Martino – 18.00
Febbraio 7, 14, 21, 28
Marzo 7, 14, 21, 28
Aprile 5, 11, 18, 25
Winterthur – Sacro Cuore – 11.00
Febbraio 1o, 8, 15, 22
Marzo 1o, 8, 15, 22, 29
Aprile 5, 19, 26
Winterthur – SS. Pietro e Paolo – 18.00
Febbraio 1o, 8, 15, 22
Marzo 1o, 8, 15, 22, 29
Aprile 5, 12, 19, 26**
**A partire dalla domenica di Pasqua 5 aprile 2026, la Santa Messa delle ore 18.00 nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo si svolgerà solo in lingua italiana. Infatti, la comunità Svizzera locale ripristinerà la Santa Messa delle ore 19.30 in lingua tedesca.
Visitate
Visitate il nostro sito web www.mcli.ch/ flughafen
MCLI FLUGHAFEN
La MCLI Flughafen Unità Pastorale comprende le parrocchie di Bassersdorf, Bülach, DielsdorfNiederhasli-Niederglatt, Dietlikon, Embrach, Glattfelden-Eglisau-Rafz, Glattbrugg, Kloten, Regensdorf, Rümlang, Wallisellen. Sede Rosenweg 5, 8302 Kloten, 044 813 47 55, flughafen@mcli.ch
Missionario don Gabriel Tirla, 044 813 47 55, gabriel.tirla@mcli.ch
Collaboratrice Pastorale Laura Scianò, 078 254 23 88, laura.sciano@mcli.ch
Segreteria Maria Grazia Pellegrino, 044 813 47 55, maria.pellegrino@mcli.ch
Orari di apertura mattina lunedì-venerdì: 8.30-12.00
Missionari e Collaboratri - partecipanti del Corso
La teologia e la pastorale dell’ospitalità
«Essere Chiesa oggi in Svizzera alla luce del nuovo fenomeno migratorio. Opportunità e sfide per una pastorale di comunione e di interculturalità». Questo il tema del Corso di aggiornamento promosso dalle Missioni cattoliche di lingua italiana (MCLI) tenutosi al Seminario vescovile di Bergamo dal 20 al 23 ottobre 2025. In Svizzera vivono 650 mila italiani e circa il 40 % della popolazione cattolica elvetica proviene dall’immigrazione, le missioni di lingua italiana sono 42 e vi operano 53 sacerdoti di cui 17 non italiani.
Il Corso di aggiornamento 2025 segue quello del 2023 dal titolo «Per un noi sempre più grande. In cammino verso una pastorale interculturale» che stilò il documento finale la «Carta di Capiago» (dalla località vicina a Como dove si svolse) con il quale si volle esprimere un ulteriore segno della disponibilità delle MCLI per un condiviso percorso ecclesiale a partire dal documento «Verso una pastorale interculturale» della Conferenza dei Vescovi svizzeri (CVS) e della Conferenza centrale cattolica svizzera (RKZ).
Unità e diversità
Nel soffermarsi su questo percorso il Coordinatore nazionale delle MCLI in Svizzera, don Egidio Todeschini, ha tra l’altro posto alcune domande tra le quali: «Quale sviluppo stanno vivendo le MCLI? Di quale tipo di presenza c’è bisogno? Quale equilibrio tra unità e diversità ovvero tra pastorale separata e pastorale d’insieme?» Gli interrogativi sono stati ripresi nelle sessioni del convegno e sono stati al centro dei tre gruppi di confronto che hanno concluso i lavori. Don Pierpaolo Felicolo, direttore di Migrantes, ha parlato delle MCLI in Svizzera come «laboratori di interculturalità» aggiungendo che oggi esse sono chiamate ad essere «segno visibile di una comunione che non è uniformità ma sinfonia».
Isabel Vazquez, direttrice nazionale di Migratio, ha fatto pervenire un contributo sulla situazione e sulle prospettive della pastorale della migrazione in Svizzera annunciando la pubblicazione di un «documento strategico» elaborato e approvato da CVS e RKZ fondato su 14 principi fondamentali e dove si prevedono «nuove forme di pastorale più
adatte alle realtà attuali». Le MCLI sono in attesa di ricevere questo documento per offrire nello spirito della corresponsabilità un eventuale contributo alla luce della loro esperienza e della loro progettualità. Hanno fatto seguito gli interventi di Urs Brosi, segretario generale RKZ, e Urs Corradini, diacono della diocesi di Basilea e «responsabile personale per preti altre nazioni e culture»: il primo ha proposto una riflessione su due sfide di fronte alle quali si trova la Chiesa elvetica: gli abusi sessuali e la secolarizzazione. Il secondo ha condiviso la sua esperienza mettendo in rilievo l’impegno per una Chiesa aperta, accogliente, missionaria e ha aggiunto: «Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento».
Chiesa comunione
Sul tema «Chiesa comunione nel contesto sociale ed ecclesiale di oggi» si è soffermato mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione CEI Migrantes. «L’Eucaristia – ha affermato –è anche scuola di corresponsabilità, perché assegna a tutti un posto, un servizio nella Chiesa. Comunione e corresponsabilità non sono due realtà che chiudono, ma aprono alla missione. Per questa ragione il Sinodo della Chiesa universale ha tenuto insieme ‹Comunione, partecipazione e missione›». L’arcivescovo ha quindi richiamato la centralità delle relazioni per un’autentica sinodalità.
A offrire ulteriori elementi di riflessione e di confronto sono state tre testimonianze: la prima della diocesi di Bergamo che per voce di don Massimo Rizzi ha presentato diverse iniziative di accoglienza; la seconda di don Gregorio Milone, coordinatore di MCLI Germania, che ha tra l’altro presentato il documento dei vescovi tedeschi in cammino verso una Communio interculturale. Linee guida per la cura pastorale in altre lingue e riti frutto di un ampio coinvolgimento; la terza di don Antonio Serra, coordinatore MCLI Gran Bretagna, che ha coniato il termine «ecotono» per indicare lo spazio di incontro, di dialogo, di condivisione tra due ecosistemi diversi. Un’immagine che si addice anche alla realtà elvetica. A raccogliere il senso dei lavori del Corso di aggiornamento è stato Salvatore Loiero, teologo, docente all’Università di Salisburgo, che si è soffermato sulla teologia dell’ospitalità, una teologia che promuove e valorizza una reciprocità tra l’ospitante e l’ospite. Colui che ospita e colui che è ospitato si incontrano e camminano insieme nella pari dignità battesimale.
Valorizzazione piena delle diversità
I tre gruppi di studio al termine del Corso hanno sottolineato che nell’attuale contesto ecclesiale, culturale e sociale svizzero è importante che la dimensione spirituale promuova e sostenga ogni iniziativa pastorale; che l’integrazione non sia assimilazione ma valorizzazione piena delle diversità, che la corresponsabilità ecclesiale sia all’origine di ogni processo ecclesiale così che fin dal suo nascere preveda il coinvolgimento di tutti e non solo di alcuni soggetti ecclesiali.
Particolarmente apprezzato il messaggio che del vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, che a conclusione della Messa di chiusura del Corso ha tra l’altro affermato che anche in un tempo di calo numerico dei sacerdoti ha personalmente deciso di inviare alcuni di loro come missionari in tutto il mondo, Europa compresa. Un messaggio che è stato accolto come incoraggiamento. Il corso si è posto in sintonia con il cammino sinodale delle Chiese in Italia e con il cammino sinodale della Chiesa tutta e in questo contesto ecclesiale caratterizzato dalla comunione dalla missione, le MCLI hanno compiuto ulteriori passi avanti in due direzioni: essere presenze vive e pastoralmente attive che si pongono con coraggio e profezia di fronte alle sfide del tempo; essere espressioni di una Chiesa sinodale, missionaria, fondata sulle relazioni profonde tra persone e comunità con sensibilità, storie e culture diverse. In questa prospettiva, fatta di pensieri, discernimento e scelte si colloca per le MCLI in Svizzera l’appello sinodale alla «profezia».
PAOLO BUSTAFFA
Relatori del corso
Foto di gruppo, dopo la Messa, con il Vescovo di Bergamo
La giornata della Benedizione dei Bambini
Domenica 11 gennaio 2026 alle ore 16.00, la comunità cristiana si è radunata presso la Chiesa parrocchiale di Kloten, con l’obiettivo di officiare la Festa liturgica attinente al Battesimo di Gesù. In tale circostanza non ordinaria, l’Istituzione religiosa non ha esitato a rievocare la giornata inerente alla Benedizione dei Bambini, un’occasione di esultanza e di beatitudine, anzitutto, per i piccoli.
La celebrazione eseguita, con magnificenza e devozione, da Don Patryk Kaiser; ha riscontrato l’adesione di numerosi fedeli, i quali son pervenuti sia al fine di adorare il Signore, come anche per ricevere la Benedizione dell’Altissimo sui propri bambini; anime pure che hanno intrapreso, assieme ai propri genitori, un itinerario sacro, varcando la «Porta della Grazia» (realizzata con materiale cartaceo), la quale simboleggia il transito verso la salvezza, la misericordia ed il rinnovamento spirituale. Così, dopo aver oltrepassato la soglia dell’uscio, tali meravigliose creature ed i propri familiari si son inebriati dinanzi ad una visione celestiale, raffigurante il maestoso Bambin Gesù nel suo Presepe (emblema della gaudiosa Nati
vità che dimora in noi e con noi): Divino Maestro che non hanno esitato a venerare, ricevendo altresì, in ricordo di tal istante sacrosanto, un piccolo Presepe.
In seguito costoro son giunti verso il Sacerdote, il quale con le mani distese sul loro capo, ha invocato la Benedizione dell’Onnipotente, raffigurata mediante il segno della croce tracciato sulla loro fronte, unta con il Sacro Crisma: simbolo pertinente alla testimonianza della loro fede, nonché emblema concernente la manifestazione della loro vita cristiana. Poco dopo la Benedizione, i fanciulli hanno attinto le dita nel Fonte battesimale ed effettuato il segno della croce con l’acqua benedetta, ottenendo nuovamente la grazia sacramentale ricevuta il giorno del Battesimo, rinascendo quindi, ancora una volta, nel Signore.
Al termine della funzione religiosa, all’interno della sala parrocchiale, è stato adempiuto un rinfresco del tutto concepito quale incontro di fratellanza e letizia.
LAURA SCIANÒ
Varcare la soglia della Misericordia
Famiglia: un dono ed una Benedizione
Il transito della Grazia, mani in acqua e cuori in preghiera
Piccole creature al
CORSO PREMATRIMONIALE
Il Corso prematrimoniale presso la nostra Missione inizia il 23 febbraio 2026. Per l’annuncio telefonare in Missione.
AGENDA
ATTIVITÀ DELLA MISSIONE
Sabato 14.2
Wallisellen ore 13.45
Incontro seniores
Mercoledì 18.2 Le Ceneri
Dielsdorf ore 18.30
Kloten ore 19.00
Mercoledì 25.2
Dielsdorf ore 14.00-17.00
Gruppo terza età
Giovedì 26.2
Glattbrugg ore 14.30
Incontro seniores
Sabato 28.2
Giornata di Spiritualità
Kloten ore 9.00-15.00
Martedì 3.3
1° martedì del mese
Bülach ore 9.15 ital./ted.
(solo caffè)
Martedì 10.3
Bülach ore 14.00-17.00
Insieme amici
Sabato 14.3
Wallisellen ore 13.45
Incontro seniores
Mercoledì 25.3
Dielsdorf ore.14.00-17.00
Gruppo terza età
Giovedì 26.3
Glattbrugg ore 14.30
Incontro seniores
Sabato 28.3
Kloten ore 14.00-16.00
Confessioni
Settimana Santa
Domenica 29.3 – Le Palme
Dietlikon ore 8.15
Bülach ore 9.45
Kloten ore 10.00
Dielsdorf ore 11.30
Glattbrugg ore 11.45
Regensdorf ore 17.00
Giovedì Santo 2.4
Niederhasli ore 18.30
In Coena Domini
Kloten ore 19.30
S. Messa dell’Ultima Cena
Venerdì Santo 3.4.
Kloten ore 15.00 Liturgia
Venerdì Santo con Adorazione della Croce
Dietlikon ore 18.00 Via Crucis
Bülach ore 18.30 Liturgia
Venerdì Santo con Adorazione della Croce
Sabato Santo 4.4
Embrach ore 18.30 chiesa
Veglia Pasquale
Kloten ore 21.00 Veglia Pasquale
Domenica 5.4
Pasqua di Risurrezione
Wallisellen ore 8.30
Bülach ore 9.15
Kloten ore 10.00
Dielsdorf ore 11.15
Glattbrugg ore 11.45
Regensdorf ore 17.00
Lunedì dell’Angelo 6.4
Pasquetta
Bülach ore 10.00 ted./ital.
Kloten ore 10.00
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La Benedizione personale
L’Incontro divino nella fonte della vita
fonte battesimale
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MCLI OBERLAND-GLATTAL
Unità Pastorale Oberland-Glattal comprende le parrocchie di Bauma, Bäretswil, Fischenthal, Dübendorf, Fällanden, Egg, Maur, Ebmatingen, Pfäffikon ZH, Uster, Volketswil, Greifensee, Wetzikon e Gossau.
Sede Neuwiesenstrasse 17ª, 8610 Uster
Missionario don Luca Capozzo, 076 393 57 60, luca.capozzo@mcli.ch
Teologo Carlo Busolo, 079 478 72 41, carlo.busolo@mcli.ch
Segreteria Maria Trivellin/Antonella Casciato, 044 944 85 20, oberland@mcli.ch
Orari di apertura tutte le mattine ore 8.30-12.00, pomeriggio (tranne mercoledì e venerdì) ore 14.30-18.00
Raccoglimento e orazione
Il silenzio come spazio di ascolto di Dio
Viviamo immersi in un flusso continuo di parole, immagini e suoni. La cultura contemporanea sembra temere il silenzio. Tuttavia, in un contesto iperconnesso il silenzio diviene una dimensione sempre più necessaria, sia per il benessere umano sia per la vita spirituale. Papa Benedetto XVI, nelle sue catechesi sulla preghiera (2011), affermava che: il silenzio davanti a Dio non è vuoto, ma pieno di Presenza; tacere significa riconoscere che Dio è Dio e noi non lo siamo; il silenzio educa all’umiltà e alla fiducia.
Il silenzio nella Bibbia e nella tradizione monastica
La Bibbia offre numerosi esempi in cui il silenzio è condizione dell’incontro con Dio. Emblematico è l’episodio del profeta Elia sul monte Oreb: Dio non si manifesta nel vento impetuoso, nel terremoto o nel fuoco, ma nel «mormorio di un vento leggero» (1Re 19,12). Questo versetto rivela che Dio non impone la sua presenza con il clamore, ma chiede un cuore attento, capace di raccoglimento. Anche Gesù, prima delle decisioni importanti, si ritira in luoghi solitari a pregare; un silenzio, il suo, che
non è debolezza, ma obbedienza fiduciosa al Padre. Il silenzio di Cristo è parola piena, consegna totale di sé. Secondo la spiritualità monastica il silenzio non era fuga dal mondo, ma lotta interiore contro le proprie inquietudini per discernere i pensieri e lasciare spazio alla Parola di Dio. Non si tratta di mutismo o isolamento sterile, ma di una disciplina che educa alla scoperta continua dell’essenziale e alla carità.
Educarsi al silenzio oggi
Riscoprire il silenzio non significa fuggire dalla realtà quotidiana, ma educarsi alla pazienza e all’attesa, virtù evangeliche spesso dimenticate. In esso il credente impara che Dio non è un oggetto da afferrare, ma una Presenza da accogliere. È nello spazio del silenzio che il cuore si fa disponibile, che la fede si approfondisce e che la relazione con Dio diventa autentica; riscoprirlo significa, in definitiva, riscoprire l’ascolto: di Dio, degli altri e della verità più profonda di noi stessi.
DON LUCA CAPOZZO
1 Tag der Völker a Uster
2 Teatrino di San Nicolò a Dübendorf
3 Festa della Famiglia a Wetzikon
4 Pomeriggio di bricolage natalizio con il gruppo Terza Età di Uster
5 Teatro con il gruppo dei «Beccafichi» a Dübendorf
6 Pranzo anziani a Uster
7 Gita ai mercatini di Natale di Strasburgo
Collette 2025
Sofo 300.–Caritas 1360.–
Associazione Amici Terzo
Mondo 500.–
Incontro 500.–
Associazione Shalom 500.–
Stiftung Kiga Forum
Falcao 550.–
Stiftung Theodora 700.–
Centro PAFI 500.–
Fondazione Umberto Veronesi 600.–
Rakotovao Romeo Madagascar 500.–
Hunger-Projekt 350.–Fastenopfer 1700.–
Papstkollekte 490.–
Für die Aufgaben des Bistums 300.–
Stipendienstiftung 200.–
Kath. Schulen 320.–
Gymnasien Bistum Chur 670.–Priesterseminar St. Luzi 300.–
Universität Freiburg 350.–
Kinderhilfe Bethlehem 1500.–
Inländische Mission 650.–
Kinderkrebshilfe Schweiz 400.–
Comundo 500.–Stiftung pro Stiftsschule
Einsiedeln 250.–SVAMV 250.–
Aidshilfe Schweiz 250.–Winterhilfe Schweiz 250.–
Kinder mit seltenen Krankheiten 250.–Stiftung Pfarrer Sieber 250.–Stiftung Kifa 250.–Cerebral 500.–Behindertenseelsorge
Serata teatrale a Wetzikon nella sala Heilig Geist, sarà rappresentata «Una Cenerentola», commedia teatrale in tre atti.
Domenica 1° marzo ore 12.30
Festa della Solidarietà nella Stadthofsaal di Uster. Per i biglietti telefonare in segreteria.
Sabato 14 e 28 marzo ore 14.15
Adorazione con S. Rosario nella chiesa S. Andrea di Uster, a seguire «Ascolto della Parola» nella sala sotto la chiesa.
Visitate il nostro sito web www.mcli.ch/oberland-glattal
Visitate il nostro sito web www.mcli.ch/ zimmerberg
MCLI ZIMMERBERG
La MCLI di Zimmerberg è Unità Pastorale e comprende le parrocchie di Adliswil, Hirzel, Horgen, Kilchberg ZH, LangnauGattikon, Oberrieden, Richterswil, Rüschlikon, Schönenberg, Hütten, Thalwil e Wädenswil.
Sede Burghaldenstrasse 7, 8810 Horgen
Missionario don Ihor Boyarskyy, igor.boyarskyy@mcli.ch
Orari di apertura dal lunedì al venerdì ore 8.00-11.30
Missione – punto di riferimento
Sono arrivato in Svizzera nell’ottobre 2021, in un periodo ancora segnato dalle conseguenze della pandemia. Ricordo bene quei primi giorni a Zurigo: la mascherina ancora obbligatoria, le relazioni da ricostruire e soprattutto una nuova quotidianità tutta da imparare. Come ogni cambiamento importante, questo portava con sé entusiasmo, ma anche domande e un naturale bisogno di punti di riferimento. La fede, nella mia vita, è sempre stata uno di questi punti fermi. Sono nato e cresciuto vicino a Milano, dove ho sempre avuto una parrocchia di riferimento: una comunità che mi ha accompagnato nel cammino umano e spirituale.
Missione come comunità accogliente
Per lavoro ho vissuto in diverse città e paesi: in Italia, a Parigi, a Los Angeles e ogni volta che arrivavo in un luogo nuovo, uno dei primi pensieri era sempre lo stesso: trovare una chiesa, una comunità, un volto familiare attraverso cui sentirmi «a casa». Non come semplice abitudine, ma come esigenza profonda di continuità, di radicamento, di comunione nella fede in Dio Padre. Quando io e mia futura sposa Angela, che allora faceva la pendolare tra i suoi impegni universitari in Italia e la vita condivisa con me a Adliswil, ci siamo avvicinati alla Missione Cattolica di Lingua Italiana ad Adliswil, lo abbiamo fatto con questo stesso desiderio. In un momento storico in cui tutto sembrava ancora fragile e incerto, la Missione si è rivelata per noi uno spazio autenticamente accogliente. Non solo un luogo di celebrazioni, ma una vera comunità, fatta di persone, relazioni e percorsi condivisi.
Percorso prematrimoniale
Un momento centrale del nostro cammino è stato il corso prematrimoniale, vissuto proprio all’interno della Missione. È stato un tempo prezioso di preparazione, confronto e crescita, che ci ha aiutati a mettere al centro non solo il matrimonio come evento, ma come vocazione. Fondamentale è stata la disponibilità e la vicinanza di don Ihor, che ci ha accompagnati con cura nei due anni precedenti all’inizio del corso prematrimoniale. Proprio per questo abbiamo scelto lui come celebrante:
Neosposi Angela e Daniele
venendo in Italia, nel settembre scorso, a celebrare il nostro matrimonio, ci ha fatto sperimentare concretamente cosa significhi una Chiesa che accompagna, che si prende cura, che cammina insieme.
Missione – famiglia
Essere «nuovi immigrati» significa spesso sentirsi sospesi tra ciò che si è lasciato e ciò che ancora non si conosce. In questo passaggio, la Missione Cattolica di Lingua Italiana Zimmerberg è stata per noi un ponte: tra passato e presente, tra radici e futuro. Un luogo dove la lingua, la fede e la fraternità diventano strumenti di integrazione autentica e di speranza. Oggi possiamo dire di aver trovato non solo una comunità ecclesiale, ma una vera famiglia spirituale, che continua ad accompagnarci nel nostro cammino di vita e di fede.
DANIELE GUERINI ROCCO
Immagine: D.Guerini
1 Castagnata Adliswil 2 Pensionati Thalwil
3-4 Pensionati Rüschlikon 5-6 Visita San Nicolao
7-8 Pensionati Horgen «Befana»
Attività della Missione
Corso di Cresima degli adulti
Per chi desidera prepararsi al sacramento di Cresima la nostra missione farà il corso nelle seguenti date: martedì 17.2/24.2/3.3 alle ore 19.30. Per chi desidera partecipare può contattarci al numero 044 725 30 95 oppure mandando una e-mail: horgen@mcli.ch
Benedizione dei bambini
La tradizionale Santa Messa con la speciale preghiera e benedizione dei bambini di tutta la missione si svolgerà la domenica 8 Marzo a Wädenswil alle ore 11.15. È un modo bello e coinvolgente per avvicinare i più piccoli alla Chiesa e per chiedere a Dio e alla Madonna la protezione e accompagnamento nella loro crescita spirituale.
Beneficienza «Boky Mamiko» Madagascar
Nel 2025 abbiamo sostenuto, come sempre con gioia, il progetto di carità portato avanti dalla Missione «Boky Mamiko», contribuendo con Fr. 2500 franchi. Questo aiuto permetterà, come ogni anno, di sostenere tanti bambini nel loro percorso scolastico e di studio, offrendo loro un futuro migliore. Grazie a tutti per aver collaborato con i vostri contributi e offerte.
S ANTE MESSE
AGENDA
Adliswil – Hl. Dreifaltigkeit ogni 2ª e 4ª domenica del mese, ore 18.00
Horgen – St. Josef ogni domenica, ore 8.45 Kilchberg – St. Elisabeth ogni 1° sabato del mese, ore 17.00
Langnau a. Albis – St. Marien ogni 2° sabato del mese «Insieme», ore 18.00
Richterswil – Heilige Familie, ogni ultimo sabato del mese, ore 18.00
Thalwil – St. Felix und Regula ogni 1ª e 3ª domenica del mese, ore 18.00
Wädenswil – St. Marien
ogni domenica, ore 11.15
Santa Messa per i bambini, 2ª domenica del mese
Adliswil, ore 18.00 / 4ª domenica del mese
Wädenswil ore 11.15
ATTIVITÀ
DELLA MISSIONE
Incontro pensionati: Wädenswil: Ogni lunedì alle ore 14.00
Horgen: Ogni primo lunedì del mese, ore 15.00
Thalwil: 26.2/19.3/9.4
Rüschlikon:
23.2/23.3/27.4
Prove Coro: Mercoledì, ore 19.30 (2 volte al mese)
Serate bibliche:
Horgen, ore 20.15, venerdì 6.2/6.3/17.4/8.5
Incontro lettori: Horgen
Giovedì 19.3, ore 19.30
Cineforum: Horgen
ore 20.15, venerdì 20.2
Celebrazioni di Pasqua
Mercoledì d. ceneri –18 febbraio
8.45 Wädenswil – S. Messa
«Insieme»
Giovedì – 5 marzo
18.00 Horgen – Liturgia
Penitenziale
Domenica d. palme –29 marzo
8.45 Horgen – S. Messa
11.15 Wädenswil – S. Messa
18.00 Thalwil – S. Messa
Giovedi – 2 aprile
19.30 Au Cappella – S. Messa in Coena Domini
Venerdì santo – 3 aprile
15.00 Adliswil – Via Crucis
19.30 Au Cappella – Liturgia del Venerdì santo
Sabato – 4 aprile
16.00 Au Cappella – S. Messa per Bambini
22.30 Au Cappella – Veglia
Pasquale
Domenica Pasqua – 5 aprile 11.00 Horgen – S. Messa «Insieme»
11.15 Wädenswil – S. Messa
18.00 Thalwil – S. Messa
Lunedì dell’angelo – 6 aprile 11.00 Horgen – S. Messa «Insieme»
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MCLI ZÜRICHSEE-OBERLAND
Unità Pastorale Zürichsee-Oberland comprende le parrocchie di Herrliberg, Hinwil, Hombrechtikon, Küsnacht ZH-Erlenbach, Männedorf, Meilen, Rüti-Tann-Bubikon, Stäfa, Wald ZH, Zollikerberg-Zumikon e Zollikon.
Orari di apertura dal lunedì al venerdì mattina ore 8.30-12.30
Il dono della pace pasquale
«La sera di quel giorno, il primo della settimana, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: ‘pace a voi!’» (Gv 20,19). Quell’incontro dei discepoli con il Risorto fu un’esperienza vera, perché la fede quasi spenta nei loro animi si riaccese. «Pace a voi!» è un saluto comune che tuttavia ora acquista un significato nuovo, è il saluto pasquale, che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi lo accoglie e così in tutta la realtà. La pace che Gesù porta è il dono della salvezza che Egli aveva promesso: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore» (Gv 14,27).
Una missione universale
Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino. «Pace a voi!» non è solo un saluto, è un dono, il dono che il Risorto vuole fare ai suoi discepoli. È al tempo stesso anche una consegna: questa pace, acquistata da Cristo col suo sangue, è per loro ma anche per tutti, e i discepoli dovranno portarla in tutto il mondo. Gesù compie il gesto di soffiare su di loro e li rigenera nel suo Spirito (Gv 20,22). Questo gesto è il segno della nuova creazione. Con il dono dello Spirito Santo che proviene dal Cristo risorto ha inizio infatti un mondo nuovo. Con l’invio in missione dei discepoli, s’i-
naugura il cammino nel mondo del popolo della nuova alleanza.
«Rigenerati a una speranza viva»
Solo Lui, il Vivente, può dare senso all’esistenza e far riprendere il cammino a chi è stanco e triste, sfiduciato e privo di speranza. È quanto hanno sperimentato i due discepoli che il giorno di Pasqua erano in cammino da Gerusalemme verso Emmaus (Lc 24,13-35). Gesù si accosta e cammina con loro, ma essi sono incapaci di riconoscerlo. La presenza di Gesù, dapprima nelle parole, quando gli spiegava la Sacra Scrittura, e poi nel gesto dello spezzare il pane, rende possibile ai discepoli il riconoscerlo. Loro sono stati «rigenerati a una speranza viva dalla risurrezione di Cristo dai morti» (1Pt 1,3). Rinasce infatti in loro l’entusiasmo della fede, l’amore per la comunità, il bisogno di comunicare la Buona Notizia. L’esperienza dei discepoli ci invita a riflettere sul senso della Pasqua per noi. Il Tempo pasquale sia per tutti noi l’occasione propizia per riscoprire con gioia ed entusiasmo le sorgenti della fede, la presenza del Risorto tra di noi. Si tratta di compiere lo stesso itinerario che Gesù fece fare ai due discepoli di Emmaus, attraverso la riscoperta della Parola di Dio e dell’Eucaristia.
DON CESARE
Incontro prenatalizio del Gruppo Mamme e Bambini
di San Nicola a Stäfa 4-7 Incontri prenatalizi
Riscopriamo la Quaresima
La Quaresima è un cammino di preghiera, penitenza e carità operosa che ci aiuta a rimanere più vicini a Dio, rinnovando la nostra vita. Il Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio del cammino quaresimale. Durante la celebrazione, riceviamo sulle nostre teste le ceneri, simbolo di umiltà e di penitenza. Con questo gesto, siamo invitati a ricordare la nostra fragilità e a metterci in cammino verso la Pasqua con un cuore rinnovato. Pregheremo le Vie Crucis che ci aiuteranno a entrare nel mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù. La Quaresima è tempo di grazia, nella misura in cui ci mettiamo in ascolto più frequente e assiduo della Parola di Dio. L’adorazione eucaristica, insieme alla catechesi quaresimale, l’incontro biblico e la condivisione sulla Parola di Dio nei gruppi di preghiera dei vari centri della nostra Missione potranno rendere la Quaresima fruttuosa e carica di luce nel cammino verso la Pasqua. Potete trovare i nostri appuntamenti nell’agenda accanto oppure sul nostro sito web. Buon cammino a tutti!
LA SETTIMANA SANTA
Sabato 28 marzo Santa Messa con la benedizione dell’ulivo ore 18.00 a Wald ZH
Domenica delle Palme 29 marzo Sante Messe con la benedizione dell’ulivo: ore 09.00 Rüti-Tann, 11.00 Stäfa e 18.00 a Erlenbach
Giovedì Santo 2 aprile, ore 19.00
S. Messa nella Cena del Signore a Stäfa
Venerdì Santo 3 aprile, ore 18.00
Via Crucis a Hombrechtikon
Sabato Santo 4 aprile, ore 21.00
Solenne Veglia Pasquale a Uetikon am See Domenica di Pasqua 5 aprile Sante Messe ore 09.00 Rüti-Tann e ore 11.00 a Stäfa
AGENDA
S ANTE MESSE
Mercoledì 18 febbraio, ore 19.00
S. Messa delle Ceneri, a Stäfa
Domenica 1 marzo, ore 11.00
S. Messa con l’Unzione dei malati a Zollikon
Sabato 7 marzo, ore 18.00
S. Messa a Hinwil
Sabato 14 marzo, ore 16.00
S. Messa a Meilen
Domenica 8 marzo, ore 9.00
S. Messa a Rüti-Tann, ore 10.45 a Stäfa
Mercoledì 11 marzo, ore 14.00
S. Messa con l’Unzione dei malati a Stäfa
Domenica 15 marzo, ore 9.00
S. Messa a Rüti-Tann, ore 10.45 a Stäfa
Domenica 22 marzo, ore 9.00
S. Messa a Rüti-Tann
Sabato 28 marzo, ore 18.00
S. Messa a Wald
ATTIVITÀ
DELLA MISSIONE
Sabato 7 febbraio, ore 19.00
Spaghettata e tombola, a Stäfa
Giovedì 5 marzo, ore 14.00
Via Crucis, a Rüti-Tann
Lunedì 9 marzo, ore 19.30
Adorazione eucaristica, a Hombrechtikon
Mercoledì 11 marzo, ore 14.00
Incontro mamme e bambini, a Stäfa
Venerdì 13 marzo, ore 14.30
Incontro terza età, a Wald
Martedì 17 marzo, ore 19.00
Incontro biblico, a Erlenbach
Giovedì 9 aprile, ore 14.00
Incontro terza età, a Rüti-Tann
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Decorazione quaresimale a Stäfa
Verso il matrimonio: un cammino di incontro
Educare significa creare spazi di incontro capaci di generare domande e scelte di vita. In questa prospettiva si colloca il corso prematrimoniale parrocchiale di Zurigo, un percorso di formazione umana e spirituale in cui la preparazione al sacramento del matrimonio diventa occasione per costruire relazioni autentiche nel contesto dell’emigrazione.
Quando si parla di educazione, il pensiero corre spesso alla scuola. Eppure, essa prende forma soprattutto nelle relazioni e nelle esperienze che segnano il cammino personale. È in questo orizzonte che si inserisce l’educazione parrocchiale: discreta e paziente, ma capace di incidere in profondità nelle scelte di vita.
Un cammino di preparazione e responsabilità
Da tre anni, uno dei luoghi in cui questa educazione si rende concreta è il percorso prematrimoniale. Ogni anno, a ridosso di San Valentino, giovani coppie si ritrovano per un fine settimana di ascolto e confronto. Non si tratta di adempiere a un obbligo formale, ma di vivere un’autentica preparazione al matrimonio come scoperta della vita condivisa e della responsabilità reciproca. La dimensione spirituale è il cuore del cammino. Il matrimonio sacramentale non è un accordo privato, ma
una risposta a una chiamata di Dio. Nel dialogo con il sacerdote, i fidanzati riscoprono la fede come fondamento della vita coniugale, non come elemento accessorio.
Fede, umanità e vita comunitaria
Accanto alla spiritualità, trova spazio l’educazione umana. L’incontro con lo psicologo aiuta a guardare con realismo alla relazione, affrontando temi essenziali come la comunicazione, i conflitti e le aspettative. Ne emerge una visione dell’amore come scelta quotidiana che richiede maturità, rispetto e impegno. Nel contesto di Zurigo, segnato spesso da relazioni frammentate, il corso diventa anche luogo di comunità. Le testimonianze di famiglie e i momenti di convivialità trasformano i contenuti in esperienza concreta e favoriscono legami che spesso continuano nel tempo. Il percorso si conclude con la celebrazione eucaristica, durante la quale le coppie vengono presentate alla comunità: un gesto semplice ma eloquente, perché il matrimonio nasce nella Chiesa e per la Chiesa. I fidanzati non escono con un attestato, ma con un’esperienza che lascia un segno nel loro cammino futuro.
DON ARKADIUSZ PIETRZAK
L’amore che prende forma
Nuovo corso di teologia
La Missione Cattolica di Zurigo è lieta di invitare la comunità al nuovo corso di teologia cattolica, interamente in lingua italiana, promosso in collaborazione con l’Institut Thérèse von Lisieux di Basilea e il Reuss-Institut di Lucerna.
Si tratta di un percorso pensato per offrire una formazione teologica solida e accessibile, capace di
accompagnare la vita di fede dei cattolici delle nostre missioni, giovani e adulti, nel contesto concreto dell’emigrazione. Il corso sarà guidato da Don Fulvio Gamba, docente di teologia dogmatica e parroco della Parrocchia Don Bosco, che accompagnerà i partecipanti in un cammino teologico e culturale attento alla tradizione della Chiesa e alle domande dell’uomo di oggi. Lo
studio e l’approfondimento saranno affiancati da momenti di confronto e di condivisione fraterna, vissuti alla luce della Parola di Dio, del Magistero e della storia delle nostre comunità. Questo percorso vuole essere un’occasione per riscoprire la bellezza del pensiero cristiano e lasciarsi nuovamente affascinare dal mistero di Cristo, centro della fede e della vita della Chiesa.
IMPRESSUM
Si prega di rivolgersi all’Unità Pastorale competente.
Modalità e informazioni
Il percorso è suddiviso in quattro moduli, ciascuno composto da sei lezioni.
Gli incontri si svolgono il lunedì dalle 18.45 alle 20.15, nelle date del 9 marzo, 13 aprile, 4 e 18 maggio, 29 giugno e 6 luglio.
Iscrizioni presso la segreteria della Missione: segreteria@mcli.ch, tel. 044 246 76 46.
Contributo di partecipazione: Fr. 50.– a modulo, per persona.
Casa editrice Chiesa cattolica nel Cantone di Zurigo Hirschengraben 66, 8001 Zurigo 044 266 12 12, www.mcli.ch
Apparizione 4× all’anno
Redazione edizione 1/2026
MCLI Don Bosco
Adesione
La pubblicazione viene inviata a tutti i membri delle Unità Pastorali italiane