Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DCB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano - Contiene I.R. e I.P.
ISSN 2532 - 5671
FEBBRAIO 2020 - N°106
T E NDE N Z E E AT T UA L I TÀ DE L L A DIS T RIBUZ IONE E DIL E
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ANNO 13 - NUMERO 106 FEBBRAIO 2020
Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore Srl Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. +039 02 47761275 r.a. info@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino virginia@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Roberto Anghinoni, Valentina Anghinoni, Roberto Bolici, Alberto Bubbio, Marco Buschi, Giacomo Casarin, Federico Della Puppa, Palmiro Fronte, Dario Imparato (fotografo), Ludovico Lucchi, Selene Maestri (fotografa) Federico Mombarone, Veronica Monaco, Andrea Payaro, Giuseppe Rossi, Franco Saro, Cristiano Vassanelli Impaginazione e grafica Layout and graphics Raffaella Sesia Youtrade è media partner esclusivo per il settore rivendita e materiali per l’edilizia di
Supporto Tecnico / Technical Support Enrico Adinolfi • Dec Luca Berardo • Casa Oikos Massimo Bussola • BigMat Claudio Cammi • Cammi Stefano Colombino • Gruppo Uniedil Andrea Cammi • Centredil Franco Nessi • Eternedile Claudio Troni • Gruppo Made Cristian Zanni • Gruppo Edilcom Ufficio commerciale - Vendita Spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising Spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano Tel. +039 02 47761275 - cell. 340 1761951 info@vgambinoeditore.it Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo € 48,00 - Estero annuo € 70,00 (compresi numeri speciali) Copia singola € 5,00. Numeri speciali copia singola €15,00. Per abbonarsi è possibile sottoscrivere l’abbonamento online al link youtradeweb.com/category/abbonati/ oppure, fare richiesta a abbonamenti@vgambinoeditore.it o telefonando al numero 02 47761275 Stampa / Printing ALCIONE Lavis - Trento
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Sommario febbraio Rubriche 15 Editoriale La deregulation per l'edilizia non diventi un boomerang 16 Econauta Il senso dell’edilizia per il clima 16 Chiacchiere di condominio Chiedere al giudice prima di bloccare il moroso 17 L'avvocato Spese, vincono i contabilizzatori 18 I fatti nostri Il futuro che possiamo costruire 20 Facciamo i conti Prezzi di vendita e marginalità d'impresa 22 Digital News 24 Seggiole & Poltrone Attualità 26 Bonus facciate Anche al cappotto il 90% di sconto 30 Scontrino elettronico Tutti connessi con il fisco 34 Marketing Perché profilare il vostro cliente 39 54 56
Rivendite Dossier Canton Ticino Ma la Svizzera è a rischio bolla? Distribuzione Il consorzio? È Ideale I ferri del mestiere C'è un effetto Greta nella distribuzione edile?
30 Che cosa cambia con lo scontrino elettronico
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La distribuzione edile nel Canton Ticino
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Focus Klimahouse Fiera di Bolzano Quanto è green la nuova edilizia Il bilancio L'economia circolare comincia a circolare I protagonisti Tutte le novità dell'edilizia verde Italcementi Cam, adesso l'Italia può dare l'esempio
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Storia di copertina Tecnasfalti Isolmant Il futuro parte dai giovani
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Imprese Knauf La rivoluzione della leggerezza Muoviamoci Ok all'e-commerce, ma attenti ai resi Come si fa Affari fuori porta (del cliente)
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Speciale colore Il mercato Sfumatura rosa per le vendite 2020 Cap Arreghini Sempre più verdi con stile e design Mapei Arcobaleno in periferia San Marco Velocissime sfumature Fassa Bortolo Sfide d'arte per pittori doc Boero Ridisegnamo lo stile italiano Ard-Raccanello Il 2020 sarà dipinto di rosa Röfix La facciata diventa 3D
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Speciale macchine e attrezzature Il mercato Si mette in moto la sostenibilità Gruppo Braga Casseforme al vertice Kapriol La sicurezza che si fa vedere Messersì Tanta compattezza per l'edilizia green Brevetti Montolit Tante novità e 500 prodotti Jbc Una vita verde per gli escavatori Revelin Facili e low cost per mini cantieri
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Youtrade Casa Outdoor, l'altra parte della vita Luxurygoods Zapping Hi-tech
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59 116 Klimahouse, parlano i protagonisti della fiera green
Sicurezza e motori elettrici
XIII convegno nazionale youtrade
UN RUOLO DA REGISTA PER LA DISTRIBUZIONE EDILE Distributori di materiali edili al centro della filiera delle costruzioni. Ruoterà attorno a questo concetto il prossimo Convegno nazionale YouTrade, in programma il 15 ottobre al Palexpo di Verona, nell’ambito della Fiera del Condominio. Le rivendite specializzate nel settore dell’edilizia, infatti, continueranno anche nei prossimi anni a ricoprire un ruolo fondamentale tra produttori e utilizzatori. Le analisi di mercato, infatti, ganno riscoperto il ruolo fondamentale del punto vendita di prossimità. Ma l’evoluzione della tecnologia e la necessità anche di agire su un mercato omnicanale hanno spostato gli equilibri, con il rischio di marginalizzare la tradizionale attività commerciale. Per questo le imprese della distribuzione devono imparare a ricoprire meglio il ruolo da registi di centrocampo. Non solo, insomma, semplici espositori-rivenditori di materiali, ma partner consapevoli e adeguati alle nuove richieste dei clienti, in una logica che vede assottigliarsi sempre di più la differenza tra utente professionale e semplice privato. Stretti tra grande distribuzione e necessità di confrontarsi con il fenomeno e-commerce, le imprese della distribuzione dovranno quindi dotarsi degli strumenti adeguati per agire come protagonisti e non solo da semplici intermediari. Durante il prossimo Convegno nazionale YouTrade queste tematiche saranno approfondite da esperti, con l’ausilio di una ricerca statistica condotta in esclusiva tra gli operatori del settore.
APPUNTAMENTO IL 15 OTTOBRE 2020, ORE 9.30 Fiera di Verona - Palaexpo Viale del lavoro, 8 - ingresso A1
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E d it or i a l e
La deregulation per l'edilizia non diventi un boomerang
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on è vero che in Italia nulla si muove. Ed è altrettanto sbagliato pensare che i governi non si ricordino del settore delle costruzioni. Lo fanno. Solo che, spesso, il risultato è un pasticcio. L’ultimo in ordine di tempo, ma solo per quanto riguarda le polemiche connesse, è il decreto legge cosiddetto del Fare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e quindi convertito in legge il 20 agosto 2013. Sette anni fa. L’intento della legge era nobile: semplificare il panorama fiscale e lavorativo per rilanciare l'economia. In questo decreto, però, è spuntata una norma che è emersa solo adesso, nascosta tra le pieghe di commi e rimandi ad altre leggi. Si tratta dell'articolo che liberalizza «l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee». Tradotta in pratica, secondo gli ambientalisti che hanno lanciato l’allarme, la norma significa che si potranno trasformare in edifici regolari le case mobili o le mobile house, e questo anche in aree vincolate paesaggisticamente e di pregio naturalistico. Il tutto senza necessità di permesso di costruire. Per la verità, in pochi si erano accorti della porta aperta dalla legge. Neppure l’Ance. Che, però, ora ha preso atto del pasticcio: «Possiamo dire che in generale la nostra associazione è sempre stata contraria a qualunque scorciatoia o legge volta a favorire pratiche di condono o abusivismo. Se questa legge dovesse rivelarsi una deregulation delle regole fin qui esistite, l'Ance si schiererà contro», ha spiegato un portavoce. Certo, la sorpresa ha una spiegazione: a prima vista, infatti, la cancellazione di vincoli nel settore, a volte esageratamente severi, era sembrata comunque una scelta positiva. Ma in questo caso bisogna considerare le conseguenze. A partire dalla considerazione che un immobile ha un valore che è determinato non solo dalla tipologia di fabbricato, ma anche dell’ambiente nel quale si inserisce. Per esempio, un edificio nuovo che all’improvviso si trovasse di fianco un’enorme roulotte utilizzata come abitazione, di sicuro non in classe A, non sarebbe certo valorizzato. La norma, inoltre, potrebbe favorire la stabilizzazione di campi nomadi, con roulotte saldamente ancorate al suolo, aree trasformate in quartieri inamovibili come gli slum indiani. C’è, infine, un problema paesaggistico, come denunciato da Italia Nostra: per esempio, un campeggio che trasforma le strutture mobili in insediamenti fissi può peggiorare l’aspetto complessivo di un’area balneare o di interesse turistico. E questo si tradurrebbe in un danno economico per tutta la comunità. In questo caso, insomma, dalla semplificazione l’edilizia ha tutto da perdere. Costruire va bene, ma bisogna farlo in modo responsabile. Il rispetto del paesaggio, l'utilizzo di materiali adeguati per favorire il risparmio energetico, la scelta di seguire criteri antistimici nella progettazione, sono i veri valori per chi lavora nell'edilizia. Stracciare norme, insomma, non serve se porta confusione e al rischio di creare bidonville alle periferie delle città.
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E C O N A U TA
Il senso dell’edilizia per il clima
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uanto costa il cambiamento climatico? Chi non è un negazionista integrale, è conscio che il clima sta cambiando velocemente. E che questo mutamento epocale, con tutta probabilità, è connesso con il veloce consumo di risorse da parte dell’uomo. È la conseguenza di quello che è stato battezzato antropocene. Ma, appunto, qual è il costo del cambiamento climatico? Tra inondazioni, Venezia sommersa, uragani sempre più violenti, tropicalizzazione delle zone temperate, desertificazione di intere regioni, l’argomento è fondamentale per il mondo dell’edilizia, chiamato a proporre edifici che sappiano resistere a super caldo, super freddo, super pioggia, super vento. Al tema la rivista scientifica Lancet pubblica ogni anno un report: «Lancet Countdown on health and climate change». L’obiettivo è quantificare e monitorare le conseguenze del riscaldamento globale, salute del genere umano compresa. Risultato: i costi del cambiamento climatico sono diversi e molti non sono percepiti. Per esempio, buona parte dei danni provocati da eventi estremi è coperta da assicurazioni private nei Paesi sviluppati, ma in Sud America o Sud-Est asiatico, un disastro genera a cascata nuova disuguaglianza socio-economica. Anche nei Paesi sviluppati, in ogni caso, ci sono aspetti che non sempre sono visti per quello che sono, come per il particolato delle polveri sottili. Questo inquinamento, che nella maggior
parte è prodotto dagli impianti di riscaldamento degli edifici, ha forti costi in termini di salute. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, le polveri sottili provocano nel mondo 2,9 milioni di morti premature all’anno. Il dato fa riflettere innanzitutto per l’aspetto umano. Ma, accanto al costo di vite, non bisogna dimenticare l’aspetto venale. Considerando che, in media, il valore statistico di una vita umana è di circa 50 mila dollari, il costo è di circa 5 miliardi di euro all’anno. Se, però, conteggiassimo le morti causate dall’inquinamento con parametri occidentali, il dato sarebbe diverso. Per l’economista William Viscusi dell’Università Vanderblit (Usa), in Italia il valore di una vita è calcolato a 4,71 milioni di euro. Molto più dei 50 mila dollari, anche se meno rispetto alle Bermuda, dove ogni residente «vale» 15,5 milioni, ma sempre meglio che in Burundi, dove si scende a 45 mila dollari. Ridurre le morti da inquinamento, insomma, ha un valore anche economico oltre che umano e sociale. E in questa partita a scacchi con la morte l’edilizia può giocare dalla parte della vita. Federico Mombarone Giornalista
CHIACCHIERE DI CONDOMINIO
Chiedere al giudice prima di bloccare il moroso
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a Riforma del 2012 contempla la possibilità per l’amministratore di sospendere il condòmino moroso dalla fruizione dei servizi comuni. Due sono i presupposti necessari per poter procedere al distacco: una morosità del condòmino, protratta per un semestre e la possibilità del godimento separato dei servizi che si intendono sospendere. Secondo quanto stabilito dalla normativa, l’amministratore ha semplicemente la facoltà di sospensione, e non un obbligo, a meno che non sia imposto dall’assemblea, che può deliberare le modalità di sospensione della fornitura. A seguito della riforma del condominio, non è più necessario che l’amministratore agisca soltanto in presenza di una espressa autorizzazione contenuta nel regolamento. Seppure la normativa preveda, in linea di principio, il potere di sospensione in capo all’amministratore, tale facoltà non è assoluta e discrezionalmente esercitabile dal rappresentante del condominio. È, infatti, opportuno rivolgersi all’autorità giudiziaria per ottenere l’autorizzazione alla sospensione dei servizi. La mancata preventiva domanda all’autorità giudiziaria potrebbe esporre l’amministratore a una responsabilità penale, con ipotesi il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La circostanza trova conferma in una pronuncia della Suprema Corte (47276/2015), che ha condannato l’amministratore di un residence (equiparato a quello di condominio) che aveva autonomamente sospeso il servizio della fornitura di energia elettrica ad un condòmino moroso. Pertanto, onde evitare tale situazione, l’amministratore dovrà preventivamente rivolgersi all’autorità giudiziaria chiedendo l’emissione di un provvedimento d’urgenza ex articolo 700 Codice di procedura civile, che tuttavia, potrebbe anche non trovare accoglimento. Palmiro Fronte Coordinatore scientifico Safoa
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L’AV V O C ATO
Spese, vincono i contabilizzatori
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on l’ordinanza 28282 del 4 novembre 2019, la Cassazione ha affermato il principio di diritto per cui in condominio l’adozione di un sistema di contabilizzazione del calore impone il riparto delle spese del riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, con conseguente illegittimità della suddivisione, anche parziale, di tali spese in base ai valori millesimali delle singole unità immobiliari. Risultano irrilevanti anche altri criteri di riparto, come quelli dettati da una delibera di giunta regionale, che in quanto atto amministrativo è inidonea a incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio. La Suprema Corte ha affrontato la questione dopo che un condomino aveva agito in giudizio, al Tribunale di Milano, per ottenere la declaratoria di nullità della delibera assembleare con cui era stato disposto il riparto delle spese di riscaldamento al 50% in base al consumo conteggiato, e per il restante 50% in base alla tabella millesimale. Il condomino lamentava che il riparto non fosse conforme alla delibera della Giunta Regionale della Lombardia n. IX/2601 del 30 novembre 2011, né alla normativa di attuazione contenuta nel Regolamento Uni Cti 10200, richiamata dalla Giunta regionale. Secondo il condomino, poiché il condominio si era dotato di un sistema di contabilizzazione autonomo del calore per le singole unità immobiliari, l’imputazione per millesimi avrebbe quindi dovuto riguardare solo la spesa generale di manutenzione dell’impianto e la quota di combustibile non direttamente imputabile (perché legata alla dispersione termica dell’edificio), mentre la residua parte avrebbe dovuto suddividersi in base ai consumi effettivamente registrati. Dopo essere stato soccombente in entrambi i gradi del giudizio di merito, il condomino è ricorso in Cassazione. Per la delibera della Giunta Regionale del 30 novembre 2011, infatti, prevede la suddivisione delle spese inerenti alla climatizzazione invernale prodotta in modo centralizzato in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia utile e ai costi generali di manutenzione dell’impianto, secondo percentuali concor-
date. La quota da suddividere in base ai millesimi di proprietà non può comunque superare il limite massimo del 50%) e, in secondo luogo, la violazione dell’articolo 10.2, decimo periodo, della citata Delibera Regionale. La Corte ha escluso che una norma regionale possa incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio, regolando i criteri di riparto degli oneri di contribuzione gravanti sui singoli condomini e modificando la portata di diritti ed obblighi spettanti ai comproprietari in base alla legge statale o a convenzioni negoziali. Men che meno, secondo la Corte, una delibera della Giunta regionale può incidere sui criteri di ripartizione degli oneri di riscaldamento. Analogamente, non ha valore cogente la norma Uni 10200, richiamata dalla delibera regionale, trattandosi di specifiche tecniche a base unicamente volontaria e posto che comunque, in materia condominiale, eventuali criteri di riparto delle spese, in deroga rispetto a quelli stabiliti per legge, richiedono la necessaria approvazione unanime da parte di tutti i condomini. Fatte queste premesse, la Corte afferma che la ripartizione delle spese del riscaldamento centralizzato in misura proporzionale ai millesimi di proprietà è possibile solo in assenza di sistemi di misurazione del calore erogato che consentono di ripartirle in base all’uso, precisando che il riparto delle spese di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato era peraltro già previsto all’art. 2, quinto comma della L. n. 10/1991, che costituisce applicazione particolare del più generale principio previsto dall’articolo 1123 secondo comma del Codice civile. Ludovico Lucchi del Foro di Milano, lucchi@studiolucchi.eu
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I FAT T I N O S T R I
Il futuro che possiamo costruire
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artiamo da due considerazioni: “la crisi delle costruzioni è la crisi dell’economia italiana?” (Cresme); “quella delle costruzioni è una crescita che non si sente” (Ance). Dopo una decina di anni, nonostante l'andamento congiunturale del nostro settore sia oggettivamente migliorato, due dei più influenti punti di riferimento del nostro elucubrare si ritrovano a parlare di crisi, e qualche motivo ci sarà. Eppure, i dati che circolano non sono poi così catastrofici: prodotti in acciaio per le costruzioni (+25,8%), macchine per edilizia (+13,1%), chimica per edilizia (+4,8%), serramenti (+1,6%), climatizzazione (+4,9%), cemento (+5,9%), sanitari e rubinetteria (+1,2%). L'unico settore non in attivo è quello delle piastrelle (-2,9%, ma in crescita nel 2019). A ciò aggiungiamo che la distribuzione edile dovrebbe veleggiare intorno al +4,8% (solo quattro o cinque anni fa questi numeri ce li sognavamo), e quella idrotermosanitaria, in crescita costante da qualche anno, è intorno al +4%. Possiamo dunque parlare di crisi delle costruzioni? Possiamo confermare che la crescita, magari oggettivamente non stratosferica, non si senta? Ciò che probabilmente non è ancora chiaro, o ben digerito, è che certe percentuali di crescita non le vedremo più per un bel pezzo. Quei tempi sono finiti, forse per sempre, ed è necessario creare attese e obiettivi realmente perseguibili. Di più: agli obiettivi a breve termine dobbiamo cercare di affiancare quelli di prospettiva, gli unici che ci possono dare un po' di coraggio e di stimoli per fare le cose. Del resto, la recente Congiunturale dell'Ance, su base Istat, è quanto mai esplicita: nel 2019 il valore degli investimenti in costruzioni è cresciuto del 2,3%, facendo meglio dei due anni precedenti. Per quest'anno si prevede però un calo di circa mezzo punto percentuale. Ancora: sono lustri che osserviamo come la ristrutturazione sia diventata l'ancora di salvezza per non poche aziende dell'intera filiera, l'unico comparto
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che anche negli anni più difficili ha sempre mantenuto il segno più. Ma lo scorso anno questo corroborante settore della produzione ha raggranellato un incremento dell'1,5%, dopo un paio di anni, sempre positivi, ma con crescita sotto l'1%. Veniamo quindi al punto: è un problema di numeri o di percezione? La manutenzione straordinaria, nel 2019 ha raggiunto il 36,5% del valore degli investimenti in costruzioni (per il settore dell'edilizia molto fa anche la manutenzione ordinaria, e qui numeri certi
In un momento congiunturale abbastanza favorevole, rispetto al recente passato, si fa ancora fatica a non farsi condizionare dall'idea della crisi. Non ci sono i grandi numeri e questo lo sapevamo, ma le prospettive, soprattutto per la distribuzione edile, non mancano ce ne sono pochi). Il nuovo ne rappresenta il 13,5%. La ristrutturazione si conferma quindi il primo mercato eppure, nella sua storia ultra decennale, le percentuali di crescita sono sempre state modeste. Modeste ma continue, e alla fine i conti tornano. Il tema è dunque quello della continuità, ovvero, il poter ragionare (e investire) in prospettiva. Un paio di anni fa, il mercato del nuovo
aveva dato segnali incoraggianti, ma la curva ha smesso presto di salire e ora è piuttosto lineare. Il settore delle costruzioni galleggia in un mare decisamente mosso, e si sa che le onde si alzano e scendono in continuazione. Non abbiamo molti punti di riferimento per ragionare in prospettiva, a meno di non considerare il mercato per quello che realmente è. Il miglioramento dell'“ambiente costruito”, come lo definisce il Cresme, è certamente una valida traccia, sostenuta dai benefici fiscali che continuano a sorreggere la ristrutturazione. Possiamo quindi pensare che la manutenzione continuerà a essere per anni il mercato di riferimento, e ciò se da una parte è un bene perché assicura un minimo sindacale di lavoro, dall'altra parte racconta di come sia difficile oggi individuare alternative sostanziose. La crisi ha offerto a molti la possibilità di costruire un nuovo mercato, ma in troppi casi questa opportunità è andata sprecata, e anche la distribuzione edile qualche responsabilità ce l'ha. Siamo comunque in un ambiente congiunturale generalmente positivo anche se una crescita degna di questo nome si avverte poco o niente. Ma, soprattutto per certi comparti merceologici come la distribuzione edile, le prospettive non mi sembrano scarse o poco interessanti. L'orientamento verso il miglioramento della qualità dell'abitare è un indicatore importante e probabilmente per ottenere buoni risultati basterebbe guardare questo mercato in una diversa prospettiva, attuando progetti dedicati alla specializzazione e all'unione delle competenze, pensando a nuove attività da condividere, soprattutto mettendo in campo un impegno coerente verso i mercati emergenti. di Roberto Anghinoni Giornalista F e b b r a i o
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FA C C I A M O I C O N T I
Prezzi di vendita e marginalità d'impresa
la formula 1/1-margine obiettivo (in questo secondo esempio: 1/ 1-0,20). E, quindi, 1 /0,80, che come risultato genera un moltiplicatore per il costo della merce con una ricarica di 1,25. Pertanto, il prezzo di vendita se desidero avere una marginalità del 20 % dovrà essere: 350 euro * 1,25 = 437,5 euro
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el numero di dicembre di YouTrade si era sottolineato come il «tradizionale mito del fatturato» fosse ormai superato e come risultasse anche pericoloso. Si era sottolineata anche la centralità di difendere o incrementare la marginalità dei prodotti. Certo, salvaguardando il fatto che fatturato e margini sono effettivi solo se c’è l’incasso dal cliente. In alcuni casi, quindi, può essere interessante procedere nelle vendite ad una valutazione del solo fatturato incassato e su questo orientare l’azione di agenti e forza vendita. Ma non basta, bisogna orientare i listini e determinare i prezzi di vendita. La formula ideale per fare quest’operazione è quella che prevede un mark-up% desiderato (obiettivo) sul costo della merce venduta. Si può calcolare così: il prezzo di vendita di un prodotto come prodotto del mark-up desiderato (1/1-m di interm.) per il costo di acquisto del prodotto del quale si vuole determinare
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il prezzo: Prezzo = ______1______ 1 – m.di inter. %
* Costo di acquisto del singolo prodotto
Un esempio consente subito di cogliere queste relazioni: se si ha un prodotto il cui costo di acquisto è 350 euro e si desidera conseguire una marginalità obiettivo del 26%, sarà sufficiente per determinare il prezzo calcolare il mark-up% dato da: 1/1-margine obiettivo (nel nostro esempio 1/ 1-0,26). E, quindi, 1 /0,74 che come risultato da un moltiplicatore per il costo della merce con una ricarica di 1,35. Pertanto, il prezzo di vendita se desidero avere una marginalità del 26% dovrà essere 350 euro * 1,35 = 472,9 euro Se, invece, ci si accontentasse del 20% di marginalità, il prezzo diventerebbe:
Se, poi, arriva un concorrente con un prezzo molto competitivo, potrebbe essere interessante determinare il limite inferiore del mio prezzo di vendita, quello sotto il quale non si è disposti a scendere e che convenzionalmente potrebbe essere quello che dà una marginalità almeno del 10%. In questo caso, il limite inferiore invalicabile del prezzo di vendita potrebbe essere sempre calcolato con questa formula 1/1-margine obiettivo. In questo terzo caso: 1/ 1-0,10 (e, quindi, 1 /0,90) che, come risultato, genera un moltiplicatore per il costo della merce con una ricarica di 1,11. Pertanto, il prezzo di vendita, se desidero avere una marginalità almeno del 10%, dovrà essere: 350 euro * 1,11 = 388,5 euro Si desidera evidenziare a riprova dei calcoli effettuati che in quest’ultimo caso, come nei precedenti: Prezzo di vendita – Costo di acquisto del Prodotto= Margine di intermediazione e che: Margine di intermediazione/ Prezzo di vendita *100 consente di determinare la marginalità di quel prodotto al prezzo prescelto. YO U T R A D E
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Per cui, nel primo dei nostri esempi: il prezzo di vendita era 472,9 euro il costo del prodotto 350 euro Per cui: margine di intermediazione= 472,9 euro - 350 euro margine di intermediazione = 122,9 euro che in percentuale sul prezzo di vendita (472,5 euro) evidenzia una marginalità come quella desiderata del 26%. Con questa impostazione si possono fare una pluralità di riflessioni. Ed è manovrando, per quanto possibile, anche la leva prezzo si può contribuire a non penalizzare la redditività della propria impresa. Ma tutto questo non basta: bisogna mano-
vrare gli impieghi di risorse finanziarie, in particolare spazi fisici di uffici e magazzini, crediti e magazzini fisici della merce. È dalla marginalità delle vendite e dalla capacità di gestire in modo efficace gli impieghi di risorse finanziarie che dipenderà la redditività di un’impresa.
di Alberto Bubbio Alberto Bubbio è senior professor di Economia Aziendale presso l’Università Cattaneo Liuc di Castellanza (Va), dove è titolare di due insegnamenti: Programmazione e Controllo e Sistemi di contabilità direzionale (Misurazione delle performance aziendali). Per più di quindici
anni è stato docente nel corso di laurea in Economia Aziendale presso l’università Bocconi, dove ha anche svolto attività di coordinamento e di didattica presso La Scuola di Direzione Aziendale (Sda). È socio fondatore e partner di Dimensione Controllo Srl, società di consulenza direzionale che da più di 30 anni è al servizio delle imprese clienti per assisterle nella progettazione e realizzazione di efficaci sistemi di pianificazione e controllo. Da due anni è Principal Editor di Manage-mind, una piattaforma per manager attraverso la quale trovare idee e suggerimenti per una più efficace gestione di impresa.
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Arriva un vademecum per le ricariche elettriche private e condominiali. Oltre a sintetizzare le principali funzionalità e caratteristiche di una vettura a motore elettrico, il vademecum descrive le modalità di ricarica in condomionio. E cioè Modo 2, attraverso la spina Schuko, con le colonnine in corrente alternata (Modo 3) o con le colonnine a corrente continua (Modo 4). (casacondominio.net)
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CALCESTRUZZO, PRIMO TOOL MAPEI Un nuovo strumento digitale di Mapei permette di definire la corretta prescrizione da adottare per l’impiego di calcestruzzi nelle più moderne opere strutturali. È il primo tool del suo genere, in accordo alle norme tecniche per le costruzioni 2018, e fornisce un ottimo supporto ai professionisti e agli operatori del settore nel determinare la soluzione ideale da adottare, rispondente alle prestazioni richieste dalle diverse casistiche di progettazioni strutturali civili e industriali. La strumentazione fa riferimento alle principali normative in materia di costruzioni e calcestruzzo. (youbuildweb.it)
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seggiole & poltrone MONARO DIRETTORE VENDITE E MARKETING DI FISCHER ITALIA
stratore delegato. In precedenza ricopriva il ruolo di Business Unit Director Italy and East Adriatic nell’azienda danese specializzata in prodotti di lana di roccia, dopo essere stato responsabile per l’area Italia e Grecia e, prima ancora, marketing manager. Migliavacca ha una laurea in Ingegneria gestionale conseguita al Politecnico di Milano.
MIRABELLA NUOVO COUNTRY MANAGER DI BETTE Mauro Monaro è il nuovo direttore vendite e marketing di fischer Italia. La branch italiana del Gruppo fischer, multinazionale leader nei sistemi di fissaggio, ha sede a Padova dove produce e commercializza migliaia di tasselli. Monaro è entrato nella filiale italiana nel 2007 e ha maturato una profonda conoscenza del prodotto, del mercato e delle logiche commerciali. Nel 2009 è diventato responsabile Diy e nel 2016 ha aggiunto a questo ruolo anche la responsabilità delle divisioni Trade, Oem ed Export.
Giorgio Mirabella è il nuovo country manager di Bette, azienda tedesca specializzata in elementi per il bagno di elevata qualità.
MIGLIAVACCA AMMINISTRATORE DELEGATO IN ROCKWOOL
Siciliano, 42 anni, il manager riporta direttamente a Mirko Zerbian, International Regional Sales Manager dell’azienda. Mirabella è entrato in Bette da Glass 1989 con una significativa esperienza nell’ecosistema commerciale dei clienti e delle agenzie
Paolo Migliavacca sale un gradino in Rockwool Italia, dove diventa ammini-
di rappresentanza, portando la sua competenza nelle dinamiche del settore idrotermosanitario. Laureato in Lingue Straniere a Padova, con Master in Marketing e Business Communication all’Accademia di Comunicazione di Milano, Mirabella ha iniziato la sua esperienza come marketing & communication specialist nel settore hotellerie internazionale per poi approdare in Safilo. Il suo ultimo incarico, durato nove anni, è stato nell’azienda di Oderzo Glass 1989, per la quale, in qualità di area manager, ha contribuito allo sviluppo commerciale dell’azienda. Il country manager avrà il compito di guidare l’azienda in un consolidamento della propria presenza nei mercati di riferimento.
AL VERTICE DI JACUZZI ARRIVA TUNSTALL Neil Tunstall è il nuovo Presidente Emea e Asia di Jacuzzi Brands. Il manager sarà responsabile degli indirizzi strategici, della leadership e della profittabilità dei segmenti Spa, Wellness e Bagno. Jacuz-
zi Brands è il leader mondiale nel settore idromassaggio e Spa. In questo ruolo Tunstall dovrà sviluppare il business in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.
SCORZONI AREA SENIOR MANAGER IN SERI PLAST Emiliano Scorzoni diventa senior area manager in Seri Plast. L’azienda si occupa della produzione di materie prime plastiche, recupero e/o smaltimento di scarti industriali e civili e di materie prime secondarie recupero e riciclo di materiale plastico di scarto, di imballaggi in carta e cartone.
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ANCHE IL CAPPOTTO HA IL 90% DI SCONTO
L’Agenzia delle Entrate ha precisato i limiti di applicabilità dell’agevolazione inserita nella legge di Bilancio. Rientrano anche i lavori di risparmio energetico, a patto che siano eseguiti secondo le norme di legge. Ma sono esclusi dal beneficio gli interventi per le superfici interne di Giuseppe Rossi
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conto del 90% anche per il cappotto. Come pubblicato nel numero precedente di YouTrade, la legge di Bilancio proposta dal governo e poi approvata (con modifiche) a fine dicembre, comprende il bonus facciate: un super sconto del 90% disponibile per chi rimette a nuovo la superficie esterna della propria singola unità immobiliare o condominio. Senza limitazioni di spesa. Ma, subito dopo l’approvazione, sono sorti i dubbi sulla reale applicazione dello sconto. Quindi, come da copione, per fare chiarezza è entrata in scena l’Agenzia delle Entrate con due successivi documenti. Il primo, pubblicato online ai primi di gennaio, lasciava ancora molti dubbi. Il secondo, a metà febbraio, ha rimediato alle lacune del primo. Risultato: un mese e mezzo se ne è andato senza che amministratori di condominio o singoli proprietari potessero usufruire del bonus previsto dalla legge. Siamo in Italia. È il caso, comunque, di chiarire i punti che erano in sospeso grazie alle indicazioni dettate dal fisco. I TEMPI DELLO SCONTO Per riassumere: l’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta del 90% delle spese sostenute per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti in determinate zone. A meno di proroghe con la prossima legge di Bilancio, il bonus si esaurirà il 31 dicembre 2020. Importante novità: L’Agenzia delle Entrate specifica anche che sarà da ripartire in dieci quote annuali costanti, da detrarre dalle tasse. Tra le precisazioni delle Entrate c’è anche quella che riguarda la data di inizio e fine lavori: il bonus è scontabile per il 2020. Cioè si calcola per cassa. Tradotto: anche chi ha iniziato i lavori nel 2019 è ammesso allo sconto, purché il pagamento sia effettuato entro l’anno in corso. LE PARTI VISIBILI Oltre alla pittura delle superfici (anche mantenendo lo stesso colore), il bonus è previsto anche per fregi e ornamenti ed è compreso nel recupero o restauro della facciata. Attenzione, però: la circolare n. 2/E del 14 febbraio precisa che il bonus è applicabile solo per gli interventi sull’involucro esterno visibile dell’edificio. Il 90% di sconto è riservato a migliorare la parte anteriore, quella visibile dalla strada dell’edificio e, più in generale, sull’intero perimetro esterno. Quindi, il 90% non vale per le facciate che danno su cortili interni chiusi, non percepibili dall’esterno. Se, però, il cortile è visibile dalla strada, allora il bonus facciate si applica. Bisogna salvare le apparenze, insomma, il resto può continuare F e b b r a i o
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CHI PUÒ ACCEDERE ALL’AGEVOLAZIONE Possono usufruire del super bonus i proprietari di singole unità immobiliari (come ville e piccole palazzine), oppure condomini. Ma non solo: il bonus è esteso a nudi proprietari, titolari di uso o abitazione, usufruttuari, e perfino affittuari (ma con contratto regolare di locazione), leasing, comodato (con permesso del proprietario), familiari dell’intestatario dell’immobile, conviventi, e a chi ha già firmato un semplice compromesso per l’acquisto dell’immobile. Non sarà una pratica molto diffusa, ma anche chi decide il fai-da-te, cioè di ridipingere in proprio la facciata, potrà usufruire dello sconto detraendo le spese dei materiali. Altra novità, che fuga i dubbi interpretativi, riguarda le imprese: anche le imprese possono usufruire del bonus, ma in questo caso lo sconto sarà fatto valere sull’Ires. E le imprese individuali? Così come per le società e gli enti commerciali il fisco terrà conto del criterio di competenza, cioè le spese da imputare al periodo di imposta al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi a cui si riferiscono e dalla data dei pagamenti.
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La destrazione fiscale prevista per porte e finestre
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a essere inguardabile. CHE COSA COMPRENDE Tra i lavori con maxi sconto rientrano quelli per il rinnovo e consolidamento della facciata esterna dell’edificio, inclusa la mera tinteggiatura o pulitura della superficie, e lo stesso vale per i balconi o per eventuali fregi esterni. Sono ammessi al beneficio gli interventi sulle strutture opache della facciata (cioè non le vetrate), su balconi o su ornamenti e fregi. E ancora, sono compresi interventi di lattoneria o edilizia, come lavori sulle grondaie, sui pluviali, sui parapetti, sui cornicioni e su tutte le parti impiantistiche coinvolte perché parte della facciata dell’edificio. Altra buona notizia: sono scontabili al 90% anche le perizie, la progettazione, sopralluoghi, rilascio di certificati di attestazione della prestazione energetica e i ponteggi, Per le finestre, in caso di riparazione o sostituzione senza modifiche di materiali, forma e colori, la detrazione resta invece del 50%. Esclusi dal 90% di sconto anche i portoni.
DOVE SI APPLICA Il bonus non è applicabile ovunque, ma solo nelle zone A e B, individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 dell’allora ministero dei Lavori pubblici. In sostanza, la prima comprende le zone cittadine che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di queste aree, comprese quelle circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi. La zona B, invece, include le altre parti del territorio comunale edificate, anche se solo in parte. Le Entrate specificano che sono «le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq». In generale, comunque, è coperta praticamente tutta la zona edificata di una città. In ogni caso, tutti i Comuni sono tenuti per legge a specificare quali sono le zone A e B: se l’edificio si trova in estrema periferia o è isolato, prima di procedere con il lavori è meglio chiedere. Nelle altre zone, comunque, su parti condominiali rimane comunque la detrazione del 50% prevista per i lavori di ristrutturazione. ANCHE IL CAPPOTTO Super bonus con l’ecobonus? E se, oltre a dipingere la facciata, volete approfittare dell’occasione e applicare il cappotto? Si può? La risposta dell’Agenzia delle Entrate è che si può. Quando i lavori sono profondi, per esempio il rifacimento dell’intonaco supera il 10% della superficie disperdente lorda, possono usufruire dello sconto del 90%. Ovviamente i lavori devono essere davvero volti F e b b r a i o
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Porte d’ingresso sicure e resistenti al risparmio energetico. Per questo devono soddisfare i requisiti del decreto Mise 26 giugno 2015, e cioè le cosiddette Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Ma il 90%, come accennato, vale solo per la superficie esterna visibile. Se il cappotto è collocato all’interno di un cortile, rientra nel classico ecobonus del 65%, che per i condomini sale al 70% o al 75% (anche se l’Agenzia delle Entrate non lo specifica è lecito supporre che rimangano in vigore le norme dello scorso anno) per spese non superiori a 40 mila euro: cifra da moltiplicare per il numero di unità che compongono l’intero edificio condominiale. E sempre, meglio ribadirlo, a patto di soddisfare i criteri relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In buona sostanza: l’intervento di isolamento deve essere valido dal punto di vista tecnico e, con un gioco di parole, non solo di facciata. L’Enea effettuerà i controlli necessari, «secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018». Più precisamente: serve l’acquisizione dell'asseverazione di un tecnico abilitato e dell’Ape, oltre che l’invio all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, della scheda descrittiva degli interventi. E se non sono raggiunti i requisiti richiesti? Si scende di un gradino, ma si può sempre utilizzare il bonus ristrutturazione che prevede uno sconto del 50%. CESSIONE DEL CREDITO Uno dei punti deboli del bonus facciate riguarda il fatto che non è cedibile né può essere oggetto di sconto in fattura. In sostanza, gli incapienti ne sono esclusi, visto che non possono utilizzarlo per abbattere le tasse (che non pagano). Al contrario, per l'ecobonus rimane in vigore la cessione del credito. Ed è previsto lo sconto in fattura per i condomini che facciano interventi di ristrutturazione importante di primo livello (stabiliti dal decreto dello Sviluppo economico 26/06/2015, Linee guida nazionali per la certificazione energetica, per le parti comuni degli edifici condominiali) e con un importo dei lavori che non sia superiore a 200 mila euro. Il condominio, infatti, in questo caso può optare invece del rimborso fiscale nei diversi anni, a un sconto sul corrispettivo dovuto, che sarà anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi. Sarà l’artigiano o l’azienda a farsi poi rimborsare con il credito d’imposta (solo a compensazione) in cinque quote annuali di pari importo. LAVORI NON COMPRESI Gli interventi che non possono essere considerati come facciate e ai quali, quindi, non si può applicare il bonus del 90%, ma sono comunque parte della proprietà immobiliare, continuano a usufruire dello sconto del 50%, quello per i lavori di ristrutturazione. F e b b r a i o
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SCONTRINO ELETTRONICO
TUTTI CONNESSI CON IL FISCO È scattato l’obbligo di adozione del registratore di cassa telematico, che ogni sera trasmette all’Agenzia delle Entrate tutte le transazioni effettuate. Ma fino a giugno per chi ritarda non ci sono sanzioni. La nuova procedura riguarda anche idraulici, elettricisti, manutentori e per chi cambia c’è uno sconto di Giuseppe Rossi
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a gennaio è scattato per tutti i commercianti l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico. Nella categoria interessata rientrano anche artigiani, albergatori, ristoratori, partite Iva al regime dei minimi e forfettari con redditi annui inferiori ai 65 mila euro e tutti quegli operatori economici che emettono ricevute fiscali. E tra le oltre 2 milioni di attività coinvolte ci sono, ovviamente, anche tutte le rivendite di materiali edili, in particolare quelle di piccole dimensioni. PASSAGGIO PREVISTO Va ricordato, infatti, che il passaggio al nuovo sistema era ampiamente previsto, anche perché è già entrato in vigore dal luglio 2019 per altri 200 mila soggetti, cioè quelli che nel 2018 avevano dichiarato un volume d’affari superiore a 400 mila euro. Nonostante il gennaio 2019 fosse stato considerato, in un primo tempo, la data decisiva, le proteste delle categorie avevano convinto il passato governo a posticipare a luglio l’entrata in vigore dello scontrino elettronico per le aziende di maggiori dimensioni, relegando a gennaio 2020 l’estensione a tutti. Ed eccoci qui. FISSO O MOBILE Dato che lo scontrino fiscale riguarda tutti, anche chi lavora al di fuori dal punto vendita, è possibile scegliere tra registratore telematico fisso o portatile. È anche possibile, per i dispositivi più recenti, adattare il registratore di cassa già in uso. Prima di sceglierlo, però, controllate se l’apparecchio rispetta le caratteristiche tecniche stabilite dall’Agenzia delle entrate fin dal 28 ottobre 2016. Il nuovo registratore telematico memorizza ogni singola operazione e, al contempo, emette un documento commerciale come avveniva con il registratore di cassa tradizionale. La differenza è che al momento della chiusura il registratore telematico sigilla elettronicamente il file contenente i dati complessivi dei corrispettivi della giornata lavorativa e trasmette tutto all’Agenzia delle entrate. La connessione a internet, insomma, è necessaria, anche se può essere limitata al momento della chiusura di cassa e all’invio dei dati. LA PROROGA La buona notizia, si fa per dire, è che siamo in Italia. E, quindi, le regole si rispettano, ma senza esagerare. Chi infrange la legge, cioè non è in regola entro la data prevista (1 gennaio 2020), per sei mesi può allegramente infischiarsene. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha posticipato al 30 giugno l’introduzione delle sanzioni per chi non rispetterà l’obbligo. Insomma, l’obbligo c’è, ma chi non si adegua per ora non rischia nulla. Fino a giugno chi non ha ancora attivato i registratori telematici potrà continuare a utilizzare quelli già in uso, ovviamente con
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A t t u a l it à regolari ricevute fiscali, a condizione che trasmetta i dati dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo. LE SANZIONI Attenzione, però: terminata la sospensione, chi non si adegua rischia parecchio. Dal primo luglio la sanzione consiste nel 100% dell’imposta relativa all’importo non documentato, con un minimo di 500 euro. Non solo: per i casi più gravi il commerciante rischia la sospensione della licenza o la revoca di autorizzazione all’esercizio dell’attività. Questa pena massima verrà comminata se nel corso dei prossimi cinque anni saranno contestate quattro distinte violazioni, riferite a giorni diversi.
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Gli euro necessari, in media per cambiare registratore di cassa (ma il 50% si scala dalle tasse)
PERPLESSITÀ Come sempre accade quando sono introdotte nuove prassi, non mancano interrogativi e perplessità, sollevate soprattutto dalla categoria dei commercialisti, che vedono gli automatismi fiscali come fumo negli occhi. Secondo i consiglieri nazionali dell’Ordine dei commercialisti Gilberto Gelosa e Maurizio Postal, l’e-scontrino «è lungi dall’essere un elemento di semplificazione», anche perché rimane «la necessità di far confluire in contabilità i fatti di gestione non rilevanti ai fini Iva, come gli ammortamenti o i costi del personale, e tener conto anche qui della notevole complessità della disciplina, peraltro in continua evoluzione».
MA QUANTO MI COSTA? L’introduzione dello scontrino fiscale ha sollevato anche, era inevitabile, i malumori di chi deve adeguare i propri sistemi di rendicontazione in rivendita. Per alleviare la spesa di chi non ha macchine adeguate, però, c’è un aiutino. Secondo le stime, infatti, per sostituire o aggiornare i registratori di cassa, omologandoli così ai nuovi registratori telematici, gli esercenti hanno dovuto spendere tra gli 800 e i mille euro, ma per fortuna la spesa è in parte ammortizzata da un contributo statale, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50% della cifra investita. In particolare, il contributo arriva a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. CERTIFICATO DI GARANZIA Secondo l’Agenzia delle Entrate il ricambio ha, inoltre, anche un aspetto positivo: con il nuovo sistema gli esercenti non dovranno più tenere il regime dei corrispettivi, conservando le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti. Con i registratori telematici, infatti, il Fisco è in grado di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni effettuate durante il giorno per metterli poi a disposizione degli operatori Iva o dei loro intermediari. L’occhio dell’Agenzia, insomma, entra direttamente in negozio. Inoltre, per non incorrere in sanzioni, la trasmissione dei dati fiscali attraverso i registratori telematici dovrà essere eseguita dagli esercenti nella stessa giornata in cui è stata effettuata la vendita o al massimo entro e non oltre 12 giorni. Sempre secondo l’Agenzia delle Entrate, l’archiviazione dello scontrino elettronico diventerà un vantaggio anche per i consumatori. Il motivo è che con il nuovo regime il cliente non riceve più uno scontrino o una ricevuta, ma un documento commerciale. Attenzione: non è esattamente come ottenere una fattura. Questo tipo di documento, infatti, non ha un valore fiscale, ma può comunque essere utile per far valere la garanzia sul prodotto. Va precisato, però, che questo vantaggio è relativo, dato che per ottenere la garanzia può bastare già l’esibizione del pagamento con un estratto conto. Lo scontrino fiscale, però, può essere utilizzato per essere allegato alla dichiarazione dei redditi nel caso il prodotto possa servire a ottenere eventuali detrazioni fiscali. Per esempio, per i bonus casa. LA LOTTERIA Un capitolo a parte riguarda, infine, la lotteria degli scontrini, sistema che è stato introdotto con successo in diversi Paesi, Cina compresa. In Italia funzionerà? I dubbi non mancano. In ogni caso, a partire da luglio i clienti di un punto commerciale, dando il loro consenso e fornendo il loro codice fiscale, potranno partecipare all’estrazione di premi mensili fino a 10mila euro e di un maxi-premio annuale da 1 milione di euro. Chi vorrà partecipare all’estrazione riceverà 10 biglietti virtuali per ogni euro speso.
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L’importo minimo per questa sorta di gioco è stato fissato, appunto in 1 euro, e questo per incentivare l’emissione dello scontrino anche per piccole somme. GLI OBIETTIVI Ma qual è l’obiettivo della legge che ha introdotto lo scontrino elettronico? Semplice: è una delle tante misure adottate per contrastare l’evasione fiscale dell’Iva. Lo scontrino hi-tech, infatti, si aggiunge alla fatturazione elettronica. La e-fattura, in effetti, è stata un successo: nei primi mesi del 2019 più di 3 milioni di soggetti hanno emesso quasi 700 milioni di fatture elettroniche per un importo complessivo di oltre 1,25 miliardi di euro. Tutti soldi che transitano alla luce del sole fiscale e, soprattutto, con un lavoro di controllo che è demandato a un software, senza possibilità di errori umani o di rallentamenti dovuti a un controllo manuale. Dallo scontrino elettronico il Fisco si aspetta lo stesso risultato, dato che con i nuovi registratori di cassa ha immediatamente a disposizione i dati sulle vendite e quelli relativi al calcolo dell’Iva, con l’idea di prevenire e individuare eventuali evasioni. LA PROCEDURA Come accennato, per l’utilizzo di un registratore di cassa telematico è necessaria una connessione internet. Un dispositivo connesso, però, può essere un problema per chi lavora in mobilità, come un artigiano, un idraulico, un elettricista. In questo caso, al posto di un registratore telematico, chi deve emettere scontrino elettronico potrà utilizzare una procedura web al momento della memorizzazione e generazione del documento commerciale e, quindi, al momento di effettuazione dell’operazione. Ma l’Agenzia delle Entrate prevede che sia possibile ammettere anche un utilizzo combinato di entrambi gli strumenti: per esempio, se chi emette l’e-scontrino ha installato un registratore telematico in un punto vendita, ma ha anche personale che svolge attività all’esterno, come manutenzioni o consegne a domicilio. In questo caso le operazioni possono essere memorizzate con un documento commerciale da rilasciare al cliente mediante la procedura web. È successivamente il sistema dell’Agenzia delle Entrate a sommare i corrispettivi da web e registratore telematico, mostrando il totale dei corrispettivi all’interno del portale Fatture e Corrispettivi (https:// ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/). F e b b r a i o
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Il convegno di Angaisa ha affrontato il nodo del rapporto tra rivenditore e acquirente. E puntato il dito sulla necessità di giocare la partita su diversi tavoli, a partire da quelli digitali, senza dimenticare il negozio tradizionale, dove si finalizza la maggior parte delle transazioni
di Valentina Anghinoni
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a sfida del momento, per chi si occupa di marketing, coincide con la scoperta della risposta al seguente quesito: in quale misura gli acquisti offline sono influenzati dalle strategie di vendita online? Per procedere in questa ricerca, occorre essere consapevoli che il percorso d’acquisto dei clienti della filiera B2B si muove sia offline sia online, e può impiegare tempi molto lunghi fino a settimane o, addirittura, mesi. Il contesto nel quale le imprese si trovano a operare oggi è quello della cosiddetta digital disruption, cioè un cambiamento radicale provocato dalle nuove tecnologie: la pervasione sempre più marcata e accelerata del digitale in ogni ambito della nostra vita e, di conseguenza, anche in quella dei clienti professionali. Uno recente studio di Boston Consulting Group e Google ha stimato, per esempio, che due terzi degli acquisti della filiera professionale sono stati significativamente influenzati dalle interazioni degli utenti con i canali digitali. Ciò che è fondamentale notare, quindi, è che una efficace strategia di marketing non può prescindere da un approccio complessivo tra la dimensione online e quella fisica, offline. COMPORTAMENTO BIPOLARE Queste considerazioni sono state al centro dell’intervento di Giuliano Noci, professore ordinario di Strategia e Marketing del Politecnico di Milano, in occasione dell’annuale Convegno Angaisa. Noci ha sottolineato il ritardo che troppo spesso caratterizza il mondo dell’offerta rispetto all’evoluzione in atto nelle dinamiche di consumo della filiera B2B. Come sono cambiati questi processi? Se ci pensiamo bene, il cambiamento ci ha già coinvolti in qualità di clienti-consumatori. «In Italia, Giuliano Noci
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siamo tra i mercati più evoluti al mondo per quanto riguarda la penetrazione degli smartphone», ha esordito Noci. «Quando rientriamo nei nostri uffici, improvvisamente, bipolarmente, cambiamo atteggiamento:
diventiamo conservatori, ritorniamo nelle procedure del business-as-usual». Bisogna prendere atto, invece, che il cliente industriale è sempre più digitale e informato e ha mutato il suo comportamento d’acquisto: riprendendo lo studio di Boston Consulting Group intitolato Capturing the Offline impact of Online Marketing in B2B, è emerso che la maggior parte delle vendite nella filiera professionale comincia online, con l’utente che compie una serie di passaggi (come la comparazione dei prezzi, l’analisi delle performance dei prodotti e la valutazione di queste in base alle proprie particolari necessità) riguardo la decisione del prodotto da acquistare. Secondo il docente del Polimi è essenziale sottolineare che online viene anche concepita la scelta del negozio dove recarsi (offline) per l’acquisto, o per ricercare una consulenza più approfondita. Perché il processo d’acquisto spesso termina ancora in maniera tradizionale, in un negozio fisico e grazie a un’interazione con il personale di vendita. Il cosiddetto purchasing funnel (modello di marketing incentrato sul consumatore, che descrive il percorso teorico del cliente
COSTRUZIONI IN CRESCITA PER IL 2020 All’appuntamento annuale di Angaisa non è mancata l’analisi congiunturale del Cresme. Lorenzo Bellicini, direttore dell’istituto di ricerca, ha tracciato un quadro dello scenario economico, mondiale e nazionale, e per il settore delle costruzioni. È da tre anni, sostiene il direttore del Cresme, che nel nostro Paese il settore edile mostra segnali incoraggianti, anche se non tutti gli operatori avvertono la ripresa. Incertezza, infatti, è un termine molto sentito per effetto degli avvenimenti che si stanno manifestando sullo scenario sociale e economico mondiale. Per esempio, il Fondo Monetario Internazionale, all’interno del suo rapporto evidenzia la caduta della produzione industriale e la presenza destabilizzante delle barriere commerciali, in particolare nella lotta tra le due potenze Usa e Cina. Questo, secondo Bellicini, se si protrarrà, significherà «l’inizio di una caduta del mercato nell’economia mondiale». A cui è necessario aggiungere quello che si stima sarà l’impatto dell’epidemia di Coronavirus, almeno secondo le previsioni della società di consulenza Oxford Economics, secondo le quali nel 2020 la Cina crescerà solo del 5,6% rispetto al 6,1% del 2019. Un secondo fattore evidenziato da Bellicini è il rischio di nuove bolle speculative. Molti fattori diversi portano a teorizzare che siamo alle porte di un nuovo ciclo di riconfigurazione profonda dei mercati, influenzato da globalizzazione, delocalizzazione, digitalizzazione, Internet delle cose e intelligenza artificiale. In Italia, secondo il Cresme, la previsione del Pil
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nel 2020 è stimata intorno al 0,6%. Nel 2019, il prodotto interno lordo mondiale si attesta intorno al 3% (è il valore più basso dalla crisi). L’export in Italia mostra un ottimo valore, con +1,8% nel 2019 e una previsione per il 2020 di +3,7% (al di sopra della media mondiale, ferma sulla soglia del 3%). Se sul mercato internazionale l’Italia si difende bene, perlomeno secondo queste ipotesi, si evidenzia come i consumi privati, invece, patiscano. Una delle ragioni può essere il declino demografico che sembra ormai inesorabile nel nostro Paese e che si manifesta su più livelli: calo demografico e migrazioni sia verso l’estero che interne allo Stato. Spostando invece il focus sulle costruzioni, In Italia questo mercato è ora costituito per il 73% dalla manutenzione del patrimonio esistenze, per un valore complessivo di 177 miliardi di euro. La buona notizia, ha sottolineato Bellicini, è che «è ripartita però anche l’edilizia di nuova costruzione». Non solo: «In questo momento, la voce più dinamica Lorenzo Bellicini dell’economia italiana sono gli investimenti in costruzioni». Dal 2020, inoltre, anche le opere pubbliche torneranno a crescere. Certo, si tratta di un mercato dai forti accenti territoriali, ma che è reso molto appetibile dai prezzi del mercato immobiliare ancora stabili e che attraggono gli investimenti esteri, soprattutto dagli Stati Uniti, Regno Unito Francia e Germania. L’Osservatorio Angaisa evidenzia un trend positivo del fatturato nel settore dal 2013 al 2018 e anche il 2019 si è chiuso con una crescita del +2,8%. Le prime stime per il 2020 indicano una chiusura dell’anno al +2,98%.
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verso l’acquisto di un bene o servizio), insomma, segue nuove dinamiche e quindi è fondamentale strutturarsi per poterle accogliere e fare proprie. CONOSCERE I CLIENTI «Uno degli asset fondamentali è la conoscenza del cliente», ammonisce Noci. «La conoscenza dei suoi attributi, delle sue abitudini, dei suoi bisogni, delle sue modalità di interazione con voi, dei livelli di profittabilità che ha con voi». Non può esserci una reale centralità del cliente se non si possiede una chiara idea di chi mettere al centro del proprio lavoro: la parola d’ordine è profilazione. È l’attività che serve a sviluppare adeguate strategie e strumenti per creare conoscenza e interesse nei confronti del proprio marchio. Quindi, rivolgersi alle persone giuste (o, nel linguaggio del marketing, alle buyer personas, i clienti-tipo) e successivamente, fidelizzarle alla propria attività. A questo scopo bisogna usare sapientemente gli strumenti di misurazione e di analisi dei dati, e ricalibrare le strategie passo dopo passo valorizzando gli elementi che funzionano per il proprio commercio. Il marketing online dovrebbe puntare alla creazione di una partecipazione emotiva del cliente nei confronti del marchio, anche attraverso la creazione di offerte personalizzate e ricorrenti. ATTENZIONE AI SERVIZI Noci definisce la marca «un combinato disposto di prodotto e relazione». L’attenzione ai servizi e la gestione omnicanale del rapporto con i clienti sono elementi che caratterizzano un marchio, tanto quanto la qualità dei prodotti offerti. Inoltre, avverte l’esperto, è fondamentale puntare alla costruzione di una catena del valore, nella quale tutta la filiera (produttore, rivenditore, installatore) collabora e condivide le conoscenze essenziali e in cui si valorizzano la dimensione del prodotto e quella della relazione, abbandonando la logica di competizione dei prezzi. Il settore Its è uno dei comparti che più può sfruttare questo valore aggiunto perché il profilo del cliente-installatore professionale richiede un grande livello di specializzazione tecnologica, e questa è una carta vincente che si può e si deve giocare. Non procedere in questa direzione può costare caro a tutto il comparto, perché l’evoluzione del commercio vede sempre nuovi attori che possono cogliere di sorpresa chi non si è fatto trovare preparato. CANALI DIGITALI La questione della omnicanalità merita un approfondimento. È stato rilevato, infatti, come il percorso di acquisto sia sempre meno lineare e prestabilito per diventare, invece, sempre più circolare e interconnesso. Per questo motivo, la prima cosa da fare sicuramente è essere presenti su più canali e piattaforme. Il passo successivo F e b b r a i o
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ATTENTI AL ROMI Secondo gli autori dello studio di Boston Consulting il Romi (Return On Marketing Investment) dei canali digitali non si può calcolare semplicemente prendendo i guadagni provenienti dalle vendite online: così facendo si escluderebbe la questione dell’impatto offline della strategia di marketing online. Ogni fase del percorso di vendita merita di essere opportunamente presa in considerazione e adeguatamente finanziata, perché ogni vendita, sempre più spesso ha origine dalle attività pensate per generare interesse e conoscenza del brand. La strategia di marketing non deve, poi, esaurirsi con la vendita del prodotto, ma puntare invece a mantenere nel tempo l’interesse e il coinvolgimento del cliente e dunque a prolungare la durata del suo rapporto commerciale con il nostro marchio. In sintesi, alla fidelizzazione.
consiste nel non accontentarsi di disporre di strumenti e canali digitali (come il sito web o anche l’e-commerce), ma di implementare tutti questi strumenti nelle relazioni commerciali, attraverso una opportuna gestione integrata. La omnicanalità non prevede, infatti, che lo spazio fisico passi necessariamente in secondo piano. Secondo Noci «la fisicità rimane un attributo chiave, ma si gioca in una prospettiva diversa». Non è più soltanto un luogo di esposizione di prodotti, ma «spazio di servizio, di interazione, di consulenza e di spiegazione». Fantascienza? Provate a entrare in un Apple store per comprendere il concetto.
IL MARKETING TERRITORIALE DI ANGAISA
Il settore Its è uno dei comparti che più può sfruttare il valore aggiunto della capacità professionale perché il profilo del clienteinstallatore professionale richiede un grande livello di specializzazione tecnologica
Il convegno Angaisa è anche stato l’occasione per presentare l’Osservatorio sulla competitività delle province: un progetto pensato come strumento al servizio degli associati per fare marketing territoriale, grazie a un’approfondita raccolta di dati riguardanti le differenti dinamiche e statistiche a livello provinciale. Mercato immobiliare, investimenti e costruzioni, scendendo poi sempre più nel particolare di ogni nicchia del comparto. Da questa mappatura del valore per territorio emergono molti particolari che, analizzati, possono dare importanti spunti per migliorare le proprie strategie di business, grazie alla presenza di un centinaio di variabili socioeconomiche rappresentate. Il progetto è tuttora in divenire, perché l’osservatorio si arricchirà con sempre più informazioni col passare del tempo.
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SPECIAL E
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DOSSIER C A N TO N T I C I N O
LA DISTRIBUZIONE SEGUE IL MERCATO Il punto sulle rivendite di materiali edili nella parte della Svizzera più prossima all'Italia. Non c'è crisi, anche se il mercato immobiliare fa segnare qualche preoccupante rallentamento. Nel complesso anche per il 2020 le attese sono moderatamente positive. Ma le imprese più grandi studiano le strategie per il futuro. Che allargano il campo d'azione
RIAZZINO LUMINO BIRONICO BELLINZONA LOSONE CASTIONE GORDOLA LOCARNO
GIUBIASCO MEZZOVICO BEDANO
MANNO CADRO SAVOSA LUGANO GRANCIA MENDRISIO GENESTRERIO
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D O SSI ER R I V E N D I TO R I C A N TO N T I C I N O | A t t u a l it à EDILIZIA & IMMOBILIARE
MA LA SVIZZERA È A RISCHIO BOLLA? Aumenta il numero di abitazioni vuote, specialmente nella zona a Sud del Paese. E Ubs segnala il pericolo di una valutazione eccessiva degli edifici residenziali. Ma il Credit Suisse prevede soltanto un rallentamento degli investimenti nelle costruzioni nei Cantoni elvetici di Federico Della Puppa
È
facile parafrasare le cose quando non vanno bene. Abbiamo molte frasi da utilizzare, la più famosa è «non tutte le ciambelle riescono con il buco». Se pensiamo alla Svizzera e ai suoi più famosi prodotti, potremmo parafrasare ulteriormente la frase dicendo che «non tutti i buchi escono con il formaggio intorno». Il Paese del formaggio con i buchi più famosi del mondo nell’ultimo anno ha dovuto fare i conti con alcuni buchi non previsti, che di fatto hanno rallentato la corsa positiva di alcuni pezzi dell’economia, in particolare le costruzioni. L’andamento in netta flessione del mercato, nel breve periodo mostra dei segnali preoccupanti, legati alla riduzione degli investimenti, che negli ultimi trimestri ha fatto segnare un significativo rallentamento, dopo un lungo periodo di crescita. Lo scorso anno commentavamo positivamente in funzione delle politiche abitative messe in atto nei diversi cantoni e in particolare nel Canton Ticino, il 2019 ha risvegliato, invece, un sentimento che si pensava ormai superato, e faceva guardare al futuro con speranza. Una speranza che oggi si ferma di fronte a un dato di fatto molto preoccupante per il mercato
svizzero: il numero di abitazioni non utilizzate è in forte aumento. Il termometro dell’occupazione e utilizzazione delle abitazioni in Svizzera è fondamentale, perché il sistema abitativo svizzero, che promuove la maggior parte degli investimenti soprattutto in ristrutturazioni, dipende in larga misura dalla temperatura dell’uso del costruito. Se il costruito non è utilizzato, la redditività del sistema diminuisce e con essa le risorse e gli investimenti, e dunque le vendite, nel settore. I NUMERI Gli svizzeri, si sa, sono un popolo preciso. E come sono precisi i loro orologi, lo sono anche i loro censimenti. Ogni anno l’Ufficio Federale di Statistica nel mese di giugno censisce le abitazioni vuote. Attenzione, non le stima, le censisce proprio. Secondo i risultati dell’ultimo censimento, nel giugno 2019 in Svizzera si contavano 75.383 abitazioni vuote, ossia l’1,66% del patrimonio abitativo (case unifamiliari incluse). Rispetto all’anno precedente, le abitazioni vuote sono aumentate di 3.089 unità, ovvero del 4,3%. Pertanto, l’incremento del numero delle abitazioni vuote continua ininterrotto da dieci anni. Ma se fino a qualche anno
fa il fenomeno era contenuto in dinamiche ordinarie, il passato recente evidenzia una tendenza alla velocizzazione dell’incremento, soprattutto in alcuni Cantoni, compreso il Ticino. Infatti, è proprio questo cantone che, assieme allo Espace Mittelland (corrisponde ai cantoni di Berna, di Friburgo, di Soletta, di Neuchâtel e del Giura), ha fatto segnare l’aumento maggiore, + 14,6% per il Canton Ticino e +9,3% per l’Espace Mittelland. Al contrario, rispetto all’anno precedente, Zurigo e la Regione del Lemano hanno visto diminuire il loro numero di abitazioni vuote (rispettivamente -9,2% e -3,9%). Dal raffronto cantonale emerge invece che, come l’anno precedente, il Cantone di Soletta continua ad avere il maggior numero di abitazioni vuote di tutta la Svizzera ed è l’unico a superare nettamente la soglia del 3% (passa dal 2% al 3,40%). Alte quote di abitazioni vuote sono state rilevate anche nei Cantoni di Turgovia (2,65%), del Giura e di Argovia (entrambi 2,59%). Anche per questa volta il tasso minore è stato registrato nel Cantone di Zugo (0,42%). Restano sotto la soglia dell’1% anche i tassi di abitazioni vuote dei Cantoni di Ginevra (0,54%), Obvaldo (0,87%) e Zurigo (0,89%). L’INVENDUTO In termini assoluti, l’incremento maggiore di abitazioni vuote è stato registrato nel Cantone del Ticino (+708 unità). Tra le abitazioni vuote aumentano le case unifamiliari e rimangono stabili le abitazioni nuove. Nel giugno 2019 in tutta la Svizzera erano in vendita o in locazione 7.597 case unifamiliari vuote, ovvero 405 in più dell’anno precedente, pari a un aumento del 5,6%. Nel giorno di riferimento del censimento, il numero delle abitazioni nuove vuote è rimasto al livello dell’anno precedente, con un totale di 10.146. Un problema per il mercato immobiliare e, di converso, per il mercato dei prodotti e materiali per edilizia, costruzioni e ristrutturazioni, è l’aumento anche delle abitazioni in locazione vuote. Nel giugno 2019 era offerto in locazione un totale di 62.868 abitazioni vuote, il che determina un aumento rispettivamente di 3.144 unità e del
MATRIMONIO A TRE CON EDILCENTRO WULLSCHLEGER, GHIELMIMPORT E TAIANA Sono tre i protagonisti dell’operazione che ha creato fermento nel mercato ticinese della distribuzione edile e legnami. Poche settimane fa, in una nota congiunta, Edilcentro Wullschleger, Ghielmimport e Taiana, tre realtà storiche del Cantone, hanno comunicato la decisione di mettere insieme le forze e «cooperare per dar vita a un nuovo progetto aziendale». I dettagli dell’operazione non sono ancora noti, l’unica cosa certa è che il progetto diventerà operativo verso la metà di quest’anno anno. «La decisione di unire le forze è frutto di approfondite valutazioni, e rappresenta un passo indispensabile per garantire la concorrenzialità e dunque la crescita delle tre ditte che storicamente operano in questo settore nella Svizzera italiana», si legge nel documento. Il nuovo maxi-polo ha l’obiettivo di garantire un servizio ancora più accurato, efficiente e capillare sul territorio con prestazioni e prezzi concorrenziali. I rappresentanti delle famiglie Wullschleger, Taiana e Ghielmi restano alla guida, mettendo a disposizione la loro esperienza decennale nel settore.
STATISTICA DELLA PRODUZIONE, DELLE ORDINAZIONI E DELLE CIFRE D'AFFARI DEL SETTORE SECONDARIO - SERIE TRIMESTRALE 2018 Q3
2019 Q1
201( Q$
2019 Q2
2019 Q3
Produzione F Costruzioni
-2,0
-1,3
0,6
-0,1
-0,1
41 Edilizia
-6,5
0,1
0,7
0,7
-0,5
42 Genio civile
-2,0
0,3
2,4
-1,6
-1,0
43 Lavori di costruzione specializzata
0,3
-1,4
-0,2
-0,1
-0,9
F Costruzioni
-2,3
-1,0
0,9
0,2
-0,4
41 Edilizia
-6,6
0,0
1,0
1,2
-0,7
42 Genio civile
-2,0
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43 Lavori di costruzione specializzata
0,3
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0,0
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Volume d'affari
Fonte: UST- STAT-TAB / Ufficio federale di statistica
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D O SSI ER R I V E N D I TO R I C A N TO N T I C I N O 5,3% rispetto all’anno precedente. L’unico segmento in calo è quello delle abitazioni vuote con sei locali o più. Rispetto al 2018, il numero è aumentato nelle categorie delle abitazioni da uno a cinque locali. Le categorie che hanno registrato il maggior aumento sono state quelle delle abitazioni da uno e due locali (rispettivamente +7.0% e +6,8%). Rispetto all’anno precedente, il tasso di abitazioni vuote è diminuito unicamente per le abitazioni con sei locali o più (–2,9%). La maggior parte delle abitazioni vuote disponibili è composta da tre (25.021 unità) e quattro locali (21.955 unità). SE SCOPPIA Questa situazione, che evolve da anni di forte crescita, sta portando alcuni osservatori a ipotizzare l’esistenza di una possibile bolla immobiliare svizzera. Ne parla la maggiore banca del Paese, Ubs nel suo Swiss Real Estate Bubble Index, che segnala il rischio di una bolla immobiliare nel mercato residenziale svizzero, dove nella mappa delle zone più a rischio emerge anche l’area di Lugano. È una analisi condotta su base trimestrale e che nei più recenti report indica come vi sia una sovrastima dal 20% al 40% del valore degli immobili da parte dei proprietari, un fattore che incide fortemente sul mercato degli scambi, perché di fatto rischia di ingessare il settore delle compravendite. Anche se gli osservatori puntano su un incremento dei rischi sul mercato immobiliare svizzero (per esempio, l’indice Reri, Real Estate Risk Index, calcolato dalla piattaforma online Moneypark è salito nel terzo trimestre di 0,2 punti a quota 3,7), il mercato elvetico si trova complessivamente in una condizione sostanzialmente solida. La Svizzera ha una robusta economia interna e i bassi tassi d’interesse hanno un effetto positivo sul mercato, soprattutto grazie anche alle recenti norme imposte dalle autorità di regolamentazione sul debito ipotecario.
LA CONGIUNTURA EDILIZIA IN SVIZZERA
Fonte Credit Suisse
ANDAMENTO TRIMESTRALE DELLA PRODUZIONE EDILIZIA IN SVIZZERA
Fonte Swiss Federal statistical Office
LA FRENATA Ma la dinamica economica anche in Svizzera è in rallentamento e le previsioni di crescita del Pil svizzero sono al ribasso. Nel terzo trimestre del 2019, l’indice consolidato dei prezzi dell’offerta di case unifamiliari e condominiali è salito leggermente per la prima volta da un anno a 161,9 da 161,2 punti. La scarsa offerta di case unifamiliari negli ultimi mesi ha portato a un ulteriore aumento dei prezzi dell’1,1%, fatto che, in combinazione con le rigide linee guida di accessibilità delle banche, rende queste proprietà sempre meno accessibili. Per contro, l’offerta di appartamenti di proprietà è cresciuta in modo significativo. Nel segmento a basso prezzo, sono stati immessi sul mercato immobili di nuova costruzione con uno spazio abitativo più piccolo, che potrebbero attirare una cerchia più ampia di acquirenti e i prezzi sono leggermente diminuiti, ma è presto per dire l’effettiva capacità di questa azione di invertire una rotta che sembra avere un rallentamento significativo annunciato. Le analisi congiunturali del Credit Suisse, per esempio, indicano che
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per il 2020 è previsto un leggero aumento del fatturato nel settore dell’edilizia principale (in base alle statistiche trimestrali curate dalla Società Svizzera degli Impresari-Costruttori, Ssic, come dall’indice costruzioni elaborato da Credit Suisse in collaborazione con l’associazione). Tuttavia, è importante segnalare che il quantitativo di licenze edilizie rilasciate suggerisce che l’edilizia abitativa diminuirà gradualmente nei prossimi trimestri, sebbene la Ssic ritenga che il rischio di un crollo improvviso sia contenuto. Non crollo, dunque, ma rallentamento e riassestamento. Come ogni ciclo economico, anche l’edilizia svizzera dopo alcuni anni positivi può segnare leggermente il passo, ben sapendo che gli investimenti in questo settore sono sempre elevati e si aggirano intorno ai 20 miliardi di franchi annui, un valore che al suo interno può nascondere qualche buco, le abitazioni vuote, ad esempio, ma il formaggio intorno è comunque sempre molto. E anche di buon sapore. YO U T R A D E
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BAZZI - ART & SOLUTIONS
IL 2020 parte bene RISPONDE: CARLO BAZZI, titolare DOMANDA. QUAL È OGGI LA SITUAZIONE DEL MERCATO DELL’EDILIZIA IN CANTON TICINO? RISPOSTA. Il mercato edilizio continua a essere in fervore. Anche se ormai abbiamo raggiunto un eccesso di appartamenti in affitto. La presenza di molto lavoro ha comunque portato a una pressione notevole sui prezzi e a un aumento importante della concorrenza. D. COM’È ANDATO IL 2019 PER LA VOSTRA AZIENDA? R. Il 2019 è stato un anno tranquillo. L’anno si è però concluso bene con l’ultimo trimestre caratterizzato da un grande volume di lavoro. D. E COSA INVECE VI ASPETTATE PER IL 2020? R. Il 2020 è partito molto bene. Abbiamo parecchio lavoro in casa per coprire il primo trimestre. Siamo fiduciosi che sarà un buon anno. D. CI SONO STATI EVENTI PARTICOLARI CHE HANNO COINVOLTO LA VOSTRA SOCIETÀ NELL’ULTIMO ANNO? R. L’entrata in azienda di Elisa Bazzi, co-titolare Carlo ed Elisa Bazzi e sorella di Carlo Bazzi, con la mansione di responsabile marketing. D. QUAL È L’OBIETTIVO PIÙ IMPORTANTE CHE VI SIETE DATI A BREVEMEDIO TERMINE? R. Lo sviluppo del servizio ristrutturazione chiavi in mano e il servizio di
Ragione sociale completa: BAZZI PIASTRELLE SA Anno di fondazione: 1908 Sede legale: Via dei Pioppi 10 - 6616 Losone Sito internet: www.bazzi.ch Email: info@bazzi.ch Numero punti vendita: 1
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progettazione di bagni con la fornitura di arredo bagno. D. QUALI SONO LE MERCEOLOGIE CHE STANNO CRESCENDO DI PIÙ, E SU QUALI STATE INVESTENDO IN PARTICOLARE? R. Le lastre in gres porcellanato di grande formato e l’arredobagno. D. LAVORATE ANCHE CON FORNITORI ITALIANI? R. Sì, la maggior parte dei nostri fornitori sono italiani. D. QUALI SONO I PUNTI DI FORZA CHE VI DISTINGUONO DALLE ALTRE RIVENDITE DEL TERRITORIO? R. Offriamo un servizio chiavi in mano nella progettazione e nella ristrutturazione di bagni. Un personale altamente qualificato sia nella vendita/consulenza che nella messa in opera. Uno showroom di oltre 800 mq completamente ristrutturato nel 2018 dove vengono presentate in oltre 30 ambienti bagno le ultime novità dei principali marchi italiani. D. COME SI COMPONE LA VOSTRA CLIENTELA? R. Privati, imprese generali, promotori immobiliari, alberghi, artigiani. D. COME VI PONETE RISPETTO ALL’E-COMMERCE? R. Non ne facciamo. D. E RISPETTO ALLA GDO? R. Non ci poniamo in relazione alle Gdo. Ci proponiamo, infatti, a una clientela diversa e molto variegata, e offriamo dei servizi complementari con una vasta scelta di materiali.
Indirizzi punti vendita: Via dei Pioppi 10 - 6616 Losone Numero showroom: 1 Magazzino: 1000 mq coperti ca Titolare: Carlo ed Elisa Bazzi Principali marchi trattati: Florim, Atlas Concorde, Marazzi, Iris/FMG, Bisazza, Gessi, Ceramica Cielo, Arlex Servizi: vendita e posa di piastrelle, mosaici e pietra naturale, vendita di arredobagno, progettazione bagni
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D O SSI ER R I V E N D I TO R I C A N TO N T I C I N O GEHRI
SERVIZI al primo posto DOMANDA. QUAL È OGGI LA SITUAZIONE DEL MERCATO DELL’EDILIZIA IN CANTON TICINO? RISPOSTA. Il mercato dell’edilizia nella Svizzera italiana è ancora considerato piuttosto dinamico, per quanto attiene il volume dei lavori in corso. Per contro, preoccupa l’alto tasso di alloggi sfitti che sono alimentati costantemente con nuove iniziative immobiliari, nonostante la richiesta rimanga debole e la crescita demografica sia addirittura negativa. D. COM’È ANDATO IL 2019 PER LA VOSTRA AZIENDA? R. Il 2019 si è rivelato un anno Andrea Gehri con la moglie Manuela e la figlia Deborah dove il carico e la mole di lavoro sono stati importanti, meno per quanto attiene la marginalità. D. E COSA INVECE VI ASPETTATE PER IL 2020? R. Sulla falsa riga del 2019, riteniamo che il 2020 proponga ancora una certa dinamicità e volume di lavoro, mentre i margini a copertura dei costi si assottigliano sempre più. D. CI SONO STATI EVENTI PARTICOLARI CHE HANNO COINVOLTO LA VOSTRA SOCIETÀ NELL’ULTIMO ANNO?
R. Nel solco della tradizione stiamo introducendo la terza generazione di famiglia in azienda e, parallelamente lavorando per garantire loro una prospettiva per il futuro. D. QUAL È L’OBIETTIVO PIÙ IMPORTANTE CHE VI SIETE DATI A BREVE-MEDIO TERMINE? R. Consolidare e migliorare ulteriormente la qualità del servizio, introducendo processi aziendali razionali e tecnologici. E una ricerca continua di innovazione nei prodotti, nei sistemi di posa e nella presentazione dei materiali. D. QUALI SONO LE MERCEOLOGIE CHE STANNO CRESCENDO DI PIÙ, E SU QUALI STATE INVESTENDO IN PARTICOLARE? R. Stiamo ponendo particolare attenzione sulle modalità di lavorazione e messa in opera di lastre di grande formato (300x150x0.6 cm) offrendo anche un servizio di renderizzazione degli ambienti al cliente finale, per quanto attiene la ceramica. Mentre siamo costantemente interessati e impegnati ad ampliare e sviluppare la gamma delle pietre naturali con nuove soluzioni d’arredo e sistemi di applicazione innovativi. D. LAVORATE ANCHE CON FORNITORI ITALIANI? R. Certo, in particolare con la ce-
Ragione sociale completa: GEHRI RIVESTIMENTI SA Anno di fondazione: 1970 Sede legale: Lugano Sito internet: www.gehri.swiss Email: info@gehri.com Numero punti vendita: 2 (il principale è a Lugano, l’altro a Gstaad) Indirizzi punti vendita: Via Chiosso 12 - 6948 Porza (Lugano)
Numero showroom: 1 Magazzino: 1600 mq coperti; 1500 mq scoperti Titolare: Andrea Gehri Responsabile ufficio acquisti: Enrico Da Lio Fatturato 2017 e 2018: ca. 17 mio CHF Principali marchi trattati: Atlas Concorde, Graniti Fiandre, Porcelaingres, Gigacer, Bisazza, Sicis Servizi: consulenza show room, renderizzazione, consulenza tecnica, lavorazione pietre naturali, pietre artificiali, gres porcellanato, servizio di posa con proprio personale e servizio post vendita
RISPONDE: ANDREA GEHRI, titolare
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ramica, che è di fatto un prodotto d’eccellenza italiano, della provincia di Reggio Emilia. Anche la pietra naturale ha una tradizione storica in Italia e collaboriamo con aziende di prima fascia, sia nella zona di Carrara che in quella di Verona. D. QUALI SONO I VOSTRI PUNTI DI FORZA CHE VI DISTINGUONO DALLE ALTRE RIVENDITE DEL TERRITORIO? R. La nostra attenzione è storicamente orientata verso l’eccellenza e la qualità del servizio, ponendo le esigenze e desideri del cliente al primo posto. Questa missione comporta il fatto di poter coniugare al meglio, dai servizi di consulenza in showroom, alla lavorazione in proprio dei diversi materiali, alla messa in opera e consegna al cliente, garantendo il servizio fino a cinque anni dopo la realizzazione. D. COME SI COMPONE LA VOSTRA CLIENTELA? R. La nostra clientela si compone da un buon mix di clienti storici, istituzionali, privati e professionisti del settore edile ed immobiliare, ma la vera missione è poter servire il nostro cliente nel corso degli anni, non solo in un’unica occasione. D. COME VI PONETE RISPETTO ALL’E-COMMERCE? R. La nostra azienda è una realtà che fa del servizio la caratteristica principiale del proprio business e riteniamo di focalizzare i nostri investimenti su personale qualificato nei vari settori aziendali, mentre la realtà del e-commerce non rientra tra le nostre priorità. D. E RISPETTO ALLA GDO? R. Siamo artigiani e attraverso il servizio e la tecnologia vogliamo diventare artigiani migliori. La grande distribuzione non rientra quindi nella nostra sfera di priorità.
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CEMENTO e acciaio i Plus RISPONDE: LUCA GHIELMI titolare di Ghielmimport DOMANDA. QUAL È OGGI LA SITUAZIONE DEL MERCATO DELL’EDILIZIA IN CANTON TICINO? RISPOSTA. Continua il rallentamento rispetto agli anni precedenti. D. COM’È ANDATO IL 2019 PER LA VOSTRA AZIENDA? R. In linea con gli ultimi anni. D. E CHE COSA INVECE VI ASPETTATE PER IL 2020? R. Siamo in attesa di un generale miglioramento. D. CI SONO STATI EVENTI PARTICOLARI CHE HANNO COINVOLTO LA VOSTRA SOCIETÀ NELL’ULTIMO ANNO? R. Nulla di particolare. D. QUAL È L’OBIETTIVO PIÙ IMPORTANTE CHE VI SIETE DATI A BREVE-MEDIO TERMINE? R. Restare la principale alternativa alla produzione locale nel settore del cemento sfuso. D. QUALI SONO LE MERCEOLOGIE CHE STANNO CRESCENDO DI PIÙ, E SU QUALI STATE INVESTENDO IN PARTICOLARE? R. Investiamo in modo particolare sulla distribuzione del cemento sfuso e la lavorazione e posa del tondo per cemento armato. D. LAVORATE ANCHE CON FORNITORI ITALIANI? R. Sì, principalmente. D. QUALI SONO I VOSTRI PUNTI DI FORZA CHE VI DISTINGUONO DALLE ALTRE RIVENDITE DEL TERRITORIO? R. Gamma prodotti, gestione delle consegne con logistica efficiente,
Ragione sociale completa: GHIELMIMPORT SA Anno di fondazione: 1972 Sede legale: Via Cantonale 8 – 6805 Mezzovico Sito internet: www.ghielmimport.ch Email: info@ghielmimport.ch Numero punti vendita: 2
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attenzione alle esigenze dei clienti. D. COME SI COMPONE LA VOSTRA CLIENTELA? R. Principalmente imprese di costruzione e impianti di betonaggio. D. COME VI PONETE RISPETTO ALL’E-COMMERCE? R. È in fase di valutazione. D. E RISPETTO ALLA GDO? R. Non pensiamo sia da valutare.
Indirizzi punti vendita: Mezzovico, Stabio e Serocca D’Agno Numero showroom: 2 Magazzino: 2000 mq coperti; 4000 mq scoperti Titolari: Mattia e Luca Ghielmi Fatturato 2018 e 2019: in linea Servizi: fornitura cemento sfuso, forniture e posa in opera ferro per cemento armato, logistica, consulenza tecnica
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SPRINT di ristrutturazioni RISPONDE: DARIO SOMAZZI, titolare DOMANDA. QUAL È OGGI LA SITUAZIONE DEL MERCATO DELL’EDILIZIA IN CANTON TICINO? RISPOSTA. Confermata anche dai risultati aziendali, la nostra impressione è che in Ticino l’edilizia risulta essere ancora molto florida. I molteplici cantieri che sorgono ogni giorno su tutto il territorio sono visibili a tutti. Si parla di contrazione da diverso tempo e, nonostante forse sia cambiato il tipo di costruzione che si realizza, le prospettive a medio termine rimangono buone. Se da un lato i volumi rimangono alti, dall’altro lato, per quanto riguarda le tempistiche di consegna e i margini invece, si soffre. D. COM’È ANDATO IL 2019 PER LA VOSTRA AZIENDA? R. Nel complesso l’anno è andato bene, siamo soddisfatti dei risultati raggiunti. Rispetto agli anni scorsi la commercializzazione dei materiali edili e di finiture si è fatta più serrata, sia in termini di marginalità che di tempistiche di fornitura. La convinzione è che per raggiungere buoni risultati si dovranno migliorare e rendere più rapidi tutti i processi, dall’approvvigionamento alla consegna, così da garantire un servizio superiore alla media. Un’altra strategia per rimanere competitivi è quella di approfondire le conoscenze continuamente, sia tecnicamente che a livello di gamma, cosi da assicurarsi i clienti anche in futuro. D. E CHE COSA VI ASPETTATE PER IL 2020? R. Per quest’anno ci aspettiamo una crescita in linea con quella del 2019. La diminuzione della domanda di nuove unità abitative è compensata dalle ristrutturazioni del parco immobiliare vetusto sparso sul territorio. Nel corso degli ultimi anni si è costruito quasi solamente del
Ragione sociale completa: SOMAZZI DARIO MATERIALI DA COSTRUZIONE SA / LAB FINITURE D’INTERNI SAGL/ EDITNTHON SA Anno di fondazione: 1992 Sede legale: Via Maito 20 – 6804 Bironico Sito internet: www.somazzi.ch; www.lab-finiture.ch; www.edinthon.ch Email: info@somazzi.ch; info@lab-finiture.ch; info@edinthon.ch Numero punti vendita: 2
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«nuovo», tralasciando, appunto, tutta una serie di vecchi stabili che necessitano di interventi profondi di ristrutturazione. Nonostante le prospettive rimangano tutto sommato buone abbiamo cominciato a guardare altrove, cosi da non farci cogliere impreparati. D. CI SONO STATI EVENTI PARTICOLARI CHE HANNO COINVOLTO LA VOSTRA SOCIETÀ NELL’ULTIMO ANNO? R. La struttura della nostra società è rimasta invariata, i quadri non sono cambiati. Abbiamo aumentato l’organico ma non abbiamo cambiamenti rilevanti da sottolineare. D. QUAL È L’OBIETTIVO PIÙ IMPORTANTE CHE VI SIETE DATI A BREVE-MEDIO TERMINE? R. Gli obiettivi sono focalizzati sulla razionalizzazione dei processi volti a migliorare i servizi offerti e l’esplorazione di nuovi mercati, sia a livello di settori/gamma che di territorio. D. QUALI SONO LE MERCEOLOGIE CHE STANNO CRESCENDO DI PIÙ, E SU QUALI STATE INVESTENDO IN PARTICOLARE? R. La ditta Somazzi si rivolge al mondo dell’edilizia a 360 gradi. Attraverso i nostri due punti vendita situati in zone strategiche (Castione e Bironico) riusciamo a garantire il servizio a tutto il Cantone. La copertura del territorio è assicurata dai quattro veicoli pesanti che quotidianamente riforniscono cantieri e imprese. Il nostro showroom è anch’esso situato in una location strategica alle porte di Lugano, all’interno di una delle zone maggiormente produttive del cantone, a pochi passi da realtà imprenditoriali molto grandi. A livello merceologico ci stiamo orientando molto sui materiali “da ristrutturazione. D. LAVORATE ANCHE CON FORNITORI ITALIANI? R. Tra i nostri fornitori abbiamo produttori sia europei che svizzeri, piccole
Indirizzi punti vendita: Via Maito 20 - 6804 Bironico; Via Stazione 15 - 6532 Castione Numero showroom: 2 (LAB - Edinthon) Magazzino: 5000 mq coperti; 8000 mq scoperti Titolare: Dario Somazzi Servizi: trasporti, prestazioni con gru, noleggio protezioni anticaduta, stesura capitolati tetti piani, manutenzione pavimenti in legno, macchina di taglio automatica Hundegger, negozio di strumenti da lavoro, assistenza tecnica e direzione lavori.
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realtà produttive e multinazionali. Il catalogo dei prodotti commercializzati è superiore ai 20 mila articoli, quindi un assortimento così ampio impone accordi con svariati fornitori, sia nazionali che internazionali. Un impegno constante è la selezione mirata delle aziende produttrici con cui collaborare, il cui risultato è motivo di soddisfazione. Alcuni produttori sono con noi dal momento della fondazione e con l’Italia abbiamo uno strettissimo legame. D. QUALI SONO I VOSTRI PUNTI DI FORZA CHE VI DISTINGUONO DALLE ALTRE RIVENDITE DEL TERRITORIO? R. La nostra esperienza è la nostra storia. Insieme alla rete di imprese con cui collaboriamo, offriamo la nostra profonda conoscenza, maturata nel tempo, dei vari settori e annoveriamo inoltre migliaia di artigiani specializzati in grado di risolvere i più svariati problemi. Un ulteriore punto di forza è il rapporto che abbiamo con le svariate
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aziende specializzate. D. COME SI COMPONE LA VOSTRA CLIENTELA? R. La ditta Somazzi si rivolge a tutta la filiera dell’edilizia: dall’artigiano alle imprese, con un occhio attento ai privati. Il nostro know-how è volentieri a disposizione di tutti gli attori del mondo dell’edilizia, sia privati che professionisti. D. COME VI PONETE RISPETTO ALL’E-COMMERCE? R. Stiamo valutando l’inserimento di un portale e-commerce, ma per il momento continuiamo a preferire i rapporti diretti con i nostri clienti, che manteniamo e coltiviamo nel tempo. D. E RISPETTO ALLA GDO? R. In tutto il Cantone la concorrenza e gli attori che ne fanno parte, sono molto forti. Siamo fermamente convinti però che, in un mercato così ampio e conteso, siano la storia e i rapporti personali a fare un’importante differenza.
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D O SSI ER RE I VGE jNf D p Ie TO R I SPECIAL I dati riportati nelle schede sono tratti dalle informazioni pubblicate sui siti internet delle aziende
Ragione sociale completa: EDILSTORE SA Anno di fondazione: 2010 Sede legale: Via San Gottardo 34 - 6532 Castione Sito internet: www.edilstore.ch Email: info@edilstore.ch Titolari: Luigi Silvestri e Walter Fiorina Punto vendita: 700 metri quadri dedicati al magazzino e 200 metri quadri dedicati agli show room suddivisi in due piani. Al piano terreno è presente l’esposizione permanente di piastrelle e al primo piano l’esposizione di arredo bagno Principali categorie di prodotto: piastrelle, mosaico, parquet, laminato, mobili da bagno, sanitari, pietra naturale e artificiale, attrezzature e macchinari per professionisti, cementi e collanti, profili e siliconi, antinfortunistica Servizi: consulenza personalizzata; sopralluoghi in cantiere; sviluppo computi misure; organizzazione seminari tecnici; consegne franco cantiere; servizio di carotaggio in soffitti, pareti e pavimenti; taglio a misura come zoccoli, scalini, listelli e pezzi speciali
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Ragione sociale completa: DILLENA SA Anno di fondazione: 1977 Sede legale: Via San Gottardo 104 – 6596 Gordola Sito internet: www.dillena.ch Email: info@dillena.ch Titolare: coordinamento del Gruppo Spaeter, uno dei principali fornitori e partner di servizi per l’edilizia, l’artigianato edile e l’industria svizzera Direttore: Athos Tami Punti vendita: 3 (Gordola, Bioggio, Mendrisio) Magazzino: 6000 mq coperti-5000 mq scoperti per Gordola; 1000-2000 mq per Mendrisio; 2000-5000 mq per Bioggio Principali categorie di prodotto: materiali da costruzioni, legnami, isolamento, sistemi a secco Principali marchi: Swisspor, Soprema, Knauf, Saint Gobain, Schumacher, Jub, Fassa, Kerakoll,Cugini, Grascalce Servizi: servizio di capitolati per tetti e facciate; fornitura e posa di acciaio d’armatura, micropali e sistemi di ancoraggio per pareti
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Ragione sociale completa: FABIO REZZONICO + CO Anno di fondazione: 1934 Sede legale: Via Penate 9 - 6850 Mendrisio Sito internet: www.rezz.ch Email: info@rezz.ch Punti vendita: i punti vendita, la consulenza e i magazzini sono a Mendrisio e Lumino. GLA Rezzonico è invece la struttura dedicata alla vendita nel settore pavimenti interni ed esterni per architetti, clienti privati e imprese in Ticino (Via Olgiati 36 a Giubiasco e Via Penate 9 a Mendrisio) Principali categorie di prodotto: stufe, camini, grill, piscine, protezione solare, tetti, coperture, facciate ventilate, pavimenti, scale, ringhiere ed esterni Marchi: Palazzetti, Ruegg, Nordica Extraflame, M Design, Tiba, Rizzoli, Softube, Bestway, Technypools, Velux, Riwega, Knauf Insulation, Isover Saint-Gobain, Flumroc, Isofloc, Gutex, Ampack, Sar-
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nafil, Corradi, BT Group, Frama, KE, Bega, Sailshadow, Resstende, VitrumMioni, Schneider, Schilliger Holz, Lüchinger Holz, Samvaz, Lignatur, Herzog Elmiger, Nelskamp, ZZwancor, Erlus, Industrie Cotto Possagno, Creaton, Alubel, Lattonedil, Prefa, Montana, Swisspearl, Akraplast, Coverlife, Lucarnum, Trespa, Greenwood, Bauwerk, Unikolegno, Belcolor Flooring, Chimiver, Fontanot Servizi: consulenza e sopralluoghi; posa, programmi di manutenzione e di assistenza post vendita; progettazione interni ed esterni per la casa, uffici e ambienti produttivi; installazione, riqualificazione e manutenzione impianti e canne fumarie; progettazione e realizzazione piscine residenziali ed aree benessere; progettazione e posa carpenterie e tetti; fornitura e posa delle pareti ventilate; vendita e posa di scale da interno, esterno ed a botola; centro di assistenza Palazzetti riconosciuto per il Canton Ticino e i Grigioni E-commerce: sul sito internet è presente una sezione dove prenotare prodotti scontati
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Ragione sociale completa: VIP DEVELOPMENT SA Sede legale: Via Cantonale 33 - 6596 Riazzino Sito internet: www.sitovip.com Email: info@vip-development.ch Deposito: Centro Luserte F, Via Luserte 7/9 - 6572 Quartino Showroom: Via Cantonale 33 - 6596 Riazzino Titolari: CÊliane Maissen, Christian Maissen Principali categorie di prodotto: mobili da bagno, cabine doccia e sistemi d’idroterapia, minipiscine, rubinetteria, ceramica sanitaria Servizi: ristrutturazioni complete; risanamento vasche da bagno esistenti o sostituzioni con piatto doccia; posa rivestimenti in pietra naturale
Ragione sociale completa: EDILPOSA SA Anno di fondazione: 1998 Sede legale: Via Cantonale 4 - 6930 Bedano Sito internet: www.edilposa.ch Email: edilposa@edilposa.ch Punto vendita: 1 Principali categorie di prodotto: collanti e sigillanti per posatori, attrezzature e accessori Marchi: Harold Scholz, Kerakoll, Litokol, Mapei, Ardex, Weber Saint-Gobain, Falcone Bau- & Industriechemie, Merz und Benteli, Bosch, Makita, Brevetti Montolit, Raimondi, Rosset Technik, Sigma, Profilitech, SchlĂźter Systems, Lux Elements Servizi: consulenza tecnica, assistenza sia durante la fase di progettazione che durante la posa dei materiali, trasporto materiale a domicilio
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Ragione sociale completa: HG COMMERCIALE Società commerciale della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori Anno di fondazione: 1899 Sede legale: Stauffacherquai 46 - 8022 Zurigo Sito internet: www.hgc.ch Punti vendita: 41 punti vendita, di cui quattro in Canton Ticino (Genestrerio, Cadro, Castione, Losone) Showroom: 19 showroom di rivestimenti per pareti e pavimenti Cda: Beat Juen, Franco Lurati, Gian-Luca Lardi, Daniel Andreas Pfirter, Daniela Spuhler-Hoffmann, Patrice Dupasquier Principali categorie di prodotto: pavimenti e rivestimenti, materiali da costruzione, coperture, prodotti chimici, isolamento termico, costruzioni a secco, finestre a intradossi e lucernari, pozzetti, prodotti
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di drenaggio, attrezzature, DPI, giardinaggio Marchi: 3M, Helfer, Aco, Argelith, Asa-Service, Bisazza, BZB, Gazzini, Cerdomus, CreaBeton, Deutsche Steinzeug, Eczacibasi, Ergon, E. Winckelmans, Gecoglass, Geopietra, Gigacer, Inalco Ceramica, Kera Team, La Fabbrica, Land Porcelanico, Lea Ceramiche, Liapor, Misapor, MM Mannhart, Mosa, Nord Ceram, Ohra, Ceramiche Piemme, Rigip Saint-Gobain, Fontana Bismantova, Sicis, Sika, Steuler, Velux, Veriso, Vital, Vitra, Ytong, Zila, Gasser Ceramic, Zzwancor Servizi: centro corsi per costruttori edili, consegna in cantiere, fatture in formato elettronico; realizzazione facciate secondo progetto; magazzino satellite da stoccaggio, e-shop E-commerce: è possibile acquistare direttamente dall’e-shop un’ampia gamma di materiale da costruzione e attrezzatura a prezzo netto e con informazioni sulla disponibilità degli articoli
Ragione sociale completa: FRIGERIO SA Anno di fondazione: 1925 Sede legale: Via Giovanni Varesi 18 – 6600 Locarno Sito internet: www.frigerio.ch Email: info@frigerio.ch Direttore generale: Luca Poncini, Stefano Poncini Punti vendita: 2 Principali categorie di prodotto: attrezzature, elettroutensili e prodotti tecnici per l’edilizia, l’industria e l’artigianato, acciaio d’armatura e materiali da sottostruttura, lamiere, tubi, termoidraulica Servizi: consulenza tecnica; card per gestire acquisti, fatturazione individuale, cantieri o centri d’acquisto; su richiesta consegna e ritiro a domicilio; assistenza tecnica e interventi anche in cantiere; servizio incisioni
BELLINZONA LUMINO LOSONE LOCARNO
CASTIO
GIUBIASCO MANNO CADRO Ragione sociale completa: P.L. VALLI SA Anno di fondazione: 1932 Sede legale: Via Grancia 6 - 6916 Grancia Sito internet: www.valli.ch Email: info@valli.ch Punto vendita: un punto vendita con showroom Direttore: Antonio Regazzoni Principali categorie di prodotto: piastrelle, pietre naturali, pietre artificiali, arredobagno, piani cucina, parquet, arredo per esterno, attrezzature per la posa Marchi: Biopietra, Appiani, Ragno, Flaviker, Armonie Artecasa, Salvatori, La Fabbrica, Porcelanosa, Fioranese, Ariostea, L'antic Colonial, Vogue, Piemme, Il Ferrone, Agrob Buchtal, Santa Margherita, Viva,
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Novoceram, La Fenice, Trend, Lapitec, Unicom Starker, Mirage, Dsg, Systempool, Quarella, Tuscania, Marazzi, Domus Linea, Slide, Silestone, Tonino Lamborghini, Magica, Dado Ceramica, Noken, Dekton, Terratinta, Land Porcelanico, Cotto D’este, Krion, Raimondi, Target, Laminam, Coem, Koralle, Mapei, Tagina, Imso, Cipa, Gamadecor, Schlüter Systems, Sintesi, Grespania, Bärwolf, Galassia, Progress Profiles, Sant’agostino, Grazia, Bardelli, Fantini, Boxer, Saime, Gigacer, Ava, Ardeco, Sicis, Rare, Gabbianelli, Bellacasa, Azzurra, Bisazza Servizi: consulenza personalizzata; servizio di posa in opera; consegna a domicilio; servizio riparazioni; lavorazioni su misura in laboratorio
SAVOSA GRANCIA GENESTRERIO
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Ragione sociale completa: REGUSCI RECO SA Marchio ticinese di BMS Building Material Suisse Anno di fondazione: 1925, ceduta a CRH nel 2008. Dal 3 febbraio 2020 CRH Swiss Distribution ha cambiato nome in BMS Building Materials Swiss, parte di BME (Building Materials Europe, ex CRH Europe Distribution) Sede legale: Viale Portone 29 - 6500 Bellinzona Sito internet: www.reguscireco.ch Email: info@reguscireco.ch Punti vendita: il gruppo ha 120 punti vendita, di cui sette in Canton Ticino (Arbedo-Castione, Bellinzona, Biasca, Coldrerio, Locarno, Losone, Manno) Showroom: il gruppo possiede 32 showroom, di cui due in Canton
Ragione sociale completa: EDILCENTRO WULLSCHLEGER SA Anno di fondazione: 1900 Sede legale: Via del Tiglio 6 - 6512 Giubiasco Sito internet: www.edilcentro.ch Email: info@edilcentro.ch Titolare: famiglia Wullschleger Punti vendita: 7 Showroom: 2 Magazzino: 73.000 mq (superficie totale - interno+esterno dei sette magazzini) Principali categorie di prodotto: materiali grezzi per la costruzione, l’isolamento, le attrezzature e il legname, semilavorati, sistemi a secco, sottostrutture finiture interne, arredobagno, pavimentazione e porte
Ticino (Arbedo-Castione e Manno) Principali categorie di prodotto: sale da bagno, piastrelle, parquet, porte, cucine, materiali edili e legnami, prodotti per l’allestimento degli spazi outdoor, antinfortunistica, impianti Marchi: tutti i principali marchi del settore e due marchi proprietari: ProCasa è il marchio di Regusci Reco che offre un ampio ventaglio di piastrelle e parquet, oltre a bagni completi adatti a stili e budget differenti; ProOne è il marchio Regusci Reco di utensili e materiali edili per i professionisti Servizi: configuratore rivestimenti per pavimenti; app Reco Pro per smartphone e tablet con il catalogo completo e interattivo dei sanitari e le schede di montaggio di oltre 7mila articoli, consegna in cantiere; taglio e preparazione di lastre piatte di Eternit; taglio del legno
Ragione sociale completa: LUMAFER SA Sede legale: Via Cappella Nuova 2 - 6533 Lumino Sito internet: www.lumafer.ch Email: info@lumafer.ch Punti vendita: un punto vendita con magazzino Principali categorie di prodotto: segnaletica cantieristica e stradale, strumenti di misurazione, attrezzature e materiali edili antinfortunistica Marchi: Altrad Baumann, Klemmfix, Meva, SpannStahl
ONE Ragione sociale completa: TAIANA SA Anno di fondazione: 1958 Sede legale: Via Pobiette 1 - 6928 Manno Sito internet: www.taiana.ch Email: taiana@taiana.ch
Ragione sociale completa: TICINOCOLOR SA Anno di fondazione: 2008 Sede legale: Via San Gottardo 146 - 6942 Savosa Sito internet: www.ticinocolor.ch Email: info@ticinocolor.ch Titolari: Mauro Sangalli Punti vendita: negozio multimarca che fornisce principalmente colori e vernici, rivolgendosi ad artigiani e professionisti del settore come F e b b r a i o
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Titolare: Claudio Taiana Punti vendita: 2 Principali categorie di prodotto: materiali edili, ferramenta, legname, porte
pittori, imbianchini, imprese edili e di gessatura. Inoltre fornisce anche prodotti come cartongesso e parquet Principali categorie di prodotto: colori, vernici, sistemi a secco, isolamento, parquet, utensili e accessori, DPI, misuratori laser Marchi: Meffert, Ruco, Sax Farben, Sika, CD-Color, Schekolin, Storch, Greutol, Antica Signoria, Elekta, Kerakoll, Weber Saint-Gobain, Impa, Amonn, Gamma Pennelli, Astra, Leica
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DISTRIBUZIONE
IL CONSORZIO? È IDEALE Nasce a Milano una nuova realtà fondata da un team di professionisti: Paola Cameroni, Marco Marzocchini e Marco Siracusa. I soci fondatori sono Matteo Cabrio (Cabrio Edilizia), Cristiana Morandini (Centro Fiducia) e Claudio D’Ubaldo (Rec). E hanno un obiettivo ambizioso
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di Valentina Anghinoni
l 2020 si apre con una novità anche per gruppi e consorzi legati alle rivendite edili. A Milano, infatti, è stata annunciata la fondazione del consorzio Ideale. Il nome è un acronimo e sta per Insieme Distributori Edili Associati Leader Esemplari. Fondato da un team di professionisti e specialisti del settore composto da Paola Cameroni, Marco Marzocchini e Marco Siracusa, intende raccogliere le istanze di chi vuole migliorare la competitività della propria azienda, partendo dalla consapevolezza che ormai lo scenario di vendita del mercato è totalmente cambiato rispetto al lontano e recente passato, e che serve munirsi di nuovi
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strumenti per fare il salto di qualità di cui il settore delle rivendite edili ha bisogno. I soci fondatori sono Matteo Cabrio (Cabrio Edilizia), Cristiana Morandini (Centro Fiducia) e Claudio D’Ubaldo (Rec). LA MISSION Marco Siracusa, responsabile per organizzazione e business networking di Ideale, ha puntualizzato proprio la necessità di un approccio innovativo adatto al cambio di paradigma che la distribuzione edile si trova a fronteggiare: «Abbiamo a che fare con un nuovo scenario. Non dobbiamo semplicemente fare meglio quello che stanno facendo i nostri concorrenti. Vogliamo innovare. E vogliamo farlo usando il marketing, i social media, introducendo questi strumenti come ausilio quotidiano per i nostri associati». La vera novità preannunciata dal consiglio d’amministrazione della neonata realtà associativa risiede nell’impegno dichiarato da Ideale di fornire, a fianco delle tradizionali convenzioni con i produttori, una strategia a 360 gradi. I pilastri fondamentali saranno: marketing e business plan, lavoro sinergico con i fornitori e, ultimo ma non meno importante, la creazione di nuovi format commerciali all’interno delle rivendite. IL MARKETING Ideale ha deciso di affidare il proprio sviluppo commer- ciale (e quello Da sinistra, Marco Marzocchini, Cristiana Morandini, Claudio D’Ubaldo, Marco Siracusa, Paola Cameroni, Matteo Cabrio © Lisa Conti
dei suoi associati) non soltanto alla fondamentale esperienza dei propri soci fondatori, ma anche a consiglieri esterni esperti nell’ambito della rivendita edile, che proprio in virtù del loro ruolo possono fornire una visione globale del mercato, spiega Marco Marzocchini, responsabile marketing: «In collaborazione con Paola Cameroni, socio fondatore di Dinamica Result Based Consulting, abbiamo costituito un business plan notevole, che secondo me farà la differenza per i nuovi soci». Dal canto suo, Paola Cameroni, nel cda e responsabile finanza, amministrazione e controllo, chiosa: «Nel progettare il nostro modello aggregativo siamo in grado di dare una qualificata risposta alle molteplici domande di aiuto rivolteci dai rivenditori per tramite di Dinamica Result Based Consulting, la società di consulenza più attiva e riconosciuta nel settore, giunta in questi giorni al 26esimo anno di attività». Insomma, la finalità del gruppo Ideale è fornire agli associati, indipendentemente dalla regione in cui si trovano, un modello da adottare per essere più competitivi nel proprio territorio di competenza. LA PARTNERSHIP Matteo Cabrio, presidente del consorzio, si sofferma sul concetto di partnership. Il focus non sarà limitato alla ricerca del premio, ma mirato alla creazione di una relazione d’affari il più possibile feconda con le aziende di produzione: «Crediamo che nel 2020 non ci debba più essere una distinzione tra rivenditore, fornitore, impresa e cliente, ma una filiera che noi vogliamo ordinare, stabilendo una collaborazione tra i vari attori». Un progetto condiviso, che intende portare valore a tutti i suoi membri: non solo un gruppo di acquisto, dunque, ma anche di vendita. «Abbiamo ragione di credere che saranno proprio i nostri partner i primi soggetti in grado di comprendere, sostenere e valorizzare un nuovo concetto di partnership, basato sulla consapevolezza che tutto il settore distributivo dev’essere in grado di improntare la sua presenza in modo qualificato, significativo e non speculativo all’interno della catena del valore». Un modello che pone alle sue fondamenta la collaborazione tra distributori e produttori. IL FORMAT Un altro punto sul quale spesso si avverte la necessità di migliorare, quando si parla di rivendita edile, è proprio la rivendita stessa, intesa come realtà fisica. La Gdo, da questo punto di vista può essere una fonte di ispirazione per quanto riguarda la riconoscibilità del brand e la chiarezza nell’esposizione della merce e dei prezzi. Marco Siracusa individua tre categorie fondamentali di format commerciali: quello dedicato alla riqualificazione energetica degli edifici, quello pensato per la riprogettazione degli interni e infine la rivendita di prodotti a basso contenuto consulenziale, che ben si presta al sistema fai-da-te. «Il layout dei punti vendita deve permettere al cliente di capire a chi si è rivolto. Vogliamo promuovere la creazione di uno spazio interno alla rivendita che sia ben chiaro e definito, anche nel caso del prodotto edile puro». Cristiana Morandini aggiunge: «Il format commerciale è un metodo di lavoro che metteremo a disposizione dei soci, ma è anche un insieme di esperienze, professionalità e volontà imprenditoriali che si potranno proporre e alimentare nel tempo».
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I FERRI DEL MESTIERE
C’è un effetto Greta nella distribuzione edile?
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entre la rivendita viveva la sua crisi, tutto il mondo è cambiato intorno a lei. Dieci anni fa l’edilizia sembrava dovesse soccombere, dopo l’overdose di fatturato dei primi anni Duemila. Oggi i bilanci delle
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costruzioni raccontano che si è ripresa, grazie a un’offerta profondamente riconf igurata, la quale scorre in nuovi canali del tutto sconosciuti pochi anni fa. Nel frattempo è esploso il fenomeno Greta Tumberg e la crisi ambientale su cui
punta il dito la giovane attivista svedese fa presagire una nuova trasformazione. Che effetto avrà sulla rivendita edile? Osservando il «gretinismo» dall’esterno, si ha la sensazione che sia la crisi ambientale ad aver preso le sembianze F e b b r a i o
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di Greta, non viceversa, anche se non si parla d’altro che di lei e di come il suo impegno ha spaccato il mondo. Segnale di cambiamento Ma quello che sostenitori e detrattori della svedesina non considerano, distratti dal dimostrare chi ha ragione, è che Greta è solo il messaggero, il segnale di un altro profondo cambiamento, il cui vero messaggio va oltre gli effetti dell’azione dell’uomo sul clima. Greta non sarebbe diventata quello che è 10, 20 o 30 anni fa. Tanto per fare degli esempi, 30 anni fa lo spessore medio di un isolante termico era inferiore a 30 millimetri e a Milano c’era ancora la nebbia. E 20 anni fa l’edilizia ha iniziato una folle corsa culminata con la caduta di Lehmann Brothers, dei castelli di carte della finanza e del settore delle costruzioni in tutto il mondo. Dieci anni fa eravamo così storditi dagli effetti della crisi, da indurci a trovare conforto nella socializzazione digitale. Credete che se fosse spuntata Greta in quei frangenti, avrebbe avuto lo stesso effetto? Greta è diventata il simbolo del cambiamento perché il mondo e le nuove generazioni, oggi, sono pronti a recepirlo. È l’espressione di una trasformazione che è già presente nei magazzini edili da tempo. Sì, è da almeno 30 anni che la giovane svedese è stata «concepita», perché anche allora si parlava di cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile. Greta è
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Se fossi un rivenditore, mi chiederei come rispondere alla crescente domanda di energia rinnovabile e in che modo questa possa modificare le case di domani una neonata, ma quando lei e la sua generazione saranno grandi, i magazzini edili avranno altri connotati. Questa rubrica si chiama «I Ferri del mestiere» e ogni volta mi chiedo di quale ferro parlare, quale è l’equivalente dello scalpello, per il rivenditore edile. Ebbene, sono convinto che il rivenditore sia la soluzione ai problemi delle persone che vivono e lavorano fuori dal suo recinto, impegnati a costruire o rinnovare il mondo delle costruzioni. Per cui, il vero ferro del mestiere, per un rivenditore, è la capacità di conf igurare la sua offerta in un mondo in costante evoluzione. Ben venga il negozio del futuro in stile Würth, completamente automatizzato, monumento alla omnicanalità, alla rivoluzione digitale e alla tecnologia. Ma quello che i clienti troveranno al suo interno tra dieci anni, dipenderà da come le persone affronte-
ranno i loro problemi da ora in poi. Che ci crediate o no, i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico inf luenzeranno le scelte nel mondo delle costruzioni molto più di quanto stiano già facendo. Se fossi un rivenditore, mi chiederei come rispondere alla crescente domanda di energia rinnovabile e in che modo questa possa modif icare le case di domani. Che impatto avrà in edilizia l’esigenza di alimentare le auto elettriche? Come si trasformeranno le case per far spazio alle batterie, ai pannelli fotovoltaici e ai generatori eolici? Come cambieranno le pareti e i tetti per resistere alla crescente forza distruttiva del clima? Scegliere l’attrezzo giusto Immaginate di giocare una partita di golf, avete il vostro caddy accanto con una borsa piena di bastoni ed è arrivato il vostro turno. Quale ferro scegliete per evitare i bank e l’acqua che si frappongono tra voi e la prossima buca? Colpirete la pallina con un effetto Greta Tumberg, oppure sarete disposti a subire le conseguenze del tiro del vostro avversario, quando lo farà al vostro posto? di Marco Buschi Marco Buschi si occupa di marketing e copywriting a risposta diretta in edilizia. marco@marketingcommerciale.com Su Linkedin: Marco Buschi Marketing Commerciale.
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All’ultima edizione dell’evento dedicato al costruire sostenibile YouTrade ha raccolto pareri, opinioni e, soprattutto, ha individuato le soluzioni più moderne dedicate alla ristrutturazione e alla costruzione di edifici meno energivori. Le novità? Parecchie. E non sono mancate le sorprese, come potrete leggere nelle pagine che seguono questo focus
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Ha debuttato il format Hhh (Home, Health & Hi-Tech) che ha richiamato medici ed esperti per guardare in modo interdisciplinare a benessere e salubrità indoor
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Ottimismo, innovazione e grande attenzione alla sostenibilità. Alla Fiera di Bolzano le aziende si sono concentrate sull’edilizia green. Dal riciclo dei materiali alle soluzioni per abbassare i consumi energetici, ecco le soluzioni presentate ai 36 mila visitatori
di Veronica Monaco
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ertificazioni, economia circolare, riciclo e ottimismo. Sono le parole chiave emerse da Klimahouse 2020, primo appuntamento fieristico dell’anno che consente, a chi sa mettersi all’ascolto, di captare umori, progetti e strategie di un mercato che sembra stia finalmente decollarndo, ma che non nasconde grandi opportunità di sviluppo. Il salone internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia ha chiuso con un bilancio più che positivo, con una presenza di oltre 36mila visitatori che hanno scelto Bolzano come tappa per scoprire nuovi sistemi e standard tecnologici per edifici sempre più sostenibili. In assenza di rivoluzioni tecnologiche, insomma, l’attenzione è stata calamitata sulle soluzioni per far funzionare quelle esistenti. A cominciare dal riciclo dei materiali, compresi quelli che risultano dalle demolizioni. Un passo in avanti verso la soste-
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nibilità che, oltretutto, sembra dare i suoi frutti: non sono state poche le aziende che hanno rivelato, con soddisfazione, un pingue portafoglio ordini, in alcuni casi con un business programmato già fino a dicembre. TECNOLOGIE AL CENTRO Al centro delle proposte l’innovazione, che i 450 espositori presenti a Klimahouse 2020 hanno delineato con prodotti e soluzioni concrete per la nuova edilizia: materiali ad alte prestazioni e a impatto ridotto, tecniche costruttive e impianti sempre più efficienti, dispositivi smart e hi-tech. Tra le iniziative più importanti quella dell’altoatesina LenEco, vincitrice del Klimahouse Trend, premio rivolto alle aziende che si sono distinte per le capacità nella ricerca industriale e tecnologica. A ricevere la medaglia d’oro per l’innovazione il sistema co-
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Sopra, premiazione a Onda Z, l’hackathon che ha coinvolto oltre 60 ragazzi sotto i 25 anni. In alto, al centro, una app al format Hhh (Home, Health & Hi-Tech) dedicato al tema del benessere e della salubrità indoor. In alto, a destra, visitatori al Klimahouse 2020. Sotto, la premiazione di Fbp al Klimahouse Future Hub Award 2020, concorso rivolto alle giovani start up
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struttivo LinaHaus, che mediante l’utilizzo di componenti interamente in legno non trattato, permette di realizzare edifici in legno massiccio senza coibentazione o strati di rivestimento aggiuntivi, semplificando dunque la posa ed evitando l’utilizzo di materiali derivati dal petrolio. All’interno del Klimahouse Trend hanno ricevuto un riconoscimento anche le aziende Gkn Sinter Metals per il suo sistema di stoccaggio ad idrogeno Hy2green e la Fröling per la caldaia a condensazione a pellet che integra un filtro antiparticolato elettromagnetico autopulente. L’innovazione è stata al centro anche del Klimahouse Future Hub Award 2020 rivolto alle giovani start up, che ha premiato Fbp – Future is a Better Place per il suo segnalatore che rileva la qualità dell’aria nelle aule scolastiche, usando algoritmi di intelligenza artificiale. ORTI URBANI IN CONDOMINIO «Non più solo materiali e soluzioni costruttive per tecnici e progettisti, ma un vero e proprio ecosistema sul tema del costruire bene e vivere bene rivolto a tutti. Quest’anno abbiamo esteso la manifestazione a tutta la città e ospitato giovani e medici che ci hanno offerto nuovi importanti stimoli su cui è importante lavorare per dare nuove risposte concrete. Il numero di visitatori, l’interesse mediatico ottenuto e il grande fermento respirato nei quattro giorni di manifestazione sono un incoraggiamento per andare avanti in questa direzione», afferma il direttore di Fiera Bolzano Thomas Mur, ampiamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Un grande contributo per ridisegnare il futuro del green building è arrivato da Onda Z, l’hackathon che ha coinvolto oltre 60 ragazzi sotto i 25 anni, che hanno presentato le proprie idee e soluzioni. L’idea vincitrice, firmata da Laura, Giulia, Riccardo ed Emanuela (provenienti rispettivamente da Bolzano, Rapallo, Pomezia e Torre del Greco) F e b b r a i o
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mira a riportare la natura in città attraverso la produzione di cibo in piccola scala. Il progetto si chiama Greenisland e si pone l’obiettivo di offrire servizi per l’installazione di orti urbani sui condomini che rispettino la sinergia della natura e la corretta combinazione tra le diverse specie coltivate. SALUBRITÀ INDOOR A Klimahouse 2020 ha fatto il suo debutto il format Hhh (Home, Health & Hi-Tech) che ha richiamato medici ed esperti del mondo dell’edilizia per guardare in modo interdisciplinare e interprofessionale al tema del benessere e della salubrità indoor. «Diverse patologie si manifestano all’interno di edifici insalubri ed è importante formare e informare le persone sulle diverse tipologie di bioarchiettura sana che incidono tantissimo sulla salute delle persone (…) è importante informare tanto i professionisti come architetti e progettisti all’idea di un edificio più salubre tanto quanto i medici, infermieri e tutti coloro che ruotano intorno alle professioni sanitarie per lavorare insieme, e non in modo disaggregato, con un linguaggio comune e comprensibile. Per iniziare a progettare in modo differente», dichiara Umberto Moscato, professore del Dipartimento di Assistenza di Sanità Pubblica–Istituto di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Grande successo anche per le visite guidate agli edifici sostenibili più virtuosi dell’Alto Adige, organizzate in collaborazione con la Fondazione Architettura, e per il Klimahouse Congress con i suoi quindici speaker internazionali. Tra questi il climatologo Luca Mercalli, a cui è stata consegnata la targhetta di certificazione CasaClima R dell’Agenzia CasaClima per il recupero di una vecchia casa di montagna del 1732, trasformata in un esempio di sostenibilità ambientale e di autosufficienza energetica.
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TUTTE LE NOVITÀ DELL’EDILIZIA VERDE Alla recente Fiera di Bolzano YouTrade ha incontrato le aziende specializzate del settore e ha scoperto le proposte più interessanti per chi lavora nella filiera dei materiali. Ecco le soluzioni descritte nelle interviste da manager e imprenditori presenti all’evento
di Valentina Anghinoni e Veronica Monaco
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UNA NUOVA TAVELLA COIBENTATA DARIO MANTOVANELLI responsabile project sales Wienerberger Domanda. Com’è andato il 2019 e cosa vi aspettate per il futuro? Risposta. Il mercato si è stabilizzato e si cominciano a vedere nuovi progetti e un timido incremento. Si nota anche una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sempre più cantieri richiedono certificazioni e attestati rispetto ai prodotti utilizzati. A breve pubblicheremo il certificato Epd: quest’etichetta ambientale è un’importante dimostrazione del nostro impegno. Wienerberger crede molto nella trasparenza della carta di identità dei suoi prodotti, e penso che questo ci premia e ci premierà sempre più in futuro. D. Parliamo della novità Wienerberger: che cosa avete presentato a Klimahouse?
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R. Una nuova tavella coibentata che abbina laterizio e isolante per correggere i ponti termici. La maggior parte degli edifici in Italia viene fatta con telai in cemento armato dove si verifica spesso questo fenomeno. Grazie a questa tavella, ammorsata alla parete, riusciamo a correggere il ponte termico facendo in modo che la parete esterna sia fatta tutta in laterizio per realizzare una casa massiva, in grado di risparmiare molta energia in inverno e avere il massimo comfort in estate tenendo fuori il calore. La parte isolante può essere sia in lana minerale sia in altri materiali più tradizionali, quello in lana di roccia ha il vantaggio di essere in classe A1 come resistenza al fuoco. Inoltre in interventi di efficientamento energetico la tavella coibentata Wienerberger può essere utilizzata anche come cappotto per l’interno, ad esempio in edifici vincolati dove non è possibile lavorare in facciata. Siamo sempre più convinti che sia necessario presentare soluzioni complete a imprese e progettisti. Dalla sua parte Wienerberger ha un portfolio prodotti molto evoluto, con materiali altamente performanti, ma adesso è molto importante offrire i giusti accessori per completare progetti in classe A.
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TERRACOAT, IL CAPPOTTO PREFABBRICATO CON RIVESTIMENTO IN LATERIZIO ALBERTO LIBERO direttore commerciale Terreal Italia Domanda. Com’è andato il 2019 e come si è aperto il 2020? Risposta. Il 2019 per Terreal Italia è stato un anno importante. Abbiamo dovuto prendere delle decisioni strategiche per il futuro dell’azienda e ottimizzare l’acquisizione di Pica avvenuta due anni fa. Dal punto di vista dei volumi di vendita e di fatturato è stato un anno positivo perché abbiamo centrato gli obiettivi che ci eravamo dati . Il mercato sia per quanto riguarda le coperture che per il faccia a vista è
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BLOCCHI IN LATERIZIO RIEMPITI CON EPS E GRAFITE GIANNI MENEGHINI vicepresidente Fbm Domanda. Com’è andato il 2019 per Fbm? Risposta. Il 2019 è stato l’anno di inversione vera e propria di tendenza. Il fatturato è cresciuto bene, e anche sul fronte dei prezzi siamo riusciti a recuperare marginalità rispetto agli anni precedenti, quindi siamo molto soddisfatti. D. Avete fatto anche delle acquisizioni… R. Sì, abbiamo portato a termine delle acquisizioni. La concentrazione nel settore F e b b r a i o
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sempre in difficoltà: le nuove costruzioni danno piccoli segnali di risveglio, la riqualificazione vede tanti competitor, quindi il lavoro è difficile e complesso. Nel nostro settore qualche nostro concorrente si è ritirato dal mercato, questa cosa può aprire nuove opportunità, ma è anche il segnale che il mercato va rivisto. In questa ottica stiamo lavorando al nostro interno per presentare l’azienda in maniera sempre più tecnica, puntando non più alla vendita del singolo elemento ma su soluzioni integrate per affrontare le esigenze dell’architettura contemporanea e sul supporto tecnico. D. Quali sono le vostre previsioni per il 2020? R. Sostanzialmente non ci aspettiamo evoluzioni né positive né negative. Non penso che il mercato abbia grossi stravolgimenti, e penso che più o meno ci terremo sulla falsariga dell’anno precedente. Vogliamo continuare sulla strada già intrapresa, presentando qualche nuovo prodotto e riposizionando alcuni marchi, grazie al grande lavoro di marketing e comunicazione che stiamo portando avanti. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse?
R. Questa edizione di Klimahouse ha rappresentato per Terreal Italia un momento clou perché abbiamo presentato Terracoat, il cappotto prefabbricato con rivestimento in laterizio faccia a vista. Siamo molto felici di presentare questa soluzione per l’isolamento, che permette di soddisfare tutte le esigenze della moderna architettura. In più, grazie alle varie finiture e formati disponibili, e agli elementi speciali e accessori, Terracoat è in grado di adattarsi alle richieste di ogni cliente, per un progetto davvero su misura.
dei laterizi è inevitabile, dati i volumi ormai ridotti. Abbiamo puntato soprattutto a prodotti che ci hanno portato a incrementare i volumi. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre previsioni a fine anno? R. Sicuramente il Sismabonus e gli incentivi fiscali apriranno opportunità in più rispetto all’anno scorso, ma il trend positivo va supportato con innovazioni ad alto livello tecnologico che permettono di aumentare le marginalità e nuove concentrazioni. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Una gamma di blocchi in laterizio riempiti con Eps e grafite e nuove linee di tegole, mercato in cui siamo leader in Italia, dalle prestazioni superiori. Come la linea Coppo Alpino, ottenuta con una miscela di argille selezionate e un’attenzione al processo produttivo tale da garantire i più alti standard qualitativi.
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SOLUZIONI LEGGERE E ISOLANTI LECA
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NUOVI SISTEMI PER COPERTURE A FALDE E PIANE
AURELIO GERACE referente tecnico Triveneto e Emilia-Romagna Laterlite
CARLOS HERNANDEZ PUENTE direttore generale BMI Italia Domanda. Come è andato il mercato nel 2019? Risposta. Il mercato delle coperture in generale non sta crescendo molto. L’ inizio dell’anno è stato molto interessante, poi le condizioni climatiche hanno rallentato un po’ le attività in cantiere. Il Gruppo BMI rimane comunque il numero uno nel mondo, con un fatturato di 5 miliardi solo per il settore delle coperture, ed è l’unico a occuparsi contemporaneamente di tetti piani e a falda. D. Che cosa vi aspettate da quest’anno? R. Il mercato sarà più o meno stabile. I numeri saranno più o meno sulla falsariga dell’anno precedente. Per il 2020 BMI ha comunque tante novità in cantiere. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. In fiera abbiamo presentato nuovi sistemi per le coperture a falda e piane che permettono di facilitare la posa e risparmiare tempo in cantiere, fino al 35-40% rispetto a un sistema tradizionale. In particolare abbiamo due nuove soluzioni: System Pro e System First con isolante in poliuretano PIR. In più siamo in grado di offrire una garanzia di 15 anni su tutto il sistema tetto.
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UN COPPO COME UNA VOLTA, MA MODERNO MATTEO RIGHETTO key account manager Vardanega Domanda. Com’è andato il 2019 per Vardanega? Risposta. È stato un anno di crescita, notevole soprattutto all’estero ma anche per il mercato nazionale che dà segnali incoraggianti. D. Come si è aperto il 2020 e quali aspettative avete per quest’anno? R. Anche il 2020 si è aperto molto bene, le condizioni meteorologiche favorevoli ci hanno dato una mano. Nel 2020, vogliamo riconfermare e rafforzare il trend dello scorso anno e magari anche fare ancora meglio. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Abbiamo presentato Coppo Autentico per soddisfare coloro che cercano una copertura dall’aspetto anticato, non solo per colorazione ma anche nel senso materico. Questo manufatto si presenta con una superficie rigata, che richiama i segni che in passato le dita lasciavano sulla superficie dell’argilla nell’atto di modellare il coppo. Coppo Autentico è indicato nei lavori di restauro o rifacimento dei tetti, là dove ci siano vincoli paesaggistici. Garantisce inoltre i più elevati standard di resistenza al gelo, ben al di sopra dei cicli richiesti dalla normativa vigente, e si attesta al vertice anche per le altre certificazioni richieste dalla normativa sui manti di copertura in laterizio.
Domanda. Com’è andato il 2019 per l’azienda? Risposta. Il 2019 è stato un anno stimolante e positivo per le soluzioni leggere e isolanti Leca culminato con l’entrata nel gruppo di Ruregold, specializzata nel rinforzo delle strutture in calcestruzzo e muratura. D. E che cosa vi aspettate dal 2020? R. Anche per il 2020 Laterlite punta sulla continua ricerca di nuovi sistemi e soluzioni per costruire e ristrutturare con leggerezza in modo moderno, in sicurezza, comfort e con prestazioni certificate. D. Quali novità avete presentato a Klimahouse? R. Laterlite propone la gamma di soluzioni leggere e isolanti a base di argilla espansa Leca per l’efficienza energetica e il consolidamento dei solai. Le soluzioni spaziano dall’isolamento contro terra con argilla espansa Leca TermoPiù ai sottofondi a secco in PaviLeca, dai massetti ad alta conducibilità e basso spessore per sistemi di riscaldamento/raffrescamento a pavimento della gamma PaRis al nuovo sistema di consolidamento dei solai e cerchiatura antisismica Perimetro Forte della gamma CentroStorico. LecaSistemi propone blocchi e sistemi costruttivi per murature Lecablocco ad alta efficienza energetica e con un contenuto di materiale riciclato oltre il 5%. Fa il suo debutto il marchio Ruregold, entrato recentemente a fare parte del Gruppo Laterlite, con le soluzioni per il rinforzo strutturale e adeguamento sismico di edifici e infrastrutture.
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PURO COMFORT PER L’EDILIZIA NATURALE ROBERTO COVI amministratore delegato Gruppo Miniera San Romedio Domanda. Com’è andato il 2019 per l’azienda? Risposta. Direi che è stato estremamente positivo. Il 2019 è stato il primo anno di rilancio del gruppo da quando siamo partiti con i marchi Tassullo e Hd System due anni fa. Quest’anno siamo venuti a Bolzano per presentare il nuovo progetto Puro Comfort, un marchio che nasce da un’attività di ricerca che dura da molti anni e che sta dando oggi i primi risultati. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre aspettative a fine anno?
R. Credo che sarà un anno decisivo per tutti i progetti che abbiamo messo in campo. In particolare, per il nuovo marchio Puro Comfort, una novità che riguarda l’edilizia naturale composta da prodotti, soluzioni e strumenti per progettare il benessere all’interno degli ambienti. Il sistema parte dal pluriennale progetto di ricerca Dhomo che stiamo portando avanti con l’Università di Trento. Si tratta di sei edifici monitorati in tempo reale che permetteranno di identificare le differenze e i vantaggi di diversi sistemi costruttivi. Il progetto è stato presentato in anteprima in fiera a Bolzano e ha avuto un riscontro enorme. Il nostro posizionamento sarà sempre più tecnico e dobbiamo prepararci internamente a raggiungere questo obiettivo, anche formando la nostra rete vendita ad affrontare il mondo delle costruzioni a 360 gradi. Il restauro è sicuramente il nostro fiore all’occhiello e anche il comfort diventerà uno degli aspetti su cui saremo riconosciuti come leader di mercato. D. Che incremento vi aspettate? R. A doppia cifra.
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POLIISO AIR PER LA CANALIZZAZIONE DELL’ARIA PAOLO LUSUARDI amministratore delegato Ediltec Domanda. Com’è andato il 2019 e quali sono le vostre previsioni al 2020? Risposta. Il 2019 è stato un buon anno che ci ha spinto ad investire. Il 2020 si è aperto piuttosto bene ed i segnali sono incoraggianti anche per il resto dell’anno. Poi ovviamente si è sempre legati a scenari macroeconomici ed andamenti politici un po’ incerti, che speriamo non vadano a influenzare negativamente quello che è un trend di settore abbastanza positivo. D. Quale novità avete presentato in fiera? F e b b r a i o
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R. Una novità molto importante per Ediltec: Poliiso Air, un sistema di pannelli ed accessori per la realizzazione di canali per il trasporto dell’aria. Si tratta di un mercato nuovo rispetto a quello in cui si è mossa l’azienda negli ultimi 30 anni e rappresenta quindi una sfida importante. Usciamo, infatti, dall’ambito dell’edilizia tradizionale e gli interlocutori trattano prevalentemente impiantistica e termoidraulica. D. Quali sono le caratteristiche e i plus del vostro prodotto rispetto alla concorrenza? R. Poliiso Air permette di realizzare canalizzazioni già preisolate, offrendo quindi velocità e leggerezza. Si tratta di un sistema completo, con pannelli disponibili in diverse finiture sia per interno che per esterno, oltre a tutta una serie di accessori. In più offriamo l’esperienza di un’azienda che 30 da anni si occupa di isolamento termico.
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COPERTURE DI NUOVA GENERAZIONE CON I PANNELLI ANDREA MENOZZI presidente xt insulation Domanda. Com’è andato il 2019 per xt insulation? Risposta. I primi sei mesi sono stati abbastanza stanziali, c’è stato un periodo climatico abbastanza gravoso per le costruzioni. Poi nella seconda parte c’è stato un buon incremento di vendite nel reparto edile. D. Come si è aperto invece il 2020 e quali sono le vostre aspettative per quest’anno? R. Il 2020 si è aperto con una leggera crescita, grazie ai segnali positivi del comparto edile, ma soprattutto grazie all’ottimo lavoro che stiamo facendo sul fronte logistico e ai servizi che siamo in grado di offrire rispetto ad altre aziende. Per quest’anno pensiamo inoltre di crescere nel settore industriale con nuovi prodotti. D. Quali novità avete in serbo per il 2020? R. Stiamo completando la gamma di prodotti con pannelli di copertura di nuova generazione e abbiamo in cantiere alcune soluzioni nel comparto industriale e della climatizzazione. Sono nuovi prodotti che non ci sono ancora sul mercato e presenteremo tra qualche mese.
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UN TOCCO D’ARTISTA
LANA MINERALE DA RECORD
FRANCESCA RAMPOGNA marketing communications manager Knauf Insulation Italia
PAOLO CURATI managing director Knauf Insulation Italia
Domanda. Quali novità avete presentato a Klimahouse? Risposta. Quest’anno abbiamo osato ancora di più, abbiamo alzato l’asticella per comunicare in maniera innovativa gli aspetti di comfort dei nostri prodotti. Lo abbiamo fatto attraverso delle rappresentazioni che portano la firma dell’artista Joshua Held, che ha realizzato per noi delle vignette dedicate. Nei disegni vengono presentate delle situazioni di discomfort, partendo addirittura dalla preistoria, fino ad arrivare alle soluzioni Knauf Insulation. I prodotti non si vedono mai perché la nostra risposta è nel muro: i nostri isolanti sono invisibili, ma permettono di garantire il massimo benessere a livello termico, acustico e di qualità dell’aria. La gamma di prodotti continua ad aumentare per cercare di rispondere a tutte le esigenze di mercato, e siamo gli unici a presentare la tecnologia Ecose, sia per la lana di vetro che di roccia, nostro cavallo di battaglia.
Doma nda . Com’è andato il 2019 per Knauf Insulation? R isposta. Sia per il gruppo che per il mercato italiano è stato un anno record, caratterizzato da una grande crescita e trasformazione. Il 2019 si è contraddistinto per la partnership con Knauf, l’altra società del gruppo, che ha portato alla creazione di una nuova supply chain e la possibilità di offrire nuovi servizi alla clientela, ottimizzando il posizionamento di prodotto e la logistica. Abbiamo inoltre cercato di valorizzare ancora di più i prodotti realizzati con tecnologia Ecose per la produzione della lana minerale, che rappresentano un fiore all’occhiello per Knauf Insulation. Tutti gli sforzi di marketing e comunicazione che abbiamo fatto finora hanno pagato e stanno pagando. D. Come si è aperto il 2020 e cosa vi aspettate da quest’anno? R. La lana minerale, quale materiale per l’isolamento termoacustico, ha il più basso livello di consumo pro capite in Europa e un sistema legislativo ancora molto arretrato. Questo rappresenta per il Paese una grande sfida e per noi una grossa opportunità di crescita. E rappresenta anche una grande opportunità tecnologica, soprattutto sul tema della resistenza al fuoco dove gli isolanti in lana minerali sono incombustibili. Riteniamo dunque che il 2020 possa essere un altro anno positivo che ci permetterà di consolidare la nostra posizione sul mercato. F e b b r a i o
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UN IMPEGNO PER LA SOSTENIBILITÀ MASSIMILIANO STIMAMIGLIO ad Stiferite Domanda. Com’è andato il 2019? Risposta. Stiferite è un’azienda dedicata alla produzione di isolanti termici in poliuretano espanso. Il 2019 è stato un anno molto buono, che si è manifestato nei mesi in maniera molto diversa. Non ci sono più stagionalità come una volta, tutto è molto più variabile, e dipende anche dalla presenza di grossi cantieri. Ancora adesso vediamo mancare l’edilizia residenziale di nuova costruzione. Diciamo che il mercato è sostanzialmente stabile. Comunque abbiamo chiuso l’anno molto bene: sono entrati alcuni lavori nuovi disposti l’anno precedente, abbiamo lavorato su un controllo più capillare della rete vendita
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e l’inserimento di nuovi funzionari, su certificazioni di prodotto e presentazione agli studi tecnici. Ci riteniamo abbastanza soddisfatti, riuscendo a recuperare quel gap che avevamo perso negli anni passati con i grossi aumenti del poliuretano. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre proiezioni a fine anno? R. Il 2020 si sta rivelando abbastanza interessante. C’è un po’ di incertezza sul fronte delle normative, molti cantieri sono in attesa, però prevedo che il 2020 possa essere un anno buono. D. Quali novità avete presentato a Klimahouse? R. Non abbiamo presentato grandi novità, ma stiamo lavorando moltissimo sul fronte della sostenibilità dei prodotti e dell’economia circolare. Anche qui in attesa di chiarimenti sulle normative che potranno venire nei prossimi mesi. Intanto, abbiamo studiato prodotti ancora più sostenibili, realizzati con il 10% di materie prime da recupero e un 10% di materie prime rinnovabili.
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ISOLAMENTO SOSTENIBILE FABIO BAISTROCCHI direttore commerciale L’isolante Domanda. Com’è andato il 2019 per L’isolante? Risposta. Il 2019 è stato un anno positivo, nel senso che siamo riusciti a ripetere i risultati del 2018, in particolare in termini di volumi, con un leggero incremento. L’aumento dei volumi è stato sui prodotti di maggiore qualità e questo non può che renderci soddisfatti. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre previsioni a fine anno? Il 2020 si è aperto abbastanza bene, anche grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche. In più, la riqualificazione è sulla bocca di tutti, finalmente ci sono dei provvedimenti legislativi che pongono attenzione su queste tematiche. Auspichiamo, però una maggiore stabilità politica perché non possiamo vivere solo di leggi annuali, servirebbe una pianificazione più sul lungo termine. D. Quali novità avete presentato a Klimahouse? R. Reverso, ancora di attualità tra gli isolanti perché derivato esclusivamente da fonti rinnovabili accanto ai prodotti certificati Cam, una novità rispetto allo scorso anno, sia per cappotto che per facciate e coperture. Il nostro orientamento è verso la sostenibilità e le certificazioni, i nuovi progetti su cui stiamo lavorando seguiranno questa filosofia.
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GENNAIO È STATO UN MESE RECORD ANTONIO TENACE direttore generale URSA Italia Domanda. Com’è andato il 2019 per URSA Italia? Risposta. Per URSA il 2019 è stato un anno complesso soprattutto dal punto di vista organizzativo. L’azienda ha subito le conseguenze del terremoto di qualche anno fa in Emilia: abbiamo ricostruito completamente l’azienda, soprattutto lo stabilimento produttivo. E alla fine del 2018 siamo riusciti a produrre la giusta quantità di materiale per servire non solo il mercato italiano, ma anche quello europeo, soprattutto i Paesi dell’est, e tornare leader di mercato. L’anno scorso è stato quindi per l’azienda il primo anno di test reale sul mercato, difficile dal punto organizzativo, ma molto soddisfacente dal punto di vista dei risultati in termini di fatturato e di margini. D. Quali strumenti avete messo in campo per raggiungere questo risultato? R. Principalmente grazie a due pilastri: l’innovazione di prodotto e l’organizzazione. Abbiamo migliorato alcuni prodotti nelle caratteristiche tecniche e creato prodotti nuovi, come URSA Maior, prodotto in schiuma plastica estrusa con bassissimi valori di conduttività termica, che ci ha permesso di aumentare le marginalità. L’altra strada intrapresa è stata la riorganizzazione della struttura sia dal lato tecnico che commerciale: abbiamo introdotto nuove figure e aumentato la
capillarità della rete vendita all’interno del mercato nazionale. Questo ci ha permesso di raggiungere clienti che prima non eravamo in grado di contattare. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le prev isioni a f ine anno? R. Il 2020 si è aperto molto bene. Sul fronte delle vendite gennaio è stato un mese record rispetto agli ultimi tre anni, e speriamo che questa tendenza si mantenga anche nei prossimi mesi. L’aspettativa è molto alta e prevediamo di crescere di un 8% rispetto all’anno precedente. D. Quali novità avete presentato in fiera? R. Più che una novità di prodotto, abbiamo presentato i nostri cavalli di battaglia sotto una veste nuova e qualche nuovo prodotto in contesti applicativi molto particolari e interessanti per il sistema tetto. Il motivo della nostra presenza a Klimahouse è più che altro il messaggio che vogliamo sostenere: promuovere la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico che i prodotti URSA permettono di realizzare.
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NUOVI ABBINAMENTI VERA VASELLI responsabile marketing Brianza Plastica Domanda. Com’è andato il 2019 per Brianza Plastica? Risposta. Brianza Plastica, in particolare con la gamma Isotec tetto e Parete, ha raggiunto gli obiettivi prefissati per il 2019 e ha puntato a riportare attenzione sul tetto, che dagli anni ‘80 è il nostro core business per l’isolamento termico. In questi anni ci siamo concentrati nel lancio di Isotec Parete, che ci ha permesso di completare l’offerta su tutto l’involucro, puntando soprattutto al concetto di compatibilità. Il nostro prodotto può essere posato su qualsiasi tipo di struttura, nuova o preesistente, sia continua che discontinua, ed è adatto ad accogliere qualsiasi tipo di finitura. Stiamo cercando di scardinare un po’ l’idea del sottotegola, perché a tutti gli effetti il sistema termoisolante Isotec può essere utilizzato in abbinamento a qualsiasi tipo di copertura, con pendenze fino all’1%.
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DUE NUOVI PANNELLI CHIARA PICCINI communication manager Rockwool Domanda. Come si è chiuso il 2019? Risposta. Bene, è stato un anno di grandi soddisfazioni, in cui abbiamo visto delinearsi alcuni trend interessanti, come la crescita dell’edilizia in legno su cui pensiamo di puntare molto nel 2020. Il mercato chiede sempre di più edifici di questo genere e nel settore dell’isolamento i prodotti in lana di roccia si sposano bene con questo tipo di costruzioni. Stiamo dunque ottimizzando la nostra gamma per questo tipo di applicazioni. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre previsioni per il nuovo anno? R. Il 2020 si è aperto proprio a KlimahouF e b b r a i o
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Isotec Parete è un prodotto per un mercato ancora di nicchia, quello delle facciate ventilate, che sta comunque conquistandosi un suo spazio. In questo settore Isotec Parete è in grado di garantire massime prestazioni, velocità e semplicità di applicazione. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre previsioni? R. Stiamo cercando di strutturare la nostra rete vendita per avere una maggiore copertura sul territorio. Vogliamo arrivare a coprire il territorio italiano con funzionari tecnici e agenti in modo da essere ancora più reattivi nel seguire le richieste dei clienti. Inoltre cercheremo di agire sempre più su tutto l’involucro, portando al massimo le prestazioni, con un occhio sempre attento al mondo delle ristrutturazioni. Siamo famosi per avere ristrutturato importanti monumenti storici, dal Teatro alla Scala al Petruzzelli di Bari e alla Reggia di Caserta. Isotec è un prodotto semplice da installare, che presenta l’indubbio vantaggio di poter essere tassellato direttamente sulla muratura esistente senza necessità di rimozione, con un notevole risparmio di tempi e di costi. Ci aspettiamo un 2020 in lieve incremento grazie al settore che mostra segnali di ri-
se, che è il luogo giusto dove presentare le novità e riconfermare le eccellenze. Da settembre il nostro stabilimento è in grado di produrre pannelli 100% in lana di roccia abbinati a diversi tipi di rivestimento, adatti per i più svariati tipi di applicazione, dalle coperture piane ai primi solai, dalle pareti perimetrali alle facciate ventilate. Nel 2020 punteremo ancora di più su questi prodotti, sulla continua evoluzione dei nostri pannelli e sul nostro sistema a cappotto Redart che ha di recente ricevuto la Valutazione Tecnica Europea (Eta), per offrire al mercatoprodotti sempre più performanti e durevoli. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. In fiera abbiamo presentato due nuovi pannelli: il Ceilingrock Top per i primi solai, e il Flatrock 50 Bond per coperture piane che, grazie a un velo minerale applicato in superficie, permettono di aumentare le prestazioni tecniche nelle specifiche applicazioni. Questi prodotti dimostrano
presa. Siamo fermamente convinti che oggi sia assolutamente fondamentale lavorare in un’ottica di qualità, l’unica che può portare al successo delle soluzioni proposte. D. Avete presentato qualche novità a Klimahouse? R. Non abbiamo presentato novità, ma abbiamo proposto nuovi abbinamenti per far capire le potenzialità del prodotto sia a tetto che a parete.
il grande lavoro di ricerca e sviluppo che c’è dietro le nostre soluzioni. Cerchiamo sempre di ottimizzare l’offerta per offrire al mercato soluzioni in linea con le esigenze di sostenibilità ed efficienza.
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UNA MEMBRANA ANTICALPESTIO ECOSOSTENIBILE GIANNI FAVARO direttore commerciale Polymaxitalia Domanda. Come si è concluso il 2019 per Polymaxitalia? Risposta. Con una crescita importante del fatturato, frutto del lavoro di sensibilizzazione verso i progettisti nel settore dell'isolamento acustico. D. Come si è aperto il 2020 e quali aspettative avete per quest’anno? R. Contiamo di replicare il 2019 in termini di crescita. Fortunatamente il 2020 si è aperto bene e si sta continuando il trend positivo grazie anche a tutte le attività di comunicazione ed eventi che stiamo portando avanti. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Abbiamo approfittato di questa occasione per presentare il nostro nuovo Greensound, una membrana anticalpestio ecosostenibile ed adattabile a tutti i tipi di solai. Come performance si mantiene su quelle degli altri nostri materiali, ma in più ha un plus relativo alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente. Greensound è infatti ottenuto da fibre riciclate e riciclabili, e credo che prenderà il posto di altri materiali plastici.
Da sinistra, Nicola Piva, Stefano Donadini, Gildo Piva, Alessandro Piva
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IN ARRIVO IL NUOVO CATALOGO STEFANO DONADINI responsabile ufficio tecnico Officine Rasera Domanda. Com’è andato il 2019 per l’azienda? Risposta. Il 2019 per Officine Rasera è stato un buon anno, la nostra divisione edile è cresciuta di circa l’8%, mentre per gli altri comparti siamo rimasti sui valori 2018. D. Qual è il vostro obiettivo per il 2020? R. Il nostro obiettivo nel 2020 è realizzare un incremento dei valori a livello tecnico
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ed economico; vogliamo essere i partner ideali sia dei grossi gruppi di acquisto che di quelli piccoli che consideriamo egualmente importanti. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. A Klimahouse abbiamo portato dei piccoli aggiornamenti su alcune referenze e a breve presenteremo il nuovo catalogo con alcune novità per i teli e per gli accessori per la ventilazione del tetto, che contribuiscono a mantenere un ambiente favorevole alla durabilità dell’isolante e ad abbattere le temperature nel sottotetto. Dal 2019 conduciamo uno studio con l’Università di Ferrara finalizzato a quantificare il consumo energetico degli edifici che usano i nostri sistemi, proprio per dimostrarne l’efficacia con dati scientificamente provati. Fortunatamente, le persone manifestano un crescente interesse e sensibilità a questo proposito.
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EDILIZIA IN LEGNO
A MONACO TANTE ABITAZIONI IN LEGNO CHRISTOPH MAHLKNECHT marketing manager LignoAlp Domanda. Com’è andato il mercato per LignoAlp nel 2019? Risposta. Il mercato è andato abbastanza bene. Siamo riusciti a portare in casa progetti interessanti, anche se già da parecchi anni nel settore dell’edilizia i margini si sono ridotti. Abbiamo comunque notato che l’interesse per le costruzioni in legno è crescente. D. I progetti riguardano più l’edilizia privata o anche altri tipi di costruzioni? R. Siamo riusciti a realizzare un mix di progetti di diverse tipologie. La sopraelevazione di una scuola nella provincia di Bolzano, edifici nel settore alberghiero, case monofamiliari ed edifici multipiano. In LignoAlp progettiamo di tutto, la nostra specialità è l’ingegnerizzazione del progetto architettonico. Facciamo solo progettazione su misura, non facciamo case catalogo. Per poter affrontare tutti i tipi di costruzione, abbiamo a disposizione un team di ingeneri interno. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono
le prospettive per quest’anno? R. Ci sono diversi progetti interessanti e abbiamo parecchie richieste: dobbiamo vedere quanti ordini saremo in grado di formalizzare. Crediamo che la rigenerazione urbana sia un tema su cui ci sarà molto lavoro in futuro, e a questo proposito il mondo della prefabbricazione in legno potrà dare grandi risposte, grazie alla velocità nella fase esecutiva, il risparmio a livello di costi e la possibilità di offrire una casa salubre e confortevole. La prefabbricazione porta grossi vantaggi perché le case vengono prodotte nel nostro stabilimento al riparo da qualsiasi intemperia. Altro aspetto importante è la riduzione delle emissioni di CO2 grazie all'impegno del legno. D. Quali novità avete presentato a Klimahouse? R. Un paio di nuove referenze, come il Centro Giovanile dell’Atalanta Calcio a Zingonia, in provincia di Bergamo, in qualità di general contractor, che è stato inaugurato a ottobre. L’altro progetto, molto interessante, è un intero quartiere a Monaco, in Germania, dove su un’ex area militare stanno costruendo 4mila abitazioni in social housing. Qui ci siamo occupati di un lotto di 40 abitazioni, uno dei progetti più grandi che abbiamo mai fatto finora. D. Quali sono i plus di LignoAlp rispetto ai competitor?
R. L'enorme capacità di progettazione e la prefabbricazione nel nostro stabilimento sono i grandi plus della nostra azienda. Ci differenziamo perché ogni progetto è pensato ad hoc, non abbiamo case catalogo e seguiamo anche la fase esecutiva. Per continuare ad essere all'avanguardia, abbiamo investito in nuovi software e centri di taglio.
nformi Prodotti co tive della alle norma Europea. Comunità
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L’azienda è specializzata nella produzione e commercializzazione di manufatti in cemento per l’edilizia; pozzetti, coperchi, vasche biologiche e imhoff, blocchi, articoli per l’arredo urbano e per il giardino. Ampliando continuamente la gamma dei prodotti con soluzioni innovative, soddisfa le diverse esigenze dei clienti.
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Veneta Prefabbricati Srl - Strada Nazionale Romea, 80 - 45010 ROSOLINA (Rovigo) - www.venetaprefabbricati.it
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LA CASA SOPHIA DEBORA ZANI amministratore delegato Rubner Haus Domanda. Com’è andato il 2019 per Rubner Haus e come si è aperto il 2020? Risposta. Il 2019 è stato un anno di crescita. Siamo riusciti a incuriosire le persone intorno al concetto di «spazio di vita», che è il nostro obiettivo principale. Cerchiamo di accompagnare i clienti interessati alla realizzazione di costruzioni sostenibili anche nelle altre scelte che riguardano gli interni e gli esterni. A questo proposito abbiamo avviato delle partnership molto solide, per esempio, con Artemide per gli elementi di illuminazione, o con Roda e Talenti per le soluzioni da esterno. I clienti con noi intraprendono un vero e proprio percorso per realizzare la loro casa su misura. In generale il mercato delle costruzioni in legno è in crescita, anche se in Italia rispetto all’estero viaggiamo ancora su percentuali molto basse,
circa il 7% rispetto alle altre tipologie di costruzioni. C’è comunque un interesse sempre più grande verso le case in legno, anche per ampliamenti e sopraelevazioni. D. C’è anche richiesta per progetti di social housing ed edilizia pubblica? R. Sì, sono in aumento anche le richieste di edilizia pubblica soprattutto asili, strutture per onlus e per persone disabili. D. Quali sono le vostre aspettative per il 2020? R. Per il 2020 amplieremo la nostra offerta con soluzioni tecnologiche. Le persone che scelgono le nostre case sono attente alla sostenibilità e, soprattutto in Italia rappresentano dei trendsetter, che sono molto attenti anche alle nuove tecnologie. Quindi integrazione di nuovi sistemi di domotica, nuovi sistemi di riscaldamento e raffreddamento, come gli impianti a idrogeno, nuovi materiali che purificano l’aria indoor, soprattutto nei centri urbani. L’innovazione è il punto focale in azienda, investiamo molto in ricerca e sviluppo e abbiamo avviato con l’Università degli Studi Roma Tre un progetto innovativo che unisce i vantaggi del legno alla tecnologia più all’avanguardia. Si chiama Sophia e per noi rappresenta la casa del futuro.
D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. La casa Sophia, acronimo di Sustainability of Preassembled Highly Innovative Architecture, rappresenta per noi un centro di ricerca che permette di presentare il futuro attraverso le tecnologie disponibili già ora sul mercato. Una casa allo stato dell’arte della sostenibilità, del rispetto e dell’integrazione con l’ambiente, che si evolverà in continuazione grazie alla ricerca e sviluppo di Rubner Haus.
abbonda in Europa e grazie alla quale costruiamo case a emissioni quasi zero. Negli ultimi anni abbiamo notato con piacere un
aumento dell’attenzione su queste tematiche: anche per il 2020 ci aspettiamo una crescita importante, a doppia cifra. Offriamo prodotti all’avanguardia, sempre più improntati al risparmio energetico. Ci aspettiamo che entro fine anno vengano rettificate le ultime direttive europee, in particolare quelle per le nuove costruzioni e il risparmio energetico come la UE 31/2010 e la UE 844/2018. D. Parliamo della novità Kampa: che cosa avete presentato a Klimahouse? R. Abbiamo presentato la parete Multitec 2020. La nostra parete, già top di gamma, è stata migliorata ulteriormente sul fronte delle performance statiche. Lo scheletro della struttura del telaio in legno ha aumentato lo spessore di 2 centimetri, mentre lo spessore della parete nel complesso è rimasto invariato. Dal punto di vista dell’isolamento termico eravamo già arrivati a un livello eccelso: il nostro sistema è certificato Nzeb, dunque siamo già in linea con le richieste legislative che arriveranno a brevissimo.
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MIGLIORI PERFORMANCE STATICHE MARCO MANOLI direttore marketing e vendite Italia Kampa Domanda. Com’è andato il 2019 e cosa vi aspettate per il futuro? Risposta. È andato molto bene: abbiamo raggiunto le aspettative della casa madre, con una crescita dal 2018 del 34%. Siamo molto soddisfatti. Klimahouse per noi rappresenta proprio l’inizio dell’anno e siamo contenti della spinta sulla sostenibilità ambientale promossa dalla fiera, che viene estesa a tutto il comparto edilizio e che è uno degli elementi cardine del nostro sistema costruttivo. Il legno che impieghiamo proviene da silvicoltura, una risorsa che
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CANNE FUMARIE
SOLUZIONI SPECIALI E SU MISURA SONIA ZAMBONI amministratrice Meniflex Domanda. Com’è andato il 2019 e cosa vi aspettate da quest’anno? Risposta. Il 2019, rispetto al 2018 che è andato molto bene, ha avuto un lieve calo, e notiamo un’eccessiva tranquillità sul mercato italiano per il momento. Il nostro obiettivo per il 2020 è comunque di crescita. Parteciperemo ad altre COSTRUZIONI METALLICHE
PIÙ RICHIESTA PER LE FACCIATE ANDREAS KOLER amministratore delegato Alpewa Domanda. Com’è andato il 2019? Risposta. Il 2019 per Alpewa è andato bene, posso affermare che la grande crisi non l’abbiamo mai sofferta veramente perché abbiamo lavorato con le ristrutturazioni e, nei momenti più favorevoli, anche con le nuove costruzioni. Infatti, i nostri prodotti sono in grado di soddisfare le esigenze di entrambi i mercati. In Alto Adige, il nostro principale mercato di riferimento, ci sono grossi investimenti nel
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fiere, saremo a Verona a Progetto Fuoco e a MCE di Milano perché puntiamo decisamente sui mercati stranieri. D. Qual è il core business di Meniflex? R. È la riqualificazione, grazie alla nostra abilità nel realizzare canne fumarie su misura e pezzi speciali come rosoni a tetto e a parete che permettono di fare manutenzione senza dover smontare tutto l’impianto preesistente. Anche gli ovali sono un prodotto molto richiesto, specie in presenza di più cavedi. Alcuni prodotti di punta della nostra offerta sono praticamente indispensabili per intervenire in contesti di ristrutturazione, perché adatti in caso di vincoli estetici e storici particolari. settore alberghiero e nel turismo, ma anche per quanto riguarda il resto d’Italia a mio parere il 2019 è stato un anno positivo: rispetto al 2018 abbiamo registrato un incremento del 5–10% in termini quantitativi, soprattutto merito della nostra ampia offerta rispetto al segmento delle facciate. D. Che cosa vi aspettate dal 2020? R. Il 2020 lo vediamo simile al 2019 come volumi, forse con qualche nube sul credito. La situazione altalenante del mercato purtroppo rende difficile fare previsioni certe per i prossimi anni. D. Che novità avete presentato a Klimahouse? R. Abbiamo presentato alcune novità, in particolare per le facciate e prodotti forati trasformati. Grazie alle nuove tecnologie, riusciamo a realizzare prodotti ad hoc con diversi metalli, secondo le esigenze del cliente.
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FO CU S KL IM AHOUSE COSTRUZIONI METALLICHE
COSTRUZIONI METALLICHE
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UNO SQUALO PER LA FACCIATA
UN NUOVO SISTEMA DI RIVESTIMENTI PER FACCIATE
NUOVA FINESTRA AL TOP
JÜRGEN NIEDERFRINIGER titolare Nieder Domanda. Com’è andato il 2019 per Nieder? Risposta. Il 2019 è stato un anno molto positivo, in cui siamo cresciuti del 25%, proponendo sempre di più le nostre creazioni. Anche il settore dei tetti e delle facciate, infatti, è sempre più orientato verso la customizzazione. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre previsioni a fine anno? R. Il 2020 si è aperto con il portafoglio ordini pieno e stiamo già raccogliendo commesse per il 2021. D. Quali novità avete presentato a Klimahouse? R. A Klimahouse abbiamo presentato Squalo, nuovo rivestimento metallico parametrico per facciata. Ogni pezzo è diverso dall’altro e viene posato su una struttura in doppia curvatura. L’architettura sta andando sempre di più nella direzione della doppia curvatura e noi non possiamo fare da meno. Crediamo che nel nostro lavoro la tecnologia debba andare a braccetto con la creatività: per realizzare i nostri rivestimenti tridimensionali utilizziamo il controllo numerico, la robotica e la matematica, servendoci di calcoli e algoritmi che permettano di calcolare con precisione tutte le componenti di un determinato progetto.
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ANDREA RIZZI ufficio tecnico Prefa Domanda. Com’è andato il 2019? Risposta. Per Prefa il 2019 è stato un buon anno dal punto di vista del fatturato, con una crescita percentuale in doppia cifra. Protagonisti, in questo senso, sono stati proprio i piccoli sistemi cioè quelli che costituiscono il nostro core business e ci differenziano dalla concorrenza. D. Come si è aperto il 2020 e quali previsioni avete a fine anno? R. Si è aperto bene, c’è ottimismo tra i nostri clienti lattonieri. Speriamo di seguire l’andamento del 2019 anche se si è trattato di un anno davvero molto positivo, grazie a una costante richiesta di piccole realizzazioni. D. Avete presentato qualche novità in fiera? R. Abbiamo riproposto le novità uscite nel corso del 2019, tra le quali due nuovi colori legno per le doghe di rivestimento. Per quanto riguarda le finiture presentiamo Doga.X, un sistema di rivestimento, ideale anche per realizzare facciate retroventilate, con lavorazione tridimensionale della superficie, che ripropone la finitura dell’FX.12, disponibile in 21 colori standard e lunghezze da 500 a 6.200 mm.
THOMAS WRBACKY responsabile cantieri diretti Trentino Alto Adige Internorm Italia
Domanda. Com’è andato il 2019? Risposta. È stato un grande anno: tra nuovi appalti pubblici e il risveglio del mercato residenziale, siamo arrivati a chiudere l’anno quasi con un +15% rispetto all’anno precedente. Procediamo dunque positivi verso il 2020, anche perché abbiamo tante novità nel cassetto. D. Quali aspettative avete per il 2020? R. Sicuramente mantenere il vantaggio guadagnato e puntare sulla crescita dei nuovi prodotti Premium in arrivo per marzo 2020. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Il nuovo modello di serramento KF520 che unisce due linee precedenti in Pvc e alluminio. KF520 nasce, infatti, dalla fusione del KF405 complanare e il KF500 dalla ferramenta rivoluzionaria e unica sul mercato. La nuova finestra presenta linee armoniose e pulite, prestazioni di tutto rispetto a livello termoacustico e una maggiore sicurezza con antieffrazione in classe 3. Oltre alle nostre linee di serramenti in Pvc e alluminio, Internorm propone anche serramenti in legno alluminio di grande interesse, con nuove essenze e finiture. F e b b r a i o
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PORTE E SERRAMENTI
Edoardo Rispoli e a destra, Stefano Covi
SULLA PORTA EFFETTI LEGNO, MARMO, CEMENTO O ACCIAIO CORTEN STEFANO COVI direttore commerciale Hörmann Italia Domanda. Com’è andato il mercato delle chiusure tecniche 2019 per Hormann? Risposta. Il 2019 si è chiuso molto bene, con una crescita quasi a doppia cifra. Abbiamo riscontrato i risultati migliori nel settore industriale dove, a parte qualche intervento interessante in campo logistico, abbiamo lavorato molto nelle ristrutturazioni di capannoni e location con vecchi portoni. Abbiamo inserito portoni molto più performanti dal punto di vista tecnico, della sicurezza e del risparmio energetico. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre previsioni? R. È una bella sfida, ma siamo tranquilli. Abbiamo inserito nuovi prodotti e nuove tipologie di finiture che ci daranno ulte-
riore slancio, con risultati ancora migliori nel 2020. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Abbiamo presentato delle novità per il settore residenziale, come la nuova finitura per portoni sezionali Duragrain, che permette di conferire alla superficie effetti legno, marmo, cemento o acciaio corten. La nuova finitura è disponibile in 24 versioni, esteticamente molto belle, con cui
PORTE E SERRAMENTI
ANCHE SOLUZIONI TAILOR MADE BRUNO PERNPRUNER direttore Fakro Italia Domanda. Com’è andata per Fakro il 2019? Risposta. Per Fakro il 2019 ha confermato i risultati ottenuti nel 2018, un anno in cui siamo cresciuti con grande soddisfazione. D. E quali aspettative avete per il 2020? R. Riteniamo che il 2020 possa essere una buona annata, anche se un primo bilancio lo faremo una volta concluso questo trimestre. Sicuramente il nostro obiettivo è di portare a casa una crescita del fatturato. Il fatto che il F e b b r a i o
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gli architetti si potranno sbizzarrire. Abbiamo inoltre presentato i nuovi motori serie 4, ancora più performanti dal punto di vista dei consumi e della tecnologia. Sono infatti integrabili in impianti smart home esterni e possono essere azionate dal cellulare. Nel 2020 sarà inoltre rinnovata la campagna promozionale dedicata ai portoni sezionali motorizzati, che permette di avere un prodotto di alta qualità a un prezzo alla portata di tutti.
mercato sia sempre più orientato verso prodotti di qualità, con una maggiore attenzione alle normative e al valore, ci fa ben sperare. D. Quali novità avete presentato a Klimahouse? R. Abbiamo riproposto la finestra a doppia apertura Max, con la quale otteniamo dei range di apertura molto ampi, disponibile in misure importanti, come 134 x 160 centimetri. Accanto a questo prodotto, puntiamo molto sulle finestre per tetti piatti, studiate per le nuove esigenze architettoniche, che continuiamo a migliorare e aggiornare. Vista l’attualità del trend della ristrutturazione, realizziamo molti prodotti su misura per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti, che spesso ci richiedono misure particolari, fuori dagli standard. Insomma, offriamo vere e proprie soluzioni tailor made.
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FO CU S KL IM AHOUSE COSTRUZIONI
OBIETTIVO RICICLARE ELMAR TAPFER responsabile marketing TopHaus Domanda. Com’è andato il 2019 per Tophaus? Risposta. È andato bene: abbiamo chiuso l’anno con un lieve aumento, nonostante a novembre abbiamo subito un rallentamento a causa delle forti nevicate, in un periodo in cui normalmente si lavora molto nei cantieri, soprattutto nel settore alberghiero. In fiera abbiamo incontrato e parlato con parecchi clienti e siamo davvero felici di aver ricevuto tanti riscontri positivi. In più, i nostri clienti ci hanno annunciato di avere già preso diversi ordini nel 2020, quindi le previsioni sono di un’annata positiva. D. Che cosa avete presentato a Klimahouse? R. Le ultime evoluzioni sulle pareti esterne, per indicare le possibili soluzioni per un futuro in chiave sostenibile. La sostenibilità, infatti, è anche il tema al centro della fiera. Per esempio, in un’ottica di economia circolare, sono le pareti esterne con termoisolante solo in laterizio o con l’alternativa a base minerale, che essendo materiale inerte può essere riciclato.
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COSTRUZIONI
UNA NUOVA LASTRA BASE CEMENTO ANTONIO BELOTTI direttore commerciale generale Dakota Group Domanda. Com’è andato nel 2019 e quali previsioni avete per il 2020? Risposta. Nel 2019 il settore dello stampaggio materie plastiche, da sempre core business dell’azienda, è andato bene, soprattutto grazie all’ottimo exploit delle vendite in export diretto, nonché alla crescita dei consumi nei paesi europei dove siamo direttamente presenti con aziende da noi controllate. Il mercato italiano dell’edilizia da alcuni anni vede un incremento seppur contenuto, e i prodotti derivati dallo stampaggio di materie plastiche segnano un incremento importante, soprattutto per alcuni prodotti legati al mondo del rivestimento e dei pavimenti flottanti. Proprio su queste tipologie di prodotto nel 2019 abbiamo lavorato a ottimizzare e completare alcune gamme. E il 2020 è per noi un anno speciale, in cui ci prepariamo a festeggiare i 40 anni del gruppo. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Innova-T, una nuova lastra per esterno/interno base cemento, alleggerita con microsfere in Eps e perlite, totalmente incombustibile in Classe A1. Si tratta di un prodotto che ci mancava, in quanto finora abbiamo solo proposto lastre tecniche in gesso arricchito, con cui riteniamo di incuriosire il mercato. Abbiamo colto i plus dei prodotti già presenti sul mercato, e abbiamo introdotto alcune specifiche novità.
D. Quali sono dunque i plus rispetto alla concorrenza? R. Siamo riusciti a ottenere una lastra che, nonostante la matrice cementizia, ha un peso al metro quadro decisamente contenuto rispetto alle altre lastre presenti sul mercato. La seconda caratteristica innovativa è la doppia faccia: sul lato ruvido è possibile andare a posizionare la rasatura tradizionale, dall’altro lato un rivestimento in tessuto in poliestere permette di verniciare il prodotto senza doverlo rasare, migliorando i tempi di posa e la resa del taglio. La nostra lastra permette infatti di avere bordature regolari, come una lastra a base gesso. Si tratta di un prodotto prefinito con cui riteniamo di dare un contributo alla crescita del settore e un ulteriore impulso alle vendita di Securock, l’altra lastra tecnica per esterno che distribuiamo per conto di Usg in Italia e nel Sud Europa.
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IMPIANTISTICA
UN NUOVO INVERTER FOTOVOLTAICO STEFANIA BRENTAROLI responsabile marketing Viessmann Italia
COSTRUZIONI
UN NASTRO DI RINFORZO PER TAMPONAMENTI E TRAMEZZE MATTIA MENNI responsabile marketing di Xella Italia – Ytong Domanda. Com’è andato il 2019 per l’azienda? Risposta. Il 2019 per Xella Italia è stato molto positivo, ci sono stati degli avvenimenti importanti, prima tra tutti la fusione per incorporazione di Doc Airconcrete di Atella (Potenza) in Xella Italia che ci ha aperto nuovi orizzonti sul mercato della tramezza soprattutto in sud Italia, specialmente in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le vostre aspettative? R. Il 2020, per il momento, ha sorpreso le nostre aspettative per quanto riguarda il fronte delle nuove costruzioni. Viste queste premesse, ci aspettiamo da quest’anno una crescita di mercato del 5%. D. Avete presentato qualche novità in fiera? R. A Bolzano abbiamo presentato alcune soluzioni innovative, tra cui il nastro Ytofor, un sistema di rinforzo armato in rotolo di larghezza 40 o 80 mm per murature in blocchi di calcestruzzo cellulare a giunto sottile . Questo sistema è particolarmente indicato nell’ambito antisismico. In più, stiamo puntando sul digitale: abbiamo sviluppato diversi strumenti e applicazioni per interagire sempre di più con il Bim, sul quale noi crediamo molto e vogliamo investire per il futuro. F e b b r a i o
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Domanda. Com’è andato il mercato per Viessman nel 2019? Risposta. Non è stato dei più floridi. Tuttavia Viessmann Italia ha raggiunto ottimi risultati. Ci occupiamo di un settore vasto che comprende caldaie, impianti di riscaldamento e raffrescamento, pompe di calore, fotovoltaico solare, energie rinnovabili, anche se il nostro core business rimane quello del riscaldamento, con una forte ascesa del comparto della climatizzazione, quindi sistemi per aria condizionata, split e Vrf. Sta avendo una performance molto positiva anche il mercato del fotovoltaico, a cui si è innestato tutto il mondo della mobilità elettrica. A questo proposito di recente abbiamo presentato due novità: la pensilina fotovoltaica e le colonnine di ricarica per le auto elettriche. D. Come si è aperto il 2020 e quali sono le previsioni a fine anno? IMPIANTISTICA
LUCE NATURALE ALL’INTERNO DEGLI AMBIENTI LORENZO GALLO tecnico commerciale Infinity Motion Domanda. Come si è chiuso il 2019? Risposta. Molto bene, la qualità costruttiva in Italia sta aumentando di anno in anno, con grande attenzione soprattutto ai temi del risparmio energetico. Infinity Motion, distributore ufficiale per l’Italia dei prodotti Solatube, apparecchi che trasportano luce naturale all’interno degli ambienti interni, grazie a sistemi di illuminazione naturale ad altissime performance che usano sistemi ottici avanzati per migliorare il modo in cui la luce del sole viene canalizzata. Riusciamo quindi a illuminare e rendere agibili ambienti bui, senza apporto di calore e diminuendo i consumi elettrici. D. Com’è iniziato il 2020 e quali aspettative avete per quest’anno? R. Le aspettative sono molto buone e puntiamo soprattutto al mercato delle ristrutturazioni.
R. Il 2020 si è aperto in maniera positiva, c’è molto fermento. Ci aspetta un anno pieno di novità e opportunità un po’ su tutti i fronti, soprattutto nella climatizzazione e nel riscaldamento. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Un nuovo inverter fotovoltaico, che stiamo già proponendo ai clienti attraverso tutta una serie di corsi sul territorio italiano. C’è poi la nuova pompa ad aria Vitocal 100-A lanciata alla fine dell’anno scorso, nonché tutti i complementi di impianto che rendono l’offerta Viessmann davvero completa per l’installatore e per chi sceglie il nostro marchio. Tra le novità che abbiamo presentato a Klimahouse c’è anche il pannello radiante piano con relativo tubo Velcro appena entrato a catalogo, che si caratterizza per l’estrema velocità e flessibilità di posa senza l’ausilio di eventuali attrezzature o clips di agganci. Le certificazioni energetiche degli edifici sono diventate ormai una prassi e lo standard si sta alzando sempre più. Siamo in grado di rispondere in maniera ottimale anche ai requisiti delle case passive grazie alla trasmissione termica ridottissima. D. Quale novità avete presentato a Klimahouse? R. Un accessorio che permette di rendere il Solatube pedonabile per installazioni in terrazzi, marciapiedi, giardini e in tutti i luoghi dove mantenere la complanarità del camminamento.
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CAM, ADESSO L’ITALIA PUÒ DARE L’ESEMPIO Manuela Ojan, responsabile Sustainable construction in HeidelbergCement, spiega perché il rispetto dei Criteri ambientali minimi pone il nostro Paese come modello per lo sviluppo della sostenibilità nell’edilizia. Come per i calcestruzzi della gamma Eco.build di Giacomo Casarin
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anuela Ojan, ingegnere, si dedica alla sostenibilità ambientale da oltre vent’anni. E dal 2004 si occupa di edilizia sostenibile in Italcementi, parte del gruppo HeidelbergCement. Ojan ha partecipato da poco a una conferenza presso la fiera Klimahouse di Bolzano, nelle vesti di membro del comitato esecutivo del Green Building Council Italia, di cui Italcementi è un socio fondatore. L’obiettivo di questa associazione è la trasformazione del mercato dell’edilizia verso la sostenibilità, e il tema della conferenza del Klimahouse è stato l’utilizzo dei materiali riciclati. RICICLATO RARO «Nell’ambito della ricerca, la riduzione degli impatti ambientali e, quindi, anche di quelli legati all’estrazione delle materie prime, è un fattore primario», spiega Manuela Ojan. «Nel mercato italiano, una spinta verso questo obiettivo è stata data dalle gare di appalto pubblico, che richiedono dal 2016 un requisito relativo a una soglia minima di contenuto di riciclato per i materiali di costruzione: per esempio, per il calcestruzzo si parla del 5%, mentre per le plastiche del 30%. In più, considerando l’edificio nel suo complesso, il 15% del totale deve essere riciclato». Si tratta dei famosi Cam (Criteri ambientali minimi) che sono stati pubblicati a
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fine 2015. La versione definitiva oggi in vigore è quella del 2017 e può incidere profondamente su commesse pubbliche di rilevante impatto economico e sociale. Ma la concreta applicazione è complessa, anche perché numerose sono le incertezze e le lacune dell’impianto normativo che possono determinare l’insorgere di contenziosi. Secondo Ojan, «la difficoltà di
applicazione consiste nel trovare sul mercato prodotti che siano in grado di soddisfare queste soglie. Italcementi, il più importante produttore sul mercato italiano, aveva già dato un segnale al settore con la realizzazione di i.lab, la sede del Gruppo al Kilometro Rosso di Bergamo che è stata costruita nel 2012 con il 15% di materiali riciclati all’interno del calcestruzzo. Per questo edificio Italcementi ha perseguito la certificazione Leed, tra i cui criteri esiste quello specifico sul contenuto di riciclato». MERCATO MATURO Il punto di arrivo di questo percorso di sostenibilità, partito otto anni fa, è stata la scelta di proporre una nuova gamma di calcestruzzi, Eco. build, proposta sul mercato da Calcestruzzi Spa, che soddisfa le richieste dei Cam e non solo. Perché proprio ora? «Perché prima il mercato non era maturo», risponde Ojan. «Ma adesso il sistema si è evoluto, siamo giunti a un im-
La Biblioteca degli alberi, a Milano, realizzata con l’utilizzo di EcoBuild. Sopra, Manuela Ojan
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portante riconoscimento nell’ambito delle gare d’appalto pubblico. Con orgoglio italiano, non esiste a livello europeo un sistema così accurato e completo di criteri, che riguardano sia la progettazione sia la costruzione e la gestione del cantiere. Tanto che noi, come Green Building Council Italia, stiamo divulgando il modello italiano negli altri Paesi come best practice. All’estero, infatti, sono trattate le diverse componenti del progetto in modo separato, ovvero con criteri dissociati, mentre un sistema omogeneo che parte addirittura dai requisiti di progettazione è una specifica del sistema italiano». I Criteri ambientali minimi prevedono dichiarazioni specifiche per tutte le categorie di materiali: è possibile avere già un’etichettatura verificata, oppure essere chiamati a fare delle verifiche sul campo, in grado di garantire le
proprie auto-dichiarazioni. Ma oggi i grandi produttori si stanno attrezzando per anticipare le mosse del mercato, e la competizione si sta spostando sempre più verso la logica di dimostrare le caratteristiche dei prodotti attraverso dichiarazioni ambientali, come l’Epd (Environmental product declaration), che certifica l’impatto del singolo prodotto e ne consente la valutazione nell’ambito dei Cam, nonché negli schemi di rating per la valutazione della sostenibilità delle costruzioni, come il Leed. FILIERA CERTIFICATA «La gamma dei prodotti Eco.build, verificata con Epd, è il calcestruzzo finale che si trova sul mercato», prosegue l’ingegnere di Italcementi. «Ma dietro esiste una filiera certificata che passa dalla cementeria in cui è prodotta la farina fino
all’impianto che produce l’impasto. È questo il valore aggiunto, che va anche oltre la pura tematica ambientale, muovendosi nell’ottica di una responsible sourcing (approvvigionamento responsabile) attenta ai temi di salute e sicurezza. Per quanto riguarda il riciclato per il calcestruzzo, esistono scarti di produzione di altri processi industriali, come quelli dell’industria dell’acciaio. Ma l’argomento più interessante», conclude Ojan, «potrebbe essere il riciclo del materiale di demolizione, che consentirebbe di chiudere il ciclo: ovvero riutilizzare il nostro stesso calcestruzzo di demolizione per produrre nuovo calcestruzzo. Si tratta di un procedimento ora molto costoso, perché l’enorme varietà di materiali demoliti dovrebbero essere separati e differenziati correttamente. Ma sarà questa la buona pratica del futuro».
LA MAPPA DELLE CERTIFICAZIONI «Lo standard di certificazione più diffuso al mondo attualmente è il Leed. In Italia sono già certificati Leed 291 edifici, mentre 385 stanno concorrendo per ottenerlo, per un totale di 676 progetti Leed nel nostro Paese, un dato che corrisponde a una superficie totale di più di 12,5 milioni di metri quadri», spiega Veronica Dei Rossi, Comunicazione ed eventi Green Building Council Italia. «Ma, a livello nazionale, noi di Green Building Council abbiamo sviluppato anche sistemi di certificazione a marchio Gbc, derivati dal Leed e adattati al contesto culturale italiano. Allo stesso modo, ci sono altri Paesi con i loro standard di certificazione, come il Breeam inglese, che è molto diffuso in tutta Europa e che noi promuoviamo. Una certificazione non è solo un bollino, ma rappresenta soprattutto la riduzione dei costi del ciclo di vita dell’edificio. Può essere leggermente più alto l’investimento iniziale, ma in seguito si risparmia nella fase di utilizzo ed è aumentato il valore residuo del bene a fine vita. La certificazione, infatti, considera non solo la parte della progettazione e di costruzione, ma prosegue anche in quella di manutenzione dell’edificio. Per esempio, il caso della sede i.lab di Italcementi al Kilometro Rosso di Bergamo, possiede Le certificazioni Leed e Breeam a Milano. Sopra, Veronica Dei Rossi due certificazioni: quella dell’edificio e quella dell’operation maintenance, ovvero della parte gestionale. In questo senso, il Bim è uno strumento interessante per gestire l’edificio, perché raccoglie tutta una serie di dati e informazioni che consentono di ottimizzare le scelte progettuali, nonché quelle relative alla manutenzione del fabbricato».
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IL FUTURO PARTE DAI GIOVANI
Da sinistra, Eugenia Canni Ferrari Alessia Canni Ferrari Salvatore Damanti Martina Mascellani
Eugenio Canni Ferrari, amministratore delegato Tecnasfalti
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L’azienda guidata da Eugenio Canni Ferrari ha avviato un profondo rinnovamento. Obiettivo: un’iniezione di entusiasmo e, soprattutto, di nuove idee. Come è nella tradizione innovativa dell’impresa impegnata nell’isolamento acustico, termico e, ora, nei sistemi antisismici
di Veronica Monaco
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hi avrà successo nel ventunesimo secolo non sarà chi sa leggere e scrivere ma chi sa disimparare ciò che già sa per impararlo di nuovo e ancora», scriveva il saggista americano Alvin Toffler, che grazie all’acutezza d’analisi dei fenomeni sociali si è guadagnato l’appellativo di guru della futurologia. Imparare e disimparare per guardare il mercato sempre da nuove prospettive è uno dei valori al centro della filosofia di Tecnasfalti Isolmant, l’azienda di Carpiano (Milano) specializzata dal 1976 nell’isolamento acustico, che negli anni ha saputo innovare e rinnovarsi per essere sempre al passo con le evoluzioni del settore. Accanto ai sistemi per il comfort acustico, di recente l’azienda ha integrato i sistemi per l’antisismica non strutturale con la nuova divisione Isolseismic, che sta muovendo i primi passi in questi
Marta Casiraghi, responsabile marketing
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Una struttura del sistema pavimento
Una struttura per la ristrutturazione a parete
mesi. «Il mercato delle costruzioni sta cambiando profondamente. Stanno cambiando i sistemi costruttivi, le tecnologie, i materiali. Quindi, c’è bisogno di novità, non necessariamente costruttive, ma anche nelle risorse umane. Isolmant vuole trasferire questo concetto sul mercato portando i giovani all’interno dell’azienda. I giovani sono una fucina di idee, è vero manca loro l’esperienza, ma hanno un grande entusiasmo e voglia di fare», spiega Eugenio Canni Ferrari, amministratore delegato Tecnasfalti-Isolmant che racconta a YouTrade le strategie che l’azienda intende mettere in campo nel prossimo futuro. Con una grande attenzione alla comunicazione e al marketing. Strategie che precisa la responsabile, Marta Casiraghi. Domanda. Come si è organizzata l’azienda per affrontare il cambiamento del mercato delle costruzioni? Eugenio Canni Ferrari. A livello di organigramma in ogni reparto abbiamo introdotto una persona giovane, una nuova leva che si affianca ai colleghi con più esperienza, non solo per imparare il lavoro ma anche per portare con libertà le proprie idee. I giovani sono abituati a usare anche strumenti diversi, a ragionare diversamente. Marta Casiraghi. Rispetto all’ufficio marketing e tecnico, ma poi il discorso si può allargare a tutte le funzioni aziendali, lo spirito con cui viene inserita la risorsa giovane è quello di scambio reciproco. Si cerca di lavorare il più possibile insieme per imparare, il giovane dal più esperto e viceversa. Un giovane ha entusiasmo e soprattutto la mente libera, non legata a preconcetti, a modi di fare precostituiti, è senza fardelli. Quindi, ha la capacità di introdurre idee nuove, e anche portare i colleghi più esperti ad acquisire maggiore consapevolezza con modalità di comunicazione diverse, più legate alle nuove gene-
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razioni. Per esempio, parliamo sempre più di instant marketing, cioè trasformare immediatamente un fatto di attualità in un messaggio di comunicazione per la propria azienda, una cosa che i giovani sono abituati a fare con velocità. È fondamentale il confronto e partire dall’idea che ognuno può imparare qualcosa dall’altro. D. Con quali criteri è stato scelto il team giovane di Tecnasfalti? Eugenio Canni Ferrari. Le nuove risorse sono state scelte valutando le singole personalità, predisposizioni ed entusiasmo. Un mix di caratteristiche che non prescindono dalla preparazione ma la sostengono e la rendono adatta a portare risultati. Non mi interessava che portassero nozioni, ma mi interessava la loro spontaneità e positività. D. Quali sono le caratteristiche del vostro lavoro di squadra? Marta Casiraghi. Secondo me la volontà di non avere funzioni fisse. Certo, ognuno ricopre il proprio ruolo in base alle sue competenze, però si cerca sempre di creare sinergie tra i reparti e di far lavorare insieme le funzioni sui singoli progetti, e mai per compartimenti stagni. È una modalità di operare che i giovani ci aiutano a mettere in campo. Ognuno deve fare un pezzo, ma se lo facciamo insieme riusciamo a farlo meglio. D. A chi sono affidate le varie aree dell’azienda? Eugenio Canni Ferrari. Abbiamo vari responsabili di settore: amministrativo, marketing, commerciale, produzione, tecnico, che hanno acquisito esperienza sul mercato e hanno un’esperienza solida da trasmettere ai loro collaboratori. Qualche giorno fa abbiamo inaugurato l’hashtag #essereisolmant… Ecco, questo è quello che sanno trasmettere. D. Che apporto vi aspettate da questo team under 30? Marta Casiraghi. Ci aspettiamo un contributo rispetto agli obiettivi F e b b r a i o
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La produzione dei materiali sottomassetto
D. Quali sono le vostre previsioni per l’edilizia 2020? aziendali in termini di entusiasmo, idee, partecipazione e sentimenEugenio Canni Ferrari. Penso che il 2020 sarà un anno difficile, to. Isolmant non è il lavoro da otto ore, in cui si timbra il cartellino all’entrata e all’uscita, ma Isolmant è passione, si condividono idee così come i prossimi. Il mercato è stabile, se non in recessione. in qualsiasi momento, soprattutto nel marketing. L’atmosfera di Finanziariamente e politicamente ci sono tante complicazioni, non #esseisolmant è lavorare con entusiasmo per un obiettivo comune, posso essere ottimista, ma vedo anche tante opportunità. C’è una sempre con la massima serietà, concentrazione e chiara visione grande potenzialità dietro una grande paura, chi saprà sfruttare degli obiettivi strategici, ma anche con un pizzico di divertimento queste opportunità mediante l’innovazione e l’apertura mentale che non guasta mai. secondo me non conoscerà crisi. Anzi, la parola crisi non esiste, è D. Non avete mai avuto paura che investire un’invenzione creata per suscitare paura. Noi nei giovani costi troppo? siamo imprenditori e dobbiamo guardare a “Abbiamo bisogno Eugenio Canni Ferrari. Economicamenciò che chiede il mercato, e il mercato chiete può essere un costo importante: oltre al derà sempre qualcosa, basta saperlo leggere. di qualcuno che trasmetta fattore stipendio, c’è anche il lato della forD. Quali sono i vostri obiettivi? e diffonda i nuovi sistemi mazione. Ma quello che ti torna indietro è Eugenio Canni Ferrari. Rafforzare i nostri ai nuovi mercati. In edilizia molto importante. Viviamo in un mondo tre sistemi. Il consolidamento del sistema siamo un po’ restii di profondo cambiamento. I giovani, quelli pavimento, da qualche anno approdato sul bravi, sono molto più elastici mentalmente, a interiorizzare queste novità” mercato, che riguarda tutto l’isolamento quindi imparano in fretta. orizzontale, e che ci sta dando tanta soddiD. Il mercato ha davvero necessità del consfazione, e potenziare la parte che riguarda tributo dei più giovani? propriamente le ristrutturazioni verticali, Eugenio Canni Ferrari. Sì, indubbiamente. Provengo dalla vecchia quindi tutti i sistemi accoppiati. Poi c’è l’ambito della correzione generazione dell’edilizia, ho una notevole esperienza in questo camacustica, divisione introdotta più recentemente, ma molto imporpo, e dico che ci vuole. Abbiamo bisogno di qualcuno che trasmetta tante per noi. E infine l’ultima nata, la divisione antisismica non e diffonda i nuovi sistemi ai nuovi mercati. In edilizia siamo un po’ strutturale, un mercato tutto da inventare in Italia. Sono questi i restii a interiorizzare queste novità, e in un mondo così in fermento nostri tre core business a cui ci stiamo dedicando anima e cuore. non vorrei che si rimanesse, invece, statici. C’è bisogno di un nuovo D. Com’è cambiato il mercato in tutti questi anni e a che punto approccio che sappia affrontare le cose con meno paura di quanto siamo adesso? siamo stati abituati finora. Eugenio Canni Ferrari. Dal 2017 a oggi è cambiato profondaF e b b r a i o
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mente. Non sono cambiati solo i sistemi costruttivi, ma anche i sistemi distributivi, il modo di comprare, il modo di approcciarsi del cliente privato, il modo che abbiamo noi di approcciarci ai clienti, siamo tutti più informati e connessi l’uno all’altro. Tutti questi cambiamenti si evolvono in maniera logaritmica. Ogni giorno è una piccola rivoluzione. D. Isolmant è impegnata su più fronti, soprattutto sul mercato della ristrutturazione, per esempio con il sistema pavimento. Come sta andando? Eugenio Canni Ferrari. Per noi il sistema pavimento è la nostra storia. Da metà degli anni Ottanta Isolmant è specializzata nell’isolamento acustico per le partizioni orizzontali, da quando ancora in Italia non c’era una legge per l’isolamento acustico. Siamo stati dei veri e propri pionieri. Da lì il sistema si è evoluto fino a diventare un vero e proprio sistema costruttivo che contempla tutte le fasi, dalla progettazione alla posa. Il sistema pavimento racchiude un
cerca benessere e comfort. D. La normativa italiana sui prodotti da isolamento è adeguata? Eugenio Canni Ferrari. Per quanto riguarda l’acustica non penso che la normativa sia adeguata, ma non è stata neanche sostenuta tantissimo né dallo Stato né dagli addetti ai lavori. Sicuramente è migliorabile, però in ogni caso esiste. Se fosse applicata sarebbe già adatta a creare un sistema abitativo confortevole. Il discorso dell’isolamento termico, che in Isolmant trattiamo meno, è ancora più complesso: benefici fiscali, tecnologia, qualità e legge non vanno ancora di pari passo e mettere insieme legge, volontà costruttiva e produttiva non è semplice. D. In Isolmant ci sono altre due attività importanti: il sistema parete e l’antisismica. Iniziamo dalla prima, quali sono le vostre novità? Eugenio Canni Ferrari. Il sistema parete per noi significa Perfetto. Nel 2003 abbiamo introdotto IsolFibtec Pft, una fibra riciclata in tessile tecnico di poliestere, con caratteristiche specifiche che de-
Lo stoccaggio dei materiali
po’ tutta la filiera e ci sta dando grandi soddisfazioni. Marta Casiraghi. Nel parlare di sistema pavimento siamo stati pionieri in tutti i sensi. La nostra idea era proprio quella di far capire come fosse importante parlare di sistema con un linguaggio autorevole, tecnico, ma comprensibile anche all’utente finale che richiede maggiore comfort per la propria abitazione ed è il beneficiario dei vantaggi di una ristrutturazione. Siamo partiti da un catalogo, che è diventato poi un sito internet e ora anche una pagina Facebook. Sistema pavimento è nato dalla volontà di non parlare più alle persone, ma di parlare con le persone. È nato partendo dal nostro Dna più solido e passando attraverso il dialogo con il nostro mercato, con i clienti e con gli utenti finali, per dare risposte concrete a chi
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rivano da un nostro progetto tecnico che rappresenta il cuore del sistema. Da lì ci siamo evoluti fino a comprendere prodotti adatti a interventi di ristrutturazione, quindi lastre accoppiate di vario tipo, anche con spessori diminuiti, per l’isolamento acustico verticale, un campo di grande lavoro per il futuro. Siamo passati dall’essere un paese con edifici interamente costruiti in mattoni alla diffusione sempre più massiccia di sistemi leggeri come il legno e il cartongesso. Anche il sistema muro ha subito un’evoluzione importante e lavoriamo costantemente per migliorare e rendere i nostri sistemi fruibili in ogni tipo di progetto, dalla riqualificazione pesante agli interventi di ristrutturazione più rapidi e meno invasivi. D. Quali sono invece le proposte della divisione antisismica? F e b b r a i o
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Eugenio Canni Ferrari. L’antisismica rappresenta per noi una sfida complesso, ci sono realtà che migliorano, che vogliono migliorare il importante, in un rapporto di continuità con quello che abbiamo rapporto con la clientela finale e i produttori. I rivenditori hanno il dovere di conoscere molto bene la produzione, e di sposare una causa. portato avanti finora. Si è abituati a pensare alla sismica come costruzione di una casa resistente ai terremoti, ma poco si pensa alla L’obiettivo comune deve essere quello di portare solo l’eccellenza fase progettuale di elementi non strutturali. La nostra passione all’interno della filiera delle costruzioni, abbandonando la logica nel costruire ambienti salubri ci ha portato a questa joint venture del prezzo che non porta da nessuna parte. con la società inglese Acrefine. Adesso lavoreremo per portare sul D. Di recente avete siglato una partnership con Gabetti, di che mercato la nostra proposta, poi cercheremo di farla diventare un cosa si tratta? sistema costruttivo assodato. Eugenio Canni Ferrari. È una partnership tecnica con un progetto Marta Casiraghi. È una sfida importante che ci sta impegnando di filiera per guidare il risanamento del patrimonio immobiliare del molto. Dal punto di vista del marketing stiamo ultimando la prenostro Paese e portare all’utente finale soluzioni definite. Gabetti parazione di tutto il materiale tecnico, e ci sarà anche un sito deè uno di più grandi gruppi immobiliari italiani, e ha un potere di dicato. Abbiamo già delle richieste, stiamo movimentazione enorme. Non si tratta di lavorando in maniera graduale, dedicando veicolare la vendita dei prodotti per la ri“L’antisismica rappresenta per qualificazione, ma portare all’utente finale tutto il tempo necessario all’introduzione di sistemi vicini alle nostre corde, ma che hanla conoscenza dei sistemi. Noi ci occupiamo noi una sfida importante, in no necessità di essere studiati nel dettaglio. dell’isolamento acustico, e il comfort è uno un rapporto di continuità con degli aspetti più richiesti dai clienti che D. L’Italia è un Paese a grande rischio siquello che abbiamo portato smico e sono disponibili anche consistenti acquistano un immobile. Ed è anche un avanti. Si è abituati a pensare incentivi fiscali, eppure sembra il pericolo momento di confronto e riflessione. Fare non sia compreso. Perché? alla sismica come costruzione rete è fondamentale in questo momento, Eugenio Canni Ferrari. In effetti i bonus ci capisco che non sia semplice ma è necessadi una casa resistente ai sono, ma c’è poca conoscenza. C’è un’ignorio fare un salto di mentalità. E in questo terremoti, ma poco si pensa ranza atavica che limita un aspetto essenziale ci aiutano le nuove leve, che costringono i per l’edilizia, non solo per migliorare l’attuapiù esperti a una nuova apertura mentale. a elementi non strutturali” le stato del patrimonio edilizio, ma anche Marta Casiraghi. Ciò che ci ha avvicinato per far andare avanti un comparto. Inoltre, al progetto di Gabetti è stato condividere la l’italiano ha un altro grande difetto: la paura di affrontare lo Stato. filosofia legata alla qualità, la volontà di contribuire alla riqualificaD. Le vostre soluzioni sono tante, ma sono comprese veramente zione del patrimonio immobiliare italiano in maniera seria e integrata, mettendo insieme il mondo della progettazione, costruttori, dalla distribuzione? Eugenio Canni Ferrari. Sembra che produttori e distributori siano produttori, installatori. All’interno del network ognuno si occupa in contrasto, ma siamo parte della stessa medaglia e lavorare insieme di veicolare il comfort in vari modi, puntando sempre all’eccellenza. è fondamentale. Questo purtroppo avviene sempre di meno. SicuraD. Il mercato stagnante in Italia può essere compensato con mente i produttori hanno le loro colpe, ma anche i rivenditori devono l’export? capire che il modo di distribuire i prodotti è cambiato. È un mondo Eugenio Canni Ferrari. Difficile. Al contrario delle multinazionali, ci sono aziende più piccole per le quali lavorare con l’estero non è semplice: si è soli, non ci sono tutele, i mercati tendono a essere un po’ chiusi. Isolmant è presente in buona parte del mondo, e ultimamente si nota questa maggiore chiusura. Ma anche il mercato italiano non è che sia proprio così statico, bisogna imparare a leggere tra le righe e vedere che cosa si può fare. D. Siete sempre stati dei pionieri, ma da dove è nata la passione per l’isolamento acustico? Eugenio Canni Ferrari. Arriva da molto lontano. Mio padre parlava di isolamento acustico già alla fine degli anni Settanta: mi sono trovato ad appassionarmi fin da giovanissimo a questo argomento. Ho trovato poi persone che mi hanno aiutato, è nata un’azienda e da 30 anni l’acustica rappresenta una parte integrante di me. Mi piace l’idea di guardare a nuove frontiere e dare forma a qualcosa che ancora non esiste, non solo prodotti, ma anche nuovi L’importanza della brandizzazione dei packaging mercati e sistemi. Come un esploratore. F e b b r a i o
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KNAUF
LA RIVOLUZIONE DELLA LEGGEREZZA L’azienda presenta Gkb Advanced, lastre in cartongesso che implementano la tecnologia Li-Tek e creano un nuovo standard di qualità nell’universo delle costruzioni a secco. Il materiale ha maggiore efficienza in ambito sismico e una elevata resistenza al fuoco di Valentina Anghinoni
«L
a vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono alla condanna della pesantezza». Parole pronunciate da uno dei più eminenti scrittori italiani, Italo Calvino, nelle Poetry Lectures all’Università di Harvard, più conosciute con il titolo italiano di Lezioni americane. Non è un caso che la prima bozza del titolo proposto dallo scrittore fosse Sei proposte per il prossimo millennio, la prima delle quali è, appunto, la leggerezza. Oggi, come allora, non mancano dei pregiudizi su questo termine ma, come ci suggerisce Calvino, la leggerezza va spogliata dalla sua connotazione di frivolezza e inconsistenza. Questa qualità assume, anzi, il valore opposto, diventando la caratteristica che più di ogni altra consente di liberarci dal peso di ciò che è dato per stabilito e compiuto per poter finalmente trovare la forza necessaria per modificare la realtà. Oltre a essere il valore che più di ogni altro ha ispirato e permesso a Knauf, azienda multinazionale specializzata nelle soluzioni a secco per l’edilizia, di portare a compimento l’introduzione sul mercato della serie Gkb Advanced, la prima lastra innovativa che implementa la tecnologia Li-Tek come nuovo standard all’interno della gamma di lastre in cartongesso.
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LIGHT, MA NON TROPPO La tecnologia Li-Tek (Lightness Technology) si basa sulla capacità di controllare e indirizzare la struttura cristallina del gesso durante le fasi di produzione. Il risultato del controllo della distribuzione e delle dimensioni delle porosità interne del prodotto è una innovativa intelaiatura molecolare caratterizzata da una maggiore leggerezza e resistenza agli stress meccanici, grazie a una sostanziale modifica delle dinamiche di deformazione del prodotto. L’innovazione di LiTek consiste sia in una maggiore efficienza in ambito sismico, sia una più elevata resistenza al fuoco. Rispetto alle sollecitazioni sismiche,
Una lastra Gkb Advanced. Nella pagina a fianco, l'evento di presentazione della lastra
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THE [R]EVOLUTION OF STANDARDS La lastra Gkb Advanced è stata annunciata e presentata ai partner Knauf presso le Officine del Volo a Milano in una data simbolica: il 12 febbraio, giornata in cui ricorre l’anniversario della nascita di Charles Darwin. Il legame che unisce il teorico dell’evoluzione delle specie e la multinazionale che fa del suo fiore all’occhiello le soluzioni e i sistemi innovativi per l’edilizia risiede proprio nel termine evoluzione che, come ha spiegato Roberto Nava, direttore commerciale di Knauf, altro non è che la sintesi di un mutamento: «Oggi siamo qui perché Knauf ha compiuto un nuovo importante passo nell’evoluzione del nostro settore». Il manager ha spiegato come questa vera e propria rivoluzione nel mondo delle costruzioni a secco sia il frutto di un lavoro e una ricerca durata circa 24 mesi, spinta dalla volontà di innovazione che contraddistingue l’azienda, che si manifesta nell'impegno costante a migliorare le prestazioni dei prodotti sulla base dell’evoluzione del mercato e delle sue esigenze. «Alleggerire è una qualità fondamentale in molti processi tecnologici», ha aggiunto Marco Imperadori, professore ordinario alla Facoltà di Ingegneria EdileArchitettura del Politecnico di Milano. Il docente si è soffermato sul concetto di leggerezza all’interno dell’evoluzione dei processi naturali e tecnologici: «Occorre prendere materiali che possano essere inseriti in cicli, che usino meno materia ma aumentando le prestazioni». Alex Bellini, esploratore di origini valtellinesi che più volte nella sua carriera si è confrontato con situazioni molto sfidanti, ha condiviso la sua esperienza e filosofia sul concetto di limite in sé: «Ogni volta che si supera un limite, si crea un nuovo standard. Questa consapevolezza ci pone di fronte a dubbi, ci si chiede se si è all’altezza delle sfide che ci sono poste innanzi. L’unica condizione per spostare l’asticella del limite è riuscire a superare questo tipo di incertezza».
la struttura alleggerita della lastra Gkb Advanced permette all’edificio di subire un minore carico sismico in caso di terremoto, mentre l’aumentata duttilità della struttura della lastra consente di incassare un maggior numero di fessurazioni prima di un eventuale collasso, rendendola più resistente ai sismi. Sul versante dell’antincendio, la prestazione di resistenza e isolamento al fuoco è certificata di oltre 30 minuti in più rispetto alla lastra standard, passando da una classe di resistenza di EI 60 a EI 90. SOSTENIBILITÀ Le lastre della serie Gkb Advanced, grazie alla loro maggiore leggerezza, semplificano il lavoro dell’istallatore, sia per quanto riguarda il montaggio, che per la movimentazione delle lastre: Knauf calcola che la scelta di Gkb Advanced può consentire a ogni operaio di movimentare fino a 250 chilogrammi in meno al giorno. Il vantaggio non è solo in termini di riduzione della fatica da parte dell’operatore, ma anche per l’aumento della velocità di F e b b r a i o
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esecuzione dell’applicazione stessa, con una possibile riduzione dei tempi di cantiere. L’innovazione di Knauf riguarda, inoltre, l’aspetto della sostenibilità del prodotto. Il gesso impiegato nella produzione delle lastre è estratto da una cava adiacente l’impianto di produzione, che è soggetta a tutela ambientale da parte dell’azienda. Durante la fase produttiva l’attenzione è mirata a ridurre le emissioni di CO2, obiettivo che è possibile ottenere anche in fase di trasporto grazie al minore ingombro del materiale sui mezzi utilizzati. La riduzione delle emissioni di CO2 durante la produzione è pari all’8% mentre la percentuale relativa al trasporto rileva una diminuzione delle emissioni del 12% rispetto al precedente standard. L’aspetto più innovativo della serie Gkb Advanced di Knauf è stato sottolineato da Andrea Bucci, direttore generale di Knauf Italia, in occasione della presentazione ufficiale del prodotto: «Abbiamo avuto il coraggio di associare il concetto di performance allo standard e quindi di ottenere performance che associate a una commodity erano state finora impensabili».
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MUOVIAMOCI
Ok all’e-commerce ma attenti ai resi
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are commercio elettronico per la vendita online di prodotti significa gestire efficacemente ed efficientemente i processi logistici. Esiste comunque un processo logistico che sta progressivamente assumendo un’importanza maggiore e che sta mettendo a rischio il business sul web: la gestione dei resi. Una recente indagine pubblicata dal portale Fast Company riporta che il tasso di resi in alcuni Paesi ha raggiunto cifre record: l’anno scorso il 53% degli acquirenti online tedeschi ha effettuato almeno un reso. A seguire, il 52% degli olandesi, il 45% dei francesi e il 43% degli italiani. In Germania, Paese che guida la classifica, il costo medio della gestione di un reso si aggira sugli 11 euro. Nasce, quindi, l’esigenza di trovare soluzioni alternative e creative per riuscire a diminuire questi tassi.
Le contromisure Le leve su cui operare sembrano essere due: migliorare la presentazione dei prodotti, in modo da ridurre il numero di ripensamenti, e rendere più efficiente la logistica per abbattere i costi. Amazon Germania ha messo a punto dei software di realtà aumentata in grado di migliorare la percezione del prodotto appartenente alla categoria Accessori per la Casa, prima che il cliente proceda all’acquisto. Software altamente interattivo quello usato da Mr Spex, azienda specializzata nella vendita di occhiali, in cui il cliente può vedersi mentre indossa differenti modelli grazie alla gestione delle immagini raccolte dalla videocamera di computer o smartphone. Per quanto riguarda la logistica, l’automazione e la tecnologia sembrano essere le chiavi per potere abbattere i costi relativi.
Zalando, per esempio, ha investito in Magazino GmbH, una startup che fornisce sistemi robotizzati e intelligenza artificiale per rendere le attività di preparazione dei prodotti indipendenti dall’uomo. Purtroppo, nella gestione del reso una fase del processo è ancora molto manuale. Quando il bene ritorna al magazzino è necessario controllarlo per comprendere se è rivendibile. Inoltre, anche nel caso possa essere rivenduto, vi è la diminuzione del valore del prodotto stesso (perdita di etichette, danni al packaging, mancanza di componenti), oltre ai costi operativi necessari per riposizionare il bene nel magazzino. Le nuove tecnologie A creare il problema dei resi non vi sono solo i prodotti fashion, ma sono coinvolti tutti quei beni che vengono acquisiti attraverso la rete come i dispositivi elettrici ed elettronici (al secondo posto tra i prodotti resi), ricambi per auto e componenti di arredo o per la casa. A oggi non vi sono soluzioni particolari per cui, probabilmente, vi è spazio per nuovi business, come Nok, una rete di distributori che permette la prova gratuita di un prodotto con consegna e recupero del bene sempre senza costi. Queste iniziative, supportate anche da Amazon, sono viste positivamente sia dai produttori che dai rivenditori, perché da un lato potrebbero ridurre i ripensamenti del consumatore abbattendo i costi di reso, dall’altro consentono di raccogliere feedback dal consumatore sull’uso del prodotto, utili per migliorare il prodotto stesso. di Andrea Payaro docente, esperto del ministero dello Sviluppo Economico (Ice)
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COME SI FA (ad aumentare il business)
di Roberto Bolici*
Affari fuori porta (del cliente) L’outdoor living è diventata un’opportunità per il mondo della distribuzione edile. A patto di saper scegliere e comunicare i materiali giusti
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n questi ultimi anni il concetto di abitare ha subito numerose trasformazioni, allineandosi sempre più ai cambiamenti della società in cui viviamo e allo stile di vita delle persone. La casa si è evoluta, non rappresenta più solamente l’ambiente domestico nel quale potersi rifugiare, ma diventa sempre più l’ambiente privilegiato del vivere quotidiano. Questi cambiamenti, come rilevato da numerosi studi di settore, ci stanno consegnando da una parte nuovi tipi di abitanti e dall’altra nuovi modi di vivere la casa. Un’abitazione confortevole e allo stesso tempo mutevole e versatile, tecnologica, ben integrata con il paesaggio circostante, sempre più green e alla riscoperta dell’outdoor living. Quest’ultima tendenza, in linea con il bisogno di favorire la comunicazione tra gli ambienti, si è trasformata in elemento irrinunciabile dell’abitazione contemporanea,
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un ambiente da allestire come un perfetto salotto a cielo aperto. Diviene quindi sempre meno marcata la differenza concettuale tra spazi indoor e spazi outdoor, arrivando a una dimensione definita open door che guarda alle aree esterne della casa come prolungamento degli spazi interni. L’Outdoor Living racconta come questi luoghi non siano più da intendersi come secondari, bensì centrali e generatori di un gioco di rinvii sempre più a cavallo tra interno ed esterno per forme, materiali e destinazione d’uso. Spazi da vivere tutto l’anno grazie a una corretta organizzazione funzionale, a una scelta attenta dei materiali impiegati, a una chiara selezione di chiusure per delimitare l’ambiente e a una scelta attenta dell’arredo per generare contesti accoglienti. Uno scenario in cui il distributore di materiali per l’edilizia può inserirsi con facilità
e soddisfazione in termini di business, offrendo competenza, servizi e prodotti per interpretare sempre al meglio gli stili di vita e i trend più contemporanei nel mondo dell’Outdoor Living. Materiali per l’Outdoor Living Quando affrontiamo il progetto degli spazi all’aperto, giardino o terrazza che sia, la scelta dei materiali acquisisce una rilevanza fondamentale per sottolineare il carattere e la funzionalità di questi ambienti. I nostri sensi reclameranno materiali capaci di trasmettere emozioni (pavimentazioni per i percorsi, chiusure, strutture ombreggianti, arredi, ecc.) assumendo così un ruolo determinante nella configurazione dello spazio. Potremmo fare i conti con superfici lisce o ruvide, morbide o rigide, ciascuna in grado di suscitare sensazioni diverse. Da non sottovaF e b b r a i o
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lutare le importanti innovazioni tecnologiche che hanno segnato i materiali in questi ultimi anni e consentito il loro utilizzo in ambienti esposti alle intemperie e agli sbalzi termici. Le opzioni certamente non mancano, non resta che selezionare con attenzione. Il legno In questi ultimi anni, stiamo assistendo ad un impiego sempre più diffuso del legno in ambito esterno. Tradizionalmente utilizzato negli ambienti interni, oggi viene impiegato a bordo piscina, nei camminamenti pedonali, nei rivestimenti di murature, nei rivestimenti di sedute. Dai legni più pregiati e riconosciuti come il teak, a quelli termotrattati (lavorazione ad alte temperature e pressione che modifica la struttura chimico-fisica del materiale, conferendogli maggiore durabilità, stabilità e durezza), fino ai più recenti compositi (materiale artificiale creato per estrusione a caldo legando scarti polverizzati a un materiale plastico formato da polimeri e additivi) dalle eccellenti performance meccaniche e capaci di resistere alle radiazioni Uv e alle alte/basse temperature.
luminio è tra i materiali metallici maggiormente utilizzati per soluzioni di protezione anche negli ambienti esterni (pergole bioclimatiche, schermature verticali, sistemi ombreggianti e pensiline). È trattato con antiossidanti per essere più resistente e verniciato per adattarsi a stili differenti. Plastiche e polimeri I materiali plastici di ultima generazione, sotto forme e configurazioni diverse (arredi, complementi di arredo e illuminazione), sono dotati di caratteristiche importanti quali l’elevata resistenza e la limitata manutenzione. L’innovazione tecnologica applicata alla produzione ha consentito loro di trasformarsi in tessuti o fibra sintetica intrecciata dando così vita a nuovi oggetti di arredo.
Comprare la sostenibilità Indubbiamente materiali e soluzioni tecnologiche adeguate giocano un ruolo di rilevo nella concezione dell’outdoor living, ma l’innovazione e principalmente la sostenibilità sono le parole chiave del loro successo. Grazie ad attrezzature e materiali tecnici specifici è possibile ricreare un luogo ideale multiuso e multifunzione, improntato sempre più al ritrovamento di un legame con la natura e favorendo al contempo la convivialità. La tecnologia abbraccia quindi sempre più la naturalità delle soluzioni. Se a questo aggiungiamo che sostenibilità, ambiente ed etica sono le leve di acquisto sempre più determinanti per i Millenial e pure per la Generazione Z, i clienti e futuri clienti, dobbiamo fare i conti con un trasferimento di valori attraverso un’azione comunicativa convincente. A fronte di un pubblico aperto al tema della sostenibilità, è quindi un’opportunità valorizzare la virtuosità dei brand e delle competenze del distributore che intende cavalcare questo mercato. Tuttavia, diventa fondamentale saperla raccontare, spiegare ed evidenziare, lavorando sull’allestimento, sul visual e sugli eventi in store, tutti orientati a contribuire nella costruzione di uno storytelling coerente e coinvolgente. Outdoor living e sostenibilità, insieme, sembrano segnare un vero e proprio plus competitivo per le aziende che vedono in questo binomio una concreta opportunità di crescita del proprio business.
Acciaio e alluminio Acciaio inossidabile e Corten sono certamente i più adottati per la realizzazione di vasche e fioriere, per creare contenimenti di terra o cordoli di percorsi pedonali e aiuole. In particolare il Corten manifesta un’elevata resistenza alla corrosione determinata dalla sua ossidazione naturale. Grazie alla sua leggerezza e flessibilità, l’al-
*Professore associato in Tecnologia dell'Architettura, Politecnico di Milano
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C'È OTTIMISMO NON SOLO DI FACCIATA Dopo anni non particolarmente entusiasmanti, il settore della tinteggiatura potrebbe beneficiare della spinta che arriva dal nuovo bonus per le superfici esterne. Pitture e rivestimenti aggiungono una vasta gamma di funzioni da svolgere in sintonia con i diversi tipi di ambiente di Giuseppe Rossi
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hi potrà trarre sicuro beneficio dal bonus facciate (vedi articolo a pagina 24)? Non solo condomini e proprietari di ville e villette. Dello sconto fiscale del 90%, infatti, beneficerà anche il mercato del colore, il sistema di produttori e applicatori che in questi anni ha sofferto le stesse dinamiche di tutto il settore dell’edilizia e che anche nel recente passato si è trovato di fronte ad andamenti generali certamente non esaltanti. Eppure
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l’Italia a livello europeo è un mercato molto importante per il settore del colore, il quarto mercato per il settore delle pitture e delle vernici in termini di quote di mercato, dopo Germania, Regno Unito e Francia, con un consumo medio di 500 milioni di litri, abbastanza stabile da alcuni anni, e un giro d’affari di 1,2 miliardi di euro circa. Il mercato italiano delle pitture e delle vernici è un mercato molto frammentato, composto da molti produttori e soprattutto da molti applicatori. Questa frammentazione, che è la frammentazione tipica del mercato italiano dell’edilizia, se rapportata alla produzione di pitture, colori e vernici risulta in ogni caso più polarizzata. Le
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principali aziende produttrici, analizzate come ogni anno dal Centro Studi YouTrade nelle analisi di bilancio, presentano valori cumulati relativi al 2018 pari a 590 milioni di euro, in lieve calo (-1,0%) sul 2017, calo dovuto alle dinamiche di alcuni importanti player, come Cromology Italia, in calo significativo anche per le dimensioni di mercato (83,5 milioni di euro, in calo del -5,7%), e di SherwinWilliams Italy, unica impresa a superare i 100 milioni di euro di fatturato, anch’essa in leggero calo (-0,8%). Considerando le prime dieci aziende produttrici per fatturato, sono solo tre quelle che nel 2018 hanno fatto registrare un aumento, e corrispondono ai nomi di
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Colorificio San Marco, Oikos e Colorificio Paulin. Per altre, come nel caso di Ppg Univer, si può parlare di un risultato positivo visto che il 2018 ha consolidato il fatturato 2017. ADDIO ANNI PIATTI Dunque il mercato del colore in Italia presenta da alcuni anni un andamento non particolarmente entusiasmante se guardato nel suo insieme, ma se analizzato in singole e specifiche dinamiche fa emergere un quadro molto diversificato tra i vari produttori. Se a livello nazionale le dinamiche non sono così significative, a livello europeo e mondiale il mercato presenta aspettative molto positive, dovute alla crescita della domanda di alcuni Paesi, sia europei sia del resto del mondo. Le tendenze al 2025 dei principali osservatori di settore indicano un mercato europeo delle vernici e dei rivestimenti in crescita significativa, con un incremento stimato di oltre il 4%, nel periodo di previsione, sia per la crescita di specifici mercati, come quello dei rivestimenti protettivi industriali, sia per il grande peso del comparto edilizio-architettonico, che sul giro d’affari globale rappresenta oltre il 50% del mercato. La crescente domanda di rivestimenti architettonici è uno dei principali fattori che guidano la crescita del mercato e l’uso della nanotecnologia nelle vernici e nei rivestimenti potrebbe rappresentare una sicura opportunità in futuro. Segnali positivi in questo senso vengono dalla Germania e dai paesi del Nord Europa. Pitture e rivestimenti, infatti, non sono solo associati ai colori a scopo decorativo dell’interno delle nostre abitazioni, ma è sempre più presente la vasta gamma di funzioni che possono svolgere secondo il tipo di ambiente in cui sono utilizzati. Per esempio, come sistemi di protezione dal caldo eccessivo (vernici riflettenti) o dalle radiazioni UV senza perdita di colore o altri tipi di danni (screpolature, ecc.). FRAMMENTAZIONE Come noto, il mercato del colore in Italia è fortemente frammentato e le stime contano circa 600 aziende di produzione attive in questo F e b b r a i o
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settore, con dimensioni variabili dalle grandi multinazionali a piccole imprese locali. Di maggiore difficoltà è la stima del numero di dipintori e applicatori, in quanto si tratta per lo più di microaziende spesso artigiane, che si dividono un mercato da 320 milioni di litri per le pareti interne e i restanti 180 milioni di litri per le pareti esterne. Il tema principale nel mercato oggi è certamente quello relativo alla necessità di aumentare il valore percepito in termini di qualità dei materiali, facilità di manutenzione e soprattutto di tipologia di pigmenti utilizzati e di colori, una delle strade che sta premiando alcuni produttori e che anche all’estero rappresenta una delle motivazioni principali per la creazione di appositi corner all’interno delle grandi catene di distribuzione. PROSPETTIVE Tuttavia il rischio di banalizzare il prodotto è sempre dietro l’angolo, compreso l’effetto che il bonus facciate potrà avere se concentrato solo sul trucco e parrucco e non giocato invece all’interno di un sistema di rinnovo urbano del quale il colore è una delle componenti importanti, certamente la più visibile, ma che per guardare al futuro con effettivo successo, dovrà sempre più integrarsi con le altri azioni di rigenerazione e riqualificazione che andranno realizzate sul nostro vecchio e vetusto patrimonio edilizio. Ma per fortuna il super bonus comprende anche il cappotto esterno: c’è, quindi, speranza che possa servire a interventi incisivi anche dal punto di vista del risparmio energetico. Proteggere e abbellire, in effetti, sono due concetti molto vicini all’utente finale ed è nel rapporto con il potenziale cliente che va trovata la chiave di sviluppo del mercato, non certo grazie solo agli incentivi, ma rivitalizzando la catena del valore, quella catena che è la vera essenza delle redditività del settore, aumentando l’efficienza nella filiera prodotto-distribuzione-scelta-applicazione. Dipingiamo tutti i muri, dunque, perché dall’uso degli incentivi può nascere una nuova cultura e concezione del colore stesso.
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SEMPRE PIÙ VERDI CON STILE E DESIGN L’impresa accentua l’attenzione all’ambiente: ha ottenuto anche la certificazione Iso 14001 e punta a quella Epd entro il 2020. E a marzo sono in arrivo nuovi decorativi, finiture estetiche di tendenza, una cartella colore e azioni di marketing dedicate alle rivendite
di Veronica Monaco
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esign, ecosostenibilità e un’attenzione sempre maggiore al mondo della ristrutturazione: su questi tre ingredienti si basa la ricetta di Cap Arreghini, azienda di Portogruaro (Venezia) specializzata in prodotti vernicianti e decorativi per l’edilizia. Cap Arreghini guarda al mercato con ottimismo, anche grazie a un portfolio di certificazioni sempre più competitivo: due anni fa ha ottenuto lo standard Leed e sviluppato percorsi di ricerca per la progressiva riduzione delle sostanze nocive nelle formulazioni dei suoi prodotti, e nel 2019 ha ottenuto anche la certificazione di gestione ambientale Iso 14001. L’attenzione all’ambiente continua con l’analisi del Lca (Life-Cycle Assessment, il ciclo di vita di prodotto) «che porterà l’azienda alla certificazione Epd entro l’anno», anticipa a YouTrade il direttore commerciale, Renato Tesolin. Domanda. Cap Arreghini investe molto sul fronte delle certificazioni: quali sono i prossimi passi? Risposta. Stiamo portando avanti un percorso molto impegnativo sul fronte delle certificazioni per portare l’azienda ai massimi livelli. L’anno scorso abbiamo ottenuto la certificazione ambientale Iso 14001 e il 2020 rappresenterà un altro passo importante, perché ci focalizzeremo sull’analisi del
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Un interno realizzato con il decorativo effetto perlescente Calipso. A sinistra, Renato Tesolin. A destra, utilizzo della pittura idrodiluibile Mania (@Artego Paints)
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IN COSTA RICA CON L’IDROPITTURA Immaginate di essere in Costa Rica, ma senza essere saliti su un aereo. A Bibione (Venezia) questo è possibile grazie al lavoro dello studio padovano di Home Staging l’Angolo Perfetto di Valentina Venturin, che ha curato la ristrutturazione del Residence Costa Rica (immagini a fianco), ricreando le atmosfere del Paese centroamericano grazie ai colori Cap Arreghini. Gli interni sono stati tutti realizzati con Absolutecap, l’idropittura opaca con finitura vellutata disponibile in una vasta selezione di tinte dal forte impatto cromatico. «Il colore ha avuto un ruolo molto importante in questo progetto di ristrutturazione», spiega l’interior designer Valentina Venturin. «Abbiamo deciso di tematizzare i piani con tre colori diversi: il verde per il primo piano che riprende il tema della natura. Il blu e tutte le sue sfumature per il secondo piano ricreano il tema del mare. Infine, sfumature di giallo per il terzo piano, come il sole, simbolo del Costa Rica e di Bibione». Realizzato negli anni Novanta, il Residence Costarica ha cambiato così volto giocando sapientemente sui colori, l’illuminazione e gli arredi. «Non siamo intervenuti strutturalmente sull’immobile, ma solo sul restyling degli interni. In accordo con il proprietario dell’hotel Alessandro Pericolo ci siamo affidati a Cap Arreghini per la qualità dei suoi prodotti. I colori hanno reagito bene alle temperature, grazie anche ai rapidi tempi di asciugatura».
ciclo di vita del prodotto, al fine di ottimizzare i processi produttivi dal punto di vista della sostenibilità ambientale e l’Epd, cioè l’Environmental Product Declaration. Tutto questo anche per ottenere riconoscimenti in materia di Green Building in ambito pubblico e privato attraverso i Cam (criteri ambientali minim), che porteranno l’azienda a offrire una completezza di servizio ed esplicitare questo nostro focus verso la sostenibilità. D. Oltre alla sostenibilità, quali sono gli altri pilastri che guidano l’azienda? R. Continueremo a puntare sul design e sui prodotti pensati per la ristrutturazione e i decorativi. Nel 2020 festeggeremo i 70 anni dell’azienda, ma siamo costantemente impegnati sul fronte dell’innovazione e della ricerca. Il mercato è in continuo cambiamento, investiamo molto sulla formazione e continueremo a lavorare cliente su cliente per rafforzare linee di prodotto. D. Avete novità nel cassetto? R. Sì, a marzo presentiamo sia in Italia che all’estero nuovi decorativi, finiture estetiche di tendenza. Sempre nel mese di marzo debutta una nuova cartella colore, risultato di uno studio realizzato con designer e architetti italiani e stranieri, all’interno della quale abbiamo selezionato tinte di
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UNA SFUMATURA ANTI SALSEDINE La salsedine è uno dei nemici numero uno per le facciate. Se non opportunamente trattate, l’azione corrosiva del sale può arrecare importanti danni sia agli intonaci che alle strutture portanti, con deterioramento anche sul piano estetico delle superfici. Un destino che stava toccando in sorte anche l’Hotel Capitol di Jesolo (immagini a fianco): «Il fabbricato, esposto alla salsedine, versava in una condizione disastrosa, specie nella parte fronte mare», spiega l’architetto Enrico Valazza, titolare dello Studio Vallazza di Jesolo, che ha curato il progetto di ristrutturazione. «Abbiamo dovuto martellare gli intonaci, rimuovere le parti pericolanti, trattare tutti i ferri esposti, applicare le malte da ripristino, applicare l’isolamento e ridipingere tutta la facciata. Un lavoro importante, date anche le volumetrie delle parti interessate dall’intervento, circa 9 mila metri cubi per l’intero fabbricato e 2500 metri cubi per le facciate. A garanzia di un risultato eccellente abbiamo utilizzato tutto il ciclo Cap Arreghini per il risanamento delle intonacature». In particolare per l’Hotel Capitol sono stati utilizzati il primer murale al solvente Murisol, il rivestimento murale a base di resine acrilsilossaniche Siloxcap 1200, la pittura riempitiva opaca antimuffa e antialga k81 Quarzo per le suite all’esterno, il fondo uniformante Unifix e lo smalto Remdur Matt per le ringhiere. «Quando si è in presenza di interventi di questo tipo, è fondamentale rivolgersi ad aziende con cui si è fidelizzati, che garantiscano con prodotti specifici di qualità e cura nell’applicazione», aggiunge l’architetto. «Inoltre, data la consistenza volumetrica del fabbricato, dovevamo trovare un colore che alleggerisse il più possibile la facciata. Soprattutto dovevamo spogliare l’edificio di quei colori che negli anni passati l’avevano imbruttito e non gli rendevano giustizia. Per contenere la massa volumetrica del fabbricato abbiamo così scelto un colore crema chiaro, che visivamente si sposasse anche con la spiaggia antistante. I prodotti Cap Arreghini sono stati protagonisti anche per la ristrutturazione degli interni: con le pitture Absolutecap abbiamo infatti ridipinto le pareti di tutte le 65 camere della struttura ricettiva».
tendenza per i prossimi due-tre anni, rivolte sia al mercato della ristrutturazione che alla decorazione d’interni. D. Come sta andando il mercato dei prodotti vernicianti? R. Dai primi dati sembra che il mercato in Italia abbia segnato una piccola flessione che va da 0 a -1%, come quantitativo, ma una crescita che si registra intorno al 2% in termini di valore. L’andamento è ormai costante, sui quantitativi il mercato è ormai stazionario. La crescita e o la decrescita delle aziende è dovuta unicamente a strategie aziendali. Se un’azienda cresce è perché sta adottando strategie di acquisizione di quote di mercato. Per Cap Arreghini il 2019 è andato bene, l’azienda è in aumento sia in termini di volumi che in termini di fatturato. D. Su cosa state investendo in particolare? R. Investiamo fortemente sulla strategia commerciale e sul rapporto con il cliente. E portiamo avanti un’attività interessante a livello di marketing e comunicazione. Stiamo lavorando prevalentemente a livello di social con i rivenditori che devono consigliare, influenzare,
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dare sempre più informazioni sia a livello di pubblico che professionale. Abbiamo bisogno tutti insieme di crescere in un rapporto sempre più professionale nei confronti del consumatore. Proprio per questo stiamo implementando anche l’attività di formazione all’interno della nostra azienda con l’Academy, che ogni giorno propone corsi, non solo di prodotto e decorazione, ma anche a livello di strategia di vendita. Tutte queste cose messe insieme ci stanno dando buoni risultati e confidiamo di proseguire con questo trend nei prossimi anni. D. Credete che l’introduzione del nuovo Bonus facciate vi possa portare nuove opportunità? R. Hanno fatto un’ottima legge, anche se bisogna leggere un po’ tra le righe per capire che la detrazione al 90% non è per tutti. Dipende da che tipo di intervento si va a realizzare, dove si trova l’immobile… Quindi, la situazione è un po’ complicata. Vediamo che cosa succederà, ma credo che il trend di mercato rimarrà invariato. F e b b r a i o
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MAPEI
ARCOBALENO IN PERIFERIA
L’azienda milanese ha contribuito alla rinascita della Casa di Quartiere in una zona decentrata del capoluogo lombardo, in un progetto del team G124 coordinato da Renzo Piano. E ha donato i suoi prodotti anche per la Casa dell’Affettività di Rebibbia di Veronica Monaco
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uando si pensa alla periferia, vengono subito in mente immagini di paesaggi desolati e desolanti, in cui degrado, incuria e abbandono vincono su qualsiasi possibilità di bellezza. Non è così per Renzo Piano, l’archistar che dal 2015 è impegnato in un lavoro di rammendo (lo chiama proprio così) delle periferie urbane, totalmente autofinanziato. «Ci sono nato in periferia, vicino alle acciaierie e ai cantieri navali del ponente genovese. Nelle periferie vive la maggior parte degli abitanti delle città e sono questi i luoghi del futuro, ricchi di energia e vivi più che mai», ha spiegato. Insieme al suo G124, un team di giovani architetti tutti sotto i 35 anni, l’architetto e senatore a vita ha già concluso diversi progetti, tra cui solo nel 2019 l’ex-scuola nel quartiere di Niguarda a Milano e la Casa dell’Affettività nel penitenziario femminile del carcere di Rebib-
La Casa di Quartiere a Milano
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bia a Roma, a cui Mapei ha contributo donando le sue soluzioni per il trattamento e la decorazione degli ambienti. NUOVO LOOK Le finiture colorate e protettive Mapei hanno dato un nuovo look alla Casa di Quartiere di Via Cirié, nel quartiere di Niguarda di Milano. Ex-scuola comunale, la Casa di Quartiere è oggi sede di associazioni e attività collettive, un centro di aggregazione aperto all’intero quartiere. Gli interventi di riqualificazione, proposti ed eseguiti dai giovani architetti del Politecnico di Milano, coordinati da Raffaella Neri, professore ordinario dell’ateneo, hanno visto la riverniciatura degli ambienti interni dell’edificio, tra cui l’atrio, la sala auditorium e il trattamento di alcuni elementi tra cui i caloriferi e le porte in plastica. Per l’intervento di finitura delle superfici Mapei ha donato diversi prodotti, tra cui Malech, il fondo acrilico all’acqua, uniformante e promotore di adesione; Dursilite, idropittura murale lavabile per interni a bassa presa di sporco e ottima lavabilità, e Dursilite Base Coat, fondo acrilico liscio pigmentato, uniformante e promotore di adesione; Elastocolor Pittura, pittura elastomerica protettiva antifessurazione, per esterni e interni, a elasticità permanente ed elevata resistenza chimica. Per quanto riguarda invece la decorazione
dei complementi di arredo, Mapei ha donato Dursilac Base Filler, fondo riempitivo acrilico all’acqua per interni ed esterni, di elevata copertura e potere uniformante, e Dursilac Satin, smalto acril-uretanico all’acqua per interni ed esterni, con ottima distensione ed elevata durezza superficiale. OLTRE LE SBARRE Oltre alla Casa di Quartiere di Milano, Mapei è intervenuta in un altro progetto del programma G124: la Casa dell’Affettività nel Carcere di Rebibbia a Roma, un edificio di 28 metri quadri completamente in legno costruito all’interno della sezione femminile, destinato agli incontri tra le detenute e le famiglie, che riproduce la dimensione domestica già nella sua forma iconica. Per questo progetto, guidato degli architetti dell’Università La Sapienza di Roma coordinati dalla docente di Progettazione architettonica Pisana Posocco, l’azienda ha donato i prodotti per la decorazione delle pareti, l’impermeabilizzazione degli ambienti e il trattamento del legno. In particolare, le pareti sono state dipinte con Elastocolor Pittura, pittura elastomerica protettiva antifessurazione, per esterni ed interni, a elasticità permanente ed elevata resistenza chimica. Elastocolor Pittura è disponibile nel colore bianco, nei colori della cartella Master Collection o nelle tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico ColorMap. La Casa dell'Affettività all’interno del carcere di Rebibbia, a Roma
© Alessandro Lana, Valerio Gardoni, Raffaella Neri, Sara Anna Sapone, Maria Giulia Atzeni
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SAN MARCO
VELOCISSIME SFUMATURE L’azienda lancia una nuova formulazione dell’idropittura Gypsumtop per applicazioni dirette su gesso e cartongesso. A rapida essicazione, è indicata per rifinire gli ambienti e ridurre il tempo di lavoro, e garantisce maggiore opacità e un elevato punto di bianco di Veronica Monaco
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razie alla sua versatilità e semplicità di posa, il cartongesso è sempre più utilizzato per ripartire gli spazi all’interno degli edifici o per creare controsoffitti. Ma quali prodotti utilizzare per rivestire le superfici e mascherare eventuali imperfezioni? Per rispondere alle esigenze degli applicatori, i ricercatori di San Marco hanno messo a punto una nuova formulazione per l’idropittura Gypsumtop indicata proprio per l’applicazione diretta su gesso e cartongesso. ANCHE SUI SOFFITTI Idropittura lavabile bianca opaca, ad alta copertura, Gypsumtop è in grado di garantire un’eccellente resa estetica. A rapida essicazione, è ideale per rifinire gli ambienti in maniera semplice e veloce. La
nuova formulazione garantisce maggiore opacità e un elevato punto di bianco, assicurando risultati professionali anche sui soffitti. Già dal primo strato, Gypsumtop maschera tutte le imperfezioni del supporto, anche quelle evidenziate dalla luce radente. Inoltre, è ideale anche per la pitturazione di pareti in intonaco nuove o già verniciate. PRONTA IN 60 MINUTI Gypsumtop è formulata con un basso contenuto di composti organici volatili e inodore. In più, grazie a una bassa tendenza allo schizzo, può essere impiegata con il rullo, garantendo così un lavoro finale pulito e preciso. La finitura si essicca al tatto in sessanta minuti e consente di sovraverniciare la superficie dopo solo tre ore, permettendo lavori in tempi brevi e soprattutto di rioccupare rapidamente gli ambienti verniciati, senza odori residui. 6 zzata nddonali Pers 285.i 230xdd slim_74.in ER-IV paris COV ADV YT
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Gypsumtop è indicata per l’applicazione su superfici in gesso e cartongesso
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FASSA BORTOLO
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iochi di luce e ombra, colori ed effetti innovativi, sperimentazioni creative per realizzare pareti dal look inconfondibile. Basandosi sull’esperienza acquisita nel settore delle finiture colorate, Fassa Bortolo raccoglie l’esigenza di maggiore personalizzazione degli ambienti interni con la linea di prodotti decorativi Sfide d’Arte ad alto impatto estetico ed emozionale.
LA SFIDA Tecniche, attrezzi e materiali necessari a realizzare l’effetto desiderato sono esplicitati in video tutorial che svelano tutte le fasi applicative. In più, Fassa Bortolo mette a disposizione un book versatile in grado di parlare a tutti i professionisti, dagli interior designer ai rivenditori, che possono dialogare con il cliente e orientarlo nelle scelte, all’applicatore, che può apprendere tutte le fasi di applicazione, e all’utente finale. La collezione Sfide d’Arte permette la realizzazione di superfici originali che impreziosiscono gli spazi abitativi, con finiture dallo stile e dal carattere definito. Riflessi cangianti, perlescenze, lucentezze metalliche, graffiature, effetti marmo e cemento, la linea di prodotti decorativi Sfide d’Arte soddisfa ogni gusto estetico per tutti i tipi di ambiente, dai più classici a quelli più di tendenza.
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L’azienda presenta una linea di prodotti decorativi ad alto impatto estetico ed emozionale, che comprende riflessi cangianti, perlescenze, lucentezze metalliche, graffiature, effetti marmo e cemento. In più video tutorial spiegano tecniche, attrezzi e materiali necessari a realizzare l’effetto giusto GUSTO ROMANTICO Per un effetto dal gusto romantico la linea Sfide d’Arte propone, per esempio, l’effetto composito Nimbus Decor, che irrompe nell’ambiente con eleganza. Questo effetto si ottiene mescolando una prima mano di Ricordi Materia tinta RT23 con spatolate disuniformi. Ad asciugatura quasi completa, è necessario aggiungere una piccola quantità sulla spatola e realizzare delle decorazioni a forma di fiamma in senso diagonale. Ad asciugatura avvenuta, l’applicatore deve schiacciare e lamare le parti in rilievo e infine applicare la seconda mano di Desideri Luce, nella tinta argento base, che a completa essiccazione, sarà applicata per una seconda volta con una spugna nella tinta SL44. EFFETTO RETRÒ Per un effetto un po’ vintage c’è invece Retrò Decor, una decorazione sobria, che può diventare lo sfondo di un ambiente eclettico e sofisticato. Retrò Decor si ottiene con una prima mano di prodotto Ricordi Marmo, in versione bianco base, con una spatola metallica in modo da ottenere uno spessore uniforme. Nella seconda mano invece si procede evidenziando le spatolate irregolari e compattandole prima della completa asciugatura. Nella terza mano si applica con una spugna Desideri Luce, in versione argento base. Per ottenere l’effetto desiderato, dopo la completa essicazione, Desideri Luce si deve applicare in un mix di tinte SL50, argento base e SL63. F e b b r a i o
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RIDISEGNIAMO LO STILE ITALIANO L’innovazione e la tecnologia dell’azienda di origine genovese trovano ampio spazio in progetti di riqualificazione urbana. Come il primo sito produttivo Barilla, a due passi dal centro storico di Parma, con oltre 12mila metri quadri di superfici trattate di Veronica Monaco
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on un know how che affonda le sue radici in quasi due secoli di storia, la genovese Boero è una delle realtà industriali più longeve del nostro Paese. Già a pochi decenni dalla sua fondazione, che risale al 1831, l’azienda si è imposta come protagonista del mercato del colore. Una storia di successo che continua ancora oggi con lo sviluppo costante di innovazioni per la protezione e decorazione delle superfici, che trova la sua massima espressione nel Centro di Ricerca e Sviluppo di Rivalta Scrivia (Alessandria). Tra le ultime novità dell’azienda c’è la nuova collezione colori I Contemporanei, che rispecchia i gusti e gli stili dell’interior design più attuale: una palette di 96 tinte desaturate, disponibili in idropitture, smalti murali, smalti all’acqua e a solvente, per decorare i più svariati tipi di supporto, dai muri al ferro fino al legno. «La collezione colori de I Contemporanei ha avuto un forte impatto sulla filiera distributiva e ha alimentato una richiesta crescente di colori neutri e desaturati», spiega a YouTrade il marketing manager Riccardo Carpanese, marketing manager edilizia Riccardo Carpanese, edilizia Boero che anticipa altre novità per la distribuzione. «I nuovi layout Boero, oltre offrire la
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visualizzazione delle tinte più di tendenza, prevedono anche la possibilità di interagire con esse su un supporto magnetico per realizzare abbinamenti di vario tipo dallo stile indiscutibilmente italiano». NUOVE OPPORTUNITÀ «I dati dell’anno 2019 parlano di una crescita modesta a valore e una lieve contrazione sui volumi rispetto all’anno precedente. Anche per quest’anno ci aspettiamo un mercato sostanzialmente flat, al lordo di potenziali turbolenze politico-economiche che possano influenzare negativamente il comparto dell’edilizia», rivela il marketing manager di Boero. La novità del Bonus Facciate sembra aprire F e b b r a i o
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I prodotti Boero utilizzati per la realizzazione del centro commerciale la Galleria di Parma
buone opportunità, quantomeno come supporto per il ripristino dei centri storici. «Diciamo che le premesse sono incoraggianti, ma non prevediamo grandi impatti nel brevissimo termine anche per difficoltà legate alla diffusione dell’informazione in modo corretto. Di certo ad oggi il supporto che viene fornito alle famiglie nelle riqualificazioni energetiche attraverso la cessione del credito rappresenta un potenziale differente». Intanto, la strategia di Boero è chiara: «Proseguiremo nel cammino di riposizionamento dei brand aziendali intrapreso lo scorso anno, puntando su azioni di trade marketing come la personalizzazione dei punti vendita e la comunicazione territoriale on e off-line». F e b b r a i o
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LA RIQUALIFICAZIONE L’innovazione e la tecnologia Boero trova ampio spazio in progetti di riqualificazione urbana dove il colore è protagonista. Come nel centro commerciale la Galleria, primo sito produttivo della famiglia Barilla, a due passi dal centro storico di Parma. Costruita nel 1910, la struttura è stata dismessa nel 1969 e riconvertita in centro commerciale tra il 2001 ed il 2003, grazie a un prestigioso intervento di recupero di archeologia industriale, sviluppato a partire da un’idea di Renzo Piano. Il progetto ha ricevuto un ulteriore impulso nel 2018 con l’ingresso dello studio di architettura milanese Solids che ha ulteriormente trasformato la zona dedicata alla galleria commerciale. «Il colore ha giocato un ruolo importante per la riqualificazione di questo sito», spiegano gli architetti Stefano Giubileo e Gregg Brodarick. «Il progetto cromatico, si basa su cinque colori: quattro colori sulla fascia dei tortora di diverse scurezze si alternano in tutto il perimetro del centro commerciale per movimentare e alleggerire gli elementi strutturali. Il porticato presente nella piazza centrale è invece evidenziato con forza da un rosso desaturato, che richiama il colore dei mattoni a vista presenti nel portale di accesso originale alla fabbrica». Tutti i paramenti murali, le colonne e i parapetti in ferro e anche l’area giochi dedicata ai più piccoli, per un totale di oltre 12mila metri quadri sono stati interamente ripitturati con prodotti Boero dalla ditta Cagozzi Giampaolo & C. PARAMETRI MURALI A partire dalle tinte di progetto è stato necessario definire, e modificare fisicamente, le sfumature in loco fino al raggiungimento del colore desiderato. Per la formulazione dei colori finali ha avuto un ruolo protagonista la Thecnocolor di Parma, che ha concertato insieme all’assistenza tecnica di Boero e ai progettisti anche la scelta dei cicli e dei prodotti. In particolare i paramenti murali, esterni e interni alla galleria, sono stati trattati nelle parti ammalorate con Laser 23, mentre per la loro colorazione e protezione è stato scelto un ciclo acril-silossanico, composto dal fondo riempitivo acrilico 0.3 in tinta e la finitura antialga Acris, sempre in tinta. Per le colonne in ferro che sorreggono la copertura si è applicato invece solo lo smalto protettivo Durum. L’area giochi è stata ridipinta con un verde tenue e un beige alternati al colore naturale del legno: per questo intervento è stato scelto lo smalto all’acqua Boero HP, associato al fondo Primer HP. I due prodotti, certificati A+ Indoor Air Quality, hanno così permesso di garantire sia la durabilità del lavoro che la tutela ambientale.
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ARD- RACCANELLO
IL 2020 SARÀ DIPINTO DI ROSA Bilancio 2019 positivo e previsioni di crescita per l’anno in corso: l’azienda introduce nuovi prodotti nella linea Over, smalti all’acqua ad alte prestazioni pulibili con detergenti non alcolici. E ora punta su nuovi corsi e spinta del Bonus Facciate di Veronica Monaco
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n’anima sempre più green per Ard-Fratelli Raccanello, che non sente gli 80 anni appena compiuti e punta al futuro investendo in ricerca e innovazione. «Nel 2019 abbiamo lavorato per rendere più green la nostra offerta riducendo gli impatti ambientali di alcuni nostri prodotti storici», spiega a YouTrade il direttore commerciale, Luigi Gorza. «È un percorso che ci vedrà impegnati anche nel 2020 per migliorare l’attenzione all’ambiente». Come due nuovi smalti all’acqua ad alte prestazioni attenti alla salute e all’ambiente, con il più basso livello di emissioni ambientali di sostanze volatili dannose. Domanda. Quali novità avete presentato negli ultimi mesi? Risposta. Abbiamo inserito due nuovi prodotti nella linea Over, gli smalti all’acqua ad alte prestazioni pulibili con detergenti non alcolici.
Luigi Gorza. A fianco, i due nuovi prodotti della linea Over
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Il primo è Over Opaco, uno smalto antigraffio a base di polimeri poliuretanici di ultima generazione con elevata resistenza all’abrasione e al blocking ideale per serramenti e infissi. Il secondo è Overground, uno smalto all’acqua satinato monocomponente per pavimenti e piastrelle dotato di ottima adesione su supporti difficili, come ceramiche, gres, clinker, cotto, e ideale anche per la segnaletica orizzontale privata nell’ambito di parcheggi, campi da gioco e asfalto in generale. D. Nel 2019 com’è andato il mercato rispetto all’anno precedente? R. Il 2019 per Ard-Raccanello è stato un anno positivo, dopo diversi anni di congiuntura difficile. C’è stata una piccola ripresa in termini di volumi, ma soprattutto si è invertita la tendenza di impoverimento del mix di vendita, che ha consentito una performance discreta in termini di fatturato. Anche il mercato italiano dei prodotti vernicianti per edilizia, nella sua globalità, ci risulta aver avuto dinamiche con tendenze allineate a quelle dell’azienda, seppur con risultati un po’ più contenuti. D. Che cosa vi aspettate invece per quest’anno? R. Ci aspettiamo un 2020 di crescita, ancora più positivo del 2019. Sono stati stabiliti importanti aiuti del governo al settore Paint & Coatings e al contempo stiamo migliorando la nostra offerta di prodotti sia in termini di ampiezza di gamma che di attenzione all’ambiente. Pertanto, sia le condizioni interne che esterne all’azienda ci inducono a essere moderatamente ottimisti. D. Secondo voi il nuovo Bonus Facciate avrà ricadute sul settore? In che misura?
R. Il Bonus Facciate è un incentivo molto importante, che può dare una forte spinta al settore, sia per i contributi che agevoleranno i committenti, che per l’attenzione che sta portando sul restauro degli immobili. A nostro avviso il limite della crescita sarà dato dal numero di imprese di applicazione in grado di effettuare lavori strutturati e di qualità sugli edifici. Per questo abbiamo stimato per il 2020 un incremento di circa il 10% in termini di volumi di vendita. D. Quali iniziative realizzate sul punto vendita (formazione, marketing, comunicazione)? R. Ard-Raccanello è un’azienda che ha sempre considerato valori cardine professionalità, servizio e trasparenza. In questa logica la formazione è fondamentale sia per quanto riguarda il training al distributore, che quello per tutti gli attori della filiera, dall’applicatore al committente con moduli formativi personalizzati sia in sede che in loco. Il nostro team di assistenza tecnica composto da cinque tecnici altamente specializzati promuove su tutto il territorio nazionale, assieme ai nostri distributori più rappresentativi, open day e corsi specializzati taylor made nel punto vendita, che si affiancano a riunioni con gli ordini delle associazioni di categoria nel territorio. Novità di quest’anno è il training Modulo Pittore Edile con rilascio della certificazione Uni 11704 per l’abilitazione allo svolgimento della professione. Parallelamente, il nostro ufficio marketing propone un catalogo per l’arredo degli spazi di vendita e degli showroom, oltre a un servizio di personalizzazione mirata che avviene tramite la progettazione degli interni del punto vendita e la loro realizzazione.
NUOVO STILE AL CONDOMINIO Un cambio di look decisivo per le facciate di un condominio in provincia di Mantova, grazie alle soluzioni Ard-Fratelli Raccanello. L’intervento, diretto dall’architetto Federica Colla, ha previsto la ristrutturazione di alcune parti in muratura esterne e interne alle logge, oltre a quelle in metallo, come i parapetti, i portoni dei garage e le colonne. Dopo aver visitato il cantiere l’assistenza tecnica Ard-Raccanello ha sviluppato una relazione
con proposte di ciclo mirate per ogni tipologia di supporto, condizione di esposizione e patologia riscontrata. Sono stati così realizzati cinque cicli differenti utilizzando unicamente i prodotti Ard-Raccanello quali i rasanti, i fondi specifici e le pitture e gli smalti più adatti per assicurare la miglior performance, compatibilmente alla facilità di applicazione. L’intervento ha visto la collaborazione del rivenditore Caem Group di Mantova.
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Le facciate di un condominio in provincia di Mantova, trattate con le soluzioni Ard-Raccanello
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RÖFIX
LA FACCIATA DIVENTA 3D L’azienda con la linea Kreativ offre prestazioni garantite ed efficienti: superfici con effetto tridimensionale graffiate, spazzolate, accostando al colore le caratteristiche di malleabilità e lavorabilità. Moltissimi i rivenditori contattati durante il roadshow in giro per l’Italia di Veronica Monaco Effetti decorativi sulla facciata della Scuola Manzoni di Bressanone (Bolzano) realizzati con Röfix Kreativ. A destra, residenza privata a Porto San Giorgio (Fermo). A sinistra, il direttore marketing Andris Pavan
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all’universo dell’arte al mondo dell’architettura, Röfix reinterpreta il colore tramite la combinazione di effetti decorativi, che uniscono trame più o meno definite a sensazioni tattili e di tridimensionalità. «Tra le novità troviamo certamente la linea di effetti Röfix Kreativ, che propone effetti decorativi in facciata puntando sulla matericità della superficie», spiega il direttore marketing Andris Pavan. «È così possibile realizzare facciate graffiate, spazzolate, accostando al colore le caratteristiche di malleabilità e lavorabilità». Le possibilità sono quasi infinite, adattandosi alla visione creativa che il progettista vuole esprimere in facciata. Soprattutto ora che le superfici esterne degli edifici sono al centro di un interessante piano di incentivazione fiscale con il bonus facciate che «può rappresentare un fattore decisivo per chi stava già pensando a interventi di riqualificazione in facciata, ma anche per quelle realtà in cui un intervento non era in programma, seppur necessario».
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GARANZIA DI EFFICIENZA Dalle texture più classiche, graffiate e spazzolate, fino alle combinazioni contemporanee che sfruttano i giochi di luce del vetro o dei metalli, le soluzioni proposte da Röfix Kreativ offrono prestazioni garantite ed efficienti per le facciate esterne. «Abbiamo visto molto interesse nel settore decorativo delle facciate da parte dei professionisti e ci aspettiamo che questo settore venga indagato appieno anche nel 2020», sottolinea Pavan. «Inoltre nel 2019 abbiamo assistito a una parziale ripresa del mercato, con un interesse sempre maggiore dimostrato dall’utente finale verso le tecniche all’avanguardia che riguardano l’efficienza energetica. Ci aspettiamo di continuare la tendenza positiva per quanto riguarda i sistemi di isolamento termico e in generale per i prodotti dedicati al risparmio energetico degli edifici, conseguenza anche delle nuove normative e dei nuovi incentivi proposti in tal senso». GIRO D’ITALIA Le nuove soluzioni estetiche per facciate della linea Kreativ, insieme alle altre novità di Röfix, sono state al centro di un roadshow, un giro d’Italia delle rivendite, che lo scorso anno ha portato i tecnici dell’azienda a incontrare molte rivendite e migliaia di clienti su tutto il territorio nazionale. «Ogni anno proponiamo un tour delle nostre rivendite, in cui cogliamo l’occasione per incontrarci sia con la rivendita sia con i loro clienti», spiega Pavan. «Entriamo così nel vivo della vendita, scambiandoci impressioni e suggerimenti per lo sviluppo e l’implementazione di nuovi sistemi che rispondano alle esigenze reali e concrete degli addetti ai lavori».
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SI METTE IN MOTO LA SOSTENIBILITÀ
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Il noleggio decolla, anche se resta troppo frammentato, con 1.600 aziende in attività. E il 2019 si è chiuso per macchine e attrezzature per le costruzioni con una crescita del 16% rispetto al 2018. E per rispettare l’ambiente in cantiere arrivano anche i motori elettrici
di Federico Della Puppa
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l settore delle costruzioni sta imparando, lentamente e con i ritmi che gli sono propri, a cambiare, a cercare di agire dentro la metamorfosi del mercato, modificando modalità, processi, comportamenti. Uno degli aspetti più interessanti, per esempio, è l’ingresso sul mercato di numerose macchine spinte da un motore elettrico, un po’ come sta avvenendo per il trasporto delle persone. Un altro dei dati più rilevanti è quello legato alla crescita del mercato del noleggio, che secondo le analisi dell’Osservatorio Assodimi è cresciuto in modo consistente negli ultimi anni, con ulteriori forti previsioni di crescita. A metà 2019 il settore tocca le 5 mila aziende attive, di cui più della metà nel comparto del noleggio di container alloggio, attrezzature di sollevamento e movimentazione senza operatore. Oltre 1.600 imprese noleggiano macchine ed attrezzature per agricoltura e lavori edili, poco meno di 800 gru e attrezzature con operatore. Cresce leggermente la dimensione media aziendale, sebbene solamente per poco più del 7% delle aziende si rilevi una struttura di dieci addetti ed oltre. Quasi sei aziende su dieci contano, infatti, un solo addetto. Con la crescita della dimensione media aumenta leggermente anche la quota di aziende con fatturati superiori al milione di euro, che comunque sono sempre una decisa minoranza (circa il 20%). Poco meno della metà delle società di capitali del settore del noleggio ha infatti un valore della produzione inferiore a 250 mila euro. Questa struttura frammentata e in lento consolidamento per il secondo anno consecutivo ha fatto rivedere al rialzo le stime relative alle dinamiche di mercato per il 2018 e per il 2019, e per il 2020 Assodimi prevede un ulteriore incremento. IN CRESCITA Secondo le stime elaborate sulla base dei dati macroeconomici e delle proiezioni riferite alle indagini di settore specifiche contenute nell’Osservatorio Assodimi/Assonolo, il settore del noleggio di macchine e attrezzature in Italia presenta una crescita per il 2019 valutata nell’ordine del 10,0%, in consolidamento nel 2020 di un ulteriore 10%. Dal punto di vista del risultato economico e finanziario delle imprese di settore, anche da questo punto di vista emerge l’ottimo stato di salute del settore, in continuo miglioramento rispetto agli anni precedenti, con sette aziende su dieci che hanno aumentato il fatturato nel 2018, con una crescita media del +12,8%, mentre oltre l’86% delle società di capitali ha realizzato utili, mediamente pari al 5,3% del fatturato. Inoltre, secondo le analisi dell’Osservatorio Assodimi/Assonolo più della metà delle aziende di noleggio presenta livelli buoni o ottimi di redditività, con il 63% di imprese che gode di una solidità patrimoniale di tutto rispetto. Dal punto di vista del fatturato medio, tutti i comparti crescono a doppia cifra. I margini di utili più consistenti, superiori all’8%, si registrano nel noleggio di carrelli e attrezzature di sollevamento, che sono anche i comparti con parametri di redditività più ampi. È più che evidente comunque come la dimensione del giro d’affari sia fortemente correlata con le dinamiche del fatturato: le aziende con oltre 1 milione di euro di portafoglio crescono del 13% ed oltre su base annua, quelle al di sotto del milione di euro (circa il 50% delle aziende del campione) cresce poco più del 2%.
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LUCI E OMBRE SUGLI INCENTIVI HI-TECH Siamo in una fase di piena transizione, una metamorfosi del mercato, della quale ancora non abbiamo compreso bene la portata. Siamo frastornati, infatti, giorno dopo giorno dalle notizie che, apparentemente in modo contradittorio, bombardano i nostri computer e i nostri smartphone, e spesso ci portano a non distinguere più quale sia la notizia vera e quale quella fuorviante. Ma ci sono dati incontrovertibili, perché basati sui fatti. Uno di questi dati, reale perché si fonda sulla rendicontazione delle spese per investimenti incentivati da Industria 4.0, racconta di un valore complessivo degli investimenti in beni materiali e immateriali connessi a questa tecnologia pari a circa 13 miliardi di euro. Un dato certamente positivo, che però ha un rovescio della medaglia meno rosa. Infatti, le imprese che hanno usufruito degli incentivi per gli iperammortamenti sono state circa 53 mila, mentre quelle che hanno goduto del superammortamento sono state poco più di 1 milione. Ergo, è stato un provvedimento usato da poche aziende, troppo poche rispetto alla vasta platea di potenziali beneficiari. Come ha fatto di recente notare il ministero dello Sviluppo economico, attraverso una nota del ministro, Stefano Patuanelli, «se si scende nel dettaglio ci si accorge che i due terzi degli incentivi sono andati a medio grandi imprese e hanno riguardato principalmente la componente macchinari (10 miliardi d’investimenti in beni materiali contro i 3 miliardi in beni immateriali). Inoltre, solo 95
LE DIMENSIONI CONTANO Spalle grosse o spalle larghe, l’esito delle analisi del mercato è molto evidente. Di fronte all’incertezza e alla fluttuazione dei mercati, solo la dimensione corretta e adeguata di impresa, ovvero una sua strutturazione che consenta investimenti in innovazione è in grado di traguardare l’impresa attraverso la metamorfosi del mercato stesso, un mercato che se da un lato presenta ancora andamenti fortemente altalenanti e di difficile previsione, nel dato consuntivo evidenzia elementi di significativa ripresa, perlomeno in alcuni settori. È il caso delle macchine per costruzioni. Secondo quanto emerge dall’ultima rilevazione del mercato italiano condotta da Unacea, nel 2019 sono state immesse sul mercato italiano 16.927 macchine per costruzioni, con una crescita del 16% rispetto al 2018. Più in dettaglio, sono 16.311 le macchine movimento terra vendute, con una crescita del 15%, e 616 le macchine stradali, che registrano invece un incremento del 23%. Guardando al mercato estero, tra gennaio e ottobre del 2019 l’export italiano di macchine per costruzioni ha raggiunto 2,5 miliardi di euro mantenendosi stabile rispetto al 2018 (+1%). Secondo quanto emerge dall’ultimo monitor commercio estero del Samoter Outlook realizzato da Prometeia, crescono le esportazioni di macchine per il calcestruzzo (+13,8%) e di macchine per la preparazione degli inerti (+7,8%). Stabile l’andamento delle macchine per la perforazione (+1,1%) e delle macchine per il movimento terra (-0,7%). Registra un segno meno l’export di gru a torre (-10%) e di macchine stradali (-15%). Positiva la dinamica delle importazioni, che raggiungono 920 milioni (+13%)
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imprese in Italia hanno effettuato investimenti in beni di valore superiore ai 10 milioni di euro, 233 sono state invece interessate da progetti di ricerca e sviluppo di valore superiore ai 3 milioni di euro». Se si confrontano questi numeri con quelli non solo della potenziale platea di beneficiari, ma anche con le attese originarie del piano Industria 4.0. si potrebbe affermare che il piano è stato un vero e proprio fallimento. E per certi aspetti lo è, visto che l’attuale Governo ha cercato di intervenire rivedendo alcuni meccanismi e caratteristiche del cosiddetto mondo 4.0. l’obiettivo attuale del Mise, per superare l’impasse di una agevolazione poco sfruttata, è garantire alle misure una maggiore stabilità programmando la revisione in ottica pluriennale, così da garantire alle imprese un respiro di medio lungo periodo. In effetti, la programmazione degli investimenti aziendali non ha mai orizzonti di breve periodo, ma è sempre (e dovrebbe esserlo sempre) traguardata al lungo periodo. Ecco, dunque, la logica pluriennale, che nelle aspettative dell’attuale Governo dovrebbe incentivare maggiormente il ricorso allo strumento innovativo, che si associa ad un’altra innovazione, ovvero l’utilizzazione del credito d’imposta come principale canale. Con la trasformazione del super e iperammortamento nel nuovo credito d’imposta per beni strumentali, il Governo è convinto di ampliare significativamente la platea dei potenziali beneficiari, con una stima di allargamento del
Macchine per le costruzioni per tipologia vendute in Italia nel 2019
Fonte: rilevazione statistica realizzata da Unacea sulle vendite dei produttori nazionali ed esteri e degli importatori italianidi macchine per costruzioni
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40%. Uno degli escamotage per allargare questa platea è che le misure diverrebbero appetibili e dunque fruibili anche dai soggetti senza utili e in regime forfettario. Altro elemento di potenziale appetibilità è che il credito d’imposta è compensabile in cinque anni e, dunque, comporta una riduzione del tempo di rientro dell’incentivo (soprattutto per i beni materiali, se si considera un periodo medio di ammortamento di otto anni) e un’anticipazione del momento di fruizione già da gennaio dell’anno successivo. Mentre oggi bisogna aspettare la dichiarazione fiscale dell’anno seguente a quello dell’investimento, con un recupero di altri sette mesi, che in termini fiscali, finanziari e produttivi è un ulteriore sconto. Che il tempo sia danaro lo abbiamo imparato non solo sui libri di scuola, ma lo insegnano perfino i fumetti, con zio Paperone impegnato a risparmiare ogni decino per avere il suo mare di dollari in cui nuotare. A differenza del personaggio di Walt Disney, gli imprenditori sanno che per poter guardare con fiducia al futuro bisogna costantemente innovare e rinnovarsi, investendo e dunque spendendo. Ma con le dovute scelte la spesa spesso si può tradurre in un risparmio che farebbe contento anche il papero più ricco del mondo. E a leggere come funzionano gli incentivi c’è da dire che se effettivamente a partire dal 2020 la platea dei beneficiari non si allargherà non è perché la norma non è adatta, è perché il sistema delle imprese non è consono. E ciò, strategicamente, sarebbe ancora più grave perché vorrebbe dire che l’Italia ha perso non solo
capacità di crescita economica, ma anche dinamismo imprenditoriale, la sua vera salvezza da decenni a questa parte. Si pensi, per esempio, al fatto che il Governo ha preservato l’automatismo degli incentivi ed escluso ogni limite alla compensazione, potenziando l’agevolazione per gli acquisti di software, incrementando l’intensità per l’acquisto di beni immateriali ed eliminando il vincolo d’investimento con i beni materiali. E, soprattutto, ponendo maggiore attenzione all’innovazione e agli investimenti green, innovazione che si è tradotta anche in un cambio di titolo dell’iniziativa, il terzo dopo Industria 4.0 e Impresa 4.0. Il piano oggi si chiama Piano Transizione 4.0 e ha una dotazione finanziaria di tutto rispetto, ovvero incentivi che equivalgono a un’iniezione di risorse per le imprese pari a circa 7 miliardi di euro. Servirà? Non servirà? La tavola da gioco e le pedine sono state disposte sul tavolo e i dadi sono pronti, a questo punto bisogna solo aspettare che i giocatori si siedano. Nel settore delle costruzioni sono moltissime le imprese che potrebbero beneficiare di queste norme e di questi incentivi, ma un elemento sul quale riflettere è sempre lo stesso, quello cioè legato all’estrema frammentazione del mercato e alla microdimensione aziendale che porta questo settore a essere più esposto di altri ai cambiamenti repentini dell’economia. Un’economia, quella italiana, che continua a procedere su un orizzonte stagnante e di scarso dinamismo, con le attese per il 2020 che non sono particolarmente incoraggianti.
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Andamento del giro d'affari del noleggio (valori correnti in milioni di euro - previsioni)
Fonte ASSODIMI
mentre la bilancia commerciale mantiene un avanzo pari a 1,5 miliardi di euro pur subendo una variazione del -4,9%. DINAMICA POSITIVA Dunque, la stagnazione economica italiana e la scarsa dinamicità del mercato delle costruzioni, che stenta a recuperare dinamismo, nascondono ambiti nei quali in realtà le dinamiche positive ci sono e riguardano un diverso approccio alla gestione del processo produttivo, dove la performance è strettamente legata alla capacità dell’impresa
di sfruttare le innovazioni tecnologiche, delle quali le macchine sono le prime apripista. Poi vi è l’innovazione 4.0, quella digitale, quella futuribile, ma che ha risvolti che già oggi iniziano a essere praticati anche a livello di imprese artigiane, come nel caso dei progetti innovativi legati all’applicazione della realtà aumentata in cantiere e nelle simulazioni pre-cantiere, con ambienti immersivi di realtà virtuale che non sono giochi fieristici, ma solide applicazioni che già oggi possono aiutare a conseguire altri risultati attraverso le macchine, ovvero avere cantieri sempre più sicuri. L’ultimo dato
Variazione percentuale del giro d'affari del noleggio (valori correnti - previsioni)
Fonte ASSODIMI
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Numero di infortuni nel settore delle costruzioni per anno, per tipologia e per segmento Totale degli infortuni denunciati
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COSTRUZIONE DI EDIFICI
2016
2017
2018
var. % 2015/18
12.655
12.212
11.711
11.430
-9,7
2.647
2.499
2.570
2.475
-6,5
LAVORI DI COSTRUZIONE SPECIALIZZATI
25.471
25.151
24.688
24.371
-4,3
Totale
40.773
39.862
38.969
38.276
-6,1
INGEGNERIA CIVILE
Infortuni mortali
2015
2016
2017
2018
var. % 2015/18
COSTRUZIONE DI EDIFICI
72
68
53
58
-19,4
INGEGNERIA CIVILE
17
16
13
16
-5,9
LAVORI DI COSTRUZIONE SPECIALIZZATI
118
106
89
98
-16,9
Totale
207
190
155
172
-16,9
Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati INAIL
incontrovertibile che vogliamo sottolineare in queste righe è infatti quello della riduzione del numero di infortuni nel settore. Il dato è la riduzione di quasi il 10% negli ultimi tre anni (2018 come ultimo dato disponibile dalla banca dati Inail) del totale degli infortuni, con una drastica riduzione, pari al -16,9%, degli incidenti mortali, con una flessione in particolare nei comparti dei lavori di costruzione degli edifici, mentre la riduzione è minore nei lavori di ingegneria civile e nei lavori specializzati. PIÙ SICUREZZA Ricordando che anche un solo decesso è un dato di troppo in questo campo, non si può non notare come alla crescita degli investimenti in macchinari e in attrezzature, e dunque in mezzi più efficienti, all’aumento dell’uso di mezzi più performanti, all’incremento del noleggio che è un modo di lavorare anche in sicurezza (perché le mac-
chine noleggiate sono macchine garantite proprio dal punto di vista della sicurezza e dell’efficienza), vi sia un effetto anche di riduzione degli infortuni. Certamente questo risultato non si deve solo a questi elementi, ma anche a una cultura che sempre più è promossa dagli enti deputati alla sicurezza e alla bilateralità nel rapporto impresalavoratore, come le casse edili, che sono le prime principali fornitrici ai lavoratori degli strumenti di protezione individuale. Un cantiere sicuro è un cantiere efficiente, una macchina sicura è una macchina efficiente, un lavoratore sicuro è un lavoratore produttivo. Questo è il futuro del settore e delle nostre imprese, un futuro di produttività ed efficienza grazie alle innovazioni e agli investimenti che oggi il Piano Transizione 4.0 facilita e che i dati raccontano nella loro esattezza. Chi investe produce meglio, con maggiore produttività, in modo efficiente e con migliori margini. Un dato vero, non una fake news. E a noi i dati veri piacciono, e molto.
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CASSEFORME AL VERTICE Il gruppo specializzato nella lavorazione del legno propone anche contenitori per le opere da cantiere in cemento, grazie al centro di produzione vicino a Cremona. L’azienda offre misure che possono variare secondo le richieste del cliente, con materiale di prima qualità di Veronica Monaco
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n gruppo da oltre 600 dipendenti con quarant’anni di esperienza nel settore del legno e riconosciuto a livello mondiale come uno dei principali player per la produzione di porte interne e profili. Non solo: Braga realizza anche prodotti esclusivi derivati dal legno come pellet e casseri per l’edilizia. «La produzione di casseri avviene nella sede di Scandolara Ravara (Cremona) che è stato il luogo in cui all’età
di 14 anni, ho iniziato la mia attività lavorativa come operaio e in cui è nata la passione per il legno. Perciò, oltre a essere una location ottimizzata, ha per me anche un grande valore affettivo», ha raccontato a YouTrade il fondatore del gruppo, Giuseppe Braga. Tutta la produzione, dalla segheria alla pressatura e poi alla rifinitura, avviene in questo stabilimento a due passi dal fiume Po, con macchinari di nuova generazione al fine di garantire la massima qualità e flessibilità, aggiunge il responsabile marketing, Gionata Feroldi.
Le casseforme sono composte da pannelli da 27 millimetri pieni: le anime dei tre strati sono dello stesso spessore, 9 millimetri ciascuno, senza listello perimetrale. A destra, il centro di produzione a Scandolara Ravara, in provincia di Cremona
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Domanda. Braga produce anche prodotti speciali come le casseforme edili in legno. Da quanto proponete questo tipo di prodotti e perché avete deciso di affiancarli alla vostra offerta? Risposta. Il gruppo Braga già dal 2005 propone all’interno della propria gamma di prodotti le casseforme per edilizia che vengono prodotte in Slovacchia presso una delle aziende del gruppo e, quindi, commercializzate. Nel 2018 data la crescente richiesta, a Scandolara Ravara, in provincia di Cremona, abbiamo riavviato la produzione e ridato nuova vita a una storica realtà del settore (l’azienda Bini Fernando ndr) aggiungendo sul mercato il cassero made in Italy. D. Quali caratteristiche tecniche presentano le vostre casseforme e quali sono i plus rispetto alla concorrenza? R. Le nostre casseforme sono prodotte utilizzando lo stesso materiale in ognuno dei tre strati che le compongono. Sono pannelli da 27 millimetri pieni, ovvero le anime dei tre strati sono dello stesso spessore, 9 millimetri ciascuno, senza listello perimetrale. L’anima è formata da listelli tutti uguali tra loro, di larghezza compresa tra 48 e 60 millimetri. Infine, i bordi del cassero vengono trattati con una pittura sigillante che impedisce eventuali rigonfiamenti dovuti all’umidità. D. Avete un assortimento diversificato per formati e spessori? R. Certamente, possiamo venire incontro alle richieste della clientela in molti modi. Proponiamo pannelli con misure standard (10001500-2000-2500 e 3000x50 millimetri), ma possiamo produrre sia formati più grandi, come 5000x2000 e 4000x2000, che sotto misura (20-25-30-35-40-45x3000). La flessibilità dei nostri impianti, infine, consente di poter produrre misure particolari secondo le esigenze del cliente. Inoltre, vi è la possibilità, su richiesta, di avere pannelli grezzi senza impregnante giallo sui due lati. D. Quante volte le vostre casseforme possono essere riutilizzate
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in cantiere? R. Dipende molto dal tipo di distaccante utilizzato in fase di disarmo in cantiere. Una conservazione corretta e un distacco fatto in modo appropriato permettono ai nostri pannelli di essere utilizzati anche più volte. D. Avete uno stabilimento dedicato a questo tipo di produzione? Qual è il volume annuale? R. Come accennato, oltre all’impianto in Slovacchia, tutt’ora attivo, nel 2018 abbiamo riavviato la produzione dello storico leader del settore cassero a Scandolara Ravara (Cremona). Ciò ha permesso di poter fondere il know how della precedente gestione con la conoscenza e la forza del gruppo Braga, creando una realtà di fatto nuova, ma che ha già avuto un impatto importante nel mercato di riferimento nel primo vero anno di attività, il 2019, e con importanti prospettive di crescita nel 2020. Complessivamente nel 2019 il gruppo Braga ha prodotto oltre 45 mila metri cubi di casseri, ma la capacità produttiva è superiore. D. Quali requisiti deve soddisfare il legno per casseforme? R. Il legno deve essere assolutamente di ottima qualità per poter permettere alla cassaforma di avere una buona tenuta meccanica e sopportare le sollecitazioni a cui è sottoposta durante l’utilizzo. Inoltre, un legno di qualità permette di ottenere pannelli con una superficie liscia che non lascia segni. D. Come si coniuga l’importanza di materie prime di qualità con il rispetto per l’ambiente? R. Tutto il legno utilizzato nella produzione delle casseforme, come per il resto dei prodotti Braga, proviene solamente da boschi controllati, da tagli autorizzati e da fornitori che rispettano specifici standard qualitativi. Inoltre, anche in questo caso, gli scarti di legno vergine vengono riciclati per produrre altri prodotti o calore.
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D. Questi prodotti hanno delle certificazioni? R. Data la crescente richiesta, abbiamo deciso di estendere anche per il reparto casseri le certificazioni già presenti nel nostro settore porte interne. Su richiesta, infatti, possiamo fornire casseforme prodotte con legno certificato Fsc/Pefc. D. Come avviene la distribuzione delle casseforme sul territorio? Distribuite anche all’estero? R. La nostra rete commerciale si avvale di agenti di zona. Forniamo i nostri pannelli a molti magazzini edili e commercianti, oltre che ad alcuni dei principali punti vendita della Gdo. Per quanto riguarda il mercato estero, la qualità dei nostri pannelli ha permesso di stipulare partnership con importanti aziende europee e di far conoscere la qualità dei nostri casseri anche al di fuori del territorio italiano. D. Offrite supporto tecnico e formativo ai rivenditori su questo tipo di prodotti? R. Rivolgendoci ai magazzini edili e ai punti vendita, non forniamo supporto tecnico diretto all’utilizzatore finale. In ogni caso, il nostro personale è sempre a disposizione per poter dare il giusto supporto tecnico alla nostra clientela per ogni dubbio o delucidazione.
La realizzazione delle caseforme. Una conservazione corretta e un distacco fatto in modo appropriato permettono ai pannelli di essere utilizzati anche più volte
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KAPRIOL
LA SICUREZZA CHE SI FA VEDERE
Il marchio di Morganti, che opera da quasi cento anni in utensileria, protezione individuale e abbigliamento da lavoro, presenta Proshop, format flessibile con prodotti selezionati per la rivendita del futuro. Il distributore ha così più possibilità di razionalizzare la sua offerta di Veronica Monaco
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edilizia continua a essere uno dei settori più a rischio quando si parla di infortuni sul lavoro, con esiti purtroppo anche drammatici. Per questo è importante affidarsi a professionisti, in grado di offrire soluzioni affidabili e innovative per il cantiere. Come Kapriol, marchio di Morganti, azienda del Lecchese che opera da quasi cento anni nel settore degli utensili manuali. A questi si sono aggiunti abbigliamento da lavoro e dispositivi per la protezione individuale: sono oltre 4mila gli articoli distribuiti in oltre 70 Paesi del mondo, cuore di approccio multispecialistico che tende ancora
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di più la mano alla rivendita, spiega a YouTrade il responsabile commerciale, Franco Morganti. Domanda. Come si articola il vostro rapporto con i rivenditori? Risposta. È un rapporto di lunga durata. Alcuni clienti sono con noi da quando sono entrato in azienda, circa 40 anni fa. Con loro abbiamo superato momenti sia buoni che difficili, cercando sempre di trovare le alchimie per poter andare d’accordo e trarre benefici reciproci. Oggi lavoriamo con circa 3 mila punti vendita in tutta Italia, distribuiti equamente tra Nord, Centro e Sud, seguiti da una rete di 30 agenti. Puntiamo tantissimo sui servizi e cerchiamo di migliorare sempre di più la logistica, tanto che di recente abbiamo F e b b r a i o
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Franco Morganti, responsabile commerciale dell’azienda lecchese. Sullo sfondo, l’abbigliamento da lavoro marchiato Kapriol
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Il format espositivo di Kapriol è declinato su diverse aree, da 9 a circa 22 metri lineari, con una selezione di prodotti ad alta rotazione
investito circa mezzo milione di euro per ottimizzare le consegne e permettere ai nostri clienti di fare ordini con frequenze sempre più veloci, in modo da avere un migliore assortimento all’interno del negozio senza pesare sul magazzino. D. Attualmente quali sono i tempi di consegna? R. L’azienda evade l’ordine nel giro di 24 ore. In linea di massima servono uno-due giorni, per le isole al massimo quattro. D. Qual è, dunque, la chiave con cui vi presentate alla distribuzione? R. Abbiamo sempre cercato di stringere con il rivenditore delle partnership importanti per poterci difendere insieme in questo
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momento difficile dell’edilizia. L’ultima iniziativa, che va proprio in questa direzione, è quella del Kapriol Proshop, un format espositivo flessibile con prodotti accuratamente selezionati, per dare la possibilità al rivenditore di razionalizzare l’offerta in punto vendita. Questo nuovo sistema espositivo offre diverse possibilità, da 9 a oltre 22 metri lineari, con una selezione di prodotti alto rotanti. Il progetto è partito a settembre 2019, e sono già una trentina le rivendite coinvolte. Sarebbe bello arrivare a un centinaio nel 2020. D. Ma un corner all’interno della rivendita è sufficiente per far capire le caratteristiche dei prodotti all’utente finale? R. Pensando allo studio che sta dietro alla nostra proposta, credo proprio di sì. Il corner che proponiamo ha una selezione di articoli decisamente vincente, perché punta su prodotti ad alto tasso di rotazione, in modo da dare al consumatore finale la possibilità di trovare sempre ciò che gli serve senza appesantire il rivenditore. Con 10-12 metri di esposizione si possono ottenere risultati davvero buoni. D. Che cosa chiedete quindi al rivenditore? R. Di darci fiducia. Finora abbiamo lavorato tanto insieme ed è arrivato il momento di crederci. Il progetto non prevede grandi investimenti. Noi disegnamo il layout del negozio, provvediamo all’allestimento e offriamo il nostro supporto nella scelta dei prodotti alto rotanti, oltre a tutti i servizi collegati tra cui la formazione del personale. La formazione è importantissima soprattutto per quanto riguarda i Dpi, in particolare per la parte normativa. Poi offriamo formazione al personale riguardo l’abbigliamento tecnico, oltre a corsi per la revisione dei dispositivi di protezione individuale Dpi e dimostrazioni del nostro comparto PowerTools con i nostri product manager. Per il cambio di stagione offriamo l’opportunità di essere sempre aggiornati attraverso gli agenti e diamo la possibilità di consegnare il prodotto al consumatore finale con un packaging adeguato, grazie ai nostri shopper in carta riciclabile.
D. Che cosa ne pensate delle vendite online: è un modello possibile per l’edilizia? R. Difficile dirlo: è un canale che può essere sfruttato, ma non è facile da interpretare. Diciamo che finora in termini di risultati si raccoglie pochissimo. Noi abbiamo scelto di non essere presenti direttamente online con i nostri prodotti, anche se diversi rivenditori con cui lavoriamo vendono su Amazon o altri siti. Credo molto di più in un servizio di e-commerce B2B. D. Negli ultimi anni Kapriol sta andando sempre più verso una forte specializzazione: come vi siete organizzati? R. Pur essendo un’azienda ancora famigliare, oggi siamo alla quinta generazione, ci stiamo strutturando in maniera sempre più manageriale ed evolve verso una struttura multispecialista. Ci siamo resi conto che parlare allo stesso tempo di abbigliamento e utensileria,
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e usare le stesse leve di marketing per settori diversi, non era più funzionale. Abbiamo così creato all’interno dell’azienda quattro diverse divisioni e inserito dei product manager che seguissero specificatamente ogni realtà: Hand Tools, Safety, Work Ware e Power Tools. D. In termini economici, quali risultati avete raggiunto?
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R. Kapriol supererà i 50 milioni di fatturato. I nostri prodotti sono distribuiti in 70 Paesi e le vendite sono ripartite al 50% in Italia e al 50% all’estero. In Europa il mix di prodotti è molto simile al mercato italiano: lavoriamo molto sull’abbigliamento di sicurezza perché le normative europee sono più o meno uguali a quelle del nostro Paese. Diversa, invece, è la situazione sui mercati nordafricani e mediorientali, dove lavoriamo di più con la divisione storica dell’azienda, cioè l’utensileria. D. Kapriol è infatti nata con l’utensileria… R. Sì, Kapriol è nata con gli utensili manuali. Dalla forgiatura con i tradizionali magli sono nati poi tutti gli articoli inseriti negli anni nel catalogo Kapriol: martelleria, punte, scalpelli, picconi, badili. D. Ma non solo: siete punto di riferimento anche per l’abbigliamento da lavoro. Quali sono i punti di forza della vostra proposta? R. Se parliamo di abbigliamento e scarpe da lavoro, al di là del rispetto delle normative, il nostro punto di forza è l’intensa attività di ricerca e sviluppo, su cui investiamo molto. Poi, il fatto di avere una connotazione assolutamente personale, grazie al lavoro di due designer interni che producono articoli dallo stile unico e riconoscibile. D. C’è maggiore attenzione da parte degli operatori sui temi della sicurezza? R. C’è ancora molto da fare, ma anche nel mondo dell’edilizia inizia ad esserci una maggiore sensibilità. Sia perché i controlli da parte delle autorità competenti sono diventati più severi e frequenti, sia perché gli operatori sono più consapevoli della necessità di proteggersi e vestirsi in modo adeguato al lavoro. Purtroppo gli incidenti sono ancora tanti, ma finalmente inizia a intravedersi un cambiamento culturale intorno al tema della sicurezza.
L’azienda ha investito nella logistica per migliorare i tempi di consegna. Morganti supererà quest’anno i 50 milioni di fatturato
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TANTA COMPATTEZZA PER L’EDILIZIA GREEN
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L’azienda marchigiana specializzata in ponteggi e macchine dalle dimensioni contenute per cantiere ha investito nonostante la crisi degli anni scorsi. E ha guadagnato quote di mercato (anche all’estero) con mini escavatori e trasportatori cingolati a energia elettrica di Franco Saro Due macchine per cantiere di Messersì. A destra, Alessandro Valere
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ini escavatori, mini-dumper, skid-loader. E, poi, caricatori, macchine per la viticultura e per i parchi fotovoltaici: sono il campo d’azione di Messersì, azienda con sede a Casine di Ostra (Ancona) che ha tra i suoi plus l’attenzione per la qualità: è stata certificata Iso 9001 con il Rina per la prima volta nel 1999 e ha continuato su questa strada, fino ad abbracciare anche una visione green, spiega a YouTrade Alessandro Valere, product specialist di Messersì. Domanda. Qual è la realtà di Fratelli Messersì oggi? Risposta. È un’azienda produttrice di ponteggi e macchine compatte per edilizia e movimento terra, 100% made in Italy, con circa cento dipendenti, un fatturato nell’ordine dei 20-22 milioni di euro ed oltre 2 mila macchine l’anno vendute. Il business principale riguarda le macchine compatte (miniescavatori cingolati e gommati, minipale compatte e soprattutto trasportatori cingolati). È un’azienda fortemente vocata all’innovazione e alle esigenze del mercato, specialmente verso l’export in tutto il mondo (principalmente Europa, Nord America e Australia). D. L’ultimo decennio di crisi profonda delle costruzioni ha visto la quasi totale sparizione delle aziende italiane del settore delle macchine e attrezzature. Qual è stata la vostra strategia per rimanere sul mercato? R. Messersì esporta fuori Italia da 50 anni, ma fino al 2008 il mercato di riferimento, grazie soprattutto al settore ponteggi, era quello interno. La crisi ha colpito in maniera pesante il mercato del ponteggio e ci ha costretto a puntare tutto sul settore macchine compatte e sull’export ribaltando completamente la ripartizione di cifre d’affari. Durante gli anni peggiori non siamo stati affatto fermi: al contrario, abbiamo investito molto nello sviluppo delle macchine e sull’innovazione di prodotto. D. Per esempio? R. Da un lato abbiamo ci siamo specializzati sul prodotto trasportatore cingolato, ampliando la gamma e affrontando la sfida dell’elettrico, senza dimenticare miniescavatori e minipale. Dall’altro, abbiamo utilizzato lo stesso know how tecnologico per entrare in mercati emergenti alternativi proponendo macchine speciali (settore forestale, settore fotovoltaico, viticultura). D. Da circa tre anni il mercato delle macchine e attrezzature ha iniziato una ripresa importante con crescite a due cifre. Com’è cambiato dal periodo precrisi? R. La crisi ha rimescolato le carte e ha modificato il modo di stare sul mercato, probabilmente obbligando
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La sede di Messersì a sede a Casine di Ostra (Ancona)
vanta una lunga esperienza diretta su queste macchine, che sono tutte le parti a innovare costantemente sia i prodotti sia il modo di operare. L’avvento della rete ha fatto in parte perdere il ruolo di molto affidabili e richiedono poca manutenzione grazie anche alla componentistica di altissima qualità. L’azienda è riconosciuta sul intermediazione tradizionale svolta dai rivenditori e ha avvicinato rapidamente i clienti finali, gli utilizzatori, alle imprese produttrici mercato anche per la capacità di ascoltare le esigenze del cliente, sia nella flessibilità verso personalizzazioni particolari, sia nella di macchine come noi. Coloro che in questo gioco hanno saputo riconoscere prima e cavalcare i cambiamenti in atto sono quelli rapida risoluzione delle problematiche di post vendita. che oggi sono sopravvissuti con successo. Contemporaneamente, D. Quali sono i vostri attuali prodotti di punta? R. La gamma di trasportatori cingolati è certamente il fiore la ripresa del mercato ha fatto decollare, anche se ancora c’è molto potenziale, il settore noleggio rispetto alle vendite come già all’occhiello di Messersì. Oggi i nostri prodotti di punta sono sviluppato in altri Paesi europei. All’estecertamente da un lato i due modelli della ro, infatti, già da anni molte delle nostre gamma Zero Emission, TC50-e e TC120-e “Abbiamo una gamma macchine sono utilizzate in parchi nolo (a batteria con carico utile 500 chilogrammi di tutte le dimensioni: ora anche in Italia di miniescavatori cingolati da e 1.200 chilogrammi). Dall’altro, i modelli stiamo assistendo a questo fenomeno e, grandi TC230d e TC350d (diesel con 13 quintali, fino a 60 quintali, più come Messersì, stiamo puntando con attimotorizzazioni Stage V, con carico utile e un modello su ruote da 75 rispettivamente dei 2300 chilogrammi e vità promozionali mirate per essere sempre più presenti tra i noleggiatori. 3500 chilogrammi). Importante è anche quintali, con motorizzazioni lo sviluppo degli escavatori su ruote: l’atD. Quali soluzioni propone Messersì per e idraulica aggiornata tuale modello M-75W (categoria 75q con il cantiere? E quali sono i plus rispetto a e di primo livello, possibilità motorizzazione Stage V) è l’apripista della quelle degli altri competitor? di personalizzazioni varie futura gamma di escavatori gommati da D. Messersì propone una gamma di trasportatori cingolati con molte configura65q e 100q. secondo richieste del cliente. D. Queste macchine sono una reale opzioni di benne e accessori, motorizzazioni È disponibile, inoltre, portunità di incremento di business nei a benzina, diesel ed elettriche, con carico una gamma di 3 minipale” magazzini di materiali edili? utile che va da 500 chilogrammi, per ediR. I trasportatori cingolati compatti, anche lizia e ristrutturazioni, fino a 3.500 chilodette motocarriole o minidumper, nella nogrammi per cantieri di movimento terra. stra esperienza hanno sempre trovato una buona fetta di mercato Inoltre, abbiamo una gamma di miniescavatori cingolati da 13 quintali, fino a 60 quintali, e un modello su ruote da 75 quintali, attraverso i magazzini edili, soprattutto se parliamo dei modelli con motorizzazioni e idraulica aggiornata e di primo livello, pospiù compatti con portate fino a 1000kg e larghezza di 66cm e 80cm che si prestano perfettamente a lavori di edilizia e ristrutturazione, sibilità di personalizzazioni varie secondo richieste del cliente. È disponibile, inoltre, una gamma di 3 minipale compatte, due in quanto pesano poco, sono strette per passare all’interno delle su ruote e una su cingoli, da 18 quintali a 23 quintali. Messersì porte ed hanno un’alta efficienza di lavoro.
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Sono macchine molto sfruttate per il noleggio a breve e medio termine per l’edilizia, il rientro economico dell’investimento è molto più rapido rispetto ad esempio ad un miniescavatore. In particolare, i trasportatori cingolati a batteria sono la nuova frontiera del cantiere senza emissioni sonore di gas di scarico. Il mercato per questa tipologia di macchine c’è già, il rivenditore/ noleggiatore deve solo essere pronto e capace di intercettarlo. D. Che tipo di impegno economico e competenze richiedono al rivenditore? Si può fare una stima del vantaggio economico che possono offrire al punto vendita/noleggio? R. I minitrasportatori cingolati sono macchine cha hanno prezzi a partire da alcune migliaia di euro, il mercato potenziale è ancora vasto e in diverse aree si tratta di un prodotto ancora non conosciuto. Possono garantire margini che sono anche più del doppio
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in percentuale rispetto ai miniescavatori, ad esempio. Nel noleggio, un minidumper che costa un terzo di un miniescavatore da 16q ha una rata di noleggio giornaliero di poche decine di euro di differenza rispetto al miniescavatore, il rientro dell’investimento è quindi più rapido, garantendo anche mezzo ammortizzato ma ancora in ottime condizioni per la vendita di seconda mano. Se parliamo poi dei minidumper a batteria, il fatto di essere da un lato pochissimi sul marcato con tale prodotto, dall’altro di aver accumulato molta esperienza con macchine affidabili e robuste, permette al rivenditore/noleggiatore che sceglie Messersì come partner di avere un vantaggio economico importante: in termini di rata di noleggio più alta rispetto alla pari macchina a motore a combustione, e in termini di manutenzione e service in quanto non c’è da fare nessun lavoro sul motore termico e sull’impianto idraulico (per il TC120-e). D. La parola d’ordine per affrontare meglio il mercato è fare rete. Come è nata e come si articola la collaborazione con Cgt edilizia? R. Ci siamo incontrati prima con il prodotto (intercettando una loro esigenza) e poi abbiamo coltivato una relazione soddisfacente per entrambi. Il prodotto minidumper si è presentato come un perfetto completamento di gamma nel parco nolo nazionale di Cgt Edilizia ed è stato subito apprezzato dagli utilizzatori finali, tanto che ha convinto la loro direzione ad aumentare rapidamente il numero di macchine in flotta. Abbiamo coltivato insieme la relazione B2B facendo leva sulla qualità delle nostre macchine e sulla serietà e disponibilità di entrambi. Sulle basi del forte rapporto creatosi, Cgt ha creduto prima di altri nelle macchine a batteria per completare il loro parco macchine a zero emissioni e ha investito nei primi TC50-e la scorsa estate, poco dopo il loro lancio a Bauma 2019. Al successo delle prime macchine è seguito un ulteriore ordine di minidumper a batteria. D. Come si immagina il cantiere del futuro? R. Certamente, vuoi per obblighi normativi vuoi per sensibilità ecologiche, il cantiere del futuro (ma anche del presente) sarà zero emissioni, con macchine a batteria di tutte le taglie sia per edilizia che per il movimento terra (movimento terra e lavori pubblici nei centri città o aree particolari). Ci sarà sempre maggiore attenzione verso la sicurezza del lavoro: per questo, per esempio, abbiamo già sviluppato applicazioni di radiocomando sia per modelli diesel sia elettrici di minidumper così da permettere agli operatori di operare in remoto distanti dalle macchine al lavoro o di operare in aree interdette all’uomo (come aree inquinate/contaminate, zone minate).
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TANTE NOVITÀ E 500 PRODOTTI L’azienda varesina lancia Battile Pro, battitore vibrante portatile per la perfetta aderenza della ceramica al sottostante adesivo, i Lifters, sollevatori per regolare e posizionare le lastre verticali con precisione micrometrica, e Table-One, supporto che rispetta i criteri ergonomici di Veronica Monaco
Table-One
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on oltre 300 brevetti depositati in tutto il mondo e più di 500 prodotti a catalogo, Brevetti Montolit è un punto di riferimento per le attrezzature professionali per il taglio e la foratura dei materiali lapidei. Grazie a un intenso lavoro di ricerca e sviluppo e uno sguardo sempre all’avanguardia, l’azienda di Cantello (Varese) è riuscita ad anticipare i trend evolutivi producendo macchine sempre competitive e innovative. «Seguendo o anticipando i trend di mercato, da sempre la no-
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Battile Pro
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stra azienda inserisce novità a ritmo continuo e introduce aggiornamenti tecnici ai propri prodotti», spiega l’amministratore delegato dell’azienda, Vichi Montoli. Domanda. Brevetti Montolit si è sempre posta l’obiettivo di anticipare i trend evolutivi: quali sono gli scenari di mercato per il prossimo futuro? Risposta. Siamo chiaramente legati al mondo ceramico e a tutto quanto vi ruota attorno. Le variabili, sempre in evoluzione, che seguono le nuove tendenze di questo materiale, potranno riguardare non solo le dimensioni, che vanno dal più definito mosaico alla lastra di oltre 3 metri, ma anche agli spessori, da 3 a 30 millimetri, e le più svariate texture, dal levigato al recentissimo tridimensionale. D. Di recente avete lanciato nuovi prodotti sul mercato? R. Al recente Cersaie abbiamo presentato Battile Pro, un battitore vibrante portatile che garantisce la perfetta aderenza della ceramica al sottostante adesivo, evitando il formarsi di vuoti o bolle d’aria. Altre novità sono i Lifters, ingegnosi sollevatori che permettono di regolare e posizionare le lastre verticali con precisione micrometrica, e Table-One, un supporto finalmente a misura d’uomo che rispetta al massimo i criteri ergonomici e permette al posatore di effettuare in piedi una buona parte delle operazioni collegate alla posa. Ci sono poi altri prodotti come Toprofile e Safe Diamond Box e svariati utensili diamantati per eseguire le nuove lavorazioni o le finiture sempre più richieste da architetti ed ingegneri e pretese dai clienti finali. D. Quali sono le proposte Brevetti Montolit per rispondere all’esigenza di un cantiere sempre più sicuro e competitivo? R. L’obiettivo a cui tende da sempre la nostra azienda è uno sviluppo
tecnologico teso a professionalizzare il lavoro degli utilizzatori nel rispetto dei canoni di sicurezza indispensabili sul cantiere. Tutti i nostri prodotti, già dalla fase di progettazione, sono pensati con questo preciso obiettivo, sia le macchine classiche come tagliapiastrelle o forapiastrelle, che le nuove attrezzature legate alla lavorazione delle lastre ceramiche e gli utensili diamantati in tutte le loro forme o configurazioni. D. Quali sono le attrezzature che non devono mai mancare in cantiere? R. Le aspettative sono sempre più alte e i clienti sempre più attenti ed esigenti. Per eseguire lavori a regola d’arte sul mercato esistono ormai tutte le attrezzature necessarie, con un costo relativamente basso in relazione alle performance e alla durata nel tempo. È difficile individuare strumenti indispensabili, credo che la professionalità richiesta esiga un corredo adeguato per cui direi che ormai bisogna dotarsi degli strumenti necessari. D. Com’è andato il mercato nel 2019 e come si è aperto il 2020? R. Il 2019 si è chiuso positivamente, ma con preoccupanti segnali di indebolimento che hanno riguardato il mercato globale a cui ci rivolgiamo. D. Quali sono invece le previsioni per quest’anno? R. Credo sarà un anno di consolidamento con variabili dipendenti dai singoli paesi. D. L’azienda lavora molto anche con l’estero: ci sono differenze con il mercato italiano e quali sono le vostre aspettative per il 2020 sul fronte dell’export? R. Montolit realizza ormai la maggior parte del proprio fatturato all’estero. Siamo conosciuti in tutto il mondo da oltre settant’anni, ma è pressoché impossibile fare previsioni. Diciamo che ci sono parecchie situazioni in zone calde del mondo che potrebbero creare instabilità. Safe Diamond Box
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UNA VITA GREEN PER GLI ESCAVATORI L’azienda specializzata in attrezzature da cantiere aggiorna i modelli per ottemperare alle future normative sulle emissioni Eu Stage V: ora dispongono di un sistema di scarico che unisce un Doc (catalizzatore ossidante diesel) e un Dpf (filtro antiparticolato) di Franco Saro
Gli escavatori dell’azienda britannica sono ora equipaggiati con i nuovi motori diesel Jbc By Kohler conformi a norme Stage V. A fianco, il modello 85Z-2
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ggiornamento per i modelli di midi escavatori di Jbc da 8-10 tonnellate. Le modifiche sono state studiate per ottemperare alle future normative sulle emissioni Eu Stage V. Le macchine che alla sigla del modello associano ora il segno -2 potranno beneficiare di una serie di miglioramenti dettagliati, rendendo più facile la manutenzione e l’utilizzo degli escavatori. Le caratteristiche principali includono motori diesel Jbc By Kohler conformi a norme Stage V con funzione di
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arresto automatico del motore, nuovo joystick di controllo elettroproporzionale, sistema di controllo dell’efficienza della macchina, nuova strumentazione con manopola, punti di ancoraggio completamente integrati, impianto idraulico programmabile ad alta e bassa portata, migliore visibilità dal parabrezza anteriore. In particolare, sono stati completamente aggiornati gli escavatori compatti Jbc 85Z-2, 86C-2, 90Z-2 e 100C-2. Tutti i quattro escavatori continueranno a impiegare motori diesel Jbc By Kohler, che ora dispongono di un sistema di scarico che unisce un Doc F e b b r a i o
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Il modello 85Z-2. A destra, 86 C2. Sotto, a sinistra, l’escavatore 85Z-2 e, a destra, 86 C2
(catalizzatore ossidante diesel) e un Dpf (filtro antiparticolato). Le potenze rimangono invariate e le funzioni di arresto automatico del motore e il sistema di regime minimo basso a un tocco sono state integrate di serie, per diminuire il consumo di carburante e ridurre le emissioni. I midi escavatori di Jbc utilizzano un’architettura elettrica rinnovata, con un display per l’operatore da 7”, pannello dei comandi a membrana e manopole, analogamente ai più recenti modelli da 4-6 tonnellate di Jbc. Ciò include uno schermo principale verticale che può essere adattato alle esigenze del cliente. Presentano caratteristiche di sicurezza migliorate, tra cui un sistema di sovraccarico di sollevamento avanzato che fornisce un’indicazione visiva dei limiti di sollevamento della macchina. Comprende una barra di stato con un avvisatore colorato, corredata da un allarme sonoro. Il monitor permette di programmare circuiti ad alta e bassa portata per l’uso con attrezzature diverse, garantendo prestazioni ottimali dell’attrezzatura. Durante il primo ciclo di accensione del giorno, viene mostrato uno schermo di controllo dell’efficienza della macchina. Ciò ha lo scopo di far notare all’operatore le condizioni della macchina prima che essa venga utilizzata. Sono anche stati introdotti joystick di controllo elettroproporzionali con controllo di rotazione su un selettore rotativo. Ciò aumenta F e b b r a i o
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il controllo da parte dell’operatore, consentendo al contempo di ottimizzare lo spazio sul pavimento e rendere la cabina più facile da pulire. La leva del dozer elettroidraulico è stata ulteriormente migliorata, per offrire maggiore precisione in termini di controllo e risposta all’operatore quando effettua il riempimento delle trincee e usa la lama. I pulsanti separati sull’estremità della leva di comando attivano la traslazione a due velocità auto kickdown di serie della macchina, insieme al dozer flottante opzionale e al controllo della lama in quattro direzioni. Le macchine hanno ora quattro punti di ancoraggio integrati nella struttura superiore e quattro punti aggiuntivi sul carro della macchina, per offrire più opzioni per garantire il trasporto sicuro e stabile degli escavatori. I progettisti di Jbc hanno anche migliorato la visibilità anteriore dalla cabina, utilizzando nuove cornici del parabrezza. Sul retro delle macchine ZTS, anche il contrappeso è stato riprogettato per migliorare l’accesso per la manutenzione. Il passaggio dei tubi e dei cavi è stato aggiornato con morsetti di ritegno migliorati, mentre i tubi da connettere a pressione ora possono essere trovati sui circuiti ausiliari. Jbc ha mantenuto la carrozzeria completamente in acciaio, gli intervalli di ingrassaggio di 500 ore e il gruppo di scavo completamente basato su boccole, per la massima durata e affidabilità in cantiere.
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SPECIAL E
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A t t r e z z at u r e
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FACILI E LOW COST PER MINI CANTIERI La frattazzatrice ideata per prima dall'azienda vicentina è disponibile in tre versioni per rifinire qualsiasi tipo di intonaco, cemento e gesso. Si aggiunge alla gamma di intonacatrici, fugatrici, mescolatori a ciclo continuo, rotori e statori per qualsiasi materiale ed è utilizzabile anche in aree ridotte di Veronica Monaco
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ella rifinitura delle superfici, precisione e accuratezza fanno la differenza tra un lavoro a regola d’arte e uno esteticamente poco soddisfacente. Oltre alla professionalità degli operatori, che devono essere dotati di grande precisione e attenzione ai dettagli, un grande aiuto può derivare dall’utilizzo di macchine innovative e performanti. Come la frattazzatrice, ideata oltre trent’anni fa da Revelin, azienda vi-
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centina specializzata nella produzione di macchine e attrezzature per il cantiere. Disponibile in tre versioni per rifinire qualsiasi tipo di intonaco, cemento e gesso, la frattazzatrice Revelin si aggiunge alla gamma di intonacatrici, fugatrici, mescolatori a ciclo continuo, rotori e statori per qualsiasi materiale, in grado di garantire sicurezza, risparmio in cantiere e un risultato finale di alta qualità. YouTrade ha incontrato il titolare Diego Revelin, per scoprire le principali novità pensate per aiutare il lavoro degli operatori edili. Diego Revelin
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Domanda. Che cosa produce Revelin per facilitare il lavoro in cantiere? Risposta. Revelin ha ideato e prodotto frattazzatici che hanno permesso di rifinire perfettamente intonaci grezzi, fini e premiscelati. Le macchine dispongono inoltre di vari accessori per la raschiatura, la carteggiatura e la rifinitura a effetto lucido o spugnato. Le nostre frattazzatrici si possono anche utilizzare per interventi di rifinitura di resine a pavimento o massetti sabbiacemento. Per quanto riguarda invece i mescolatori, produciamo macchine a ciclo continuo per la lavorazione direttamente in cantiere di materiali come materiali leggeri, intonaci alleggeriti con argilla espansa, polistirolo o fibre di vario tipo. Disponiamo poi di un’ampia gamma di intonacatrici da 220 e 380 Volt, in grado di intervenire su qualsiasi tipo di materiale presente sul mercato, dagli intonaci deumidificanti ai tixotropici, dai classici intonaci in sabbia, calce e cemento a quelli premiscelati di vario tipo. Infine, produciamo una linea di macchine specifica per le fughe di mattoni e pietra faccia a vista, pavé, porfidi, e per iniezioni sui classici consolidamenti e fabbricati, anche storici. D. Di quante macchine si compone la vostra offerta? R. Revelin produce in varie versioni più di 13 macchine, capaci di adattarsi all’evoluzione dei materiali sempre in costante sviluppo. D. Quali sono quelle più richieste in cantiere? R. La classica intonacatrice 220V è ormai necessaria, perché i cantieri sono quasi tutti rivolti a interventi di riqualificazione. Sono cantieri piccoli, spesso in situazioni poco agevoli come centri storici o in stabili senza ascensore, quindi è importante fornire attrezzature versatili e facili da movimentare. D. Quali sono i plus delle vostre macchine rispetto alla concorrenza? R. Revelin ha sempre puntato su prodotti di semplice utilizzo, versatili rispetto ai materiali esistenti sul mercato e dai bassi costi di manutenzione. Oltre alle macchine in sé, produciamo anche i pezzi sottoposti a maggiore usura, come rotori e statori per ogni tipo di materiale. Si tratta di uno studio costante, che impegna da sempre il nostro reparto ricerca e sviluppo, un percorso difficile, ma che negli anni abbiamo affinato con forza. Abbiamo sempre prestato la massima attenzione alle reali difficoltà della manodopera in cantiere e ai volumi di lavoro, prediligendo macchine robuste, sicure, e facili da utilizzare. D. Che cosa cambierà nel futuro di queste macchine? R. Non siamo di fronte a prodotti emozionali, che seguono le mode del momento, ma a prodotti funzionali, dove è la sostanza che conta. A questo proposito credo che il tema della sicurezza sarà sempre più preponderante. Ogni giorno c’è qualcuno che si inventa qualcosa di nuovo. Per esempio, alcuni tolgono la classica copertura del flessibile perché il carter di protezione non gli permette di sfruttare il disco al 100%, andando contro ogni minima norma di buon senso. Le nostre attrezzature e macchine sono tutte assicurate e assolvono ogni garanzia di sicurezza obbligatoria. F e b b r a i o
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SPECIAL E
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CAMMINAMENTI IN PIETRA SINTERIZZATA I prodotti Stone Gres® che più si distinguono per bellezza e praticità sono i Passi Giapponesi, ideali per creare percorsi e vialetti resistenti nel tempo ma anche caratterizzati da tratti estetici superlativi, in quanto riproducono fedelmente la pietra naturale e le sfumature del legno. La novità della collezione è invece Esagono, una nuova linea di camminamenti dai forti tratti distintivi, dalla forma esagonale di diametro 60 cm. Una novità per il mondo del giardinaggio.
BORDURA MINI GABION Bordura Mini Gabion è la nuova misura di Natural Stone Box. Pratica, leggera e facile da riempire, dalle piccole dimensioni (80 x 10 x H15 cm), è ideale come bordura per impreziosire il proprio spazio verde e delimitare con un tocco di colore le aiuole.
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WWW.GRANULATI.IT
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STONE GRES® e NATURAL STONE BOX sono prodotti di Granulati Zandobbio S.p.A.
Casa Outdoor
LA CASA CHE C'È FUORI COSTA AZZURRA LA CERAMICA CHE ARREDA GRANULATI ZANDOBBIO TANTI PROGETTI DI PIETRA SINTERIZZATA
TETTO VERDE LA CANTINA GIUSTI SI COPRE DI ERBA FIDENZA I GIARDINI PENSILI PER IL RESORT 143
Casa
BUSINESS IN CRESCITA PER LA VITA OUTDOOR
Mostrami il tuo giardino e ti dirò chi sei. Il verde di una casa o di un ufficio è uno spazio altamente personalizzabile, ed è sempre il risultato di un complesso lavoro di sintesi tra competenze diverse. L’outdoor, infatti, accomuna moltissimi elementi, sia naturali sia architettonici: dalle piante all’acqua, passando per i rivestimenti e la luce, fino alle pavimentazioni e agli arredi, che sono fondamentali per eliminare i confini tra dentro e fuori, e quindi trasformare lo spazio esterno in un prolungamento dell’edificio stesso. Insomma, il giardino è di casa. Sempre più spesso, infatti, all’outdoor è dedicata la stessa attenzione prevista per gli spazi indoor. Ma con regole differenti: durevolezza e versatilità, in primis, sono le parole chiave. Esistono ormai soluzioni all’avanguardia che non temono i disagi derivanti da agenti atmosferici o calpestio pesante. Si tratta di
un aspetto funzionale che va a braccetto con l’esigenza di flessibilità tipica di uno spazio esterno. Le texture basate su pietra, legno e metallo sono trend assodati proprio grazie alla loro versatilità, in grado di accostarsi a una grande varietà di finiture. Parliamo, quindi, di più elementi. No a un minimalismo monomaterico, sì a un minimalismo che sposa la personalizzazione dell’ambiente. In qualsiasi modo sia organizzato il giardino o il terrazzo, lo si può rendere più dinamico giocando con l’affiancare o giustapporre diversi materiali. Infine, vale la pena ricordare che il Bonus verde è stato prorogato per tutto il 2020. Confermata quindi la detrazione al 36% fino a 5mila euro per chi effettua spese per la sistemazione di verde outdoor. Sia esso giardino, terrazzo o balcone, anche condominiale. Va aggiunto che in Italia una persona su tre,
secondo i dati della società di ricerche di mercato Gfk, lavora all’aperto, in giardino o nell’orto, almeno una volta a settimana. E solo uno su quattro non pratica mai il giardinaggio. Insomma, siamo ormai nella media internazionale. Sempre secondo la ricerca, il 7% degli intervistati si dedica al giardinaggio ogni giorno o quasi e il 25% almeno una volta a settimana, mentre il 19% almeno una volta al mese. Anche i dati di mercato confermano una prospettiva rosea: secondo i dati diffusi da HomiOutdoor & Homi & Dehors, gli scambi di prodotti per la vita all’aria aperta sono cresciuti del 3.2% nel mondo, arrivando nel 2018 a circa 37 miliardi di euro. E, in particolare, il commercio mondiale di prodotti outdoor è previsto in crescita del 4.5% medio annuo.
di Giacomo Casarin
SPECIAL E Gjfpe Casa
Ceramica nell’oasi della Costa Azzurra
In un elegante complesso residenziale, costituito da cinque ville, sono state utilizzate le collezioni Premium di Porcelanosa. Il resort comprende servizi come spa, piscine, palestre: tutti ambienti caratterizzati da un luminoso gres porcellanato, in linea con il paesaggio 14 6
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L Le lastre del bordo piscina sono Deep White Nature Antislip 29,7 cm x 59,6 cm di Urbatek
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e cinque ville del complesso Domaine Lousie a La Croix Valmer, in Costa Azzurra non lontano da Saint-Tropez, sono costruite nel rispetto dell’architettura tradizionale della regione francese. La pietra calcarea rosa, gli alti soffitti mansardati, i pavimenti in pietra, il legno stagionato e le facciate blu lavanda: tutti elementi identitari mantenuti intatti dal resort, che diventa un didascalico rifugio delle bellezze tipiche della costa francese. A preservare quest’aria esotica concorrono anche alcune delle collezioni Premium di Porcelanosa Grupo, impiegate per la realizzazione dei dieci ettari di Domaine Louise.
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La piscina di Villa Louise, il cui interno è rivestito con Samoa antracite di Porcelanosa. Sopra, la Pool House, in diretta continuità con la piscina
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LA SCHEDA PROGETTO: Complesso residenziale Domaine Louìse LUOGO: La Croix Valmer, Francia BORDO PISCINA: Deep White Nature Antislip 29,7cmx59,6cm di Urbatek INTERNO PISCINA: Samoa antracite di Porcelanosa FINE LAVORI: 2019
Gli interni di Villa Louise
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COME LA PIETRA Villa Louise, situata al centro del sito, possiede oltre 1.000 metri quadri di superficie su cui sono stati utilizzati materiali come il gres porcellanato XLight Stark White di Urbatek. La luminosità e la texture di questo prodotto, ispirate alla pietra naturale, si abbinano perfettamente alla vegetazione tipica della Costa Azzurra. La purezza del bianco contrasta in modo equilibrato con la rubinetteria d’autore Lounge di Noken, progettata in esclusiva dall’architetto italiano Simone Micheli. Le sue forme dritte e sinuose ricordano gli ambienti neoclassici, ma con un tocco più moderno grazie alle finiture sia metallizzate che opache.
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La cucina-living. Sotto, il bagno con rubinetterie Noken
La residenza di campagna vicino a Ferrara, sorta sulle rovine di un antico casolare abbandonato su progetto di ZSM STUDIO
CUCINA & PISCINA La linea estetica identitaria continua nella cucina principale, Emotion 4.70 di Gamadecor, il cui open space invita a utilizzare questo ambiente non solo come spazio funzionale ma anche come living. Qui le strutture armoniose e i mobili in rovere mantengono il design signorile della Provenza attraverso i toni del marrone e del
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grigio. Questo ritorno alle radici è presente anche nella piscina, al cui interno è stato utilizzato il pavimento ceramico Samoa Antracite di Porcelanosa. Mentre le lastre del bordo piscina sono Deep White Nature Antislip 29,7 cm x 59,6 cm di Urbatek, grazie a cui la pavimentazione outdoor diventa una continuazione dell’acqua stessa, integrandosi nell’ambiente naturale. F e b b r a i o
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IL FRANGISOLE DEL FUTURO
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assimizzare l’efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente attraverso l’utilizzo di schermature solari è una delle chiavi del risparmio energetico. Una protezione parziale della costruzione, infatti, consente di evitare l’irraggiamento diretto della parete, con un conseguente miglioramento del comfort termico. Il risultato è un edificio meno energivoro, che però è illuminato nella giusta misura. Ma la novità, nel caso di PlusFace di plasticWOOD, è il materiale. Alla base di questo sistema frangisole c’è un legno composito di nuova generazione, frutto del perfetto equilibrio tra tecnologia e natura, costituito da due elementi: il primo è una farina di legno di abete (proveniente da Italia, Slovenia, Austria) derivante da scarti di prima lavorazione del legno, mentre il secondo è polietilene ad alta densità, che oltre a elevate performance meccaniche e di durabilità consente il completo riciclo all’interno del ciclo produttivo. Grazie a queste caratteristiche, la realizzazione e la produzione dei profili frangisole in legno composito di plasticWOOD seguono specifiche direttive in termini di ecosostenibilità. L’intera filiera produttiva è realizzata presso gli stabilimenti dell’azienda, a garanzia di una produzione nel pieno rispetto dell’ambiente e di un prodotto 100% made in Italy.
Lido Welcome Riviera d’Abruzzo, a Tortoreto (TE)
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Casa Pietra sinterizzata per infiniti progetti
L’Altra Pietra e Stone Gres sono soluzioni di alta qualità, con lastre in 2 centimetri di spessore. Ecco due esempi, in Belgio e Inghilterra, che testimoniano come è versatile la modalità di posa del materiale sinterizzato
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no dei vantaggi dei prodotti firmati L’Altra Pietra e Stone Gres di Granulati Zandobbio, oltre alle elevate caratteristiche tecniche ed estetiche, è la loro versatilità di posa. Infatti, le lastre possono essere installate fresco su fresco con ghiaia misto cemento o su massetto con colla, oppure su piedini. Ma anche a secco: su ghiaia, erba o sabbia.
POSA SU GHIAIA MISTO CEMENTO Un perfetto esempio di posa fresco su fresco con ghiaia misto cemento è quello di un progetto realizzato a Bruxelles per il patio esterno di un’abitazione privata. In questo caso, il cliente voleva rendere abitabile una zona esterna per poterla sfruttare come area pranzo e relax per le giornate estive. La soluzione è stata il prodotto L’Altra Pietra Colosseo Grigioni,
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NUOVA VISTA SU PADOVA CON ETERNO IVICA I supporti per pavimenti sopraelevati Eterno Ivica sono stati scelti per un’importante e prestigiosa realizzazione: la ristrutturazione della copertura e il rifacimento della pavimentazione sopraelevata della terrazza dello storico Palazzo Donghi Ponti a Padova (foto in basso), oggi sede della Cassa di Risparmio del Veneto, del gruppo Intesa Sanpaolo. I 250 metri quadri di terrazze calpestabili, caratterizzati da dislivelli e irregolarità, sono stati rifatti nel migliore dei modi dai posatori, che hanno garantito la messa in piano del pavimento sopraelevato, costituito da lastre in gres porcellanato 60x60 comfort, design e innovazione. centimetri e dai supporti regolabili autolivellanti per pavimento Eterno SE di Eterno Ivica, con testa basculante. Un’ottima soluzione: tecnica, estetica e pratica. La posa, infatti, è stata semplice e veloce, ed è riuscita a superare le varie incognite del sottofondo che si sono presentate in opera. Il Supporto Regolabile Autolivellante per pavimento è capace di contrastare autonomamente la pendenza dei piani di posa, un risultato che si ottiene con il semplice movimento basculante della testa, che compensa pendenze fino al 5%. Inoltre, la messa in opera è stata facilitata dai plus del prodotto, come la testa di gomma anti rumore in bi-materiale, le varie altezze regolabili e la base preincisa con taglio angolo-muro. A pavimento posato, è avvenuta la regolazione del supporto in maniera precisa e millimetrica, grazie all’utilizzo della famosa chiave rossa di regolazione Eterno Ivica, che agisce dall’alto ed è indispensabile per ogni minimo adattamento. Anche in questo caso i supporti Eterno Ivica si sono distinti e hanno dimostrato la grande adattabilità e versatilità tipica di questi prodotti, leader sul mercato grazie alla grande esperienza. Molte erano le incognite del progetto di Padova, eppure i supporti Eterno Ivica hanno ben risposto alle esigenze del committente e sono stati all’altezza della prestigiosa location.
Patio esterno di un’abitazione privata a Bruxelles realizzato con L’Altra Pietra Colosseo Grigioni
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Il patio realizzato con L’Altra Pietra Colosseo Grigioni. Sotto, il giardino inglese con Stone Gres Anticato Quarzite Mix
60 cm x 60 cm, che ha reso la zona interessata non solo funzionale, ma anche curata ed elegante. Grazie alle caratteristiche tecniche della pietra sinterizzata, la pavimentazione non avrà bisogno di manutenzione e risulterà resistente e duratura. POSA SU SABBIA Un’altra modalità di posa della pietra sinterizzata è quella a secco su una base di sabbia, che è stata utilizzata per un progetto in Inghilterra
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ultimato nel 2019. Anche in questo caso il cliente aveva espresso il desiderio di abbellire e sfruttare come area relax il suo giardino esterno, evitando di rovinare il terreno del proprio prato con il peso di sdraio o tavoli. Per questo progetto è stato utilizzato il prodotto in pietra sinterizzata Stone Gres Anticato Quarzite Mix 40x80x2 cm che, oltre a essere altamente prestante tecnicamente, è anche esteticamente ricercato e di grande effetto grazie ai suoi bordi ondulati, simili a quelli della pietra naturale usurata dal tempo.
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LA PANCHINA GREEN DI VERIS
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eristello è un listello in Pvc riciclato al 98%. È da questo elemento che nasce la panchina indistruttibile, a prova di vandalo, e quindi capace di abbattere i costi di manutenzione a cui fanno fronte gli enti pubblici e non solo. Veristello è stato brevettato da Veris, realtà specializzata in macchine agricole e da giardino, ed è già stato sperimentato a Milano, al Parco Nord, dove sono state installate 1.500 panchine nell’arco di sette anni. Il listello in Pvc riciclato è un elemento ignifugo, che è facilmente lavabile e non necessita di essere riverniciato, essendo un polimero. Significa che è impossibile da bruciare e che le scritte degli imbrattatori di panchine possono essere eliminate: un notevole aiuto per gli amministratori pubblici alle prese con il vandalismo quotidiano, come lo è stato per i dirigenti del Parco Nord di Milano, il cui Comune ha richiesto altre panchine firmate Veris per una piazza cittadina. In più, una volta concluso il suo arco di vita, Veristello è totalmente riciclabile: non costituisce quindi materiale da discarica, ma può essere tritato e rigenerato in modo da garantire una filiera chiusa di riciclato al 100%. Massima funzionalità, quindi, ma anche massima versatilità. Perché con Veristello non è necessario rinnovare un’intera panchina, ma è sufficiente sostituire solo le doghe rovinate.
LA FIORIERA È COMPONIBILE
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omino è la fioriera componibile a vasca unica costituita da elementi modulari, disponibile in vari materiali e configurabile, senza vincoli, in forme illimitate. La speciale fioreria Domino Absolute, in gres, unisce l’eleganza del design a straordinarie qualità tecniche. Mantiene tutte le caratteristiche e i punti di forza di Domino e aggiunge lo stile e la raffinatezza dei materiali gres e metallo. Nello specifico, il gres, materiale compatto, elegante e dal design esclusivo, risulta estremamente resistente, idrorepellente e igienico grazie alle sue caratteristiche che ne permettono prestazioni tecniche elevatissime e lo rendono inattaccabile da agenti atmosferici e chimici. Il prodotto è disponibile in due altezze, 60 e 90 centimetri, utilizzabili singolarmente o componibili per costruire forme esteticamente in armonia con ogni spazio. La fioriera Domino Absolute, infatti, è modulare, così da poter essere personalizzata secondo le esigenze del cliente. Componibile, perché è possibile definire forme e dimensioni potenzialmente infinite. Versatile, perché sa dialogare con ogni spazio e ogni soluzione d’arredo. In questo modo Domino offre un prodotto esclusivo che unisce l’aspetto rustico e naturale del materiale naturale insieme ai vantaggi e alla resistenza del gres. Si adatta in ambienti classici, rustici e di particolare pregio, ed è disponibile nelle colorazioni Pearl, Grey, Coke e Wood, Grey o Noce. Quest’ultima è stata scelta per un complesso residenziale Fa eErba b b (Como) r a i o i2cui 0 2lavori 0 sono terminati nel 2019 (a fianco).
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In questo vino c’è sostenibilità Le colline del Montello a Treviso ispirazione per la nuova Cantina Giusti. Dove Polyglass ha contribuito all’impermeabilizzazione del tetto verde, ottenuta con membrane Plana P ed Elastoshield TS4 P, insieme al manto sintetico Mapeplan T B
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Nervesa della Battaglia (Treviso) la nuova Cantina Giusti incarna lo spirito del suo fondatore, Ermenegildo Giusti, imprenditore edile canadese che ha deciso di ritornare nella sua terra natia per investire e riqualificare il territorio. Il sogno di dare nuova vita ai ricordi d’infanzia si sposa con un progetto molto ambizioso: l’azienda agricola Giusti comprende infatti circa 100 ettari di vigneti, tra cui sorgono la cantina panoramica e altre country house. L’obiettivo è stato preservare la biodiversità naturale del Montello, utilizzare la produzione di energia da fonti rinnovabili, ripristinare la vegetazione arborea originale e porre maggiore attenzione per il lavoro, la qualità e la sostenibilità delle lavorazioni in campagna. Il risultato sono 5 mila metri quadri di edificio che rispecchiano l’armonia indissolubile tra territorio e tradizione.
IL PROGETTO L’intero progetto è stato seguito dallo studio di architettura Armando Guizzo, che ha realizzato l’edificio in totale simbiosi con il territorio, come un movimento naturale del terreno, ottenuto grazie a due forme ondulate che ne caratterizzano il profilo. Sviluppato su cinque piani di cui due terzi sotterranei (da quota -7,70 a +6,70 metri), l’edificio si completa di un belvedere, dove si possono ammirare i vigneti sul tetto e godere di una vista panoramica unica. Proprio in questo contesto si inserisce l’intervento di Polyglass, che si è occupata sia della progettazione della stratigrafia impermeabile green roof sia della fornitura dei prodotti. La scelta architettonica della copertura verde apporta numerosi vantaggi anche in termini funzionali: risparmio energetico grazie a un migliore isolamento, abbassamento della temperatura ambiente e riduzione degli effetti
Due render dell’azienda agricola Giusti, che comprende circa 100 ettari di vigneti, tra cui sorgono la cantina panoramica e altre country house
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delle isole di calore urbane, assorbimento di CO2 e polveri sottili, con conseguente miglioramento della qualità dell’aria, e infine rallentamento del deflusso delle acque meteoriche. VERDE INTENSIVO La realizzazione della stratigrafia impermeabile ha dapprima visto l’impiego della membrana Plana P come barriera a vapore. Questo strato ha la funzione di regolare il flusso di vapore che passa attraverso la struttura dall’interno verso l’esterno dell’edificio, al fine di evitare problematiche di formazione di condensa nel sistema di copertura. La membrana Elastoshield TS4 P, invece, è stata utilizzata per i giunti di dilatazione con la tecnica pontage, grazie alle sue eccellenti caratteristiche meccaniche di allungamento alla rottura, elevate resistenze al punzonamento e stabilità dimensionale. Lo strato finale di impermeabilizzazione è stato realizzato con Mapeplan T B, un manto sintetico in poliolefine flessibili, studiato non solo per impedire l’infiltrazione delle acque meteoriche e di irrigazione, ma anche per proteggere la struttura portante di supporto dal degrado. Mapeplan T B è particolarmente adatto per le coperture a verde pensile in quanto ha superato il test Fll: è totalmente resistente alle radici e ai rizomi, ed è conforme alla norma En 13948. Inoltre, F e b b r a i o
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Casa LA SCHEDA REALIZZAZIONE: impermeabilizzazione coperture Cantina Giusti PROGETTO: Studio di architettura Armando Guizzo COMMITTENTE: Cantina Giusti LUOGO: Nervesa della Battaglia (Treviso) IMPRESA COSTRUTTRICE: E.MA.PRI.CE. Spa IMPRESA SPECIALIZZATA DI IMPERMEABILIZZAZIONE: Nenzi Srl COORDINAMENTO POLYGLASS: Christian Spinazzè, Mauro Redemagni AZIENDA FORNITRICE: Polyglass Spa PRODOTTI UTILIZZATI: Plana P di 3 mm, Elastoshield TS4 di 4 mm, Mapeplan T B FINE LAVORI: 2020
Per la copertura verde lo strato finale di impermeabilizzazione è stato realizzato con Mapeplan T B. Sopra, il cantiere della nuova Cantina Giusti, vicino a Treviso
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grazie alla sua particolare composizione presenta anche una maggior resistenza alle sostanze aggressive di percolamento, all’azione degli agenti atmosferici, dei microorganismi e dei batteri. LE CERTIFICAZIONI La stabilità dimensionale di Mapeplan T B è garantita dall’armatura in velo di vetro e dal sistema di produzione di multi-extrusion coating (rivestimento multiestruso): il manto impermeabile, infatti, ha un’aspettativa di vita di molti decenni come dimostrano i test di invecchiamento accelerato. Mapeplan T B possiede poi la dichiarazione ambientale di prodotto Epd (Environmental product declaration), definita dalla norma Iso 14025 come un documento contenente la quantificazione delle prestazioni ambientali di un prodotto mediante opportune categorie di parametri calcolati con la metodologia dell’analisi del ciclo di vita (Life cycle assessment, Lca), e quindi seguendo gli standard della serie Iso 14040. La scelta della Cantina Giusti di preservare la biodiversità naturale del Montello si coniuga perfettamente con i valori in cui Polyglass crede: rispetto dell’ambiente e ricerca di prodotti per il miglioramento dell’efficienza energetica e a basso impatto ambientale. Ogni progetto di Polyglass diventa un lavoro su misura, dove l’esperienza tecnica è messa a disposizione per soddisfare le esigenze del cliente e garantire un sistema impermeabile duraturo e funzionale.
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I lavori di copertura dell’edificio: il manto impermeabile ha un’aspettativa di vita di molti decenni come dimostrano i test di invecchiamento accelerato
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Tra esterno e interno il confine è verde Un edificio multi residenziale a Fidenza (Parma) fa dei giardini pensili il suo punto di forza. I prospetti dell’edificio rinunciano all’idea di barriera e diventano permeabili all’ambiente. Merito di LecaGreen Estensivo, substrato colturale leggero ideale per gli inverdimenti La Casa sul Parco, dove si vedono i terrazzamenti adibiti a verde
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a Casa sul Parco è un nuovo edificio multiresidenziale con ampio outdoor costruito vicino al City Center Park di Fidenza (Parma) che si compone di dieci unità abitative. Il committente è stata l’impresa Montanari Costruzioni, il cui obiettivo era realizzare un edificio dalle alte prestazioni energetiche, in modo da garantire il massimo livello di comfort abitativo. Anche per questo lo studio d’architettura Del Boca + Partners, in collaborazione con gli architetti Giovanni e Simona Rossi, ha scelto di inserire nel progetto dei giardini pensili per ogni piano dell’edificio. Grazie all’impegno e alle competenze messe in atto, la Casa sul Parco ha ottenuto la certificazione Active House Italia, insieme al Label International Active, risultando il primo complesso residenziale della provincia di Parma a essere certificato dal Passive House Institute Italia. IL PROGETTO L’edificio presenta un’architettura modulare e leggera, che risulta particolarmente curata sul piano tecnologico, a partire dall’involucro edilizio, progettato con l’obiettivo di contrastare eventuali ponti termici. Il nuovo fabbricato sorge sull’area di un preesistente villino di inizio Novecento di ispirazione Liberty e presenta tre volumi di altezze e dimensioni diverse: quello d’angolo, sospeso su sei grandi pilastri inclinati, intende richiamare i tronchi secolari dei tigli del parco prospiciente e reinterpretare l’impianto a torre dell’edificio novecentesco originario. Gli altri due corpi ospitano le residenze, tra slittamenti di piani e aggetti longitudinali, che danno vita ad ampi spazi aperti, veri e propri giardini pensili.
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Il volume d'angolo è sospeso su sei pilastri inclinati, che intendono richiamare i tronchi secolari dei tigli del parco prospiciente. Sotto, una delle terrazze adibite a verde
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Una vista del giardino del primo piano illuminato. Sopra, il fronte rivolto al City Center Park di Fidenza
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Una vista notturna della Casa sul Parco
GIARDINI PENSILI Nella realizzazione dei giardini sono state protagoniste le soluzioni Laterlite, a base di argilla espansa Leca. Per garantire l’efficacia e la durata nel tempo dei tetti verdi è particolarmente importante la corretta progettazione dello strato drenante, che deve garantire un livello costante di umidità per favorire il normale accrescimento del verde e allo stesso tempo evitare l’insorgere di ristagni. L’impresa costruttrice ha così deciso di utilizzare l’argilla espansa Leca come materiale per la creazione dello strato di drenaggio, poiché ne conosceva le particolari proprietà tecnologiche. Ovvero leggerezza, resistenza, isolamento e naturalezza: tutte caratteristiche che ne fanno una soluzione ideale per questo tipo di applicazioni. Nello specifico, è stato utilizzato il substrato colturale leggero LecaGreen Estensivo, un materiale ideale per la progettazione di giardini pensili, per inverdimenti in ambiti di ristrutturazione e per spessori di substrato ridotti, adatti alla coltivazione di piante specifiche come sedum, piante arbustive a sviluppo limitato o graminacee.
LA SCHEDA PROGETTO: edificio multiresidenziale LUOGO: Fidenza (Parma) COMMITTENTE E IMPRESA ESECUTRICE: Montanari Costruzioni Srl – Fidenza (PR) PROGETTISTA: Studio Del Boca + Partners – Parma/Milano, con arch. Giovanni Rossi e arch. Simona Rossi – Fidenza (PR) PRODOTTI: LecaGreen Estensivo
PALAZZETTI, LA COTTURA VA UP Palazzetti ha caratterizzato da tempo la sua gamma Palazzetti in Giardino con sistemi modulari e flessibili per poter vivere gli spazi outdoor con la massima praticità. Alla piacevolezza della convivialità, l’azienda ha voluto combinare l’esigenza estetica di un pubblico sempre più attento. E così è nato Up, un nuovo concetto di barbecue, che può essere installato in totale libertà, oppure può semplicemente essere appoggiato sopra un piano (da cui il nome Up). Disegnato da Marcarch Design, presenta linee morbide che si rifanno all’archetipo del focolare tradizionale, ma ripensato e riportato alle linee essenziali. Un elemento efficiente che può diventare protagonista di una vera e propria zona cottura da esterno, comfort, design e innovazione. integrandosi con altri moduli ed elementi outdoor. Nello specifico, l’ergonomia è stata studiata in modo da garantire la massima piacevolezza di utilizzo: il braciere laterale è chiuso e ha un accesso dedicato, sia per facilitare l’accensione del fuoco sia perché il riverbero della fiamma venga minimizzato durante la cottura; la griglia mobile, poi, si aziona manualmente e permette, grazie al suo movimento, il deflusso delle braci prodotte dal fuoco laterale. Up è colorato in massa, con inserti in acciaio inox e piano fuoco in materiale refrattario. È inoltre dotato del sistema Fast Fire Box: uno speciale cassetto cenere con circolazione d’aria per
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migliorare la combustione e facilitare la pulizia a fuoco spento. Duttilità, versatilità, flessibilità e materiali scelti ad hoc assicurano durata nel tempo, elevata resistenza agli agenti atmosferici e facilità di manutenzione.
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LUXURY GOODS 1. Linearità e leggerezza caratterizzano lo stile delle collezioni Lapalma dedicate all’outdoor, per veri momenti di relax e benessere in terrazzo o in giardino.Tra le ultime novità, la sedia Ida caratterizzata dallo schienale in tubolare di alluminio, e il tavolo Panco con piano di appoggio più ampio e altezza di 74cm per ospitare comodamente una panchina. 2. Frame Kitchen Outdoor è la cucina workstation, disegnata da Salvatore Indriolo per Fantin. Il trattamento di cataforesi previene la formazione della ruggine e consente un’elevata resistenza agli agenti atmosferici. 3. Le emozioni del cinema accompagnano Ginger di Unopiù, la seduta che porta il fascino della sedia da regista nel giardino di casa. Dotata di una struttura in teak di prima qualità, è rivestita in cotone oppure personalizzabile con oltre 40 diversi tipi di tessuto e colori. Anche in versione con tessuto plastico o cuoio artigianale, lavorato secondo la "concia al vegetale” di tradizione toscana. 4. Un nuovo modo di vivere l’idromassaggio all’aperto con Jacuzzi Skylounge, la vasca per esterno che arricchisce la collezione firmata da DNA | Kaluderovic & Condini. Progettata per accogliere comodamente quattro persone, può essere essere installata anche sui terrazzi e utilizzata in ogni stagione grazie al sistema di filtrazione, alla disinfezione ClearRay Pro3Tect con raggi UV e ozono e al riscaldatore automatico. 5. Joint di Poggesi è un nuovo concetto di ombrellone, dal design unico originale e leggero, estremamente versatile e altamente personalizzabile per adattarsi al meglio a ogni ambiente esterno. La struttura in alluminio e acciaio inox e rivestita con polveri termoindurenti assicura un’alta resistenza alla corrosione; il telo, completamente cucito internamente con filo di cotone, garantisce la massima impermeabilizzazione.
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6. La proposta outdoor di Ethimo si arricchisce con la nuova poltrona e il divano della collezione Knit, una vera icona di stile che unisce una struttura in teak, naturale o decapato, alla seduta in corda intrecciata. I pregiati tessuti Chess e Red Diamonds, che rivestono i cuscini, valorizzano la morbidezza dei volumi, per un’immediata sensazione di comfort e benessere. 7. Il calore del fuoco anche in esterno con i camini di design dell’azienda Focus. Disponibili con focolari sospesi e girevoli o con installazione a parete, sono funzionanti a legna. 8. In oltre 500 tipologie di tessuto, la tenda da sole Qubica di Ke disponibile in quattro colori combinabili e tre versioni: Flat, Plumb, Light. Con l’utilizzo del nuovo braccio Aki garantisce un’elevata performance tecnica e un design di eleganza essenziale. I sensori climatici di ultima generazione definiscono tempo e modalità di apertura e chiusura della tenda, creando così scenari personalizzati. 9. Pensata per l’utilizzo outdoor, la doccia freestanding da esterno Bold di Cea è in acciaio inossidabile AISI316 in grado di resistere alla corrosione, anche nelle zone marine e termali. Disponibile nelle versioni satinato o lucidato, e nell’esclusiva finitura Corten. 10. Rossini Illuminazione presenta In&Out, la prima collezione outdoor di lampade da tavolo, portatili e ricaricabili. Per avere sempre l’atmosfera giusta anche in terrazzo o in giardino. E con Take Away Sound è possibile portare con sé anche la propria musica preferita. 11. FMG - Fabbrica Marmi e Graniti dedica agli spazi esterni due sistemi di pavimentazioni con lastre di alto spessore:Twenty (20 mm) e Twenty+ (21 mm), antiscivolo, resistenti alle avversità atmosferiche e al passaggio di carichi pesanti, inattaccabili da muschi e muffe. Le lastre si possono posare a colla su massetto e a secco (su erba, ghiaia e sabbia), oltre che come pavimento sopraelevato.
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ZAPPING RESTYLING PER PONTE GIULIO Ponte Giulio inaugura una nuova immagine aziendale per comunicare la propria modernità, partendo dal restyling del logo al layout grafico del sito, fino al nuovo look per i cataloghi che consentono di entrare maggiormente nei dettagli delle proposte dell’azienda umbra per ambienti bagno esclusivi e inclusivi. «La popolazione sta invecchiando sempre più e in molti nuclei famigliari sono presenti anziani. Per questo abbiamo scelto di trasformare alcune nostre linee da un segmento dedicato ad un solo tipo di utenza a uno che risponde alle esigenze di tutti, senza distinzione di età o abilità. E questo non solo per il privato, ma anche per le strutture di ospitalità ed accoglienza», afferma l’amministratore delegato Enrico Carloni. «La nostra azienda, ormai, ha una delle offerte di settore più complete in Italia, se non la più completa. Per questo abbiamo investito molto in sistemi di divulgazione e comunicazione: sito, catalogo e social».
ALTRESÌ, NON È NECESSARIO L’USO DI ARMATURA IN RETE DI VETRO PER SUPERFICI INFERIORI A VENTI METRI QUADRATI.
NUOVA RESINA DI FISCHER
RESINA SEMPLICE E DI DESIGN NASCE MATÈRIKA DI NAICI, LA RESINA CHE UNISCE BELLEZZA ESTETICA E SEMPLICITÀ DI APPLICAZIONE. MONOCOMPONENTE E FIBRORINFORZATA MATÈRIKA È UNA RESINA IN PASTA SPATOLABILE, A BASE ACQUA, STUDIATA PER LA REALIZZAZIONE DI PAVIMENTI, PARETI E RIVESTIMENTI NELLA DECORAZIONE DI INTERNI. APPLICABILE DIRETTAMENTE SULLE SUPERFICI PIÙ COMUNI, QUALI PIASTRELLE, MASSETTI, CARTONGESSO E INTONACI CEMENTIZI, È FACILMENTE PLASMABILE E PERSONALIZZABILE GRAZIE ALLE FINITURE REALIZZABILI E ALLE INFINITE COLORAZIONI OTTENIBILI CON LE COMUNI PASTE COLORANTI A BASE ACQUA, ANCHE DA SISTEMI TINTOMETRICI. LE SUPERFICI RISULTANO COMPLETAMENTE IMPERMEABILI CON ELEVATA RESISTENZA A COMPRESSIONE E UN’OTTIMA SOPPORTAZIONE DI MICROMOVIMENTI STRUTTURALI.
Fis Em Plus è la nuova resina epossidica fischer che permette di realizzare connessioni ad alte prestazioni per ancoraggi in calcestruzzo fessurato e non fessurato da C20/25 a C50/60, per azioni sismiche con categoria di prestazione C1 e C2 e per connessioni di barre di armatura post-installate in calcestruzzo, fessurato e non,
da C20/25 a C50/60. L’affidabilità e la durata di fischer Fis Em Plus sono garantite dalla nuova Valutazione Tecnica Europea Eta che conferma una vita utile in esercizio di almeno 100 anni. Fis Em Plus è anche certificata al fuoco R240.
LASTRA INNOVATIVA A ELEVATE PRESTAZIONI DI KNAUF KNAUF LANCIA SUL MERCATO AQUAPANEL CEMENT BOARD ROOFTOP, LA LASTRA INNOVATIVA A ELEVATE PRESTAZIONI PER LE COPERTURE PIANE, CHE FAVORISCE TEMPI DI COSTRU-
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alle ambientazioni industriali e postindustriali, Gridscape consente di ottenere un numero illimitato di configurazioni grazie alla tipica griglia che caratterizza la serie. Ai rivenditori e showroom Sta mette a disposizione anche spazi di vendita con esposizioni e servizi dedicati.
ZIONE PIÙ RAPIDI, ESTREMA MANEGGEVOLEZZA PER GLI INSTALLATORI E UNA MAGGIORE LIBERTÀ PROGETTUALE PER GLI ARCHITETTI. SICURA, SOLIDA, SOSTENIBILE, È COSTITUITA DA UN NUCLEO IN CEMENTO PORTLAND E AGGREGATI LEGGERI, RINFORZATO CON UNA RETE IN FIBRA DI VETRO; PUÒ ESSERE INSTALLATA COME LASTRA DI RIVESTIMENTO DA 6 MM O COME LASTRA DI SOTTOFONDO DA 12,5 MM, O COMBINATA INSIEME PER OTTENERE UN RISULTATO DI ECCELLENZA. «CONSIDERANDO LA VASTA ESPERIENZA DI KNAUF NEL FORNIRE SISTEMI DI LASTRE IN CEMENTO ROBUSTI E AFFIDABILI PER COSTRUZIONI INDUSTRIALI, RESIDENZIALI E COMMERCIALI, LE COPERTURE SONO UN NATURALE SBOCCO PER LE NOSTRE CAPACITÀ E COMPETENZE. CON AQUAPANEL CEMENT BOARD ROOFTOP ABBIAMO IMPLEMENTATO LA GAMMA DELLA FAMIGLIA DI PRODOTTI AQUAPANEL (OUTDOOR, INDOOR, SKYLITE E FLOOR) MANTENENDO CARATTERISTICHE E PUNTI DI FORZA CHE QUESTA GAMMA DI SOLUZIONI OFFRE PER OGNI FASE DEL LAVORO», DICHIARA IL MARKETING E PRODUCT MANAGER KNAUF ITALIA, DAMIANO SPAGNUOLO.
I COLORI EMOZIONANTI DI BREDA PER IL 2020 BREDA PUNTA SUL COLORE CON IL NUOVO ALLESTIMENTO EMOTIONAL LIGHT E LE INEDITE FINITURE DEDICATE AI PORTONI A VETRATE DELLA LINEA ALU LINE. COMPOSTA DA FASCE DI LED COLORATI, EMOTIONAL LIGHT CONSENTE DI ILLUMINARE L’ACCESSO AL GARAGE IN MODO ORIGINALE E PERSONALIZZATO. I LED SONO REGOLABILI NELL’INTENSITÀ E NEL COLORE E POSSONO ESSERE INSTALLATI SU TUTTO IL PERIMETRO DEL PORTONE OPPURE SOLAMENTE SULLA BARRA SUPERIORE O SULLE FASCE LATERALI. DEDICATI AL COLORE SONO ANCHE I NUOVI RIVESTIMENTI DELLA GAMMA DI ALU LINE CHE DONANO ALLE VETRATE INTERESSANTI RIFLESSI CANGIANTI: SI SPAZIA DAI COLORI IRIDESCENTI (VIOLA CANGIANTE, AZZURRO PERLATO, RAME
ROSA) AGLI SCOTCH BRITE (ARGENTO, GRIGIO, MARRONE E NERO), FINO ALLE TONALITÀ DEL FERRO ARRUGGINITO.
TERREAL ITALIA RINNOVA LA SUA IMMAGINE A seguito dell’acquisizione del marchio Pica, affiancato allo storico brand SanMarco, Terreal Italia rinnova la propria immagine coordinata con un nuovo sito istituzionale (www.terreal.it) completamente rivisto nei contenuti e nella veste grafica. Il sito permette poi l’accesso ai due siti di brand che mantengono due personalità distinte per parlare a target diversi. In virtù di un dialogo continuo coi progettisti e con i designer, SanMarco è in grado di traghettare la terracotta nella contemporaneità e nel futuro, avvicinandola al gusto di una fascia di mercato in cerca di innovazione. Pica, mantenendo un rapporto privilegiato con i consumer e i progettisti, resta legata a un’architettura tradizionale e correlata alla bellezza del territorio italiano.
PARTNERSHIP DI COASTAL SHOWER DOORS CON STA Coastal Shower Doors sigla una nuova partnership con Sta Sistemi Tecnici d’ Avanguardia per la distribuzione sul mercato italiano delle porte doccia della serie Gridscape. Ispirata F e b b r a i o
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BOSE SUONA SOLO CON L’E-COMMERCE
REGOLE EUROPEE PER LE VENDITE ONLINE Da gennaio in Europa sono in vigore norme più severe. L’obiettivo è tutelare i consumatori che fanno acquisti online. Sono entrate in vigore, infatti, le nuove norme Ue, che dovrebbero garantire una maggiore trasparenza dei mercati online. Per esempio, deve essere specificato chiaramente se i prodotti sono venduti da un commerciante o da un semplice privato. Inoltre, recensioni e sponsorizzazioni false saranno vietate. Altra operazione trasparenza: i venditori non potranno più pubblicizzare false riduzioni di prezzo e i siti di confronto dei prezzi dovranno informare i consumatori in merito ai loro criteri di classificazione.
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Addio punti vendita tradizionali: Bose, azienda americana specializzata in dispositivi audio ad alta fedeltà, ha deciso di puntare tutto sull’e-commerce e di chiudere 119 negozi in Europa, Nord America, Australia e Giappone. Per ora rimarranno aperti solo quelli (130) in Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Sudest asiatico e Corea del Sud. L’azienda non ha anticipato dettagli sui licenziamenti che seguiranno a questa decisione, ma con ogni probabilità saranno centinaia.
filtra, sono già entrate sulla piattaforma europea di Alibaba, che si chiama AliExpress, anche se le grandi marche sono ancora diffidenti. La strategia di Alibaba si è basata sulla capacità di vendere all’estero prodotti dai prezzi molto competitivi Made in China. Ma ora il gruppo cinese ha iniziato a spingere anche marchi e merchant dei paesi esteri e far crescere così la sua presenza nello shopping online fuori dalla Cina. Obiettivo: raddoppiare la base utenti a 2 miliardi di persone nel 2036.
IL NEGOZIO PIÙ TECH DEL MONDO
ALIBABA PUNTA AL MERCATO ITALIANO Alibaba sfida Amazon in Europa. Il colosso cinese dello shopping online parte da Italia e Spagna, accanto a Russia e Turchia per conquistare fette di mercato. La strategia di Ali Baba si fonda su commissioni low-cost, che attraggono soprattutto le aziende più piccole. Migliaia di piccole imprese, secondo quanto
Qual è il negozio più tecnologico del mondo? Forse quello di Huawei nel nuovo outlet nella Wuhan Optics Valley, area innovativa dove sorgono numerose imprese hi-tech. Nel negozio non ci sono esseri umani a rispondere alle richieste del cliente: l’intero processo è automatizzato attraverso grosse braccia robotiche, dal rifornimento alla presentazione della merce sul banco fino alla vendita. Nell’outlet sono venduti tutti i più recenti prodotti Huawei, dagli smartphone alle cuffiette wireless, fino agli orologi smart. I clienti possono prenotare la merce online oppure fare shopping in negozio. Dopo aver scelto l’articolo e pagato attraverso un’applicazione, un braccio robotico afferra la merce dallo scaffale e la trasporta su un tavolo, per poi consegnarla all’utente attraverso una finestrella. YO U T R A D E
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