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Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DCB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano - Contiene I.R. e I.P.
N° 23 - MARZO 2022
ISSN 2532 - 5345
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TENDENZE E ATTUALITÀ DAL MONDO DELLE COSTRUZIONI
I PROTAGONISTI DI QUESTO NUMERO
Andrea Brotini
+Studio Architetti ELASTICOFarm MoDusArchitects Arena Arquitectura Atelier(s) Alfonso Femia Christ & Gantenbein ECONOMIA CIRCOLARE
QualeT+E+A+M impatto sull’edilizia?
SUPERBONUS
Polizze e visti le nuove regole GENERAL CONTRACTOR
La classifica dei primi 100 gruppi in Italia
B.L.U.E. Architecture Studio
MARCEGAGLIA
MOD ARCHITETTI
Il design diventa d’acciaio MIDE architetti
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Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DCB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano - Contiene I.R. e I.P.
N° 23 - MARZO 2022
ISSN 2532 - 5345
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TENDENZE E ATTUALITÀ DAL MONDO DELLE COSTRUZIONI
Andrea Brotini
SUPERBONUS
Polizze e visti Le nuove regole ECONOMIA CIRCOLARE
Quale impatto sull’edilizia?
GENERAL CONTRACTOR
La classifica dei primi 100 gruppi in Italia
MARCEGAGLIA
Il design diventa d’acciaio
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www.theskin.systems theskinsystems
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brand di
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TENDENZE E ATTUALITÀ DAL MONDO DELLE COSTRUZIONI
ANNO 7 - NUMERO 23 - MARZO 2022 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore S.r.l. Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. +039 02 47761275 - info@vgambinoeditore.it ISSN 2532 - 5345 Direttore responsabile / Publisher VIRGINIA GAMBINO virginia@vgambinoeditore.it Direttore Editoriale / Editorial Director LUCA MARIA FRANCESCO FABRIS Coordinatore editoriale / Editorial coordinator VERONICA MONACO Comitato scientifico / Scientific Committee ROBERTO BOLICI (Politecnico di Milano), GIAN LUCA BRUNETTI (Politecnico di Milano), EMILIA CORRADI (Politecnico di Milano), ANNA FRANGIPANE (Università di Udine), FAN FU (Beijing University of Civil Engineering and Architecture), MATTEO GAMBARO (Politecnico di Milano), FRANCESCO GASTALDI (Università IUAV di Venezia), WENJUN MA (Shanghai Jiao Tong University), GARRY MILEY (Waterford Institute of Technology), LJUBOMIR MIŠČEVIĆ (University of Zagreb), EMANUELE NABONI (Università di Parma), MATTEO UMBERTO POLI (Politecnico di Milano), ALESSANDRO ROGORA (Politecnico di Milano), ALBERTO SDEGNO (Università di Udine), VASO TROVA (University of Thessaly), ILARIA VALENTE (Politecnico di Milano) Collaboratori / Contributors VALENTINA ANGHINONI, RICCARDO MARIA BALZAROTTI, FEDERICO BELARDO, ILARIA BIZZO, ROBERTO BOLICI, PAOLO CALIARI, ANDREA CATTO, STEFANO CORNACCHINI, CASSANDRA COZZA, FEDERICO DELLA PUPPA, ERNESTO FAVA, GIADA FRAPPA, FRANCESCO GASTALDI, CAMILA GOMES SANT’ANNA, SARA GIUSTI, VALENTINA LABRIOLA, SELENE MAESTRI (FOTOGRAFA), PIETRO MEZZI, ANNA MOLENTINI, VERONICA MONACO, ALESSANDRO ROGORA, KEVIN SANTUS, FRANCO SARO, CHIARA SCANDALETTI, ALBERTO SDEGNO, GERARDO SEMPREBON, PIETRO VALLI Impaginazione e grafica / Layout and graphics RAFFAELLA SESIA Ufficio commerciale - Vendita Spazi pubblicitari/ Commercial department - Sale of advertising Spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano / Tel. +039 02 47761275 - cell. 340 1761951 / info@vgambinoeditore.it Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo € 32,00 - Copia singola € 7,50. Per abbonarsi è possibile sottoscrivere l’abbonamento online al link www.virginiagambinoeditore.it/shop/abbonamenti oppure, fare richiesta via mail ad abbonamenti@vgambinoeditore.it o telefonando al numero 02 47761275 Stampa / Printing ALCIONE Lavis - Trento
Responsabilità / Responsability : la riproduzione delle illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista, nonché la loro riproduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione della Casa Editrice. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e la Casa Editrice non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. La Casa Editrice non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista. Periodicità / Frequency of publication: trimestrale - 4 numeri/anno. Poste Italiane Spa - Sped. In a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c. 1 - DCB Trento. Registrazione / Registration: N. 343 del 04-12-2015 del Tribunale Civile e Penale di Milano. Ai sensi del D. Lgs. 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da Virginia Gambino Editore Srl. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti dall’articolo 7 del D. Lgs. 196/2003.
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SOMMARIO EDITORIALE L'edilizia c'è, sempre 9 CONTENT ABSTRACTS 10
DOSSIER LA TOP 100 DEI GENERAL CONTRACTOR Non c'è crisi per i factotum 68
MONDO
ATTUALITÀ ITALIA
BRASILE Il richiamo della foresta 76
PNRR A chi tocca il tesoretto 12
FRANCIA Dalla fabbrica alla 8ème art 82
ECONOMIA CIRCOLARE Il riciclo si fa come nuovo 18
GERMANIA Flessibilità in pillole 90
SUPERBONUS & C La stretta è assicurata 22 SALONE DEL MOBILE Il nuovo design diventa verde 28
USA Piccolo, smart e prefabbricato 96 CINA Caffé con vista sul cortile 102
GENOVA Non è un dramma se crolla la diga 34
PREMIO PRITZKER Riprogettare l'Africa 108
TORINO - 1 La sorpresa che fa angolo 40
WORLD WIDE BUILD 112
TORINO - 2 Un puzzle rosa circonda l'atomo 48 ALTO ADIGE Il bosco di larice cresce in hotel 54 SEGGIOLE & POLTRONE 62 L'ARCHITETTO SOSTENIBILE L'Italia fa acqua (troppa) 64
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TERRITORIO & SOCIETÀ Rifare le città, per sport 120
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SOMMARIO
N°23 - MARZO 2022
STORIA DI COPERTINA MARCEGAGLIA La creatività è d'acciaio 122
INTERMEZZO Un libro che mancava 132
SPECIALE SISTEMI COSTRUTTIVI ANTISISMICA Le strategie anti scossa 138 G&P INTECH Guida pratica al sismabonus 142 SCF Operazione leggerezza 148 BIEMME Rinforzo ad hoc per gli opifici 152
SPECIALE FACCIATE VENTILATE EDILIZIA L'efficienza vista da fuori 154 TERREAL ITALIA Condominio nuovo e schermo doc 156 BRIANZA PLASTICA Un isolamento amico della neve 160
SPECIALE ANTINCENDIO NORME E TECNICA Il fuoco nascosto nei dettagli 162 CAODURO Apertura hi-tech alla sicurezza 166
Antincendio news 168 ISOTEX Il legno cemento ancora più verde 170 MAZZONETTO Il nuovo tetto è aprova di clima 176 DALIFORM GROUP Un Iglu' smart per la cella frigo 180 Rassegna 182 L'ARCHITETTO DIGITALE Al rilievo basta un clic 188
COME SI FA FARAONE Efficienti trasparenze 192
COSTRUIRE NEWARK ENGINEERING Quella crescita è strutturale 196 START-UP Pannelli verdi per fare idrogeno 200
INTORNO FERRARA Quattro passi nella Storia 202
UNDER 40 VENEZIA Il calcestruzzo va sul Brenta 210 OVERVIEW 218 EVENTI E NOTIZIE 220 ARCHILEGGERE 222 PROFESSIONE ARCHITETTO 224
Facciata ventilata coibentata • • • •
MIGLIOR ISOLAMENTO ESTIVO ED INVERNALE POSSIBILITA’ DI INCOLLARE RIVESTIMENTI SUPERFICIALI POSSIBILITA’ DI FISSAGGI MECCANICI DIRETTAMENTE ALLA PARETE RISPONDENTE AI CAM E CONFORME ALL’ECOBONUS
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EDITORIALE
TENDENZE E ATTUALITÀ DAL MONDO DELLE COSTRUZIONI
L'edilizia c'è, sempre
di Luca MF Fabris
Non vi nascondo che è difficile scrivere questo editoriale. Solitamente questo scritto serve a tracciare una linea capace di unire il contenuto della rivista con il contesto attuale. Trovare un punto di connessione con il presente per poi porre l’attenzione sui contenuti della rivista, che si propongono sempre come un quadro attivo e in movimento per illustrare le potenzialità valide adesso per promuovere un progetto futuro. YouBuild è una rivista che si occupa del mondo dell’edilizia ad ampio spettro e questo settore è da sempre quello fondamentale per fare forte un Paese, per farlo ripartire letteralmente dalle fondamenta inanellando una teoria praticamente infinita di interazioni a livello tecnologico, economico e sociale che, in questo mondo globalizzato, si riverberano praticamente ovunque, creando connessioni che possono portare vantaggi a tutti quando la regola del profitto tiene conto e si concentra anche sulla promozione etica del benessere comune. Tutto sommato, è quello che è successo durante questa lunga e ancora strisciante pandemia. Il comparto edile nella sua totalità non si è praticamente mai fermato ed è divenuto l’ossatura portante di una ripresa che ha coinvolto tutte le dimensioni dell’imprenditorialità, da quella familiare a quella industriale, grazie a una serie di politiche capaci di promuovere (finalmente) la sostenibilità ambientale e la necessità di abbracciare il valore della resilienza. Dall’incertezza del momento è nata pure una nuova Ue, capace di reagire in modo nuovo, unitario ed efficiente con l’idea di guardare nel futuro e crederci, Next Generation Eu è un programma ambizioso che apre le porte con fiducia ai prossimi decenni. Ma purtroppo, prima che il futuro si compia, ci sono sempre altri accadimenti che riescono a fare deragliare la storia. La crisi attuale è terribile perché da una parte era annunciata, dall’altra perché è totalmente dovuta alla volontà umana. Qui purtroppo non c’entrano virus né pipistrelli. E di fronte a tutto questo, molte di quelle che fino a un mese fa sembravano certezze e soluzioni applicabili dovranno essere riviste, i fondi per attuarle dovranno essere ripensati e ricalibrati e dovremo fare spazio alla solidarietà e rafforzare il senso d’unità che l’Europa democratica ha riscoperto. Tragico che sia servita la guerra in Ucraina per rendere evidenti necessità palesi e presenti da tempo. Ma meglio tardi che mai. E come sempre si ripartirà dal ricostruire. E il mondo dell’edilizia sarà sempre protagonista, questo è certo. In questo numero trovate un’iniezione di fiducia nel futuro, anche perché quello che è avvenuto e sta avvenendo è sopraggiunto a numero già completato e, io continuo a dirlo, si deve essere ottimisti quando ci si occupa del progettare. Un atto che prende forma nel futuro. Che noi dobbiamo costruire bene e meglio da adesso. In questo numero trovate il punto su quello che attualmente prevede il Pnrr per il nostro comparto, un approfondimento sui principi dell’economia circolare e un contrappunto sulla stretta ai superbonus. Apriamo una finestra sul Salone del Mobile, che ritorna, rinnovato, in presenza e vi proponiamo un racconto sui perché della demolizione delle Dighe di Begato a Genova. La nostra ampia carrellata di architettura costruita punta ad illustrare edifici di varia natura che si connettono ai temi della sostenibilità, dell’uso di materiali naturali e dell’efficientamento energetico senza mai dimenticare la dimensione estetica del progetto. Vogliamo dimostrare che costruire sostenibile può essere e deve essere bello. La storia di copertina ci illustra novità che arrivano dal mondo dell’acciaio, un materiale principe del settore e di cui si è ripreso a parlare molto in quest’ultimo mese. Inoltre, nelle nostre rubriche e negli approfondimenti degli speciali, i nostri esperti inquadrano e propongono soluzioni alle tematiche su cui è utile essere informati. Infine, do il benvenuto a Roberto Bolici, docente del Politecnico di Milano, che da questo numero entra a far parte del nostro Comitato Scientifico. Buona Primavera, care Lettrici e cari Lettori.
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CONTENT ABSTRACTS
The Pnrr impact on design processes traduzioni di / translations by Ernesto Fava
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he impact of Pnrr on the construction industry amounts to at least 107 billion, a very relevant value that, over the years of validity of the law, allows an average value of investments over 21 billion per year. Considering that, normally, these financings represent the 15% of the entire intervention cost, it means that Pnrr will cover 5,2 billion (3,5 of which for design/planning expenses) over the 34,5 billion required for cities and municipalities. In parallel, if we would estimate the overall impact of Pnrr resources in the design market for the construction industry, we could consider that over 107 billion estimated by Ance, almost 14,3 are available, and the design only covers 9,5 billion euros.
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CIRCULAR ECONOMY AND ARCHITECTURE Circular economy and architectural design issues are engaging more and more frequently, taking a relevant place in the public debate, as well as in the national and international guidelines concerning the sustainable development. However, this relation often collides with a confused vision of the reasons and methods required to approach the circular design issue, whereas the designer can assume a key role in the redefinition of the physical processes of the construction. In fact, circularity is a complex subject which has not been developed with a specific connection to the construction industry sector, but refers to a larger economical and productive system, oriented by principles of loss-reduction, reuse and recycle logics, which is capable to regenerate itself. Therefore, it is very important to understand what happens when we refer this vision to architecture and construction industry.
pag 18
A FLOATING HOUSE IN TORINO Realized in 2021 in Torino by +Studio Architetti and Mediapolis Ingegneria, the Stilt House is an eccentric construction work that enunciates different and, sometimes conflictual, architectural issues, leading to what we can define as an open synthesis. We could imagine that the result of this specific design contains that typological and morphological heterogeneity which characterizes the surrounding context. The strictness and rigor of a unique, compact, composition have been rejected to welcome a more laic and articulated design, detaching by the orthodoxy of the typical residential plan.
pag 40
TOP 100 GENERAL CONTRACTORS The analysis of the first hundred Italian general contractors, based on 2020 data (some of which made available by the Register of Companies in the last months only), highlights a sector that hasn’t
been damaged so critically in its entirety, but still expresses some weaknesses. The top 100 general contractors manifest a turnover of 21,5 billion euros, with a decrease of 1,6% from 2019, with a market increased by 6% if compared to the previous year. The positive sign, common to the other supply chains connected to the construction industry, in the context of this entire inflection, is that, despite the flexion, the business profits are still positive (even if the value is relatively low), with an average of 1,7% of the total turnover.
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A SECOND LIFE FOR THE EX-FACTORY IN MARSEILLE The new construction complex is located among the Huveaune river that crosses Marseille, the Michelet boulevard, which is one of the historical urban road axes of the city, and the park adjacent to the Unité d’Habitation by Le Courbusier. The first lot of 8éme Art, the renovation of the former Renault factory, designed by Atelier(s) Alfonso Femia and Roland Carta, has been built in this junction between history and nature. The overall process has been characterized by two main phases: the first one has been completed the last September with the conclusion of the Michelet urban lot; the construction works concerning the second block, Mazargues, are going to terminate by 2024.
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MICRO GREEN HOUSE IN MICHIGAN The T+E+A+M Studio design group, located in Ann Arbor, Michigan, is characterized by a strong fusion between design and research. Its founders, Thom Moran, Ellie Abrons, Adam Fure and Meredith Miller, architects and professors of the Taubman College, University of Michigan, designed a little residential lot of 68 square meters, exploiting specific local urban regulations, through the definition of a new manifesto of those technologies which concentrate rapidity and construction economy, sustainability and energy efficiency.
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A chi tocca IL TESORETTO
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Una valanga di fondi europei è destinata al comparto di edilizia e costruzioni. Ma quanto è riservato al mondo della progettazione? È una lotteria da 9,5 miliardi a cura del Centro Studi YouTrade
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PNRR
PNRR: IL QUADRO FINANZIARIO
LE RISORSE COMPLESSIVE MESSE IN GIOCO
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STIMA DELL'IMPATTO DEL PNRR SULLE ATTIVITÀ DI PROGETTAZIONE (MILIARDI DI EURO) Totale risorse PNRR destinate all'edilizia
Risorse PNRR destinate a città e comuni
Fonte: elaborazione e stima Centro Studi YouTrade su dati PNRR e Ance
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PNRR
PNRR PER LE CITTÀ E I COMUNI: PROGETTI DI INTERVENTI, SOGGETTI ATTUATORI E IMPORTI COMPLESSIVI PER TIPO MIssione
Intervento
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TOTALE Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati Guamari
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ATTUALITÀ ITALIA
ECONOMIA CIRCOLARE
Il riciclo si fa COME NUOVO
S Il riutilizzo dei materiali edili può spingersi fino alla loro destinazione per edifici ancora da costruire. E l’architettura può progettare un ciclo di vita più lungo degli edifici di Kevin Santus, Politecnico di Milano 18
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Applicare logiche lineari, piuttosto che circolari, influisce sulla costruzione della città del futuro nella quale vivremo. ©Kevin Santus
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ECONOMIA CIRCOLARE
Attraverso l’applicazione di strategie circolari, il progetto d’architettura può agire sulla riduzione dei rifiuti e delle emissioni, nonché sulla mitigazione del cambiamento climatico. ©Kevin Santus
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Il progetto dello spazio può riconoscere diversi strati, che possono essere presi in considerazione per le varie possibilità di riuso e riciclo, influenzando la potenziale durata del progetto e dei suoi componenti. ©Kevin Santus
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ATTUALITÀ ITALIA
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La stretta È ASSICURATA Per contrastare la montagna di frodi legate agli incentivi fiscali (oltre 5 miliardi) il governo ha introdotto nuovi obblighi per i professionisti. Che però chiedono norme più soft
di Federico Della Puppa
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CLASSIFICA DELLE FRODI SUI BONUS SCOPERTE DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE (VALORI IN MILIONI DI EURO)
Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati Agenzia delle Entrate
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PRODOTTI EVOLUTI PER IL MONDO DELLE COSTRUZIONI
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vespai aerati, intercapedini tecniche, vasche di accumulo e dispersione acque meteoriche
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CHE COSA PREVEDONO LE NUOVE NORME
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INERTI DECORATIVI PER PROGETTI UNICI Granulati Zandobbio è specializzata nella produzione e distribuzione di ciottoli e granulati decorativi. L’azienda vanta un’ampia vere il futuro assicurato. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase come gamma di inerti disponibili in viatico persoddisfare un lavoro di sicuro successo? Chi diverse misure per non vorrebbe avere il futuro assicurato, non ogniandando tipologia di progetto. più incontro a incertezze e dubbi su quali lavori
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e su quali clienti potrà contare in futuro? In un mondo ideale ognuno di noi avrebbe il futuro assicurato. Ma nel mondo attuale, men che meno ideale, e in particolare in quello della progettazione legata agli interventi di riqualificazione edilizia e rigenerazione energetica, che tanto stanno impegnando i professionisti attivi nel mercato del superbonus e degli altri bonus fiscali, la frase oggi si presta ad una interpretazione molto diversa. Con l’ormai famoso decreto legge correttivo del 25 febbraio 2022, numero 13, pubblicato Gazzetta Ufficiale, il Governo ha modificato le norme relative alle assicurazioni relative alle asseverazioni, inasprendo non solo le sanzioni, ma imponendo anche nuove regole relative alle polizze assicurative, le quali avranno un impatto non indifferente sulle Sacconi attività dei progettisti attivi in questo ambito di mercato. Il decreto impone, infatti, diverse novità, che andranno Sacconi confermate nella conversione in legge. Prima fra tutte la nuova soglia relativa al massimale delle assicurazioni professionali per chi rilascia attestazioni e asseverazioni su tutti i lavori relativi a bonus fiscali. Quindi, non solo superbonus 110% ma anche gli altri bonus.
1500 Kg
500 Kg
I MASSIMALI La novità è che il massimale dovrà essere pari all’importo dei lavori eseguiti. Comprende, dunque, la somma degli importi di tutti gli interventi oggetto di asseverazioni e attestazioni. Sparisce di fatto l’importo minimo di
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500 mila euro, come era in precedenza, e il requisito fondamentale è quello dell’adeguatezza della polizza o, meglio, delle polizze, rispetto al numero di attestazioni o asseverazioni rilasciate. In sostanza, l’assicurazione dovrà essere commisurata all’importo dei lavori e il professionista è obbligato a stipulare specifica polizza professionale per ogni intervento agevolabile e che richiede Sacchetti Sacchetti asseverazione. Specifica polizza significa una copertura per ogni intervento. E questa regola si applica non solo ai superbonus, com’era in precedenza, ma a tutti i bonus fiscali così come stabilito dal decreto legge 157/2021, poi abrogato e confluito nella legge di Bilancio 2022, ovvero il cosiddetto decreto Antifrodi. In sostanza, le stesse regole relative alle asseverazioni e al controllo della congruità dei costi e alla conformità delle spese esistenti in precedenza solo per il superbonus, sono state estese anche a tutti gli altri bonus ordinari e straordinari, dalle ristrutturazioni all’ecobonus, dal sismabonus al bonus facciate, in quanto anche questi bonus possono accedere alle opportunità date dalla cessione del credito o dallo sconto in fattura, che con il decreto antifrodi in un primo momento il Governo aveva bloccato a una sola cessione e che con questo ultimo decreto è stato portato a tre passaggi, la prima libera e le ulteriori due vincolate a cessioni a istituti bancari o finanziari.
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Sacchetti
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Ceste
Ceste
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600 Kg
VISTI E ASSEVERAZIONI L’obbligo di visto di conformità e asseverazione di congruità delle spese anche per gli altri bonus edilizi si deve essenzialmente alle frodi scoperte dalla Guardia di Finanza e certificate dall’Agenzia delle Entrate, pari a oltre 5 miliardi di euro, per lo più
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WWW.GRANULATI.IT
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IL nuovo design DIVENTA VERDE L’evento milanese dedicato a mobili e arredo punta sulla sostenibilità. Con oltre 2 mila espositori e la carica di 600 giovani progettisti di Veronica Monaco
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I T Maria Porro, presidente Salone del Mobile, Milano. Sotto, Mario Cucinella @Amedeo Turello. A sinistra, un rendering dell'installazione Design with Nature, ideata da Mario Cucinella per il Salone
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SALONE DEL MOBILE
Da sinistra, il designer Sebastian Herkner, l'illustratore Emiliano Ponzi, l'art director Davide Rampello, la presidente Maria Porro, l'architetto Mario Cucinella e la designer Cristina Celestino. Sotto, l'intervento del sindaco di Milano Giuseppe Sala durante la conferenza stampa. Courtesy: Salone del Mobile.Milano. Foto: ©Andrea Mariani
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Rendering La scatola Magica
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LE PROSSIME SFIDE PER IL MOBILE
Illustrazione di Emiliano Ponzi per la 60esima edizione del Salone del Mobile
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Da sinistra, Maria Cristina Didero (@Ferroni), Beatrice Leanza e Chiara Alessi, curatrici del programma dei Talk
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Non è un dramma SE CROLLA LA DIGA Il grande complesso di edilizia residenziale nella zona di Begato, costruito nei primi anni Ottanta, è stato abbattuto. Cura drastica (ma efficace) per rigenerare il tessuto urbano
di Francesco Gastaldi Università Iuav di Venezia
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Nelle immagini, due istantanee scattate dopo la prima fase della demolizione delle Dighe a Begato, che, iniziata nel 2020, si è conclusa nel 2021. Foto di Alessio Bixio, courtesy Comune di Genova
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Altre immagini che illustrano l’impatto delle Dighe di Begato. In totale sono stati demoliti 290mila mc di fabbricato, utilizzando la stessa gru, da 60 metri di altezza e dal peso di 220 tonnellate, che ha abbattuto anche le Vele di Scampia. Foto di Alessio Bixio, courtesy Comune di Genova
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I T Per la demolizione è stata usata la tecnica detta 'strip-out', operando una demolizione selettiva che individua i materiali pericolosi e consente di riciclare i materiali utili. Foto di Alessio Bixio, courtesy Comune di Genova
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GENOVA
Una porzione svuotata delle Dighe di Begato pronta per essere demolita. Foto di Alessio Bixio, courtesy Comune di Genova
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ATTUALITÀ ITALIA
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La sorpresa CHE FA ANGOLO La Casa sulla Palafitta realizzata da + Studio Architetti con Mediapolis Ingegneria combina assieme diversi stili architettonici e materiali eterogenei
di Gerardo Semprebon Politecnico di Milano
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Angolo via Lomellina via Tonello
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Foto su via Lomellina. Sotto, schemi di progetto
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Dettaglio sulla loggia in angolo piano terzo. Sotto, visuale dalla loggia del terzo piano in angolo
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Assonometria. Sopra, sezione trasversale
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Dettaglio su oculo spazi comuni. A destra, scala di raccordo tra hall di ingresso e spazi comuni
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TORINO
Spazi distributivi. Sopra, gradonate presenti nella hall di ingresso
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LA SCHEDA Luogo: Torino Progetto: +Studio Architetti (Filippo Orlando, Cinzia Curitti) con Mediapolis Engineering Srl (Silvano Vedelago, Maria Gabriella Brero, Francesco Torsello, Marcello Prina) Direzione artistica: +Studio Architetti Direzione lavori: Mediapolis Engineering Srl Collaudo statico: Stefano Sacco Cliente: Società Immobiliare Rocca Impresa edile: Edilcem Srl Dimensioni: 2000 mq Cronologia di progetto: 2018-2021 Info: www.piustudio.it Fotografie di: Fabio Oggero
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ATTUALITÀ ITALIA
TORINO - 2
Un puzzle rosa
CIRCONDA L’ATOMO S-Lab, laboratorio dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è stato interpretato da ElasticoFarm con una struttura in cemento armato prefabbricato e telaio a vista. Ma colorato
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di Pietro Valle Politecnico di Milano 48
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I T A Pergola esterna al refettorio. Sotto, sezione dell’edificio. Courtesy ELASTICOFarm. A sinistra, i pannelli prefabbricati si allungano a sbalzo oltre gli spigoli
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Dettaglio del fronte nord. Sotto, piantadell’edificio Courtesy ELASTICOFarm
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Dettaglio del fronte ovest. Sotto, veduta generale da sud-est
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Patio interno. Sotto, ingresso sul fronte a nord
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Sezione dell’edificio. Courtesy ELASTICOFarm
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LA SCHEDA
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Progetto: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Torino Luogo: Torino Progetto architettonico: ELASTICOFarm (Stefano Pujatti, Alberto Del Maschio,Valeria Brero, Serena Nano, Daniele Almondo, Andrea Rosada, Monica Ierace) Committente: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Progetto strutturale: Arching Progetto impianti: Projema Engineering Impresa edile: Ruscalla Renato Prefabbricati: Alciati Impianti: Paolin Impianti Cronologia 2016-2020 Dati dimensionali: Superficie lotto di intervento: 7.500 mq; totale SLP: 1.776 mq Costo: 1.760.000 € Info: www.elasticofarm.com Fotografie di: Anna Positano, Gaia Cambiaggi Studio Campo
Dettaglio della sala macchine. Sopra, sezione dell’edificio. Courtesy ELASTICOFarm
Qualità e sicurezza garantite da oltre
25 anni
di esperienza Progettiamo, produciamo e installiamo linee vita e sistemi anticaduta per la sicurezza dei lavoratori esposti al rischio di caduta dall'alto. YouBuild - MARZO 2022
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Tel. 059 818179 - info@sicurpal.it - www.sicurpal.it
ATTUALITÀ ITALIA
ALTO ADIGE
Il bosco di larice CRESCE IN HOTEL Lo studio MoDusArchitects ha riorganizzato e ampliato gli spazi di una struttura turistica sull’altopiano dell’Alpe di Siusi aggiungendo un colonnato di 13 pilastri lignei a cavalletto
di Riccardo Maria Balzarotti Politecnico di Milano
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I T A Foto dello stato di fatto. © Courtesy of Icaro Hotel
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Planimetria Generale. © MoDusArchitects
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Vista frontale del nuovo porticato in legno. Sotto, la nuova copertura
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Sezione di dettaglio del nuovo porticato. © MoDusArchitects
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Dettaglio del nuovo porticato in legno
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Sala colazioni. Sopra, la nuova area living negli spazi comuni. Sotto, area wellness al piano interrato
S Una delle nuove camere con vista sul paesaggio
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Migliora il comfort della tua casa
Valore UD fino a
0,47 W/(m²·K)*
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LA SCHEDA Cliente: Angelika Sattler Luogo: Piz 18/1, Alpe di Siusi, Castelrotto (Bolzano) Anno: 2018-2021 Progetto architetonico: MoDusArchitects (Sandy Attia, Matteo Scagnol) Progetto strutture: Ulrich Kauer (KS Engineering) Progetto impianti meccanici: Kurt Tröbinger (KTB Engineering) Progetto impianti elettrici: Mirko Beikircher (KTB Engineering) Sicurezza: Ulrich Kauer (KS Engineering) Consulente Illuminazione: Lichtstudio Eisenkeil Gestione costi e contratti: HGV Unternehmensberatung Grafica: Camuffolab,Venezia Superficie: Totale hotel: 5.040 mq; totale ampliamento: piano interrato 1.360 mq, piani superiori 550 mq Importo Complessivo: Riservato Info: www.modusarchitects.com Fotografie: © Gustav Willeit
Le porte d’ingresso Hörmann, grazie alle componenti ad alta efficienza energetica, garantiscono elevati coefficienti di isolamento termico. Le migliori performance antieffrazione incontrano un design contemporaneo. Visita il nostro sito e scopri la serie completa.
* in base alla grandezza della porta, valori indicati per MET 1250 × 2200 mm
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seggiole & poltrone Carlo Ratti per Expo2030 Carlo Ratti, ingegnere, architetto, docente al Massachusetts institute of technology (Mit) di Boston è stato nominato nel comitato promotore di Expo2030 dal Comune di Roma. Ratti è considerato tra i maggiori esperti mondiali nel campo dell’innovazione urbana e dirige il Senseable city lab. L’amministrazione crede nella esperienza del professionista per mettere a punto una proposta vincente di esposizione universale puntando sull’innovazione digitale e sostenibilità. Ratti ha anche firmato insieme a Italo Rota il disegno del padiglione Italia a Dubai. Inoltre, l’architetto si occupa anche del masterplan per il post Expo milanese. Per Angela Martina euro formazione edilizia Angela Martina, ingegnere, è stata eletta presidente della sottocommissione Sok-1 per la formazione in edilizia di Fiec (Federazione dell’industria europea delle costruzioni) con sede a Bruxelles. Angela Martina, socia dell’impresa Martina di Codroipo, presidente della Cassa Edile e del Ces di Udine, nel 2020 è stata eletta all’unanimità presidente di Ance Udine. Borgini nella filiera dei consumi energetici Raffaele Borgini, Ceo e fondatore di Smart 62
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Domotics, azienda di energy management solutions, che si occupa del monitoraggio dei consumi negli edifici, è stato promosso Chair value chain Green2Build presso il Clust-Er Edilizia e Costruzioni, filiera che si occupa di efficienza, digital energy, integrazione impiantista e nuove tecnologie green&clean. Il Clust-Er Edilizia e Costruzioni della Regione EmiliaRomagna è nato al termine del 2017 e conta 95 membri, tra imprese, startup innovative e laboratori di ricerca della Rete Alta Tecnologia. Cambia il vertice di Agilox Nuove nomine al vertice di Agilox (veicoli intelligenti a guida automatica). Helmut Schmid assume la carica di Ceo da gennaio 2022, succedendo a Franz Humer. Schmid proseguirà nella strategia di sviluppo del produttore di robot logistici intelligenti, che mira a espandere la sua quota di mercato in tutto il mondo. Come amministratore unico di Agilox, sarà affiancato da tre nuovi responsabili nel team di gestione: Josef Baumann-Rott, Klaus Pucher e Robert Mayer. Schmid è stato per molti anni il responsabile delle attività in Germania e in Europa occidentale di Universal Robots e precedentemente amministratore delegato dell’azienda pioniere in Germania nel campo dei robot collaborativi, Franka Emika di Monaco di Baviera.
Cazzaniga presidente di Esem-Cpt Luca Cazzaniga (a destra) è stato nominato presidente Esem-Cpt Ente Unificato Formazione e Sicurezza di Assimpredil Ance Milano. Succede a Filippo Rigoli, che ha guidato negli ultimi anni l’organismo che si occupa di assistenza tecnica gratuita in cantiere, corsi di formazione e aggiornamento alla sicurezza, asseverazione dei modelli di organizzazione e gestione, valutazione rischio rumore vibrazione chimico, calcolo probabilità di fulminazione, deroga rumore e formazione on the job. Elisabetta Gualmini neo presidente di Epcf Elisabetta Gualmini è la neo presidente dell’Epcf, il Forum della Ceramica del Parlamento Europeo. È anche la prima italiana a ricoprire questo prestigioso incarico all’interno di un organismo parlamentare europeo, nato nel 1994 e che ha visto quali presidenti dapprima gli euro parlamentari britannici Michael Tappin, Michael Cashman e Malcolm Harbour e, dal 2016 fino al 2022, la MEP spagnola Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández. Elisabetta Gualmini, eletta a Strasburgo nelle liste del Pd, è professore ordinario di Analisi delle politiche pubbliche presso l’Università di Bologna. Dal maggio 2019 è europarlamentare per il Collegio del Nord-Est.
C E L L U L E BBAAGN GN O PRE FAB BRI CAT E NUOVO R E PA R T O P R O D UT T I V O U N I M ETAL U n im et al s i o c c u p a di re a l i z z a z i o n e vendi t a e nol eggi o di m od ul i b a g n o p re fa b b r i c a t i . G ra z i e a ques t a t i pol ogi a di cel l ul e è p ossi b i l e d i mez z a re i te mp i di rea l i zza zi one di s i s tem i s a n it a ri al l’ i n te r n o di st r utt u re p r i va te, pubbl i c he o r i c et t i ve , a d at t a n d o si a l l e n e c e ssi t à de l c as o e a l l e r i c hi es te del cliente . L’a s s em b l a g g i o , effe t tu a to da n o st r i opera i s pec i a li zza t i , av v ien e a l l’ in te r n o d e l n o stro st a b i l i mento dove s ono ga ra nt i te l a q ua l it à e l a c u ra d e i de t ta gl i , si a in fa s e di proget to, c he n el l a s cel t a de i m a te r i a l i e n e l l a c o s t r uzi one del l a c el l ul a prefabbricata.
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L’architetto sostenibile
DI ALESSANDRO ROGORA, POLITECNICO DI MILANO
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L’Italia fa acqua (troppa) L’Italia è il Paese europeo che detiene il primato per il consumo di acqua potabile con oltre 80 metri cubi anno per persona. Naturalmente, tale dato non comprende l’acqua utilizzata in agricoltura e nell’industria, nel terziario e nei servizi. Se consideriamo anche tali settori, il prelievo medio europeo si attesta su 600 metri cubi anno, con punte di 1.334 metri cubi anno in Lombardia. Del resto, il costo dell’acqua ci porta a non prestare troppa attenzione se il rubinetto perde o se ci fermiamo più a lungo sotto la doccia per iniziare meglio la giornata. Abbiamo quasi la sensazione che l’acqua sia un bene inesauribile, sottostimando così un problema che in alcune zone del pianeta viene invece vissuto con massima preoccupazione e in altre con inaccettabile leggerezza. Il caso di Dubai è esemplare in questo senso. Edificata sul mare in una zona desertica, la città utilizza acqua «fossile» proveniente da circa 200 chilometri di distanza. Fino a qui nulla di strano, se non che la legge impone di multare le auto impolverate. Si assiste, quindi, a un continuo e insensato lavaggio dei mezzi nei parcheggi dei centri commerciali. Rivolgendo l’attenzione al settore edilizio un edificio monofamiliare, costruito con tecniche classiche ad umido, richiede circa 100 mila litri d’acqua, in piccola parte usata per impastare malte e intonaci, in larga parte per pulire secchi, badili e betoniere. La scelta della tecnica costruttiva ha, quindi, un valore importante, anche se alla fine, per quanto riguarda l’impegno idrico, pesa poco più del consumo annuo di un singolo utente. È quindi sui comportamenti che bisogna lavorare e incidere più, prima che nella scelta della tecnica costruttiva. Un’evidenza su tutto: l’uso domestico del patrimonio idrico è responsabile di meno del 20% dell’acqua consumata, ma la qualità richiesta in tale ambito è la più alta a fronte di un utilizzo indifferenziato: bere, cucinare, l’uso in bagno, lavare i vestiti o i pavimenti. Un vero controsenso. Riutilizzo Certamente il riutilizzo dell’acqua di pioggia, e ancor di più quello dell’acqua grigia, pone qualche problema tecnico poiché la modifica delle reti di adduzione e l’inserimento dei dispositivi specifici di trattamento e accumulo rendono difficile l’adeguamento del costruito esistente. Esistono, però, una serie di accorgimenti e di soluzioni che possono radicalmente ridurre i consumi dei singoli utenti pur senza una modifica radicale delle reti di distribuzione e raccolta. La trasformazione degli sciacquoni con sistemi a flusso ridotto, l’uso di aeratori nei rubinetti e la sostituzione dei soffioni delle docce sono certamente quelli più largamente diffusi, mentre soluzioni più spinte possono dare una certa soddisfazione agli utenti interessati al tema, con risultati tutt’altro che trascurabili. Alcuni anni or sono apparvero sul mercato sistemi combinati, che accoppiavano lavamani e tazza del gabinetto per utilizzare a cascata l’acqua di scarico del lavandino con la quale caricare la cassetta di accumulo per lo sciacquone e, quindi, non sprecare
una risorsa ancora potenzialmente utile e perfettamente adeguata per uno scopo secondario. Tale sistema richiedeva però di ridisegnare lo spazio del bagno, mentre i costi del blocco sanitario combinato erano di gran lunga superiore a una coppia tazza più lavabo delle marche più diffuse. La scarsa disponibilità sul mercato dei componenti e i tempi di fornitura non proprio immediati e non sempre certi hanno fatto il resto, limitandone la diffusione a qualche caso esemplare: associazioni ambientaliste o committenti estremamente motivati. Il trattamento Un altro aspetto del problema è legato all’eliminazione e al trattamento delle acque sia che si tratti di acque di pioggia sia che si tratti di acque reflue (grigie o nere). Dobbiamo ricordare che da un lato il costo del trattamento risulta in continuo aumento, dall’altro la diluzione del materiale da trattare e la discontinuità del volume del flusso rende difficile una buona gestione degli impianti. Sembra un paradosso, ma avere acqua troppo pulita rende difficile il trattamento nei depuratori, perché la digestione batterica dei reflui richiede un ambiente adatto per lo sviluppo e il proliferare delle colonie. Grandi volumi di acqua quasi potabile mischiati alle acque nere non facilitano certo la gestione e i picchi di carico dovuti alle precipitazioni meteoriche fanno il resto. Se è vero che negli interventi di nuova edificazione si richiede l’accumulo e la dispersione delle acque di pioggia senza caricare il sistema fognario, la riduzione del numero di precipitazioni a fronte dell’aumento della loro intensità provoca picchi di carico nelle reti fognarie con grandissime difficoltà di controllo e trattamento di flussi. Al di là della banale considerazione della necessità di acqua per vivere, che ha portato le città a svilupparsi lungo i fiumi che fungevano da reti di adduzione, di scarico e da vie di comunicazione, se analizziamo interventi anche relativamente più recenti l’utilizzo idrico è spesso stato elemento centrale nel progetto sottolineandone l’importanza e il valore ambientale. La visione di Gaudì Un esempio straordinario e interessante, oltre che quasi sconosciuto, è quello del Parco Güell a Barcellona. È uno straordinario esempio di gestione e controllo delle acque a uso dell’insediamento previsto. Agli inizi del Novecento la Muntanya Pelada, la zona dove venne proposta la lottizzazione, era infatti povera d’acqua. Proprio la raccolta e il controllo dell’acqua era un elemento funzionale e necessario al progetto, che non ebbe fortuna per la troppa distanza dal centro della città. Come tutti i grandi architetti, Gaudí era maestro nell’uso della luce, grande conoscitore delle tecniche di ventilazione passiva e, inaspettatamente, anche sensibile progettista del controllo delle acque. Il risultato estetico del Parco Güell dimostra pienamente la potenzialità e l’importanza creativa legata ad un uso attento dell’acqua nella progettazione.
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Per un isolamento di qualità e duraturo nel tempo. Isotec Parete è il sistema termoisolante ad elevate prestazioni per facciate ventilate. Il poliuretano espanso di altissima qualità di cui è costituito il pannello offre una durabilità eccellente, con performance costanti nel tempo. isotec.brianzaplastica.it
Edificio residenziale multipiano a Como, realizzato con Isotec Parete e lastre in grès.
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GENERAL CONTRACTOR
Fanno tutto: progettazione, appalto, esecuzione. I general contractor sono gruppi spesso eterogenei, ma anche funzionali alla realizzazione di opere grandi e piccole. Ecco come se la sono cavata durante l'anno della pandemia a cura del Centro Studi Youtrade
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LA TOP 100
Non c’è crisi PER I FACTOTUM
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L’analisi dei bilanci 2020 dei general contractor, anno del covid, registra un marginale calo dei fatturati e sostanziale tenuta degli utili. Ma in classifica le novità si rivelano molte a cura del Centro Studi YouTrade YouBuild - MARZO 2022
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TOP 100 DEI GENERAL CONTRACTOR ITALIANI* (VALORI IN MIGLIAIA DI EURO) Posizione
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Utile netto 2020 141.930
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Utile netto / giro d'affari (%) 2020/2019 2020 Var. % n.s.
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DISTRIBUZIONE DELLA TOP 100 DEI GENERAL CONTRACTOR PER CLASSE DIMENSIONALE DEL GIRO D'AFFARI
Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati Guamari
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Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati Guamari (nd=non disponibile, ns=non significativo, nc=non calcolabile) *Al 10 marzo 2022 non sono ancora reperibili al Registro Imprese i bilanci 2020 di: Condotte, Grandi Lavori Fincosit, Ing. E. Mantovani, Pessina Costruzioni, Sicrea (tutte imprese in procedura concorsuale) e di Max Streicher.
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Utile netto / giro d'affari (%) 2020/2019 2020
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DINAMICHE DEI GENERAL CONTRACTOR PER CLASSE DIMENSIONALE DEL GIRO D'AFFARI (VALORI IN MIGLIAIA DI EURO) Fascia di fatturato
Giro d'affari 2020
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21.504.851 21.857.190
Var. % 2020/2019
Utile netto/ giro d'affari (%) 2020
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Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati Guamari
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I NUMERI DELLA TOP 100 DEI GENERAL CONTRACTOR
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DISTRIBUZIONE DELLA TOP 100 DEI GENERAL CONTRACTOR PER CLASSE DIMENSIONALE DEL GIRO D'AFFARI
Fonte: elaborazione Centro Studi YouTrade su dati Guamari
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LA MASSIMA FACILITÀ DI POSA: PROGETTARE IN TEMPO REALE Il Cappotto prefabbricato con finitura in mattone faccia a vista Il sistema Terracoat® assicura una elevata performance termica dell’edificio, oltre a migliorare l’aspetto estetico, grazie ai listelli in terracotta faccia a vista a pasta molle nelle varietà di finiture e colori della gamma SanMarco e Pica. YouBuild - MARZO 2022
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Il richiamo DELLA FORESTA 76
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A Manaus, in Amazzonia, lo studio Arena Arquitectura ha realizzato un’abitazione completamente immersa nell’intricata vegetazione tropicale di Camila Gomes Sant’Anna, Università di Goiás, e Chiara Scandaletti
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Vista notturna del grande tetto terrazzo. Nella pagina a fronte, una vista della villa trasparente immersa nella natura
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Nella sezione, si vede come il vano scala completamente vetrato crei un effetto ciminiera utile al raffrescamento interno. Sotto un’immagine dello spazio living al piano terra dell’abitazione
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Altre due viste, in alto verso la cucina, sotto dall’esterno verso il soggiorno. La villa, dalla struttura in acciaio, ha pochi setti murari opachi, che sembrano fungere da scenografie teatrali. Tutti i mobili sono senza imbottiture per evitare di impregnarsi dell’umidità amazzonica
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LA SCHEDA
Un dettaglio dell’accesso al volume con la scala che sale al tetto terrazzato. Sotto, la pianta della villa immersa nella vegetazione tropicale
Cliente: Muna Hussami Hauache Luogo: Manaus, Amazonas, Brasile Progetto: Arena Arquitetura (Muna Hussami Hauache) Paesaggio: Muna Hussami Hauache Superficie lotto: 477 mq Superficie calpestabile: 270mq + 135mq di terrazza Progettazione: 2015-2016 Realizzazione: 2016 Info: www.arenaarquitetura.com.br Fotografie di: Joana França
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I T La camera padronale al secondo piano
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Dalla fabbrica ALLA 8ÈME ART
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L’intervento di riqualificazione dell’ex stabilimento Renault a Marsiglia, firmato da Atelier(s) Alfonso Femia e Roland Carta: ospiterà 589 nuovi alloggi di Pietro Mezzi
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Il blu del tetto alla francese e dei listelli verticali si alterna al colore bianco dominante. A sinistra, facciata del fabbricato con listelli verticali di colore blu. ©Stefano Anzini
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S Planimetria generale a livello del quarto piano; a destra della strada, il lotto realizzato; a sinistra, quello in corso di realizzazione. Credits, Atelier(s) Alfonso Femia AF517 Sopra, il nuovo complesso edilizio sorto sull’area dell’ex Renault in boulevard Michelet a Marsiglia. ©Stefano Anzini
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Brise-soleil arabescati si alternano a finiture tradizionali dei balconi. A sinistra, brise-soleil arabescati di colore blu su facciate bianche. ©Luc Boegly
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Cortile del complesso edilizio. ©Stefano Anzini
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I T A Le ampie zone a porticato con disegni artistici a soffitto. Sopra, passerella pedonale di accesso alle abitazioni. ©Stefano Anzini
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Pianta del corpo principale sul boulevard Michelet. Credits, Atelier(s) Alfonso Femia AF517 Sotto, colonne e parapetti blu e pareti con ceramiche con finitura diamantata caratterizzano le zone di servizio del complesso. ©Luc Boegly
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LA SCHEDA 8ÈME ART Ristrutturazione dell’ex stabilimento Renault Località: boulevard Michelet 138, Marsiglia Promotore: Altarea Cogedim Programma: Residenze, uffici, esposizione Progetto di architettura: Atelier(s) Alfonso Femia AF517 e Carta Associés Direzione artistica: Roland Carta, Alfonso Femia Paesaggista: Paul Pierre Pétel Paysagiste Artista: Ilaria Di Meo (Le vie del Mare) Consulenze: Artelia (Impianti), Oasiis (Ambiente) Superficie area: 58.250 mq Alloggi: 589 (di cui 151 di housing sociale e 90 con servizi per anziani) Uffici: 11.848 mq Retail: Esposizione Renault Lotto 1-Michelet: 34.880 mq (di cui 17.819 mq alloggi; 11.848 mq uffici; 5.222 mq esposizione e garage Renault) Lotto 2-Mazargues: 23.363 mq (di cui 320 mq commerciali) Posti auto: 890 Iter: 2012 (concorso di progettazione), 2013 (studio), 2018 (cantiere), settembre 2021 (consegna lotto 1), 2024 (consegna lotto 2) Fotografie: ©Luc Boegly, ©Stefano Anzini Info: www.atelierfemia.com
Pianta del piano soprastante la concessionaria Renault Credits, Atelier(s) Alfonso Femia AF517. Sopra, il complesso a uffici visto da nord. ©Luc Boegly
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Flessibilità IN PILLOLE Il Fritz Multifunctional Workspace Building, costruito nel campus del colosso farmaceutico Roche, è stato progettato per adattarsi alle diverse modalità lavorative dei dipendenti
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I quattro angoli ospitano spazi di servizio, accessi ed elementi di risalita. Sopra, la facciata principale esprime un linguaggio semplice e chiaro. A destra, gli elementi di irrigidimento sono visibili in facciata
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I corpi scala sono posizionati agli angoli, massimizzando la flessibilità degli spazi interni. Sopra, il foyer occupa l’intero piano terra ed è accessibile al pubblico
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Sezione. Sotto, gli interni sono realizzati su misura da INCHfurniture, in collaborazione con Christ & Gantenbein
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Piano terra. Sotto, elementi di arredo, pavimentazioni e piante contribuiscono a realizzare uno spazio di lavoro confortevole.
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LA SCHEDA Progettista: Christ & Gantenbein (Emanuel Christ e Christopher Gantenbein) Nome del progetto: “FRITZ”, Edificio per spazi di lavoro multifunzionali della Roche Pharma AG Località: Roche Campus, Grenzach-Wyhlen, Germania Programma: uffici, forum, sala eventi, catering, spazi di lavoro flessibili Contractor: Roche Pharma AG Progetto strutturale: Schnetzer Puskas Ingenieure Facciate: PPEngineering GmbH
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Management: Itten+Brechbühl AG Impianti: ZWP Ingenieur-AG Bagni: ZWP Ingenieur-AG Antincendio: Ingenieure für Brandschutz GmbH Progetto acustico: ZWP Ingenieur-AG Media: gisela graf communications Servizi di costruzione: IGW Progetto audio/video: Intelliconcept Progetto di arredo: INCHE Furniture Cronologia: concorso 2015 Cronologia: realizzazione 2021 Info: www.christgantenbein.com Foto di: Walter Mair
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L’auditorium può essere suddiviso attraverso pannelli rimovibili
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Piccolo, smart E PREFABBRICATO
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Lo studio T+E+A+M ha realizzato in Michigan una unità residenziale aggiuntiva a basso budget con moduli lasciati a vista e pannelli sandwich portanti
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di Riccardo Maria Balzarotti Politecnico di Milano
Prospetto principale dell’ampliamento, caratterizzato dalla geometria alternata dei pannelli in fibrocemento e della lamiera grecata
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Dettaglio di un nodo della facciata dove diversi materiali si congiungono. Sopra, la veduta aerea dell’ampliamento rende apprezzabile il dialogo con l’edificio esistente
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Pianta del piano terra. © T+E+A+M Sotto, la scala di accesso al soppalco, interamente realizzata con elementi strutturali in legno di recupero
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Vista interna dall’ingresso verso il living room, caratterizzato dai pannelli in OSB a vista
Vista del soppalco/camera da letto. Significativa la presenza di una sedia realizzata in accordo al manuale Autoprogettazione di Enzo Mari. Sotto, dettaglio della scala che evidenzia l’uso e l’accostamento di materiali grezzi e industriali a vista
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LA SCHEDA
Bedroom
Cliente: Privato Luogo: Ann Arbor (Michigan, USA) Anno: 2019-2021 Progetto architettonico: T+E+A+M (Reid Mauti, Delaney Mcraney, Hannah Perrino) Progetto strutture: David Arnsdorf Impresa: Maker Design Build Superficie: 68 mq Importo: 3.757,00 US $ per mq Info: www.tpluseplusaplusm.us Fotografie di: © Chris Miele, courtesy of T+E+A+M
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Caffè con vista SUL CORTILE S
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Dettaglio dell’incrocio di Kuanzhai Alley
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La location a Chengdu della catena di locali % Arabica progettata dallo Studio Blue è stata realizzata come una moderna estensione dell’ambiente tradizionale cinese di Valentina Labriola, Politecnico di Milano Scorcio della corte interna. A sinistra, fotografia corte interna
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Inserimento nel contesto. Sotto, dettaglio vetrata dalla corte interna
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Dettaglio articolazione degli spazi interni. A sinistra, masterplan
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Pianta. Sotto, dettaglio piattaforma d’entrata alla corte interna
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Dettaglio marciapiede interno
LA SCHEDA
Dettaglio degli interni prima dell’intervento
Progetto: Caffetteria “Wide & Narrow Alley” Luogo: Chengdu, Sichuan, Cina Cliente: % Arabica Progetto Architettonico: B.L.U.E. Architecture Studio (Shuhei Aoyama,Yoko Fujii, Lingzi Liu, Dejing Zou, Masaya Kawashima) Lighting Designer: B.L.U.E. Architecture Studio Superficie: 320 mq Cronologia: Progettazione: gennaio – maggio 2020. Costruzione: maggio – agosto 2020 Info: www.b-l-u-e.net Foto di: Zhi Xia
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PREMIO PRITZKER
Riprogettare L’AFRICA Diébédo Francis Kéré è stato proclamato vincitore del contest più famoso per i lavori di architettura. Anche grazie alla interpretazione in chiave sostenibile dei suoi lavori
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di Gerardo Semprebon, Politecnico di Milano 108
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I T A Sede dell’Assemblea Nazionale del Burkina Faso. Rendering courtesy of Francis Kéré Architecture
Ritratto di Diébédo Francis Kéré. Foto courtesy of Lars Borges
Scuola elementare di Gando, Gando (Burkina Faso) 2001. Foto courtesy of Erik-Jan Ouwerkerk
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PREMIO PRITZKER
S Parco Nazionale del Mali, Bamako (Mali) 2010. Foto courtesy of Francis Kéré Sopra, padiglione Serpentine, London (Regno Unito) 2017. Foto courtesy of Iwan Baan
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Campus per startup Lions, Contea di Turkana (Kenya). Sopra, ambulatorio chirurgico e centro sanitario a Lèo (Burkina Faso) 2014. Foto courtesy of Francis Kéré
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World wide build ARCHITETTURE NEL MONDO Marmo Tgklgklkg italiano in Israele eo Marino sf Un X imponente santuario vicino Akka supera il tradizionale concetto di lavorazione della materia litica Lxxxx:giganteschi xxxxxx Sedici petali in marmo Bianco Carrara, ciascuno lungo 24 metri (10 di larghezza e 5 di altezza), sono l’anima del nuovo santuario dedicato ad ‘Abdu’l-Bahá, figura centrale della fede bah’, ad Akka, in Israele. Un’opera di elevata complessità, progettata dall’architetto iranianocanadese Hossein Amanat, famoso per i suoi progetti degli edifici dell’Arco Bahai sul Monte Carmelo ad Haifa (Israele) e della Torre Azadi, uno dei simboli di Teheran (Iran). La corolla di petali, sorretti da 11 pilastri alti 11 metri, andrà a sovrastare il corpo centrale dell’edificio, dal diametro di 55 metri, per un totale di 700 metri cubi di marmo lavorato. Tradizione persiana Il tempio è stato concepito come un enorme giardino sospeso su una struttura a cupola. Il giardino circolare, di 166 metri di diametro e 14 metri di altezza, si trova all’interno di un giardino più grande (200x 200 metri). Al centro si trova l’edificio del santuario, circondato da uno spazio preparatorio esterno, protetto da una travatura innervata complessa in cemento armato che crea una volta a cupola rivestita, come tutte le altre componenti parietali del santuario, in marmo Bianco Carrara. Dal santuario centrale, si sviluppano a raggiera una serie di percorsi che conducono al giardino, creando un particolare motivo che si ispira alla tradizionale architettura persiana. Grazie alla sua capacità produttiva, progettuale e di assistenza tecnica, l’azienda vicentina Margraf, specializzata nell’estrazione e lavorazione del marmo, è stata selezionata come principale partner nella realizzazione dell’opera.
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RENDERING ZENITALE DEL TEMPIO REALIZZATO. SOTTO, VISTA A VOLO D'UCCELLO DELLA PIAZZA DI ACCESSO
a cura di Veronica Monaco
SOPRA, UN RENDER DELLA COMPLESSA TRAVATURA FINITA IN MARMO CHE DEFINISCE LA VOLTA A CUPOLA. A SINISTRA, UNA VISTA DEL CANTIERE. SOTTO, UN RENDER DEL TABERNACOLO CENTRALE
Massima luce naturale Il rivestimento in marmo presenta uno spessore di 6 centimetri, con un sistema di ancoraggio meccanico progettato su misura per tenere in sicurezza i pezzi di grandi dimensioni. Le pareti verticali del santuario sono rivestite da elementi in marmo da 2,1 x 2,1 metri, tagliati come se fossero la piega di un panno, creando una delicata torsione dal basso verso l’alto: una vera e propria sfida, resa possibile grazie a macchine da taglio di ultima generazione, capaci di elaborare i modelli 3D inviati direttamente dall’architetto. Per creare il motivo del soffitto, cinque aperture a forma di diamante sono ripetute, radialmente sedici volte. Tre
file di aperture sono coperte da lucernari, mentre le due file più grandi, esterne, sono aperte al cielo. Le aperture a forma di V sono rastremate per consentire la massima luce naturale all’interno dello spazio sottostante. Per installare questi pezzi di marmo sopraelevati, Margraf ha sviluppato un esclusivo sistema di assemblaggio e di montaggio e seguirà tutte le fasi di posa in cantiere.
Luogo: Akka, Israele Progetto: Arch. Hossein Amanat Quantità e tipologia di marmo Margraf fornito: 700 metri cubi di Bianco Carrara
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LA PIETRA SINTERIZZATA È STATA UTILIZZATA DA STUDIO DONIZELLI PER UNA PISCINA A SFIORO PROIETTATA SUL MAGNIFICO PANORAMA DELLA COSTA AZZURRA
La casa sulla roccia Una villa in Costa Azzurra gioca sul contrasto tra naturale e artificiale nello splendido panorama della riviera
Gli architetti Massimo e Marco Donizelli dell’omonimo studio milanese firmano un progetto residenziale che gioca sul contrasto tra naturale e artificiale, nella
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rigogliosa vegetazione che fronteggia le insenature della Costa Azzurra, in prossimità di Monte Carlo. Adagiata su un parco di 4.500 metri quadri, Villa Lea è plasmata a partire da una parete rocciosa preesistente. Lo sperone di puddinga avvolge l’edificio dall’alto verso il basso ed è utilizzato come un basamento grezzo corrispondente a una porzione del piano terreno, sul quale poggiano il primo e il secondo livello. Ne risulta una particolare
dicotomia tra il profilo casuale, non lavorato della roccia, e la geometria del volume costruito, con le linee marcate dei terrazzamenti, gli spigoli netti, i parapetti trasparenti in vetro, i colori puri dell’involucro e i listelli metallici dei brise-soleil. Interno ed esterno Ad accogliere l’ingresso dalla strada c’è un grande tetto-terrazzo che definisce
la sommità di Villa Lea. Tramite un ascensore panoramico o attraverso una scala esterna, che segue la sagoma della casa, si raggiunge il primo piano con la zona giorno, che ospita una sala da biliardo, una cantina vini, un patio con giardino zen in miniatura, un living di 150 metri quadri, una stanza per la preparazione professionale dei cibi e una grande cucina. L’isola centrale è caratterizzata da elementi posti su differenti piani e incastrati tra loro, come il blocco in marmo che si innesta sul volume chiaro con piano di lavoro a sbalzo, realizzato in pietra sinterizzata Lapitec, nella nuance Bianco Polare e finitura Satin. Lo spazio living e cucina è separato dalla terrazza da vetrate a tutta altezza incorniciate da sottili serramenti. Se aperte, danno origine a uno spazio fluido e facilmente fruibile, completamente orientato a garantire il rapporto visivo con l’orizzonte. Un concept che prosegue allo stesso modo al livello superiore, dedicato alla zona notte, dove si trovano la suite padronale, due bagni, due cabine armadio
separate e uno studio privato. Piscina con vista Al livello 0, parzialmente interrato, sono invece ricavate due camere con bagno dedicate agli ospiti, la sala cinema, la spa completa di idromassaggio, hammam e doccia emozionale, una palestra, un locale pilates e una pool house con cucina e living, direttamente affacciata sulla grande piscina esterna a sfioro, con postazioni idromassaggio. La vasca è circondata dalla ricca vegetazione del giardino, da numerosi angoli conversazione, relax o dining outdoor ed è costellata, sul perimetro, da piccoli spot incassati nella pavimentazione. L’illuminazione è prevista anche al suo interno, grazie a corpi illuminanti con cromoterapia funzionanti durante le ore serali e notturne, che ne enfatizzano i rivestimenti di colore scuro, a contrasto con la pavimentazione circostante, di colore beige. Le superfici della piscina sono in Lapitec nella nuance Terra Ebano e finitura Vesuvio: l’alta
lavorabilità, la riduzione della tensione e il formato XXL (fino a 1500x3365 mm) hanno consentito di ridurre al minimo i segni di giunzione e realizzare gradinate curvilinee ed elementi a taglio 45 gradi.
Villa Lea Località: Francia Progetto generale: Massimo Donizelli Studiodonizelli Impresa generale: Technart Lighting design: Massimo Donizelli – Erich Kroemberg Landscape design: Francesca Benza Progettazione piscina: Agnesani Piscine Photo credit: Andrea Martiradonna – www.martiradonna.it Lapitec Info Cucina: Bianco Polare, finitura Satin, 12mm Rivestimento piscina, scale e bordo piscina: Terra Ebano,Vesuvio, 12 e 20mm
GLI SPAZI INTERNI. SOPRA, ESPLOSO ASSONOMETRICO DEL PROGETTO
ALCUNI INTERNI DI VILLA LEA. A DESTRA, L'ESTERNO VISTO DAL PRIMO PIANO
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World wide build ARCHITETTURE NEL MONDO La cultura scende in campo Il progetto di un nuovo museo, nel distretto di Panlong a Shanghai, sposa design avveniristico con gli elementi della tradizione cinese L’architetto Zhu Xiaofeng dello studio di architettura Scenic Architecture firma il Panlong Tiandi Cultural and Arts Centre di Shanghai. L'edificio, destinato a museo d’arte, ha un design avveniristico e avvolgente, allo stesso tempo contemporaneo e tradizionale. Il museo è situato nel distretto di Panlong, antico
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villaggio dedito alla coltivazione del riso, completamente distrutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenuto oggi un’area di grande interesse per la trasformazione della città. Situato in una zona strategica per la mobilità di Shanghai, il distretto di Panlong si colloca infatti lungo la linea 17 della metropolitana, a solo una fermata del nuovo National Exhibition and Convention Centre e a due fermate dalla stazione ferroviaria di Hongqiao e dall’aeroporto. Tradizione in chiave moderna L’obiettivo della società immobiliare Shui On Group, proprietaria dell’area, è quello di realizzare unità residenziali e centri
commerciali, riproponendo anche elementi tradizionali della vecchia città d’acqua, reinterpretati in chiave moderna. Tutto il quartiere è pensato come se fosse un viaggio attraverso una rivisitazione della tradizione cinese: nuovi edifici si amalgamano con i campi di riso, antiche abitazioni ristrutturate si sposano con avveniristiche passerelle e con spazi aperti, in una fusione tra natura e materia. Il progetto di riqualificazione e rigenerazione del quartiere prevede dunque una parte centrale in cui coesisteranno edifici storici ristrutturati ed edifici nuovi costruiti in stile tradizionale-moderno, destinati a negozi, ristoranti e bar. Attorno a questo nucleo centrale ci sarà poi un anello formato da parchi e zone verdi, dedicate ad attività ricreative e aree destinate alla coltivazione. Infine, a circondare il tutto, la parte residenziale caratterizzata da case e appartamenti di lusso. Tra il blu e il verde In tutto questo progetto rientra anche il Panlong Tiandi Cultural and Arts Centre, che sarà situato nella zona del parco, proprio all’ingresso est della città. L’edificio avrà una zona dedicata alle esposizioni e mostre, temporanee e permanenti, e un’altra dedicata alla caffetteria per i visitatori. L’ingresso ovest ingloberà una piazza all’aperto e una serie di campi coltivati, che produrranno realmente riso. Quando i visitatori entreranno nel museo passeranno sopra i campi attraverso una passerella sopraelevata, caratteristica distintiva dei giardini cinesi. Un richiamo all’antico
IL PANLONG TIANDI CULTURAL AND ARTS CENTRE A SHANGHAI
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villaggio e alla tradizione fatta di campi di riso, corsi d’acqua e spazi verdi. Un altro richiamo alla tradizione è la copertura dell’edificio, realizzato in laminato in zincotitanio zintek. «Mentre stavamo lavorando all’ideazione del progetto di Panlong, non volevamo usare delle tegole tradizionali perché volevamo che il materiale fosse durevole, abbiamo quindi pensato che Zintek fosse una buona scelta», spiega l’architetto Zhu Xiaofeng. Una scelta su cui ha influito anche la colorazione e la trama molto precisa e riconoscibile del prodotto. «Avevo ben chiaro in mente il colore che volevo: una specifica tonalità tra il blu e il verde, che in cinese chiamiamo Qīng», aggiunge l’architetto, e «avevo bisogno della trama per ricordare alle persone l’edificio tradizionale e stabilire un ponte tra questo tetto e le tegole tradizionali che hanno una consistenza molto forte». Percorso nella luce Da sempre uno degli elementi più importanti nella progettazione dei musei, la luce è una componente particolarmente importante anche per il Panlong Tiandi
Cultural and Arts Centre. All’interno dell’edificio convivono infatti tre diversi livelli di luce. Il primo è lo spazio che si trova sotto i corridoi esterni, camminando tra le passerelle che collegano l’esterno e l’interno. Le passerelle sono ricoperte da un tetto che invece di essere spiovente, è aperto verso l’esterno, con ampie vetrate che incoraggiano le persone ad abbracciare l’ambiente circostante. Il secondo livello da cui proviene la luce sono le due aree interne: la hall e la zona bar, dove sono collocate grandi finestre che permettono di godere la vista dell’ambiente circostante. Il terzo livello è all’interno della galleria dove si
trovano le pareti per le mostre: per avere una luce molto ben controllata, è stato inserito un lucernario sul soffitto, combinando luce naturale con quella artificiale. Il visitatore, man mano che cammina dentro il museo, ha la sensazione che la luce si riduca lentamente fino al suo ingresso nell’area espositiva vera e propria.
Panlong Tiandi Cultural and Arts Centre Luogo: Shanghai, Cina Progetto: Arch. Zhu Xiaofeng Società immobiliare: Shui On Group, Hong Kong
I PANNELLI IN ZINCO-TITANIO DONANO AL MUSEO UNA PARTICOLARE LUCE E UN LAYOUT AVVENIRISTICO E, NEL CONTEMPO, SEGUONO LE ARCHITETTURE TRADIZIONALI DEGLI ANTICHI VILLAGGI ATTORNO ALLE RISAIE. A DESTRA, L'ARCHITETTO ZHU XIAOFENG
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World wide build Agriturismo in classe A+ Una struttura ricettiva, immersa tra gli oliveti secolari delle Marche, accosta nuovo e tradizionale, sfruttando i principi della bioedilizia A San Marcello, in provincia di Ancona, negli oltre dieci ettari di oliveti, sorge il nuovo agriturismo di proprietà dell’azienda agricola e frantoio L’Olinda. Una struttura ricettiva, nata da un intervento di ristrutturazione edilizia di una casa rurale ottocentesca, spinta fino alla demolizione dell’esistente, che ha richiesto una particolare attenzione e sensibilità nel rispetto dell’ambiente. A tutta efficienza Il progetto, curato dall’ingegnere Francesca Mazzarini dello studio Bilding, ha fatto propri i principi di bioedilizia e sostenibilità, fortemente desiderati anche dai giovani proprietari, per creare una struttura che accostasse volutamente il nuovo al tradizionale, utilizzando forme e materiali delle più recenti tendenze ed evoluzioni architettoniche.Il faccia a vista è stato realizzato utilizzando esclusivamente i mattoni provenienti dalla demolizione e si abbina al legno lamellare sbiancato utilizzato per le coperture e i solai. Faccia a vista e legno lamellare formano un unicum che alleggerisce agli occhi l’imponenza della struttura. L’impianto di riscaldamento è alimentato a biomassa sfruttando il nocciolino, ovvero la parte legnosa dell’oliva che viene recuperata nel processo di lavorazione dell’olio. Frantoio e agriturismo sono autosufficienti dal punto di vista energetico, grazie ad un impianto fotovoltaico di 21 kW realizzato sul tetto del frantoio. Particolare attenzione è stata dedicata all’isolamento dell’involucro edilizio per cui l’edificio ha ottenuto il livello di certificazione A+ della normativa nazionale. Un impianto domotico, accuratamente
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studiato, ottimizza infine la gestione termica ed elettrica e integra l’irrigazione degli spazi circostanti, oltre a gestire gli accessi alle camere e alle aree comuni e le funzionalità di sicurezza e allarme, anche da remoto. Gli interni All’interno, al piano terra, la struttura è costituita da un’ampia sala, in cui si svolgono degustazioni dell’olio. Il soggiorno a doppia altezza dà accesso a un piccolo soppalco con affaccio sul paesaggio circostante, attraverso una scala minimale in ferro disegnata dalla stessa progettista. L’agriturismo è composto in tutto da cinque camere che sviluppano superfici dai 15 ai 24
metri quadri e sono caratterizzate dai nomi di altrettante varietà di olivi della tradizione marchigiana: carboncella, coroncina, raggia, rosciola e mignola. Le quattro camere poste al primo piano possono usufruire della sala leccino, il soggiorno con angolo cucina che prende il nome dalla più diffusa cultivar di olivo. Ogni camera è unica, con colori e carta da parati caratterizzanti. Il comun denominatore è dato, oltre che dalla testata del letto, dalla natura degli arredi, semplici ma al tempo stesso ricercati. Le forme e i dettagli sono puliti ed essenziali, mentre spiccano per contrasto gli antichi mobili sapientemente ristrutturati che evocano storie degli anni passati. Nel corridoio al piano primo l’accesso alle stanze è sottolineato dalla presenza del telaio Eclisse 40 che contribuisce a enfatizzare la prospettiva degli ambienti, creando ritmo, dinamicità e un giusto gioco di luci e ombre dettato in particolar modo dalla profondità della strombatura. «La mia scelta è stata dettata sia dalla volontà di inserire nel progetto elementi nuovi, che contribuissero a donare freschezza e leggerezza alla location, sia dal fatto che trovavo che questi nuovi telai contribuissero a valorizzare gli spazi in cui sono stati inseriti», spiega l'ingegnere Francesca Mazzarini.
Agriturismo L’Olinda Luogo: San Marcello (Ancona) Progetto: Ing. Francesca Mazzarini, studio Bilding
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TERRITORIO & SOCIETÀ
Francesco Gastaldi, Università IUAV di Venezia
Rifare le città, per sport 120
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egli ultimi anni è cambiato il ruolo dello sport in relazione alle città, agli impatti urbani e all’indotto economico: è cresciuto progressivamente, infatti, il turismo sportivo con ricadute molto rilevanti dovute ai flussi di visitatori. Oggi gli eventi turistico-sportivi sono utilizzati come leva di promozione territoriale e sviluppo economico, anche in piccole realtà. Nel campo delle politiche di governo del territorio, una riflessione più attenta andrebbe sviluppata per cercare di capire il significato che hanno assunto gli stadi e gli impianti sportivi. Si dovrebbe analizzare la situazione media di conservazione e manutenzione, la loro età e adeguatezza rispetto al variare di mode, stili di vita e consumi sportivi, la loro ubicazione rispetto a una città che, dalla costruzione degli stessi, si è ampliata fino a inglobarli. Si registra una difficoltà a reperire dati territorialmente diffusi (e omogenei) non solo sull’età degli stadi, ma delle infrastrutture sportive a livello comunale, e si dovrebbe poter analizzare l’evoluzione della spesa ordinaria, corrente e in conto capitale dei comuni per la funzione sport. Sono frequenti i casi di impianti sottoutilizzati o di inefficienza gestionale e organizzativa, che portano a un conseguente abbandono e disuso. La questione su cui ci si dovrebbe soffermare a riflettere è quella dei mancati raccordi fra i vari livelli istituzionali. Dal punto di vista degli stili di vita e dei consumi, si assiste a un confine sempre più indefinito fra sport e tempo libero e tra centri fitness e wellness. Si può quasi parlare di benessere fisico in generale, ricercato da un numero sempre più vasto di persone. Inoltre, sta cambiando la relazione tra settore pubblico e privato a riguardo dello sport: proliferano strutture in ex aree industriali (come il caso delle palestre Virgin a Milano) o in ex edifici nati per ospitare altre funzioni, generando processi di manutenzione o riqualificazione urbana e si diffondono le attività svolte da casa.
Equilibrio finanziario Inoltre, sarebbe necessario elaborare un sistema finanziario che sia orientato alla ricerca di un equilibrio sostenibile volto alla valorizzazione dei princìpi non solamente economici, ma anche di quelli sociali. Garantire da parte dello Stato le necessarie risorse finanziarie significa rendere concreto il protagonismo delle Regioni (in termini di nuovi investimenti, sussidiarietà, progettualità) e sollecitare queste ultime a svolgere un ruolo più attivo di raccordo fra sport e specificità territoriali. Facendo ciò si svilupperebbero nuova imprenditorialità e occupazione attraverso interventi mirati a definire nuove reti di alleanze con interlocutori privilegiati (Federazioni sportive, banche, agenzie), a reperire nuove risorse aggiuntive, a controllare gli investimenti e a migliorare il controllo e la gestione degli impianti. Per fare tutto ciò andrebbero valutati: • la forma più adatta (a seconda dei casi) di cooperazione tra enti pubblici, enti privati e privato sociale per la costruzione e la gestione dei complessi sportivi • l’affermazione di nuovi modelli di gestione degli impianti (soprattutto degli stadi), tali da permettere l’insediamento di attività economiche collaterali • la creazione di eventi, manifestazioni e la diversificazione e qualificazione dell’offerta • il ricorso al project financing e a modelli innovativi di finanziamento dello sport con finalità non profit Gli eventi sportivi ordinari e i nuovi sport urbani possono avere una funzione decisiva nel favorire l’innesco di meccanismi latenti o inerziali, l’appropriazione di luoghi, sbloccando finanziamenti, accelerando procedimenti burocratici e, più in generale, incrementando la capacità istituzionale (anche con riferimento a possibili elementi di conflitto). In questo contesto, inoltre, dovrebbero essere riviste le politiche, in modo tale da rivalutare la componente sociale connessa all’attività sportiva, capace d’influenzare i comportamenti individuali e collettivi, i modelli e gli stili di vita.
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Storia
XXXXX DI COPERTINA MARCEGAGLIA
La creatività
È D’ACCIAIO L’innovativo sistema di stampa digitale su coils è destinato a tutti i settori di utilizzo dei materiali rivestiti. Unico limite: la fantasia dei progettisti di Valentina Anghinoni
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Andrea Brotini direttore commerciale PPGI intervistato nello stabilimento di Ravenna
a creatività dei progettisti non conosce limiti e da oggi in Marcegaglia sarà possibile progettare, disegnare e rendere unico un coil zincato con infinite soluzioni grafiche grazie a un processo in continuo di stampa digitalizzata. «La verniciatura ha una doppia valenza: una di natura estetica e una di protezione che garantisce la durabilità nel tempo», spiega a YouBuild Andrea Brotini, direttore commerciale della divisione Preverniciato dell'azienda. Domanda. Trasformare una lastra di metallo in raffinato design. Come è possibile? Risposta. È possibile grazie all’attenzione che Marcegaglia ha per la ricerca di prodotti innovativi indirizzati ai molteplici settori di utilizzo. La costante ricerca e lo stretto legame progettuale con fornitori leader nella progettazione di macchine per la stampa digitale, ci hanno convinto a sviluppare un impianto per produrre in continuo coils rivestiti, che sono personalizzabili con grafiche e disegni, usando la tecnologia digitale. D. Quali sono le caratteristiche di Marcegaglia Digital Print? R. Le caratteristiche del prodotto creato grazie a questa tecnologia saranno uniche nel panorama Marcegaglia, in quanto potremo rivestire in digitale coils di acciaio zincato in spessore da 0,30 a 2,00 millimetri con larghezza fino a 1.500 millimetri. D. Come è nata l’idea di un coil di design? R. Marcegaglia è un’azienda estremamente dinamica, pronta sia a cogliere spunti creativi dal confronto con i propri clienti, sia ad anticipare e industrializzare le richieste di un mercato sempre più esigente. Il design è da sempre attratto dall’acciaio preverniciato ma, in passato, vincoli produttivi quali la richiesta di piccole quantità o persino di singoli fogli, ne hanno limitato l’impiego. Oggi, invece, tutto questo è possibile! Ma non ci siamo fermati qui, siamo andati oltre: abbiamo aggiunto la possibilità di infinite personalizzazioni grafiche e di utilizzo. Mi riferisco, in particolare, alla durata del prodotto in condizioni ambientali esterne estreme. D. Come si passa dall’idea all’applicazione industriale? R. Il cuore pulsante è il reparto di ricerca e sviluppo del gruppo che, motivato da un dinamico team commerciale, è composto da giovani ingegneri e laureati in discipline tecniche che lavorano a stretto contatto con esperti del settore formati all’interno dell’azienda o provenienti da importanti realtà industriali. L’innovazione è nel nostro Dna ed è alimentata da continui scambi e sviluppi con università italiane e centri ricerca nazionali. Per esempio, grazie alla collaborazione con l’Università di Trento, specializzata nell’ambito della protezione dei materiali dalla corrosione superficiale, e all'Osservatorio permanente del Design, quest'anno siamo stati candidati al Compasso d'Oro, un importante riconoscimento che viene assegnato
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Storia
DI COPERTINA MARCEGAGLIA
dall'Associazione per il disegno industriale, Adi, con l'obiettivo di premiare e valorizzare la qualità del design italiano. Si tratta del più antico e prestigioso premio di disegno industriale al mondo. D. Quali sono i fiori all’occhiello di questi processi innovativi? R. Nel nostro reparto di ricerca e sviluppo abbiamo pensato e ingegnerizzato tutte le nostre innovazioni. Ve ne cito solo alcune: il sistema Mastermodel, che rende le nostre linee produttive delle smart line in grado di elaborare le informazioni automaticamente durante tutto il processo produttivo inviando precisi e continui input produttivi alle lavorazioni successive, massimizzando la qualità del risultato e il risparmio energetico. In altre parole, quanto di più all’avanguardia in ottica Industria 4.0. Il sistema Tensil Pro, invece, è un brevetto Marcegaglia, già vincitore del 2020 ai Global Awards, in grado di rilevare in continuo le caratteristiche meccaniche del prodotto ed è già applicato in tutte le linee di produzione Marcegaglia. Infine, un’innovazione ormai consolidata è quella del processo di zinco-verniciatura in linea, un impianto tecnologicamente avanzato capace di produrre in maniera combinata e in continuo sia zincato che preverniciato, consentendoci di adeguare prontamente la produzione alla domanda di mercato. D. Come si inserisce all’interno di un gruppo così grande il progetto Digital? R. L’interesse che suscita questo prodotto e le sue peculiarità implicano operatività gestionali diverse dai nostri prodotti tradizionali. Per garantire un elevato livello di servizio sia ai professionisti di nuovi settori che ai nostri attuali clienti, stiamo studiando una struttura dedicata con skill e know-how specifici. Del resto, non potrebbe essere diversamente: offriamo un prodotto personalizzato e quindi offriremo anche un servizio personalizzato. D. Come siete organizzati? R. Oggi i primi progetti sono sviluppati e finalizzati all’interno della divisione Preverniciato, che è una delle sette divisioni commerciali del gruppo. Come detto, per il futuro ci stiamo organizzando per rendere unica l’esperienza Marcegaglia Digital Print per tutti i nostri clienti, attuali e futuri. D. Questo prodotto è nato anche per l’export? R. Tutti i nostri prodotti nascono per essere distribuiti in tutto il mondo e l’ambizione è di accrescere ulteriormente la nostra presenza nei mercati europei e oltreoceano con il Digital Print. Vi posso anticipare che sono allo studio molte iniziative che renderanno ancora più desiderabile il nostro prodotto. Non vi svelo nulla per ora, ma vi assicuro che a breve ne sentirete parlare. D. Quali sono state le caratteristiche del successo di questa divisione? R. Rispecchiano quelli di tutto il Gruppo Marcegaglia.
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Lo stabilimento di Ravenna si estende su una superficie di oltre 540 mila metri quadrati con banchina portuale e ferrovia a due binari, è dotato delle più moderne strutture impiantistiche e delle più avanzate tecnologie produttive. È il principale polo logistico intermodale del gruppo Marcegaglia e occupa circa 1.000 addetti
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Il contributo alla sostenibilità energetica è dato da un impianto fotovoltaico e da una centrale di cogenerazione di nuova realizzazione
CCL1 Linea di verniciatura in continuo. A destra, vista aerea dell’ impianto combinato GCL3 (zinco-verniciatura)
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La nostra azienda è riuscita a gestire questi durissimi e difficili anni, caratterizzati dal covid, uscendone rafforzata sia all’interno nella propria organizzazione che nel consenso riconosciutoci dal mercato. Siamo stati capaci di sostenere tutti i nostri clienti, travolti da problematiche enormi di reperibilità materie prime a prezzi mai visti prima, sia non facendo mancare le nostre forniture sia indirizzandoli a una programmazione acquisti rivelatasi nel breve/lungo periodo strategica e profittevole. D. Quali sono le innovazioni principali emerse in questi anni nel mondo del Preverniciato? R. Ogni anno Marcegaglia propone sul mercato cicli di verniciatura nuovi, sviluppando le resine utilizzate per il rivestimento dei coils con l’obiettivo di migliorare le caratteristiche di durabilità nel tempo del prodotto. Mi riferisco, in particolare, a prodotti che hanno raggiunto un importante grado di notorietà nel mondo dell’edilizia, come lo Shimoco, MPflex, Wood, Corten e molti altri prodotti specifici le cui caratteristiche sono rintracciabili facilmente sul nostro sito. Pensiamo che nel 2022 il nostro impianto di Digital Print sarà protagonista non solo in chiave strategica per il gruppo Marcegaglia, ma anche per il contributo all’innovazione destinata a tutti i settori di utilizzo dei materiali rivestiti. D. Investite in ricerca e sviluppo? R. Marcegaglia ha sempre investito in ricerca e sviluppo, perché nel mondo industriale chi si ferma è perduto e noi non ci fermiamo mai. D. Come ha accolto il mondo della progettazione Marcegaglia Digital Print? R. In questi ultimi due anni abbiamo partecipato a diverse manifestazioni con designer, architetti e ingegneri suscitando un grandissimo interesse. Finalmente un prodotto in acciaio con un rivestimento così innovativo può rispondere all’esigenza di personalizzazioni infinite:
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Coil realizzato per la selezione al premio Compasso d’Oro
grafiche e disegni producibili anche come pezzi unici o come un’opera d’arte, se preferite. D. Il metallo da tempo non è più riservato agli edifici industriali, ma anche per il residenziale. A che cosa si deve questa inclusione? R. L'acciaio è apprezzato per le sue caratteristiche di duttilità e riciclabilità. Oggi possiamo offrire anche la possibilità di personalizzazione, unicità e durabilità che grazie alle nostre innovazioni sui materiali siamo in grado di garantire nel tempo, anche in condizioni atmosferiche severe. D. Quali sono i vantaggi di questo prodotto? R. I vantaggi sono molteplici, ve ne ho già citati alcuni che enfatizzo volentieri: riciclabilità, sostenibilità, digitalizzazione, durata, resistenza ai fattori atmosferici, personalizzazione. Caratteristiche vincenti per ogni settore di utilizzo, a cui offriamo anche la produzione
in piccole quantità. D. Quali possibilità di stampa offre? R. Le possibilità di stampa sono veramente infinite: sfruttando la tecnologia digitale possiamo utilizzare qualsiasi immagine proveniente da fonti diverse e riprodurla su coils a base acciaio, alluminio e inox. D. In che modo il progettista può coordinarsi con voi? R. Può contattare il nostro ufficio commerciale, i cui riferimenti sono disponibili sul sito. Il nostro team esperto di preverniciato è in grado di rispondere alle richieste e sviluppare insieme i progetti. D. Quanto dura nel tempo? R. L’ho già accennato prima, perché per noi questa è un’importante innovazione: da sempre lavoriamo in simbiosi con i nostri fornitori, con i quali sviluppiamo vernici che conferiscano un costante miglioramento alle caratteristiche estetiche e di durabilità dei nostri prodotti
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Particolare di processo (exit looper)
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di rivestimento. Oggi siamo già in grado di garantire soluzioni posizionate nella fascia alta del mercato. D. Parliamo di progettazione: il Bim è sempre più diffuso e, per gli edifici pubblici, diventa obbligatorio. Come si concilia con Marcegaglia Digital Print? R. Marcegaglia Digital Print si inserisce in maniera estremamente coerente con la progettazione Bim, proprio perché, all’interno di una procedura informatizzata come quella del Building Information Modelling, la stampa digitale consente di avere innanzitutto una progettazione digitale di ciascun pezzo e, dunque, del progetto. Inoltre, avendo il controllo sull’intero processo di produzione, dall’arrivo dei coils da certificate acciaierie fino alla consegna al cliente finale del nostro prodotto digitale, possiamo affermare senza alcun dubbio di essere in grado di fornire tutte le informazioni sull’intero ciclo produttivo e rispondere alle normative più stringenti. D. Nell’architettura il concetto di sostenibilità è centrale. Come si colloca il coil in questo ambito? R. L’acciaio di per sé si presta molto di più di altri prodotti, molto diffusi, come la plastica, a essere un prodotto sostenibile per il suo grado di riciclabilità. A ciò, possiamo aggiungere che Marcegaglia si è impegnata negli anni a promuovere l’innovazione costante negli ambiti dell’efficienza produttiva, della sicurezza degli impianti e della tutela ambientale. Questi obiettivi sono perseguiti mediante l’adozione delle migliori tecnologie disponibili, investimenti in R&D, formazione continua e forte coinvolgimento dei propri collaboratori, tracciando così un percorso strategico in direzione di una sostenibilità sempre più consapevole e permeante ogni attività del Gruppo, per rafforzarne l’anima green e massimizzare l’impatto positivo verso i dipendenti, la comunità e l’ambiente. D. Sul fronte delle materie prime ci sono segnali di miglioramento? È un problema che tocca anche voi? R. La tensione sulle materie prime continua a caratterizzare molti settori e anche l’acciaio è stato al centro di dinamiche di prezzo non razionali. Fortunatamente la nostra organizzazione interna, con in primis la proprietà, ha saputo muoversi in questo difficile contesto internazionale garantendo l’alimentazione a pieno regime di tutti i nostri impianti, rafforzando la nostra posizione di mercato come riferimento affidabile e insostituibile per i nostri clienti. D. Ci sono già esempi di utilizzo della tecnologia di
Andrea Brotini direttore commerciale PPGI & Salvatore Pisani responsabile marketing
stampa? R. La stampa digitale è di sicuro una tecnologia già conosciuta e apprezzata, ma la novità sarà quella di proporla prodotta in un coil in continuo, con larghezza 1.500 millimetri e soprattutto con un rivestimento tale da risultare duratura nel tempo e all’esterno. D. Come si utilizza in cantiere? R. Come qualsiasi altro prodotto preverniciato. In cantiere, l’unica precauzione da rispettare è quella del corretto stoccaggio prima del montaggio in opera, sia che si tratti di lamiere, sia si tratti di pannelli. D. Sono necessarie particolari competenze per l’utilizzo? R. Assolutamente no. È chiaro, però, che se sono da rispettare sequenze di montaggio relative a decorazione di «immagini puzzle» occorre l’esperienza di chi vive quotidianamente la messa in opera di questo tipo di rivestimento. D. Un lattoniere deve apprendere qualche istruzione specifica per applicare Marcegaglia Digital Print? R. La personalizzazione è sicuramente un valore aggiunto che, perché no? potrebbe trovare applicazioni interessanti anche nella lattoneria, specie presso i professionisti di alto livello. Una tendenza che già si può notare in particolare nel settore dei rivestimenti delle facciate, dove la personalizzazione è davvero percepita dalle aziende come un fattore in grado di fare la differenza, perché permette di farsi riconoscere. Si tratta di un trend emergente, anche se la maggior parte del settore della lattoneria è ancora orientato alla ricerca del prezzo più conveniente. D. Infatti, siamo arrivati proprio ad un punto solitamente delicato: i costi... R. L’argomento costi non è poi così delicato come si possa immaginare. Il prodotto Digital Print, come detto, si presta a essere introdotto in settori dove l’elemento prezzo è secondario rispetto all’estetica e alla funzionalità. Mi riferisco al design, all’architettura e via dicendo. In ogni caso, grazie alla nostra capacità ed efficienza produttiva potremo essere competitivi anche nei settori a noi oggi più affini. D. La formazione oggi è particolarmente importante. Voi che cosa fate su questo fronte? R. All'interno del più ampio progetto di Casa Marcegaglia, costituita da una struttura museale permanente che copre uno spazio di 1.300 metri quadrati nel quartier ge-
Pulpito di controllo operativo h24 & 365 giorni all’anno
nerale dell'omonimo gruppo industriale di Gazoldo degli Ippoliti sorgerà un'Academy, quale crocevia didattico di alta specializzazione per la formazione dei collaboratori del gruppo, e una biblioteca digitale, quale archivio storico e tecnico in continuo aggiornamento. Un cammino attraverso una realtà imprenditoriale e aziendale che, facendo grande sé stessa, ha saputo rendere importante anche il suo territorio.
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INTERMEZZO
UN LIBRO CHE MANCAVA
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i possono impiegare decenni per scrivere un libro? Penso che dipenda dal libro che si ha in mente e da chi lo scrive. Questa recensione (Incursioni oltre il moderno: l’architettura di Umberto Riva) è un po’ diversa dalle altre perché conosco l’autrice, Maria Bottero, e conoscevo il progettista cui il libro è dedicato, Umberto Riva, scomparso nell’estate scorsa. Partendo da questo dato di fatto, posso dire che non mi sono stupito quando, alla prima presentazione pubblica del volume, l’autrice ha detto «questo è un libro su cui stavo lavorando da più di quaranta anni». Un libro che vale una vita. O meglio è un pezzo di vita. Ma è anche disvelamento e approfondimento. È collocazione e riconoscimento. Perché la figura di Umberto Riva era, e la sua arte lo dimostra, complessa. Di quella complessità che solo le esistenze pacifiche sanno creare. In fin dei conti il lavoro compiuto da Maria Bottero in queste pagine è da una parte un mettere ordine, dall’altra fornire documentazione e, infine, una traccia di lettura dell’opera di Riva dando vita a tutta una serie di altre possibili interpretazioni. In fin dei conti questo volume è anche, sottotraccia, la testimonianza di una collaborazione continua tra Maria Bottero e Umberto Riva. Basta pensare al lavoro grafico che collega le copertine della rivista Zodiac, diretta dalla Bottero giornalista, alle copertine delle sue pubblicazioni scientifiche, realizzate come docente del Politecnico di Milano. E probabilmente anche di tante altre cose non dette. Perché, una cosa su cui tutti si è d’accordo, è che Umberto Riva era un uomo che sapeva gestire il suo tempo e la sua professione in modo molto personale e, forse proprio per questo, ha saputo ritagliarsi un suo mondo perfetto. Ho conosciuto Riva a una lezione di dottorato che aveva come tema la relazione tra paesaggio e costruito. A dire il vero, Riva aveva descritto con poche parole i suoi progetti, anche perché erano allora come oggi questi che raccontavano tutto attraverso un discorso raffinato, sviluppato con una linguistica e una sintassi che spesso sfugge alle regole prefissate. E infatti nel suo operare ci sono la coscienza tecnica e la conoscenza dei materiali, il saper trasferire compitamente elementi da un luogo all’altro, la compensazione tra le dimensioni e un fluire continuo della progettazione alle varie scale, tutte trattate con pari dignità. Maria Bottero è stata uno dei primi docenti di architettura in Italia a parlare di progettazione ambientale e nel dottorato che ha diretto e che io ho frequentato questa era la chiave attraverso la quale leggere tutto, anche l’opera di Umberto Riva. Ora che sono passati cinque lustri da quell’incontro e che io stesso insegno al Politecnico di Milano questa materia, ritengo che sia ancora il modo migliore per interpretare il mondo e la sua evoluzione e, purtroppo, anche la sua devoluzione. La progettazione ambientale opera infatti sull’hic et nunc. In questo libro, importante sia per dimensione sia per
veste grafica, Maria Bottero con la maniera che le è più congeniale, si propone di definire un metodo attraverso il quale identificare la figura e l’arte di Umberto Riva. Lo fa da una parte presentando, pagina dopo pagina, i lavori dell’architetto in pura successione cronologica. Un flusso continuo di immagini (disegni, foto, dipinti, product design, grafica…) che non vengono descritti con parole, ma che vengono lasciati alla libera interpretazione di ciascuno. E ci si può perdere, perché è un mondo fatto di dettagli appassionanti e soluzioni uniche. E poi c’è la parte testuale. Qui Maria Bottero organizza una serie di interviste e testi che hanno visto Umberto Riva come protagonista e che, causa il tempo (si parte dagli anni Ottanta del secolo scorso) sono praticamente introvabili. L’autrice, chi la conosce come docente sa che è una delle sue prerogative e una delle sue tecniche, ne analizza i contenuti apparentemente in modo distaccato, creando una serie di elenchi e di puntualizzazioni che mettono in rilievo l’unicità dell’opera di Riva attraverso i pareri dei critici, degli storici dell’architettura e anche dello stesso Umberto Riva. Il risultato è un libro che mancava, che si erge da una parte come un monumento a una delle figure più importanti e al tempo stesso meno conosciute del panorama architettonico italiano e dall’altra come preambolo a nuovi, auspicati studi sulla sua opera. Tutta, perché ogni suo pezzo è essenziale. O come sottolinea Maria Bottero, Umberto Riva è parte attiva di un processo olistico compiuto. (Luca MF Fabris)
Maria Bottero, Incursioni oltre il moderno: l’architettura di Umberto Riva. Curatrice della pubblicazione: Claudia Mion, con testi di Maria Bottero, Francesco Cellini, Pierluigi Nicolin, Giovanni Raboni, Marco Rapposelli, Marco Romanelli, Mirko Zardini, fotografie di: Atelier XYZ, Gabriele Basilico, Giorgio Casali, Giovanni Chiaramonte, Alba Deangelis, Ezio Frea, Leo Torri, grafica: Spassky Fischer, edizione trilingue (francese, italiano, inglese), 352 pp., Editions Cosa Mentale / Caryatide, 2021. ISBN 9782491039011.
Illustrazioni tratte dal volume: Maria Bottero, "Incursioni oltre il moderno: l’architettura di Umberto Riva", Curatrice della pubblicazione: Claudia Mion (per gentile concessione di Editions Cosa Mentale / Caryatide)
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Illustrazioni tratte dal volume: Maria Bottero, "Incursioni oltre il moderno: l’architettura di Umberto Riva", Curatrice della pubblicazione: Claudia Mion (per gentile concessione di Editions Cosa Mentale / Caryatide)
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G LI SPECIALI NUOVI SISTEMI COSTRUTTIVI
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FACCIATE VENTILATE
Che cosa unisce un sistema antisismico con la progettazione di una facciata ventilata? E perché (anche a causa della cronaca) c'è così grande attenzione a materiali e soluzioni per prevenire gli incendi? La risposta è duplice: da una parte si è fatta pressante la richiesta del mercato di sicurezza, comfort e sostenibilità. Dall'altra, gli incentivi fiscali costituiscono un'occasione eccezionale per riqualificare il patrimonio edilizio. Riprogettare, ma anche costruire con i criteri più moderni e con materiali adeguati è, insomma, una strada obbligata per tutta la filiera
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TECNICHE E SISTEMI
Le strategie ANTI SCOSSA
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Isolare l’edificio dai sussulti di un terremoto, oppure introdurre controventi in acciaio dotati di dispositivi preposti a dissipare parte dell’energia trasmessa. E per i materiali... di Giada Frappa, Università di Udine
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Guida pratica AL SISMA BONUS
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Rinforzo strutturale antisismico di edifici in muratura portante mediante tecnologia F rcm System
L I N E A ono G molti U Ii D A dubbi dei progettisti che emer-
L’azienda vicentina ha redatto una Linea Guida che affronta le problematiche tecniche e le regole da conoscere per il rinforzo strutturale. E non solo
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gono al momento di affrontare opere che riguardano i vari bonus. Per questa ragione G&P Intech, azienda vicentina con una trentennale esperienza nei prodotti e nelle tecnologie innovative di elevato standard professionale e competitività, ha redatto una Linea Guida specifica al fine di fornire degli strumenti operativi tecnici ed economici per le progettazioni relative al superbonus 110%, sismabonus e bonus facciate. La Linea Guida, un manuale che si scarica sul sito internet dell’azienda, è stata predisposta per gli interventi antisismici non invasivi (sisma-light) in particolare dall’esterno dei condomìni e delle costruzioni civili. Il documento è redatto per soddisfare diversi requisiti: • rispondere alla necessità di usufruire dei bonus fiscali quali superbonus 110%, sismabonus, bonus facciate di cui al D. L. 34/2020 • operare principalmente attraverso interventi dall’esterno del fabbricato con bassa invasività e disagio per i condomini e rapidità esecutiva
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utilizzo di tecnologie e sistemi certificati, affidabili ed efficaci nel miglioramento sismico nel rispetto delle normative vigenti
I DIVERSI INCENTIVI Il superbonus 110% è una misura di incentivazione, introdotta dal decreto legge Rilancio del 19 maggio 2020 n. 34, che punta a rendere più efficienti e più sicure le abitazioni. Il superbonus si accompagna a due altre tipologie di interventi: il bonus facciate, che agevola gli interventi finalizzati al recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici esistenti, e il super sismabonus, che incentiva i lavori di intervento locale, adeguamento e miglioramento antisismico. È possibile ottenere le agevolazioni fiscali effettuando almeno un intervento cosiddetto trainante: isolamento termico dell’involucro dell’edificio plurifamiliare o unifamiliare; sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati; sostituzione degli impianti termici su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari, che siano funzionalmente indipendenti e che dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. Successivamente, una volta eseguito almeno uno degli interventi succitati, il beneficiario può decidere di effettuare gli interventi cosiddetti trainati: sostituzione degli infissi, schermature solari, installazione di impianti fotovoltaici e impianti di domotica, eliminazione delle barriere architettoniche, installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e sistemi di accumulo. Il super sismabonus, a differenza di quanto accadeva con il precedente sismabonus, vale indistintamente per tutti gli interventi di adeguamento sismico, miglioramento sismico o locali. Il sismabonus 110% è pensato sostanzialmente per condomini e soggetti Irpef, ma può essere usufruito anche da soggetti Ires nel caso di interventi su parti condominiali. Inoltre, sono potenziali fruitori del super sismabonus gli edifici di proprietà o in gestione degli ex Iacp, o di enti aventi analoga funzione. Le agevolazioni fiscali interessano anche gli interventi finalizzati al recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici esistenti. Il cosiddetto bonus facciate, riguarda esclusivamente interventi su strutture opache della facciata, balconi o ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, ben visibili dalla strada o da suolo a uso pubblico. Il bonus non spetta, invece, se le facciate sono interne e non visibili dalla strada.
del sismabonus presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha predisposto una nuova serie di risposte e chiarimenti ad alcuni quesiti confermando che gli interventi di riparazione o locali, di cui al punto 8.4 delle Ntc 2018, rientrano a pieno titolo tra quelli disciplinati dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 e, quindi, sono agevolabili anche con il super sismabonus. Tuttavia, ciò avviene quando questi interventi sono volti a conseguire una o più delle seguenti finalità: ripristinare, rispetto alla configurazione precedente al danno, le caratteristiche iniziali di elementi o parti danneggiate; migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati; impedire meccanismi di collasso locale Inoltre, il chiarimento più innovativo reso dalla commissione riguarda i casi in cui non è necessaria l’attribuzione di classe di rischio, in particolare: • quando si utilizzano le prescrizioni dell’Allegato A al Dm 58/2017 relative ad edifici in calcestruzzo armato con telai in due direzioni • quando si utilizzano le prescrizioni dell’Allegato A al Dm 58/2017 relative all’utilizzo del metodo semplificato per edifici in muratura • nel caso di demolizione e ricostruzione di interi edifici o loro porzioni LE TECNOLOGIE G&P Intech propone una gamma di soluzioni per il ripristino e il consolidamento in zona sismica di strutture in cemento armato e in muratura esistenti con prodotti e sistemi certificati, offrendo servizi di formazione e assistenza tecnica ai progettisti e agli
Rinforzo strutturale antisismico di pilastri per strutture in cemento armato mediante tecnologia C frp System
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IL PARERE DELLA COMMISSIONE DEL CSLP Il 07 aprile 2021 la commissione per il monitoraggio
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applicatori. L’azienda propone principalmente sistemi di consolidamento costituiti da materiali compositi che prevedono l’impiego di matrici polimeriche o a base di leganti idraulici in combinazione con tessuti e reti in fibra di carbonio, vetro, basalto e acciaio Uhtss. Inoltre, fornisce soluzioni nel settore dell’isolamento sismico delle strutture mediante dispositivi meccanici e dissipatori.
Rinforzo strutturale antisismico di nodi trave-pilastro per strutture in c.a. mediante tecnologia C frp System
Figura 3: Rinforzo strutturale di nodi trave-pilastro per strutture in c.a. mediante tecnologia CFRP System. Fasce di piano suantisismico edifici in cemento
armato mediante tecnologia C frp System
LINEA FRP SYSTEM Una delle tecnologie più efficaci per il consolidamento delle strutture in cemento armato, cemento armato precompresso e muratura, è sicuramente Frp System. La tecnica del rinforzo Frp consiste nell’applicare le fibre alle strutture da consolidare mediante resine polimeriche tipicamente di natura epossidica. In genere sono impiegati tessuti in carbonio, uni-bi-quadridirezionali e connettori a fiocco per l’ancoraggio al supporto. La principale normativa tecnica di riferimento per la progettazione Frp è la Cnr Dt 200 R1 2013, che è stata recepita come normativa tecnica di comprovata validità, secondo le indicazioni del capitolo 12 delle Ntc 18. Ulteriori indicazioni, specialmente per il rinforzo dei nodi, sono fornite nelle Linee Guida ReLuis per riparazione e rafforzamento di elementi strutturali, nodi, tamponature e partizioni.
RIFERIMENTI NORMATIVI PER IL SISTEMA FRP La qualificazione e l’accettazione dei materiali per rinforzi Frp è disciplinata, in Italia, dal decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 293 del 29.05.2019 (Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica Frp da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti). Il documento sostituisce le precedenti Linee Guida di cui al D.P. Clsp n.220 del 09.07.2015 per quanto riguarda i materiali compositi in fibra di carbonio, vetro e aramide. Inoltre, aggiunge la qualificazione per le fibre di basalto e per i tessuti in trefoli d’acciaio Uhtss. LINEA FRCM SYSTEM Per il consolidamento delle strutture in muratura e in calcestruzzo, la tecnologia Frcm System prevede invece l’uso di rinforzi sotto forma di intonaci strutturali armati reti in carbonio, vetro Ar, basalto e tessuti di acciaio Uhtss. La qualificazione e l’accettazione dei materiali per rinforzi Frcm è disciplinata, in Italia, dal Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n.1 del 08.01.2019 (Linea Guida per la
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Sistema di presidio di antiribaltamento delle tamponature. A destra, connettore di ancoraggio in fibra unidirezionale di basalto
identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica (Frcm) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di
costruzioni esistenti). Al fine di scongiurare il fenomeno di ribaltamento degli elementi strutturali secondari e non strutturali quali tamponamenti, collegamenti perimetrali e tramezzature, G&P Intech propone i sistemi Stg e Stg1 (Strong Tie Glass), a basso spessore, costituiti RIFERIMENTI NORMATIVI da un rasante bicomponente armato con reti in fibra di PER IL SISTEMA FRCM vetro o di basalto alcali resistenti, apprettate, ancorate al supporto mediante connettori anch’essi in fibra di vetro La normativa tecnica di riferimento principale è o di basalto o per mezzo di barre elicoidali in acciaio la Cnr DT 215-2018, che è stata recepita come normativa tecnica di comprovata validità, seconinox. In alternativa, per il presidio di antiribaltamento do le indicazioni del Cap. 12 delle Ntc18. Ulteriodelle tamponature, è possibile impiegare il sistema Frcm ri indicazioni, utili alla messa in opera dei rinforzi, costituito da malte strutturali a base di calce idraulica sono fornite nelle Linee Guida ReLuis per ripanaturale armate con rete in fibra di basalto apprettata razione e rafforzamento di elementi strutturali, alcali resistente e connettori di ancoraggio in fibra di nodi, tamponature e partizioni. Rinforzo strutturale antisismico di edifici esistenti in muratura portante con tecnologia FRCM System per mezzo di reti apprettate in fibra di basalto basalto o barre elicoidali in acciaio inox. Rinforzo strutturale antisismico di edifici in muratura portante con tecnologia FRCM System per mezzo di reti apprettate in fibra di basalto
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Rimozione dell’eventuale intonaco esistente e consolidamento della muratura; Inghisaggio dei connettori a fiocco in fibra di basalto BFIX 10 con adesivo epossidico RESIN 75, disposti in n. di circa 4/mq a quinconce; Realizzazione del primo strato di malta in calce idraulica naturale M15 LIMECRETE, previa bagnatura del supporto; Annegare, nella malta ancora fresca, uno strato di rete in fibra di basalto apprettata B-NET 450 BA da 450 g/m² con sormonti pari a 10 cm; Sfioccatura del fiocco BFIX 10, per almeno 15 cm, sulla rete e impregnazione con RESIN 75, e successiva applicazione di spolvero al quarzo; Stesura del secondo strato di malta in calce idraulica naturale M15 LIMECRETE a copertura della rete finché il primo strato presenta ancora consistenza umida. Spessore totale della malta almeno 15 - 20 mm.
Fasi operative installazione connettori
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LINEA CRM SYSTEM Il rinforzo con Crm System prevede sempre la realizzazione di un rinforzo a trazione con la tecnica dell’intonaco armato, ma si distingue dai sistemi Frcm per l’impiego di reti rigide già preformate Gfrp con fibre di vetro alcali resistenti e malte strutturali. La qualificazione e l’accettazione dei materiali per rinforzi Crm è disciplinata, in Italia, dal Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n.292 del 29.05.2019, recante “Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione dei sistemi a rete preformata in materiali compositi fibrorinforzati a matrice polimerica da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti con la tecnica dell’intonaco armato Crm (Composite Reinforced Mortar)”.
RIFERIMENTI NORMATIVI PER IL SISTEMA CRM La normativa tecnica di riferimento principale è la Ntc 18, che al Cap. 8 prevede specificatamente l’impiego di intonaci armati per il rinforzo delle murature esistenti. Inoltre, secondo le indicazioni del Cap. 12 delle Ntc 18, si può sempre fare riferimento a normative tecniche di comprovata validità per una trattazione più esaustiva, tra cui la Cnr DT 203/2006. Ulteriori indicazioni, utili alla messa in opera dei rinforzi, sono fornite nelle Linee Guida ReLuis per riparazione e rafforzamento di elementi strutturali, nodi, tamponature e partizioni.
Rinforzi strutturale con sistema C rm
NORMATIVA DI RIFERIMENTO DISPOSITIVI DI ISOLAMENTO Le normative vigenti che regolano la progettazione sui vari dispositivi d’isolamento e dissipazione sono le Norme Tecniche per le Costruzioni (Ntc 2018) e la normativa europea Uni En 15129 Dispositivi antisismici. In particolare nelle Ntc18 al tema di isolamento sismico sono dedicati il capitolo 7.10, per quel che riguarda gli aspetti di progettazione e esecuzione e il capitolo 11.9 relativo ai dispositivi.
Isolatori sismici a singola e/o doppia superficie di scorrimento Hislide HP1 – HP2
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LINEA HIRUN PER ISOLAMENTO SISMICO ALLA BASE La protezione sismica delle strutture, nuove ed esistenti, civili, industriali e infrastrutturali a mezzo di dispositivi meccanici di isolamento alla base, rappresenta un’importante tecnica dell’ingegneria strutturale allo scopo di minimizzare i danni alle costruzioni e di salvare vite in caso di terremoti di elevata intensità. Per adeguare sismicamente le nuove strutture, ma anche le esistenti, possono oggi essere adottate moderne tecnologie antisismiche, che si basano sulla drastica riduzione delle sollecitazioni agenti sulla struttura, piuttosto che affidarsi alla sua capacità, garantendo un grado di sicurezza non perseguibile con tecniche tradizionali. Una delle tecnologie più mature e affidabili è senz’altro l’isolamento.
Materiali compositi per il rinforzo strutturale
G&P Intech Le soluzioni FRP, FRCM e CRM System del gruppo G&P Intech, si differenziano sul mercato dei consolidamenti strutturali per la loro competitività e per l’elevato contenuto tecnologico. I sistemi realizzati con materiali compositi, costituiti da tessuti in fibra di carbonio a matrice polimerica (FRP), reti in fibra di vetro o basalto e malta a base calce (FRCM), reti preformate in GFRP (CRM), sono destinati ai settori dell’edilizia e delle infrastrutture per il consolidamento in zona sismica di edifici in muratura o in C.A., ponti, viadotti e gallerie.
CRM SYSTEM
FRCM SYSTEM
FRP SYSTEM
Linea Guida | Prevenzione e sicurezza sismica G&P Intech, grazie alla propria trentennale esperienza nell'ambito della ristrutturazione, ricostruzione e prevenzione sismica ha predisposto una Linea Guida specifica, al fine di fornire alla progettazione degli strumenti tecnici ed operativi utili per Superbonus110, Sismabonus e Bonus Facciate. Via Retrone, 39 | 36077 Altavilla Vicentina (VI)
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SPECIALE ANTISISMICA
SCF
Operazione LEGGEREZZA L’azienda siciliana ha messo a punto soluzioni specifiche per migliorare il consolidamento e aumentare l’isolamento termico di un edificio diminuendo il peso delle strutture di Franco Saro
Sistema costruttivo P l afon S er completo
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trutture intelaiate, setti portati, acciaio: elementi essenziali quando le costruzioni sono alle prese con il difficile obiettivo di mettere in opera un rinforzo strutturale. Ma sono anche assi nella manica di Scf - Sistemi Costruttivi Futuri, azienda con base a Torrenova (Messina) che opera da 40 anni nel settore delle costruzioni, con accento sulla resistenza sismica e le prestazioni energetiche. Il consolidamento strutturale è, insomma, una filosofia coltivata da lungo tempo, a maggior ragione in una delle zone ad alto rischio, come il Sud. L’offerta dei sistemi costruttivi proposta comprende i prodotti realizzati negli stabilimenti di Torrenova con le migliori tecnologie produttive disponibili e la garanzia dei massimi livelli di efficienza produttiva e ambientale. Tutti i prodotti
Scf possono essere forniti anche nella versione Cam. Aspetto trainante del sistema Scf è l’abbinamento Eps– acciaio. Il connubio tra materiale isolante e rinforzo strutturale consente un peso decisamente più basso rispetto tecniche costruttive di tipo tradizionale, e assicura un miglioramento statico, oltre a una maggiore maneggevolezza dei prodotti in cantiere. Per esempio, il solaio Plastbau Metal, monodirezionale, e Cube, bidirezionale, accoppiati alla Trave Ser consentono di ottenere prestazioni sismiche superiori ai requisiti minimi prescritti dalle principali normative e di poter soddisfare le esigenze di durata in esercizio dell’edificio a costi contenuti. Il tutto abbinato a un notevole isolamento termico, con una conseguente riduzione dei consumi dell’edificio.
I VANTAGGI In condizioni statiche, edifici dotati di solai leggeri presentano un peso globalmente ridotto. E, quindi, questo consente risparmi significativi per i lavori di fondazione, dove è possibile operare una riduzione della superficie di contatto di tali elementi strutturali sul terreno, ma anche in travi e pilastri di elevazione. Meno immediato è, forse, il concetto che a una riduzione del peso dell’edificio corrispondono in condizione dinamiche anche minori domande sismiche sugli elementi strutturali, intendendo per domande sia le sollecitazioni (sforzi assiali, momenti e tagli) sia le distorsioni imposte (rotazioni della corda). Un minore carico assiale comporta una maggiore capacità di spostamento, dunque una maggiore duttilità. A questo corrisponde un fattore di struttura più alto, che consente di attingere ad azioni di progetto minori. Volendo elencare, i benefici prodotti dall’utilizzo di solai leggeri forniscono la riduzione delle seguenti quantità: • peso totale dell’edificio; • cubatura totale di calcestruzzo; • peso totale delle armature di acciaio (longitudinale e trasversali); • superficie delle casseforme L’utilizzo dei solai leggeri rispetto a quelli tradizionali, può ridurre il peso totale dell’edificio di circa il 20%.
Solaio bidirezionale Cube
Prova sismica su tavola vibrante effettuata presso istituto E.N.E.A. di Roma: è stato messo a confronto un modello di struttura realizzato con il sistema costruttivo S cf con un modello realizzato con un sistema tradizionale. I risultati hanno evidenziato che sottoponendo le due strutture a crescenti sollecitazioni sismiche, la struttura realizzata con il sistema costruttivo S cf è risultata più performante alle crescenti sollecitazioni sismiche
Solaio monodirezionale Plastbau-Metal
Trave reticolare S er
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SCF
Esploso di tetto inclinato con solaio Plastbau-Metal
Spaccato di tetto inclinato con coppi, con l'impiego del solaio Plastbau-Metal
Spaccato di tetto inclinato con tegole, con l'impiego del solaio Plastbau-Metal
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L’effetto di questa riduzione è sia una diminuzione delle dimensioni degli elementi strutturali, ovvero meno calcestruzzo impiegato nella realizzazione dell’edificio, sia un risparmio di circa il 16% dell’acciaio necessario per le armature. In particolare, il risparmio di calcestruzzo diventa più significativo all’aumentare del livello di irregolarità dell’edificio e della classe di duttilità in cui si dimensiona. I solai Plastbau e Cube, abbinati alla trave tralicciata Ser consentono, in aggiunta, una diminuzione dei tempi di realizzazione in cantiere, una riduzione degli errori nella messa in opera e una libertà compositiva, a beneficio della qualità architettonica, con la possibilità di realizzare orizzontamenti privi di travi emergenti ed una disposizione dei pilastri anche a luci importanti. Le maglie strutturali si dilatano, consentendo spazi più flessibili, sopportando anche carichi notevoli. EDIFICI ESISTENTI Il tema della leggerezza nel contributo antisismico di una struttura si fa ancora più determinante nel caso di interventi di adeguamento o miglioramento sismico, su edifici esistenti intelaiati o in muratura. Grazie ai solai Scf si ripristina il comportamento rigido (la rigidezza di piano) e il collegamento con le strutture verticali (continuità strutturale), garantendo un requisito importante ai fini antisismici dell’edificio, ovvero il cosiddetto comportamento scatolare, in modo da annullare l’insorgere di cinematismi di collasso tipici delle pareti in muratura, quale può essere il ribaltamento semplice fuori piano. Intervenire sull’esistente con solai alleggeriti significa non appesantire la struttura preesistente e lo scarico in fondazione, ma anche avere una più semplice movimentazione dei materiali in cantiere e una maggiore velocità di posa.
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SPECIALE ANTISISMICA
BIEMME
Rinforzo ad hoc PER GLI OPIFICI G Il Sistema Stabilflex si basa su due dispositivi, versatili e adattabili, in grado di collegare la trave al pilastro, i tegoli alla trave e sostenere le tamponature ai portanti verticali di Sara Giusti
li eventi sismici che hanno colpito sia in passato che di recente la nostra penisola hanno fatto sì che si sviluppasse ulteriormente in Italia il settore del consolidamento e del rinforzo strutturale. In particolare, è cresciuta la sensibilità nei confronti della prevenzione in funzione anti tellurica di elementi prefabbricati progettati in assenza di criteri antisismici, ora più che mai necessari. Per rispondere a queste esigenze, Biemme ha sviluppato Stabilflex, innovativo sistema, coperto da brevetto e marcato Ce, per il collegamento di elementi prefabbricati all’interno di opifici industriali in cemento armato.
Stabilflex Dissipatore 720 applicato sotto trave / lato pilastro quando sono necessari più dissipatori
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Messa in sicurezza delle coperture di capannoni prefabbricati in cemento armato mediante il dispositivo Stabilflex Dissipatore 190 applicato fra tegolo doppio e trave di bordo
STABILITÀ STRUTTURALE Realizzati in elementi prefabbricati di cemento armato, la maggior parte dei capannoni industriali italiani sono edifici monopiano con una struttura a telaio composta da pilastri e travi, collegati tra loro mediante semplice appoggio o mediante mezzi di collegamento rigido, e pareti di tamponamento verticali con tegoli di copertura supportati da travi. Considerando che gli elementi portanti sono semplicemente appoggiati o collegati rigidamente, questi edifici sono soggetti a danneggiamento da sisma, anche a causa dell’altezza degli stessi elementi. Se fortemente sollecitate, infatti, queste componenti tendono a rompersi, facendo venir meno la stabilità dell’intera struttura. DETRAIBILE CON SISMABONUS Progettato per risolvere i problemi più frequenti di tenuta strutturale degli opifici, il Sistema Stabilflex consente di accedere alle detrazioni fiscali per la messa in sicurezza antisismica degli immobili mediante sismabonus. Si basa su due dispositivi, versatili e adattabili, in grado di collegare la trave al pilastro, i tegoli alla trave e sostenere le tamponature ai portanti verticali. Grazie alla forma curvilinea, lo smorzatore centrale funge da elemento elastico che può comprimersi o estendersi per dissipare l’energia generata dall’evento sismico. I dispositivi, realizzati in acciaio strutturale S355 zincato a freddo, inoltre, possono
FUNZIONALITÀ CERTIFICATA Le attività di ricerca e sviluppo sul Sistema Stabilflex sono state eseguite in collaborazione con il Laboratorio Prove Materiali di Dalmine, del dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (Disa) dell’Università degli studi di Bergamo. La scelta della geometria è stata dettata dall’esigenza di avere materiali performanti e allo stesso tempo dalla ricerca di facilità di montaggio in cantiere. Definita la geometria, è stata condotta una modellazione mediante software a elementi finiti, in modo da definire spessori, curvatura e valutare l’insorgenza o meno di fenomeni di instabilità. I risultati delle analisi con modellazione tridimensionale hanno dato esito positivo, mostrando un comportamento stabile e una similitudine dei cicli in trazione e compressione. Sono state condotte prove sperimentali sul singolo dispositivo per verificare la bontà delle analisi a elementi finiti Fem, e per valutare la possibilità di certificazione del dispositivo utilizzando la macchina di prova universale Brt in accordo con la normativa relativa ai dispositivi antisismici Uni En 15129. Le prove Itt hanno consentito l’ottenimento del marchio Ce, identificando Stabilflex come Dispositivo Dipendente dallo Spostamento a Comportamento Non Lineare. essere utilizzati non solo per la messa in sicurezza dei capannoni esistenti, ma anche per i prefabbricati di nuova realizzazione. Sono versatili e leggeri, facilmente installabili e non comportano smontaggi o movimentazioni delle parti strutturali e impiantistiche durante la fase di montaggio. Biemme mette a disposizione anche un manuale di calcolo dedicato ai progettisti che intervengono nella valutazione e negli adempimenti legati al miglioramento e all’adeguamento sismico dell’immobile.
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SPECIALE FACCIATE VENTILATE
EDILIZIA
L’efficienza VISTA DA FUORI Si moltiplicano i sistemi multistrato per l’involucro esterno. E, tra le diverse opzioni, spunta anche la soluzione offerta dal Building Integrated Photovoltaic di Roberto Bolici Politecnico di Milano
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SPECIALE FACCIATE VENTILATE SPECIALE
TERREAL ITALIA
Condominio nuovo
E SCHERMO DOC
Un edificio degli anni Sessanta è stato rimesso a nuovo con prestazioni energetiche ed estetica migliorati grazie all’utilizzo del sistema avanzato in terracotta Piterak XS. Si monta a secco, grazie a una sottostruttura semplice, snodata e ingegnerizzata di Anna Molentini
L’
involucro di un edificio combina gli aspetti costruttivi e di efficienza energetica agli elementi più formali ed estetici dell’architettura. Tra le soluzioni più efficaci vi sono le facciate ventilate, ovvero schermi avanzati a montaggio meccanico, che consentono di unire l’isolamento termico con i vantaggi derivanti dalla ventilazione
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dell’intercapedine d’aria presente tra rivestimento esterno e contro-parete interna. Inoltre, proprio per la tipologia di montaggio e per le potenzialità di prefabbricazione della maggior parte dei suoi componenti, le facciate ventilate agevolano le tempistiche di cantiere, in termini di rapidità e di programmabilità, consentendo di ammortizzare il costo lievemente superiore rispetto ad altre tecniche a umido. L'OVERCLADDING La progettazione di facciate ventilate consente di intervenire in recladding, cioè con la sostituzione completa dell’involucro, o in overcladding, giustapponendo all’involucro nuovi strati funzionali montati a secco. È il caso dell’intervento di efficientamento energetico e architettonico realizzato per Torre Cadorna a Paderno Dugnano, edificio residenziale degli anni Sessanta in provincia di Milano. Per la riqualificazione sono stati utilizzati gli schermi avanzati a fissaggio meccanico Piterak XS di Terreal Italia, che migliorano le prestazioni e conferiscono alla struttura una estetica migliore. L’edificio presentava le caratteristiche costruttive comuni agli edifici dell’epoca: una serie di campate determinate da una struttura a telaio in calcestruzzo armato, tamponate con pareti in laterizio a cassa vuota. La copertura è a quattro falde e il piano sottotetto, non abitabile, svolge la funzione di intercapedine. Il basamento occupa un’area di sedime di 460 metri quadrati, mentre lo spiccato è un parallelepipedo rettangolare con un’impronta di 315 metri quadrati ripetuti per 12 livelli fuori terra, serviti da un vano scala e due ascensori. In totale l’edificio ospita 47 unità abitative, tre delle quali al piano terra, due attività commerciali e locali tecnici e servizi di supporto.
PRESTAZIONI CERTIFICATE
Il sistema Piterak XS è certificato in Etag1 034 ed è corredato dalle dichiarazioni di prestazione (DoP) e dalle relative marcatura Ce. È inoltre certificato dal Cstb2 secondo gli standard francesi. La palette di cromie e di finiture offerte consente di rispondere a qualsiasi esigenza estetica di progettazione. Gli elementi in laterizio possiedono inoltre requisiti tali da offrire prestazioni tecnologiche ed estetiche variegate e calibrate per ogni intervento. Oltre alle elevate proprietà di resistenza meccanica e resistenza agli urti, il laterizio possiede ottime proprietà di reazione al fuoco, basso coefficiente di dilatazione termica e bassa resistenza a flessione. Inoltre, il laterizio, tramite adeguato processo di lavorazione, consente di ottenere prodotti a pasta compatta, caratterizzati da una bassa porosità e più resistenti agli agenti atmosferici.
Il sistema di facciata ventilata Piterak XS di Terreal Italia. Sopra e a sinistra, la Torre Cadorna di Paderno Dugnano
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TERREAL ITALIA
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI DEL SISTEMA COSTRUTTIVO PITERAK XS
Tipologia
Lastre per parete ventilata
Dimensioni
da 15 a 40 cm modulo altezza, fino a 150 cm lunghezza, spessore 1,8 cm
Peso
≥ 15 MPa
Modulo di rottura
> 8900 Pa
Resistenza al vento (depressione) > 8900 Pa utilizzabile in zona II-III-IV in Resistenza all’urto funzione del tipo di fissaggio
Torre Cadorna: prima e dopo l'intervento di riqualificazione
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LASTRE IN TERRACOTTA La stratificazione degli interventi di Torre Cadorna ha determinato un primo lavoro di miglioramento della prestazione energetica nella seconda metà degli anni Ottanta, giustapponendo all’involucro un cappotto termico dello spessore di 5 centimetri realizzato in polistirene. A distanza di trentacinque anni, anche l’intervento di manutenzione straordinaria aveva esaurito la sua vita utile, oltre a non essere più in grado di
garantire il livello di prestazione atteso dagli utenti e dal quadro normativo vigente. Per questo, l’architetto Guido Ballabio dello StudioAgb di Milano, insieme ai collaboratori Giulia Cagnoni, Gianfilippo Liani e Nicolò Mariotti, hanno optato per il sistema di facciata ventilata in cotto Piterak XS di Terreal Italia, insieme a un nuovo isolamento esterno in polistirene con uno spessore di 12 centimetri. La facciata Piterak XS utilizzata prevede uno stato più esterno composto da lastre in terracotta di dimensioni modulari, di altezza variabile tra 15 e 40 centimetri e lunghezza fino a 150 centimetri. Nonostante le dimensioni importanti, le lastre di laterizio sono forate longitudinalmente e non superano 1,8 centimetri di spessore, riuscendo a mantenere quella proprietà di leggerezza intrinsecamente necessaria per un edificio già provato dal trascorrere del tempo. FISSAGGIO MECCANICO Il sistema Piterak XS è risultato inoltre in linea con le esigenze del committente, poiché impiega una sottostruttura snodata, altamente ingegnerizzata, che
Il sistema Piterak XS impiega una sottostruttura snodata, altamente ingegnerizzata, che ammortizza il movimento delle lastre, sottoposte all’azione del vento
ammortizza il movimento delle lastre, sottoposte all’azione del vento. Gli elementi di supporto dei montanti sono puntuali, in modo da azzerare i ponti termici. I montanti, a Y o a Ω consentono il fissaggio meccanico di un elemento puntuale a molla, garantendo un’elevata elasticità con lo scopo di assorbire eventuali assestamenti. La prima staffa di ogni montante è collegata mediante il kit di connessione e con una vite su foro passante che costituisce un punto fisso, ossia un vincolo che impedisce gli spostamenti nelle due direzioni, orizzontali e verticali. I punti fissi sono collegati alle travi perimetrali della struttura, in modo che le sollecitazioni della facciata possano essere trasmesse soltanto agli elementi della struttura con elevata resistenza. Il bullone di collegamento tra montante e staffa trova alloggio all’interno di una apposita scanalatura presente nel montante. La staffa si configura quindi come un vincolo carello, che consente gli spostamenti in direzione verticale e impedisce quelli orizzontali. Inoltre, due montanti consecutivi sono posti a una distanza dimensionata, così da costituire un opportuno giunto termico. Il sistema è in grado quindi di assorbire le deformazioni del montante dovute a gradienti ter-
mici. L’asola presente nelle staffe consente di regolare la struttura e compensare eventuali irregolarità del supporto murario.
LA SCHEDA Torre Cadorna Luogo: Paderno Dugnano (Milano) Progettazione: architetto Guido Ballabio - StudioAGB Milano Collaboratori: arch. Giulia Cagnoni (Milano), arch. Gianfilippo Liani (Milano), arch. Nicolò Mariotti (Milano) Consulenza strutturale: ing. Carlo Arienta (Milano) Diagnosi energetica: ing. Walter Stegani (Motta Visconti), ing. Maurizio Zanoni (Milano) Piano di Sicurezza e Coordinamento: arch. Giorgio Burragato (Biancostudio Milano) Coordinamento tra l’ufficio di progettazione e la committenza: geom. Francesco Ciocci (ufficio tecnico Ed. Ug. Soc. Cooperativa) Imprese principali: Edil Giovanelli srl (Milano): capocommessa, opere edili, assistenze e gestione cantiere; Terramilano Engeenering srl (Sesto San Giovanni): facciata ventilata; Colombo Ezio snc (Cernusco sul Naviglio): serramenti e carpenterie metalliche
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SPECIALE FACCIATE VENTILATE
BRIANZA PLASTICA
Un isolamento
AMICO DELLA NEVE I pannelli Isotec Parete sono stati utilizzati per la nuova sede di Ski Trab a Bormio. Risultato: è stato realizzato un isolamento ventilato e con elevate prestazioni di Anna Molentini
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torica azienda di materiali tecnici per lo sci-alpinismo, Ski Trab ha recentemente inaugurato la nuova sede a Bormio, in Alta Valtellina. Composta da diversi corpi di fabbrica contigui con macro shed asimmetrici, ispirati alle vette delle montagne che la circondano, la nuova struttura ospita la produzione, la sede aziendale e un museo dello sci. L’edificio, caratterizzato da facciate ventilate con rivestimento in alluminio in tre colori, presenta prestazioni energetiche ottimali in tutte le stagioni dell’anno, certificate in classe A3.
La nuova sede Ski Trab a Bormio Valdisotto (Sondrio)
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STRUTTURA PREFABBRICATA Progettata da Gap Studio e realizzata da Piccagnoni Costruzioni, la struttura prefabbricata è costituita da pilastri e pannelli di tamponatura in cemento armato, su cui poggia una copertura realizzata con struttura in legno lamellare. Per l’isolamento termico dell’involucro opaco verticale, particolarmente sollecitato dal clima invernale di
LA SCHEDA Progetto: nuova sede Ski Trab Ubicazione: Loc. Capitania - Bormio Valdisotto (Sondrio) Tipologia: nuova costruzione industriale con facciate ventilate, con rivestimento in alluminio in tre colori Committente: Ski Trab s.r.l. Progettazione: Gap Studio - geom. Andrea Pedrana Impresa di costruzione: Piccagnoni srl - Valdisotto (Sondrio) Installatore isolamento e rivestimento facciate: Nieder srl - Castione Andevenno (Sondrio) Isolamento facciate: Isotec Parete, spessore 120 mm – passo 600 mm Superficie di facciate isolate: 1.000 mq circa Rivestimento facciate: nastro aggraffato in alluminio
montagna, è stato scelto il sistema di facciata ventilata realizzato con Isotec Parete di Brianza Plastica, privilegiato per la sua versatilità e velocità di realizzazione. Il sistema consente, infatti, con un unico passaggio di posa, di creare sia un efficace strato di isolamento termico continuo a elevate prestazioni, che la camera di ventilazione e la sottostruttura per accogliere, sostenere e fissare il rivestimento. L’impermeabilità del pannello, insensibile all’umidità e protetto da un rivestimento di alluminio goffrato, e la posa a secco hanno avuto un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione delle tempistiche del cantiere, poiché hanno consentito di lavorare senza problemi o limitazioni nei mesi invernali anche con pioggia, neve e temperature rigide. POSA A SECCO Sulla superficie in cemento armato degli oltre 1.000 metri quadri di facciate della nuova sede Ski Trab sono stati posati completamente a secco, mediante ancoraggio meccanico, i pannelli Isotec Parete, dimensionati nello spessore 120 millimetri e passo 600 millimetri. Per la realizzazione dell’originale rivestimento metallico in nastro aggraffato, scelto in tre colorazioni ispirate alla natura, cioè marrone, testa di moro e nero, l’azienda installatrice Nieder ha proceduto fissando ai correntini metallici di Isotec Parete i pannelli in Osb, in modo da creare un sottofondo continuo, adatto al fissaggio dell’alluminio. La lavorazione dei nastri è stata eseguita con cura artigianale nei laboratori Nieder e poi portati in loco e fissati con apposite graffette.
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SPECIALE ANTINCENDIO
NORME & TECNICA
Il fuoco nascosto NEI DETTAGLI
I materiali ci sono, le norme da seguire anche. Ma per una protezione efficace è necessaria anche una installazione a regola d’arte dei sistemi antincendio
di Federico Belardo, Politecnico di Milano 162
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SPECIALE ANTINCENDIO
CAODURO
Apertura hi-tech ALLA SICUREZZA L’azienda vicentina amplia la sua gamma di sistemi per l’evacuazione fumi con motore elettrico Smoke Aries: utile anche per la ventilazione giornaliera, è testato per 10 mila cicli di funzionamento
di Anna Molentini
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pecializzata in soluzioni per l’illuminazione zenitale, ventilazione naturale e sistemi per il controllo del fumo e del calore, Caoduro, azienda in provincia di Vicenza, amplia la sua gamma di sistemi per l’evacuazione fumi con Smoke Aries. Brevettato e con marchio registrato, il nuovo prodotto nasce dall’evoluzione dell’evacuatore Smoke Out, ma si differenzia per il suo funzionamento elettrico e non più pneumatico, che consente di ottimizzare costi di gestione e manutenzione. Come gli altri dispositivi di Caoduro, anche Smoke Aries è conforme al regolamento Eu 305/11 e certificato secondo la norma En 12101-2, sia per quanto riguarda l’evacuazione di fumo e del calore, sia per la ventilazione giornaliera, testata per 10 mila cicli di apertura e chiusura.
Smoke Aries, il primo evacuatore a battente elettrico prodotto da Caoduro
I PUNTI DI FORZA L’Enfc Smoke Aries si contraddistingue dagli altri modelli della gamma Caoduro a battente per alcune caratteristiche: • utilizzo di un solo motore elettrico per le manovra di apertura e chiusura sia per l’evacuazione del fumo e del calore sia per la ventilazione giornaliera dei locali. L’unico motore presente svolge entrambe le funzioni. • nessun intervento manuale in copertura in caso di aperture accidentali. La gestione della richiusura avviene da terra tramite pulsantiera. • riduzione dei costi di manutenzione dovuti ai controlli periodici. Non è necessario sostituire componenti quali bombole di Co2. • assenza di dispositivi di spinta ausiliari, come ad esempio molle a gas, che favoriscono la spinta durante l’apertura dei dispositivi in caso di apertura sotto carico.
TUTTO A NORMA Completamente made in Italy, Smoke Aries si propone come soluzione innovativa e duratura nel panorama degli evacuatori naturali di fumo e calore (Enfc). Può essere utilizzato sia come evacuatore naturale per la progettazione secondo la norma di sistema Uni 9494-1, sia come apertura di smaltimento fumo secondo il Codice di Prevenzione Incendi DM 3 agosto 2015 e successive modifiche e integrazioni. Il sistema funziona a bassissima tensione ed è collegabile all’impianto di rilevazione e allarme antincendio (Irai) per consentire l’apertura automatica dei dispositivi in caso di emergenza.
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SPECIALE ANTINCENDIO
NEWS Hörmann
UNA TENDA CONTRO GLI INCENDI Con un know how di oltre 80 anni nel mercato delle chiusure, il Gruppo Hörmann arricchisce la propria gamma antincendio con la tenda FlexFire in tessuto a trama in fibra di vetro, in grado di raggiungere la classe di resistenza al fuoco E120. Indicata soprattutto per strutture come hotel, edifici pubblici, ospedali o uffici, è ideale per grandi aperture, in particolare per contesti in cui non si dispone di superfici idonee per l’installazione, sopra o a lato dell’apertura. La nuova tenda antincendio FlexFire Hörmann è realizzata in tessuto sottile (di soli 0,5 millimetri) a trama in fibra di vetro rinforzato con filo metallico V4A. Disponibile in
dimensioni fino a 5x5 metri, è dotata di guide filigranate in grado di garantire uno scorrimento particolarmente silenzioso. Azionata con un sistema di ritegno conforme alla normativa En 14637, FlexFire presenta interruttori di fumo ottici che presidiano l’area attigua al tendone e ne garantiscono una veloce chiusura in presenza di fumo. In caso di incendio, questo modello si chiude nel giro di soli 4 secondi al metro. FlexFire ha ottenuto dall’Istituto ift Rosenheim la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (Epd) secondo la Iso 14025, rendendo questo prodotto particolarmente adatto anche per edifici sostenibili.
Fakro
VIA DI FUGA IN AUTOMATICO Progettata per consentire un’efficiente evacuazione di fumo e calore in caso di incendio, la finestra Fsp Fakro agevola lo sfollamento delle persone presenti all’interno dell’edificio, facilita l’intervento dei vigili del fuoco e mantiene le vie di fuga libere dal fumo. In caso di incendio, infatti, il sensore ottico rileva la presenza di fumo all’interno della stanza e trasmette il segnale alla centralina, la quale aziona i motori a pistone elettrici facendo aprire il battente, in grado di raggiungere un angolo massimo di apertura di 75 gradi in 51 secondi a pieno carico. In condizioni di normalità, invece, la finestra Fsp può essere aperta con l’utilizzo dell’interruttore Lpi, per consentire una regolare ventilazione e illuminare i locali interni. In tal caso, dopo un tempo predefinito, la finestra si richiude automaticamente. Al sistema può essere collegato un sensore pioggia Zrd, che in condizioni di maltempo richiude automaticamente la finestra. La finestra Fsp Fakro per evacuazione fumi è prodotta e certificata in conformità alla normativa En 12101-2:2003.
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La lastra in cartongesso ad elevate prestazioni realizzata con il 35% di materiale riciclato
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SPECIALE SPECIALE NUOVI SISTEMI COSTRUTTIVI
ISOTEX
Il legno cemento
ANCORA PIÙ VERDE L’azienda presenta la nuova gamma con inserto Isotex Total Green100% riciclato, realizzato con isolante made of Neopor Bmbcert di Basf, nel pieno rispetto dei requisiti Cam per accedere al superbonus di Paolo Caliari
Blocco Isotex HDIII 44/20 con BMBcert di Basf, 100% riciclato, certificato ReMade in Italy
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er eccellere, una delle risorse degli imprenditori è l’uso della fantasia. Per forza: dove è scarsa la disponibilità di materie prime, come in Europa (purtroppo un problema di attualità), a fare premio sono la creatività, l’ingegno, e anche un pizzico di voglia di stupire. Ed è proprio l’effetto che fa la storia di Isotex a chi non conosce le sue risorse. A partire dall’idea di unire legno e cemento in un unico materiale, come ha fatto Isotex. Come spiega a YouBuild Loris Chinello, amministratore di Isotex. Domanda. Combinare la sostenibilità del legno con la solidità del cemento. Da dove nasce l’idea di Isotex? Risposta. Isotex inizia la sua storia in Germania nel 1946 e dal 1985 opera sul territorio italiano realizzando circa 85 mila abitazioni ecosostenibili e antisismiche (di cui 400 mila in Europa), garantendo sicurezza ed esperien-
za. Dall’allora C&P costruzioni, ex nome dell’impresa, alla moderna Isotex, l’azienda si è contraddistinta per ricerca, innovazione e qualità dei prodotti, diventando la maggiore realtà europea nel settore della produzione di blocchi cassero e solai in legno cemento. D. In che cosa consiste il materiale? R. Isotex è un sistema costruttivo composto da blocchi cassero e solai in legno cemento. Per la realizzazione di tutti i prodotti vengono utilizzate materie prime naturali e di assoluta qualità: legno di abete 100% riciclato, cemento Portland puro al 99%, ossido di ferro e acqua per ottenere un prodotto salubre, privo di additivi e sostanze chimiche. Il legno viene mineralizzato con l’impiego di un minerale naturale che lo rende inerte e, quindi, inattaccabile dal fuoco, muffe e parassiti. Il sistema costruttivo permette di ottenere un’eccellente coibentazione a «cappotto protetto»
senza bisogno di alcun tipo di manutenzione, grazie alla forma del blocco stesso. Infatti, lo strato isolante in Neopor Bmbcert, che ha uno spessore che può raggiungere i 23 centimetri, è protetto da uno strato di legno cemento, che garantisce la massima protezione, permettendone anche la traspirazione. D. Com’è organizzata l’azienda in Italia? R. Quest’anno Isotex festeggia il 37esimo anniversario e conta su un team di oltre cento persone tra dipendenti e agenti, che coprono capillarmente il territorio nazionale. Isotex esporta in oltre 14 Paesi Ue ed extra Ue come Germania, Spagna, Grecia, Francia, Lussemburgo, Belgio, Romania, Bosnia, Australia. L'azienda investe da sempre in ricerca, sviluppo, certificazioni e marketing, offrendo la sicurezza di prodotti che rispettano tutte le normative vigenti: sismica, termica, acustica, bioedilizia e resistenza al fuoco. D. Come è prodotto il sistema costruttivo? R. La produzione è effettuata interamente nello stabilimento Isotex a Poviglio (Reggio Emilia) con un impianto di ultima generazione, completamente automatizzato, che permette di ottenere prodotti di alta qualità e precisione. Il nostro magazzino è sempre rifornito grazie all’elevata capacità produttiva che ci permette di garantire un costante e veloce approvvigionamento dei cantieri in pronta consegna. D. Il materiale è realizzato in Italia? R. I prodotti sono 100% made in Italy. D. Questo materiale in quale tipologia di prodotti è declinato? R. Il sistema costruttivo Isotex è composto da blocchi
cassero e solai in legno mineralizzato e cemento. La gamma blocchi è composta da blocchi per pareti esterne, interne e per tamponamento. Le misure vanno dai 20 ai 44 centimetri di spessore con inserto isolante che oscilla dai 7 ai 23 centimetri. Gli isolanti all’interno dei blocchi sono composti da Eps ecosostenibile Neopor Bmbcert di Basf oppure da sughero. Completano la gamma dei blocchi una serie di pezzi speciali e a corredo per l’eliminazione dei ponti termici come mezzo blocco, blocco ad angolo, blocco cordolo solaio, blocco architrave, blocco pilastro. La gamma solai in legno cemento è composta da solai per piani intermedi (S20 - S25 - S25) e solai per ambienti freddi e di copertura (S39). D. Quali sono state le tappe fondamentali dello sviluppo dell’azienda fino a oggi? R. All’attuale mercato dell’edilizia, in cui si contrappongono la necessità di ridurre i costi di realizzazione, alle crescenti esigenze di costruzione con materiali per strutture antisismiche, a basso consumo energetico, sostenibili e acusticamente performanti, Isotex risponde modificando e migliorando sensibilmente le prestazioni dei propri prodotti, rendendoli ancora più competitivi sotto tutti questi aspetti, raggiungendo sempre ottimi risultati. Nel 2010 ricerca e innovazione hanno portato Isotex allo studio e realizzazione di un nuovo modello di blocco fortemente migliorato dal punto di vista dell’isolamento termico (+15/18%) e nella capacità portante, che risulta aumentata del 45%. Dal punto di vista tecnico i nuovi blocchi sono stati progettati con due nervature al posto di tre, ottenendo uno strato di materiale isolante continuo e omogeneo. Nel 2020 Isotex ha ultimato le sperimentali in collaborazione con Università di Pavia atte a dimostrare che la parete realizzata con il proprio sistema costruttivo funziona perfettamente come trave/
Uffici Isotex Poviglio (Reggio Emilia). A sinistra, i titolari Isotex Loris ed Eros Chinello
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Stabilimento Isotex a Poviglio (Reggio Emilia). Sotto, materiale sempre in pronta consegna
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parete. I test sono stati eseguiti su due travi di diverse dimensioni con lo scopo di investigare il comportamento di elementi aventi rapporti di taglio nell’intervallo normalmente adottato nelle costruzioni a pareti estese debolmente armate. A tale scopo sono state utilizzate due travi-parete con luci rispettivamente di 4 e 6 metri. Il comportamento delle due travi, mostrato attraverso le prove descritte sopra, consente di concludere che il loro comportamento è del tutto assimilabile a quello di due pareti piene di calcestruzzo, sia per quanto concerne la resistenza che la deformabilità. Nel 2017 Isotex ha iniziato un’importante partnership con Basf per l’utilizzo dell’isolante Neopor inserito all’interno dei blocchi cassero in legno cemento. D. Nel 2022 avete lanciato il nuovo prodotto con inserto Isotex Total Green 100% riciclato: di che cosa
si tratta? R. L’inserto termoisolante Isotex Total Green 100% riciclato, è realizzato con isolante made of Neopor Bmbcert di Basf, dove il 100% delle fonti fossili viene sostituito da fonti rinnovabili. È certificato ReMade in Italy e ha ottenuto Etichetta con Classe A+. Tale certificazione ambientale, richiamata anche dal decreto Cam 2017, attesta il contenuto di riciclato di un determinato prodotto. Aver ottenuto questa importante certificazione significa per Isotex apportare un ulteriore contributo positivo al progetto di economia circolare di interesse dell’azienda. Questa importante innovazione permette una riduzione delle emissioni di CO2 del 42%. D. Qual è il rapporto con il concetto di sostenibilità ed economia circolare? R. La storia green di Isotex ha radici lontane. Nata nel
1985, Isotex si è impegnata sin dall’inizio per ridurre l’impatto sull’ambiente, preservare le risorse naturali e la biodiversità. Ha creato un sistema costruttivo eco-sostenibile, impiegando materie prime naturali e di recupero, inquadrando il tutto in un progetto di economia circolare, che prevede l’utilizzo di impianti fotovoltaici installati sullo stabilimento produttivo che permette di ridurre del 40% il fabbisogno di energia elettrica, la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, il recupero degli scarti di produzione, che sono riciclati reimmettendoli nel ciclo produttivo, impiegando come materia prima legno di abete esclusivamente proveniente da filiera di recupero (100% riciclato). Nel 2018, questo impegno, ha acquisito un valore aggiunto con l’ottenimento della Dichiarazione ambientale di prodotto (Epd/Fdes) per l’intera gamma di prodotti Isotex, che da oltre 20 anni è certificata per la bioedilizia tramite ente terzo Anab/ Icea. Un’ulteriore tappa molto importante sulla green timeline di Isotex risale a marzo 2021, quando tutti i prodotti in legno cemento Isotex sono stati caratterizzati da inserti isolanti costituiti per il 90% da materia prima Neopor tradizionale e dal 10% da Neopor Bmbcert di Basf, vale a dire derivante dall’impiego di fonti rinnovabili (ovvero biomassa) in sostituzione a quelle fossili. Questo switch ha permesso di compiere un ulteriore passo in avanti, verso un’edilizia sostenibile e nel pieno rispetto dei requisiti Cam per i materiali isolanti, richiamati e propedeutici ad interventi di superbonus 110%. L’upgrade 2022 è rappresentato dall’istituzione di un’intera linea di prodotti in legno cemento con isolanti interamente in Neopor Bmbcert di Basf, che permettono di sostituire completamente l’impiego delle fonti fossili primarie con le fonti rinnovabili. In un’unica parola: isolanti 100% riciclati e certificati ReMade in Italy. La gamma Isotex è quindi ora disponibile nelle due versioni, entrambe ecosostenibili e nel pieno rispetto dei requisiti Cam: Isotex Total Green (isolante 100% riciclato, certificato ReMade in Italy Classe A+) e Isotex Green (isolante 10% riciclato, certificato ReMade in Italy Classe C). D. Questo materiale è utile per i vari bonus? R. Isotex rispetta i requisiti Cam per l’efficientamento energetico e tutte le normative vigenti per la sicurezza sismica degli edifici per accedere al superbonus 110% (ecobonus + simabonus). È adatto per interventi di demolizione/ricostruzione e adeguamento sismico ed energetico tramite Esoscheletro con aumento di due classi energetiche e acquisto di case antisismiche in zone sismiche 1-2-3 (limite di spesa 96 mila e acquisto entro il 30 giugno 2022). D. A quali requisiti tecnici risponde il materiale Isotex? R. Isotex (blocchi e solai in legno cemento) è innanzitutto un sistema antisismico collaudato, normato dalle Linee Guida Ministeriali del Consiglio Superiore LL. PP. del
2011 e richiamato nella Circolare Esplicativa del 2019 delle NTC 2018. Possiede ottime caratteristiche di isolamento termico (Classe A4 e Nzeb) e acustico. Mediante prove di laboratorio e certificazioni rilasciate da ente terzo accreditato, Isotex dimostra la rispondenza alle normative vigenti in materia di isolamento termico delle superfici opache, di isolamento acustico e fonoassorbimento. Con le soluzioni e i prodotti Isotex, si raggiunge la Classe I che è la migliore prestazione che si può raggiungere in termini di insonorizzazione di pareti e solai. Accanto a queste caratteristiche tecniche si annoverano l’eccellente inerzia termica e permeabilità al vapore, comprovate attraverso prove a rispondenza di legge. I prodotti Isotex sono inoltre ecologici certificati: l’intera gamma dispone delle Epd/Fdes (Dichiarazione Ambientale di Prodotto tipo III) ed è certificata per la bioedilizia. D. È sicuro riguardo alla resistenza al fuoco? R. Sotto l’aspetto della sicurezza al fuoco, accanto alla classificazione di reazione al fuoco (B s1 d0) e di resistenza al fuoco (Rei 120 per le pareti e Rei 240 per i solai) è stato dimostrato che la parete Isotex ha ottime prestazioni di comportamento al fuoco di facciata, testimoniate grazie al superamento del test francese denominato Lepir 2, che ha come obiettivo la valutazione del comportamento al fuoco
La nuova gamma Isotex Total Green consente la riduzione delle emissioni di CO 2 del 42%
CHE COSA È NEOPOR BMBCERT
Biomass Balance è il processo certificato secondo lo schema Redcert2, secondo cui fino al 100% delle fonti fossili primarie è sostituito da fonti rinnovabili sostenibili e certificate, ovvero biomassa (come rifiuti organici) all’inizio della produzione e attribuite ai rispettivi prodotti finali, utilizzando un modello di calcolo certificato. Con il metodo Biomass Balance, non solo si contribuisce al risparmio di fonti fossili primarie, ma si migliora ulteriormente il profilo ambientale dei prodotti isolanti, infatti con Neopor Bmbcert si riducono le emissioni di CO2 del 42%, rispetto al Neopor tradizionale.
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ISOTEX
Comportamento al fuoco di facciata degli edifici (Lepir 2)
Sistema costruttivo Isotex blocchi e solai in legno cemento
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di facciata. Quindi, garanzia di sicurezza antincendio a 360 gradi. La resistenza al fuoco è un aspetto molto importante per gli edifici, come previsto dalla normativa vigente (Ntc 2018), da tenere in seria considerazione in fase di progettazione e quando si acquista casa. Isotex offre la massima sicurezza anche sotto l’aspetto di resistenza al fuoco in quanto il legno viene sottoposto ad un processo di mineralizzazione naturale che lo rende inerte e quindi inattaccabile dal fuoco, da muffe e parassiti. La struttura realizzata con Isotex ha ottenuto una classificazione Rei120 per i blocchi e Rei240 per i solai. Entrambe le prove sono state effettuate senza intonaci. Dalle prove effettuate in laboratorio è emerso che, in caso di incendio, oltre ad essere una struttura che non collassa, vi è l’assoluta certezza che non vi siano emanazioni di gas tossici
nocivi alla salute umana. Inoltre, nel 2020, il laboratorio francese Efectis ha effettuato il test Lepir2 (Comportamento al fuoco di facciata) su una parete realizzata con blocchi cassero in legno cemento Isotex con all’interno 23 centimetri di Eps in grafite Neopor. La facciata è stata sottoposta a un violento incendio sviluppato completamente all’interno dell’edificio Isotex. I nostri prodotti hanno superato brillantemente il test in quanto non vi è stata alcuna propagazione di fiamme sulla nostra parete in legno cemento Isotex. Ulteriore prova si sicurezza del sistema costruttivo D. Il sistema è utilizzabile anche in funzione antisismica? R. Il sistema costruttivo Isotex (blocchi e solai in legno cemento) è innanzitutto un sistema antisismico
collaudato, normato dalle Linee Guida Ministeriali del Consiglio Superiore LL. PP. del 2011 e richiamato nella Circolare Esplicativa del 2019 delle NTC 2018. I blocchi cassero in legno cemento Isotex vengono posati a secco e successivamente riempiti di calcestruzzo a formazione di una parete estesa debolmente armata, che rappresenta il nucleo strutturale antisismico della stratigrafia di parete Isotex. Dal punto di vista strutturale la parete estesa debolmente armata che si crea all’interno dei blocchi cassero, ha ottime capacità portanti e antisismiche. Le caratteristiche strutturali ne permettono l’utilizzo in zone altamente sismiche di categoria 1 e 2. Anche a seguito di terremoti di elevata intensità che si sono susseguiti nel corso degli anni, sono state molteplici le testimonianze da parte di clienti Isotex, sull’efficacia della tenuta strutturale e antisismica del sistema costruttivo e delle ottime performance durante un evento sismico. Delle oltre 85 mila abitazioni realizzate con Isotex in Italia dal 1985 a oggi, molte di queste sono state interessate da eventi sismici di notevole intensità: basti pensare al Friuli 1998, all’Umbria 1997, in Abruzzo 2009, in Emilia 2012 e in Centro Italia nel 2016. Questi edifici non hanno avuto alcun danno, nemmeno una cavillatura. D. La posa in cantiere richiede istruzioni speciali? D. Uno dei punti di forza del sistema costruttivo in legno cemento Isotex consiste nel fatto che, con un’unica operazione di posa semplice e veloce, si soddisfano perfettamente tutte le caratteristiche previste dalle norme vigenti che vanno dall’aspetto antisismico, di resistenza al fuoco, di isolamento termo-acustico, inerenti la struttura verticale ed orizzontale. In questo modo si riduce notevolmente anche la possibilità di una non corretta
messa in opera dovuta all’intervento di più figure (carpentieri, muratori, posatori di isolanti termici e acustici). Di conseguenza, l’edificio realizzato con prodotti Isotex diventa più prestazionale e meno costoso. Chi utilizza questi prodotti riconosce il miglior rapporto qualità/ prezzo rispetto agli altri sistemi costruttivi. Oggi Isotex è la scelta di otto clienti su dieci nel mercato del legno cemento in Italia grazie alla garanzia di qualità portata dal nostro marchio Made in Italy, dai servizi offerti ai clienti e dalle importanti innovazioni introdotte dai nostri prodotti negli anni. D. Quali sono i campi di applicazione più utilizzati? R. Isotex può essere utilizzato per edilizia residenziale, commerciale, bioedilizia, social housing, edifici pubblici e privati. Tutti i prodotti Isotex soddisfano i requisiti Cam necessari per accedere agli incentivi superbonus 110% (ecobonus + sismabonus). D. Avete un servizio di consulenza per chi vuole utilizzare la soluzione Isotex? R. Gli ingegneri dell’ufficio tecnico Isotex sono a completa disposizione per l’assistenza a professionisti e clienti per fornire qualsiasi informazione di carattere tecnico, eseguire studi di fattibilità e calcolo solai. Per i progettisti che hanno necessità di calcolare le strutture, Isotex mette a disposizione un software per la verifica strutturale delle pareti appositamente realizzato e aggiornato alle nuove Ntc 2018. Dal sito web è possibile scaricare tutta la gamma di oggetti Bim per la progettazione. Isotex inoltre offre da sempre un supporto anche in cantiere. I nostri agenti hanno tutte le competenze tecniche necessarie per seguire i cantieri dalle prime fasi di posa dei blocchi e nelle varie operazioni di costruzione degli edifici.
Ufficio tecnico Isotex
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SPECIALE
MAZZONETTO
Il nuovo tetto
È A PROVA DI CLIMA M
L’azienda lancia la super tegola Ts.03, che può resistere anche agli elementi atmosferici più estremi: un sistema modulare che consente flessibilità per i progettisti
di Franco Saro
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eteorologi e scienziati sono concordi: negli ultimi cinquant’anni il territorio italiano, come il resto del mondo, è stato caratterizzato da cambiamenti climatici che hanno caratteristiche diverse per temperatura e precipitazioni, ma generano anomali eventi estremi. Con effetti intrinsecamente dirompenti per la loro pericolosità. In genere le costruzioni, le difese, le coltivazioni, le attività umane, sono strutturate per fronteggiare uno spettro di eventi la cui intensità rientra in un intervallo calcolato attorno a un valore medio. Se, però, un evento esce da questo intervallo di tolleranza, che non può essere reso arbitrariamente grande senza incorrere in costi proibitivi (e normalmente inutili), nasce un potenziale pericolo, perché non sono disponibili le contromisure per contrastarlo. Eventi estremi causano vittime, danni economici e possono avere effetti traumatici sulle strutture economiche e sociali.
PROGETTARE CON THE SKIN La vocazione alla ricerca e all’innovazione sono da sempre elementi distintivi di Mazzonetto. Fondata nel 1982 in Veneto, l'azienda commercializza e produce laminati metallici e accessori per la lattoneria, diventando un riferimento per il settore, con filiali in tutta Europa e un mercato internazionale in continua espansione. L’alta specializzazione nella lavorazione dei metalli e la costante attenzione agli sviluppi del mercato sono i principali fattori di crescita dell’azienda che dagli anni Novanta ha esteso la propria offerta ai rivestimenti metallici in edilizia, sia in copertura che in facciata, con la realizzazione di finiture esclusive e di sistemi studiati appositamente per il mondo dell’architettura. Dal connubio tra produzione, servizi e formazione specializzata, Mazzonetto ha dato inoltre vita a The Skin, la divisione che offre un servizio di assistenza a progettisti e installatori, sensibilizzandoli alla formazione continua e alle nuove tendenza di mercato. Quattro i pilastri fondamentali che fondanoThe Skin: • Maestria artigianale: il ruolo primario sicuramente è quello dell’installatore artigiano esperto che ha le capacità e le competenze per eseguire una corretta posa in opera.The Skin coinvolge i migliori artigiani lattonieri che hanno dimostrato
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nel tempo le capacità e l’attenzione per fare di ogni lavoro un’autentica opera d’arte. Sistemi integrati: The Skin propone diverse tecniche applicative per permettere al progettista di ottenere la tessitura più idonea alla propria idea progettuale. Ogni tecnica viene proposta come sistema integrato composto da diversi elementi che lavorano all’unisono per garantire il miglior risultato estetico e funzionale. Tutti i componenti sono progettati e testati per garantire le migliori prestazioni. Metalli sottili: la pelle, la parte materica del rivestimento che grazie agli ossidi, ai pigmenti, alle laccature e alle superfici, dà identità al fabbricato. The Skin ha selezionato i metalli che garantiscono il miglior risultato estetico e funzionale nel tempo. Rame, alluminio, zinco, acciaio dolce e acciaio Corten diventano gli attori principali da conoscere e con cui sperimentare. Progettazione personalizzata: ogni progetto è unico e ha le sue peculiarità; pertanto The Skin esegue attente analisi di fattibilità, prepara schemi dei rivestimenti, analizza le stratigrafie e i particolari esecutivi. Un supporto indispensabile alla progettazione e alla realizzazione di voci di capitolato.
La nuova tegola TS.03 di Mazzonetto consente di costruire coperture in grado di resistere agli eventi metereologici più dirompenti
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POSA FACILE Ma, mentre nel passato, in mancanza di adeguate tecnologie, gli effetti del clima sono stati spesso considerati un costo inevitabile, attualmente sono a disposizione mezzi per ridurne quanto meno gli impatti negativi. Anche nell’ambito dell’edilizia si continua a fare ricerca per produrre sistemi costruttivi che possano dare risposta a eventi eccezionali: proprio per questo motivo è stata studiata tegola TS.03, frutto della ricerca tecnologica di Mazzonetto, azienda padovana specializzata in soluzioni di lattoneria. Si tratta di un sistema di rivestimento modulare, dove ogni elemento è stato curato nel minimo dettaglio per resistere nel tempo, facilitare le operazioni di posa riducendone i tempi e garantendo risultati di altissima qualità espressiva e funzionale. 01 Sfiato Questo pezzo speciale può essere utilizzato per l’uscita di uno sfiato, di piccoli corpi emergenti oppure per garantire la ventilazione su falde inclinate in sostituzione al colmo ventilato continuo 02 Fermaneve Realizzati in alluminio in tinta con il materiale con il quale viene realizzata la copertura, sono progettati per essere fissati ad incastro tra un corso di tegole ed il successivo 03 Colmo ventilato Grazie alla sua particolare forma permette di bloccare la pioggia anche in caso di eventi meteorologici estremi. È pedonabile e il rivestimento in metallo è realizzato nello stesso metallo e colore del tetto, fissato alla struttura in acciaio zincato tramite incastro senza fissaggi diretti 04 Profilo di partenza Realizzati in alluminio da 1,5 mm, permettono di agganciare il primo corso di tegole e l’allineamento delle stesse lungo la linea di gronda, garantendo la tenuta anche in presenza di forti carichi ascendenti 05 Clips di fissaggio Realizzate in acciaio inox dello spessore di 0,6 mm, garantisco la tenuta del sistema anche in presenza di eventi meteorologici di eccezionale intensità 06 Tegola TS.03 In alluminio, si distinguono per leggerezza, durabilità e resistenza, raggiungendo i più elevati standard di qualità. Il formato permette di coprire un metro quadro con solo tre elementi
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LEGGEREZZA E DURATA La nuova tegola TS.03 è stata disegnata per diventare un oggetto dal design contemporaneo, che apre nuove possibilità espressive alla progettazione architettonica, oltre a consente di costruire edifici in grado di resistere agli eventi metereologici più dirompenti. Si distingue, infatti, per leggerezza, durabilità e resistenza rispetto ai sistemi tradizionali, con i più elevati standard di qualità. La caratteristica distintiva della tegola è rappresentata dalle sue dimensioni: con solo tre elementi è possibile coprire la superficie di un metro quadrato. Dai test eseguiti presso l'Itc-Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Mazzonetto ha potuto verificare sperimentalmente come il sistema di copertura metallico in tegole TS.03 resista al carico del vento (carico ascendente) fino a 500 Pascal. Significa resistere fino alla classe 11 della scala di Beaufort, con venti fino a 28 metri al secondo, che possono provocare lo sradicamento di alberi e infliggere considerevoli danni strutturali agli edifici. A prova di cambiamento climatico, insomma.
LA QUALITÀ È UN CERCHIO La divisione The Skin di Mazzonetto ha istituito un processo di qualità denominato The Skin Circle, che parte dall’idea architettonica e si conclude con la realizzazione finita, al fine di garantire il raggiungimento del massimo risultato possibile sia dal punto di vista estetico che funzionale. The Skin accompagna il progettista lungo questo percorso ad anello, seguendo in modo ordinato ogni singolo passaggio necessario per la buona riuscita dell’opera, seguendo la tecnica dell’arte e il concetto chiave della misurabilità. Il processo si conclude con la redazione da parte della Mazzonetto di un attestato di conformità, che trasforma un insieme di componenti in un sistema integrato, raccogliendo tutti gli elaborati di analisi e progettazione, e diventando una guida per la manutenzione e le future integrazioni. Contattando la divisione The Skin il progettista può farsi accompagnare attraverso la scelta del prodotto (sistema e metallo) più idoneo alle sue esigenze ed essere messo in contatto con gli installatori selezionati The Skin Master, che faranno un preventivo dettagliato sulla base dei documenti di analisi. Ricevuto l’appalto, la divisione The Skin monitorerà il cantiere rilasciando, alla fine dei lavori, la dichiarazione di conformità sulla corretta posa a conclusione del processo di qualità.
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SPECIALE NUOVI SISTEMI COSTRUTTIVI
DALIFORM GROUP
Un Iglu’ smart
PER LA CELLA FRIGO S Il sistema innovativo di casseforme a perdere per la realizzazione di vespai aerati con maggiore flessibilità, semplicità e velocità di posa
di Sara Giusti
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pecializzata nella produzione di manufatti in plastica riciclata per il mondo delle costruzioni, Daliform Group ha firmato negli anni numerose innovazioni che hanno migliorato il modo di costruire. Tra queste Iglu’ Smart, un cassero in plastica riciclata ed ecocompatibile, ideale per coprire ampie superfici in tempi notevolmente più ridotti, rispetto ai casseri normali. POSIZIONE REGOLABILE Iglu’ Smart, grazie alla conformazione unica e innovativa, e al particolare sistema di incastro a tacche registrabili presenti nelle sue due appendici, permette di regolare facilmente la dimensione in pianta del cassero nelle due direzioni, mutuamente ortogonali,
Iglu' Smart 50x50 cm
Iglu' Smart 52,5x52,5 cm. A destra, Iglu' Smart 55x55 cm
orizzontale e verticale. Oltre alle dimensioni in pianta 50×50 cm, 52,5×52,5 cm e 55×55 cm, con Iglu’ Smart si ottengono anche dimensioni non standard, come ad esempio 55×52,5 cm, 52,5×50 cm, 50×55 cm e 50×52,5 cm. Basta semplicemente regolare la posizione del sormonto tra i casseri, cioè spostare il cassero con l’ausilio delle tacche preimpostate, senza l’utilizzo di accessori aggiuntivi come, ad esempio, sistemi di prolunghe. VESPAIO AREATO La soluzione di Daliform Group è stata impiegata anche per la realizzazione di una pavimentazione areata per una cella frigo a bassa temperatura a Tolmezzo (Udine). L’area da ventilare, composta da campi rettangolari, era delimitata perimetralmente da travi di fondazione. La necessità del progettista era quella di trovare un prodotto che coniugasse semplicità e velocità di posa, evitando l’utilizzo di accessori, come prolunghe o fermagetti, per l’adattamento a campi di vespaio non modulari. L'utilizzo di queste tipologie di accessori, infatti, oltre a limitare lo spazio disponibile per l’areazione, comporta un consumo maggiore di calcestruzzo. La scelta del cassero a perdere regolabile in pianta Iglu’ Smart ha consentito la realizzazione di un vespaio perfettamente adattato ai campi disponibili, permettendo di aumentare la superficie per la ventilazione e risparmiare calcestruzzo. Il suo utilizzo, inoltre, garantisce il mantenimento della temperatura dell’intercapedine superiore allo zero, eliminando l’umidità presente nel sottofondo, ed evitando così che il sedime di fondazione, cioè l’insieme di magroneterreno, congelando si deformi, spingendo la superficie di posa verso l’alto e di conseguenza provocando la fessurazione del pavimento, secondo il fenomeno noto come criosollevamento.
La realizzazione del vespaio aerato per una cella frigo a bassa temperatura a Tolmezzo (Udine). A sinistra, la posa di Iglu' Smart
LA SCHEDA Ampliamento di un fabbricato esistente Tipologia lavoro: Cella frigorifera a bassa temperatura (-27°) Luogo: Tolmezzo (Udine) Superficie: circa 1000 mq
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SPECIALE
RASSEGNA
ANCORAGGIO CERTIFICATO
L
e piastre di ancoraggio Welda di Peikko sono appositamente progettate per essere utilizzate in strutture sottili come pannelli per pareti o piastre, ma possono anche essere collocate in strutture come travi e pilastri. Gli ancoraggi a testa a martello saldati sulla piastra permettono l'installazione facile nell’armatura dell’elemento in calcestruzzo. Disponibili in varie dimensioni con spessori da 8 a 20 millimetri, le piastre di ancoraggio Welda hanno ottenuto la marcatura CE attraverso ETA.
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KNAUF ISOLASTRA DIVENTA ADVANCED Knauf introduce sul mercato le nuove Isolastre Advanced, soluzione per l’isolamento di interni che potenzia le prestazioni in tema di efficienza energetica e semplifica la conformità a bonus fiscali e bandi pubblici. Le Isolastre Advanced sono infatti integralmente certificate Cam, sia per l’innovativa lastra Gkb Advanced che per i materiali isolanti. La gamma Isolastre Advanced si compone di cinque linee con caratteristiche differenti, per una gamma completa e capace di rispondere a ogni tipo di esigenza di isolamento termoacustico. Oltre a garantire performance ottimali, le lastre hanno come ulteriore punto di forza la resistenza di Gkb Advanced e la sua leggerezza, che aumenta la velocità e la facilità di posa in cantiere. Le Isolastre Advanced sono inoltre ideali per sopperire a vincoli architettonico-strutturali, edilizi o urbanistici che impediscono di realizzare il cappotto esterno, garantendo l’isolamento termico dall’interno e mantenendo intatti i volumi originali.
BOX MONOBLOCCO, DALLA FABBRICA AL CANTIERE Uffici, spogliatoi, mense, aree comuni o servizi igienici: i box monoblocco prefabbricati Unimetal offrono la soluzione a ogni necessità, sempre nel rispetto delle norme di legge. Ogni box è realizzato con telaio superiore in lamiera zincata, pavimento in truciolare idrofugo, ricoperto con telo in Pvc, e pareti coibentate con pannelli in lamiera preverniciata e poliuretano espanso. La copertura è coibentata con pannelli in lamiera preverniciata e poliuretano espanso. I serramenti comprendono una porta dotata di vetro neutro e barre e finestra con anta fissa vetro neutro/anta scorrevole o vetro neutro e barre. L’impianto elettrico 220v a parete include una plafoniera con lampada 60w completa di interruttore, una presa 10a, un quadro elettrico generale con salvavita magnetotermico differenziale 10a, una scatola per allaccio esterno per collegamento di messa a terra. I box vengono assemblati all’interno dello stabilimento Unimetal da operai specializzati e sono trasportati direttamente in cantiere. Lo spostamento avviene sia con sollevamento dal tetto tramite ganci, oppure dal basamento tramite forche muletto. Oltre a occuparsi della realizzazione e vendita di box prefabbricati, Unimetal si occupa anche di noleggio, sia mensile che a lungo termine, di box pronti all’uso.
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RASSEGNA
WEBERTEC PER IL RINFORZO DELLE MURATURE Con il marchio Weber, Saint-Gobain Italia propone diverse soluzioni per l’adeguamento sismico all’interno della gamma webertec. Si tratta di malte strutturali per il rinforzo delle murature che, se abbinate con elementi di rinforzo in fibra di vetro e acciaio, possono formare sistemi per il consolidamento come l’antisfondellamento. Il fenomeno dello sfondellamento riguarda tutti gli edifici con solaio in laterocemento, ed è purtroppo molto frequente a causa dell’elevato utilizzo di tale tipologia strutturale nell’edilizia italiana. Tra i prodotti utilizzati nel sistema c’è la rete strutturale in fibra di vetro Ar e apprettata con Pva webertec rete250/A, il tassello universale in nylon con vite in acciaio zincato webertec tassello, la flangia per il fissaggio di reti strutturali e non webertec flangia, l’angolare in acciaio zincato per fissare la rete nel raccordo parete-soffitto webertec angolare. Infine fanno parte della gamma webertec BTcalceF e webertec BTcalceG, malte strutturali con classe di resistenza M15, a base di calce idraulica naturale Nhl5.
COLLEGAMENTO EFFICACE TRA SOLAI E PARETI CON PERIMETRO FORTE Perimetro Forte di Laterlite è l’innovativo sistema, brevettato e certificato, di cerchiatura perimetrale con funzione antisismica che consente di ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici. Composto da Connettore Perimetrale e Ancorante Chimico in abbinamento alla gamma di Connettori CentroStorico, ai calcestruzzi strutturali e ai massetti leggeri Leca, Perimetro Forte consente di ottenere il comportamento scatolare dell’edificio esistente, assicurando un efficace collegamento tra i solai e le pareti e, conseguentemente, la continuità strutturale degli elementi portanti dell’edificio. Il sistema di consolidamento dei solai proposto da Leca si basa sulla formazione di una nuova soletta in calcestruzzo leggero strutturale Leca, perfettamente interconnessa al solaio esistente, in grado di aumentare la resistenza e rigidezza del solaio, incrementandone anche la portata. In più, la soletta collaborante realizzata in calcestruzzo leggero Leca CentroStorico e collegata al solaio con i Connettori, meccanici o di tipo chimico, e alle pareti tramite il Connettore Perimetrale consente di ridurre notevolmente (fino al 50%) il peso gravante sulle strutture.
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RINFORZO SUPER SOTTILE CON PLANITOP HPC FLOOR La malta cementizia fibrorinforzata Planitop Hpc Floor è la malta studiata per interventi di ripristino e rinforzo di strutture orizzontali dove le conformazioni impongono l’uso di malte colabili ad altissime prestazioni. Studiata nei laboratori di Ricerca e Sviluppo Mapei, la malta Planitop Hpc Floor si distingue per la sua formulazione, che si compone di cementi ad elevata resistenza, aggregati selezionati, speciali additivi e fibre rigide in acciaio, e per le sue elevate prestazioni meccaniche. Impastata con acqua, questa malta è idonea per l’applicazione mediante colatura, senza rischio di segregazione, in spessori da 1,5 a 3 centimetri, senza l’ausilio di rete elettrosaldata né di connessioni metalliche. Rispetto ai sistemi realizzati con calcestruzzo o calcestruzzo alleggerito, Planitop Hpc Floor è sottile e leggero: lo spessore del rinforzo si misura in soli 2,5 centimetri di applicazione e in 60 kg/m2 in termini di peso complessivo dell’intervento.
SCUDOTERMICO ISOLA SECONDO NATURA Nato dallo studio delle composizioni materiche del passato, Scudotermico di Calchèra San Giorgio è un intonaco minerale naturale con elevato potere termoisolante e fonoassorbente, specifico per l’isolamento termico delle murature e dei solai nelle nuove costruzioni e per la riqualificazione energetica dei vecchi edifici. Totalmente minerale ed ecologico, esente da qualsiasi materiale dannoso per la salute e l’ambiente, è composto da calce idraulica naturale di alta qualità e da una miscela di minerali espansi con basso peso specifico: sfere di vetro puro costituite al 100% da vetro riciclato. Il prodotto garantisce elevata traspirabilità, evitando quindi fenomeni di condensazione, e regolazione delle condizioni termoigrometriche degli ambienti interni, funzionando come barriera al freddo invernale e al calore estivo. Applicabile sia in interno che in esterno, Scudotermico è riciclabile come inerte a fine vita.
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RASSEGNA
FACCIATE VENTILATE CON POLIISO FB La realizzazione di facciate ventilate, apporta agli edifici sia un efficace isolamento termico attraverso i moti convettivi che limitano il calore verso l’interno, sia un importante miglioramento estetico, essendo personalizzabili nell’estetica. Poliiso Fb di Ediltec è un pannello per l’isolamento termico costituito da una schiuma polyiso rigida a celle chiuse, espansa senza cfc o hcfc fra due supporti: quello della faccia superiore in velovetro addizionato con fibre minerali, da posizionare sul lato maggiormente esposto al rischio incendi, e quello della faccia inferiore in velovetro saturato. Grazie alle sue eccellenti prestazioni di reazione al fuoco (Euroclasse B s1 d0) è particolarmente indicato per l’isolamento termico di facciate ventilate e di edifici sottoposti a prevenzione incendi. Poliiso Fb dichiara valori di λD da 0,028 W/mK a 0,025 W/mK a seconda dello spessore, secondo la norma europea En 13165. Ha dimensioni standard pari a 600x1200 millimetri ed è disponibile negli spessori da 30 a 160 millimetri.
AQUABOX PER L'EQUILIBRIO IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO Progettato per un'efficace gestione delle acque piovane, Aquabox di Geoplast è la soluzione ideale per tutte le applicazioni di mitigazione idraulica come sistemi di infiltrazione, accumulo e riutilizzo o rilascio controllato in rete. Queste applicazioni sono fondamentali per prevenire i possibili fenomeni di inondazione, sempre più frequenti a causa dei mutamenti climatici, specialmente nelle aree urbanizzate caratterizzate da un elevato livello di cementificazione. Gli elementi Aquabox vengono assemblati in cantiere e posati a secco. I moduli sono agganciati tra di loro mediante appositi connettori che garantiscono la stabilità del bacino. Grazie alla sua elevata resistenza meccanica, Aquabox può essere installato sia in aree urbane che in aree industriali o commerciali dove è presente un intenso transito di mezzi, anche pesanti. L’altissima percentuale di volume utile (96%) consente a ogni elemento Aquabox di accumulare fino a 432 litri d’acqua meteorica. Infine, una completa gamma di accessori rende il sistema completamente ispezionabile attraverso robot, mentre la pulizia e la manutenzione avvengono attraverso l’inserimento di un tubo meccanizzato ad alta pressione.
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YTONG: SICURO CONTRO IL FUOCO Il sistema costruttivo Ytong in calcestruzzo aerato autoclavato si caratterizza, oltre che per le sue peculiari caratteristiche di leggerezza, traspirabilità, resistenza e isolamento, anche per una eccellente resistenza al fuoco (Euroclasse A1, incombustibile). Questa performance rende i blocchi Ytong ideali sia per la realizzazione di pareti esterne che per le compartimentazioni interne in edifici civili e industriali, garantendo elevate prestazioni di resistenza al fuoco fino a EI240. In caso d’incendio, infatti, il calcestruzzo aerato autoclavato resiste ad altissime temperature senza bruciare, né alimentare fiamme, non gocciola, non produce fumi e non sprigiona gas tossici. I blocchi Ytong evitano la propagazione del fuoco, semplificano la ricerca di vie di fuga e l’attuazione degli interventi di soccorso. Numerosi test dimostrano che, anche nel caso di incendi attivi da molte ore, grazie alla elevata capacità isolante del materiale, la penetrazione del calore è così bassa che la temperatura sul lato non esposto alle fiamme supera di poco i 60 gradi centigradi, salvaguardando quindi l’incolumità di persone e cose.
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L'ARCHITETTO DIGITALE
Alberto Sdegno, Direttore del Master in Building Information Modeling presso l'Università di Udine
Al rilievo basta un clic
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in dalla presentazione ufficiale della prima immagine fotografica, avvenuta come sappiamo il 1839, gli architetti sono sempre stati incuriositi da questo straordinario strumento di comunicazione. Non a caso, proprio in quegli anni, soggetto privilegiato di ripresa erano gli edifici, a causa dei tempi lunghi di esposizione richiesti dai primissimi sistemi di registrazione, che prevedevano di mantenere immobile la macchina fotografica per un certo periodo di tempo, in modo che la luce facesse depositare i contenuti visivi della scena sulle lastre precedentemente trattate con prodotti chimici. Louis Daguerre, al quale si deve l’invenzione di questo procedimento, lavorava nel campo dell’architettura e della scenografia, ma non avrebbe mai immaginato gli sviluppi odierni che consentono di restituire da una serie di fotografie il modello tridimensionale dell’oggetto fotografato. In effetti, l’evoluzione della fotogrammetria, ovvero l’impiego di riprese fotografiche di un contesto per il rilevamento metrico di una scena urbana o naturale, ha oggi permesso di automatizzare il laborioso processo tradizionale di rilevamento, delegando al software tutta la fase di interpolazione degli scatti fotografici, in modo da ottenere il rilievo puntuale di un oggetto a qualsiasi scala, dal particolare all’intero complesso edilizio, sotto forma di modello digitale 3D. Tale procedimento è chiamato in ambito tecnico-scientifico in vari modi: da Image-Based Modeling (modellazione basata sulle immagini) a Structure from Motion (struttura dal movimento) a seconda della disciplina che lo studia, la computer graphics nel primo caso o la fotogrammetria nel secondo. Tralasciando gli aspetti algoritmici, è sufficiente essere a conoscenza del fatto che, per essere riconosciute dal sistema, le fotografie devono essere scattate in modo da coprire integralmente per sovrapposizione tutto l’oggetto della ripresa. Ogni immagine, cioè, deve contenere circa il 30% delle informazioni presenti nella successiva, così da consentire la calibrazione automatica dei singoli fotogrammi, attraverso l’identificazione dei punti omologhi presenti negli stessi. In questo modo il programma capta le coordinate bidimensionali dei singoli pixel dell’immagine e le trasforma in punti aventi riferimenti tridimensionali, che possono essere considerati a tutti gli effetti nuvole di punti, al pari di quelle realizzate con costosi sistemi di rilevamento strumentale al laser. Le nuvole di punti possono quindi essere a loro volta ulteriormente manipolate, con sofisticati
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algoritmi, in modo da unire i punti con entità di tipo mesh, che descrivono la superficie del nostro edificio, dando origine al rilievo stereometrico finale. I vantaggi di questa operazione sono indubbi: in questo modo, infatti, le operazioni di rilevamento in sito sono ridotte al minimo e non c’è bisogno di procedere con la misurazione diretta (con cordelle metriche, distanziometri o triplometri) e nemmeno con quella strumentale (stazione totale, laser scanner 3D) delegando a una semplice macchina fotografica, in alcuni casi anche solo a uno smartphone (vista la qualità della risoluzione ottica che ormai hanno i nostri cellulari) il campionamento delle immagini richieste. Tutte le operazioni sono svolte in laboratorio, avendo a disposizione il materiale acquisito, anche se è possibile a differenza che in passato avere un primo controllo proprio in fase di acquisizione se si ha a disposizione di un notebook, data la rapidità con cui può avvenire l’interpolazione delle fotografie da parte del software di trattamento fotogrammetrico. Inoltre, bisogna considerare il fatto che in questo modo il rilievo conterrà una rappresentazione molto accurata del manufatto, fornendo una descrizione fisica dei materiali dell’edificio, che sono estratti proprio dalle fotografie, così da mostrare in maniera esaustiva la completezza delle informazioni: si pensi al degrado di superficie, alle lacerazioni, ai cromatismi, al dettaglio di particolari tecnici e decorativi. Viene così a generarsi il cosiddetto digital twin, vale a dire la clonazione digitale dell’opera analizzata sotto forma di una copia in formato numerico della stessa, che può servire a vari scopi: a estrapolare i prospetti su cui poi intervenire per ricomporre piante e sezioni necessarie alla riprogettazione degli spazi, a creare fotomontaggi digitali per verificare l’impatto ambientale di un nuovo edificio in un contesto storico, a produrre modelli fisici, tramite
Campanile di Pirago (BL). Trattamento fotogrammetrico ed elaborazione immagini da drone. Università di Udine, CdL in Scienze dell’Architettura, Lab. tematico di Progettazione, docente Prof. V. Riavis, stud. M. Olivotto.
prototipazione rapida e 3D, per la comprensione di un progetto o per presentare alla committenza un’opera nella sua consistenza materica a scala ridotta. A ciò si aggiunge la possibilità di utilizzare strumenti aerei di acquisizione fotografica, quali i droni, per consentire un campionamento globale di un contesto, dal momento che ormai questi piccoli oggetti volanti prevedono microdispositivi di registrazioni di immagini ad altissima risoluzione, come appunto avviene nei citati smartphone. A meno di 200 anni dalla nascita della fotografia, quindi, la procedura di svelamento dell’immagine su lastre metalliche, che tanto incantava coloro che assistevano a tale fenomeno, si è trasformata in un processo di apparizione non meno sorprendente rispetto al precedente: che invece di mostrare una singola riproduzione bidimensionale di una scena, produce agli occhi dell’attento osservatore, un modello 3D, che è l’esatta riproduzione in formato digitale del nostro manufatto.
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THE OPEN DOOR FOR YOUR PROJECTS
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COME SI
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SOLUZIONI & PROGETTI In questo numero: Parapetti e balaustra
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FARAONE Efficienti trasparenze
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COME SI FA
Faraone
A Milano un edificio premiato da CasaClima è riuscito a coniugare la classe A+ e la sostenibilità con soluzioni tecnologiche ed estetiche di valore. A partire dalla scelta dei parapetti in vetro e sistemi di fissaggio della serie Ninfa
Efficienti trasparenze di Valentina Anghinoni
La "Villa Urbana" nel quartire Greco, a Milano è caratterizzata dalla presenza di ampie terrazze a ogni piano del fabbricato, per dare ampia visibilità all'esterno degli appartamenti
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l progetto dello studio dna Architects, di Lorenzo e Luca Rossi, ha curato la realizzazione di una villa urbana, nel quartiere di Greco, a Milano. L’edificio ha una superficie utile di 2.600 metri quadrati, con struttura portante interamente in acciaio e tamponamento perimetrale con tecnologia a secco ad altissime prestazioni di isolamento termico e acustico. Sul piano di copertura a vela sono stati installati 320 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, che coprono gran parte del fabbisogno energetico dell’edificio. Le elevate prestazioni energetiche così ottenute sono riconosciute dal protocollo CasaClima con classe di efficienza A+. Al progetto è stato assegnato il premio del pubblico ai CasaClima Awards 2021, tra 23 edifici in lizza.
Lorenzo e Luca Rossi, studio dna Architects
ACCIAIO E TERRAZZI Il piano interrato, l’unico realizzato con paratie in calcestruzzo armato sul perimetro del lotto, è destinato a parcheggio, cantine e locali tecnici, mentre il solaio del piano terra, dove si trovano una spa di 160 metri quadrati e un appartamento di 70 metri quadrati, è prefabbricato in lastre in calcestruzzo predalles. Dal piano terra si elevano gli elementi di struttura verticale in acciaio. Ai piani primo, secondo e terzo, sono stati realizzati tre appartamenti di 250 metri quadrati ciascuno, con terrazzi per altri 150 metri quadrati, che si sommano ai 220 della terrazza al quarto
piano. I solai di interpiano sono interamente costituiti in acciaio e solai in lamiera grecata con getto collaborante. L’azione di controvento è demandata alla parete posteriore del vano ascensore in calcestruzzo armato intorno al vano scala, e a profili diagonali in facciata. L’utilizzo dell’acciaio ha favorito, ai diversi livelli, le soluzioni architettoniche desiderate: possibilità di ampie luci al piano interrato, irregolarità della struttura in pianta e in alzato, facilitando la flessibilità e soluzioni open-space, e opportunità di grandi sbalzi per gli ampi terrazzi ai piani superiori.
AMPIA VISIBILITÀ Proprio questi ultimi nella villa urbana hanno un ruolo di primo piano, come spiegano i progettisti: «È stato previsto di realizzare dei terrazzi a ogni piano del fabbricato, tutti di dimensioni e geometria differente, caratterizzati da ampie vetrate anche con sistemi scorrevoli fino a 7 metri di lunghezza per dare ampia visibilità dell’esterno dagli appartamenti. Abbiamo perciò optato per parapetti in vetro e sistemi di fissaggio Ninfa di Faraone, che sono sembrati i più evoluti rispetto a quanto presente sul mercato. Essendo la struttura del fabbricato in acciaio con solette interpiano in lamiera grecata con getto corroborante, abbiamo studiato con l’impresa edile un sistema di ancoraggio alla soletta con un profilo a Z in acciaio, che facesse da sostegno di appoggio ai profili in alluminio porta vetro Ninfa di Faraone. Ovviamente, sono stati previsti anche elementi disgiuntori per interrompere la continuità di fissaggio tra i profili di acciaio e quelli di alluminio».
PROFILI E SICUREZZA In cantiere sono state fatte campionature sia con il profilo Ninfa 3, oggetto di appalto, sia con il più recente sistema Ninfa 4 optando per il sistema Ninfa 3 che, seppur più complesso nel sistema di regolazioni, ha permesso di avere una geometria più regolare per quanto riguarda la sezione del profilo, che ha permesso di nascondere tutto il sistema nella soletta. Il profilo di fissaggio in acciaio dal lato della soletta è stato preventivamente rivestito da una guaina bituminosa in
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COME SI FA
Faraone
La scelta dei parapetti in vetro per le terrazze è ricaduta sul sistema Ninfa 3 di Faraone. Grazie alla geometria regolare della sezione del profilo, è stato possibile nascondere tutto il sistema nella soletta
PARAPETTI DI DESIGN Dal 2009 Faraone si è specializzata nell’offerta di soluzioni in vetro per parapetti e balaustre, prodotte in serie e nel rispetto delle più severe normative in vigore. Oggi l’azienda lancia sul mercato Ninfa la serie 6, attualmente il punto di riferimento dei parapetti in vetro per il pubblico e per il privato, per il nuovo e per la riqualificazione di balconi, terrazzi, scalinate, recinzioni, bordi piscina, tribune. Il nuovo catalogo si può scaricare al link: https://bit.ly/cat-ninfa6-042022 o attraverso il QR Code riportato a fianco.
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Fasi di installazione del parapetto Ninfa serie 3
COMMITTENTE: Privato PROGETTO ARCHITETTONICO E DL: d.n.a. dYNAMIC nETWORK aRCHITECTS PROGETTO STRUTTURALE: Ing. Enrico Pulcini Studio DEP CONSULENTI: p.i. Roberto Ornati (Esperto Casa Clima) IMPIANTI: p.i. Federico Favretto Climology srl COSTRUTTORE: Vanoncini spa INVOLUCRO: Knauf IMMAGINI: dYNAMIC nETWORK aRCHITECTS
continuità con la struttura grezza della soletta per impedire qualsiasi rischio di infiltrazione d’acqua. Su questa è stato posato un massetto e un isolamento termico in pannelli di vetro cellulare su cui è stato posato un secondo strato di impermeabilizzazione con guaina in Mapelastic, completata dalla posa a colla di rivestimento in gres porcellanato. Lo stesso profilo a Z sul lato esterno funge da elemento di scolo dell’acqua che defluisce all’esterno lungo l’intercapedine della facciata ventilata caratterizzata sul lato interno da pannelli in Aquapanel e sull’esterno da una finitura in lastre di Grc di grande formato. Il profilo del sistema Ninfa è rifinito nella parte superiore da elementi in lattoneria. Quello interno con funzione di rifinitura e di battuta delle lastre di rivestimento in gres porcellanato, quello esterno con funzione di finitura e di raccordo con i pannelli della facciata ventilata.
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COSTRUIRE
NEWARK ENGINEERING
Quella crescita È STRUTTURALE Superbonus e sismabonus hanno messo il turbo all’attività della società di ingegneria con base a San Salvo (Chieti). Che ha aperto 55 cantieri in tutta Italia di Veronica Monaco Il condominio La Playa 1 di San Salvo Marina
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anta il record del primo cantiere portato a termine in Italia con il superbonus 110%. Quello che per alcuni è rimasto un miraggio difficile da afferrare, tra difficoltà burocratiche e giri di giostra normativi, per lo studio di progettazione Newark Engineering di San Salvo (Chieti) è una realtà con basi più che solide, visto che l’edifico del primato, oltre a un miglioramento dell’efficienza energetica, ora in classe A1, ha ottimizzato anche le sue prestazioni strutturali, con un salto di ben due classi sismiche. Prendendo a prestito una celebre battuta del film Frankestein Junior, con il progetto di riqualificazione del complesso residenziale La Playa 1 a San Salvo Marina i progettisti di Newark Engineering hanno dimostrato
che «si può fare!». E replicare, visto che lo studio ha in corso altri 55 cantieri in tutta Italia, sempre nell’ambito del superbonus. Gennaro Luciano, ingegnere e co-fondatore della società, spiega a YouBuild le ragioni del successo dell’intervento e dello studio di cui è socio insieme a Antonio Pantalone, Agostino Monteferrante e Andrea Di Iorio. Domanda. Tra gli studi di progettazione Newark Engineering sta andando a gonfie vele. Come è andato il 2021? Risposta. Oltre le aspettative. Siamo fautori del primato nazionale del condominio La Playa 1 di San Salvo Marina, il primo cantiere in Italia di grandi dimensioni a essere stato progettato e ristrutturato usufruendo appieno del superbonus 110%. Il cantiere, con 8 milioni di euro di intervento, ha visto al lavoro almeno 53 persone al giorno, con picchi di 80 unità, per 295 giorni. Abbiamo altri 55 cantieri aperti per il superbonus e 284 progettazioni in essere. I nostri committenti sono localizzati in ben sette regioni tra il Centro e il Nord Italia. Tutto questo grazie all’effetto superbonus divenuto una certezza, un volano per la ripresa della economia nazionale e un investimento che lo Stato ripaga in termini di sgravi fiscali e di maggiore benessere e sicurezza dei cittadini. Inoltre, è il perno che sta consentendo al settore dell’edilizia di orientarsi sempre più verso una direzione green, focalizzata sulla qualità dei materiali, sulla loro sostenibilità e durata, e non sul loro costo. D. Che cosa prevedete invece per l’anno in corso? R. Considerato il crescente trend della domanda, grazie anche al recepimento del Pnrr, prevediamo di cavalcare l’onda a ritmo sostenuto, superando i numeri raggiunti nel 2021. Vogliamo profondere un impegno sempre maggiore nella progettazione di interventi ad alto contenuto tecnologico per offrire concrete soluzioni funzionali. D. Come è organizzata la vostra società? R. Vantiamo un organico composto da 59 tecnici-professionisti dislocati in quattro sedi, due a San Salvo (Chieti), una a L’Aquila e un’altra a Milano. Ovviamente, in funzione della collocazione geografica dei cantieri aperti, il nostro personale è pronto a dare supporto diretto dove è necessario. La società fa inoltre parte della Esb Group, una rete d’imprese con un organico complessivo di 97 professionisti, tra architetti, ingegneri, geometri, tecnici disegnatori, consulenti fiscali e legali. D. Quali sono le aree geografiche che vi stanno dando maggiori soddisfazioni in termini di business? R. Lavoriamo in maniera equivalente in tutti i territori. Se dovessi fare una classifica direi Abruzzo, Lombardia e a seguire Molise, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Lazio. D. Come è nata la Newark Engineering? R. Lo studio è nato nel 2009 dalla sinergia tra la mia
persona e l’ingegnere Andrea Di Iorio e gli architetti Antonio Pantalone, che è anche presidente della società, e Agostino Monteferrante. Tutti abbiamo fatto convergere i nostri know how complementari e interessi verso un obiettivo comune: quello della consulenza e della progettazione architettonica e ingegneristica. Con l’avvento del superbonus abbiamo fatto un passo ulteriore e fondato, insieme a uno studio di consulenza fiscale, la Esb Group, una rete di aziende che si occupa di rigenerazione urbana e riqualificazione del patrimonio edilizio, in modo da avere uno studio totalmente integrato per la gestione delle pratiche relative ai bonus. D. Qual è il vostro rapporto con il territorio? R. Ottimo. Siamo divenuti un punto di riferimento del settore, offrendo un servizio di consulenza efficiente, distintivo e tecnicamente valido per committenti privati e pubblici. Inoltre vogliamo anche restituire valore al territorio in maniera diretta, con azioni esemplari e orientate alla rigenerazione. Per esempio, abbiamo donato 32 alberi alla città di San Salvo (Chieti) per contribuire al miglioramento del patrimonio verde locale. Inoltre, cerchiamo sempre di lavorare con imprese locali o grandi aziende radicate stabilmente nei territori interessati dagli interventi. D. Avete un ambito di lavoro specifico? R. No, Newark rivolge ai suoi clienti svariate proposte: studi di fattibilità, progettazione, direzione dei lavori, consulenze tecniche e tutto quanto attiene ai vari campi dell’architettura e dell’ingegneria. Operiamo in ambito
L'ingegnere Gennaro Luciano dello studio Newark Engineering
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NEWARK ENGINEERING
Il cantiere La Playa 1 a San Salvo (Chieti). A destra, condominio Cumanà, San Salvo (CH). Sotto, condominio 127, L’Aquila (AQ)
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residenziale, commerciale, industriale, paesaggistico, turistico ricettivo, infrastrutturale e di interior design. D. Quali interventi sono più richiesti? R. Al 90% si tratta di interventi relativi al superbonus. Un altro 5% sono richieste di committenti privati, e il restante 5% sono interventi pubblici, per la realizzazione di impianti, opere, costruzioni civili e industriali, infrastrutturali e urbanistiche, anche legati al Pnrr. Lavoriamo molto anche nell’ambito della ricostruzione post sisma, in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. D. Il post terremoto è finito? R. Soprattutto nella sede de L’Aquila, siamo ancora attivamente impegnati nella progettazione per la ricostruzione post sisma. Nonostante i dati positivi, gran parte della ricostruzione deve ancora essere realizzata. Solo alcuni cittadini infatti sono riusciti a rientrare nelle proprie case o stanno per conseguire l’obiettivo. Questo perché da un lato si continua a scontare la lentezza determinata dai troppi vincoli procedurali e dal sottodimensionamento delle strutture amministrative e tecniche, tipiche della governance della ricostruzione, dall’altro si paga lo scotto
dell’emergenza sanitaria con le sue implicazioni. Casistica differente è quella del sisma nel Centro Italia dove con l'avvento del Commissario Legnini, si è avuto uno scatto dell'iter procedurale e la ricostruzione sta procedendo in maniera spedita. D. Quali sono gli interventi di sicurezza che sarebbero necessari sul territorio? R. Essendo un ingegnere strutturista, ho molto a cuore il tema dell’antisismica. Alla luce degli eventi che continuano a susseguirsi nel nostro Paese, che dagli anni Ottanta ha speso più di 30 miliardi per far fronte alle emergenze, mettere in sicurezza il territorio è indispensabile. Prima di parlare di interventi, però, la prima operazione da portare a termine dovrebbe essere la mappatura della vulnerabilità sismica delle varie zone. L’ideale sarebbe raggiungere per tutte le costruzioni esistenti un livello di prestazione sismica adeguata almeno per il 60 % alle sollecitazioni previste dalla mappatura nazionale. Si potrebbe poi prevedere, per esempio, un intervento obbligatorio di check up per tutti gli edifici che hanno compiuto più di 50 anni. D. Superbonus e sismabonus hanno visto scendere in campo una miriade di aziende e di progettisti. Ma qual è il risultato? R. Ci sono i pro e i contro. Sicuramente questi strumenti hanno ridato speranza di nuovi lavori ai professionisti in un momento storico generale di grande crisi. Dalla sinergia tra le diverse figure professionali coinvolte si garantiscono progetti di qualità che si traducono in interventi di eccellenza. E qui sta il punto fondamentale della questione: la certificazione dei professionisti. Le imprese e gli studi coinvolti negli interventi di riqualificazione con accesso ai bonus fiscali devono essere certificati. Solo così è possibile avere un garanzia, anche a tutela dello Stato. Le numerose truffe di cui si sente parlare di recente sono legate in larga parte al bonus facciate, in cui i controlli sono stati molto più laschi rispetto a quelli del superbonus, in cui si controlla davvero ogni più piccolo dettaglio.
D. Serve dunque una maggiore qualificazione delle imprese? R. Serve una maggiore qualificazione di tutta la filiera. Certamente sarebbe auspicabile qualificarsi costantemente, ma il problema sostanziale che si sta verificando è la difficoltà di reperimento del personale, crescente in maniera proporzionale alla crescita della domanda. D. Anche la questione dei prezzari è stata al centro del dibattito: che cosa ne pensa? R. Per quanto ci riguarda, in ossequio alla normativa, sono stati utilizzati il prezziario Dei e i prezziari regionali. Ci adegueremo per il futuro prossimo, e con le tempistiche previste, a recepire le modifiche apportate dal cosiddetto decreto Cingolani. Tuttavia, la questione riguarda da vicino i bonus più recenti, perché nelle pratiche sisma inerenti la ricostruzione si lavora già da tempo con i prezzari. Gli aumenti che si sono registrati sono dovuti sicuramente al caro energia, ma anche a una mancanza di programmazione da parte dello Stato, che non ha ancora reso i bonus strutturali. Questo ha portato a una corsa agli interventi e a una bolla speculativa molto forte. Rendere la manovra strutturale, consentirebbe di rendere tutto più controllato, a garanzia delle stesse finanze statali. D. Che tipo di tecnologie utilizzate? R. Assolutamente tutte le esistenti e contemplate dalla normativa. Per l’efficientamento energetico utilizziamo le più moderne tecnologie presenti sul mercato con le necessarie certificazioni, tipo Cam, al fine di utilizzare prodotti riciclabili a basso consumo di materie prime. Per la progettazione strutturale, contestualizzando ogni singolo intervento, le tecnologie applicate riguardano i tradizionali interventi di consolidamento, con tecniche con angolari e calastrelli, gli interventi di isolamento sismico, l’utilizzo di dissipatori sismici, ma anche i moderni sistemi di mitigazione sismica. D. Utilizzate anche il Bim? R. Sì, il Bim è un ottimo strumento a servizio dell’intero processo produttivo, dalla fase preliminare di progettazione alla fase esecutiva e di realizzazione del cantiere. Utilizziamo tale strumento per la progettazione di edifici nuovi e per interventi di recupero negli immobili più importanti.
D. Ci sono nuovi materiali che si affacciano sul mercato per gli interventi strutturali? R. Certamente: ci sono tante tecnologie e materiali in fase di sviluppo, molto interessanti per le loro caratteristiche, come i materiali compositi e sistemi meccanici misti. Molti però devono ancora essere validati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e codificati all’interno della normativa, prima di poter essere applicati. D. Come intervenire per step successivi per incrementare la capacità delle strutture? R. In primo luogo, è necessario conoscere il grado di vulnerabilità del fabbricato. In questo senso si procede con il calcolo del Pga, cioè le accelerazioni di picco al suolo, al fine di determinare la classe di rischio sismico in cui si trova l’edificio. Solo in seguito è possibile intervenire sul miglioramento delle prestazioni dei singoli elementi critici, in modo da consolidare in prima battuta le criticità, per poi passare agli elementi meno vulnerabili. Ogni intervento è diverso e dipende da diversi fattori: se ci vivono o meno delle persone; il budget a disposizione, nel rispetto dei massimali previsti della legge; dove si trova l’edificio; fin dove si possono spingere i lavori. D. L’ingegneria è una professione in continua evoluzione. Come? R. Quando si decide di studiare ingegneria si decide di studiare per tutta la vita. In tutte le sue molteplici branche di specializzazione, l’ingegneria è un campo in continua evoluzione, che si trova ad affrontare sfide via via sempre più complesse: dalla ricerca e sviluppo di nuove strategie fino all’utilizzo e alla gestione efficace ed efficiente delle risorse, per fornire risposte e soluzioni alle future sfide ambientali e demografiche. D. Quali consigli darebbe a un giovane ingegnere di progettazione strutturale? R. Di essere ambizioso e di raccogliere i frutti che questa professione offre giorno dopo giorno, consentendo di usare al contempo entrambi i lati del cervello e di avere un impatto sul mondo circostante: di essere creativo, fantasioso e logico, e di collaborare attivamente con gli altri professionisti ingegneri e architetti.
Sede Studio Newark Engineering, San Salvo (CH). Sotto, condominio Via Platani, Ascoli Piceno (AP)
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Start-up di Valentina Anghinoni
fotovoltaico
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ffrire sistemi di produzione energetica e di stoccaggio innovativi a basso impatto ambientale, per contribuire a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di gas serra grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili. Questa è la sfida di Green Independence, start up attiva dal 2020 e partner del Politecnico di Torino, che ha messo a punto una tecnologia chiamata New Artificial Leaf (Nal). Si tratta di un’evoluzione dei pannelli solari che, concepiti proprio come delle foglie, sono in grado di produrre energia solare e, allo stesso tempo, di immagazzinare l’energia inutilizzata producendo idrogeno verde. Ma non solo: New Artificial Leaf ha l’obietti o di trasformare l’acqua di mare, di fiume e reflue in distillata e potabile. Inoltre, la tecnologia può anche riciclare le emissioni dirette di CO2 trasformandole in combustibile sintetico (Syngas).
Pannelli verdi per fare idrogeno A Torino Green Independence, par tner del Politecnico, ha messo a punto una tecnologia chiamata New Ar tificial Leaf: per produrre energia pulita
APPROCCIO DECENTRALIZZATO Ciò che forse rende più rivoluzionaria l’idea di Green Independence è l’approccio decentralizzato della produzione di energia, da solare a idrogeno (H2), grazie al quale questa innovazione permette di produrre energia pulita in assenza di infrastrutture dedicate, visto che New Artificial Leaf non necessita di connessione alla rete o di batterie aggiuntive. Per elencare qualche esempio, l’installazione dei pannelli solari potrebbe avvenire non soltanto su edifici residenziali, ma anche lungo ferrovie e autostrade, parcheggi, stazioni di rifornimento. Caratteristica che permette di abbassare il costo dell’idrogeno verde, ma anche di favorire la transizione energetica delle centrali a carbone già esistenti in centrali per la produzione di energia green, senza operare grossi interventi di adeguamento. I PIONIERI I fondatori di Green Independence sono Alessandro Monticelli, ingegnere e direttore tecnico della start up, Marta Pisani, responsabile della gestione amministrativa e organizzativa del progetto e il team del Politecnico composto dalla professoressa Hernández e dal post Doc Matteo Morciano. Attualmente il gruppo lavora a un prototipo in piccola scala, in attesa di quello definitivo che si stima possa arrivare entro un paio d’anni. L’industrializzazione della tecnologia Nal, invece, potrebbe già avvenire entro il 2025. Tra i finanziatori della tecnologia, che è stata validata presso i laboratori dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, CPD Venture Capital e Plug&Play, tra i più importanti acceleratori d'impresa americani.
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SCEGLI
ECO-
logicamente
FINESTRE IN PVC ECO-FRIENDLY Le finestre FAKRO in PVC sono realizzate con componenti riciclati e i materiali con cui sono prodotte possono essere a loro volta riutilizzati praticamente al 100%. Sono una scelta sostenibile e possono essere installate in qualsiasi vano, anche quelli ad alta concentrazione di umidità come bagni e cucine.
Le finestre FAKRO in PVC offrono: - resistenza e durabilità – non assorbono l’umidità, non necessitano di verniciatura e il vetro è coperto da garanzia illimitata per danni da grandine. - possibilità di adattarsi a qualsiasi stile di interior – sono disponibili nel colore bianco e in due finiture effetto legno, pino naturale o rovere. - elevata sicurezza – sono dotate del sistema di rinforzo della costruzione topSafe che garantisce una maggiore resistenza allo scasso.
bia nco
pin on atu rale
rov ere
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INTORNO
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La riqualificazione innovativa del Baluardo dell’Amore, antico bastione difensivo della città, riscoperto e trasformato in un parco archeologico nel progetto dello studio Mod architetti
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Quattro passi NELLA STORIA 202
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di Ilaria Bizzo e Stefano Cornacchini
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Visione della successione di archi murari ed in carpenteria metallica. Sopra, visione del cancello di ingresso. A sinistra, il percorso a livello delle “casematte” attorno ai resti del rivellino con il volume ricostruito
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Sezione B e C. Sopra, visione aerea da drone Baluardo dell’Amore, Ferrara
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Sezione A e D. Sopra, visione aerea da drone
Baluardo dell’Amore, Ferrara
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Il percorso di ronda nuovamente percorribile – la colorazione della carpenteria varia con l’incidenza della luce
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Il percorso di ronda in visione serale. Sotto, visione serale del percorso centrale
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Pianta livello 0.00 m
LA SCHEDA Committente: Comune di Ferrara Progetto: MOD architetti (Massimo Partigiani con Ottavia Pirazzini e Claudio D’Agostino Strutture: Denis Zanetti Impresa edile: C.G.X. Costruzioni Generali Xodo srl Rossi Renzo Costruzioni srl Fer Tre S.r.l. Realizzazione: 2017 progetto 2018-20 realizzazione Info: www.studiomod.it Fotografie: Massimo Partigiani e Ottavia Pirazzini
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Il calcestruzzo VA SUL BRENTA Sulla Riviera del Brenta Fabrizio Michielon e Sergio de Gioia hanno firmato il progetto per una villa minimal, con un virtuoso utilizzo del materiale costruttivo
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di Ilaria Bizzo e Stefano Cornacchini 210
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I T Ingresso lato nord. Nella pagina afianco, area esterna in continuità con il living
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Zona living esterna. Sopra, area esterna in continuità con il living a sinistra il blocco camere da letto
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Il grande camino fa da sfondo al grande soggiorno
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Sezione 1. Sopra, l’infilata degli spazi della camera da letto padronale
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La distribuzione della zona notte. Sopra, sezione 2
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Il bagno padronale
LA SCHEDA Cliente: Privato Progetto architettonico: MIDE architetti (Fabrizio Michielon e Sergio de Gioia) Progetto strutture: Stefano Paludetto Progetto impianti elettrici: Mountech Progetto impianti meccanici: Mountech Impresa edile: Pajaro Costruzioni Impiantista: Tecno Gas Sistem Info: www.MIDEarchitetti.it Fotografie: Alessandra Bello Realizzazione: progetto 2017 realizzazione 2020-21
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a cura di Veronica Monaco
NUOVO MANUALE PER L’ISOLAMENTO ACUSTICO Rockwool presenta il nuovo manuale dedicato all’isolamento acustico con la lana di roccia, pubblicato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara coordinato da Patrizio Fausti. Partendo dai temi più teorici, il manuale passa agli aspetti applicativi e di modellazione, per poi terminare con un’analisi del contesto normativo. I contenuti del manuale sono aggiornati secondo la nuova norma Uni 11175 e si articolano in cinque capitoli: introduzione ai principi base di acustica; acustica degli edifici, misurazioni dei requisiti prestazionali in opera e in laboratorio e materiali utilizzati; approfondimenti sui modelli di calcolo previsionale delle prestazioni acustiche degli edifici, con particolare riferimento all’aggiornamento delle norme tecniche Uni En Iso 12354; modello previsionale
sviluppato per i materiali in lana di roccia Rockwool; quadro legislativo e normativo aggiornato, anche in riferimento ai Criteri ambientali minimi acustici e alle relative norme sulla classificazione acustica degli edifici e sul comfort degli ambienti interni. È possibile ricevere gratuitamente la copia del manuale compilando il form sul sito dell’azienda. rockwool.com/it/landing-pages/ acustica-edilizia/
CARTE WALLPEPPER FIRMATE CORNELIA HAGMANN
NOT ONLY WHITE C’È ANCHE IL RAME Il lavabo modello Noon di Not Only White si presenta in una inedita finitura rame, realizzata grazie all’utilizzo della nuova tecnologia Synergy 3D, che consente la stampa 3D del rivestimento. Progettato da Marike Andeweg, in collaborazione con il Solid Surface
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HiMacs, il lavabo è rivestito da un sottile strato di rame, che dona al lavabo una vivida sfumatura a contrasto con il bianco della pietra acrilica. Da appoggio o installabile a parete, misura 424 mm di diametro e 160 mm di altezza. notonlywhite.com
L’artista austriaca Cornelia Hagmann firma la nuova capsule collection WallPepper/Group, una collezione di carte da parati che omaggia la bellezza della natura. Fiori, piante e fantasie jungle sono protagoniste degli ambienti, vere e proprie opere d’arte in grado di trasformare gli interni in scenografie rigogliose e coinvolgenti. Create e adattate su misura grazie a un supporto di qualità, ecologico e funzionale, permettono all’immagine di definire e dominare lo spazio. Ideale per vari tipi di ambiente, dal residenziale agli ambiti contract e hotellerie, la carta da parati WallPepper assicura prestazioni di elevata resistenza e durabilità. wallpeppergroup.com
PROGETTARE CON L’AVAT AR Il mercato dell’architettura e dell’ingegneria è fortemente guidato dai progressi tecnologici dovuti alla crescente complessità dei progetti. Strumenti digitali, dall’apprendimento automatico alle tecnologie di fabbricazione; dall’intelligenza artificiale ai Big Data sono diventati sempre più onnipresenti e pervasivi. Lo sanno bene Matthias e Florian Kohlbecker, nuova generazione alla guida della Kohlbecker Gesamtplan, azienda tedesca da 90 anni leader nell’architettura industriale con un fatturato annuo di oltre 30 milioni di dollari, che nel bel mezzo di una pandemia globale hanno lanciato Avat Ar, piattaforma tecnologica proprietaria che mira ad aumentare l’efficienza del progetto del 20%. Avat
Ar fa da digital twin per i clienti e i project manager di Kohlbecker per interfacciarsi virtualmente durante la pianificazione e la gestione di un determinato progetto di costruzione. Questa è già stata utilizzata in progetti di riqualificazione su larga scala, incluso un recente progetto per la casa automobilistica tedesca Audi in Asia. «Non solo viaggiare è stato in gran parte impossibile a causa della pandemia, ma è stato anche reso superfluo dal nostro modo di lavorare digitale», afferma Florian Kohlbecker. «Ciò ha permesso di orchestrare un team globale e un progetto ad alte prestazioni senza incontri faccia a faccia. Nelle prime 13 settimane dell’impresa sono stati risparmiati più di 251 mila chilometri di trasferte di
lavoro, evitando così 110 tonnellate di emissioni di CO2 (l’equivalente di oltre 115 campi da calcio di foresta risparmiati), che avrebbero richiesto 35 mila alberi da assorbire in lo stesso periodo. Ciò ha portato anche al risparmio di oltre 300.000 dollari». kohlbecker.de
UN COCKTAIL CON PRISMA A 2100 METRI La Cocktail Station Prisma è stata scelta per la terrazza panoramica dell’esclusivo Chalet Fiat di Madonna di Campiglio, situato a 2100 metri di altitudine. Racchiusa da una scenografica bolla di materiale trasparente e legno, la stazione
cocktail ricrea uno spazio bar esterno capace di coinvolgere gli ospiti in un’atmosfera alpina immersiva. Declinata in un’elegante finitura antracite, Prisma Cocktail Station è stata qui richiesta in versione mobile per essere trasportata e posizionata
all’occorrenza in qualsiasi altro spazio o ambiente. Grazie alle sei ruote e a un sistema autonomo di approvvigionamento e scarico dell’acqua, necessita solamente di una presa elettrica per entrare in funzione. prismaitalia.it
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eventi ¬izie a cura di Veronica Monaco
LATERIZIO da premio
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l progetto Villa T realizzato da Ardielli
costruttiva del passato rivista in chiave
Fornasa Associati a Peschiera del Garda,
contemporanea. La forma semplice con
ha vinto il premio La Ceramica e il
tetto a falda, il rivestimento in mattone
Progetto 2021 nella categoria residenziale.
faccia a vista e soprattutto l’utilizzo della
Questa la motivazione espressa dalla
ceramica nei rivestimenti interni ed esterni
giuria: «Una sorta di manifesto dell’abitare,
sono gli elementi caratterizzanti l’edificio.
nel rispetto del territorio, per cui i materiali
In particolare, inoltre, il laterizio utilizzato
sono espressione di una tradizione
in facciata esprime al meglio il concetto di sostenibilità dell’intera costruzione». Rivestita interamente in mattonisenza soluzione di continuità, Villa T ha scelto le soluzioni Terreal Italia per pareti e copertura. Per le pareti si è utilizzato il sistema di muratura tradizionale con malta nell’intercalare dei mattoni, di cui alcuni realizzati a mano su disegno del progettista. Per la copertura, invece, la struttura di ancoraggio è costituita da una lamiera grecata su cui sono collocati mattoni e listelli in terracotta (finitura Classico SanMarco, colore Chiaro) intercalati da speciali elementi orizzontali rompitratta in lega di alluminio estruso. Questo particolare sistema è una proposta di Terreal Italia denominata Sistema Cotto3: un sistema semplice per realizzare involucri in terracotta dai grandi vantaggi funzionali ed estetici, costituito da tre gusci: termico, strutturale e
foto Marco Totè
rivestimento esterno in terracotta. laceramicaeilprogetto.it
APRE IL NUOVO SHOWROOM Ideal Standard
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deal Standard ha aperto il suo nuovo
tecnici specializzati sono a supporto degli
previo appuntamento, inviando una mail a
showroom, all’interno dell’headquarter
installatori negli aspetti più strettamente
showroommilano@idealstandard.com con
milanese di Via Borsi 9. Al suo interno
legati al cantiere. Lo showroom Ideal
un recapito telefonico presso cui si desidera
architetti e business partner possono
Standard può essere visitato dai professionisti
essere ricontattati.
avere una visione organica delle proposte
dalle ore 9 alle 16, dal lunedì al venerdì,
idealstandard.it
dell’azienda, a partire dai prodotti Atelier Collections e le più recenti novità del brand, come gli articoli realizzati nell’elegante finitura Nero seta. L’allestimento, costantemente aggiornato, si affianca a un’area tecnica e uno spazio dedicato alla formazione indirizzata ad architetti, installatori e studenti. Consulenti esperti accompagnano i progettisti nella elaborazione di progetti conformi alle normative, nella scelta dei prodotti e nella redazione di capitolati e preventivi, mentre
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Foto Enrico Costantini
LE CITTÀ DEL FUTURO
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rosegue il 6 aprile, alle ore 18.30,
coinvolti non solo gli spazi abitativi,
presso lo showroom milanese di
ma anche quelli del lavoro, del retail,
Albed (Via Gozaga 7) il nuovo ciclo
dell'ospitalità, della salute, della cultura,
di incontri ideato da MC International,
dello sport. Una delle risposte è "La città
Office Observer e Ghénos Communication
dei 15 minuti". L’incontro, moderato da
sugli scenari delle città del futuro e progetti
Danilo Premoli, prevede gli interventi
di rigenerazione urbana. Le nuove parole
degli architetti Gianandrea Barreca
d’ordine? Prossimità, comunità/relazioni,
(Barreca & La Varra, Milano), Vittorio
inclusione, mobilità lenta, innovazione
Grassi (VGA Vittorio Grassi Architetto &
digitale, per definire e realizzare una
Partners, Milano) e Massimo Alvisi, (Alvisi
partecipata infrastruttura sociale che veda
Kirimoto, Roma).
Per ulteriori informazioni, scrivere a info@ghenos.net
LA BELLEZZA ritrovata
ZANUSO E MENDINI in mostra all’ADI Design Museum
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ondazione Cariplo presenta la prima edizione del bando La bellezza ritrovata, dedicato alla tutela e
esta aperta fino al 12 giugno 2022
dove due episodi offrono sia la vista degli
valorizzazione del paesaggio. Le candidature
presso l’ADI Design Museum di
iconici ritratti a opera di Roberto Sambonet,
dovranno pervenire entro il 28 aprile e
Milano la mostra «Marco Zanuso e
sia una sintesi della vita e delle opere dei
dovranno prevedere azioni di mitigazione
due architetti e designer.
ed eliminazione delle incoerenze su aree,
Alessandro Mendini. Design e Architettura».
adidesignmuseum.org
L’esposizione mette a confronto in maniera inedita i due protagonisti del design e dell’architettura, in un percorso che stimola
Alessandro Mendini
manufatti ed edifici, o porzioni di essi, volti a ristabilire l’integrità o a ritrovare la bellezza in contesti paesaggistici deturpati,
una riflessione attorno al design made in
determinando quindi un positivo impatto sul
Italy e ai suoi valori. La mostra si articola
paesaggio circostante e nuove prospettive di
su dodici capitoli che si sviluppano lungo
valorizzazione, fruizione e rinaturalizzazione
lo spazio centrale del museo: Comfort,
del luogo. «Attraverso questo nuovo
Nuova Estetica, Grande Scala, Costruzione
bando vogliamo sostenere le comunità nel
Modulare, Innovazione e Muri in Pietra le
riappropriarsi di luoghi significativi per le
sezioni dedicate a Marco Zanuso; Alchimie,
persone che li abitano. Ripristinare bellezza
Global Toys, Decorazioni, Musei, Case, Testo e Immagine quelle dedicate ad Alessandro
Marco Zanuso
non è solamente un’operazione di restauro, ma è un’azione ricca di senso che apre
Mendini. A conclusione del percorso
nuove possibilità di guardare e vivere il
un’installazione speciale negli spazi dedicati
proprio territorio», commenta Giovanni Fosti,
ai premi del Compasso d’Oro alla carriera,
presidente di Fondazione Cariplo. fondazionecariplo.it
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ARCHILEGGERE
SLENDER. HIGH. LONG. STEEL STRUCTURES Jacob Schoof (eds.)
Lingua Inglese Editore Edition Detail Anno 2020 Misure 23 x 30 cm, pp. 234 ISBN 9783955535209 Prezzo di copertina 54,90 euro L’acciaio è un materiale elegante ed efficiente: questo
eccezionali illustrate nel dettaglio, che includono descri-
1989 da Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, attraverso
zioni scritte dei progettisti strutturali che hanno parte-
cipato alla progettazione di queste architetture. Questo materiale da costruzione è particolarmente adatto a
colmare lunghe campate e a realizzare insolite geometrie costruttive snelle, alte e lunghe. Parole chiave del titolo che l’autore usa per alludere alle caratteristiche uniche
di questo materiale che gioca un ruolo importante per
realizzare torri snelle, ponti dalle lunghe campate e aggetti audaci. Infatti, attraverso testi e disegni a varie scale, gli ingegneri coinvolti nella progettazione di
queste architetture spiegano i concetti delle strutture in acciaio e in acciaio composito, le soluzioni costruttive
che hanno trovato per realizzarle e le loro principali
caratteristiche progettuali. Le architetture selezionate
sono suddivise per capitoli tematici in coperture, ponti,
tive, ma anche edifici amministrativi e culturali, come
la Oodi Central Library a Helsinki, l’Adidas Arena a Herzogenaurach, le sculture accessibili The Vessel a New York e Meixi Urban Helix a Changsha o lo Shed
Cultural Center a New York. Il libro è il primo di una
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Lingua Tedesco e Inglese Editore Edition Detail Anno 2019 Misure 23 x 32 cm, pp. 186 ISBN 9783955534684 Prezzo di copertina 54,90 euro Questa monografia presenta il lavoro dello studio interna-
selezione di 21 progetti pioneristici recenti, strutture
tipo: ponti, impianti sportivi, fabbriche e sale esposi-
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Sandra Hofmeister (eds.)
libro ne illustra le potenzialità costruttive attraverso una
edifici e strutture speciali e riguardano progetti di vario
Recensioni di Cassandra Cozza, Politecnico di Milano
SAUERBRUCH HUTTON. ARCHITECTURE AND CONSTRUCTIVE DETAILS
serie dedicata alla progettazione strutturale; gli altri
volumi riguardano le strutture ibride in legno e legno e quelle in cemento armato.
zionale con sede a Berlino Sauerbruch Hutton, fondato nel una selezione di progetti costruiti rappresentativi. Le ar-
chitetture sono descritte singolarmente in paragrafi che
si compongono di brevi testi introduttivi e di numerosi disegni e immagini che le illustrano nel loro insieme fino
ai dettagli costruttivi; le descrizioni si completano di testi specifici che variano in base alle principali caratteristiche
dei vari progetti selezionati analizzando progetti e processi,
strutture, dettagli costruttivi o tematiche specifiche come il caratteristico uso del colore la composizione della facciata. Le architetture instaurano un dialogo con i contesti e
coniugano funzionalità, performance e sostenibilità eco-
logica andando oltre gli aspetti puramente tecnici. Il tema del vetro e del colore è approfondito in un’intervista nella
quale Matthias Sauerbruch dichiara che la sua passione per il colore è nata inizialmente per caso, lavorando sulle villette a schiera ma che ha radici più profonde legate a
motivazioni biografiche. Si è, poi, sviluppata attraverso diverse sperimentazioni progettuali condotte sulle facciate,
superfici piane alle quali conferire qualità tridimensionali affinando la conoscenza per tentativi ed errori e amplian-
done la sperimentazione nelle loro architetture. Progetti come la stazione di polizia di Berlino, l’Agenzia federale
per l’ambiente a Dessau o il Museo Sammlung Brandhorst di Monaco sono la dimostrazione dell’efficacia delle loro sperimentazioni progettuali sulla matericità e sul colore.
BELLEZZA. PER UN SISTEMA NAZIONALE Maria Agostina Cabiddu
Lingua Italiano Editore Doppiavoce Anno 2021 Misure 12 x 19,5 cm, pp. 64 ISBN 9791280212023 Prezzo di copertina 12,00 euro Il diritto universale alla bellezza, «dimensione antropo-
L’ECO NELLO SPAZIO. FORME, METODI E LOGICA NELL’ARCHITETTURA GIAPPONESE Kazuō Shinohara
Lingua Italiano Editore Christian Marinotti Edizioni Anno 2021 Misure 15 x 21 cm, pp. 252 ISBN 9788882731809 Prezzo di copertina 25,00 euro
logicamente fondamentale per la realizzazione dell’in-
Questo libro, finora inedito fuori dal Giappone, è la prima
italiana», è l’oggetto di questo libro. L’autrice ne traccia
tettura giapponese contemporanea, ideatore della Scuola
dividuo ed elemento caratterizzante l’identità civile i fondamenti costituzionali attraverso delle riflessioni sia
sullo stesso concetto di bellezza che su alcuni principi costituzionali ad essa riconducibili per, poi, analizzare la bellezza della stessa Costituzione italiana nel trattare temi come la libertà, la promozione dello sviluppo culturale e la tutela del patrimonio culturale. Il capitolo
intitolato La grande bellezza analizza le relazioni tra la definizione del concetto di bellezza e quella di bene
culturale delineando l’evoluzione del concetto da pa-
trimonio culturale, a beni culturali e beni immateriali
e attività culturali. Tale elaborazione teorica ha portato alla valorizzazione del paesaggio, meglio definita nella Convenzione europea del paesaggio. L’autrice auspi-
ca l’affermarsi di un nuovo diritto alla bellezza per pre-occuparsi del pieno sviluppo della persona umana attraverso l’organizzazione di un sistema nazionale
per la bellezza. Tutto ciò richiede una riflessione attenta sul ruolo del pubblico e su quello dei privati, già
avviata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e
dal Codice dei contratti pubblici, ma anche su quello del privato sociale. Una analisi dei diritti riconosciuti
dalla carta costituzionale e delle basi per una diversa rappresentazione di situazioni preesistenti per avvicinare le istituzioni ai diritti dei cittadini e per assicurarne il godimento a tutti in maniera egualitaria e inclusiva.
opera dell’architetto Kazuō Shinohara. Maestro dell’archiShinohara, docente del dipartimento di Architettura del
Tokyo Institute of Technology, visiting professor e conferenziere internazionale, premiato con il Leone d’oro alla
Cassandra Cozza, (Polla, 1978) Ricercatore in Composizione architettonica e urbana del Dipar timento DAStU del Politecnico di Milano, dove si è laureata in Architettura e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Progettazione Architettonica e Urbana, svolge e ha svolto attività di ricerca in Italia (PRIN MIUR) e all’estero. Architetto, tutor del dottorato PAU, ha divulgato gli esiti dei suoi studi attraverso pubblicazioni, seminari e mostre. Insegna Progettazione architettonica e urbana presso la scuola AUIC del Politecnico di Milano, dove è anche teaching coordinator dell’International PhD Summer School Heritage and Design
memoria alla XII Biennale di Architettura di Venezia nel 2010 e le cui opere sono state esposte in prestigiose mostre e musei in varie parti del mondo. Shinohara ha progettato numerose case e edifici residenziali, ponendo attenzione alla
forma e perseguendo una bellezza capace di riflettere «l’eco
dello spazio», quel «riverbero» che la composizione spaziale provoca nelle persone e nel mondo. L’architetto e teorico giapponese muove le sue riflessioni, e le basi della sua pratica
dell’architettura, da uno attento studio dello spazio giap-
ponese tradizionale e dal riconoscimento che quel metodo compositivo si basa sulla divisione spaziale, diversamente
da quello occidentale basato sul collegamento spaziale. In questo libro affronta i meccanismi generativi dell’architettura attraverso «una sorta di morfologia genetica della forma
intesa come strumento per perseguire liberamente la propria
idea di spazio» e articola il discorso in tre capitoli, dedicati allo spazio giapponese, alla contemporaneità e alla proget-
tazione dello spazio. L’autore promuove l’interpretazione del ruolo dell’architetto come «un artista che progetta lo
spazio in cui dimorare» attraverso trasformazioni richieste e intenzionali, che ha il compito di realizzare spazi belli; questo ruolo deve trovare conferma nella società.
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Professione Architetto Ordine degli architetti La riforma dei titoli universitari abilitanti coinvolge gli architetti
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di Andrea Catto, Segretario Ordine degli Architetti Ppc di Pordenone
Addio in vista per l’esame di Stato
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entre superiamo a fatica l'emergenza sanitaria e soffia un preoccupante vento di guerra, l'attenzione rimane per concentrata sugli interventi del Pnrr e sul superbonus. Oltre che, con un'inversione di tendenza, un incremento delle iscrizioni alle facoltà di Architettura e di Ingegneria Edile-Architettura. E proprio tra le misure collegate al Pnrr è stato approvato un disegno di legge in materia di titoli universitari abilitanti che, aprendo uno scenario di riforma anche per ingegneri e architetti, potrebbe consentire l'accesso alla professione senza dover sostenere l’esame di Stato. Secondo quanto previsto dall'articolo 4 Ulteriori titoli universitari abilitanti, il Consiglio nazionale degli architetti ha avviato un'interlocuzione con il ministero dell'Università e della Ricerca e con il ministero della Giustizia, che vigila sugli Ordini, al fine di giungere rapidamente al Dpr con cui verrà eliminato l'esame di Stato. È indubbio che tale innovazione andrà incontro alla richiesta di facilitare l'ingresso al lavoro per i giovani che dopo la laurea si trovano a dover sostenere l’esame di abilitazione, spesso con difficoltà e tempi lunghi, rispondendo contemporaneamente al bisogno di laureati più qualificati. Contrariamente alle aspettative che la notizia ha creato, il percorso è appena avviato e necessita di una concertazione con le università per stabilire le modalità dei tirocini, la definizione della prova pratica valutativa e la composizione della commissione paritetica che dovrà valutarla. Sarà necessario agire parallelamente anche su una revisione dei piani di studio, che allo stato attuale poco si confrontano con i temi della professione, tant'è che gli studenti sembrano approcciarsi per la prima volta alle problematiche professionali esistenti nella progettazione quando preparano l'esame di Stato. Ciò non va imputato a una scarsa preparazione nelle scuole di architettura, ma sancisce due approcci dif-
ferenti, uno di carattere più teorico, l'altro di natura tecnica, entrambi di eguale dignità. Trent'anni fa la dicotomia poteva essere superata in breve tempo con la prassi del lavoro, ma oggi il giovane abilitato si trova inserito in un mondo professionale dove il tempo di trasferimento delle conoscenze e di perfezionamento delle stesse è pressoché inesistente, soprattutto negli studi più grandi, cioè di quelle realtà più inclini ad ospitare tirocinanti e giovani collaboratori. Dal confronto con i colleghi di altri ordini italiani emerge una visione condivisa sulla difficoltà di coinvolgere i giovani in maniera attiva nella propria attività professionale. Da un lato si pretende che i giovani conseguano velocemente la laurea per poterli inserire nel mondo del lavoro (con università che tendono a ridurre gli ostacoli al superamento degli esami al fine di incrementare i propri ranking), dall'altro lamentiamo gravi lacune non solo in ambito normativo e tecnologico, ma anche su questioni di base come il corretto disegno tecnico e talvolta la stessa composizione. Quello che il sistema ordinistico può fare non è sostituirsi alle università, ma ragionare su un meccanismo articolato di esperienze professionali all'interno del percorso formativo, con un tirocinio serio, controllato da una commissione composta da professionisti, dall'università e dalle imprese. E per essere più efficace, tale tirocinio andrebbe svolto durante la specializzazione e non al termine degli esami, evitando di essere un ulteriore ostacolo alla laurea. Dovrebbe piuttosto contribuire alla formazione dello studente in un momento precedente alla preparazione della tesi, considerando che anche questa potrebbe essere sostituta dalla prova pratica valutativa richiesta dalla norma appena approvata. Infine, tra gli aspetti non secondari introdotti dalla legge, vi è la possibilità di istituire o sopprimere specifiche sezioni degli albi, come quella dei cosiddetti professionisti junior, che peraltro risultano in drastico calo.
Il telaio visto da una nuova prospettiva