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Lattoneria marzo 2020

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Congiuntura

Numero 15 - MARZO 2020

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Aziende post coronavirus

Architettura Assegnati i premi di Mazzonetto

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Anno 5- Numero 15 - marzo 2020 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore S.r.l. Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. +039 02 47761275 r.a. info@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino virginia@vgambinoeditore.it Ufficio commerciale - Vendita Spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising Spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano Tel. 02 47761275 - cell. 340 1761951 info@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Valentina Anghinoni, Giovanni Argento, Giacomo Casarin, Dario Imparato (fotografo), Franco Saro Impaginazione e grafica Layout and graphics Raffaella Sesia

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Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo Euro 18,00 - Estero annuo Euro 40,00 Anno 2017 periodicità trimestrale Copia singola Euro 5,00. Per abbonarsi è possibile sottoscrivere l’abbonamento online al link http://www.youtradeweb.com/abbonati-alle-riviste/ oppure, fare richiesta a abbonamenti@vgambinoeditore.it o telefonando al numero + 039 02 47761275 Spedizione in contrassegno Stampa / Printing Litotipografia Alcione

Responsabilità / Responsability : la riproduzione delle illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione della Casa Editrice. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e la Casa Editrice non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. La Casa Editrice non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista. Periodicità / Frequency of publication trimestrale - 4 numeri /anno Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale 70% NE / TN Registrazione / Registration: N. 222 del 10-04-2001 del Tribunale Civile e Penale di Milano. Ai sensi del D. Lgs. 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da Virginia Gambino Editore Srl. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti.


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editoriale

CE LA FAREMO, NONOSTANTE TUTTO

I

n un momento particolare come quello che stiamo vivendo, sia sotto il profilo economico, sia nella vita di tutti i giorni, dove il panico e l’insicurezza regnano sovrane, vorrei esservi più vicino, in modo che possiamo superare insieme questo periodo di incertezza e di paura. Ovviamente i media non ci aiutano sul lato finanziario, bombardandoci di notizie di catastrofi, soldi «bruciati», discese infinite. Gli stessi media che a metà del 2018 creavano panico tra gli investitori, poi vedendo un 2019 in rialzo a doppia cifra come non succedeva da anni. La domanda che mi pongo ormai da qualche tempo è la seguente: questa volta la crisi a cui assistiamo sarà diversa dal 2008 e dalle altre crisi? Certo che è diversa. La causa scatenante di questa fase di volatilità è ben diversa da quelle che hanno scatenato il 2008 ed il 2000. Nel 2008 e nel 2000 la causa scatenante era economico-finanziaria, questa volta la causa è un evento esogeno all’economia che però avrà senz’altro impatto sulla stessa! Nel tempo ci sono sempre stati periodi di crisi, di recessione, ma il mondo è sempre andato avanti, le ha sempre superate. L’augurio che faccio a tutti gli operatori del mondo della lattoneria edile è quello di resistere a questo difficile momento e di tornare il prima possibile sui cantieri, che sono la nostra fonte di vita quotidiana. Voglio inoltre che sappiate che l’Associazione rimane attiva da smartworking e darà sempre a tutti i suoi associati e non solo, le informazioni e novità emanate dal Governo e dagli organi istituzionali, quali Inps, Inail e dai vari Ordini. #INSIEMECELAFAREMO.

Fabio Montagnoli

- Marzo 2020


sommario

3 Editoriale Ce la faremo, nonostante tutto STORIA DI COPERTINA 10 Alpewa La lattoneria cambia facciata

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I migliori lattonieri per l’architettura

ATTUALITÀ 20 Mazzonetto I migliori lattonieri per l’architettura 24 Assemblea annuale Pile pensa al futuro 28 Congiuntura La lattoneria dopo il virus 32 Sondaggio L’edilizia ieri e oggi 40 Prefa Una sinuosa onda di latte LATTONIERE DEL MESE 48 Nieder Pelle cangiante per Lugano SPECIALE LAMIERE GRECATE 54 Sandrini Metalli Una soluzione per ogni gusto 58 Alubel Una nave coperta di alluminio 62 Brianza Plastica Efficienza più bellezza 66 Rego La rivoluzione del parapetto IMPRESE 70 Rivit Un rivetto per la ripresa 72 Safety First Formazione e sicurezza per il montatore delle linee vita

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marzo 2020

32 Come andrà l’edilizia

I trend delle lamiere grecate

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Associazione Nazionale tra Produttori e Installatori Lattoneria Edile Costituita nel 1993, l’Associazione P.I.L.E. riunisce i principali Produttori e Installatori di Lattoneria Edile con lo scopo di diffondere la conoscenza dello stato dell’arte del settore. L’Associazione è unica a livello nazionale e costituisce il punto di riferimento dei prescrittori, delle imprese, degli operatori e degli applicatori. L’Associazione collabora con l’UNI, l’Ente di Unificazione Nazionale, partecipando alle riunioni per la stesura delle norme che riguardano il settore della lattoneria pluviale, delle coperture discontinue, dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche. È presente alle principali manifestazioni fieristiche nazionali dell’edilizia. Dà impulso a studi, ricerche di mercato ed organizza corsi di formazione professionale mirati a favorire l’innalzamento della professionalità e dello sviluppo tecnologico, manageriale e gestionale degli associati. In collaborazione con Gambino Editore dal 2016 pubblica la rivista specializzata del settore “LATTONERIA”.

CONSIGLIO DIRETTIVO 2018-2021 Presidente Fabio Montagnoli Vicepresidente Nicola Tresoldi Segretario e tesoriere Palmiro Bartoli Consiglio direttivo Palmiro Bartoli Luca Ielapi Giordano Mazzonetto Nicola Tresoldi Paolo Valmori

Le pubblicazioni P.I.L.E. LATTONERIA Per le imprese di lattoneria, i coperturisti e i tecnici specializzati Lattoneria, dal 2016 edita da Virginia Gambino Editore, si rivolge alle imprese di lattoneria, ai coperturisti e ai tecnici, anche progettisti, che operano in questo specifico settore. Vengono presentate realizzazioni significative e descrizioni tecnico-prestazionali dei materiali e dei prodotti innovativi. Grande attenzione per la normativa, la sicurezza e per i dettagli costruttivi. Particolare cura viene dedicata agli aspetti applicativi, alle attrezzature, alle macchine per la preparazione e la posa dei diversi manufatti. È organo ufficiale del P.I.L.E. (Produttori Installatori Lattoneria Edile).

MANUALE DI PROGETTAZIONE E POSA È l’unico manuale completo che affronta tutti gli aspetti di progettazione ed esecuzione delle coperture metalliche e dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. Uno strumento di lavoro pratico con soluzioni, materiali e suggerimenti illustrati attraverso oltre duecento disegni di dettaglio, trecento immagini e cinquanta tabelle. 210 pagine a colori, formato 20x28cm

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• Guarda elenco soci: https://associazionepile.org/banca-dati-soci/


Associati

2020

2. MONTAGNOLI RINO Via Sandro Pertini 10, Arsago Seprio (VA) Telefono: 0331-768951- Fax: 0331-076287 info@montagnolirino.it- www.montagnolirino.it 3. TEGOMONT Via Novara 14, Arsago Seprio (VA) Telefono: 0331-769316 - Fax: 0331-767121 info@tegomont.com- www.tegomont.com 4. BELLEA RAMON LATTONERIA Via S.Vittore 5, 21010 Arsago Seprio (VA) Telefono e Fax: 0331-767259 lattoneriabellea@libero.it 5. INFINITY MOTION s.r.l. Via Lavoratori Autobianchi 1, 22036 Desio (MB) Telefono: 0362-992018 - Fax: 0362-905093 www.infinitymotion.com 6. BRIANZA PLASTICA Via Rivera 50, 20841 Carate Brianza (MB) Telefono: 0362-91601 - Fax: 0362-990457 info@brianzaplastica.it - www.brianzaplastica.it 7. CEM GROUP s.r.l. Via Newton 10, 20019 Settimo Milanese (MI) Telefono: 02-33591272 - Fax: 02-33590417 info@cemelevatori.it - www.cemelevatori.it 8. GE.SA Group Srl Via Emilia 27, Buccinasco (MI) Telefono: 02-45701420 - Fax: 02-45700259 info@gesa-group.it - www.gesa-group.it 9. PLUVITECNICA Via dei Curti 1066, Urgnano (BG) Telefono: 0358-93130 - Fax: 0358-93040 info@pluvitecnica.com- www.pluvitecnica.com 10. ALPEMAC SRL Via Campagna Sopra 20/E, Lonato Del Garda (BS) Telefono: 030-2061781 - Fax. 030-2061782 info@alpemac.it - www.alpemac.it

LOMBARDIA

1. IDROCENTRO Via Giolitti 92, Torre San Giorgio (CN) Telefono: 0172-9121 - Fax: 0172-96075 info@idrocentro.com - www.idrocentro.com

PIEMONTE

30. TECNO RAME Via dei Pecchi 111, Viareggio (LU) Telefono: 0584-1660269 - Fax: 0584-1660270 info@tecnorame.it - www.tecnorame.it 31. ASSIMP ITALIA Via Micali 22, Livorno (LI) Telefono: 0586-850797 / 345-6606691 info@assimpitalia.it - www.assimpitalia.it 32. REGO Srl Via Impruneta 34, 50056 Montelupo Fiorentino (FI) Telefono: 0571-417189 - Fax: 0571-403111 info@rego.it www.rego.it - www.parapetti.it

TOSCANA 38. LAMECOP DI COPPOLA MARCO & C.

Via Orsa Maggiore 1, Fonte Nuova (RM) Telefono: 0690-530135 - Fax: 0690-532423 info@lamecop.it - www.lamecop.it 39. BIANCHI ELIO Via Casilina 2008, Monte Compatri (RM) Telefono: 06-9476105 - Fax: 06-9476564 info@bianchielio.it - www.bianchielio.it

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2 30 33. SUPERCANALI CANNA Via Industriale 4, Fossato di Vico (PG) Telefono: 075-919425 - Fax: 075-919695 info@supercanali.it - www.supercanali.it 34. F.LLI FAGIOLI Via Sandro Penna 109, Sant’Andrea delle Fratte (PG) Telefono: 075-5280758 - Fax: 0755-270191 info@fratellifagioli.it - www.fratellifagioli.it

UMBRIA

LAZIO 37. DMG Via dei Pastai sn, Zona Industriale “scerne” Pineto (TE) Telefono: 085-936133 • 347-0937887 • 388-0506122 Fax: 085-936133 info@komy.it - www.komy.it

ABRUZZO E MOLISE 43. PROFILTEK Zona Industriale, Tito (PZ) Telefono: 0971-485178 - Fax: 0971-629157 commerciale@profilteksrl.com - www.profilteksrl.com 44. LATTONERIA SASANIELLO Via dell’Artigianato 24, Matera (MT) Telefono: 0835-261464 - Fax: 0835-261464 info@sasaniello.it - www.sasaniello.it 45. LATTONERIA FUMAGALLI MAURILIO Lagonegro (PZ) Telefono: 0973-22175 / 347-1128977 Fax: 0973-22175 fumagallimaurilio@yahoo.it www.lattoneriafumagalli.com

BASILICATA

49. METALTRADE ITALIA S.R.L.

Via Crati, 81 - 87036 Rende (CS) Telefono: 0984-838428 / 0984-1806794/5/6 Fax: 0984-1801794 commerciale@metaltradeitalia.com www.metaltradeitalia.com 50. SUPERGRONDA C.da Cutra Snc - 87010 Torano Scalo (CS) Telefono: 0984-506099 - Fax:0984-506006 info@supergronda.com www.supergronda.com 51. ISAL Zona Industriale, San Pietro Lametino (CZ) Telefono: 0968-209362 - Fax: 0968-209847 isal@ielapigroup.it - www.isalsrl.it 52. EUROPROFIL Zona Industriale, San Pietro Lametino (CZ) Telefono: 0968-209155 - Fax: 0968-209829 europrofil@ielapigroup.it - www.ielapigroup.it

CALABRIA

40. LATTONERIA F.LLI SILVESTRE Zona ASI loc. Pascarola, Caivano (NA) Telefono: 081-8359389 - Fax: 081-8360414 info@lattoneriasilvestre.it - www.grupposilvestre.com 41. EDILASFALTI SAS Via Don Luigi Sturzo 21, 80022 Arzano (NA) Telefono: 339-3706996 edilasfaltipiscopo@virgilio.it - www.edilasfaltisas.it 42. CILENTO GRONDE Via Nazionale Ex. S.S. 18, c/da Tre Archi-Fraz. Vallo Scalo (SA) Telefono: 0974-715076 - Fax: 0974-715076 info@cilentogronde.com - www.cilentogronde.com

CAMPANIA

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11. SCHATZER ALOIS Via Julius Durst str. 20, Bressanone (BZ) Telefono: 0472-835612 - Fax: 0472-838 242 info@schatzer-alois.it - www.schatzer-alois.it 12. PREFA ITALIA SRL Via Negrelli 23, 39100 Bolzano (BZ) Telefono: 0471-068680 - Fax: 0471-068690 office.it@prefa.com - www.prefa.com 13. ALPEWA Via Negrelli 23, 39100 Bolzano (BZ) Telefono: 0471-065252 - Fax: 0471-065253 info@alpewa.it - www.alpewa.it 14. H. THERM ITALIA SAS Via Montini 2, 37014 Castelnuovo del Garda (VR) Telefono: 045-9619055 info@hthermitalia.com - www.hthermitalia.com 15. MAZZONETTO SPA Via Maestro Antonio Ceccon 10, Loreggia, (PD) Telefono: 049-9322611 - Fax: 049-9322650 mazzonetto@mazzonettometalli.it - www.mazzonettometalli.it 16. SELENA ITALIA Via G.Battista Ricci 6, 35131 Padova (PD) Telefono: 049-767336 - Fax: 049-8843332 servizio.clienti@selena.com - www.tytan-italia.it 17. NUOVA 3L SRL Via Prima Strada 6, 30030 Galta di Vigonovo (VE) Telefono: 049-9831800 - Fax: 049-9831802 info@nuova3l.com - www.nuova3l.com

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EMILIA ROMAGNA 40

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Via delle Industrie 22, 30175 Porto Marghera (VE) Telefono: 041-2901866 - Fax: 041-2901834 zintek@zintek.it - www.zintek.it - mrtinsmith.zintek.it 19. TRESOLDI METALLI Via Fanzaghe 108, Pozzonovo (PD) Telefono: 0429-773200 - Fax: 0429-773088 info@tresoldimetalli.it - www.tresoldimetalli.it 20. C.L.C. SRL Via A. Volta 12, 36034 Malo (VI) Telefono: 0445-602577 - Fax: 0445-580120 info@clc-sr.com - www.clc-srl.com

TRIVENETO

53. F.I.O.M. Via E. Toti, 95 - 96019 ROSOLINI (SR) Telefono: 0931-857823 fiomsnc@gmail.com - www.fiomsnclattoneria.it

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18. ZINTEK SRL

SICILIA

21. SICURPAL Via dei Mestieri 12, 41030 Battaglia (MO) Telefono: 059-818179 info@sicurpal.it - www.sicurpal.it 22. EDILTEC SRL Via Giardini 474/M, 41124 Modena (MO) Telefono: 059-2916411- Fax: 059-344232 info@ediltec.com - www.ediltec.com 23. RIVIT Via Guglielmo Marconi 20, Ozzano dell’Emilia (BO) Telefono: 051-4171111 - Fax: 051-4171159 rivit@rivit.it - www.rivit.it 24. F.B. LATTONERIE Via Niccolò Copernico 3, 44012 Bondeno (FE) Telefono: 0532-898596 info@fblattonerie.it - www.fblattonerie.it 25. SISTEMA MONTAGGI Via Niccolò Copernico 3, 44012 Bondeno (FE) Telefono: 0532-898596 info@sistemamontaggi.it www.sistemamontaggi.it 26. EUROPROFIL S.r.l. Filiale Via Monteorino 7, 48024 Massa Lombarda (RA) Telefono: 0545-81340 europrofil@ielapigroup.it - www.ielapigroup.it 27. ISAL S.r.l. Filiale Via Monteorino 7, Massa Lombarda (RA) Telefono: 0545-81340 isal@ielapigroup.it - www.isalsrl.it 28. TUBOZETA Via Gandhi 12, San Martino in Strada (FC) Telefono: 0543-85816 - Fax: 0543-83223 tubozeta@tubozeta.it - www.tubozeta.it 29. TECNOSTAFF Via dell’Artigianato 21/23, Cusercoli, Civitella di Romagna (FC) Telefono: 0543-989773 - Fax: 0543-989223 info@tecnostaff.com - www.tecnostaff.com

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48 35. BIAGETTI Via E. Fermi 2, Trecastelli (AN) Telefono: 071-7958296 - Fax: 071-7958296 info@biagettisrl.com - www.biagettisrl.com 36. F.P.L. Via Delle Industrie 2, Casteldardo (AN) Telefono: 071-7211023 - Fax: 071-7211023 info@fpllattoneria.it - www.fpllattoneria.it

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MARCHE 46. SUD METALLI Strada Torre Tresca 6B, Bari (BA) Telefono: 080-5611956 - Fax: 080-9904820 info@sudmetalli.it - www.sudmetalli.it 47. LATTONERIA DELLA MURGIA Via Iazzitiello C.da Panecuccio 3 70029 Santeramo in Colle (BA) Telefono: 080-3037940 - Fax: 080-3037940 latt.dellamurgiasrl@libero.it 48. ARTIGIAN GIOVANNI RUSSO Viale dell’Artigianato, ZI, Francavilla Fontana (BR) Telefono: 0831-810844 - Fax: 0831-813620 artigian.grusso@libero.it - www.artigianrusso.com

PUGLIA


Storia di copertina

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Alpewa

La lattoneria

CAMBIA FACCIATA

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R

ivit èxonatrici).

LE NOVX «La nostra gax

Dalle coperture alle superfici verticali: il trend ha cambiato (e ampliato) il lavoro dei professionisti del settore. Ma il problema è trovare posatori in grado di maneggiare sistemi di qualità. Per questo l’azienda di Bolzano punta sul servizio ai clienti e sulla formazione dei professionisti

Manuele Avanzolini

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«S

e noi oggi promuoviamo 500 mila metri quadri di copertura di facciata, la capacità di installazione dei nostri clienti è due terzi». Ecco un punto essenziale del mercato odierno secondo Andreas Koler, socio e Ceo di Alpewa: il problema è non riuscire a trovare posatori che sappiano maneggiare sistemi di qualità. La risposta a questo gap del settore è rappresentata dalla formazione. Ci sta provando il Pile con la Scuola di lattoneria, ma alcune problematiche persistono. Riguardo a questo e a tutte le novità del mercato risponde un team d’eccezione di Alpewa: oltre al già citato Andreas Koler, in queste pagine intervengono Lorenz Pichler, socio e project manager, Armando Minoliti, responsabile tecnico, Gianluca Ricciardelli, direttore vendite, e Oscar Sandrini, responsabile della divisione anticaduta. Domanda. Che momento sta vivendo il settore della lattoneria? Andreas Koler. Un momento interessante, perché dalla lattoneria tradizionale del tetto aggraffato il nostro settore sta entrando in altri mondi, per esempio, quello della facciata. Allo stesso modo è l’architettura che sta cambiando, soprattutto nell’arco alpino, con l’evoluzione del tetto a falde verso un modello di copertura piana. Il lattoniere non realizza più solo il montaggio delle mantovane o delle grondaie come 30-40 anni fa, ma inizia a occuparsi di tutto l’involucro edilizio, in parte anche non metallico. D. Quali sono le prospettive per il 2020 per il settore? Andreas Koler. In generale, è difficile da dire, perché il nostro business è molto ampio rispetto ad altre realtà più piccole. Per quanto riguarda Alpewa, vedo un 2020 molto positivo, perché il 2019 lo abbiamo chiuso bene e ora stiamo continuando a lavorare come l’anno scorso. Tutti i nostri clienti sono pieni di ordini, fino alla fine dell’estate. Con gli investimenti fatti negli ultimi anni abbiamo ampliato a 360 gradi le possibilità che ha un lattoniere quando affronta un lavoro: ci occupiamo infatti di facciate, coperture, grondaie, tetti piani. Si tratta di un mondo molto più ampio di dieci anni fa. Ora incominciamo anche a promuovere altri prodotti che non sono metallici, perché è il mercato che ce lo chiede. D. Nel passato quale è stato il principale problema che lei ha dovuto affrontare con il suo ingresso in azienda? Andreas Koler. Io ho iniziato nel 1993, quando Alpewa era solo Alpewa Italia e non c’era ancora Alpewa Austria. Eravamo molti meno e concentrati solo sul mercato provinciale. All’inizio ho incominciato a gestire il mercato austriaco e tedesco,

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«Con gli investimenti fatti negli ultimi anni abbiamo ampliato a 360 gradi le possibilità che ha un lattoniere»

Da sinistra, Armando Minoliti, Andreas Koler, Lorenz Pichler, Gianluca Ricciardelli


Storia di copertina

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Da sinistra, Andreas Koler, Lorenz Pichler

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facendo viaggi all’estero di quattro giorni, quando non c’erano gli smartphone: tutta un’altra gestione rispetto a quella di oggi. Era forse molto più semplice, perché ci si concentrava su una cosa alla volta e non si era multitasking come oggi. All’inizio, poi, sono stato assistito molto da mio zio Walter Niederfriniger, e anche se ogni tanto mi buttava allo sbaraglio, io me la cavavo. In fin dei conti ero già rodato, perché ho incominciato a collaborare all’interno dell’azienda all’età di 14 anni. D. Proiettandoci invece nel futuro, il lattoniere sarà più tecnico o più creativo? Andreas Koler. Entrambi. L’obiettivo sta proprio nel coniugare le due cose, ma in Italia è complicato

perché fuori dal Trentino-Alto Adige non c’è la possibilità di formarsi adeguatamente sotto l’aspetto tecnico. Non esistono corsi e scuole: purtroppo i giovani possono essere istruiti solo all’interno delle aziende. Cosa difficile, perché in Italia ci sono delle difficoltà legislative per quanto riguarda apprendistati e formazione. Ma il mondo sta diventando sempre più tecnico, sia per varietà di prodotti e di colori, sia per la posa e l’installazione. D. In effetti, uno dei problemi maggiormente sentiti dalle aziende è quello della professionalità della mano d’opera. Qual è il vostro punto di vista? Andreas Koler. Le problematiche sono più di una. La gran parte della popolazione non sa nemmeno che cosa fa il lattoniere, o pensa che monti solo grondaie. Non esiste neanche come figura professionale sulle Pagine Gialle, dove il lattoniere si trova all’interno del gruppo degli idraulici. In funzione di questo bisognerebbe organizzare una grande attività di promozione culturale, anche per motivare qualche giovane a intraprendere la formazione per diventare lattoniere. Tema che rappresenta un altro problema: la formazione, infatti, dovrebbe essere offerta da enti terzi e non dall’industria. Per noi distributori, il problema principale tra dieci anni non sarà vendere il materiale o convincere gli architetti a posare il nostro prodotto, ma quello di non avere più clienti installatori. Un esempio pratico: se noi oggi promuoviamo 500 mila metri quadri di copertura di facciata, la capacità di installazione dei nostri clienti è due terzi. D. Voi, però, investite sulla formazione. Andreas Koler. Noi abbiamo il grande vantaggio che in Alto Adige esiste una scuola professionale di lattoneria. La legislazione provinciale prevede l’alternanza scuola-lavoro per l’apprendistato. Dove la scuola dura tre anni, ospita un’officina professionale allestita al top e forma una decina di giovani all’anno. Nello specifico, noi abbiamo organizzato una scuola in collaborazione con Prefa per formare i nostri clienti sui prodotti dell’azienda per la copertura e per la facciata. Inoltre, dal primo di gennaio abbiamo dato il benvenuto nel team Alpewa ad Angelo Cimini (conosciuto sul mercato italiano come capomastro della Rheinzink) che forma i nostri clienti su tanti altri nostri prodotti, come Firestone, una membrana per tetti piani, nonché sugli stessi prodotti Rheinzink. D. Che cosa ne pensa dell’iniziativa di Pile


13 «L’obiettivo ultimo per il lattoniere è progettare un involucro di qualsiasi materiale, colore e forma»

Pannelli metallici tridimensionali Fielitz. Sotto, pannelli forati Alpewa

sulla scuola di Lattoneria? Andreas Koler. Ho incontrato i Montagnoli, insieme all’Associazione, e devo dire che l’iniziativa è molto meritevole. Però ci sono due obiezioni: la prima è che cento ore di formazione sono troppo poche, anche considerando che qui in Alto Adige l’apprendistato dura tre anni. Secondo me, o si cambiano i titoli o si aumenta il numero di ore. La seconda osservazione è che dovrebbe essere un ente terzo a fare formazione, non l’industria e i distributori. I quali possono dare una mano, nel senso che possono continuare a organizzare dei corsi aggiuntivi, ma non di base. L’importante è che sia un ente terzo a fare l’esame finale. Per

quanto riguarda la formazione, poi, è necessaria un’approfondita conoscenza dei materiali. E sotto questo aspetto il nostro socio e project manager Lorenz Pichler può darvi maggiori informazioni, perché si occupa di materiali innovativi come l’Hpl o i pannelli compositi, diversi dal classico metallo. Lorenz Pichler. L’obiettivo ultimo per il lattoniere è progettare un involucro di qualsiasi materiale, colore e forma. Per questo vanno affrontati gli aspetti tecnici su come un materiale si possa dilatare o comportarsi sotto l’effetto del vento. Soprattutto è importante quello che c’è dietro all’involucro, su cui quest’ultimo si va a posare. Quindi la sottostruttura, il suo interasse, il suo fissaggio.

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A destra, showroom Alpewa, pareti espositive

D. Oltre a una pratica di lavoro a regola d’arte, Alpewa si è sempre distinta per l’attenzione al design. In che modo? Lorenz Pichler. Come Alpewa ci siamo sempre distinti sulla qualità del materiale. Il design è il nostro obiettivo e l’approccio con i progettisti è semplice, perché sono sempre più attratti da un’estetica accattivante. Alla fiera Bau di Monaco, per esempio, si è visto un trend tendente alla tridimensionalità, dove molti produttori hanno posato pannelli piani in modo da generare dei prismi. In questa direzione, noi siamo distributori di metalli in 3D di grandi superfici (fino a 4 metri): un design che rispecchia le infinite possibilità dell’involucro. D. Uno dei trend, per quanto riguarda il risparmio energetico, è quello di tetto e facciata venti-

lata. È un concetto compreso dal mercato? Lorenz Pichler. Bella domanda. Per quanto riguarda il risparmio energetico, il programma italiano di incentivazione fiscale è ormai in vigore da quasi dieci anni ed è stato anche citato a Bruxelles come una buona pratica. Noi in Alpewa siamo soddisfatti perché è un programma che si sta conservando ed evolvendo: all’inizio i frigoriferi non erano considerati per la detrazione fiscale, ma in seguito lo sono stati, e poi le finestre e così via. È assolutamente una buona cosa. Il tema del risparmio energetico è compreso da ogni punto di vista, ma forse non la differenza tra alcuni prodotti che si possono usare per proteggere l’isolante. L’involucro da noi distribuito è molto importante, perché siamo convinti che sia il completamento qualitativo in

REGOLA NUMERO UNO: NON AVERE PAURA DEL NUOVO

Gianluca Ricciardelli, direttore vendite di Alpewa, anticipa a Lattoneria i trend e gli ostacoli che le aziende del settore trovano sul mercato. E perché è necessario innovare

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Domanda. Quali sono le novità del mercato? Risposta. Quello dell’edilizia è sempre stato un mercato molto conservativo, e per certi aspetti sfiora anche il tradizionalismo esasperato. Se pensiamo ad alcune parti del nostro territorio dove gli edifici sono legati ai vincoli ambientali, è necessario porre attenzione ai prodotti proposti, in modo che siano confacenti alle esigenze architettoniche, che fortunatamente in Italia sono molte e ricche. Ciò non toglie che sia necessario l’evolversi, e per questo le aziende specializzate hanno cercato di promuovere negli anni qualcosa di innovativo muovendosi in maniera accorta per identificare nuovo valore da poter proporre. Un fattore concreto è che l’Italia è lunga e varia: molto spesso a distanza di 50 chilometri, da una provincia all’altra, si trovano delle realtà costruttive molto diverse e delle capacità di assorbimento di nuove nozioni diametralmente opposte. A tutti i livelli: progettazione, impresa, costruzione, privato. Il nostro punto di vista è quello di cercare sempre delle giuste alternative a quelli che sono i prodotti consolidati o della tradizione. Questo implica ricerca, innovazione, sviluppo, che tengano sempre massima attenzione di quello che il mercato richiede. D. Quali sono attualmente le tecnologie e i materiali più interessanti? R. Sicuramente va fatta una considerazione importante per tutto quello che concerne il rivestimento di facciata, se pensiamo che fino a sette-otto anni fa erano le coperture metalliche a fare da padrone sul mercato. Adesso non dico che la percentuale si sia rovesciata, ma poco ci manca. C’è un forte interesse per la tecnologia di facciata, con tutti gli annessi e connessi, e di conseguenza noi che da sempre promuoviamo prodotti adatti a questo tipo di soluzioni stiamo

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15 grado di mettere al sicuro l’investimento fatto per l’isolamento. D. Un altro punto fermo è quello della sostenibilità. Qual è la vostra strategia a riguardo? Lorenz Pichler. È un tema molto importante al quale ci interessiamo molto. Noi come Alpewa non importiamo niente da realtà in cui la sostenibilità non è applicata. Cerchiamo di usare materiali made in Europe di altissima qualità che possono rimanere installati per tanti anni senza dover affrontare particolari manutenzioni. In più, stiamo combattendo per non utilizzare più la plastica in azienda: l’obiettivo è usare borracce in metallo, bicchieri di carta o in ceramica. Finalmente anche il mercato sta capendo l’importanza della sostenibilità e la considera un valore aggiunto alle forniture.

cavalcando l’onda promuovendo nuovi sistemi, ma anche facendo formazione del personale, dei progettisti stessi, e immettendo un tipo di informazione sul mercato molto più capillare. Il rivestimento di facciata sta vivendo una nuova giovinezza, perché fino a qualche anno fa era abbastanza prematuro pensare che una piccola o media impresa avesse necessità o voglia di investire nel rivestimento di facciata. Adesso, invece, per motivi architettonici, estetici, oppure di manutenzione, è un fattore che ha preso importanza. D. Alpewa investe in ricerca e sviluppo? R. Certamente, questa è una società che periodicamente presenta nella propria rete vendita qualcosa che permetta di porsi sul mercato con qualcosa di diverso, proprio a livello di ricerca di nuovi prodotti e di nuovi fornitori, molto qualificati, che permettano di investire le nostre proposte in termini innovativi. In ricerca e sviluppo viene investito buona parte del fatturato dell’azienda. Io sono nell’azienda da dieci anni e ho visto aumentare la gamma prodotti in maniera esponenziale. Una vasta gamma prodotti di rilevante importanza, tra quelli più importanti, ai quali si aggiunge la cosiddetta accessoristica. D. Che cosa direbbe a coloro che hanno paura di abbracciare il nuovo? R. Di non avere paura perché tutti i mercati devono evolvere, fermo restando che la tradizione deve rimanere. La storia non deve essere dimenticata o sottovalutata, ma se a tutti i livelli di mercato esiste la possibilità di muoversi trovando qualcosa di maggiormente performante e innovativo, affrontiamolo. Se non fosse così, in trent’anni non saremmo passati dal classico mercato della lattoneria incentrato su zincato e rame alla grande varietà del mercato odierno.

Se tutto fosse rimasto legato al passato, sarebbe stato controproducente. È invece consigliabile ascoltare tutti coloro che cercano di portarci a qualcosa di diverso, di nuovo, a livello di formazione. Ricordando che è tutto correlato: risulta inutile parlare di qualcosa di nuovo se alle spalle non esiste qualcosa che possa aiutare ad affrontare questo concetto. Non tutte le aziende sono strutturate sotto questo punto di vista. Alpewa lo è sicuramente, vista la sua dedizione nell’organizzare corsi di formazione e nella partecipazione a importanti eventi. D. Quali sono le principali caratteristiche che distinguono Alpewa dalle altre aziende e competitor presenti sul mercato? R. Il fattore più importante penso sia la preparazione dell’azienda, ovvero il saper affrontare l’andamento di mercato, a partire dalla ricerca, fino alla preparazione e alla consulenza. Alpewa è un’azienda completa che lavora a 360 gradi. I nostri esterni sono persone in grado di recepire nella quotidianità le esigenze del mercato ed essere molto preparati. Siamo un’azienda attenta all’andamento del mercato, preparata per saper accogliere la sua evoluzione in un lasso di tempo molto breve. A questo si aggiunge il fatto che la nostra gamma rappresenta una fascia medioalta: la scelta dei nostri prodotti è sempre molto curata, nell’ottica dell’innovazione e delle performance, in funzione di un’immagine aziendale ben definita. Un altro punto di forza consiste nel servizio, ovvero tutto quello che c’è alle spalle di ciò che ci siamo dicendo: una realtà estremamente lucida e razionale, che funziona molto bene, dall’ausilio alla progettazione fino all’identificazione del prodotto e alla consegna.

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X xxFabio Franchini

BOOM DEI SISTEMI DI ANTICADUTA

Oscar Sandonini è responsabile della divisione anticaduta di Alpewa, una delle divisioni dell’azienda madre, che ha aperto un ufficio tecnico a Montichiari (Brescia) Domanda. Innanzitutto, quando è stato aperto l’ufficio a Montichiari? Risposta. È nato circa due anni fa per motivi di spazio. Prima eravamo presenti nella zona di Lonato del Garda, dove siamo stati all’incirca dieci anni. Ora noi di Alpewa abbiamo spostato la sede nell’ufficio di Montichiari, dove è confluita tutta la parte dei sistemi anticaduta, a cui si è aggiunta nell’ultimo anno la parte di progettazione di membrane Epdm Firestone per il settore Lining (laghi e bacini) e Roofing (coperture piane). A Montichiari siamo in due operativi a tempo pieno, entrambi geometri. Ci occupiamo principalmente di progettazione, a cui seguono offerte economiche ed ordini materiale, diamo quindi un servizio completo al cliente-installatore su tutto il territorio Italiano. Operiamo con sistemi certificati secondo le ultime normative in vigore, acquistati da distributori e venduti da noi. Instauriamo un rapporto diretto con l’installatore cercando di offrire la massima consulenza sia in termini di miglior prodotto che di risoluzione degli imprevisti in cantiere. Per quanto riguarda sistemi strutturali a

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catalogo Alpewa, acquistiamo prodotti dalla Sicur Delta, nota azienda del settore in provincia di Pisa, di cui ci occupiamo della vendita prodotti da circa dieci anni. Siamo inoltre distributori esclusivi in Italia di ancoraggi anticaduta Latchways (assorbita negli ultimi anni da MSA), azienda inglese che esporta i propri prodotti in tutto il Mondo. Ultimo ma non meno importante, il sistema anticaduta EasyFix, la nostra punta di diamante, ancoraggio specifico per la messa in sicurezza di tutte le coperture in doppia graffatura. Trattasi di un sistema di nostra produzione, certificato e marchiato Alpewa, di cui andiamo molto fieri. Negli ultimi anni abbiamo avuto una escalation dal punto di vista delle vendite del sistema EasyFix, molto conosciuto ed apprezzato nel settore per la certificazione dell’ “ancoraggio completo”, eseguita presso l’Ente certificatore Dolomiti Cert di Longarone. D. Attualmente quali sono i lavori che stanno andando per la maggiore? R. Se parliamo di doppia graffatura, operiamo maggiormente su coperture di tipo residenziale, con superfici piuttosto ridotte. Dopodiché offriamo una serie di prodotti che possono spaziare dalle coperture industriali (pacchetti sandwich e lamiere grecate), fino a coperture piane in cui ci occupiamo della fornitura di membrana Epdm e del sistema anticaduta specifico alle stesse. D. Per voi che lavorate in tutta Italia con i sistemi anticaduta, la principale difficoltà rimane la diversità delle normative da regione a regione o ci sono altre problematiche? R. L’obbligatorietà dei sistemi anticaduta è estesa quasi in tutta Italia. A parte qualche regione del Sud e l’Alto Adige (non il Trentino), dove non è ancora entrata in vigore l’obbligatorietà della linea vita. Il fatto di avere sede in questa regione ci aiuta ad attuare una serie di operazioni atte a divulgare la conoscenza dei nostri prodotti su tutto il territorio Alto Atesino. D. Come è andato il 2019 e cosa vi aspettate dal 2020? R. L’anticaduta nel 2019 è andata molto bene, in modo direttamente proporzionale all’andamento globale di Alpewa. Abbiamo iniziato benissimo il 2020 e si spera di proseguire con un andamento positivo.

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17 «Dove possiamo ci impegniamo a eliminare la plastica e dove non possiamo cerchiamo di limitare il suo uso»

Abbiamo troppa plastica in giro. Come distributori di materiali per facciate e coperture, stiamo cercando di dare l’esempio per sensibilizzare i nostri collaboratori e di conseguenza anche i clienti che ci vengono a trovare. In Alto Adige abbiamo il grande vantaggio di bere l’acqua dal rubinetto, e non esiste che si compri l’acqua nelle bottiglie di plastica. Cerchiamo di fare il meglio per ridurre tutta la plastica possibile, considerando che non possiamo rinunciare all’imballo per i coils, per esempio, che serve per proteggerli dalla pioggia e altro. Dove possiamo ci impegniamo a eliminare la plastica e dove non possiamo cerchiamo di limitare il suo uso il più possibile. Lo può confermare anche il nostro responsabile tecnico Armando Minoliti. Armando Minoliti. Alpewa da sempre utilizza materiali tutti riciclabili, perché alluminio, zinco, rame, acciaio sono riciclabili al 100%. All’interno del trend riguardante le coperture piane, che Alpewa sta sperimentando da qualche anno, noi trattiamo in Italia una membrana in Epdm, che si discosta dal mondo delle guaine bituminose e da quello dei materiali in Pvc. Su questo prodotto esiste un concetto di sostenibilità elevatissimo,

perché il materiale non rilascia nessuna sostanza tossica nell’acqua che raccoglie. Si tratta di un materiale assolutamente eco friendly, che in altri paesi della comunità europea è strausato. In Italia si sta ora iniziando a capirne le potenzialità: la speranza è che la maggiore attenzione dal punto di vista dell’impatto ambientale favorisca l’adozione di prodotti che si dirigono in questa direzione. Una caratteristica del nostro mercato è che fa fatica a recepire le novità, anche perché, a volte, chi posa non ha voglia di capire qualcosa di nuovo, essendo preso da una serie di questioni lavorative che gli fanno pesare l’analisi di un prodotto innovativo. Però noi stiamo facendo un lavoro di sensibilizzazione che speriamo raggiunga l’obiettivo. D. Chiedo anche a lei, cosa ne pensa dell’iniziativa di Pile sulla scuola di Lattoneria? Armando Minoliti. Si tratta di un’iniziativa sicuramente lodevole e importante per il nostro mercato, anche perché l’obiettivo del Pile è quello di dare in mano a un operatore un patentino che ne attesti la professionalità. Concordo, però, con quello che diceva prima Andreas, ovvero che non si può diventare un lattoniere qualificato facendo un corso di tot ore. Può servire da un certo

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Armando Minoliti. A fianco, stratigrafia copertura in lamiera grecata con rivestimento Epdm. Sotto, pannello metallico tridimensionale Fielitz


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X xxFabio Franchini

Parete kubus showroom Alpewa, pannello metallico tridimensionale Fielitz. Sopra, showroom Alpewa, pannello facciata FX12 Prefa. Sotto, magazzino Alpewa. A destra, esterni Alpewa

punto di vista a dare una qualifica a chi fa già questo lavoro, ma non si può in questo modo insegnare un mestiere, perché è necessario sicuramente più tempo e dedizione. Sull’aspetto del come gestire questa iniziativa, sono convinto che i produttori o i rivenditori debbano sostanzialmente starne fuori, o meglio essere degli elementi di supporto, ma la scuola deve essere qualcosa che opera in assoluta autonomia e senza influenze di produttori che spingono per un materiale piuttosto che per un altro ecc. La neutralità, insomma, è un fattore molto importante. Noi dobbiamo essere delle figure di contorno, di contributo, ma non dobbiamo essere noi a insegnare. D. Il bonus facciate coinvolge anche voi. Come? Armando Minoliti. Ho cercato di capire cosa possa rappresentare il bonus facciate. Se parliamo di un rivestimento metallico fatto con tecniche di doppia graffatura, è chiaro che questo può creare una richiesta, un incremento di mercato. Oggi, questo bonus ha come obiettivo quello di riqualificare un aspetto soprattutto estetico, perché per l’aspetto energetico esiste già l’ecobonus. Per noi può essere qualcosa in più, un’iniziativa che va a sensibilizzare il tema della facciata: si tratta di un’opportunità ancora tutta da capire.

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Giovanni Argento

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in co-organizzazione con


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Mazzonetto

I migliori lattonieri

PER L’ARCHITETTURA Assegnati i premi del concorso Vinci con Vestis, indetto per il secondo anno dall’azienda padovana. Obiettivo: valorizzare la capacità di trasformare il metallo in un’opera esteticamente interessante oltre che tecnicamente valida. Ecco chi sono stati i vincitori

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embra che nel XIII secolo Francesco di Assisi abbia pronunciato questa definizione: «Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, la sua testa e il suo cuore è un artista». Queste parole ancora oggi possono essere una fonte di ispirazione e ragionamento su quanto la passione sia decisiva per realizzare un lavoro alla regola dell’arte. Forse, però, oggi si potrebbe aggiungere qualcosa. Per esempio, che al giorno d’oggi l’artista non utilizza soltanto le mani, la testa e il cuore, ma anche l’innovazione tecnologica. È quello che hanno fatto i partecipanti del concorso Vinci con Vestis, indetto per il secondo anno consecutivo dalla Mazzonetto. Lo stesso amministratore delegato


Attualità

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Primo classificato “Opere di lattoneria” Lattoneria Piacentina snc Albero della vita (Sarmato, Piacenza)

Secondo classificato “Opere di lattoneria” Micheletto Enzo e Andrea snc Prospettive (Martellago, Venezia)

Terzo classificato “Opere di lattoneria” T&C sas Cortile Cortex (Urbino, Ancona)

Primo classificato “Opere di coperture” GM2 srl - Camera con vista (Casarza Ligure, Genova)

Secondo classificato “Opere di coperture” Metal Roof srl - Poliambulatorio Arquata del Tronto (Arquata del Tronto, Ascoli Piceno)

Terzo classificato “Opere di coperture” Lattoneria S. Pietro in Vincoli srl Olanda (S. Mauro Pascoli, Forlì-Cesena)

FINALISTI OPERE DI LATTONERIA

FINALISTI: OPERE DI COPERTURA

1. Lattoneria Rota Ri-Vestis (Milano) 2. Reginato snc Olgiate Olona (Olgiate Olona, Varese) 3. M.A.F. Lattonerie snc Condominio Lerici (Lerici, La Spezia) 4. Lattoneria Cirigliano Giuseppe snc Lattoneria per baita di montagna (Castelsaraceno, Potenza) 5. Micheletto Enzo e Andrea snc Prospettive (Martellago, Venezia) Secondo classificato 6. Lattoneria Piacentina snc Albero della vita (Sarmato, Piacenza) Primo classificato 7. Bravi srl Casa Colonica via Gaiano Osimo (Osimo, Ancona) 8. Mc Lattoneria Vicini Scomodi (Rossano Veneto, Vicenza) 9. T&C sas Cortile Cortex (Urbino, Ancona) Terzo classificato 10. Picchio gronde di Fiorelli Mirco In…Vestis nei dettagli (Villa Lempa, Teramo)

1. Valenti Lattoneria Srl Le ali (Castelletto di Serravalle, Bologna) 2. Lattoneria S. Pietro in Vincoli srl Olanda (S. Mauro Pascoli, Forlì-Cesena) Terzo classificato 3. Scquipa srl Corazza in Cortex (Ponzano Veneto, Treviso) 4. Lattoneria Adreossi Casa Romedi Grigio Dolomiti (Cepina, Sondrio) 5. GM2 srl Camera con vista (Casarza Ligure, Genova) Primo classificato 6. Tecnolattonerie Rossi srl Palestra di Sommacampagna (Sommacampagna, VR) 7. Lattoneria Palermo srl Artena (Artena, Roma) 8. Lattoneria Piva srl Castelfranco Veneto (Castelfranco Veneto, Treviso) 9. Metal Roof srl Poliambulatorio Arquata del Tronto (Arquata del Tronto, Ascoli Piceno) Secondo classificato 10. Legnotec Snc La Baia (Portonovo, Ancona)

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23 dell’azienda, Roberto Brunello, ha evidenziato lo spunto che ha dato vita alla competizione: «Il lattoniere ha assunto un ruolo in architettura: abbiamo messo appunto questo concorso per valorizzarlo e portarlo avanti». Con queste premesse l’azienda di Loreggia (Padova), lo scorso 21 febbraio, ha ospitato l’evento Gran Galà presso Villa Caprera, a Castello di Godego (Treviso). Nel corso della serata sono stati presentati i progetti finalisti e annunciati i vincitori: i protagonisti della serata, dunque, sono stati gli installatori e le loro realizzazioni di lattoneria e rivestimento con materiale Vestis di Mazzonetto all’interno del territorio italiano. LA GIURIA Per decretare i vincitori di Vinci con Vestis l’azienda si è avvalsa di una giuria tecnica, composta da esperti di lattoneria e progettazione: Ruggero Fabris e Rino Roncari (rappresentanti del mondo dell’installazione),Nicola Salviato e Angelo Pavan (rappresentanti del mondo della progettazione) e l’architetto Massimo Condotta (per il mondo accademico, facoltà di Architettura dell’Università Iuav di Venezia). I vincitori sono stati selezionati per due distinte categorie, ovvero Opere di lattoneria e Opere di copertura, mentre i parametri presi in considerazione per il giudizio sono stati la gradevolezza estetica, l’originalità dell’idea, la tecnica applicativa (privilegiando i fissaggi a scomparsa), la corretta gestione della dilatazione del metallo e l’attenzione alle finiture

negli spigoli, nei raccordi e negli imbotti. Per la categoria Opere di copertura, il primo posto è stato assegnato a Gm2 per il progetto Camera con vista, realizzato a Casarza Ligure, in provincia di Genova. Lattoneria Piacentina, invece, si è aggiudicata la prima posizione tra le Opere di lattoneria con la realizzazione Albero della Vita a Sarmato, in provincia di Piacenza. Ai vincitori è stato assegnato un premio, rispettivamente una profilatrice Mini-light prodotta da Schlebach per la categoria rivestimenti, e una piegatrice TBS 100 marchiata Sche chtl per la lattoneria. I COMPLIMENTI Anche il presidente dell’associazione Pile, Fabio Montagnoli, era presente alla serata di Mazzonetto. Montagnoli ha approvato l’iniziativa e ha colto l’occasione per ricordare i passi avanti che sta compiendo la categoria, grazie alla recente pubblicazione della prassi di riferimento Uni/PdR 68:2019 per il lattoniere edile: «Abbiamo fondato la scuola di lattoneria, a settembre è uscita la prassi di riferimento, un lavoro che abbiamo portato a termine per poter dare ai lattonieri un certificato dal carattere nazionale. Se la PdR soddisferà nel tempo questo percorso, potrà diventare una norma Uni. Faccio i complimenti a tutte le opere che sono state presentate questa sera, sono un punto di orgoglio per chi si è impegnato nella loro realizzazione», ha commentato Montagnoli. Valentina Anghinoni

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Assemblea annuale

Pile pensa

GIÀ AL FUTURO Il bilancio dell’associazione, Caseitaly, la Prassi riferimento, Pileacademy, il patentino professionale. E, da ultimo, un raduno dei lattonieri: i soci riuniti a Bari hanno fatto il punto sull’attività dello scorso anno, ma soprattutto hanno progettato le iniziative per il 2020 e oltre

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no sguardo al passato e un occhio al futuro: l’assemblea dei soci Pile, che si è svolta il 25 gennaio a Bari, al Grand Hotel delle Nazioni, ha costituito il momento clou dell’associazione che riunisce le maggiori imprese di lattoneria. La cronaca dell’evento è anche lo specchio dell’importanza assunta da Pile nel mondo della lattoneria, in particolare grazie alle ultime iniziative intraprese e al programma per i prossimi mesi. Ma veniamo all’assemblea. Hanno partecipato imprenditori e manager in rappresentanza di Alpemac, Montagnoli Rino, Profiltek, Lattoneria Sasaniello, Lattoneria Fumagalli, Metaltrade, Isal, Europrofil, F.lli Fagioli, Lattoneria F.lli Silvestre, Tresoldi Metalli, C.l.c., Mazzonetto Metalli, Sicurpal, Rivit, Tubozeta, Tecnostaff, Biagetti, Sud Metalli e Artigian Giovanni Russo, Lattoneria della Murgia. LA RELAZIONE Il primo punto in pro-

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gramma era la relazione dei lavori svolti dal consiglio in carica. Compito assunto dal presidente in carica, Fabio Montagnoli, giunto al settimo anno al vertice dell’associazione. «La nostra associazione rappresenta un comparto lavorativo presente in ogni edificio, importante e oramai consolidato in ogni edificio. Con questa attenzione si è voluto, con forza, nel 2019 tagliare il traguardo con l’Uni per la Prassi di riferimento», ha spiegato Montagnoli. «È stato un anno impegnativo, ricco di riunioni effettuate dal gruppo di lavoro che ringrazio pubblicamente: Maurilio Fumagalli, Giordano Mazzonetto, Mattia Montagnoli, Federico Zanin, io e Roberto Maran. L’assiduo impegno si è coronato il 13 luglio, data da cui la prassi di riferimento è entrata in vigore. Ora spetta a noi farla galoppare su e giù per l’Italia in modo da essere recepita e successivamente trasformata in norma. È un risultato importante, perché fa sì che una piccola associazione nazionale riesca a portare a termine un lavoro di indirizzo generale cercando di normare il proprio settore senza che altre forze intervengano sui sistemi e sulle manualità che da tanti anni ci tramandiamo». IL LAVORO SVOLTO Dopo questa premessa, Montagnoli ha presentato una sintesi del lavoro svolto dall’associazione: «Ci siamo mossi oltre che sul territorio nazionale anche su quello estero con il progetto


25 CaseItaly. Nel 2019 si sono svolti i Consigli del Direttivo partendo con il primo consiglio il 5 giugno presso la sede operativa Pile, presso l’associata Montagnoli. Il secondo consiglio l’8 ottobre presso la sede della nostra associata Tresoldi a Pozzonovo-Padova e il terzo consiglio il 5 novembre presso Mazzonetto a Loreggia, Padova. Gli incontri presso la Uni di Milano per la prassi di riferimento sono stati effettuati dal gruppo di lavoro a partire dal 17 ottobre 2018, il 30 novembre 2018, il 23 gennaio 2019, l’8 febbraio 2019, il 5 aprile 2019, il 18 aprile 2019 e la conclusione dei lavori nel mese di maggio 2019». Gli incontri Caseitaly, ha relazionato il presidente di Pile, sono avvenuti invece a Roma l’8 marzo 2019, a Barcellona 14, 15, 16 maggio 2019, a Roma 24 e 25 luglio 2019, e a Parigi il 7 novembre 2019. Una lunga carrellata di impegni che ha visti impegnati i soci in modo assiduo verso gli obiettivi prefissati. «Ricordo come già espresso lo scorso anno che l’Associazione Pile si conferma con crescente forza come principale e unico punto di riferimento nazionale e internazionale del comparto della lattoneria e delle coperture metalliche. Questo è il nostro impegno che

abbiamo dedicato nel 2019 nell’interesse di tutti e per tutti noi», ha aggiunto Montagnoli. «L’associazione riesce nei propri compiti grazie a un attento progetto finanziario fatto dalle disponibilità di cassa. E ogni progetto necessita di copertura finanziaria per la sua realizzazione. Come ben sapete, i progetti comportano spese importanti che dovranno essere finanziate di anno in anno e deliberate a maggioranza dall’assemblea e dal consiglio. Sarà importante rispettare le scadenze associative delle quote che permettono la realizzazione del nostro futuro». Il presidente di Pile ha concluso il suo intervento con un ringraziamento a tutti i componenti del Consiglio direttivo: «Mattia per l’impegno e l’attenzione che ogni giorno ha verso l’Associazione Pile, ringrazio il gruppo di lavoro Uni, ringrazio la federazione Finco per il supporto e la collaborazione, ringrazio le associazioni Acmi, Assites e Anfit nella persona dei loro presidenti, ringrazio Mario Artale, direttore Finco, per l’amicizia e la fattiva collaborazione, ringrazio l’ingegner Roberto Maran per il lavoro che sta svolgendo con noi in Pilacademy e di conseguenza il risultato conseguito alla Uni e mi sento di ringraziare in

«L’Associazione si conferma con crescente forza come principale e unico punto di riferimento del comparto»

L’assemblea Pile a Bari. Nella pagina a fianco, Fabio Montagnoli

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Attualità

26 L’assemblea ha previsto tre nuovi appuntamenti con Caseitaly per il 2020

modo particolare anche Federico Zanin della Mazzonetto, che ha svolto un ruolo importante nella stesura della prassi di riferimento in Uni. Infine, spero di non aver tralasciato nessuno, ringrazio tutti voi che credete nell’associazione e che con il vostro sostegno permettete la prosecuzione del cammino associativo». APPUNTAMENTI ALL’ESTERO Approvato il bilancio, che registra un saldo attivo di oltre 14 mila euro, l’assemblea ha esaminato l’attività di Caseitaly, l’iniziativa che ha l’obiettivo di allargare l’orizzonte nazionale delle imprese con la partecipazione a fiere internazionali. Il progetto per il biennio 2018-2019 si è concluso con gli appuntamenti di Budma (Polonia), Construmat (Barcellona) e Batimat (Parigi). Nella discussione sono emersi pregi e difetti dell’iniziativa. Pregi: con una cifra così contenuta è stata offerta la possibilità di esplorare cinque mercati che altrimenti in autonomia sarebbe stato difficile sondare. Ma, nel contempo, è stato fatto presente che sarebbe stato più opportuno investire maggiormente nella ricerca e selezione degli addetti ai lavori veramente interessati al settore della

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lattoneria. Inoltre, un’altra critica ha riguardato il posizionamento dello stand, che cadeva «casualmente sempre nei padiglioni dei serramenti e portoni», penalizzando le poche aziende della collettiva. L’assemblea ha anche esaminato il programma per il 2020: Big 5 Cairo a settembre, Sib Casablanca a novembre e Big 5 Dubai a dicembre. Questa volta anziché vendere il pacchetto completo di tutte le fiere, sarà venduta la partecipazione a ogni singolo evento a prezzi contenuti. Il Big 5 del Cairo potrebbe essere una buona opportunità per le aziende, dato che si sta costruendo una nuova capitale amministrativa di 10milioni di abitanti a Port Said. Big 5 Dubai, invece, sarà in concomitanza dell’Expo 2020, aspetto che potrebbe dare maggiore risonanza mediatica e pubblicitaria alla fiera. L’Ice ha stanziato 1,1 milioni, che verranno utilizzati per l’acquisto delle aree espositive e gli stand. Con la conclusione del progetto 2020, Caseitaly dovrebbe chiudere fino a data da destinarsi, portando nelle casse associative fondi per 10 mila euro o, nella migliore delle ipotesi 15 mila euro da destinare alla scuola di lattoneria. Franco Saro


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Attualità

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Congiuntura

La lattoneria

DOPO IL VIRUS Quale sarà il peso dell’emergenza sanitaria sul settore? Le aziende riusciranno a recuperare nella seconda metà dell’anno? E quali le conseguenze sull’intera economia dell’Italia? Domande legittime, risposte che si possono solo ipotizzare. Ma qualche punto fermo c’è

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Q

uanto peserà il coronavirus sui conti delle aziende italiane, e in particolare quelle della lattoneria? Il punto di domanda non sparirà troppo presto. Sono troppi i fattori, straordinari, che hanno sconvolto l’ordinaria congiuntura dell’economia. Anzi, sarebbe meglio parlare di economie, al plurale, perché oggi tutti i mercati sono interconnessi. E anche le aziende che lavorano solo per un Paese, per esempio l’Italia, non possono fare a meno di essere contagiate (è la parola più appropriata) da quello che avviene all’estero. Per esempio, perché le materie prime delle quali hanno necessità provengono da un altro Stato, magari lontanissimo. Oppure perché è il cliente con il quale lavorano a essere rimasto in panne a causa dell’emergenza sanitaria. Che piaccia o no, la globalizzazione è un dato di fatto: nessun Paese al mondo potrebbe conservare il proprio benessere economico in uno Stato autarchico. Come ben ricordano i nostri nonni.

GLI EFFETTI Ma quali saranno gli effetti del coronavirus sulla nostra economia? Premesso che azzeccare una previsione è come vincere alle corse dei cavalli, al momento si possono registrare solo quelle (più o meno infauste) dei grandi centri studi, pubblici o privati. Per esempio, quella di Morgan Stanley, una delle grandi banche americane. Secondo il colosso Usa, il Pil italiano, affondato dal coronavirus, scenderà del 5,8% nel 2020. Insomma, un disastro. Ma, attenzione: per il 2021 la banca prevede un rimbalzo del 6,7%. Per il 2020, comunque, non saranno rose e fiori: Morgan Stanley vede uno scenario di deflazione, cioè di generale diminuzione dei prezzi (e quindi anche dei ricavi delle aziende): secondo gli analisti della banca d’affari, il costo della vita diminuirà dello 0,4%. Per non parlare del debito pubblico, sotto stress per le misure di sostegno all’economia: la voragine dei conti dello Stato sarebbe destinata a salire fino al 147,7% del Pil. Contemporaneamente, il tasso di disoccupazione aumenterà al 10,4% quest’anno e al 10,5% nel 2021. Non a caso in molti hanno definito quella attuale come un’economia di guerra. Un clima da tragedia confermato anche da Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse, secondo cui lo scenario è pessimo. A suo parere, l’emergenza richiede «un livello di ambizione simile a quello del Piano Marshall, e una visione simile a quella del New Deal, ma ora a livello globale».


Attualità

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Il mercato immobiliare, che aveva iniziato a riavviarsi dovrà fare i conti con uno scenario economico di incertezza

IN DIFFICOLTÀ Un’altra previsione tosta è quella della Cerved Rating Agency, società che analizza il merito di credito delle aziende, che nel suo studio Impact of the Coronavirus on the italian non-financial corporates ha preconizzato che entro il 2020 una impresa su dieci in Italia, in settori industriali strategici come il manifatturiero tessile, i trasporti e il turismo, sarà a rischio fallimento. Il prezzo della crisi, sempre secondo Cerved, per l’Italia sarà in primo luogo una riduzione del Pil e dunque della capacità di creare ricchezza a livello nazionale, con un impatto stimabile tra i 10 e i 30 miliardi di euro, a seconda delle ipotesi di durata dello stop alle attività. Se, infatti, si ipotizza che l’impatto nell’immediato sia stato grave in un’area che vale quasi un terzo del Pil nazionale (Lombardia e le province emiliano-romagnole e venete colpite dalle restrizioni), bisogna considerare che un rallentamento di un trimestre di attività si può tradurre in una dinamica di decrescita che può appunto arrivare a colpire il 10% dell’economia. E -10% in un’area che vale il 33% del Pil significa incidere almeno per -3% ma, negli scenari peggiori, fino a -5% del Prodotto interno lordo. La previsione, inoltre, non riguarda solo la riduzione della produzione, e dunque del Pil, ma anche gli asset finanziari che governano la solidità dell’economia, con un peggioramento generalizzato del capitale circolante netto e un aumento dei debiti finanziari a breve. Gli interventi del Governo con misure di aiuto e contenimento sono dunque fondamentali già in questa fase.

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I LATTONIERI Sì, d’accordo, ma per la lattoneria? Certamente il mercato immobiliare, che aveva iniziato a riavviarsi e a ritrovare un certo dinamismo, dovrà contare con uno scenario socioeconomico di incertezza al quale non basta il taglio di qualche decimo di percentuale dei tassi di interesse, peraltro già al minimo storico. La lattoneria, insomma, dovrà affrontare un periodo di incertezza, prima della ripresa. D’altra parte, secondo l’agenzia di rating Standard&Poor’s non si può pensare che si esca indenni da una situazione così grave di emergenza sanitaria, perché essa si somma a «una sempre minore possibilità di accedere all’investimento immobiliare e alla crescita economica a tassi contenuti, che sono chiavi decisive nel processo di riduzione della crescita dei prezzi delle case». Se da un lato il Governo ha annunciato la possibilità di aumentare la defiscalizzazione degli interventi di ristrutturazione fino al 100% del costo, proposta certamente utile a tranquillizzare l’opinione pubblica, in quanto dimostra la volontà del Governo di introdurre incentivi concreti alla ripresa, ma tutta da verificare nella sua applicabilità, da un altro lato il sistema stesso della produzione edilizia, che da sempre ha tempi di reazione lenti, sia nel bene che nel male, si tradurrà in una riduzione degli investimenti non nell’immediato ma nel medio periodo. Significa che se l’emergenza rientrasse e si chiudesse nel mese di aprile, probabilmente la seconda metà dell’anno potrebbe vedere una ripresa, soprattutto in alcuni settori oggi in difficoltà, primo fra tutti quello turistico. Va ricordato che il settore delle costruzioni e della connessa lattoneria ha un peso meno rilevante oggi nell’economia, rispetto a settori come il turismo e il commercio, e dunque la grande dipendenza della nostra nazione dai trend globali e dalle dinamiche degli scambi commerciali è anche una dipendenza da fattori esterni che fino ad oggi, tuttavia, eravamo in grado di dominare perché fattori materiali, conosciuti e gestibili. Ma in queste ultime settimane l’Italia ha anche dato un segnale importante di reazione, un segnale sociale che non va sottovalutato. È dalle grandi crisi che nascono i grandi cambiamenti. Questa crisi non è economica, ma potrà aiutarci a capire meglio come oggi tutto sia connesso e come sia fondamentale, per le nostre imprese, confrontarsi sempre di più con l’imprevedibilità, vera zona rossa della nostra economia. Franco Saro


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Attualità

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Sondaggio

L’edilizia

IERI E OGGI

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Il Centro Studi YouTrade ha condotto un sondaggio tra i protagonisti della filiera delle costruzioni per un primo bilancio sulle attività 2020 e le prospettive per i mesi a venire. Risultato: bilancio positivo per il 2019, e buone prospettive. Ma prima dell’emergenza sanitaria

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edilizia post coronavirus è un punto di domanda, anche se non tutti vedono così nero. Ma il brusco stop imposto dall’emergenza sanitaria non deve far dimenticare quello che di buono è stato fatto. Ci ha pensato il Centro Studi YouTrade, che periodicamente conduce indagini congiunturali che in questi ultimi anni hanno sempre rappresentato un importante momento di confronto e riflessione. Per esempio, con un’indagine sull’andamento congiunturale del quarto trimestre 2019. Il campione di imprese esaminato dal Centro studi YouTrade ha risposto a una serie di domande relative all’andamento del fatturato, degli ordinativi, dei prezzi e dell’occupazione nel settore delle costruzioni, lattoneria compresa, oltre che sulle previsioni per il primo trimestre 2020: elementi utili ad analizzare che cosa è accaduto e che cosa potrà accadere. La rilevazione, va ricordato, è stata condotta prima che l’emergenza coronavirus bloccasse completamente le attività e pertanto i risultati, soprattutto


Attualità

34 Andamento degli ordini nel IV° trimestre 2019

Andamento atteso del fatturato nel I° trimestre 2020

Andamento atteso dei prezzi nel I° trimestre 2020

Fonte: indagine diretta Centro Studi YouTrade

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per la parte prospettica, vanno anche interpretati al netto di quanto accaduto, che di certo modificherà i trend. La prossima rilevazione permetterà di analizzare proprio questi elementi e, dunque, questa prima analisi torna utile anche per testare il modello di raccolta dati, che si basa sulle modalità utilizzate dalle Camere di commercio per le indagini settoriali congiunturali, e dunque è perfettamente in linea con tali metodologie. IN CRESCITA AL 50% Analizzando i risultati dal punto di vista degli andamenti relativi al quarto trimestre, il primo dato che si pone all’attenzione è quello relativo all’andamento del fatturato. La variazione rispetto al trimestre precedente risulta positiva per il 50% degli intervistati, stazionaria per il 43% e in diminuzione per il 7%. Cresce di più tra i produttori (60% delle risposte) che tra i rivenditori (44%), segno di una vitalità del mercato della produzione data sicuramente non solo dagli ordini interni, ma anche da quelli derivanti dall’estero. Aumenta, invece, tra i rivenditori: circa il 10% dei rispondenti presenta una riduzione del giro d’affari rispetto al trimestre precedente. In crescita, un dato dunque positivo, la percentuale di imprese con fatturato in aumento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, pari al 59% del campione. Dunque, sei imprese su dieci hanno avuto incrementi del giro d’affari, un valore che sale a due terzi dei rispondenti per i produttori di materiali e si ferma al 55% per i rivenditori. Aumenta, invece, la percentuale di imprese che hanno visto ridursi il giro d’affari nell’anno, con il 13% che presentano difficoltà, pur valutate nella maggior parte dei casi (tre su quattro) di lieve entità, un valore che sale al 18% per i rivenditori e scende al 4% per i produttori.


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Attualità

36 Andamento atteso degli ordini nel I° trimestre 2020

Andamento atteso della nuova costruzione residenziale

Fonte: indagine diretta Centro Studi YouTrade

Ecco, dunque, le prime luci e le prime ombre: chi opera esclusivamente nel mercato interno subisce contraccolpi che chi invece trova sbocchi anche all’estero sente molto meno. PREZZI E ORDINI Giudicati invece nella maggior parte dei casi stazionari i prezzi (circa due rispondenti su tre) o leggermente in aumento per poco meno di un terzo rispetto al trimestre precedente, mentre in deciso aumento rispetto allo stesso periodo

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del 2018, con circa il 43%, gli intervistati che indicano un aumento lieve dei prezzi, il 52% che indica una stazionarietà e solo il 5% che indica una diminuzione. Dunque prezzi in aumento, soprattutto per i rivenditori (51% dei rispondenti) mentre il 62% dei produttori li giudica stabili nell’anno di analisi. Dal punto di vista degli ordini, uno degli indicatori tendenziali da monitorare per l’andamento reale del mercato, rispetto al trimestre precedente emerge dal punto di vista della produzione un incremento positivo per il 47% dei rispondenti, mentre la percentuale scende al 34% nel caso dei rivenditori, con percentuali simili in entrambi i comparti per quanto riguarda il giudizio sulla stazionarietà. Scende al 6% la quota di produttori rispondenti con ordini in diminuzione e sale, invece, al 14% nel caso dei rivenditori. Ancora luci e ombre dunque, che si stemperano leggermente nel confronto tra i dati relativi all’andamento degli ordini rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, segno che la congiuntura leggermente negativa, registrata anche da Istat rispetto alla produzione delle imprese, si è concentrata soprattutto nel mercato interno e soprattutto negli ultimi mesi del 2019. Stabile, infine, l’occupazione nel breve periodo, con un incremento di 1 punto percentuale sull’anno, con l’incremento dovuto soprattutto al mondo della rivendita, mentre quello produttivo risulta stabile. Dunque, il 2019 ha presentato un andamento positivo per produttori e rivenditori, con questi ultimi che hanno anche avuto necessità di aumentare in minima parte il numero degli addetti, ma con alcune ombre sempre per i rivenditori nella parte finale del 2019, conseguenza del rallentamento produttivo registrato anche dalle imprese di costruzione. I PRIMI TRE MESI Le previsioni per il primo trimestre del 2020 indicano una prevalenza di aspettative positive (perlomeno prima dell’emergenza sanitaria, cioè per i primi due mesi), con il 53% dei rispondenti che attendevano un incremento del giro d’affari per la maggior parte di lieve dimensione e circa un intervistato su cinque con un incremento più significativo. Certo, le cose sono poi cambiate, ma registrare le aspettative può essere ugualmente interessante. Per esempio, sull’andamento atteso dei prezzi, che per i rivenditori sono attesi in crescita, pur lieve, per il 42% dei rispondenti, così


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Attualità

38 Andamento atteso delle ristrutturazioni residenziali

Andamento atteso delle opere pubbliche

Andamento atteso della nuova costruzione non residenziale

Fonte: indagine diretta Centro Studi YouTrade

come per il 26% dei produttori i quali, nel 62% dei casi, attendono costi stazionari. In aumento gli ordini, soprattutto per quanto riguarda i produttori, mentre in dinamica positiva sembrerebbe l’occupazione, con circa il 17% dei rispondenti disposti ad assumere, con uno scarto significativo tra produttori e rivenditori, con i primi in trend

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doppio rispetto ai secondi. Infine, per le attese sui segmenti produttivi, buone prospettive si annunciano finalmente per la nuova edilizia residenziale, con il 28% dei rispondenti che prevede un aumento e solo il 22% una diminuzione, portando il saldo percentuale a 8 punti, un valore simile a quello registrato da Unioncamere e, dunque, in linea con le rilevazioni di altri osservatori. In forte crescita l’attesa per le ristrutturazioni residenziali, con il 68% dei rispondenti che prevedono un incremento del mercato, mentre per il rimanente 32% quello italiano sarà stazionario. In crescita, nelle attese dei rispondenti, il mercato non residenziale, con il 31% che prevede un aumento e il 7% una diminuzione, portando il saldo a 24 punti percentuali, un valore che fa ben sperare, ma che dovrà fare i conti gioco forza con la dinamica di rallentamento economico che sta attraversando l’Italia in seguito all’emergenza da coronavirus. Infine, anche per le opere pubbliche gli intervistati prevedono un incremento nel trimestre, con un saldo pari a circa 25 punti percentuali, segno che le attese anche in questo segmento sono positive e testimoniano una aspettativa positiva del settore della produzione e della rivendita, aspettativa che potrà essere valutata nella sua effettiva rappresentazione con la prossima rilevazione. Il campione oggetto della rilevazione ha preso in esame le risposte di 101 imprenditori e manager. Di questi, 28 attivi nella produzione, 51 nella distribuzione di materiali edili, 21 in altre attività connesse con il settore edile. Franco Saro


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Attualità

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Una Xxx sinuosa

ONDA XXX DI LATTE

Un’architettura dinamica per il Bar Bianco di Sandrigo (Vicenza): tre parallelepipedi trasparenti sono avvolti da un involucro bianco, rivestito con il nastro Prefalz. Un sistema in alluminio che garantisce non solo il risultato estetico, ma anche la durabilità nel tempo Xxx

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o stabilimento caseario di Sandrigo, in provincia di Vicenza, fa parte della cooperativa di Lattebusche e rappresenta uno dei siti di maggior lavorazione e stoccaggio del latte di tutta l’area vicentina. Trovandosi in una zona di grande passaggio all’uscita dell’autostrada di Dueville, questo insediamento produttivo specializzato nella produzione del formaggio Grana Padano Dop è stato scelto per l’apertura del più grande dei 13 Bar Bianco, i punti vendita diretti della cooperativa. IL PROGETTO L’architetto Luca Rigoni, dello Studio Rigoni & Bortolaso Architetti Associati di Bressan-

vido (Vicenza), ha sviluppato un concept teso a sposare in pieno i valori di sostenibilità e trasparenza cari all’azienda committente, trasponendoli nelle scelte architettoniche del nuovo spazio. Il Bar Bianco di Sandrigo è un’opera che coniuga il contesto industriale e il paesaggio circostante, i valori di rispetto e valorizzazione ambientale e la metodica ricerca dell’eleganza, riproducendo con scelte progettuali originali la sinuosità di un’onda di latte sospesa fra cielo e terra. L’edificio, infatti, presenta una struttura dalle geometrie essenziali, composta da tre parallelepipedi trasparenti e avvolti da un involucro a forma di grande onda bianca, che dona un carattere unico all’insieme.

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L’onda in alluminio del Bar Bianco di Sandrigo (VI) rivestita con il nastro Prefalz


Attualità

42 Dettaglio di un punto d’appoggio della struttura Xxxlatte. color bianco Il nastro Prefalz di Prefa nel colore Bianco P.10 è rivestito con un doppio strato di verniciatura poliammidica poliuretanica di alta qualità in Coil Coating, che lo rende più resistente all’azione del tempo

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43 PAROLA ALL’ARCHITETTO «Sono stati due i principali concetti espressi dalla committenza che hanno guidato le nostre scelte», spiega l’architetto Rigoni. «Innanzitutto, la trasparenza come valore e modus operandi dell’azienda, che in maniera naturale ha orientato la scelta di realizzare l’involucro del punto vendita e del punto ristoro con ampie pareti vetrate: un esplicito invito a entrare in contatto con l’azienda, a conoscere e assaggiare i prodotti, quale segno di apertura e accoglienza verso il territorio, di cui è parte integrante. La seconda esigenza fondamentale richiesta in fase preliminare era quella di offrire alla materia prima, il latte, un ruolo da protagonista nel visual del progetto: da qui l’idea di creare una sovrastruttura avvolgente, che suggerisse l’idea di protezione verso l’intera attività e fosse irrinunciabilmente di colore bianco». Nasce così il Bar Bianco di Sandrigo, caratterizzato da una struttura dinamica e suggestiva, in cui le vetrate dell’edificio, a un solo piano, lasciano completamente a vista sia l’area vendita sia l’accogliente area ristoro, dove poter degustare i prodotti freschi confezionati in loco.

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Attualità

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L’edificio presenta una struttura dalle geometrie essenziali, composta da tre parallelepipedi trasparenti avvolti da un involucro che funge sia da facciata sia da copertura. Nella pagina a fianco, i pilastri cilindrici risaltano con la loro tonalità viola e donano una nota di colore acceso che contrasta con la purezza del bianco

DURABILITÀ E STABILITÀ DEL COLORE La scelta dell’alluminio per il rivestimento dei vari componenti dell’involucro è stata attentamente ponderata dal progettista che ha trovato la soluzione perfetta per rispondere alle esigenze di progetto nella proposta di Prefa. Un sistema che garantisce sia il risultato estetico sia la durabilità nel tempo, in particolar modo per quanto riguarda il tema dell’inalterabilità del colore. Infatti, dato che il bianco costituiva una richiesta fondante del progetto, era prioritario trovare un materiale che offrisse un’elevatissima resistenza allo sporco, all’azione degli agenti atmosferici e del tempo, senza variare le sue caratteristiche fisiche e meccaniche. Il nastro Prefalz di Prefa nel colore Bianco P.10

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è risultato la scelta ideale, con una garanzia quarantennale sul prodotto e sulla colorazione. GARANZIA QUARANTENNALE L’altissima qualità dell’alluminio impiegato in tutti i suoi sistemi permette di garantire il materiale per 40 anni contro rottura, corrosione (ruggine) e congelamento. Nei colori P.10 l’alluminio è rivestito con un doppio strato di verniciatura poliammidica poliuretanica di alta qualità in Coil Coating, che lo rende più resistente alle intemperie e ne garantisce una più lunga durata. Nel caso dei colori della gamma P.10, la garanzia è estesa anche sulla verniciatura contro scheggiatura e formazione di bolle sui rivestimenti, oltre a assicurare una


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elevatissima stabilità cromatica nel tempo. I rivestimenti Prefa, inoltre, rispondono alle richieste di perfetta planarità delle superfici, un’ottima plasticità e flessibilità che permette di aderire ottimamente anche alle forme curve. Il nastro Prefalz ha consentito di creare una trama interessante che caratterizza le grandi superfici bianche delle pareti e dell’originale copertura, mentre i pilastri cilindrici risaltano con la loro tonalità viola e donano una nota di colore acceso che contrasta con la purezza del bianco. POSA A REGOLA D’ARTE Il rivestimento Prefalz è risultato un prezioso alleato in cantiere grazie alla sua lavorabilità ma anche alla completezza del sistema, dotato di

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LA SCHEDA • • • • • • • •

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Gli interni dell’area ristoro del Bar Bianco

un’ampia gamma di accessori disponibili negli stessi colori del nastro. «La scelta dell’alluminio Prefa come pelle bianca di questo particolare progetto è risultata ottimale per rivestire le superfici curve, senza problemi di planarità o grinze», spiega Massimo Chilò, titolare della Chilò, azienda di Piovene Rocchette (Vicenza), che ha curato l’installazione. «Conosciamo e lavoriamo l’alluminio Prefa da molti anni e ogni volta si fa apprezzare per la leggerezza, l’elevata qualità del materiale e della verniciatura che è molto resistente ai graffi e non si scheggia». Un ulteriore vantaggio di questo sistema è il fissaggio indiretto alla sottostruttura in legno mediante graffette applicate all’in-

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Intervento: Bar Bianco Luogo: Sandrigo (Vicenza) Committente: Lattebusche Progetto: arch. Luca Rigoni - Studio Rigoni & Bortolaso Architetti Associati Installatore: Chilò Srl Prodotto: nastro Prefalz Materiale: alluminio con doppio strato di verniciatura poliammidica poliuretanica di alta qualità in Coil Coating, disponibile con superficie liscia o goffrata Peso: 1,89 kg/m² - ca. 2,3 kg/m² di superficie per Prefalz 500, ca. 2,2 kg/m² di superficie per Prefalz 650 Colore: Bianco P.10 con garanzia quarantennale sulla verniciatura

terno dell’aggraffatura. Metodo che consente di assecondare il materiale nella sua naturale dilatazione termica senza far passare l’acqua nei punti di collegamento, mentre tutti i fissaggi rimangono nascosti, per un risultato estetico di grande pregio. «La posa dei sistemi Prefa risulta sempre molto pratica e veloce, e la lavorabilità dei prodotti rende semplici le operazioni di piega e taglio che eseguiamo in cantiere, tanto che per realizzare la posa della sottostruttura e del rivestimento degli 800 metri quadri di superficie di questo edificio sono stati impiegati due mesi di lavoro da parte di tre-quattro operatori», conclude Chilò. Giacomo Casarin


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Lattoniere del mese

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Pelle cangiante PER LUGANO

L’azienda valtellinese utilizza Wavin, rivestimento composto da pannelli tridimensionali in metallo dalla forma ondulata, per un nuovo hotel in Svizzera. Con facciata ventilata, antirumore, termoisolante e dinamica: varia secondo l’inclinazione solare e si illumina di notte

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ieder, azienda di Castione Andevenno (Sondrio), ha sviluppato Wavin, un sistema di rivestimento metallico 3D proposto in un’innumerevole varietà di colori. Grazie alla versatilità delle sue caratteristiche e al connubio tra tecnica e impatto decorativo, questa soluzione può essere protagonista di svariate applicazioni, sia nel design d’interni sia negli esterni. Il prossimo progetto in agenda, per esempio, è un albergo di Lugano, dove il sistema verrà utilizzato come facciata ventilata. «Il prodotto è concepito per adattarsi a qualsiasi edificio», spiega a Lattoneria Jürgen Niederfriniger, fondatore e Ceo di Nieder. «Lo abbiamo reso parametrico, con la possibilità di produrre un pezzo diverso dall’altro e di realizzare doppie curvature». Domanda. Quando nasce l’idea di Wavin? Risposta. Lo abbiamo presentato per la prima volta al Fuorisalone 2018, ma l’idea risale ancora a 11 anni fa, quando abbiamo preso come modello l’industria dell’automobile, dove le linee sinuose facevano da padrone. Abbiamo trasportato questa idea in lattoneria, conferendo un profilo curvo alla lamiera e creando un pannello ondulato. Abbiamo poi inventato e realizzato gli incastri per riuscire a fissarlo a una parete verticale: così è nato il sistema per facciate Wavin, che abbiamo testato e brevettato attraverso prove del vento e acustiche. Infine, abbiamo costruito un macchinario specifico con cui si possono stampare i pannelli. Dopo 11 anni dalla nascita, abbiamo in agenda i primi due lavori a Pesaro e a Lugano. Non ci siamo mai scoraggiati: conosciamo le nostre potenzialità e il nostro obiettivo è quello di realizzare facciate

Jürgen Niederfriniger, fondatore e Ceo di Nieder. A destra, l’hotel di Lugano

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Lattoniere del mese

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L’ingresso della Nieder. Sotto, il modello Wavin presentato al Fuorisalone 2018

dinamiche, che interagiscono con l’essere umano. D. Come è nato il progetto di Lugano? R. Gli architetti sono passati in showroom alla ricerca di qualcosa di particolare. Stavano cercando qualcosa di nuovo, di mai visto. Per fare qualcosa

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di unico. Ho proposto il pannello Wavin che gli è piaciuto tantissimo. Da lì abbiamo realizzato i render per capire come si sarebbe potuto presentare il rivestimento tridimensionale sulla facciata del loro progetto di Lugano. D. A che cosa sarà adibito l’edificio? R. Il progetto sarà un albergo di design, in zona Paradiso a Lugano, vicino a una nuova uscita dell’autostrada che sarà realizzata a breve. Si tratta di una struttura ricettiva molto particolare, pensata per essere replicata in molte zone della Svizzera. Come dicevo, i progettisti sono venuti da noi, perché ci conoscevano di fama, e hanno subito sposato l’idea della pannellatura Wavin. Non succede spesso, perché solitamente gli architetti hanno timore di esagerare, mentre loro non avevano dubbi sull’andare a rischiare per ottenere un risultato ottimale. D. Ci sono state problematiche nella progettazione della facciata? R. No, perché la facciata è pensata per tutte le soluzioni. Il prodotto è concepito per adattarsi a qualsiasi edificio: lo abbiamo reso parametrico, con la possibilità di produrre un pezzo diverso dall’altro e di realizzare doppie curvature. D. Qual è la caratteristica principale di Wavin? R. La cosa interessante del pannello tridimensionale è l’effetto chiaroscuro. La facciata, infatti,


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Sopra solo cielo. Sotto solo Isotec. ISOTEC consente di realizzare coperture isolate e ventilate, con tutti i tipi di struttura portante ed è compatibile con qualsiasi rivestimento, dalle tradizionali tegole alle più moderne soluzioni continue in metallo. Il tutto con la massima efficienza energetica ed un’eccezionale rapidità di posa. Anche nella soluzione Isotec Parete per facciate isolate e ventilate.

isotec.brianzaplastica.it

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Lattoniere del mese

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cambia in base agli orari della giornata e si trasforma in base all’inclinazione dell’incidenza solare su di essa. Si tratta di un prodotto che conferisce dinamismo e personalità all’edificio. D. Quali sono, invece, le caratteristiche tecniche? R. Come tutte le facciate metalliche, può essere

ventilata, e quindi asciugare l’umidità dall’involucro dell’edificio. Può diventare anche una barriera acustica grazie a un isolante posto all’interno. E lo stesso vale dal punto di vista termico. Inoltre, una caratteristica interessante è che i pannelli possono essere forati e integrati con luci led al loro interno, in modo che tutta la facciata si possa illuminare creando un effetto scintillante di notte. D. Per quanto riguarda la posa? R. Per questo sistema risulta essere più lunga la produzione rispetto alla posa. Infatti, facciamo arrivare il prodotto già prefabbricato in cantiere, dove l’installazione risulta molto semplice e veloce. Viene già tutto preparato in magazzino, in cui produciamo 100 metri quadri al giorno di pannellatura: facendo un veloce calcolo, direi che una squadra di 3-4 persone riesce a montare sulla sottostruttura, isolare e posare circa 70 metri quadri al giorno di pannelli. Nel caso della facciata dell’albergo di Lugano parliamo di 700 metri quadri di superficie. D. Da che cosa sarà formata la stratigrafia finale dell’involucro di Lugano? R. Nello specifico, la struttura dell’edificio è di legno e in questo momento stiamo studiando l’isolante da apporvi. Quello che ho proposto per ora è Isotec Parete, su cui sarà agganciato il rivestimento Wavin. Giacomo Casarin

Edificio Pentagono Cantiere Rossini. Sopra,il pannello Wavin a Dubai

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Conforme alla norma: EN13374-A:2019 Adatto per inclinazioni di max 10° Altezza del parapetto: 1,1m Barriera standard: 3m • Barriera regolabile • 1,5m - 2,25m • 2,25m - 3m • Cancelletto regolabile • 0,95m - 1,15m Contrappeso da 2x25 kg per cias-

Conforme alle norme: EN13374-A:2019 / EN ISO 14122-4:2016 • Adatto per inclinazioni di max 10° • Altezza del parapetto: 1,1m • Barriera standard: 3m • Barriera regolabile • 2m - 2,5m

•

Cancelletto regolabile • 0,95m - 1,15m Contrappeso da 2x25 kg per ogni montante

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4x25 kg per ciascuna estremità libera (se presente) Peso totale del sistema: 23 kg/m

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4x25 kg per ciascuna estremità libera (se presente) Peso totale del sistema: 38 kg/m

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Speciale lamiere grecate

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Sandrini Metalli

Una soluzione

PER OGNI GUSTO Grazie alle tre divisioni Building, Coils e Architecture, l’azienda garantisce un alto grado di specializzazione in ogni area. Che si tratti di un prodotto semplice o architettonico, di un colore standard o esclusivo, è in grado di offrire un sistema adatto per ogni progetto

I Carlsberg Byen di Copenaghen, Sand 20 microforata in alluminio anodizzato colore bronzo

metalli, oggi, sono sempre più impiegati in ambito architettonico, specialmente per le coperture e i rivestimenti esterni degli edifici. Le ragioni di questo largo utilizzo sono sicuramente la resistenza alla corrosione, la possibilità di realizzare ogni tipo di forma, la semplicità di installazione, la leggerezza e la possibilità di scegliere tra numerose finiture e trattamenti che

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permettono di dare libero sfogo alla creatività dei professionisti. Non dimentichiamo, inoltre, che le leghe metalliche sono materiali ecosostenibili. Al termine del proprio ciclo di vita possono infatti essere riciclati per produrre nuova materia prima, contribuendo alla tutela dell’ambiente. La Sandrini Metalli è in grado di offrire la soluzione giusta per ogni tipo di progetto grazie a una


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Palestra Comunale di Mirandola (Modena), Sandfuture in alluminio, colore RAL 9010. Sopra, lastre grecate Sand A55 P600 in alluminio, colore RAL 6018

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Speciale lamiere grecate

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gamma di 30 profili diversi e l’ampia disponibilità a magazzino di materiali con finiture e colorazioni speciali, uniche. Ecco i più richiesti e impiegati in ambito architettonico. Bowling Play Up a Villa Guardia (Como), aggraffatura semplice in alluminio Stone Grafite. Sopra, palette colori

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PRODOTTI INNOVATIVI Il primo è Sandfuture, un prodotto innovativo e dai molteplici utilizzi, ovvero una lastra metallica ispirata all’aggraffato, nata per coperture anche a bassa pendenza con giunto drenante, che dona un aspetto davvero unico quando utilizzato nei rivestimenti di facciata. Le sue caratteristiche principali sono la rapidità di posa, la possibilità di profilare in cantiere e il sistema di fissaggio che non prevede fori, permettendo la dilatazione naturale del materiale. Il prodotto può essere personalizzato tramite la scelta di molteplici materiali, finiture e colorazioni differenti. Poi c’è Sand 18, la lamiera grecata a sezione ondulata caratterizzata da forme morbide ed eleganti che creano particolari giochi di luci e riflessi. Nella versione forata permette il passaggio della luce di giorno e consente, se retroilluminata, di enfatizzare le sue forme armoniose anche di notte. Sand 20, invece, è la lamiera grecata a sezione trapezoidale, con greca marcata e simmetrica. Un prodotto versatile che si adatta perfettamente su qualsiasi struttura, sia essa retta, curva o irregolare. La Sand 20 può infatti essere fornita con qualsiasi tipo di curvatura o auto-centinarsi in opera in determinate condizioni. Nella versione forata, come per le altre lamiere grecate, permette di ottenere risultati estetici unici e gradevoli. Infine, Sand 40/100 e Sand A55 P600: lamiere grecate a sezione trapezoidale simmetrica, con passo delle greche costante. Grazie all’altezza rilevante delle greche (rispettivamente 40 e 55 mm) rappresentano la soluzione ideale quando si ricerca un aspetto estetico importante, di rilievo, quasi imponente. Anche questi profili possono essere forniti nella versione forata. Giovanni Argento


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SANDRINI metalli

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Speciale lamiere grecate

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Alubel

Una nave coperta DI ALLUMINIO

Il nuovo parco turistico commerciale Molo 8.44 a Vado Ligure (Savona) ricorda un transatlantico. Dove protagonista è la copertura in legno lamellare rivestita con le lastre grecate coibentate Tek 28

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C

aratterizzato da grandi spazi aperti, terrazze e giardini per un totale di 21 mila metri quadri di superficie commerciale, Molo 8.44 è un centro commerciale e un punto di incontro per il pubblico, non solo per l’utenza locale di Vado Ligure e della provincia di Savona, ma anche per i turisti della Riviera di Ponente. È nato, infatti, con l’idea di offrire cultura, divertimento, giochi, oltre alla gamma commerciale, in virtù di un insieme di piazze e luoghi di intrattenimento che ne fanno un complesso

commerciale di attrazione, adatto alle esigenze turistico-commerciali del territorio. IL PROGETTO La progettazione è stata portata a termine dall’architetto Luca Telò e dall’ingegnere Luigi Vittorio Ferrari, dello Studio Global Retail di Milano, mentre la direzione dei lavori è stata seguita dallo Studio Dot di Finale Ligure. Spazi aperti, con piazze, vie alberate e ampie zone verdi contraddistinguono una struttura integrata

La copertura è protagonista: posizionata al centro del parco, resta sempre visibile

In termini di concept architettonico, il complesso si presenta come il profilo di un transatlantico, affiancato da vecchie strutture portuali riadattate

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Speciale lamiere grecate

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armonicamente nel tessuto locale, coerente con la vocazione marittima e la tradizione navale della località costiera ligure. In termini di concept architettonico, il complesso si presenta come il profilo di un transatlantico, affiancato da vecchie strutture portuali riadattate, attraverso un utilizzo predominante del vetro, caratterizzandosi per i riferimenti d’ispirazione nautica, quali pontili in legno, finestre panoramiche a oblò ed elementi ispirati alla forma della vela. LA COPERTURA In questo intervento la copertura è protagonista: posizionata al centro del parco commerSopra la struttura in legno lamellare è stato posato un pacchetto di copertura costituito da un isolante in polistirene con al di sopra le lastre grecate coibentate Tek 28

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ciale, resta sempre ben visibile da qualsiasi posizione si occupi, soprattutto dalla parte alta delle terrazze. La complessità della copertura ha richiesto tutta la maestria della Aeffe Coperture, l’azienda di Stradella (Pavia) che ha eseguito la posa. Sopra la struttura in legno lamellare è stato posato un pacchetto di copertura costituito da un isolante in polistirene di spessore 10 centimentri, con al di sopra le lastre grecate coibentate Tek 28 in alluminio spessore 7/10 millimetri preverniciato colore bianco/grigio della Alubel di Bagnolo in Piano (Reggio Emilia). Giovanni Argento


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Speciale lamiere grecate

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Brianza Plastica

Efficienza

PIÙ BELLEZZA A Livorno i lavori di ristrutturazione del punto vendita di una nota azienda di prodotti per l’igiene e il make-up, hanno coniugato il risparmio energetico con un aspetto in linea con l’attività svolta nel negozio. Grazie alla scelta del sistema termoisolante Isotec Parete

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U

n’azienda che vende soluzioni per l’igiene della persona e per la bellezza deve per forza essere attenta anche alla propria di bellezza. Così il lavoro di isolamento delle facciate del nuovo punto vendita Tigotà, a Livorno, ha considerato anche l’aspetto estetico, oltre a quello energetico dell’edificio già esistente, con struttura portante in acciaio e tamponamento in laterizio tradizionale. Compito affidato a Stefano Micheli, architetto che ha scelto la tecnologia della facciata ventilata, quale soluzione isolante ad elevate prestazioni, in grado di raggiungere un valore di conduttività termica dell’involucro idonea all’attività commerciale in base alle normative vigenti in tema di efficienza energetica.

UN PASSAGGIO DI POSA La soluzione in grado di coniugare aspetto ed

efficienza è stata individuata nel sistema Isotec Parete di Brianza Plastica, per le proprietà isolanti del poliuretano e per la sua praticità realizzativa. Infatti, con un unico prodotto e, dunque, un unico passaggio di posa, è possibile ottenere un efficace isolamento termico continuo, privo di ponti termici, la sottostruttura metallica portante, ideale ad accogliere qualsiasi tipo di rivestimento e un’intercapedine, entro cui si attiva la ventilazione naturale, che contribuisce a ottimizzare il comfort abitativo negli ambienti interni. In questa realizzazione, in cui era richiesto dal brand del punto vendita una particolare tonalità del rivestimento che richiamasse immediatamente l’identità del marchio, Micheli ha collegato al sistema Isotec Parete un rivestimento di facciata in lamiera grecata con verniciatura colore blu genziana, realizzato su richiesta. L’effetto finale di

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In questa realizzazione era richiesto dal brand una particolare tonalità del rivestimento

Il sistema termoisolante Isotec Parete, scelto nello spessore 80 millimetri, è stato fissato a secco al supporto esistente mediante tasselli, eliminando la necessità di ulteriori lavorazioni


Speciale lamiere grecate

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questa nuova soluzione tecnologica di facciata «a doppia pelle» ha restituito dignità a un volume che prima del restauro risultava insignificante. Anche la lunghezza delle stesse lastre di alluminio è stata fornita su misura, in modo da coprire tutta l’altezza dell’edificio con un’unica lastra, evitando sormonti.

Il rivestimento di facciata in lamiera grecata con verniciatura colore blu genziana, realizzato su richiesta

FISSATO A SECCO Il sistema termoisolante Isotec Parete, scelto nello spessore 80 millimetri, è stato fissato a secco al supporto esistente mediante tasselli, eliminando la necessità di ulteriori lavorazioni, e senza richiedere l’impiego di ponteggi, data l’altezza ridotta del fabbricato. Una volta completata la posa del sistema isolante composito, il rivestimento metallico è stato ancorato ai correntini del sistema Isotec Parete mediante semplici viti. Poi, sono stati eseguiti i collegamenti alle aperture e alle estremità con i consueti accorgimenti di lattoneria.

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In questo modo è stato possibile eseguire una ristrutturazione completa dei 160 metri quadri di facciate, rispondendo contemporaneamente a esigenze di rinnovamento estetico e contenimento energetico, con tempi e costi di esecuzione contenuti. Uno dei vantaggi ottenuti riguarda anche i tempi di esecuzione: sono state necessarie solo due settimane di lavoro da parte della Mec di Pisa, azienda incaricata dei lavori, per completare l’opera. La posa completamente a secco di tutti gli elementi della facciata ha consentito, infatti, di mantenere un’estrema pulizia in cantiere, mentre la leggerezza e manovrabilità dei pannelli sono stati preziosi alleati nelle fasi di posa. La battentatura, che caratterizza i bordi del pannello, ha semplificato le operazioni di installazione e ha consentito di realizzare in modo pratico e veloce un isolamento continuo, privo di ponti termici. Franco Saro


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Speciale lamiereSpeciale grecate

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Xxx Rego

Xxxrivoluzione La

XXX PARAPETTO DEL Xxx L imit è un dispositivo di protezione collettiva, senza saldature, ma con dispositivi di bloccaggio meccanico. La soluzione in alluminio è brevettata dall’azienda: offre resistenza e praticità d’uso, grazie a quattro tipologie standard adattabili a ogni tipo di copertura

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R

ego, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di dispositivi e sistemi di protezione anticaduta, riserva una particolare attenzione al mercato dei parapetti per coperture. L’azienda da sempre propone dispositivi e sistemi contraddistinti da qualità e semplice applicazione. L’obiettivo, che si è consolidato con il passare degli anni, è assicurare nell’edilizia civile e negli edifici industriali la massima sicurezza per chi si trova a lavorare in quota.

LEGGEREZZA RESISTENTE Nel 2019, sfruttando le competenze acquisite nella progettazione e produzione di componenti in alluminio, Rego ha introdotto il sistema Limit per parapetti, scale e passerelle. La scelta del materiale è ricaduta sull’alluminio, un me-

tallo dotato di ottime prestazioni di resistenza ed elasticità, oltre a una ottima resistenza all’ossidazione, impiegato per tutti i componenti del sistema, denominato Limit System. Si tratta di una soluzione brevettata dall’azienda e caratterizzata dall’assenza di saldature, con dispositivi di bloccaggio meccanico. I suoi profili estrusi escono dagli standard del classico parapetto, offrendo una risposta ottimale sia dal punto di vista della resistenza e della deformabilità sia dal punto di vista pratico, adattandosi al maggior numero di situazioni presenti sul mercato. NELLA PRATICA Quando si va a studiare la messa in sicurezza di una copertura con un sistema di protezione collettivo, l’aspetto principale da tenere in considerazione

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L’azienda ha studiato quattro tipi di fissaggio validi per ogni tipologia di copertura e struttura


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Limit Travi a Y e Coppelle. A sinistra, parapetto Limit brevettato Rego per ancoraggio su lamiera

Messa in sicurezza della copertura di un’azienda di Milano, dove il parapetto Limit System Rego è stato montato su copertura metallica

è l’ancoraggio del montante alla struttura. Rego ha così studiato quattro tipologie di fissaggio che possono essere definite standard e che riescono a coprire la quasi totalità delle situazioni presenti in copertura: fissaggio a terra, a parete, autoportanti e su lamiera. Il sistema Limit su lamiera è caratterizzato dalla presenza di otto piastre di base, di cui quattro anteriori e quattro posteriori, realizzate con profili estrusi inseriti e fissati direttamente nel traverso orizzontale di ogni montante. La presenza di più piastre distinte, permette di installare il montante su varie tipologie di coperture metalliche

con passi delle greche differenti, sia lungo la greca che ortogonalmente alla stessa. SICUREZZA A NORMA Il sistema Limit rispetta le principali normative inerenti ai parapetti: Uni En Iso 14122-3:2016; D.Lgs. 81/2008; Uni En 13374 cl.A; Ntc D.M. 17.01.2018. Chi abbia avuto modo di utilizzare Limit System ne ha già apprezzato non solo le elevate performance, ma anche il design con cui è stato realizzato. Rego conferma così la propria attitudine a combinare la qualità e la sicurezza del prodotto con la cura del disegno e la personalizzazione in base alle esigenze del cliente. Giacomo Casarin

Lavori di messa in sicurezza della copertura metallica a falde di una fabbrica di Marghera, in provincia di Venezia

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IL NUOVO PARAPETTO INNOVATIVO IN ALLUMINIO

LIMIT SYSTEM è il parapetto innovativo nel settore dei dispositivi di protezione collettiva: semplice da installare, modulare e personalizzabile, è la soluzione perfetta per la messa in sicurezza di una copertura. Il sistema LIMIT può essere installato su lamiere, superfici orizzontali e verticali o nella configurazione autoportante.

LINEE VITA

PARAPETTI

SCALE

RETI

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T +39 0571 417189 info@rego.it www.rego.it f @rego.it Montelupo Fiorentino (FI)

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Imprese

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Rivit

Un rivetto

PER LA RIPRESA L’azienda guidata da Manuele Avanzolini si prepara ad affrontare la seconda metà dell’anno con un catalogo che propone soluzioni per il fissaggio allo stato dell’arte: dai tasselli agli utensili necessari

In catalogo anche ancoranti chimici, viti per coperture, viti in acciaio e inox, cappellotti

R

ivit è pronta per la ripresa delle attività, dopo la pausa dovuta all’emergenza sanitaria. L’azienda guidata da Manuele Avanzolini, in oltre 45 anni di esperienza, ha sviluppato una divisione edilizia che propone soluzioni di fissaggio (rivetti, tasselli, ancoranti chimici, viti per coperture, viti in acciaio e inox, cappellotti, staffe fermaneve), utensili manuali (rivettatrici, cesoie, pinze piegatrici stringitubo, bicchieratrici, scantonatrici) e macchine per la deformazione della lamiera e per l’aggraffatura (piegatrici, calandre, centinatrici, aggraffatrici, profilatrici, punzonatrici). La gamma dei fissaggi Rivit raggruppa rivetti, tasselli e viti colorate, disponibili in diverse colorazioni, per le applicazioni che necessitano di un fissaggio esteticamente apprezzabile, a cui si è aggiunta la finitura Corten, molto richiesta nel settore delle coperture.

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SPECIALIZZAZIONE Tra le tante soluzioni, l’azienda propone anche rivetti a strappo che permettono di realizzare giunzioni rapide e alla cieca, operando quindi da un solo lato. A testa tonda, svasata o larga, vengono prodotti e distribuiti in diverse lunghezze e diametri, oltre che in differenti materiali, come alluminio, acciaio zincato, rame, acciaio inox e cupronichel. I rivetti possono essere realizzati nei colori della scala Ral per essere applicati a vista sulle superfici verniciate e garantire un ottimo risultato estetico. I rivetti in rame, per esempio, sono ideali per il settore edilizio: possono avere il chiodo in ferro, in ottone o in bronzo e sono indicati come soluzione ottimale per il fissaggio su rame. Anche i tasselli a martello per il fissaggio di scossaline e bandinelle fanno parte delle soluzioni specialistiche di Rivit: offrono il notevole


71 vantaggio di poter essere applicati direttamente, con una sola operazione, subito dopo aver eseguito la foratura. Tx offre, rispetto ai tasselli standard, una maggior larghezza della testa, di diametro 14 mm, che permette di ricoprire completamente la testa del tassello, oppure una versione con rondella modello Rrx in rame, Tdm o inox. Mentre la serie Rvx monta una rondella vulcanizzata, che rende il fissaggio a prova di infiltrazioni d’acqua, tutti assemblati con tassello diametro 6.0. Le viti Vvx sono composte invece da una vite inox con rondella sottotesta in inox e guarnizione in Epdm. Sono adatte a lavori di lattoneria, fissaggio scossaline, rivestimenti in legno e anche in cemento, utilizzando tasselli dal diametro 6.0. In diverse colorazioni, come testa di moro, bianco grigio, verde muschio, rosso siena e molte altre finiture. Inoltre, l’azienda ha in catalogo anche utensili manuali, come la linea Malco, tra cui la pinza stringitubo Sc3r a tre denti, che è progettata per stringere le parti terminali dei tubi di rame in modo da poterli inserire in altri tubi, le pinze piegatrici a doppia leva, le cesoie a lama panciuta per taglio destro o sinistro hanno punte levigate che ne permettono l’utilizzo in angoli o fori ciechi e garantiscono una capacità di taglio di 12/10.

HP18K punzonatrice

N1R 05852

SC3R pinza

Cesoia M2006

Turbo Shear RIV18

Franco Saro

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RIV750


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Sicurpal

FORMAZIONE E SICUREZZA PER IL MONTATORE DELLE LINEE VITA

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l montatore di linee di vita svolge un’attività di grande responsabilità e riveste un ruolo cruciale nel buon funzionamento di una linea vita. Anche con la redazione di un ottimo progetto e dopo aver previsto un ottimo prodotto certificato, un cattivo montaggio andrebbe ad invalidare il lavoro svolto e ad annullare lo scopo dell’investimento che è quello di fare sicurezza. Non c’è cosa peggiore per gli operatori in quota che lavorare credendo di essere in sicurezza ed essere, invece, ancorati a una linea vita montata male. Il montatore di linee vita per essere in grado di eseguire un’opera a regola d’arte deve essere una persona con esperienza manuale nel settore delle coperture, saper usare le attrezzature, quali trapano e resina bi-componente, conoscere la struttura delle coperture, sapere aprire e richiudere una copertura evitando le infiltrazioni di acqua e disporre di conoscenze che si ap-

prendono dopo anni di lavoro nel settore. Caratteristiche specifiche del montatore di linee vita: • Formazione obbligatoria per l’utilizzo dei DPI in quota (3° Categoria) • Corso di formazione sul montaggio di linee vita • Formazione tecnica idonea alla comprensione di un manuale tecnico di una L.V. • Formazione minima sulla lettura di un progetto e di un disegno tecnico • Preparazione tecnica sulla valutazione della consistenza dei materiali • Disporre di attrezzature adeguate alle caratteristiche delle diverse coperture • Disporre di un’attrezzatura tecnica per verifica e collaudo degli ancoraggi • Sapere utilizzare le resine bi-componenti come da schede tecniche • Formazione per redigere un certificato di corretto montaggio Oggi il Testo Unico, D.lgs 81/2008,

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obbliga il committente a richiedere l’idoneità tecnica dell’addetto ai lavori: il montaggio di una linea di vita comporta anche l’utilizzo di un ancoraggio per Dpi di terza categoria (rischio vita). L’unico modo che ha un montatore per dimostrare tale esperienza è disporre di un attestato di formazione sul montaggio delle linee vita, meglio se pluri-marca, e una visura camerale che dimostri alcuni anni di esperienza nel settore. Dopo aver eseguito il montaggio come da progetto dell’ingegnere progettista, e controllato che le caratteristiche della copertura corrispondano a quanto inserito nel progetto, il montatore, come da norme tecniche Uni 11560/2015, Uni En 795/2012 e Uni 11578/2015 deve svolgere verifiche di collaudo in base al fissaggio applicando forze di 5 kN per 15 secondi. Al termine del montaggio deve redigere un certificato di corretto montaggio, che comprenderà: luogo esatto del cantiere, committente, progetto, caratteristiche particolari del montaggio, collaudo, firma per presa responsabilità. Con l’obbligatorietà di revisioni periodiche dei sistemi, date dalla norma Uni 11560/2015, sono emersi numerosi impianti che non superano i test e obbligano, quindi, il committente al rifacimento del fissaggio alla struttura. Altra situazione tipo è il prematuro decadimento dei componenti della linea vita con fuoriuscita di ruggine e corrosione, che invalidano la tenuta del prodotto: il sistema dovrà essere rifatto. L’unico modo per avere un sistema anticaduta sicuro è affidarsi ad una azienda specializzata del settore, redigere un progetto completo che rispetti le norme tecniche e regionali, e disporre del certificato di corretto montaggio.


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