IES Bora Book ITA/ENG

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Rino Lombardi
Trieste Lifestyle
Quel gran vento di Trieste
That great wind of Trieste
Bora
Quel gran vento di Trieste
That great wind of Trieste

cura editoriale

Rino Lombardi

hanno collaborato

Claudia Colecchia, Renato R. Colucci, Società Meteorologica Alpino-Adriatica, Fototeca Civici Musei di Storia e Arte, Comune di Trieste

fotografie e illustrazioni

Giovanni Aiello, Marco Covi, Gabriele Crozzoli, Robi D’Alesio, Nika Furlani, Štefan Grgič, Roberto Pastrovicchio, Guido Pezzolato, Beppe Raso, Daniele Righi Ricco, Jan Sedmak, Sergio Sergas, Ruben Vuaran, Studio Borlenghi, Archivio Barcolana, Archivio Silvio Polli, Archivio Miela Reina, Archivio del Museo della Bora e del Vento, Archivio Fondazione Marcello Mascherini, Comune di Trieste –Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte, Archivio Adobe Stock

special thanks

Famiglia Sadoch

ringraziamenti

Lucia Budini, Daniela Derossi, Francesca Fresa, Alberto Locatelli, Elio Polli, Tanja Spacal, Società Meteorologica Alpino-Adriatica, OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Galleria Rettori Tribbio

direttore editoriale IES Trieste Lifestyle

Giovanni Marzini

coordinamento

Paola De Cassan

Fabiana Parenzan

traduzioni

Rita Pecorari Novak

progetto grafico e impaginazione

Matteo Bartoli, Elisa Dudine – Basiq

stampa

Riccigraf S.a.s.

Trieste Lifestyle

un progetto

Via Cesare Battisti 1, Trieste redazione@prandicom.it – tel. 040 2039654

IES Trieste Lifestyle

La collana di IES – Volume 1

Bora. Quel gran vento di Trieste

L’editore resta a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche o letterarie non identificate e si impegna ad apporre le eventuali integrazioni nella prossima ristampa. The publisher is available to contact any copyright holders of unidentified literary or iconographic sources and undertakes to include any missing credits in the next reprint.

Tutti i diritti riservati All rights reserved

www.triestelifestyle.com

Abbiamo scelto di scrivere la parola Bora sempre con la B maiuscola, come facevano gli antichi navigatori, raccogliendo così il prezioso suggerimento dell’amico Fabio Fiori, anemofilo autore adriatico. Abbiamo invece rispettato la minuscola nelle citazioni. –

We have chosen to write Bora with a capital B, just as the ancient seafarers once did – following the precious advice of our friend Fabio Fiori, an Adriatic author and lover of winds. In quotations, however, we have respectfully kept the lowercase.

main partner partner istituzionale

ISBN: 9788894395150

Rino Lombardi
Quel gran vento di Trieste
That great wind of Trieste

Sono nato il 31 gennaio del 1954, nei giorni di un vento di Bora che a Trieste toccò i 170 km orari. Con il dovuto rispetto ai miei genitori, chiedo ufficialmente di essere definito come un “figlio della Bora”. Da quel glaciale inverno del ’54, prologo di un anno che resterà indelebile nella storia di Trieste, sto vivendo una vita di amore e odio verso questo vento. L’amore lo stimo al novanta per cento, l’odio lo lascio al restante dieci, per la più banale delle ragioni. Ogni qual volta soffiava oltre i 40-50 km/h (quindi sempre!) mia madre –avevo una decina d’anni–mi proibiva di andare al campetto della parrocchia per giocare a calcio. Ricordi difficili da cancellare per un bambino.

Ma in quel dominante novanta per cento c’è invece solo amore: per quanto regala a noi triestini con la sua forza e la sua imprevedibilità, per come è capace di ripulire il cielo donandoci giornate di un azzurro cristallino, per come riesce a cambiarci di umore, per la sua inimitabile unicità. Da giornalista aggiungo, per la sua prepotente capacità di “comunicare”. Quarant’anni passati nelle televisioni pubbliche e private di questa città mi hanno convinto che la nostra Bora è stata e resterà a lungo un autentico biglietto da visita per Trieste, testimonial perenne di un territorio che ha faticato a lungo per farsi riconoscere. La televisione ha portato Trieste nelle case di milioni di italiani e non solo, usando le suggestive ed in alcuni casi drammatiche immagini di questo vento. Il molo Audace, di nome e di fatto per chi voleva sfidare le raffiche in mezzo al mare, è stato per decenni la copertina triestina in tutti i tg nazionali. L’incredibile fuga da “disaster movie” della gigantesca gru di URSUS è stata documentata da decine di fotografi e troupe televisive nel 2011, facendo il giro del mondo. Ma la nostra Bora negli anni è stata più buona che cattiva. Basti pensare che ha posto la sua “malefica” firma a non più di una mezza dozzina di edizioni della Barcolana, sulle circa 60 sin qui disputate. Anche se nelle poche volte che ha deciso di affacciarsi, ha fatto tremare l’intera città…

Resta bella nella sua pazzia, perfettamente a suo agio in una città costretta in qualche modo a condividere quanto meno degli improvvisi cambi di umore: ma quale “figlio della Bora” non può benevolmente definirsi un po’ matto…?

I was born on 31 January 1954, in the days when the Bora wind in Trieste reached 170 kilometres an hour. With all due respect to my parents, I’d like to be officially recognised as a son of the Bora. Since that icy winter of ’54 – the prelude to a year that would leave an indelible mark on Trieste’s history –I’ve lived a life of love and hate with this wind. Love takes up ninety per cent; the remaining ten I’ll leave to hate, for the simplest of reasons. Whenever it blew over 40 or 50 km/h (which was most of the time!) my mother – I was about ten then – wouldn’t let me go to the parish pitch to play football. Hard memories to erase for a child.

But in that dominant ninety per cent there’s only love: for what the Bora gives us Triestini with its strength and unpredictability; for the way it clears the sky and gifts us days of crystal blue; for how it can change our mood in an instant; for its unrepeatable uniqueness. As a journalist, I’ll add this too – for its extraordinary talent for communication. After forty years working in public and private television in this city, I’m convinced our Bora has been – and will long remain – Trieste’s true calling card, a tireless ambassador for a region that had to fight hard to be recognised. Television has brought Trieste into the homes of millions of Italians and beyond, through the Bora’s striking – sometimes dramatic – images. The Molo Audace – bold by name and by nature, for anyone daring enough to face the gusts out at sea – was for decades Trieste’s signature scene on national news. And when the giant Ursus crane made its unbelievable “disaster movie” escape in 2011, dozens of photographers and TV crews captured it, sending Trieste and its Bora around the world once again.

But over the years, our Bora has been more kind than cruel. Just think – it’s left its “wicked” signature on no more than half a dozen editions of the Barcolana out of more than sixty held so far. Though on those few occasions when it did show up, it made the whole city tremble...

Still, she remains beautiful in her madness, perfectly at home in a city that shares her sudden changes of mood. After all, what son of the Bora could honestly claim to be completely sane?

A Trieste la Bora viene vissuta come una vera e propria istituzione cittadina. Più che un vento, è un vanto. Prendiamo subito in prestito le parole di Giani Stuparich. “Forse molti triestini conservano, dai loro giovani anni, una segreta simpatia per la Bora. E quando ne sentono parlar con paura dai forestieri, sorridono con la rassegnata ma un tantino orgogliosa compiacenza di chi ha in casa un mastino temibile.” Per lo scrittore Mauro Covacich la Bora è “il monumento invisibile di Trieste”. Il poeta Claudio Grisancich, sul libro delle visite del Magazzino dei Venti ha scritto così: “La Bora. Fiato di Trieste. Per sempre.” Questo significa che il vento è proprio un tutt’uno con la città. Ne è il respiro, l’anima. E queste cose vanno trattate con rispetto. Tentiamo di farlo con questo libro che vuole esplorare la Bora e le sue tante facce, tutte diverse. Questo tema è nello stesso tempo invisibile eppure visibilissimo. Delimitato eppure infinito. Preciso nella sua direzione e folle nelle sue manifestazioni. Reale e surreale. Scientifico e fantasioso. Nelle prossime pagine proviamo a fare il punto sul vento di est-nord-est. Certo, è un’impresa impossibile con un soggetto così irrequieto. Ci proviamo. A mostrarne la bellezza e le contraddizioni. Ovviamente vi spiegheremo perché la Bora soffia e perché soffia proprio qui. Prima di tutto, è meteorologia. E Trieste è o non è la città della scienza? Poi ricorderemo alcuni tra gli episodi più significativi dell’ultimo secolo, proveremo a mostrare le chicche e le curiosità di questo vento così poliedrico. Malgrado la loro invisibilità, i refoli sanno essere molto fotogenici, come dimostrano le tante immagini di epoche diverse che riempiono questo volume, comprese quelle di un fotoreporter di fama come Gabriele Crozzoli che ha realizzato una serie di scatti originali per il portfolio centrale del libro. Un vento capace di essere sempre sorprendente. Pieno di morbin! Senza dimenticarne gli aspetti letterari e quelli più folkloristici. Senza trascurare le nuove idee, perché viviamo adesso. Ringrazio l’Editore per avermi dato la possibilità di realizzare questo libro, ringrazio la Bora per l’energia e il senso di libertà che ci regala. Buona lettura, buon vento!

In Trieste, the Bora is regarded as a true city institution. More than a mere wind – it’s a badge of pride. Let us borrow the words of Giani Stuparich: “Perhaps many Triestines, from their younger years, have preserved a secret fondness for the Bora. And when they hear outsiders speak of it with fear, they smile – with the resigned yet faintly proud satisfaction of those who keep a fearsome mastiff at home.”

For writer Mauro Covacich, the Bora is “Trieste’s invisible monument.” And the poet Claudio Grisancich, signing the guestbook of the Magazzino dei Venti, wrote simply: “The Bora. Breath of Trieste. Forever.” It means that this wind is one with the city – its breath, its very soul. And such things deserve respect.

This book is our attempt to do just that: to explore the Bora in all its many guises, each so different, each elusive. A subject both invisible and yet strikingly visible. Bounded, and yet infinite. Precise in its direction, and mad in its manifestations. Real and surreal. Scientific and dreamlike. In the following pages, we shall attempt to capture the spirit of this wind from the east-north-east. Of course, it’s an impossible undertaking, faced with such a restless subject. Still, we shall try – to reveal its beauty and its contradictions. Naturally, we’ll explain why the Bora blows, and why it blows here, of all places. First and foremost, it is meteorology – and isn’t Trieste, after all, the city of science? Then, we’ll revisit some of the most remarkable moments of the past century, uncover a few gems and curiosities of this most multifaceted wind. For all their invisibility, its gusts can be remarkably photogenic, as shown by the many images from different eras that fill these pages – including original shots by the renowned photojournalist Gabriele Crozzoli, created especially for the central portfolio of this book. A wind that never ceases to surprise. Full of morbin –that untranslatable Triestine spark of mischief and vitality. We have not forgotten its literary echoes, nor its folkloric charm. Nor do we neglect new ideas – for we live in the present, after all. I wish to thank the publisher for giving me the chance to bring this book to life, and to thank the Bora itself – for the energy and sense of freedom it gifts us. Enjoy the reading. May the wind be with you.

Carta d’identità

Identity Card

Il nome deriva da Boreas, personificazione del vento del nord nella mitologia greca. Sulla Torre dei Venti di Atene (I secolo a.C.) è raffigurato come un vecchio barbuto che soffia una fredda folata attraverso una conchiglia. Viaggiando nel tempo e nello spazio questo parente di Eolo è diventato più giovane, è diventato donna! Bora a Trieste, Burja in Slovenia e Bura in Croazia. Un vento senza confini.

The name Bora comes from Boreas, the personification of the north wind in Greek mythology. On the Tower of the Winds in Athens (1st century BC), he is depicted as an old, bearded man blowing a cold gust through a conch shell. But as he travelled through time and across lands, this kinsman of Aeolus grew younger – and became a woman! Bora in Trieste, Burja in Slovenia, Bura in Croatia – a wind without borders.

Luogo di nascita /Place of birth

Porta della Bora, Postumia /Bora Gate, Postojna

Data di nascita /Date of birth

Da quando esiste Trieste (e anche prima!) /Since Trieste has existed – and even before!

Direzione /Direction Est-Nord-Est /East–North–East

Altezza /Altitude Meno di 1.000 metri /Under 1,000 metres

Segni particolari /Distinctive traits Catabatica /Catabatic

Carattere /Personality Discontinuo /Unpredictable

Salute /Health Problemi di pressione /Tends to have pressure issues

Amori /Loves

Il Carso, l’Adriatico, Trieste /The Karst, the Adriatic, and Trieste

Familiari /Relatives

Burja slovena , Bura croata /The Slovenian Burja, the Croatian Bura

Parente lontano /Distant cousin Oroshi giapponese /The Japanese Oroshi

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