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dicembre
2014
Sistema 6 Serramento ISSN 2283-7213
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COLOPHON
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EDITORIALE
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VERSO LA REALTÀ TRANS-MATERICA
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RICORDO
LA SCOMPARSA DI LUIGI MAESTRAMI, PER NOI, CREA UN GRANDE VUOTO di Sonia Maritan di Luca Fotia, Elisa Khayam, Giulia Lodi e Catia Mugellesi
LA TECNOLOGIA DEL SERRAMENTO IN MOSTRA di Beatrice Guidi
di Sonia Maritan
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PREVIEW
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EUROPROFILI GROUP GENIUS GROUP HOPPE ICT-PROGETTI IDEAL FENSTER NARDELLI HOFFMANN
ANNIVERSARY IL 60° ANNIVERSARIO DI SAYERLACK di Sonia Maritan
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EXPERTISE
VITI A STELLA: SÌ, MA CON GIUDIZIO di Alessandro Romiti
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DOSSIER PORTE D’INGRESSO
L'INGRESSO CHE SI FA ARREDO
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MEETING
ROTO FA IL PUNTO SUL MERCATO
di Paolo Ferrari
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CONVENTION
VERSO IL SETTIMO CICLO EDILIZIO di Beatrice Guidi
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OUTLOOK
LA MARCATURA DELLE PORTE INTERNE di Samuele Broglio
004 SistemaSerramento
A cura di Sonia Maritan e Donata Marazzini referente Ufficio Stampa EdilegnoArredo per le riviste di settore.
QUESTION AND ANSWER 35 36 36 37 37 38 39
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PRODUCT 40 40 41 41 42 42 43 43
ALIAS BAUXT DIERRE METALSUD LO GATTO OKEY OIKOS VENEZIA RUBNER PORTE TORTEROLO & RE
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OPEN HOUSE
UN MONDO DI INNOVAZIONE
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BInside diventa il punto di riferimento tecnologico del settore in Italia.
OPEN HOUSE
CRESCERE CON IL GRUPPO HOMAG
di Pietro Ferrari
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NOTIZIE
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FEEDBACK
Modularità, tecnologia avanzata e software tra i temi dell'Homag Treff di settembre. di Pietro Ferrari
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IL SERRAMENTO AL CENTRO DELLA SCENA di Pietro Ferrari
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LA SINTESI DEL DESIGN
AGB annuncia con orgoglio che Imago è il primo Alzante Scorrevole selezionato dall’ADI Design Index, il riconoscimento più ambito a livello internazionale. Con Imago, sintesi del design, viene così premiato per la prima volta un serramento in legno, una “medaglia” di cui può andar fiera tutta la filiera del legno.
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EXHIBITION MADEEXPO 2015
di Marco Basileo
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EXHIBITION
BUILT ENVIRONMENT EXHIBITION
Il fascino del mercato globale in questo format fieristico si è espresso in un’ampia agorà di interscambio che ha mostrato il rinnovato interesse per la capacità produttiva italiana agli occhi dei visitatori esteri da una parte e un’offerta espositiva multietnica dall’altra.
ON THE FIELD
UN SOFFIO DI ARIA NUOVA
A Fano, in riva al mare, in una giornata di sole autunnale, parliamo di Coima. I sei soci che la rappresentano: Filippo Sciara, Massimo Paci, Alberto Mignini, Fabio Manna, Giuseppe Nardella e Lamberto Della Santa, dal 2010 a oggi, hanno realizzato una crescita importante. Il segreto è nascosto nei loro impianti di aspirazione che riescono a offrire molto di più, realizzando anche un risparmio di energia oltre a svolgere il ruolo cui sono preposti.
THE FUTUR OF THE BUILDING
Ricostruire il futuro: MADEexpo 2015 riparte da temi cruciali come l'architettura sostenibile, la riqualificazione urbana e la conservazione del territorio grazie a laboratori curati da protagonisti di spicco del mondo “green”.
LA NUOVA SFIDA DELLA FINESTRA IN ACCOYA
di Sonia Maritan
EXHIBITION
di Sonia Maritan
STAGING
Il viaggio “nell’Accoya®” inizia proprio da un tour organizzato da Accsys Technologies, il 14 ottobre ad Amsterdam, per la stampa europea: una tecnologia di trattamento del legno che sta diffondendosi sempre più in tutto il mondo, con esiti particolarmente interessanti per le applicazioni esterne.
LA NOSTRA SQUADA AD ARCHITECTS&WORKS
Il Bau 2015, organizzato da Messe München International, il Salone Internazionale di Architettura Materiali e Sistemi, con 180.000 mq di superficie lorda ha 4 parole chiave: Qualità, Innovazione, Internazionale e Soluzioni. Un evento BtoB, che nel 2013 con 60.000 espositori esteri ha raddoppiato i visitatori italiani, e che si svolge nel Centro Fieristico di Monaco di Baviera dal 19 al 24 gennaio 2015.
IDENTIKIT
di Marco Basileo
a cura di Paolo Ferrari
Un format originale e compatto che ha riscontrato un grande successo.
OPEN HOUSE
Affluenza record per Weinig InTech 2014 con un forte accento sulle tecnologie per porte e finestre.
GLI STRUMENTI E LA CREATIVITÀ
Leitz da Bocchese Porte esprime qualità nel prodotto finito e libera la creatività del produttore.
di Pietro Ferrari
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ON THE FIELD
di Beatrice Guidi
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CONTATTI
di Sonia Maritan
SistemaSerramento 005
VERSO LA REALTÀ TRANS-MATERICA
Dalla mia assidua frequentazione del settore emerge che i contrasti fra i comparti, che rappresentano i diversi materiali con i quali è possibile costruire una finestra, continuino a sorgere, e non posso che soffermarmi a riflettere su questo, per rilevare la valenza negativa creata in generale da questi “scontri”; ma anche perché il tema mi coinvolge quasi sentimentalmente, avendo diretto per anni una testata che si occupava della filiera lignea di questo manufatto. La passione per quello che si crea dà certamente linfa e creatività ai progetti, ma le cose cambiano, continuamente, e ormai dopo anni, tanto che alcuni fili argentati cominciano a frapporsi tra la mia chioma scura, trovo ancor più futili certe prese di
006 SistemaSerramento
posizione. Credo che molti di noi siano amareggiati e stanchi di certe banalità che rischiano di offuscare la bellezza di quello che molti produttori italiani sanno fare e fanno ogni giorno, e per la quale non trovano certo ispirazione nel modus operandi del nostro Sistema Paese. Tutti, infatti, sapremmo ormai elargire consigli a proposito di una amministrazione concreta del “nostro” Paese, tralasciando la scusa meschina della crisi, per cambiare le cose. Un quadro davvero cupo quello del territorio italiano per gli imprenditori, se riferito alla gestione aziendale per la parte burocratica, fiscale e normativa sempre più problematica, e se aggiungiamo a questa la pessima amministrazione del sistema fieristico italiano, che “sistema” non fa. La conseguenza è che molte aziende investano in eventi internazionali oppure in open house interne per non disperdere i loro investimenti fra tante fiere, che nello stesso periodo propongono il medesimo settore, in luoghi diversi e con modalità inevitabilmente frammentarie. E alcuni si sentono quasi imprigionati nel loro Paese e vorrebbero trasferire la loro sede altrove, dove le cose funzionano. Queste sono le voci che raccontano il vero malessere. In questo contesto sembra un po’ paradossale leggere ancora di “materiali alternativi in lotta tra loro”, mentre avrebbe più senso trattare delle prestazioni dei serramenti esterni, perché i produttori di porte interne come di portoncini d’ingresso si esprimono da tempo liberamente sullo stesso livello in senso materico, estetico e tecnico, enumerando le loro caratteristiche e impiegandosi per valorizzarle e comunicarle nel miglior modo.
di Sonia Maritan
EDITORIALE www.webandmagazine.media
Anche le prestazioni di una finestra sono chiaramente misurabili e direi imprescindibili, e se soddisfatte ottemperano quindi perfettamente alla propria funzione. Certamente ogni materiale mantiene la sua logica e i suoi utilizzi, peculiarità che caratterizza il prodotto insieme ad altri aspetti, ma la tecnologia ormai non pone più limiti alla fantasia diventando trans-materica. Non è lontano il giorno in cui tratteremo di ibridazione di materiali, perché sono già realtà i materiali compositi creati con impasti di polvere lignea e pvc. Oggi credo che sia la correttezza e la preparazione del rivenditore che possa invece fare la differenza, perché l’incompetenza porta inevitabilmente il “discorso” sul prezzo, e la qualità del prodotto passa allora in secondo piano. Questo non accade certo all’interno di una concessionaria di autovetture. Quindi a fronte di un grande mercato e delle sue innumerevoli proposte sono i singoli settori a doversi rappresentare, e non è detto che sia il materiale l’unica discriminate utile per misurare il livello qualitativo di un manufatto. Certe polemiche “patriottiche” creano invece tensione fra i materiali in modo del tutto superficiale oscurando nuovi possibili orizzonti. E potrei restituire numerosi esempi, a partire da un prodotto denominato Accoya®, del quale parliamo fra queste pagine, che potrebbe restituire alle finestre in legno una quota di mercato importante, considerato che questo legno dà esiti particolarmente interessanti nelle applicazioni esterne. Insomma, non ci sono materiali in via di estinzione come
alcune specie animali, e senza dubbio c’è una crescita della quota di pvc, anche in Italia, come è avvenuto prima in Europa. Questo è un dato evidente come lo è l’evoluzione di manufatti realizzati con materiali più giovani rispetto il legno, o misti, e comunque sempre più performanti. Forse dobbiamo iniziare a guardare tutti la questione da una nuova angolazione, prime fra tutte quella del prodotto made in Italy, e poi cercare obiettivi che invece di svalutare il settore gli restituiscano dignità. È spesso affascinante scoprire come aziende storiche, nate nel solco di specifiche filiere si rinnovino proprio adottando nuove soluzioni e materiali, con esiti spesso interessanti, alludo a tutte le declinazioni dei serramenti in materiali misti, ma non solo. Ve ne parleremo, particolarmente nel prossimo numero, dove vi daremo un feedback delle ultime innovazioni raccolte sul campo, di cui mi impressiona ogni volta ricordare l’ambito in cui li abbiamo scorti, davvero sottotono rispetto al livello di prodotto presentato. Allora, Signori Imprenditori, che create prodotti magnifici, fateli brillare, come il Natale che si illumina di luci, colori e di sé, perché ogni anno tiene in serbo e rinnova quella magia che nasce dal gesto di portare un dono. Così un’azienda ha il suo messaggio da portare, e quando lo fa con coerenza su tutti i suoi canali, brilla di luce propria. Questo il mio augurio di Buona Natale, confezionato per voi, sotto un Abete che luccica!
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il ricordo di Luigi
Maestrami
LA SCOMPARSA DI LUIGI MAESTRAMI, PER NOI, CREA UN GRANDE VUOTO Luigi Maestrami era diventato per tutti, in un soffio, il più radioso portavoce della Renner Italia, una sfida condivisa con Lindo Aldrovandi, l'AD dell’azienda, subito vincente e alimentata dal gusto amaro di una grande delusione vissuta undici anni prima. Ho partecipato al loro 10° Anniversario, il 20 dicembre scorso, e ricordo i suoi occhi che brillavano di una vittoria meritata e dell’orgoglio di far parte di Renner Italia! Con la confidenza raggiunta in quindici anni di amicizia, ti direi, caro Luigi, che ci mancherai, sapendo di certo che questo “ci” raccoglie tutto il tuo team meraviglioso, che intorno a te ho visto brillare quando ebbi l’onore di presentare un convegno per l’azienda un paio d’anni fa. Parlammo del futuro della finestra in legno con lo slancio che questo tema creava sempre in noi, fosti d’accordo sulla mia tesi che circoscrive questo manufatto in un mercato di nicchia e questo per me significò moltissimo, considerata la stima che ho sempre avuto per te. Sarai una di quelle persone che terrò nel mio cuore e con la quale parlerò in silenzio, perché oltre l’esperto professionista che eri, tu sei stato una di quelle persone, rare, che rendeva ancora degno questo Paese, che mi faceva credere ancora che prodigarsi per una causa avesse senso. Tu avevi un autentico slancio verso gli altri e il tuo sguardo puro era prodigo di bontà e io sono felice, mentre ti piango, di averti incontrato. Mi hai resa migliore, grazie Luigi Maestrami!
Sonia Maritan
008 SistemaSerramento
Renner
Luigi ci ha insegnato che si può costruire qualcosa di grande anche senza aderire alle logiche schiaccianti di un sistema sempre meno a misura d’uomo. Dove la frenesia, il calcolo, l’agitazione che si scatenano quando si è chiamati a inseguire numeri e percentuali lasciano poco spazio alla comprensione. La sua grande personalità conquistava sempre tutti. Umorismo e spirito goliardico trovavano spazio in un uomo di grande cultura esperienza e umanità, virtù che trasparivano sempre e comunque quando eri al suo fianco, anche nel silenzio. Era una persona capace di mettere a proprio agio le persone, e con una spinta naturale a voler aiutare chi era in difficoltà. Spronava a dare il meglio, non con fare inquisitore ma con la fiducia di chi sa che lo farai. E quando arrivava il momento di verificare il lavoro svolto, nel chiedere i risultati non si scomponeva mai, infondendo a tutti serenità. Luigi ci ha lasciato in eredità un messaggio: aspirare alla crescita, alla realizzazione di un progetto comune, senza però mai perdere identità radici e valori. Essere se stessi per lui era imprescindibile, questo è ciò che custodiremo noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare con lui.
Luca Fotia, Elisa Khayam, Giulia Lodi e Catia Mugellesi
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La tecnologia, è una bella cosa che aiuta anche a vivere meglio, ma alcune volte può causare dei problemi e, questo soprattutto quando non è graduata e proporzionata.
VITI A STELLA: SÌ, MA CON GIUDIZIO Il caso che andiamo a illustrare, riguarda l’impiego di viti del tipo a “stella” che, ben diversamente dalle viti a “croce”, sono progettate per impedire che l’utensile elettrico di avvitatura possa uscire dalla sede di incontro della stella usata, progettata per garantire la migliore presa dell’avvitatura. Non sempre la massima prestazione funzionale è quella appropriata al caso. Molti produttori di serramenti, avranno memoria di alcune anomalie capitàte loro e delle quali non hanno nemmeno saputo darsi spiegazione adeguata o forse, più intuitivamente, hanno più comodamente assegnato la responsabilità alla qualità della lega di acciaio impiegato nella costruzione della vite, poi rotta. Il
sistema di vite del tipo Torx è previsto per raggiungere delle massime prestazioni di avvitatura e infatti, nelle prime fasi di applicazione del brevetto, tali viti venivano usate con degli utensili avvitatori con dinamometro, tale da permettere una taratura della forza applicata. Diversamente dal legno (che permette una deformazione tecnicamente nota come “rifollatura” del legno causata dalla compressione delle fibre attraversate in direzione trasversale dalla vite), la piastra di acciaio di una bandella di qualunque sistema di sospensione di chiusure esterne, non è comprimibile. Ed ecco che l’azione performante dell’avvitatore elettrico, costringe la testa della vite a sviluppa-
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di Alessandro Romiti
EXPERTISE
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re delle forti tensioni sul bordo di acciaio che, si andranno a scaricare sul suo “collo”, per la formazione di tensioni di trazione, quanto meno anomale ed eccessive, spesso al limite del carico di rottura. La successiva messa in esercizio dei manufatti di legno, sarà comprensibilmente tale da fare ingenerare delle cicliche variazioni dimensionali, con ritiri del legno (tipici nella stagione estiva) con l’azione di ulteriori carichi di trazione sul collo della vite. È questo fattore che genera una rottura della sezione che non avrebbe alcuna importanza se si potesse estrarre la vite – rimasta priva di testa – nell’interno del foro nel legno. Stiamo parlando di un sistema di “fissaggio” a vite di altri dispositivi di sospensione di persiane o portelloni, con l’effetto pratico che le bandelle di attacco non utilizzano più alcuna efficienza di tenuta del pannello o serramento: ciò porta a un processo di criticità di sistema con delle pericolosità indotte dall’uso del manufatto. Insomma, le viti del tipo a “stella” saranno da usarsi preferibilmente su legno o materiali analogamente comprimibili o diversamente, dovranno usarsi con degli utensili provvisti di dinamometri adeguati a registrare le tensioni del serraggio, evitando lo sviluppo di pericolose tensioni destinate a causare la possibile rottura della vite.
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Una persiana rimossa per la perdita delle viti su di una bandella. La persiana che ha espresso la deficienza di presa. Le viti a “stella” devono essere tirate in modo appropriato, magari usando un dinamometro, in modo che non permettano alla punta dell’avvitatore di “uscire” dalla sede di presa. Le viti a stella sono state tirate in modo eccessivo e si sono generate delle tensioni esiziali. La bandella resta priva di vite di fissaggio. Anche le viti a croce possono comunque avere esiti di criticità, se l’azione di serraggio è troppo forte.
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ROTO FA IL PUNTO SUL MERCATO MEETING roto frank
Il Roto International Trade Press Day a Venezia ha consentito l’approfondimento di temi fondamentali per il settore serramenti.
Si è svolta a Venezia il 5 novembre scorso la nona edizione www.roto-frank.it dell’Inter national www.casaroto.it Roto Trade Press Day. Il convegno è di Paolo Ferrari stato preceduto da una giornata conviviale che ha consentito al numeroso pubblico internazionale una visita del capoluogo veneto e di alcuni siti di particolare prestigio storico e artistico. L’acqua alta ha regalato un diversivo ai partecipanti, senza per altro compromettere l’organizzazione impeccabile dell’evento, ma offrendo scenari di una Venezia tempestosa che sono forse quelli che più restano nella memoria dei visitatori. Molto articolato il programma, che si è aperto con una relazione di Peter Matuschek, capo del Dipartimento per la Ricerca Politica e Sociale dell'istituto forsa (Social Research and Statistical Analysis Llc.). Coadiuvato da Ekhard Keill, presidente del consiglio e della divisione Tecnologia per Porte e Finestre di Roto Frank. La presentazione ha evidenziato il livello di apprezzamento del pubblico della fensterbau/frontale rilevando ottimi risultati in termini di partecipazione, apprezzamento della percentuale di nuovi prodotti presenti, mostrando ciò non di meno la possibilità di ulteriori spazi di miglioramento. Ekhard Keill ha quindi presentato la situazione del mercato e gli sviluppi dell’attività aziendale, sottolineando come il 2015 prefigura, al pari del 2014, uno scenario di perdite di mercato che Roto, come azienda caratterizzata su di una dimensione internazionale, affronterà con il motto: “Faremo bene solo se faremo meglio degli altri”, obiettivo già conseguito nel 2014. Un altro anno positivo per Roto è “altamente probabile”, ha aggiunto il Direttore finanziario Michael Stangier, sottolineando anche l’eccellente situazione finanziaria dei fornitori del settore costruzioni. Udo Pauly, Direttore Marketing della divisione Tecnologia per Porte e Finestre, ha presentato la campagna di protezione contro i furti nelle abitazioni e gli effetti che essa può ottenere per stimolare lo sviluppo del mercato. Secondo Roto, la Germania è giustamente considerata una sorta di “paradiso per i ladri di appartamento” con un numero di effrazioni salito nel 2013 a 150.000 casi. La campagna è stata lanciata all’inizio del novembre 2014 con il motto “resistere non è inutile” e ha il suo punto di forza in un adeguato portfolio di prodotti basato sui componenti Roto “NT”. Dopo la pausa pranzo, che è stata occasione per un’altra breve passeggiata nel centro storico di Venezia, è stata la
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volta della presentazione dell’architetto e professore Stefano Croce. Una dettagliata disamina dell’architettura storica veneziana, attraverso la lettura delle facciate dei suoi palazzi e delle caratteristiche di porte e finestre. Croce ha analizzato e posto a confronto le facciate di alcuni dei più prestigiosi edifici di Venezia, dallo stile veneto-bizantino di Cà Corner alle rinascimentali Cà Vendramin e Palazzo Grimani, allo stile barocco veneziano di Cà Rezzonico. In chiusura, Francesc Gimeno, Direttore dell'area commerciale Europa Meridionale della divisione Roto Tecnologia per Porte e Finestre, ha relazionato sul carattere internazionale di Roto Group in riferimento all’area dell’Europa meridionale. Italia, Francia e Spagna sono parti di tale area commerciale e in tutti questi paesi le finestre standard non hanno molte caratteristiche in comune, a parte il fatto di essere a doppia anta e doppi vetri. Vi sono invece molte caratteristiche specifiche dei singoli paesi (per esempio in Spagna valori U molto elevati) che si traducono in un livello di efficienza energetica molto basso. Infine, gli organizzatori hanno dato appuntamento a Vienna per la decima edizione del Roto International Trade Press Day.
Due momenti dell'International Press Day ROTO a Venezia il 5 Novembre scorso.
5 7 marzo 2015 | Bolzano
2015
KLIMAINFISSO
UNICA
Fiera internazionale della filiera produttiva del serramento
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AUTONOMA E INDIPENDENTE
gio-sab: 9.00-18.00
Convegno Internazionale Dimostrazioni DI POSA DEL SERRAMENTO LOCATION
Alto Adige REGIONE DA SEMPRE SCHIERATA SUL FRONTE DELL’INNOVAZIONE 73,9% DEGLI OPERATORI
lars.it
Serramentisti
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VERSO IL SETTIMO CICLO EDILIZIO “Finalmente si aprono prospettive positive per il settore edilizia-arredo”, si affermava in occasione dell’assemblea EdilegnoArredo nel luglio scorso con la nomina del nuovo presidente di Edilegno, Massimo Buccilli. Piccoli segnali forse, ma che si dovrebbero rafforzare nel 2015/16, di buon auspicio mentre ci avviamo al termine del 2014.
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Qualche mese fa la domanda che ci si poneva, non solo fra i consociati di Edilegno, era: “Siamo fuori dalla crisi?” Secondo alcuni timidi segnali si aprirebbero spiragli positivi con l’inizio del 7° ciclo edilizio. Questo porterebbe alla crescita delle costruzioni non solo nei Paesi emergenti ma anche in Europa. Migliore il mercato nella riqualificazione. Usiamo il condizionale, perché la nostra economia dall’inizio della crisi in poi è stata la peggiore d’Europa dopo la Grecia. Noi dobbiamo recuperare una parte importante di quello che abbiamo perso: i crediti non più esigibili sono il più grande problema, è necessario riequilibrare domanda/offerta a favore delle aziende sane. I bilanci del 2013 sono stati pessimi, deducibili anche dalle aziende iscritte (oppure toltesi) dalla Camera di Commercio. Interessanti comunque alcuni elementi messi in campo in occasione della passata assemblea di EdilegnoArredo, che riprendiamo, come la crescita delle compravendite residenziali (cresciute del 4.1% nel primo trimestre 2014) o la crescita del settore del movimento terra tradizionale che ha una relazione diretta con i cantieri edili (con il 26,5% di erogazione di nuovi mutui per la casa nei primi 4 mesi del 2014 secondo ABI e Agenzia delle Entrate). In realtà sul nuovo residenziale ci si aspetta poco nei prossimi 2 anni, mentre l’ampliamento degli edifici, sia residenziali sia non residenziali, costituirà l’ambito di interesse. Questo però avverrà in un nuovo mondo in cui misurarsi che preveda una nuova competenza per edifica-
di Beatrice Guidi
CONVENTION
EDILEGNOARREDO
www.federlegnoarredo.it/it/associazioni/edilegnoarredo
Massimo Buccilli eletto presidente EdilegnoArredo e alcuni momenti dell’assemblea EdilegnoArredo nel luglio scorso tenutasi a Villa Torretta a Sesto San Giovanni in provincia di Milano.
re, quella che attiene all’edilizia sostenibile e che si identifica con 4 ingredienti base: salute, comfort, risparmio e ambiente. Note positive vengono, infatti, dalle spese generali per la riqualificazione edilizia ed energetica. In base alla ricerca realizzata per EdilegnoArredo che riunisce le imprese produttrici di elementi in legno per l'edilizia e finiture dal Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l'Edilizia e il Territorio) hanno raggiunto quota 27,8 miliardi nel 2013, superando i 10 miliardi di euro nei primi quattro mesi di quest’anno. Il sistema edilizia-arredo (porte interne e d’ingresso, infissi e serramenti, pavimenti, arredo urbano e per esterno) è una delle colonne portanti della filiera italiana del LegnoArredo: vale infatti oltre 5 miliardi di euro e occupa circa 90.000 addetti, e l’export lo evidenzia il Centro Studi FederlegnoArredo è tornato al fatturato pre crisi, crescendo di oltre il 30% fra il 2009 e il 2013. D’altra parte le economie avanzate propongono qualità mentre quelle emergenti puntano al prezzo. Massimo Buccilli, eletto presidente EdilegnoArredo il 4 luglio scorso, rife-
rendosi a questo comparto molto competitivo all’estero soprattutto nei Paesi extra-UE confida negli indicatori macroeconomici: “Risentiamo ancora del colpo di coda della recessione, ma tutti gli indicatori macroeconomici ci fanno ben sperare”. E nonostante il ridimensionamento del mercato nazionale, causato dalla generale crisi dell’edilizia, il sistema continua a dimostrare la sua competitività conquistando nuovi mercati all’estero. Nel 2013 l’export verso l’area Ue cresce del +13,4%, con un totale di oltre 301 milioni di euro. quello verso l’area extraUe con 371 milioni presenta incrementi superiori al 50%. In questa area si registrano i risultati più significativi: Europa non Ue (Russia, Turchia eccetera) +58,6%, Medio Oriente (+76,8%), Stati Uniti e Canada (+84,7%). Il Settore Legno Arredo chiude il 2014 con un calo del fatturato del 2,7%, che tuttavia è atteso in crescita durante il prossimo anno. Bene le esportazioni (+2,9%) che compensano parzialmente il calo dei consumi interni. Il Bonus Mobili si conferma strumento efficace di politica industriale per rilanciare la domanda interna e difendere il lavoro.
SistemaSerramento 015
LA MARCATURA DELLE PORTE INTERNE
Un’anteprima concernente i contenuti della EN 14351-2, la norma dedicata alla marcatura CE delle porte interne, attualmente in uno stato di pre-approvazione, che una volta approvata dal CEN Consultant, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'UE e divenuta operativa sarà la norma di attestazione di conformità per questa tipologia di prodotto.
Dopo una sorta di lunga e dolorosa malattia che l'ha vista soggetta a numerose riscritture, pare ormai arrivata a termine la lunga genesi della norma EN dedicata alla marcatura CE delle porte interne. Negli ultimi mesi, infatti, si sono verificati svariati incontri del gruppo definito TC33 WG1 TG06 (ossia in pratica Commissione Tecnica 33, Gruppo di Lavoro 1, Gruppo specifico 06) aventi come principale argomento all'ordine del giorno proprio la trattazione di questo documento normativo, e altri se ne svolgeranno nei primi mesi dell'anno prossimo avendo come obbiettivo di arrivare all'approvazione formale dello stesso in occasione della riunione plenaria del TC 33 calendarizzata per la prima metà del mese di aprile 2015. Quanto sopra non significa che il lavoro da svolgere non sia ancora lungo e complesso, in quanto per esempio solo le richieste di emendamento provenute dagli Enti Normatori dei vari Stati assommano a più di cinquanta pagine e la trattazione della metà di questa corposa massa di osservazioni ha richiesto ben due giorni di discussione durante l'ultima riunione del TG06, ma comunque è fondato ritenere che, a meno di avvenimenti catastrofici, la tabella di marcia prevista possa venire
016 SistemaSerramento
rispettata. Qualora quindi l'obiettivo venisse rispettato, e il sottoscritto a oggi non vede ragioni perché ciò non avvenga, la norma dovrebbe poi solamente passare all'approvazione del CEN Consultant per essere infine pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'UE e divenire quindi operativa, inizialmente in regime di coesistenza e, trascorso il periodo transitorio, come unica norma di attestazione di conformità per questa tipologia di prodotto. Certamente sussiste ancora la possibilità che il CEN Consultant consideri non adeguato il testo del documento e quindi ne disponga una correzione (cosa non impossibile; proprio la norma della quale stiamo trattando ha in passato collezionato una ragguardevole serie di bocciature, la quale è sicuramente una delle ragioni che ne hanno ritardato la pubblicazione rispetto a quella relativa ai serramenti esterni), ma a meno che non vengano ravvisati errori macroscopici questa dovrebbe essere la volta buona ed è quindi prevedibile che entro la seconda metà del prossimo anno anche le porte interne abbiano le loro regole per la marcatura come già avviene da anni per oscuranti e serramenti esterni. A questo punto personalmente ritengo che i serramentisti italiani debbano quantomeno venire informati in merito alla
di Samuele Broglio struttura base della futura EN 14351-2 (questa sarà la sigla della norma all'atto della sua pubblicazione), in quanto nonostante essa non sia ancora definitiva è altamente improbabile che il progetto di norma a oggi circolante all'interno delle Commissioni preposte venga stravolto durante le fasi restanti del processo di redazione e quindi è giusto che le imprese abbiano un'idea di quale sarà il futuro quadro normativo relativo a un prodotto di comune diffusione. Anzitutto è opportuno far presente che la norma di marcatura delle porte interne non sarà differente in modo sconvolgente da quelle già oggi in vigore per la marcatura dei serramenti esterni o degli oscuranti, in quanto lo schema sostanziale di tali documenti è ormai fissato da tempo e praticamente definitivo e inalterabile; per contro però, visto che la Pr EN 14351-2 è già redatta nel rispetto del nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione e non più della vecchia Direttiva come invece accade per l'arcinota EN 14351-1, qualche differenza tra le due norme sarà possibile soprattutto nel campo delle procedure operative. Entrando nello specifico della norma prima di tutto è necessario analizzare quali siano i sistemi di Verifica della Costanza della Prestazione, che nella nuova denominazione sono l'equivalente dei vecchi sistemi di Attestazione Conformità solo con un altro nome, i quali vengono così assegnati: • Porte destinate a vie di fuga Sistema 1; è opportuno ricordare che, come già accade per i serramenti esterni, per porte destinate a vie di fuga non si intendono genericamente tutte le porte dotate di maniglione antipanico ma solo quelle la cui installazione è prevista all'interno di una via di fuga specificamente indicata, in quanto la normativa europea non si basa sulla struttura dell'oggetto ma sul suo uso previsto; • Porte per usi specifici o specificamente regolamentate Sistema 3; per usi e regolamentazioni specifiche si intendono in particolare tutte quelle legate a
risparmio energetico, riduzione del rumore, tenuta o sicurezza in uso (escluse logicamente le porte su via di fuga o quelle per la compartimentazione fuoco/fumo), cosa questa che potrebbe far rientrare in questo sistema per esempio molte porte caposcala; • Per sola comunicazione interna Sistema 4.
OUTLOOK
In base a quanto sopra è evidente che la maggior parte delle porte interne saranno soggette al sistema di attestazione più blando, cosa questa che, unitamente alle numerose tabelle presenti in norma e che permetteranno di definire alcune prestazioni senza la necessità di eseguire prove fisiche in laboratorio, farà sì che nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto se a fronte di prodotti di uso normale e in assenza di specifiche richieste prestazionali da parte della committenza, la marcatura delle porte interne sarà con ogni proba-
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bilità indolore e si tradurrà in un mero esercizio formale pienamente alla portata anche delle piccole aziende, senza che ciò comporti un sensibile aumento dei costi. Anche in caso si debbano obbligatoriamente determinare prestazioni non quantificabili mediante metodo tabellare la norma prevede modalità semplificate finalizzate alla riduzione dei costi di marcatura quali: • Il “cascading”; • Lo “shared”, ossia la possibilità di condividere, a certe condizioni, i risultati di prova tra aziende che producano oggetti tecnicamente similari con processi analoghi; questa procedura, già ampiamente dibattuta in passato ma mai applicata nel mondo dei serramenti, deriva dalla sua inclusione nel testo del Regolamento, cosa questa che la rende un diritto dei fabbricanti. A parte quanto sopra elencato la norma di marcatura delle porte interne pare divergere ben poco rispetto a quella di marcatura dei serramenti esterni, cosa questa che a mio avviso dovrebbe permettere una sua rapida comprensione e applicazione da parte di aziende da anni già use a convivere quest'ultima. Indubbiamente, le mie obbligatoriamente brevi considerazioni sono basate su di un documento non ancora definitivo in quanto ancora in fase di discussione e ancora privo sia dell'approvazione da parte della Commissione preposta sia dell'avallo delle autorità comunitarie, ma altrettanto indubbiamente è decisamente
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improbabile che esso venga stravolto in maniera sostanziale durante la parte di processo ancora da svolgere. A fronte di ciò ritengo che in linea di massima questo sia il quadro normativo al quale nei prossimi anni ci si dovrà adeguare e quindi, per quanto esso non dovrebbe rappresentare una novità assoluta per il settore, ritengo sia mio dovere nel mio ruolo di “sindacalista degli artigiani” preavvertire gli interessati permettendo loro di non giungere del tutto impreparati al momento della pubblicazione del nuovo documento alla relativa istituzione del nuovo obbligo.
Nelle fotografie lo stand di Lualdi al Salone del mobile 2014, nella pagina precedente Rasomuro Shade di Matteo Nunziati. In questa pagina a sinistra la parete attrezzata System e sopra la porta a battente laccata L 16 di Piero Lissoni.
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LA TECNOLOGIA DEL SERRAMENTO IN MOSTRA Klimainfisso, in un’area dedicata all’interno del parterre della manifestazione e contemporaneamente al suo svolgimento, esporrà i prodotti di eccellenza selezionati da una giuria di esperti, quelli che meritano, secondo fiera Bolzano, un posto d’onore durante la fiera delle tecnologie del serramento, l’evento dedicato al settore che si terrà a Bolzano dal 5-7 marzo 2015. Noi nel frattempo siamo lieti di proporvi una piccola selezione di prodotti in anteprima.
Il meglio della produzione sale alla ribalta a Klimainfisso, la fiera della filiera produttiva del serramento organizzata da Fiera Bolzano dal 5 al 7 marzo 2015. È “Klimainfissotrend”, una Mostra nella Mostra destinata a proporre ai visitatori della manifestazione i prodotti eccellenti del settore serramenti, vetri e facciate. L’iniziativa studiata da Fiera Bolzano intende dare lustro e visibilità a prodotti e a produttori di primo piano. Finestre, porte, vetri dovranno dimostrare concretamente caratteristiche superiori in termini di efficienza energetica, sostenibilità, prestazioni, funzioni, design senza dimenticare due prerogative oggi indispensabili: la facilità di installazione e la riciclabilità di tutti i componenti a fine ciclo di vita. Le aziende del settore serramenti interessate a partecipare a “Klimainfissotrend”, possono candidare i propri prodotti di punta entro il 31 gennaio 2015 (degasperi@fierabolzano.it). Una giuria, composta da esperti del mondo della tecnologia (Marco Imperadori, docente al Politecnico di Milano e Ulrich Santa, direttore dell’Agenzia CasaClima), dell’architettura (Alberto Torsello), del design e della comunicazione (Livio Salvadori dell’associazione per il disegno industriale ed Ennio Braicovich, giornalista), vaglierà e sceglierà i pro-
020 SistemaSerramento
PREVIEW KLIMAINFISSO www.klimainfisso.it www.fierabolzano.it di Beatrice Guidi
dotti che maggiormente rispondono ai criteri di selezione. I prodotti selezionati saranno sotto i riflettori per tutta la durata della fiera Klimainfisso in un’area dedicata all’interno del parterre della manifestazione. Un’occasione di straordinaria visibilità di fronte al pubblico specializzato della fiera che si accompagnerà all’intensa comunicazione di cui godranno tutti i prodotti saliti sul palcoscenico “Klimainfissotrend”, sul sito di Klimainfisso, sui social media, sui comunicati stampa e sulla stampa specializzata. Intanto noi siamo lieti di proporvi una piccola selezione di prodotti in anteprima in queste pagine, che troverete a Klimainfisso, dove saremo in prima linea per proporre anche un report dei prodotti più interessanti che individueremo durante la manifestazione.
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www.europrofiligroup.it
EUROPROFILI GROUP
SISTEMA LEGNO-ALLUMINIO l sistema Legno-Alluminio e Legno-Bronzo rappresentano la principale area di attività di Europrofili Group e il nuovo sistema Legno-Alluminio contiene una serie di innovazioni che comportano diversi vantaggi: • 90° tra montanti e traversi come le tradizionali finestre in legno; • Eliminati i difetti della giunzione a 45°, soprattutto nei telai di grandi dimensioni; • Clips a scatto di nuova concezione e auto posizionanti; • 50% del tempo di montaggio del telaietto rispetto a un’installazione tradizionale. Il risultato è un montaggio più rapido, infatti si stima un abbassamento del tempo d'installazione dei telaietti di alluminio sulle finestre in legno di circa il 50% grazie al dimezzamento del numero delle clips necessarie. Principali caratteristiche: • Funzione fermavetro con le speciali clips su battente; • Dimensione maggiorata: consente la diminuzione delle clips migliorando la stabilità del telaietto; • Autoposizionante: fissaggio più veloce e preciso; • A scatto con 5 alette per un aggancio rapido e sicuro;
• Sganciabili per lo smontaggio del telaietto. Design: • Guarnizione a scomparsa tra i telaietti; • Geometria accattivante, elegante, raffinata e moderna; • Nuova soluzione rompi goccia; • Sede per guarnizione di finitura. Compatibilità Il sistema Sprint è perfettamente compatibile con tutti i sistemi Legno-Alluminio che prevedono una distanza tra anta e telaio di 15 mm. Oltre all'innovativo 90° è prevista la possibilità dell'assemblaggio tradizionale a 45°. Più brevetti tutelano il sistema che ha richiesto oltre un anno di progettazione in cui sono stati coinvolti tecnici e consulenti esperti, e il sistema è certificato presso il Consorzio LegnoLegno.
www.geniusgroup.it
GENIUS GROUP SISTEMA DI GUIDE A INCASSO PER SERRAMENTI Il Gruppo Genius è pronto per affrontare anche nel 2015 l'incontro con il pubblico a Bolzano per la fiera Klimainfisso. Oltre all'ampia gamma di novità presentate a ottobre alla fiera di Rimini, quest'anno il Gruppo riproporrà l'intelligente sistema di guide a incasso per serramenti. La sempre maggiore domanda di integrazione infisso/zanzariera trova una valida risposta nella soluzione sviluppata dai laboratori Genius: degli speciali "profili a C" che consentono l'integrazione di ogni modello della gamma. Infatti, il Gruppo Genius, tiene a catalogo diversi modelli di zanzariera, sia avvolgibile che plissettata, dei quali molti sono progettati nelle due versioni, "in luce" e "da incasso" proprio per permettere ai serramentisti l'integrazione nei loro prodotti. Grazie ai "profili a C" anche i modelli non disponibili per l'incasso possono diventarlo. La loro conformazione accoglie facilmente cassonetti fino a 46
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mm di ingombro e ne permette l'installazione "a scatto" su serramenti o falsi telai senza attrezzi particolari. Inoltre, i "profili a C", sono dotati di un particolare "tappo" rimovibile che nasconde del tutto l'alloggiamento del cassonetto; questo permette di predisporre la sede senza, obbligatoriamente, installare la zanzariera subito, mantenendo contemporaneamente integra l'estetica del serramento. In tal modo si può posticipare l'installazione della zanzariera in un secondo tempo, quando il committente o l'installatore stesso possono sceglierne la tipologia. Tutto questo libera il serramentista dal dover decidere a priori il modello della zanzariera da integrare nei serramenti. I "profili a C" sono disponibili per la predisposizione della sola zanzariera o di tapparella + zanzariera. Saranno in mostra a Klimainfisso nello Stand Genius D24/60.
www.hoppe.com
HOPPE
HOPPE PRESENTA TOULON Toulon dalla forma lineare e tecnica comprovata. La serie Toulon, in pregiato alluminio resistente alla corrosione, è una novità nell’assortimento Hoppe. La serie segue la tendenza che predilige forme minimaliste e va incontro alle esigenze di chi è alla ricerca di un design particolare. Inoltre le tecniche Hoppe integrate garantiscono la massima protezione e un montaggio all'insegna della semplicità. Ma i vantaggi non finiscono qui, come di consueto per la linea duraplus®.
PREVIEW KLIMAINFISSO
www.ict-progetti.it
ICT-PROGETTI
ICT-PROGETTI PRESENTA MYWORK Nuove soluzioni che prevedono l'utilizzo avanzato della tecnologia RFID per garantire la tracciabilità dei prodotti e delle attrezzature. MyWork è la nuova versione dell'applicativo realizzato da ICT-Progetti per monitorare lo stato di avanzamento delle commesse. Grazie alla completa integrazione con la tecnologia RFID, la nuova versione di questo applicativo risulta ancora più flessibile e facilita notevolmente il lavoro degli operatori. Fra le principali caratteristiche segnaliamo: • completa integrazione con la tecnologia RFID; • gestione avanzata delle commesse; • gestione delle fasi di lavorazione suddivise per reparti; • possibilità di consultare documenti PDF; • controllo della produzione e dello stato di avanzamento dei lavori nei singoli reparti;
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completa integrazione con la tecnologia RFID; tracciabilità del prodotto e delle lavorazioni; possibilità di monitorare le anomalie; supporto per la certificazione; supporto per la manutenzione dei macchinari; rendicontazione automatica dell'attività svolta; analisi dei dati e reportistica.
GECO-M5 e MyWork-M5 sono le soluzione proposte per gli operatori che necessitano di uno strumento portatile. Tutte le soluzioni di ICTProgetti possono essere configurate, personalizzate e integrate in base alle specifiche esigenze del singolo cliente.
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www.idealfenster.it
IDEAL FENSTER
FINESTRE IN PVC Ideal Fenster è un’azienda specializzata nel settore dei serramenti e opera nel mercato Italiano ed Europeo. Nei tre stabilimenti di Thiene (Vicenza), San Nicolò (Piacenza) e Vahrn (Bolzano), con circa 200 dipendenti e consulenti diretti in tutto il nord Italia, l’azienda produce da oltre 30 anni finestre in PVC su misura, in varie forme e colorazioni. Nella vasta gamma di prodotti è possibile trovare scorrevoli, porte d’entrata personalizzate, persiane e scuri, cassonetti con avvolgibili e sistemi monoblocco.
La lunga esperienza di Ideal Fenster, la produzione altamente automatizzata unita alla stretta collaborazione e alla ricerca condotta con i suoi Partner-Fornitori permette all’azienda di offrire prodotti innovativi e di altissima qualità in tempi rapidi e a prezzi molto competitivi, attraverso una fitta rete di rivenditori autorizzata, competente e competitiva, sia nei piccoli e medi cantieri come nelle grosse lottizzazioni.
www.nardellipersiane.com
NARDELLI
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PERSIANE E ANTONI IN LEGNO Fondata nel 1909, la ditta Nardelli si è nel tempo trasformata e dal 1973 si è specializzata nella produzione di persiane e antoni in legno per conto terzi. Dotandosi di sofisticati macchinari di nuova generazione, la ditta offre oggi una vastissima gamma di persiane in legno, finite o semilavorate, nelle più diverse essenze e caratteristiche, secondo standard qualitativi molto elevati. Grazie all'esperienza cinquantennale e al costante impegno nella ricerca della qualità attraverso l'applicazione di tecnologie e processi produttivi all'avanguardia, vanta oggi un'alta professionalità. Serietà, competenza, rispetto dei termini di consegna, assoluta garanzia sul rispetto degli standard produttivi e massima qualità dei prodotti rendono la ditta Nardelli un fornitore sicuro e affidabile.
www.hoffmann-sistemi.it
HOFFMANN
SISTEMA DI GIUNZIONE Hoffmann PP2-NC è la soluzione per unire qualsiasi tipo di profilo e serramento in legno, il sistema di giunzione Hoffmann è semplice ed efficace. L’azienda ha realizzato una macchina adatta sia all’industria sia all’artigiano che permette con tecnologia CNC di produrre serramenti di alta qualità con investimenti alla portata di tutti. Le caratteristiche principali di Hoffmann PP2-NC sono l’estrema flessibilità, il software realizzato in base alle esigenze del cliente e funzioni ottimizzate per una rapida immissione dati, peculiarità che consentono di abbattere tempi e costi di produzione.
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Ogni Grande Finestra merita una Genius, Miny17mm: la più piccola, la più Grande.
a n c h e a N a t a l e. Apprezzata anche da chi non ha particolari problemi d’ingombro, Miny17mm, in soli 17 millimetri di spessore, protegge dagli insetti qualunque apertura, sia porta che finestra, fino a 360 cm di larghezza. L’elegante rete plissettata, i profili di accurato design e la guida di soli 5mm la rendono adatta a qualsiasi ambiente, anche i più Festosi. Miny17mm: la zanzariera coi fiocchi.
Il Gruppo Genius in Italia • Bacchi Genius s.r.l. - Tel. 0521 690014 • Stiltende Genius Zanzariere s.r.l. Tel. 0532 896176
solo 17mm di spessore
• G. Service s.a.s. - Cel. 335 294705 • G.P. Diffusion 2009 s.a.s. - Cel. 335 5930004 • Alba Zanzariere Tel. - 0823 460888
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IL 60° ANNIVERSARIO DI SAYERLACK
Il 20 settembre 2014, Sayerlack ha celebrato il suo 60° anniversario con oltre 500 invitati provenienti da tutto il mondo. Le visite di Dennis Karnstein - President and General Manager Product Finishes Division -, Thomas Bergdahl - Vice President and General Manager - Europe Product Finishes Division - e Ivan Costantini Marketing Director Europe; delle delegazioni Sherwin-Williams dal Regno Unito, dalla Francia e dalla Spagna, hanno suggellato la forza internazionale del gruppo. Questa importante occasione ha consentito uno scambio con loro, e con Alessandro Pirotta, Managing Director South Europe di Sherwin-Williams Italy S.r.l, l’azienda nata il primo gennaio 2013 che gestisce i marchi Sayerlack, Oece e Sherwin-Williams. “Una fusione che rappresenta il giusto esito” ci dice, “un percorso naturale considerando la lungimiranza del fondatore di Sayerlack, e un’azienda che mantiene il suo tratto distintivo, seppur parte di una multinazionale, perché la ricerca si è mantenuta in Italia…”.
I festeggiamenti sono iniziati venerdì 19 settembre a Palazzo Gnudi, affascinante dimora storica dei primi del ’500, nel cuore del centro storico di Bologna, accompagnata dalla visita della città, alla scoperta delle sue bellezze artistiche e degli antichi sapori. La Cena di Gala si è tenuta a Palazzo Dè Rossi, meraviglioso castello tardo gotico sulle colline bolognesi, dove Alessandro Pirotta ha premiando i tanti dipendenti, agenti e clienti che hanno raggiunto il traguardo dei 30 anni con Sayerlack. Il tutto in un’atmosfera festosamente rilassata, possibile solo quando ci sono la coesione e la forza della squadra. Contemporaneamente la campagna nazionale di affissioni e stampa ha celebrato il compleanno del marchio sul territorio nazionale, portando sulle strade di Bologna e delle altre città d’Italia il marchio Sayerlack. L’open house di sabato 20 presso la sede di Sherwin-
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Williams Italy, a Pianoro, ha portato i molti visitatori al centro della ricerca e della produzione Sayerlack: le visite guidate allo stabilimento hanno aperto loro le porte ai laboratori di Ricerca e Sviluppo e alle numerose novità di prodotto. E il nostro contributo lo raccogliamo in questa occasione, in un’atmosfera intrisa ancora del sapore della kermesse e della sua rievocazione. Il 20 settembre scorso, così, per la celebrazione del 60° anniversario di Sayerlack abbiamo l’occasione di incontrare di nuovo Alessandro Pirotta. Quali le emozioni che la “attraversano”, dopo 12 anni in Sayerlack, per questo Anniversario, e i commenti di clienti e collaboratori in questi tre giorni “di festa”? “È come 12 anni fa quando entrai in Sayerlack, nel senso che io la consideravo da sempre l’azienda di riferimento
di Sonia Maritan
ANNIVERSARY
SHERWIN-WILLIAMS Italy SAYERLACK www.sherwin-williams.it www.sayerlack.com/it
Nella foto in alto, da sinistra il benvenuto di Alessandro Pirotta il 19 settembre a palazzo Gnudi, affascinante dimore di inizio Cinquecento nel cuore di Bologna, dove poi sono iniziati i festeggiamenti. A destra, Sonia Maritan mentre intervista Alessandro Pirotta in occasione del sessantesimo anniversario del marchio Sayerlack di Sherwin Williams, nel reparto produttivo di Pianoro allestito a festa. Nelle foto in basso, alcuni momenti della giornata successiva alla serata di gala concentrati in azienda e che hanno previsto un tour nei laboratori e negli impianti di produzione.
del mercato italiano. Noi abbiamo cercato in questi 12 anni di mantenere questa leadership nella tecnologia e nell’innovazione. Questi 60 anni confermano, vista la partecipazione dei clienti in questi 3 giorni da tutte le parti del mondo, che il lavoro fatto è stato riconosciuto e appagato. Ieri sera eravamo 520 persone, di cui più di 250 erano clienti provenienti da tutto il mondo e dall’Italia, per me la risposta è in questo numero”. Dal 1954 a oggi, quale è stata la strategia di Sayerlack per ampliare il suo mercato nonostante questo scenario complesso - a causa della crisi ma
anche delle nuove dimensioni e strategie del mercato - fino a diventare Sherwin-Williams Italy S.r.l? “Con Sherwin-Williams noi abbiamo trovato un’azienda che riconosce in Sayerlack le sue eccellenze e non la tipica multinazionale che vuole imporre le proprie logiche, perché invece ci ha lasciato liberi di proseguire quello che era il cammino intrapreso e che riteniamo, che anche in momenti difficili, sia quello che permette di emergere rispetto la concorrenza. A volte i cambiamenti vengono subiti, noi invece abbiamo cercato di creare delle opportunità da questa situazione non facile e in conti-
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nuo mutamento, mantenendo la nostra strategia mirata all’innovazione, alla creatività, al servizio, senza cercare di approfittarne, anche da un punto di vista economico. Anzi, continuando a investire!” Come mi disse due anni fa, la lungimiranza del fondatore di Sayerlack ha reso naturale il percorso di trasformazione da un’azienda tradizionale a una m ultinazionale. Qu ale er edità ra ccoglie oggi l’azienda in sintonia con la connotazione locale che la caratterizza, rispetto le caratteristiche attuali di Sherwin-Williams Italy S.r.l.? “Questo tratto distintivo di Sayerlack rimane intatto, perché oggi chi compra la vernice di Sayerlack sa che dietro c’è una realtà più grossa ma non è cambiata la sostanza del prodotto, in quanto la ricerca si è mantenuta in Italia. Essere parte di un Gruppo come Sherwin-Williams però ci sta dando l’opportunità di proporre anche delle tecnologie alternative al legno. Oggi
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noi presentiamo la nuova linea per il metallo e la plastica (dedicata ad esempio ai prodotti per la cosmesi), con una nuova latta e una nuova grafica, e questo grazie al know how di Sherwin-Williams mirato al mercato europeo e all’esportazione. Quindi un ampiamento significativo della nostra offerta, una novità per un’azienda che è sempre stata orientata al legno. Ma in questo momento storico è ancor più importante rispondere alle esigenze del mercato”. Sherwin-Williams le ha assegnato l’incarico di Managing Director South Europe per cui gestisce le organizzazioni commerciali dei suoi marchi, in Italia, Spagna e Francia dal primo gennaio 2013, quando la nuova società è stata costituita. Quali le difficoltà e le soddisfazioni “sul campo”, in questo primo periodo, per il potenziamento in Europa della divisione Product Finishes? “Le soddisfazioni raccolte sono state molte perché in Spagna, per esempio, negli ultimi 5 anni noi siamo stati l’azienda che ha
avuto il maggior tasso di crescita in termini di vendita, lì abbiamo uno dei più grossi clienti del mobile, nonostante il mercato lamenti le stesse criticità del mercato italiano e quest’anno continuiamo a crescere con i due marchi Sayerlack e Sherwin-Williams. È fiero però anche il mio sguardo ‘globale’, perché all’estero cresciamo ovunque, in Russia, Srilanka, Paesi del Nord Est (Estonia, Lituania, etc.)”. Per i vostri marchi avete mantenu to i pr esidi produ ttivi di Pianoro, Mariano Comense e Cavezzo o è cambiato qualcosa? Qual è la distribuzione sul mercato internazionale? “Il marchio Becker Acroma verrà sostituito gradualmente con quello di Sherwin-Williams, questo è cambiato rispetto due anni fa. Dall’inizio di quest’anno abbiamo quindi cominciato a sostituire il marchio Becker Acroma perché questo è di proprietà della società omonima ed entro la fine del 2015 noi non potremo più utilizzarlo, e avremo Sayerlack, Oece e Sherwin-Williams. Per quanto riguarda Sayerlack e SherwinWilliams con una rete di vendita su tutti i mercati internazionali mentre Oece è un marchio distribuito in alcuni paesi europei, che quindi si affianca a Sayerlack e che stiamo sviluppando molto, ad esempio quest’anno in Polonia abbiamo un nuovo distributore che sta crescendo rapidamente e che servirà per ampliare i nostri orizzonti. Per dare un riferimento, nell'industria delle vernici per legno, abbiamo incrementato i volumi della produzione dalle 50 tonnellate del 1954 alle attuali 44.000”. Rispetto la vostr a of fer ta, riguardo ai mercati internazionali, quale futuro crede avranno le diverse tipologie di prodotto nel settore serramentistico? “Il nostro miglior cliente italiano di riferimento nel settore del serramento che, osservato l’andamento negativo del mercato interno, opera all’estero sta sviluppando moltissimo il legno-alluminio, pur essendo nato, cresciuto ed
essendosi consolidato nell’ambito tradizionale del legno. Considerato che l’azienda lavora molto negli Stati Uniti e in Russia, il fatto che proponga questa offerta è significativo. Il legno rimane per questa tipologia di prodotto una parte importante che si affianca a un materiale duraturo, comunque da verniciare. Nella gamma vernici globale abbiamo prodotti, con le relative garanzie, per verniciare l’alluminio e l’anno scorso abbiamo presentato una vernice per il PVC”. Una volta bastava la specializzazione di prodotto per essere vincenti sul mercato, un mix di tecnologia, conoscenza, esperienza, oggi cosa ci vuole in più? Quale il Paese più ricettivo in questi ultimi due anni per l’export? “Io non credo che le regole del gioco siano cambiate, anche in presenza di un profondo cambiamento del mercato. Indubbiamente oggi ai clienti è necessario offrire un prodotto ad alte prestazioni, direi scontato; al quale però affiancare un servizio che gli permetta, vista la difficoltà odierna di programmare di fronte a una domanda imprevedibile e discontinua, di disporre di un servizio rapido, immediato, puntuale e attento. Per fare un esempio, in Italia, noi abbiamo iniziato a creare depositi periferici per offrire questo genere di servizio 30 anni fa e stiamo continuando a sviluppare questo modello (oggi sono 25 in Italia), che rimane valido, con le sue evoluzioni e i suoi adeguamenti. Chi ha cambiato è sparito dal mercato! Quindi i metodi e le logiche sono sempre quelli del buon lavoro e sono solo da affinare”.
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SHERWIN-WILLIAMS Italy SAYERLACK www.sherwin-williams.it www.sayerlack.com/it
nelle foto a sinistra: la serata di gala, il 19 settembre scorso, e la magica atmosfera di palazzo Dè Rossi, un castello tardo gotico sulle colline bolognesi. Nella foto in alto a sinistra, al centro Alessandro Pirotta (Managing Director South Europe di SherwinWilliams), fra Dennis Karnstein (presidente e direttore generale di Sherwin-Williams) e Thomas Bergdahl (vicepresidente e amministratore delegato di EMEA).
L’acqua è il core business per Sherwin-Williams Italy S.r.l.? È applicabile anche a mater iali diversi dal legno, e le resine sono altrettanto ecosostenibili? “Sì, il nostro obiettivo, già nel 1988, è quello di innovare nel rispetto dell’ambiente e di chi utilizza i nostri prodotti, quindi l’ambiente in senso lato, quello di
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Sherwin - Williams Sayerlack
lavoro e quello che attiene all'utilizzatore, e quindi produciamo vernici all’acqua per qualsiasi supporto. E si tratta di un prodotto prestante, tecnologico, ecosostenibile, abbellente e soprattutto made in Italy, ma ancora non siamo arrivati, se non per dei prodotti di nicchia, come sono gli olii vegetali, alle resine ecologiche. Il prodotto industriale è all’acqua e quindi a basso tasso di inquinamento ma le resine sono acriliche e poliuretaniche”. Interviene poi, Pietro Fer rari, rivolgendosi a Dennis Karnstein, presidente e direttore generale di Sherwin-Williams. Qual è stata la motivazione per cui Sherwin-Williams, nella sua ricerca di una presenza in Europa, ha scelto Sayerlack? E quale posto occupa l’azienda di Pianoro nel complesso delle attività di Sherwin-Willliams? “La scelta di Sayerlack è stata motivata dalle caratteristiche di questa azienda, una realtà di primo piano in termini di qualità, capacità di proposta e impegno di ricerca. Sayerlack, che oggi festeggia i suoi sessant’anni, riassume in sé la creatività e la capacità di risposta tecnica delle migliori realtà produttive italiane. E quindi Sayerlack è una componente significativa dell’attività di Sherwin-Williams nell’ambito delle finiture, rappresenta un vero jolly, una realtà di primo piano e strategicamente rilevante nel mercato europeo. Nel mercato nordamericano occupa ancora una quota ridotta, ma sta conquistando clienti e segmenti di mercato significativi. In generale occupa sui mercati mondiali una quota crescente con la propria produzione in Italia nel campo delle finiture per arredi e cucine. I prodotti di
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Sayerlack particolarmente apprezzati dai mercati sono i prodotti all’acqua, il sistema tintometrico, i prodotti poliuretanici e UV, visti in tutto il mondo come una caratteristica della capacità italiana nel campo delle finiture”. Pietro Ferrari domanda poi a Thomas Bergdahl, vicepresidente e amministratore delegato di EMEA, che ruolo giochi la presenza di Sayerlack nel gruppo Sherwin-Williams sul mercato europeo. “Abbiamo qui in Italia con Sayerlack una delle più potenti realtà produttive del settore, una realtà che già da molto tempo è attiva con successo nell’export sui mercati europei. Come si può facilmente constatare da questo evento dobbiamo, però, considerare Sayerlack come un global player che, oggi, in occasione del suo Sessantesimo, riceve clienti, rivenditori, tecnici e ospiti da tutto il mondo. Siamo molto orgogliosi di essere qui: sessant’anni sono un traguardo importante per un’azienda”. Lasciamo la conclusione a Dennis Karnstein, facendo i nostri auguri a Sayerlack e, a quanto pare, pr epar andoci ai f esteggiam enti di Sh er win Williams! “Vorrei però chiudere questa conversazione ricordando che anche Sherwin-Williams festeggerà presto una ricorrenza importante: anche la nostra azienda ha una storia lunga e gloriosa e celebrerà nel 2016 i 150 anni di attività. Sayerlack e Sherwin-Williams sono entrambe due aziende storicamente consolidate all’insegna della qualità e dell’innovazione. Questo è da sottolineare e ci piace dirlo”.
SALONE INTERNAZIONALE DELLA FILIERA DI PRODUZIONE DEL SERRAMENTO E DELLE FINITURE D’INTERNI ED ESTERNI BOLOGNA FIERE, 18-20 Febbraio 2015
Insieme a EdilegnoArredo a proposito di PORTE d'INGRESSO.
L'INGRESSO CHE SI FA ARREDO Sistema Serramento indaga il mondo delle porte d’ingresso, per fare il punto sullo stato dell’arte di un settore sempre più di design e dove il progettista spesso rappresenta il consulente prediletto. Lo facciamo in EdilegnoArredo attraverso un’intervista ad Adolfo Boazzo (nella foto sotto), Consigliere Delegato di Torterolo & Re Spa, nominato il 28 marzo scorso Consigliere Incaricato del Gruppo Porte d’Ingresso. Subentra a Dario Vaccari titolare di Alias Spa, in scadenza dopo due mandati consecutivi. Parliamo con lui di porte d’ingresso, che costituiscono, insieme ai serramenti esterni, una delle componenti tecnologiche fondamentali di chiusura dell’involucro edilizio, qualunque destinazione d’uso abbiano, per garantire la sicurezza degli edifici e una barriera climatica e acustica essenziale. Continuiamo poi, zoomando sulla produzione legata al settore grazie al contributo di alcune fra le aziende più rappresentative per le porte d’ingresso, che hanno ritenuto interessante essere parte di questo approfondimento, arricchendo, infine, il dossier con una vetrina che mette in primo piano i prodotti contemporanei che il mercato propone. In occasione dell’assemblea con la quale l’hanno nominata Consigliere Incaricato del Gruppo Porte di Ingresso, ha espresso la volontà di proseguire sulla strada già tracciata. Quali sono gli obiettivi e le strategie prioritarie per le aziende? Una premessa è importante: il mio desiderio e impegno mirano a rappresentare il Gruppo sulla strada già tracciata dal mio predecessore condividendo e favorendo la coesione fra gli associati e la crescita associativa in un mercato così difficile e selettivo. La mia risposta tiene conto del momento contingente particolarmente complesso, nel quale è quasi impossibile definire obiettivi a lungo termine. In questa incertezza dobbiamo mantenere la concentrazione sulla gestione quotidiana delle diverse aziende e porci obiettivi concreti, misurabili e raggiungibili. È indispensabile rimanere coesi e, insieme, sforzarci di dare più visibilità possibile ai nostri prodotti, anche attraverso piccole campagne pubblicitarie mirate all'utente finale. Sarebbe importante, anche se capisco che ci sono costi da sostenere, ma oggi è ancora più determinante farsi vedere, perché nelle situazioni di crisi chi si nasconde è destinato a morire. Quali saranno i compiti dei tecnici all'interno di un Consiglio Tecnico parzialmente rinnovato e le linee guida emerse a favore degli associati? Ci sono alcuni punti fissi ratificati dall'Assemblea: pieno mandato di proseguire nell'attività europea del CEN/TC 33 WG7 che sta revisionando le norme della serie EN16271630 sulla resistenza all'effrazione dei nostri prodotti. In
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questa fase il WG7 sta facendo un'analisi di tutti i punti che necessitano di aggiornamento e revisione. Un mandato preciso a cui ne segue un secondo, altrettanto chiaro: lavorare, sempre in ambito normativo e legislativo, presso il Ministero dell'Interno e i Vigili del Fuoco per far sì che possano essere introdotte prescrizioni di resistenza al fuoco per le porte di ingresso degli appartamenti condominiali. A oggi sono previste prescrizioni al fuoco
solo nel caso di edifici residenziali al di sopra dei 24 metri e, comunque, non nel caso delle porte di accesso. Riguardano, infatti, le parti comuni, come per esempio i locali caldaia. Faticosamente, grazie alla puntuale attività del Comitato Tecnico, che ringrazio, siamo arrivati a risultati importanti e, soprattutto, a ottenere una presenza costante e decisiva ai tavoli normativi. Quali le difficoltà e gli obiettivi del Comitato Tecnico in ambito normativo? È un percorso che prosegue e si evolve su un argomento che spesso sfugge, perché si entra in una materia tecnica. L'approccio del Comitato è sicuramente sempre presente e fattivo su tutti i fronti, sia europei che internazionali. Cito l'ambito del CEN TC 33 WG7, costituitosi grazie all'attività di pungolo dell'Italia. In passato, infatti, tutta la materia normativa sull'effrazione in ambito europeo era gestita in modo un po' approssimativo. Esisteva un team di addetti ai lavori che si riuniva periodicamente per affrontare questi temi. EdilegnoArredo ha assunto una posizione chiara anche rispetto al comportamento europeo, chiedendo la costituzione di un gruppo che, ufficialmente riconosciuto dal CEN, operasse in questo ambito specifico. Alla revisione delle norme di resistenza all'effrazione seguirà una fase più approfondita che toccherà aspetti molto importanti quali l'intercambiabilità degli accessori e della ferramenta. Se in futuro saranno definite regole certe di intercambiabilità, sarà possibile anche pensare a una limitazione delle prove di laboratorio. È stato fatto in ambito EdilegnoArredo dal nostro ufficio Normativa un bel lavoro di Round Robin test, ovvero di messa a confronto dei laboratori italiani e stranieri, con risultati importanti. La stessa porta, consegnata a più laboratori, veniva talvolta valutata con esiti totalmente diversi e questa esperienza, durata due anni e mezzo, che ha allineato il comportamento dei laboratori partner del progetto, va oggi esportata in ambito
europeo affinché la revisione delle norme possa recepirne gli esiti. Dal suo osservatorio privilegiato quali sono i tratti salienti del mercato e, nello specifico, di quello concernente una porta di ingresso odierna? Il mercato europeo è molto diversificato e non presenta in tutti i paesi le stesse esigenze di quello italiano. Gli olandesi, ad esempio, hanno richieste basse rispetto al loro mercato interno di riferimento, mentre l'Italia, in tema di porte di ingresso, ha peculiarità e livello qualitativo molto alto. Sulla base di quelle stesse norme anche le leggi del mercato sono differenti e noi tendiamo ad alzare l'asticella, mentre c'è chi tende a mantenere lo status quo. A livello normativo c'è di tutto. La Francia è un po' campanilistica, avendo messo a punto un proprio marchio di qualità interno, tipicamente francese, per cui un produttore estero, pur avendo sottoposto i suoi prodotti a prove specifiche analoghe, non acquisisce punteggio utile, ad esempio nelle gare di appalto. In Svizzera si pretende che ci sia resistenza al fuoco dappertutto. Ogni Paese ha le sue priorità, serve il buonsenso: le norme ci sono e vanno contestualizzate in un mercato che è cambiato e, dunque, richiede regole nuove. È proprio questa evoluzione che mi fa pensare a un concetto di sicurezza allargato anche alla resistenza al fuoco che secondo me è di grande attualità. Teniamo presente che quasi tutti gli stati membri obbligano le nuove residenze ad avere porte d’ingresso che resistano soprattutto al fuoco, oltre ad avere caratteristiche specifiche di resistenza termica, acustica, antieffrazione. Paradossalmente, grazie ai progressi ottenuti nei vari campi, il mercato sembra prediligere altre funzioni rispetto a quella anti effrazione, che ormai viene data per scontata. Dunque una porta deve abbattere il rumore, isolare termicamente e resistere agli agenti atmosfe-
DOSSIER porte d’ingresso
A cura di Sonia Maritan e Donata Marazzini referente Ufficio Stampa EdilegnoArredo per le riviste di settore.
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rici esterni, ma a questi tratti salienti va sicuramente aggiunta la resistenza al fuoco. Sarebbe un gran risultato poterla inserire, anche in Italia, fra le caratteristiche richieste alle porte d’ingresso nelle destinazioni residenziali. Stiamo comunque notando da parte di committenti e progettisti una tendenza a puntare verso la caratteristica 'fuoco', con richieste fino a REI 90. Chiaramente il nostro prodotto è maturo e dà garanzie precise sotto ogni aspetto. Cos’altro è utile evidenziare rispetto all’evoluzione della normativa legata a questo settore? La stesura delle normative procede grazie ai nostri organi competenti. Importante sarebbe agire su disposti legislativi mirati a un più rigido controllo da parte delle autorità competenti circa le reali prestazioni dichiarate dal produttore. Dobbiamo essere noi a sensibilizzare il cliente finale, a piccoli passi, indispensabili. Chiunque faccia comunicazione deve farlo in questo senso, compresa l'informazione al progettista, che è il prescrittore e quindi la persona che decide le caratteristiche del prodotto. Da questo punto di vista la Francia è avanti perché la prescrizione è molto sentita e, non a caso, si dà quasi sempre priorità al prodotto prescritto. Che cosa è importante conoscere in termini di sicurezza? E quali altre caratteristiche sono imprescindibili? È importante riconoscere che l'evoluzione delle tecniche di scasso porta da parte dei produttori è rappresentata da soluzioni già progredite e messe in atto, anche in assenza di test specifici. Non esiste una reale corrispondenza tra la classe del nostro prodotto e quella di chi produce cilindri e serrature che movimentano i sistemi di chiusura. L'attività di innovazione è frutto dei nostri studi di ricerca e sviluppo su cilindro e serratura, che non sono coperti da norme specifiche e test normativi. La sinergia fra questi due mondi rappresenterebbe un valore aggiunto. Uno dei miei obiettivi è favorire sinergie tra aziende di spessore del mondo del cilindro e della serratura e quello delle porte d’ingresso perché si facciano portavoce rispetto all'utente finale anche dell'importanza della componentistica, ferramenta, scocche, ecc, che garantisce realmente il funzionamento del prodotto finito. Come cambieranno, ancora, le sembianze di un componente tecnologico, oggi così contaminato dal mondo del design? In realtà non parlerei di contaminazione, ma piuttosto di arricchimento. Parliamo in sostanza di una scatola di lamiera che, grazie alle nuove tecnologie, noi produttori siamo spronati ad arricchire e vestire secondo le tendenze indicate dai professionisti del settore. Lo facciamo introducendo materiali particolari: penso all'acciaio o alla pietra che, unitamente alle scocche metalliche, frutto della loro industrializzazione, ci fanno ottenere soluzioni che coniugano innovazione e artigianalità. Il nostro
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prodotto nasce come manufatto artigianale, ma viene industrializzato e rivestito con una tecnologia che ha fatto passi da gigante. Questo livello tecnologico sovverte comuni modi di pensare, come quello che crea un legame fra pesantezza e robustezza. Non è più così, infatti, non sempre una porta con lamiera più spessa resiste meglio di quella studiata industrialmente e tecnologicamente con performance di robustezza che non equivalgono necessariamente a una maggior pesantezza. Ci stiamo preparando - meglio, siamo pronti! - ad affrontare un mercato che chiede sempre di più, ad esempio nella domotica. L'importante è cogliere bene le aspettative non generiche del mercato e, come accennavo, dare vita a progetti concreti legati all'oggi e alla nostra capacità odierna di misurare obiettivi e risultati. Una bella sfida, da raccogliere insieme. Un modello di Oikos.
Sistema Serramento continua di seguito l’esplorazione di questo mondo, quello delle porte d’ingresso, che richiamano più di qualunque altro elemento costruttivo la sicurezza dell’utente e che, anche simbolicamente, aprono e chiudono un passaggio particolarmente rappresentativo dell’attraversamento quotidiano di ognuno fra il ‘dentro’ e il ‘fuori’. Lo facciamo con altre sette aziende, che come la DOSSIER Torterolo & Re, rappresentata da Adolfo Boazzo, raffiguraporte no alcune delle più importanti realtà del settore fra quelle d’ingresso presenti sul mercato: Alias, Bauxt, Dierre, Metalsud Lo Gatto, Oikos, Okey, Rubner. Realizziamo questo approfondimento con il prezioso contributo di EdilegnoArredo, attraverso un’intervista che dedica tre domande a un rappresentante di ciascuna azienda, i quesiti sono i seguenti: 1. Quali ritiene siano oggi i tratti salienti di una porta d’ingresso in termini di sicurezza
e quali altre caratteristiche si ritengono imprescindibili per un produttore? 2. In un mercato così difficile come quello attuale, quali obiettivi e strategie si pone un produttore per far conoscere il suo prodotto/marchio aziendale? Verso quali target e in quale mercato di riferimento? 3. Le sembianze attuali del prodotto sono condizionate, anche in questo comparto con vocazione tradizionalmente più ‘funzionale’, dal linguaggio del design? E in quale misura?
ALIAS
aliasblindate.com
1. Oggi i consumatori sono sempre più attenti e informati. Quello che si chiede a una porta blindata è sicuramente che resista il più possibile ai tentativi di effrazione ma anche che abbia una bassa trasmittanza termica e un buon isolamento acustico. Con questo obiettivo sottoponiamo le nostre porte ai tutti i test necessari per ottenere le massime certificazioni. Insieme a queste caratteristiche la porta d’ingresso oggi deve essere particolarmente attenta all’estetica e al design. Non dimentichiamoci che è il primo elemento d’arredo che incontriamo quando si entra in una casa. 2. Gli obiettivi strategici sono sicuramente il mantenimento di un elevato standard qualitativo insieme a un customer care sempre più attento alle esigenze dei nostri clienti. I target principali di riferimento sono sicuramente gli architetti e i progettisti ma ci piace pensare che anche il consumer scelga la nostra porta proprio perché è innovativa e di design. Il mercato di riferimento è il mondo intero, in questo periodo particolare per l’Italia, naturalmente, come tutte le aziende italiane, stiamo cerando nuovi mercati esteri. 3. Tutti i prodotti d’arredo sono oggi fortemente condizionati dal design, specie in Italia, dove l'attenzione al gusto e all'estetica è una variabile fondamentale per la guida all'acquisto. Alias ha fatto una precisa scelta di design realizzando una linea di porte raso muro studiate con particolare attenzione all'estetica. Pregiate e infinite combinazioni di finiture rendono Wing in grado di soddisfare l’architetto più esigente e l'abitazione più elegante. Wing quindi non è solo porta blindata ma anche boiserie e/o armadi, utili nicchie che vanno da 10 cm, qualora si vogliano utilizzare per nascondere gli impianti, fino a 60 cm, qualora si vogliano utilizzare come pratici guardaroba. Ivo Pellegri, architetto e designer che firma la linea Wing, ha studiato una porta blindata in grado di avere il massimo delle prestazioni ma che sia al contempo raffinata ed elegante.
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BAUXT
1. Quali ritiene siano oggi i tratti salienti di una porta d’ingresso in termini di sicurezza e quali altre caratteristiche si ritengono imprescindibili per un produttore?
baux.com
1. In una porta blindata la sicurezza si esprime attraverso la qualità di realizzazione e l’utilizzo di materiali ed elementi tecnici che ne aumentano le performance come, nel caso di Bauxt, cerniere a scomparsa registrabili su più assi (per il perfetto assetto della porta a parete), l’utilizzo di serrature elettroniche e l’integrazione con i più evoluti sistemi domotici. Non solo: la sicurezza deve diventare anche comfort abitativo, e quindi perfetto isolamento con l’esterno, e cura estetica sviluppando prodotti o linee di prodotto curate nel design e in ogni dettaglio. 2. Il marketing è fondamentale per l’azienda perché ne delinea la strategia lavorando fianco a fianco con il reparto commerciale, in una costante condivisione di obiettivi. Prima di tutto puntiamo sulla qualità del servizio che viene ben riassunta dal nostro nuovo concept di comunicazione “Aperti alla sicurezza”: apertura al cliente per la sua completa soddisfazione, flessibilità progettuale e produttiva, realizzazioni sartoriali su “misura”, assistenza post-vendita. Per quanto riguarda la comunicazione, stiamo rifacendo tutti i cataloghi di prodotto e il sito web in modo da avere strumenti utilizzabili da tutti i nostri target, architetti, progettisti, rivenditori, end-user, in Italia e all’estero. 3. Assolutamente sì, negli ultimi anni il design è una costante, è elemento fondamentale nello sviluppo dei nuovi modelli: il nostro obiettivo è quello di continuare a sviluppare prodotti o linee di prodotto che uniscano il massimo della sicurezza e della tecnologia con il meglio dell’estetica cui ormai il mercato si è abituato. Il design caratterizzerà sicuramente anche il futuro della Bauxt: grazie a 30 anni di esperienza abbiamo il know-how che ci permette di affrontare sfide progettuali importanti promuovendo qualità e stile Made in Italy.
2.
In un mercato così difficile come quello
attuale, quali obiettivi e strategie si pone un produttore per far conoscere il suo prodotto/marchio aziendale? Verso quali target e in quale mercato di riferimento?
3. Le sembianze attuali del prodotto sono condizionate, anche in questo comparto con vocazione tradizionalmente più ‘funzionale’, dal linguaggio del design? E in quale misura?
DIERRE
dierre.com
1. Il mercato attuale richiede alla porta d’ingresso degli standard prestazionali che vanno oltre a quello della sicurezza. Oramai il fattore sicurezza è dato per scontato e i valori di paragone che determinano la differenza qualitativa tra i diversi prodotti sul mercato sono altri. Tralasciando il discorso design, i valori di paragone tra porte d’ingresso sono legati alle prestazioni di trasmittanza termica, di abbattimento acustico, di resistenza al fuoco, di permeabilità all’aria, di tenuta all’acqua, etc. 2. Per mantenere vivo il marchio aziendale nei pensieri dei vari attori del settore rincorriamo obiettivi mirati all’innovazione di prodotto, quotidianamente cerchiamo di raccogliere idee nuove per sviluppare prodotti all’avanguardia al fine di apportare delle migliorie tecniche e di design a un componente edile importante, qual è la porta d’ingresso. Il mercato di riferimento è quello di fascia alta in quanto non esiste più la produzione di massa portata dalla cantieristica, la quale ci dava la possibilità di fare prodotti standardizzati, in grosse quantità, per coprire la fascia di mercato media. 3. Sì, infatti, nel progettare qualsiasi nuovo prodotto ci poniamo sempre il “problema” del design, a volte per ottenere un risultato tecnico e mantenere livelli elevati di design siamo costretti a effettuare delle modifiche importanti sull’idea di partenza del prodotto stesso. Ogni modifica viene sempre compiuta pensando al risultato estetico che essa porterà sul prodotto finito.
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METALSUD LO GATTO metalsud.com
1. La porta blindata rappresenta il primo impatto con un’abitazione privata e costituisce il primo filtro tra ambiente esterno e ambiente interno. Solidità, resistenza, capacità di durare nel tempo sono requisiti imprescindibili di un prodotto che nasce per rendere la casa inviolabile, difendendo la sicurezza di chi la abita. Per questo le porte blindate a marchio Ferwall sono progettate per assicurare prestazioni eccellenti sotto tutti i punti di vista, dall’efficacia antieffrazione, all’abbattimento acustico ai valori di taglio termico. 2. Partiamo da una considerazione di fondo: i mercati non sono tutti uguali e perciò richiedono politiche di marketing differenziate. Nella nostra Azienda si fa molta ricerca, si trovano soluzioni, si fanno prodotti di grande sicurezza. Non è un caso che i nostri valori chiave siano innovazione continua, orientamento al cliente ed efficienza dei costi. A marchio Ferwall produciamo circa 25mila porte l’anno e 5000 km di avvolgibili con linee largamente automatizzate e robotizzate. Uno dei primi passi è stato rivedere il layout produttivo, poiché sta cambiando il mercato: oggi costituito da un 70% di parco edilizio esistente e solo un 30% inerente alle nuove costruzioni. Oltre a una riorganizzazione della produzione si è resa necessaria una riorganizzazione dei sistemi di vendita. Infatti, è allo studio una linea apposita per la GDO. A questa si affiancherà una linea per la ferramenta, mentre si ha intenzione di investire molto nei rapporti con i rivenditori show-room attraverso una campagna di marketing mirata che sappia promuovere un prodotto di media alta fascia. 3. Sicuramente sì. Oggi chi acquista una nuova porta di sicurezza, desidera che essa sia speciale. Non deve solo “proteggere”, ma deve inserirsi perfettamente nello stile generale della casa, divenendone anche il biglietto da visita dei luoghi che rende sicuri. Insomma, possiamo dire che la porta d’ingresso è divenuta un indice del buon gusto di chi la installa. Ecco perché sempre di più negli ultimi anni i produttori si sono orientati a “giocare” con i colori e i rivestimenti e, grazie all’impiego di nuove tecnologie, a dare al cliente la possibilità di aumentare il grado di personalizzazione della porta stessa.
1. Quali ritiene siano oggi i tratti salienti di una porta d’ingresso in termini di sicurezza e quali altre caratteristiche si ritengono imprescindibili per un produttore?
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In un mercato così difficile come quello
attuale, quali obiettivi e strategie si pone un produttore per far conoscere il suo prodotto/marchio aziendale? Verso quali target e in quale mercato di riferimento?
3. Le sembianze attuali del prodotto sono condizionate, anche in questo comparto con vocazione tradizionalmente più ‘funzionale’, dal linguaggio del design? E in quale misura?
OKEY
DOSSIER porte d’ingresso
okeyporte.it
1. Il prodotto “porta blindata” si è molto evoluto negli ultimi anni, passando dall’unica richiesta del mercato di essere una porta anti-effrazione a quella di diventare anche un serramento prestazionale dal punto di vista tecnico, e insieme un complemento d’arredo. Premesso l’aspetto primario, che era e resta la sicurezza, è stato quindi necessario riprogettare un prodotto che conciliasse prestazioni eccellenti, comfort abitativo, design, e l’esigenza di una più moderna gestione della porta. 2. Considerata questa premessa, l’obiettivo è quello di fare il più possibile “cultura” sul prodotto, sia verso gli addetti ai lavori (rivenditori, distributori, ecc...) che verso l’utente finale attraverso un’informazione sempre più precisa e dettagliata. 3. Certamente sì, oggigiorno sempre più frequentemente la porta d’entrata di un alloggio entra direttamente nel soggiorno-living e deve quindi ambientarsi armoniosamente con l’arredo.
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OIKOS VENEZIA
1. Come giustamente sottintendete una porta blindata non può prescindere da rigidi parametri di sicurezza. Le nostre sei linee di porte blindate garantiscono tutte una classe antieffrazione 3, decisamente alta per il settore. Importante anche, soprattutto per le blindate posizionate in ambienti esterni, la tenuta termica, acustica e di ariaacqua-vento. Investiamo molto per produrre un prodotto eccellente sotto il profilo tecnico. Lo dimostra anche il recente ampliamento dello stabilimento produttivo di Gruaro, Venezia, con reparti altamente automatizzati e un’organizzazione di spazi – esattamente 9 mila metri quadri – atta a produrre porte con metodo industriale, ma con concezione e minuzia artigianale. L’aspetto delle prestazioni tecniche non è però l’unico a dover essere considerato per garantire un prodotto apprezzato dal cliente finale quanto da architetti e progettisti. Il design della porta così come le alternative di materiali, colori e finiture rendono una porta blindata, un complemento d’arredo in linea con lo stile della casa e con il gusto del cliente. Le nostre linee giocano con centinaia di possibilità tra laccati, laccati a poro aperto, essenze legno, rovere spazzolato, gres, vetro, acciaio, cemento, mosaici, smalti, tanto per citarne alcuni. Oggi la capacità di interpretare i gusti degli interlocutori è fondamentale. Nel segmento alto di gamma non ci si può più fermare alle finiture standard, per quanto la porta sia sicura… Noi questo lo crediamo fermamente, al punto di avere addirittura aggiornato il nostro payoff, che ora è “architetture d’ingressi”. La ricerca, l’innovazione, ci caratterizza da sempre. Da sempre, infatti, cerchiamo di anticipare le tendenze con prodotti e finiture non presenti sul mercato. Siamo quelli che tanti anni fa hanno inventato la blindata a bilico verticale Synua rivestita di doghe orizzontali, dunque concepita con un’ottica di “orizzontalità” in tempi in cui la porta era vista unicamente “in verticale”. Siamo quelli che per primi hanno applicato alle porte il gres, il vetro, i mosaici, il cemento. Aggiorniamo costantemente le nostre linee riconsiderando ogni minimo dettaglio, per accertarci che ciò che proponiamo sia realmente al passo in termini di tecnologia e design. Non ultimo, cerchiamo di essere parte integrante del territorio che ci ospita, la meravigliosa Venezia. Usiamo materiali del nostro territorio, personale locale, fornitori prevalentemente della zona. Cerchiamo di portare valore aggiunto in tutti gli step della catena produttiva, dall’ideazione alla realizzazione fino alla distribuzione. Ci piace pensare di costruire cose “buone”, eticamente corrette, oltre che belle e sicure. 2. Per quanto il momento in Italia non sia dei più felici, ritengo che l’essere apprezzato in Patria sia una fonte di soddisfazione oltre che una conferma di qualità. Il mercato Italia è esigente, attento a stili e materiali. Essere stati coinvolti in progetti importati, come ad esempio il complesso
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oikos.it
commerciale-residenziale di Porta Garibaldi a Milano o quello della piazza centrale di Zagabria con la parte residenziale curata dall’Architetto Boris Podrecca, ha portato grande visibilità e la possibilità di affermare con forza anche all’estero di essere leader nel segmento dell’alto di gamma con un prodotto al 100% made in Italy, in Italia. Quale strategia dunque? Una strategia che ci vede concentrati nel prodotto, un prodotto esteticamente bello, tecnicamente elevato e soggetto a continue evoluzioni migliorative. Una strategia che, attraverso il prodotto e le sue caratteristiche tecnico-estetiche, ci permette di interagire in modo costruttivo con migliaia di architetti e progettisti italiani ed esteri che ci coinvolgono in cantieri importanti, ovunque, affiancando il nostro brand a grandi firme dell’architettura contemporanea. La strategia è lavorare bene, per gli architetti e con gli architetti, per un target di clientela per forza di cose medio alta, esigente, competente e spesso pure originale. Siamo presenti con agenti diretti in tutta Europa, Nord America, Emirati Arabi, Russia, Cina. Ci siamo, cerchiamo di esserci, sempre di più e sempre garantendo i nostri standard. 3. Decisamente si. Oggi più di sempre la porta è legata all’ambiente in cui si colloca, è un tutt’uno con esso, deve dialogare con l’arredo, con la cucina, il soggiorno. Come qualsiasi altro oggetto d’arredo, dunque, è legata a mode, stili, tendenze. La porta è viva e mutevole, come la percezione di chi la guarda.
1. Quali ritiene siano oggi i tratti salienti di una porta d’ingresso in termini di sicurezza e quali altre caratteristiche si ritengono imprescindibili per un produttore?
2. In un mercato così difficile come quello attuale, quali obiettivi e strategie si pone un produttore per far conoscere il suo prodotto/marchio aziendale? Verso quali target e in quale mercato di riferimento?
3. Le sembianze attuali del prodotto sono condizionate, anche in questo comparto con vocazione tradizionalmente più ‘funzionale’, dal linguaggio del design? E in quale misura?
RUBNER PORTE 1. Il mix vincente per una porta di ingresso è dato dall’ecocompatibilità, unita all’innovazione: l’impiego di materiali naturali, come il legno, materia prima d’eccellenza per la realizzazione di tutti i nostri modelli, e il design ‘su misura’, in base alle richieste individuali di ogni cliente, sono elementi imprescindibili in questo settore. Nel nostro caso, il design ‘su misura’ è garantito da una lavorazione artigianale ad alto tasso di innovazione, che risponde alla nostra filosofia aziendale secondo cui le esigenze particolari necessitano di soluzioni specifiche. Sotto il profilo della sicurezza, un altro elemento di primaria importanza è il riconoscimento della qualità certificata da enti riconosciuti a livello internazionale. Con le classi di resistenza WK2 e WK3, le Rubner Porte garantiscono la stessa sicurezza di una porta blindata in metallo. Inoltre, la garanzia delle caratteristiche particolari delle porte Rubner, quali tutela antincendio, insonorizzazione, protezione dai tentativi di intrusione ecc. è stata comprovata e testata da istituti di certificazione indipendenti. 2. Con 150 collaboratori e quattro stabilimenti di produzione, Rubner Porte Spa, Azienda del Gruppo Rubner, si è guadagnata la reputazione di specialista nella produzione di pregiati portoncini e porte in legno su misura. Una reputazione conquista nel corso di 40 anni grazie all’offerta di prodotti unici e altamente funzionali, porte sia per interni sia per esterni, in un mercato molto selettivo che richiede costantemente il miglioramento di standard qualitativi anche sotto il profilo dell’efficienza energetica. E questo ci indica che stiamo seguendo la strada giusta. Con un ampio ventaglio di referenze di prima qualità abbiamo conquistato, con grande soddisfazione, sia clienti privati sia architetti e progettisti, tutti accomunati dalla propensione all’acquisto di prodotti unici e di altissi-
rubner.com
ma qualità. Continueremo pertanto a consolidare il dialogo sia con il consumatore finale sia con il professionista, senza preclusioni per quanto riguarda i mercati di riferimento. Per esempio, abbiamo anche fornito porte Rubner a clienti in Giappone, Cina e Russia. Continueremo inoltre a offrire una gamma completa di servizi di consulenza specializzata dedicata agli architetti per supportarli già nella fase di pianificazione, nell’appalto e nella creazione di offerte. 3. Ritengo di sì. Materiali, colori, forme e finiture delle porte in legno Rubner vengono abbinati in base alle esigenze individuali della clientela ma anche alle ultime tendenze sul fronte del design, per un risultato di grande fascino e uno stile molto personalizzato. Ma indipendentemente dagli ultimi trend del momento, Rubner Porte è in grado di tradurre in realtà i desideri e le esigenze di ogni cliente scegliendo tra un’ampia gamma di materiali, forme, colori combinabili su richiesta. Il nostro motto è: ‘Voi la pensate, noi la realizziamo’. Da una sensibile combinazione tra lavoro manuale, tecnica e natura, è nata un’ampia gamma di porte in legno per esterni e interni, porte classiche, porte a tutto vetro, porte scorrevoli, porte in legno massiccio ecc. La specificità che caratterizza ogni singola porta Rubner conferma l’elevato valore che l’influsso artigianale conferisce al prodotto finale. Tra le nostre linee di maggior successo, emerge Protecta® Design: una collezione particolarmente resistente agli agenti climatici che non necessita di cure particolari all’esterno, non rinuncia ai pregi del legno all’interno e all’elevata connotazione di design.
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ALIAS: OLTRE LA PORTA Wing di Alias, è la prima linea di porte blindate raso muro, studiata dall’architetto per l’architetto, una novità assoluta nel campo delle porte blindate. Nata nel 2008 dall’architetto Ivo Pellegri, suo progettista e designer, Wing è la
risposta per chi vuole proteggere la propria abitazione senza rinunciare a design ed eleganza, una porta che diventi parte integrante dell’arredo, donando personalità e raffinatezza all’ambiente in cui si trova. Disponibile in varie finiture ed essenze, Wing non è solo porta blindata ma con Wing Store, Wing Ali e Wing Boiserie la porta acquisisce identità differenti secondo le proprie esigenze e i propri gusti. Con Wing Store e Wing Ali la casa si arricchisce di nicchie, totalmente a
scomparsa, che hanno la funzione di contenere/nascondere interruttori, centraline, impianti fino ad arrivare ad essere dei veri e propri vani porta oggetti profondi da 10 cm a 60; mentre con Wing Boiserie, la porta diventa protagonista della parete su cui si trova creando una soluzione d’arredo elegante, moderna e contemporanea per donare alla propria abitazione un forte segnale di identità. Wing è completamente complanare alla parete interna, di facilissima installazione, grazie a un controtelaio appositamente studiato per questa soluzione, ma oltre ad essere un elemento che arricchisce di stile e design la casa, ha in sé tutte le caratteristiche della miglior porta blindata d’ingresso, le cui prestazioni sono certificate presso i più importanti Istituti autorizzati in Europa.
Identikit Wing:
Sicurezza in Classe 3 secondo la norma Uni Env 1627-30 Isolamento Termico 1,4 W/m2k secondo la norma Uni Eni Iso 10077-2 Abbattimento Acustico 34 dB secondo la norma Uni Eni Iso 140-3- Iso 717-1, è possibile, a richiesta, ottenere valori acustici pari a 40-42 dB. Wing di Ivo Pellegri per aliasblindate.com
BAUXT: INTELLIGENZA INVISIBILE
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La blindata si stacca dalla parete e diventa un volume tridimensionale: Plank nasce dall’interpretazione pura del designer, Giuseppe Bavuso, e dal cuore della tecnologia Bauxt per garantire tutte le migliori caratteristiche della sicurezza. Con Plank la blindata si arricchisce di nuove funzioni e diventa prodotto “intelligente” che interagisce con l’utente. Sul lato esterno l’imbotte può essere personalizzato con un rivestimento in profili di alluminio, che dotato di un perimetro luminoso a LED, illumina e incornicia l’ingresso della casa. Il sistema può essere attivato manualmente oppure può essere dotato di un sensore di prossimità. Stessa comodità di utilizzo anche per la maniglia che può essere dotata di sensore permettendo all’approssimarsi della mano, di attivare la fonte luminosa LED e di facilitare così l’apertura della porta. Dal punto di vista tecnico, il progetto ha imposto la riprogettazione dell’anima in acciaio della blindata che viene però carenata da profili in alluminio che ne
mascherano tutti gli elementi tecnici di assemblaggio: sulla blindata, per la prima volta, non è visibile neanche una vite”, persino quando l’anta è aperta. Non solo la struttura e l’anta, ma tutto ciò che è visibile di Plank è un pezzo unico di design: dalla maniglia interna a quella esterna, dallo scrocco fino all’esclusivo sistema delle cerniere munite di tutte le regolazioni. Tutto è stato appositamente progettato. “Pulizia e rigore delle linee ne sono il fondamento e la forza comunicativa: la porta è pulita, è pura forma e, per la prima volta, non è visibile nessun elemento tecnico o vite persino quando l’anta è aperta.” Nell’immagine Plank: il pannello esterno ha finitura in frassino olivato fugato con venatura orizzontale e l’imbotte rivestito in alluminio con perimetro luminoso a led, abbinata al particolare della cerniera. Plank di Giuseppe Bavuso per baux.com
DIERRE: ANIMA IN PVC
Creata per essere collocata a contatto diretto con l’ambiente esterno, Synergy-Out ha un valore di trasmittanza termica che può arrivare fino a 0,6 W/m2K e, grazie alla speciale struttura con telaio in PVC (con anima in acciaio), sopporta tutti gli effetti derivanti dalla costante esposizione agli agenti atmosferici più estremi, mantenendo inalterati nel tempo aspetto e funzionalità. La novità assoluta di questo prodotto firmato Dierre, è racchiusa proprio nella sostituzione del classico telaio in acciaio delle porte blindate con questo nuovo concetto di telaio in PVC.
La forza di questo prodotto è rappresentata dall’eliminazione della possibilità di formazione di condensa sul telaio, problema ben noto agli addetti del settore, senza però rinunciare alla sicurezza data dal rinforzo interno in acciaio.
DOSSIER porte d’ingresso
Identikit Synergy-Out:
Abbattimento acustico 46 dB Permeabilità all’aria classe 4 Tenuta all’acqua classe 8A Resistenza al vento C5 Resistenza effrazione classe 3 Resistenza alla corrosione classe 4 Trasmittanza termica telaio (Uf) 1,1 W/m2K Trasmittanza termica porta (Ud) 1,3 W /m2K (valore globale dell’insieme anta e telaio) Synergy-Out di dierre.com
METALSUD LO GATTO: LA FORZA DELL'OMEGA
La impenetrabilità e la robustezza del modello Pocker di Metalsud Lo Gatto, sono garantite dai 14 punti di chiusura mobili, dai 6 rostri che si vanno a incastrare nel telaio, dalle 3 cerniere ad altissima resistenza, registrabili nelle due direzioni, e dalla doppia serratura a cilindro europeo che aumenta la sicurezza delle già elevate caratteristiche di questo tipo di chiusura. La struttura della porta blindata è realizzata in doppia lamiera, rinforzata all’interno dalla presenza di strutture verticali e orizzontali a forma di “Omega”. Oltre alla elevata resistenza, questo modello si pregia di essere completamente coibentato con particolari materiali che le conferiscono elevate doti di isolamento sia acustico che termico. È adatta per essere utilizzata negli uffici di banche, orologerie, ospedali, impianti e laboratori industriali, villette signorili. Pocker di metal-sud.com
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OIKOS VENEZIA: FRAMMENTI D'ARTE
La finitura-novità di Oikos per la porta blindata a bilico verticale Synua è il rivestimento Venezia Materia. Realizzata con cemento liscio e mosaici dorati del partner Trend, la blindata della foto è un esempio applicativo della linea Frammenti. Presenta fiancoluce blindato. Venezia Materia è una finitura di prestigio ispirata a Venezia, alla sua cultura e alla sua arte. Fa uso di materiali evocativi come il vetro, il cemento, il mosaico, l’ottone. La porta Synua nella foto è in cemento tavolato, Collezione Venezia Materia, Linea Armatura, Modello Poliedro. Nell’immagine di dettaglio un altro esempio applicativo della finitura Venezia Materia sulla porta blindata di grandi dimensioni a bilico verticale Synua di Oikos. Synua di oikos.it
OKEY: VOCAZIONE OUTDOOR Le porte esposte agli agenti atmosferici (l’ingresso di un edificio sulla strada, di una villa, di una casa di ringhiera, ecc.) devono rispondere a prestazioni differenti da una porta installata all’interno di un condominio (tra le altre la conformità alla marcatura CE diventata legge dal febbraio 2010 per tutte le porte pedonali esterne). Devono essere coibentate in modo efficace, devono proteggere dai rumori esterni, dagli spifferi e dall’acqua e limitare la formazione di condensa. Per rispondere a queste esigenze particolari Okey s.r.l. ha realizzato speciali versioni a elevate prestazioni termo-acustiche, isolandone sia l’anta che il telaio: la serie “K” a cui appartiene la porta nell’immagine. Si tratta del modello Kapri K 200, bilamiera con serratura a cilindro, soglia a taglio termico, isolamento di anta e telaio, cerniere a scomparsa, pannello Moa della serie Moma con speciale laccatura per esterni e inserti lucidi. Valore di trasmittanza termica: 0,9 W/mK e isolamento acustico: 44 dB. Una combinazione perfetta tra prestazioni e design!
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“K” di okeyporte.it
RUBNER PORTE: LEGNO PROTAGONISTA
DOSSIER porte d’ingresso
Le porte in legno di Rubner si contraddistinguono per il perfetto connubio tra tradizione artigiana e tecnologia all’avanguardia dando vita a un’ampia gamma di modelli unici e personalizzati. Tra le nuove proposte, la linea di portoncini in legno ‘vecchio’ che coniuga alla perfezione prestazioni tecniche di alto livello con estetica e sicurezza. Da oltre 40 anni l’attività di Rubner Porte è un brillante esempio dell’eccellente tradizione artigiana delle Alpi. Specie legnose selezionate vengono sapientemente trasformate per creare pezzi unici, contraddistinti da una grande cura per i dettagli. Gli elevati standard qualitativi e la lunga esperienza rendono ogni porta unica e inimitabile. È proprio da questa armonica interazione che nascono i nuovissimi modelli di portoncini Rubner Legno vecchio, due rappresentati nelle foto, con specchiature in vetro e moderni telai in acciaio. Dall’incontro tra l’Azienda altoatesina e la ditta svizzera Glutz per la prima volta viene inoltre installato un nuovo prodotto di ultima generazione che si integra nel portoncino di sicurezza Rubner in vero legno, senza essere visibile quando la porta è chiusa. Contrariamente agli incontri ad angolo solitamente utilizzati, questa nuova soluzione è completamente coperta dalla battuta della porta. Le viti a scomparsa inserite diagonalmente assicurano anche una maggiore protezione antieffrazione tanto che questi portoncini possono essere classificati nella classe di resistenza 3, paragonabile a quella dei portoncini blindati. Legno vecchio di porte.rubner.com
TORTEROLO & RE: FUNZIONALITÀ FLUIDA La porta blindata E-glide è un brevetto originale Torterolo & RE che risponde alle richieste dell’architettura contemporanea non solo sotto il punto di vista della funzionalità, ma anche del feeling estetico. E-glide cattura l’attenzione per il suo design moderno, dalle proporzioni equilibrate anche nelle massime dimensioni. Questa porta blindata a rotazione verticale, infatti, può essere realizzata su misura fino a 2800 mm di altezza e 1400 mm di larghezza. Fluida nel movimento ed emozionante alla vista e al tatto grazie a una collezione di pannelli molto varia di materiali innovativi e di tendenza, offre eccellenti prestazioni di sicurezza e risparmio energetico. Il sistema di chiusura ha serratura di sicurezza per cilindro a pro-
filo europeo e i rivestimenti possono essere scelti, in funzione della misura dell’anta, tra l’ampia gamma disponibile, che comprende pannelli lisci in legno massiccio, in materiali compositi, ecc.
Identikit E-glide:
Antieffrazione Classe 4 secondo la norma ENV 1627 Trasmittanza Termica U = da 1,2 a 1,4 W/m2K Permeabilità all’aria Classe 1 E-glide di torteroloere.it
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UN MONDO DI INNOVAZIONE BInside diventa il punto di riferimento tecnologico del settore in Italia.
Il tema dell'innovazione come dimensione applicativa di un’invenzione è stata più che mai tangibile agli occhi dei visitatori che hanno preso parte numerosi all’edizione 2014 del bInside realizzato presso gli Headquarters di Pesaro dal 9 all’ 11 ottobre 2014. Questa manifestazione di svolge in un anno di risultati positivi per Biesse Group che ha visto l'interruzione dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali e il ritorno all'utile. Pur mantenendo un atteggiamento prudente, Biesse Group continua a investire sulla qualità e sulla forza vendita con l'assunzione di 65 commerciali nei sei mesi precedenti il BInside. Fra le oltre 30 soluzioni tecnologiche in dimostrazione spiccavano le linee e i sistemi di automazione per la movimentazione dei pannelli che integrano e ottimizzano perfettamente i cicli produttivi di sezionatura, bordatura e lavorazione a controllo numerico, siano essi di una piccola impresa familiare o quelli di un grande gruppo. Grande risalto anche alle soluzioni di levigatura e alle nuove soluzioni Biesse per il nesting, a cui è stato dedicato anche un seminario che ne evidenziava i vantaggi competitivi. Innovazione da toccare con mano anche nel campo del software, fiore all’occhiello della ricerca e sviluppo Made In Biesse. L’ampliamento della gamma bSuite con il lancio dei moduli bCabinet, bProcess e bNest, dimostra ancora una volta
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quanto i software Biesse Group siano capaci di sostenere, facilitare e migliorare il lavoro quotidiano di mobilieri e serramentisti. E proprio ai serramentisti è stata dedicata un’area espositiva speciale in cui è stato possibile scoprire le soluzioni più avanzate e intelligenti per la produzione di finestre. I visitatori hanno potuto confrontarsi con esperti del settore e conoscere da vicino l’azienda Sciuker. Una realtà italiana in grande espansione che ha tenuto un seminario per presentare i vantaggi delle soluzione Biesse per le finestre e il suo modello di business alla base del suo successo. L’innovazione del Made In Biesse affianca quella rappresentata dal Made With Biesse attraverso opere e manufatti di marchi leader nel mondo come Fiam, di cui è stato possibile apprezzare una piccola collezione di icone del design contemporaneo in vetro creati da Cini Boeri, Massimiliano Fuksas e Daniel Libeskind. Lago, un'altra storia eccellente di innovazione a 360°, è stata protagonista al bInside. Innovativo brand del design italiano, LAGO ha una visione estesa del design: una disciplina che produca senso e non solo prodotti, capace di innovare l’intera filiera produttiva e di proporre nuove visioni e nuovi modelli del vivere. Più che prodotti, Lago disegna alfabeti e invita il consumatore a usarli, dando vita a un design condiviso che si arricchisce delle energie del fruitore. L’azienda, che da anni
di Pietro Ferrari
OPEN HOUSE BIESSE
www.biesse.com
Momenti della conferenza stampa e della manifestazione BInside nel mese di ottobre.
ha in comune con Biesse Group un percorso di crescita continua, ha tenuto un seminario per illustrare come il concetto di innovazione sia strettamente legato al benessere nel quotidiano. I visitatori in provenienza dai cinque continenti hanno potuto apprezzare e scoprire tutto questo in un nuovissimo “concept space”, 5000 metri quadrati interamente dedicati ai clienti. Uno spazio concepito per racchiudere in sé l’essenza dell’innovazione Biesse Group e la sua identità, grazie all’uso di materiali come il legno e il vetro che rappresentano i principali settori di applicazione delle soluzioni del Gruppo. Si legge su Wikipedia “che il motore dell'innovazione è l'Etica, cioè il desiderio sincero e forte di servire l'uomo (produrre qualcosa di buono e di bello); quando questo sentimento è limitato a se stessi, la capacità innovativa risulta minore. Innovatore è colui infatti che riesce a sognare qualcosa di diverso, di migliore per tutti, portandosi oltre quanto compreso finora.” Ecco proprio lo spirito di questo spazio, che è molto più di una showroom. È un ambiente che offre a chi lo vive, siano essi clienti, dipendenti, rete commerciale, aziende partner o istituzioni, la possibilità di toccare con mano tecnologie, prodotti, processi attraverso esperienze trasversali. Esperienze che dimostrano ancora una volta il valore dell’innovazione Biesse Group, capace di migliorare e sostenere i processi produttivi, facilitare il lavoro quotidiano e fornire uno strumento imprescindibile al servizio delle creatività. Uno spirito di proposta rafforzato anche da uno sforzo impressionante per portare il servizio a seguire con successo e presenza l'innovazione e l'espansione sui mercati mondiali che il gruppo di Pesaro persegue oggi.
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CRESCERE CON IL GRUPPO HOMAG
Modularità, tecnologia avanzata e software tra i temi dell'Homag Treff di settembre.
Oggi, partendo da una sola macchina entry-level si può sviluppare un sistema di produzione compatto e in rete: i visitatori dell'ultimo Homag Treff, ideale punto di incontro per carpentieri, responsabili di produzione e partner commerciali di aziende di lavorazione del legno in tutto il mondo hanno avuto l'opportunità di toccare con mano tecnologia, software e servizi, attraverso uno spazio espositivo che copriva oltre 10mila metri quadrati sotto il motto "l'innovazione incontra il fascino" alla HomagHolzbearbeitungssysteme GmbH a Schopfloch, con una serie di concetti innovativi per macchine, impianti e servizi in mostra. Un'opportuna varietà di temi Numerosi sono stati i focus dell'evento: la nuova serie Ambition con la nuova unità tecnica, finiture di superficie Premium (levigatura, nobilitazione e rivestimento dei profili), tecnologia Homag CNC con Windows per mobili, porte e altro, woodWOP 7 con il 3D, già in uso su metà di tutte le macchine a cinque assi, scansione 3D con rilevamento tridimensionale di pezzi e presentazioni degli esperti. Nella nuova unità tecnologica, dopo un lungo processo di
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sviluppo, Homag ha presentato la nuova serie Ambition: nuove unità e combinazioni di apparecchiature basate su un sistema modulare intelligente permettono alle bordatrici di essere personalizzate in base alle esigenze del cliente. Solo una delle molte opzioni: per tutti i modelli Ambition Homag è possibile una combinazione libera di diversi sistemi di incollaggio, due dei seguenti pacchetti possono essere combinati: pacchetto PU con alternanza di bordatura con PU e colla a caldo e unità con serbatoio granulato di fusione per due colori. Per la fusione opzionale di due granulati diversi si parte da due serbatoi separati e si utilizza una tecnologia congiunta con sistema airtec. Questo garantisce che tutti i bordi disponibili possano sempre essere trattati, oltre ad altri vantaggi. Nessuna post-elaborazione necessaria, è garantita ergonomia e grande flessibilità durante la lavorazione di materiali di tutti i tipi. Le macchine della serie Ambition sono disponibili in una gamma di classi di prestazioni con velocità di avanzamento di 16-20 metri al minuto, 16-25 metri al minuto e 16-30 metri al minuto.
Ci sono quattordici modelli della serie, tra cui la Ambition 2482 il modello clou della famiglia Ambition, presentati nella Homag TecBox. Le loro caratteristiche includono una speciale unità di prefusione per la fusione di due colori diversi di adesivo. Questo può essere fatto utilizzando un processo semplice che non richiede lo svuotamento del contenitore di alimentazione. La nuova, robusta unità offre una migliore disposizione delle sezioni in conformità con gli standard di settore. Homag ha presentato il modello Ambition 2284 al contemporaneo HolzmaTreff. Il gruppo incollatore 60 QA compatto riduce il tempo di riscaldamento della colla a caldo per cinque minuti. Se la procedura Airtec è usata, gli utenti possono iniziare a utilizzare aria calda per fondere lo strato funzionale sulle liste di finitura dopo un tempo di riscaldamento, un'unità di attivazione di soli tre minuti. Un altro vantaggio dell'Ambition 2284 è il fatto che il nuovo raschietto colla è utilizzato per la lavorazione di parti lucide. Questo raschietto ha una micro-regolazione di +/- 0,01 millimetri e si adatta automaticamente quando si passa da pezzi con o senza pellicola. Tecnologia Homag CNC: Automation è meglio Homag ha messo in mostra l'intero spettro di ciò che la tecnologia CNC può raggiungere, con piccoli e grandi centri di lavorazione CNC che producono da mobili fino a elementi di porte e finestre. Se si vuole aumentare la produttività e i tempi di funzionamento, riducendo il carico di lavoro dell'operatore, sono necessarie soluzioni su misura: da alimentatori per entry-level a operatività miste fino a celle di produzione completamente automatizzate, Homag ha mostrato agli utenti come ottenere il massimo da ogni macchina CNC oggi disponibile. Nela tecnologia High-tech per la bordatura, con le loro nuove funzioni, i centri di lavorazione portale ad alte prestazioni sono utilizzati per la produzione in serie industriale e per l'applicazione di bordo laserTec con zero fuga, proprio come la soluzione entry-level Venture 320: la macchina dispone ora di una doppia stazione in un design compatto, in cui i due bordi fino a 65 millimetri possono essere sostituiti rapidamente e
facilmente. Il risultato è una rapida commutazione tra i diversi spessori dei bordi e colori, nonché una navetta sempre piena per la massima flessibilità nella fabbricazione della dimensione del lotto 1. Quando meno è di più: la nuova generazione di cappe di aspirazione polveri per macchine CNC ottimizza la raccolta e la rimozione di chip per i migliori risultati di aspirazione, ma richiede meno aria. Questa soluzione ha ridotto l'energia necessaria nel trattamento del campione fino al 30 per cento migliorando nel contempo il grado di aspirazione del 25 per cento. Il software woodWOP 7 con il 3D è già in uso su metà di tutte le macchine a cinque assi. Nel settore software specifico di macchina, Homag presenta woodWOP 7, il risultato di molti anni di sviluppo strategico del prodotto. Questo software aggiornato è ora in uso su metà di tutte le macchine a cinque assi: oltre cento specialisti di software di tutto il mondo hanno già ricevuto la formazione adeguata. Oltre a una serie di nuove funzioni, c'è il plugin CAM opzionale, in particolare, che facilita un approccio completamente nuovo per percorsi di fresatura: mentre in precedenza il trimmer è stato programmato con linee di contorno, oggi una superficie può essere selezionata tramite il plugin CAM e il software calcola automaticamente i percorsi. Questa funzione può essere messa in azione dalla lavorazione a tre assi fino all'interpolazione e lavorazione a cinque assi. C'è stato grande interesse per il nuovo software, come dimostrano i numeri che si sono registrati per i giorni del software Homag Treff il 25 e il 26 settembre.
di Pietro Ferrari
OPEN HOUSE HOMAG GROUP
www.homag-italia.it
IL SERRAMENTO AL CENTRO DELLA SCENA
Affluenza record per Weinig InTech 2014 con un forte accento sulle tecnologie per porte e finestre. La fiera aziendale internazionale di quest’anno del gruppo Weinig è stata una carrellata di eventi straordinari. Con 1550 visitatori del settore da 34 paesi questa edizione ha superato chiaramente i risultati dell’anno precedente. Gli ospiti provenienti da tutta Europa hanno potuto ammirare circa 50 esposizioni distribuite su un’area espositiva di oltre 4000 metri quadrati: il numero più alto di macchinari e impianti finora mai esposti a Tauberbischofsheim in questa occasione. Il gruppo Weinig ha infatti deciso di prepararsi a LIGNA 2015 secondo il motto “Offensiva tecnica Weinig 2014” presentando innovazioni da tutte le aree prodotto, dal legno massello alle soluzioni di sistema, passando per i materiali in legno. I visitatori hanno inoltre approfittato della possibilità di conoscere da vicino l’ampio portafoglio di servizi Weinig, che comprende finanziamenti, manutenzione, ricambi, fino ad arrivare ai corsi di formazione e alle realizzazioni su misura per i clienti con il massimo valore aggiunto. La principale attrazione della InTech è stata rappresentata dall’area della produzione degli Infissi. Il programma ha attirato l’attenzione dei visitatori del settore grazie alla complessa tecnologia degli impianti in rete di alta gamma e ha dimostrato la posizione leader di Weinig in questo settore. Il tema del collegamento in rete è stato il fil rouge di InTech. Weinig offre infatti una serie di soluzioni applicative per questo moderissimo tema che vanno dalla preparazione del lavoro con Moulder Master e con il software di produzione Millvision fino alla costruzione con FenCon e con il concept di controllo modulare per la produzione di infissi. Per quanto riguarda la sua competenza chiave nella piallatura e profilatura Weinig ha aperto la strada a una nuova
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di Pietro Ferrari
OPEN HOUSE weinig group
generazione di scorniciatrici con la Powermat 700, caratterizzata in particolare dallo straordinario sistema di utilizzo. Utilizzando come esempio due imponenti impianti realizzati per i clienti e già presenti in stabilimento, Weinig ha dimostrato la propria competenza presentando l’azienda di engineering Concept come partner per la realizzazione di soluzioni complete e di tutti i progetti che riguardano l’ottimizzazione del legno. Oltre a una soluzione innovativa per la riduzione dei costi di nobilitazione del parquet in legno massello, notevole interesse ha riscosso anche la nuova procedura brevettata di incollaggio a blocchi con giunti di testa che consente di ridurre il consumo di materia prima. Alla fine di un'intensa InTech 2014, caratterizzata dal grandissimo interesse dei clienti, il gruppo Weinig non può che tirare un bilancio positivo. Molti ottimi contratti e il con-
senso diffuso hanno reso questa ventunesima edizione della fiera aziendale un vero successo e hanno ancora una volta confermato lo slogan “Weinig offre di più”.
www.weinig.com
Le fotografie illustrano alcuni momenti del Weinig InTech 2014, presso la sede di Weinig a Tauberbischofsheim in Germania.
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LA SINTESI DEL DESIGN
AGB annuncia con orgoglio che Imago è il primo Alzante Scorrevole selezionato dall’ADI Design Index, il riconoscimento più ambito a livello internazionale. Con Imago, sintesi del design, viene così premiato per la prima volta un serramento in legno, una “medaglia” di cui può andar fiera tutta la filiera del legno.
AGB realizza con Imago il primo Alzante Scorrevole selezionato dall’ADI Design Index per concorrere al Compasso d’Oro. La pubblicazione annuale di ADI Associazione per il Disegno Industriale raccoglie il miglior design italiano, scelto dall’Osservatorio permanente del Design ADI. Si tratta del riconoscimento più ambito a livello internazionale. Il concorso, nato nel 1956, è storicamente il primo a livello internazionale a premiare il design industriale. È diventato quindi il più prestigioso riconoscimento della qualità produttiva e progettuale del design italiano. ADI Design Index seleziona e pubblica ogni anno i prodotti che si distinguono per originalità e innovazione funzionale e tipologica, per i processi di produzione adottati, per i materiali impiegati, per la sintesi formale raggiunta. Imago è una sintesi del design, la cui immagine rimanda a una linea essenziale, leggera e di impronta davvero contemporanea, dove acquisite le prestazioni è possibile concentrarsi solo sull’estetica. Imago è nato infatti dal know-how AGB per rispondere ai desideri del progettista che richiede un prodotto in legno sempre più minimale e quasi invisibile, un sistema innovativo di chiusura che permette la realizzazione di Alzanti Scorrevoli in legno con telaio visibile inferiore a 2 cm. Le grandi superfici vetrate sono capaci di fondere l’interno con l’esterno, garantendo un grande ingresso di luce e un miglior comfort abitativo.
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Imago rende il panorama protagonista dell’ambiente domestico e amplia le soluzioni di arredo. Un serramento 100% made in Italy che affianca all’innovazione di design, la garanzia di eccellenti performance termiche e resistenza agli agenti atmosferici certificate.
TECNOLOGIA “IN POSA” AGB pensa a porte d’ingresso leggere, funzionali e facilmente installabili. L’azienda amplia, infatti, la sua gamma di cerniere con R4, la nuova cerniera per portoncini in legno applicabile a porte fino a 160 kg di peso, frutto della fusione dei valori dell’azienda. I valori di AGB si trovano nella nuova cerniera R4, dove innovazione e tecnologia hanno permesso di ottenere le caratteristiche principali della cerniera. R4 risponde, infatti, alle esigenze e ai trend di mercato ed è applicabile a porte fino a 160 kg di peso. Le ampie regolazioni nelle tre dimensioni sono ormai un “must” per le cerniere di questa categoria, ma R4 ha una marcia in più. La nuova cerniera per portoncini offre la possibilità di regolare la frizione. Il serramento potrà essere controllato con la massima sicurezza e la frizione impedisce alle porte posate non perfettamente in verticale di chiudersi da sole. L’esperienza di AGB ha permesso di controllare tutti gli aspetti di R4. Nel progettare la nuova cerniera, l’azienda si è data l’obiettivo di renderla facile, intuitiva e veloce da installare: dalla semplicità delle lavorazioni e di montaggio a incasso, alla comoda installazione con due perni, fino alla praticità dei grani frontali che consentono di regolare la cerniera anche a porta chiusa. R4 è una gamma in espansione: con due modelli, la cerniera copre già la gran parte dei profili oggi presenti sul mercato. È compatibile, infatti, con portoncini a battente di diverse sezioni, con più tipi di guarnizione in battuta oppure senza guarnizione.
Non solo, altre sezioni sono in fase di studio e progettazione per soddisfare qualsiasi richiesta di mercato. La cerniera ha diametro da 20 mm che esalta il senso di robustezza del portoncino in legno. Il corpo cerniera incassato nell’anta e nel telaio garantisce la stabilità di porte anche pesanti fino a 160 kg! AGB è ormai sinonimo di design: la cura dei particolari è uno dei punti di forza della cerniera. Le coperture garantiscono che nessuna vite sia in vista e nascondono i piccoli errori nelle lavorazioni: anche il designer più esigente sarà soddisfatto. Innovazione tecnologica e creatività nella progettazione poi, con AGB sono garanzia di made in Italy al 100%.
di Marco Basileo
IDENTIKIT agb alban giacomo www.imago.agb.it www.adi-design.org
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LA NUOVA SFIDA DELLA FINESTRA IN ACCOYA
Il viaggio “nell’Accoya®” inizia proprio da un tour organizzato da Accsys Technologies, il 14 ottobre ad Amsterdam, per la stampa europea: una tecnologia di trattamento del legno che sta diffondendosi sempre più in tutto il mondo, con esiti particolarmente interessanti per le applicazioni esterne.
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di Sonia Maritan
STAGING ACCOYA
www.accsysplc.com www.accoya.com www.tricoya.com
Il progetto del complesso dello FagelCats di Liesbeth Janson dello Studio Huijgens ad Amsterdam.
La scoperta del mondo Accoya fra Amsterdam e dintorni ha svelato un nuovo modo di fare architettura e di costruire finestre in legno. L’intenso tour organizzato da Accsys Technologies inizia dalla capitale dei Paesi Bassi per la prima visita a una nuova struttura per anziani interamente in Accoya®, realizzata fra il 2013 e il 2014. Inserito nel tessuto urbano della città, il sito comprende 4 case per la comunità annesse alla struttura e 22 appartamenti. Il progetto realizzato dall’architetto Liesbeth Janson, dello studio Huijgens, che ci ha illustrato il complesso ha un respiro poetico, il legno al naturale infatti si inserisce perfettamente fra i condomini esistenti e lo fa con garbo e armonia. Il pomeriggio della prima giornata poi è stato dedicato interamente alla visita in azienda. Alla presentazione di Bryan Crennel, in rappresentanza di Accsys Technologies, ha fatto seguito il tour della parte produttiva, del laboratorio prove e di un’ampia zona test all’aperto, che consente di mettere costantemente alla prova questo legno che sembra davvero resistere a tutto.
L’approfondimento dell’Accoya® attraverso la voce di Bryan Crennel ne ha svelato le sue impressionanti qualità, quelle di un legno proveniente da foreste a gestione sostenibile che è stato modificato da un processo denominato acetilazione (inserimento di anidride acetica), che accresce il numero di molecole e riduce la rilevanza di idrossili, in questo modo si migliora la durabilità, la stabilità e la vita operativa del legno, rendendolo ideale per applicazioni esterne come finestre, porte, rivestimenti, pavimentazioni e mobili per esterni. L’acetilazione provoca nel legno una variazione chimico-fisica a livello molecolare irreversibile che riguarda tutta la massa del legno e non solo lo strato superficiale e non comporta l'aggiunta di nessuna sostanza che non sia già presente nel legno, che creano come risultato un prodotto non tossico e totalmente riciclabile. Il processo porta a miglioramenti prestazionali che sono permanenti e la cui durabilità è ottenuta con la soppressione dei funghi responsabili del deterioramento del legno senza la necessità di
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eliminarli con materiali tossici. All’interno di uno dei capannoni dell’azienda, mentre osserviamo scorrere davanti a noi grandi travi d’Accoya® poi immessi in grandi impianti di lavorazione, Bryan Crennel ci racconta che nel processo di produzione dell’Accoya®, un costante controllo di qualità, effettuato per campioni in ogni lotto, permette di assicurare la qualità di ogni componente e garantire le sue prestazioni in termini di alta durabilità, stabilità dimensionale, difesa dagli insetti, qualità anche negli strati interni, costanza di forza e durezza, eccellente lavorabilità sulle macchine e per la finitura, resistenza ai raggi UV, capacità naturale di isolamento e ritenzione dell'energia, omogeneità estetica, tossicità, riciclabilità e sostenibilità. Accsys Technologies inoltre, garantisce e certifica il proprio prodotto attraverso un vero e proprio rapporto di partnership con numerosi istituti professionali di ricerca in tutto il mondo, autorevoli partner in grado di certificare in modo indipendente le prestazioni dell’Accoya®. Significativi test di termografia, di durabilità assoluta e comparata, di tenuta delle giunzioni, di stabilità dimensionale, di tenuta alle vernici in esterno e in condizioni climatiche critiche, di longevità operativa, di resistenza ai raggi UV, all'aggressione di insetti nocivi, comprese le termiti, hanno confermato scientificamente le caratteristiche del materiale. Non a caso Accsys Technologies che è fornitore e licenziatario di prodotti sostenibili a base legno ad alte prestazio-
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ni si configura sempre più come un global player del settore. Ad Arnhem è pienamente operativo l'impianto di produzione con una capacità produttiva di 30.000 m3, ed è stato concluso un accordo con Solvay per la costruzione e la messa in attività di un impianto con una capacità produttiva nominale di 130.000 m3. È stato firmato un accordo di licenza con Medite per la produzione di Medite Tricoya ed è attiva una opzione di licenza con un leader sudamericano nella produzione di MDF e pannelli truciolari. Completano questo quadro la joint-venture con Ineos per sviluppare e sfruttare la tecnologia Tricoya e la collaborazione strategica con BP Chemicas Ltd. Accsys Techonologies plc è quotata nei principali mercati finanziari. Il tema dell’Accoya®, dopo questa giornata interamente dedicata al materiale, lo portiamo anche a cena, nell’allegra e cosmopolita tavolata al Grand Hotel De Draak, l’albergo più antico dell’Olanda, dove alloggiamo. La mattina seguente ci accoglie una Bergan Op Zoom soleggiata e una temperatura gradevole per camminare fra i parchi della città; la nostra prima tappa infatti è un ponte galleggiante realizzato dagli architetti Ad Kil e Ro Koster dello studio RO&AD che ci raccontano quanto abbiano apprezzato l’Accoya®, ideale per realizzare il loro progetto che richiedeva un materiale leggero, resistente all’acqua e che potesse armonizzarsi con un contesto così naturale e in effetti, guardandolo si ha la sensazione che sia sempre stato lì. Nello stesso parco visitiamo anche il chiosco recen-
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ACCOYA IMOLA LEGNO ICA GROUP www.imolalegno.com www.icaspa.com
temente completato dagli stessi progettisti dove il grande serramento aperto o chiuso costituisce la parte significativa del progetto. Si tratta di una struttura molto lineare e pulita, dove l’Accoya® si inserisce perfettamente, quasi in una mimetizzazione con il luogo, acuita anche dall’inserimento del volume nel declivio esistente. Un camaleontismo forse ancora più forte nel caso del Moses Bridge, disegnato dallo stesso studio RO&AD, un ponte immerso nell’acqua! A Bergan Op Zoom visitiamo anche la scuola Cladded, in fase di ultimazione, dove ci raggiunge Stefan Grasso dello Studio Grassodenridder, l’architetto che l’ha progettata. I volumi rivestiti d’Accoya® qui si sposano perfettamente con quelli realizzati in mattoni faccia a vista e con le ampie vetrate, creando una composizione dinamica. Diretti verso L’Aia, infine, visitiamo la Scuola Americana dove l’Accoya® è stata utilizzata per il rivestimento e per realizzare il tetto. Di questo progetto è interessante, rispetto il volume d’ingresso, il collegamento al preesistente edificio antico da una parte e all’ampia campata lignea dall’altra, che costituisce un ulteriore estensione. I bambini in questi spazi “naturali” sembrano a loro agio, e un po’ come se leggessero un buon libro, imparano inconsciamente e precocemente che la bellezza è intorno a noi, un po’ si respira, un po’ si guarda, un po’ si tocca come l’Accoya®! In Italia l’Accoya® – distribuito da Imola Legno – ha raccolto il favore di ICA Group che ci ha creduto e che sin dal 2009 ha creato un progetto intorno a questa nuova opportunità,
destinata a rendere efficiente il legame legno-vernice, come ci racconta Rinaldo Guagnoni che incontriamo prima in Ica e poi al convegno, nel suggestivo Museo del Falegname Tino Sana, ad Almenno San Bartolomeo in provincia di Bergamo. Ci troviamo in Ica, nelle sale dedicate alla formazione, adorne di espositori e di campioni, dove subito respiriamo l’atmosfera da laboratorio, d’altra parte siamo con chi il colore lo crea! Così, in un attimo, coadiuvati anche dall’atmosfera di quel luogo ci troviamo a parlar di legno con Rinaldo Guagnoni. “Io conosco molti serramentisti che sono ottimi produttori e pessimi venditori,” esordisce lui e continua “credo, che un ruolo le aziende del settore lo possano avere e noi cerchiamo di dare il nostro contributo con la formazione nelle scuole di falegnameria, per valorizzare l’attività dei serramentisti proponendo loro un campionario colori innovativo invece delle solite tinte noce o miele, perché il serramento oggi è parte integrante dell’arredo. L’evoluzione tecnologica rende più durevole il legno, come avviene ad esempio con la vernice metallescente applicata all’esterno nella proposta bicolore Ica. Infatti la selezione di particelle metalliche primarie che hanno la colorazione in massa consente di avere una stabilità alla luce massima, ottenendo una finitura con bassa opacità. In sostituzione della tradizionale finitura molto pigmentata che costituiva l’unico modo per proteggere il delicato punto di contatto fra vernice e legno a discapito dell’estetica, questi prodotti vernicianti di ultima generazione non
Nella foto a sinistra: la Scuola americana a L’Aia progettata dagli architetti Kraaijvanger. Nella foto sopra: il chiosco di Ad Kil e Ro Koster dello studio RO&AD a Bergan Op Zoom.
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Nella foto a sinistra: la parte espositiva di una sala riunioni nella sede dell'Accsys Technologies ad Arnhem, in Olanda. Nella foto sotto: Sonia Maritan e Rinaldo Guagnoni sulla passerella all'ingresso della palazzina laboratorio di ICA Group.
coprono i disegni del supporto ligneo. L’avvento di materiali tecnologici come l’Accoya® poi valorizzano ulteriormente i manufatti lignei e l’intera filiera”. Indubbiamente questo tipo di trattamento del legno è innovativo e io stessa sono rimasta affascinata dai progetti realizzati con l’Accoya® visitati durante il tour organizzato da Accsys Technologies. Sarebbe curioso conoscere le sue origini. E Rinaldo Guagnoni è pronto a raccontarcele. “Il principio di questo processo risale a circa 80 anni fa, quando si capì che il legno delle vecchie botti, che era stato a contatto con l’acido acetico generato dall’ossidazione del vino, aveva una notevole durabilità. I vantaggi tecnici di questo legno sono notevoli perché tecnicamente con l’acetilazione viene sostituita la parte del legno chimicamente affine all’acqua, chiamata gruppo ossidrile, con il gruppo acetile che, oltre a inibire l’assorbimento dell’acqua, protegge dagli attacchi batterici donando un’elevatissima durabilità. Questa trasformazione inoltre dona al legno un’ottima resistenza alla luce ultravioletta. Accoya® è un nome commerciale ma l’acetilazione viene realizzata su una conifera, Pinus Radiata che nasce nell’emisfero sud: Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa, Cile e Brasile e ha una crescita rapida con un peso specifico di 530 Kg/m3. Al naturale è garantita 25 anni a contatto con il terreno e 50 anni fuori terra”. Quindi i ponti che ho visto in Olanda realizzati con il legno al naturale di Accoya® e immersi nell’acqua avranno lunga vita? “Sì, di fatto, però l’Accoya® al naturale che vira nel tempo un po’ al grigio non ha un aspetto estetico così gradevole, anche se ho sentito dire che a voi architetti piace…?” Confermo, timidamente, di aver ammirato lungo quel tour proprio le architetture che, al disegno costruttivo interessante, abbinavano anche quel sapore di vissuto dato dalla patina che affiora con il tempo, così come avviene con un vecchio muro di mattoni o con un tetto in rame. Intuisco però che la vernice possa in alcuni manufatti lignei aggiungere un tocco di classe e ritorno sul tema. “Per la prima volta – dice con enfasi – abbiamo un supporto ligneo in Classe 1 di durabilità che ha l’attitudine a ricevere la vernice e trasformarsi anche in un materiale decorativo. È come realizzare un rovere sbiancato senza incorrere in una situazione rischiosa, infatti, l’Accoya® ci consente di garantire la vernice 15
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anni, perché crea un connubio legno-vernice vincente”. Sono stati sottoposti altri legni al processo di acetilazione? “Sì, sono stati testati altri due legni, l’alder, una latifoglia di peso specifico abbastanza basso e di riforestazione veloce e il faggio, che è molto igroscopico”. Noi sul legno di Accoya® abbiamo fatto tutta una serie di test, tra i quali alcuni molto severi nel deserto dell’Arizona con il contributo del Q-Lab, come sulla passerella all'ingresso della palazzina laboratorio su cui passano tutti i giorni settanta persone, finita con prodotti metallizzati da calpestio: per valorizzare l’Accoya® abbiamo applicato degli impreganti metallescenti con un effetto estetico molto bello”. Con una foto su questa passatoia termina il nostro incontro. Rinaldo Guagnoni non manca di sottolineare la centralità del legno come materiale "green" anche durante il convegno organizzato da Ica e Imola Legno, il 27 novembre, nel Museo del Falegname Tino Sana. E le vernici possono valorizzarlo vestendo il serramento con dei prodotti che siano contemporanei e in sintonia con la tecnologia Accoya®. “Abbiamo studiato sei
In queste foto: il convegno tenuto da Ica e Imola Legno, il 27 novembre presso il Museo del Falegname Tino Sana ad Almenno San Bartolomeo in provincia di Bergamo.
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colori battezzati "Natural Matter" da applicare alle finestre” – afferma, rivolto alla platea di serramentisti – “nati per nobilitare l’Accoya®, colorazioni che seguono i trend più attuali individuati nel mondo dell'arredo. L'idea del bicolore vuole introdurre nel ciclo di verniciatura anche delle tinte metallizzate. Con la stabilità del legno di Accoya®, un supporto che senza alcun trattamento dura cinquant'anni, possiamo contare su una durata di vita precisa. Con l'acetilazione, vengono infatti sostituiti i gruppi ossidrilici, quindi il legno assorbe l'acqua in modo naturale l'acqua non viene trattenuta creando un connubio perfetto tra legno e vernice, senza aumentare di volume o creare dilatazione; di conseguenza la vernice non viene sottoposta alla dilatazione del supporto, proprio perché viene eliminata la parte della cellulosa, responsabile del rigonfiamento del manufatto. I provini realizzati sono estremamente significativi, dimostrano che nessun’altra specie lignea può garantire simili risultati di stabilità, per questo i produttori di vernici sono particolarmente favorevoli all'Accoya® che ha l'attitudine ideale ad accogliere la vernice. Quindi se mi chiedeste il ciclo migliore per verniciare il teak, vi risponderei che è meglio non verniciarlo, oppure come finire dei serramenti sbiancati in rovere, vi direi che è meglio non farli.
Mentre posso garantire che i serramenti in Accoya® verniciati non avranno problemi di tannino e di estrazione o di stabilità dimensionale”. Il peggior nemico del legno è la luce solare, come ci ricorda Guagnoni, che agendo sulla lignina causa la perdita di adesione tra legno e vernici all'acqua. I risultati di cui ci parla tradizionalmente si ottenevano soltanto con i laccati che schermavano totalmente il passaggio della luce sulla lignina, oggi possiamo ottenere la stessa protezione preservando alla vista le trame del legno. Poi affronta su richiesta della platea il tema del prezzo. “Il problema del costo superiore è soltanto apparente: trattando l'Accoya® con la nostra vernice metallizzata avremo, infatti, un costo assolutamente compatibile con quello di altri materiali e finiture. La differenza sta nel fatto che un produttore di serramenti, proponendo una finestra in Accoya® verniciata metallizzata con quindici anni di garanzia per l'esterno, ha maggiore marginalità, rispetto agli infissi in alluminio, fornendo nello stesso tempo un prodotto con una durabilità nel tempo eccellente e una ricevibilità di vernice ideale. Con l'avvento dell’Accoya® abbiamo quindi la possibilità di allungare la vita del prodotto, senza manutenzione ma con interventi di semplice pulizia. Un nuovo materiale, il Tricoya, cioè un MDF sottoposto al processo di acetilazione, aprirà una strada nuova anche per la verniciatura del pannello a base legno, garantendo un rigonfiamento irrilevante soprattutto se paragonato ad altri pannelli, non ultimi quelli in cui il contenuto di legni diversi può avere un comportamento imprevedibile”.
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UN SOFFIO DI ARIA NUOVA
Sei soci che si incontrano, con sei teste diverse ma con un programma che prevede per ognuno un ruolo ben preciso e l’obiettivo di Coima è subito chiaro: farla diventare l’azienda italiana di riferimento nell’ambito dell’aspirazione! Filippo Sciara è il Responsabile dei mercati esteri e Massimo Paci è l’Amministratore. Il Responsabile dell’ufficio tecnico è Fabio Manna che coordina la produzione il cui responsabile è Lamberto Della Santa, e poi Alberto Mignini e Giuseppe Nardella, due ingegneri che contribuiscono con la loro esperienza e la loro formazione alla gestione dei diversi mercati e dei progetti. Chiediamo a Filippo Sciara di raccontarci il suo approccio al lavoro. “Io sono un po’ l’apripista” ci dice “che va ad aprire i mercati alla ricerca del rivenditore o l’agente di riferimento in un determinato Paese e poi Alberto Mignini
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A Fano, in riva al mare, in una giornata di sole autunnale, parliamo di Coima. I sei soci che la rappresentano: Filippo Sciara, Massimo Paci, Alberto Mignini, Fabio Manna, Giuseppe Nardella e Lamberto Della Santa, dal 2010 a oggi, hanno realizzato una crescita importante. Il segreto è nascosto nei loro impianti di aspirazione che riescono a offrire molto di più, realizzando anche un risparmio di energia oltre a svolgere il ruolo cui sono preposti. e Giuseppe Nardella studiano le soluzioni personalizzate gestendo le varie aree sia dal punto di vista commerciale che tecnico. Indispensabile, perché l’aspirazione non è una macchina standard da costruire, mettere a catalogo e poi in vendita, ma un vestito che viene costruito addosso a un cliente in base alle sue esigenze, e quindi per fare questo ci vuole professionalità a partire dall’ingegnere che studia la soluzione ad hoc di volta in volta. Abbiamo voluto davvero proporre un sistema a 360°, senza limitarci ad aspirare l’aria ma convogliandola a beneficio di un circuito energetico virtuoso, con un impianto interamente automatico che non abbia la necessità di avere operatori che lo gestiscano, in ottemperanza alle norme odierne, che concepiscono impianti in assenza di rischi, sia in termini di emissioni sia di sicurezza”. “Siamo i sarti dell’aspirazione!” afferma Massimo Paci “il nostro prodotto lo vendiamo solo una volta installato. Tutto viene discusso e studiato sui disegni, ma vediamo il risul-
tato soltanto quando lo andiamo a installare e questa è anche la cosa più difficile da far capire al cliente. Per questo Coima deve essere sinonimo di serietà, qualità e servizio, e per la stessa ragione investiamo tantissimo nello studio del prodotto nuovo ma anche nel service”. Filippo Sciara ha sempre lavorato nel settore delle macchine per la lavorazione del legno, finché, incontrando Massimo Paci, si è accesa la possibilità di realizzare il desiderio di fare qualcosa di suo. Invece Massimo Paci, che è sempre stato nel settore aspirazioni, ha acquisito la Coima nel 1999, la società per la quale ha lavorato per moltissimi anni, e nel 2000 le ha cambiato il nome in Nuova Coima, dopo 5 anni ha acquisito anche la Goa, per la quale aveva lavorato in precedenza. È il suo modo di dar valore a quello che trova sulla sua strada. Nel 2010 incontrando Filippo decidono di costituire un'unica società, la Coima, un nome unico per proporsi più agevolmente sul mercato estero. Sono entrambi entusiasti della loro scelta e la raccontano con orgoglio. “Dal 2010 abbiamo quadruplicato il fatturato” sottolinea Filippo Sciara “portando nel mondo il know how dell’aspirazione, Aria nuova come sottolinea il nostro pay off. L’aspirazione oggi deve rispondere a tutte quelle esigenze che il mercato richiede, ottimizzando il processo produttivo senza sprechi e creando benefici costi-energia sfruttando lo
scarto per produrre energia senza ricorrere a quella convenzionale e quindi risparmiando sull’energia elettrica, la climatizzazione etc. In pratica l’impianto di aspirazione in questo modo può integrarsi con il sistema di riscaldamento. Un impianto a 360° che garantisce un ambiente di lavoro consono e in linea con le normative vigenti con poche polveri nell’aria per gli operatori, pulizia per le macchine in funzione con impianti che lavorano nelle condizioni ideali e infine riscaldando l’ambiente dell’azienda utilizzando il legno di scarto”. “Io aggiungerei interviene Massimo Paci anche la qualità dell’immissione dell’aria nell’atmosfera, quindi un contributo nel senso più ampio verso il benessere dell’ambiente outdoor”. Così entriamo nella loro storia e ne carpiamo quei dettagli che la rendono unica, fatta di una tecnologia semplice che permette di produrre i loro impianti anche all’estero. Durante il pranzo ci hanno raccontato dell’esperienza in Russia, che ormai sembra consolidata. Continua Massimo Paci. “In 30 anni è cambiato anche il nostro settore, con tecnologie nuove a livello di emissioni e controlli molto più severi rispetto a una volta, in particolare nei costi di gestione. Per quanto riguarda la Russia, il nostro progetto è volto a dare ai nostri clienti un servizio più attento e immediato costruendo una parte di impiantistica là, ma soprattutto dando un’assistenza costante sul territorio, direttamente in
di Sonia Maritan
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In queste pagine le fotografie durante l’intervista a Fano e poi all’interno dell’azienda Coima. In particolare in questa pagina l’ufficio tecnico (sopra) con Fabio Manna, Francesco Belli e Giuliano Mencarini, e quello che si occupa delle normative di cui è responsabile l'Ingegner Riccardo Ambrosini (sotto). Nelle pagine seguenti alcuni scorci della produzione, in particolare il reparto della componentistica dove si producono tubi e deviazioni.
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Russia con personale qualificato locale sicuramente apprezzato da parte dei clienti. Il progetto, nato nel 2008 da una collaborazione con un’azienda locale, si è sviluppato e intensificato creando una sinergia che ha portato nel 2012 alla nascita di Coima Russia, dando forma a un’azienda determinata a dare un servizio migliore, realizzato soprattutto a partire dalla qualità del prodotto e dal know how di Coima”. Con noi c’è anche Peter Mohov, che si sente partecipe soprattutto per la filiale russa: “io lavoro da due anni e mezzo in azienda e il responsabile di Coima Russia, Maxim Postnikov, da oltre sei anni collabora con la casa madre qui in Italia. Vivendo questa dimensione quotidianamente posso affermare che il marchio Coima ormai è molto popolare nel mio Paese”. Massimo Paci aggiunge: “è un’azienda che partendo da piccoli impianti si è fatta conoscere per la serietà, il servizio, la rapidità dell’intervento e che ormai realizza progetti importanti. Un marchio che vogliamo estendere in tutto il mondo”. Sembra complesso soddisfare ogni mercato con le sue peculiarità. “Ogni mercato ha le sue necessità, certo” dice Filippo Sciara - “però l’importante è far comprendere che un’aspirazione non è soltanto un filtro e un motore ma molto di più. Si tratta di un servizio più ampio rivolto alla produzione, non soltanto come profitto ma cogliendo anche la possibilità di ridurre i costi dell’energia, che incidono molto sui costi complessivi. Con un impianto di aspirazione di scarti lignei, forniamo, infatti, ai nostri clienti un servizio completo, pulendo i macchinari, l’aria nelle aziende e producendo energia pulita sotto forma di calore o elettricità. Così, ad esempio, di recente per una grossa azienda in Romania, di cui abbiamo ristrutturato l’impiantistica riducendo i costi di esercizio e recuperato una parte dello scarto di produzione come combustibile per il riscaldamento e un’altra parte per la produzione di pellet da commercializzare sul mercato. In questo modo anche l’impianto di aspirazione è diventato un componente produttivo dell’azienda! Alcune aziende, incentivate da finanziamenti a livello comunale o statale, hanno realizzato impianti che producono energia per servire anche altre realtà al di fuori dell’azienda, altre hanno usato lo scarto di produzione per produrre energia, non solo destinata a produrre aria calda per la loro azienda, ma anche acqua calda per servire palazzetti dello sport e altri edifici vicini”. “Per un nostro cliente” interviene Massimo Paci “stiamo realizzando una seconda stazione produttiva in Russia, che
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riscalderà, ricorrendo all’energia prodotta dalle caldaie realizzate nell’azienda, anche le abitazioni realizzate sul terreno intorno per i suoi dipendenti”. Gli uffici In Coima, passo dopo passo prendono forma i diversi impianti. “Ci sono 4 persone che seguono le diverse parti del mondo, in base alle segnalazioni dei nostri agenti visitiamo i clienti, analizziamo le specifiche problematiche e iniziamo a sviluppare il progetto” ci dice Filippo Sciara. Il nostro tour parte dall’ufficio preventivi, dove ci sono l’ingegner Manuel Vanderbeck e l’ingegner Claudio Broglia, che ci presenta. “In pratica dalle informazioni che riceviamo dai commerciali, in base alle richieste dei clienti, i due ingegneri dell’ufficio preventivi iniziano a studiare la soluzione: solo un impianto d’aspirazione oppure un sistema integrato con un impianto di riscaldamento. Per fare questo si disegna una soluzione di massima con l’ausilio dell’AutoCAD, poi quotata con fogli di calcolo in base alla complessità dell’impianto, ai metri lineari di tubazione, alle macchine da collegare, al tipo di unità filtranti che verranno usate. Stilato il preventivo, una volta approvato dal cliente, viene discusso dai commerciali e passa allo studio vero e proprio della soluzione nell’ufficio tecnico dove ci sono Francesco Belli, Giuliano Mencarini che avvalendosi di sistemi CadCAM tridimensionali lo realizzano, disegnando un progetto esecutivo vero e proprio”. Siamo nell’ufficio tecnico, dove osservo i disegni degli impianti tridimensionali sul video, mentre Filippo Sciara li descrive. “Giuliano Mencarini studia l’unità filtrante, quindi la macchina vera e propria che verrà utilizzata nell’impianto, mentre Fabio Manna e Francesco Belli studiano l’impianto in tutta la sua complessità, cioè tutti i collegamenti alle varie macchine presenti nel lay out produttivo dell’azienda e poi lo scarto di produzione che deve essere trattato. Può essere smaltito tramite containers, essere utilizzato in molti altri modi oppure diventare combustibile-biomassa. Realizzando impianti customizzati non è possibile avere uno stock di materiali completo e quindi in base alle esigenze del cliente subentra Luca Mattioli, il Responsabile Acquisti, che per ogni commessa approvvigionerà il sistema di tutti quei materiali che compongono l’impianto, avvalendosi di specifici fornitori”. Lo step successivo di questo “dedalo” di tubi riguarda un tema ostico, quello legato alle normative. “Una volta studiato e progettato l’impianto, questo dovrà sottostare a specifiche normative che variano da Paese a Paese, e
l’Ingegner Riccardo Ambrosini oltre a curare il customer service si occupa del CE inerente tutti regolamenti meccanici dell’impianto e di tutte le normative antiesplosioni Atex, antincendio, emissioni in atmosfera etc”. Emerge che le leggi in Italia sull’aspirazione sono le più dure in assoluto e impongono di garantire un’altissima efficienza di filtrazione, un grado pari quasi alle strutture ospedaliere. In pratica la normativa prevede che venga garantita aria più pura di quella esterna, il che equivale a costi in termini di energia termica davvero sproporzionati per molte aziende. In conclusione Filippo Sciara ci indica l’ufficio amministrazione e l’ufficio spedizioni con Anna Gianbenedetti e Simona Facchini. La produzione Si tratta decisamente di carpenteria metallica, con un lay out produttivo composto da tre reparti: la componentistica dove si producono tutti i tubi e le deviazioni just in time, il reparto di carpenteria pesante dove da grandi rulli di lamiera in base ai diametri/spessore vengono realizzate le tubazioni secondo la lista di produzione e il reparto del taglio laser e della piegatura in automatico delle lamiere realizzate da un centro di lavoro, “non potevamo farne a meno” dice Filippo Sciara “ma è costato 250.000 Euro! I pannelli tagliati, messi in linea con il laser, così entrano nella macchina per essere piegati e poi scaricati in automatico. Dunque qui vengono realizzati i pezzi secondo gli ordinativi che arrivano dall’ufficio tecnico e che poi l’operatore cataloga in base alle commesse. Ci sono poi due capannoni di stoccaggio perché abbiamo bisogno di avere sempre un buon livello di magazzino”. Tutti i reparti che concorrono al completamento dell’impianto devono essere ben coordinati per arrivare, infine, nel settore spedizioni. Qui vediamo un impianto imballato destinato a una falegnameria francese di cui affiora la caldaia: che attraverso un impianto elettrico
manderà acqua calda alla termo ventilante che distribuirà a sua volta aria calda in tutta l’area produttiva. Filippo Sciara lo indica “questo è un esempio reale di un nostro ciclo completo. Noi collaboriamo con Uniconfort per le caldaie a biomasse, il top della qualità, secondo noi. In questo momento stiamo realizzando un impianto a Dubai, uno in Oman, uno in Qatar, cinque in Romania e altri quattro in Francia”. Intorno a noi una molteplicità di ampi capannoni, di cui quello dedicato alla carpenteria costituiva la Coima esordiente quattro anni fa, con cataste di tubi e pezzi di lamiera a profusione, pronti a trasformarsi in un sistema aspirante, fra le mani di questo gruppo di giovani imprenditori che hanno fatto dell’Aria nuova la loro mission per ‘pulire’ il mondo.
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GLI STRUMENTI E LA CREATIVITÀ
Leitz da Bocchese Porte esprime qualità nel prodotto finito e libera la creatività del produttore. Nel cuore della campagna veronese abbiamo incontrato una realtà di eccellenza nella produzione di porte interne in legno, la ditta Bocchese Serramenti. “Siamo alla terza generazione, dai primi anni del Novecento il nonno Domenico - ci racconta Nicola Bocchese, che col fratello Domenico prosegue un’attività ormai centenaria - un grande ingegno, aveva iniziato l'attività nelle vicinanze di San Bonifacio: si trattava di una falegnameria a 360 gradi, in grado di rispondere a tutte le esigenze della zona. Poi sono subentrati i due figli, mio padre Aldo e mio zio Dino. Negli anni Settanta l’attività era quella tipica, si producevano serramenti per i condomini dando il lavoro finito all’impresa. I nostri genitori effettuavano sia la produzione, sia la com-
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mercializzazione e curavano l’installazione in cantiere. La nostra generazione, Nicola e Domenico, oggi presenti in azienda ha completato il percorso dell’azienda, partita da un lavoro indifferenziato di falegnameria, oggi si concentra sulle porte.” Risale a vent’anni fa la specializzazione esclusiva nella produzione di porte, ormai considerate un vero e proprio complemento d’arredo. Porte costruite artigianalmente in vero legno non con nobilitati di carta. La qualità del lavoro era anche il portato del forte investimento effettuato da Aldo Bocchese a cui era seguito il trasferimento in una nuova sede. Un ulteriore investimento in tecnologie da parte di Nicola e Domenico Bocchese aveva completato questa base tecnologica.
di Pietro Ferrari
ON THE FIELD Leitz Bocchese porte www.leitz.org www.boccheseporte.com
Centri di lavoro d’avenguardia e utensili di altissimo livello È passato solo qualche mese da quando un centro di lavoro avanzatissimo è entrato in funzione presso Bocchese Porte, per completare l’eccellenza tecnologica di questo centro sono stati scelti gli utensili Leitz, che già venivano utilizzati sulle scorniciatrici dalla fine del 2010. “Noi ci siamo proposti come collaboratori più che come fornitori - ci dice Giovanni Gregori della Leitz - c’è un interscambio di informazioni e di esperienze di cui noi in Leitz abbiamo fatto tesoro.” “La scelta di passare a un centro di lavoro partiva dall’esperienza di un primo centro di lavoro attrezzato con utensili della concorrenza - ci spiega Domenico Bocchese - Poi tre anni fa abbiamo attrezzato una Weinig con utensili Leitz e abbiamo visto la differenza prestazionale, abbiamo visto anche delle soluzioni interessanti e questa volta ci siamo concentrati su come configurare gli utensili più che sull’andare a cercare a destra e a sinistra per spuntare prezzi più bassi.” Costanza e continuità di qualità, ottima finitura per proporre un prodotto di altissima qualità, in modo da evitare problemi: l’argomento è fondamentale.
“Non è stato tanto difficile - commenta Giovanni Gregori della Leitz - conoscendo le esigenze di Bocchese abbiamo capito esattamente le loro richieste: i loro clienti non accettano errori ma esigono la massima precisione. Partendo da questo principio in quindici giorni abbiamo definito tutto. Questa volta abbiamo deciso di costruire tutti gli utensili in Italia, mettendo assieme una gamma che possa essere costruita per intero in Italia, nello stabilmento di Lana. Abbiamo fatto una riunione con l’ufficio tecnico e ci siamo concentrati sugli
Nella foto a sinistra: il centro di lavoro BMG 511 di Homag in funzione presso Bocchese Porte. Nella foto sopra: la "squadra" vincente nata dalla collaborazione con Leitz, al centro Giovanni Gregori di Leitz tra i fratelli Domenico e Nicola Bocchese, titolari dell'azienda. Nella foto sotto: la testa portautensili pronta a entrare in azione.
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linee sono disegnate da loro internamente e ogni profilo è originale e studiato, sulla base degli schizzi realizzati.
aspetti di sua competenza, identificando subito il tipo di utensile. Infatti disponiamo di una gamma enorme di linee di prodotto e la parte più difficile riguarda l’indentificazione della tipologia di utensile che risolva i problemi di finitura e precisione e possa essere totalmente gestito in Italia in una settimana. Se dovesse esserci l’esigenza di un cambio di profilo, sarebbe così possibile intervenire velocemente, restando dentro le regole tecniche.” Conferma Nicola Bocchese: “Il nostro è un prodotto particolare con dei profili personalizzati, noi ci abbiamo messo le idee e loro sono stati bravi a trovare le soluzioni, senza compromessi sulla qualità ma con le giuste impostazioni.” Infatti Bocchese non è un cliente da utensili standard, le
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Utensili speciali per prodotti speciali “Lavoriamo anche con degli spessori speciali - conferma Domenico Bocchese - quando si va a lavorare sulle ristrutturazioni non ci sono due porte uguali, bisogna seguire l’architetto, fornendo delle soluzioni importanti, particolarmente impegnative. Per riuscire a ottenere un prodotto unico e inimitabile, utilizziamo solo le migliori essenze di legni pregiati.” Oggi possiamo dire che un produttore come Bocchese è l’equivalente di un sarto che fa un vestito, una classica azienda italiana che riesce a dare il valore aggiunto del design e della qualità, lavorando direttamente su disegno, e creando i propri modelli. “Proponiamo linee nuove - spiega Nicola Bocchese - molto sensibili ai materiali nuovi che stanno venendo via via alla ribalta ma bisogna scegliere il prodotto giusto e dare qualità. La qualità per noi parte da quella del pannello e dei singoli componenti, senza contare quella dello stipite che spesso è trascurata ma che significa funzionalità della porta e semplificazione della fase di montaggio. In sostanza curiamo tutti i dettagli, proprio perché la porta viene sempre più spesso paragonata al mobile, ma la porta, in più, viene vista a 360 gradi e deve essere curata da tutti i
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Nella pagina a sinistra, in alto:la testa portautensili pronta a entrare in azione. Sotto, il deposito utensili ben organizzato per le esigenze produttive.
punti di vista per svolgere appieno la sua funzione di elemento d’arredo.” “Anche noi costruttori d’utensili a volte trascuriamo questi aspetti che abbiamo imparato da loro. In più abbiamo lavorato sui temi classici: ottimizzazione dell’usura degli utensili attraverso la pulizia e una corretta aspirazione e non abbiamo trascurato il tema della rumorosità: il nostro cliente stesso è rimasto impressionato dall’estrema silenziosità degli utensili che contribuisce a rendere migliore la vita in laboratorio.”
L’utensile, così determinante nella produzione del serramento, è in questo caso lo strumento ideale e personalizzato per liberare la creatività del produttore.
In questa pagina, nella foto a sinistra: Profilcut è il protagonista della utensileria di Bocchese. Nella foto in basso a sinistra: i coltelli Profilcut. Nella foto sotto: qualità ed eleganza nelle porte interne di Bocchese Porte.
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Nuovi partner da Nord a Sud per il Gruppo De Carlo con il progetto “è la finestra De Carlo” Da Nord a Sud dello stivale si susseguono gli accordi di partnership che il Gruppo De Carlo, realtà pugliese tra le prime in Italia nella produzione di infissi, sta stringendo con negozi specializzati. Nel 2014 sono stati 25 i punti vendita entrati a far parte del network dei rivenditori del brand sotto l’insegna “è la finestra De Carlo”, con l’obiettivo di rispondere in maniera più puntuale alle crescenti richieste di clienti, progettisti e architetti in tutte le regioni d’Italia. Le aperture dell’ultimo mese - che hanno interessato le province di Torino, Novara, Roma, Benevento, Salerno, Napoli, Taranto e Palermo - e le 10 previste nel primo semestre 2015, si inseriscono nella strategia di marketing che il Gruppo ha condiviso con i partner selezionati, 100 in tutta Italia. Il progetto "è la finestra De Carlo", infatti, non solo mira ad ampliare l’assortimento di prodotti dei rivenditori con prodotti di qualità e dal design ricercato, ma è volto anche a supportare le politiche di comunicazione dei negozi affiliati. Sia che si tratti di rivendita esclusiva che di soluzioni ‘shop in shop’, il progetto prevede la fornitura ai partner di insegna e allestimenti interni a marchio "è la finestra De Carlo". Il progetto di affiliazione rientra in un percorso più ampio di riposizionamento strategico che il Gruppo De Carlo ha intrapreso negli ultimi due anni per fronteggiare la crisi del comparto edile in Italia, processo concretizzato anche attraverso la ristrutturazione del debito – è dello scorso 19 novembre l’approvazione da parte dei creditori della
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proposta di concordato in continuità - la riorganizzazione della forza vendita e una costante attività di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti dal design moderno ed ecosostenibile, sempre più orientati a soddisfare le attuali esigenze del mercato. I nuovi partner potranno accedere al configuratore di prodotto on-line "De Carlo Soft 3.0", l’innovativa soluzione tecnologica che l’azienda mette a disposizione dei partner commerciali per gestire in maniera ottimale tutto il processo di configurazione del prodotto e preventivazione, dall'offerta economica all'ordine di produzione, fino alla consegna. Uno strumento che trasforma ogni rivenditore in un vero e proprio artigiano, in grado di assicurare qualità e velocità di progettazione attraverso una tecnologia moderna e performante. “L’obiettivo del progetto – conferma Nicola De Carlo, general manager del Gruppo - è rafforzare l’immagine del brand, incrementare la reputazione dei rivenditori sui singoli territori e consolidare la fiducia dei clienti finali attraverso la proposta di un servizio professionale e su misura. Adesso che la nostra proposta di concordato in continuità ha trovato il riscontro positivo anche dei creditori possiamo dire che il peggio è alle spalle e che, seppure la crisi del comparto edile non sia ancora finita, oggi siamo molto più forti di prima; la fiducia e la reputazione di cui godiamo l’abbiamo costruita in 50 anni di attività e non poteva essere questa crisi a farla venire meno”.
Hörmann produce anche negli Stati Uniti A poco più di un anno e mezzo dalla simbolica posa della prima pietra, è stato inaugurato negli Stati Uniti il nuovo sito di produzione Hörmann Flexon LLC, nell’ambito dello Starpointe Business Park a Burgettstown, nei pressi di Pittsburgh. Già nel 2007 il gruppo Hörmann aveva acquisito la maggioranza dell’impresa statunitense Flexon Inc. di Leetsdale(Pennsylvania), uno dei leader nel settore dei portoni a scorrimento rapido, e da allora, produce e commercializza portoni a scorrimento rapido con il marchio Hörmann Flexon LLC negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Circa ottanta ospiti, tra i quali esponenti della politica e dell’economia, come i parlamentari Harlan Shober e Diane Irey-Vaughn nonché Michael Cortez in rappresentanza del governatore Tom Corbett, hanno partecipato ai festeggiamenti e alla visita guidata dell’area aziendale nella nuova sede della Hörmann Flexon LLC. Tra gli invitati vi erano anche dipendenti, fornitori e gli architetti responsabili della Wannenmacher & Möller GmbH, rappresentanti dell’impresa
edile Dynamic Building GmbH. Hanno inoltre presenziato i responsabili dello sviluppo dei progetti dello Starpointe Business Parks. Ad aprire ufficialmente l’evento è stato Christoph Hörmann, socio accomandatario del gruppo Hörmann. “La crescente domanda di portoni a scorrimento rapido ha reso inevitabile il trasferimento dall’unità di produzione di Leetsdale, divenuta troppo piccola, a Burgettstown - ha dichiarato Christoph Hörmann. Nello stabilimento di produzione e nel parco macchine sono stati investiti circa cinque milioni di euro. La nuova sede di Burgettstown ci consente di riorganizzare completamente la produzione, ottenendo cicli di lavoro più rapidi e più efficienti. Inoltre a lungo termine sarà possibile ampliare il capannone dagli attuali circa 6.000 m, in cui lavorano 50 addetti, fino a 20.000m.” Accanto ai portoni a scorrimento rapido di Hörmann Flexon LLC negli Stati Uniti si vendono anche portoni industriali e portoni sezionali da garage con le relative motorizzazioni, a marchio Hörmann.
di Paolo Ferrari
NOTIZIE www.webandmagazine.media
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Le porte di Effebiquattro Milano arredano gli interni delle due torri residenziali che costituiscono il Bosco Verticale Fiore all’occhiello per la città, ha vinto l’International Highrise Award 2014 diventando così l’edificio alto più belloe innovativo del mondo, Bosco Verticale realizzato da Hines Italia SGR insieme a Coima, che gestisce anche le attività di property management,è un edificio unico nel suo genere, capace di ospitare quasi 800 alberi per una superficie pari a 20mila metri quadrati di bosco che si sviluppa in altezza offrendo uno straordinario esempio di biodiversità per Milano. Per questa prestigiosa realizzazione, Effebiquattro ha progettato ad hoc, secondo le esigenze ed il gusto del committente, ha realizzato e posato 1.103 porte, di cui 932 caratterizzate da un’altezza speciale di 240 centimetri. Quest’ultimo aspetto esprime due dei principali punti di forza dell’azienda: la spiccata flessibilità produttiva e la capacità di fornire porte fuori misura. La maggior parte dei modelli è costituita da porte Wall, realizzate in finitura teak a poro aperto e laccate a campione. La linea Wall è caratterizzata dall’omogeneità della superficie: la porta abbraccia il muro, a filo, senza dislivelli e ombre, e senza rinunciare alla classica apertura a spinta. L’ambiente diventa così più morbido e armonioso. Effebiquattro ha inoltre fornito più di 300 scorrevoli, prevalentemente a filo muro, nel modello NoDoor2. Giovanna Barzaghi, direttore marketing di Effebiquattro, dice: “Aver partecipato al progetto Bosco Verticale ci rende orgogliosi della qualità della nostra produzione e della cura che dedichiamo ogni giorno per la realizzazione delle nostre porte. È stata una sfida stimolante alla quale abbiamo risposto con una squadra di lavoro molto affiata e preparata. Il servizio che oggi Effebiquattro è in grado di offrire completa infatti la qualità della nostra offerta di prodotto. Ci auguriamo di poter prender parte anche in futuro a progetti di questo rilievo per Milano, per l’Italia e per il mondo”. I prodotti che Effebiquattro ha realizzato per il Bosco Verticale portano la certificazione FSC (Forest Stewardship Council) per la rintracciabilità delle materie prime legnose utilizzate, provenienti da foreste attentamente controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Per il Bosco Verticale, Coima Image con Dolce Vita Homes ha curato la progettazione degli interni delle unità residenziali, delle main hall e delle lobby di piano, definendo il taglio degli appartamenti e la selezione dei materiali di finitura.
La nostra squadra ad Architects&Works La prima edizione dell’esclusivo evento internazionale ARCHITECT@WORK a Milano, la capitale mondiale del design, ha richiamato 2.172 visitatori. Un risultato straordinario che ha superato ogni aspettativa, sia dell’organizzazione sia degli espositori partecipanti. Oltre 100 produttori e distributori nazionali hanno fatto conoscere le loro innovazioni a un pubblico molto selezionato di architetti e designer. In aggiunta all’interessante presentazione dei prodotti, un accattivante programma di seminari (per la partecipazione ai quali venivano riconosciuti crediti formativi – in collaborazione con OFARCH) e un’avvincente mostra di materiali eco-sostenibili (curata da Matrec) hanno creato il mix ideale per soddisfare i professionisti dell’architettura. Il focus sull’innovazione è sempre garantito durante ARCHITECT@WORK perché ogni singolo prodotto mostrato sugli stand è stato preventivamente approvato da una commissione tecnica di architetti e interior designer. Grazie al prezioso contributo di questi professionisti si stabilisce se quanto proposto dalle aziende è abbastanza innovativo per poter essere presentato durante l’evento. A seguito della valutazione positiva da parte della commissione tecnica, la candidatura degli espositori viene confermata, con le specifiche di cosa può essere mostrato e cosa no. Durante l’allestimento tutti gli stand vengono controllati ed eventuali prodotti non approvati vengono rimossi. Il modo migliore per assicurare due giorni estremamente interessanti a tutti i professionisti dell’architettura! Infatti questa formula è sicuramente piaciuta: i visitatori erano entusiasti di ARCHITECT@WORK. “Finalmente un evento focalizzato sull’innovazione e avvolto in un’atmosfera rilassata e trendy” è stato il tono dei commenti ricevuti nell’ufficio organizzativo durante i due giorni al MiCo. Ovviamente non ci siamo fatti scappare l'occasione di essere presenti, fin dalla prima edizione, con il nostro stand e una robusta distribuzione di riviste a questo appuntamento. Beatrice Guidi, che ha seguito l'avvenimento per tutto il suo svolgimento ha così commentato la manifestazione: "A&W è stato evento di "nicchia", molto esclusivo per veri esperti e professionisti.Un luogo di incontro interessante sia per la disposizione a livello logistico - le aziende espositrici sono presentate dentro spazi circoscritti - sia per la tipologia degli espositori, selezionati accuratamente da una commissione di illustri architetti.In sintesi, un concetto innovativo di Fiera-Evento in cui anche l'atmosfera, luce, musica lounge e catering offerto, aiuta l'interazione tra visitatori ed espositori." "Una manifestazione molto chic, però anche molto dinamica e molto favorevole al dialogo tra espositori e visitatori con un'atmosfera che rendeva agili e dinamici gli scambi di opinioni e le valutazioni sui prodotto esposti. Molto alto il tasso di innovazione dei prodotti esposti." ha commentato Marco Basileo, direttore di Divisione Contract, la nostra testata sul contract molto coinvolta nell'evento. Silvia Maestri, direttore commerciale di Web&Magazine ha dichiarato: "È stato un appuntamento piacevole soprattutto per scambiare opinioni sul settore e l'andamento di mercato in un contesto elegante, ottima l'organizzazione e il giusto afflusso di visitatori tutti qualificati. Sonia Maritan, direttore di Sistema Serramento, ha sottolineato alcuni aspetti di rilievo della manifestazione:"Il format inedito di Architects&Work alla prima esperienza è sorprendente. E la prima edizione italiana ci ha entusiasmato oltre le nostre attese, a partire dalla creazione dello spazio stesso che ci ha accolto in un'atmosfera lounge: una luce soft su un fondale scuro ritmato
da "filari" tessili oltre i quali si accendevano i riflettori che davano luce ai protagonisti, i prodotti! Su due livelli contrapposti si è svolto, infatti, questo evento, una dimensione rilassante avvolta in una luce soft e atta ad approfondire le innovazioni prodotto, lo scambio in un’accoglienza salottiera guarnita di drink e stuzzichini e, quasi per contrasto, l’enfasi attribuita al percorso espositivo scandito da moduli uniformi che metteva in vetrina i prodotti. Nei box espositivi, infatti, composti di 4 moduli ognuno, oltre i tendaggi, si apriva un enfilade di materiali e prodotti, idee e proposte innovative. Al centro di ogni box una consolle multimediale, un altro spazio di rappresentazione e confronto per enfatizzare il ruolo delle aziende all'interno dei moduli, anche un modo per creare un contatto ottimale fra espositori e visitatori, che guidava automaticamente al cuore di Architects&Work: una selezione precedentemente sottoposta a una giuria di architetti e interior designer. Un’esperienza di alto profilo quella vissuta, nella quale le proposte delle aziende erano all’altezza del contesto che le accoglieva e diverse le innovazioni anche in campo serramentistico che saremo lieti di raccontarvi nel prossimo numero di Sistema Serramento." L'editore Pietro Ferrari ha visto nell'evento un'occasione di marketing molto positiva: "Per noi, una manifestazione in cui il principio selettivo non era tanto la merceologia quanto la qualità e il tasso d'innovazione dei prodotti presentati, ha rappresentato un'occasione unica per mettere in evidenza tutte e cinque le nostre testate, costantemente supportate dal sito www.webandmagazine.media, e offrire a espositori e visitatori una visione completa delle nostre potenzialità di comunicazione Molto positivo è stato il feedback da parte degli espositori, le cui aspettative erano state superate già a soltanto un’ora dall’apertura. “Il contatto diretto con architetti e interior designer in questo format unico, così mirato, è molto importante per noi”. La prossima edizione di ARCHITECT@WORK in Italia si terrà nell’autunno 2015 al MiCo – Fiera Milano Congressi. Per ulteriori informazioni: www.architectatwork.it
Nella foto in alto a sinistra: Silvia Maestri, Sonia Maritan e Beatrice Guidi. Nella foto sopra: Marco Basileo. Nella foto a sinistra: Silvia Maestri e Pietro Ferrari.
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THE FUTURE OF THE BUILDING
Il Bau 2015, organizzato da Messe München International, il Salone Internazionale di Architettura Materiali e Sistemi, con 180.000 mq di superficie lorda ha 4 parole chiave: Qualità, Innovazione, Internazionale e Soluzioni. Un evento BtoB, che nel 2013 ha raddoppiato i visitatori italiani, e che si svolge nel Centro Fieristico di Monaco di Baviera dal 19 al 24 gennaio 2015. A gennaio 2015 il BAU occuperà nuovamente tutto lo spazio disponibile nel Centro Fieristico di Monaco di Baviera, pari a 180mila metri quadrati di superficie coperta e accoglierà ancora una volta oltre 2mila espositori da una quarantina di Paesi con una quota di espositori esteri vicina al 30%. Sul fronte dei visitatori la manifestazione punta a superare la soglia delle 230mila presenze e ad aumentare ulteriormente il tasso di internazionalità. Il BAU riunisce tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità nella pianificazione, nella progettazione e nella costruzione di edifici, a livello nazionale e internazionale, con un forte richiamo internazionale su un vasto pubblico di operatori specializzati da tutto il mondo, non solo in Europa e il concetto di qualità si riferisce alla qualità di espositori e visitatori in pari misura. La fiera, ruota intorno a tre tematiche principali: Urbanizzazione intelligente, Edifici e utenti, Efficienza dell'energia e delle risorse, temi
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che vengono trattati in diversi modi dalle aziende espositrici e si ritrovano anche nei forum e nelle mostre speciali. Rispetto l’Urbanizzazione intelligente viene evidenziato che entro il 2025 circa due terzi della popolazione mondiale vivrà in città. Pianificare, costruire e gestire queste città è una grandissima sfida che può essere affrontata solo con un approccio integrato fra pianificatori, architetti, tecnici e artigiani. In quest'area si osserverà a che punto siamo giunti nel cammino verso la città del futuro e quali sono le possibilità attuali della progettazione e della tecnologia. Sul tema Edifici e utenti emerge che gli abitanti dell’Europa Centrale trascorrono oltre l’80% del tempo lavorativo in ambienti chiusi. Se questi spazi offrono condizioni ottimali, producono effetti positivi sulle prestazioni di chi ci lavora. Quest'area tematica pone l'accento sulle soluzioni tecnologiche concrete per migliorare gli edifici e gli
di Sonia Maritan interni per gli utenti, dai sistemi di ventilazione innovativi ai sistemi integrati di controllo, monitoraggio e ottimizzazione. Riguardo l’Efficienza dell'energia e delle risorse c’è una consapevolezza crescente di quanto l’argomento rappresenti una delle sfide più grandi per il futuro. Il settore delle costruzioni può dare un contributo significativo, ad esempio con materiali da costruzione sostenibili, tecnologie innovative per riciclare i materiali e software intelligenti per la progettazione di edifici a risparmio energetico. Lo sviluppo di facciate integrate e di modelli efficienti di fornitura energetica per singoli edifici e interi quartieri è un passo logico e necessario per il futuro delle città piccole e grandi. Il BAU si considera il “principale salone mondiale” nel proprio settore come avvalora anche il numero di visitatori provenienti da Paesi extra-europei, oltre 9mila visitatori nel 2013 da fuori Europa , dove imprese di costruzione e artigiani del settore restano le principali categorie di visitatori ma aumentano in modo rilevante, di edizione in edizione, architetti e ingegneri da tutto il mondo. I punti di forza della manifestazione sono la qualità, l'internazionalità, la rilevanza delle novità presentate e l'approccio orientato alle soluzioni ma, soprattutto, l’essere una piattaforma di business, dove espositori e visitatori si danno appuntamento per svolgere i loro affari e dove spesso si discute di progetti concreti. Molti visitatori portano con sé i progetti di quello che intendono costruire e cercano tecnologie e materiali adeguati per realizzarli, insomma questo salone rappresenta un vero motore d’innovazione per il settore; che a sua volta, si assicura di proporre a ogni edizione i temi più rilevanti per il mercato. In questo contesto, l'enfasi del BAU è sulle soluzioni. Abbracciando tutta la gamma di materiali e attività, il salone promuove la collaborazione fra le diverse professionalità dell’edilizia e fra le attività industriali e artigianali specializzate. Sostenibilità, sicurezza, fruibilità dei prodotti per l’edilizia, emergono anche facendo una breve retrospettiva delle edizioni passate. E quest’anno la fiera organizza la mostra speciale intitolata “Eco Design for Man and Environment” in collaborazione con l’ift Rosenheim, che presenta materiali, stili di costruzione e tecnologie con i quali verranno fabbricati e utilizzati in futuro gli involucri e i componenti degli edifici, per ridurre l'impatto sull'ambiente e sulle risorse e regalare a tutti un mondo migliore, più sicuro e a misura d'uomo. Questa sfida coinvolge i principi della bionica e della progettazione universale e il cradle-to-cradle “dalla culla alla culla” un approccio alla progettazione di sistemi che consiste nell'adattare alla natura i modelli dell'industria, ovvero convertire i processi produttivi assimilando i materiali usati a elementi naturali, che devono quindi rigenerarsi. L’obiettivo dell’Eco Design prevede che già
EXHIBITION BAU
www.bau-muenchen.com
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in fase di progettazione vengano prese in considerazione le componenti “eco”. Oggi le parole più frequenti sono legate a prodotti “verdi” ma in futuro il concetto sarà più integrato e si parlerà di Eco Design: macchine, vernici etc, si tratterà di capire se ci saranno anche delle finestre e delle porte con un buon bilancio energetico complessivo, considerato che BAU è una vetrina di anteprime anche nel campo delle finestre, delle porte, delle pavimentazioni e delle facciate. Negli ultimi anni sono nati molti enti certificatori volti a valutare il sistema nel suo complesso, e il motore per queste certificazioni sono gli investitori del mercato immobiliare perché gli edifici acquistano valore se certificati. Le motivazioni che hanno portato Messe München International a interessarsi del tema sono i risparmi, la gestione e l’utilizzo. Temi fondamentali come i costi di pulizia delle facciate e la loro manutenzione, perché la progettazione deve tener conto dei costi e del cambio di destinazione d’uso dell’edificio, ma anche dei prodotti che non devono avere costi aggiuntivi di adattamento, quindi l’inserimento dell’edificio nell’ambiente che lo circonda e di conseguenza il certificato di sostenibilità ambientale nel suo complesso. Se attestati come l’EPD certificazione tedesca valutano la qualità ecologica dei prodotti, gli aspetti valutativi dell’Eco Design nascono in uno stadio precedente e riguardano materiali, energia, tecnologia, riparazione, manutenzione, installazione dei prodotti in opera e loro smaltimento. L’Eco Design riguarda il completo processo di tutti questi aspetti integrati fra loro e il concorso indetto in occasione di BAU 2015, considerati i due fattori principali di sostenibilità ambientale ed eco design, mette in luce un prodotto che abbia una necessità minima di manutenzione oppure che abbia la caratteristica di poter essere destinato a diversi usi. Questo porta a nuovi vantaggi, come il marketing dei prodotti, ma anche dei servizi. In conclusio-
ne i prodotti vincenti saranno quelli che è possibile riparare e riutilizzare e con un’efficienza energetica valutata lungo tutto il loro ciclo di vita, solo su quest’ultima è possibile determinare il bilancio ecologico e l’impronta di anidride carbonica. Ad esempio, mobili smontabili, ricomponibili e totalmente riciclabili. Nell’ambito del BAU, che raccoglie tutte le tecnologie, i prodotti e i materiali utilizzati nella progettazione e nella costruzione, il ruolo di ift Rosenheim sarà quello di evidenziare l’Eco Design nel comparto edilizio, ed è già in atto la fase di definizione dei progetti che verranno esibiti durante la manifestazione. Interessanti anche i prodotti che verranno esposti durante il salone come nuovi materiali e prodotti per finestre e infissi, materiali per edifici “ecologici” da fonti organiche, superfici e prodotti bioattivi (che depurano aria e acqua), l’utilizzo di energie rinnovabili nell'involucro dell'edificio (moduli FV/pellicole LED) per migliorare l'efficienza energetica e aumentare l'utilizzo di energia solare, ma anche il ricorso a componenti intelligenti per l’edilizia (“smarthome”) e automatizzati (porte, cancelli, finestre) con livelli superiori di efficienza energetica, comfort e sicurezza. Ancora, facciate e costruzioni in vetro di nuova generazio-
EXHIBITION BAU
In queste pagine alcune immagini del Bau, il Salone Internazionale di Architettura Materiali e Sistemi, un evento BtoB, che si svolgerà nel Centro Fieristico di Monaco di Baviera dal 19 al 24 gennaio 2015.
ne (vetro isolante in decompressione), stili di costruzione che favoriscono la sostituzione e quindi migliorano l’utilizzo, la manutenzione e il riutilizzo (riciclo) dei materiali. Molto affascinante anche la mostra speciale sulle pellicole e le membrane, alcuni edifici spettacolari hanno richiamato l’attenzione sull’uso di pellicole e membrane in architettura come nel caso del famoso tendone dello Stadio Olimpico di Monaco di Baviera, costruito per i Giochi Olimpici del 1972, uno dei primi esempi. E più recentemente il tetto dell’Allianz Arena a Monaco di Baviera, completato nel 2005 e costituito da 1.056 "cuscini d'aria" composti da una pellicola di ETFE di soli 0,2 mm di spessore, ma pellicole e tessuti vengono sempre più impiegati anche in progetti “quotidiani”, e per questo il BAU dedica a questa modalità di costruzione innovativa una mostra speciale, dove saranno esposti materiali tessili e pellicole innovative. E poi i grattacieli, elementi del nostro panorama urbano da oltre 100 anni. Non sono solo spazi per vivere e lavorare, ma anche simboli politici e ideologici, espressione concreta di potenza e successo della metropoli. E un altro tema centrale è proprio la ristrutturazione e l’ammodernamento degli edifici esistenti in genere. Uno dei momenti clou sarà la "Notte Bianca dell’Architettura”, venerdì 23 gennaio, per
gettare un ponte fra il salone, la città di Monaco di Baviera e tutti gli appassionati di architettura, un’occasione per visitare gli edifici più belli e interessanti della città. Infine, a proposito di edilizia, sono in costruzione due nuovi padiglioni, un ampliamento che apre nuove prospettive per il BAU perché nel 2019 sarà probabilmente possibile accogliere anche le aziende che oggi si trovano in lista d’attesa (circa 400) e invece dal 2018 ci saranno a disposizione 20mila metri quadrati in più su 200mila spazi coperti totali.
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MADEEXPO 2015
Ricostruire il futuro: MADEexpo 2015 riparte da temi cruciali come l'architettura sostenibile, la riqualificazione urbana e la conservazione del territorio grazie a laboratori curati da protagonisti di spicco del mondo “green”. La fiera MADEexpo, che andrà in scena dal 18 al 21 marzo 2015 a Fiera Milano Rho, è la rassegna italiana specializzata nel mondo dell'architettura e delle costruzioni, riconosciuta anche in Europa fra quelle di riferimento. La manifestazione, giunta alla settima edizione e cresciuta di anno in anno fino a superare i 211mila visitatori, rappresenta il luogo di incontro ideale tra materiali per le costruzioni diversi ma accomunati da un intrinseco valore di sostenibilità. Grazie a questa caratteristica, infatti, MADEexpo è diventata nel corso degli anni la fiera di riferimento per centinaia di migliaia di professionisti del settore che per tutta la durata della manifestazione hanno la possibilità di conoscere e approfondire le ultime soluzioni in grado di rendere confortevoli e sostenibili le costruzioni nuove e quelle oggetto di ristrutturazione. Un valore garantito dalla perfetta sinergia tra un’offerta merceologica di assoluto primo piano e l’organizzazione di numerosi incontri tecnico-culturali che affrontano i temi più attuali del settore. Proprio su quest’ultimo aspetto un ruolo di primo piano lo giocherà Build Smart!, il nuovo programma di eventi organizzato in collaborazione con Agorà che diffonderà conoscenze e contribuirà a sensibilizzare nei confronti dell’innovazione tecnologica dell’industria delle costruzioni.
Un grande evento tecnico-culturale al cui centro spiccano progetti e costruzioni sostenibili Build Smart! – che garantirà una ricca panoramica su prodotti, materiali, sistemi e tecnologie per progettare, costruire e rinnovare edifici sostenibili, sicuri, antisismici e performanti – sarà caratterizzato da una forte capacità attrattiva nei confronti di visitatori altamente qualificati. L’evento affronterà quindi il tema del costruire e del riqualificare in maniera sostenibile e sicura attraverso momenti di approfondimento e formazione organizzati in due luoghi fisici che, pur collocati in due padiglioni distinti, saranno fortemente connessi tra loro grazie alla presenza di aree
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di Marco Basileo
EXHIBITION MADEexpo
www.madeexpo.it
caratterizzate sia da un intenso programma di convegni e workshop che garantiranno crediti formativi, sia da appuntamenti interattivi in cui verranno presentati i prodotti più evoluti. Nell’area Involucro e serramenti andrà in scena principalmente il tema della sostenibilità e verranno ospitate le LAB STATIONS che, grazie a un format innovativo curato da protagonisti di spicco del mondo della sostenibilità, vedranno l’organizzazione di un percorso a tappe con laboratori dedicati all’involucro, al sistema tetto, all’integrazione edificiimpianti, alla salubrità indoor, al pacchetto pavimento. Il tema dell’innovazione, invece, sarà declinato soprattutto nell’area Costruzioni e Materiali dove i
visitatori troveranno il modulo HI-TECH LAB for the Building Industry, uno spazio dinamico e interattivo, cui collabora anche il Politecnico di Milano, che consentirà ai visitatori di sperimentare nuove tecnologie e di ripensare il modo di progettare e costruire grazie alle ultime novità in tema di BIM, stampanti 3D, droni, realtà aumentata.
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BUILT ENVIRONMENT EXHIBITION
Il fascino del mercato globale in questo format fieristico si è espresso in un’ampia agorà di interscambio che ha mostrato il rinnovato interesse per la capacità produttiva italiana agli occhi dei visitatori esteri da una parte e un’offerta espositiva multietnica dall’altra. Materiali, progetti e metodologie costruttive, strumenti e macchinari, i protagonisti di un ampio comparto che è stato protagonista a Bologna, una rassegna che ha proposto le novità del costruire in grado di influenzare in meglio la qualità e il comfort degli spazi in cui viviamo. 93.000 visitatori nei Padiglioni del 50mo SAIE che in questa edizione si è organizzata assieme a SAIE3, H2O, Expotunnel e Ambiente Lavoro. Un SAIE che è inoltre tornato a essere internazionale con i visitatori esteri che toccano quota 15.000 passando dal 5% dell’edizione 2013 al 15% nel 2014, rispetto al totale generale dei visitatori. Intenso lavoro di delegazioni estere arrivate a Bologna che in rappresentanza di 21 Paesi hanno realizzato quasi 1.000 incontri di business con aziende italiane interessate all’export. Ma il ritorno dei visitatori professionali da oltre confine al SAIE, segno di un rinnovato interesse per la capacità produttiva italiana, è andato ben al oltre le delegazioni organizzate, registrando un importante aumento e triplicando il numero dei visitatori esteri della passata edizione. Visitatori esteri da oltre 90 Paesi tra cui Francia, Germania, Paesi
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Baltici, Russia, Brasile, Spagna, Turchia e Israele. Visitatori esteri che hanno ricominciato a venire a Bologna in occasione di una manifestazione ritornata ad essere vetrina della migliore industria italiana e straniera. Il Saie 50mo ha inoltre registrato la presenza record di 1408 espositori, di cui 208 esteri, che hanno occupato oltre 102.000 mq tra le aree interne e le aree esterne. Si sono tenuti 452 tra convegni, workshop e seminari professionali tenuti da 2.581 tra relatori e docenti. All’intenso programma di convegni hanno partecipato ben 41.257 persone. Quest’anno l’offerta formativa all’interno della SAIE Academy, realizzata in collaborazione con le principali Università italiane e gli Ordini professionali, ha segnato un altro record positivo di oltre 9.000 iscritti, che hanno ottenuto crediti formativi per il proprio aggiornamento professionale.
di Beatrice Guidi
EXHIBITION SAIE3
www.saie3.com
E dopo questo grande successo autunnale, SAIE3 - Salone internazionale della filiera del serramento e delle finiture per interni ed esterni - tornerà a presentarsi nella sua totalità espositiva dal 18 al 20 Febbraio 2015 presentando l’universo del serramento, dalla A alla Z. Novità assoluta del Salone SAIE3 2015 sarà l’area tematica denominata X-TEK, che
presenterà tutti i sistemi e le tecnologie legate alla chiusura dell’involucro edilizio. Durante la manifestazione autunnale nel padiglione dedicato al SAIE3 abbiamo, però, già avuto modo di raccogliere le novità di alcuni espositori, in particolare riguardo i sistemi di posa, i componenti accessori del serramento e i suoi volti moderni in termini materici e cromatici. “Entusiasmi” che troverete nella sezione “Innovazioni” nel prossimo numero. Tecnologia innovativa, aspetto estetico e performance energetica le parole chiave di un mondo delle costruzioni sempre più rivolto alla qualità, alla sicurezza e alla domotica; di cui il SAIE ci ha restituito una visione globale.
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