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395_ILLEGNO_2026

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cover: FLORIAN S.P.A.

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Bimestrale: Poste Italiane s.p.a.

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WOODY FIRE: Una linea completa di combustibili solidi ottenuti tramite cippatura di materie prime costituite da essenze di latifoglie, in forma di tronchi e tutti i derivati come refile, cippato e segatura. Scegliere una fonte energetica rinnovabile, che deriva da materie prime di origine vegetale, è diventato di rilevante importanza negli ultimi tempi, dove la salvaguardia ambientale e la filiera sostenibile giocano un ruolo essenziale. Florian ha deciso di contribuire a questo cambiamento immettendo sul mercato combustibili naturali, senza aggiunta di additivi, dando nuova veste agli scarti di lavorazione e creando valore aggiunto. La vasta gamma di prodotti Woody Fire è nata quindi per soddisfare ogni tipo di esigenza e include sia i combustibili naturali, con i pellet, bricchette e sticks, sia la legna da ardere, disponibile in bancali di diverse misure.

WOODY FIRE: A complete line of wood fuels. Choosing a renewable energy source, which comes from raw materials of plant origin, has become of considerable importance in recent times, where environmental protection and sustainable supply chains play an essential role. Florian decided to contribute to this change by bringing natural fuels onto the market, without adding additives, giving new life to processing waste and creating added value. The wide range of Woody Fire products was born therefore to satisfy every type of need and includes both natural fuels, with pellets, briketts and sticks, and firewood, available on pallets of different sizes.

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Rivista bimestrale

Il Legno, rivista di riferimento per il settore, riscuotendo una puntuale attenzione tra operatori commerciali, trasformatori e utilizzatori della materia prima legno e dei suoi derivati, di semilavorati e di prodotti finiti in tutti i settori di impiego. Tratta argomenti quali la produzione forestale, l’importazione e il commercio di legname, la trasformazione e la produzione di semilavorati, le macchine e le tecnologie per la prima lavorazione del legno, per l’essiccazione e per la trasformazione e l’utilizzo delle biomasse

02 COLOPHON

07

EDITORIALE

di Sonia Maritan

NZEB AWARD 2026 A LDDL

NZEB AWARD 2026 TO LDDL

08 SCIENZE AGRARIE, FORESTALI E ALIMENTARI

di Corrado Cremonini

SPECIE LEGNOSE

PER I SERRAMENTI DI DOMANI

WOOD SPECIES FOR THE WINDOWS AND DOORS OF TOMORROW

13 COVER FOCUS EUROBOIS

14 FOCUS EUROBOIS

INTERVISTA ALEXANDRA MONCORGÉ

di Pietro Ferrari

24

FOCUS EUROBOIS

INTERVISTA PRIMULTINI

di Pietro Ferrari

PRIMULTINI, LA SEGHERIA DEL FUTURO

PRIMULTINI, THE SAWMILL OF THE FUTURE

28 FOCUS EUROBOIS

INTERVISTA SARMAX

di Pietro Ferrari

LA RICERCA DELLA QUALITÀ THE PURSUIT OF QUALITY

32 FOCUS EUROBOIS

INTERVISTA TERMOLEGNO

di Pietro Ferrari

TERMOLEGNO: INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ E DIALOGO

COSTANTE CON IL CLIENTE

TERMOLEGNO: INNOVATION, SUSTAINABILITY, AND CONSTANT CUSTOMER DIALOGUE

APPUNTAMENTO A EUROBOIS LIONE

SEE YOU AT EUROBOIS LYON

18 FOCUS EUROBOIS

INTERVISTA BIGonDRY

di Pietro Ferrari

VALORIZZARE IL LEGNO IN TUTTI I SUOI ASPETTI

VALORIZING WOOD IN ALL ITS ASPECTS

22 FOCUS EUROBOIS

INTERVISTA MiCROTEC

di Pietro Ferrari

L'INNOVAZIONE SU MISURA

TAILOR-MADE INNOVATION

36

LA SETTIMANA DEL LEGNO

di Agata Tonetti e Massimo Rossetti WOOD SNOEZELEN: IL PROGETTO INNOVATIVO DI UNA STANZA MULTISENSORIALE IN LEGNO NON TRATTATO PER PERSONE CON DISABILITÀ

WOOD SNOEZELEN: THE INNOVATIVE PROJECT FOR A MULTISENSORY ROOM

MADE OF UNTREATED WOOD FOR PEOPLE WITH DISABILITIESWOOD SNOEZELEN: THE INNOVATIVE PROJECT FOR A MULTISENSORY ROOM MADE OF UNTREATED WOOD FOR PEOPLE WITH DISABILITIES

46 ARTIS SERVARE II PARTE

di Gianfranco Magri IL BUON DISINFESTATORE DI TARLI THE GOOD WOODWORM EXTINCTOR

50 ANTEPRIMA PROGETTO FUOCO

di Sonia Maritan LA BIOENERGIA TERMICA LEGNOSA WOOD-BASED THERMAL BIOENERGY

58 AZIENDE MILLER MAC

di Iacopo Lena SOLUZIONI SU MISURA PER IL RICICLO E LA MACINAZIONE INDUSTRIALE TAILORED SOLUTIONS FOR RECYCLING AND INDUSTRIAL GRINDING

60 FIERE IDA

di Sonia Maritan LO SVILUPPO AFRICANO AFRICAN DEVELOPMENT

64 CLUSTER NAZIONALE ITALIA FORESTA LEGNO REGIONE LOMBARDIA

di Sonia Maritan IL PROGETTO “ROOTS” THE PROJECT “ROOTS”

68 AZIENDE LUCE&LIGHT

Marzia e Silvia Busa IL TEAK SI ILLUMINA TEAK LIGHTS UP

70 ARTE IN LEGNO PIETRO ARNOLDI

a cura della Redazione FANTASIA DELL’UOMO, POTENZA DELLA TECNOLOGIA PER CREARE ARTE MAN'S IMAGINATION, TECHNOLOGY POWER TO CREATE ART

ESSENZE EUROPEE

Abete Austria, Abete Vaporato, Acacia, Acero, Carpino, Castagno, Cedro, Ciliegio, Cirmolo, Faggio, Faggio Vaporato, Frassino, Larice Austria, Larice Vaporato, Larice Siberiano, Melo, Noce Nazionale, Olivo, Olmo, Ontano, Pero, Pioppo, Pino Austria, Rovere, Tiglio.

ESSENZE AMERICANE

Black Walnut, Cedro Canadese, Cherry, Cipresso, Douglas, Red Elm, Tulipier, Yellow Pine.

ESSENZE TROPICALI

Afromosia, Bubinga, Doussié, Iroko, Mogano Sapelli, Okoumè, Palma Nera, Teak, Wengé, Zebrano.

PANNELLI E SEMILAVORATI

Lamellari di Rovere, Lamellari di Castagno, Lamellari di Frassino, Lamellari di Rovere Rosso, Multistrati di Okoumè.

EDITORIALE

NZEB AWARD 2026 A LDDL

A Klimahouse il 29 gennaio scorso le LDDL - Le Donne Del Legno hanno presentato il convegno “COSTRUIRE

SALUTE: Progettare per prevenireProgettare per stare bene” – con il patrocinio del TESAF - Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Università di Padova, dell’IRSA - Istituto Ricerche Scienze dell’Abitare, dell’Associazione ProgettoCasaBioEcologica, di AIDIA - Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti sezione della Spezia, di InArch-Istituto Nazionale di Architettura Triveneto –ponendo l’attenzione sul benessere negli spazi chiusi.

L’Associazione culturale de LE DONNE DEL LEGNO ha lo scopo di promuovere la ricerca in tutti i settori per un uso consapevole e sostenibile del legno e delle risorse naturali con il fine del benessere delle persone, del pianeta e di tutti gli esseri viventi.

A Klimahouse LDDL sostenendo l’architettura biofila, hanno discusso di bioarchitettura, di architettura vernacolare, di medicina dell’abitare, presentando progetti che combinano analisi preliminari, quali la bioclimatica e la geobiologica, proponendo soluzioni performanti per il risparmio energetico, il comfort e la salute. La motivazione del premio a LDDL –riportata di seguito – ricevuto il 31 gennaio scorso a Bolzano rappre-

NZEB AWARD 2026 TO LDDL

senta un primo riconoscimento pubblico a conferma che il lavoro intrapreso è corretto e riconosciuto come valido anche dall’esterno.

“Il premio nZEB Award 2026 assegnato dagli nZEB Partners (Amonn, Exrg , Internorm e Riwega ) a L e Donne del Legno (LDDL) nasce dalla condivisione di una visione comune del costruire, attenta alla sostenibilità ambientale, alla qualità dell’abitare e al ruolo centrale dei materiali naturali, in particolare del legno. Attraverso attività di formazione, divulgazione ed eventi culturali a livello nazionale, Le Donne Del Legno favoriscono un approccio all’architettura che valorizza il legno come materiale vivo e rinno-

At Klimahouse on January 29th, LDDL - Le Donne Del Legno (Women of Wood) presented the conference "COSTRUIRE SALUTE: Progettare per prevenire - Progettare per stare benel" – sponsored by TESAF - Department of Territory and Agroforestry Systems of the University of Padua, IRSA - Research Institute for Living Sciences, the ProgettoCasaBioEcologica Association, AIDIA - Italian Association of

Un momento della premiazione degli nZEB Partners a LDDL il 31 gennaio scorso a Bolzano in occasione della XXI edizione di Klimahouse (Foto credits: YouTrade). In particolare, da destra a sinsitra: Claudio Pichler, Teresa Cervino, Viviana Deruto, Giovanna Fongaro, Cristina Rizzi-Mengon (davanti), Lucia Krasovec-Lucas, Elena Lippi, Sonia Maritan, Beatrice Spirandelli, Elisa Spadoni e Claudia Bedini

vabile, capace di contribuire alla realizzazione di edifici salubri, confortevoli e a basso impatto ambientale. Questa attività rafforza l’impegno degli nZEB Partners nel promuovere un modello di edilizia sostenibile che integri efficienza energetica, qualità dell’involucro edilizio e salute indoor, riportando il progetto al centro di una visione umana e responsabile dell’abitare”.

Women Engineers and Architects, La Spezia Section, and InArch - National Institute of Architecture of the Triveneto Region – focusing on well-being in indoor spaces.

The cultural association LE DONNE DEL LEGNO aims to promote research in all sectors for the conscious and sustainable use of wood and natural resources for the well-being of people, the planet, and all living beings.

SCIENZE AGRARIE, FORESTALI E ALIMENTARI

SPECIE LEGNOSE PER I SERRAMENTI DI DOMANI

IL CONTRIBUTO FOCALIZZA L’ATTENZIONE SULLE SPECIE LEGNOSE CHE POTREBBERO DIVENTARE DI INTERESSE PER IL SERRAMENTO IN LEGNO NEL CONTESTO DI UN SETTORE CHE STA VIVENDO UNA DINAMICA EVOLUTIVA MOLTO VELOCE. ANALIZZA LE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO DELLE SPECIE LEGNOSE PARTENDO DA QUELLE DI USO CORRENTE E ILLUSTRANDO LE PRINCIPALI CRITICITÀ E LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO LEGATE ALLE PROBLEMATICHE DI APPROVVIGIONAMENTO E AI CAMBIAMENTI DEL MERCATO DEL LEGNO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’UTILIZZO DI SPECIE EUROPEE O LOCALI, ANCHE MODIFICATE TERMICAMENTE O CHIMICAMENTE, IN SOSTITUZIONE DI QUELLE ATTUALMENTE IMPIEGATE.

Questo contributo sarà parte del dossier “Il cuore lamellare del serramento” raccolto insieme agli interventi di tutti gli altri relatori, in occasione del convegno del 12 febbraio 2026 e pubblicati anche su Sistema Serramento. Ne “Il Legno” proponiamo solo questo particolarmente interessante per il target della rivista.

L’industria italiana dei prodotti legnosi importa più dell’80% delle materie prime dall’estero nonostante la produzione legnosa delle foreste italiane superi in quantità quella di altri Paesi europei.

Il settore dei serramenti di legno non si discosta dal resto del comparto legno-arredo. Fino a pochi anni fa il legname e i semilavorati di importazione, erano reperibili in quantità elevate e a prezzi relativamente bassi. Oggi assistiamo a un profondo mu-

tamento nelle filiere di approvvigionamento della materia prima legno e dei suoi derivati.

Se da un lato gli scenari economici sono in veloce evoluzione e si prospettano crescenti difficoltà nell’ac-

quisto di segati e semilavorati sui mercati internazionali a causa della difficile situazione geopolitica mondiale, è anche vero che alcuni legnami e prodotti derivati come il legno lamellare tradizionalmente utilizzati per la produzione del serramento hanno fatto registrare un aumento significativo dei costi o non sono più disponibili per sopraggiunte limitazioni nel commercio a causa di embarghi ONU/UE o, per quelle specie legnose oggetto di uno sfruttamento eccessivo (Convenzione CITES) o dell’entrata in vigore di norme volte a preservare il patrimonio forestale (Regolamento EUTR / EUDR).

Sicuramente nel medio periodo il settore del serramento di legno, considerando anche le crescenti difficoltà di individuare fonti di approvvigionamento che non sempre garantiscono trasparenza e rispetto delle normative

08
di PhD Corrado Cremonini
Università degli Studi di Torino (DISAFA)

In queste pagine, alcune fotografie scattate da Sonia Maritan in Val di Rabbi, una valle laterale della Val di Sole in Trentino, un paradiso naturale incontaminato all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio

UE sul legno illegale e deforestazione, dovrà individuare specie legnose alternative a quelle oggigiorno utilizzate e, almeno in parte, riposizionarsi verso un approvvigionamento locale, non solo proveniente da foresta ma anche da impianti di arboricoltura da legno, laddove con il termine locale si intende nazionale o in ambito comunitario.

È ben noto infatti come una scarsa e discontinua disponibilità di assortimenti di origine locale, unitamente a un pregiudizio di vecchia data sulla qualità del legname locale, ha da sempre disincentivato una valorizzazione del nostro legname che invece per alcune nicchie di prodotto o di mercato potrebbe trovare una più giusta collocazione, anche nel serramento di legno.

In altri termini, pensando a specie tropicali come i mogani africani (Sipo, Sapeli e Khaya), piuttosto che all’Iroko o l’asiatico Meranti, non si può non concludere che queste specie hanno ormai esaurito il loro ciclo “commerciale” e il loro approvvigionamento, per le sopracitate ragioni, sarà sempre più difficile e oneroso. Se a questo si aggiunge l’impatto che i cambiamenti climatici in atto stanno avendo sui boschi di conifera, nel breve-medio periodo avremo sicuramente una diminuzione della disponibilità di segati di conifera (Larice, Douglasia, Pino e Abete) di qualità idonea per la produzione di serramenti di legno.

In realtà se pensiamo che a livello mondiale le specie legnose conosciute e classificate sono circa 30.000 mentre quelle importanti a livello commerciale sono alcune centinaia (329 specie secondo la norma EN 13556) e, nel campo del serramento, quelle utilizzate circa una ventina, ci rendiamo conto di quali prospettive possano aprirsi al settore. Tra le specie legnose di più recente introduzione nel settore del serramento annoveriamo sicuramente l’Eucalyptus grandis (ROSE GUM o RED GRANDIS).

Si tratta nella fattispecie di una specie ampiamente utilizzata in arboricoltura

da legno in Sudamerica, in grado di fornire assortimenti da sega con un turno di 20 anni. Il suo legno presenta ottime caratteristiche di resistenza meccanica e, in base alla provenienza e all’età di taglio, una buona o anche ottima durabilità naturale. Questa specie, grazie alla sua disponibilità, alla maggiore sostenibilità ambientale derivante dall’essere cresciuta in impianti di arboricoltura da legno e non in foresta e dalla possibilità di acquistare segati e semilavorati certificati FSC, rappresenta una valida alternativa a specie africane o asiatiche.

In maniera del tutto similare, anche

altre specie legnose a rapido accrescimento tra le quali anche il Pioppo,

seppur con alcune limitazioni o modificazioni (esempio legno termotrattato), si prestano alla realizzazione di serramenti di legno.

Sempre nel contesto degli impianti di arboricoltura da legno si sottolinea come nelle regioni del Centro e Sudamerica si registra una buona disponibilità di assortimenti di legno di Teak che, per diverse ragioni, non

WOOD SPECIES FOR THE WINDOWS AND DOORS OF TOMORROW

THIS CONTRIBUTION FOCUSES ON WOOD SPECIES THAT COULD BECOME OF INTEREST FOR WOODEN WINDOWS AND DOORS IN A SECTOR EXPERIENCING VERY RAPIDLY EVOLVING. DEVELOPMENT OPPORTUNITIES FOR WOOD SPECIES STARTING WITH THOSE IN CURRENT USE AND ILLUSTRATING THE MAIN CRITICAL ISSUES AND DEVELOPMENT PROSPECTS RELATED TO SUPPLY ISSUES AND CHANGES IN THE WOOD MARKET, WITH PARTICULAR REFERENCE TO THE USE OF EUROPEAN OR LOCAL SPECIES, EVEN

sono idonei a essere utilizzati nell’industria della nautica da diporto. Questa specie, ben nota per le sue caratteristiche di resistenza, durabilità e stabilità dimensionale, ben si presterebbe a essere utilizzata sia come legno massiccio sia come legno lamellare nella produzione di serramenti.

Sicuramente, già nel breve periodo, le citate problematiche obbligheranno la filiera a intraprendere un percorso virtuoso individuando fonti di approvvigionamento alternative e a rivalutare la materia prima di origine nazionale. Il cambiamento che si prospetta al settore non deve essere visto come una minaccia a un comparto già da anni in stato di sofferenza ma come un’opportunità di sviluppo per trasformare il tessuto produttivo con potenziali ricadute anche sulle nostre foreste e sulla filiera della prima trasformazione nazionale.

Nasce quindi l’esigenza di uno sforzo congiunto e sistemico al fine di superare le criticità che caratterizzano la scarsa integrazione del comparto e una visione più allargata sulla disponibilità di legnami idonei alla realizzazione del serramento unitamente a una maggior attenzione all’innovazione del settore.

THERMALLY OR CHEMICALLY MODIFIED, TO REPLACE THOSE CURRENTLY USED.

This contribution will be part of the dossier "The Laminated Heart of Windows and Doors," collected together with the contributions of all the other speakers at the conference on February 12, 2026, and also published in Sistema Serramento. In "Il Legno," we offer only this one, which is particularly interesting for the magazine's target audience.

WOODWORKING TECHNOLOGY

Hall 25, Stand L25

FOCUS EUROBOIS

IL MONDO DEL LEGNO A LIONE

Anche l'edizione 2026 di Eurobois si chiude con un ottimo successo: la scelta di presentarsi come una panoramica generale sul settore del legno, del mobile e dell'architettura ha pagato, portando una presenza di visitatori qualificati su una proposta di grande rilievo tecnologico e commerciale. Nelle pagine che seguono raccontiamo attraverso le parole degli organizzatori e degli espositori questo momento di valenza positiva con una ricaduta salutare sul settore nel suo complesso.

THE WORLD OF WOOD IN LYON

The 2026 edition of Eurobois also concluded with great success: the decision to present itself as a comprehensive overview of the wood, furniture, and architecture sectors paid off, attracting qualified visitors to a highly significant technological and commercial offering.

In the following pages, we recount, through the words of the organizers and exhibitors, this moment of positive significance, with its beneficial impact on the sector as a whole.

APPUNTAMENTO A EUROBOIS LIONE

In apertura: Alexandra Moncorgé, direttrice del salone Eurobois.

Alcune immagini di Eurobois

Credit: Edouard Marano.

Incontriamo in apertura della nostra serie di interviste Alexandra Moncorgé, direttrice del salone Eurobois, ma anche di Paysalia-Rocalia e di Piscine Global, un ventaglio di manifestazioni che vanno a coprire un universo significativo di espositori.

Pietro Ferrari - Qual è l’impressione di questi primi giorni di Eurobois?

di Pietro Ferrari

Alexandra Moncorgé - Un’impressione positiva, una bella atmosfera in cui i visitatori hanno il piacere di ritrovare un numero significativo di aziende in grado di offrire innovazione e originalità.

Pietro Ferrari - Anche se ci troviamo in una fase di mercato globale piuttosto complessa… Che tipo di visitatore è presente in fiera?

Alexandra Moncorgé - Si tratta di un visitatore di carattere decisamente nazionale, anche se non possiamo nascondere una importante percentuale di visitatori regionali, proprio per la rilevanza del settore legno nella zona Rhône-Alpes. Ciononostante il nostro progetto è attrattivo per tutta la Francia. Consideriamo che l’impegno da parte dell’organizzatore è quello di allargare sempre di più l’utenza di questo salone non solo sul mercato nazionale ma anche su quello internazionale. Nel mio mandato mi propongo di sviluppare ulteriormente la rilevanza internazionale di questa manifestazione.

Pietro Ferrari - Nelle scorse edizioni abbiamo visto uno sguardo attento sul Magreb…

Alexandra Moncorgé - Questa attenzione sull’area Nordafricana e non solo continua: abbiamo avuto ieri il piacere di accogliere una delegazione marocchina.

Pietro Ferrari - La presenza italiana continua a essere significativa?

Alexandra Moncorgé - Abbiamo potuto contare su diverse delegazioni italiane, una ieri, un’altra oggi: il dialogo intenso con il partner italiano porta frutti sempre maggiori di anno in anno. Diciamo che la necessità di una visita a Eurobois è particolarmente evidente sia dal punto di vista dell’aggiornamento tecnologico sia da quello della presenza di un mercato del settore legno molto vivace e attento all’innovazione.

Pietro Ferrari - Qual è la filosofia che è alla base del vostro progetto di Eurobois?

Alexandra Moncorgé - La filosofia parte dal concetto che una fiera è un investimento per l’espositore ma anche per il visitatore: si tratta di allestire uno spazio ma non va dimenticato anche che si tratta di giorni di lavoro che rappresentano un tempo

che è anche denaro e, quindi, una fiera dev’essere efficace in termini economici e non si tratta di qualcosa di aleatorio ma di qualcosa che deve portare un vantaggio e dunque essere efficace: efficacia è la parola chiave della filosofia che abbiamo scelto per Eurobois.

Pietro Ferrari - Quali sono le strade per arrivare a questo risultato di efficacia?

Alexandra Moncorgé - Attraverso la qualificazione dell’offerta da parte degli espositori, attraverso la proposta di soluzioni che si vedranno domani sul mercato e che i visitatori sanno, per esperienza, di trovare qui.

Pietro Ferrari - Il dialogo con la città come si svolge?

Alexandra Moncorgé - Per una città una fiera come Eurobois, come tutte le fiere fortemente specializzate e attrative, è estremamente importante. L’accoglienza fieristica è una voce importante nell’hotellerie, nella ristorazione e nei servizi in genere, è un’attrattiva supplementare per il sistema di accoglienza.

Pietro Ferrari - Si parlava di settori differenti: trova che la capacità di questa manifestazione di seguire tutto il cammino della filiera dalla foresta al mobile sia particolarmente significativa: come si muovono tra loro i differenti settori?

Alexandra Moncorgé - Possiamo dire che la completezza di gamma che rappresenta i diversi settori della filiera resta equilibrata, proprio

nella prospettiva di avere un’efficacia anche dal punto di vista della completezza di gamma. È cresciuta in questa edizione 2026 in termini qualitativi anche la proposta di seconda lavorazione che ha visto la presenza completa di espositori in tutti i segmenti del mercato.

Pietro Ferrari - È forse un po’ presto per parlare dell’edizione del 2028

We open our series of interviews with Alexandra Moncorgé, director of the Eurobois trade show, as well as Paysalia-Rocalia and Piscine Global, a range of events that encompass a significant range of exhibitors.

Pietro Ferrari - What are your impressions of these first few days of Eurobois?

Alexandra Moncorgé - A positive impression, a great atmosphere

ma in quale direzione intendete muovervi?

Alexandra Moncorgé - In realtà abbiamo già analizzato e preparato la direzione da prendere e nei prossimi giorni saremo già pronti a muoverci.

Pietro Ferrari - C’è qualche sogno nel cassetto?

Alexandra Moncorgé - Certamente e presto saremo in grado di raccontarli.

where visitors are pleased to find a significant number of companies offering innovation and originality.

Pietro Ferrari - Even though we find ourselves in a rather complex global market phase… What type of visitor comes to the trade show?

Alexandra Moncorgé - They are decidedly national visitors, although we can't deny that there is a significant percentage of regional visitors, precisely because of the importance of the wood sector in the Rhône-Alpes region. Nevertheless, our project is attractive to all of

France. We believe the organizer's commitment is to continually expand the audience for this show, not only within the domestic market but also internationally. During my mandate, I intend to further develop the international relevance of this event.

Pietro Ferrari - In past editions, we've seen a keen focus on the Maghreb...

Alexandra Moncorgé - This focus on the North African region and beyond continues: yesterday we had the pleasure of welcoming a Moroccan delegation.

Pietro Ferrari - Is the Italian presence still significant?

Alexandra Moncorgé - We've been able to count on several Italian delegations, one yesterday, another today: the intense dialogue with our Italian partner bears ever-greater fruit year after year. Let's say that the need for a visit to Eurobois is particularly evident, both from the perspective of technological updates and the presence of a very lively and innovation-focused wood market.

Pietro Ferrari - What is the philosophy behind your Eurobois project?

Alexandra Moncorgé - The philosophy stems from the concept that a trade fair is an investment for the exhibitor but also for the visitor: it's about setting up a space, but it shouldn't be forgotten that these are days of work that represent time, which is also money. Therefore, a trade fair must be economically efficient, and therefore not something random but something that must bring a benefit and therefore be effective: effectiveness is the key word in the philosophy we chose for Eurobois.

Pietro Ferrari - What are the ways to achieve this effectiveness?

Alexandra Moncorgé - Through exhibitors' qualification of their offerings, by proposing solutions that will be seen on the market tomorrow and that visitors know, from experience, they can find here.

Pietro Ferrari - How does the dialogue with the city unfold?

Alexandra Moncorgé - For a city, a trade fair like Eurobois, like all highly specialized and attractive trade fairs, is extremely important. Trade fair hospitality is a key factor in the hotel, restaurant, and service industries in general; it's an additional attraction for the hospitality system.

Pietro Ferrari - We were talking about different sectors: do you find this event's ability to follow the entire supply chain, from forestry to furniture, particularly significant? How do the different sectors interact?

Alexandra Moncorgé - We can say that the comprehensive range representing the various sectors of the supply chain remains balanced, precisely with the aim of ensuring effectiveness in terms of product range completeness. The secondary processing offering also improved in this second edition in terms of quality, with exhibitors representing all market segments present.

Pietro Ferrari - It's perhaps a little early to talk about the 2028 edition, but in what direction do you intend to move?

Alexandra Moncorgé - We've actually already analyzed and prepared the direction we'll take, and we'll be ready to move forward in the next few days.

Pietro Ferrari - Are there any dreams you've dreamed of?

Alexandra Moncorgé - Certainly, and we'll be able to share them soon.

VALORIZZARE IL LEGNO IN TUTTI I SUOI ASPETTI

Incontriamo una presenza costante a Eurobois, BIGonDRY: con Michele Bigon facciamo il punto della situazione e dell'impegno di ricerca e sviluppo di questa storica e dinamica realtà.

Pietro Ferrari - Raccontiamo un pò questo percorso a Eurobois di Lione di BIGonDRY in tanti anni che voi siete presenti.

Michele Bigon - Eurobois è per noi un appuntamento fondamentale, sia per incontrare nuovi potenziali clienti sia per rivedere molti dei nostri clienti storici.

La Francia rappresenta un mercato molto importante e consolidato, e in questa edizione abbiamo percepito una forte soddisfazione da parte di chi utilizza i nostri impianti.

Molti clienti sono venuti a trovarci per confermare la qualità delle prestazioni, l’affidabilità nel tempo e l’assenza di problematiche operative: prestazioni stabili, assenza di criticità operative, continuità di processo e capacità di personalizzazione sono stati i temi più citati. Hanno riconosciuto anche la nostra capacità di adattare gli impianti alle loro esigenze specifiche. Questa vicinanza e fiducia sono per noi un segnale molto positivo. La percezione di vicinanza e affidabilità che i clienti ci hanno restituito è un indicatore importante della solidità del nostro approccio tecnico.

Pietro Ferrari - Un rapporto positivo con la clientela è sempre stata la vostra base ma noi vediamo anche che c'è stata una costante ricerca di in-

novazione e di prestazioni sempre maggiori che fanno un po' parte del DNA dell'azienda.

Michele Bigon - Assolutamente sì. BIGonDRY si è sempre distinta per il continuo perfezionamento degli impianti.

La nostra attività si basa su un miglioramento continuo sia dell’hardware sia dei modelli di processo. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato ottimizzare il rendimento del materiale trattato, dall’altro rendere il processo di essiccazione sempre più efficiente dal punto di vista energetico.

L’essiccazione è un processo intrinsecamente energivoro e il nostro team tecnico lavora costantemente per ridurre i consumi, migliorare la gestione termica e fornire ai clienti strumenti che permettano un impatto energetico sempre più contenuto. Per questo investiamo molto nell’analisi dei parametri di processo, nella gestione intelligente dell’energia e nella modellazione dei cicli.

di Pietro Ferrari
Michele Bigon allo stand BIGonDRY a Eurobois.

Pietro Ferrari - È un processo energivoro riconosciuto?

Michele Bigon - Sì, e lo è per natura. Da oltre vent’anni cerchiamo di far comprendere ai clienti che essiccare il legno significa far evaporare grandi quantità d’acqua, e questo richiede energia termica. Tradizionalmente le segherie ottenevano questa energia bruciando lo scarto, che un tempo era considerato un problema. Oggi, invece, lo scarto ha un valore commerciale: viene venduto per la produzione di energia o di pannelli. Di conseguenza, ridurre il fabbisogno energetico dell’essiccazione significa liberare biomassa valorizzabile, con un impatto diretto sul margine operativo.

Il nostro lavoro si concentra proprio sull’affinamento del processo: a parità di risultato finale, si può ottenere un ciclo molto energivoro oppure uno molto più efficiente. La differenza la fa la tecnologia di controllo e la qualità dell’impianto.

Pietro Ferrari - Come possiamo definire la qualità nell'essiccazione?

Michele Bigon - La qualità si gioca su due livelli.

Il primo è l’efficienza energetica.

Ridurre il consumo specifico (kWh/m³) è un obiettivo strategico per ogni segheria. L’ottimizzazione dei flussi d’aria, la gestione delle fasi di riscaldamento e la modulazione dei parametri psicrometrici sono elementi chiave.

Il secondo è la qualità del materiale essiccato.

La materia prima ha costi elevati e il cliente richiede massima resa: stabilità dimensionale, assenza di fessurazioni, tensioni interne ridotte, uniformità di umidità.

L’essiccazione è la base dell’intera filiera: un ciclo ben condotto migliora incollaggio, lavorabilità e durabilità.

Oggi i clienti accettano anche cicli più lunghi, se questo garantisce una resa migliore. E spesso il ciclo che garantisce la resa migliore è anche quello meno energivoro. La velocità non è più il parametro principale: la flessibilità dell’impianto e la qualità del risultato sono diventati centrali.

Pietro Ferrari - Stiamo parlando di una materia viva che deve essere trattata con cura e il legno fa parte di questa cura.

Michele Bigon - Esatto. E questo vale ancora di più per i processi di termomodificazione. Abbiamo sviluppato una tecnologia riconosciuta tra le migliori sul mercato, capace di ottenere materiali con prestazioni molto elevate. La nostra forza è la gestione ottimale del tempo di processo: in questo ambito abbiamo pochi rivali. Come nell’essiccazione, anche nella termomodificazione il tempo influisce direttamente sulla qualità finale. I clienti ce lo confermano: la qualità percepita del prodotto termomodificato è strettamente legata alla cura del processo.

Pietro Ferrari - Questo vuol dire che l'attenzione alla qualità è sempre maggiore e si collega anche all'utilizzo del legno in prodotti di design di altissimo livello: ci sono sempre più aziende produttrici attente ovviamente al costo ma anche al fattore qualità. Questo è molto diverso dai tempi in cui si essiccava in maniera "selvaggia", perché c'era il mercato che premeva, anche se voi non siete mai stati di questa scuola...

Michele Bigon - È vero. E proprio per questo la termomodificazione rappresenta un’opportunità straordinaria e apre scenari molto interessanti. Stiamo lavorando su specie legnose che oggi non hanno un valore commeciale, perché considerate poco interessanti dal punto di vista estetico o prestazionale.

Attraverso la termomodificazione possiamo valorizzare specie locali o sottoutilizzate, trasformandole in materiali con caratteristiche tecniche e visive molto superiori, senza aggiungere chimica e con un processo a basso impatto energetico.

Questo tipo di ricerca ha ricadute positive su tutta la filiera: essiccazione, vaporizzazione e trattamenti termici.

Pietro Ferrari - Dunque "sintonia fine", attenzione da ricercatori scientifici...

Michele Bigon - Esattamente. Se il

20 VALORIZING WOOD IN ALL ITS ASPECTS

materiale a monte è stato essiccato in modo troppo aggressivo, anche se appare sano, durante la termomodificazione emergono difetti nascosti che nel tempo diventerebbero evidenti. La termomodificazione è un processo delicato ma comunque invasivo per il legno: mette in luce eventuali errori commessi nelle fasi precedenti. Questo ci permette di capire dove la filiera, a livello globale, può ancora migliorare.

Pietro Ferrari - In questo momento stanno entrando sul mercato delle varietà legnose che portano delle criticità nell'essiccazione?

Michele Bigon - Sì. Il mercato è in una fase complessa: oltre alla pressione sulla risorsa Abete, i cambiamenti climatici stanno modificando la disponibilità delle specie.

L’Abete, ad esempio, tenderà a spostarsi sopra i mille metri. Questo porterà a un maggiore utilizzo di Pino e a un ritorno ai legni duri come Faggio e Frassino. Le grandi segherie si

We're seeing a consistent presence at Eurobois, BIGonDRY: with Michele Bigon, we take stock of the situation and the commitment to research and development of this historic and dynamic company.

Pietro Ferrari - Let's talk a little about BIGonDRY's journey at Eurobois in Lyon over the many years you've been present.

Michele Bigon - Eurobois is a key event for us, both for meeting new potential customers and for reuniting with many of our long-standing clients. France is a very important and consolidated market, and at this edition, we saw strong satisfaction from those who use our systems. Many customers came to visit us to confirm the quality of our performance, long-term reliability, and the absence of operational issues: stable performance, lack of operational issues, process continuity, and the ability to customize were the most frequently cited topics. They also recognized our ability to adapt our systems to their specific needs. This

stanno già preparando adattando i loro processi. Per noi è fondamentale mantenere un dialogo costante con i clienti per accompagnarli in questa transizione verso nuove specie e nuovi parametri di processo.

Pietro Ferrari - Qual è per sommi capi la direzione della ricerca di BIGonDRY?

Michele Bigon - Stiamo lavorando molto sull’ottimizzazione dei consumi, analizzando una quantità enorme di dati modellazione dei cicli e sviluppo di algoritmi di controllo avanzati.

Parallelamente stiamo studiando nuove essenze, anche provenienti da Asia e Africa, per comprenderne il comportamento e valorizzarle. E naturalmente continuiamo a investire in tecnologie integrate, in cui essiccazione, vaporizzazione e termomodificazione sono progettate come un unico sistema coerente che migliori la qualità del processo e del prodotto finale.

closeness and trust are a very positive sign for us. The perception of closeness and reliability that our customers have given us is an important indicator of the solidity of our technical approach.

Pietro Ferrari - A positive relationship with our customers has always been your foundation, but we also see a constant pursuit of innovation and ever-increasing performance, which are part of the company's DNA.

Michele Bigon - Absolutely. BIGonDRY has always stood out for its continuous improvement of its systems. Our business is based on continuous improvement of both hardware and process models. Our goal is twofold: on the one hand, to optimize the yield of the treated material, and on the other, to make the drying process increasingly energyefficient. Drying is an intrinsically energy-intensive process, and our technical team is constantly working to reduce consumption, improve thermal management, and provide customers with tools that allow for an increasingly lower energy impact. This is why we invest heavily in

process parameter analysis, intelligent energy management, and cycle modeling.

Pietro Ferrari - Is it a recognized energy-intensive process?

Michele Bigon - Yes, and it is by nature. For over twenty years, we've been trying to help our customers understand that drying wood means evaporating large quantities of water, which requires thermal energy. Traditionally, sawmills obtained this energy by burning waste, which was once considered a problem. Today, however, waste has a commercial value: it is sold for the production of energy or panels. Consequently, reducing the energy requirement for drying means freeing up valuable biomass, with a direct impact on operating margins. Our work focuses precisely on refining the process: for the same final result, you can achieve a very energy-intensive cycle or a much more efficient one. The difference lies in the control technology and the quality of the plant.

Pietro Ferrari - How can we define quality in drying?

Michele Bigon - Quality is achieved on two levels. The first is energy efficiency. Reducing specific consumption (kWh/m³) is a strategic objective for every sawmill. Optimizing air flow, managing heating phases, and modulating psychrometric parameters are key elements. The second is the quality of the dried material. Raw materials are expensive, and customers require maximum yield: dimensional stability, absence of cracks, reduced internal stress, and uniform moisture content. Drying is the foundation of the entire supply chain: a well-conducted cycle improves bonding, workability, and durability. Today, customers also accept longer cycles if this guarantees better yield. And often, the cycle that guarantees the best yield is also the least energy-intensive. Speed is no longer the primary parameter: system flexibility and the quality of the result have become crucial.

Pietro Ferrari - We're talking about a living material that must be treated with care, and wood is part of this care.

Michele Bigon - Exactly. And this is even more true for thermomodification processes. We've developed a technology recognized as one of the best on the market, capable of producing materials with very high performance. Our strength is optimal management of process time: in this area, we have few rivals.

As in drying, time directly affects final quality in thermomodification. Our customers confirm this: the perceived quality of the thermomodified product is closely linked to the care taken over the process.

Pietro Ferrari - This means that the focus on quality is everincreasing, and it's also linked to the use of wood in high-end design products: there are more and more manufacturers who are obviously attentive to cost, but also to quality. This is very

different from the days when wood was dried "wildly," because the market was pressing, even if you've never been one of those people...

Michele Bigon - It's true. And precisely for this reason, thermomodification represents an extraordinary opportunity and opens up very interesting scenarios. We're working on wood species that currently have no commercial value, because they're considered unattractive from an aesthetic or performance standpoint. Through thermomodification, we can enhance local or underutilized species, transforming them into materials with far superior technical and visual characteristics, without adding chemicals and with a low-energy impact process. This type of research has positive impacts on the entire supply chain: drying, steaming, and heat treatments.

Pietro Ferrari - So, "fine tuning," beware, scientific researchers...

Michele Bigon - Exactly. If the raw material has been dried too aggressively, even if it appears healthy, hidden defects emerge during thermomodification, which will become evident over time.

Thermomodification is a delicate but invasive process for the wood: it highlights any errors made in previous phases.

This allows us to understand where the supply chain, globally, can still improve.

Pietro Ferrari - Are wood varieties currently entering the market that pose drying challenges?

Michele Bigon - Yes. The market is in a complex phase: in addition to the pressure on spruce resources, climate change is altering the availability of species.

Spruce, for example, will tend to move above 1,000 meters. This will lead to greater use of pine and a return to hardwoods like beech and ash. Large sawmills are already preparing by adapting their processes. It is essential for us to maintain an ongoing dialogue with our customers to support them in this transition to new species and new process parameters.

Pietro Ferrari - What is the broad direction of BIGonDRY's research?

Michele Bigon - We're working hard on optimizing consumption, analyzing a huge amount of data, modeling cycles, and developing advanced control algorithms.

At the same time, we're studying new woods, including those from Asia and Africa, to understand their behavior and enhance their value.

And of course, we continue to invest in integrated technologies, in which drying, vaporization, and thermomodification are designed as a single, coherent system that improves the quality of the process and the final product.

Tra le presenze più autorevoli a Eurobois possiamo includere MiCROTEC: MiCROTEC è il leader mondiale della tecnologia di scansione e ottimizzazione per l’industria del legno. L’azienda si distingue per l’approccio di partnership con i clienti, in costante lavoro per "alzare l'asticella" nell'industria della segheria e della lavorazione del legno.

Nell'elegante e suggestivo stand dell'azienda ci accolgono la direttrice marketing Melanie Kaindl e la sua collaboratrice Nadia Eisenstecken.

Pietro Ferrari - Siete espositori a Eurobois da lunga data se non sbaglio?

L'INNOVAZIONE SU MISURA

MiCROTEC - Come MiCROTEC siamo stati espositori dagli inizi, come siamo sempre stati presenti a Expobois a Parigi. Siamo molto contenti di aver trovato a Lione una sede fieristica dinamica e con un ottimo posizionamento.

Pietro Ferrari - Io stesso, con la mia casa editrice, sono stato espositore e visitatore di Eurobois ed è importante vedere come riesca a rappresentare tutti i segmenti della lavorazione del legno e della produzione del mobile, del serramento e delle case in legno. Che tipo di visitatori sono nel vostro mirino qui a Eurobois?

MiCROTEC - Siamo interessati a un’ampia gamma di visitatori, dalla segheria in giù, perché MiCROTEC non è solo scansione e prima lavorazione del legno ma anche quello che segue. MiCROTEC offre tecnologie che accompagnano il materiale lungo tutta la filiera, dalla segheria alle applicazioni strutturali e fino ai prodotti finiti.

22 di Pietro Ferrari
Melanie Kaindl e Nadia Eisenstecken allo stand MiCROTEC a Eurobois.

Pietro Ferrari - Qui in Francia ci sono delle aree molto interessanti dal punto di vista forestale, sia per quanto riguarda le resinose sia per quanto riguarda le latifoglie, abbiamo anche una ricca produzione di costruzioni in legno, di mobile e serramento: in tutti i settori MiCROTEC ha qualcosa da offrire.

MiCROTEC - Abbiamo una vasta gamma di prodotti e sistemi progettati per soddisfare una grande esigenza di tecnologie in grado di rispondere alle esigenze di misurazione, classificazione e di ottimizzazione nei più diversi settori.

Il nostro obiettivo è ottimizzare il valore complessivo del materiale, non solo in termini di resistenza ma anche di qualità e resa, specialmente

TAILOR-MADE

INNOVATION

quando la materia prima è sempre più scarsa e quindi va utilizzata al meglio.

Pietro Ferrari - Il legno è una risorsa che diventa sempre più preziosa e nello stesso tempo più richiesta: questa è una doppia dinamica che rende sempre più necessario l'utilizzo di tecnologie come quelle che da decenni propone MiCROTEC.

Among the most influential exhibitors at Eurobois, we can include MiCROTEC: MiCROTEC is the world leader in scanning and optimization technology for the wood industry. The company stands out for its partnership approach with customers, constantly working to raise the bar in the sawmilling and woodworking industry. At the company's elegant and evocative stand, Head of Marketing Melanie Kaindl and her colleague Nadia Eisenstecken welcomed us.

Pietro Ferrari - You've been exhibiting at Eurobois for a long time, if I'm not mistaken?

MiCROTEC - We, like MiCROTEC, have been exhibiting since the beginning, just as we were present at Expobois in Paris. We are very pleased to have found a dynamic and well-located trade fair venue in Lyon.

Pietro Ferrari - I myself, with my publishing house, have been an exhibitor and visitor at Eurobois, and it's important to see how it manages to represent all segments of woodworking and the production of furniture, windows, and wooden houses. What kind of visitors are you targeting here at Eurobois?

MiCROTEC - We're interested in a wide range of visitors, from the sawmill down, because MiCROTEC isn't just about scanning and initial wood processing, but also about subsequent processing. MiCROTEC offers technologies that accompany the material throughout the entire

supply chain, from the sawmill to structural applications and up to the finished products.

Pietro Ferrari - Here in France, there are some very interesting areas from a forestry perspective, both for softwoods and hardwoods. We also have a rich production of wooden constructions, furniture, and windows: MiCROTEC has something to offer in all sectors.

MiCROTEC - We have a vast range of products and systems that meet the growing demand for technologies capable of meeting measurement, classification, and optimization needs in a wide variety of sectors.

Pietro Ferrari - Today, we're not just looking for structural performance, but also for aesthetics, as many structures are exposed than in the past.

MiCROTEC - Our goal is to optimize the overall value of the material, not only in terms of strength but also quality and performance, especially when raw materials are increasingly scarce and must be utilized to their fullest potential.

Pietro Ferrari - Wood is a resource that is becoming increasingly valuable and, at the same time, increasingly in demand: this dual dynamic makes the use of technologies like those MiCROTEC has been offering for decades increasingly necessary.

Le soluzioni innovative MiCROTEC

Incontriamo a Eurobois, presso lo stand del rivenditore VBI di Primultini, che raccoglie un vero e proprio cluster di prima lavorazione del legno, Giovanni Canova, direttore commerciale dello storico Gruppo italiano che raccoglie oltre un secolo di esperienza nella segheria.

Pietro Ferrari - La presenza di Primultini in Francia è storica...

Giovanni Canova - ... e come tale è riconosciuta: possiamo dire che il cliente francese conosce Primultini, apprezza i nostri macchinari e possiamo parlare in termini entusiastici anche del nostro rivenditore VBI, altrettanto storico, con cui stiamo realizzando dei progetti in Francia di grande rilievo.

Pietro Ferrari - Vedo che siete in grado di fornire una segheria chiavi in mano attraverso il coordinamento di diversi partner...

Giovanni Canova - Esattamente: noi siamo focalizzati sulla macchina di segheria, e proponiamo la segatronchi, multilame, refilatrice; però, attraverso i nostri partner siamo in grado di fornire tutto ciò che completa una segheria, dall’ingresso del tronco fino all’accatastatura finale. Con l’acquisizione del marchio Bongioanni ab-

PRIMULTINI, LA SEGHERIA DEL FUTURO

biamo integrato un know-how prezioso e completato il nostro portfolio prodotti. Sul fronte della qualità e della solidità, abbiamo scelto di mantenere la produzione totalmente interna: dal tornio per i volani ai centri di lavoro a controllo numerico, fino a operatori formati ed esperti. Questo ci consente un controllo diretto e costante sulla qualità assoluta delle macchine.

Pietro Ferrari - Quindi una concretezza di proposta che esprime il vantaggio di avere un unico fornitore con cui interfacciarsi.

Giovanni Canova - Come Primultini, inoltre, abbiamo delle partnership anche con altri attori di progetto –penso ad esempio a Microtec. I nostri clienti ci chiedono dei sistemi di automazione e di scannerizzazione sempre più evoluti: noi proponiamo i nostri sistemi di lettura 3D del tronco, che sono ben valutati dal mercato, ma chi desidera spingersi ancora oltre può contare su una collaborazione molto efficace con Microtec, che in molte applicazioni si è dimostrata estremamente performante.

Pietro Ferrari - Oggi quali sono le richieste che vengono dal cliente, certamente qualità del taglio… Giovanni Canova - La qualità del taglio è fondamentale, ma bisogna fare i conti con la difficoltà di reperire operatori qualificati, quindi la facilità d’uso delle macchine è un fattore chiave. Le tecnologie di segagione certamente non sono facili da usare, perché c’è un livello di competenze abbastanza alto, ma offrire un’ “interfaccia user friendly” con sistemi di ricognizione automatica della scelta di taglio permette all’operatore di lavo-

di Pietro Ferrari
Giovanni Canova allo stand Primultini a Eurobois.

rare meglio, di appassionarsi alla macchina e di contrastare la discontinuità del percorso lavorativo che si evidenzia oggi.

Pietro Ferrari - Possiamo dire che l’operatore di una macchina deve avere una competenza di base ma non dev’essere un ingegnere nucleare, perché la macchina lo aiuta e lo tutela in caso di errore e nel gestire una serie di operazioni.

Giovanni Canova - Non serve più l’esperienza del segantino di una volta, grazie ai sistemi di scannerizzazione 3D riusciamo a leggere il tronco e fornire all’operatore una rappresentazione visiva chiara e immediata. Le logiche di taglio nascono solitamente dalle scelte del gestore della segheria, quindi dal tipo di prodotto richiesto dal mercato. Il nostro software permette una comunicazione diretta tra l’ufficio e la segheria, in quanto funziona come un MES (Manufacturing Execution System): gli ordini interni vengono inviati direttamente dall’ufficio allo schermo dell’operatore, che li può inserire nell’ottimizzazione del tronco e, allo stesso tempo, dall’ufficio è possibile monitorare statistiche e andamento della produzione in tempo reale.

Pietro Ferrari - E questo diventa un patrimonio aziendale prezioso. Giovanni Canova - Non si tratta solo di costruire uno storico, ma di rispondere a un’esigenza concreta delle aziende moderne, che sono sempre più data-driven. Oggi il business si costruisce sui dati.

Il nostro impegno è rivolto all’automazione e alla digitalizzazione della segheria. L’obiettivo è rendere l’intero ciclo produttivo sempre più integrato, così da consentire al titolare di avere

una visione completa e in tempo reale di ciò che accade in produzione direttamente dall’ufficio, con il supporto di un numero ottimizzato di operatori. Abbiamo sistemi in cui un solo operatore controlla la segatronchi e la refilatrice automatica, in Val Pusteria,

grazie all’integrazione con Microtec, abbiamo un sistema con ciclo di taglio completamente automatico. Anche in Francia, gli ultimi progetti ci stanno dando grandi soddisfazioni: la possibilità di fare proposte efficienti con un numero ridotto di operatori

rappresenta un valore concreto per i nostri clienti.

Pietro Ferrari - Possiamo però dire che di pari passo alla riduzione del personale cresce anche la qualifica del personale. Voi stessi lo formate.

Giovanni Canova - All’interno dei "giorni di montaggio" che proponiamo al cliente ci sono sempre schede di training: non a caso, i nostri montatori spesso sono degli esperti che hanno lavorato in segheria.

Pietro Ferrari - Quindi da una parte macchine estremamente intelligenti e dall’altra personale che viene qualificato da voi stessi. Nell’esperienza più che centenaria di Primultini avete visto cambiare anche il legno?

Giovanni Canova - C’è una sempre maggiore attenzione all’ottimizzazione, la mancanza di tronchi che esiste in centro Europa è drammatica, aggravato negli ultimi anni anche dal bostrico, che ha causato danni rilevanti. Questo scenario ha cambiato il modo di pensare la macchina: fino a pochi anni fa le morse fisse erano ancora una soluzione diffusa, oggi invece le morse devono essere indipendenti per ottimizzare l’allineamento del tronco e, di conseguenza, il suo sfruttamento massimo.

Spettacolari visioni delle tecnologie Primultini

PRIMULTINI, THE SAWMILL OF THE FUTURE

At Eurobois, at the Primultini dealer VBI stand, which brings together a true cluster of primary woodworking professionals, we met Giovanni Canova, sales director of the historic Italian group with over a century of sawmill experience.

Pietro Ferrari - Primultini's presence in France is historic...

Giovanni Canova - ... and as such, it's recognized: we can say that French customers know Primultini and appreciate our machinery, and we can also speak enthusiastically of our equally historic dealer VBI, with whom we are completing major projects in France.

Pietro Ferrari - I see you're able to provide a turnkey sawmill through the coordination of several partners...

Giovanni Canova - Exactly: we focus on sawmill machinery, and we offer log band saws, multi-rip saws, and edgers; However, through our partners, we are able to provide everything that completes a sawmill, from log incoming to final stacking. With the acquisition of the Bongioanni brand, we have integrated valuable expertise and completed our product portfolio. In terms of quality and reliability, we have chosen to maintain entirely in-house production: from the flywheel lathe to the CNC machining centers, all the way to trained and experienced operators. This allows us direct and constant control over the absolute quality of the machines.

Pietro Ferrari - So, a concrete proposal that expresses the advantage of having a single supplier to interface with.

Giovanni Canova - Like Primultini, we also have partnerships with other project players – for example, Microtec. Our customers ask us for increasingly advanced automation and scanning systems: we offer our 3D log reading systems, which are highly regarded by the market, but those who want to go even further can count on a very effective collaboration with Microtec, which has proven extremely high-performance in many applications.

Pietro Ferrari - What are the customer demands today?

Cutting quality is certainly key…

Giovanni Canova - Cutting quality is crucial, but we must contend with the difficulty of finding qualified operators, so ease of use of the machines is a key factor. Sawing technologies are certainly not easy to use, because they require a fairly high level of expertise, but offering a user-friendly interface with automatic recognition systems for cutting choices allows the operator to work better, develop a passion for the machine, and counteract the discontinuity of the work process that is evident today.

Pietro Ferrari - We can say that a machine operator must have basic skills but not be a nuclear engineer, because the machine helps and protects them in the event of an error and in managing a series of operations.

Giovanni Canova - The experience of the sawyer of old is no longer necessary; thanks to 3D scanning systems, we can read the log and provide the operator with a clear and immediate visual representation. Cutting logic usually arises from the sawmill manager's decisions, and therefore from the type of product demanded by the market. Our software allows direct communication between the office and the sawmill, as it functions like a Manufacturing Execution System (MES): internal orders are sent directly from the office to the operator's screen, who can then enter them into the log optimization process. At the same time, statistics and production trends can be monitored in real time from the office. It's not just about building a history, but about responding to a concrete need of modern companies, which are increasingly data-driven. Today, business is built on data.

We are committed to the automation and digitalization of the sawmill. The goal is to make the entire production cycle increasingly integrated, allowing the owner to have a complete, real-time view of what's happening in production directly from the office, with the support of an optimized number of operators. We have systems where a single operator controls the log band saw and the automatic trimming machine; in Val Pusteria, thanks to integration with Microtec, we have a system with a fully automatic cutting cycle. In France, too, our latest projects are giving us great satisfaction: the ability to provide efficient solutions with a reduced number of operators represents a concrete value for our customers.

Pietro Ferrari - However, we can say that as the workforce is reduced, so is the qualifications of the staff. You train them yourselves.

Giovanni Canova - The "assembly days" we offer our clients always include training programs: it's no coincidence that our assemblers are often experts who have worked in sawmills.

Pietro Ferrari - So, on the one hand, extremely intelligent machines and, on the other, personnel who are trained by you.

In Primultini's more than a century of experience, have you also seen the wood industry change?

Giovanni Canova - There's an ever-increasing focus on optimization. The shortage of logs in Central Europe is dramatic, exacerbated in recent years by bark beetles, which have caused significant damage. This scenario has changed the way we think about machinery: until a few years ago, fixed clamps were still a common solution, but today, clamps must be independent to optimize log alignment and, consequently, maximize its utilization.

Allo stand di Sarmax, ben posizionato all’interno di Eurobois, incontriamo il titolare dell’azienda, Andrea Reggiani, con il quale scambiamo alcune considerazioni sulla presenza dell’azienda alla manifestazione.

Pietro Ferrari - Qual è la vostra sensazione rispetto a Eurobois 2026?

Andrea Reggiani - Abbiamo avuto fin da subito segnali positivi: già dalla difficoltà nel prenotare un albergo si percepiva come l’ospitalità fosse sotto pressione. C’era movimento fin dall’inizio della manifestazione, anzi già nella fase di allestimento. Nel complesso la fiera ci è parsa forse un po’ più compatta rispetto alle edizioni precedenti, ma i risultati di questi primi tre giorni ci sembrano decisamente positivi.

Pietro Ferrari - Cosa avete proposto qui a Lione?

Andrea Reggiani - Abbiamo portato alcune delle nostre macchine dedicate al trattamento degli elementi per carpenteria, tra cui spazzolatrici, impregnatrici e una levigatrice.

Pietro Ferrari - Il contenuto estetico ha un ruolo importante?

Andrea Reggiani - Assolutamente sì. La spazzolatrice è una macchina in

LA RICERCA DELLA QUALITÀ

grado di valorizzare la vena del legno, conferendo un effetto estetico di grande impatto. In Francia, inoltre, la ricchezza di latifoglie disponibili si presta particolarmente a risultati eleganti, soprattutto nei rivestimenti per pareti, molto apprezzati dal mercato.

Pietro Ferrari - Avete riscontrato un apprezzamento costante per il legno naturale?

Andrea Reggiani - Sì, nel mercato francese continua a essere apprezzata una certa tessitura del legno naturale. Lo stesso vale per l’Italia e direi che anche in Germania sta crescendo l’interesse per queste finiture che, molti anni fa, non venivano prese in considerazione.

Oggi, invece, assistiamo a una maggiore attenzione verso il valore estetico del materiale.

Pietro Ferrari - Dal punto di vista tecnico, avete presentato qualche innovazione particolare?

Andrea Reggiani - Abbiamo introdotto un modello di impregnatrice dotato di un sistema specifico per la pulizia delle travi lavorate su centri di lavoro ad alte prestazioni, proposti da aziende estremamente avanzate. In questi casi la trave subisce numerose lavorazioni all’interno di un unico centro e ottenere un’impregnazione perfetta con una macchina tradizionale diventa complesso. Per rispondere a questa esigenza abbiamo integrato dei soffioni d’aria che puliscono in modo mirato le zone interessate dalle lavorazioni.

di Pietro Ferrari
Andrea Reggiani allo stand Sarmax a Eurobois con il nostro Pietro Ferrari

Pietro Ferrari - Quindi avete risposto a un’esigenza generata dall’evoluzione tecnologica, per migliorare ulteriormente la qualità della finitura…

Andrea Reggiani - Esatto. Basti pensare al sottotetto che, in passato, tendeva a essere uno spazio da nascondere, mentre oggi diventa un ambiente abitativo a tutti gli effetti. In Italia questa tendenza è stata in parte anticipata e ora si sta diffondendo anche all’estero. Che si tratti di una cameretta o di uno studio, lo spazio del sottotetto assume un’importanza crescente ed è fondamentale che sia gradevole anche dal punto di vista estetico.

Pietro Ferrari - Certamente, anche perché la bellezza del legno viene ulteriormente valorizzata da una finitura di qualità, considerando inoltre l’ottima disponibilità di materia prima in Francia.

Andrea Reggiani - Infatti, anche in Italia, pur avendo una tradizione importante nella lavorazione del legno, una parte significativa della materia prima proviene proprio dalla Francia.

Pietro Ferrari - Ci sono altri aspetti innovativi che avete sviluppato?

Andrea Reggiani - Abbiamo lavorato anche sul fronte dei consumi energetici. Queste macchine montano ventilatori di una certa potenza e sono dotate di un sistema di ghigliottine che regolano l’apertura e la chiusura dei flussi d’aria. In questo modo, quando la macchina non è in fase operativa e si trova nei tempi morti, le saracinesche si chiudono, consentendo alla ventilazione di ricircolare senza assorbire l’intera potenza necessaria durante la lavorazione.

Pietro Ferrari - In questa fase di mer-

cato, come valutate la situazione generale?

Andrea Reggiani - Una contrazione c’è stata. Un anno fa, nel febbraio 2025, molte aziende avevano un portafoglio ordini che copriva circa dodici mesi di lavoro; oggi si è ridotto a sei mesi. Si è accorciata quella che possiamo definire la “fisarmonica” degli ordini. Qualcosa dovrebbe muoversi sul fronte degli incentivi.

Pietro Ferrari - Guardando al calendario fieristico, quali saranno i prossimi appuntamenti?

Aspetti dello stand Sarmax

Andrea Reggiani - Saremo a Milano nel mese di giugno e ad Atlanta, negli Stati Uniti, ad agosto.

Pietro Ferrari - State risentendo della politica americana sui dazi?

Andrea Reggiani - Meno di quanto ci aspettassimo. Il mercato statunitense è molto esigente, ma è anche disposto a sostenere un costo leggermente superiore in cambio di prestazioni elevate e di un risultato finale di qualità.

THE PURSUIT OF QUALITY

At the Sarmax stand, conveniently located within Eurobois, we met with the company's owner, Andrea Reggiani, and exchanged some thoughts on the company's presence at the event.

Pietro Ferrari - What are your feelings about Eurobois 2026?

Andrea Reggiani - We immediately saw positive signs: from the difficulty in booking a hotel, it was clear that hospitality was under pressure. There was activity right from the start of the event, even during the set-up phase. Overall, the fair seemed perhaps a little more compact than previous

editions, but the results of these first three days seem decidedly positive.

Pietro Ferrari - What did you propose here in Lyon?

Andrea Reggiani - We brought some of our machines dedicated to the treatment of carpentry elements, including brushing machines, impregnating machines, and a sanding machine.

Pietro Ferrari - Does aesthetics play an important role?

Andrea Reggiani - Absolutely. The brushing machine is a machine capable of enhancing the wood grain, creating a striking aesthetic effect. Furthermore, in France, the wealth of hardwoods available lends itself particularly well to elegant results, especially in wall coverings, which are highly sought after by the market.

Pietro Ferrari - Have you seen continued appreciation for natural wood?

Andrea Reggiani - Yes, a certain texture in natural wood continues to be appreciated in the French market.

The same is true in Italy, and I'd say that even in Germany, interest in these finishes is growing, which, many years ago, were overlooked. Today, however, we're seeing greater attention paid to the material's aesthetic value.

Pietro Ferrari - From a technical standpoint, have you introduced any particular innovations?

Andrea Reggiani - We've introduced an impregnating machine model equipped with a specific system for cleaning beams machined on high-performance machining centers, offered by extremely advanced companies. In these cases, the beam undergoes numerous processes within a single center, and achieving perfect impregnation with a traditional machine becomes complex. To meet this need, we integrated air jets that specifically clean the areas affected by the work.

Pietro Ferrari - So you've responded to a need generated by technological evolution, to further improve the quality of the finish...

Andrea Reggiani - Exactly. Just think of the attic, which in the past tended to be a hidden space, while today it becomes a fully-fledged living space.

This trend was partly anticipated in Italy and is now spreading abroad as well. Whether it's a bedroom or a study, the attic space is becoming increasingly important, and it's essential that it be aesthetically pleasing as well.

Pietro Ferrari - Certainly, also because the beauty of wood is further enhanced by a quality finish, especially considering the excellent availability of raw materials in France.

Andrea Reggiani - In fact, even in Italy, despite having a strong tradition in woodworking, a significant portion of the raw materials come from France.

Pietro Ferrari - Are there any other innovative aspects you've developed?

Andrea Reggiani - We've also worked on energy consumption. These machines are equipped with powerful fans and a system of shutters that regulate the opening and closing of air flows. This way, when the machine is not operating and is in idle mode, the shutters close, allowing ventilation to recirculate without absorbing the full power required during processing.

Pietro Ferrari - In this market phase, how do you assess the overall situation?

Andrea Reggiani - There has been a contraction. A year ago, in February 2025, many companies had an order backlog that covered about twelve months of work; today it has shrunk to six months. What we might call the "accordion" of orders has shortened. Something should change in terms of incentives.

Pietro Ferrari - Looking at the trade fair calendar, what are the upcoming events?

Andrea Reggiani - We'll be in Milan in June and in Atlanta, USA, in August.

Pietro Ferrari - Are you feeling the effects of US tariff policy?

Andrea Reggiani - Less than we expected. The US market is very demanding, but it's also willing to pay a slightly higher price in exchange for high performance and a quality end result.

TERMOLEGNO: INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ, DIALOGO COSTANTE CON IL CLIENTE

Incontriamo allo stand di Termolegno, in occasione di Eurobois, Irene e Ilaria Fornasier, dirigenti dell’azienda insieme al padre Agostino. Con loro approfondiamo i più recenti sviluppi nel campo dell’essiccazione del legno e la visione strategica che guida l’azienda.

Pietro Ferrari - Possiamo parlare delle proposte innovative che presentate in questa fase?

Termolegno - Negli ultimi anni abbiamo strutturato un reparto interno di Ricerca & Sviluppo dedicato allo studio di nuove tecnologie e processi. L’obiettivo è chiaro: proporre soluzioni realmente innovative, capaci di anticipare le esigenze del mercato.

Il nostro ufficio tecnico segue con attenzione sia la fase di progettazione sia quella di assistenza, accompagnando il cliente lungo tutto il percorso. Inoltre, disponiamo di un impianto prova installato in azienda, che ci consente di effettuare sperimentazioni e test in condizioni estremamente realistiche. Per noi innovazione significa investimento continuo: investiamo in competenze, in tecnologia e in sostenibilità, con la volontà di rispondere in anticipo ai bisogni dei nostri clienti, offrendo soluzioni concrete e misurabili.

Pietro Ferrari - Questo è particolarmente utile quando si parla di essiccazione discontinua…

Termolegno - In tutti i settori, dalla segagione delle resinose a quella delle latifoglie, fino ai produttori di imballaggi, gli obiettivi sono due: ridurre i

di Pietro Ferrari

costi di processo e aumentare la qualità. È proprio per questo che abbiamo rafforzato il nostro dipartimento R&S: stiamo sviluppando soluzioni di essiccazione discontinua che consentono di ottenere risparmi significativi, migliorando allo stesso tempo la qualità del prodotto finito.

Pietro Ferrari - Come funziona l’essiccazione discontinua?

Termolegno - L’essiccazione discontinua è una soluzione estremamente interessante perché, attraverso una gestione meno convenzionale dei parametri di processo, consente di ridurre sensibilmente i consumi, in particolare quelli elettrici ma anche quelli termici. Riduciamo i tempi di essiccazione, ma il vero vantaggio competitivo è l’aumento della qualità. Il processo prevede fasi di stabilizzazione del legno durante le quali, in base ai parametri impostati, è possi-

bile ridurre o addirittura sospendere riscaldamento e ventilazione. In questi momenti il legno si stabilizza, si “rilassa”, e l’operatore può proseguire l’essiccazione nelle condizioni più favorevoli per massimizzare il risultato qualitativo.

Attualmente stiamo conducendo test sul Faggio in collaborazione con una segheria tedesca, e i risultati sono estremamente soddisfacenti.

Pietro Ferrari - Il Faggio non è certamente facile…

Termolegno - Il Faggio richiede cicli più lunghi rispetto alle resinose e comportamenti più complessi da gestire. Proprio per questo siamo particolarmente soddisfatti: i risultati ottenuti dimostrano un importante risparmio energetico e una qualità superiore.

Anche il cliente è pienamente soddisfatto, perché l’investimento iniziale viene rapidamente ammortizzato.

Irene e Ilaria Fornasier allo stand Termolegno a Eurobois.

Lo stand Termolegno a Eurobois.

La fidelizzazione per noi è un percorso condiviso di crescita e sviluppo insieme ai nostri clienti: far parte di Termolegno significa intraprendere un cammino comune verso risultati concreti.

Pietro Ferrari - Si tratta poi di affrontare le specificità delle diverse varietà legnose…

Termolegno - Ogni essenza è diversa, e varia anche in base all’area geografica, al suolo, al clima e alla latitudine. L’essiccazione non può essere standardizzata in modo rigido: deve essere studiata su misura.

Per questo partiamo sempre dal legname del cliente.

Lo analizziamo, lo testiamo, e progettiamo l’impianto in funzione delle sue specifiche esigenze. Questo crea una vera partnership tecnica. Un’altra area in cui stiamo investendo molto è la digitalizzazione. I nostri sistemi di gestione dell’essiccazione si interfacciano con l’ERP aziendale e offriamo piattaforme cloud per la tracciabilità dei dati e la gestione dei cicli. Grazie all’integrazione tra software e hardware possiamo fornire report personalizzati per singolo cliente. Nel caso del trattamento termico HT dei pallet, ad esempio, è possibile generare documentazione specifica per ogni committente anche quando il ciclo comprende prodotti destinati a più clienti. Questo rappresenta un grande vantaggio operativo e uno strumento concreto per monitorare e migliorare le performance dell’impianto.

Pietro Ferrari - Mi sembra di capire che il cliente oggi non cerchi più soltanto la velocità di essiccazione… Termolegno - Esatto. Oggi il cliente cerca prima di tutto qualità. Il nostro metodo è chiaro: definiamo insieme al cliente il livello qualitativo desiderato e costruiamo il processo partendo da quel risultato. Solo successivamente interveniamo sull’ottimizzazione dei costi e dell’efficienza. Qualità e sostenibilità economica devono procedere insieme.

Ridurre i costi mantenendo – o meglio aumentando – la qualità, significa consentire al cliente di essere competitivo sul mercato con un prezzo sostenibile.

Non va dimenticato che un’essiccazione corretta riduce drasticamente gli scarti: questo è un vantaggio sia economico sia ambientale.

Pietro Ferrari - Per un cliente orientato al design, come si traduce tutto questo?

Termolegno - In questi casi la qualità deve essere altissima: umidità finale

TERMOLEGNO: INNOVATION, SUSTAINABILITY, AND CONSTANT CUSTOMER

DIALOGUE

At the Termolegno stand at Eurobois, we met Irene and Ilaria Fornasier, company managers along with their father, Agostino. We discussed the latest developments in wood drying and the strategic vision that guides the company.

Pietro Ferrari - Can we talk about the innovative proposals you're presenting at this stage?

Termolegno - In recent years, we've established an in-house Research & Development department dedicated to the study of new technologies and processes. The goal is clear: to offer truly innovative solutions that anticipate market needs.

Our technical department closely monitors both the design and support phases, supporting the customer throughout the entire process. Fur -

molto bassa, massima omogeneità, uniformità cromatica e stabilità nel tempo.

A questo si aggiungono i nostri servizi di formazione e assistenza da remoto, fondamentali per garantire continuità e standard qualitativi elevati.

Oggi la tradizione da sola non basta più: servono test, misurazioni, innovazione continua e supporto costante.

UNO SGUARDO AL FUTURO

Termolegno è un’azienda che continua a investire con determinazione in innovazione e sostenibilità. Crediamo che anticipare le esigenze del mercato sia l’unico modo per offrire valore reale ai nostri clienti.

Il nostro impegno è costruire relazioni solide e durature, fondate su supporto tecnico, ascolto e crescita condivisa.

Per noi ogni cliente è un partner con cui sviluppare soluzioni, migliorare i processi e affrontare insieme le sfide del mercato.

Perché innovare significa evolvere, ma crescere insieme significa fare davvero la differenza.

thermore, we have an on-site testing facility that allows us to conduct experiments and tests under extremely realistic conditions.

For us, innovation means continuous investment: we invest in expertise, technology, and sustainability, with the aim of anticipating our customers' needs by offering concrete and measurable solutions.

Pietro Ferrari - This is particularly useful when it comes to batch drying…

Termolegno - In all sectors, from softwood sawing to hardwood sawing to packaging manufacturers, the objectives are twofold: reducing process costs and increasing quality.

This is precisely why we have strengthened our R&D department: we are developing batch drying solutions that enable significant savings while simultaneously improving the quality of the finished product.

Pietro Ferrari - How does batch drying work?

Termolegno - Batch drying is an extremely interesting solution because, through less conventional management of process parameters, it significantly reduces consumption, particularly electricity but also heat. We reduce drying times, but the real competitive advantage is increased quality.

The process involves wood stabilization phases during which, based on the set parameters, heating and ventilation can be reduced or even suspended. At these moments, the wood stabilizes and "relaxes," and the operator can continue drying under the most favorable conditions to maximize quality.

We are currently conducting tests on beech in collaboration with a German sawmill, and the results are extremely satisfactory.

Pietro Ferrari - Beech is certainly not easy…

Termolegno - Beech requires longer cycles than resinous woods and more complex behaviors to manage. This is precisely why we are particularly satisfied: the results obtained demonstrate significant energy savings and superior quality.

The customer is also fully satisfied, because the initial investment is quickly amortized.

For us, customer loyalty is a shared path of growth and development with our customers: being part of Termolegno means embarking on a shared journey towards concrete results.

Pietro Ferrari - It's also a matter of addressing the specific characteristics of the different wood varieties…

Termolegno - Every wood is different, and also varies based on the geographical area, soil, climate, and latitude. Drying cannot be rigidly standardized: it must be tailor-made.

That's why we always start with the customer's wood. We analyze it, test it, and design the system based on their specific needs. This creates a true technical partnership.

Another area in which we are investing heavily is digitalization. Our drying management systems interface with the company's ERP, and we offer cloud platforms for data traceability and cycle management. Thanks to the integration of software and hardware, we can provide customized reports for each customer. In the case of the HT heat treatment of pallets, for example, it's possible to generate specific documentation for each customer, even when the cycle includes products intended for multiple customers. This represents a major operational advantage and a concrete tool for monitoring and improving the system's performance.

Pietro Ferrari - I understand that today's customers are no longer just looking for drying speed...

Termolegno - Exactly. Today, customers look first and foremost for quality.

Our method is clear: we define the desired quality level together with the client and build the process starting from that result. Only then do we focus on optimizing costs and efficiency.

Quality and economic sustainability must go hand in hand. Reducing costs while maintaining — or better yet, increasing — quality means allowing customers to be competitive on the market at a sustainable price.

It should not be forgotten that proper drying drastically reduces waste: this is both an economic and environmental advantage.

Pietro Ferrari - For a design-oriented customer, how does all this translate?

Termolegno - In these cases, quality must be extremely high: very low final moisture content, maximum homogeneity, color uniformity, and long-term stability.

Added to this are our training and remote support services, which are essential to ensuring continuity and high quality standards.

Today, tradition alone is no longer enough: testing, measurements, continuous innovation, and constant support are needed.

A LOOK TO THE FUTURE

Termolegno is a company that continues to invest decisively in innovation and sustainability. We believe that anticipating market needs is the only way to offer real value to our customers.

Our commitment is to build solid and lasting relationships, founded on technical support, listening, and shared growth. For us, every client is a partner with whom we can develop solutions, improve processes, and jointly address market challenges.

Because innovation means evolving, but growing together means truly making a difference.

36 di Agata Tonetti

e Massimo Rossetti

Università Iuav di Venezia

ABSTRACT

Il contributo presenta i risultati di un progetto di ricerca finalizzato alla progettazione di un ambiente interno con componentistica prefabbricata in legno non trattato, denominato «Wood Snoezelen», volto alla stimolazione multisensoriale di persone con disabilità intellettive. Numerosi studi scientifici attestano l’efficacia della stimolazione multisensoriale generata all’interno di una «stanza snoezelen» su soggetti sia anziani (demenza e Alzheimer) che in età evolutiva con varie tipologie di disa-

WOOD SNOEZELEN: IL

bilità (disturbi dello spettro autistico, ADHD, ecc.); altri studi, inoltre, evidenziano l’importanza della presenza di stanze multisensoriali all’interno di edifici scolastici. L'aspetto riabilitativo e multisensoriale dell’«approccio snoezelen» è, in questo contesto, enfatizzato dall'uso del legno non trattato che, grazie alle sue proprietà, può avere effetti benefici in termini di salubrità e comfort, e influire sugli aspetti percettivi, psicologici e cognitivi. Tali tematiche hanno portato alla progettazione di un kit per la realizzazione di am-

PROGETTO INNOVATIVO

DI UNA STANZA MULTISENSORIALE IN LEGNO NON TRATTATO PER PERSONE CON DISABILITÀ

IN PROVINCIA DI PADOVA, È LA PRIMA STANZA AL MONDO DOVE VIENE UNITO L’APPROCCIO TERAPEUTICO MULTISENSORIALE «SNOEZELEN» AGLI EFFETTI BENEFICI DEL LEGNO NON TRATTATO, PER LA STIMOLAZIONE DI PERSONE CON DISABILITÀ, IN PARTICOLARE INTELLETTIVE. CON L’OBIETTIVO DI UNA SCUOLA PIÙ INCLUSIVA E AL SERVIZIO DELLA COLLETTIVITÀ.

bienti «Wood Snoezelen», pensati con componentistica interna – pavimenti sopraelevati, controsoffitti, contropareti, pareti divisorie – prevalentemente in legno non trattato, integrata con le strumentazioni multisensoriali – tubi a bolle, fibre ottiche, proiettori, amache, poltrone avvolgenti, vasche con palle colorate in plastica, letto ad acqua. Il kit, inoltre, al termine della ricerca è stato applicato nella realizzazione di un primo prototipo di «Wood Snoezelen» presso la scuola primaria di Lozzo Atestino, in provincia di Padova, inaugurata il 28 febbraio 2025 e attualmente utilizzata.

SESSIONE 4 DELLA SETTIMANA DEL LEGNO 2025: “PROGETTARE IN ARMONIA TRA UOMO E NATURA: COMFORT ACUSTICO, TERMICO E ABITATIVO”

1. Introduzione

L’assistenza e cura delle persone con disabilità si presenta come uno dei temi cruciali del prossimo futuro in Italia. L’invecchiamento della popolazione, l’avanzamento delle tecniche diagnostiche e il forte decremento della natalità sono tutti fattori che concorrono all’aumento della popolazione con disabilità e che richiedono una sempre maggior attenzione verso le politiche di inclusione. In tale contesto, è fondamentale ripensare gli spazi anche in funzione della massima fruibilità da parte di coloro che presentino disabilità di tipo cognitivo, sensoriale, intellettivo e psicomotorio, in particolare laddove la loro presenza risulti in continuo aumento. Il progetto di ricerca “Wood Snoezelen. Ambienti multisensoriali in legno per l’assistenza e la riabilitazione di persone con disabilità cognitive gravi

e gravissime” ha quindi avuto come obiettivo principale la progettazione di una stanza multisensoriale, in questo particolare caso con componentistica in legno non trattato, pensata per la cura di persone con disabilità intellettive, e la sua realizzazione in una scuola primaria, al fine di offrire un’offerta formativa maggiormente inclusiva agli alunni con disabilità, il cui numero risulta in costante crescita.

1.1 Il progetto di ricerca: gruppo di lavoro, obiettivi e fasi Il progetto di ricerca “Wood Snoezelen. Ambienti multisensoriali in legno per l’assistenza e la riabilitazione di persone con disabilità cognitive gravi e gravissime”, cofinanziato dall’Università Iuav di Venezia, dal Consorzio Legno Veneto e dalla ditta Bozza

S.r.l., durato da ottobre 2021 a settembre 2022, è stato condotto dall’assegnista di ricerca arch. Agata Tonetti e dal responsabile scientifico prof. Massimo Rossetti . Oltre al Consorzio Legno Veneto e a Bozza S.r.l., partner di progetto sono stati l’associazione La Nostra Famiglia di Conegliano e Treviso (dott.ssa Sonia Bortolot, dott. Gianni De Polo, dott.ssa Malida Franzoi, Chiara Novello e Marianna D’Incà), l ’Istituto

I.S.R.A.A. – Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani di Treviso (geom. Silvano Pangerc), e il dirigente scolastico Alfonso D’Ambrosio dell’I stituto Comprensivo di Lozzo Atestino [15].

La ricerca si è posta come obiettivi principali il contributo alla diffusione delle stanze multisensoriali sul territorio italiano; la partecipazione alla sensibilizzazione sulle tematiche riguardanti le disabilità; l’utilizzo di sistemi costruttivi in legno; la

realizzazione di un prototipo in una scuola primaria del Veneto. Il progetto si è svolto in tre fasi principali: (1) studio dello stato dell’arte riguardante i temi sulle disabilità, sulle stanze multisensoriali e sulle costruzioni prefabbricate in legno; (2) la progettazione di un «kit» per la realizzazione di una stanza multisensoriale con componentistica completamente in legno non trattato; (3) la realizzazione del primo prototipo di «Wood Snoezelen» presso la scuola primaria “G. Marconi” nell’I.C. di Lozzo Atestino, in provincia di Padova.

1.2

Disabilità

e inclusione scolastica

Lo scenario demografico italiano è caratterizzato da una forte denatalità e da un notevole incremento di anziani e di persone con disabilità: nel 2023 le persone con disabilità erano circa 2 milioni e 904 mila, pari al 5% della popolazione [8].

Particolarmente significativi sono i dati riferiti agli alunni con disabilità: nell’anno scolastico 2023/2024 sono più di 360.000, con un incremento, in dieci anni, di oltre il 60% e un rapporto, sul totale degli iscritti, che è passato dal 2,6 al 4,5%, pari a un aumento di oltre il 7% annuo [9]

Nonostante il costante aumento degli studenti con disabilità, le strutture scolastiche italiane non sono ancora pienamente pronte ad accoglierli: solo il 40,5% delle scuole italiane, infatti, dichiara di essere accessibile alle persone con ridotta mobilità.

Ancora più preoccupante è la situazione per quanto riguarda le persone con disabilità sensoriale: solo il 16,7% dei plessi è dotato di segnalazioni visive per alunni con sordità

38

Figura 1. Censimento delle «snoezelen» e delle stanze multisensoriali nelle scuole italiane.

Fonte: indagine autonoma degli autori aggiornata al 20/03/2025.

Immagine di Agata Tonetti

o ipoacusia, e un irrisorio 1,1% presenta mappe a rilievo e percorsi tattili per alunni ciechi o ipovedenti [9]. Alla luce dello scenario emerso, è quindi evidente come sia necessario progettare spazi e soluzioni architettoniche pensate per essere declinate in funzione delle varie tipologie di disabilità; in tal senso, la stanza «Snoezelen» rappresenta un ottimo esempio. Un’ampia integrazione di stanze multisensoriali nelle scuole italiane, infatti, costituirebbe un metodo prezioso per raggiungere il quarto obiettivo dell'Agenda 2030 per l'istruzione, denominato Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4-SDG4. Inoltre, tali ambienti possono essere un utile strumento terapeutico in linea con le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha identificato le scuole come luoghi potenziali per terapie a lungo termine [17]. Non ultimo, le recenti linee guida italiane “FUTURA” [1], emanate nel 2021, raccomandano nella progettazione architettonica delle nuove scuole l'utilizzo di un approccio multisensoriale come metodo di insegnamento ausiliario.

1.3 L’approccio snoezelen

L’approccio «snoezelen» – termine derivante dalla contrazione dei verbi olandesi “snuffelen” (esplorare) e “doezelen” (riposare) – consiste in una terapia non farmacologica finalizzata principalmente al trattamento multisensoriale di persone con disabilità gravi, in funzione di diversi fattori: la destinazione d’uso (scuola, CEOD, RSA, ospedale, ecc.), l’età dei pazienti (infanti, bambini, giovani, adulti e anziani), la tipologia di disabilità (demenza, Alzheimer, disturbo dello spettro autistico, ADHD, ecc.).

Tale approccio viene condotto in spazi appositamente progettati denominati «stanze snoezelen», dotati di strumentazioni ed equipaggiamenti che stimolano in maniera mirata i diversi sensi – tubi a bolle, fibre ottiche, proiettori, amache, poltrone avvolgenti, vasche con palle colorate in plastica, letto ad acqua – opportunamente utilizzati da operatori esperti che dosano e modulano l’in-

tensità, la frequenza e il tipo di stimolo sensoriale in funzione della persona. Scopo degli «ambienti snoezelen» è trovare un equilibrio tra l’attività svolta e le reazioni allo stimolo sensoriale; numerosi studi, infatti, ne hanno dimostrato l’efficacia rispetto a demenza [13], disabilità gravi e complesse [7], disturbo dello spettro autistico [6], ADHD [10] e bisogni educativi speciali [4] In Italia, l’approccio «snoezelen» è ancora poco conosciuto; un’analisi sistematica condotta dagli autori ha evidenziato come il numero di «ambienti snoezelen» sia ancora molto limitato: se ne contano circa 206, allestite all’interno di strutture quali RSA, Centri di riabilitazione, Centri diurni e scuole. È in particolare negli istituti comprensivi che si nota una forte assenza: al momento della ricerca, risultano solo 80 «stanze snoezelen», delle quali 14 situate nelle scuole dell’infanzia, 7 in istituti comprensivi, 50 nelle scuole primarie, 6 nelle scuole secondarie di I

grado, 2 nelle scuole secondarie di II grado e una in un laboratorio universitario (Figura 1).

È evidente che la presenza di «ambienti snoezelen» nelle scuole è ancora fortemente ridotta, se messa a confronto sia con la crescita costante degli scolari con disabilità, sia col numero di edifici scolastici presenti sul territorio. Generalmente, le «snoezelen room» situate nelle scuole sono di dimensioni mediopiccole e quasi esclusivamente utilizzate dagli alunni; in alcuni casi non vengono usate in attività strutturate e continuative – quindi in maniera simile a un trattamento terapeutico – bensì in situazioni occasionali, quando è necessario fornire alla persona con disabilità, ad esempio in situazioni di particolare emergenza, un contesto controllato e raccolto.

La presenza di una «stanza snoezelen» in un istituto scolastico, invece, soprattutto se questa venisse utilizzata in maniera strutturata e con continuità, potrebbe aiutare il deli-

cato e spesso molto lungo processo di inclusione.

1.4 Il legno non trattato come materiale per stanze multisensoriali Nella realizzazione di stanze multisensoriali, il legno si presta particolarmente bene come materiale da costruzione, per l’allestimento degli interni e per l’arredo, in quanto consente di ottenere ambienti neutri; inoltre, grazie alle sue prestazioni, consente di ottenere ottimi livelli di comfort acustico, visivo e termico che influiscono sulle prestazioni sensoriali dell’utente. Grazie alla sua colorazione giallognola tendente al rossiccio, infatti, emana lunghezze d’onda che favoriscono le abilità cognitive degli utenti [12]

Diversi studi, infatti, hanno dimostrato come il legno possa influire sul benessere psicofisico degli individui [5] sulla riduzione della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e dello stress [3]. Il legno può essere ampiamente utilizzato per la realizzazione di edifici per l'assistenza di persone non autosufficienti [2] e ha effetti benefici anche su persone con disturbi dello spettro autistico [16]. Inoltre, alcune ricerche dimostrano che trascorrere del tempo in ambienti

naturali, ad esempio nelle foreste, riducono stress e ansia grazie ai terpeni rilasciati dagli alberi [11]

Non a caso si sta diffondendo l’uso del legno in ambienti con specifiche finalità di riabilitazione, cura e inclusione per persone fragili e con disabilità. Non molti, ma significativi, sono gli esempi già costruiti: tra gli altri, Noverca House, un padiglione multisensoriale e prefabbricato progettato dallo studio Atelier JQTS, allestito nel 2017 presso la scuola Maria Veleda a Loures, in Portogallo, e la stanza per gli studenti ipovedenti progettata nel 2018 dallo studio

Creative Crews a Pattaya, Thailandia, dove è stato trasposto il sistema braille sugli elementi di rivestimento dell’involucro interno in legno.

2 Wood Snoezelen: i risultati della ricerca

Sulla base delle indagini esposte precedentemente e in collaborazione con i partner di progetto è stato possibile definire le caratteristiche di una stanza multisensoriale in legno, denominata «Wood Snoezelen», dove le “classiche” strumentazioni «snoezelen» sono integrate nell’involucro interno, al fine di realizzare un ambiente di elevata qualità architettonica, enfatizzata dalle proprietà

Figura 2. Studio delle misure antropometriche e dei movimenti corporei per la definizione dei moduli per la «Wood Snoezelen». Disegno di Agata Tonetti

benefiche delle costruzioni in legno.

La stanza consente ai suoi utenti di esplorare lo spazio attraverso l’utilizzo dei sensi sotto la guida di un operatore esperto e appositamente formato.

La stanza è realizzabile mediante un sistema modulare prefabbricato in legno, attraverso la scelta di diverse componenti dalle dimensioni prestabilite – pavimento sopraelevato, con-

tropareti, controsoffitto ed elementi contenitivi – che possono essere assemblate a secco e adattate allo spazio esistente, in funzione delle necessità elencate precedentemente.

2.1 L’abaco per la progettazione di una «Wood Snoezelen»

Le componentistiche prefabbricate per la progettazione di una «Wood Snoezelen» sono studiate in funzione delle misure antropometriche dell’utente a cui è destinata la stanza e dei diversi movimenti che questo può compiere durante la terapia. (Figura 2).

La componentistica è stata organizzata in un abaco suddiviso in quattro categorie principali, ognuna delle quali composta da un sistema base

(pannello di tamponamento e struttura portante, a sua volta modificato in funzione di texture, materiali e profili), e integrazione di strumentazioni «snoezelen».

L’abaco si compone di [14]: ( 1 ) Pavimento sopraelevato : modulo pensato principalmente come strumentazione tattile grazie all’utilizzo di diverse texture e materiali di finitura. Inoltre, i moduli possono assumere diverse forme/profili e diverse altezze – triangolare, curvilineo – funzionali alla sfera psicomotoria.

(2) Contropareti: pannelli di rivestimento che in alcuni casi diventano strumentazioni multisensoriali grazie alle particolari lavorazioni superficiali: i pannelli in legno microforati e retroilluminati sono funzionali alla stimolazione visiva, i pannelli di diverse specie legnose si prestano alla stimolazione tattile; altri pannelli sono composti da moduli interscambiabili al fine di generare un’ampia scelta di combinazioni sensoriali.

( 3 ) Controsoffitto : pensato sia come elemento fonoassorbente e di controllo acustico che come dispositivo per l’integrazione delle strumentazioni multisensoriali –amache, tende tattili, cascate di fibre ottiche – e l’impianto illuminotecnico.

(4) Elementi di contenimento: moduli volti all’integrazione delle strumentazioni sensoriali, quali il materasso del letto ad acqua e la piscina delle palline, e utilizzabili come elementi di stoccaggio.

(Figura 3).

Figura 3. Abaco della componentistica della «Wood Snoezelen»: pavimento sopraelevato, contropareti, controsoffitto e strutture contenitive. Disegno di Agata Tonetti.

La scelta di quali componistiche da adottare dipende dal progetto e dalla destinazione d’uso della stanza. Nel corso della ricerca si è visto che, sulla base delle informazioni raccolte, una «Wood Snoezelen» efficace potrebbe essere composta da una zona di ingresso, che si prefigurerebbe come spazio di accoglienza e conclusione della terapia, e da stazioni sensoriali organizzate in modo tale che non possano esserci sovrac-

carichi sensoriali. In tal modo, una «Wood Snoezelen» base risulta composta dalle seguenti macroaree: (1) spazio per l’accoglienza: zona in cui avviene il momento di accoglienza e del saluto finale. È composto da sedute ed elementi di contenimento per indumenti e calzature;

( 2 ) spazio calmo : zona in cui avviene la stimolazione sensoriale volta al rilassamento. È dotato di

letto ad acqua vibro-acustico, specchi, fibre ottiche e proiettori;

(3) spazio per la stimolazione tattile e visiva: zona in cui viene effettuata la stimolazione tattile e visiva. È dotato di pannelli tattili, «bubble tube» e proiettori;

(4) spazio attivo: zona in cui vengono stimolati i sensi riferiti alla mobilità. È fornito di piscina delle palline, amache e pedane per l’equilibrio (Figura 4).

2.2 La «Wood Snoezelen» di Lozzo Atestino

La validità della componentistica progettata è stata verificata grazie all’applicazione della stessa per la progettazione del primo prototipo di «Wood Snoezelen» presso la scuola primaria “G. Marconi” a Lozzo Atestino, in provincia di Padova, una scuola all’avanguardia nel panorama nazionale.

La «Wood Snoezelen» è stata realizzata in un’aula scolastica poco utilizzata di 50 m2 situata al primo piano, raggiungibile anche tramite ascensore (Figura 5).

Il progetto si suddivide in due macroambienti: lo spazio di ingresso e lo spazio sensoriale. Per la definizione di ogni zona sono state utilizzate le componistiche dell’abaco realizzate principalmente con struttura portante in legno di Abete e pannelli in tavole di Abete piallato a eccezione del pavimento costituito da tavole di Rovere spazzolato. Lo spazio sensoriale si divide in sei isole tematiche:

(1) Zona della calma, dedicata al rilassamento del sistema vestibolare. È composta da un letto ad acqua dotato di una struttura contenitiva al fine di creare un ambiente raccolto che favorisca il rilassamento, e da

Figura 4. Esempio di assemblaggio degli elementi modulari per un’ipotetica «Wood Snoezelen». Disegno di Agata Tonetti
Figura 5. La scuola primaria di Lozzo Atestino (PD) e la stanza destinata a diventare la «Wood Snoezelen». Disegni e foto di Agata Tonetti

piti da gommapiuma con diverse texture e densità. Il senso del tatto può essere sviluppato mediante l’esplorazione corporea e l’utilizzo diversificato di materiali e superfici.

( 4 ) Zona visivo/acustica , dedicata alla stimolazione visiva e uditiva grazie all’integrazione del tubo a

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una cascata di fibre ottiche affiancata da una seduta morbida.

(2) Zona attiva, dedicata principalmente alla stimolazione cinestetica e alla propriocezione. È composta da una piscina con palline e da pedane per l’equilibrio. La stimolazione cinestetica viene effettuata mediante la combinazione di attività statiche e dinamiche, come il rapporto tra il corpo e la sua pesantezza, e la scoperta delle parti del corpo e i possibili movimenti.

(3) Zona del tatto, dedicata alla stimolazione tattile mediante percorsi mobili a pavimento e a parete riem-

Figura 8. «Wood Snoezelen»: vista interna dello spazio multisensoriale in relazione con lo spazio di ingresso. Foto di Massimo Rossetti

Figura 9. «Wood Snoezelen»: zona della vista e della mobilità fine.

Foto di Agata Tonetti.lucro in legno cambia colore in funzione del sistema di illuminazione. Foto di Agata Tonetti

Figura 10. «Wood Snoezelen»: l’involucro in legno cambia colore in funzione del sistema di illuminazione.

Foto di Agata Tonetti

bolle affiancato da uno specchio e dalla smart tv. Il senso della vista è allenabile mediante esercizi di memorizzazione dell’informazione visiva, strategie di messa a fuoco, di ricerca e di localizzazione di un punto di riferimento. Il senso dell’udito viene allenato mediante la localizzazione della sorgente sonora, l’identificazione dei suoni, il riconoscimento di suoni familiari e l’utilizzo di strumenti musicali.

Figura
. Il progetto della «Wood Snoezelen» di Lozzo Atestino (PD). Disegni di Agata Tonetti.

( 5 ) Zona olfattiva , dedicata al senso dell’olfatto grazie a dei contenitori con tappo in Cedro riempiti con trucioli e aromatizzati con oli essenziali.

Tale senso può essere stimolato mediante il riconoscimento e la scoperta degli odori, l’utilizzo di alcune essenze in grado di influire sull’umore e la personalizzazione di essi.

(6) Zona di mobilità fine, dedicata alla coordinazione tra il movimento, gli aspetti cognitivi e i sette sensi, composta da un pannello microforato in legno di Abete sul quale è possibile incastrare forme di diverse sezioni geometriche o naturali caratterizzate da diverse specie lignee (Abete, Cedro, Larice e Rovere). Questa zona consente di esplorare linguaggi differenti dal parlato grazie all’utilizzo del braille e della comunicazione aumentata alternativa. (Figura 6).

La stanza, totalmente oscurata grazie a tavole di legno poste sugli infissi, può variare di colore in funzione delle colorazioni delle strumentazioni sensoriali. La «Wood Snoezelen» è stata inaugurata il 28 febbraio 2025, in concomitanza con la Giornata Mondiale delle Ma-

Figura 7. Produzione e montaggio della componentistica della «Wood Snoezelen». Foto di Agata Tonetti e Alfonso D’Ambrosio

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lattie Rare ed è attualmente in funzione.

La fase successiva della ricerca riguarderà il monitoraggio e l’utilizzo delle strumentazioni mediante una scheda di osservazione sensoriale appositamente predisposta, al fine di costruire uno “storico” delle varie terapie, con l’obiettivo sia di poter modificare i trattamenti sulle singole persone nel corso del tempo, sia di costituire una raccolta di dati utili in altri contesti (Figure 7, 8, 9, 10).

3 Conclusioni

In considerazione delle statistiche e delle problematiche precedentemente esposte è chiaro come il numero delle persone fragili sia in costante aumento e come, in particolare, il numero di persone in età scolare con disabilità sia destinato ad aumentare nel tempo.

Tale scenario implica definire dei sistemi di supporto alle persone con disabilità, non solo episodicamente ma in maniera duratura e continua nella quotidianità. In tal senso gli edifici scolastici possono diventare l’occasione ideale per sviluppare situazioni e opportunità di aiuto che molte persone con disabilità altrimenti non potrebbero avere. A questo aspetto va unita la capacità che

WOOD SNOEZELEN: THE INNOVATIVE PROJECT FOR A MULTISENSORY ROOM MADE OF UNTREATED WOOD FOR PEOPLE WITH DISABILITIES BUILT AT THE "G. MARCONI" PRIMARY SCHOOL IN LOZZO ATESTINO, IN THE PROVINCE OF PADUA, IT IS THE FIRST ROOM IN THE WORLD TO COMBINE THE MULTISENSORY THERAPEUTIC APPROACH OF "SNOEZELEN" WITH THE BENEFICIAL EFFECTS OF UNTREATED WOOD, TO STIMULATE PEOPLE WITH DISABILITIES, PARTICULARLY INTELLECTUAL DISABILITIES. THE GOAL IS TO CREATE A MORE INCLUSIVE SCHOOL THAT SERVES THE COMMUNITY.

This paper presents the results of a research project aimed at designing an environment with prefabricated components made of untreated wood, called "Wood Snoezelen," intended for the multisensory stimulation of people with intellectual disabilities. Numerous scientific studies attest to the effectiveness of multisensory stimulation generated within a "Snoezelen room" on both elderly subjects (dementia and Alzheimer's) and developmental subjects with various types of disabilities (autism spectrum disorders, ADHD, etc.); other studies also highlight the

ha il legno di creare ambienti confortevoli e favorire il benessere.

La scelta del legno, quindi, è apparsa come la logica conseguenza in vista della realizzazione di un ambiente con le caratteristiche definite. Pertanto, la progettazione di una stanza multisensoriale in legno, «Wood Snoezelen», costituisce un esempio concreto di spazio inclusivo volto alla cura e la riabilitazione. In vista di una sempre maggiore politica di integrazione e inclusione delle persone con disabilità nell’ambito dei contesti sociali quotidiani la realizzazione della prima «Wood Snoezelen» nella scuola primaria di Lozzo Atestino costituisce un primo passo in questa direzione.

importance of multisensory rooms within school buildings. The rehabilitative and multisensory aspect of the "Snoezelen approach" is, in this context, emphasized by the use of untreated wood, which, thanks to its properties, can have beneficial effects in terms of health and comfort, and influence perceptual, psychological, and cognitive aspects. These themes led to the design of a kit for the creation of "Wood Snoezelen" environments, featuring internal components—raised floors, suspended ceilings, false walls, and partitions—predominantly made of untreated wood, integrated with multisensory devices—bubble tubes, fiber optics, projectors, hammocks, wraparound chairs, tubs with colored plastic balls, and a waterbed.

Furthermore, at the end of the research, the kit was used in the creation of a first "Wood Snoezelen" prototype at the primary school in Lozzo Atestino, in the province of Padua, inaugurated on February 28, 2025, and currently in use.

Given the statistics and issues outlined above, it's clear that the number of vulnerable people is constantly increasing, and that the number of school-age people with disabilities in particular is set to increase over time.

This scenario requires developing support systems for people

with disabilities, not just episodically but on a long-term and continuous basis in their daily lives. In this sense, school buildings can become the ideal venue for developing support situations and opportunities that many people with disabilities would otherwise be unable to access.

This aspect is combined with wood's ability to create comfortable environments and promote well-being. Therefore, the choice of wood seemed the logical consequence

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in creating an environment with these characteristics. Therefore, the design of a multisensory wooden room, "Wood Snoezelen," represents a concrete example of an inclusive space aimed at care and rehabilitation. In view of an ever-increasing policy of integration and inclusion of people with disabilities in everyday social contexts, the creation of the first "Wood Snoezelen" in the primary school of Lozzo Atestino represents a first step in this direction.

10. Mahendran, M., Sribalan, S., Dinesh, K. (2018). Effectiveness of Individualized Use of a Multisensory Environment on Engagement in Preschool Children Attention Deficit Hyperactivity Disorder. «International Journal of Science and Research» (IJSR),7(10),102-109.

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17. WHO, World Health Organization (2011). «World Report on Disability». Geneva: WHO.

IL BUON DISINFESTATORE DI TARLI

2° PARTE

GIANFRANCO MAGRI , PERITO ESPERTO PER DANNI CAUSATI DA TARLI, TÈRMITI, UMIDITÀ NEI BENI CULTURALI E CIVILI, CON LA SUA

RUBRICA ARTIS SERVARE PROPONE UN VADEMECUM SECONDO I

PRINCIPI DI OLYMPO SYSTEM ANTITARLO, DIVISA IN DUE PARTI (LA PRIMA PUBBLICATA SUL NUMERO 394/2025), IN QUESTO CONTRIBUTO PUBBLICHIAMO LA SECONDA PARTE.

VADEMECUM SECONDO I PRINCIPI

DI OLYMPO SYSTEM ANTITARLO

Qualsiasi professionalità che si occupi di legno, dovrebbe porsi, insieme agli altri obiettivi, anche quello di contribuire alla realizzazione della sua durabilità nel tempo; questo accomuna tutte le professioni, per superare i confini delle categorie gerarchiche e prefigurare una comunità di intenti fra tutte le professioni.

LE RE-INFESTAZIONI CROCIATE

MINACCIANO TUTTE LE OPERE

Il disinfestatore ponderato sa che ogni elemento ligneo presente nello stesso ambiente è soggetto a un processo di infestazioni e re-infestazioni crociate, in continuo rapporto con tutti gli altri elementi e cerca di dissuadere il committente dall’operare una selezione di intervento solo su opere di valore intrinseco, o affettivo; ciò gli è consentito, perché, disponendo di tutte le tecnologie dedicate, può intervenire nel modo più corretto e differenziato , senza incorrere, per mancanza di qualcuna dedicata, nell’errore di trascurare elementi che, ancora infestati, costitui-

rebbero una costante minaccia di reinfestazioni crociate (Figura 1).

LA PROTEZIONE DELL’ANTITARLO È MOLTO VARIABILE

Il disinfestatore accorto mette in guardia il committente sull’effimera certezza che la protezione di antitarlo impregnante, pur necessaria, possa bastare a proteggere i manufatti disinfestati, spiegando che la protezione varrà per breve tempo e, soprattutto, non al 100% per tutti i manufatti, in ragione delle differenti capacità di imbibizione delle superfici, sottoposte a trattamenti protettivi differenti.

Travi grezze, parquet verniciato, sedie possono essere imbibiti con

antitarlo, ottenendo differenti gradi di protezione, mentre, nel caso del pianoforte laccato, l’imbibizione è possibile solo sulle superfici interne (Figura 2).

PROCESSO DI PROTEZIONE CHIMICA E MECCANICA

Il disinfestatore sollecito fa presente che tutti i manufatti lignei e cartacei presenti nello stesso locale vanno curati e che, sia questi, sia lo stesso locale, vanno messi in sicurezza, con mezzi chimici, meccanici e di

di Gianfranco Magri
Figura 1: Re-infestazioni xilofaghe crociate.
Figura 2: Variabilità imbibizione antitarlo.

cattura, per evitare nuovi attacchi dai locali adiacenti e dall’ambiente esterno.

Spiegherà che la messa in sicurezza è un sistema complesso, costituito da interventi complementari e inscindibili:

• Bio-deterrente antitarlo impregnante per le superfici;

• zanzariere alle finestre;

• barriere estrusive per colmare le fessurazioni di porte e finestre;

• trappole UVA di cattura per la disinfestazione permanente. (Figura 3), (Figura 4).

NON BASTA LA DISINFESTAZIONE PER TUTELARE I MANUFATTI

Il disinfestatore perspicace non si limita a disinfestare, ma provvede anche ad attuare, in sinergia con altre risorse professionali, tutte le misure di Conservazione Preventiva , che mettano in sicurezza i manufatti e i locali dove sono a dimora i beni, con ogni opzione chimica e meccanica necessaria, contribuendo alla loro durabilità nel tempo (Figura 5).

SE SPENDI DI PIÙ ORA, RISPARMI

MOLTO DI PIÙ POI

Il disinfestatore trasparente fa notare che ciò comporta per lui la rinuncia a nuovi interventi futuri nello stesso locale e, quindi, la perdita di un maggiore introito, sperando, con ciò, di ispirare al committente maggiore fiducia e di ottenere la sua fidelizzazione.

Il disinfestatore propositivo sottolinea come questa modalità sia anche nello stesso interesse del committente, che, con una maggiore spesa iniziale, evita di spendere molto di più in futuro; inoltre, nel caso avesse bisogno di tempo prima di provvedere agli altri locali, può essere certo che, nel frattempo, quelli che sono stati trattati sono al sicuro (Figura 6).

LE TRE SINERGIE OPERATIVE PER L’INTEGRITÀ

Il disinfestatore lungimirante promuove prevenzione, monitoraggio, manutenzione, come indispensabili misure per il mantenimento dello stato di integrità dei manufatti lignei e per assicurare la loro durabilità.

DISINFESTAZIONI E CONTROLLI

CONTINUI SU TUTTI I MANUFATTI

Il disinfestatore scrupoloso utilizza sempre apparecchiature di controllo sulle variabilità dei parametri, applicandole a ogni manufatto, o gruppi di manufatti che siano contestualmente sottoposti allo stesso processo di disinfestazione, anche se ciò comporta una inevitabile lievitazione dei costi, che provvederà a spiegare e motivare al committente, ribadendo il principio della qualità e della certezza di conseguimento dei risultati che sono stati prefissi (Figura 7).

Provvederà, per tutti i trattamenti, a raccogliere di continuo i dati di temperatura , umidità , ossigeno , sino alla fine di ogni processo di disinfestazione, di persona nei cantieri che prevedano la sua presenza costante. Per i cantieri di lungo periodo, come quelli anossici, adotterà strumenti wireless per la trasmissione automatica dei dati, oppure prenderà accordi con il committente, perché provveda a eseguire i controlli più volte ogni giorno e a trasmetterglieli, per consentirgli di intervenire imme-

Figura 6: Ora spendi, ma poi risparmi.
Figura 7: Strumenti di controllo dei protocolli.
Figura 3: Barriere estrusive anti xilofagi.
Figura 4: Cattura di insetti e monitoraggio.
Figura 5: Coordinazione sinergie.

diatamente nel caso si riscontrino aumenti dei valori di ossigeno. In questo caso, quali che siano le cause, foro, o cedimento di una saldatura nel film anossico, o altro, ripeterà il processo dal principio, indipendentemente dal tempo trascorso nel trattamento interrotto, per ripristinare l’intero arco di tempo ininterrotto; le larve dei tarli, infatti, muoiono, non per asfissia, ma per disidratazione, causata dall’accelerazione del respiro man mano che cala l’ossigeno.

AGIRE SULLE CAUSE, NON SUGLI EFFETTI, PER LA DURABILITÀ

Il disinfestatore consapevole sa che, in ambito conservativo e di recupero, i suoi interventi eliminano gli effetti, non le cause, perché queste si presentano con infestazioni già in atto e sensibilizza il committente sulla necessità di eliminare le cause; sa anche che, in ambito progettuale ed esecutivo, alla fine della filiera del legno lui stesso agisce all’insegna della prevenzione, eliminando le cause contingenti di successive reinfestazioni crociate che possono minacciare altri manufatti; ciò vale, sia in ambito civile, per la messa in opera di carpenterie nuove, sia nei Beni Culturali, per i nuovi versamenti di opere in depositi e spazi espositivi e per le movimentazioni di queste da e per le mostre (Figura 8).

PREZZO E QUALITÀ PARITETICI

NELLE GARE, PER LA DURABILITÀ

Il disinfestatore deontologico non condiziona le prestazioni a prezzi ridotti richiesti, o imposti, ma sostiene il principio che qualità, integrità, sicurezza, certezza dei risultati e durabilità sono valori irrinunciabili per il patrimonio storico e culturale e, in genere, per i frutti dell’ingegno umano di carattere civile, pratico e affettivo. È affidabile perché promuove l’applicazione della qualità e diffida delle gare pubbliche in subappalto, che considerano il prezzo a

prescindere dalla qualità, anziché sottoporre i due valori a valutazione paritetica (Figura 9).

È serio perché sa che queste impostazioni di gara sono nemiche delle opere, in termini di integrità e durabilità e, spesso, anche di sicurezza per le persone; non perde occasione per ribadire questi concetti al committente in fase di trattativa.

IL DISINFESTATORE PROTAGONISTA NEL PROGRAMMA DI DURABILITÀ

Con questo profilo, il disinfestatore inserisce il suo ruolo nei criteri più ampi della Conservazione Preventiva, contribuendo, nelle fasi di progettazione e di recupero, a realizzare la Durabilità del legno nel tempo. Valore che dovrebbe ereditare intatto dalle tappe operative precedenti e consegnare intatto a quelle che seguono.

Va superata la trincea delle competenze parcellizzate che vanno coordinate in un progetto globale, con regole comuni e comuni obiettivi come esposto nella presente rubrica “Artis Servare” de IL LEGNO 392 e 393 con il titolo “Durabilità del legno” nelle parti 1 e 2 (Figura 10).

Figura 8: Oltre gli effetti le cause.
Figura 9: Valutazione prezzo/qualità.
Figura 10: Buon disinfestatore e durabilità.

THE GOOD WOODWORM EXTERNAL EXPERT - PART 2

GIANFRANCO MAGRI, EXPERT EXPERT FOR DAMAGE CAUSED BY WOODWORM, TERMITES, AND MOISTURE IN CULTURAL AND CIVIL PROPERTY, IN HIS COLUMN "ARTIS SERVARE" PROPOSES A HANDBOOK ACCORDING TO THE PRINCIPLES OF THE OLYMPO SYSTEM ANTI-WOODWORM. DIVIDED INTO TWO PARTS (THE FIRST PUBLISHED IN ISSUE 394/2025), WE PUBLISH THE SECOND PART IN THIS CONTRIBUTION.

HANDBOOK ACCORDING TO THE PRINCIPLES OF THE OLYMPO SYSTEM ANTI-WOODWORM

Any professional who works with wood should set themselves, along with other objectives, that of contributing to its durability over time; This is common to all professions, transcending the boundaries of hierarchical categories and forging a common purpose among all professions.

CROSS RE-INFESTATIONS THREATEN ALL WORKS

The thoughtful exterminator knows that every wooden element present in the same environment is subject to a process of cross-infestations and re-infestations, in constant interaction with all the other elements.

He seeks to dissuade the client from selectively treating only works of intrinsic or sentimental value. This is possible because, having all the dedicated technologies at his disposal, he can intervene in the most appropriate and differentiated manner, without, for lack of dedicated technology, making the mistake of neglecting elements that, still infested, would pose a constant threat of cross-infestation.

WOODWORM PROTECTION IS VERY VARIABLE

A discerning exterminator will warn the client about the fleeting certainty that woodworm protection, while necessary, will be sufficient to protect the disinfested items. They will explain that the protection will be effective for a short time and, above all, not 100% for all items, due to the varying absorbency of surfaces subjected to different protective treatments.

Unfinished beams, varnished parquet, and chairs can be impregnated with woodworm protection, achieving varying degrees of protection. However, in the case of lacquered pianos, impregnation is only possible on the internal surfaces.

CHEMICAL AND

MECHANICAL

PROTECTION PROCESS

The prompt exterminator will point out that all wooden and paper objects in the same room must be treated and that both these and

the room itself must be secured using chemical, mechanical, and capture methods to prevent further attacks from adjacent rooms and the outside environment.

They will explain that securing the room is a complex system, consisting of complementary and inseparable interventions:

•Bio-deterrent woodworm impregnation for surfaces;

•Mosquito screens on windows;

•Extrusion barriers to fill cracks in doors and windows;

•UVA capture traps for permanent disinfestation.

DISINFESTATION IS NOT ENOUGH TO PROTECT ARTWORK

A discerning exterminator doesn't just disinfect; he also implements, in collaboration with other professionals, all preventative conservation measures to secure the artifacts and the spaces where they are stored, using every necessary chemical and mechanical option, contributing to their long-term durability.

THE THREE OPERATIONAL SYNERGIES FOR INTEGRITY

The forward-thinking pest controller promotes prevention, monitoring, and maintenance as essential measures to maintain the integrity of wooden structures and ensure their durability.

EQUAL PRICE AND QUALITY IN TENDERS, FOR DURABILITY

The ethical pest controller does not condition services on requested or imposed reduced prices, but upholds the principle that quality, integrity, safety, certainty of results, and durability are essential values for historical and cultural heritage and, in general, for the fruits of human ingenuity, whether civil, practical, or emotional. He is trustworthy because he promotes the application of quality and distrusts public tenders involving subcontracting and subcontracting, which consider price regardless of quality, rather than subjecting the two to equal consideration.

THE INFESTOR, A PROTAGONIST IN THE DURABILITY PROGRAM

With this profile, the exterminator integrates his role into the broader criteria of Preventive Conservation, contributing, in the design and recovery phases, to achieving the durability of wood over time. This value should be inherited intact from previous operational stages and passed on intact to those that follow.

The barrier of fragmented skills must be overcome and coordinated within a global project, with common rules and common objectives, as outlined in this column "Artis Servare" in IL LEGNO 392 and 393, entitled "Durability of Wood" in Parts 1 and 2.

Verona si conferma capitale internazionale del riscaldamento a biomassa: torna infatti Progetto Fuoco, la più importante manifestazione mondiale dedicata alle tecnologie per la produzione di calore ed energia da legna e pellet, organizzata da Veronafiere e in programma dal 25 al 28 febbraio 2026 . L’edizione 2026 sarà arricchita da un appuntamento di rilievo assoluto, lo European Pellet Forum, che per la prima volta approda in Italia dopo le edizioni in Austria, Francia e Polonia, consolidando il ruolo del nostro

Paese come protagonista della transizione energetica e della filiera del legno a livello europeo. Il Forum, organizzato da AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali , partner tecnico di Progetto Fuoco, in collaborazione con European Pellet Council e Bioenergy Europe , si terrà il 27 febbraio 2026 , dalle ore 9:00 alle 13:00, e offrirà un’occasione unica di confronto tra

LA BIOENERGIA TERMICA LEGNOSA

produttori, distributori, tecnici, istituzioni e stakeholder. Dopo le forti oscillazioni dei prezzi e degli approvvigionamenti registrate nel biennio 2022–2023, la filiera del pellet entra in una nuova fase di maturità industriale. L’evoluzione tecnologica sta spostando il settore dalle applicazioni domestiche alle soluzioni integrate ad alta efficienza: caldaie intelligenti, reti di teleriscaldamento,

PROGETTO FUOCO È IL PIÙ IMPORTANTE EVENTO MONDIALE DEDICATO AGLI APPARECCHI PER IL RISCALDAMENTO E LA PRODUZIONE DI ENERGIE ATTRAVERSO LA BIOMASSA. L’EVENTO ORGANIZZATO DA VERONAFIERE CON CADENZA BIENNALE TORNERÀ A VERONA DAL 25 AL 28 FEBBRAIO 2026. AL CENTRO DELLA PROSSIMA EDIZIONE, SOLUZIONI INNOVATIVE PER L’OTTIMIZZAZIONE DELL’USO DELLE RISORSE NATURALI, LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2 E L’INCREMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA. L’EVENTO OFFRIRÀ ANCHE SPAZI DI CONFRONTO SU POLITICHE E STRATEGIE PER PROMUOVERE UN FUTURO ENERGETICO SOSTENIBILE, CON FOCUS SU ECONOMIA CIRCOLARE E RIDUZIONE DELL’IMPRONTA ECOLOGICA. NUMEROSI GLI INCONTRI CREATI NEL CORSO DI QUESTI DUE ANNI PER VALORIZZARE LA FILIERA FORESTA-LEGNO COME PILASTRO DI UN’ECONOMIA WOOD-BASED CON IL FORUM NAZIONALE DELL’ENERGIA DAL LEGNO DI MARZO 2025 E L’INCONTRO CON IL MINISTERO DELL’AMBIENTE LA SCORSA ESTATE.

di Sonia Maritan

biomasse per l’industria. È in questo scenario che Progetto Fuoco ospita il Forum, diventando il punto di raccordo tra policy, ricerca e business del legno-energia. Durante la giornata saranno affrontati i temi più rilevanti per il comparto: dalle dinamiche di produzione e approvvigionamento alle politiche energetiche e ambientali europee, passando per la qualità e la certificazione del pellet, la tracciabilità e la lotta alle importazioni illegali.

«Lo European Pellet Forum rafforza il ruolo di Progetto Fuoco come piattaforma industriale del settore biomassa-energia» dichiara Adolfo Rebughini, Direttore Generale di Veronafiere. «Non solo un osservatorio dei trend, ma il luogo in cui imprese, istituzioni e reti europee definiscono standard, interoperabilità e nuove opportunità di sviluppo».

«Il pellet è oggi una risorsa strategica per la transizione energetica europea, capace di coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza degli approvvigionamenti e sviluppo economico» dichiara Domenico Brugnoni, Presidente di AIEL. «Portare lo European Pellet Forum per la prima volta in Italia significa valorizzare il contributo del nostro Paese e dare voce a una filiera che guarda con fiducia al futuro. Come AIEL siamo impegnati a promuovere qualità, innovazione e trasparenza del mercato, temi che saranno al centro del dibattito nel corso dell’appuntamento».

PROGETTO FUOCO: UN PALCOSCENICO INTERNAZIONALE

Progetto Fuoco, organizzato da Veronafiere, è la più importante manifestazione internazionale dedicata ai

In queste pagine alcune immagini della scorsa edizione di Progetto Fuoco che si è tenuta dal 28 febbraio al 2 marzo 2024 presso VeronaFiere

sistemi di riscaldamento a biomassa e rappresenta il punto di riferimento mondiale per l’intera filiera legnoenergia; riunisce centinaia di aziende provenienti da tutto il mondo e offre una panoramica completa di prodotti che spaziano dalle stufe di ultima

generazione ai caminetti di design, dalle caldaie ad alta efficienza ai barbecue e alle cucine a legna, fino alla componentistica e agli accessori per impianti. A Progetto Fuoco saranno presenti le aziende leader italiane ed estere rappresentanti l’intera

filiera del riscaldamento a biomassa. La lista aggiornata degli espositori è presente sul sito della manifestazione.

Accanto all’area espositiva, Progetto Fuoco si distingue per un ricco programma di convegni, seminari e workshop tecnici, organizzati in collaborazione con AIEL, che affrontano i temi più attuali legati all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale e alle normative europee, offrendo momenti di formazione e confronto tra esperti, installatori e progettisti.

Il programma dei convegni è pubblicato sul sito della manifestazione: ( https://www.progettofuoco.com ).

Grazie a questo mix di esposizione e approfondimento, l’evento si conferma come un osservatorio privilegiato sulle tendenze del settore e sulle sfide della transizione energetica, valorizzando il ruolo strategico della biomassa nel panorama delle energie rinnovabili

LA FILIERA LEGNO-ENERGIA

AL MINISTERO DELL’AMBIENTE

CON VERONAFIERE

E PROGETTO FUOCO

Nel corso dell’incontro con il Ministro la filiera ha sottolineato come un approccio sistemico e integrato, che coordini la politica energetica con le politiche ambientali, climatiche, forestali e di bioeconomia circolare, potrà rafforzare il contributo dell'Italia al raggiungimento degli obiettivi su rinnovabili e neutralità climatica. In quest'ottica, la filiera foresta-legno deve essere pienamente valorizzata come pilastro di un'economia wood-based. Una

scelta che può contribuire anche alla sicurezza energetica nazionale: l’Italia dipende per quasi l’80% da fonti estere, e il metano è importato per il 99%. La bioenergia termica da legno, opportunamente valorizzata, potrebbe sostituire fino al 15% del metano importato. Un confronto diretto tra istituzioni e imprese per definire il futuro della bioenergia legnosa in Italia, filiera che conta 14mila imprese e un fatturato di oltre 4 miliardi di euro. Oggi, 5 milioni di famiglie italiane si scaldano con la biomassa, grazie a un parco di oltre 8 milioni di apparecchi tra stufe, caminetti, caldaie e grandi impianti.

Per la prima volta, grazie a Veronafiere e Progetto Fuoco – in collaborazione con AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali – la filiera è stata ricevuta il 3 luglio scorso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dove il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha accolto

una delegazione del settore. Al centro del dialogo, il contributo strategico delle biomasse legnose alla transizione ecologica del Paese e la necessità di un quadro normativo stabile e coordinato.

All’incontro erano presenti il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il direttore generale Adolfo Rebughini , l’event manager di Progetto Fuoco Monica Pontarin, oltre al presidente di AIEL Domenico Brugnoni, la direttrice generale Annalisa Paniz e una delegazione di importanti aziende del settore.

Temi centrali del confronto sono stati il ruolo della bioenergia legnosa nella transizione energetica, l’innovazione tecnologica del comparto e le prospettive di sostenibilità ambientale ed economica. Sono state inoltre affrontate le principali sfide che la filiera deve affrontare, come la necessità di un quadro normativo stabile e di incentivi adeguati volti a sostenere gli investimenti del settore.

«La filiera legno-energia – osserva il

ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin – è un tassello importante della nostra sicurezza energetica. Valorizzare in modo sostenibile le biomasse legnose significa promuovere un’economia circolare, rafforzando la filiera foresta-legno italiana È necessario lavorare per un quadro normativo stabile e coerente, che favorisca innovazione tecnologica, qualità ambientale e investimenti. Il Ministero prosegue il confronto con gli operatori del settore, nella consapevolezza che ogni fonte rinnovabile, se ben regolata e gestita, può dare un contributo concreto alla neutralità climatica», conclude Pichetto. «Con questo incontro per la prima volta Veronafiere e Progetto Fuoco portano all’attenzione del Ministro dell’Ambiente le istanze della filiera legno-energia: un momento significativo, che conferma il nostro ruolo di piattaforma nel dialogo tra imprese e istituzioni – ha dichiarato Federico Bricolo , presidente di

Veronafiere –. Progetto Fuoco è più di una fiera: è uno strumento al servizio dell’innovazione e della transizione energetica di un settore strategico per il Paese. Crediamo nel valore delle fiere come infrastrutture di diplomazia economica e ambientale, e il nostro obiettivo è continuare a favorire il dialogo tra le aziende e le istituzioni a beneficio dei territori». «La filiera legno-energia rappresenta una delle più importanti risorse strategiche per il Paese, sia dal punto di vista energetico che economico e ambientale – ha sottolineato Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL –. Per questo abbiamo proposto l'istituzione di un Tavolo Interministeriale Permanente che coinvolga i Ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, delle Imprese e del Made in Italy, e dell’Agricoltura e delle Foreste. L'obiettivo è coordinare le politiche pubbliche su energia, industria e risorse forestali, superando la frammentazione attuale e armonizzando le strategie per

una transizione ecologica coerente. Solo con una visione sistemica potremo centrare gli obiettivi climatici europei, rafforzando allo stesso tempo la sicurezza energetica e la coesione sociale del Paese».

«Questo incontro è un segnale importante di ascolto istituzionale –ha dichiarato Domenico Brugnoni, presidente di AIEL –. È fondamentale che la politica riconosca il valore strategico della filiera legno-energia e accompagni con coerenza il settore nel percorso di innovazione e transizione ecologica, garantendo strumenti normativi e incentivanti adeguati e stabili nel tempo».

Il comparto filiera legno-energia in Italia conta oltre 14.000 imprese italiane, con più di 72.000 posti di lavoro e genera un valore economico che supera i 4 miliardi di euro. Le biomasse sono la seconda fonte di riscaldamento domestico in Italia, dopo il metano, con una penetrazione di circa il 15%, e contribuiscono per il 65,7% alla produzione di calore rinnovabile nel settore residenziale. Il settore rappresenta un'eccellenza del made in Italy, con le aziende italiane produttrici di apparecchi domestici che rappresentano oltre l'80% del mercato europeo.

«L’incontro con il Ministro dell’Am-

biente è stato un’opportunità strategica per l’intera filiera – ha dichiarato Monica Pontarin , event manager di Progetto Fuoco –. È stato un momento di confronto sulle prospettive di sviluppo della bioenergia legnosa in Italia, durante il quale abbiamo sottolineato il ruolo centrale dell’innovazione tecnologica per aumentare l’efficienza degli impianti e ridurre le emissioni. Come Veronafiere e Progetto Fuoco, rinnoviamo l’impegno a promuovere un dialogo costante e costruttivo tra imprese e istituzioni. In quest’ottica, abbiamo invitato il Ministro alla prossima edizione di Progetto Fuoco, in programma a Verona dal 25 al 28 febbraio 2026, per continuare a mettere la filiera legno-energia al centro della transizione energetica italiana. Un percorso di avvicinamento già avviato con il Forum Nazionale dell’Energia dal Legno dello scorso marzo».

IL FORUM NAZIONALE

DEL SETTORE A VERONA: ENERGIA DAL LEGNO

E TRANSIZIONE ENERGETICA

Il settore delle biomasse si sta evolvendo rapidamente per rispondere alle sfide della transizione energetica e della decarbonizzazione. Anche nel 2025 l’energia dal legno, in particolare, si è confermata protagonista del percorso verso un futuro sostenibile. Oggi più che mai, la filiera bosco, legno, energia, rivendica l’importanza del suo contributo alla sicurezza energetica del Paese, e lo ha fatto chiamando a raccolta tutti gli operatori

del settore in occasione del Forum Nazionale dell’Energia dal Legno lo scorso 28 marzo all’Auditorium Verdi del Centro Congressi di Veronafiere. Il Forum, organizzato da Veronafiere in collaborazione con AIEL - Associazione italiana Energie Agroforestali, è stata l’occasione per rafforzare il dialogo tra gli operatori della filiera boscolegna-energia e le istituzioni sul futuro dell’energia termica rinnovabile da biomasse legnose. Progetto Fuoco , la manifestazione organizzata da Veronafiere che rappresenta il punto di riferimento per il settore che va “dal bosco al camino”, ha già messo in moto la macchina organizzativa per la prossima edizione che si terrà a fine febbraio. Il riscontro da parte delle più importanti aziende italiane e internazionali del settore è largamente positivo. «Il percorso di avvicinamento a Progetto Fuoco 2026 si arricchisce di un grande evento specificamente pensato per mantenere accesi i riflettori su un settore che rappresenta una delle eccellenze della produzione made in Italy» dichiara il presidente di Veronafiere Federico Bricolo. «Con l’edizione 2024 abbiamo avuto modo di toccare con mano la ripresa di fiducia del comparto, e la risposta di espositori, operatori e addetti ai lavori è stata ampiamente positiva, nonostante il settore stia attraversando un momento di riassestamento.

Questo Forum è stata l’occasione per riunire anche nel 2025 la filiera legno-energia, per sviluppare una nuova piattaforma programmatica capace di valorizzare il

settore rafforzando la collaborazione tra imprese, associazioni e istituzioni».

«Le biomasse solide, utilizzate soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere o pellet, sono la fonte rinnovabile più impiegata nel settore termico in Italia. Già oggi offrono un contributo essenziale alla decarbonizzazione energetica del Paese, favorendo anche la tutela ambientale e lo sviluppo socioeconomico delle aree interne e montane – commenta Domenico Brugnoni, Presidente di AIEL –. Nel corso del Forum sono state lanciate proposte concrete ai rappresentanti politici di Governo e Parlamento circa la necessità di misure di sostegno equilibrate e politiche lungimiranti, in grado di consolidare una filiera che rappresenta un’opportunità unica per lo sviluppo sostenibile del Paese».

«Dopo il successo dell’edizione 2024, con 45mila operatori professionali, di cui il 30% stranieri provenienti da tutto il mondo, Progetto Fuoco tornerà a febbraio 2026» aggiunge Adolfo Rebughini , direttore generale di Veronafiere. «L’evento sarà una vetrina d’eccellenza per le innovazioni tecnologiche nel settore del riscaldamento a biomassa, con un focus particolare sul tema della sostenibilità: il settore della biomassa si sta evolvendo rapidamente per rispondere alle normative ambientali più stringenti e alle aspettative di un pubblico sempre più consapevole».

FORUM NAZIONALE

DELL’ENERGIA DAL LEGNO

Di grande attualità i temi al centro del dibattito: l’evento farà il punto sul Piano di azione nazionale per il mi-

glioramento della qualità dell'aria, sulle prospettive future per il rilancio della filiera bosco-legno-energia, ma anche sulla dimensione economica del comparto e delle ricadute occupazionali nei territori.

Non potrà mancare poi un aggiornamento sul Conto Termico 3.0, il fondamentale strumento incentivante che offre contributi a fondo perduto per migliorare l'efficienza energetica degli edifici e incentivare l'uso di fonti rinnovabili, e che offre contributi significativi per i sistemi di riscaldamento a biomassa. All’evento, promosso in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, sono attesi importanti esponenti del Governo e del Parlamento nazionale ed europeo, oltre ai rappresentanti di una filiera che in Italia conta circa 14mila imprese, 72mila addetti (43mila direttamente impiegati e 29mila legati all’indotto) con un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro.

FORUM NAZIONALE DELL’ENERGIA

DAL LEGNO PER IL FUTURO DELLA

TERMICA RINNOVABILE

L’evento è stato organizzato lo scorso 28 marzo da Veronafiere, Progetto Fuoco e AIEL. Focus su gestione sostenibile delle foreste,

qualità dell’aria, politiche per il rilancio della filiera bosco-energia e incentivi che sostengono le tecnologie ad alta efficienza energetica.

«Un’energia antica ma che sa guardare al futuro: il legno è, a tutti gli effetti, il più antico biocombustibile del domani».

Con le parole del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto con un video messaggio, si è aperto lo scorso 28 marzo al Centro Congressi di Verona il “Forum Nazionale dell’energia dal legno – politiche, incentivi, azioni per il futuro della termica rinnovabile”, appuntamento organizzato da Veronafiere e Progetto Fuoco, salone che rappresenta il punto di riferimento per la filiera legno-energia, in collaborazione con AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali . L’evento ha riunito a Verona più di 300 partecipanti, tra rappresentanti delle istituzioni, associazioni e imprese, protagonisti di un settore chiamato a dare un contributo alla transizione energetica del Paese.

Le foreste italiane, negli ultimi cinquant’anni, sono più che raddoppiate. Un fenomeno legato in parte all’abbandono delle aree montane e rurali, che pone oggi davanti a nuove sfide: la crescita incontrollata del bosco può infatti generare criticità dal punto di vista della sicurezza idrogeologica e della gestione del territorio. È quindi fondamentale saper trasformare questa risorsa in un’opportunità

«Dobbiamo puntare su modelli di sviluppo sostenibile, capaci di valorizzare le risorse forestali in modo responsabile, integrandole nella filiera energetica nazionale e creando

nuove occasioni economiche e occupazionali nei territori – ha aggiunto il Ministro Pichetto Fratin –. Per farlo, è essenziale una collaborazione continua tra imprese, istituzioni e territorio.

Il Ministero è e sarà sempre al fianco di questo settore, pronto ad ascoltare, dialogare e sostenere ogni iniziativa volta a consolidare e promuovere la filiera del legno-energia, nella cornice della sostenibilità e della responsabilità ambientale».

Il Forum è stata proprio l’occasione per rafforzare il dialogo tra gli operatori della filiera bosco-legna-energia e i rappresentanti delle istituzioni a livello europeo, nazionale e regionale, per sviluppare una nuova piattaforma programmatica capace di valorizzare il settore.

Importanti e di stretta attualità per tutto il comparto i temi all’ordine del giorno nel corso dell’evento. Da tutte le novità sul Conto Termico 3.0, il fondamentale strumento che offre contributi a fondo perduto per migliorare l'efficienza energetica degli edifici e incentivare l'uso di fonti rinnovabili, fino alle politiche di sistema per il miglioramento della qualità dell’aria. E poi le prospettive sul rilancio della filiera bosco-legnoenergia, con dati di scenario a livello economico e occupazionale, e un focus sul ruolo delle biomasse nel futuro dell’Italia e dell’Europa. «Come Veronafiere, crediamo forte-

mente in questo settore e nella manifestazione che lo rappresenta, Progetto Fuoco» ha dichiarato Federico Bricolo , Presidente di Veronafiere. «Non vogliamo offrire agli espositori semplicemente uno spazio espositivo, ma un supporto concreto e continuativo lungo tutto l’arco dell’anno, accompagnando la crescita del comparto, creando opportunità di visibilità, relazione e sviluppo. Lo abbiamo già fatto con successo in altri settori strategici per il made in Italy –penso al vino, al marmo – e lo stiamo facendo con sempre maggiore convinzione anche con il settore del riscaldamento domestico a legna e pellet, e con tutte le tecnologie che ruotano attorno alla filiera della biomassa. Le attività di supporto che mettiamo in campo, che vanno dagli eventi collaterali di approfondimento alle proposte editoriali di PF Magazine fino all’interlocuzione politica e istituzionale, rappresentano un elemento distintivo del nostro approccio. Sono il segno tangibile del nostro impegno a fare sistema, a creare valore insieme alle imprese, alle associazioni, alle istituzioni».

«Il Forum Nazionale dell’Energia dal Legno nasce dalla volontà di offrire uno spazio di confronto costruttivo e continuativo su un comparto dalle grandi potenzialità, oggi più che mai bisognoso di risposte chiare, strumenti efficaci e un dialogo stabile con le istituzioni» ha dichiarato Adolfo Rebughini, Direttore Generale di Veronafiere. «Vogliamo contribuire attivamente anche all’internazionalizzazione del settore, ascoltando il mercato, interpretando i bisogni delle imprese e creando connessioni con nuovi mercati. Il nostro ruolo è quello

di essere vicini al settore in ogni fase: nei momenti di successo, ma anche in quelli più complessi in cui è necessario fare squadra, promuovendo una visione condivisa».

«Questo appuntamento non solo ci ha permesso di confrontarci con importanti attori istituzionali e politici, ma ci ha offerto soprattutto l’occasione di costruire insieme una visione condivisa per il futuro» ha dichiarato Domenico Brugnoni, Presidente di AIEL. «Le biomasse impiegate nel riscaldamento residenziale sono già oggi la principale fonte energetica rinnovabile, usata da oltre un quarto delle famiglie italiane che ha consentito di raggiungere gli obiettivi in termini di energie rinnovabili al 2020: parliamo di un comparto che sarà necessariamente ancora un pilastro delle politiche rinnovabili al 2030 e della decarbonizzazione al 2050, in quanto unica fonte rinnovabile e programmabile di prossimità, strettamente connessa con il territorio».

«Questo Forum è stato un momento importante per riaccendere i riflettori su tutto il comparto del riscaldamento a biomassa, settore che si trova in prima linea nel rispondere alle sfide della transizione energetica e della decarbonizzazione» ha spiegato Monica Pontarin, Event Manager di Progetto Fuoco. «È stata soprattutto un’occasione per rafforzare il dialogo tra gli operatori della filiera e le istituzioni. Il Forum che si è tenuto lo scorso 28 marzo rappresenta anche per Veronafiere una tappa importante nel percorso di avvicinamento a Progetto Fuoco, manifestazione leader e punto di riferimento internazionale per l’intera filiera».

Il Forum Nazionale dell’Energia dal Legno si è aperto con i saluti istituzionali di Adolfo Rebughini, Direttore Generale di Veronafiere, Domenico Brugnoni, Presidente di AIEL, Gianpaolo Bottacin , Assessore all’Ambiente, Clima, Protezione Civile e Dissesto Idrogeologico della Regione del Veneto, Luigi D’Eramo, Sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e di Gilberto Pichetto Fratin , Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Tra i primi temi trattati all’evento, il “Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria” con Stefania Crotta, Direttrice della Direzione generale programmi e incentivi finanziari del MASE e Fabio Romeo, Direzione inquinamento atmosferico e qualità dell’aria del MASE. Quindi Gian Luca Gurrieri, Dirigente clima, emissioni e agenti fisici della Regione Lombardia ha portato l’esempio della Lombardia sugli “Incentivi e nuove disposizioni per contenere le emissioni dei si-

stemi di riscaldamento a biomassa legnosa”. Tra i temi più sentiti anche il “Conto Termico 3.0: l’incentivo che sostiene le tecnologie ad alta efficienza e minime emissioni per un futuro rinnovabile e sostenibile”, di cui ha parlato Enrico Bonacci, Segreteria tecnica del Dipartimento Energia del MASE.

A seguire Emilio Gatto , Direttore della Direzione generale economia montana e delle foreste del MASAF, è intervenuto sul tema “Quali politiche nazionali per il rilancio della filiera bosco-legno-energia: situazione attuale e prospettive future”. Franco Cotana , amministratore delegato RSE SpA (Ricerca Sistema Energetico) ha fatto poi il punto sulla “Dimensione economica e ricadute occupazionali nei territori del comparto delle biomasse legnose a fini energetici”.

Adolfo Rebughini, Direttore Generale di Veronafiere, ha presentato “Progetto Fuoco 2026: una vetrina d’eccellenza per le innovazioni

WOOD-BASED THERMAL BIOENERGY PROGETTO FUOCO IS THE WORLD'S MOST IMPORTANT EVENT DEDICATED TO BIOMASS-BASED HEATING AND ENERGY PRODUCTION DEVICES. ORGANIZED BY VERONAFIERE, THE BIENNUAL EVENT WILL RETURN TO VERONA FROM FEBRUARY 25 TO 28, 2026. AT THE FOCUS OF THE NEXT EDITION, INNOVATIVE SOLUTIONS FOR OPTIMIZED USE OF NATURAL RESOURCES, REDUCED CO2 EMISSIONS, AND INCREASING ENERGY EFFICIENCY. THE EVENT WILL ALSO OFFER OPPORTUNITIES FOR DISCUSSION ON POLICIES AND STRATEGIES TO PROMOTE A SUSTAINABLE ENERGY FUTURE, WITH A FOCUS ON THE CIRCULAR ECONOMY AND REDUCING THE ECOLOGICAL FOOTPRINT.

Verona confirms its position as the international capital of biomass heating: the return of Progetto Fuoco, the most important global event dedicated to technologies for producing heat and energy from wood and pellets, organized by Veronafiere and scheduled

tecnologiche nel settore del riscaldamento a biomassa”.

Infine una tavola rotonda con esponenti del Parlamento italiano ed europeo dal titolo “Autonomia, sostenibilità, decarbonizzazione: il ruolo delle biomasse nel futuro dell’Italia e dell’Europa”. Moderato da Annalisa Paniz, Direttrice Generale di AIEL, al dibattito sono intervenuti: Matteo Favero, Responsabile politiche ambientali e infrastrutture del Partito Democratico Veneto, il sen. Luigi Spagnolli , Segretario della Commissione Permanente Affari Esteri e Difesa del Senato e Vicepresidente vicario Gruppo Aut al Senato, l’on. Luca Squeri , Segretario della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera e responsabile energia di Forza Italia e l’on. Paolo Borchia , Membro del Parlamento europeo, Capodelegazione Lega, Gruppo "Patrioti per l'Europa". L’evento si è concluso con il saluto di Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere.

for February 25-28, 2026. The 2026 edition will be enriched by a truly important event, the European Pellet Forum, which comes to Italy for the first time after editions in Austria, France, and Poland, consolidating our country's role as a leader in the energy transition and the wood supply chain at the European level.

The Forum, organized by AIEL - Italian Agroforestry Energy Association, a technical partner of Progetto Fuoco, in collaboration with the European Pellet Council and Bioenergy Europe, will be held on February 27, 2026, from 9:00 a.m. to 1:00 p.m., and will offer a unique opportunity for producers, distributors, technicians, institutions, and stakeholders to engage in dialogue.

Following the sharp price and supply fluctuations recorded in 2022–2023, the pellet supply chain is entering a new phase of industrial maturity. Technological evolution is shifting the sector from residential applications to integrated, high-efficiency solutions: smart boilers, district heating networks, and biomass for industry.

PRESENZA GLOBALE, SOLUZIONI SU MISURA

PERSONALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI E AMPIA PRESENZA NEI MERCATI INTERNAZIONALI, I PUNTI CHIAVE DELLE SOLUZIONI FLESSIBILI

MILLER MAC.

Nel settore della progettazione e produzione di macchinari e impianti per la macinazione industriale in svariati settori merceologici, MILLER MAC è una realtà attiva in grado di progettare e realizzare impianti per il rici-

In alto: impianto in Argentina.

In basso: impianto in Italia.

A destra: impianto in Russia

claggio e lo smaltimento di numerose tipologie di rifiuti – industriali e domestici – e per la produzione del pellet. In occasione di Progetto Fuoco, fiera che andrà in scena a Verona dal 25 al 28 febbraio, l’azienda presenterà le proprie soluzioni dedicate al riciclo e alla gestione dei materiali di scarto.

Le linee progettate coprono applicazioni che spaziano dai pannelli foto-

voltaici agli pneumatici, dal cartongesso ai RAEE, fino ad alluminio, lane minerali, plastica, motori elettrici, rifiuti ospedalieri. L’attenzione è

di Iacopo Lena

rivolta alla realizzazione di impianti capaci di adattarsi a contesti produttivi differenti, con l’obiettivo di supportare i processi di recupero e trattamento all’interno delle filiere del riciclo. Accanto alla realizzazione degli impianti, MILLER MAC propone uno studio preliminare e una personalizzazione dei macchinari in funzione sia dei materiali da trattare sia delle esigenze operative del cliente. L’azienda sviluppa soluzioni sulla base di richieste specifiche e offrendo supporto nelle fasi di progettazione, installazione e post-vendita. Questo approccio consente di adattare ogni impianto alle diverse condizioni di lavoro,

mantenendo coerenza tra caratteristiche delle macchine e obiettivi produttivi. Tra le soluzioni proposte rientrano i macinatori, con la progettazione di modelli differenti, ognuno dedicato al trattamento di specifiche materie prime. Le macchine sono pensate per adattarsi a materiali diversi e per rispondere a esigenze variabili, consentendo una riduzione efficace degli scarti e una gestione più mirata dei processi di lavorazione. Un elemento centrale risiede nella varietà di configurazioni disponibili, che permette di selezionare il macchinario più adatto in base alle caratteristiche del materiale. Una flessibilità che si poggia sull’ampia gamma di modelli messi

TAILORED SOLUTIONS FOR RECYCLING AND INDUSTRIAL GRINDING

PLANT CUSTOMIZATION AND A STRONG PRESENCE IN INTERNATIONAL MARKETS ARE THE KEY STRENGTHS OF MILLER MAC ’S FLEXIBLE SOLUTIONS.

In the field of design and production of machinery and systems for industrial grinding across various industrial sectors, MILLER MAC is an active company capable of designing and building plants for the recycling and disposal of numerous types of waste – industrial and domestic – as well as pellet production systems. On the occasion of Progetto Fuoco, the trade fair taking place in Verona from February 25 to 28, the company will present its solutions dedicated to recycling and the management of scrap materials.

The engineered lines cover applications ranging from photovoltaic panels to tyres, from plasterboard to WEEE, as well as aluminium, mineral wool, plastics, electric motors and hospital waste.

The focus is on developing plants capable of adapting to different production contexts, with the aim of supporting recovery and processing activities within recycling supply chains. Alongside plant construction, MILLER MAC offers preliminary studies and machinery

a disposizione dei clienti, ognuno dei quali è pensato e prodotto per trattare una diversa materia prima. A completare il quadro dell’attività aziendale si inserisce anche la presenza sui mercati internazionali, con impianti e macchinari esportati in numerosi Paesi, con una presenza che comprende Messico, Argentina, Romania, Spagna, Inghilterra, Irlanda del Sud, Isole Canarie, Ungheria, Germania, Israele, Colombia, Albania, Cile, Bosnia, Bulgaria, Lettonia, Lituania e Polonia. Questa diffusione evidenzia la capacità di operare in contesti differenti, supportando clienti e progetti anche al di fuori del mercato nazionale.

customization according to both the materials to be processed and the client’s operational requirements.

The company develops solutions based on specific requests, providing support during the design, installation and after-sales phases. This approach allows each system to be adapted to different working conditions while maintaining consistency between machine features and production goals.

Among the proposed solutions are grinders, with the design of different models, each dedicated to the processing of specific raw materials. The machines are designed to adapt to different materials and to meet varying needs, enabling effective size reduction of scrap and more targeted management of processing operations.

A central element lies in the variety of available configurations, allowing the selection of the most suitable machine according to the characteristics of the material. This flexibility is based on the wide range of models available to customers, each designed and manufactured to process a different raw material.

Completing the picture of the company’s activities is its presence in international markets, with plants and machinery exported to numerous countries, including Mexico, Argentina, Romania, Spain, England, Southern Ireland, the Canary Islands, Hungary, Germany, Israel, Colombia, Albania, Chile, Peru, Bosnia, Bulgaria, Latvia, Russia, Belarus, Lithuania and Poland. This spread highlights the ability to operate in different contexts, supporting clients and projects even beyond the domestic market.

LO SVILUPPO AFRICANO

IDA SUMMIT 2026, NETWORK STRATEGICO TRA ITALIA ED AFRICA, SI TERRÀ A TORINO DAL 14 AL 16 APRILE PROSSIMI. IDA - INIZIATIVA PER LO SVILUPPO AFRICANO È UNA ONG CHE NASCE CON L’OBIETTIVO DI FACILITARE L’INCONTRO FRA PMI ITALIANE E AFRICANE, RIUNIRE AZIENDE E IMPRENDITORI PER DISCUTERE DELLE ULTIME INNOVAZIONI DELLA FILIERA AGRICOLA E NON SOLO. TRE GIORNI DI NETWORKING, FORMAZIONE E INCONTRI B2B ATTI A FACILITARE PARTENARIATI DURATURI, CREARE VALORE CONDIVISO E APRIRE NUOVI MERCATI. SONO PREVISTI ALCUNI TAVOLI DI DISCUSSIONE TEMATICI, TRA CUI, QUELLO DEL TESSILE (COTONE), DEL CACAO E DEL CAFFÈ.

Dopo la presentazione ufficiale di IDA Summit, avvenuta lo scorso 29 novembre 2025 a Torino, lo scorso 14 gennaio è stata la volta di Milano dove, nel corso di una conferenza stampa ospitata nei suggestivi spazi de “La Boutique” di via Gastone Pisoni, 6 – centralissimo Showroom meneghino dell’interior design e delle tendenze, a due passi dal quadrilatero della moda e da Montenapoleone – giornalisti, imprenditori, professionisti e associazioni, hanno avuto la

prerogativa di conoscere gli obiettivi che si è posto IDA Summit 2026. Facilitare l’incontro tra PMI italiane e africane la finalità dell’evento patrocinato dalla Città di Torino, dall’Union Nationale des Chambres de Commerce et d’Agriculture du Sénégal e dalla Chambre de Commerce, d’Industrie et d’Agriculture de Kaolack, che si svolgerà nel capoluogo Piemontese dal 14 al 16 aprile 2026, presso il Palazzo della Luce con cena di gala a Villa Sassi e che farà da

sfondo a tre giornate di networking, formazione e incontri B2B, tra circa un centinaio di imprenditori africani e italiani, con l’intento di facilitare partenariati duraturi, creare valore condiviso e aprirsi a nuovi mercati. Organizzato da Ida International – iniziativa per lo sviluppo dell’Africa, Organizzazione non governativa africana, accreditata alle Nazioni Unite, con sede a Dakar in Senegal e rappresentanze in tutto il mondo –IDA Summit 2026 sarà infatti un appuntamento imperdibile.

In partnership con CibusTec – l’evento di Parma che da oltre 80 anni guida l’innovazione, evolvendosi continuamente per promuovere il progresso tecnologico nell’industria alimentare – questa manifestazione è destinata non solo a tutte quelle aziende lungimiranti e visionarie che inserendosi nel marketplace agricolo dedicato al mercato africano avranno la facoltà di trovare sistematicamente nuovi clienti e fornitori, ma anche a quelle istituzioni che vorranno rafforzare re-

di Sonia Maritan

lazioni diplomatiche solide e positive, migliorando così l'immagine dell'Italia come partner affidabile e interessato allo sviluppo dell’Africa e che vorranno sposare, altresì, un approccio multifattoriale che mirerà a promuovere lo sviluppo, gestire la migrazione, garantire la sicurezza e rafforzare le relazioni diplomatiche ed economiche con il continente africano.

E proprio nel corso della conferenza stampa milanese, è stata annunciata la nuova partnership di IDA Summit 2026 con Adaci, l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management , che così darà un impulso ulteriore all’evento che ha tutte le carte in regola per essere davvero determinante nel mettere realmente a terra il Piano Mattei per l’Africa promuovendo lo sviluppo economico/sociale della “terra degli afri”, in passato il nome latino dato ad alcune genti che abitavano nel Nord Africa, anche se l’OGM Ida ha la prerogativa di includere il continente nella sua interezza con un particolare accento sui Paesi francofoni. Non a caso, sono diverse le realtà che hanno già confermato la loro presenza in qualità di sponsor: Cofiprof , A.Bre. Mar. , I Feel Gold, Real Forni , Meccanica Fantini , Vst

TAVOLO DEL CACAO E CAFFÈ

In queste pagine alcuni momenti della conferenza stampa di IDA Summit 2026, tenutasi a Milano lo scorso 14 gennaio nei suggestivi spazi de “La Boutique” a due passi dal quadrilatero della moda, dove erano presenti giornalisti, imprenditori, professionisti e associazioni, fra cui anche la redazione de Il Legno.

(Vastola Soluzioni Tecnologiche), Ne & A Print, Side, Dell’Oro, Ibl (Industrial Bakery Line), Dastor, Cosem Mentre sono altrettanto prestigiose quelle che hanno sposato la partnership con l’evento: Cibustec, Arproma, Chantry Garden Medical Foundation, Fundus Della Torre, Aiic - CI, M.A.D., Dom Terry Agrisolutions, Ccafa - CI, Anopaci, U Volonte’ @ Reussite, FH (Foreste Holding Sarl), University for development studies, Academie diplomatique africaine.

Oltre al prodotto vero e proprio e la sua lavorazione, gli scarti della pianta e della lavorazione del caffè, come silverskin (sottile membrana rimossa durante la tostatura), cascara, e fondi, sono preziosi sottoprodotti ricchi di antiossidanti, azoto, potassio e caffeina. Impiegati nell'economia circolare, vengono riutilizzati come fertilizzanti naturali, compost, biocombustibili, nella cosmetica anti-age e per la produzione di materiali ecosostenibili.

La stessa cosa accade per la filiera del cacao.

Gli scarti della pianta del cacao, in particolare le bucce delle fave (cacao husk) e le cabosse (frutto esterno), sono ricchi di nutrienti e, anziché smaltiti, vengono riutilizzati nell'economia circolare. Il

«Ogni giorno arrivano nuove adesioni di aziende in qualità di sponsor – ha affermato nel corso della conferenza stampa, Andrea Giannetto , presidente di Ida International – e ritengo che si finalizzerà molto presto il nostro obiettivo, ossia quello di superare la quota di 100 realtà. Le aziende hanno infatti capito la valenza di questa iniziativa che si pone l’obiettivo di avviare lo sviluppo di nuovi progetti e il sostegno attivo di iniziative esistenti, rendendo così le PMI protago-

50% è composto dalla buccia, spesso usata come fertilizzante o per produrre carta ecologica. La polpa dolce (25% del frutto) è sempre più sfruttata per dolcificare, mentre le bucce (15% di sostituzione di cellulosa) si trasformano in imballaggi sostenibili. Il cacao è un albero sempreverde (angiosperma dicotiledone) appartenente alla famiglia delle Malvaceae, e questo ci porta vicino alla filiera forestale, dalla carta all’imballo, e a una serie di tecnologie prodotte da aziende che abbracciano questo ampio comparto legato anche all’arboricoltura.

La pianta del caffè, appartenente al genere «Coffea» (famiglia Rubiaceae), è un arbusto sempreverde tropicale con foglie ovali, lucide e verde scuro, e fiori bianchi profumati simili al gelsomino.

niste del cambiamento globale e valorizzando il potenziale umano e tecnologico dei due continenti. Si focalizzerà, infatti, su ricerca, formazione e sostegno a diversi progetti con scambi tra scuole, università e aziende, ma darà spazio anche alla transizione energetica ed ecologica, favorendo non solo lo scambio di tec-

nologie, prodotti e servizi ma anche la creazione di partenariati e collaborazioni, e verranno altresì organizzati incontri su infrastrutture digitali che riuniranno start up di entrambi i continenti per individuare le migliori iniziative a supporto del settore manifatturiero». Si tratterà in particolare, l'intera filiera dell'agricoltura, per la quale sono stati creati due slogan ad hoc: "Dal campo alla tavola", occasione per rappresentare lo scambio di materie prime, prodotti, macchinari, servizi e tecnologie dell'intero settore agricolo e "Made in Africa Italian Style", una filosofia comprovata che permette lo scambio di compe-

tenze e la creazione di partnership per sviluppare prodotti concepiti in Italia e realizzati in Africa. «Previsti in particolare – sottolinea Giannetto – alcuni interessanti tavoli di discussione tematici, tra cui, ad esempio, quello dei finanziamenti, quello dell’arte bianca, quello del tessile e pelletteria (cotone e cuoio), quello del cacao e quello del caffè.

IDA , del resto, dal 2014 promuove infatti la filosofia dell’alimentazione etica, attraverso la certificazione 'NourDign' (Cibo e Dignità), certificazione che insieme all’etichettatura degli alimenti è importante per promuovere un’alimentazione più sostenibile, etica e rispettosa dei diritti umani: essa garantisce che gli alimenti siano prodotti, trasformati e commercializzati secondo standard sociali, ambientali ed etici».

“Sarà una kermesse imperdibile”, ha aggiunto nel corso della conferenza stampa Chiara Osnago Gadda, giornalista ed event manager di IDA SUMMIT 2026 «che non si esaurirà nei tre giorni torinesi ma che proseguirà nel tempo in quanto IDA ne darà poi seguito organizzando anche qualificati appuntamenti annuali e missioni operative, sia in Africa sia in Italia. Un momento di avvio di un percorso più ampio, concepito come una piattaforma permanente di confronto e collaborazione tra operatori delle filiere agroalimentari. Non sarà cioè un evento isolato, ma solo il primo step di una serie di attività di follow-up volte a trasformare il dialogo in partnership operative».

«Il procurement pubblico e privato, non è più una funzione aziendale isolata, ma un’infrastruttura organizzata per la competitività delle aziende e a salvaguardia della compliance – ha

Pianta del Caffé. Coffea Arabica.

affermato la Presidente di ADACI Federica Dallanoce –. L’Africa rappresenta un partner chiave per l’Italia e per l’Europa nella costruzione di filiere agroalimentari e manifatturiere sicure, sostenibili e indipendenti. In questo contesto, il procurement può diventare un ponte concreto tra imprese italiane e africane. Parliamo di supply chain più sicure, sostenibili e capaci di creare lavoro e valore su entrambi i territori».

Dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026, è nata una parola meravigliosa che voglio aggiungere io, come miglior auspicio per IDA: Ubuntu che significa “io sono perché noi siamo” o “umuntu ngumuntu ngabantu”, un’antica filosofia ed etica africana che sottolinea come l’umanità di un individuo si realizzi attraverso la relazione con gli altri, promuovendo valori di condivisione, rispetto, empatia e comunità.

AFRICAN DEVELOPMENT

IDA SUMMIT 2026, A STRATEGIC NETWORK BETWEEN ITALY AND AFRICA, WILL BE HELD IN TURIN FROM APRIL 14 TO 16.

IDA - INITIATIVE FOR AFRICAN DEVELOPMENT IS AN NGO CREATED WITH THE AIMS OF FACILITATING MEETINGS BETWEEN ITALIAN AND AFRICAN SMEs, BRINGING TOGETHER COMPANIES AND ENTREPRENEURS TO DISCUSS THE LATEST INNOVATIONS IN THE AGRICULTURAL SUPPLY CHAIN AND BEYOND.

THREE DAYS OF NETWORKING, TRAINING, AND B2B MEETINGS DESIGNED TO FACILITATE LONG-LASTING PARTNERSHIPS, CREATE SHARED VALUE, AND OPEN NEW MARKETS. SOME THEMATIC DISCUSSION TABLES ARE PLANNED, INCLUDING TEXTILES (COTTON), COCOA, AND COFFEE.

Following the official presentation of IDA Summit , which took place on November 29, 2025 in Turin, on January 14 it was the turn of Milan where, during a press conference hosted in the evocative spaces of "La Boutique" in Via Gastone Pisoni, 6 – a central

Milanese showroom of interior design and trends, a stone's throw from the fashion district and Montenapoleone – journalists, entrepreneurs, professionals and associations had the privilege of learning about the objectives set for IDA Summit 2026. Facilitating meetings between Italian and African SMEs is the aim of the event sponsored by the City of Turin, the National Union of Chambers of Commerce and Agriculture of Senegal and the Chamber of Commerce, Industry and Agriculture of Kaolack, which will take place in the Piedmont capital from April 14 to 16, 2026, at the Palazzo della Luce with a gala dinner at Villa Sassi. It will provide the backdrop for three days of networking, training, and B2B meetings among approximately one hundred African and Italian entrepreneurs, with the aim of facilitating lasting partnerships, creating shared value, and opening up new markets. Organized by IDA International—the Initiative for Africa's Development, an African non-governmental organization accredited to the United Nations, headquartered in Dakar, Senegal, with representations worldwide—the IDA Summit 2026 will be an unmissable event.

Chiara Osnago Gadda è fra Andrea Giannetto, presidente di Ida International (alla sua destra) e Francesco D’Agostino, editore di FD Media Group.

Il progetto “Roots” di Regione Lombardia e Cluster Nazionale Italia Foresta Legno all’evento Oasi Life Experience-Casa Lombardia 2026 diventa luogo di incontro e di riflessione sul patrimonio boschivo.

Regione Lombardia, con il supporto di Fondazione Fiera Milano – dal 6 febbraio al 15 marzo 2026 in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2026 – apre le porte della propria sede istituzionale al mondo, trasformandola in un punto di incontro, narrazione e visione con il format Oasi Life Experience - Casa Lombardia 2026

Un grande progetto rivolto al pubblico e ai media internazionali, ideato da Letizia Fontanelli (ideaintegrale) e Francesca Russo (DDN),

con un intervento firmato da Progetto CMR, incaricato di dare forma a un racconto corale.

All’interno di questo contesto nasce Roots – un progetto di Regione Lombardia e Cluster Nazionale Italia Foresta Legno curato da Matteo Ragni Studio – che mette in dialogo il mondo del design e quello forestale con un obiettivo chiaro: riportare al centro la cura dei boschi e rendere il patrimonio boschivo accessibile, comprensibile e vicino a tutti, non

solo agli addetti ai lavori o agli appassionati del settore.

“Roots” prende forma dalla consapevolezza che i boschi non sono solo risorse naturali, ma ecosistemi vivi, culturali e sociali, che necessitano di attenzione, gestione e nuove narrazioni. Attraverso il linguaggio del design, il progetto intende valorizzare le attività sostenibili nei boschi, trasformando la cura del territorio in un’esperienza condivisa e partecipata.

IL PROGETTO ROOTS

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di Sonia Maritan

Il design diventa così uno strumento di mediazione: capace di tradurre saperi tecnici in forme, oggetti e progetti comprensibili, di stimolare curiosità e consapevolezza, e di avvicinare un pubblico più ampio al mondo boschivo. “Roots” vuole raccontare il bosco non come qualcosa di distante o riservato a pochi, ma come uno spazio comune, da conoscere, rispettare e custodire.

“ROOTS”, IL PROGETTO

Come le radici che si diramano nel terreno, l’installazione “Roots” celebra le connessioni e i legami che ci sostengono e ci accompagnano nel tempo. “Roots” nasce dall’incontro profondo tra la città e le montagne: tra il design milanese e i boschi della Lombardia, tra la cultura del progetto e la sapienza delle imprese e dei consorzi forestali, tra gli alberi e la gente. Un progetto che intreccia specie locali, cura dei boschi, competenze progettuali e saperi produttivi, dando forma a una rete di relazioni che si rafforzano reciprocamente a livello regionale e nazionale.

“Roots” diventa testimonianza di connessioni e cooperazione che generano valore sostenibile.

Al centro l’albero, custode di storie invisibili e legami profondi racchiusi nel legno: materia prima rinnovabile, che ci lega ai luoghi montani in cui è cresciuto e ne rappresenta l’anima

Le sue venature raccontano il clima dei territori, il lavoro degli uomini e delle donne che lo hanno coltivato e trasformato nel tempo, in una storia, carica di rispetto e sostenibilità, che si rinnova e non si ferma.

“Roots” è pensata come un’esperienza di convivialità: un tempo sospeso di incontro, ascolto e condivisione.

In queste pagine i disegni e la realizzazione di “Roots”, Design: Matteo Ragni Design Studio. Una iniziativa di Regione Lombardia e Cluster Nazionale Italia Foresta Legno con la partecipazione di ARIBL - Associazione Regionale Imprese Boschive della Lombardia, ACFL Associazione Consorzi Forestali Lombardia ed ERSAF Lombardia

Tra radici simboliche, lo spazio diventa accogliente e carico di senso, dando forma a emozioni e relazioni.

La simbologia degli alberi e del legno che da essi proviene – coltivato con competenza e pazienza –si fa messaggio: non immobilità, ma

invito ad agire e costruire, a cogliere i doni della natura, nella consapevolezza che, come il legno in una circolarità sostenibile sa trasformarsi infinite altre volte, anche noi possiamo mutare, alla ricerca di nuovi modi di essere e vivere.

www.italiaforestalegno.it - www.regione.lombardia.it

«L’albero è custode di storie invisibili e l’installazione si propone di cogliere il legame profondo che ci unisce a esso – ha dichiarato Matteo Ragni, curatore del progetto –. Come le radici che si diramano nel terreno, l’installazione “Roots” celebra le connessioni e i rapporti che ci sostengono e ci accompagnano lungo il corso della vita. Le radici affondano nel suolo, nel proprio punto di origine, e al tempo stesso si estendono verso l’esterno per esplorare. È questa la storia più significativa che gli alberi ci raccontano silenziosamente: essere radicati alle proprie origini e alla propria storia, ma al contempo aperti all’incontro e all’ignoto, proprio come le radici che si irradiano nello spazio. Per amplificare questo immaginario, ho pensato a “Roots” come un’esperienza di convivialità per il momento dell’après-ski: un tempo sospeso in cui ci si ritrova, si condivide e si ascolta. È tra queste radici simboliche che le emozioni nascono e si intrecciano, trasformando lo spazio in un luogo accogliente e carico di significato. La saggezza degli alberi diventa così una guida: non immobilità o timore di agire, ma impulso a cogliere le opportunità e a vivere pienamente».

Anche Alessandra Stefani , Presidente del Cluster Nazionale Italia Foresta Legno, commenta così: «Roots significa per noi del Cluster Italia Foresta Legno aver portato la monta-

gna in città attraverso uno dei suoi prodotti più importanti e meravigliosi, il legno. La sapienza dei montanari, che curano le pendici boscose lombarde e le mantengono in salute, consente alla città di vivere meglio. Il legno racchiude in sé la storia dei territori da cui proviene e delle genti che l’hanno scritta, fibra per fibra. Sprigiona profumi e racconta resistenza, resilienza, investimento per il domani. Il legno è il materiale migliore per sentirsi dovunque a casa, e pensare che l’oggi ha radici nel passato, ma ci proietta nel futuro. Ogni pezzo dell’installazione è stato pensato per essere reimpiegato, perché nulla più del legno è in grado di sostenere vera circolarità».

Alessandro Beduschi, Assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, di-

chiara: «Regione Lombardia è da sempre impegnata a valorizzare l’intera filiera bosco-legno, un settore che unisce gestione sostenibile del territorio, innovazione produttiva e cultura. In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026, “Roots” è un esempio concreto di come il design possa diventare strumento di conoscenza e divulgazione, avvicinando il pubblico al lavoro quotidiano di chi cura i boschi e trasforma il legno in valore. Iniziative come questa ci ricordano che prendersi cura della natura significa anche creare opportunità economiche, sociali e culturali, rafforzando le connessioni tra città e montagne e tra generazioni diverse». La struttura dell’installazione si basa su un sistema costruttivo semplice, flessibile e facilmente riconfigurabile. I moduli che la compongono sono realizzati con assi in legno di diverse lunghezze – 1 m e 1,5 m – che si irradiano nello spazio con naturalezza, evocando l’espansione organica delle radici nel terreno. Al centro dell’opera prende forma uno speaker’s corner, punto focale che racconta l’essenza della socialità: uno spazio dedicato alla narrazione e allo scambio, che invita i visitatori a dialogare con il tema e tra loro, immergendosi pienamente nell’esperienza.

“Roots” è un invito a cambiare sguardo: immersi tra le radici – appartenenza, cultura, origine – per comprendere la foresta e il legno che da essa proviene, e scoprire il legame che ci unisce a loro, proiettandoci in un futuro di coesione tra territori e sostenibilità tra generazioni.

Da oggi, i bollard a LED Intono B, Olo, Plin e Plin Round sono disponibili anche nella nuova affascinante versione con corpo in legno di Teak certificato FSC®, abbinato a testa e base in finitura antracite. L’unione tra materia naturale e tecnologia amplia le possibilità progettuali, trasformando la luce in un elemento che si integra armoniosamente con il contesto. Il Teak, resistente e durevole, è ideale per l’uso outdoor e in ambienti marini: un materiale 100% naturale, stabile e privo di trattamenti chimici, che

IL TEAK SI ILLUMINA

LA VOCAZIONE DI LUCE&LIGHT È “METTERE IN LUCE I PROGETTI”

ATTRAVERSO SOFISTICATI SISTEMI A LED: APPARECCHI ILLUMINANTI

PER INDOOR, OUTDOOR E IMMERSIONE, CHE RICREANO UNA LUMINOSITÀ ARCHITETTURALE NATURALE, PROGETTATI PER GARANTIRE

PRESTAZIONI ELEVATE E MASSIMA AFFIDABILITÀ NEL TEMPO. PRODOTTI ALTAMENTE TECNICI CHE SI DISTINGUONO ANCHE PER RAFFI-

NATEZZA E CURA DELL’ESTETICA: LA NUOVA FINITURA IN TEAK PER I BOLLARD INTONO B, OLO, PLIN E PLIN ROUND LO DIMOSTRANO.

mantiene nel tempo la sua forma e la sua autenticità

Scegliere il Teak certificato FSC® significa sostenere una gestione responsabile delle foreste e contribuire alla tutela della biodiversità – un impegno che conferma la visione sostenibile di Luce&Light, dove luce e materia dialogano in armonioso equilibrio con l’ambiente.

La nuova texture in Teak offre ad architetti, landscaper e lighting designer una soluzione elegante e performante per camminamenti, giardini e spazi urbani, dove tecno-

logia, natura e design si incontrano. Di seguito la descrizione dei bollard a LED disponibili con corpo in legno di Teak certificato FSC®, abbinato a testa e base in antracite.

INTONO B

Intono B è un paletto a LED dal design morbido ed essenziale, sviluppato per l’illuminazione puntuale e rispettosa di passerelle, viali e piccole piazze. Una soluzione compatta con vetro piano e schermatura completa verso l’alto, per un effetto luminoso morbido e controllato.

di Marzia e Silvia Busa

Proposto in tre altezze (300, 600 e 800 mm), prevede due differenti ottiche:

• Asimmetrica, ideale per camminamenti, con una distribuzione frontale che riduce l’emissione posteriore e valorizza il piano di calpestio.

• Diffusa, adatta per aree, piazzette e viali nel verde, con un’emissione più ampia che si estende maggiormente lateralmente e leggermente anche verso l’area retrostante. Intono B, con corpo in legno Teak combinato a testa in alluminio pressofuso EN AB 47100 e base in acciaio inox AISI 304 color antracite, offre una soluzione resistente e durevole, capace di integrarsi con discrezione negli spazi outdoor. Altre finiture standard: bianco, grigio, antracite, corten e, su richiesta, in qualsiasi colore RAL.

OLO

Il paletto a LED dalla forma cilindrica, pensato per l’illuminazione raffinata di spazi urbani e residen-

TEAK LIGHTS UP

LUCE&LIGHT'S MISSION IS TO "HIGHLIGHT PROJECTS" THROUGH SOPHISTICATED LED SYSTEMS: INDOOR, OUTDOOR, AND UNDERWATER LIGHTING FIXTURES THAT RECREATE NATURAL ARCHITECTURAL BRIGHTNESS, DESIGNED TO GUARANTEE HIGH PERFORMANCE AND MAXIMUM RELIABILITY OVER TIME. THESE HIGHLY TECHNICAL PRODUCTS ALSO STAND OUT FOR THEIR REFINEMENT AND ATTENTION TO AESTHETICS: THE NEW TEAK FINISH FOR THE INTONO B, OLO, PLIN, AND PLIN ROUND BOLLARDS DEMONSTRATES THIS.

From today,

ziali. Con emissione radiale a 360° o semicircolare a 180°, Olo valorizza percorsi e aree aperte con una luce uniforme e priva di abbagliamento.

Offerto in due altezze (800 e 1000 mm), grazie al fascio luminoso diretto esclusivamente verso il basso, assicura un’illuminazione fino a 10 metri di diametro. Il modello offre anche un sistema a doppia accensione per gestire una luce di cortesia e una funzionale, a seconda delle esigenze. Per un comfort visivo superiore, è proposto anche in una versione a doppia emissione con 2200K per la luce di cortesia e 3000K per quella funzionale. Il corpo in Teak, abbinato alla testa e alla base in alluminio pressofuso con finitura antracite, restituisce alla luce una presenza naturale e sofisticata, dove materia e paesaggio convivono in armonia. Altre finiture standard: bianco, grigio, antracite, corten e, su richiesta, in qualsiasi colore RAL.

in a new, captivating version with a body made of FSC ®-certified Teak wood, paired with an anthracite-finish head and base. The combination of natural material and technology expands design possibilities, transforming light into an element that integrates harmoniously with its surroundings.

Teak, resistant and durable, is ideal for outdoor use and in marine environments: a 100% natural, stable, and chemical-free material that maintains its shape and authenticity over time.

Choosing FSC® certified Teak means supporting responsible forest management and contributing to the protection of biodiversity.

PLIN

Bollard a LED con alimentazione integrata, proposto in tre altezze e nelle versioni bi-emissione o monoemissione, con testa perpendicolare o inclinata rispetto al corpo.

Si distingue per un design minimale dalle linee squadrate e incorpora la sorgente luminosa all’interno della testa, con ottica diffusa o asimmetrica a seconda della configurazione.

Il sistema ottico, completamente cut-off, elimina la luce nella zona retrostante garantendo un’illuminazione precisa delle aree laterali e frontali.

La declinazione con corpo in Teak e testa in alluminio antracite unisce resistenza e valore estetico, offrendo a progettisti e landscape designer una soluzione capace di dialogare armoniosamente con il paesaggio e durare nel tempo.

Altre finiture standard: bianco, grigio, antracite, corten e, su richiesta, in qualsiasi colore RAL.

the Intono B, Olo, Plin, and Plin Round LED bollards are also available

ARTE IN LEGNO PIETRO ARNOLDI

pietroarnoldi.artist@gmail.com - www.pietroarnoldi.com www.facebook.com/pietro.arnoldi - @pietroarnoldiartist

FANTASIA DELL’UOMO, POTENZA DELLA TECNOLOGIA PER CREARE ARTE

NEL LEGNO TROVI UN’ANIMA, BASTA SPOGLIARLO DEL SUPERFLUO. UNENDO LA TUA FANTASIA CON UNA GIUSTA MOTOSEGA, IL RISULTATO PUÒ ESSERE SORPRENDENTE. IL TUO DISEGNO DARÀ FORMA ALL’ANIMA CHE HAI INDIVIDUATO E CHE LA NATURA TI OFFRE COME DONO.

70 a cura della Redazione

In un atelier di scultura tutti i giorni ci sono nuovi progetti, si parte da un disegno e quasi sempre ci si butta su un nuovo tronco per un’altra scultura, questo perché Pietro Arnoldi è abituato alle grandi figure. Ci sono legni di ogni forma e dimensioni ed essenza, vecchi e meno vecchi, ma tutti selezionati e conservati per poter essere al momento op-

portuno sottoposti al lavoro del maestro che lo renderà un’opera d’arte. L’artista non tiene in considerazione solo quelli di grandi dimensioni, ma quando ha tra le mani un legno piccolo, che considera bello, lo accantona perché sa che un giorno verrà buono.

Recentemente quel momento è arrivato, quasi improvvisamente,

MAN'S IMAGINATION, TECHNOLOGY POWER TO CREATE ART YOU CAN FIND A SOUL IN WOOD; JUST STRIP IT OF THE SUPERFLUOUS. BY COMBINING YOUR IMAGINATION WITH THE RIGHT CHAINSAW, THE RESULT CAN BE SURPRISING. YOUR DESIGN WILL GIVE SHAPE TO THE SOUL YOU'VE IDENTIFIED, THE GIFT THAT NATURE OFFERS YOU.

In a sculpture studio, there are new projects every day. Starting with a drawing, he almost always embarks on a new log for a new sculpture, because he's accustomed to large figures. There are woods of every shape, size, and essence, old and not so old, but all selected and preserved so that, at the right time, they

quando cercando di far ordine, tra le sue mani sono capitati alcuni legni da tempo conservati e subito in lui è sorta l’idea di preparare modelli per nuove sculture che prossimamente realizzerà. Sono legni diversi, molti olivo, e legni nazionali, altri esotici che gli hanno dato ispirazione per figure di grande impatto, anche se di piccole dimensione.

can be subjected to the master's work, who will transform them into a work of art.

The artist doesn't only consider large-scale pieces; when he gets his hands on a small piece of wood, yet one he finds beautiful, he sets it aside because he knows it will be useful one day.

Recently, that moment arrived, almost suddenly, when, trying to organize, he came across some long-stored pieces of wood, and immediately the idea arose to prepare models for new sculptures he will soon create.

These are different woods, many olive trees, and some domestic woods, some exotic ones, that have given him inspiration for figures of great impact, even if small in size.

AGENTI CALDAIE

10149 TORINO – Corso Svizzera, 185 Int. 003 - P. 2 - Sc. D T. +39/011 7509020 r.a. F. +39/011 7509005 - M. 335/8060201 info@dinunziolegno.it - www.dinunziolegno.it

Rappresentanze: segati resinosi e di latifoglie - travi lamellari - KVH - BILAMA - pannelli per casseformepannelli OSB - perline - tronchi - compensati - X-LAM - elementi per pallets - pellet.

Sede legale

10138 TORINO – Via Susa, 23/bis Sede operativa

10143 TORINO – Via Rosta, 7 T. +39/011 2273057 - F. +39/011 2273058 info@gtb-srls.com

Agente in legname esotico africano origine Costa d’Avorio, Cameroun, Congo, Rdc. Tronchi, boules, tavolami refilati freschi ed essiccati, piallati essiccati, pavimentazione da esterno.

CATEGORIE

Agenti

Caldaie

Colle e adesivi

Commercianti

Edilizia

Filiali di ditte estere

Impianti di aspirazione

essiccazione e verniciatura

Lamellari per serramenti

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Macchine per la lavorazione del legno

DEL SAVIO AHENA BOILERS s.r.l.

47020 GUALDO DI RONCOFREDDO (ForlìCesena) Via Nazionale, 560 T. +39/0547 315338 - F. +39/0547 315339 info@officinedelsavio.it - www.officinedelsavio.it

Caldaie a biomassa a tubi di fumo per acqua calda, surriscaldata e vapore - Caldaie a griglia mobileRecuperatori di calore - Caldaie a combustibili tradizionali.

Pallets e imballaggi in legno

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D’ALESSANDRO

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66010 MIGLIANICO (Chieti) – Contrada Cerreto, 55 T. +39/0871 950329 - F. +39/0871 950687 info@caldaiedalessandro.it www.caldaiedalessandro.it

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Zona Produttiva Sinigo - Via Johann Kravogl, 17 39012 Merano (Bolzano)

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Fornitura e installazione di CALDAIE A BIOMASSA INDUSTRIALI, con potenze da 150 Kw. a 10 Mw.

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La Valmaggi caldaie progetta e produce caldaie a biomasse dal 1970.

Valida esperienza, sempre alla ricerca di prodotti all’avanguardia per soddisfare le richieste e le esigenze dei clienti, con un particolare riguardo all’ambiente, consumi ridotti e alto rendimento. La nostra azienda è una realtà all’avanguardia sia nella produzione di caldaie a biomassa per acqua calda, acqua surriscaldata, vapore, sia nello stoccaggio e trasporto del combustibile e trattamento delle emissioni in atmosfera con particolare riguardo agli aspetti ecologici.

I prodotti “Valmaggi Caldaie” sono presenti in tutti i cinque continenti.

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COLLANTI CONCORDE

s.r.l. COLLE SPECIALI PER APPLICAZIONI INDUSTRIALI

31029 VITTORIO VENETO (Treviso) Via Schiaparelli 12 – Zona Industriale T. +39/0438 912121 - F. +39/0438 501822 info@collanticoncorde.it - www.collanticoncorde.it DELTAVIL 999/2C + CTZ F15 certificati EN 17619:2021 – Classe di durabilità XT7 Collanti Concorde è lieta di annunciare un importante traguardo per la propria gamma di adesivi: DELTAVIL 999/2C, in combinazione con il catalizzatore CTZ F15, ha ottenuto la certificazione CATAS di conformità alla normativa EN 17619:2021, raggiungendo la classe di durabilità XT7, il livello più elevato previsto dalla norma.

La certificazione attesta la resistenza al taglio per trazione su incollaggi legno-legno destinati ad usi esterni non strutturali, confermando l’elevata affidabilità del sistema adesivo, anche in condizioni ambientali particolarmente severe.

Questo risultato dimostra che il sistema DELTAVIL 999/2C + CTZ F15 è idoneo per applicazioni in cui sono richieste elevata durabilità, stabilità del giunto incollato e affidabilità nel tempo, anche in presenza di condizioni climatiche particolarmente impegnative.

COMME RCIANTI

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Dal 1957 il vostro partner ideale nell’approvigionamento di tutti i migliori legni africani, nord africani ed europei. Segheria, commercio legnami, essiccazione tradizionale e sottovuoto. www.arduinilegnami.com

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Avi Legno

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Avi Legno si dedica con passione alla lavorazione di diverse tipologie di legno. Nel corso degli anni, è diventata un punto di riferimento per chi desidera reperire tutti i materiali necessari per costruzioni o ristrutturazioni in un unico punto vendita. L’azienda è specializzata nella lavorazione di legno lamellare di abete e larice, massello di castagno e rovere, grazie a una moderna macchina a controllo numerico, che garantisce precisione e qualità in ogni progetto.

Presso Avi Legno è disponibile un’ampia gamma di prodotti, tra cui ferramenta, materiali per coibentazione, tegole, impregnanti e tutto ciò che serve per la realizzazione di strutture in legno.

Il cliente viene accolto da personale altamente qualificato, pronto a supportare ogni acquisto e a seguire la realizzazione di progetti. Lo studio di progettazione interno sviluppa soluzioni personalizzate per ogni esigenza.

BASSO LEGNAMI

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Via dell’Artigianato, 6 T. +39/0161 879797 - F. +39/0161 879798 basso@bassolegnami.com www.bassolegnami.com Commercio legnami.

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Latifoglie europee ed americane – Esotici – Legni pregiati – Tronchi – Tavolame refilato – Boules –Pavimenti in legno – Decking. European and international hardwoods – Tropical and precious species – Logs – Lumber – Wood flooring – Decking.

Azienda certificata FSC® dal 2003 e PEFC dal 2005.

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31023 RESANA (Treviso)

Via della Fornace, 81/83 – Località Castelminio T. +39/0423 784248 - F. +39/0423 784252 info@secalsrl.com - www.secalsrl.com

Impianti di essiccazione ad acqua calda, surriscaldata, vapore ed olio diatermico per l’essiccazione del legno e non solo; impianti d’essiccazione funzionanti con bruciatore diretto a gas metano o GPL; impianti per il trattamento termico HT degli imballaggi in legno e dei pallet conformi alla normativa IPPC/FAO ISPM15; impianti di vaporizzazione con sistema diretto, indiretto e misto; pre-essiccatoi; tunnel di essiccazione per essiccazioni rapide; impianti per l’essiccazione della legna da ardere; impianti “chiavi in mano” completi di centrale termica e di ogni accessorio; impianti speciali per l’essiccazione di materiali igroscopici diversi dal legno. Moderni sistemi di controllo e strumenti di misura. Assistenza tecnica, teleassistenza e telecontrollo

Termolegno s.r.l.

33095 Rauscedo (Pordenone) - Via del Sile, 4 T. +39/0427 94190

info@termolegno.com - www.termolegno.com

Termolegno offre ai propri clienti la progettazione, produzione e installazione di macchine per l’essiccazione, la vaporizzazione e il trattamento termico HT (ISPM-15) del legno. Ogni tipologia di sistema Termolegno può essere allestita nella versione green con numerosi vantaggi a livello di risparmio energetico e di qualità di essiccazione e del prodotto. I nostri prodotti: essiccatoi convenzionali, essiccatoi tunnel, pre-essiccatoi, essiccatoi HT per il trattamento termico del legno ISPM-15, impianti combinati, essiccatoi in continuo ed essiccatoi ad alta efficienza energetica.

LEGNAMI

Gallo Legnami s.r.l.

35127 Padova

Via Dei Ronchi, 4 – Zona Industriale T. +39/049 7622511

info@gallolegnami.it - www.gallolegnami.it

Legname refilato nord americano, resinosi europei, lamellari per serramenti, legname per l’edilizia.

MACCHINE LAVORAZIONE LEGNO

MACCHINE E SISTEMI DI SEZIONATURA

MACCHINE E IMPIANTI PRODUZIONE PELLET

NOVAPELLET

Arco International S.r.l.

25026 PONTEVICO (Brescia) – Via Brescia, 56 T. +39/030 9307670 - F. +39/030 9307961 Skype: novapellet info@novapellet.it - info@arcoservice.com www.novapellet.it - www.arcoservice.com

B.F.B. di Bortoluzzi G. & C. s.n.c.

32016 ALPAGO (Belluno)

V.le del lavoro, 27 – Zona Ind.le Paludi T. +39/0437 989.208 - F. +39/0437 989.157

info@bfblegno.it - www.bfblegno.it

Macchine e impianti di automazione per la segheria e la seconda lavorazione del legno, per la scortecciatura, troncatura e movimentazione dei tronchi per l’industria del compensato e del pellet.

CURSAL

s.r.l.

31020 SAN FIOR (Treviso) – Via Bradolini, 38/A T. +39/0438 400963 - F. +39/0438 401851 info@cursal.com - www.cursal.com

Troncatrici per legno accessoriate per piccole medie e grandi sezioni.

Troncatrici automatiche ottimizzatrici con avanzamento a tappeto, rulli e spinta.

Accessori carico/scarico per l’inserimento nei cicli di produzione dalla segheria al prodotto finito. Caricatori e scaricatori per cicli di troncatura totalmente automatici.

Progettazione, vendita e assistenza Worldwide.

HOLZMATIC Engineering s.r.l.

39030 RASUN – ANTERSELVA (Bolzano) Zona Artigianale Rasun, 19 T. +39/0474 496552 - F. +39/0474 498358 holzmatic@rolmail.net - www.holzmatic.it

38087 SELLA GIUDICARIE (Trento) – Via Galizia, 12 T. +39/0465 901945 - F. +39/0465 901959 info@pribo.it - www.pribo.it

Progettazione e fornitura macchine e impianti per la lavorazione del legno.

Scortecciatrici - Decatastatori - Accatastatori. Tecnologie per segheria - Piallatrici per legno rotondo - Vasche per immersione per pacchi/tavoleRusticatrici - Macchine per la produzione di truciolo per lettiere di animali - Macinatori per scarti - Canali vibranti - Tavoli di montaggio per pareti in legno.

s.r.l.

PANNELLI LAMELLARI

LEGNOLINEA BENETAZZO s.r.l.

35020 LEGNARO (Padova) – Via L. Da Vinci, 11 T. +39/049 641695 - F. +39/049 790233 info@legnolineabenetazzo.it www.legnolineabenetazzo.it Dal 1973 tradizione ed esperienza nella lavorazione del legno. Specializzati nella produzione di pannelli lamellari monostrato a lista intera in una gamma molto ampia di spessori dai 7 mm ai 50 mm.

PERLINATI SOFTWARE STRUMENTI

ARDUINI LEGNAMI s.p.a.

LEGNAMI IMP.-EXP.

Dal 1957 il vostro partner ideale nell’approvigionamento di tutti i migliori legni africani, nord africani ed europei. Segheria, commercio legnami, essiccazione tradizionale e sottovuoto. www.arduinilegnami.com

29010 Roveleto di Cadeo (Piacenza) T. +39/0523 509020 www.arduinilegnami.com

@ArduiniLegnamiSpA

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CONCRETE s.r.l.

35121 PADOVA – Via della Pieve, 19 T. +39/049 8754720 - mob. +39/335 7556114 commerciale@concrete.it - www.concrete.it

Sismicad Legno

Il software semplice e completo per il calcolo sismico di strutture in legno con le norme italiane. Gestisce pareti in legno X-LAM, Platform-Frame nonché con altre tecnologie e pannelli dotati anche di fogli di controvento in OSB, gessofibra etc. Prevede collegamenti tipo Hold-down e particolari condizioni di vincolo non-lineari. Tratta anche verifiche di colonne, travi, arcarecci e delle loro giunzioni con piastre in acciaio o alluminio e viti, chiodi o bulloni. Tutte le verifiche prevedono relazioni tecniche e disegni. Il software per i moderni professionisti del calcolo strutturale proposto da chi tratta questi strumenti da venticinque anni.

20138 MILANO – Via Monte Popera, 16/43 T. +39/02 54100818 r.a. controllogic@controllogic.it - www.controllogic.it

Sistemi di rivelazione e spegnimento automatico delle scintille nelle condotte di aspirazione a protezione antincendio del silo.

GM Sistemi s.r.l.

37056 SALIZZOLE (Verona) – Via dell’Artigianato, 421 T. +39/045 6900919 gmsistemi@gmsistemi.it - www.gmsistemi.it Produzione apparecchiature elettroniche - antincendio - rivelatori di scintille, rivelatori di fiamma - sonde termovelocimetriche: controllo calore - sonde triboelettriche: controllo emissioni polveri - rilevatori lineari di fumo, centrali di controllo - flussostati portata aria con soglie programmabili.

Microtec Innovating Wood s.r.l.

39042 BRESSANONE (Bolzano) – Via Julius-Durst, 98 T. +39/0472 273 611 info@microtec.eu - www.microtec.eu

Perché MiCROTEC? Perché è leader mondiale della tecnologia e del mercato nel campo del rilevamento intelligente delle proprietà del legno per l'ottimizzazione del suo utilizzo nell'industria della lavorazione del legno e stabilisce gli standard in questo mercato dal 1980. Non c'è processo che non sia razionalizzato, ottimizzato e accelerato da tecnologie e sistemi MiCROTEC. Sempre con l'impegno di fornire al cliente l'utilizzo economicamente ed ecologicamente più sostenibile del legno.

TRAVI LAMELLARI

AZIENDA CATEGORIA PAGINA

ARCO INTERNATIONAL s.r.l. Macchine per la lavorazione del legno 06 NOVAPELLET

ARDUINI

BALCONI GIANNINO SEGHERIA s.r.l. Travi lamellari 08 BASSO LEGNAMI s.r.l. Commercianti 03

B.F.B. di Bortoluzzi G. & C. s.n.c. Macchine per la lavorazione del legno 06

BIANCHI dott. FRANCESCO s.n.c. Commercianti 03

BIGonDRY s.r.l. Impianti di aspirazione essiccazione e verniciatura 05

P R S T V

GESTIONE

DEGLI SCARTI INDUSTRIALI

ROBUSTEZZA E AFFIDABILITÀ AL SERVIZIO DEL LEGNO

Macinazione di diverse essenze legnose, anche in presenza di chiodi, plastica o cartone

Automazione completa

Le nostra gamma:

MACINATORI MONOALBERO

TRITURATORI A 4 ALBERI

Doppia lama fissa regolabile per scegliere la dimensione del prodotto macinato e cassetto guidato su tutti i lati (anti-blocco)

Bassa velocità con lame circolari, ideale per elementi lunghi in legno. Silenziosa e a bassa manutenzione

SISTEMI DI RAFFINAZIONE

Mulini ra昀inatori a lame o martelli per ridurre il legno in particelle molto fini

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