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Far rifiorire il Carmelo Lettera del Priore Generale, P. Joseph Chalmers, O.Carm. alla Famiglia del Carmelo

Cari fratelli e sorelle nel Carmelo, 1. Nell’Antico Testamento il Carmelo è simbolo di bellezza e fertilità. Da sempre il profeta Elia è collegato con tale monte e sul suo esempio si è modulata la vita degli eremiti che, ottocento anni fa, su quel monte hanno costruito un monastero. Loro intento era quello di seguire il Cristo dedicando tutta la loro vita alla preghiera. Il loro progetto di vita ha ispirato, lungo i secoli, innumerevoli uomini e donne per costruire il Carmelo nel mondo. La Famiglia Carmelitana ha dato alla Chiesa molti santi, testimoni del Vangelo. È una grande gioia che la Chiesa voglia ufficialmente riconoscere che un altro membro della nostra Famiglia ha risposto pienamente alla grazia di Dio. In vista della prossima beatificazione di Madre Maria Crocifissa Curcio, fondatrice delle Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambino Gesù, voglio condividere con l’intera Famiglia Carmelitana alcune delle ricchezze spirituali di questa nostra sorella. La sua vita riflette la bellezza e l’abbondante fertilità del Carmelo. La giovinezza 2. Madre Crocifissa nacque in Sicilia il 30 gennaio 1877, settima di dieci figli, due dei quali morti in tenera età. Le fu imposto il nome di Rosa. La sua famiglia era benestante in un tempo in cui la miseria era la norma. Dio diede alla giovanissima Rosa la possibilità di fare esperienze che svilupparono in lei un grande amore per i poveri. Andò a scuola fino a sette anni, dopo di che cominciò ad aiutare la madre nella cura della casa. Era naturalmente portata per gli studi, ma il padre credeva fermamente che una educazione elementare fosse più che sufficiente per le ragazze e che donne troppe colte molto spesso creassero problemi in casa. Rosa cercava di soddisfare la sua intima fame di sapere, ma più leggeva meno si sentiva soddisfatta. 3. La giovane Rosa Curcio sviluppò un grande amore ed una grande devozione per l’Eucaristia. Suo padre, che aveva idee anticlericali, cosa comune a quel tempo, non incoraggiò mai sua figlia a frequentare la Chiesa. Quando fu privata del sacramento, Rosa intensificò le sue preghiere. 4. L’amore per il Carmelo giunse nella vita di Rosa Curcio prestissimo, in primo luogo attraverso gli scritti di santa Teresa d’Avila, nella quale trovò ispirazione e consolazione e di fronte a lei si aprirono nuovi orizzonti. Da sempre Rosa aveva desiderato studiare per ottenere buoni voti o una posizione in società, ma leggendo la vita di santa Teresa diresse i suoi studi per capire il progetto che Dio aveva su di lei. A tredici anni, nel 1890, Rosa divenne membro del Terz’Ordine Carmelitano (TOC), presente nel Santuario della Madonna del Carmine vicino casa. Nel 1893 ricevette l’abito del TOC prendendo il nome di suor Maria Crocifissa e nel 1895 emise la professione come laica carmelitana. Assumere il nome del Crocifisso è il segno della sua personale devozione al Cristo e della spiritualità tipica del suo tempo.


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