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Villegiardini - Anteprima di Novembre 2023

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11/2023

16 NOVEMBRE 2023 € 5,90 (ITALIA)

MENSILE BELGIO € 11,60 PORTOGALLO € 10,50 SPAGNA € 10,50 AUSTRIA € 12,00 SVIZZERA CHF 12,80 - POSTE ITALIANE SPA SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE D.L. 353/03 (ART.1, COMMA 1) DCB NE/VR

ISPIRAZIONI NATURALI NELLA DIMORA SUL LAGO D’ISEO

With English texts Il Vittoriale, monumento alla “vita inimitabile” di Gabriele d’Annunzio Interiors: total white a Barcellona e total black a Milano Sicilia, ospiti a Villa Nemini Teneri Bahía Azul, il giardino di Juan Grimm

NATURAL INSPIRATIONS IN THE ABODE AT LAKE ISEO Il Vittoriale, a monument to the “inimitable life” of Gabriele d’Annunzio Interiors: total white in Barcelona and total black in Milan Sicily, guests at Villa Nemini Teneri Bahía Azul, the garden of Juan Grimm


EDITORIALE di Marco Miglio

© Foto [aliberti]/stock.adobe.com

Il poeta, l’arredatore, il paesaggista

L

avorare ai due articoli di questo numero dedicati Vittoriale degli Italiani ha rappresentato una meravigliosa opportunità per approfondire l’estetica e la personalità di Gabriele d’Annunzio. Tra i molti spunti degni di nota, soprattutto nel contesto dei temi legati alla nostra rivista, colpisce la modernità della sua posizione rispetto alla classificazione delle arti, che prevedeva una completa equiparazione tra le cosiddette minori e quelle maggiori, sicuramente non scontata all’inizio del 900. Gabriele d’Annunzio si riteneva infatti un arredatore di gran talento, tanto da definire se stesso “migliore come decoratore e tappezziere che come poeta e romanziere”. A questo si può aggiungere che, nella creazione del parco del Vittoriale, seguita in prima persona dall’impostazione generale fino alla definizione del minimo dettaglio, il Poeta ha dimostrato grandi doti di paesaggista, come è possibile apprezzare nel lungo servizio della sezione Grand Tour. Buona lettura! ● The poet, the designer, the landscaper. Working on the two articles in this issue on Il Vittoriale degli Italiani was a wonderful opportunity to delve deeper into the aesthetics and personality of Gabriele d’Annunzio. Among the many noteworthy insights, especially in the context of the themes of our magazine, the modernity of a position regarding the classification of the arts is striking, with a complete paring between the so-called minor and major arts, not taken for granted at the beginning of the 20th century. Gabriele d’Annunzio in fact considered himself a talented decorator, so much that he described himself as “better as a decorator and upholsterer, than as a poet and novelist”. To this we can add that, in the concept of the park of Il Vittoriale, followed by him from the general layout to the smallest detail, the Poet showed great talent as a landscaper, as can be read in the extensive report in the Grand Tour section. Enjoy your reading! ■


PORTFOLIO

I

l parco della cinquecentesca Villa Fürstenberg, la storica sede del Gruppo Banca Ifis a Mestre, si trasforma in un’opera d’arte a cielo aperto, attraverso una prestigiosa esposizione permanente dedicata all’arte contemporanea. Il progetto è stato promosso dal Presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio per celebrare il 40º anniversario della challenger bank . La collezione, che si arricchirà ogni anno, è una celebrazione della creatività di artisti contemporanei di fama internazionale. Opere di maestri come Botero, Mitoraj, Atchugarry, Consagra, Morris e Colbert adornano infatti questo spazio, donando un tocco di modernità e innovazione al parco monumentale, oltre ventidue ettari ricchi di biodiversità. Il percorso espositivo inizia all’ingresso della villa, dove è stata collocata la maestosa scultura di Igor Mitoraj Teseo screpolato per poi guidare il visitatore attraverso il parco e offrire un’esperienza immersiva, sospesa tra arte e natura in dialogo costante, e promuovere la riflessione e l’ispirazione. Gli spazi del Parco Internazionale di Scultura, aperti al pubblico a partire dalla primavera 2024, vogliono essere inoltre un laboratorio a cielo aperto per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia e vedranno ogni anno l’inserimento di nuove sculture, anche monumentali, al fine di continuare a stimolare il rapporto tra arte e giardino, elemento distintivo dell’intera iniziativa. Nella pagina precedente, Bronze Stack 9 Viridian Grey, Annie Morris; in queste pagine, Ikaria e Ikaro Alato, Igor Mitoraj ; Clio Dorada, Manolo Valdes. ● E.P. Foto ©Andrea Garuti

Art in the spotlight at Villa Fürstenberg. The innovative vision of Ernesto Fürstenberg Fassio, President of Banca Ifis, renews the garden of the historic family villa with a permanent display of sculptures by international artists. The park of the 16th-century Villa Fürstenberg, the historical headquarters of the Banca Ifis Group in Mestre, is transformed into an open-air artwork through a prestigious permanent exhibition dedicated to contemporary art. The project was promoted by the President of Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio, tto celebrate the 40th anniversary of the challenger bank. The collection, which will be increased every year, is a celebration of the creativity of internationally renowned contemporary artists. Works by masters such as Botero, Mitoraj, Atchugarry, Consagra, Morris and Colbert adorn this space, giving a touch of modernity and innovation to the monumental park, over twenty-two hectares rich in biodiversity. The exhibition route starts at the entrance of the villa, where Igor Mitoraj’s majestic sculpture ‘Teseo screpolato’ has been placed, and then guides the visitor through the park, offering an immersive experience, suspended between art and nature in constant dialogue, and promoting reflection and inspiration. The spaces of the International Sculpture Park, open to the public from spring 2024, are also intended to be an open-air workshop for the Italian Pavilion of the Venice Biennale and will see new sculptures, including monumental ones, added every year, in order to continue to stimulate the relationship between art and garden, a distinctive element of the entire initiative. On the previous page, ‘Bronze Stack 9 Viridian Grey’, Annie Morris; on these pages, ‘Ikaria’ and I’karo Alato’, Igor Mitoraj; ‘Clio Dorada’, Manolo Valdes. ■

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Giardini

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COVER STORY

COME UN GIARDINO TESTO DI LAURA ARRIGHI / FOTO DI GIORGIO BARONI

Una dimora sofisticata e moderna, affacciata sulle acque del Lago d’Iseo ha conservato il suo fascino storico in una rinnovata armonia con la natura, grazie all'intervento firmato My Home Marco Sandrini Salò


INTERIORS

La boiserie cannettata in frassino tinto nero che riveste le porte e le pareti, nella camera padronale diventa testata per il sommier in tessuto lino antracite

In questa pagina, in alto, a destra, la camera da letto padronale con boiserie cannettata che diventa testata del letto (su disegno Dainelli Studio); di fianco, comodino di modernariato anni 40 con struttura in ottone e piano in marmo; armadio su disegno laccato antracite. Qui sopra, uno dei due bagni con lavabo e mobile lavabo in frassino tinto nero. Rubinetteria Artis modello Stilo in nikel nero e lampada Dioscuri di Artemide. In basso, il secondo bagno con lavabo su disegno rivestito in marmo nero marquinia e rubinetteria Artis Stilo in nikel.

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On this page, above, right, the master bedroom with quilted boiserie that becomes the headboard of the bed (designed by Dainelli Studio); next to the bed, a 1940s modernist bedside table with a brass frame and marble top; bespoke wardrobe in anthracite lacquer. Above, one of the two bathrooms with washbasin and vanity unit in black-stained ash. Artis Stilo model faucets in black nickel and Dioscuri lamp by Artemide Below, the second bathroom with custom-made washbasin covered in black Marquinia marble and Artis Stilo model faucets in black nickel.


INTERIORS In questa pagina, la camera da letto padronale illuminata con lampada da tavolo Dalù di Artemide sul comodino e lampada Saori di Nemo Lighting a parete. On this page, the master bedroom lit with Dalù by Artemide table lamp on the bedside table and Saori by Nemo Lighting lamp on the wall.

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DIMORE DA SOGNO

naturale per nobilitarne maggiormente la superficie. Questi sono stati sapientemente alternati a strati di juta e calce naturale trattati manualmente, che offrono all’insieme un aspetto distinto e accogliente, in contrasto con la pavimentazione in cemento industriale elicotterato e con la parete della zona cucina rivestita interamente in ferro. Tutti gli ambienti interni sono serviti da un impianto di ventilazione meccanica controllata, che assicura il regolare ricambio dei flussi d’aria e regola l’umidità garantendo il massimo confort. “Abbiamo vissuto per molti anni in montagna, in una baita in mezzo ai boschi e continuiamo a farlo in inverno. Questo contatto con la natura ha aumentato la nostra sensibilità ecologica. Abbiamo quindi sviluppato una visione per cui, necessariamente, le nuove costruzioni e i materiali utilizzati non devono fare violenza all’ecosistema. È fondamentale quindi rispettare il luogo, evitando il più possibile gli spostamenti di materiali e integrando il costruito con l’ambiente, secondo un principio di massima parsimonia nello sfruttamento e nel consumo delle risorse naturali. Per noi questo è l’unico modo possibile di vivere e quindi di fare architettura”. Questo si traduce nella ricerca di connubio tra estetica e sostenibilità che si ritrova anche nel giardino, dove le piante utilizzate e messe a dimora, una a una, da Bruno, sono state scelte in modo da ridurre la richiesta di acqua. Si tratta, infatti, di piante prevalentemente autoctone e arido-resistenti, con scarse esigenze idriche. La scelta della massima naturalezza si ritrova anche nella piscinadi 20 metri per tre, stretta e lunga per assecondare la morfologia del terreno. Una fresca e piacevole oasi, che consente di godere della piacevolezza di un’acqua non trattata con agenti chimici. La sua depurazione viene infatti realizzata tramite le piante poste in un grazioso laghetto comunicante ma fisicamente separato dalla piscina mediante un tipico muro in pietra posata a secco. Villa Nemini Teneri è un progetto abitativo che attraverso queste scelte, al tempo stesso etiche e di design, esprime una serie articolata di valori che, senza contraddirlo, derogano dal noto aforisma “la forma segue la funzione” enunciato dall’architetto Sullivan a fine 800 e diventato la regola aurea per molto design e architettura contemporanei. Questo progetto sembra piuttosto ispirato dal principio che la forma debba seguire l’emozione, la sensibilità, le aspirazioni e desideri dei proprietari, per dare vita a un progetto abitativo completamente personalizzato che, senza seguire o inseguire stili e stilemi di tendenza, si configura, innanzitutto, come specchio dell’anima e rappresentazione tangibile della loro personalità. Il risultato di questo connubio tra rigore estetico e rispetto dell’ambiente è una bio architettura deluxe, innovativa e con un valore che comunque va oltre gli aspetti strettamente affettivi, configurandosi come un bene di valore progettuale e materiale. Tutte le soluzioni adottate infatti, oggi ancora molto dispendiose dal punto di vista economico, sono in anticipo sui tempi e la configurano come prototipo esemplare di un nuovo modo di costruire in sintonia con le esigenze di parsimonia energetica e riduzione nello spreco delle risorse che con ogni probabilità diventerà un obbligo nel prossimo futuro. “Quello che ci rende maggiormente orgogliosi”, concludono Francesca e Bruno, “è di essere riusciti a creare sogno da condividere; una casa a misura d’uomo, con un’anima e dei contenuti poetici che si riescono a captare solo vivendola; quotidianamente come facciamo noi o solo per qualche giorno, come capita ai nostri molti ospiti ai quali affittiamo la villa per periodi di vacanze all’insegna del lusso dell’essenzialità, parafrasando Eileen Gray, designer pioniera dell’International Style. ● neminiteneri.com 70

In queste pagine, la piscina naturale con vasca di 20 metri di lunghezza per 3,10 metri di larghezza, dove è possibile nuotare in totale privacy godendo del piacere di un’acqua non trattata con nessun agente chimico, in quanto la depurazione viene realizzata con apposite piante acquatiche nel laghetto adiacente e trasferita nella piscina mediante un sistema di

circolazione nascosto. Nelle pagine precedenti in alto, ancora la piscina. A bordo vasca una colorata bordura di Santolina chamaecyparissus alternata a rosmarino prostrato, piante mediterranee con scarse esigenze idriche; nella zona solarium un olivo (Olea europaea) e ,una una fitta distesa di Phyla nodiflora, preferita al classico tappeto erboso per la


DIMORE DA SOGNO sua migliore resitenza al calore e alla siccità. Al centro, muretti in pietra e ghiaie di diverso colore separate da un bordo in Corten. Sulla sinistra, un angolo con rosmarino prostrato, lavanda e Sedum reflexum, presente anche sullo sfondo in prossimità del muretto in pietra. Nella foto in basso, sotto al carrubo (Ceratonia siliqua) un angolo lounge.

On these pages, the natural swimming pool with a 20-metre long by 3.10-metre wide pool, where swimming in total privacy while enjoying the pleasure of water that has not been treated with any chemical agent, as purification is carried out with special aquatic plants in the adjacent pond and transferred into the pool via a hidden circulation

system. On the previous pages above, the swimming pool again. At the edge of the pool, a colourful border of Santolina chamaecyparissus alternating with prostrate rosemary, Mediterranean plants with low water requirements; in the solarium area, an olive tree (Olea europaea) and a dense expanse of Phyla nodiflora, preferred to the classic turf

due to its better resistance to heat and drought. In the centre, stone walls and differently coloured gravel separated by a Corten border. On the left, a corner with prostrate rosemary, lavender and Sedum reflexum, also present in the background near the stone wall. In the photo below, under the carob tree (Ceratonia siliqua) a lounge corner.

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Giardini d’autore GARDEN & LANDSCAPE DESIGN

A CURA DI ELISABETTA POZZETTI

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GRAND TOUR

In questa foto, Giordano Bruno Guerri, storico e Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, ritratto nella Piazzetta Dalmata (Foto@ Augusto Rizza). Nella pagina di destra, in alto, l’ingresso alla Prioria, la casa di Gabriele d’Annunzio, che amava definirsi il Frate Priore; in basso, il vestibolo d’ingresso.

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In this photo, Giordano Bruno Guerri, historian and President of the Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, portrayed in the Piazzetta Dalmata (Photo@ Augusto Rizza). On the right page, above, the entrance to La Prioria, the home of Gabriele d’Annunzio, who liked to call himself the Friar Prior; below, the entrance hall.


GRAND TOUR

Giordano Bruno Guerri racconta il Vittoriale INTERVISTA DI MARCO MIGLIO FOTO COURTESY FONDAZIONE IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI

Lo storico, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani spiega la genesi e illustra la filosofia che ha ispirato questo inestimabile bene culturale, anticipando idee e progetti per il futuro

P

er quali motivi d’Annunzio ha scelto il territorio del Garda e nello specifico proprio la villa Cargnacco, per realizzare il Vittoriale? Dopo i trionfi della Prima Guerra Mondiale e l’impresa di Fiume, Gabriele d’Annunzio decise di ritirarsi a vita privata. Nel gennaio del 1921 chiese quindi ai suoi uomini di fiducia di trovargli una casa vicino all’acqua. Doveva essere anche nel Nord Italia, per ridurre il rischio di visite indesiderate di parenti e amici di gioventù. Lui conosceva bene il lago di Garda, che aveva sorvolato durante la Grande Guerra per provare gli aerei, e gli piaceva molto. “È di una bellezza improvvisa, indicibile”, scrisse in una pagina dei Taccuini datata 4 settembre 1917. Quindi, quando fu accompagnato a visitare la casa colonica che gli avevano indicato, una vecchia cascina del 700, malmessa ma con un po’ di giardino, gli piacque. Probabilmente furono decisivi in questa scelta la vista del lago, l’isolamento dalla mondanità e dai commerci umani, la distanza da stazioni e linee ferroviarie che avrebbe evitato l’afflusso di curiosi o ex legionari fiumani. Una ulteriore influenza nella decisione fu esercitata dalla presenza di un pianoforte Steinway appartenuto a Liszt, nonno della moglie dell’ex proprietario oltre alla fornitissima biblioteca con oltre 6.000 volumi e all’ampio giardino colmo di rose. La prese quindi in affitto per un anno, dopodiché decise di acquistarla con un mutuo di 130.000 mila lire che non pagò mai, perché ebbe la buona idea di regalare la casa e il giardino allo stato italiano che, dichiarandoli monumento nazionale, si assunse l’onere di finanziare quello che sarebbe diventato il Vittoriale. Tutti i progetti di ampliamento della villa sono stati realizzati dall’architetto Maroni. Quali sono secondo lei i motivi di un sodalizio così duraturo? Prima di tutto perché era un grande architetto, originale e creativo. Le sue capacità non sono molto note perché sostanzialmente dedicò quasi tutta la sua carriera professionale al Vittoriale. Il sodalizio nacque con i migliori auspici perché Maroni era stato un combattente 115


GRAND TOUR

In queste pagine, una vista del Vittoriale dal suo colle più alto, denominato Mastio o Colle Santo, dove è situaro il Mausoleo, un luogo di grande suggestione, dove riposa il Poeta, traslato dal Tempietto delle Memorie nel 1963, insieme i suoi fedeli compagni e a Gian Carlo Maroni. Completato dopo il 1938, segue il modello dei sepolcri a tumulo romani, con tre gironi in pietra. Poco più in basso, la Regia Nave Puglia immersa

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tra olivi e cipressi, piante simbolo del luogo, e quindi la Valletta dell’Acqua savia e il Laghetto delle Danze. Immediatamanete a destra del Mausoleo, si scorge il ricovero del MAS 96 (motoscafo anti sommergibile), usato da d’Annunzio per la Beffa di Buccari. In centro, si notano la Prioria e i suoi giardini. Il colle, inoltre, gode di una vista panoramica sul lago.

On these pages, a view of Il Vittoriale from its highest hill, known as the Mastio or Colle Santo, where the Mausoleo is located, a highly evocative place where the Poet rests, moved from the Tempietto delle Memorie in 1963, together with his faithful companions and Gian Carlo Maroni. Completed after 1938, it follows the model of Roman tumulus tombs, with three stone circles. A little further down, the Regia Nave

Puglia surrounded by olive and cypress trees, symbolic plants of the place, and then the Valletta dell’Acqua savia and the Laghetto delle Danze. Immediately to the right of the Mausoleo, the shelter of the MAS 96 (anti-submarine motorboat), used by d’Annunzio for the Beffa di Buccari, can be seen. In the centre, La Prioria and its gardens. The hill also enjoys a panoramic view of the lake.


GRAND TOUR

Foto [nadirco]/stock.adobe.com

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16 Agrumi scelti dall’esperto

1. Citrus x meyeri x C. sinensis 'Doppio Sanguigno' (arancio 'Arcobal')

2. Citrus × limon 'Mellarosa' (limone 'Mellarosa')

Foto [simona]/stock.adobe.com

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Foto [simona]/stock.adobe.com

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Foto [Dario Sabljak]/stock.adobe.com

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Foto [Elisheva Monasevich]/stock.adobe.com

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Foto [Adrienne]/stock.adobe.com

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Foto [豆助]/stock.adobe.com

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Foto [simona]/stock.adobe.com

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Foto [PIXATERRA]/stock.adobe.com

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3. Citrus trifoliata (ponciro)

4. Citrus medica 'Etrog' (cedro 'Etrog')

5. Citrus × microcarpa (calamondino)

6. Citrus × junos (yuzu)

7. Citrus × lumia (lumia)

8. Citrus x aurantium 'Corniculata' (arancio amaro cornuto)

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LA DONNA DI FIORI

Nella pagina di sinistra / left page: la caratteristica forma dei fiori di Grevillea, i cui lunghi stili arricciati ricordano i cavallucci marini Nelle foto di questa pagina / On this page: 1. Grevillea robusta 2. Dettaglio del fiore di Grevillea johnsonii 3. Grevillea lanigera ‘Mount. Tamboritha’

© Foto [johnnywalker61]/stock.adobe.com

© Foto Mario Margheriti

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© Foto Mario Margheriti

The exotic charm of Grevillea. Grevillea are plants native to Australia, loved for the beauty of their and flowers and versatility. In the mid-1980s, the first Australian species began to appear in the catalogues of some Italian nurseries, produced to expand the botanical assortment, but also for their morphological characteristics, which blend well with Mediterranean maquis plants. They have thick leaves rich in essential oils, a compact habit that does not require much pruning and roots that lead deep into the soil. Similar also in cultivation, they are rustic and extremely resistant to direct light radiation, heat, dryness, wind and saltiness. Loved or hated by landscapers, today they are many and widespread and among them one of my favourite genera is undoubtedly Grevillea. Thanks to its versatility and the shape and colour of its flowers, it always manages to be a good solution for terraces or in the gardens, especially the ones of holiday homes by the sea. It belongs to the Proteaceae family and has 250 species, trees and shrubs, evergreen, most of which originate from the south-western corner of Australia. Some species grow from a ligno-tuber, a thickening at the base of the trunk that stores nutrients and protects new buds after destructive

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events, such as fire, allowing them to regenerate. The highly variable evergreen foliage, from needle-shaped to large lobed leaves, is very decorative. The flowers are arranged on the branches in different ways: panicles, dense or sometimes solitary racemes. Occurring from spring to autumn, they have a carnivalesque appearance due to the presence of long styles forming colourful curls, similar to floating seahorses. They always arouse enchantment and curiosity among adults and children. My favourites include Grevillea lanigera ‘Mount. Tamboritha’, a good groundcover with its dense cushion of grey to bright green leaves, on which the creamy red flowers stand out. I also recommend Grevillea johnsonii for the beautiful contrast between the long, slender leaves and the rich upright inflorescences of bright cream-pink or orange-red flowers; it is highly suitable as a single specimen. Grevillea robusta, instead, is a tree that can lead to a height of 30 metres in the wild. The leaves are as elegant as those of ferns and set off the bright ochre-yellow flowers, gathered in horizontal racemes, which open in late spring. They thrive in some of Rome’s boulevards, where the climate is ideal for their development. ■ 141


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