Questa sera sul palco dell’Ariston arriva Irina Shayk. Molti hanno scritto che avrebbe sostituito Andrea Baccan, in arte Pucci, dopo le polemiche che lo avevano travolto (accusato di fascismo, razzismo e omofobia, accuse ridicole conoscendolo) e che lo hanno portato al ritiro. Di certo, Irina non andrà a ricoprire un ruolo comico. Di certo, però, abbiamo guadagnato in bellezza. Non a caso, a quarant’anni è considerata una delle donne più belle del mondo. La “Cenerentola degli Urali”, dove è nata, come veniva chiamata agli inizi della carriera, ha sfilato per i più grandi marchi della moda internazionale, da Versace a Valentino.
del direttore
Scoperta da Riccardo Tisci per Givenchy, che la volle in passerella quando ancora in molti la giudicavano “troppo popolare” e troppo provocante per l’alta moda — con quelle labbra carnose e le forme generose — Irina ha sempre risposto alle critiche con ironia: «Mi viene da ridere: dicevano che ero rifatta e a quel tempo non avevo neanche i soldi per mangiare», ha raccontato in un’intervista.
Poi è arrivata la grandissima popolarità e, con essa, due dei fidanzati più ammirati del mondo: Cristiano Ronaldo e Bradley Cooper, dal quale ha avuto la figlia Lea, 8 anni fa. Oggi Irina si dice single, anche se qualcuno la avvicina a Tom Brady, ex marito della collega Gisele Bündchen. Con lei, questa sera, il palco dell’Ariston avrà una luce in più. La sua. E siamo certi che sarà abbagliante.
SANREMO 2000
LA PRESENZA STASERA SUL PALCO DELLA “CENERENTOLA DEGLI URALI” È LA DIMOSTRAZIONE CHE, ALMENO ALLE VOLTE, I SOGNI SON DESIDERI
IRINA SHAYK ALL’ARISTON
La sua bellezza ci abbaglierà
Roberto Alessi
direttore editoriale Ilio Masprone
Novella2000inFestival- Direttore editoriale Ilio Masprone - Direttore Roberto Alessi - Vice direttore Carlo Faricciotti - Grafica e impaginazione Adele Ucussich - Visibilia Editrice srl iscritta al ROC con no. 37767 editrice@visibilia.finance - Stampa Tipografia Sant’Erasmo (Ospedaletti - IM) tel 0184 684030
DOPO AVERLA INCISA
IN STUDIO, I DUE ARTISTI LA ESEGUIRANNO PER LA PRIMA VOLTA DAL VIVO STASERA
Carlo Conti l’aveva detto quando l’aveva annunciato al Tg1 delle 20, lo scorso 12 febbraio: «Indosso la giacca, stasera, perché l’annuncio è di quelli importanti. Eros Ramazzotti e Alicia Keys canteranno per la prima volta insieme dal vivo al Festival».
Le due star della musica si esibiranno sulle note di una hit di Eros, L’aurora. Sarà un modo originale, per lui, di festeggiare i 40 anni (anche se sembra ieri) dalla vittoria al Festival
con Adesso tu
Alicia aveva già reinterpretato e prodotto un incredibile duetto con Eros (in versione italiana e spagnola), de L’aurora, ma sempre in studio. Quella di stasera sarà quindi la loro prima volta. Nella nuova versione del brano, uscita a novembre in Una storia importante, l’ultimo disco di Eros, le voci dei due artisti si fondevano in un dialogo autentico, capace di donare alla canzone nuova emozione e luce inaspettata.
Alicia Keys, 45 anni, 17 volte vincitrice dei Grammy (gli Oscar della musica), è cantautrice, musicista e produttrice.
Di Ramazzotti, 62 anni, quasi non c’è bisogno di presentazioni: 16 album in studio, protagonista di tour europei e mondiali completamente sold out. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, è uno degli artisti italiani di maggior successo a livello globale, con oltre 80 milioni di dischi venduti e 8 miliardi di ascolti. Le sue canzoni hanno segnato la storia della musica italiana e conquistato il mondo.
L’aurora, per Ramazzotti, è più di una canzone, peraltro bellissima. Uscita nel 1997, è ispirata a sua figlia, Aurora, nata nello stesso anno dall’unione con Michelle Hunziker. Una curiosità: il Corriere della Sera ha inserito il brano al terzo posto del-
La terza sera
la lista dei 10 brani più belli dedicati ai figli.
Parlando con Aurora alla presentazione di Una storia importante, Alicia ha detto «Amo tantissimo questa canzone e quello che mi ha colpita è che parli di te. Sapere che è arrivata quando stavi nascendo mi ha fatto pensare ai miei figli, a quanto sia un’esperienza così bella e preziosa».
Ramazzotti ha varato il 14 febbraio scorso il suo “Una Storia Importante World Tour” partendo da Parigi. Ma quando il Festival chiama, la tournée può aspettare. Perché Sanremo è Sanremo.
La loro Aurora struggente
ALICIA KEYS & EROS RAMAZZOTTI
di Carlo Faricciotti
In scena
Nicolò Filippucci si era già fatto nota re ad Amici 24 talento innato sul quale ha costruito, con dedizione e impegno, il suo so gno: cantare. Ora arriva sul pal co del 76° Festival di Sanremo dopo aver affrontato (e vinto) numerose sfi de a Sanremo Giovani. Alto, bello, classe 2006, con una voce pulita che, anche quando canta dal vivo, non ha sbavature o incertezze. Presenza sce nica, abilità di scrittura e una scelta stilistica precisa ne fanno un artista da tenere sotto osservazione
Sul palco dell’Ariston porta un brano che si intitola Laguna cosa parla e come è nato?
«Parla di tutte quelle sensazioni e sen timenti che si provano quando una storia finisce, soprattutto quando la rottura è appena successa. Ho imma ginato questa laguna di pensieri, in cui ci si perde e che, in un qualche modo, aiuta anche a uscirne».
Ci racconta qualcosa in più di lei?
«Ho 19 anni, vengo da Perugia e sono un ragazzo molto semplice, ho sem pre fatto musica e sport e ho porta to entrambe le passioni con me, ma
PRIMA VITTORIA
A sinistra, Nicolò Filippucci (che dopo aver vinto le Nuove Proposte è tra i Big di Sanremo 2026) con la nostra Enrica Giannini.
NICOLÒ FILIPPUCCI
Laguna di cuori
NEL SUO BRANO CANTA LA FINE
DI UNA STORIA, MA IL SUO PERCORSO È APPENA INIZIATO
la musica ha preso il sopravvento e da qualche anno a questa parte mi sto concentrando solo su questo. Spero, con tutto il cuore, di poterlo fare per il resto della mia vita e che diventi il mio lavoro».
C’è spazio anche per altro nella sua vita?
«Ho giocato tanto a pallanuoto, per circa dieci anni, poi sono passato al tennis. Sono sempre stato molto sportivo e ho sempre tenuto a queste discipline, quindi comunque non lo lascio. La musica però ora è il mio focus principale».
C’è stato qualcosa che l’ha avvicinata alla musica? Quanti anni aveva?
LA MIA LAGUNA IN FINALE
Qui, Nicolò Filippucci, 19 anni. Nel tondo sopra, Maria De Filippi, 64. A destra, Angelica Bove, 22 anni, sfidande di Nicolò nella finalissima di Sanremo giovani.
È un momento molto caldo perché salirà sul palco più importante in assoluto: quello del Festival di Sanremo. Come se la sta vivendo?
«Bene, non pensavo. Pensavo che l’ansia mi potesse sopraffare. Sono contento di aver instaurato un rapporto fantastico anche con gli altri ragazzi. La stiamo vivendo tutti in serenità anche per il gruppo che si è formato».
«I miei genitori hanno sempre ascoltato musica fin da quando ero piccolo e sono cresciuto così. Fin da quando posso ricordare poi mio fratello ha sempre suonato musica classica in casa, al pianoforte. Ho iniziato a fare musica a 6-7 anni con la chitarra e da lì non l’ho mai più lasciata. Il canto è arrivato verso i 14».
Se dovesse andare super bene, la prima telefonata che farà?
«Credo ai miei genitori, alla mia famiglia».
Che rapporto ha con la moda?
«Cerco di essere naturale. Penso che sentirsi a proprio agio sia importantissimo. Cerco di essere me stesso sempre, nella musica come nell’abbigliamento».
Le sue tre canzoni preferite in questo momento?
«Ghost Town di Benson Boone. Where is my husband! di Raye. Easy Lover di Phil Collins e Philip Bailey».
di Enrica Giannini
Amore e musica
UN CICLONE POP TRAVOLGE L’ARISTON: RITMO, GLAMOUR E AMORE A MILLE ALL’ORA. CARISMA, CUORE E VOGLIA DI STUPIRE PIÙ CHE MAI
ÉPASSIONE E KETCHUP
Elettra Miura
Lamborghini, 31 anni, con il marito
Afrojack (Nick Leonardus van de Wall, 38). Nel riquadro in alto, il gruppo spagnolo
Las Ketchup, con cui venerdì duetterà sulle
note della celebre
Aserejé.
ELETTRA LAMBORGHINI
tornato il ciclone più amato d’Italia a travolgere l’Ariston. Il ritorno di Elettra Lamborghini a Sanremo 2026 ha un titolo che è tutto un programma: Voilà. Ed eccola, la Twerking Queen, mentre entra in scena con quel carisma magnetico capace di far sobbalzare sulla sedia anche i più ingessati. Elettra non gioca certo in difesa. Porta sul palco quel profumo di jet-set internazionale e di studi di registrazione mondiali che frequenta come fossero il bar sotto casa. Ma attenzione: dietro le paillettes e i ritmi serrati, batte un cuore che ha trovato la sua metà perfetta.
Al suo fianco, inossidabile come un diamante, c’è lui: Nick van de Wall, in arte Afrojack. Il gigante della consolle non è solo il “re dei DJ”, ma il complice assoluto di una vita vissuta a tremila all’ora. La loro storia? Una favola moderna 2.0 Galeotto fu un evento musicale dove i due si sono guardati e hanno capito tutto.
Da quel colpo di fulmine non si sono più mollati, coronando il sogno nel 2020 con un matrimonio da mille e una notte. Nonostante i red carpet e i milioni di follower che monitorano ogni loro respiro, Elettra e Nick restano una coppia vera, solida, che macina chilometri e amore tra un aereo e l’altro.
Oggi, con Voilà, Elettra mette in mostra la sua evoluzione: non più solo provocazione, ma una consapevolezza nuova. Una donna che sa scherzare col proprio mito senza perdere mai di vista il divertimento e l’amore.
di Alba Cosentino
AKA 7EVEN & LDA
Amici all’Ariston
di Enrica Giannini
I DUE LUCA
Aka 7even (Luca Marzano, 25 anni) e LDA (Luca D’Alessio, 22 - a sinistra con suo padre Gigi, 58)
Foto di Antonio De Masi. Sotto, Cristina Ferrara e Aka 7even (foto dai social).
AKA 7even, all’anagrafe Luca Marzano, è il cantautore napoletano classe 2000 che, insieme a LDA, sale sul palco del Festival di Sanremo nella categoria Big.
Quello che lo lega a Luca, figlio di Gigi D’Alessio, non è solo un’amicizia di vecchia data, ma anche un cognome: Galluccio.
La sua ex fidanzata è Francesca Galluccio, sorella gemella di Miriam, ex compagna invece di LDA. Insomma, tutto un po’ in famiglia. Oltre a chiamarsi tutti e due Luca ed essere usciti entrambi da Amici, hanno anche già partecipato singolarmente alla kermesse sanremese una volta a testa (AKA 7even nel 2022, LDA nel 2023). Le cose in comune sono veramente tante e collaborare insieme in questo nuovo progetto che li vedre insieme a molti sembra del tutto naturale.
Aka 7even questa estate l’abbiamo vista sul palco di parecchi festival in giro per l’Italia. Com’è andata?
«Molte delle mie emozioni derivano dal pubblico e sono state tante e forti, come il calore che mi è arrivato durante le esibizioni. Il fatto che abbiamo poi cantato insieme mi suscita sempre tanta felicità. Perché, diciamo, fa parte del percorso e mi ricorda quanto di bello ho fatto e costruito fino a ora».
Venerdì con Tullio De Piscopo
LDA E AKA 7EVEN PER LA SERATA DELLE COVER HANNO CHIAMATO UN’ICONA DELLA MUSICA: CI FARANNO BALLARE CON “ANDAMENTO LENTO”
Quattro tra le sue canzoni che le piace cantare dal vivo. «Di solito faccio pezzi mashup: Non per soldi, Ragione e follia, Mi manchi e Luca».
In previsione c’è magari anche un tour?
«Confermo Sarò in giro per l’Italia, abbiamo un tour bello ampio che toccherà Roma, Milano, l’Emilia Romagna, Napoli… E poi ci sono un po’ di progetti in serbo sui quali sto lavorando e che non vedo l’ora che siano disponibili anche per il pubblico».
ASSIEME AL RE DELLA BATTERIA
Qui, Aka 7even con LDA (foto di Antonio De Masi). Sopra, i due cantanti con Tullio De Piscopo, 79.
A chi si ispira?
«Ad Alex Baroni . S ono cresciuto con lui. Fuori dall’Italia, Michael Jackson e Bruno Mars, con quello stile un po’ soul a tratti, ma pop a tutti gli effetti. Mi ispiro ma diciamo non proprio letteralmente, ma comunque cerco di rubare o captare quel che posso».
Il suo outfit è sempre curatissimo e bellissimo. Che rapporto ha con la moda?
« Un rapporto bello direi, soprattutto dal punto di vista emotivo perché
mi devo sentire a mio agio quando indosso qualcosa. Quindi finché riesco a farlo e mi fa stare bene è una cosa che cerco di seguire e a cui presto attenzione. Quello che indosso è importante perchè una volta che sali sul palco l’outfit vale il 50% dell’ esibizione a mio avviso».
Il suo duetto della vita? L’artista con cui più vorrebbe collaborare?
« Fosse in vita, Michael Jackson. Altrimenti , The Weeknd».
Di scena
Suzuki Stage è il palco “outdoor” che permette al pubblico di vivere il Festival anche al di fuori del Teatro Ariston, con musica dal vivo e tanti ospiti nel corso di tutta la settimana nella cornice di Piazza Colombo.
Stasera sono di scena i The Kolors: il trio porterà in scena i suoi più grandi successi e quel funk-pop capace di conquistare ogni generazione.
Una delle band pop più amate e virali della scena italiana nasce nel 2009 a Napoli: i cugini Antonio Stash Fiordispino e Alex Fiordispino fondano il progetto insieme al bassista Dario Iaculli.
Nel 2014 pubblicano il primo album, realizzato anche grazie al supporto di Rocco Tanica degli Elio e le Storie Tese. La svolta arriva però nel 2015, con la vittoria ad Amici di Maria De Filippi
Il 2018 segna il debutto al Festival di Sanremo con Frida (Mai, mai, mai), primo brano in lingua italiana.
Nel 2020 la band torna a sonorità più vicine alle proprie radici: estetica anni Ottanta e linee melodiche funky.
Il 2023 si apre con Italodisco, brano che li porta per la prima volta in vetta alla classifica dei singoli. A Sanremo edizione 2024 portano Un ragazzo e una ragazza e l’anno dopo Tu con chi fai l’amore
Il loro obiettivo? Sempre quello: «Vogliamo celebrare i momenti in cui guida l’istinto, non il ragionamento». (Otello Foscari)
BEATO TRA LE DONNE
Sopra, Antonio
Stash Fiordispino, 36 anni, con la compagna Giulia Belmonte, da cui ha avuto Grace e Imagine (nel tondo con il papà).
LA BAND SALE
STASERA SUL PALCO
DEL SUZUKI STAGE IN PIAZZA COLOMBO. L’OBIETTIVO? UNO
SOLO: SCATENARCI
THE KOLORS Tutti i colori della musica
MAGICO TRIO
Da sinistra, Alex Fiordispino, 36 anni, Antonio Stash Fiordispino e Dario Iaculli, 40.
QUARANT’ANNI FA 1986: il pancione della Bertè
Se il decennio degli eccessi avesse un epicentro sismico, un punto di non ritorno dove un discutibile gusto diventava improvvisamente avanguardia e il perbenismo democristiano sbatteva il muso contro la realtà, quel punto sarebbe il Teatro Ariston del febbraio 1986.
Non era solo musica, era un rito d’iniziazione collettivo condotto da un Pippo Baudo in stato di grazia, un de-
MAI ALLINEATA
Loredana Bertè, 75 anni, oggi e sotto a destra quando scandalizzò
l’Italia cantando all’Ariston con un finto pancione disegnato da Luca Sabatelli.
miurgo capace di trasformare una kermesse canora in un’arena gladiatoria di spalline imbottite e lacca a tenuta stagna. Quell’anno Sanremo non si limitava a specchiare l’Italia; la stava sfidando a non distogliere lo sguardo. Il vero Big Bang di quell’edizione non arrivò dai decibel, ma da un ventre. Quando Loredana Bertè fece il suo ingresso sul palco per cantare Re, scritta dai fratelli Mango (Pino e Armando), il tempo si fermò. Fasciata in un abito di pelle nera disegnato da Luca Sabatelli, la rockeuse calabrese esibì un finto pancione che fece tremare le fondamenta del perbenismo italico.
drona di sé stessa anche quando è in attesa, un concetto troppo avanti per un’Italia che ancora faticava a digerire il divorzio.
La Bertè non vinse la gara, ma polverizzò la concorrenza sul piano dell’iconografia, lasciando una cicatrice indelebile nella storia del costume.
Mentre Loredana scandalizzava, la classifica scriveva un’altra storia, quella di Eros Ramazzotti. Il ragazzo di periferia, con quella voce nasale che sembrava un graffio sul vinile, trionfò con Adesso tu. Era la consacrazione definitiva del pop sentimentale che avrebbe conquistato il mondo, il trionfo dell’autenticità romana sui lustrini della Riviera. Dietro di lui, un podio di tutto rispetto con Renzo Arbore che, con la sua Il clarinetto, portava il nonsense e il jazz-umoristico a un soffio dalla vittoria, dimostrando che si poteva essere colti anche giocando a fare i goliardi.
di Dario Lessa
Fu l’anno dei grandi ritorni e delle conferme: Marcella Bella ruggiva con Senza un briciolo di testa, mentre una giovanissima Anna Oxa incantava con È tutto un attimo, sfoggiando un look androgino che la rendeva una divinità aliena scesa tra i mortali. Sanremo 1986 fu un cortocircuito magnifico dove il playback, ancora parzialmente in uso per alcune esibizioni, conviveva con un’orchestra che sarebbe tornata sovrana solo anni dopo.
Non era una provocazione estetica, era un manifesto politico: la donna è pa-
Fu l’ultima vera festa di un’Italia che credeva ancora nel futuro, un’orgia di sintetizzatori e scandali che oggi, con la nostra nostalgia digitale, possiamo solo provare a graffiare.
Protagonisti
Sal Da Vinci, nome d’arte di Salvatore Michael Sorrentino, nasce a New York nel 1969. Luogo insolito per un artista profondamente legato a Napoli, ma il motivo è presto detto: quell’anno suo padre, Mario Da Vinci, celebre cantante e attore della sceneggiata napoletana, si trovava negli USA in tournée per aprire i concerti di Domenico Modugno. Sal nasce durante quell’esperienza americana e rientra pochi mesi dopo a Napoli, città che segnerà per sempre la sua identità artistica.
Figlio d’arte, cresce respirando teatro e musica. Fin da bambino calca i palcoscenici accanto al padre, diventando ben presto un piccolo fenomeno. Debutta ufficialmente a soli 6 anni e nel 1976 incide il suo primo brano, Miracolo ’e Natale, in duetto con papà Mario. La stampa dell’epoca lo definisce enfant prodige.
Negli anni ’90 consolida la sua carriera solista, dimostrando un talento capace di fondere tradizione napoletana e pop moderno. Il successo arriva con brani come Vera, che nel 1994 vince il Festival Italiano, e con la partecipazione al Festival di Sanremo 2009, dove conquista il terzo posto con Non riesco a farti innamorare. In parallelo alla musica, Sal Da Vinci coltiva quello che lui stesso definisce il suo primo grande amore: il teatro. Dagli anni 2000 è protagonista di musical di enorme successo come C’era una volta… Scugnizzi di Claudio Mattone. Seguono spettacoli firmati o ideati da lui come Stelle a metà (da un’idea di Alessandro Siani), Masaniello Revolution, La fabbrica dei sogni e molti altri. Un vero istrione, sempre in movimento, sempre a progettare, costruire e reinventarsi. La sua carriera non è stata sempre lineare: talvolta tortuosa, spesso ingiusta.
Forse avrebbe meritato palcoscenici ancora più grandi, ma la vita dell’artista è fatta di alti e bassi. Sal, però, non si è mai arreso, perché — come dice una frase della sua celebre canzone Il mercante di stelle —
“Basta dare tutto quel che ho”. E lui, alla musica, ha sempre dato tutto se stesso.
Due anni fa, poi, la rinascita clamorosa: Rossetto e caffè diventa un fenomeno virale, conquistando
RITRATTO DELLA FELICITÀ
Napoli. Sal Da Vinci (Salvatore Michael Sorrentino, 56 anni) con la moglie Paola Pugliese.
SCATTI DI VITA
Sopra, Sal Da Vinci con la moglie Paola e i figli Francesco e Annachiara. A destra, Sal e Paola con i nipotini (foto di Antonio Esposito - AntEpic Photographer).
IL CANTANTE NAPOLETANO, FIGLIO D’ARTE E A SUA VOLTA CON UN FIGLIO MUSICISTA, È A SANREMO CON “PER SEMPRE SÌ”: UN MANIFESTO, PRIMA ANCORA CHE UNA CANZONE
di Barbara Carere
definisce la sua nuova partecipazione a Sanremo «una gioia irrefrenabile», un sogno che si realizza dopo tanto tempo. L’emozione esplode anche in famiglia, tra abbracci, lacrime e festa.
Ed è proprio la famiglia il suo punto fermo. Accanto a lui da 33 anni Paola Pugliese, sua moglie. Una presenza costante e silenziosa: perché accanto a un grande uomo c’è sempre una grandissima donna. Hanno due figli: Francesco (nato nel 1993), sposato con Riccarda Ambrosio e padre di Salvatore (7 anni) e Nina (2 anni) e Annachiara (nata nel 1998), sposata con il calciatore Salvatore Santoro e mamma del piccolo Antonio (2 anni).
Sal è un nonno orgoglioso, che nei nipoti ha trovato una nuova fonte di energia e amore. Li definisce «la mia canzone più bella» e «la mia vita», ricordando spesso che «i figli si amano, ma i nipoti si adorano»
due dischi di platino.
Il brano è anche presentato al Festival di Sanremo, dove Sal è ospite della quarta serata, quella delle cover, esibendosi insieme ai The Kolors.
A maggio esce il singolo L’amore e tu, che diventa rapidamente una hit e ad agosto viene annunciato il suo ingresso nella scuderia di Warner Music Italy. Non solo musica e teatro: Sal Da Vinci dimostra la sua sensibilità artistica anche in televisione, diventando coach di Io Canto Family, condotto su Canale 5 da Michelle Hunziker.
La perseveranza e la fedeltà ai propri sogni lo riporteranno quest’anno ancora una volta sul palco dell’Ariston.
Dopo l’annuncio di Carlo Conti, Sal
La famiglia lo ha sempre seguito in tournée, proprio come suo padre faceva con lui. Non a caso Francesco, inizialmente avviato al calcio, ha scelto di dedicarsi alla musica, esibendosi spesso accanto al padre ai concerti e programmi tv Quest’anno firma anche, insieme a importanti autori come Federica Abbate, Alessandro La Cava, Merk & Kremont e Itaca, Per sempre sì, proprio il brano che Sal presenterà a Sanremo.
Napoli intera è in fermento: da Vomero e Posillipo a Chiaia, dove vive, ai quartieri più popolari di Stella, San Ferdinando, San Carlo all’Arena, tutti tifano per lo “scugnizzo strappalacrime”, simbolo di una città autentica, fatta di cuore, cortesia, melodia e dignità. Una Napoli non ostentata, non stereotipata, ma vera - proprio come lui. Sal Da Vinci torna a Sanremo per mettersi in gioco, per vivere emozioni intense e per raccontare una nuova fase artistica.
I fan lo sognano vincitore, ma al di là dei premi resta il valore umano di un artista che ha fatto della perseveranza la sua arma più forte.
Come recita in una delle sue canzoni più rappresentative, Di istinto e di cuore, «Io sono quello che vedi, non c’è ipocrisia. Se sono ancora qui in piedi è per la voglia mia di non arrendermi e di sorridere a chi mi giudica»
In bocca al lupo, Sal
Voce e gola
ENRICO NIGIOTTI
Il cacciucco suona bene
UN PIATTO CHE
RACCONTA UNA CITTÀ
Enrico Nigiotti, 38 anni, sale sul palco portando con sé Livorno, città di mare e di carattere. Il piatto che meglio lo racconta è il cacciucco, emblema della cucina livornese: intenso, ruvido, identitario. Una preparazione che nasce dall’incontro tra mare e tradizione popolare, fatta di gusto deciso e di sostanza. Proprio come le sue canzoni, il piatto parla un linguaggio diretto, sincero e profondamente legato alle origini.
di Carla De Iuliis
Cacciucco
INGREDIENTI
500 g di pesce misto da zuppa (merluzzo, palombo, triglia, scorfano, etc.); 300 g di cozze e/o vongole; 200 g di calamari o seppie; 200 g di gamberi o scampi; 2-3 pomodori maturi pelati o 200 g passata di pomodoro; 3 spicchi d’aglio; un peperoncino piccante (facoltativo); un bicchiere di vino rosso; olio EVO, sale e pepe q.b.; prezzemolo fresco tritato; fette di pane toscano (senza sale) per servire
Pulire bene cozze e vongole, eliminando il bisso e le impurità. Tagliare il pesce a pezzi uniformi. Pulire calamari e seppie e tagliarli ad anelli. In una pentola capiente, scaldare l’olio. Aggiungere l’aglio tritato e il peperoncino, facendo attenzione a non bruciarli. Unire i pomodori pelati a pezzetti o la passata e cuocere qualche minuto.
Aggiungere il pesce più “duro” (scorfano, palombo, calamari) e far rosolare leggermente. Sfumare con vino rosso e far evaporare.