Skip to main content

Novella2000 - Sanremo Daily - 25.02.2026

Page 1


Ldel direttore Roberto Alessi

e immagini di mamma Erica che canta sulla bara del figlio, una delle vittime della tragedia di Crans-Montana, la canzone Perdutamente di Achille Lauro fino a dar vita a un coro, con i parenti, gli amici, i compagni di scuola, hanno commosso l’Italia intera.  Achille si chiamava anche il ragazzo di mamma Erica: Achille Barosi. E da lì è nato un movimento popolare perché sul palco del Festival di Sanremo Achille Lauro venisse chiamato da Carlo Conti a eseguire proprio Perdutamente, in memoria di tutte quelle giovani vite perse nell’assurdo incendio del Constellation. E a proposito di giovani, Lauro ha appena lanciato, insieme al socio Andrea Marchiori, Fondazione Madre, per aiutare i ragazzi in difficoltà. «A darne conto è  il giornalista e opinionista Roberto Alessi, che si fa anche lui promotore dell’appello nato da una vera e propria spinta delle persone comuni sull’onda del dolore per quanto accaduto in Svizzera». Lo scriveva Laura Martellini sul Corriere della sera. Letta la notizia, Conti mi aveva messaggiato che si sarebbe attivato. E stasera Achille Lauro è sul palco di Sanremo. Spero che canti Perdutamente. In ogni caso grazie, Carlo.

SANREMO 2000

ACHILLE LAURO CONDUCE CON CARLO CONTI

direttore editoriale Ilio Masprone

A Sanremo per Crans

Novella2000inFestival- Direttore editoriale Ilio Masprone - Direttore Roberto Alessi - Vice direttore Carlo Faricciotti - Grafica e impaginazione Adele Ucussich - Visibilia Editrice srl iscritta al ROC con no. 37767 editrice@visibilia.finance - Stampa Tipografia Sant’Erasmo (Ospedaletti - IM) tel 0184 684030

LA SHOWGIRL SUL PALCO DELL’ARISTON SI ESIBIRÀ

INSIEME A SAMURAI JAY IN “OSSESSIONE”. E CHI L’HA ASCOLTATA IN ANTEPRIMA ASSICURA CHE SARÀ UN’OTTIMA PERFORMANCE

Devo dire che canta benissimo e le prove sono andate benissimo. Sì, canta da Dio, è una cantante bravissima, sarà una bellissima prova, è una showgirl e cantante molto brava».

Soggetto? Belen Rodriguez, che Samurai Jay ha voluto con sé per la sua Ossessione Chi parla? Un fan accanito? No, un esperto, un addetto ai lavori di valore ed esperienza: il direttore d’orchestra ai microfoni di La volta buona . Una certificazione doc. Peraltro Belen non è nuova alla musica: nel lontano 2010 cantò, benissimo, Aeroplani accanto a un big come Toto Cutugno.

E nel 2015 aveva anche inciso una canzone Amarti è folle , colonna sonora di Non c’è due senza tre , film da lei interpretato.

Ospite di recente a Che tempo che fa , da Fabio Fazio, la showgirl si era schermita: «Cantare mi imbarazza tantissimo, è più forte di me. Se invece devo presentare, mi sento molto più a mio agio». Ci aspettiamo faville, poi, venerdì: per la serata dei duetti Samurai Jay (all’anagrafe Gennaro Amatore, rapper ventisettenne di Mugnano di Napoli) ha scelto Baila Morena di Zucchero. Con lui non ci sarà solo la Rodriguez, ma anche il trombettista Roy Paci.

Gli ingredienti per un’esibizione all’insegna della incisività ritmica, del magnetismo naturale e della presenza scenica dirompente ci sono tutti.

La seconda serata

GUARDANDO L’ORIZZONTE

Belen Rodriguez, 41 anni, su Instagram indossa un cappotto lungo in panno con cintura nel colore moro firmato Hinnominate, il brand di abbigliamento che ha lanciato insieme ai fratelli.

TOCCA A VOI

I vostri voti alle canzoni

COSA PENSATE DELLE ESIBIZIONI DELLA

PRIMA SERATA? PRENDETE LA PENNA E COMPILATE LA PAGELLA DEI CANTANTI

OGNIVOLTA CHENONSO VOLARE

DITONELLAPIAGA

CHEFASTIDIO!

LEVANTE

SEITU

PATTY PRAVO

FRANCESCO RENGA

ILMEGLIODIME

SAL DA VINCI

PERSEMPRESI

CHIELLO

TIPENSOSEMPRE

MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE

LAFELICITÀEBASTA

TREDICI PIETRO

SERENA BRANCALE RAF

EDDIE BROCK

SAMURAI JAY NAYT
TOMMASO PARADISO
ELETTRA LAMBORGHINI

Amore

e musica

CLAUDIA LAGONA, IN ARTE LEVANTE, È AL FESTIVAL PER LA TERZA VOLTA. ACCANTO A LEI, UN COMPAGNO CHE DEFINISCE “DIO SICILIANO”

L’IL FUTURO

È DONNA

Levante, 38 anni,con il compagno Pietro Palumbo (nel tondo con la loro figlia Alma Futura). Nel riquadro, Levante con Gaia, 28, con cui duetterà venerdì.

LEVANTE

Il ruggito di una dea siciliana

Ariston è pronto: la ragazza di Tikibombom è cresciuta, è diventata mamma, ha trovato un grande amore ed è più carica che mai. Levante torna al Festival di Sanremo 2026 con Sei tu, un brano che promette di essere un proiettile di pura emozione. Claudia Lagona (38 anni), cantautrice, musicista, attrice, si riprende il centro della scena dopo aver attraversato tempeste. Il suo ritorno sotto i riflettori non è solo musica, è amore. Levante, ha avuto il coraggio di scoperchiare il vaso di Pandora di un passato doloroso, raccontando di un ex fidanzato (no, non stiamo parlando di Diodato) che non riusciva a rassegnarsi alla fine del loro amore. Un uomo che ha trasformato il sentimento in ossessione, spingendosi fino al ricatto. Poi, archiviata quella parentesi buia e finita con eleganza anche la storia da copertina con Diodato, un amore che ha fatto sognare i fan, ma rimasto confinato in una stima reciproca, il destino ha deciso di scombinare di nuovo le carte. In una serata di rabbia e casualità, tra un invito disatteso e una cena di compleanno, è apparso lui: Pietro Palumbo (39 anni). Un avvocato palermitano che lei definisce, senza troppi giri di parole, un “dio siciliano”. Ma non fatevi ingannare dalla bellezza mozzafiato: Pietro è stato l’unico capace di accogliere le fragilità di Claudia, diventando il porto sicuro dove ammainare le vele. Da questo incastro perfetto è nata la piccola Alma Futura, la vera musa che ha rivoluzionato l’universo della cantautrice. Se nel 2023 con Vivo, Levante aveva squarciato il velo sulla depressione post-partum, ora la ritroviamo radiosa, capace di respirare sott’acqua con una consapevolezza nuova. Oggi, tra l’amore di Pietro e i sorrisi nuovi della sua piccola Alma, Levante ha trovato la nota perfetta per il suo spartito più bello.

Protagonisti

a cura di

BAMBOLE DI PEZZA

Per niente imbambolate

IDENTIKIT DEL GRUPPO PROVOCATORIO

PUNK-ROCK CHE PROMETTE DI ESSERE

UNA DELLE RIVELAZIONI DEL FESTIVAL

Se non si approfitta di un palco prestigioso come quello dell’Ariston per farsi conoscere a una fetta di pubblico sempre maggiore quando mai lo si potrebbe fare?

QUINTETTO AGGRESSIVO

Milano. Da sinistra: Morgana Blue, Kaj, Cleo, Xina e Dani. Il nome Le Bambole di pezza combina il gioco con l’idea di qualcosa di grezzo. In alto a destra, Cristina D’Avena, 61 anni, con cui le Bambole duetteranno venerdì. Foto dai social.

Ecco, quindi, che le Bambole di Pezza sono pronte a dare una scossa al Festival di Sanremo 2026 nella categoria Big ed è certo che non passeranno inosservate perché negli ultimi anni i gruppi musicali hanno avuto un grande successo: basti pensare a Maneskin, The Kolors, Pinguini Tattici Nucleari.

Chi le conosce già, invece, vede il loro arrivo a Sanremo come conferma del loro talento

Ma vediamo meglio chi sono La Bambole di pezza.

di Denis Bocca IlSussidiario.net

Il gruppo nasce nel 2002 a Milano dapprima affermandosi in club e centri sociali, costruendosi uno zoccolo duro di fan Una piccola pausa attorno al 2010, poi il gruppo è letteralmente rinato Alle due componenti storiche, Morgana Blue (Lisa Cerri) e Dani (Daniela Piccirillo), si aggiungono infatti Cleo (Martina Ungarelli) alla voce, Kaj (Caterina Alessandra Dolci) al basso e Xina (Federica Rossi) alla batteria. La nuova formazione esordisce al Concerto del Primo Maggio 2022 a Milano.

Tanti ormai i loro brani diventi virali. La cover in chiave ironica del-

Dolcemente grintose

«MALIZIOSE, INTRIGANTI, ORIGINALI, DOLCI, RUMOROSE, GRINTOSE, INCAZZ… E FUORI DI TESTA»

COSÌ SI DEFINISCONO LE BAMBOLE DI PEZZA

SULLA SCENA

DA 30 ANNI

Le Bambole di pezza hanno un’età media attorno ai 30 anni. Il gruppo è nato a Milano nei primi 2000. Accanto, la copertina di Wanted, loro ultimo album.

la canzone dei Bee Hive Freeway (dalla serie tv di Kiss Me Licia), Favole (mi hai rotto il caxxo), con più di due milioni di streaming su Spotify, fino al singolo Rumore, che altro non è che un tributo a Raffaella Carrà, peraltro usato nel documentario Raffa diretto da Daniele Luchetti. Nel 2022 il brano Non sei sola, realizzato per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

L’anno dopo esce l’album Dirty e nel 2024 è la volta del singolo Cresciuti male (realizzato in collaborazione con J-Ax). Suonano pure con i Sex Pistols. Fino al loro ultimo album, uscito l’anno scorso, Wanted , che vuole celebrare l’uguaglianza di genere, il rifiuto delle convenzioni, e la voglia di affermarsi per la propria autenticità.

Non si vive solo dell’amore per la musica, ma anche per quello per i partner, anche se almeno in questo caso i più curiosi e affamati di gossip rimarranno delusi: non si sa nulla della vita privata delle musiciste della band.

Ci tengono alla loro privacy e vogliono che sia più di tutto la musica a parlare. Hanno anche confessato che con la vita che fanno, tra concerti, tour e registrazioni in studio, «anche se hai un fidanzato non riesci mai a vederlo». In una recente intervista a The Rock Show hanno ammesso che l’Italia è un Paese che mette davvero a dura prova e per sopravvivere nell’ambito musicale, quando non si fanno grandi numeri, bisogna avere un altro lavoro, oltre a una passione smodata per l’arte, dentro la quale si mettono tutte quante le energie.

Come band fanno tutto: caricano i furgoni per andare in tour, sono le prime ad andare a fare le prove, buttano giù le demo, si organizzano i servizi fotografici con l’autoscatto, curano i social network (il loro profilo Instagram è seguito da quasi 150mila follower) e tanto altro ancora, dimostrando che sono sulla strada giusta per il riconoscimento effettivo che potrebbe arrivare proprio sul palco dell’Ariston, dove si presenteranno con Resta con me

Il Festival di Sanremo non inizia veramente se prima non si tiene il Press Golden Gala». Con queste parole Marino Bartoletti, chiamato comme d’habitude a fare gli onori di casa, ha aperto la serata di gala che, lunedì sera, nella location del Victory Morgana Bay, ha assegnato i premi DietroleQuinte e il premio Numeri Uno Città di Sanremo. Assente per problemi familiari la co-conduttrice

Luana Ravegnini, Bartoletti è stato coadiuvato da una perfetta Alba Parietti e dalla gloria locale Georgia Mos, dj di fama internazionale.

Nel corso della serata non sono mancati i momenti di commozione, soprattutto quando è stata ricordata la figura di Pippo Baudo, primo a ricevere, nel 2014, il premio Numeri Uno Città di Sanremo. Alba Parietti ha ricordato i suoi trascorsi, soffermandosi sull’edizione del 1992 del Festival. In quell’occasione la Parietti affiancò Baudo nella prima e nella quarta serata (nella seconda e nella quarta toccò a

DA SANREMO A SANREMO

Sotto, da sinistra, Marino Bartoletti, Alba Parietti e Giorgia Mos, impeccabili timonieri della serata. Nel riquadro a destra, Claudio Gambaro con la copertina del libro Da Sanremo a Sanremo, Diario di un anno dei 29 cantanti dello scorso Festival, da lui curato.

DELICATE EMOZIONI

Caterina Bergo, arpista dell’Orchestra

Sinfonica di Sanremo e Ilio Masprone, ideatore e direttore artistico del Galà.

VIVA IL TALENTO

Alba Parietti, protagonista della serata. Sopra, il poliedrico showman Antonio Panzica. Nel tondo a sinistra, Piero Cassano, fondatore dei Matia Bazar. A destra in alto, il premio realizzato dal maestro orafo Michele Affidato.

AL VICTORY

MORGANA BAY, IL

PRESS GOLDEN GALA APRE IDEALMENTE

LA SETTIMANA DEL FESTIVAL DI SANREMO TRA PREMI, RICORDI E OSPITI ILLUSTRI.

AL TIMONE DELLA SERATA, MARINO

BARTOLETTI,

ALBA PARIETTI E GEORGIA MOS. TRA OMAGGI E NOVITÀ ORGANIZZATIVE, UN EVENTO DA RICORDARE

PRESS GOLDEN GALA

Ora Sanremo è davvero Sanremo

A due passi dal mare

IL VICTORY MORGANA BAY HA FATTO DA CORNICE ALLA CONSEGNA DEI PREMI DIETROLEQUINTE E DEL PREMIO NUMERI UNO CITTÀ DI SANREMO

DAVANTI E DIETRO LE QUINTE Qui, Alba Parietti e Arisa. A destra, uno dei componenti della giuria, Dario Salvatori, storico critico musicale e Gessica Giglio, titolare dell’omonimo Studio, responsabile della comunicazione di artisti in gara e ospiti del Festival. Nel riquadro, Dino Vitola, manager e produttore discografico.

PREMIATI SPECIALI

Nel riquadro sopra, l’avvocato Leopoldo Lombardi, consulente di molti artisticantanti ed etichette discografiche. A destra, l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme che ha ritirato il Premio Speciale 2026.

Brigitte Nielsen, nella terza e nella quarta a Milly Carlucci).

«Pippo è stata una persona fondamentale per la mia carriera – ha ricordato la Parietti – perché, dopo il successo di Galagoal, mi ha permesso di dimostrare che potevo fare molto di più che stare su uno sgabello a mostrare le gambe e leggere i risultati delle partite. Il Festival del ’92 andò particolarmente bene, tant’è che Pippo mi volle anche per il DopoFestival dell’anno successivo. Ricordo che in quel DopoFestival ritagliò per me la parte della cattiva. Era un modo per mettermi alla prova». Da Pippo Baudo all’immenso artista Piero Cassano, potremmo sintetizzare così la storia passata e recente del premio Numeri Uno. Lo storico cofondatore dei Matia

Bazar ha tenuto banco, intrattenendo il pubblico con aneddoti legati alla sua carriera: «Per me Sanremo ha rappresentato di tutto e di più, significa moltissimo. Ho partecipato 21 volte e quest’anno ricevo un premio alla carriera, che considero un’ulteriore gratificazione per tutto ciò che Sanremo mi ha dato. Ho ottenuto tre primi posti, due come artista e uno come produttore, oltre a un quarto posto nella categoria Giovani nel

2005 con Laura Bono. Sanremo mi ha dato tanto: penso alla vittoria con Eros Ramazzotti, a quelle con i Matia Bazar, a Quando nasce un amore con Anna Oxa (canzone colonna sonora della serata) e a tanti altri artisti». Un po’ di amarezza da parte dell’organizzazione per le assenze di Arisa e Patty Pravo che, non avendo partecipato, vengono cancellate dall’Albo d’Oro.

Tra le novità di quest’edizione, il passaggio dei diritti intellettuali della manifestazione dall’ideatore Ilio Masprone all’imprenditrice Manuela Poletti. In ogni caso, per ora Masprone ha mantenuto il ruolo di direttore artistico.

IL COMUNICATORE

Al centro, l’esperto in comunicazione

Daniele Mignardi, fondatore della società Promopressagency, anche quest’anno consulente per il Festival e per il direttore artistico Carlo Conti.

Amarcord

MEZZO SECOLO IL FESTIVAL SEMBRAVA FINITO: LA RAI TRASMISE SOLO LA SERATA

FINALE. MA “GLI OCCHI DI TUA MADRE” È IMMORTALE

Dimenticate il glitter di plastica e le passerelle da sfilata di oggi. Nel 1976 il Festival di Sanremo non era la classica macchina da guerra commerciale, ma un pugile suonato che barcollava all’angolo del ring, cercando di non finire KO. Era l’anno delle crepe, del cemento che si sbriciola e di una Rai che, quasi per imbarazzo, decise di trasmettere solo la serata finale, lasciando le prime due nel limbo dell’etere radiofonico. Mentre il Paese scivolava verso il cuore degli “anni di piombo” e dell’inflazione, la kermesse canora rischiava il naufragio definitivo, stretta tra il disinteresse dei discografici e una formula che sembrava ormai un reperto archeologico. Eppure, proprio in quel clima di smantellamento, andò in scena

un’edizione che oggi definiremmo “di culto”, un esperimento di sopravvivenza condotto con un’audacia quasi disperata. Vittorio Salvetti, deus ex macchina della manifestazione, cercava di tenere insieme i cocci: si inventò una formula che oggi definiremmo originale, ma che allora sembrava pura disperazione: cinque gruppi di cantanti, capitanati da padrini d’eccezione come Domenico Modugno e Orietta Berti. Le luci si accesero al Casinò di Sanremo per l’ultima volta, in quanto a fine anno l’edificio dovette essere sottoposto a lavori di ristrutturazione. Dall’edizione successiva sarebbe entrato in scena il teatro Ariston. Per la prima volta il conduttore Giancarlo Guardabassi non salì mai sul palco, ma rimase seduto a un tavolo ai piedi dello stesso, conducendo la trasmissione come fosse una diretta radiofonica.

Quell’anno trionfò Peppino di Capri con Non lo faccio più, una vittoria che consolidò il suo status di Re Mida del palmarès sanremese, ma il vero battito del 1976 fu quello di Sandro Giacobbe.

Con il suo sguardo malinconico e quella capacità innata di intercettare il sentimentalismo della classe media, Giacobbe portò in gara Gli occhi di tua madre Fu un successo clamoroso che andò ben

oltre il terzo posto in classifica: il brano divenne un inno alla seduzione proibita, un racconto quasi cinematografico che scandalizzò i puristi e fece sognare milioni di ascoltatori.

Non mancarono i momenti di pura stravaganza, come un giovane Al Bano senza Romina, la partecipazione degli Albatros di un freschissimo Toto Cutugno, che con Volo AZ 504 mescolava dramma e melodia in un mix sperimentale.

La curiosità più amara e surreale? Quell’edizione fu segnata da un’assenza che pesò più di mille presenze: quella di Lucio Battisti, che proprio in quei giorni pubblicava La batteria, il contrabbasso, eccetera ignorando il Festival e dimostrando che il baricentro della musica italiana si era spostato altrove.

Quella di cinquant’anni fa fu un’edizione di transizione, un ponte sospeso tra il bianco e nero del passato e il technicolor degli anni Ottanta, capace di consegnarci una fotografia nitida di un’Italia che, nonostante tutto, non voleva smettere di cantare e di sognare

Fu un Festival operaio, sporco di grasso e di realtà, che traghettò la canzone italiana verso gli anni di piombo con una dignità che oggi, tra un autotune e l’altro, faremmo bene a rimpiangere.

NON CI HA

MAI LASCIATO

Sandro

Giacobbe, morto il 5 dicembre dell’anno scorso, con la moglie Marina Peroni, 50 anni. Nel tondo, Giacobbe al Festival 1976.

di Dario Lessa

Polenta e osei

INGREDIENTI

400 g di farina di mais bramata; 400 g di fette di tacchino o lonza; 80 g di pancetta coppata o arrotolata a fette; 150 g di pancetta fresca; un bicchiere di vino bianco secco; 4 cucchiai di brandy; uno spicchio d’aglio; 20 foglie di salvia; un rametto di rosmarino; un cucchiaio colmo di farina; una noce di burro; 4 cucchiai di olio EVO; sale e pepe

Tagliate a fette la pancetta fresca. Battete il tacchino e ricavate da ogni

FRANCESCO RENGA

fetta tre o più pezzi. Sistemate su ciascuno 1 fetta di pancetta coppata, 1 foglia di salvia e formate tanti involtini. Infilzateli su spiedini corti alternando un involtino, una foglia di salvia, una fetta di pancetta fresca, un altro involtino e un’altra fetta di pancetta. Preparate la polenta con 1,5 litri d’acqua e la farina di mais. Spolverizzate di farina 00 gli spiedini e fateli rosolare con l’olio, il burro, l’aglio e il rosmarino. Sfumate con il vino e il brandy, fate evaporare, bagnate con poca acqua bollente, salate, pepate e cuocete a fiamma bassa e coperto per 20 minuti. Servite gli spiedini sopra la polenta).

La polenta accarezza l’anima

TRADIZIONE E SOSTANZA

Francesco Renga, 57 anni, è nato a Udine, ma è cresciuto e ha le radici a Brescia. Il piatto che lo rappresenta è la polenta e osei “scapai” (scappati), simbolo di una cucina di montagna solida e generosa, fatta di tempi lenti e sapori intensi. Una ricetta che parla di tradizione e di sostanza, ma anche di radici che restano. Come la sua musica, nasce da un legame profondo con la terra e si racconta senza bisogno di eccessi.

di Carla De Iuliis

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook