Skip to main content

Novella2000 - Sanremo Daily - 23.02.2026

Page 1


Per chi guarda la televisione come me è una fortuna avere Carlo Conti in tv: «Un uomo educato, gentile, sensibile». E sono parole di Lucio Presta, cui va il merito dei successi creati con Amadeus prima della loro rottura. E Presta non è uno che fa complimenti tanto per fare. Questo è il quinto Festival di Conti. Ma dietro alla sua carriera c’è soprattutto la storia di un uomo che si è fatto da solo, senza padroni, senza ricchezze, senza clientelismi. Un passato fatto di lavoro e passione. Orfano di padre quando aveva appena diciotto mesi, è cresciuto con mamma Lolette: «Ha avuto una forza incredibile a crescermi da sola. Mi chiedo spesso se sarei dove sono ora se avessi perso lei invece di mio padre».

di Roberto Alessi

Certo, lei non era una che l’ha spinto nello spettacolo: «Facevo analisi di bilancio, una cosa noiosissima. Un giorno mi sono chiesto perché dovessi svegliarmi ogni mattina per fare una cosa che non mi piaceva. E mi sono licenziato». Quando lo disse a sua madre, lei svenne. Non sapeva che suo figlio sarebbe diventato uno dei grandi della tv italiana. Oggi sua madre non c’è più, ma c’è Francesca che vedete qui accanto con lui: è entrata nella sua vita nel 2001, dietro le quinte di Domenica In. Lei, oggi stilista, lavorava come costumista.

«Con Francesca c’è stato il passaggio dall’io al noi. È stata la svolta della mia vita», ripete spesso. L’8 febbraio il loro Matteo ha compiuto 12 anni. Il suo spettacolo più bello.

SANREMO 2000

CARLO CONTI CON LA MOGLIE FRANCESCA VACCARO

Sei il sale della vita

direttore

editoriale Ilio Masprone
Novella2000inFestival-

Che la festa cominci. Il Festival della Canzone Italiana edizione numero 76 inizia più tardi rispetto al solito, avendo ceduto giustamente il passo alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, ma inizia con il meglio.

A condividere il palcoscenico del Teatro Ariston di Sanremo saranno infatti due numeri uno come Carlo Conti (conduttore e direttore artistico, lui giura e ribadisce per l’ultima volta) e Laura Pausini. Per lei, quel palco ha un valore simbolico fortissimo: è il luogo in cui tutto ha avuto inizio.

Era il 1993, infatti, quando, tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo di quell’anno, una ragazza di Solarolo, in provincia di Ravenna, conquistò la vittoria con La solitudine, brano destinato a entrare stabilmente nella storia della musica italiana.

Da allora, la sua traiettoria artistica è stata scandita da numeri e riconoscimenti da capogiro: 75 i milioni di dischi venduti, oltre 6 miliardi gli ascolti in streaming. E poi i premi: un Grammy, quattro Latin Grammy, un Golden Globe Award, oltre a candidature agli Oscar e agli Emmy.

Come non bastasse, nel 2023 è stata nominata Person of the Year dalla Latin Recording Academy, prima artista non madrelingua spagnola a ricevere questo riconoscimento.

«Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente. Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata», ha scritto su Instagram. Forza Laura, sarà un successo.

CARLO CONTI CON LAURA PAUSINI

Sanremo a 5 stelle

NUMERI UNO

Nella foto grande, Carlo Conti, 64 anni, con Laura Pausini, 51 (foto: Ufficio stampa Rai).

Qui, Laura con il marito Paolo Carta, 61 e la figlia Paola, 13. Foto dai social.

L’ARTISTA SARÀ CO-CONDUTTRICE DEL FESTIVAL

CHE L’HA LANCIATA.

«MI SENTO EMOZIONATA COME QUANDO SI DÀ

IL PRIMO BACIO»

DICE LEI

di Carlo Faricciotti

Protagonisti

MUSICISTA FILOSOFO

Tommaso Paradiso, 42 anni (foto di Mattia Guolo) nel tondo sopra è sui social con la figlia Anna, nata ad aprile 2025, laureato in Filosofia, si appassiona alla musica a 11 anni.

a cura di

TOMMASO PARADISO

Ha già vinto in sex appeal

Sanremo 2026 è ai nastri di partenza e nell’attesa di ascoltare le canzoni per poter pronosticare chi sarà il vincitore sono partiti i commenti su sul vero sex symbol di questa edizione.

La risposta è quasi unanime: Tommaso Paradiso. In un’edizione piena di giovanissimi “figli di” che stanno cercando la propria strada - parliamo di Leo Gassmann, LDA (Luca D’Alessio) e Tredici Pietro (Pietro Morandi) - oltre a moltissimi nomi provenienti dalla scena indie, pop e rap, l’ex front man dei Thegiornalisti si conferma campione di sensualità.

Festeggerà i 43 anni il prossimo 25 giugno e per capire quanto sia apprezzato dal genere femminile e non solo basta fare un giro sui suoi profili social, che vantano più di 140 mila follower. Il tenore dei commenti è: “Bravo e bono”, “Sexy”, “Troppo figo” e altri ancora più spinti. Secondo molti, addirittura, è una via di mezzo tra Bradley Cooper e Carlo Cracco.

VENERDÌ CON GLI STADIO

Tommaso Paradiso con la compagna e futura moglie Carolina Sansoni. Foto dai social. Sotto, gli Stadio con cui Paradiso duetterà nella serata cover di venerdì.

di Liliana Morreale IlSussidiario.net

Perché Tommaso Paradiso piace così tanto? Nato e cresciuto a Roma, laureato in Filosofia, forse ad attrarre maggiormente di lui il fatto che abbia il fascino del ragazzo misterioso e tenebroso, ma dagli occhi buoni, nascosti sempre dagli occhiali da sole: «Li indosso perché mi emoziono sempre e quindi mi copro il volto» Barba incolta, capelli scompigliati, vestito quasi sempre casual e lontano dalle mode, detta lui la sua moda. Oltre all’aspetto fisico, a colpire di Paradiso sono i suoi valori. Legatissimo alla famiglia, ha confessato che la persona più importante della sua vita è sua mamma Nazzaria: «La mia sola guida, la mia eroina, molto severa, ma la miglior madre che potessi desiderare». Legame reso ancora più in-

dissolubile dal fatto che è cresciuto senza padre: l’uomo abbandonò la famiglia quando Tommaso aveva solo pochi mesi.

Sin da piccolissimo si appassiona alla musica e nel 2009 fonda una sua band, i Thegiornalisti, insieme a Marco Antonio Musella e Marco Primavera, ma il successo non arriva.

Ospite ad Amici da Maria De Filippi, ha rievocato così quel periodo parlando con gli aspiranti artisti «Avrete molte delusioni, non sarà una strada semplicissima. Ma di quelle delusioni fate delle grandi imprese»

Nel 2016, infine, il singolo Completamente vola ai vertici delle classifiche e l’anno successivo Riccione si impone come tormentone dell’estate e l’inizio di un periodo particolarmente fortunato, con collaborazioni importanti: Noemi, Morandi e tanti altri. Nel 2019, tuttavia, arriva l’annuncio spiazzante: Paradiso lascia i Thegiornalisti per seguire una carriera da solista. Una rottura tutt’altro che pacifica: «Io mi occupo di scrivere, cantare e suonare, alcune persone pensavano di potermi impedire tutto questo e mi hanno costretto ad andarmene. Io non volevo, nessuno di noi tre voleva che andasse così, non è stata colpa nostra, ma di altre persone». Tuttavia, nonostante gli scontri, Tommaso, pubblicando album come Space Cowboy e Sensazione stupenda , è riuscito a consolidare la sua fama da solista.

Legato da anni a Carolina Sansoni, unica e vera musa, che gli è stata vicino anche nei momenti più complicati e che a giugno diventerà sua moglie. Dice di lei: «Non mi ha mai considerato per un secondo come quello che sta sul palco. Sente le mie canzoni ed è anche molto critica. Ho scritto parecchie canzoni per lei, le ho dedicato un disco, Love»

Ad aprile dell’anno scorso è diventato papà di Anna e ora partecipa per la prima volta al Festival.

Ne uscirà vincitore? Di certo il titolo di cantante più sexy dell’edizione 2026 lo ha già portato a casa.

LUI È PAZZO

DELLA LAZIO

Tommaso Paradiso allo stadio con la compagna Carolina Sansoni. Lui è un tifoso sfegatato della Lazio. Foto dai social. In alto, la cover del suo nuovo disco, Casa Paradiso.

Colpo di allofulmine stadio

TOMMASO PARADISO E CAROLINA SANSONI

SI SONO CONOSCIUTI NEL 2017 A UNA PARTITA.

LEI ERA SEDUTA DIETRO DI LUI: «L’HO VISTO

E DA LÌ HO INIZIATO A SCATENARE L’INFERNO»

Amore e musica

Giulia lo porterà in alto

Èpassato un anno da quando Federico Lucia, in arte Fedez, si è presentato a Sanremo con il brano Battito, una canzone intima, personale che affrontava le sue difficoltà personali, la rottura del suo matrimonio con Chiara Ferragni e che sanciva la fine definitiva del famoso impero Ferragnez.

Fedez appariva teso, deluso, a tratti assente: sembrava stesse portando il peso del mondo addosso, come se quel mondo dorato, in cui aveva vissuto fin a poco tempo addietro, lo stesse schiacciando e risucchiando in un vortice di sofferenza e dolore, senza via di scampo.

A distanza di una anno, per fortuna, la situazione è totalmen te cambiata e Fedez arriva a Sanremo 2026 con una grande novità. È di nuovo innamorato e non lo nasconde, perché nella sua vita è entrata Giulia Honegger, giovane stilista milanese.

La loro relazione è stata ufficializzata in uno scatto quest’estate, con il primo bacio social, sul profilo Instagram di Fedez: una sequenza di foto, che raccontano la nascita di un amore, sotto il sole della Sardegna, una cena in un locale, i giochi in acqua, le carezze al cane Silvio, e un selfie allo specchio, in bagno, mentre lei si lava i denti, con una significativa frase a corredo: “Non può piovere per sempre”

Dimostrazione che finalmente, nella vita di Federico, è tornato a splendere il sole.

Da quel bacio non si sono più

LEI È IL SUO

SEGRETO

Qui, Fedez, 36 anni con Giulia Honegger, 23. Sopra, Fedez con Marco Masini, 61. Nel tondo, il violoncellista Stjepan Hauser, 39, con Fedez & Masini nella serata dei duetti.

lasciati e la loro relazione è cresciuta sempre di più, creando una grande intesa.

Prima di Natale, Fedez era stato ospite a Sarà Sanremo, condotto da Carlo Conti, e lì, insieme a Marco Masini, aveva presentato il titolo del brano (Male necessario), che portano ora al Festival

E anche in quel caso c’era sempre lei, Giulia, che ormai lo accompagna ovunque, sempre con discrezione, pronta a sorridergli o abbracciarlo con amore.

Un fatto è certo: da quando Giulia è entrata nella vita di Federico, qualcosa è cambiato, perché mentre prima lui documentava ogni singolo momento della sua vita, ora con lei, centellina le condivisioni, ha ridotto uscite, feste

di Rossella Erra

E le foto caricate sui social sono sempre molto dolci, tenere e restituiscono il racconto di una amore maturo, che sta regalando a entrambe stabilità e serenità.

Eventi

Il 76° Festival di Sanremo, con Carlo Conti conduttore e direttore artistico, è partito praticamente ieri sera dal prestigioso lounge Victory Morgana Bay con il Gran Galà della Stampa del Festival/Press Golden Gala, ritornato alle origini.

Il suo fondatore, l’editore Ilio Masprone, giornalista e attuale direttore artistico del Premio, il mese scorso ha ceduto i diritti dell’evento all’imprenditrice sanremese Manuela Poletti, dopo 15 anni di successo.

Un’edizione, dunque, speciale che segna comunque la continuità del format iniziale, il quale contempla la consolidata presenza di riconoscimenti come il Premio Numeri Uno – Città di Sanremo, quest’anno assegnato ad Arisa; il Premio alla Carriera a Patty Pravo e cinque premi DietroLeQuinte assegnati all’autore e compositore, nonché fondatore dei Matia Bazar, Piero Cassano; all’esperto in comunicazione Daniele Mignardi, fondatore della società Promopressagency, anche quest’anno consulente per il Festival e per il direttore artistico Carlo Conti; a Gessica Giglio, titolare dell’omonimo Studio Giglio, manager televisiva e responsabile di alcuni artisti in gara al Festival; all’avvocato Leopoldo Lombardi, consulente di molti artisti ed etichette discografiche.

Infine, un Premio Speciale Organizzazione all’AD di ANAS SpA, dott. Claudio Andrea Gemme, in quanto porta a Sanremo l’iniziativa “Sicurezza della Musica in Autostrada”. Super ospite dell’evento dell’evento Alba Parietti, mentre i conduttori, riconfermati a grande richiesta. sono sempre Marino Bartoletti e Luana Ravegnini. La Giuria 2026 è composta da: Dario Salvatori (Raiuno), Simona Sala (Raitre), Paola Pezzolla (addetta stampa), Giorgiana Cristalli (ANSA Roma), Roberto Alessi (direttore di Novella 2000) e Franco Fasano, autore e compositore.

Ad accompagnare musicalmente la serata d’onore l’arpista dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo Caterina Bergo. In programma anche la performance del cabarettista siciliano Antonio Panzica.

A vincere in passato il Premio Numeri Uno – Città di Sanremo: Carlo Conti,

Umberto Tozzi, Giorgia, Ricchi & Poveri, Fausto Leali, Al Bano, Tony Renis, Iva Zanicchi, Toto Cutugno, Rita Pavone, i Negramaro. E Pippo Baudo, il quale verrà ricordato anche dall’impresario Dino Vitola, che darà poi il via a una serata Premio Nazionale Televisiva dedicata a Baudo, primo a essere premiato al Gran Galà, nel 2014. Altra novità: verrà presentato il volume “Da Sanremo a Sanremo”, diario di un anno dei 29 cantanti dello scorso Festival, curato dal collega Claudio Gambaro con la collaborazione di Dario Salvatori e Marino Bartoletti. I Premi sono realizzati dall’artigiano orafo calabrese Michele Affidato, fornitore ufficiale del Vaticano e di alcuni riconoscimenti del Festival della Canzone.

Sull’edizione di domani di Novella 2000 in Festival, l’accurato racconto del Gala.

PARTERRE DI PRESTIGIO

Da sinistra, nel gioco fotografico, Arisa, 43 anni; Alba Parietti, 64, Patty Pravo, 77. Nei riquadri, da sinistra, Piero Cassano, 77; Luana Ravegnini, 57, Ilio Masprone e Marino Bartoletti, 77.

AL GRAN GALÀ DELLA STAMPA

Protagonisti

IL SINDACO ALESSANDRO MAGER

Benvenuti nella città della musica

UN FESTIVAL IN CONTINUA CRESCITA, MERITO ANCHE DEL COMUNE CHE FA LA SUA PARTE. «PER NOI NON È SOLO UNA MANIFESTAZIONE CANORA, CI SENTIAMO IN TENSIONE EPPURE PIÙ FELICI» CI DICE IL PRIMO CITTADINO

e

IN FAMIGLIA Sanremo (Imperia). Il sindaco Alessandro Mager, 69 anni, con la moglie Stefania
i figli Riccardo e Alberto.

AMICI

DI MANGIATE

Alessandro

Mager con il direttore artistico del Festival

Carlo Conti. «Ci sentiamo anche durante l’anno e ci ritroviamo a colazione al ristorante. Lui è goloso di pesce come me».

Inizia la 76esima edizione del Festival di Sanremo e Alessandro Mager la seguirà, per il secondo anno consecutivo, nel ruolo di sindaco della Città dei Fiori.

Incontrandolo, abbiamo cercato di conoscere i retroscena della manifestazione canora più famosa d’Italia e, soprattutto, lo spirito con cui il Comune ligure l’accoglie. Classe 1957, Mager cita spesso la sua famiglia nel corso della conversazione: un dettaglio che racconta molto di lui e che lascia emergere una dimensione personale forte, lontana dall’immagine della fredda figura istituzionale tutta lavoro e rigore. In lui questi aspetti ci sono eccome, ma non sottraggono spazio al sentimento. Insomma, la persona ideale con cui parlare della kermesse su più piani: umano e istituzionale.

I MILLE VOLTI DELLA CITTÀ

Sanremo è un luogo che offre mille possibilità: dal mare al Casinò ad attrazioni turistiche e passeggiate anche sui monti circostanti.

Sindaco Mager, con Carlo Conti vi relazionate solo limitatamente al Festival o siete amici? «I nostri rapporti sono molto buoni e, a ogni ricorrenza, ci scambiamo gli auguri. Di solito, quando viene a Sanremo, pranziamo assieme. È ghiotto di pesce al sale».

Vista l’amicizia, il conduttore si sarà confidato con lei rispetto alle proprie ansie: prima che Mediaset decidesse di non fare concorrenza, Conti temeva per gli ascolti del suo Festival? Il rischio era che si distribuissero tra C’è posta per te e La ruota della fortuna «Guardi, l’ultima volta che ho pranzato con Carlo Conti la sua preoccupazione era per la classifica della Fiorentina: le ho detto tutto».

Qual è la sua canzone sanremese del cuore?

«Mi sono sempre piaciuti Anna Oxa e Fausto Leali con Ti lascerò».

Nel corso dell’imminente edizione è previsto un ricordo con Achille Lauro delle vittime di

di Fabrizio Barbuto

La Rai versa al Comune

6,5 milioni

«CON IL NUOVO ACCORDO PER IL TRIENNIO 2026-2028, LA RAI VERSA

A SANREMO 6,5 MILIONI DI EURO

L’ANNO PER IL FESTIVAL.

E POI C’È L’INDOTTO»

CI DICE IL SINDACO

Crans-Montana, iniziativa promossa da Novella 2000?

«Purtroppo non glielo so dire».

La città di Sanremo si limita a ospitare il Festival o ha voce in capitolo nella sua organizzazione?

«Quella è interamente demandata alla Rai. Il Comune di Sanremo, però, organizza molti eventi collaterali. È una manifestazione che attira l’intera comunità nazionale e, a modo nostro, contribuiamo al fermento».

Quanto investe realmente il Comune di Sanremo?

«Si onera di fornire la disponibilità del

IL PRIMO FESTIVAL

NON SI SCORDA MAI

Sanremo (Imperia). Alessandro Mager consegna il Leoncino d’oro rampante a Olly, 24 anni, per la vittoria al Festival di Sanremo 2025, il primo sotto il suo mandato.

Teatro Ariston e, ovviamente, il bilancio spese-entrate è molto a favore del Comune. Con il nuovo accordo per il triennio 2026-2028, la Rai versa a Sanremo 6,5 milioni di euro l’anno per il Festival. Al di là di quanto previsto in convenzione, c’è anche un indotto importantissimo che riguarda tutte le attività. È il momento più intenso dell’anno, per Sanremo e per chi ci vive».

Com’è cambiato il suo modo di guardare il Festival, da quando è sindaco?

«È una domanda che mi piace particolarmente (ride). Prima lo guardavo con leggerezza, adesso lo sento di

più, è ovvio. Benché le cinque serate le organizzi la Rai, Comune e assessorato al Turismo sono in prima linea. Ogni giorno ci sono novità o iniziative da prendere. Ad esempio, quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di favorire l’ingresso in città utilizzando delle navette che, da Ponente e da Levante, trasporteranno centinaia di persone, permettendo loro di parcheggiare anche nei Comuni confinanti con Sanremo senza essere tagliati fuori».

Pausini debuttava 33 anni fa al Festival con La solitudine. Correva l’anno 1993… Che ricordo ha di quell’edizione? Dov’era? Cosa stava facendo? E soprattutto: l’adulto che sognava di diventare allora è l’adulto che è oggi?

«Facevo quello che continuo a fare, seppur con meno tempo a disposizione, ovvero l’avvocato. Se in quell’anno mi avessero detto che un giorno sarei diventato sindaco di Sanremo, non l’avrei escluso del tutto, ma avrei faticato a crederci. Non era una delle mie aspirazioni».

E invece, quali erano le sue aspirazioni?

«Fare bene il mio lavoro. Inoltre, mi ero appena sposato ed ero orientato a mettere su famiglia. Così è stato, infatti. Ho due figli: uno di 31 anni, anch’egli avvocato, e uno di 29, che è appena diventato cardiologo. Almeno una volta assisteranno alla kermesse. Anche mia moglie, benché sia molto discreta, verrà volentieri. Ai numerosi eventi di questo periodo non sempre ha scelto di essere presente, ma io rispetto la sua riservatezza».

Amadeus, ex conduttore del Festival, manca a Sanremo?

«So che è stato un grande, portando la kermesse a livelli superiori rispetto a chi l’aveva preceduto. Dopodiché, Carlo Conti l’ha condotta perfino più su. Perciò, tutti i meriti ad Amadeus, ma vorrei che Carlo Conti continuasse a condurre anche negli anni a venire».

Ogni edizione si accompagna a polemiche di ogni genere. Si è fatto un’idea di quali saranno quelle che animeranno la kermesse quest’anno?

«È prematuro dirlo, non ne ho idea. Tuttavia, se restano entro un recinto di rispetto ed educazione, spero che le polemiche non manchino».

C’

è un’aria strana nel gennaio del 1966. L’Italia del Boom sta cambiando pelle, i capelli si allungano e le gonne si accorciano, ma il Salone delle Feste del Casinò di Sanremo resta il fortino della tradizione. Eppure, proprio quella sedicesima edizione fu il momento in cui il futuro prese a calci la porta di servizio.

L’anno in cui l’Italia si risvegliò bruscamente dal sogno del boom economico fu il momento esatto in cui il Festival di Sanremo smise di essere una rassicurante ninnananna nazionale per trasformarsi in un ring generazionale. La kermesse guidata da un Mike Bongiorno mai così “istituzionale” si trovò a gestire il conflitto tra il vecchio mondo del bel canto e l’urto imprevisto dei “capelloni”. Al timone, per la quarta volta consecutiva, c’era appunto il generale Bongiorno. Accanto a lui, Paola Penni e Carla Maria Puccini. Proprio quest’ultima regalò il primo brivido “noir” della kermesse: durante la finale, la Puccini crollò a terra, svenuta. In un momen-

VINCE DOMENICO MODUGNO

CON GIGLIOLA CINQUETTI, MA A RUBARE LA SCENA SONO I DEBUTTANTI: CATERINA CASELLI, LUCIO DALLA, ORIETTA BERTI

to di gelido professionismo (o forse sublime distacco), Mike la ignorò. Convinto che si trattasse di una messinscena per rubare l’attenzione, proseguì come nulla fosse.

Ma l’edizione numero sedici resta scolpita nella memoria per un caschetto biondo che rase al suolo le convenzioni: quello di Caterina Caselli. “Casco d’oro” si presentò con una grinta quasi marziale cantando Nessuno mi può giudicare, un brano inizialmente destinato ad Adriano Celentano. Mentre il Molleggiato preferì portare in gara temi ecologici ante litteram con Il ragazzo della via Gluck (venendo clamorosamente eliminato la prima sera, tra i fischi, da una giuria incapace di leggere il futuro) la Caselli divenne il simbolo della ribellione giovanile, trasformando una sconfitta sul podio (si classificò solo nona) nel successo commerciale più tra-

volgente dell’annata.

Accanto a questa onda d’urto, il Festival cercava di mantenere il decoro celebrando le proprie radici. Nilla Pizzi, l’imperatrice di Sanremo, tornò per un’apparizione che sapeva di passaggio di consegne, mentre la vittoria finale andò alla coppia formata da Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti con Dio, come ti amo. Sergio Endrigo portò la sua malinconia d’autore con Adesso sì, segnando un punto a favore della qualità letteraria che iniziava a farsi largo nel mercato dei 45 giri. Il 1966 fu anche l’anno dei debutti destinati a fare la storia. Un giovanissimo e allora semisconosciuto Lucio Dalla calcò il palco con i suoi occhiali tondi e un’attitudine jazzistica decisamente troppo avanzata per l’epoca.

La sua Paff... bum!, eseguita in coppia con gli Yardbirds di Jeff Beck, rappresentò uno dei momenti più surreali e avanguardistici: la psichedelia britannica che si scontrava con la provincia italiana, un corto circuito che la stampa dell’epoca faticò a digerire.

Quell’anno il Festival fotografò la prima vera frattura tra chi voleva restare a guardare il mare e chi, invece, aveva fretta di correre verso il domani.

POKER D’ASSI

Da sinistra, Orietta Berti, 82 anni; Lucio Dalla, morto nel 2012; Caterina Caselli, 79; Sergio Endrigo, morto nel 2005.

di Dario Lessa

UN ESPERTO DEL SETTORE

Claudio Andrea Gemme è amministratore delegato di Anas dal marzo 2025. Vanta significative esperienze in Ansaldo Sistemi Industriali, Arsenal e Fincantieri Infrastructure.

NEL SEGNO DELLA MUSICA

PREMIANDO LA SOCIETÀ

CHE SI OCCUPA DELLE INFRASTRUTTURE STRADALI

Il Press Golden Gala del Festival di Sanremo annuncia i vincitori del Premio “DietroLeQuinte” 2026, tra i quali figurano il musicista Piero Cassano, l’ufficio stampa del conduttore e direttore artistico del Festival Carlo Conti, Daniele Mignardi, la media-relation Gessica Giglio e l’avvocato Leopoldo Lombardi, esperto di Diritto d’autore. Il Gala prevede inoltre il Premio alla Carriera assegnato quest’anno all’artista Patty Pravo e alla cantante Arisa e il Premio Numeri Uno-Città di Sanremo consegnato dal Sindaco di Sanremo.

COMUNICATO STAMPA

Un specialepremio ad Anas

Delegato di Anas SpA.

Il riconoscimento nasce dall’impegno quotidiano di ANAS nelle attività di sicurezza stradale, comunicazione istituzionale e valorizzazione del Brand, che trovano nel Festival della Canzone Italiana il luogo simbolo d’incontro tra infrastrutture, mobilità e cultura.

Un lavoro continuo che coniuga manutenzione, prevenzione e sensibilizzazione, volto a promuovere una mobilità più sicura e consapevole.

il valore di un messaggio semplice e attuale: scegliere la Musica come alleata del viaggio, riducendo le distrazioni alla guida e trasformando il tempo sulla strada in un’esperienza più consapevole, dove sicurezza e piacere di viaggiare, procedono nella stessa direzione!

Il riconoscimento all’AD Gemme sarà assegnato al premio del Press Golden Gala del Festival di Sanremo.

Il Premio Speciale “Musica in Sicurezza” di questa edizione, voluto fortemente dall’Organizzazione del Gala, viene assegnato a Claudio Andrea Gemme, Amministratore

La cerimonia della consegna dei Premi si terrà lunedi 23 febbraio nel corso del Press Golden Gala del Festival, presso il Lounge Victory Morgana Bay, di Corso Trento Trieste, lato mare. IL GALA DI SANREMO

Per questo l’Organizzazione del Gala ha conferito ad ANAS SpA il Premio Speciale 2026 con la motivazione “Musica in Sicurezza”, riconoscendo

Al Festival di Sanremo si fa un gran parlare dei cantanti in gara, delle co-conduttrice con Carlo Conti (Laura Pausini, che sta già preparando le coreografie con Luca Tommassini). Ma dei trenta cantanti in gara quello di cui sono molto contento che ci sia è Marco Masini.

Marco è un cantautore sul cui talento non si discute (sulla simpatia avrei qualcosa da dire: è abbastanza restio al saluto, almeno con me), ma sono felice che ci sia perché lui è la dimostrazione che nella vita non bisogna mai gettare la spugna: lui ha tenuto duro e ce l’ha fatta. Certo, non tutti hanno la sua tempra, ma ha vinto.

Ha vinto anche grazie ad amici sinceri come Carlo

Conti, che l’ha voluto l’anno scorso con Fedez nella serata dei duetti. Fedez avrebbe voluto cantare con i Fuck Your Clique, ma la loro canzone era troppo “zozza” e ha dovuto esibirsi con Masini (non certo un sacrificio) con Bella stronza, hit del cantautore toscano perfetta per istigare il gossip anche se non era ispirata a Chiara Ferragni, ex moglie di Fedez, ma a un’altra che gli aveva distrutto il cuore.

Roberto Alessi per L’Edicola

Masini è amico di Conti da sempre («Io e Carlo, negli anni ‘80, ci siamo incrociati nelle radio private, quando faceva il dj. Scrisse un pezzo per la sigla di un programma che arrangiai io»).

Poi arrivò il successo e con quello le voci assurde che portasse sfortuna. Si usava dire cose del genere per far fuori uno che non ti piace: il gioco era riuscito con Mia Martini (che aveva un carattere difficilissimo, ma non ce la fece e ci morì), perché non ritentare?

Marco ripeteva: «Non mi rovineranno la vita come a Mia Martini». Ma in-

Mai gettare la spugna

tanto nessuno lo faceva lavorare: «Ci spiace, ma sei un prodotto invendibile», gli dicevano quelli della sua casa discografica. Coraggiosi, vero? Ci voleva un mito come Adriano Celentano, la cui famiglia viene da Foggia, gente tosta, a prendere tutto di petto e voler Masini nella sua trasmissione 125 milioni di cazzate

Adriano lo volle per parlare della «cazzata» su di lui, la diceria sulla sfortuna. Certo, non tutti erano cretini, ma si sa: la mamma dei cretini è sempre incinta.

Non erano tra quelli Conti ed Eros Ramazzotti («Che è tra quelli che più mi hanno difeso», ripete Masini).

Pure per Eros Ramazzotti ci fu un momento buio quando all’inizio del 2000 iniziò un periodo in salita, culminato nel divorzio da Michelle Hunziker (con cui oggi è in ottimi rapporti).

Iniziarono a girare voci anche su di lui: che per colpa di investimenti immobiliari sbagliati, tra cui una megavilla in Brianza, fosse rimasto senza soldi.

Mai creduto, anche se forse qualcosa di vero c’era, ma Eros è sempre stato una star e ricordo che allora faceva anche delle battutine su questa diceria con il suo amico Salvatore, che spero frequenti ancora oggi, perché gli vuole un bene dell’anima.

Dicevano pure che i due stessero insieme. Una balla colossale: posso mettere la mano sul fuoco sulla loro eterosessualità, anche se per entrambi non sarebbe un problema il contrario. Per tornare a Sanremo, l’anno scorso la vincitrice morale era stata di certo Giorgia.

Pure lei faceva parte della categoria “dati per finiti”, anzi peggio: era lei stessa a pensarlo. Nel 2022 immaginava di ritirarsi e chiudere con il canto. Pazza.

Ma poi «mi sono buttata senza paura. Ho ritrovato il mio posto restando me stessa». E credo che molto debba al compagno Emanuel Lo. Ed eccola meravigliosa condurre X Factor e duettare con Blanco in La cura per me, che lui ha scritto per lei: una canzone vergognosamente arrivata al sesto posto a Sanremo 2025, ma che come singolo ha venduto oltre due milioni di copie nel mondo e

CARLO CONTI LO RIPETE
di

che, credo, rimarrà nella storia della musica.

Perfino Zucchero era stato dato per finito. Aveva trent’anni ed era a un punto critico della sua carriera e della sua vita.

Aveva già fatto un paio di dischi, ma non era se stesso. Ricordo di averlo addirittura incontrato a una manifestazione e lui era in smoking: roba da pazzi.

«Fu merito di un giovane discografico, che decise di darmi un’ultima chance. Nel 1984 avevo partecipato due volte a Sanremo e in entrambi i casi era andata male. In più avevo già una figlia ed ero senza un soldo. Morale? Ero un uomo finito», confessava a Rolling Stone

Ma quel discografico gli disse: «Ora fai un disco come cavolo ti pare, ma è la tua ultima occasione».

E uscì l’album Zucchero & The Randy Jackson Band, quello con la canzone Donne, che a Sanremo andò male (penultima), ma poi a poco a poco prese il volo in radio (era successo già a Vasco Rossi con Voglio una vita spericolata). Le radio hanno salvato più di un grande artista, alla faccia della critica criticona.

E poi Marco Mengoni. Ha vinto Sanremo nel 2023 con Due vite, seconda vittoria dopo quella del 2013 con L’essenziale Ma prima, nel 2009, aveva vinto X Factor Sembrava fatta, invece iniziò un periodo buio e solo la presenza e il supporto di una madre immensa, Nadia Ferrari, gli hanno permesso di uscirne.

E poi grazie alla sua manager Marta Donà tornò a Sanremo nel 2013. «Con una Cinquecento carica di sogni e di vestiti, senza stylist, truccatore, parrucchiere. Con me solo Marta. Molti mi davano per spacciato. Dicevano che ero finito. Il primo a non crederci più ero proprio io». E L’essenziale fu una bomba. Un trionfo che dura ancora oggi.

QUANDO TI DANNO PER FINITO È DURA, DURISSIMA. PEGGIO

POI SE SI INSERISCE LA CALUNNIA, COME È SUCCESSO A MARCO MASINI, DATO PER SPACCIATO VENT’ANNI FA E CHE ORA TORNA A SANREMO

INSIEME PIÙ FORTI

A sin. Marco Masini, 61 anni, quest’anno è a Sanremo in coppia con Fedez. Cantano Male Necessario, un brano che promette sorprese. Nel tondo, Carlo Conti, 64 anni. Qui Eros Ramazzotti, 62 anni, per lui il momento negativo fu all’inizio degli anni 2000. Ora è solo un brutto ricordo. Foto dai social.

Voce e gola

TREDICI PIETRO

Lasagne alla Morandi

di Carla

De Iuliis

Lasagne

INGREDIENTI

Per il ragù alla bolognese 300 g di carne macinata di manzo; 200 g di carne macinata di maiale; 100 g di pancetta (facoltativa); una carota; una cipolla; una costa di sedano; 500 ml passata di pomodoro (o pelati passati); un bicchiere di vino rosso; olio EVO, sale e pepe q.b.

Per la besciamella 50 g di burro; 50 g di farina 00; 500 ml di latte; noce moscatae sale q.b.

Altri ingredienti 250 g di lasagne all’uovo (fresche o secche precotte); 100-150 g di formaggio grana grattugiato

Tritare finemente cipolla, carota e sedano. In una casseruola larga, scaldare un filo d’olio e rosolare

RAP E CUCINA

Tredici Pietro (nome d’arte di Pietro Morandi, 28 anni, in alto con papà Gianni, 81 e mamma Anna Dan, 68) incarna l’energia di Bologna, città vivace, ghiotta e creativa. A rappresentarlo a tavola sono le lasagne, piatto simbolo della cucina emiliana: ricco, stratificato e conviviale. Una ricetta che unisce generazioni e racconta passione e identità. Come la sua musica, mette insieme influenze diverse e le trasforma in un linguaggio personale, capace di parlare a tutti.

formando un roux chiaro. Versare il latte frusta per evitare grumi. Cuocere a fuoco

sale e aggiungere un pizzico di noce

In una teglia imburrata, stendere un po’ di besciamella sul fondo. Disporre il primo strato di pasta.

e una spolverata di formaaggio.

con uno strato di besciamella e parmigiano.Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti. Lasciare minuti prima

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook