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DAILY#10 83. Mostra del Cinema di Venezia - September 11-12, 2026

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Daily online

83. VENICE FILM FESTIVAL | SEPTEMBER 11-12, 2026 | DAY 10


83. VENICE FILM FESTIVAL

From the 2nd to the 11th of September, 2026 Hotel Excelsior Venice Lido from 10:00 AM to 6:00 PM

italianpavilion.it 2

SEPTEMBER 11-12, 2026


83. VENICE FILM FESTIVAL

CONCORSO

English version

di F.D.S.

TODAY A

li Asgari appartiene alla generazione più giovane dei registi iraniani affermatisi a livello internazionale: circa dieci anni meno di Farhadi e Rasoulof, oltre venti rispetto a Panahi e Makhmalbaf, quaranta rispetto a Kiarostami. Al di là delle specificità di ciascuno di loro, appare chiaro che, da Kiarostami ad Asgari, il cinema iraniano ha conosciuto una radicale traslazione geografica del suo paesaggio, una trasformazione totale dei luoghi del centro d’interesse narrativo. Se con Kiarostami dominava l’Iran rurale, fatto di case di contadini, strade sterrate, uliveti e polvere, per arrivare, con Lavagne di Samira Makhmalbaf, alle montagne abbacinate e impervie al confine con l’Iraq, nei film di Asgari la location è sempre Teheran, colta nella raffinata bellezza delle sue strade, dei suoi bar, degli interni dal design di lusso delle sue case. Un enorme processo di urbanizzazione del paesaggio si è reso necessario per passare dal cinema filosofico e radicale del primo grande maestro della wave iraniana al cinema di Asgari, così abile a coniugare dissidenza e ironia.

ALI’S FIVE di Davide Carbone Nāpadı̄d shodan – Disappearance

Ferita aperta di F.D.S.

M

arco Bechis non è un dissidente, è un sovversivo. La solitudine del sovversivo si intitola infatti la sua autobiografia uscita qualche anno fa in cui centrale, per la sua vita e per il cinema che poi avrebbe fatto, è l’esperienza del suo sequestro il 19 aprile 1977 a Buenos Aires – lui aveva vent’anni – da parte di militari vicini alla dittatura di Videla. Rinchiuso nei centri clandestini di detenzione destinati agli interrogatori e alle torture dei prigionieri, dopo qualche mese fu rilasciato ed espulso in Italia. E questo episodio, la dittatura, l’Argentina, l’America Latina diventano i cerchi concentrici in cui è racchiusa la smilza filmografia di Bechis: Alambrado del 1991 è un quasi western che celebra ancora il mito della Patagonia terra libera e infinita sotto attacco da parte degli speculatori. Garage Olimpo del 1999 è appunto ambientato in una delle tante carceri clandestine che esistevano a Buenos Aires dopo l’ascesa al potere del generale Videla (si dice fossero circa sessanta), mentre nel 2001 esce Figli/Hijos, dedicato al dramma dei figli dei desaparecidos che furono sottratti alle madri e dati a famiglie legate al regime. Con La terra degli uomini rossi - Birdwatchers del 2008 Bechis esce dal dramma argentino per affrontare il peccato originale del Sudamerica: la ribellione di una comunità indigena vicina all’estinzione contro i fazendeiros. Con Ritorno a Buenos Aires, oggi in Concorso, Bechis sembra chiudere e insieme riaprire quel cerchio. Non torna alla dittatura argentina per raccontare ancora una volta

Director's cuts

MARIANO NON SONO IO. HO SCELTO LA FINZIONE PERCHÉ A VOLTE È L’UNICO MODO PER AVVICINARSI A UNA VERITÀ CHE LA MEMORIA, DA SOLA, NON RIESCE A RACCONTARE Marco Bechis se stesso, ma per spostare la ferita dentro un personaggio di finzione, Mariano Guerra, chiamato dopo trentatré anni d’esilio a testimoniare contro i suoi aguzzini. È il ritorno al luogo originario del trauma, ma anche al nodo più profondo del suo cinema: sopravvivere non significa essere salvi, e testimoniare resta forse l’unico modo per non lasciare che la Storia finisca sepolta nel silenzio.

A BIT OF LIGHT è molto emozionante. Asgari racconta la storia di un medico che ha visto il proprio studio devastato dai Guardiani della Rivoluzione per aver curato dei ragazzi feriti durante una dimostrazione di piazza. Decide di farla finita, perché non sopporta di vivere in un Paese senza libertà, e fa il giro di tutti i parenti per annunciare la sua decisione. È un film di una delicatezza, profondità e amarezza incredibili, che però si chiude con una nota di speranza.

(2017) Incluso in Orizzonti, con giuria presieduta da Gianni Amelio, l’esordio del regista nel lungometraggio di finzione è una storia dal taglio quasi documentaristico che parla di controllo sociale e morale, corpo femminile e vulnerabilità.

La bambina segreta Ta farda / Until Tomorrow (2022) Basato sul cortometraggio The Baby, presentato da Asgari a Venezia nel 2014, di cui il regista modifica il finale nella versione lungometraggio.

Kafka a Teheran (2023) Co-direzione e co-scrittura di Alireza Khatami, che Asgari ha conosciuto nel 2017 a Venezia. Nove episodi di vita quotidiana a Teheran in cui vengono sviscerate le assurdità di un sistema che controlla, sanziona e regola ogni aspetto della vita dei cittadini.

Higher than Acidic Clouds (2024) Più che un documentario, un saggio autobiografico del regista, che si è visto vietare dalle autorità l’uscita dall’Iran dopo la proiezione a Cannes del suo film Kafka a Teheran. Asgari si rifugia in un flusso di pensieri, lì dove la censura non può arrivare.

Divine Comedy (2025) Quando il realismo usa la forma cinematografica per accentuare l’assurdità del mondo che ritrae. Bahram è un regista a cui il Ministero della Cultura iraniano ha imposto la censura: in sella a una Vespa, intraprende una missione per organizzare proiezioni clandestine del suo ultimo film.

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FUORI CONCORSO

83. VENICE FILM FESTIVAL

INTERVISTA GIOVANNI VERONESI

Photo Enrico De Luigi

La rivoluzione di Leopoldo sembra essere prima di tutto una rivoluzione del linguaggio. Mentre la Chiesa parla in latino, lui racconta il Vangelo con parole comprensibili, gioia e ironia. La sua è anche una riflessione sul linguaggio come gesto politico? Nel corso dei secoli il problema è sempre rimasto lo stesso, ed è anche per questo che abbiamo ambientato il film nel Seicento, un periodo di grandi cambiamenti. Il linguaggio politico mente, non è onesto ed è sempre teso a schiacciare il popolo, e il popolo purtroppo pur avendo in questo momento la possibilità di ribellarsi, non lo fa, continuando a credere a ciò che gli viene detto e a subire il potere in un modo clamoroso. Credo quindi che il linguaggio che si debba usare per arrivare alla gente sia semplicemente un linguaggio onesto.

di Marisa Santin

F

ilm di chiusura dell’83. Mostra del Cinema, presentato Fuori Concorso dopo la cerimonia di premiazione, Dio ride porta Giovanni Veronesi nel cuore del Seicento. Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti e interpretato, tra gli altri, da Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, il film racconta lo scontro tra la libertà disarmante di Fra Leopoldo e un potere che teme la forza di un linguaggio comprensibile, ironico e popolare. Qual è stato il primo nucleo del film: la figura di Fra Leopoldo o il confronto con il cardinale Maculani? L’idea iniziale era raccontare la comicità in modo drammatico, perché per me la comicità è una cosa seria. Poi è arrivato Frate Leopoldo, con la sua purezza e la sua onestà. E infine è entrato in gioco il potere, quello vero, quello grande, che obbliga il popolo a credere in ciò che vuole lui. Queste sono state le tre fasi fondamentali.

Quello che nasce come un processo diventa progressivamente un confronto tra Leopoldo e Maculani. Come ha lavorato con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando per conservarne la profondità umana oltre a quella simbolica? Quanto era già scritto e cosa hanno portato loro ai personaggi? La sceneggiatura era molto ferrea, era tutto scritto, ma il lavoro con gli attori resta sempre creativo. Due grandi interpreti come Silvio Orlando e Pierfrancesco Favino regalano inevitabilmente qualcosa di speciale al film e ai personaggi. Dirigerli è stato insieme semplice e complesso. Semplice perché il loro talento fa quasi tutto da solo, complesso perché hanno modi molto diversi di avvicinarsi a un ruolo. Con Pierfrancesco dovevo essere più esplicito e presente, mentre con Silvio più delicato, perché entra nei personaggi in punta di piedi. La commedia attraversa gran parte del suo cinema, ma qui il riso entra direttamente nel conflitto tra libertà e potere. Cosa le interessava di questa ambivalenza? Mi interessava soprattutto raccontare il linguaggio del potere che finisce per schiacciare i più deboli. Credo che stiamo attraversando un periodo storico in cui il popolo fatica a comprendere ciò che accade. Manca una direzione ideologica, manca una consapevolezza politica e c’è, in generale, molta ignoranza. Ed è proprio su questa ignoranza che trovano terreno fertile frange politiche molto pericolose, che spostano l’ottica del buonsenso e della vera politica in una direzione molto aggressiva, come sta accadendo in Germania e come sta accadendo anche in Italia. È un periodo in cui il popolo non sta capendo e quindi, purtroppo, sceglie male.

INTERVISTA CHIARA SBARIGIA

Presidente Associazione Produttori Audiovisivi (APA) di Mariachiara Marzari

P

residente, dal Lido di Venezia quali sfide prioritarie individua per l’audiovisivo italiano? Il nodo centrale è la sottocapitalizzazione delle nostre imprese e la riduzione degli utili. Il tax credit è fondamentale ma non basta: occorrono strumenti specifici di garanzia bancaria. Per questo l’APA sta da mesi lavorando alla costruzione di un fondo pubblico-privato che sostenga la crescita strutturale. Come sbloccare la competitività dei nostri produttori sui mercati esteri? Servono tre leve: tutele sulla proprietà intellettuale ispirate alla normativa francese e ai Terms of Trade britannici, l’estensione degli accordi di coproduzione a tutto l’audiovisivo e una strategia di promozione internazionale seria e che interessi tutta la filiera produttivocreativa. Il MIA di Roma si conferma un appuntamento chiave per il settore. Come si evolverà? Il MIA resta fondamentale se innova e aiuta le piccole imprese ad accedere alle best practice e ai partner esteri. Vogliamo consolidare l’Europa e aprirci a nuovi mercati, affrontando temi cruciali come l’IA e la gestione dei diritti. Tra le novità di formato, APA è molto attenta ai microdramas: perché? Sono un prezioso laboratorio di innovazione narrativa e produttiva. All’Italian Global Series Festival dedicheremo un concorso e masterclass a questo formato verticale, affiancato alla serialità classica. Qual è la ricetta per garantire un futuro ai giovani talenti? Servono finanziamenti strutturali dell’industria e strumenti concreti di raccordo tra università e impresa per costruire canali di accesso non occasionali. I festival territoriali sono un buon esempio, poi però serve l’istruzione pubblica di eccellenza per fare rete e dare spazio al merito.

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SEPTEMBER 11-12, 2026

di F.D.S.

«R

THE LAST WALTZ

obusta» era l’espressione con cui i politici italiani immancabilmente valutavano la relazione annuale del governatore della Banca d’Italia (negli anni in cui aveva ancora un suo perché). Userò anch’io questo aggettivo, perché davvero questa edizione della Mostra del Cinema numero 83 mi è sembrata solida e parecchio concreta. Forse non c’è stato nessun capolavoro, ma davvero si viene ai festival di cinema per cercare il capolavoro? O piuttosto per poter esprimere una nostra diagnosi sullo stato generale del cinema? E poi, quali Leoni d’Oro degli ultimi vent’anni sono stati davvero dei capolavori? Still Life di Zhangke, Joker di Todd Phillips, Povere creature! di Lanthimos, secondo il mio modesto parere, ma non molti di più. Però ci sono stati parecchi film di alto o altissimo livello, almeno quattro o cinque, e anche i second range comunque sono stati giudicati di grande solidità. Andiamo a vedere le stelline dei critici stranieri: 10 film su 17 hanno un voto superiore alle tre stelle e solo uno è inferiore alle due e mezzo. Se andiamo a vedere i voti dei critici italiani il giudizio è ancora migliore: 11 film su 17 sono superiori alle tre stelle e solo due inferiori alle due e mezzo.

Cosa premierà la giuria?

Il perfetto meccanismo teatrale di Wild Horse Nine? Il biopic sul mondo di Ilya Khrzhanovsky? La favola manga di Koreeda oppure l’inflessibile sguardo di Lee Chang-dong sui nuovi modi del conflitto di classe nel mondo? Riusciranno Nanni Moretti e la sua fiaba d’amore a inserirsi nella lotta? Oppure la giuria ci spiazzerà totalmente premiando un outsider? C’è un’amara realtà economica da accettare o una segreta allegoria da decifrare dietro al fatto che tre film italiani sono stati girati completamente dentro un appartamento?

(Questo articolo è stato scritto alle 15 del 10 settembre)


FRONT ROW

83. VENICE FILM FESTIVAL

Press conferences PALAZZO DEL CASINÒ

Arrivals

VENERDÌ 11 12.30 NINO - UN FILM SU NINO ROTA (Venice Open – Fuori Concorso) 13.15 KAMI NOUR (A BIT OF LIGHT) (Venezia 83) 14.00 RITORNO A BUENOS AIRES (Venezia 83) 14.45 UN BON AVOCAT (THE GOOD LAWYER) (Venice Open – Fuori Concorso) 15.30 WHAT LOVE BUILDS (Venice Open – Fuori Concorso)

VENERDÌ 11

SABATO 12 13.00 DIO RIDE (Venice Open – Fuori Concorso)

English version

Ali Asgari, Misagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Marco Bechis, Verónica Gerez, Ana Celentano, Vijaya Bechis Boll, Paula Cohen, Tristan Séguéla, Laurent Lafitte, Anthony Bajon, Carole Bouquet, Lav Diaz, Bart Guingona, Isabel Sandoval, Bong Cabrera, Rafa Siguion-Reyna, Russell Crowe, Walter Fasano, Caterina D’Amico, Nina Rota, Yonfan, Michelle Zhou, Cuishan Liang, Jialing Sun, Bin Yu, Hai Yu, Anuparna Roy, Neelima Sharma, Bhushan Shimpi, Nathan Silver, Cindy Silver, Harvey L. Silver, Nicole Fuentes, Shaden Safieddine Tazi, Lydia Cornett, Hunor Zsédely, Stavros Markoulakis, Dimitris Lagoutis, Amaury Foucher, Anastasia Galerou Vlassi, Shannon Lee, Salim Jaller, Pavlo Shpegun, Hryhoriy Naumov, Iolanta Bohdiun, Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Léa Domenach, Claire Pommet, Stefan Crépon, Eddy de Pretto, Melha Bedia, Alessandra Lancellotti, Antonio Guastamacchia, Pino Basile, Giorgia Palmucci, Angelica Brienza, Vincenzo Brienza, Teresa Tamburrino, Liryc Dela Cruz, Roan Johnson, Davide Pavanello SABATO 12

Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Alma Noce, Paolo Rossi, Stefano Knuchel

Francesco Carrozzini e Renzo Rosso Photo Jacopo Salvi

Matthew Modine Photo Jacopo Salvi

Achille Lauro Photo Jacopo Salvi

Claudia Gerini © Andrea Avezzù

Nicolas Pariser, Chiara Mastroianni e Melvil Poupaud

Cast Un peu avant minuit Photo Jacopo Salvi

Photo Jacopo Salvi

IN A FILM YOU CAN SHOW THINGS THAT ARE MISSING SOMEHOW IN JOURNALISM Cast Scherzetto Photo Aleksander Kalka

Rachel Szor

Photo Jacopo Salvi

PAST CONFERENCE

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83. VENICE FILM FESTIVAL

ORIZZONTI

SEPTEMBER 11-12, 2026

I due soli Soleva Roma, che ‘l buon mondo feo, due Soli aver, che l’una e l’altra strada facean vedere, e del mondo e di Deo

INTERVISTA ANUPARNA ROY di Maria Casadei

A

nuparna Roy torna a Venezia con Lovers in the Blue Night, ambientato a Mumbai e incentrato sulle vite di quattro migranti. La regista racconta il suo sguardo su desiderio, marginalità e appartenenza, affrontando anche le disuguaglianze sociali e lo sradicamento. Un ritratto sensibile di chi vive le conseguenze della crisi climatica in Bangladesh ed è costretto a lasciare la propria terra. Uno dei personaggi lavora producendo veleno per topi. È un dettaglio molto particolare. Da dove nasce questa idea? Ha anche un significato nella costruzione del personaggio? L’idea nasce da un’esperienza personale. A Mumbai ho visto un uomo che preparava veleno e uccideva topi all’interno di complessi residenziali molto ricchi. Mi ha colpito il contrasto tra questi edifici, belli e protetti, e una persona che entra per occuparsi di tutto ciò che i residenti non vogliono vedere: sporcizia, infestazioni, morte. Da quell’osservazione è nato Karim, uno dei protagonisti. Nel film questo mestiere assume inevitabilmente anche un significato simbolico. Karim elimina ciò che la società considera indesiderabile, mentre lui stesso, in quanto migrante, povero e omosessuale non dichiarato, viene spinto ai margini. Il suo lavoro è necessario, ma lui rimane quasi invisibile. Non volevo però trasformarlo in una metafora: prima di tutto doveva restare una persona. Un anno fa era qui a Venezia con Songs of Forgotten Trees, premio per la miglior regia in Orizzonti. Quale percorso l’ha portata fino a Lovers in the Blue Night? Cosa c’è dietro questo nuovo lavoro? Quando ho girato Songs of Forgotten Trees ero agli inizi e avevo poca esperienza. Era un film molto istintivo e fragile, girato in gran parte all’interno di un appartamento e incentrato sul rapporto tra due donne. Con Lovers in the Blue Night avevo una maggiore consapevolezza del lavoro cinematografico e ho potuto dedicare più tempo alla preparazione, dalla scelta degli attori al lavoro sulla lingua con un coach di sylheti. Anche la struttura è più ampia. Il film attraversa la Mumbai notturna, tra lingue e realtà sociali diverse, seguendo quattro persone le cui vite si incontrano e si separano. Ma i due lavori restano legati. Entrambi raccontano persone che sono emigrate e che cercano il proprio posto in una città che può farle sentire anonime. Ritornano temi come la solitudine, l’intimità, l’identità e il senso di appartenenza. Il nuovo film esplora anche il desiderio maschile e queer, il matrimonio, il lavoro, il furto e la violenza di classe, ma alla base resta la ricerca di un legame con un’altra persona.

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THE FILM DRAWS FROM MY OWN LIFE AS A MIGRANT, WATCHING WORKINGCLASS LIVES SLOWLY DISSOLVE INTO THE RESTLESS PULSE OF THE CITY I suoi personaggi cercano affetto e appartenenza proprio nelle situazioni in cui tutto dovrebbe renderli impossibili: l’amore sembra nascere dove meno ce lo si aspetterebbe. È questa una delle idee al cuore del film? Sì, è una possibile interpretazione. Mi interessa l’immagine dell’amore che costruiamo quando siamo soli, sradicati o abbiamo disperatamente bisogno di appartenere a qualcosa. A volte amiamo una persona, altre volte ciò che speriamo possa darci: libertà, salvezza, accettazione o una nuova identità. Il sentimento può essere sincero, mentre la storia che gli costruiamo intorno può essere un’illusione. Nel film il confine tra amore, bisogno e proiezione cambia continuamente. I personaggi possono confondere l’amore con il sesso, il matrimonio, la sicurezza o una via di fuga. Non volevo stabilire quali sentimenti fossero puri e quali no. Una relazione può nascere dalla solitudine o dall’interesse personale e contenere comunque un momento autentico di cura e affetto. Anche la notte rappresenta questa ambiguità: permette ai personaggi di immaginare una versione diversa di sé e di vivere incontri che di giorno sarebbero impossibili. Ma è uno spazio temporaneo e con il mattino tornano le convenzioni sociali e i ruoli che sono costretti ad assumere. Il film affronta il tema delle alluvioni, della migrazione e della vita dei rifugiati bangladesi. Rappresentare una realtà sociale così precisa era una sua intenzione fin dall’inizio, oppure è emersa principalmente come espediente narrativo? Per me, alluvioni e migrazioni non sono semplici elementi narrativi. Hanno una dimensione profondamente politica. Ho trascorso circa un anno e mezzo nella regione del Golfo del Bengala, anche a Ghoramara, e ho visto da vicino come lo sfollamento climatico e le politiche di confine incidano sulla vita delle persone. Ho capito perché alcune persone dal Bangladesh attraversano il confine con l’India: spesso cercano semplicemente un luogo in cui sopravvivere dopo che le alluvioni hanno portato via le loro terre o interi villaggi. Allo stesso tempo, non volevo ridurre i personaggi alla loro condizione di migranti o alla povertà. Ho imparato a privilegiare l’empatia rispetto alla compassione, cercando di restituire loro complessità, desideri e contraddizioni. Sono migranti, ma anche amanti, lavoratori, bugiardi, sognatori e sopravvissuti. Per questo ho cercato di non spettacolarizzare la povertà. Le condizioni sociali influenzano le loro possibilità, ma non definiscono interamente chi sono. Il film cerca di tenere insieme queste due dimensioni, le forze politiche che li hanno costretti a spostarsi e i loro desideri più intimi e umani.

Quali sono questi due soli cui fa riferimento Dante nel Canto XVI del Purgatorio? Ma Ennio Morricone e Nino Rota, ovviamente! Per circa 15 anni (Rota è morto nel 1979) i due compositori di musica per film vissero sotto lo stesso cielo per dare lustro al cinema italiano, che ogni tanto li prestava a Hollywood per imprese e musiche indimenticabili. Nei suoi versi Dante si riferiva alla teoria dei due soli, l’autorità papale e quella imperiale, che per lui erano di pari dignità ma relative ad ambiti differenti dell’azione umana. L’analogia si può spingere ancora più in là, nel senso che davvero il DNA delle musiche dei due nostri Soli erano in pratica antitetiche come lo erano nel Medioevo Papato e Impero. Tanto Rota era ancorato alla tradizione dell’opera lirica e della canzone italiana, con una passione irrefrenabile per le musiche circensi che avrebbe poi sviluppato per i film di Federico Fellini, quanto Morricone si sentiva attratto da un mondo sonoro forse più sfidante, in cui il rumore si integrava con la musica con effetti di barocchismo sonoro irresistibile. Tento una distinzione di cui potrei pentirmi: Rota realizzava la colonna sonora ideale del film ma sempre di colonna sonora si trattava, Morricone faceva della colonna sonora una protagonista del film, non solo in senso musicale, ma anche come elemento narrativo. Se poi guardiamo a quei tempi, i decenni tra il Cinquanta e il Settanta, pensiamo anche agli altri pianeti dell’empireo della musica cinematografica italiana: Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Giovanni Fusco, Riz Ortolani, Piero Umiliani, Mario Nascimbene. Goffredo Fofi, pace all’anima sua, in un libretto uscito di recente riesce ad avere parole di straordinaria ferocia contro Nino Rota («A me è sempre sembrata abusiva e ipocrita l’insistenza collettiva sul carnevale felliniano, sulle musichette di Nino Rota. Il rimando ossessivo e consolante a Nino Rota mi ha rotto le scatole, non ne posso più delle sue marcette»). Noi mettiamo sul giradischi la prima colonna sonora di Rota per un film del 1933, Treno popolare, delizioso esempio antesignano di neo-realismo di un giovane Matarazzo ancora immune dai futuri implacabili melò, e già alle prime note perdoniamo la ruvida impazienza del nostro amato critico. F.D.S.


83. VENICE FILM FESTIVAL

MOVIES

CONCORSO

CONCORSO

A BIT OF LIGHT

RITORNO A BUENOS AIRES

KAMI NOUR

di Marco Bechis con Adriano Giannini, Ana Celentano, Verónica Gerez, Olivia Nuss, Adrián Fondari, Paula Cohen, Marcelo Chaparro, Marcela Serli, Maria Laila Fernandez (Italia, Brasile, 105’)

di Ali Asgari con Misagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh, Mina Rahimzadeh (Iran, Svizzera, Italia, Canada, Turchia, 87’)

U

n medico iraniano, disperato dopo un arresto che gli costa lo studio professionale, decide di togliersi la vita. Prima di compiere l’estremo gesto desidera trascorrere del tempo con la famiglia e dedica un’ultima giornata a fratelli e madre, cercando di prepararli al distacco, un commiato fatto di gesti quotidiani e non detti, sullo sfondo di un Paese logorato da crisi economica, incertezza politica e minaccia di guerra. Per Asgari, un film non sul dolore ma sui legami invisibili che rendono la vita degna di essere vissuta. Nato a Teheran nel 1982, Ali Asgari si forma al DAMS di Roma Tre prima di tornare nel suo paese a girare. Selezionato in Orizzonti nel 2017 con Disappearance, torna a Cannes nel 2023 con Kafka a Teheran, che gli costerà la confisca di passaporto e permesso di lavoro da parte delle autorità iraniane. Dopo Divine Comedy in Orizzonti l’anno scorso, approda ora in Concorso con un ritratto insieme politico e intimo, carico di speranza nonostante le apparenze. M.S.

FUORI CONCORSO / FILM ON FILMS

NINO UN FILM SU NINO ROTA di Walter Fasano (Italia, 120’)

U

n viaggio nel mondo creativo di Nino Rota, raccontato attraverso preziosi materiali d’archivio e le voci di grandi protagonisti del cinema e della musica, tra cui Park Chan-Wook, Alexandre Desplat e Vince Mendoza. Il documentario restituisce l’immagine di un autore visionario e profondamente influente, capace di attraversare epoche e linguaggi: dalle indimenticabili collaborazioni con Fellini, Visconti e Zeffirelli fino alla consacrazione internazionale con Il Padrino. Montatore, regista e sceneggiatore, il barese Walter Fasano (1970) vanta una carriera che fin dal ’93 lo ha visto al fianco di registi come Argento, Guadagnino e Özpetek. A Venezia ha presentato nel 2013 il documentario Bertolucci on Bertolucci di cui ha curato la regia assieme a Luca Guadagnino. Chiamami col tuo nome del regista siciliano, di cui ha curato il montaggio, lo ha visto in un cameo nei panni di un dj.

FUORI CONCORSO / FILM ON FILMS

English version

D

opo oltre trent’anni trascorsi in Italia, Mariano Guerra rientra in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che, durante la dittatura, lo sequestrarono e torturarono. Il ritorno costringe il medico a confrontarsi con il peso della sopravvivenza e con il senso di colpa di chi è rimasto vivo mentre altri non ce l’hanno fatta. Più che una rivalsa, è il percorso di un uomo segnato nel corpo e nella memoria, che porta dentro di sé la propria storia e il proprio dolore. Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore italo-cileno, dal 1980 Marco Bechis (Santiago del Cile, 1955) inizia ad interessarsi al cinema con l’intento di raccontare la tragedia in atto in Argentina. Nel 1982 realizza Desaparecidos, dove sono?, una video installazione e primo passo nel mondo della regia, poi arrivano film come Alambrado (1991), Garage Olimpo (1999) e La terra degli uomini rossi – Birdwatchers (2008), presentato in Concorso a Venezia.

FUORI CONCORSO

UN BON AVOCAT di Tristan Séguéla con Laurent Lafitte, Anthony Bajon, Mélanie Laurent, Carole Bouquet (Francia, 114’)

U

n penalista brillante e istrionico va in overdose di cocaina proprio mentre si trova in aula, nel bel mezzo di un’udienza. Uscito da un percorso di disintossicazione, ha una sola settimana per rimettere in piedi la propria carriera e prepararsi al processo che lo vede ora imputato, affiancato controvoglia da uno stagista testardo quanto lui. Tra escamotage legali ai limiti del regolamento e tentazioni sempre in agguato, Séguéla firma una commedia dai toni thriller sul confine sottile tra difendere la giustizia e salvare se stessi. Nato a Parigi nel 1978, Tristan Séguéla approda al lungometraggio nel 2013 con 16 ans ou presque, dopo anni tra videoclip musicali e serie tv, cui seguono Rattrapage (2017), Chiamate un dottore! (2019) e Un uomo felice (2023). La stella della Comédie Française Laurent Lafitte lo accompagna fin dall’esordio, per poi guidare la miniserie Le mille vite di Bernard Tapie (2023), che vale a Séguéla un BAFTA nel 2024. Un bon avocat segna la loro terza collaborazione. C.S.

FUORI CONCORSO

LET US THROUGH, DEAR ANCESTORS INTERMISSION di Yonfan (Hong Kong SAR, 225’)

U

n’opera monumentale che ripercorre quasi sessant’anni di attività dell’artista hongkonghese, intrecciando cinema, musica, danza, fotografia e scrittura. Più che un semplice film autobiografico, è una sorta di autoritratto in movimento: quindici film (realizzati tra 1984 e 2024) riattraversati e ricomposti per raccontare non soltanto una carriera, ma anche le trasformazioni di Hong Kong e di un intero mondo culturale in continuo mutamento. Fotografo e regista, Yonfan (1947) è regista, sceneggiatore, produttore e artista. Autodidatta, debutta nel cinema negli anni Settanta, distinguendosi per uno sguardo raffinato e personale. Tra i suoi film più celebri Bishonen (1998), Peony pavillion (2002) e No.7 Cherry Lane (2019), premiato a Venezia nel 2019 per la sceneggiatura.

MAKIKIRAAN PO

di Lav Diaz con Bart Guingona, Ronnie Lazaro, Isabel Sandoval, Yul Servo, Christian Bables, Bong Cabrera (Filippine, 151’)

F

ilippine, 1617. Un frate spagnolo ed encomendero sovrintende alla costruzione di una chiesa e affida al figlio Dungwen la gestione del trasporto della pietra calcarea, esponendolo alla resistenza delle popolazioni locali. Sullo sfondo, il sistema dell’encomienda, il lavoro forzato che costò la vita a migliaia di indios filippini e la conversione al cattolicesimo imposta dal dominio coloniale. Dopo Magellan, Lav Diaz torna alle origini della conquista spagnola e alle ferite ancora impresse nel paesaggio del Paese. Regista, sceneggiatore, montatore e produttore filippino, Lav Diaz (Datu Paglas, Filippine, 1958) ha fatto del tempo dilatato e del bianco e nero gli strumenti di un cinema monumentale, rivolto alle ferite storiche e politiche del suo Paese. Tra le sue opere Norte, the End of History (2013), From What Is Before (2014), Pardo d’Oro a Locarno, e The Woman Who Left (2016), Leone d’Oro a Venezia. Nel 2025 ha presentato Magellan a Cannes. M.S.

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GIURIE

83. VENICE FILM FESTIVAL

«N

D

alla corsa per il Leone alla guida della Giuria di Orizzonti. Solo un anno fa VALÉRIE DONZELLI conquistava la Mostra ottenendo il premio per la miglior sceneggiatura con La mattina scrivo, pellicola – accolta con calore internazionale e tratta dall’autobiografia di Franck Courtès – che esplora la ferma decisione di chi è pronto a rinunciare a ogni certezza materiale pur di dare ascolto alla propria voce letteraria. «Questa scelta radicale e profondamente personale mi ha molto toccata», ha spiegato la regista, descrivendo un’opera nata dal «bisogno di creare, qualunque cosa accada». Un’urgenza che appare come il filo conduttore anche della sua filmografia. Un percorso iniziato tra gli studi di architettura e il lavoro di attrice, prima di trovare la consacrazione nel 2011 con La guerra è dichiarata. Qui Donzelli ha intrapreso la via più audace: trasporre sullo schermo la vicenda reale della malattia e della guarigione del figlio, tramutando un dramma privato in un inno vitale. Da quel debutto folgorante, passando per la favola nera dell’amore proibito di Marguerite e Julien fino al recente, premiato, Il coraggio di Blanche – cronaca di resistenza e riscatto di fronte a un marito possessivo – la regista ha saputo unire l’analisi sociale anche a una sottile, acuta ironia. Uno sguardo libero e sensibilmente attento alle fragilità umane, che ora Donzelli utilizzerà – da presidente – per decifrare le nuove rotte del cinema contemporaneo. R.D.R.

Q

uattro anni fa CAROLINA CAVALLI svelava al Lido il suo lungometraggio d’esordio, Amanda, nella sezione Orizzonti Extra e oggi vi fa ritorno come presidente della Giuria del Premio Opera Prima. Nelle sue interviste la cineasta ha più volte sottolineato il valore cruciale che assegna ai concorsi per permettere ai nuovi autori di affermarsi da protagonisti nel mondo del cinema, avendone provato l’importanza in prima persona. La sua strada è iniziata – allora come sceneggiatrice – proprio così nel 2018, partecipando e vincendo il premio Solinas con la serie Mi hanno sputato nel milkshake: «Le giurie guardano opere “anonime”, non accompagnate da curriculum, e c’è più possibilità per gli autori e registi emergenti di affermarsi», ha dichiarato. Poi la consacrazione alla Mostra del Cinema che le ha spalancato le porte del grande pubblico, il quale ha apprezzato la sua estetica anche nel successivo Il rapimento di Arabella: un cinema di atmosfere sospese e personaggi segnati da una profonda inquietudine. Per la cineasta, le curiose “stranezze” delle sue protagoniste non sono eccentricità di facciata, ma riflessi di vita reale: «A me sembra sempre di prendere i miei personaggi dalla realtà: conosci persone e vedi dei sintomi, delle stranezze, che però abbiamo tutti. Siamo umani». R.D.R.

INK BUCKING FASTARD WILD HORSE NINE 15/18 (A PLACE TO HEAL) MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE? PRIMETIME SUCCEDERÀ QUESTA NOTTE POSSIBLE LOVE THE CHAMBER THEECHO VENICE VENICE HOTEL WOMAN UNKNOWN LOOK BACK L’ESTRANEA BUNKER COMPANY DAU UN BON PETIT SOLDAT IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO NAZA UN PEU AVANT MINUIT THE VENICE VENICE HOTEL

8

MEDIA

INTERNATIONAL CRITICS

on sarò lì per giudicare, ma per lasciarmi guidare dalla curiosità, dall’ammirazione e dalla passione». Si rivela così l’attrice, sceneggiatrice, regista statunitense MAGGIE GYLLENHAAL nelle vesti di Presidente della Giuria di Venezia 83. Un’anima libera e refrattaria ai canoni industriali, quella di Maggie, che torna a Venezia a cinque anni dall’esordio da regista con The Lost Daughter, che le valse il premio per la miglior sceneggiatura, con una storia capace di demolire i canoni classici della maternità. Cresciuta in una famiglia d’arte, ha evitato il rischio di facili scorciatoie dando corpo a figure femminili complesse, da Secretary (2002) alla candidatura all’Oscar per Crazy Heart, alla vittoria del Golden Globe per la miniserie The Honourable Woman. Una ricerca sul corpo e sulla voce delle donne che l’ha richiamata alla regia. «Il seme della curiosità – ha raccontato – è nato dal mio ruolo in The Deuce: sono spesso i miei personaggi a darmi la forza di sperimentare». Così vestire i panni di Candy, prostituta che rivendica la propria autonomia diventando regista nell’industria del porno, è stata la scintilla che l’ha portata a pretendere il controllo della narrazione. Esplorazione che quest’anno è proseguita con The Bride!, rilettura della Sposa di Frankenstein. Non un horror canonico, ma una «celebrazione di tutte le parti di ognuno di noi che non entrano nella scatola in cui ci è stato detto che dobbiamo entrare». Roberta De Rossi

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CHARTS

83. VENICE FILM FESTIVAL

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SOUNDTRACK L’83. edizione attraverso in/dimenticabili momenti di musica per il cinema a cura di F.D.S.

MIGLIORE COLONNA SONORA DAU_Autori vari: ossessionata implacabile assoluta, come il film di cui non è la colonna sonora, perché è molto di più. La condensazione sonora del grande incubo psicotico su cui si regge il film.

MENZIONE SPECIALE SUCCEDERÀ QUESTA NOTTE_Di Alberto Iglesias: lucida raffinata misteriosa come il teatrino fiabesco messo su da Nanni Moretti.

MENZIONE SPECIALE LOOK BACK_Di Yuta Bandoh: vibratile luminosa emozionale nel trasmettere con la musica

quel senso di malinconia per la fine delle cose che è il cuore pulsante del cinema giapponese.

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE CALL MY NAME_Di Clément Ducol, cantata da Susan Sarandon nel film The Echo Chamber di Andrea Pallaoro.

MIGLIORE CANZONE NON ORIGINALE EV’RY TIME WE SAY GOODBYE_Di Cole Porter, cantata da Annie Lennox in Queer Edward II di Theo Rollason.

INSERTO MUSICA CLASSICA QUARTETTO D’ARCHI IN FA MAGGIORE_Di Maurice Ravel in Un peu avant minuit di Nicolas

MEDIA

ITALIAN CRITICS

Pariser: il cangiante lirismo degli archi cesella l’infinito scivolare del protagonista nelle notti di Parigi.

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Art that feeds on politics will eventually die of malnutrition.

83. VENICE FILM FESTIVAL

SEPTEMBER 11-12, 2026

Patrick Mimran 10


MOVIES

83. VENICE FILM FESTIVAL

FUORI CONCORSO

S

ul confine tra film-concerto e confessione autobiografica, What Love Builds segue Russell Crowe e la sua band Indoor Garden Party in un connubio di musica, memoria e racconto. Realizzato nell’arco di quindici anni con materiali che ne attraversano quarantacinque, il di Russell Crowe documentario ripercorre gli (Australia, 99’) esordi e la carriera dell’attore, mettendo al centro la passione che ha sempre accompagnato il suo cinema e la sua dichiarata predilezione per il mestiere di musicista. Attore, regista e musicista nato in Nuova Zelanda e cresciuto in Australia, Russell Crowe vince l’Oscar per Il gladiatore (2000) dopo la candidatura per Insider (1999), e torna tra i nominati con A Beautiful Mind (2001). Tra i suoi film anche L.A. Confidential (1997) e Master & Commander (2003). Esordisce nella regia di lungometraggi con The Water Diviner (2014), seguito da Poker Face (2022). C.S.

WHAT LOVE BUILDS

ORIZZONTI

D

a bambina, nel suo villaggio del Bengala Occidentale, la regista conosceva una donna di nome Ameena, costretta a lavorare per ripagare un debito, che un giorno le confidò di non dormire mai con il marito perché lui «non la portava con sé». Quella fradi Anuparna Roy se, compresa solo molti anni con Neelima Sharma, Pritam Pilania, Bhushan Shimpi, più tardi, è diventata il seme Jatin Sarin, Kajal Keshav, Vinod Suryavanshi di questo film. Trasportata in (India, USA, 107’) una Mumbai immaginaria, la vicenda di Ameena si moltiplica in quattro esistenze ai margini della città. Cresciuta a Narayanpur, nel Bengala Occidentale, Anuparna Roy (1994) ha lavorato in un call center e come venditrice nel settore IT a Mumbai, prima di entrare nel cinema come aiuto regista. Nel 2025 debutta nel lungometraggio con Songs of Forgotten Trees, presentato in Orizzonti, prima regista indiana a vincere il premio per la migliore regia della sezione. C.S.

LOVERS IN THE BLUE NIGHT

CORTOMETRAGGI / 2 FUORI CONCORSO

SOUNDS FROM HOME

Nathan Silver (Francia, USA, 7’) Quando Nathan Silver e la moglie Nicole Fuentes si trasferiscono in Francia, i genitori del regista iniziano a fare birdwatching e a inviare loro registrazioni audio di uccelli. In quei suoni, la natura si intreccia a frammenti di conversazione sulla vita negli Stati Uniti, sulla distanza e sull’invecchiamento della coppia.

CONCORSO

QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS)

gheria occidentale la regista esplora il surreale contrasto tra alta tecnologia e tradizione.

TROPIKOS TOU THRINOUNTOS GKEKO (TROPIC OF THE MOURNING GECKO)

Stavros Markoulakis (Grecia, Francia, Paesi Bassi, 19’) Un inaspettato incontro con un giovane, poco prima del servizio militare, suscita nel diciottenne Yorgos un desiderio proibito che scardina il futuro che aveva immaginato per sé. Negli ultimi giorni dell’estate i suoi sogni iniziano a mutare forma.

Shaden Safieddine Tazi (Francia, UK, 18’) Attraverso l’intima vicenda di una giovane regista libanese fuggita da Beirut a Parigi, il documentario ricostruisce l’esperienza di una generazione costretta ad assistere da lontano alla distruzione del proprio Paese.

HEAD OF A CAMEL

SASSO, CARTA, FORBICI (ROCK, PAPER, SCISSORS)

LOS PODERES

Virginia Mori (Italia, Francia, 9’) In un luna park sospeso tra gioco e inquietudine, un’animazione evocativa e simbolica attraversa le dinamiche relazionali del passaggio all’età adulta. Il corto racconta desideri, tensioni e fragilità con uno sguardo ironico e grottesco.

TESZTPÁLYA (TEST TRACK)

Lydia Cornett (Ungheria, UK, USA, 15’) All’alba Hunor, quattordici anni, e la sua famiglia portano i loro levrieri a liberare dalla fauna selvatica ZalaZONE, una pista di prova per veicoli a guida autonoma. Nel contesto rurale dell’Un-

Shannon Lee (USA, 4’) In cerca delle proprie radici, una donna coreano-americana cresciuta in Occidente evoca una creatura mistica da un’antica ricetta taoista, confrontandosi con legami familiari spezzati e barriere linguistiche. Salim Jaller (Colombia, Francia, 20’) La vita di Marco, diciottenne con problemi di droga, sembra in sospeso. Espulso da scuola, rischia di essere mandato dalla madre in una clinica di riabilitazione, ma chiede un’ultima possibilità per rimettersi in carreggiata.

SILENCE

Pavlo Shpegun (Ucraina, 15’) Dopo un’esibizione fallimentare, il giovane stand-up comedian Luka incontra una misteriosa ragazza in un bar. Mentre cercano di mantenere le distanze, le loro conversazioni si fanno sempre più intime, finché non resta che il silenzio.

English version

PROIEZIONE SPECIALE

DAI NOSTRI INVIATI. LA RAI RACCONTA LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2001-2012 di Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Nicoletta Berardi (Italia, 66’)

C

on il sesto capitolo di Dai nostri inviati, la Rai torna a raccontare la Mostra del Cinema attraverso le immagini e le cronache dei propri giornalisti. Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori e Nicoletta Berardi attraversano gli anni dal 2001 al 2012, dal termine della prima direzione di Alberto Barbera ai due anni di Moritz de Hadeln, fino agli otto di Marco Müller e al ritorno di Barbera. Un montaggio di servizi, interviste e materiali d’archivio restituisce dodici edizioni del Festival e, insieme, il modo in cui la televisione pubblica ha raccontato il cinema, le star e le trasformazioni del Lido all’inizio del nuovo millennio. M.S.

ORIZZONTI

L

ei torna ad Harbin dalla famiglia per il Capodanno portando con sé un uomo che dovrà fingere di essere il suo fidanzato. È il modo che ha escogitato per nascondere ai genitori la relazione con una donna e sottrarsi alle loro aspettative. Ma quando HUANGYAN SHENGHUO la vera compagna arriva inadi Michelle Zhou spettatamente, la messinscecon Cuishan Liang, Jialing Sun, Bin Yu, Ling Hu, Hai Yu na comincia a crollare. Nato (Hong Kong SAR, USA, 109’) da un corto omonimo del 2023, il film osserva con ironia e tensione lo scontro tra libertà individuale, identità queer e vincoli famigliari nella Cina contemporanea. Regista e sceneggiatrice cinese di base a Los Angeles, Michelle Zhou lavora sulle relazioni intime e sulle dinamiche di potere. Dopo diversi corti si fa notare con Fish Eye (2015), premiato in numerosi festival. La sceneggiatura di Under the Snow arriva alle semifinali del Sundance Screenwriters Lab nel 2020. Big Little Things, suo esordio nel lungometraggio, vince nel 2025 il Market Potential Award del Golden Horse Film Project Promotion. M.S.

BIG LITTLE THINGS

SABATO 12 FUORI CONCORSO

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ell’Italia del Seicento, frate Leopoldo da Casamacchia predica il Vangelo in una lingua semplice, parlando di un Dio vicino agli uomini che sa anche ridere. Il suo messaggio di gioia e speranza conquista folle sempre più di Giovanni Veronesi numerose, allarmando Roma. con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Papa Innocenzo X affida il Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, caso al cardinale inquisitore Paolo Rossi, Carlo Cecchi Maculani. Il processo diventa (Italia, 114’) presto un confronto inatteso tra fede e potere. Regista e sceneggiatore, Giovanni Veronesi (Prato, 1962) è tra gli autori che negli anni Novanta hanno rilanciato la commedia italiana e il cosiddetto cinema toscano. Dopo gli esordi con Francesco Nuti, vince il David di Donatello per la sceneggiatura di Per amore, solo per amore (1993) e scrive con Leonardo Pieraccioni Il ciclone (1996). Da Che ne sarà di noi (2004) alla trilogia di Manuale d’amore (2005-2011) osserva sentimenti, costume e vizi nazionali con ironia popolare e una vena malinconica. M.S.

DIO RIDE

PROIEZIONE SPECIALE SIC / GDA

I

l documentario diretto da Stefano Knuchel e prodotto da Fiumi Film conclude la trilogia dedicata al maestro del fumetto d’autore Hugo Pratt (1927-1995), iniziata con Hugo in Africa (2009) e proseguita con Hugo in Argentina (2021). Materiali d’archivio e conversazioni IL DESIDERIO DI ESSERE INUTILE – HUGO A VENEZIA esclusive ricompongono il ridi Stefano Knuchel tratto del fumettista italiano, (Svizzera, 100’) celebre per aver creato Corto Maltese: assistiamo così all’origine del suo rivoluzionario immaginario artistico, fatto di viaggi avventurosi e originali intrecci di realtà e fantasia. A.L.W.

HUGO A VENEZIA

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OTHER SECTIONS

83. VENICE FILM FESTIVAL

classici RESTAURI

settimana internazionale della critica

T

enendo ben presenti gli insegnamenti ricevuti dal maestro del wuxiapian King Hu, del quale fu aiuto regista a inizio carriera, Ann Hui opera una fusione tra il genere d’azione della New Wave di Hong Kong e il cinema d’impegno politico. Il protagonista Woo Viet, interpretato da un giovane Chow Yun-Fat che di lì a poco sarebbe diventato attore di culto dei film d’azione di John Woo e Tsui Hark, è un profugo reduce della guerra del Vietnam costretto a vivere assurde e tragiche traversie per poter fuggire al suo doloroso passato. Andrea Zennaro Woo Yuet Dik Goo Si (The Story of Woo Viet) di Ann Hui (Hong Kong, 1982, 92’) Restauro: M Plus Museum Limited

P

rimo lungometraggio della coppia artistica Ciprì e Maresco, Lo zio di Brooklyn ci porta in una Palermo degradata e visionaria, dove l’arrivo di un misterioso parente dall’America diventa il punto di partenza per un viaggio nel grottesco e nell’assurdo. Più che la narrazione, contano immagini e personaggi, emblemi di un’umanità marginale ritratta con uno sguardo radicale e provocatorio. Accolto all’epoca da reazioni contrastanti, il film è diventato negli anni un vero oggetto di culto, imponendo l’inconfondibile universo cinematografico dei due autori. Alberto Marzari Lo zio di Brooklyn (The Uncle from Brooklyn) di Daniele Ciprì, Franco Maresco (1995, Italia, 99’) Restauro: Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Filmauro

NOTTI VENEZIANE

U

n western contadino e cantato, ambientato nelle campagne della Lucania dove un tempo visse e militò Rocco Scotellaro, poeta e sindaco morto a trent’anni, amato da Calvino e Carlo Levi. Al centro, la voce di Antonio Guastamacchia, storico cantore de I Tarantolati, che attraversa borghi semideserti della Riforma agraria in cerca di lavoro, mescolando le testimonianze di anziani braccianti e giovani agricoltori di oggi. Nel canto, unica lingua tramandata da una civiltà contadina rimasta orale, riemergono lotte e fatiche, insieme alla domanda che attraversa tutto il film: cosa resta oggi di quella civiltà, e cosa può ancora nascere dalle sue rovine? Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti (Italia, 83’) Sala Laguna h. 21

GIORNATE DEGLI AUTORI

PEAU D’HOMME di Léa Domenach con Claire Pommet, Catherine Deneuve, Karin Viard, Stefan Crépon, Louis Peres, Eddy de Pretto, Melha Bedia, Laurent Stocker (Francia, 104’)

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FILM DI CHIUSURA

l film mescola commedia e musical per raccontare la storia di Blanche, una principessa promessa in sposa contro la sua volontà. Grazie a una misteriosa pelle che le permette di assumere sembianze maschili, la giovane può avvicinarsi in incognito al futuro marito, scoprendo il mondo da una nuova prospettiva. Una fiaba medievale tratta dall’omonimo graphic novel di Hubert e Zanzim, che riflette con ironia sui ruoli di genere, la libertà di scegliere e il desiderio. A.S.

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SEPTEMBER 11-12, 2026

RIDER di Roan Johnson, Davide Pavanello con Lorenzo Aloi, Kaze, Mattia Mor, Kyshan Wilson, Johnny Marsiglia, Levante, Ensi, Rosa Chemical, Axos, Alice Rosso, Federica Bonani con la partecipazione di Margherita Vicario e con Claudio Santamaria (Italia, 87’)

FILM DI CHIUSURA

S

amuele, detto Sami, è un giovane rider che ogni giorno attraversa Milano da un capo all’altro in bicicletta. La sera di Capodanno consegna un enorme ordine di sushi a una lussuosa villa a nord della città. Invitato a fermarsi per la serata, incontra Nia, con cui nasce subito una forte intesa. Ma, mentre tra i due sembra farsi strada un nuovo amore, una decisione presa d’impulso avrà conseguenze fatali e Sami dovrà scegliere se affrontare quelle delle proprie azioni.

CORTOMETRAGGIO DI CHIUSURA

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ath, italo-filippina, lavora come moderatrice di contenuti digitali a Genova. Quando scopre che nelle Filippine un collega si è suicidato a causa dello stesso lavoro, decide di prendersi una pausa. Un massaggio la porta a incontrare Jenny, filippina che si prende cura dei corpi come secondo lavoro. Quell’incontro inatteso permette a entrambe di uscire dall’invisibilità e trasformare lo schermo, prima fonte di ferite, in una possibile via di guarigione. Un breve incontro (A Brief Encounter) di Liryc Dela Cruz (Italia, 20’)

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a vita passata, raccontata in una strana seduta dalla psicologa. Un viaggio introspettivo nella vita di Shizuku. I tormenti dell’adolescenza possono sembrare semplici ed insignificanti, quando in realtà lasciano cicatrici profonde, destinate a trascinarsi lungo tutta la vita di una persona. In una società che ignora, la verità va scovata guardando attraverso gli occhi di noi stessi da bambini. Shizuku rivive la sua adolescenza, la vita familiare, i ricordi e il passato di Tomori. Rivivere queste esperienze non sarà facile né piacevole, ma i traumi vanno affrontati. Lo spettatore sarà costretto ad impersonare la ragazza, muovendosi in uno spazio che diventa la sua realtà, dovrà compiere dei gesti che non si aspetta. Vivere una vita spiando da una fessura, doversi piegare alla narrazione per comprendere la storia. Tutto per cercare una fine a questo viaggio nelle profondità della memoria. Tomori di Misa Haru (Giappone, 20’) IN CONCORSO

BO OK

P

elle d’uomo di Hubert (Boulard) e Zanzim (Frédéric Leutelier), sceneggiatore il primo, disegnatore il secondo, è un delicato, coinvolgente, conturbante romanzo a fumetti ambientato nell’Italia del Rinascimento. Curatissimi i particolari, frutto di un’attenta ricerca storica, dalle acconciature e dai copricapi (l’hennin disegnato solo sulle donne di classe alta) agli abiti, colorati per i nobili e giocati sui toni del marrone o del grigio per gli altri. I disegni rimandano spesso a dipinti medioevali. I colori si tingono di blu nelle situazioni romantiche e di rosso in quelle violente, salvo un bianco lancinante, quello del corpo nudo di Bianca, la protagonista, bellissima fanciulla promessa dalla famiglia in sposa ad uno sconosciuto. Il nucleo del racconto, diviso in cinque capitoli, è un segreto di famiglia. «Noi custodiamo un segreto. Siamo in possesso di una pelle d’uomo. Una volta sulla tua pelle, nessuno dubiterà di avere davanti un ragazzo. E così potrai muoverti in incognito nel mondo degli uomini». Questo dice Teresa, zia e madrina di Bianca. Ed è da questa entrata segreta nel mondo degli uomini che si dipana la vicenda. L’ipocrisia dei rapporti viene costantemente presa di mira e dalle diverse vicende affiora tutta la varietà del mondo LGBTQ+. Se si vuole cercare un richiamo colto, si può andare al Simposio di Platone e al mito dell’essere originario di Aristofane, con la sua nostalgia dell’unità perduta e la ricerca dell’altro, oppure al culto e ai miti legati a Ermafrodito. L’ultimo capitolo, intitolato Un’altra vita, sembra aprirsi a un mondo gioioso, dove maternità, matrimonio, libertà delle relazioni e amore possono finalmente convivere. Loris Casadei


83. VENICE FILM FESTIVAL

ITALIAN PAVILION

English version

PROGRAMMA 11 SETTEMBRE Sala Tropicana, Hotel Excelsior h. 10.30-11.20

Premio Croce Rossa Italiana

Il riconoscimento è nato dalla volontà dell’Associazione di promuovere una cultura della non violenza e della pace, in piena coerenza con i sette Princìpi del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, evidenziando l’importanza della Settima Arte nella promozione dei valori umanitari. Il Premio viene infatti assegnato al film che ha saputo affrontare con maggiore efficacia tematiche di rilevanza sociale, puntando l’attenzione sull’importanza di vedere e raccontare il mondo attraverso la lente dell’umanità. h. 11.30-13.30

I Media CEI e il cinema

NUOVI SPAZI DI AZIONE

D

opo Cannes, l’Italian Pavilion è sbarcato per dieci intensi giorni a Venezia con la medesima intensità lavorativa e la stessa forza ed energia creativa. Tuttavia sempre con nuovi slanci, idee e progetti, a partire dallo spazio all’interno dell’Hotel Excelsior allestito con estrema cura ed eleganza. Una grande scenografia che richiama la tradizione e le maestranze degli studios di Cinecittà, richiamando i temi dell’acqua propri di Venezia, festival del Cinema più antico al mondo, e aggiungendo a tutto ciò un tocco d’arte con la straordinaria installazione di Salvador Dalí. L’Italian Pavilion si è quindi aperto nel segno delle arti, caratterizzandosi come luogo apicale in Mostra per l’incontro e il confronto tra operatori di tutta la filiera del cinema, il tutto all’insegna del dialogo sulla creatività, autentico filo rosso del fitto programma di incontri previsti. «Nel 2026 - queste le parole con cui Roberto Stabile, Direttore Internazionalizzazione Cinecittà, ha ben centrato il ruolo che il Padiglione svolge qui a Venezia e nel mondo - per la prima volta il Ministro Giuli e il Sottosegretario Borgonzoni hanno inaugurato l’Italian Pavilion con un vero e proprio taglio del nastro, dedicando grande attenzione all’attività che svolgiamo qui a Venezia, ma anche a quella che portiamo avanti in tutto il mondo attraverso questo format. Di fatto, Italian Pavilion è diventata la casa dell’audiovisivo e del cinema italiano nel mondo. Saremo sempre più protagonisti e sempre più presenti nei vari festival e mercati internazionali, per ospitare i nostri produttori, per favorire lo sviluppo delle coproduzioni e più estesamente per far conoscere l’Italia e, soprattutto, Cinecittà quale destinazione ideale per le produzioni cinematografiche internazionali». Alla parte pubblica svoltasi in Sala Tropicana 1, ha corrisposto quest’anno una parte più “operativa” se così si può dire, una vera e propria lounge, il Tropicana 2, elegantemente coordinata allo spazio principale che ha avuto la funzione di supportare l’attività professionale di Cinecittà, ospitando incontri più mirati con delegazioni straniere e la presentazione di progetti connessi alle nuove prospettive del settore. In questo spazio sono passati i vertici di MPA (Motion Pictures Association), con i quali è stata rafforzata la collaborazione da parte di Cinecittà, e di Unifrance, anche in vista del Summit Lumière, che si è poi svolto il 7 settembre a Saint-Paul de Vence. Va segnalata anche la serata di gala organizzata per celebrare l’apertura del Summit, che ha visto la presenza del Presidente della MPA, Charles H. Rivkin, dell’Ambasciatrice di Francia, Anne-Marie Descôtes, del nostro Sottosegretario alla Cultura,

ITALIAN PAVILION

Lucia Borgonzoni, e della Presidente del Festival di Cannes, Iris Knobloch. Un importante momento internazionale di lancio di quello che, di fatto, è stato il più importante summit sull’audiovisivo svoltosi quest’anno in Francia. Cinecittà ha quindi svolto anche in questa direzione un ruolo da assoluta protagonista in Mostra. Da notare che a Saint-Paul de Vence la rappresentanza italiana, caratterizzata dalla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli e del Sottosegretario Lucia Borgonzoni, ha colto l’opportunità per firmare l’accordo di coproduzione con la Corea, atto estremamente importante che permetterà a produttori e operatori italiani di collaborare con un Paese sempre più protagonista centrale oggi, e ancor più lo sarà nel futuro, dell’industria cinematografica e audiovisiva internazionale. Un accordo reso possibile da un primo importante passo, la firma del protocollo Kocca avvenuta proprio nel Pavilion dello scorso anno, sempre qui al Lido. Grazie a tavole rotonde e panel, le sale Tropicana hanno anche assistito al rafforzamento della collaborazione tra DGCA e CNC con l’obiettivo di sviluppare posizioni comuni riguardo questioni strategiche, promuovere la diversità culturale, ampliare il pubblico e rafforzare le rispettive industrie. Il Direttore generale cinema, Giorgio Carlo Brugnoni e il Vice direttore generale CNC, Olivier Henrard hanno parlato alla platea del Manifesto per l’Educazione all’Alfabetizzazione Visiva Universale che sarebbe stato presentato pochi giorni dopo, anch’esso, al Summit Lumière. Naturalmente a Venezia ha svolto un ruolo di prima importanza anche tutta l’attività di informazione di Cinecittà News, il portale Italy for Movies e Cinecittà, protagonista nella comunicazione, nell’organizzazione degli appuntamenti e soprattutto nell’assistenza alle autorità, che quest’anno sono state particolarmente presenti e attive al Padiglione. Altra novità assoluta legata alla comunicazione è la partnership con noi di Venezia News, il city-magazine internazionale di Venezia che realizza questo che è il Daily Ufficiale della Mostra del Cinema. Una collaborazione estremamente incisiva che ha permesso di informare il pubblico sulle attività della giornata del Padiglione e al contempo di offrire un resoconto sintetico di ciò che veniva svolto il giorno precedente. Last but non least, la conferma della virtuosa collaborazione con la Terrazza Atlas Concorde, ancora una volta cuore dell’entertainment dell’Excelsior.

1-11 settembre, Sala Tropicana 1, Hotel Excelsior - italianpavilion.it

I direttori di Avvenire, Agenzia Sir, Tv2000 e Radio InBlu, Play 2000, Rivista del Cinematografo, Cinematografo.it e i settimanali cattolici italiani della Fisc si confrontano sul ruolo del cinema come strumento capace di raccontare e interpretare la società e il nostro tempo. L’appuntamento, promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, vede la presenza del Segretario Generale e Arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi. h. 14-14.30

12. Premio Carlo Lizzani Film alla miglior opera italiana

Gli esercenti più coraggiosi nel valorizzare il cinema italiano d’autore, che hanno ricevuto il Premio Carlo Lizzani nelle categorie cinema commerciali e cineclub, organizzato da ANAC, assegneranno il Premio Carlo Lizzani – Film alla miglior opera italiana presente alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, impegnandosi inoltre a promuoverla e sostenerne la distribuzione nelle proprie sale cinematografiche. h. 14.30-15.20

Cerimonia di premiazione SIGNIS Award e INTERFILM Award

SIGNIS è l’organizzazione cattolica mondiale per le Comunicazioni e nasce nel 2001 dalla fusione tra l’International Catholic Association for Radio and Television (UNDA) e l’International Catholic Organization for Cinema and Audio-visual (OCIC), realtà attive dal 1928. Fondata nel 1955 da membri di associazioni delle chiese protestanti in Europa per il cinema, INTERFILM include al suo interno anche soci (individuali e collettivi) ortodossi, anglicani ed ebrei, non solo europei. h. 15.30-16.20

Premio Fabio Sartor 2026 già Premio Nuovoimaie Talent Award

Gaia Merlonghi, per La città dei vivi di Edoardo Gabriellini, e Piero Usberti, per Prima della guerra di Tommaso Usberti, sono i vincitori del Premio Fabio Sartor, il riconoscimento che il NUOVO IMAIE assegna a Venezia per valorizzare i giovani talenti del cinema italiano. h. 16.30-17.20

Premio Leoncino d’Oro Agiscuola

Istituito da Agiscuola nel 1989, il Premio Leoncino d’Oro è divenuto uno dei premi collaterali più significativi della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Ad assegnarlo è una giuria di giovani studenti e studentesse, rappresentanti di tutte le Regioni d’Italia, accomunati dalla grande passione per il cinema. h. 17.30-18.20

Premio Arca Cinemagiovani

Tra i Premi Collaterali più conosciuti della Mostra, con una giuria di più di 40 ragazzi tra i 18 e i 28 anni, provenienti da tutta Italia, ARCA CinemaGiovani favorisce la conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme, che siano arte, spettacolo e/o industria, con uno spirito di libertà e di tolleranza.

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83. VENICE FILM FESTIVAL

AROUND THE FESTIVAL

SEPTEMBER 11-12, 2026

L’IDEA DI MYA NASCE DALLA VOLONTÀ DI SPERIMENTARE E RICERCARE NUOVI MODELLI DI COMUNICAZIONE MANTENENDO ALLA BASE IL LAVORO DELLE NOSTRE PERSONE, LA NOSTRA CRITICA E TUTTE LE RECENSIONI CHE ABBIAMO SCRITTO IN 26 ANNI

INTERVISTA GIANLUCA GUZZO

Fondatore e CEO di MYmovies di Alberto Marzari

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anni di MYmovies: un progetto vincente nato più da una lucida idea, da un’intuizione o da una passione? MYmovies nasce nel 2000, per un mix di tutte queste ragioni. Probabilmente ha contato, su tutto, l’idea di volersi mettere in gioco con le nuove tecnologie. Per questo abbiamo deciso di portare le recensioni dalla carta al web. Avevo intuito che, con lo sviluppo di internet, l’espressione massima della rete sarebbe stata proprio l’immagine in movimento, interpretando le nuove tecnologie attraverso il video. Ecco perché è nata l’idea di fare un sito che si concentrasse sul cinema. Qui alla Mostra del Cinema di Venezia da 15 anni MYmovies è presente con la Sala Web, progetto costruito in collaborazione con La Biennale, dedicata ad una selezione di film della Mostra. Com’è stata percepita una scelta così audace quale quella di mettere in streaming film in contemporanea con la sala cinematografica? Ci trovavamo davanti a una trasformazione. Portare le recensioni dalla carta al web è stata la prima grande rivoluzione per MYmovies. Noi siamo partiti quando un frame, un’immagine, impiegava 40 secondi soltanto per caricarsi. Bisognava pensare al futuro per immaginare di poter vedere un film direttamente dal computer. A un certo punto, però, avevamo chiaramente compreso che prima o poi saremmo arrivati lì. Dieci anni dopo ci siamo arrivati, ma volevamo farlo con un modello che continuasse a promuovere il cinema. Da qui l’idea di avere film disponibili online in contemporanea con l’uscita nelle sale. Siamo arrivati prima di qualunque altra piattaforma internazionale; ma non lo abbiamo fatto con uno scopo di sfruttamento, bensì di promozione. Per noi la mission è sempre stata quella di dare visibilità e sostegno alle sale e ai film stessi. Ancora oggi è questa la funzione fondamentale di MYmovies: valorizzare la sala e il cinema, soprattutto quello indipendente. Com’è cambiata la selezione dei film della Sala Web? E quanto può essere importante per un film, con poca o nessuna distribuzione, trovare uno spazio all’interno della Sala Web? L’idea iniziale di Mymovies ONE, la nostra piattaforma streaming, nasce con La bocca del lupo di Pietro Marcello. Il film aveva vinto il Festival di Torino, ma non trovava un distributore. Insieme alla produzione avevamo pensato di tracciare una nuova via per arrivare al pubblico. Alla fine è stato BIM a distribuirlo in Italia. È proprio così che nasce MYmovies ONE. Ci siamo trovati con questa piattaforma già sviluppata e abbiamo deciso di trasmettere lì le anteprime dei film. La nostra idea è quindi quella di offrire uno spazio a cineasti che possono dire molto, ma che non riescono a trovare una distribuzione. Dentro Sala Web quest’anno abbiamo tante opere prime e seconde, film che probabilmente non vedremo mai al cinema. Noi diamo a questi film l’opportunità di trovare uno spazio, di essere visti, criticati, apprezzati e amati. Queste sono esperienze fondamentali nel percorso di un artista.

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MeetMYA è la nuova sfida targata MYmovies che avete lanciato qui a Venezia. Un progetto decisamente particolare e innovativo: recensioni scritte da un critico cinematografico ma animate letteralmente da un’intelligenza artificiale. Da dove nasce l’idea? Oggi ci troviamo davanti a una nuova trasformazione rivoluzionaria, quella dell’intelligenza artificiale. L’idea di MYA nasce dalla volontà di sperimentare e ricercare nuovi modelli di comunicazione mantenendo alla base il lavoro delle nostre persone, la nostra critica e tutte le recensioni che abbiamo scritto in 26 anni, oltre a tutte quelle relative ai film girati e usciti dal 1895 a oggi. L’obiettivo è mantenere l’umano al centro, far capire chi ha scritto l’articolo. Non possiamo permettere che le risposte sul cinema diventino piatte, senza anima. L’utilizzo delle nuove tecnologie serve ad adeguare il linguaggio, non a cambiare le modalità con cui vengono realizzate le recensioni. In pratica, il testo nasce sempre dalla scrittura di un critico, che sceglie le parole e il punto di vista; l’intelligenza artificiale interviene solo dopo, per dare voce a quel contenuto senza però mai decidere cosa dire sul film. La firma, in fondo, resta sempre quella di chi la recensione l’ha scritta. Come pensate di rendere queste recensioni facilmente fruibili anche alle nuove generazioni? L’idea è di recuperare tutta la storia del cinema. Ci siamo domandati come si poteva raccontarla alle nuove generazioni: l’unico modo, ci siamo detti, è avvicinarci il più possibile al loro linguaggio e, attraverso quello, portarli poi anche a leggere sul web o sulla carta. Sono media che non si sostituiscono l’uno con l’altro, continuando ad avere una propria distinta posizione ed identità. Noi dobbiamo capire come coinvolgere questo pubblico e portarlo a noi, al cinema. Di fatto, si tratta di un progetto culturale ed editoriale che serve anche a posizionare la nuova critica cinematografica. Che ruolo effettivo crede che avrà MYA nel futuro della critica cinematografica? MYA avrà il ruolo di alleato tecnico, non di sostituto. Il suo compito sarà velocizzare la parte più meccanica del nostro lavoro, restituendoci il tempo che oggi impiegheremmo a costruire una videorecensione con tecnica d’animazione tradizionale. La vera nostra sfida è stata quella di capire che cosa la tecnologia potesse davvero offrirci, senza subirla. Abbiamo alle spalle un patrimonio scritto immenso: oggi servono due o tre giorni per costruire una videorecensione fatta bene; un domani potremmo mettere tutto quel patrimonio a disposizione di MYA, che sarà capace di restituircene una in tempo reale. Ma non ci sarà mai un algoritmo capace di sostituire una firma, una visione, una scelta di campo. Perché il futuro della critica non sarà un aggregatore di contenuti. Sarà, sempre e comunque, una voce editoriale.


83. VENICE FILM FESTIVAL

AROUND THE FESTIVAL

English version

INTERVISTA SIMONE GIALDINI Direttore Generale ANEC Casa Cinema Giovani di Massimo Bran

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a dove nasce il vostro progetto sistemico rivolto ai giovani che vogliono provare a cimentarsi con il cinema nelle sue più varie declinazioni? Nasce da un’esigenza e da un incontro. La Mostra accoglie ogni anno migliaia di giovani, studentesse e studenti che a vario titolo, coinvolti da diverse realtà istituzionali, cineteche, associazioni, fondazioni frequentano il Lido di Venezia per partecipare alla Biennale Cinema. Giurie di giovani studenti, premi, proiezioni e appuntamenti dedicati si moltiplicano durante i giorni della Mostra e rappresentano un patrimonio di eventi e iniziative che, se messo a sistema attraverso un coordinamento pubblico, è in grado di offrire reali e uniche opportunità formative e professionalizzanti. Anche grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC e MIM in questi ultimi anni sono nati tanti enti, associazioni, fondazioni che si dedicano a progetti di educazione visiva. Realtà già affermate hanno avviato i dipartimenti di formazione e le case di produzione e distribuzione hanno aperto canali diretti con le scuole e nel frattempo si sono moltiplicati i percorsi dedicati all’audiovisivo nelle nostre scuole. Indirizzi, curvature che stanno crescendo in termini quantitativi e qualitativi. Un incontro fra filiera e scuola che va tutelato e supportato. Casa Cinema Giovani è il nuovo hub rivolto alle nuove generazioni che avete istituito qui al Lido. Un’autentica novità in Mostra, un nuovo crocevia dove operatori, media, istituzioni si incontrano e si confrontano quotidianamente sul terreno del futuro, sia in termini generazionali, sia per quel che riguarda i nuovi linguaggi espressivi, le nuove tecnologie che stanno rivoluzionando il modo di fare cinema. Un primo bilancio a pochi giorni dalla fine del Festival. Non ci aspettavamo questa risposta. Eravamo certi di intercettare una domanda e immaginavamo che le scuole, i docenti e gli studenti avrebbero immediatamente individuato Casa Cinema Giovani come un punto di riferimento per ottenere informazioni, formazione specializzata, un luogo di incontro, confronto e crescita dedicato a loro. Quello che non ci aspettavamo è l’attenzione, l’entusiasmo, l’immediata familiarità con cui la Biennale e tutto il settore hanno accolto questa che rappresenta un’assoluta novità per la Mostra. La posizione strategica e centrale, la visibilità della struttura, l’organizzazione funzionale degli spazi che consente l’organizzazione contemporanea di eventi diversi, dai panel aperti al pubblico agli incontri dedicati alle Giurie di giovani, dalle interviste ai photocall, ai meeting b2b, hanno offerto anche ai media, alle istituzioni e ai professionisti del settore uno spazio utile, flessibile e in grado di connetterli con un target che difficilmente riescono a intercettare con tale immediatezza. Siamo felici di essere riusciti a dare una risposta a quasi tutte le richieste e abbiamo già iniziato a raccogliere le prenotazioni per il prossimo anno.

I vostri progetti futuri per assecondare la vocazione crescente di molti giovani a cimentarsi con questa caleidoscopica arte. Quali strumenti pensate di poter offrire per far sì che questi ragazzi possano concretamente provare a giocarsi le loro carte in un mondo, in un’industria, non certo tra i più facili in termini di inserimento oggi? Quello di Casa Cinema Giovani è un progetto di lungo periodo che nasce da lontano. Siamo riusciti a concretizzare una partnership forte fra Associazioni di categoria e Istituzioni per nulla scontata, capace di aggregare e finalizzare risorse e investimenti in precedenza fortemente frammentati in micro-interventi a basso impatto - verso un unico progetto e un unico obiettivo strategico, massimizzando l’efficienza della spesa e generando un valore evidente e condiviso. Il nostro obiettivo è rendere Casa Cinema Giovani un luogo di incontro e confronto reale. Ai giovani non vogliamo offrire solo formazione, ma occasioni che possano ispirarli, appassionarli, coinvolgerli perché questo mestiere difficile nasce dalla passione e dall’incontro. Quest’anno siamo arrivati alla 38. edizione del Leoncino d’Oro, premio collaterale della

Mostra assegnato da una Giuria di studenti di 18 anni, ognuno proveniente da una Regione d’Italia in rappresentanza delle migliaia dei giovani delle Giurie territoriali del David Giovani. Il progetto, promosso da ANEC, Agis e Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, prevede che la Giuria assista a tutte le proiezioni in concorso insieme, voti tutti i film a seguito di appassionati confronti, incontri tutte le diverse categorie professionali che compongono la filiera. Ogni anno i Leoncini tornano, tanti di loro hanno scelto di lavorare nel mondo del cinema; tra di loro vi sono svariati direttori della fotografia, scenografi, attori, registi, tutti spettatori consapevoli che portano nel cuore un’esperienza di visione condivisa e di confronto irripetibile. Un piccolo grande esempio delle tante opportunità che trovano il loro ideale terreno a Casa Cinema Giovani. Quali, infine, i nuovi percorsi, i nuovi progetti che intendete sviluppare come ANEC per dare rinnovato impulso alle sale in un contesto certo non facile, in cui però si registrano anche alcuni sprazzi di nuova luce, vedi la crescita del pubblico in sala registrato quest’estate grazie a importanti titoli internazionali? Direi il consolidamento della stagione cinematografica su 12 mesi, l’investimento massiccio sulle nuove generazioni e l’ammodernamento tecnologico delle sale. I segnali positivi registrati durante le ultime stagioni estive dimostrano che il pubblico risponde con entusiasmo quando l’offerta è di alto livello. Per trasformare questi “sprazzi di luce” in un trend consolidato l’associazione sta puntando all’allungamento della stagione con progetti come Cinema Revolution, promosso con il Ministero della Cultura, che ha trasformato i mesi estivi in un periodo ad altissimo tasso di frequentazione, grazie al biglietto unico a 3,50 euro per i film italiani ed europei. O ancora Cinema in Festa, l’appuntamento semestrale che coinvolge oltre 900 sale e quasi 3000 schermi a livello nazionale, offrendo tutti i film in programmazione a prezzo ridotto per 5 giorni. Casa Cinema Giovani o la collaborazione nell’ambito delle Giornate del Cinema per la Scuola di Palermo delineano una chiara volontà e un percorso che ANEC sta potenziando per intercettare i ragazzi e renderli sempre più presenti e protagonisti nel nostro cinema, nelle nostre sale. Ovviamente il rilancio passa inevitabilmente dalla qualità dell’esperienza che lo spettatore vive all’interno della struttura. AnecLAB, il programma di aggiornamento professionale per gli esercenti si è strutturato in appuntamenti verticali fortemente orientati al futuro, come le sessioni AnecLAB TECH incentrate sugli standard di proiezione digitale, sull’efficientamento energetico e sulla progettazione architettonica delle sale moderne. Gli accordi strategici per la promozione territoriale, come quello recente con le Italian Film Commissions, mirano a strutturare i cinema non solo come luoghi di fruizione commerciale, ma come veri e propri hub culturali integrati nel tessuto economico e turistico locale. La sfida resta complessa, ma la strada tracciata dimostra che unendo la qualità dell’esperienza in sala, politiche tariffarie intelligenti e un dialogo costante con le istituzioni e le scuole è possibile attrarre un pubblico sempre più ampio.

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83. VENICE FILM FESTIVAL

AROUND THE FESTIVAL 11/09

SEPTEMBER 11-12, 2026

LA TERRAZZA

LA DOLCE VITA

ONA SHORT FILM FESTIVAL

Ultimo tramonto, ultimo brindisi. La Terrazza by Atlas Concorde saluta la Mostra con il suo closing party all’Hotel Excelsior, tra cocktail, musica e glamour vista mare. Evento privato. h. 17 | Hotel Excelsior

Il Royal Gentlemen Club riporta in scena La dolce vita con una serata rigorosamente black tie. Si comincia con il gala dinner, seguito dai Congress Awards, e non può mancare il live entertainment. Evento privato. h. 18.30 | Ca’ Sagredo, Venezia

Cinema sotto le stelle, aperitivo al tramonto e cocktail after-screening. ONA Short Film Festival trasforma San Servolo in un’oasi verde di cinema, fotografia e cultura outdoor. Ingresso libero. h. 18.30 | Isola di San Servolo

AGENDA VENERDÌ 11

10.00 10.00 10.45 11.00 11.00 11.30

12.00 12.00 13.00 13.00 14.00

14.00 14.00 16

Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Presentazione dei volumi Sguardi fuori campo. Fotodocumentarismo femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra di Romina Zanon (2026) e Ciak in campo. Venezia al cinema di Fabrizio Borin e Paolo Puppa (2026). Collana editoriale “Fotogrammi e storia” della casa editrice Il Poligrafo di Padova. A cura di: Dipartimento dei Beni Culturali, Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica, Università degli Studi di Padova. Sala Laguna | Via Pietro Buratti 1 L’America’s Cup per i giovani. Prima mondiale di Sail, diretto da Evan Hayes (Free Solo) e Frank Marshall (produttore, tra gli altri, di Jurassic Park e The Bourne Identity). Il documentario accende i riflettori sui protagonisti e sulla cultura dell’America’s Cup, il più antico trofeo sportivo internazionale. Proiezione ed evento in collaborazione con Casa Cinema Giovani e Ministro per lo Sport e i Giovani. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Conferenza stampa di Google, per la prima volta presente in qualità di sponsor alla Biennale Cinema di Venezia. Sono presentati i progetti a sostegno del settore creativo e importanti novità. Sono presenti: Melissa Ferretti Peretti, Vice President e Country Manager di Google Italia, Francesca Mortari, Director YouTube per il Sud Europa, Andrea della Valle, Vice President Tod’s Group e President of Hogan Brand. Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Presentazione dei documentari realizzati nell’ambito del Laboratorio per la realizzazione di documentari del DAMS (a.a. 2025-2026): Tito Livio Burattini: biografia di un genio agordino, Padova in celluloide degli anni 80, Venezia in levare. Le origini del Reggae veneziano anni 80. A cura del Dipartimento dei Beni Culturali, Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica, Università degli Studi di Padova. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Google for Creativity at Venice Film Festival, conferenza stampa introdotta da Melissa Ferretti Peretti, con la conduzione di Mia Ceran, in cui viene svelato un nuovo grant per il settore creativo, il debutto del canale YouTube di RAI Cinema e un progetto d’eccellenza che unisce Google, Hogan e il Centro Sperimentale di Cinematografia. Casa Cinema Giovani | Via delle Quattro Fontane 18/A Premiazione della XV edizione del Green Drop Award. L’edizione 2026 è realizzata in partenariato con ANEC, Settimana del Pianeta Terra, Casa Cinema Giovani, Osservatorio Spettacolo Ambiente, Simone Cenedese, Green Factor srl. Alla premiazione partecipa, in veste di madrina, l’attrice Donatella Finocchiaro, protagonista del recente film rivelazione per ragazzi Greta e le favole vere, ispirato alle gesta della giovane attivista svedese Greta Thunberg e interpretato dalla giovanissima Sara Ciocca, anche lei presente insieme al resto del cast: Darko Peric e Roberta Palumbo e il regista Berardo Carboni. La giuria dell’edizione 2026 del Green Drop Award è presieduta da Simone Gialdini Direttore generale ANEC. Spazio Incontri | Hotel Excelsior Incontro Cyberbullismo e inclusione, organizzato dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con Cortinametraggio e con il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A seguire sarà proiettato È più difficile, il cortometraggio diretto da Aldo Iuliano e tratto da un soggetto di Francesca Romana Massaro e Roberto Ciufoli. Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Premio CINIT e Premio Lanterna Magica. A cura di CINIT - Cineforum Italiano.

14.45 15.00 15.30 15.30 15.30 16.00 16.15 17.00 17.30 18.00 18.00

Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Presentazione del Video Veneto Film Summer School 2026, a cura di Associazione Città Murate del Veneto. Sala Laguna | Via Pietro Buratti 1 Per NOTTI VENEZIANE, replica della proiezione di Auber 89 di Giuseppe Schillaci (80’). Spazio Incontri | Hotel Excelsior Cerimonia di premiazione della terza edizione del concorso nazionale Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne. A cura del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Ministero della Cultura. Partecipano: Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura; Laura Menicucci, Sottosegretario all’Istruzione e al Merito; Paola Frassinetti, Capo Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Presentazione del docufilm Sorgenti euganee, a cura di Agenzia Fotografica Piran. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Il Futuro del Cinema: Visioni ed Evoluzione con l’AI, dibattito sull’uso dell’AI generativa per superare i limiti produttivi, i nuovi linguaggi visivi, le implicazioni etiche, il diritto d’autore e l’insostituibile centralità del talento umano. Questa esclusiva tavola rotonda, concepita come un think tank dal vivo, riunisce pionieri tech, registi, produttori ed esperti legali per esplorare l’AI come vero e proprio abilitatore creativo.

18.30

18.30 19.00 21.00

Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 The Lion Returns to Venice: Redefining Storytelling in the Age of AI, dibattito sul modo in cui il settore sta andando oltre gli espedienti per creare narrazioni durature, elevando la creatività umana all’interno di un mondo automatizzato, basandosi sulle ultime intuizioni del festival. In conversazione Simon Cook (CEO, LIONS) e Carla Leveratto (Responsabile Creative Works, Google). Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Trash: un antico problema, una nuova opportunità, documentario che esplora l’evoluzione della gestione dei rifiuti nel corso di 10.000 anni nel territorio di Este. A cura di Videostoria e SESA S.p.A. Sala Laguna, Via Pietro Buratti 1 Confronti : Africa chiama - Unimed Award. Seconda edizione della conferenza di confronto tra accademici e rappresentanti di istituzioni italiane e africane dedicata ai programmi di formazione nel cinema e nei linguaggi dell’audiovisivo. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Incontro From YouTube to Hollywood: The New Generation of Storytellers. Casa Cinema Giovani | Via delle Quattro Fontane 18/A Premiazione CinemaSarà, a cura di Cineteca di Milano. Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Presentazione de L’impresa della Bellezza: il festival, a cura del Comune di Vigonza. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Nevatars: New Creative Frontiers, incontro a cura di Nevatars di Andy Serkis, analizza l’arte di creare personaggi basati sull’intelligenza artificiale, esplorando al contempo gli attriti, le scoperte e i cambiamenti nella pratica creativa necessari quando i confini tra pubblico e mondo narrativo scompaiono. Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Semi di cultura, a cura di Regione del Veneto – Assessorato all’Agricoltura, Foreste, Montagna, Politiche venatorie e Pesca. Letture a cura di Ottavia Piccolo. Intervengono i rappresentanti del Gruppo di Lavoro regionale e le Fattorie didattiche che hanno ospitato le riprese. Casa degli Autori | La Villa, Lungomare Guglielmo Marconi 56 Cinema che R1PUD1A la guerra. Storie di chi fugge dalla guerra e dalla povertà e tenta di ricostruire la propria vita altrove; storie di chi la guerra la rifiuta perché non vuole imbracciare le armi e non è disposto a dividere le persone in nemici e alleati. Un panel organizzato da EMERGENCY con Simonetta Gola, Valentina Carnelutti, Alberto Favruzzo e Luigi Sales. Casa degli Autori | La Villa, Lungomare Guglielmo Marconi 56 Nell’hub delle Giornate degli Autori è presentato il docufilm Il mio nuovo mondo a cura di Roberta Garzia e realizzato da Telomero Produzioni, scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato. È un racconto corale che si propone di promuovere una maggiore consapevolezza sul vissuto delle persone che convivono con patologie complesse e spesso poco conosciute, valorizzando il ruolo dell’informazione e della conoscenza nel contrasto allo stigma sociale e del percorso di cura. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Le YouTube Creator Premières offrono un palcoscenico al lato più autoriale della piattaforma, con un ciclo di proiezioni speciali per scoprire in anteprima i cortometraggi dei talenti e dei canali tematici Google. Il Miele Pazzo dell’Himalaya: a caccia con i Gurung, by Lati Umani. Un viaggio intimo del creator Lati Umani nel cuore del Nepal, tra i Gurung, per documentare la rischiosa e mistica raccolta annuale del “miele pazzo” allucinogeno. Sala Laguna | Via Pietro Buratti 1 Appuntamento con la XV edizione di Bookciak, Azione!, nel segno e nel ricordo di Giorgio Gosetti. Il premio cine-letterario, evento di chiusura delle Giornate degli Autori in collaborazione con SNGCI, propone il tema dello scambio fra generazioni con la tavola rotonda Il tempo passa parola. Riflessione su donne, cinema, diritti e intelligenza (speriamo non artificiale), protagoniste Luciana Castellina, presidente onoraria, e Costanza Quatriglio, presidente di giuria di Bookciak, Azione! 2026, con le giurate Aurora Palandrani ed Elisabetta Giannini. Intervengono anche Gaia Furrer, Direttrice artistica delle Giornate, Laura Delli Colli, Presidente SNGCI, Gabriella Gallozzi, Direttrice di Bookciak, le registe presenti al Lido e la cineasta palestinese Mai Masri del Gaza International Festival for Women’s Cinema. Casa della Critica | Lungomare Marconi, 25 Cerimonia di premiazione della 41. Settimana Internazionale della Critica alla presenza dei protagonisti delle opere vincitrici. Spazio Regione del Veneto - Veneto Film Commission | Hotel Excelsior Proiezione del reel del film documentario Come l’acqua del fiume Brenta di Francesco Leitner, a cura di Kenzi Productions. Sala Laguna | Via Pietro Buratti 1 Per la sezione NOTTI VENEZIANE in programma Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti (83’). Segue Q&A


83. VENICE FILM FESTIVAL

AROUND THE FESTIVAL 12/09

English version

ISOLA EDIPO

DES BAINS

CAMPARI LOUNGE

Chiusura in festa per Isola Edipo, che spegne dieci candeline e riporta sul palco i Tre Allegri Ragazzi Morti dopo un decennio. Ingresso libero. h. 18 | Riva Corinto

Eleven Trade chiama in consolle 11 dj per un party tra beat, belle presenze e quel glamour un po’ sfacciato che al Lido, a fine Mostra, non può mancare. h. 22 | Lungomare Marconi

La Campari Lounge accoglie Dio ride, con Giovanni Veronesi, Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando e molti altri, per un ultimo momento di incontro e celebrazione dedicato ai protagonisti del Cinema. Evento privato. h. 00 | Terrazza Biennale

FAMIGLIA CORSARA

T

rasumanar e organizzar. Questo il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini, scritte sotto la vela maestra dell’amata Edipo Re. A vederla ondeggiare su Riva Corinto, viene da chiedersi quanto godrebbe, il “poeta corsaro”, nel constatare ciò che oggi germoglia attorno a quei sedici metri di fasciame di rovere: un rigoglioso arcipelago di cinema, arte e pensiero che della sua eredità sembra aver raccolto forse la lezione più difficile, quella di tenere insieme la tensione dell’immaginazione e la concretezza dell’agire. È ciò che Isola Edipo fa ormai da un decennio, intrecciando le arti a questioni sociali e politiche del presente. Una trama che nel tempo si è allargata, mettendo in relazione artisti, istituzioni internazionali e realtà del territorio, fino a farne un luogo in cui produrre immaginari significa anche interrogare la città che li genera. Dalla stessa vocazione nasce Laguna Libre, nuovo progetto con cui Isola Edipo ha aperto ulteriormente la propria Riva alle realtà che ogni giorno abitano Venezia: uno spazio comune in cui far convergere esperienze e desideri attorno alle questioni più urgenti della città, dal rapporto con l’acqua alla sostenibilità dei transiti, dal diritto all’abitare alla produzione di nuove visioni per il futuro. Ma se questi dieci anni hanno insegnato a Isola Edipo a guardare avanti, ogni anniversario concede anche il privilegio di voltarsi indietro. E così, per celebrare il suo primo decennio, sabato 12 si ritorna là dove tutto era cominciato: alla musica e ai Tre Allegri Ragazzi Morti, protagonisti della prima edizione e oggi di nuovo alla corte dell’Edipo Re per una grande festa aperta alla città, chiamata a raccogliersi attorno alla sua riva per brindare al cammino compiuto insieme misurando la distanza percorsa in quel costante “trasumanar e organizzar” che, ne siamo certi, resterà a lungo il cuore più umano della Mostra. A.S. e A.M.

AGENDA SABATO 12

10.30 14.30 16.00

Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 One More Time, live from Google Beach: Luca Casadei intervista Adriano Alia che, durante la sua detenzione, si è innamorato della fotografia. Una volta uscito dal carcere, ha fatto di quella passione un mestiere intraprendendo una brillante carriera, arrivando a scattare importanti servizi nazionali e internazionali. Google Beach | Blue Lounge, Lungomare Gabriele D’Annunzio 14 Porecast, live from Google Beach: Nicoletta Romanoff si racconta al PoretCast di Giacomo Poretti in una conversazione che attraversa cinema, carriera e vita privata, partendo dall’esperienza condivisa sul set dell’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo Magari un’altra volta. Un dialogo intimo nel racconto della fede e del legame di Nicoletta con il fratello: una storia di dolore, ricerca e spiritualità che apre una riflessione profonda sul senso della perdita e sulla possibilità di ritrovare una direzione. Campari Lounge Ottava edizione del Fanheart3 Awards assegnato al film con le maggiori potenzialità di diventare un cult movie fra i fan. Il riconoscimento è infatti dedicato alle produzioni e ai personaggi che si sono distinti per l’apporto dato alla fan culture e alla produzione di fanwork.

LINFA SOMALA

S

e attraverso Saddexley il Padiglione Nazionale della Somalia alla 61. Biennale Arte ospitava il riverbero, anche architettonico, di un popolo che nell’articolazione fonica e poi tipografica della parola ha trovato la sua vocazione, grazie all’archivista e curatore Idel Rasheed, lo spazio espositivo si arricchisce. Non solo, dunque, un’immersione multisensoriale guidata da odori, suoni e immagini attraverso cui la poesia trova espressione spaziale, ma anche una serie di proiezioni di opere sperimentali, di finzione e non. La Somalia, new entry alla Biennale 2026, si esprime ora anche attraverso le opere di registi e registe che si raccontano scavando nei ricordi d’infanzia, nell’oscurità del lutto, fino alle radici più profonde di un patrimonio culturale che nemmeno la diaspora ha estirpato e che Waaberi Phonec, archivio e piattaforma digitale, ha anzi rinvigorito. Tra i progetti: Isn’t This What I’m Supposed to Feel di Abdimalik Ahmed; GROWING PAINS II di Wasima Farah e Bakar Elmi; A Journey Back to Allah di Qasim A. Ali e Feisal Mohamed; I’ll Wait for You by the Sea di Rasia Yusuf; Gacal di Mohamed Ali; The Flames of Tradition di Hussein Boo e Deeqa, film d’esordio del celebre musicista somalo Aar Maanta. Laura Nortilli Il cinema somalo contemporaneo a Venezia 11-13 settembre | Palazzo Caboto, Riva Sette Martiri, Venezia

INTO THE WILD

A

Venezia il cinema non ha bisogno di una sala. Basta uno spazio aperto, il vento, l’acqua e un tramonto. A San Servolo torna ONA Short Film Festival, giunto alla settima edizione, che per tre giorni trasforma l’Isola in un luogo dove immagini, natura e avventura si incontrano. Dal 10 al 12 settembre il festival presenta un programma di cortometraggi da tutto il mondo, intrecciando cinema, fotografia, cultura outdoor e incontri. Il cuore della manifestazione sono le proiezioni all’aperto, immerse nel paesaggio lagunare e scandite dal tramonto, dall’aperitivo e dalla musica. Una selezione internazionale attraversa storie di sport, natura, ambiente e del rapporto tra le persone e gli ecosistemi che abitano. Ma ONA non è soltanto cinema: workshop, fotografia e momenti di condivisione costruiscono un festival pensato come esperienza collettiva, da vivere più che da guardare. Ed è forse proprio questa la sua forza: portare il cinema fuori dallo schermo, fino a farlo respirare insieme alla laguna. Perché a San Servolo, quando cala il sole, il festival non comincia: prende il largo. Alberto Marzari Ona Short Film Festival 10-12 settembre | Isola di San Servolo | onafilmfestival.com

17


SCREENINGS 11/09

83. VENICE FILM FESTIVAL

8.45

SALA DARSENA

11.15

SALA GRANDE

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION press - industry

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION press - industry

Tristan Séguéla (114’) v.o. francese st. italiano/inglese

Tristan Séguéla (114’) v.o. francese st. italiano/inglese

UN BON AVOCAT (THE GOOD LAWYER) 9.00

SALA GRANDE

VENEZIA 83 press - industry

RITORNO A BUENOS AIRES (BACK TO BUENOS AIRES)

Marco Bechis (105’) v.o. italiano, spagnolo st. italiano/inglese

UN BON AVOCAT (THE GOOD LAWYER) 11.15

SALA DARSENA

VENEZIA 83 press - industry

RITORNO A BUENOS AIRES (BACK TO BUENOS AIRES)

Marco Bechis (105’) v.o. italiano, spagnolo st. italiano/inglese

11.15

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION tutti gli accrediti

ORIZZONTI CORTI - FUORI CONCORSO press - industry

Mario Martone (112’) v.o. italiano st. inglese

Nathan Silver (7’) v.o. inglese st. italiano/inglese ORIZZONTI CORTI - CONCORSO

9.00

SALA GIARDINO

VENEZIA SPOTLIGHT pubblico - tutti gli accrediti

FÖLDSZINT (GROUND FLOOR) Gábor Reisz (108’) v.o. ungherese st. italiano/inglese

9.00

SALA CASINÒ

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS press - industry

INTERMISSION

Yonfan (225’) v.o. cinese, inglese, giapponese st. italiano/inglese

9.00

SALA CORINTO

PROIEZIONI SPECIALI press - industry

DAI NOSTRI INVIATI. LA RAI RACCONTA LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2001-2012 Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Nicoletta Berardi (66’) v.o. italiano st. inglese

9.00

SALA PERLA

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico - tutti gli accrediti

LES INDES (THE INDIES)

Pauline Julier, Nicolas Chapoulier (81’) v.o. francese, spagnolo st. italiano/inglese

9.00

SALA ASTRA 1

ORIZZONTI CORTI - FUORI CONCORSO pubblico - tutti gli accrediti

IL SENSO DELLA TERRA (THE SENSE OF EARTH)

SALA GIARDINO

SOUNDS FROM HOME

QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS) Shaden Safieddine Tazi (18’) v.o. francese st. italiano/inglese

SASSO, CARTA, FORBICI (ROCK, PAPER, SCISSORS) Virginia Mori (9’) senza dialoghi

TESZTPÁLYA (TEST TRACK) Lydia Cornett (15’) v.o. ungherese st. italiano/inglese

TROPIKOS TOU THRINOUNTOS GKEKO (TROPIC OF THE MOURNING GECKO) Stavros Markoulakis (19’) v.o. greco, francese, inglese st. italiano/inglese

HEAD OF A CAMEL

Salim Jaller (20’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

SILENCE

SALA ASTRA 1

VENEZIA CLASSICI pubblico - tutti gli accrediti

LOS DE LA MESA 10 (THOSE AT TABLE 10)

Simón Feldman (86’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

11.30 PALABIENNALE

Annie Ning (17’) v.o. francese, cinese mandarino, inglese st. italiano/inglese

Nicolas Pariser (111’) v.o. francese st. italiano/inglese

MAN MADE LAKE

UN PEU AVANT MINUIT (ONE MINUTE TO MIDNIGHT)

ANGELO AZZURRO (MY FIRST DAY OF SUMMER)

13.30

UNA FORTALEZA (A FORTRESS)

UN BREVE INCONTRO (A BRIEF ENCOUNTER)

Tommaso Acquarone (20’) v.o. italiano, inglese st. inglese/italiano Alba Gaviraghi (14’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

PAPER PLANE

Saoirse Ronan (15’) v.o. inglese st. italiano/inglese

BLEU AU LOIN (DISTANT BLUE) Amir Houshang Moein (10’) senza dialoghi

MOTHMAMA 9.15

SALA ASTRA 2

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO SERIES pubblico - tutti gli accrediti

PECCATO

Valerio Vestoso (185’) v.o. italiano st. inglese

11.00

SALA CORINTO

VENEZIA CLASSICI pubblico - tutti gli accrediti

WOO YUET DIK GOO SI (THE STORY OF WOO VIET) Ann Hui (92’) v.o. cantonese st. italiano/inglese

11.00

SALA PERLA

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico - tutti gli accrediti

AGATA THE WRITER

Kuba Dorabialski (95’) v.o. inglese, bosniaco st. italiano/inglese

18

SALA PERLA

RIDER

Roan Johnson, Davide Pavanello (86’) v.o. italiano st. inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

SALA GIARDINO

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION press - industry

MAKIKIRAAN PO (LET US THROUGH, DEAR ANCESTORS) Lav Diaz (151’) v.o. tagalog st. italiano/inglese

SALA CORINTO

VENEZIA CLASSICI pubblico - tutti gli accrediti

LO ZIO DI BROOKLYN (THE UNCLE FROM BROOKLYN) Daniele Ciprì, Franco Maresco (99’) v.o. italiano, siciliano st. inglese/italiano

14.00

Grzegorz De ˛bowski (104’) v.o. polacco st. italiano/inglese

14.30

SALA ASTRA 1

SALA CORINTO

DAI NOSTRI INVIATI. LA RAI RACCONTA LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2001-2012

MAKIKIRAAN PO (LET US THROUGH, DEAR ANCESTORS)

SALA VOLPI

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

BE BRAVE

Francesco Carrozzini (90’) v.o. inglese, italiano st. italiano/inglese

17.00

SALA ASTRA 1

Jelena Maksimović (91’) v.o. serbo-croato st. italiano/inglese

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS pubblico - tutti gli accrediti

SALA ASTRA 2

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS pubblico - tutti gli accrediti

TWIST & SHOOT MISTER SUZUKI Yves Montmayeur (93’) v.o. giapponese, francese, inglese st. italiano/inglese

Ilya Khrzhanovsky (195’) v.o. russo st. italiano/inglese intervallo intermission 15’

17.00

Roger Corman (86’) v.o. inglese st. italiano

SALA GRANDE

DAU

20.30

DO KRAJA DANA (UNTIL THE DAY ENDS)

14.45

SALA CASINÒ

Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Nicoletta Berardi (66’) v.o. italiano st. inglese

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

THE WILD ANGELS

20.00

VENEZIA 83 pubblico - tutti gli accrediti

PROIEZIONI SPECIALI pubblico - tutti gli accrediti

VENEZIA CLASSICI pubblico - tutti gli accrediti

17.15

SALA GRANDE

VENEZIA 83 pubblico - tutti gli accrediti

KAMI NOUR (A BIT OF LIGHT)

NINO - UN FILM SU NINO ROTA (NINO - A FILM ABOUT NINO ROTA)

SALA GIARDINO

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

Lav Diaz (151’) v.o. tagalog st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

20.30

SALA VOLPI

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS pubblico - tutti gli accrediti

INTERMISSION

Yonfan (225’) v.o. cinese, inglese, giapponese st. italiano/inglese

20.30

SALA ASTRA 1

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

NO PARADISE IF YOU ARE KILLED BY A WOMAN Halkawt Mustafa (110’) v.o. curdo sorani st. italiano/inglese

Walter Fasano (115’) v.o. italiano, inglese st. inglese/italiano

21.00

15.00

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

SALA CASINÒ

INTERMISSION

Yonfan (225’) v.o. cinese, inglese, giapponese st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

SALA ASTRA 2

DO KRAJA DANA (UNTIL THE DAY ENDS) 16.45

SALA PERLA

GIORNATE DEGLI AUTORI FUORI CONCORSO - FILM DI CHIUSURA pubblico - tutti gli accrediti

PEAU D’HOMME (MAN’S SKIN)

Russell Crowe (99’) v.o. inglese st. italiano/inglese Ali Asgari (87’) v.o. farsi st. italiano/inglese

21.00

17.30

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

SALA DARSENA

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

LOVERS IN THE BLUE NIGHT

Anuparna Roy (107’) v.o. hindi, sylheti bengali, marathi st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

19.00

SALA ASTRA 2

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

BE BRAVE

Francesco Carrozzini (90’) v.o. inglese, italiano st. italiano/inglese

19.15

SALA GRANDE

VENEZIA 83 pubblico

Léa Domenach (104’) v.o. francese st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

RITORNO A BUENOS AIRES (BACK TO BUENOS AIRES)

SOUNDS FROM HOME

QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS) Shaden Safieddine Tazi (18’) v.o. francese st. italiano/inglese

SASSO, CARTA, FORBICI (ROCK, PAPER, SCISSORS) Virginia Mori (9’) senza dialoghi

TESZTPÁLYA (TEST TRACK) Lydia Cornett (15’) v.o. ungherese st. italiano/inglese

TROPIKOS TOU THRINOUNTOS GKEKO (TROPIC OF THE MOURNING GECKO) Stavros Markoulakis (19’) v.o. greco, francese, inglese st. italiano/inglese

19.15

SALA CORINTO

SE MAI LE COSE (IF THINGS COULD EVER TALK) Giulia Cosentino (20’) v.o. italiano st. inglese

22.00

SALA CORINTO

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico 14+ - tutti gli accrediti

SALÓN DE BELLEZA

Nathalia Acevedo (108’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

SALA PASINETTI

VENEZIA 83 pubblico

KAMI NOUR (A BIT OF LIGHT) Ali Asgari (87’) v.o. farsi st. italiano/inglese

21.00

SALA WEB

ORIZZONTI CORTI - CONCORSO

EL FIN DE LOS TIEMPOS (THE END OF TIMES)

QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS)

19.30

TESZTPÁLYA (TEST TRACK)

Bibiana Rojas Gómez, Juan David Cárdenas (80’) v.o. spagnolo, inglese st. italiano/inglese

SALA PASINETTI

Shaden Safieddine Tazi (18') v.o. francese st. italiano/inglese

VENEZIA CLASSICI tutti gli accrediti

Lydia Cornett (15') v.o. ungherese st. italiano/inglese

Ann Hui (92’) v.o. cantonese st. italiano/inglese

TROPIKOS TOU THRINOUNTOS GKEKO (TROPIC OF THE MOURNING GECKO) 14+

WOO YUET DIK GOO SI (THE STORY OF WOO VIET) 19.45

SALA PERLA

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION - FILM DI CHIUSURA press - industry

20.00 PALABIENNALE

Pavlo Shpegun (15’) v.o. ucraino st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

Tristan Séguéla (114’) v.o. francese st. italiano/inglese

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC pubblico - tutti gli accrediti

LOS PODERES SILENCE

UN BON AVOCAT (THE GOOD LAWYER)

22.15 PALABIENNALE Marco Bechis (105’) v.o. italiano, spagnolo st. italiano/inglese

DIO RIDE (GOD LAUGHS)

Salim Jaller (20’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

SALA GRANDE

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

Daniele Ciprì, Franco Maresco (99’) v.o. italiano, siciliano st. inglese/italiano

HEAD OF A CAMEL

Shannon Lee (4’) v.o. inglese st. italiano/inglese

21.45

LO ZIO DI BROOKLYN (THE UNCLE FROM BROOKLYN)

NAZA

ORIZZONTI CORTI - FUORI CONCORSO pubblico 14+ - tutti gli accrediti

Francesco Carrozzini (90’) v.o. inglese, italiano st. italiano/inglese

VENEZIA CLASSICI tutti gli accrediti

VENEZIA 83 pubblico - tutti gli accrediti

SALA GIARDINO

SALA ASTRA 2

BE BRAVE

22.00

17.00 PALABIENNALE

17.00

SALA DARSENA

WHAT LOVE BUILDS

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS pubblico - tutti gli accrediti

Nathan Silver (7’) v.o. inglese st. italiano/inglese ORIZZONTI CORTI - CONCORSO

Liryc Dela Cruz (20’) v.o. italiano, tagalog, inglese st. italiano/inglese

14.00

CUDZE RZECZY (WHAT BELONGS TO OTHERS)

17.00

Yuval Abraham, Rachel Szor (80’) v.o. ebraico, inglese st. italiano/inglese

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC FUORI CONCORSO - FILM DI CHIUSURA pubblico - tutti gli accrediti

14.00

Jessica DiCosta (12’) v.o. inglese st. italiano/inglese

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

Jelena Maksimović (91’) v.o. serbo-croato st. italiano/inglese

Pavlo Shpegun (15’) v.o. ucraino st. italiano/inglese

VENEZIA 83 tutti gli accrediti

14.30 PALABIENNALE

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

LOS PODERES

Alessandro Ingaria, Simone Massi (14’) v.o. italiano st. inglese ORIZZONTI CORTI - CONCORSO

HUANGYAN SHENGHUO (BIG LITTLE THINGS)

16.30

Shannon Lee (4’) v.o. inglese st. italiano/inglese

11.15

SALA DARSENA

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

Michelle Zhou (109’) v.o. cinese mandarino st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

9.00 PALABIENNALE

SCHERZETTO (TRICK)

14.30

SEPTEMBER 11-12, 2026

Giovanni Veronesi (114’) v.o. italiano st. inglese

VENEZIA 83 pubblico

RITORNO A BUENOS AIRES (BACK TO BUENOS AIRES)

Marco Bechis (105’) v.o. italiano, spagnolo st. italiano/inglese

Stavros Markoulakis (19') v.o. greco, francese, inglese st. italiano/inglese

HEAD OF A CAMEL

Shannon Lee (4') v.o. inglese st. italiano/inglese

LOS PODERES

Salim Jaller (20') v.o. spagnolo st. italiano/inglese

SILENCE

Pavlo Shpegun (15') v.o. ucraino st. italiano/inglese


SCREENINGS 12/09

83. VENICE FILM FESTIVAL

8.30

SALA CORINTO

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

TESZTPÁLYA (TEST TRACK) Lydia Cornett (15’) v.o. ungherese st. italiano/inglese

BIOGRAFÍA DE JORGE LUIS BORGES – PARTE I (LIFE OF JORGE LUIS BORGES – PART I)

TROPIKOS TOU THRINOUNTOS GKEKO (TROPIC OF THE MOURNING GECKO)

BIOGRAFÍA DE JORGE LUIS BORGES – PARTE II (LIFE OF JORGE LUIS BORGES – PART II)

HEAD OF A CAMEL

Mariano Llinás (130’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

Mariano Llinás (90’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

BIOGRAFÍA DE JORGE LUIS BORGES – PARTE III (LIFE OF JORGE LUIS BORGES – PART III) Mariano Llinás (104’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

9.00

Stavros Markoulakis (19’) v.o. greco, francese, inglese st. italiano/inglese

SALA DARSENA

FILM PREMIATO 14.00

LOS PODERES

Salim Jaller (20’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

SILENCE

Pavlo Shpegun (15’) v.o. ucraino st. italiano/inglese

Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Nicoletta Berardi (66’) v.o. italiano st. inglese

14.15

SALA ASTRA 2

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

JUPITER

Giovanni Veronesi (114’) v.o. italiano st. inglese

11.00

9.00 PALABIENNALE

RITORNO A BUENOS AIRES (BACK TO BUENOS AIRES)

KAMI NOUR (A BIT OF LIGHT) Ali Asgari (87’) v.o. farsi st. italiano/inglese

9.00

SALA GIARDINO

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

MAKIKIRAAN PO (LET US THROUGH, DEAR ANCESTORS) Lav Diaz (151’) v.o. tagalog st. italiano/inglese

9.00

SALA CASINÒ

PROIEZIONI SPECIALI SETTIMANA DELLA CRITICA GIORNATE DEGLI AUTORI insieme a 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica press - industry

SALA PERLA

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC FUORI CONCORSO - FILM DI CHIUSURA pubblico - tutti gli accrediti

UN BREVE INCONTRO (A BRIEF ENCOUNTER)

Marco Bechis (105’) v.o. italiano, spagnolo st. italiano/inglese

11.15

SALA ASTRA 1

VENEZIA CLASSICI pubblico - tutti gli accrediti

SALA ASTRA 1

ORIZZONTI CORTI - FUORI CONCORSO pubblico 14+ - tutti gli accrediti

SOUNDS FROM HOME

Nathan Silver (7’) v.o. inglese st. italiano/inglese ORIZZONTI CORTI - CONCORSO

QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS) Shaden Safieddine Tazi (18’) v.o. francese st. italiano/inglese

SASSO, CARTA, FORBICI (ROCK, PAPER, SCISSORS)

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

Daniele Ciprì, Franco Maresco (99’) v.o. italiano, siciliano st. inglese/italiano

11.30

SALA PERLA

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico - tutti gli accrediti

UNE FEMME AUJOURD’HUI (A WOMAN TODAY) Robert Guediguian (123’) v.o. francese st. italiano/inglese

12.00

SALA CORINTO

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico - tutti gli accrediti

CAMOUFLAGE

16.15

SALA CASINÒ

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS pubblico - tutti gli accrediti

SALA GIARDINO

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO NON FICTION pubblico - tutti gli accrediti

WHAT LOVE BUILDS

NINO - UN FILM SU NINO ROTA (NINO - A FILM ABOUT NINO ROTA)

HUANGYAN SHENGHUO (BIG LITTLE THINGS)

NO PARADISE IF YOU ARE KILLED BY A WOMAN Halkawt Mustafa (110’) v.o. curdo sorani st. italiano/inglese

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

UN BON AVOCAT (THE GOOD LAWYER)

DIRETTA DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE AWARD CEREMONY – LIVE VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM DI CHIUSURA

DIO RIDE (GOD LAUGHS) 19.00

21.30

SALA DARSENA

VENEZIA 83 - FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

LEONE D’ORO 21.30

SALA CASINÒ

VENEZIA SPOTLIGHT - FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

PREMIO DEL PUBBLICO ARMANI BEAUTY 21.30

SALA CORINTO

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico - tutti gli accrediti

DEAR AJAYI

Damilola Orimogunje (120’) v.o. yoruba, inglese, igbo, francese st. italiano/inglese

21.45

SALA CASINÒ

83. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA press - industry

SALA GRANDE

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION - FILM DI CHIUSURA pubblico - tutti gli accrediti

DIO RIDE (GOD LAUGHS)

DIRETTA DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE AWARD CEREMONY – LIVE 19.15

SALA CORINTO

GIORNATE DEGLI AUTORI pubblico 14+ - tutti gli accrediti

I PLANT MY HAND IN THE GARDEN

Giovanni Veronesi (114’) v.o. italiano st. inglese

Hoda Taheri, Boris Hadžija (83’) v.o. inglese, farsi, serbo, tedesco st. italiano/inglese

22.15

20.00

MIGLIORE REGIA ORIZZONTI

SALA PERLA

ORIZZONTI - FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

MIGLIOR FILM ORIZZONTI 20.00

SALA ASTRA 1

VENEZIA 83 pubblico - tutti gli accrediti

23.00 PALABIENNALE VENEZIA 83 - FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

MIGLIORE REGIA

SALA GIARDINO

FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

MIGLIORE OPERA PRIMA

SALA ASTRA 2

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FILM ON FILMS pubblico - tutti gli accrediti

INTERMISSION

Yonfan (225’) v.o. cinese, inglese, giapponese st. italiano/inglese

21.00

SALA PERLA

ORIZZONTI - FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

23.00

DAU

Opera Prima Accesso in sala consentito solo fino a 10 minuti prima della proiezione. La prenotazione è obbligatoria per pubblico e accreditati./ Access will be allowed only 10 minutes before screening time. Reservation is required for the public and pass holders.

SALA GIARDINO

VENEZIA 83 - FILM PREMIATO pubblico - tutti gli accrediti

GRAN PREMIO DELLA GIURIA

Pubblico Public

Accreditati Pass holders

Press Industry

Tristan Séguéla (114’) v.o. francese st. italiano/inglese

LOVERS IN THE BLUE NIGHT

Redazione Marisa Santin (coordinamento editoriale), Mariachiara Marzari (immagine e comunicazione), Paola Marchetti (direzione organizzativa), Davide Carbone, Chiara Sciascia, Fabio Marzari, Luca Zanatta (graphic design)

83. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA pubblico

20.00

SALA DARSENA

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

14.00

IL DESIDERIO DI ESSERE INUTILE - HUGO A VENEZIA (HUGO IN VENICE - A YEARNING TO BE OF NO USE)

19.00 PALABIENNALE

16.30

16.30

SALA CASINÒ

CERIMONIA DI PREMIAZIONE AWARD CEREMONY

Ilya Khrzhanovsky (195’) v.o. russo st. italiano/inglese intervallo intermission 15’

Michelle Zhou (109’) v.o. cinese mandarino st. italiano/inglese

PROIEZIONI SPECIALI SETTIMANA DELLA CRITICA GIORNATE DEGLI AUTORI insieme a 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica pubblico - tutti gli accrediti

SALA GRANDE

83. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA inviti

Walter Fasano (115’) v.o. italiano, inglese st. inglese/italiano

16.30 PALABIENNALE

Direttore responsabile Venezia News Massimo Bran

83. VENICE FILM FESTIVAL

LO ZIO DI BROOKLYN (THE UNCLE FROM BROOKLYN)

Mykyta Gibalenko (102’) v.o. ucraino, tedesco, russo, inglese st. italiano/inglese

SALA DARSENA

Stefano Knuchel (100’) v.o. italiano, francese, dialetto veneziano

Virginia Mori (9’) senza dialoghi

SALA ASTRA 1

VENEZIA CLASSICI pubblico - tutti gli accrediti

11.30

Ann Hui (92’) v.o. cantonese st. italiano/inglese

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

Roan Johnson, Davide Pavanello (86’) v.o. italiano st. inglese

14.30

15.00

14.00 PALABIENNALE

RIDER

Valerio Vestoso (185’) v.o. italiano st. inglese

WOO YUET DIK GOO SI (THE STORY OF WOO VIET)

Russell Crowe (99’) v.o. inglese st. italiano/inglese

Liryc Dela Cruz (20’) v.o. italiano, tagalog, inglese st. italiano/inglese

9.00

PALABIENNALE

VENEZIA 83 tutti gli accrediti

Barthélémy Grossmann (106’) v.o. inglese st. italiano/inglese

Stefano Knuchel (100’) v.o. italiano, francese, dialetto veneziano st. italiano

SALA GIARDINO

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO SERIES pubblico - tutti gli accrediti

FATHER JOE

IL DESIDERIO DI ESSERE INUTILE - HUGO A VENEZIA (HUGO IN VENICE - A YEARNING TO BE OF NO USE) 9.00

Sergei Loznitsa (175’) v.o. russo st. italiano/inglese

19.00

Giovanni Veronesi (114’) v.o. italiano st. inglese

Alexandre Smia (87’) v.o. francese st. italiano/inglese

PECCATO

VENEZIA 83 tutti gli accrediti

SALA DARSENA

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION pubblico - tutti gli accrediti

14.30

DIO RIDE (GOD LAUGHS)

SALA ASTRA 2

PROIEZIONI SPECIALI pubblico - tutti gli accrediti

IMPERIUM

VENICE OPEN - FUORI CONCORSO FICTION - FILM DI CHIUSURA press - industry

SALA PERLA

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC pubblico - tutti gli accrediti

DAI NOSTRI INVIATI. LA RAI RACCONTA LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2001-2012

Shannon Lee (4’) v.o. inglese st. italiano/inglese

9.15

14.00

English version

SALA ASTRA 2

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti Anuparna Roy (107’) v.o. hindi, sylheti bengali, marathi st. italiano/inglese

17.00

SALA PERLA

GIORNATE DEGLI AUTORI EVENTO SPECIALE pubblico - tutti gli accrediti

EL FANTASMA (THE PHANTOM) Ignacio Masllorens, David Lamelas (96’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

17.00

SALA ASTRA 1

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

LOVERS IN THE BLUE NIGHT Anuparna Roy (107’) v.o. hindi, sylheti bengali, marathi st. italiano/inglese

Hanno collaborato Nicola Davide Angerame, Loris Casadei, Maria Casadei, Roberta De Rossi, Massimo Macaluso, Giorgio Placereani, Roberto Pugliese, Riccardo Triolo, Delphine Trouillard, Andrea Zennaro, Adele Spinelli, Alberto Marzari Annarita Brancaforte, Laura Nortilli, Roberto Rantucci, Anna Louise Whitney Fotografie Marco Cappelletti Relazioni istituzionali Giancarlo Di Gregorio

Daily Venezia 83 Supplemento di Venezia News n. 315-316 settembre-ottobre 2026 Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1245 del 4/12/1996

Stampa CHINCHIO INDUSTRIA GRAFICA www.chinchio.it Assistenza tecnica B-Life Srl Venezia Special partner

redazione@venezianews.it www.venezianews.it/daily2026

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83. VENICE FILM FESTIVAL

SEPTEMBER 11-12, 2026

LO SPETTACOLO CONTINUA CON MYMOVIES ONE Sala Web 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

LUNGOMETRAGGI DI BIENNALE COLLEGE CINEMA DEMETRA IN ESILIO di Maria Giovanna Cicciari (Italia, 80’) | disponibile il 3 settembre GU SHI di Amie Song (USA, Hong Kong, Thailandia, 83’) | disponibile il 4 settembre TIJUANA, TODAVÍA di Gabriel Gutierrez Morales (Messico, 94’) | disponibile il 5 settembre GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI IL MASSACRO di Cosimo Messeri (Italia, 94’) | disponibile dall’8 settembre SE VENISSE ANCHE L’INFERNO di Samuele Rossi (Italia, 90’) | disponibile dal 9 settembre GIORNATE DEGLI AUTORI I PLANT MY HAND IN THE GARDEN di Boris Hadžija, Hoda Taheri (Germania, Serbia, Stati Uniti, 83’) disponibile dal 3 settembre LES INDES di Pauline Julier, Nicolas Chapoulier (Svizzera, Spagna, 81’) | disponibile dal 5 settembre SALÓN DE BELLEZA di Nathalia Acevedo (Messico, Francia, 110’) | disponibile dall’8 settembre CAMOUFLAGE di Mykyta Gibalenko (Germania, 102’) | disponibile dal 9 settembre DEAR AJAYI di Damilola Orimogunje (Nigeria, Germania, 120’) | disponibile dal 10 settembre AGATA THE WRITER di Kuba Dorabialski (Australia, 95’) | disponibile dal 6 settembre ore 20:00 GIORNATE DEGLI AUTORI - NOTTI VENEZIANE MEMORIA DEL LAMPO di Riccardo Giacconi (Italia, 71’) | disponibile dal 5 settembre LA LEGGENDA DEL DESERTO di Elisabetta Giannini (Italia, 71’) | disponibile dall’8 settembre AUBER 89 di Giuseppe Schillaci (Francia, Italia, 80’) | disponibile dal 10 settembre GIORNATE DEGLI AUTORI - CONFRONTI I NISIDIANI di Riccardo Brun (Italia, 90’) | disponibile dall’8 settembre

www.mymovies.it/one 20


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DAILY#10 83. Mostra del Cinema di Venezia - September 11-12, 2026 by Venezia News - Issuu