



YAKA-CARONNO, DERBY DA PLAYOFF YAKA-CARONNO, DERBY DA PLAYOFF
Dentro questa sfida c’è molto più di una semplice classifica. C’è il percorso di una squadra che all’andata chiudeva al sesto posto, ancora alla ricerca di continuità e certezze, e che oggi invece si ritrova seconda a quota 53 punti, pienamente dentro la corsa di vertice.
di Matteo Carcano
La resa dei conti è arrivata davvero. Dopo mesi di rincorsa, battaglie, ribaltoni e una seconda parte di stagione giocata costantemente ad altissimo livello, lo Yaka Volley Malnate si presenta all’ultima giornata con tutto ancora aperto Sabato, al palazzetto di Malnate, arriva Caronno Pertusella: non una partita qualsiasi, ma probabilmente il derby più sentito, più pesante e più simbolico dell’intera stagione.
Dentro questa sfida c’è molto più di una semplice classifica. C’è il percorso di una squadra che all’andata chiudeva al sesto posto, ancora alla ricerca di continuità e certezze, e che oggi invece si ritrova seconda a quota 53 punti, pienamente dentro la corsa di vertice. C’è la crescita di un gruppo che, settimana dopo settimana, ha trasformato i dubbi in identità e le buone prestazioni in risultati concreti
E soprattutto c’è la sensazione che questo finale se lo sia guadagnato davvero La vittoria di Mozzate contro ReS Volley ha raccontato perfettamente il momento dello Yaka Non soltanto per il peso dei due punti conquistati in uno scontro diretto durissimo, ma per il

modo in cui sono arrivati Per due set
Malnate ha espresso una pallavolo di livello altissimo: pressione costante al servizio, muro-difesa efficace, intensità continua e grande lucidità offensiva Poi il ritorno di ReS, il blackout del quarto set, il rischio concreto di vedere la partita sfuggire di mano ed è lì che si è vista la differenza rispetto a qualche mese fa. Perché questo Yaka oggi ha imparato a restare dentro le partite anche quando l’inerzia cambia improvvisamente direzione. Ha imparato a non perdere ordine nei momenti sporchi, a non lasciare che nervosismo e tensione prendano il sopravvento. Il tie-
break vinto a Mozzate è stato soprattutto questo: una prova di maturità.
Ora però il livello si alza ancora Perché l’ultima giornata elimina ogni margine di gestione. Non ci sono più partite successive da tenere in considerazione, né possibilità di recuperare eventuali passi falsi. Esiste soltanto una gara da giocare fino in fondo. E dall’altra parte della rete ci sarà probabilmente l’avversario più difficile da affrontare in una situazione del genere.
Caronno arriva a Malnate da terza forza del campionato, a soli due punti dallo Yaka, con la consapevolezza di avere ancora tutto nelle proprie mani.
il percorso delle due squadre ha preso direzioni differenti. Malnate ha trovato continuità quasi immediata nel girone di ritorno, costruendo una lunga serie di vittorie pesanti e mostrando una crescita evidente soprattutto dal punto di vista mentale. Caronno è rimasta stabilmente nelle zone alte della classifica, ma ha perso qualcosa in termini di continuità assoluta, lasciando per strada punti importanti contro squadre teoricamente più abbordabili.
Una squadra che durante l’andata aveva dominato il girone grazie a solidità, organizzazione e continuità, e che anche oggi resta una delle formazioni più complete dell’intero campionato
L’andata lo aveva già dimostrato chiaramente. Quel 3-1 in favore di Caronno era stato il simbolo di uno Yaka ancora troppo discontinuo nei momenti chiave: capace di giocare alla pari per lunghi tratti, ma meno lucido nella gestione dei dettagli e troppo nervoso nei passaggi più delicati della gara Caronno, invece, aveva saputo fare esattamente ciò che fanno le squadre mature: restare ordinata, difendere tanto e approfittare di ogni minima sbavatura avversaria.
Da allora, però, il percorso delle due squadre ha preso direzioni differenti. Malnate ha trovato continuità quasi immediata nel girone di ritorno, costruendo una lunga serie di vittorie pesanti e mostrando una crescita evidente soprattutto dal punto di vista mentale Caronno è rimasta stabilmente nelle zone alte della classifica, ma ha perso qualcosa i n t e r m i n i d i c o n t i n u i t à a s s o l u t a , l a s c i
s
dre teoricamente più abbordabili.
Caronno resta una squadra estremamente difficile da affrontare Una for-

mazione che riceve molto bene, che riesce a giocare con continuità al centro e che sa mantenere qualità anche nelle situazioni più complesse Il rient r o d e l l ’ o p p o s t o Ve n t u r i n i a g g i u n g e inoltre ulteriore profondità offensiva a un sistema già molto equilibrato.
P e r q u e s t o l o Ya k a d o v r à r i u s c i r e a fare esattamente ciò che meglio gli è
r i u s c i t o n e l l e u l t i m e s e t t i m a n e : t ogliere ritmo agli avversari attraverso il servizio, alzare l’intensità difensiva e mantenere continuità mentale anche q u a n d o l a p a r t i t a e n t r e r à i n e v i t a b i lmente nei suoi momenti più tesi.
P e r c h é l a s e n s a z i o n e è c h e q u e s t a gara si deciderà soprattutto lì. Nei dettagli. Nella gestione dei finali di set.
Nella capacità di restare lucidi quando la tensione salirà inevitabilmente punto dopo punto
E poi c’è il palazzetto In una partita
come questa il fattore campo può diventare qualcosa di molto più profondo di una semplice cornice. Può diventare energia continua, pressione positiva, capacità di trascinare la squadra nei momenti di difficoltà A Mozzate il pubblico nerofucsia si è fatto sentire in maniera importante anche in trasferta Sabato, in casa, quella spinta può diventare un elemento reale dentro la partita.
Perché questo gruppo, al di là di come finirà la classifica, ha già costruito qualcosa di importante. Ha restituito entusiasmo, credibilità e appartenenza. Ha dimostrato di poter competere stabilmente ai vertici e di meritarsi un finale di stagione giocato sotto pressione. Adesso però resta l’ultimo passo. Il più difficile. Quello che separa una stagione eccellente da qualcosa che potrebbe diventare davvero speciale.


Con la classifica ancora aperta e una stagione che ha ormai assunto contorni quasi inattesi, inevitabilmente il pensiero va anche oltre il campo. Quanto c’è oggi di concreto e quanto invece di “sogno” nel possibile discorso legato all’A3?
“È chiaro che il salto in A3 comporta costi molto importanti e tante questioni organizzative da affrontare. Noi come squadra diciamo sempre scherzando che ‘vogliamo mettere in difficoltà’ la società, ovviamente in senso positivo: fare il massimo possibile in campo e poi lasciare a loro eventuali valutazioni.
In questo momento però sarebbe prematuro andare troppo oltre. Il percorso è ancora lungo e ci sono squadre molto attrezzate, forse anche più della nostra.





































