TRIMESTRALE DELL’UNIONE PETROLIFERA - ANNO 2020 N. 1 - WWW.UNIONEPETROLIFERA.IT
ENERGIE E TECNOLOGIE PER IL FUTURO
RETI, CARBURANTI, TECNOLOGIE: verso il futuro dell’automotive >> pagg. 6 - 31
RETE CARBURANTI: IL PUNTO DI VISTA DELLE ISTITUZIONI
DALLA PISTA ALLA STRADA: CONTRIBUTI DI ACI, SHELL, TOTAL E PETRONAS
A SPASSO CON LO SHARING E IL LEASING
La rete carburanti presenta ancora molte criticità e va ammodernata per essere più funzionale alle nuove esigenze di mercato. Il sistema è dinamico e l’ammodernamento è in corso. Intervista all’Assessora al Commercio e Industria delle Regione Marche, coordinatrice della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni.
Il mondo degli sport motoristici è da sempre un laboratorio dove testare novità da portare sulle auto di serie. Ci aiutano a capire quanto lavoro ci sia dietro il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, e i responsabili di Shell, Total e Petronas che forniscono carburanti e lubrificanti ai principali team di Formula 1 e Moto GP.
Car sharing e leasing sono due formule a cui fanno ricorso sempre più persone. Un fenomeno che riguarda soprattutto i centri urbani e che ha cambiato le abitudini di molti. Ne abbiamo parlato con i principali operatori in Italia, Enjoy, Share NOW e Leasys, per capire a che punto siamo e quali sono le prospettive.
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RIVISTA TRIMESTRALE SUI PROBLEMI DELLʼENERGIA
INDICE EDITORIALE 3 ATTUALITÀ: PRECONSUNTIVO PETROLIFERO 2019 4 SPECIALE AUTOMOTIVE DAI PRIMI DISTRIBUTORI AUTOMATICI ALLA PRIMA 6 STAZIONE DI SERVIZIO: UN RACCONTO DELL’ITALIA MODERNA di Giorgio Carlevaro LE STAZIONI DI SERVIZIO? SONO ARTE MODERNA 10 di Marco Mocchetti LA RETE CARBURANTI TRA PASSATO E FUTURO 12 di Claudio Spinaci DUE DOMANDE AL PRESIDENTE FAIB MARTINO LANDI 14 LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA DISTRIBUZIONE 15 di Davide Tabarelli PER UNA RETE CARBURANTI MODERNA E SOSTENIBILE 16 intervista a Manuela Bora, Assessora Regione Marche DALL’AUTO STATUS SYMBOL ALLA MOBILITÀ AS A SERVICE 18 di Pietro Lanzini L’AUTO CORRE SEMPRE PIÙ PULITA 20 di Antonio Sileo CAMBIANO I CARBURANTI E NASCONO GLI E-FUEL 22 di Giuseppe Tannoia IL MOTOSPORT ITALIANO CORRE... PER LA RICERCA 24 di Angelo Sticchi Damiani DALLA PISTA ALLA STRADA 26 come la Formula 1 aiuta la mobilità di tutti PETRONAS: PRESTAZIONI DA CAMPIONI PER TUTTI 27 di Giuseppe D’Arrigo SHELL: STORIA DI UN SECOLO DI INNOVAZIONE 27 di Benedetto Forlani TOTAL: LE GARE? UN VERO LABORATORIO 28 di Filippo Redaelli UNO SGUARDO SUL MONDO DEL CAR SHARING E LEASING 30 interviste sulle nuove opportunità di mobilità a Giuseppe Macchia, Enjoy; Luigi Licchelli, Share now; Alberto Grippo, Leasys RUBRICHE EDUCATION: CON I GIOVANI PER FAR CRESCERE 32 NON SOLO LA PROFESSIONALITA due domande a Rosario Pistorio, CEO Sonatrach Raffineria Italiana FALSI MITI: I PAGAMENTI DIGITALI SONO SICURI 34 NOVITÀ LEGISLATIVE 35 APPUNTAMENTI 36 I NUMERI DELL’ENERGIA 37 NEWS DALLE ASSOCIATE 38 IMMAGINARE IL FUTURO 39
MUOVERSI
TRIMESTRALE DELL’UNIONE PETROLIFERA ANNO 2020 N. 1 GENNAIO / MARZO Direttore Responsabile Marco D’Aloisi Collaboratori Armando Durazzo Paolo Guarino Roberto Roscani Ideazione e Progettazione Grafica Valerio Ventucci per Atlas Consulting Hanno contribuito a questo numero Benedetto Forlani, Giorgio Carlevaro, Giuseppe D’Arrigo, Pietro Lanzini, Marco Mocchetti, Filippo Redaelli, Antonio Sileo, Claudio Spinaci, Angelo Sticchi Damiani, Davide Tabarelli, Giuseppe Tannoia Hanno contributo alla rivista Stefano Cingolani, Stefano Da Empoli, Icao, Innovhub, Politecnico di Milano, Claudio Spinaci, Roberto Ulivieri, Antonio Tajani Unione Petrolifera Piazzale Luigi Sturzo, 31 00144 Roma info@unionepetrolifera.it www.unionepetrolifera.it Tw: @UPetrolifera Per proporre contributi o per richieste pubblicitarie: muoversi@unionepetrolifera.it Le opinioni espresse impegnano unicamente gli autori e sono indipendenti da opinioni e politiche dell’Editore. Registrazione Tribunale di Roma n. 121 del 19 settembre 2019
EDITORIALE L’Italia è un Paese che, per cultura e tradizioni, si è sempre distinto dal resto d’Europa. Ciò riguarda anche le nostre abitudini in fatto di mobilità. Abbiamo un tasso di motorizzazione che è secondo solo a quello degli Stati Uniti, dove praticamente è nata la motorizzazione intesa come fenomeno di massa, ed anche una diffusione di veicoli a due ruote senza pari, soprattutto nei centri urbani più congestionati dove il trasporto pubblico spesso non è un’opzione praticabile. Per noi la centralità dell’auto negli spostamenti quotidiani è ancora fuori discussione, considerato che oltre il 60% è per lavoro e gestione familiare. Una così diffusa domanda di mobilità, resa ancora più complicata dalla particolare orografia del nostro territorio, che presenta un’elevata incidenza delle comunità montane, ad oggi è sempre stata soddisfatta da una rete di punti vendita carburanti distribuita in modo estremamente capillare, che in molti casi assolve ad un ruolo di servizio sociale e di presidio del territorio. A differenza delle grandi città, dove concetti come sharing mobility o modal split sono ormai entrati nel linguaggio corrente, quando ci si sposta nella realtà delle province italiane ci si accorge che rinunciare alla propria auto è praticamente impossibile. Quindi è importante capire come il settore automotive dovrà evolvere per rispondere ai cambiamenti in atto nella società, continuando a rispondere ad una precisa domanda dei consumatori: ossia quella di muoversi in modo sicuro e alla portata di tutti. Abbiamo provato a farlo con l’aiuto di chi se ne occupa per studio o lavoro, raccontando anche un po’ di storia d’Italia. Si parte con un articolo che ripercorre i primi passi del settore nell’immediato dopoguerra, quando l’imperativo era rimettere in moto un Paese stremato, accompagnato da un racconto per immagini del “Museo Fisogni”, che raccoglie pompe di benzina storiche, la prima risalente al 1892. Segue il punto di vista delle Istituzioni, con un’intervista all’Assessora Industria e Commercio della Regione Marche, Manuela Bora, e commenti del Presidente Spinaci e di chi opera sugli impianti. Completano la prima parte contributi dedicati al ruolo sociale dell’auto, a come è cambiata, a come cambieranno i combustibili utilizzati e il modo di distribuirli. La seconda parte dello speciale è invece dedicata al mondo delle competizioni automobilistiche, che da sempre rappresentano un laboratorio dove sperimentare nuove soluzioni tecnologiche da portare sulle auto di serie. A tal fine, ospitiamo contributi di Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Aci cui fa capo il circuito di Monza dove si tiene il Gran Premio d’Italia di Formula 1, e dei principali sponsor e fornitori di carburanti e lubrificanti dei team, come Total, Shell e Petronas che ci spiegano quanto sforzo in ricerca e innovazione ci sia in ogni litro di prodotto. Completa lo speciale un focus su car sharing e leasing, con tre interessanti interviste ai responsabili di Enjoy, Share NOW e Leasys che offrono un quadro sulle nuove opportunità di mobilità. Come sempre, buona lettura. Marco D’Aloisi
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ATTUALITÀ
PRECONSUNTIVO PETROLIFERO 2019 Pubblichiamo una sintesi del Preconsuntivo Petrolifero 2019, pubblicato da UP a dicembre e disponibile sul sito, che presenta dati, numeri e tendenze dei mercati petroliferi internazionali e nazionali.
La domanda di energia nel mondo continua a crescere e così anche quella di petrolio che nel 2019 si è confermata la prima fonte di energia con un peso del 31%, seguito dal carbone con il 27% e quindi dal gas con il 23%. Le fonti fossili hanno soddisfatto l’81% della domanda totale di energia, che è più meno la stessa percentuale di venti anni fa, anche se con una composizione leggermente diversa. La fonte petrolifera, in particolare, pur diminuendo percentualmente, aumenta in valore assoluto e nel comparto dei trasporti pesa per circa il 92%. Dal “Preconsuntivo petrolifero 2019” appena pubblicato emerge infatti che nel 2019 la domanda petrolifera, sebbene sia cresciuta meno del previsto (1 milione b/g rispetto agli 1,2 stimati ad inizio anno), ha messo a segno un nuovo record superando nel quarto trimestre dell’anno i 101 milioni b/g, in larghissima parte dovuto all’aumento registrato nei Paesi non-Ocse, sempre più centrali nell’evoluzione delle dinamiche energetiche mondiali. Protagonisti indiscussi sono stati gli USA che con i 17 milioni b/g hanno stabilito un nuovo primato produttivo e assunto il ruolo di leader del mercato che una volta era dell’Arabia Saudita. La vera novità è che nel 2019 le dinamiche della domanda e dell’offerta, muovendosi in sintonia, hanno evitato i surplus degli ultimi anni e annullato il cuscinetto rappresentato dalle scorte. Si tratterà dunque di garantire un’offerta in grado di rispondere a questa richiesta, anche se il livello degli investimenti in nuova capacità produttiva è qualche anno che segna il passo. Basti pensare che nel 2019 il volume complessivo degli investimenti in E&P è stato pari a 403 miliardi di euro, circa la metà rispetto a quanto si MTon
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I consumi petroliferi italiani 73,7
70 60
60,9
60,5
2018
2019
50 40 30 20 10 0 2010
4
VARIAZIONE 2019-2010
VARIAZIONE 2019-2018
– 18%
– 0,7%
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è investito 5 anni fa. Un altro problema riguarda la raffinazione che tenderà a spostarsi sempre più verso Oriente, dove al 2040 si concentrerà il 39% del totale, con rischi per la competitività della raffinazione europea, dove la capacità tenderà a ridursi, pregiudicata dalla revisione del meccanismo ETS per il periodo 2020-2030, avvenuta nel 2017, che prevede un fattore di riduzione lineare delle quote gratuite di CO2 dell’1,5% all’anno che ha già fatto salire i prezzi della CO2 da 7 a circa 28 euro/tonnellata. Fattore che potrebbe essere ulteriormente incrementato per tenere dei nuovi obiettivi ambientali previsti dal “Green Deal” europeo. Quanto ai prezzi del petrolio nel 2019 mediamente sono apparsi in sensibile calo, con il Brent che ha chiuso l’anno a 64,5 dollari/barile rispetto ai 71 dell’anno precedente (-9%). Le attese per il 2020, stimate nell’ambito della forchetta 65-70 dollari/barile, non tengono naturalmente conto delle possibili conseguenze delle tensioni tra USA e Iran. In Italia – che dipende per oltre l’80% dalle fonti estere - i consumi di energia negli anni si sono progressivamente ridotti sia per effetto di una maggiore efficienza negli usi, che per un clima economico non favorevole, cambiando i rapporti di forza tre le diverse fonti. Nel 2019 i consumi totali sono stati pari a 161 MTep, con una riduzione dell’1,2% rispetto al 2018, anno, fra i pochi del decennio, in cui si era rilevato un recupero. Da un paio d’anni il petrolio ha ceduto il primato al gas che nel 2019 è stata l’unica fonte a crescere (+4%), sostenuta sostanzialmente dal recupero della produzione termoelettrica per le minori importazioni di energia elettrica (a causa dell’indisponibilità del nucleare dal2019 M ton Var% la Francia da cui dipendiamo per il 33% del nostro fabbisogno), e per Benzina Autotrazione 7 ,4 0,5 la maggiore convenienza economica dei cicli combinati a gas rispetGasolio Autotrazione 23,9 –0,9 to ai solidi, mentre le rinnovabili si Gasolio Riscaldamento 1 ,0 –5,3 sono confermate sui livelli dello GPL 3 ,4 3 ,2 scorso anno e per il 75% impiegate Carboturbo 4,9 4,8 nella produzione elettrica. Tutto ciò, accompagnato da una Olio Combustibile 0,8 –9,7 flessione delle quotazioni delle diBitume 1,6 13,0 verse fonti di energia, si è tradotto Fabbisogno Petrolchimico 3 ,9 –9,7 in termini di fattura energetica in Altri Prodotti(°) 4 ,4 – 2,7 un esborso complessivo di 39,6 miliardi di euro, con un risparmio di Bunkeraggi 3,2 0,2 3,2 miliardi di euro rispetto al 2018 (-7,4%). Quanto al petrolio, con Scorte e arrotondamenti 0,2 — 60,5 milioni/tonnellate ha soddiComprende lubrificanti, coke di petrolio e altri minori. sfatto oltre il 36% della domanda di energia totale, evidenziando un FONTE: UP su dati MISE lieve calo (-0,7%), scaricato in parti-
(°)
colare su prodotti come gasolio e olio combustibile e sul fabbisogno netto della petrolchimica. Oltre il 70% di questi volumi sono riconducibili ai trasporti. Una delle peculiarità del 2019 è che dopo 20 anni i consumi di benzina sono tornati a crescere (+0,5%), a fronte di una flessione di quelli di gasolio autotrazione (-0,9%). Un segno di un cambiamento nelle preferenze degli automobilisti, spiazzati dai molteplici divieti e blocchi per le motorizzazioni diesel. Nel 2019 le immatricolazioni delle auto a benzina hanno infatti superato quelle a gasolio che hanno così perso il primato conquistato nel lontano 2004. Quanto alle altre le alimentazioni, che nel 2019 hanno contato per il 15,6%, va rilevato che le stesse sono costituite per quasi il 60% da gpl e metano, il 36% dalle ibride e solo il 6% da elettriche e plug-in, nonostante gli incentivi del bonus-malus. Da un punto di vista della copertura di questo fabbisogno, il sistema di raffinazione ha lavorato complessivamente 70,9 milioni/ tonnellate (-0,9%) con un tasso di utilizzo sceso sotto l’83%. In flessione le importazioni di greggio (-1,3%) ed anche i flussi import/export di prodotti finiti. In particolare, le esportazioni sono di-
Numero punti vendita principali paesi europei e vendite rete FONTE: UP su dati CPDP, FuelsEurope, Associazioni Petrolifere Nazionali
25.000
20.000
21.700
14.459
15.000
11.650 10.000
11.050 8.400
5.000
0
Miliardi di litri (benzina e gasolio)
Italia
Germania
Spagna
Francia
Regno Unito
28,7
49,5
28,8
43,0
34,8
minuite del 5,5% con un controvalore pari a 12,6 miliardi di euro (il 96% del nostro export energetico) rispetto ai 14 miliardi del 2018. In calo del 10,5% anche la produzione nazionale. Fattori che hanno inciso sulla fattura petrolifera che è diminuita solo dell’1,1% nonostante una riduzione del costo del greggio importato del 3,5%. Dal punto di vista dei prezzi dei carburanti va rilevato che quelli industriali (al netto delle tasse) nel 2019 sono stati inferiori a quelli dell’area euro e che dunque le differenze dei prezzi al consumo derivano per intero da un carico fiscale che, stando alla Legge di Bilancio in corso di approvazione, dovrebbe aumentare già a partire dal 2021 per almeno 3 centesimi al litro su benzina e gasolio. Va altresì ricordato che gli oli minerali complessivamente hanno garantito un gettito fiscale (accise + Iva) pari ad oltre 39,6 miliardi di euro, di cui il 96% rappresentato da benzina e gasolio. Prodotti che sono stati venduti da una rete composta da 21.700 punti vendita, di cui il 70% che fa capo alle principali compagnie petrolifere e a soggetti terzi che espongono il loro marchio. Il restante 30% alle cosiddette “pompe bianche”. In termini di volumi venduti, la rete nazionale ha erogato complessivamente 28,7 miliardi di litri, analoghi a quelli della Spagna (28,8 miliardi), ma con un numero di impianti quasi doppio. Una rete che si conferma sempre pùi polverizzata, con oltre 200 i marchi presenti, alcuni dei quali con pochissimi impianti. Il numero di punti vendita riconducibili ad operatori con meno di 30 impianti in Italia sono infatti 5.000 contro i 700 della Francia e del Regno Unito e i 350 della Germania.
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DAI PRIMI DISTRIBUTORI AUTOMATICI ALLA PRIMA STAZION di Giorgio Carlevaro
C’era una volta alla Camera di Commercio di Lodi i Attilio Cassoni. marchi “Motorine, benzina tripla rafPotrebbe co- finata” e “First-Oil, trade mark” con minciare così tanto di loghi, in cui le sue generalità la “favola” della risaltavano fra ruote alate, pistoni e fase pionieri- profili d’auto in stile futurista. stica della di- Sono gli anni in cui vengono installate stribuzione dei le prime pompe di benzina e a gestirli carburanti in sono proprio i droghieri, i gestori dei Italia: un fervo- bar e i farmacisti. Cassoni, che drore di iniziative ghiere era stato, è tra i primi a sfruttare che per la veri- il nuovo business. Ed è allora che entra tà caratterizzò in gioco la benzina Victoria, la benzina Giorgio Carlevaro tutte le fasi del degli italiani, come viene definita quelDirettore emerito della ciclo petrolife- la distribuita dall’omonima società, coro, a partire da stituita da Cassoni nel 1927, che firma Staffetta Quotidiana quello mine- un contratto con la Snom per gestire rario. Che nel 50 distributori. Da non confondere caso della distribuzione dei carburanti con la Littoria, il supercarburante dicoinvolse all’inizio droghieri, gestori di stribuito dall’Agip costituita nel 1926, bar, farmacisti e garagisti. Con la pom- che nel 1929 incorpora la Snom forte pa di benzina collocata davanti ai loro all’epoca di 1.200 punti vendita carburanti. esercizi. Cassoni viene poi nominato agente Cassoni era nato a Codogno in provincia di Lodi nel 1878, primo di quattro dell’Agip per Milano e provincia, incarifigli di un negoziante di caffè, spezie e co che manterrà fino al 1942. Cui si agcoloniali che nel corso degli anni ave- giunge nel 1932 la nomina a presidenva assunto la rappresentanza della te per due anni della Federazione dei birra Pilsen&Monaco e l’esclusiva di grossisti di oli minerali di Milano, anteuna moderna macchina tedesca per la nata dell’Assopetroli. Ormai il deposito torrefazione, la macinazione e la refri- della Bovisa non basta più e Cassoni gerazione elettrica del caffè, probabil- lo chiude e nel 1933 apre quello delmente nella speranza di coinvolgere la Barona: 48 serbatoi, in buona parte in queste attività anche il figlio Attilio. interrati, della capacità complessiva di 4.417 mc, Che invedi cui olce, dopo tre 1.000 aver asDalla fine dell’800 vengono installate concessi solto il le prime pompe di benzina e a gestirle nel 1939 servizio sono i droghieri, i gestori dei bar e i in affitto militare farmacisti. Attilio Cassoni è il pioniere a l l ’A g i p . e aver lache per primo capì le potenzialità Serbavorato in toi in cui drogheria commerciali di questo nuovo business venivano per dieci stoccati anni, nel 1906 decise di mettersi in proprio e benzina, gasolio, olio combustibile, ludedicarsi alla vendita di prodotti pe- brificanti e benzolo. troliferi. Costituì così la A. Cassoni & C Facendo un passo indietro, dal 1891 in accomandita semplice con 15.000 è presente in Italia la società Italo-Alire di capitale, che aveva per oggetto mericana pel Petrolio (SIAP), una del“il commercio e la rappresentanza di le prime affiliate della Standard Oil of lubrificanti e benzine”. Depositando New Jersey (da sempre nota in Italia
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come Esso dalle iniziali S e O), inserendosi nell’attività svolta a Venezia fin dal 1872 dalla Walter&C che importava petrolio lampante russo e americano per uso di riscaldamento e illuminazione. Dando il via all’ingresso progressivo sul mercato italiano di altri grandi gruppi esteri: nel 1901 la Socony Vacuum (la futura Mobil), nel 1912 la Nafta, Società Italiana pel petrolio e affini (affiliata della Shell), nel 1920 la Texas Oil (la futura Texaco), nel 1924 la Anglo Persian Oil (la futura BP). Anche quella della Siap, oggi Esso Italiana, è una storia emblematica. Per i primi dieci anni l’attività principale era concentrata sul petrolio illuminante. La fine del secolo registra l’avvento dell’automobile e la nascita della Fiat e anche l’attività della Siap cambia connotati. Il primo significativo investi-
LE VE IA TI EC MO SP TO U A
NE DI SERVIZIO: UN RACCONTO DELL’ITALIA MODERNA
mento è la costruzione di una serie di 22.500 mc), la raffineria di Trieste la- do il reticolo dei loro distributori, con il depositi di greggio e di prodotti finiti. Il vora ormai a tempo pieno per la Siap. rischio di chiudere tutti gli spazi comprimo in assoluto è quello di Marghera Nel 1931 la Siap si spartisce insieme merciali con un mercato ai limiti della aperto nel 1892, seguito nel 1900 da alla Nafta e all’Agip gli impianti della saturazione, sollevando i timori della quello di Padova. Nel 1910 raggiunge Benzina Petroleum Società Anonima neonata Agip. La questione venne l’obiettivo di vendere 10.000 tonnel- Italiana (Anglo Persian Oil Co). Nel discussa ai massimi livelli governativi late di benzina. Nel 1913 la sede del- 1934 a Genova, viene inaugurata la e venne stabilito che le concessioni a la Siap viene trasferita da Venezia a prima stazione di servizio Esso. Nel enti pubblici e privati di aree demaniali per impianti di serbatoi, di apparecGenova. Il suo esempio viene seguito 1939 saranno salite a dieci. dalla Nafta (costituita un anno prima a Nel 1941 con l’entrata in guerra degli chi di custodia e di distribuzione della La Spezia). Il capoluogo della Liguria, Usa a fianco degli Alleati anche gli im- benzina ed i permessi di impianto angrazie al porto, diventa il centro più pianti della Siap vengono sequestrati che in terreni non demaniali non potevano essere più dati senza importante del mercato petroliaver ottenuto “il consenso fero italiano. E tale resterà fino dell’Agip in relazione al suo agli anni ’60. Nel 1922 a Genova si sperimentano programma di azione”. GraScoppia e finisce la prima gueri primi due distributori automatici di zie a queste direttive il prera mondiale. I crescenti volumi benzina. Poco alla volta copriranno sidente Ettore Conti fu in commercializzati impongono la tutto il territorio nazionale. grado di comunicare già il 1° creazione di nuove capacità di Poi negli anni ’30 si diffondono i settembre a Mussolini che stoccaggio. In collaborazione con la Nafta, la Siap promuove “chioschi a pagoda”, è l’embrione della l’Agip aveva approntato un programma per l’impianto la creazione del primo porto pefutura stazione di servizio in Italia di 1.300 distributori troli, bonificando 25.000 ettari automatici, di cui circa 80 in di barene nella zona di Marghera. Nel 1922 installa a Genova a titolo e affidati in gestione all’Agip. Ritor- Roma e dintorni. sperimentale due distributori auto- nerà ad operare nel 1946 cambiando Agip a parte, il commercio al minuto matici di benzina, i primi di una lunga nome in Standard Italo Americana Pe- dei carburanti era intimamente conserie che copriranno a poco a poco troli. E nel 1948 immette sul mercato nesso alla disciplina degli apparecchi tutto il territorio nazionale. Negli anni Esso Extra, il primo supercarburante di distribuzione, il cui impiego per la comodità e la sicurezza dei riforni’30 si diffondono anche i cosiddetti del dopoguerra. “chioschi a pagoda” con davanti il di- In un contesto normativo improntato menti si era andato sempre più allarstributore automatico, embrione della fino ad allora ad una notevole libertà gando in quegli anni. In Italia l’impianto futura stazione di servizio. Dal 1925 al di mercato senza particolari ingeren- dei primi distributori automatici, così 1932 le automobili circolanti in Italia ze dello Stato, il 3 aprile 1926 la na- venivano definiti, risaliva al 1924 e diecrescono da 80.000 a 285.000 unità. scita per decreto legislativo dell’Agip ci anni dopo erano già 22.000 eserIn quegli anni la benzina viene com- (Agenzia Generale Italiana Petroli) citati da varie ditte, per salire poi nel mercializzata dalla Siap con il marchio provoca un grosso scossone. Ciò ri- 1940 all’inizio della guerra a 25.000. Lampo. L’attività si espande anche guarda anche il settore della distri- La loro distribuzione rispondeva quasi negli altri settori del mercato, come in buzione che le società petrolifere già ovunque all’intensità dei consumi. La quelli degli oli lubrificanti (prima con il presenti sul mercato italiano stavano disciplina dell’installazione di questi marchio Standard Motor Oil lanciato sviluppando, soprattutto quelle fa- apparecchi era gestita dal ministenel 1927 e poi con Essolube Motor Oil centi capo a gruppi esteri, cercando di ro delle Corporazioni. Le disposizioni lanciato nel 1935), dell’olio combusti- installare nuovi impianti “nei punti più erano informate essenzialmente al bile, dei bitumi, della benzina avio (con favorevoli dei paesi, della città e del- principio di evitare nel commercio al il marchio Lampo Avio poi Stanavo la campagna”. Non essendovi alcuna minuto non solo gli inconvenienti e i rigorosa norma al riguardo, in genere pericoli di rigidi monopoli, ma altresì lanciato nel 1930). Nel 1926 con la nascita dell’Agip le le richieste venivano prontamente improvvisazioni industriali e commercose, come vedremo, cambiano. C’è soddisfatte dalle autorità comunali. ciali. bisogno di rivedere le strategie di Si stavano cioè creando i presupposti Criteri che presiedevano al rilascio mercato e di rinfrescare l’immagine. per un accaparramento del mercato delle concessioni, cioè delle autorizNel 1933 viene inaugurato il grande da parte delle società straniere, che zazioni all’esercizio degli spacci dei deposito costiero di Napoli (capacità andavano progressivamente allargan- carburanti, prescrivendo in via di mas-
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sima che chi intendeva gestire im- derna, che si specchia nel pensiero futurista che parapianti del gegona la benzina al nere doveva L’inizio degli anni ‘30 vide “ricostituente sopossedere vrano dell’umanità, un minimo di in Italia un rapido sviluppo al profumo più bello disponibilità della motorizzazione. che invade e triondi depositi di Tra il 1929 e il 1933 la fa, alla bevanda carburanti per circolazione di autovetture preferita dalla dea il rifornimento salì del 30% arrivando a macchina in velocidei distributori. Un criterio, quota 230.000, quella degli tà”. Gabriele D’Annunzio gli dedica di cui si sentiautocarri crebbe del 50% addirittura un’Ode. va da tempo il superando quota 80.000 Nel 1932 gli autobisogno, che veicoli circolanti mirava da una parte a eliminare chi, vivendo ai mar- (compresi autocarri e autobus) erano gini di questa attività e non disponen- circa 318.000 (di cui 227.000 costitudo di alcuna organizzazione tecnica iti da autovetture) con un consumo di ed economica, finiva col disturbare benzina di circa 480.000 tonnellate. Il il mercato e dall’altra a sviluppare gli suo prezzo era intorno alle 2,10 lire il impianti che facevano capo a depositi litro, di cui il 60% (1,27 lire) assorbito di combustibili liquidi. Un altro proble- dagli oneri fiscali. Nel 1932 e nei primi ma era quello del rispetto dell’obbligo mesi del 1933, nell’Italia settentrionadella pubblicità del prezzo di vendita. le la benzina era stata oggetto di una Disponendo, a pena di sanzioni per i sfrenata lotta di concorrenza causatrasgressori, che chi gestiva un distri- ta da piccole ditte che importavano il butore era tenuto ad indicare, con di- carburante direttamente dalla Romacitura chiara, il prezzo e la qualità del nia con carri cisterna ferroviari, provocando perdite mensili ingenti alle carburante erogato dall’apparecchio. Il tutto fino al Regio Decreto Legge grandi società importatrici. Il tutto in 2 novembre 1933, n. 174, il cosiddet- contrasto con l’Italia centrale e merito “Codice del Petrolio”, che riformò dionale dove i prezzi erano più alti di l’intero settore degli oli minerali com- 40 centesimi per litro, ponendo i conpresa la distribuzione dei carburanti sumatori di quelle regioni in condizioni ed ebbe il merito di unificare tutte le di ingiusto e inspiegabile svantaggio. competenze in materia mineraria e Situazione a cui venne posto fine con petrolifera sotto il ministero delle Cor- un livellamento dei prezzi su di un’uniporazioni. Tra cui il rilascio delle licen- ca base nazionale. ze di importazione del petrolio greg- Tipica tecnologia autarchica e di guerra, su cui val la pena di soffermarsi, gio e dei prodotti petroliferi. L’inizio degli anni ‘30 vide in Italia un l’auto alimentata con il gas ottenuto rapido sviluppo della motorizzazione. dalla distillazione in un gasogeno della Tra il 1929 e il 1933 la circolazione di carbonella, di cui la stampa si occupò autovetture salì del 30% superando estesamente, dando notizia degli sviquota 230.000, quella degli autocarri luppi del suo impiego in Italia e all’edel 50% superando quota 80.000. Un stero, in particolare in Francia e in Gerfenomeno che si riflette sui consumi mania. Una tecnologia che nel 1934 di benzina. Dal punto di vista tributario aveva suscitato grande entusiasmo l’automobilista era gravato dalla tassa in occasione di un “raid” compiuto da di circolazione, che aveva conglobato una Balilla attrezzata all’uopo, tanto anche il contributo di miglioramento che il Governo nel 1934 emanò uno stradale e che era commisurata alla specifico decreto per favorire questo potenza del veicolo, dal dazio dogana- tipo di veicoli. Dubbi e riserve vennele e dalla tassa di vendita sui carburan- ro cancellati ben presto dalle necesti. Gravami che avevano ripercussioni sità imposte dalle sanzioni e poi dalla dirette sull’industria automobilistica guerra quando ogni sistema diventa portata ad orientare i consumatori buono pur che faccia andare avanti un verso autoveicoli di piccola cilindrata, autoveicolo. motocicli e motoleggere. L’automo- Diverso l’atteggiamento sull’alcool bile, in particolare la Balilla della Fiat, carburante, nel 1935 l’Agip aveva diventa il simbolo del cambiamento messo in commercio una miscela verso un nuovo modello di vita mo- denominata Robur (20% alcool
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metilico, 32% alcool etilico e 48% benzina), che aveva dato ottime prove su due Alfa-Romeo giunte prima e seconda assolute al concorso internazionale di Parigi per macchine azionate con carburanti “succedanei”. Ma non era l’unica. Un articolo dell’Auto Italiana del gennaio 1936 ne citava altre 5, tutte provate con successo: l’Alcolina della Bims, la Scia dell’omonima società, l’Etametazolo e la Ragusa della Carburanti Italia e la Allen 30 della Elcosina. E “miscele fai da te” con contenuto di alcool fino all’85% e oltre vennero impiegate nella “Mille miglia” svoltasi nel maggio del 1936 per provare l’indipendenza economica dell’Italia con “l’Alfa del Duce” arrivata nona correndo solo con alcool semplicemente idrato. Oggetto di attenzione anche il gpl. Le prime notizie risalgono al 1937 e riguardano, da una parte la Liquigas e, dall’altra, alcuni esperimenti fatti dalla Fiat sull’impiego del butano “messo in bombole sotto forma di liquido”. Per non parlare del grande successo registrato in Germania dal “treibgas” supportato dalle sue particolari qualità motoristiche e dalla larga organizzazione dei rifornimenti. Lo sviluppo dei consumi di benzina è accompagnato e supportato negli anni ‘30 da analogo sviluppo della pubblicità. Le società li pubblicizzano tentando, attraverso effetti grafici di-
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namici, di trasmettere il messaggio di buranti si sforzano ancora di trasmetuna qualità all’avanguardia, raggiunta tere un clima di serenità e svago. In attraverso processi innovativi. I temi particolare, si tenta di comunicare ottiprincipali sono progresso e moderni- mismo. Il regime da un lato propagantà, collegati in parte all’immagine di da l’internazionalità, come dimostra la posa della prima pietra dell’Esposiziograndi società internazionali. Per altri versi, invece, grafica e simboli ne Universale o E42 di Roma (1937), si ispirano al clima politico e all’autar- dall’altro ribadisce l’autarchia con il chia, al concetto di “italianità”, o a nomi boicottaggio delle parole straniere. evocativi dei prodotti dell’Agip: il lubri- Lo stesso contrasto che si manifesta ficante Italoil, il supercarburante Litto- nell’installazione di nuovi impianti per ria e la benzina Victoria, questi ultimi aumentare la produzione di carburanrispettivamente associati alla potenza te in vista del conflitto, mentre nello stesso momendei cavalli di una to prende il via biga romana e Una capacità di reazione una campagna alla stilizzazione per il risparmio grafica del faalle difficoltà, di evoluzione che suggerisce scio. dell’offerta di prodotti e l’uso di “legna Alcune società servizi e della loro qualità, invece che benenfatizzano la di adattamento a nuove zina”. qualità dei proimpreviste esigenze, Una campagna dotti e l’efficiendi stampa che, za delle stazioni che oggi viene rimessa senza volerlo, di rifornimento, in discussione e messa anticipa il traucon l’intenzione alla prova nella fase di ma profondo di diffondere sin transizione energetica e inferto dalla d’allora un mesdi sviluppo sostenibile che guerra all’indusaggio di garanstria petrolifera zia e completezl‘industria petrolifera è italiana e a tutto za del servizio. chiamata ad affrontare, quello che era Si sottolineano non per sparire ma, ancora stato realizzato, le conquiste una volta, per trasformarsi in particolare tra tecnologiche il 1924 e il 1940, del carburanper sviluppate “attraverso i tempi”, oppure gli articoli in vendita re nuove raffinerie, nuovi depositi e vengono dettagliatamente illustrati, nuove reti di approvvigionamento e di come nella pubblicità Robur e in quel- distribuzione dei prodotti petroliferi e le della pompa Wayne “fabbricata al dei carburanti. Con un processo di ricostruzione concluso a tempi record 100 % in Italia”. Anche la grafica si differenzia. In cer- già alla fine degli anni ‘50, uscendone ti casi si utilizza il fotomontaggio, già più forte di prima fino a diventare dieci sperimentato nelle arti visive a partire anni dopo la fine della guerra la prima dagli anni Venti in Europa e in Unio- fonte di energia del Paese. ne Sovietica, dove si sviluppa prima Sull’onda del “miracolo economico” e come tecnica artistica e poi come misurandosi con una impennata imstrumento di propaganda politica. Al- prevista della mobilità di persone e di cune pubblicità si distinguono per la merci e con il consumo di carburanti grafica elegante delle illustrazioni, a spinto all’insù dal fenomeno della mocolori o in bianco e nero, e le efficaci torizzazione di massa del Paese avviametafore, elaborate da firme come to già alla metà degli anni ’50, quando quella di Dario Bernazzoli, attivo colla- vennero immessi sul mercato modelli boratore della Esso. Sue le pubblicità di auto a larga diffusione come la Fiat del 1937 sulle prestazioni del “super- 600. Fenomeno a suo volta favoricarburante” per automobili, dove il ca- to dalla modernizzazione della rete vallo significa “potenza” e il salto della stradale e dall’avvio della costruzione cavalletta “ripresa”. L’icona animale si dell’Autostrada del Sole. Fra l’altro con rivela vincente e nel futuro sarà ripro- un progressivo ridimensionamento in posta con successo da altre società favore del diesel del ruolo giocato dalla benzina prima della guerra. Il tutto tra cui l’Api. Sia nella primavera del 1940, quando la riflesso nello sviluppo della rete carguerra è imminente, che nella fase ini- buranti e nei nuovi modelli di stazioni ziale del conflitto, le pubblicità dei car- di servizio. Una capacità di reazione
alle difficoltà, di evoluzione dell’offerta di prodotti e servizi e della loro qualità, di adattamento a nuove impreviste esigenze, che oggi viene rimessa in discussione e messa alla prova nella fase di transizione energetica e di sviluppo sostenibile che l‘industria petrolifera è chiamata ad affrontare. Non per sparire ma, ancora una volta, per trasformarsi.
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LE STAZIONI DI SERVIZIO? SONO ARTE MODERNA di Marco Mocchetti
A Tradate si trova il Museo Fisogni delle stazioni di servizio; una collezione unica, certificata dal Guinness dei Primati, che raccoglie la più grande collezione al monMarco Mocchetti do di pompe di Direttore benzina storiMuseo Fisogni che (dal 1892 al 2001) e oltre 6000 oggetti correlati tra grafiche, attrezzi e gadget, che testimoniano lo sviluppo del settore. Il percorso di visita ricostruisce oltre un secolo di storia della distribuzione di carburante; “ormai sono più di 100 anni che la benzina muove il mondo” spiega Guido Fisogni, che ha preservato questi pezzi ormai introvabili. Il più antico distributore in assoluto risale al 1885, realizzato dalla Bowser, ma il pezzo più vecchio del Museo è di poco più recente: un distributore svizzero del 1892 che, come ama ripetere Guido Fisogni, “non sembra neanche un distributore ma un vecchio scaldabagno”. Dotato di un piccolo cisternino riempito manualmente, la benzina scendeva per gravità nel serbatoio; un sistema di vasi comunicanti permetteva di misurare la quantità erogata. Non tutti i distributori erano dotati di cisterna sotterranea; alcuni, ad esempio, pescavano la benzina direttamente dal barile, mentre altri erano posizionati su un carrello che fungeva da contenitore: è il caso dei carrelli utilizzati dai farmacisti italiani che, a inizio ‘900, “vendevano la benzina come anti-pidocchi”. Attorno al 1905, la Bowser brevettò
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poi un modello che fu il capostipite di tutta una famiglia di distributori, detti a pompa misuratrice, in pratica delle pompe a pistone, mosse a leva, dotate di un serbatoio metallico. Un ulteriore passo fu compiuto dalla Tokheim, che aggiunse un contatore meccanico, grazie al quale si poteva tenere il conto della benzina erogata, e un vaso graduato di vetro dove il liquido affluiva, permettendo di verificare visivamente l’esattezza della misurazione. Questa innovazione diede il via ad un nuovo tipo di distributori, le visible pumps, le pompe a misurazione visibile. “I cilindri di vetro” spiega Guido Fisogni “in Italia erano da 5 litri, quindi la benzina si poteva fare solo per multipli di 5. Non si potevano fare, per dire, 18 litri di benzina”. Iniziò anche a svilupparsi un certo gusto artistico per questi oggetti, e cominciarono ad essere adottati i primi accorgimenti estetici; troviamo così pompe a forma di biga romana o eleganti distributori da marciapiede, che “erano usati soprattutto in Francia per non ingombrare i pedoni”, fino ad arrivare alle colonnine degli anni ’20, con forme classicheggianti a colonna o eleganti profili Liberty. Con l’avvento delle pompe elettriche, negli anni ‘30, la tecnica e lo stile cambiarono rapidamente; archiviati i vasi di vetro, i distributori si abbassarono e adottarono, soprattutto dal dopoguerra, forme arrotondate e smussate, il cosiddetto “fasciame a frigorifero”; vi furono però altre esperienze, come le pompe Art Déco degli anni ’30, come il modello Wayne 60, le cui forme “richiamano il profilo dell’Empire State Building”. Importante anche la pompa usata da Mussolini, conservata al Museo; “Installata a Palazzo Venezia” spiega ancora Fisogni “fu disegnata da Marcello Piacentini in Stile Littorio
A Tradate il Museo Fisogni raccoglie storiche insegne e colonnine della benzina. Uno straordinario racconto del gusto estetico e dei consumi degli iItaliani con il fusto tondo e la pensilina superiore che richiama il saluto romano”. Cambiò anche il metodo di misurazione della quantità erogata: nei distributori elettrici la pressione del carburante azionava un quadrante a
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orologio che indicava con più precisione e chiarezza i litri erogati. Per verificare visivamente l’effettivo afflusso del carburante fu introdotta una spia trasparente (il cosiddetto “occhio”), che viene utilizzata ancora oggi. Il sistema a orologio, per la verità, fu presto soppiantato da un innovativo meccanismo brevettato dalla Wayne: invece che un quadrante a lancetta, i distributori presentavano batterie di rulli numerati, che giravano durante l’erogazione. Il sistema permetteva anche di mostrare, in tempo reale, l’importo che il cliente doveva pagare; la trovata fu talmente rivoluzionaria che cambiarono le abitudini stesse degli automobilisti, che non chiedevano più galloni, ma dollari di benzina. A partire dagli anni ’50, il sistema si diffuse in tutto il mondo e i proprietari di automobili si scordarono in fretta delle vecchie pompe con vasi di vetro; anche il design, del resto, iniziò ad uniformarsi, anche se non mancavano studi ed esperimenti, come il distributore AGIP progettato da Marcello Nizzoli nei primissimi anni ‘60, che preannunciava le forme rettangolari tipiche del decennio successivo. Particolari anche altre trovate, come una piccola “pompa dell’AGIP Gas, che serviva per ricaricare gli accendini”, o un self-service svizzero del 1970, “con 170 chiavi personali per i clienti fidati”. Ultima innovazione tecnologica, visibile nei distributori più moderni del Museo, è stata l’introduzione dell’elettronica. “Questi però” conclude Fisogni “sono tutti uguali e alla fine non li ho più tenuti”. Questa, in breve, la storia delle pompe di benzina dalla nascita ad oggi; una storia che, in verità, è fatta anche di tanti piccoli aneddoti e curiosità spesso inaspettate. www.museo-fisogni.org
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LA RETE CARBURANTI TRA PASSATO E FUTURO di Claudio Spinaci
L’industria petrolifera italiana nel corso del tempo è sempre riuscita a trasformarsi per rispondere alle sfide del mercato e della mobilità, nonché alle esigenze di una soClaudio Spinaci cietà in rapida Presidente evoluzione. UP La garanzia di approvvigionamenti sicuri ed accessibili è stata infatti la chiave di volta del lungo processo di ricostruzione di un Paese uscito stremato dal secondo conflitto mondiale, ma che aveva in sé tutte le energie e le risorse per ripartire, fino a diventare negli anni uno dei mercati europei di riferimento.
Nel corso del mese di settembre 2019 Fuels Europe, l’Associazione che rappresenta il refining europeo, ha condotto un sondaggio d’opinione tra i cittadini europei sulle abitudini e le preferenze in materia di mobilità, intervistando, tramite la società indipendente Opinium, 10.000 persone, di cui 1.000 in Italia. Presentiamo in queste pagine alcuni dei risultati emersi, riferiti al campione italiano e rapportati alla media europea.
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Anni ricchi di novità ed opportunità che, grazie all’impegno e alla visione di molti imprenditori, nell’arco di due decenni diedero forma al nostro sistema produttivo e distributivo e rimisero in moto il Paese accompagnandolo durante il boom economico degli anni ’60 e avviandolo sulla strada della modernità. L’espansione della capacità di raffinazione che caratterizzò quegli anni, che fece guadagnare all’Italia l’appellativo di “raffinatore d’Europa”, portò con sé un altrettanto rapido sviluppo del sistema logistico. Sviluppi importanti si ebbero nella distribuzione dei carburanti, quale conseguenza sia della vistosa crescita del parco automobilistico e del sistema stradale ed autostradale, che della agguerrita concorrenza esistente tra le compagnie. I punti vendita, che erano 8.000 nel 1950, passarono a circa 30.000 nel 1963 per arrivare a sfiora-
Oggi le cose sono molto cambiate ed errori ce ne sono stati sicuramente, ma non si può negare che l’industria petrolifera abbia dato sempre prova di sapersi adattare ai nuovi contesti ed evolvere per continuare a rispondere ad una precisa richiesta dei consumatori: quella di muoversi in modo sicuro ed accessibile re i 40.000 nel 1968, con una espansione particolarmente significativa delle stazioni di servizio.
Con che mezzo vai a lavoro? In auto 51%
41% 16%
MEDIA
10% A piedi 7% N/A - Lavoro a casa
2%
3%
EU
8%
21%
1%
Altro 1%
In bicicletta 5%
13% Con il trasporto pubblico
20% In auto (non di proprietà): car-sharing, taxi, auto aziendale
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Oggi le cose sono molto cambiate ed errori ce ne sono stati sicuramente, ma non si può negare che l’industria petrolifera abbia dato sempre prova di sapersi adattare ai nuovi contesti ed evolvere per continuare a rispondere ad una precisa richiesta dei consumatori: quella di muoversi in modo sicuro ed accessibile. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una progressiva diminuzione dei consumi di carburanti autotrazione, dettata sia dalla maggiore efficienza di motori in grado di percorrere sempre più km per litro di carburante, sia da una crisi economica che ha ridotto la capacità di spesa delle famiglie. A fronte di questo calo dei consumi il numero di punti vendita si è però ridotto solo marginalmente e ciò ha inciso sulla redditività della nostra rete di distribuzione che rimane ultima nella classifica europea in termini di erogato medio per impianto e nello sviluppo del cosiddetto “non oil”, attività che in altri Paesi contribuisce in larga parte ai ricavi dell’impianto. Va anche rilevato che l’Italia ha caratteristiche molto diverse dagli altri Paesi europei: un’orografia particolare
con un’alta incidenza delle città montane, un più basso tasso di urbanizzazione, una elevata densità veicolare, un’ampia diffusione delle due ruote e di auto di bassa cilindrata. Pur considerando tutti questi elementi, uno studio UP di qualche anno fa ha dimostrato che il numero ottimale di punti vendita per il nostro Paese dovrebbe aggirarsi intorno ai 15.000 impianti rispetto ai circa 21.700 attutali. La nostra rete appare quindi ridondante e nonostante siano state adottate diverse misure legislative per favorire la ristrutturazione, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Negli ultimi anni a rallentare questo processo è stata anche la diffusione di pratiche illegali nella filiera petrolifera, fenomeno che ostacola una sana concorrenza e blocca di fatto la razionalizzazione, lasciando sul mercato impianti insostenibili da un punto di vista meramente economico. Per avviare una reale modernizzazione della rete carburanti occorre innanzitutto contrastare le pratiche illegali in tutta la filiera, puntando su una sempre maggiore digitalizzazione che, oltre a favorire l’efficienza del settore,
offre alle Autorità preposte strumenti di contrasto sempre più incisivi e rapidi. Una rete più efficiente, tra l’altro, è una precondizione per attivare gli investimenti necessari per adeguarsi all’evoluzione in corso nel settore della mobilità, per trasformare gli impianti in veri e propri “Punti vendita energie per la mobilità” e sostenere il percorso di sviluppo delle alimentazioni alternative già delineato dal Pnire (Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica di veicoli alimentati ad energia elettrica) e dalla DAFI (Direttiva per la realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi). Da questo punto di vista, il processo è già in atto, ma serve un’attenta programmazione ed un quadro regolamentare chiaro, coerente e stabile nel tempo. Nel nuovo concept di impianto multiprodotto e multiservizi la figura del gestore appare centrale, ma dovrà evolversi e qualificarsi. Ciò vale sia per gli impianti gestiti direttamente dalle aziende petrolifere sia per gli impianti dati in gestione a terzi. In questo ultimo caso dovranno parallelamente evolversi i contratti che caratterizza-
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no i rapporti tra il titolare dell’impianto e chi lo gestisce. Già oggi il quadro normativo lo permette considerato che oltre al contratto di comodato e fornitura, disposto dal DLgs 32/98, sono permesse nuove tipologie contrattuali sottoposte alla preventiva negoziazione tra le Associazioni rappresentative delle Parti, tramite accordi da depositare al Ministero Sviluppo Economico. A tale proposito, nel dicembre 2018 l’Unione Petrolifera e le Associazioni dei gestori hanno sottoscritto e depositato al MISE lo schema di un nuovo contratto di commissione, applicabile da qualsiasi azienda titolare di impianti, previa negoziazione degli aspetti economici con le Associazioni sindacali. A tale proposito occorrerà individuare modalità di contrattazione collettiva anche per le aziende di dimensioni minori onde evitare che le stesse possano attuare una sorta di dumping contrattuale. La rete di distribuzione carburanti resta in ogni caso un elemento centrale per soddisfare le esigenze di mobilità di merci e persone anche nel prossimo futuro. Il nostro impegno è quello di continuare a garantire questo bisogno in modo sempre più sostenibile e accessibile.
Qual è il fattore più importante nella scelta di acquisto di un’auto? (risposte multiple) Prezzo Consumo energetico Confort e equipaggiamenti
17% 22%
Autonomia Praticità
53% 14% 22%
Tecnologia del motore Emissioni CO2
Come immaginate la distribuzione del futuro in termini di prodotti e servizi offerti? Il mercato della mobilità appare in grande cambiamento. Ogni giorno c’è una proposta energetica nuova, suggestioni e scenari avveniristici. Certo siamo all’inizio di una rivoluzione della mobilità che al momento ha di fronte a sé diverse opzioni: da quella elettrica, la più suggestiva e più sostenuta, all’idrogeno e al GNL; ma non escluderei l’evoluzione dell’ibridazione e i risultati della ricerca di prodotti petroliferi più performanti ed ecosostenibili e i biocarburanti. Bisogna partire da queste considerazioni per immaginare il futuro delle stazioni di servizio. Anche se si tratta di prospettive che interesseranno i consumatori su larga scala solo in un periodo di medio lungo termine. Già oggi accanto alla motorizzazione petrolifera classica abbiamo consistenti quote di mobilità gassosa, dal GPL al metano che hanno trovato sulle strade nuove stazioni in grado di offrire una valida alternativa alla riduzione delle emissioni. Ad oggi, nel quadro economico italiano, carenze logistiche ed elevati costi sconsigliano l’acquisto di un’auto elettrica. Dal nostro punto di vista, per il prossimo decennio, il mercato dovrebbe, stando l’attuale stato delle cose, mantenere le caratteristiche di fondo. Ma occorrono scelte urgenti. In questo quadro, i prodotti esitati e la dinamica demografica evidenziano la crescita della domanda di assistenza sulla rete stradale.
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Dimensioni e funzionalità
DUE DOMANDE AL PRESIDENTE FAIB MARTINO LANDI
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Marca
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Italia Media EU
Nel nuovo concept di impianto multiprodotto e multiservizi la figura del gestore appare ancora centrale. Come dovrà evolversi e qualificarsi nelle competenze? Negli ultimi 10 anni il settore della distribuzione dei carburanti ha vissuto una serie di processi di cambiamento con frequenza e impatto senza precedenti. Il gestore, più di altri, ha fatto i conti con queste modificazioni. Da questo quadro se ne esce solo con una rinnovata politica industriale di investimenti e di innovazione e una nuova strategia di presidio del mercato incentrata sulla professionalità del gestore, che rimane essenziale e centrale nella funzione di “front service” delle politiche energetiche del Paese. Basti pensare alla riscoperta “strategica” del segmento servito. Gli italiani mostrano una “fedeltà al servizio”, e quindi al gestore, in virtù di motivazioni che possiamo riassumere nel servizio come “esperienza di qualità”. L’insieme delle funzioni sopra richiamate richiedono sulle stazioni di servizio visioni di medio lungo termine e professionalità complesse, imprenditori in grado di soddisfare esigenze gestionali multiple. Il gestore di oggi deve cambiare profondamente, farsi trovare pronto ad allargare le proprie competenze non solo sui carburanti ma su un’infinità di altre attività. È necessario comprendere che le componenti della professionalità e del servizio potrebbero liberare risorse per l’ammodernamento della rete, per la centralità nella mobilità del futuro, per gli investimenti, per il sostegno complessivo alla filiera. I gestori, principali attori della rete, restano e saranno protagonisti.
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LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA DISTRIBUZIONE di Davide Tabarelli
Ogni giorno in Italia almeno 20 milioni di italiani prendono la macchina per andare al lavoro, portare i figli a scuola, andare a fare le visite in ospedale, o fare la spesa. L’Italia è Davide Tabarelli uno dei paesi Presidente più motorizzati Nomisma Energia al mondo, secondo solo agli Stati Uniti per auto per abitante, ma primo assoluto se si tiene conto delle due ruote: 35 milioni di auto più circa 10 milioni di veicoli a 2 ruote. E’ un movimento gigantesco di motori, certo ingombrante e inquinante a volte, ma indispensabile per coprire la domanda di mobilità dell’Italia. Il tutto dipende per oltre il 90% dalla distribuzione di carburanti, per lo più di origine petrolifera, riforniti soprattutto dalla rete carburanti composta da oltre ventimila distributori. Nonostante il ruolo per la mobilità del sistema paese, la rete soffre di scarso interesse da parte delle politiche, via via scomparso negli ultimi anni. Nel più recente Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) del 2019 non se ne parla, mentre nei primi Piani Energetici degli anni ’80 era uno degli argomenti centrali, un’esclusione che
tradisce l’imbarazzo della politica nel ad un parco che si manterrà sui 35 miparlare della sua importanza e la mal lioni, tale numero, indipendentemente dalle difficoltà del posta convinzione suo effettivo ragche il suo abbangiungimento, dedono sia dietro Sarà una rete molto terminerà minori l’angolo. Invece, variegata che evolverà in vendite di carbula rete carburanbase alle richieste di un ranti tradizionali ti italiana anche mercato sì maturo, ma dell’ordine del 10, nei prossimi 20 molto più complesso nelle massimo 20%. La anni sarà ancora sue esigenze per svolgere il rete dovrà contimolto importante. compito, quasi istituzionale, nuare a dimagriCerto, molti punti di soddisfare con qualità re, quello sì. Sono vendita si attreze sicurezza la domanda di ancora troppi i zeranno per venmobilità punti vendita itadere altre cose, liani, oltre 20 mila, del resto come quando non più di accade da tempo, ma la presenza delle colonnine elet- 15 mila basterebbero, appunto in vista triche sarà marginale. La diffusione di un lento calo dei volumi. Su quelli dell’auto elettrica, nel caso dovesse che rimarranno ci sarà più tecnologia, essere sostenuta, si affiderà a ricari- molti pagheranno solo con la carta che con colonnine nei parcheggi delle di credito, altri con le applicazioni dei città, oppure con attacchi nelle case telefonini, qualcuno ricaricherà la batdei proprietari. I volumi di vendita di teria, altri faranno il pieno di idrogeno, carburanti saranno probabilmente in ma la gran parte dei volumi riguardecalo, sia per la penetrazione dell’au- ranno ancora i derivati del petrolio o to elettrica, sia per la maggiore effi- il metano, carburante alternativo di cienza dei motori diesel o a benzina. grande potenzialità, ma non così atLe auto bride, quelle che hanno una traente come la ricarica elettrica. I batteria elettrica interna ricaricata dai punti vendita marginali, quelli vicini freni e dal motore a combustione in- agli incroci, sui marciapiedi, quelli non terna, sono già un successo e la loro a norma, come si diceva una volta, quota sarà in crescita, ma sulle auto dovranno chiudere e quelli che rimarelettriche le incertezze sono maggiori. ranno saranno grandi, più sicuri, a volLe ultime previsioni dell’Agenzia Inter- te con un bar o un negozio dove fare nazionale dell’Energia, che della que- un po’ di spesa. Poi ci saranno anche stione si occupa da decenni, parlano quelli più piccoli, tutti automatizzati, di una penetrazione dell’auto elettrica senza gestore, vicino ai centri storici al 2040 che, nella migliore delle ipote- delle tante città italiane dove viaggiasi, arriverà al 10-15% del totale parco no i motorini che faranno rifornimenauto e sostituirà al massimo un simile ti modesti e frequenti. Sarà una rete volume di vendita sulla rete carburan- molto variegata che evolverà in base ti. Il nostro PNIEC ha l’ambizione di alle richieste di un mercato sì maturo, arrivare a 6 milioni di veicoli elettrici ma molto più complesso nelle sue esinel 2030, ma comprese le auto ibride, genze per svolgere il compito, quasi mentre il numero di quelle esclusiva- istituzionale, di soddisfare con qualità mente elettriche è diventato di 4 mi- e sicurezza la domanda di mobilità anlioni rispetto agli 1,6 iniziali. Rispetto cora per diversi decenni a venire.
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PER UNA RETE CARBURANTI MODERNA, SOSTENIBILE, CHE CON intervista all’Assessora Industria e Commercio della Regione Marche Le problematiche e le criticità del settore della distribuzione carburanti sono per molti versi note. La rete attuale andrebbe ammodernata in modo da essere sempre più funzionale alle nuove esigenze Manuela Bora di mercato e di è anche coordinatrimobilità. Quali ce della Commissiogli ambiti priorine Attività Produttitari e i possibili strumenti di inve della Conferenza tervento? dele Regioni Il settore della distribuzione dei carburanti in questa fase è interessato da numerose problematiche. La Conferenza delle Regioni le ha evidenziate in più occasioni e da ultimo nel Documento di osservazioni consegnato il 15 novembre scorso alla X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame della Risoluzione De Toma sulla rete carburanti. Tra le principali criticità ci sono sicuramente la progressiva riduzione dei consumi di carburanti per autotrazione dovuta anche all’impatto della crisi e all’efficienza dei motori - il numero elevato dei punti vendita esistenti in Italia rispetto agli altri principali paesi europei, con erogati medi inferiori e minori attività non-oil, e la forte polverizzazione degli operatori. Stando ai dati che emergono dall’Anagrafe nazionale dei carburanti, istituita con la Legge n. 124/2017 (la c.d. “Legge Concorrenza”), divenuta strumento di conoscenza della consistenza della rete stradale e autostradale, ad oggi risultano attivi circa 22.000 impianti. Non bisogna, comunque, dimenticare l’importanza che un distributore di carburanti può avere in determinate realtà territoriali, complesse come quelle svantaggiate e montane. In tali casi il radicamento sul territorio degli impianti assolve a un ruolo sociale di servizio da non trascurare. Accanto ai grandi operatori tra-
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nomia avanzata e complessa come quella dizionali, come le compagnie petrolifere, o del nostro Paese. Da un lato, va garantita la alla Grande Distribuzione Organizzata, si riscontra una presenza sempre più diffusa sua capillarità nel territorio, anche in aree di piccoli titolari di impianti stradali. La “Ri- economiche meno favorevoli e, dall’altro, soluzione De Toma”, recentemente appro- va inserita a pieno titolo nei processi di cambiamento che stanno interessando vata in Parlamento, può essere il punto di partenza per l’auspicato avvio della razio- la nostra società in questa prima fase del nalizzazione e dell’ammodernamento della nuovo secolo. L’auto riveste ancora un ruonostra rete, nell’ottica della sostenibilità lo centrale nella mobilità degli italiani, ma bisogna ragionare in termini di sostenibilità ambientale e sociale. ambientale, creando un modello di svilupUna reale razionalizzazione della rete carpo che conduca a un sempre più ampio utiburanti è una priorità su cui tutti concordano, ma che poi trova difficoltà nella fase lizzo di carburanti e forme di alimentazione realizzativa e nella individuazione degli in- più sostenibili. La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha partecipato terventi, anche a livello politico e delle norme conseguenti necessarie per realizzarla. attivamente, da sempre, ma in particolar modo negli ultimi La complessità anni, ai vari modella materia e menti in cui si è la “difficoltà” di deciso di interveapplicazione delLa Conferenza delle Regioni e nire nel settore le norme sinora delle Province Autonome ha dei carburanti, hanno consentipartecipato attivamente, da con disposizioni to di raggiungere sempre, ma in particolar modo finalizzate anche complessivaalla razionalizzamente risultati negli ultimi anni, ai vari momenti zione ed ammolimitati e poco in cui si è deciso di intervenire dernamento della significativi. La nel settore dei carburanti, rete. rete attuale va In merito alla ammodernata con disposizioni finalizzate già citata Legge in modo da esanche alla razionalizzazione e Concorrenza, i sere sempre più ammodernamento della rete contenuti sono funzionale alle stati approfonditi nuove esigenze dal tavolo tecnico di mercato e ciò permanente composto da Ministero dello richiederà investimenti, disponibilità di risviluppo economico, Conferenza delle Resorse e capacità di competizione e porterà inevitabilmente ad una riduzione del nume- gioni e delle Province Autonome e Anci. Il ro di punti di vendita. Il sistema è dinamico tavolo si è confrontato anche con le assoe l’ammodernamento è in essere. È una ciazioni di categoria ed è stato apprezzato il contributo tecnico fornito da Unione Perealtà in evoluzione e gli impianti non sono tutti omogenei nell’erogato e il sistema e trolifera. le regole di mercato tendono ad imporre al Ciò ha portato, nel 2018, ad un accordo tra modello la presenza di una diversificazione amministrazioni per un’applicazione omogenea sul territorio nazionale delle disposisempre più accentuata tra rete “elevata” e zioni contenute nella legge e il conseguenrete “minore”. te avvio delle procedure per l’attivazione Allora quali dovrebbero essere le carat- dell’anagrafe degli impianti di distribuzioteristiche di una rete carburanti “ottima- ne. In una realtà complessa e articolata le” che tenga conto di tuti questi elemen- come quella del settore carburanti, il metodo di lavoro da utilizzare rimane quello delti e quali gli sviluppi futuri attesi? la massima condivisione, attraverso l’attiLa rete di distribuzione carburanti riveste un ruolo primario e strategico per un’eco- vazione dei tavoli tecnici di confronto, delle
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NTINUA A SVOLGERE IL SUO RUOLO SOCIALE
scelte da realizzare sia con gli interlocutori pubblici interessati che con tutti i soggetti privati che operano nel settore. Purtroppo, le analisi quantitative sulla nostra rete sono aggregate e non hanno la capacità di evidenziare la situazione articolata e differenziata tra impianti di fascia “elevata” nell’erogato e impianti “minori”. La distinzione è necessaria per poter intervenire in maniera efficace ed evitare, ad esempio, di inserire tra gli impianti “inefficienti” quelli operanti in realtà economiche “marginali”. La peculiarità italiana è di avere un elevato peso delle località montane rispetto ad altri paesi europei e in questo tipo di realtà economica e sociale i parametri di riferimento cambiano completamente e il distributore di carburante diventa per certi versi un “servizio” reso alla comunità. Proprio per questo in molti Comuni minori, scarsamente abitati e con forte presenza di popolazione anziana, è la stessa Amministrazione che “gestisce” il distributore. Ogni politica di interventi per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti non può pertanto prescindere da una piena valutazione delle caratteristiche territoriali e sociali del punto vendita. Le Regioni hanno un ruolo attivo e fondamentale nell’attuazione della DAFI per lo sviluppo dei carburanti alternativi. A che punto siamo? Le Regioni hanno un ruolo centrale, con riguardo particolare all’attivazione delle misure volte alla diffusione e all’utilizzo del GNC e del GNL e dell’elettricità nel trasporto stradale. Quasi tutte le Amministrazioni regionali e le Province Autonome hanno disciplinato la materia aggiornando la propria legislazione, attraverso il recepimento di specifiche Linee guida elaborate e condivise con il Mise. Anche qui, nell’ottica del confronto aperto con gli operatori del settore, sono state interpellate le associazioni di categoria, Unione Petrolifera in primis, e abbiamo riscontrato un atteggiamento positivo e costruttivo da parte degli operatori. Ritiene che il quadro normativo attuale è sufficiente per accompagnare l’evoluzio-
tecnico con il Mise, l’Anci e le associazioni ne in atto? rappresentative degli operatori di settore, Una delle finalità della Legge Concorrenza in modo da consentire la piena funzionalità era quella di arrivare ad una omogeneizzae gestione operativa della stessa alla luce zione delle precedenti normative regionali, relativamente agli aspetti di incompati- delle recenti novità inserite nella piattaforbilità attinenti alla sicurezza della circola- ma. zione stradale - che è materia di esclusiva Resta tuttavia la necessità di rendere efficaci tali controlli per accertare i punti venspettanza dello Stato - affidando al Mise la dita che operano in violazioni della normagestione prevalente di tali aspetti che prima dell’entrata in vigore della legge erano tiva di settore: un’attività di controllo più capillare potrebbe determinare anche una disciplinati interamente dalle norme delle maggiore razionaRegioni e delle Prolizzazione della rete vince Autonome. La peculiarità italiana è e a tal fine sarebbe Resta comunque opportuno potenferma la facoltà deldi avere un elevato peso ziare gli strumenti le Regioni di poter delle località montane e a disposizione dei individuare altre fatin questo tipo di realtà Comuni che rimantispecie di incompagono le amministratibilità, purché non economica e sociale i zioni territorialmenattinenti a materie parametri di riferimento te competenti per sottoposte alla pocambiano completamente e il rilascio del titolo testà legislativa autorizzativo. Un’atesclusiva dello Stail distributore di carburante tività di controllo più to. Le Regioni handiventa per certi versi incisiva aiuterebbe no svolto quanto di a combattere anloro competenza un “servizio” reso alla che il preoccupante fornendo ai Comuni comunità. fenomeno dell’illei necessari supporti Ogni politica di interventi galità nel settore a svolgere le attividei carburanti, con tà di controllo a cui per la razionalizzazione l’evasione di IVA e/o sono preposti, con della rete di distribuzione accisa, che però esuparticolare riferidei carburanti non può la dalle competenze mento alle verifidelle Regioni vista che di compatibilità pertanto prescindere da la sua natura dolosa degli impianti a seuna piena valutazione delle e quindi, gestita, in guito dell’iscrizione forma prevalente, all’Anagrafe naziocaratteristiche territoriali e dalle forze dell’ornale dei carburanti sociali del punto vendita dine incaricate nel che dal dicembre nostro ordinamento 2019 è stata resa di contrastare i re“dinamica” con un ati. Alcune disposizioni, in materia, sono upgrading della piattaforma informatica, in state introdotte in questi anni, soprattutmodo da consentire all’Azienda già iscritto all’interno delle Leggi di Bilancio 2017 ta di variare e aggiornare i dati inseriti. La e 2018, ma la situazione è ancora critica e scelta era, per noi, obbligata in quanto la va affrontata dando piena attuazione alle dinamicità era condizione indispensabile norme già esistenti e inserendo eventuali per consentirne un utilizzo continuo e, apulteriori elementi di contrasto. Strumenti punto, dinamico e non statico. È obiettivo di controllo da valorizzare al massimo, tedelle Regioni e delle Province Autonome nendo conto degli sviluppi tecnologici in valorizzare al meglio questo strumento essere, sono la digitalizzazione e il monitoe quindi, alla ripresa dei lavori a gennaio raggio della filiera del carburante. 2020, sarà pienamente operativo il tavolo
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DALL’AUTO STATUS SYMBOL ALLA MOBILITÀ AS A SERVICE di Pietro Lanzini
L’industria automobilistica affronterà nei prossimi anni profonde trasformazioni nell’ambiente competitivo di riferimento, i cui primi segnali sono già oggi chiaraPietro Lanzini mente visibili. Ricercatore UniverLa comparsa di sità Ca’ Foscari di nuovi attori istiVenezia e responsatuzionali, l’imbile comunicazione plementazione del CAMI (Center for di nuove policy Automotive and ed un’evoluzioMobility Innovation) ne dell’intero della stessa ecosistema università aziendale fanno spesso parlare di un vero e proprio cambio di paradigma, espressione forse enfatica ma non priva di fondamento. Allargando il discorso al più ampio e complesso tema della mobilità, la situazione è oggi caratterizzata dal combinato disposto di due tendenze generali. Da un lato, i trasporti sono complessivamente destinati a svilupparsi nei prossimi decenni, grazie soprattutto al rapido ritmo di motorizzazione di Paesi quali Cina, Brasile e India, ma anche entro i confini dell’Unione Europea. D’altro canto, tale aumento della domanda è affiancato dalla consapevolezza circa l’insostenibilità degli attuali modelli di mobilità, visti gli effetti negativi di questi sulla salute pubblica e sull’ambiente, specialmente nelle aree urbane. Un cambio di passo è considerato quindi necessario, come la partecipazione attiva e sinergica al processo di diversi attori (dai policy makers al comparto automotive, dalle società operanti nel trasporto pubbli-
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versi. E’ il caso ad esempio dei veicoli co ai singoli cittadini). A livello di policy, l’Unione Europea elettrici, che comunque (nonostante ha nell’ultimo decennio assunto un gli sviluppi di mercato degli ultimi ruolo attivo nel definire le condizioni anni) sembrano ancora lontani da una fase di commercianecessarie per il lizzazione su larga passaggio ad un scala. Fra le varie nuovo paradigNel mondo automotive fonti di incertezza, ma di mobilità molte cose stanno oltre a problematiche sia in grado cambiando. che legate a prezdi garantire a Nuove sensibilità, nuove zo, diffusione della tutti i cittadini il policy, ma l’esito non è rete infrastrutturadiritto all’accesancora scritto le di ricarica ed ausibilità ed alla tonomia, vanno libertà di movimento, limitandone nel contempo gli inseriti anche i dubbi circa gli effettivi effetti dannosi su ambiente e salute vantaggi ambientali well-to-wheel di (si pensi ad esempio all’Action Plan tale soluzione, argomento sul quale vi on Urban Mobility del 2009, al Libro sono tuttora pareri discordanti. Bianco sui Trasporti del 2011 o all’Ur- In tale contesto di fermento ed incerban Mobility Package del 2013, pietre tezza assume una sempre maggiore miliari che affrontano complesse que- rilevanza la prospettiva d’analisi legastioni chiave che vanno dalle politiche ta al comportamento del consumatopubbliche a livello regionale ai com- re (cittadino, utente) ed alle determinanti delle sue scelte: un background portamenti dei pendolari). Parimenti, all’industria automobilisti- informativo cruciale su cui tutti gli ca viene chiesto un ruolo proattivo, attori coinvolti (policy makers, settore che prevede la proposizione di nuovi automotive, etc.) potrebbero costruire le proprie strategie. prodotti basati Quali sono le rasu innovazioni gioni profonde che tecnologiche caspingono le persopaci di migliorare È in sostanza il concetto ne ad utilizzare l’audimensioni tradistesso di mobilità che tomobile piuttosto zionali quali sicusta cambiando: come i che mezzi di trarezza e comfort, cittadini percepiscono la sporto alternativi? riducendo conmobilità, cosa esigono da Quale, ad esempio, testualmente le un sistema di mobilità e il ruolo giocato dalemissioni inquisoprattutto come l’uso le abitudini piuttonanti. Mentre il dell’auto privata possa sto che dalla nuova più delle volte adattarsi a questo nuovo consapevolezza i nuovi veicoli scenario ambientale? ra p p re s e n t a n o Un maggior focus soluzioni innovasulla domanda è tive e migliorate all’interno del paradigma tecnologico reso ancor più necessario dai cambiadominante dei motori a combustione menti innescati nei pattern comportainterna, il settore dei carmaker sta mentali dall’avvento della mobilità di introducendo sul mercato anche pro- massa, che ha contribuito a rendere dotti che si riferiscono a paradigmi di- l’auto non più un oggetto di élite. Sen-
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za dimenticare, peraltro, l’emergere di una serie di tendenze socioeconomiche nuove che stanno già incidendo in modo significativo sul quadro di riferimento, con la diffusione di politiche di mobilità sostenibile che si fondono con nuovi stili di vita che ostacolano l’uso di auto private. Sicuramente vi è in settori crescenti della popolazione una nuova sensibilità ambientale che fa prendere in considerazione anche aspetti prettamente legati al tema della sostenibilità. Questo per quanto concerne non solo la scelta fra utilizzo dell’automobile piuttosto che di mezzi alternativi di trasporto pubblico, ma anche, nel primo caso, fra l’acquisto ed utilizzo di un mezzo privato di proprietà (a sua volta più o meno green) e la semplice fruizione dell’automobile, tramite il car-sharing o i sempre più popolari servizi in cui passeggeri ed autisti vengono messi in contatto tramite app (Uber, solo per fare un esempio). In altre parole, l’uso dell’auto sta cambiando prospettiva dalla proprietà alla disponibilità. Mentre in passato possedere un’auto era concepito come uno status symbol ed un obiettivo di per sé, una quota crescente di pendolari mostra un grande interesse per le opportunità oggi disponibili di utilizzare le auto senza possederle. E’ in sostanza il concetto stesso di mobilità che sta cambiando: come i cittadini percepiscono la mobilità, cosa esigono da un sistema di mobilità e soprattutto
come l’uso dell’auto privata possa adattarsi a questo nuovo scenario. Coerentemente con questo scenario, prende piede il cosiddetto paradigma MaaS (Mobility-as-a-Service), di cui la città di Helsinki rappresenta un chiaro esempio di implementazione di successo. Una mobilità innovativa basata sull’idea che sia possibile acquistare, grazie ad una integrazione delle diverse piattaforme, “pacchetti di mobilità” con cui utilizzare qualunque mezzo pubblico e privato nei propri spostamenti urbani. Un altro fenomeno esplicativo del cambiamento in atto è rappresentato da una nuova concezione di viaggio come un qualcosa dotato di valore intrinseco. Un concetto emergente di mobilità come opportunità di beneficio economico e sociale in cui non
contano solamente tempo e costo di un tragitto, ma anche come tale tempo viene impiegato, ovvero la produttività del viaggio (il cosiddetto productivity paradigm). L’auto in tale prospettiva parte chiaramente svantaggiata nel confronto con un trasporto pubblico che, se adeguatamente organizzato ed implementato, permette ai viaggiatori di utilizzare produttivamente il tempo per attività lavorative, ricreative o semplicemente di relax. Questi cambiamenti si stanno sviluppando lentamente, sotto la superficie, ma hanno il potenziale per esercitare una forte influenza sul settore che, benché tuttora dominato dalle auto private, sta cambiando pelle, anche se non è semplice identificare con chiarezza quale sarà il percorso di sviluppo innescato da tali cambiamenti.
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L’AUTO CORRE SEMPRE PIÙ PULITA di Antonio Sileo
L’ a u t o m o b i l e del Clean Air Act, con limiti severi per occupa senza SO2 e NOx e una particolare attenziodubbio un po- ne verso gli agenti inquinanti da parte sto di riguardo dell’EPA (Environmental Protection tra le innova- Agency). In Europa, invece, anche a zioni del XX se- seguito dell’adozione del protocollo di colo, tanto che Kyoto, ci si è sempre più concentrati l’avvento e il sulla riduzione delle emissioni di CO2 successo della e di altri gas climalteranti, introducenmotorizzazione do limiti stringenti per questo tipo di di massa hanno gas. Per queste ragioni negli USA, ma inciso in ma- anche in Giappone e nel Sud America, Antonio Sileo niera profonda le motorizzazioni diesel hanno scarsa Direttore sugli stili di vita, diffusione, benché consumino meno Osservatorio sulla nascita e carburante e quindi emettano meno Innov-E di I-Com sullo sviluppo CO2. e Fellow GREENdei centri ur- In Europa, a partire dal 1970 (Direttiva Università Bocconi bani e anche, in 70/220/CEE), si è arrivati a costruire ultima analisi, un articolato quadro di norme e regosulla crescita economica e sullo svi- le che ha portato al Regolamento (CE) n. 443/2009, antesignano dell’ultimo luppo dei Paesi. Il successo dell’automobile – mezzo Regolamento UE 2019/631che fissa principe della mobilità privata – ha nuovi e difficili obiettivi al 2030. resistito allo scorrere del tempo, alle L’attenzione all’efficienza e dunque crisi petrolifere e al fisco; tuttavia, con ai consumi, insita nell’evoluzione tecl’aumentare del numero di autoveicoli nologica stessa, c’è sempre stata, ma in circolazione inevitabilmente sono la grande guerra, se così possiamo aumentate le esternalità negative: chiamarla, come ben sanno gli apdall’occupazione di suolo, alla con- passionati d’auto, è iniziata negli anni ’70 a seguito degli gestione, all’eshock petroliferi. missione di gas L’industria dell’auserra. Ogni volta che si acquista to fu costretta a Inevitabili, quinun’auto nuova avviene intervenire, anche di, l’inasprirsi il miracolo delle migliori in maniera brutadelle policy per prestazioni abbinate ai le, anche nell’alto contenere gli minori consumi e al maggior di gamma: ci piace impatti negativi confort. E che non si tratti ricordare le coupé degli autoveicoli, 2+2 “entry-level” di anche se, spesolo di una sensazione è Ferrari, Lamborghicie per quanto dimostrato dai serbatoi ni e Maserati che riguarda le emissempre meno capienti offrirono versioni sioni, le priorità con cilindrata ridote i principali berta a 2000 centimesagli non sono stati sempre gli stessi. Negli Stati Uni- tri cubici, che però non ottennero il ti, infatti, si è prestata più attenzione successo sperato. Passando a vetture alla riduzione degli inquinanti “locali”, meno blasonate ma non particolarcon l’introduzione a partire dal 1990 mente fortunate, una menzione spe-
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ciale va alla Fiat Regata ES, prima ad adottare nell’ormai lontanissimo 1983 un sistema di start and stop automatico: un’innovazione tanto “semplice” quanto efficace e oggi diffusissima, ma allora troppo nuova per consolidate abitudini di guida. Tanto che le vendite della ES non andarono oltre le 5 mila unità. Lo start and stop è poi ritornato solo nel 1999 con la Lupo 3L, la supertecnologica ma altrettanto sfortunata city car della Volkswagen, caratterizza dal ricorso a materiali leggeri per contenere la massa, super aerodinamica, pneumatici a basso coefficiente di rotolamento, cambio intelligente e altro ancora: il tutto permette di percorrere 33 km con un litro di gasolio, ma con un prezzo tale da non permettere di recuperare il differenziale con la già parca Lupo normale. Di nuovo il successo di vendite non arriva (anche quando si replica con la più costosa Audi A2). A dimostrazione che, anche senza per forza conoscere sigle come il TCO (Total Cost of Ownership), i consumatori per le spese grosse (e l’auto è la seconda dopo l’abitazione) i conti li fanno eccome.
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Al di là di singole vetture ultra perfor- anche accessori per il confort, infatti, manti, a volte troppo anticipatrici, il aggravano la massa del veicolo, cosa progresso e l’innovazione sono conti- che, inevitabilmente e a prescindere dal tipo di alimennui, spinti da nortazione, incide sui mative sempre consumi (e dunpiù stringenti, ma Nonostante le costrizioni que le emissioni). anche richiesti normative, le preferenze Ciò nonostante, dal mercato: senrestano materia ostica e ogni volta che si za l’efficienza (e la poco governabile – qual è la acquista un’auto coppia) dei motori disponibilità a pagare per nuova avviene il diesel non ci saun mezzo super ecologico? miracolo delle mirebbe potuto es– e i sentieri dell’evoluzione gliori prestazioni sere il successo tecnologica non sono già abbinate ai minori dei SUV, tanto per tracciati consumi e al magessere chiari. gior confort. E che Per realizzare aunon si tratti solo di tovetture sempre più sicure, ma al contempo sempre più una sensazione è dimostrato dai serparsimoniose, le case automobilisti- batoi sempre meno capienti. che hanno introdotto svariate innova- Per capire a che punto siamo oggi zioni meccaniche, elettroniche e ma- può essere utile un confronto tra l’ulteriali: downsizing, turbocompressori tima Peugeot 208, da poco in listino, a geometria variabile, parzializzazione e il modello precedente che esordì nel dei cilindri, aumento dei rapporti del 2012. L’attuale, che ha un serbatoio di cambio, ibridizzazioni di vario tipo, re- dieci litri più piccolo, oltre alle motorizcuperi di energia, aumento dei rappor- zazioni benzina e diesel ha anche una ti di compressione, materiali leggeri versione elettrica, ma è sulle prime per telai, motori, carrozzeria, alluminio, due che conviene concentrarci: a pacompositi, carbonio e molto altro an- rità di allestimento la versione a bencora. Il tutto per un obiettivo tutt’altro zina, pur avendo guadagnato 7 cavalli, che facile, poiché tra sicurezza ed effi- ha visto ridurre i grammi di CO2 procienza vi è invero un non piccolo trade dotti per km percorso da 110 a 94, la off: airbag, barre anti intrusione, ma versione a gasolio a parità di potenza,
102, ha visto scendere la CO2 da 98 a soli 86 g/km, a dimostrazione che il diesel ha ancora molto da dire, anche senza aiuti elettrici. Che pure sono la vera tendenza di quest’ultimo anno. Quanto già scritto, anche senza citare il premio Nobel Harry Markowitz e il celebre aforisma: “Non mettere tutte le uova nello stesso paniere”, dovrebbe essere sufficiente a spiegare perché i costruttori non si buttino a capofitto su un’unica “soluzione vincente”, come, per esempio, potrebbe essere l’elettrico. Ma aggiungiamo che, nonostante le costrizioni normative, le preferenze restano materia ostica e poco governabile – qual è la disponibilità a pagare per un mezzo super ecologico? – e che i sentieri dell’evoluzione tecnologica non sono già tracciati. Se, per esempio, dovesse ridursi il costo delle batterie a litio, oltre al prezzo delle auto elettriche perché mai non dovrebbe anche ridursi quello delle ibride, che vedrebbero pure aumentare ulteriormente le proprie performance? O ancora, per chiudere, se nel frattempo, l’innovazione arrivasse dai carburanti liquidi? Gli unici, tra l’altro, che possono intervenire diffusamente sugli ingenti parchi circolanti. In Italia di sole automobili in circolazione ne abbiamo oltre 39 milioni.
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Cambiano i carburanti e nascono gli e-fuel di Giuseppe Tannoia
La qualità dei carburanti oggi in commercio è il risultato di un lungo processo di innovazione tecnologica che si è sviluppato, assieme a una serie di interventi normativi, Giuseppe Tannoia a partire dagli Direttore ricerca e anni ’90. Le innovazione ENI caratteristiche composizionali dei carburanti di origine fossile costituiscono, unitamente all’applicazione di tecnologie motoristiche sempre più avanzate e di dispositivi di post-trattamento dei gas di scarico, i principali elementi del pacchetto di misure adottate a livello europeo per ridurre le emissioni in atmosfera di sostanze normate e non, legate al consumo di carburanti per autotrazione. Una delle più importanti direttive sui carburanti è stata emanata nel 2005 imponendo nuovi limiti al tenore di zolfo della benzina e del gasolio Diesel, nonché nuovi limiti al tenore di idrocarburi aromatici nelle benzine. In aggiunta, al fine di ridurre le emissioni di gas serra, nel 2009 la Direttiva 2009/30/CE4 ha introdotto misure per l’utilizzo dei biocombustibili. Si tratta di carburanti prodotti a partire da biomasse organiche (oli vegetali come l’olio di palma o Etanolo da processi fermentativi di cereali amidacei come il mais e colture zuccherine), che possono essere miscelati con i carburanti di origine fossile in percentuali variabili al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica valutate nel ciclo di vita del carburante stesso (valutazione Well-to-Wheel, WTW).
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di biodiesel HVO Per il Diesel, il e denominato componenParallelamente alla EniDiesel+. te di origine Ma per il futuro rinnovabile diffusione dell’auto elettrica sarà necessario più utilizzato sarà quindi necessario mettere in atto è il biodiesel sviluppare combustibili azioni molto più FAME (Fatty alternativi, i cosiddetti “Low energiche e raAcid Metyl Carbon Fuel”, in grado di dicali per contraEsther), ovvemassimizzare la riduzione stare le emissioro l’estere medi CO2 rispetto ai carburanti ni di gas serra, tilico di acidi fossili su tutto il ciclo WTW soprattutto tegrassi di orinendo conto che gine vegetale. la domanda Negli ultimi anni, per far fronte ai problemi legati mondiale per i trasporti è in continuo all’utilizzo del FAME, in particolare l’al- aumento. to contenuto di ossigeno che ne de- La crescente penetrazione della motermina un blending wall al 7%, Eni ha bilità elettrica sicuramente aiuterà a sviluppato una nuova tecnologia chia- livello locale a minimizzare le emismata Ecofining™, in grado di produrre sioni inquinanti del settore. Uno dei biodiesel di elevata qualità (Hydroge- motivi per cui l’auto elettrica suscita nated Vegetable Oil, HVO) che può molta attenzione è la sua automatica essere utilizzato anche al 100% nei associazione, vista l’assenza di commotori Diesel convenzionali. A partire bustione interna, ad un livello nullo dal 2016 è stato lanciato sul mercato di emissioni sia di gas serra che di un nuovo carburante contenete il 15% inquinanti normati. Ma l’equivalenza:
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veicolo elettrico = emissioni GHG pari un combustibile. Una solua zero, non tiene conto del fatto che zione che consente di stocla generazione dell’energia elettrica, a care energia rinnovabile meno che non provenga da un siste- (notoriamente discontinua) ma totalmente costituito da fonti rin- sotto forma di energia chinovabili, comporta emissioni di anidri- mica ad alta densità enerde carbonica. In secondo luogo l’auto getica come i fuel idrocarelettrica utilizza batterie la cui produ- burici. Per quanto ancora zione comporta importanti emissioni non economicamente sostenibile, questi processi in di gas serra. Parallelamente alla diffusione dell’au- fase di sperimentazione da to elettrica, sarà quindi necessario parte di diverse Oil Compasviluppare combustibili alternativi, i nies e Car Makers, disegnacosiddetti “Low Carbon Fuel”, in gra- no un modello possibile di do di massimizzare la riduzione di CO2 economia circolare. Il fuel rispetto ai carburanti fossili su tutto il di riferimento ottenibile con ciclo WTW. È il caso dei bio-fuel di se- questi processi è il Metaconda e terza generazione o avanzati nolo, un prodotto che per le sue caratteristiche (alto piuttosto dei cosiddetti “E-Fuel”. Ma andiamo con ordine. I primi si ri- rapporto H/C e alto numero feriscono a quei prodotti ottenuti da di ottano), consente di aumateriale ligneo-cellulosico quali, ad mentare l’efficienza dei moesempio, gli scarti agricoli piuttosto tori a combustione interna che dai rifiuti solidi-urbani. In que- e, se utilizzato in blend con sto momento si stanno sviluppando benzina fossile, consente di diverse tecnologie di tipo chimico o ridurre le emissioni di CO2, fermentativo in grado operare que- ma anche di CO, NOx, partiste trasformazioni. In questa catego- colato e idrocarburi, rispetria rientrano anche il bio-metano da to all’utilizzo di una classica bio-gas e in prospettiva i derivati da RON 95. A questo proposito processi algali, vale a dire il materiale in Eni e insieme a FCA, si sta lipidico che può essere ottenuto dalla sperimentando una nuova benzina chiamata A20 poiCO2 mediante sintesi clorofilliana. Gli E-Fuel sono invece carburanti ché contiene 20% di alcoli sintetici ottenuti mediante utilizzo di (15% Metanolo e 5% Etanoenergie rinnovabili. Questi processi lo) che assicura questo tipo riutilizzano la stessa CO2 emessa dai di prestazioni. combustibili in fase di combustione, Una soluzione che consente di combinandostoccare energia rinnovabile la con idroge(notoriamente discontinua) sotto no generato da elettrolizforma di energia chimica ad alta zatori alimendensità energetica come i fuel tati da energia idrocarburici rinnovabile per ricreare
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IL MOTOSPORT ITALIANO CORRE... PER LA RICERCA di Angelo Sticchi Damiani Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, quest’anno ACI ha ottenuto la riconferma per altri 5 anni del Gran Premio d’Italia di Formula 1 all’Eni Circuit di Monza, consolidanAngelo do il primato di Sticchi Damiani Gran Premio Presidente con più edizioni ACI disputate. Al contempo, dopo le due bellissime edizioni all’Eur del Gran Premio di Formula E, il campionato dedicato ai veicoli a trazione elettrica, la città di Roma proseguirà ad ospitare il Gran Premio italiano per i prossimi anni. Due conferme importante per il nostro Paese. Il riconoscimento dell’Italia quale protagonista mondiale del motorsport, in tutte le sue categorie e forme. Il campionato “elettrico” voluto dalla FIA-Federazione Internazionale dell’Automobile – completa il panorama italiano composto da centinaia di gare ogni anno che vanno dalla Formula 1 al Rally Mondiale in Sardegna, dai diversi Campionati Gran Turismo ai Kart e alla Targa Florio, solo per citarne alcune. L’Italia è una delle culle dell’automobilismo mondiale, della sua tecnologia e dei suoi tanti componenti come del suo design, mentre da oltre un secolo tutte le competizioni sono la punta più avanzata dell’innovazione e dello sviluppo dei veicoli. Innovazioni e sviluppo che si trasformano, poi, in vantaggi quotidiani per gli automobilisti, con maggiore sicurezza attiva e passiva, minori consumi e minore impatto ambientale, maggiore comfort, supporti alla guida.
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L’auto italiana ha una storica leader- i prossimi anni una crescita di questa ship mondiale – tecnologica e di stile – motorizzazione: Le auto full electric che prosegue soprattutto nella fascia comportano un ridisegno complesmedio-alta del mercato, con Ferrari, sivo della vettura, con lo sviluppo, la Maserati, Lamborghini, Alfa Romeo, sperimentazione e la messa in produAbarth, Fiat e con la componentistica zione di nuove parti, e per un processo produttivo nel quale di altissima quale imprese italiane lità di Brembo, del settore devono Pirelli, Magneti L’Italia è una delle culle mantenere il loro Marelli, Sparco dell’automobilismo livello di leadership e tantissime almondiale. E da internazionale. tre formidabili oltre un secolo le Enormi sviluppi proaziende. Leacompetizioni sono la cedono paralleli per dership che si punta più avanzata i motori endoterè imposta nei dell’innovazione e dello mici che già hanno decenni proprio sviluppo teconologico raggiunto altissimi grazie all’invendei veicoli livelli di efficienza e tiva, alla tenache, unitamente ai cia, alle innovacarburanti di ultima zioni introdotte nelle grandi competizioni, punto più generazione, potranno ulteriormenalto di evidenza per la tecnologia au- te evolvere garantendo, anche grazie all’ibridazione elettrica, bassi impatti tomobilistica di una nazione. ACI, punto privilegiato di osserva- ambientali per la nostra mobilità. zione e di incontro tra automobilisti, Pochi sanno che il sistema di trazioimprese e Paese, ritiene quindi fondamentale che il motorsport mantenga in Italia le sue date più prestigiose e tecnicamente più impegnative, compresa oggi la Formula E esattamente come per il Gran Premio di Formula 1 a Monza, circuito tempio mondiale della velocità. Partiamo da un dato: l’industria dell’auto in Italia, con oltre 250.000 addetti, contribuisce per più del 5% al PIL del Paese, produce 1,1 milioni di veicoli (tra vetture, furgoni, camion) ed esprime un export complessivo (veicoli più componenti) per oltre 40 miliardi di dollari. Cosa possono fare le competizioni sportive per sostenere l’automotive italiano? È ormai assodato che una parte del mercato automobilistico si stia orientando verso le cosiddette auto elettriche (1 milione di vetture vendute nel mondo nel 2019) e si prevede per
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ne endotermica oggi più efficiente, in grado di trasformare in “potenza” oltre il 50% dell’energia ricevuta, è quello della Formula 1. Al contempo, i motori elettrici arrivano al 90% di rendimento ma con ancora grandi dispersioni dalla produzione alla colonnina di ricarica e anche dalla batteria al motore - l’energia che arriva al motore elettrico è meno di quella accumulata e pagata - tali da far scendere la resa complessiva a circa il 45%. Formula 1 e Formula E lavorano costantemente per migliorare questi risultati perché si possono permettere di spendere, a titolo di esempio, il 20% in più per avere un 1% di prestazione migliore, condizione che nelle auto in commercio non sarebbe sostenibile. Ma le auto che compreremo domani avranno la ricaduta industriale di questi formidabili sviluppi. Il dualismo positivo tra motore a combustione e motore elettrico è antico quanto la storia dell’auto, con vantaggi e accelerazione per entrambe le motorizzazioni. A metà ‘800 l’automobile nacque prima elettrica e solo successivamente arrivarono i cilindri. Elettrica fu la “Jamais Contente”, l’auto che per prima
rendendola semsuperò i 100 km/h, Formula 1 e Formula E pre più sostenibile e nei primi anni del si possono permettere in senso ampio. XX secolo le auto di spendere, a titolo di Motori sempre a batteria furopiù efficienti con no più vendute di esempio, il 20% in più carburanti a basquelle con motore per avere un 1% di so impatto e più a scoppio. prestazione migliore, performanti, batL’evoluzione allocondizione che nelle terie con più aura premiò i cilindri auto in commercio non tonomia e magche per praticità, sarebbe sostenibile. giore velocità di rifornimento (criMa le auto che ricarica, sono solo tico già allora) e compreremo domani alcuni aspetti del prestazioni comavranno la ricaduta contributo che le plessive, dimostrò industriale di questi competizioni auun grande vantagformidabili sviluppi tomobilistiche ofgio ai nascenti aufrono e offriranno tomobilisti. alla guida di ogni Questo attuale ritorno alle origini dell’auto, al duali- giorno. Chiaramente, questa volta smo tra elettrico e combustione, è non sappiamo come andrà a finire: se un ritorno che ACI sostiene e osserva prevarrà nuovamente una sola tecnocon impegno e immutata attenzione, logia e quale. Personalmente ritengo anche perché sollecita l’innovazione che questa sfida tra cavi e cilindri protecnologica su entrambe queste mo- seguirà molto a lungo, permettendo a ognuno di scegliere la soluzione più torizzazioni. L’Automobile club d’Italia, che ho l’o- opportuna come di seguire la propria nore di presiedere, sa quindi che so- passione. stenere il motorsport – dalla Formula E di un fatto sono certo: qualunque sia 1 alla Formula E – è la condizione per il futuro della nostra mobilità sarà mi“spingere” tutte le innovazioni che gliore e passerà prima dai nostri camdomani aiuteranno la nostra mobilità, pi di gara.
STUDIO FONDAZIONE CAROCCIOLO (ACI)-ENEA-CNR Per una transizione energetica eco-razionale della mobilità automobilistica Secondo lo studio realizzato da Fondazione Caracciolo – il Centro Studi dell’ACI –, ENEA e CNR-Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti, presentato in occasione della “74ma Conferenza del Traffico e della Circolazione”, grazie agli sforzi congiunti tra industria dell’auto e dell’energia, e ai significativi risultati già conseguiti dai veicoli benzina e diesel in fatto di riduzione delle emissioni inquinanti, l’Italia riuscirà a sfiorare l’obiettivo 2030 – ridurre a 49 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti le emissioni di “gas serra” – in uno scenario tendenziale che non prevede politiche incentivanti. Il settore automobilistico contribuirà per 54,5 Mt di CO2 eq. Per ridurre i 5 milioni di tonnellate di CO2 eq in eccesso, occorrerà, invece, adottare politiche che incentivino la sostituzione dei mezzi di trasporto più vecchi e più inquinanti, sia pubblici che privati, e promuovano il trasporto pubblico e la mobilità condivisa e ciclopedonale. Lo studio sottolinea inoltre come sia fondamentale valutare le emissioni durante l’intero ciclo di vita di un mezzo, dato che i veicoli non inquinano soltanto nella fase d’uso: produzione, distribuzione, trasporto, uso, dismissione e riuso. Viene infine indicata la necessità di un approccio - anche a livello regolatorio - di neutralità tecnologica, che permetta di sfruttare il contributo di ciascun motore e vettore energetico agli obiettivi di decarbonizzazione e contemporaneamente eviti che la transizione all’elettrico penalizzi le fasce sociali meno abbienti. [Leggi lo studio integrale: www.fondazionecaracciolo.aci.it/fileadmin/documenti/notizie/Transizione_energetica_26_11_19_Def.pdf]
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DALLA PISTA ALLA STRADA
Come la Formula 1 aiuta la mobilità di tutti i giorni
Forse non tutti sanno che nella formulazione dei carburanti utilizzati dalle macchine Formula 1 si possono utilizzare solo componenti impiegati per produrre quelli di uso quotidiano, con il divieto assoluto di ricorrere ad altri prodotti chimici che ne aumentino la resa in potenza. L’art. 19 del regolamento “Formula one techincal regulations” del marzo 2019, fornisce un elenco dettagliato di ciò che si può usare e in che misura: sono definiti i componenti idrocarburici presenti nelle benzine stradali, i parametri prestazionali, i limiti composizionali per i singoli componenti. Le compagnie petrolifere formulano prodotti ottimizzati per i motori della propria squadra e, per controllare la perfetta corrispondenza delle benzine che vengono utilizzate in gara ai parametri fissati dalla FIA, si sono dotate di laboratori mobili, molto sofisticati, che seguono le corse in ogni parte del Mondo per analizzare i carburanti in tempo reale direttamente nei luoghi delle gare. Dunque, ciò che cambia rispetto ai carburanti che usiamo tutti i giorni sono la combinazione dei vari componenti e i singoli limiti che, nel caso delle benzine stradali, vengono rivisti ogni anno dal CEN (Centro europeo di normazione) in un’ottica di miglioramento delle prestazioni motoristiche di tutti i veicoli del parco circolante e di riduzione continua dei loro livelli emissivi.
Formula 1 zero carbon entro il 2030
PARAMETRI PRESTAZIONALI
LIMITI DEI SINGOLI COMPONTENTI
La Formula 1 ha annunciato lo scorso novembre un ambizioso piano - condiviso con FIA, team di Formula 1, partner e esperti di sostenibilità - che porterà vetture e attività in pista e fuori ad essere a impatto zero sull’ambiente entro il 2030. La Formula 1 da sempre è stata attivatrice di processi di trasferimento tecnologico di cui ha beneficiato tutta l’industria automobilistica e non solo. Dalle innovazioni aerodinamiche agli sviluppi della sicurezza, dai sistemi di recupero energetico agli strumenti di navigazione, fino ai materiali compositi usati per le gare: essere all’avanguardia in termini di innovazione ha permesso e permette alla Formula 1 di svolgere una funzione di piattaforma globale per accelerare i progressi, anche sviluppando tecnologie che riducono o eliminano le emissioni di carbonio dall’attuale motore a combustione interna. In questo senso il propulsore ibrido F1, che offre più potenza consumando meno carburante, combinato con fuels sostenibili e avanzati sistemi di recupero energetico rappresenta un’enorme opportunità globale per ridurre le emissioni. Il piano della F1 per il 2030 prevede inoltre di adottare uffici, strutture e fabbriche al 100% rinnovabili, di scegliere una logistica e viaggi sempre più efficienti, di rendere gli eventi sostenibili, già dal 2025, sia nei materiali usati sia nei servizi per i fan, in modo da contribuire alla sensibilizzazione complessiva anche dei territori dove si svolgono le gare.
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MUOVERSI
LE VE IA TI EC MO SP TO U A
PETRONAS: PRESTAZIONI DA CAMPIONI PER TUTTI Formula 1, MotoGP ma anche Moto 2 e 3, e Rally Dakar. Sono queste le palestre che PETRONAS utilizza per affinare sempre di più l’alta tecnologia applicata ai propri prodotti e renderla Giuseppe D’Arrigo alla portata di CEO tutti. PETRONAS Palestre che vedono da 6 anni consecutivi il team Mercedes-AMG PETRONAS Motorsport vincere i Campionati Mondiali Costruttori e Piloti di F1, esordire con exploit inattesi con il team PETRONAS Yamaha SRT diventando subito la migliore squadra satellite nel MotoGP 2019 e affrontare condizioni proibitive come quelle dei deserti di mezzo mondo arrivando al fondo con tutti i piloti e i mezzi sani e salvi. E non è un caso se PETRONAS sponsorizza anche la scuola di kart Nico Rosberg Academy, anche questa una palestra ma per i piloti di domani. PETRONAS Lubricants International (PLI), nata nel 2008 dall’acquisizione dell’italiana FL Selenia, dal marzo 2018, con l’inaugurazione del nuovo Global Research & Technology Centre, il polo tecnologico nei pressi di Torino, ha assunto sempre di più il compito di creare, testare e sviluppare i lubrificanti dei campioni. Fluidi che sono in grado di fare la differenza nelle competizioni più disparate, proprio perché formulati per performare al meglio nelle condizioni estreme più differenti. Qui, infatti, è nato il lubrificante delle monoposto Mercedes e anche quello delle velocissime PETRONAS Yamaha. I
campioni Lewis Hamilton, Valtteri Bottas, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli sono andati a verificare di persona e hanno incontrato il team di ingegneri, tecnici e addetti (in totale circa 550 persone) che ogni giorno lavorano non solo per loro ma anche e soprattutto per applicare la stessa tecnologia nei prodotti per la mobilità quotidiana secondo il principio ispiratore “Dalla pista alla strada”. È così che è nato PETRONAS Syntium 7000 Hybrid con tecnologia CoolTech™, formulato sfruttando oli con catene molecolari forti per proteggere i motori dai danni causati dall’eccesso di calore. Una tecnologia che garantisce infatti una capacità di lubrificazione costante anche nelle condizioni di maggior stress meccanico e consente al fluido di resistere e dissipare temperature elevate, nonché di mantenere un film protettivo forte e stabile, anche con basse viscosità, ottimizzando le prestazioni del veicolo. Alle attività di ricerca del Centro R&T contribuisce in modo sostanziale anche il lavoro “sul campo” del PETRONAS Track Lab, il laboratorio mobile che segue ogni gara del Campionato di F1 e analizza campioni di carburante, olio motore e fluidi funzionali delle due vetture del team Mercedes-AMG PETRONAS durante l’intero fine settimana di gara. I risultati di un lavoro di squadra di così alto livello sono le gamme dei prodotti PETRONAS di uso quotidiano su tanti tipi di macchine: da quelle che guidiamo a quelle con cui lavoriamo tutti i giorni. PETRONAS produce infatti lubrificanti non solo per il settore automobilistico e motociclistico ma anche per i mezzi pesanti e per i settori agricoltura e costruzione a cui si aggiunge la gamma Petronas Industry dedicata alla lubrificazione industriale, concepita proprio con l’intento di contribuire a minimizzare i fermi macchina e ridurre i consumi di energia, tutti parte del concetto PETRONAS Fluid Technology Solutions™ per favorire la riduzione delle emissioni di
CO2 e il contenimento dei costi grazie a una maggiore efficienza senza compromessi su affidabilità e prestazioni. SHELL: STORIA DI UN SECOLO DI INNOVAZIONE Dai dispositivi Wireless al latte artificiale, dalla coperta termica alle lenti anti-graffio. Sono solo alcune delle invenzioni realizzate dalla NASA, che oggi fanno ormai parte Benedetto Forlani della nostra Presidente Shell esistenza Italia Oil Products e quotidiana. Shell da oltre Marketing Manager un secolo fa Lubrificanti Europa innovazione nel settore dell’energia, nel mondo delle benzine e dei lubrificanti. Una storia, quella della conchiglia, scandita da traguardi che hanno spesso modificato le ‘regole del gioco’ grazie anche ad importanti investimenti in attività di ricerca e sviluppo e a partnership tecniche per la formulazione di prodotti capaci di incontrare e anticipare le esigenze del mercato. Ogni anno Shell investe più di 1 miliardo di dollari in R&D, si avvale delle competenze di oltre 45.000 tecnici e ingegneri dislocati in 12 centri Shell Global Solutions in tutto il mondo, laboratori all’avanguardia dove vengono sviluppate tecnologie rivoluzionarie e formulazioni esclusive. I risultati sono frutto della consolidata leadership tecnologica di Shell che si basa su tre pilastri fondamentali: innovazione, applicazione
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DALLA PISTA ALLA STRADA
Come la Formula 1 aiuta la mobilità di tutti
ai prodotti, stretta collaborazione con aziende e costruttori che si confrontano quotidianamente con sfide di altissimo valore tecnologico e attraverso cui Shell può aumentare le proprie competenze. Negli anni Sessanta, Shell è stato ad esempio il primo produttore di lubrificanti a lanciare sul mercato oli motore “multigrade” per l’utilizzo su tutte le tipologie di veicoli e in qualsiasi stagione; dieci anni dopo ha introdotto per la prima volta sul mercato l’utilizzo di detergenti nella formulazione dei lubrificanti per auto con l’obiettivo di mantenere pulito il motore. Sempre negli anni Settanta Shell ha avviato la ricerca sul Gas to Liquid, una tecnologia che converte il gas naturale, il combustibile fossile più pulito, in prodotti liquidi di alta qualità tra cui carburanti per veicoli, oli motore e ingredienti per beni di tutti i giorni come plastica, detergenti e cosmetici. Dalla ricerca alla costruzione di Pearl GTL in Qatar nel 2011, uno degli impianti più grandi e sofisticati mai costruiti nell’ambito dell’industria energetica. Oggi Pearl GTL ha una capacità di produzione di 140.000 barili al giorno ed è la più importante fonte di prodotti GTL a livello globale. Nel 2005 Shell stabilisce un record d’innovazione presentando il gasolio del futuro Shell V Power Diesel con GTL, il primo carburante con un componente sintetico disponibile sul mercato italiano sviluppato in collaborazione con il Gruppo Volkswagen. E sempre dal GTL nasce un modo del tutto nuovo di produrre oli base sintetici realizzati a partire da gas naturale con la tecnologia Shell PurePlus Technology, un processo che converte il gas naturale in un olio base sintetico cristallino sostanzialmente privo delle impurità presenti nel greggio. La ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e formulazioni sono dei percorsi, lunghi e affascinanti, che vanno affrontati con compagni affidabili e in grado di costruire sinergie perché è impossibile innovare solo attraverso competenze e capacità interne. Questa è una delle ragioni della storica presenza di Shell nel motorsport e delle partnership tecniche con campioni del settore che
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consentono a Shell di trarre grandi insegnamenti dalle piste testando i prodotti in condizioni estreme e di trasferire queste conoscenze nei prodotti disponibili sul mercato.
petizione, ma anche per tutti i motori delle macchine di serie. È il valore di una partnership sul lungo termine tra sport automobilistico e auto da strada. Due ambiti che si completano e si rafforzano l’un l’altro. Parlando di prodotti alternativi per TOTAL: LE GARE? la mobilità, Total è anche impegnata UN VERO LABORATORIO in FormulaE, al fianco di DS Performance, per offrire Da 50 anni Total tutta la sua expertise e proè impegnata nel porre soluzioni nuove come motorsport dove ha i fluidi su misura per le moottenuto centinaia di noposto DS E-Tense FE 19 vittorie e vinto molti della scorsa stagione. titoli di campioni del Ed è anche grazie ad una mondo. Vittorie che relazione di fiducia e allo svinon si sarebbero poluppo di questi prodotti che tute ottenere senza lo scorso campionato il titol’utilizzo di prodotti, lo “Costruttori” è stato vinto lubrificanti e carda DS-TECHEETAH ed il suo Filippo Redaelli buranti, ad elevate pilota Jean-Eric Vergne ha CEO TOTAL prestazioni, pronti lasciato il segno come primo ITALIA Spa a soddisfare le conpilota a vincere il titolo per dizioni più estreme due anni consecutivi. (dal forte calore dei deserti, al La competizione è quindi un eccelfreddo delle montagne innevate, lente mezzo per testare tecnologie alle gare di endurance dei circuiti) ancora in corso di sviluppo. In effetti, e garantire prestazioni ed affidal’impegno in Formula E ha permesso bilità massime. agli ingegneri del centro di ricerca di Solazie di raccogliere dati ad alto vaIn questa attività la collaborazione lore aggiunto che hanno guidato l’econ i partner costruttori è fondalaborazione della nuova gamma TOmentale ed è dettata dalla volontà TAL QUARTZ EV FLUID che risponde di anticipare sempre le evoluzioni perfettamente ai bisogni dei veicoli del mercato e valorizzare gli ultimi ibridi ed elettrici. Nelle 2 ruote, un’alprogressi tecnologici con l’obiettitra dimostrazione di questo impegno vo non solo del risultato sportivo, è la partnership, appena rinnovata, ma anche del piacere della guida con il team Estrella Galicia 0,0 Marc nel quotidiano. L’impegno nel moVDS con cui Total lavora ormai da 10 torsport permette così di svilupanni sviluppando insieme al team la pare prodotti sempre più perforricerca e lo sviluppo dei carburanti manti, che sono poi utilizzati ogni che permettono al team di rimanere giorno da migliaia di automobilisti sempre al top della competizione in e motociclisti. Moto2 (tre titoli di campione del monPer questo Total considera la do con Tito Rabat nel 2014, Franco competizione come un vero e proMorbidelli nel 2017 e Alex Marquez prio laboratorio. nel 2019 ne sono la riprova). Ma non Con Aston Martin, ad esempio, solo: dal 2020 la partnership tra ToTotal lavora da diversi anni, svital ed il team si estenderà anche alla luppando lubrificanti specifici per Moto E poiché Total non vuole essere il motore e il cambio in grado di solo un fornitore di prodotti tradiziomigliorare il raffreddamento del nali come carburanti e lubrificanti ma motore, ridurre la viscosità, quindi si sta impegnando anche in altre aree lo sfregamento, ed il consumo di della mobilità, con l’obiettivo di ridurlubrificante. re l’impatto di carbonio dei prodotti Ma Aston Martin raccomanda i luenergetici messi a disposizione dei suoi clienti. brificanti Total non solo nella com-
Il DATA BOOK 2020 è disponibile sul sito UP all’indirizzo https://www.unionepetrolifera.it/wp-content/uploads/2019/12/Data-Book-2020.pdf
UNO SGUARDO SUL MONDO DEL CAR SHARING E LEASING tre interviste sulle nuove opportunità di mobilità ABBIAMO CAMBIATO LE ABITUDINI DI MOBILITÀ URBANA Il car sharing e la mobilità sostenibile: vantaggi e criticità? Il car sharing è una grande opportunità per migliorare la mobilità nelle città medio-grandi. Enjoy oggi è presente a Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna: il suo principale obiettivo è offrire un servizio di mobilità alternativa, sostitutiva dell’auto privata: l’utilizzo dei veicoli condivisi permette di decongestionare il Giuseppe Macchia traffico e migliorare la qualità della vita Senior Vice Presidi chi vive e lavora in città. dent del Marketing Per la diffusione del car sharing le PubR&M e degli Smart bliche Amministrazioni giocano un ruolo Mobility Services fondamentale. Per far crescere gli iscritti e la frequenza di utilizzo, le Pubbliche Amministrazioni dovranno implementare politiche mirate a supportare maggiormente lo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso una nuova disciplina degli accessi nei centri storici, dotare le città di infrastrutture dedicate (in primis i parcheggi dedicati nei point of interest), permettere l’introduzione di formule innovative di assicurazione sul cliente e diffondere sempre di più la cultura della sicurezza a bordo supportando gli operatori che investono in tal senso. Un punto critico è la regolamentazione delle ztl, che è spesso lasciata alle decisioni locali: la mancanza di una regolamentazione in quest’ambito continua a determinare confusione nell’utilizzo del servizio da parte dei cittadini. Car sharing sintomo di un reale mutamento nel concetto di auto e della mobilità, da possesso a servizio? Possederla non conviene più o non attira più, in particolare le nuove generazioni? Al momento del lancio di Enjoy, nel dicembre del 2013, il car sharing era ancora agli inizi, così come le riflessioni sul cambio di paradigma (dal possesso al solo utilizzo del bene) alla base della sharing economy. Per Enjoy, la sfida era quella di avviare una trasformazione delle abitudini di mobilità urbana.
UNA RIVOLUZIONE? CAMBIA L’IDEA DI MUOVERSI IN CITTÀ
Luigi Licchelli Business Development Lead Italy di SHARE NOW
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Operate un po’ su tutti i mercati europei. Come si presenta il mercato italiano e quali sono le principali differenze rispetto agli altri? Ad oggi siamo attivi in 26 città di 12 paesi tra Europa e Nord America. Il nostro è un approccio glocal, che coniuga dunque la modernità di uno sguardo globale con il radicamento nel territorio e la valorizzazione del contesto locale in cui operiamo. Ogni città, anche se differente, è in realtà accumunata dall’utilizzo che i cittadini fanno del servizio. Un utilizzo che nasce proprio dalla stessa esigenza di avere a
Sono passati sei anni, il car sharing ha modificato le abitudini di viaggio di molti cittadini, ma il settore è ancora giovane, in crescita e con grandi potenzialità: in questa fase è importante trasformare l’attuale utilizzo del car sharing da “tattico” a “strutturale”. Le generazioni più giovani, particolarmente sensibili al tema dell’ottimizzazione delle risorse, prestano molta attenzione alle possibilità della condivisione e, rispetto alle generazioni che le hanno precedute, ponderano maggiormente l’acquisto di un’auto privata e sono consapevoli che i veicoli privati passano la maggior parte della loro esistenza inutilizzati, fermi. Come cambiano e possono cambiare paesaggi e esperienze urbane grazie allo sharing della mobilità? I dati di alcuni studi affermano che ogni auto del car sharing in uso corrisponde a togliere dalla strada 8/10 auto private, ma si tratta di ricerche ancora parziali. Sappiamo però che gli iscritti totali a Enjoy, sono 950.000 e che, dall’apertura del servizio ad oggi, sono stati effettuati oltre 22 milioni di noleggi: possiamo quindi affermare che Enjoy ha rivoluzionato le abitudini di mobilità di centinaia di migliaia di cittadini. Ma non solo: Enjoy in questi anni è diventata parte dell’arredo urbano delle città in cui è presente, grazie al suo colore rosso inconfondibile. Ed è entrata nel cuore dei nostri clienti. Vediamo sempre più persone aprire le auto con una App al posto delle chiavi e non mancano le richieste di utilizzo della Fiat 500 Enjoy in occasione di matrimoni: perché è su un’auto Enjoy che i futuri marito e moglie hanno condiviso le loro prime uscite insieme!
disposizione una mobilità flessibile e on demand. Ciò, infatti, è caratteristico di tutti i centri urbani afflitti da problemi di traffico ed inquinamento. Le città italiane, però, si differenziano, tra loro e in confronto a quelle europee, a livello regolatorio. Ognuna di esse ha delle regole ben precise relative al car sharing: ad esempio, in quali vie gli utenti possono accedere gratuitamente o su quali strisce possono parcheggiare. Il car sharing è un fenomeno sviluppatosi soprattutto nelle grandi città. In Italia ad esempio interessa il 3% della popolazione. Ci sono ulteriori spazi di crescita? Il bisogno di servizi di mobilità condivisa, o comunque innovativi e alternativi all’auto privata, sta sempre più crescendo. In particolare, il potenziale di crescita del mercato del carsharing è enorme. Uno studio condotto da Frost & Sullivan prevede che, entro il 2025, il numero globale di persone che utilizzeranno il carsharing aumenterà di cinque volte, arrivando a contare 36,7 milioni di persone. Inoltre, secondo la World Bank, entro il 2045 le persone che
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vivranno in città aumenteranno di circa 1,5 volte rispetto ad ora, arrivando ad essere sei miliardi. La mobilità privata ha già raggiunto i suoi limiti che si manifestano con ingorghi, mancanza di parcheggi e inquinamento. In questo contesto, il carsharing a flusso libero di SHARE NOW, che in futuro sarà sempre più elettrico, autonomo e connesso, rappresenta una delle soluzioni di mobilità più concrete, utili ed innovative a disposizione dei cittadini per affrontare queste problematiche e ridurne l’impatto. Il car sharing è sintomo di un cambiamento strutturale nel concetto di mobilità?
Sicuramente l’arrivo del carsharing a flusso libero nel nostro Paese, nel 2013 con car2go, ha rappresentato il primo reale slancio verso una rivoluzione culturale da molti descritta come vera e propria evoluzione antropologica. Si è trattato, infatti, di una grande innovazione tecnologica che ha avuto un grosso impatto nel nostro modo di vivere le città moderne e la mobilità urbana anche da un punto di vista sociale. Daimler e BMW sono state le prime case automobilistiche a capire che era necessario diversificare l’offerta per soddisfare nuove
I VANTAGGI DELL’AUTO SENZA IL PROBLEMA DI AVERLA Leasys nasce nel 2001 su iniziativa del Gruppo Fiat. Negli anni vi siete trasformati restando sempre nell’orbita FCA. Come nasce l’idea per un produttore di auto di allargare la propria presenza sul mercato del noleggio? Leasys nasce nel 2001 su iniziativa del Gruppo Fiat e del Gruppo Enel e a attualmente è interamente controllata dal Alberto Grippo Gruppo FCA Bank, joint venture pariteCEO di Leasys tica fra FCA Italy SpA e Crédit Agricole Consumer Finance. È stata storicamente un operatore di noleggio a lungo termine e fleet management in Italia, che ha saputo evolversi in funzione di un mercato che negli ultimi anni è cambiato profondamente. Ai servizi tradizionali si sono aggiunti nel tempo il rinoleggio e la vendita di vetture usate, il noleggio a breve e medio termine, il Car sharing Peer to Peer, fino ad arrivare oggi all’innovativo abbonamento all’auto, intercettando nuovi trend dell’economia circolare e dando una risposta alle diverse esigenze di tutti i target di cliente, compresi i privati. È proprio la capacità di rispondere a questi bisogni nel modo più innovativo e flessibile possibile, che rende un operatore di mobilità importante per un produttore di auto: in un mercato sempre più caratterizzato dal concetto di MAAS “mobility as a service”, poter offrire tutte le opzioni al cliente, dalla vendita
esigenze dei cittadini, offrendo loro servizi nuovi e nuove possibilità di utilizzo, ma anche libertà di movimento e attenzione all’ambiente. Da qui è dunque nato il vero cambiamento nel concetto di mobilità, che non è più vissuto dall’utente come possesso di un veicolo ma come accesso flessibile ad un servizio.
del veicolo fino al solo utilizzo dello stesso per poche ore, pensiamo possa essere un’arma vincente. Siamo veramente di fronte ad un cambio di paradigma nel concetto di mobilità? Assolutamente sì, il cliente oggi non vuole pensare a nulla se non alla fruizione, avvalendosi del servizio in un’ottica di peace of mind. Ciò significa avere la possibilità di attivarlo in maniera facile e veloce e magari utilizzarlo solo per il tempo realmente necessario, e soprattutto senza tutte le incombenze inerenti alla proprietà del mezzo, come ad esempio il cambio gomme stagionale, il bollo e l’assicurazione. Tutto questo in maniera completamente digitale. Basti pensare a Leasys CarCloud: una formula unica per il settore della mobilità in Italia, attivabile online, che risponde alla necessità di guidare auto diverse in base alle differenti situazioni e necessità del cliente. Dall’utilitaria al fuoristrada fino all’auto familiare per le gite fuori porta. Cerchiamo di offrire una consulenza personalizzata che si traduce in un pacchetto integrato di soluzioni, studiato ogni volta su misura: noleggio di breve e lungo termine, car sharing, noleggio in pronta consegna e l’usato, senza dimenticare le imminenti proposte per la mobilità elettrica. Non a caso lo slogan che abbiamo scelto per le nostre innovative soluzioni di mobilità è “da un’ora a una vita intera”. Come è cambiato il mercato del noleggio negli anni, quali tipologie di veicoli mettete a disposizione dei vostri clienti e quali sono le loro preferenze anche in termini di servizi scelti? Il nostro mercato si è arricchito di servizi e di offerte negli anni proprio per venire incontro alle esigenze crescenti dei clienti. Abbiamo notato che il cliente che ricorre ad utilizzo dell’auto non in proprietà, vuole sgravarsi di tutte le incombenze legate al mondo dell’auto. Ed infatti le formule di più successo sono quelle nella versione “plus”, ossia pacchetti comprensivi di tutti i servizi, dalle coperture assicurative complete all’assistenza, dal cambio penumatici alle pratiche amministrative. Notiamo inoltre che cresce sempre più il numero di cliente che desidera usare l’auto solo per quelle poche ore in cui gli occorre: il car sharing è in costante crescita, e proposte come U-Go by Leasys e l’ultimo nato, I-Link rispondono proprio alle necessità di una mobilità condivisa e sostenibile. Con U-Go i clienti Leasys possono contenere la spesa mensile del canone di noleggio condividendo la propria auto. Con I-Link invece, il player intestatario del noleggio crea la sua community, proprio come un gruppo WhatsApp, e può anche decidere di condividere con gli altri membri che utilizzano l’auto la spesa del canone mensile.
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EDUCATION
CON I GIOVANI PER FAR CRESCERE NON SOLO LA PROFESSIONALITÀ due domande a Rosario Pistorio
La rubrica education presenta i progetti formativi più interessanti che riguardano il settore. In questo numero intervistiamo Rosario Pistorio, CEO Sonatrach Raffineria Italiana che ci racconta il progetto NEST (New Employee Sonatrach Team)
Ci vuole raccontare come nasce e quali obiettivi si pone il programma NEST? Il NEST nasce come una realtà unica, un gruppo di nuovi assunti in raffineria con un Rosario Pistorio esperienza limiCEO Sonatrach Raftata all’interno fineria Italiana che ha come mission quella di facilitare l’integrazione, promuovere nuove idee, sopportare e migliorare la collaborazione tra i vari dipartamenti all’interno dell’Azienda.
Il principio legante di base: essere amici oltre che colleghi. Da qui le attività di impegno nel sociale nelle ore extralavorative tipo la pulizia della spiaggia del Plemmirio a Siracusa, l’intervento al reparto oncologico pediatrico dell’ospedale di Siracusa solo per citarne alcune. L’evoluzione dell’industria petrolifera richiederà di sviluppare nuove competenze. Quale contributo possono portare i giovani in questo ambito? L’apporto dei giovani sarà sicuramente fondamentale. La ricerca e lo sviluppo sulle nuove tecnologie, tanto per quelle applicabili ai processi di raffinazione on site che a quelle di verifica e controllo, richiedono per il loro utilizzo competenze sempre più spe-
cializzate e la capacità di adeguarsi in tempo reale a questa costante evoluzione. La nostra attività di scouting tra i giovani ingegneri è costante, con una attenzione particolare ai neolaureati degli atenei siciliani che garantiscono standard di formazione che si mantengono elevati nel tempo e con attività specifiche di stage aziendali periodici. Allo stesso tempo, ritengo che sia necessario ridare impulso ai percorsi formativi relativi alle figure professionali impegnate nel lavoro di stabilimento per verificare con una particolare attenzione la possibilità di attivazione di pratiche efficaci che favoriscano una migliore socializzazione transgenerazionale all’interno delle organizzazioni stesse.
Il presidente UP Spinaci in un incontro con NEST (New Employee Sonatrach Team)
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education il programma di formazione di Unione Petrolifera
FORMAZIONE SCUOLA E UNIVERSITÀ + + + + +
Università degli Studi di Brescia; Università La Sapienza (Roma); Luiss Business School (Roma); Safe - Risorse con energia (Roma); Istituto tecnico superiore Luigi Einaudi (Ferrara).
FORMAZIONE ASSOCIATE, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E ALTRE ASSOCIAZIONI Corsi, Workshop e Seminari in partnership con soggetti pubblici e privati.
PATROCINI + Remtech Awards RemTech Expo - Premio per tesi di dottorato su riqualificazione ambientale; + Premio «Pasquale De Vita» 2020 - Premio di studio e giornalistico sui temi della mobilità e dell’innovazione; + Università La Sapienza, Facoltà di Ingegneria Meccanica e Aereospaziale 2019- 2020 - Progetto Motostudent “Sapienza Gladiators Racing Team”.
FALSI MITI
I PAGAMENTI DIGITALI SONO SICURI Falsi miti è la rubrica in cui si ribaltano gli schemi, si usano le informazioni scientifiche per sfatare credenze, smontare pregiudizi, ricostruire un dibattito più equilibrato. I timori da parte dei consumatori rispetto alla correttezza e alla sicurezza delle transazioni sono uno dei fattori che più limitano un uso più frequente dei pagamenti digitali, timori oggi aggravati dallo sviluppo e dalla diffusione di tecnologie che permettono pagamenti attraverso lo smartphone o contactless. In particolar modo rispetto ai pagamenti contactless si sono sviluppate paure che si prefigurano come veri falsi miti. Riteniamo utile sfatarli perché convinti che i pagamenti digitali siano decisivi per rendere tutta la filiera di distribuzione dei carburanti più efficiente e sicura, sia per i consumatori che per i gestori. Non a caso la maggioranza dei furti o degli assalti ai distributori puntano a sottrarre le ingenti quantità di contante che i gestori accumulano.
Ecco le principali preoccupazioni da sfatare:
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Con il contactless è possibile rubare denaro avvicinando un terminale di pagamento alla carta o al dispositivo mobile custodito in tasca o in una borsa, in modo quindi del tutto inconsapevole per il proprietario. È un rischio inesistente perché per attivare un pagamento occorre sempre un terminale censito, funzionale ad un’attività di cui le istituzioni e le forze dell’ordine conoscono referenti e dettagli. Per ogni pagamento è quindi sempre possibile tracciare e rintracciare il beneficiario. Anche se qualcuno ci provasse, in ogni caso, il terminale di pagamento dovrebbe essere vicinissimo alla carta, cosa non possibile se la carta stessa è in una tasca o in una borsa. Per le carte di nuova emissione, inoltre, al di sopra di una certa soglia di spesa, è sempre richiesto l’utilizzo del PIN.
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Attraverso una transazione contactless è possibile intercettare dati che permettono di falsificare la carta. È un’informazione falsa, visto che in occasione di ogni pagamento digitale e contactless i dati restano criptati e sono riferiti a ogni singola transazione, rendendo l’intero processo molto sicuro.
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Se si subisce il furto di uno smartphone o di un diverso device autorizzato ai pagamenti digitali il ladro può usare i dati per effettuare acquisti. Non è un rischio reale, visto che i dati di pagamento sono sempre criptati ed inoltre alla sicurezza insita dei sistemi di pagamenti si aggiungono i sistemi sempre più sofisticati di protezione di tutti i dati dei device.
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Con una carta rubata, attivando la possibilità di pagamento NFC con uno smartphone, è possibile realizzare pagamenti senza che nessuno se ne accorga. Visto che tutti i pagamento sono tracciati e che gli stessi smartphone hanno specifiche misure di sicurezza quando associati a carte, si tratta di un rischio non concreto. Si consiglia comunque sempre di denunciare ogni furto subito bloccando immediatamente la carta, per tutelarsi anche da frodi non digitali.
MUOVERSI
NOVITÀ LEGISLATIVE
• DECRETO-LEGGE 14 ottobre 2019, n. 111 convertito con legge 12 dicembre 2019, n. 141 Punti rilevanti: • Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria (art. 1, comma 1) • Tavolo permanente interministeriale sull’emergenza climatica (art. 1, comma 3): • CIPESS (art. 1-bis) • ZEA e sostegno alle imprese (art. 4-ter) • Pubblicità dei dati ambientali (art. 6) • Diverse forme di incentivazione per la mobilità sostenibile, (artt. 2 e 3) • DL FISCALE (in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n.124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili. • DECRETO-LEGGE 21 settembre 2019, n. 104 convertito con legge 18 novembre 2019, n. 132 Legge 132/2019 di conversione del Decreto Legge 104/2019, recante “Disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione” dei Ministeri. Si segnala, in particolare, quanto segue: • art. 2: sono trasferite al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico in materia di definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l’estero e di sviluppo dell’internazionalizzazione del sistema Paese. Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2020, la Direzione generale per il commercio internazionale passerà dal MiSE al Ministero degli Esteri. Ok da parte del Consiglio dei Ministri. In attesa del DPCM. • art. 4: viene istituita, fino al 31.12.2020, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una Struttura tecnica per il controllo interno, alle dirette dipendenze del Ministro competente; • art. 5: viene prevista la riduzione da 4 a 2 del numero massimo dei Dipartimenti in cui si articola il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. A seguito di ciò emanato il DPCM n.138/2019. • LEGGE 4 ottobre 2019, n. 117 Delega al Governo per l’attuazione della direttiva (UE) 2018/410, che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio e la decisione (UE) 2015/1814, nonché per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2392, recante modifica della direttiva 2003/87/CE al fine di mantenere gli attuali limiti dell’ambito di applicazione relativo alle attività di trasporto aereo e introdurre alcune disposizioni in vista dell’attuazione di una misura mondiale basata sul mercato a decorrere dal 2021, e della decisione (UE) 2015/1814, relativa all’istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell’Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra e recante modifica della direttiva 2003/87/CE; Princìpi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/692, che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale • Risoluzione De Toma Risoluzione 7-00258 contenente “Iniziative urgenti in favore del settore della distribuzione dei carburanti”, approvata il 4 dicembre 2019 dalla Commissione X Attività Produttive della Camera dei Deputati. La Risoluzione, su cui la Commissione ha audito varie rappresentanze, tra cui Unione Petrolifera, è stata modificata in alcuni punti rispetto al testo originario e impegna il Governo ad attivarsi sui seguenti temi: • razionalizzazione e ammodernamento della rete stradale e autostradale; • corretta attuazione e monitoraggio della Legge Concorrenza e introduzione della obbligatorietà della fase dinamica dell’Anagrafe nazionale sui carburanti;
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• strumenti agevolativi per favorire la mobilità elettrica in autostrada; • previsione di livelli di tutela e protezione delle condizioni lavorative e dell’esercizio dell’impresa degli operatori del settore della distribuzione dei carburanti; • potenziamento dell’Osservaprezzi; • lotta all’illegalità, sotto varie forme; • estensione al settore dei carburanti della disciplina delle vendite sottocosto. LEGGE 160/2019 - Bilancio di previsione dello Stato l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 - “Legge di Bilancio 2020” Il provvedimento interviene su diversi elementi di interesse: Clausola di salvaguardia su aumento accise carburanti a partire dal 2021 (Art. 1, comma 2) Sterilizzazione aumento IVA nel 2020 (Art. 1, comma 3) Fondo pluriennale per economia circolare (Art. 1, commi 14 e 15) Titoli di Stato “Green” (Art. 1, commi 92 e 93) Riduzione sussidi ambientalmente dannosi (Art. 1, commi 98, 99 e 100) Riduzione impatto ambientale veicoli inquinanti (Art. 1, commi 107 e 108) Trasporto su strada (Art. 1, commi da 113 a 117) Contrasto ai cambiamenti climatici (Art. 1, commi 119 e 122) Credito di imposta per l’innovazione (Art. 1, commi da 198 a 210) Fondo per la crescita sostenibile (Art. 1, comma 230) Fondo IPCEI (Art. 1, comma 232) Rimborso per acquisti con strumenti di pagamento elettronici (Art. 1, commi 288, 289 e 290) Gasolio commerciale usato come carburante (Art. 1, comma 630) Accisa sui prodotti energetici impiegati nella produzione di energia elettrica (Art. 1, comma 631) Tassa sulla plastica e Credito d’imposta (Art. 1, commi 634 a 658) Maggiorazione IRES sul reddito di alcune concessioni pubbliche (Art. 1, commi 716, 717 e 718) L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società è maggiorata di 3,5 punti percentuali (salendo al Aliquote di prodotto della coltivazione oli minerali, idrocarburi e gas (Art. 1, commi 736 e 737) Canone patrimoniale unico (Art. 1, commi da 816 a 851) DECRETO-LEGGE n.162/2019, contenente “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” - Decreto Milleproroghe • art. 12: comma 1: applicazione anche per gli acquisti nel 2020 del contributo per veicoli a 2 ruote elettrici o ibridi; comma 2: inclusione degli Euro 0 nella rottamazione prevista per usufruire del contributo maggiore in caso di acquisto di nuovi veicoli di categoria M1; comma 3: proroga al 1° gennaio 2022 della fine del mercato tutelato di luce e gas per i clienti finali civili; • a rt. 35: in caso di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, nelle more dello svolgimento delle procedure di gara per l’affidamento a nuovo concessionario, ANAS può assumere la gestione delle stesse; • a rt. 40: entro la fine di febbraio 2020, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono nominati, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’economia e delle finanze, un Commissario ed un Vicecommissario per il GSE S.p.a.; • art. 42: misure in materia di innovazione tecnologica.
TRIMESTRALE UNIONE PETROLIFERA
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APPUNTAMENTI
Gli eventi più rilevanti tra quelli cui Unione Petrolifera ha partecipato nelle ultime settimane 19 dicembre - Iniziativa sul traffico internazionale di prodotti petroliferi A Mestre, per fare il punto con Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane sul contrasto alle attività illecite che generano danno erariale e concorrenza sleale. 10-12 dicembre - 4º simposio annuale di AIEE Italia Presso l’Università Lumsa di Roma, per contribuire alle riflessioni sulle sfide attuali e future relative a energia e sicurezza, con interventi di Franco Del Manso su carburanti per il trasporto marittimo e ruolo dei carburanti liquidi lowcarbon rispetto alla transizione energetica e all’obiettivo di preservare l’eccellenza industriale. 3 dicembre - Presentazione Protocollo Self per tutti Per la Giornata internazionale delle persone con disabilità firmato un protocollo con FAIP, Faib, Fegica, Figisc e Anisa che dal 1° febbraio garantirà agli automobilisti con disabilità assistenza del gestore per il rifornimento anche alle colonnine self-service degli impianti contrassegnati da apposito logo. La rete carburanti si conferma infrastruttura al servizio del Paese e presidio per territori: una rete che si sta trasformando in punti vendita energie e servizi per la mobilità confermando ruolo sociale nel soddisfare il diritto alla mobilità dei cittadini. 19 novembre - Workshop UP su Ambiente e Salute, con focus sulla bonifica delle aree agricole Confronto di partenariato pubblico –privato presso la sede UP con Ministero dell’Ambiente e Istituto Superiore di Sanità sui primi casi di applicazione della bonifica, da cui è emersa la necessità condividere conoscenze scientifiche e promuovere azioni di sistema, come previsto anche dal nuovo decreto per la bonifica delle aree destinate a agricoltura e allevamento. 15 novembre - Intervento del Presidente Spinaci al CNEL Nell’ambito del ciclo di audizioni su ricadute economiche e occupazionali delle politiche energetiche in Italia nel nuovo quadro normativo europeo e in relazione al PNIEC, il Presidente ha parlato di come il downstream petrolifero può contribuire all’evoluzione energetica in atto e ha ricordato che sono già stati programmati investimenti per 11mld di euro fino al 2030 e che il 95% degli occupati è a tempo indeterminato, più dell’85% ha meno di 55 anni: competenze altamente professionali da non disperdere. 14-15 novembre - CEN A Torino per i lavori del CEN, organizzati da UP, presso la sede di Petronas di Villastellone, nei cui laboratori si mettono a punto tutti i fluidi per l’industria dell’auto e in particolare per le scuderie vincenti della Formula 1. Si è parlato di specifiche diesel, miscele con biocarburanti e qualità del biodiesel HVO, che permettono di coniugare energia e sostenibilità, e di normazione dei fuels per trasporti stradali. 12 novembre - Stati Generali della Sicurezza Al convegno organizzato da OSSIF, centro ricerca anticrimine di ABI, è stato presentato il Rapporto sulla criminalità predatoria cui UP ha contribuito, in ottica di collaborazione positiva pubblico-privato. 11 novembre - Smartbench: idee brillanti per la sicurezza industriale Al convegno di Inail per raccontare l’esperienza delle associate UP per la safety 4.0 e presentare il protocollo in programma con Inail per la sperimentazione sugli impianti. 7 novembre - Ecomondo, Fiera dell’innovazione e delle tecnologie per l’economia circolare Il Presidente Spinaci è intervenuto al Forum nazionale dell’innovazione nel trasporto collettivo organizzato da ASSTRA. Intervenuti anche al confronto sulla bonifica dei siti contaminati per raccontare l’impegno del settore per coniugare bonifiche e sostenibilità. 28 ottobre - FORUMAutoMotive Per parlare di mobilità, del futuro del settore automotive, di soluzioni possibili che non penalizzino i cittadini con scelte calate dall’alto, di sicurezza stradale, che passa per educazione, strade e mezzi più sicuri. 23-24 ottobre - Oil&nonoil, Fiera nazionale della filiera distributiva dei carburanti liquidi e gassosi dal deposito al serbatoio Interventi su anagrafe carburanti, che per noi è un punto di partenza, non di arrivo, sui droni in relazione agli attacchi agli oledotti, sulle bonifiche ambientali, sulle stazioni di servizio del futuro, che dovranno essere spazi dove i consumatori possono trovare tutte le energie per la mobilità.
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GENNAIO ROMA
Uomini e Trasporti
Tavola rotonda “Due filiere sotto la lente: merci pericolose e agroalimentare”
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Corso di Formazione di Ateneo Scienze della sostenibilità GENNAIO in sull’evoluzione del settore petrolifero:
ROMA processi e prodotti basati sulla UNIVERSITÀ sostenibilità e sull’economia circolare LA SAPIENZA
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GENNAIO BRUXELLES
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MUOVERSI
3rd Expert Level Meeting of the EU Refining Forum
Confronto e riflessioni su trasformazioni industriali e sostenibilità all’apertura del nuovo decennio
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GENNAIO ROMA
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FEBBRAIO ROMA
Gli adempimenti della Convenzione sulle Armi chimiche di Parigi
Seminario presso la sede UP per ragionare sugli adempimenti della Legge 496/95 e sulle verifiche ispettive, con Mise e Autorità Nazionale per l’attuazione della Convenzione per la proibizione delle armi chimiche del Mae
Il ruolo della filiera petrolifera nella Transizione Energetica Seminario organizzato da UP e WEC per discutere delle opportunità che la filiera perolifera può cogliere nel contesto della transizione energetica e per confrontarsi su strategie e modelli di business
CALENDARIO PROSSIMI APPUNTAMENTI
I NUMERI DELL’ENERGIA
LO STATO DELL’INDUSTRIA PETROLIFERA IN ITALIA RIASSUNTO IN POCHI NUMERI.
IMPORT GREGGIO
+ 1,9%
LAVORAZIONI RAFFINERIE
- 1,6%
nei primi 9 mesi 2019 rispetto allo stesso periodo 2018 forti riduzioni dal Medio Oriente, in crescita da Ex-Urss, Africa e Mare del Nord, primo fornitore: Iraq
nei primi dieci mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo 2018
IMPORTAZIONI DI PRODOTTI FINITI E SEMILAVORATI
ESPORTAZIONI DI GREGGIO PRODOTTI E SEMILAVORATI
- 5,3% per i prodotti finiti - 34,2% per i semilavorati nei primi 8 mesi 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018
COSTO GREGGIO IMPORTATO
- 3,3%
nei primi nove mesi 2019
ANDAMENTO DELLO STACCO ITALIA
-0,007 euro/litro
a novembre 2019 lo stacco ponderato (benzina + gasolio) resta negativo
- 10,2%
nei primi otto mesi 2019 rispetto allo stesso periodo 2018 circa 18 milioni di tonnellate
VENDITE TOTALI CARBURANTE (RETE ED EXTRA-RETE)
- 0,3%
nel 2019 rispetto al 2018
CONSUMI PETROLIFERI MENSILI
- 0,8%
nei primi dieci mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018
TRIMESTRALE UNIONE PETROLIFERA
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NEWS DALLE ASSOCIATE ENI entra nel progetto LCPF
Eni ha firmato con BioCarbon Partners, società africana esperta in progetti di conservazione delle foreste a lungo termine, un accordo per entrare come membro attivo nella governance del Luangwa Community Forests Project (LCFP), un progetto REDD+ (riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale) nella Luangwa Valley, in Zambia. Il progetto LCFP copre un’area di circa 1 milione di ettari, coinvolge le comunità locali con più di 170.000 beneficiari, ed è al momento uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa ad aver ottenuto la ‘Triple Gold’ Standard Certification per il suo eccezionale impatto sociale.
ENI: nuova startup dedicata all’innovazione
Eni ha lanciato #DigitalHR: Innovare per crescere, la nuova #CallForStartup dedicata all’innovazione, realizzata in partnership con Cariplo Factory. L’obiettivo dell’iniziativa è la selezione di start up che supportino e sviluppino nuove metodologie nell’ambito delle Human Resources. L’iniziativa fa seguito alla Call For Growth lanciata nel 2018, sempre in collaborazione con Cariplo Factory, che ha portato tre startup italiane ad avviare progetti pilota con Eni nel campo della digital transformation.
Saras avvia partnership con Etjca per formazione
Il Gruppo Saras ha avviato una partnership sinergica con l’Agenzia per il lavoro Etjca, l’Agenzia formativa Gap e le aziende leader del comparto elettrostrumentale ESO, COSATEC e SITIE, offrendo il proprio supporto metodologico e tecnico-scientifico per il progetto di formazione “Tecnico elettrico strumentale” promosso dal Comune di Sarroch e da Confindustria Sardegna Meridionale.
Total rinnova l’accordo con la Federazione Motociclistica Italiana
Total Italia ha rinnovato l’accordo di collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana per il Campionato Italiano Velocità, del quale si conferma Title Sponsor con il brand ELF. Con questo accordo Total continuerà ad essere fornitore unico della benzina da competizione per tutti i team che prenderanno parte all’ELF CIV, a fornire ai team e ai piloti un servizio di supply in pista e a garantire la presenza di un van adibito a laboratorio mobile su pista per i controlli e le analisi delle benzine da competizione.
Total Italia incorpora Total Aviazione Italia
Total Italia ha annunciato la fusione con la società Total Aviazione Italia, che viene così incorporata nella società Total Italia S.p.A., soggetta alla direzione di Total Marketing Services Sas. L’operatività della nuova struttura organizzativa sarà effettiva a partire dal 1° gennaio 2020. La fusione in Italia, fa seguito alla riorganizzazione delle attività della Divisione Marketing e Service di Total iniziata lo scorso anno con la scissione da TotalErg SPA e la nascita di Total Italia SPA e persegue l’obiettivo di integrazione finalizzato al consolidamento ed all’ottimizzazione delle sinergie offerte dalle diverse realtà in termini di specializzazioni e servizi.
Esso Italiana: al via i nuovi carburanti “Synergy”
La Esso Italiana ha lanciato sul mercato Italiano i carburanti Synergy, una nuova formulazione di prodotti avanzati con additivi esclusivi, disponibili attualmente disponibili in circa l’80% delle stazioni di servizio a marchio Esso in Italia. I carburanti Synergy sono già stati lanciati con successo in altri mercati Europei – Cipro, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito – dove sono già presenti in oltre 3.500 stazioni di servizio a marchio Esso. Oggi sono disponibili in più del 90% delle stazioni di servizio a marchio Esso, Exxon e Mobil a livello mondiale e si prevede che, nel 2021, la conversione al “Synergy concept” possa raggiungere i 20.000 punti di vendita nei principali mercati a livello globale.
Energy Factor Europe: piattaforma ExxonMobil su ricerca e innovazione
È stata lanciata anche in italiano la piattaforma Energy Factor della ExxonMobil dove trovano spazio informazioni sull’impegno del Gruppo in aree quali la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, l’efficienza energetica, la riduzione dell’impatto ambientale, la responsabilità sociale d’impresa, e molto altro ancora. Il taglio delle news è divulgativo per favorire una più facile comprensione di tematiche anche complesse – come quelle dello sviluppo di nuove tecnologie, di processi industriali o di riduzione delle emissioni, etc. – anche attraverso l’ausilio di infografiche, di gif animate e di video.
Accordo di collaborazione Q8 e Confagricoltura su biometano
Kuwait Petroleum Italia e Confagricoltura hanno sottoscritto un accordo per l’ottimizzazione della filiera di produzione del biometano e in particolare del bio Gnl (biometano liquido) quali fonti di energia rinnovabili ottenute da biomasse di origine agricola. La collaborazione si estende a tutte le possibili sinergie nel campo della produzione dei biocarburanti, nonché alla valorizzazione dei sottoprodotti della filiera agricola, in modo da massimizzarne l’uso nei differenti ambiti dell’economia circolare.
Saras, primo rifornimento bunker diretto
Ha preso il via il primo servizio di bunkeraggio di Saras per la commercializzazione diretta di combustibili navali (bunkeraggio) presso specifiche aree dedicate dei porti di Sarroch e Cagliari. Saras sarà in grado di offrire la gamma completa dei combustibili marini: oltre al Mdo (marine diesel oil) e ai combustibili tradizionali sarà infatti fornito il nuovo olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo (max 0,5% come da specifiche Imo 2020), tutti prodotti localmente presso la raffineria Sarlux. Il rifornimento viene effettuato con una nave, la “M/T Atlantic”, dotata di tutti i più avanzati apparati di sicurezza e con un equipaggio appositamente addestrato.
Gnl, Total vara la prima grande nave per bunker GNL Total ha annunciato di aver varato la sua prima grande nave per il bunkeraggio di Gnl, per la quale ha firmato un contratto di noleggio a lungo termine con Mitsui O.S.K. Lines nel febbraio 2018. La nave bunker è dotata di serbatoi tecnologicamente avanzati, con una capacità
di 18.600 metri cubi, progettati dalla società francese Gtt. L’imbarcazione, lunga 135 metri, sarà in grado di operare in sicurezza nei porti e nei terminali. Dopo la consegna nel 2020, opererà nel Nord Europa, dove rifornirà le navi commerciali di Gnl, di cui 300.000 tonnellate all’anno sono già destinate a nove ultra-grandi portacontainer di nuova costruzione del gruppo CMA CGM.
ENI Award, assegnati al Quirinale i “Nobel dell’energia”
Si è svolta al Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cerimonia di premiazione degli Eni Award, giunta alla sua dodicesima edizione. Il premio, istituito nel 2007 e conosciuto anche come il Nobel dell’Energia, ha lo scopo di promuovere un migliore utilizzo delle fonti energetiche e stimolare le nuove generazioni di ricercatori nel loro lavoro.
Siot, oltre 240 milioni l’impatto economico sul FVG
A fronte di un fatturato di 84,5 milioni di euro, nel 2018 la SIOT ha creato un impatto economico complessivo a vantaggio del territorio del Friuli Venezia Giulia stimato tra 246,9 e 282,3 milioni di euro. È questo il risultato principale dello studio del MIB Trieste School of Management presentato lo scorso 6 dicembre a Trieste nella prestigiosa cornice del Salone d’Onore del Palazzo della Regione. Lo studio contiene molti altri dati sulle ricadute economiche positive, dirette e indirette, della SIOT, che trae il 91% del proprio fatturato da prestazioni effettuate in Friuli Venezia Giulia. Il restante 9% dei clienti è collegato alla sua attività come terminalista portuale.
Distribuzione carburanti, Q8 si rafforza in Belgio
Kuwait Petroleum rafforza la propria posizione nella rete di distribuzione carburanti del Belgio. Il gruppo ha acquisito 75 stazioni di servizio da U Car Services e VP Oil, entrambe della società Uhoda, che opera esclusivamente nei Paesi Bassi. Grazie a questa operazione, il gruppo arriverà ad avere nel proprio network nel Paese 540 stazioni di rifornimento.
Da Mares accordo con Rete Toil
La Mares Italia ha siglato una nuova partnership strategica con la Rete Toil, con l’obiettivo di rafforzare l’esperienza nel settore della costruzione e manutenzione di stazioni di servizio carburante e di creare valore per le nostre imprese. Toil è specializzata nella realizzazione di stazioni di servizio “chiavi in mano”.
Deposito Venice LGN (Decal) di Porto Marghera: via libera del Minambiente
Dopo la Via regionale in ottobre è arrivato il decreto di Valutazione d’impatto ambientale positiva per il deposito di Gnl da 32.000 mc liquidi di Venice Lng (Decal) a Porto Marghera. Il provvedimento vincola il giudizio positivo al rispetto di una serie di prescrizioni dettate dalla Commissione Via nel proprio parere, dalla Regione Veneto e dal Mibac.
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MUOVERSI
IMMAGINARE IL FUTURO
Pensare il futuro è un compito decisivo per tutti, per il quale è utile farsi ispirare da studiosi, esperti, narratori: per immaginare come sarà il pianeta nel quale vivranno le prossime generazioni, saper prevedere come cambieranno le abitudini delle persone e individuare modelli di crescita pienamente sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
La guerra a tutto campo contro i cambiamenti climatici ha un senso solo finché la si può vincere. Quando credi di averla persa, altri tipi di azioni assumono un significato maggiore. In tempi di caos crescente, le persone cercano protezione nel tribalismo e nella forza armata, piuttosto che nello stato di diritto, e la nostra migliore difesa contro questo tipo di distopia è mantenere democrazie funzionanti, sistemi legali funzionanti, comunità funzionanti. A questo proposito, qualsiasi movimento verso una società più giusta e civile può essere considerata una significativa azione climatica. Garantire elezioni eque è un’azione per il clima. La lotta alla disuguaglianza di ricchezza estrema è un’azione per il clima. Spegnere le macchine dell’odio sui social media è un’azione per il clima. Istituire una politica di immigrazione umana, sostenere l’uguaglianza razziale e di genere, promuovere il rispetto delle leggi e la loro applicazione, sostenere una stampa libera e indipendente, liberare il paese dalle armi d’assalto: sono tutte azioni significative per il clima. Per sopravvivere all’aumento delle temperature, ogni sistema, sia del mondo naturale che del mondo umano, dovrà essere il più forte e sano possibile. Jonathan Franzen
What If We Stopped Pretending? The New Yorker, 8 settembre 2019
TRIMESTRALE UNIONE PETROLIFERA
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Per rimuovere ogni eventuale ostacolo o barriera ai servizi offerti sulla rete carburanti
dal 1° febbraio 2020
negli impianti aderenti all’iniziativa che esporranno il logo
con
sarà fornita assistenza agli automobilisti con disabilità anche presso le colonnine self-service, consentendo la pari opportunità di usufruire delle condizioni previste per tale modalità di rifornimento