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Avviso alla matricola. L'obbligo è tramontato, l'università è maturità

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Le cose da non fare il primo anno delluniversità di GIANFRANCO GAMBARELLI

1 passaggio dalla scuola secondaria all'università implica un cambiamento radicale nel tipo di vita e di studio. Non vi è, per lo più, obbligo di seguire le lezioni, non vi sono

impegni a breve, non vi sono consigli di classe che trasformano i 5 in 6... I più deboli si lasciano presto fuorviare, cominciano a saltare una lezione, a non riordinare gli appunti una sera... Basta poco per imboccare la strada della laurea in dieci anni o dell'avviamento prematuro al lavoro. A PAGINA 47

Avviso alla matrìcola L'obbligo è tramontato, l'università è maturità Lezioni pratiche. Le trappole, i malintesi nell'approccio al nuovo tipo di studi. Attenzione: ci vuole poco per imboccare la facile strada della laurea in 10 anni GIANFRANCO GAMBARELLI

ì^^^m «Bandi per borse Erasmus», «Serata di live music con il Complesso di Edipo», «Cerco compagna di stanza»... Appena entrati in Università venite assaliti da una marea di avvisi. Già i modelli da compilare in Segreteria destano le prime perplessità: che piano di studi adottare? Che esami indicare fra quelli a scelta libera? Se sbaglio la domanda, che cosa rischio? Non vi preoccupate; presto imparerete a districarvi fra gli annunci che vi interessano e a saper risolvere i primi quiz sul piano di studi (a proposito, nessuna preoccupazione: lo si può cambiare). Qualcuno è riuscito perfino a laurearsi.

I Molti presunti «esperti», quando si viene al dunque non riescono a superare l'esame Il passaggio dalla scuola secondaria all'università implica un cambiamento radicale nel tipo di vita e di studio. Non vi è per lo più obbligo di seguire le lezioni, non vi sono impegni a breve, non vi sono consigli di classe che trasformano i 5 in 6. I più deboli si lasciano presto fuorviare, cominciano a saltare una lezione, a non riordinare gli appunti una sera... Basta poco per imboccare la strada della laurea in dieci anni o dell'avvia-

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mento prematuro al lavoro. Per farcela, occorre impegnarsi fin dal primo anno, fin dal primo giorno, occorre carattere: il vero esame di maturità è questo. Non si studia per corrispondenza L'università non è una scuola per corrispondenza da raggiungere solo il giorno dell'esame. È invece importante frequentarla il più possibile per seguire lezioni ed esercitazioni, per incontrare altri ragazzi, scambiare opinioni, chiarire dubbi, chiedere consigli, studiare in gruppo e segnalare problemi ai docenti e ai rappresentanti degli studenti. L'università parttime è particolarmente pesante, talora frustrante, richiede una grande volontà. Per questo gli studenti lavoratori meritano

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molta ammirazione e vanno aiutati il più possibile (nella fase di preparazione, non in quella dell'esame). Chiedere, non scoraggiarsi L'Università, si diceva, non è una scuola per corrispondenza: le lezioni e le attività aggiuntive (esercitazioni, laboratori eccetera) vanno seguite. Spesso la fatica di capire da soli una pagina di libro è molte volte superiore a quella di farsela spiegare. Chi, per provenienza scolastica, ha poche nozioni di base di un certo argomento, non si scoraggi, ma cerchi di documentarsi sistematicamente ogni giorno, chieda chiarimenti dovunque, non abbandoni. Chi ritiene di avere già una sufficiente preparazione di base, non si fidi. Molti presunti «esperti» non riescono a superare l'esame. La partecipazione di tali «professionisti» alle lezioni può essere di disturbo alla didattica, perché chi ascolta argomenti già noti o presunti tali è portato a considerare le cose con sufficienza, a distrarsi e a distrarre. È invece lì che si rivela laverà maturità dello studente: nel saper cogliere dalla lezione non quello che sa, ma quello che non sa o che non sapeva così (altrimenti è più intelligente impiegare il proprio tempo diversamente). Le esercitazioni sono a volte

più importanti delle lezioni, perché costituiscono il momento della verità in cui ognuno si confronta con se stesso. Vanno seguite e rimuginate; va soprattutto colto l'atteggiamento con cui il docente si pone di fronte a un problema, la preoccupazione del rigore delle deduzioni, la mentalità che accompagna tutto lo svolgimento. Tra goliardia e galateo Se provate a far capolino a una lezione di secondo anno, potete osservare che in generale gli studenti sono in numero inferiore e più tranquilli; lo stesso avviene, in misura maggiore, a lezioni del terzo anno o serali. Si tratta di un semplice fenomeno di maturazione: i vostri colleghi hanno capito come utilizzare al meglio il loro tempo. Se lo usano per seguire una lezione la seguono, e pretendono di poterla seguire, reagendo compatti contro ogni causa di disturbo. Se invece ritengono di utilizzare meglio il loro tempo studiando, vanno in biblioteca o stanno a casa. Se infine preferiscono distrarsi, vanno in un campo da tennis o in un bai-. Al primo anno v'è invece molta goliardia e una piacevole spensieratezza: non sono ancora arrivati i confronti diretti. A partire dal secondo anno, quando ci si trova in un'aula molto meno affollata o ci si accorge

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che il vicino è iscritto alla terza annualità, si cominciano a contare gli esami che mancano alla fine; allora, di colpo, si matura. Il «galateo» del primo anno sta nel non creare disagi ai colleghi che sono maturati anzitempo. Ecco che la battuta di spirito su una frase del docente è apprezzabile e apprezzata, purché sia rara e davvero brillante. Ecco che, invece, il mormorio sistematico, il bisbiglio costante, il rumore di fondo dei logorroici piazzati nelle ultime file manda in bestia quelli che fanno fatica a capire la lezione, a concentrarsi, a prendere appunti. Persone che magari si sono alzate a ore antelucane per poter ascoltare, dopo viaggi lunghi e scomodi, le battute del vicino mattacchione. I danneggiati reagiscono di solito con lo sguardo di disapprovazione, o il «sssst», ovvero, in mancanza di carattere, con la resa. Basterebbe invece una tecnica algoritmica molto semplice: a) cingere con entrambe le mani il collo del disturbatore; b) stringere; e) se il disturbo è cessato, riprendere a seguire la lezione, altrimenti tornare al punto b). Si scherza, naturalmente. 2 continua - La precedente puntata è stata pubblicata il9agosto 'cRIi-'RuDUZIONE RISERVATA

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Studenti in aula per un test d'ingresso all'università FOTO COLLEONI

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