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Fondo De Micheli
Dipinti e carteggi preziosa donazione
ALLE PAGINE 30 E 31
1
all'Università Dipinti, sculture, disegni, inci sioni, carteggi e fotografie: in dono all'Università di Bergamo
m
il Fondo Ada e Mario DeMicheli
De Micheli ritratto da Vaglieri
Arte e scritti, in dono all'Università il Fondo Mario e Ada De Micheli Preziosa raccolta. I coniugi hanno ricoperto un ruolo di primo piano nella cultura italiana Il rettore Morzenti: un onore ricevere il patrimonio di uno dei più qualificati critici del '900 BARBARA MAZZO LENI
Settecento pezzi tra Riferimento per le avanguardie
dipinti, sculture, disegni, inci sioni, documenti, libri, carteggi e fotografìe: è stato donato al l'Università degli Studi di Ber gamo il Fondo Ada e Mario De Micheli. Presto a disposizione della ricerca e del pubblico un inestimabile spaccato per im magini e parole di oltre mezzo
A partire dal secondo dopo guerra, Mario De Micheli e Ada Tommasi ricoprono un ruolo di primo piano nella cultura ita liana attraverso il loro impegno
politico e l'attività di studio, di ricerca, di divulgazione. Dopo
l'esperienza della Resistenza e del carcere, dalle pagine de «L'Unità» De Micheli diventa
un punto di riferimento per l'arte e gli artisti delle avanguar se. Non un sorvolo estetico e die, un critico impegnato nel di letterario, ma un racconto di vulgare una visione democrati secolo di storia del nostro Pae
azione dentro la storia. Tra
scrittura, poesia e arte si dÌDana il pensiero di un in tellettuale poliedri
ca dellacultura, un intellettuale
poliedrico, un poeta, docente al Politecnico di Milano, autore
del longseller «Le avanguardie artistiche del Novecento» che
oggi ha raggiunto le 42 edizioni
un intellettuale
un poeta, docente al di Milano, autore
«Le avanguardie del Novecento» che
raggiunto le 42 edizioni tradotto in diverse
sua volta, la moglie dopo aver parte
Resistenza ed essere al «Giusti tra le Nazio
all'insegnamento pedagogia collaborando specializzati e per radio e televi sioni nazionali e lo cali.
sede di Palazzo BassiRathgeb che da un paio di anni ospita au le e uffici del dipartimento di lettere, filosofia, comunicazio ne, incrementando così l'espe rienzaperi nostri studenti di vi
vere a pieno l'esperienza for mativa e artisticoculturale. Ci
Dall'intreccio di
piace immaginare questa sede di via Pignolo come un museo stica che ora gli ere diffuso in memoria del grande Mario De Micheli, che sia di sità degli Studi di Bergamo. grande ispirazione per i nostri Il polo umanistico studenti. Interessante, in una «Si tratta un nuovo importante prospettiva di ricerca scientifi ca, l'analisi del prezioso fondo queste intense esi
stenze è nata una
preziosa raccolta artistica e archivi
di hanno scelto di
donare all' Univer
passaggio nella realizzazione di librario e dell'archivio del criti un polo umanistico sempre più co De Micheli, che condividere
radicato nel territorio, in uno mo con l'Accademia Carrara,
scambio continuo e proficuo di Gamec e il MuseoFondazione cultura spiega il Rettore Re Bernareggi, riproponendo
co e di un crìtico
ed è stato tradotto in diverse
scientificamente e
Ada Tommasi, dopo aver parte
socialmente mili
stata riconosciuta insieme al
mo Morzenti Pellegrini . E un l'idea e la suggestione di quella
marito tra i «Giusti tra le Nazio
onore ricevere la donazione del
tante che ha Iasc iato
il segno nella cultu ra del secondo No
lingue. A sua volta, la moglie cipato alla Resistenza ed essere
ni», si dedicò all'insegnamento e alla pedagogia collaborando con periodici specializzati e nrotframmi per radio e televi sioni nazionali e lo
vecento, che in fluenza e viene a sua volta influenzato dai fermenti di
cali.
Dall'intreccio di
queste intense esi
* I I
stenze è nata una
preziosa raccolta artistica e archivi
un'epoca in cui la
stica che ora gli ere
cultura era ancora strumento
donare all' Univer
attivo di impegno sociale, civile e politico.
di hanno scelto di
sità degli Studi di Bergamo.
pana da Salvecchio, passando per SantAgostino, via Pignolo, San Tomaso, per arrivare alla MontelungoColleoni». nome di tutta la comunità acca Ma come si apre la strada demica, gli eredi di Mario De verso l'Università di Bergamo?
Micheli, i figli Anna e Giuseppe (Gioxe), che hanno manifestato L'amicizia con Attilio Pizzigoni la volontà di donare all'ateneo il
L'idea è di Attilio Pizzigoni che dopo essere stato allievo di De
Fondo. Le opere saianno op portunamente collocate nella
di un'amicizia durata una vita e
Tommasi ricoprono un ruolo di primo piano nella cultura ita liana attraverso il loro impegno
politico e l'attività di studio, di ricerca, di divulgazione. Dopo l'esperienza della Resistenza e del carcere, dalle pagine de «L'Unità» De Micheli diventa
un punto di riferimento per l'arte e gli artisti delle avanguar die, un critico impegnato nel di
vulgare una visione democrati
Micheli al Politecnico di Mila
no, ha lavorato al suo fianco per diversi anni, legandosi al critico poi proseguita con i figli: «De Micheli è stato uno scrittore e
un critico di livello europeo, il principale storico delle avan
guardie artistiche del Novecen to racconta , Nella sua rac
colta c'è tutto un mondo in pre sa diretta che è emozionante, un rapporto a tu per tu con la storia lontanissimo da un eser
sede di Palazzo BassiRathgeb che da un paio di anni ospita au le e uffici del dipartimento di lettere, filosofia, comunicazio
Riferimento per le avanguardie A partire dal secondo dopo guerra, Mario De Micheli e Ada
"dorsale della cultura" che si di
patrimonio di uno dei più esimi e qualificati critici d'arte del '900 e per questo ringrazio, a
ne, incrementando così l'espe rienzaperi nostri studenti di vi
vere a pieno l'esperienza for
mativa e artisticoculturale. Ci piace immaginare questa sede di via Pignolo come un museo
diffuso in memoria del grande Mario De Micheli, che sia di grande ispirazione per i nostri
studenti. Interessante, in una prospettiva di ricerca scientifi ca, l'analisi del prezioso fondo librario e dell'archivio del criti
co De Micheli, che condividere mo con l'Accademia Carrara, Gamec e il MuseoFondazione
Bernareggi, riproponendo l'idea e la suggestione di quella "dorsale della cultura" che si di
pana da Salvecchio, passando
cizio critico verbale e parolaio. Vi si ritrovano gli artisti attivi nel panorama italiano del do poguerra, tra i protagonisti del l'arte di impegno sociale e civile. E il materiale racchiuso nel suo archivio, ricco di documenti in trovabili, è così ricercato e atte
so che già nei giorni scorsi, quando ancora era in atto il tra sferimento a Bergamo, abbia mo ricevuto dalla prestigiosa
per SantAgostino, via Pignolo, San Tomaso, per arrivare alla MontelungoColleoni».
Ma come si apre la strada verso l'Università di Bergamo?
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L'idea è di Attilio Pizzigoni che dopo essere stato allievo di De
culturali de «L'Unità», la figura del critico militante che stori
cizza e divulga un pensiero arti stico di impegno figurativo e re alistico. Notevole il carteggio con i principali esponenti del
Micheli al Politecnico di Mila
no, ha lavorato al suo fianco per diversi anni, legandosi al critico di un'amicizia durata una vita e
l'arte italiana e straniera del se
condo dopoguerra. Questa eccezionale cambusa culturale e storica, conservatasi unita per merito degli eredi, trova dunque casa all'Universi
poi proseguita con i figli: «De Micheli è stato uno scrittore e
un critico di livello europeo, il principale storico delle avan
guardie artistiche del Novecen to racconta , Nella sua rac
colta c'è tutto un mondo in pre sa diretta che è emozionante, un rapporto a tu per tu con la
che la costituzione di una Com
so che già nei giorni scorsi,
Cristina Rodeschini , con una tale ampiezza di interessi cul turali che spaziavano dall'arte alla letteratura, dal teatro alla
quando ancora era in atto il tra
sferimento a Bergamo, abbia mo ricevuto dalla prestigiosa
università Cooper Union di Manhattan la richiesta di po
poesia, da aver già pienamente
cerca sull'arte di opposizione al
tore dell'Università degli Studi preziosa eredità culturale». culturali de «L'Unità», la figura
ha in tessuto nel corso della sua
esistenza con i principali espo nenti dell'arte italiana: opere ri conducibilì alle mostre nazio nali e internazionali da lui cura
te o presentate; l'esperienza di
Corrente attraverso opere tra gli altri di Treccani e Cassinari; i dipinti dei «Realisti esistenzia li» tra cui il «nostro» Gianfran
co Ferroni; i disegni e le incisio ni di Floriano Bodini; i ritratti di Ada e Mario firmati da Gut
tuso, Sassu, Vaglieri, Francese, Dova e Maccari; l'importante raccolta di incisioni di autori
come Treccani, Zigaina, Roma
gnoni. È arrivato a Bergamo an che l'immenso l'archivio, che ci restituisce il critico e lo scritto
re immerso nelle sue ricerche, nella curatela di mostre e cata
loghi, nella redazione di saggi e libri, nella preparazione delle sue lezioni al Politecnico di Mi
lano. Ma anche il profilo dell'in tellettuale che partecipa attiva mente alla vita del Pei, soprat tutto dalle colonne delle pagine
ra e Gamec al fine di valorizzare in modo dinamico il Fondo De Micheli». Si realizza così a Ber
che i fenomeni artistici del No rire iniziative didattiche, di ri
la lungimiranza di accogliere nella sua istituzione questa
dalle relazioni che lo studioso
ne tra Università, Fondazione
Bernareggi, Accademia Carra
liamo. La sua libertà di pensie sin dagli anni Ottanta la volontà ro, l'apertura a tutta la vivacità di donare i propri beni per favo
fascismo. Va riconosciuta al ret
dagli studi, dalle esplorazioni e
ci ha lasciato nell'archivio».
messo in atto quella interdisci gamo il sogno di Ada e Mario De plinarietà di cui oggi tanto par Micheli che avevano espresso
terlo consultare ai fini di una ri
stica di un amatore d'arte ma
nio di conoscenze rappresenta to in parte dalla sua collezione ma soprattutto dagli scritti che
«L'idea è quella di mantene re l'identità espositiva dello che Accademia Carrara. spazio al secondo piano di Pa «Mario De Micheli è stato lazzo BassiRathgeb spiega il una figura di riferimento per la presidente di Fondazione Ber cultura del Novecento sottoli nareggi Giuseppe Giovanelli nea il direttore della Pinacoteca per farne luogo di collaborazio
archivio, ricco di documenti in trovabili, è così ricercato e atte
nasce dalla passione collezioni
hanno trovato nel suo libro un
del Fondo, cui parteciperà an
E il materiale racchiuso nel suo
Micheli. Una raccolta che non
l'arte che hanno studiato il '900
Micheli ha con sé un patrimo
pito di guidare la valorizzazione
gnolo della collezione d'arte De
è stato uno storico di primissi mo piano. Tutti gli storici del
testo base di riferimento. De
missione scientifica con il com
pochi giorni il trasloco in via Pi
Lorenzo Giusti, direttore Gamec, sottolinea: «De Micheli
dicato aPalazzo BassiRathgeb. Proprio per sviluppare le mol teplici risorse custodite dal Fondo De Micheli è prevista an
cizio critico verbale e parolaio. Vi si ritrovano gli artisti attivi nel panorama italiano del do poguerra, tra i protagonisti del l'arte di impegno sociale e civile.
E infatti terminato soltanto da
della formazione di tutti noi».
tà di Bergamo, in uno spazio de
storia lontanissimo da un eser
Opere di Ferroni, Guttuso, Sassu,
bro dedicato alle avanguardie del '900 è stato un caposaldo
del critico militante che stori
cizza e divulga un pensiero arti stico di impegno figurativo e re alistico. Notevole il carteggio con i principali esponenti del l'arte italiana e straniera del se
condo dopoguerra. Questa eccezionale cambusa culturale e storica, conservatasi
unita per merito degli eredi, trova dunque casa all'Universi
tà di Bergamo, in uno spazio de dicato aPalazzo BassiRathgeb. Proprio per sviluppare le mol teplici risorse custodite dal Fondo De Micheli è prevista an che la costituzione di una Com missione scientifica con il com
pito di guidare la valorizzazione del Fondo, cui parteciperà an
vecento hanno espresso, non cerca e promozione culturale, fanno tramontare i suoi scritti per «mettere a disposizione di che ancora oggi costituiscono tanti possibili lettori un tesoro un'importante occasione di di conoscenza raccolto in alme formazione per le generazioni no cinquantanni di vita», un future. Proprio come il suo li modo per continuare in quel bro dedicato alle avanguardie del '900 è stato un caposaldo della formazione di tutti noi». Lorenzo Giusti, direttore Gamec, sottolinea: «De Micheli
è stato uno storico di primissi mo piano. Tutti gli storici del l'arte che hanno studiato il '900 hanno trovato nel suo libro un
testo base di riferimento. De Micheli ha con sé un patrimo nio di conoscenze rappresenta
to in parte dalla sua collezione ma soprattutto dagli scritti che ci ha lasciato nell'archivio».
«L'idea è quella di mantene re l'identità espositiva dello spazio al secondo piano di Pa
lazzo BassiRathgeb spiega il presidente di Fondazione Ber
l'azione culturale che era stata
un aspetto fondamentale del
loro impegno civile.
nareggi Giuseppe Giovanelli
xsW
i Mario De Micheli (a destra) e Attilio Pizzigoni (a sinistra) alla conferenza di Paganin (al centro) presso la Fondazione Corrente, 1984
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* I I
II rettore Remo
Morzenti Pellegrini
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Il critico scrisse il primo libro dedicato alla sua arte
Sintonia speciale con Manzù bozzettiscultura e fitto carteggio «M anzù. 24 d isegni e i tavola a
nei confronti del regime. La sinto
colori»: fu Mario De Micheli a
nia speciale tra Manzù e De Micheli quando De M ichel i si era trasferito conservato dagli eredi De Micheli e nasceva tuttavia non solo dalla a Milano con l'atlora fidanzata Ada, poi nella scultura in bronzo «Ri comune idea del fare artistico in invia Faruffini, nello stesso caseg tratto di Ada », databile al 1940,
scrivere il primo libro dedicato all'arte di Manzù, nel 1942, per le Edizioni di «Corrente», il periodico
La scintilla tra i due era scoccata
Manzù ritrasse Ada in un bozzetto
milanese promotore di un movi
sintonia con l'impegno politico e da quella dell'arteche agisce nella
giato in cui Manzù abitava con la prima moglie Tina Oreni. Le due
oggi conservata alla Galleria d'Arte Moderna d i Roma. Un legame che
mento di rinnovamento culturale e
società come portavoce di valori
coppie strinsero amicizia, si sedet
rivive nel fitto carteggio conserva
artistico, accomunato dal dissenso
umani ed esistenziali universali.
tero spesso alla stessa tavola, e
to nell'archivio De Micheli.
Il figlio: amici di artisti e letterati Per i loro ideali rischiarono la vita «Il mio ricordo più forte è dello studio in via Solfe
tutta la sua vita oltre che nella
che papà potesse riunirsi anoi».
professione. Lui e mia mamma sono stati anche molto impe gnati sul fronte dei valori civili, sociali, politici. Entrambi sono
l'esercizio critico coincideva
tante, aspetto che si è riflesso in
stati riconosciuti "Giusti tra le
Nazioni" perché organizzava no la fuga degli ebrei in Svizzera
Sin dall'inizio in De Micheli
è mai stato un critico settario:
«Fumio padre ad organizzare la prima mostra dopo la guerra di Sironi, considerato artista del regime, attirandosi gli strali da sinistra. Ma lui ribatteva che la
poetica di Sironi era tutt'altro che fascista».
Quella dei De Micheli si può
con l'opposizione al regime:
definire una famiglia «allarga
«Nel 1942 pubblica il suo primo
foto di matrimonio dei miei ge nitori compaiono Salvatore Quasimodo, il poeta Alfonso Gatto, i pittori Birolli e Trecca ni. Tutto il gruppo milanese del realismo esistenziale è pratica
ta» anche agli artisti e ai poeti che da loro erano di casa: «Nella
rino, una grotta affollata di sta libro prosegue Gioxe in cui presenta per la prima volta una lagmiti di libri infondo alla qua serie di disegni preparatori di le scorgevo la figurina di mio gnare nelle scuole delle mino "Guemica" di Picasso. La prima miei li hanno sempre aiutati. edizione supera le maglie della padre, chino a lavorare sul tavo ranze italiane. All'epoca io ave censura fascista e va subito Mio padre aveva un grande tra esaurita. Nella seconda, si ac lo con una lucina accesa». Chi vo un anno. Ci aiutavano gli corgono del potenziale rivolu zionario del libretto, e viene se sporto per i bravi artisti e anda era davvero Mario De Micheli? operai che lavoravano in una questrata». Ma De Micheli non va a scovarseli ovunque. Ricor Il figlio Gioxe (voce dialettale fabbrica vicina alla nostra abi è mai stato un critico settario: do ad esempio quando si avven genovese di Giuseppe), condi tazione, lanciandoci in giardino «Fumio padre ad organizzare la turò alla ricerca di Eso Peluzzi, vide con noi i suoi ricordi: «E dei cartoceetti di lardo e pane prima mostra dopo la guerra di un pittore straordinario che vi stato un critico e storico dell'ar nero che per me e mia sorella Sironi, considerato artista del regime, attirandosi gli strali da veva isolato tra le montagne li te "anomalo", rispetto a una sono rimasti uno squisito ricor sinistra. Ma lui ribatteva che la guri». concezione più accademica do. Dopo un primo, fallito ten poetica di Sironi era tutt'altro Gioxe e la sorella Anna sono dal paesino comasco di Sorma
no. Per questo papà conosce il carcere, esperienza che si ripe te per sei mesi anche nelle pri gioni di Tito, quando i miei sono
mente cresciuto a casa mia ri
corda Gioxe, anch'egli pittore praticamente cresciuto "a bot tega" dagli artisti del movimen to , Gli artisti erano poveri e i
inviati a Fiume dal Pei a inse
della ricerca. Un critico mili
tativo di fuggire a bordo di un peschereccio genovese, siamo
che fascista».
felici che, dopo tante traversie,
Quella dei De Micheli si può definire una famiglia «allarga l'eredità culturale dei genitori tutta la sua vita oltre che nella riusciti a scappare nascosti nel ta» anche agli artisti e ai poeti sia approdata a Bergamo, ma professione. Lui e mia mamma tante, aspetto che si è riflesso in sono stati anche molto impe gnati sul fronte dei valori civili, sociali, politici. Entrambi sono stati riconosciuti "Giusti tra le
Nazioni" perché organizzava no la fuga degli ebrei in Svizzera dal paesino comasco di Sorma no. Per questo papà conosce il carcere, esperienza che si ripe te per sei mesi anche nelle pri gioni di Tito, quando i miei sono inviati a Fiume dal Pei a inse
doppio fondo di un camion e a raggiungere Milano, in attesa
che papà potesse riunirsi anoi». Sin dall'inizio in De Micheli l'esercizio critico coincideva
con l'opposizione al regime: «Nel 1942 pubblica il suo primo
libro prosegue Gioxe in cui presenta per la prima volta una serie di disegni preparatori di "Guemica" di Picasso. La prima edizione supera le maglie della censura fascista e va subito
esaurita. Nella seconda, si ac
corgono del potenziale rivolu zionario del libretto, e viene se
questrata». Ma De Micheli non
che da loro erano di casa: «Nella
conservano un ultimo sogno.
foto di matrimonio dei miei ge Che un giorno possano essere nitori compaiono Salvatore riunite alla collezione d'arte e Quasimodo, il poeta Alfonso Gatto, i pittori Birolli e Trecca all'archivio anche la Biblioteca ni. Tutto il gruppo milanese del di 40.000 titoli, che dopo varie realismo esistenziale è pratica vicissitudini oggi è conservata a mente cresciuto a casa mia ri
corda Gioxe, anch'egli pittore
Segrate, e i «Disegni della Resi
praticamente cresciuto "a bot stenza» finiti alla Permanente tega" dagli artisti del movimen di Milano. to , Gli artisti erano poveri e i
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Ugo Riva: era la mia guida Dava dignità al talento
a mangiare polenta e lumache, e poi nel mio studio. Eraun uo
mo magico, scientificamente e umanamente. Tutta la scultu
era nato in occasione del con
ra del Novecento è cassata da
corso del 1988 per la statua del Papa da collocare nel Duomo. Sapevo
lui. E aveva la mis
È il 1993. Squilla il te
cheli presentava la personale
lefono a casa De Micheli, a Mi lano. «Professore, mi chiamo
di Ugo Riva al Teatro Sociale,
Ugo Riva e sono uno scultore».
Oltre a Riva anche Gianric cardo Piccoli ed Alessandro
«Dimmi, caro». «Mi piacereb be poterla incontrare. Quando sarebbe possibile?». «Anche domani».
Riva aveva cercato per dieci anni di arrivare a Mario De Mi
cheli, per poi scoprire con sor presa che era sufficiente una telefonata, e che tra le monta gne di volumi che ne popolava no lo studio il critico già con servava anche un suo piccolo
catalogo. Così nel 1995, De Mi
in Città Alta.
stenze. «Sono il bozzetto e lo
sviluppo del ritratto di Papa Giovanni ricorda Riva , che
sione, oggi scom parsa, di esplorare i giovani artisti per dare spazio e digni
che sia Mario che la
moglie Ada aveva no un debole per
tà al talento, ovun que lo trovasse. Do po la sua scomparsa
Papa Giovanni».
Ed è grazie a De
Verdi sono tra i giovani talenti bergamaschi, oggi artisti affer mati, che sono passati sotto la
per me è stato diffi
cominciato a scri
lente di Mario De Micheli.
cile trovare punti di
vere del suo lavoro:
Ma Ugo Riva in particolare si era legato al critico di un'amicizia profonda: «Ero af
«Mi diceva sempre che quando si vole e pittore Ugo Riva tellettuale di quelli va davvero sapere che oggi è difficile scovare, che qualcosa di un artista era inte nella sua collezione annovera ressante andare prima di tutto va due opere di Riva solo per a leggere che cosa gli artisti ché lo scultore era riuscito a scrivevano in prima persona».
fezionato a lui come fosse mio
nonno, era la miaguida ricor da Io scultore Spesso la do menica Io andavo a prendere a
riferimento».
Micheli che Riva ha
Lo scultore
Insomma, un in
Milano e andavamo ad Alzano
Le biografie
Impegno civile e nella Resistenza I due sposi Giusti tra le Nazioni Mario De Micheli (Genova, 1914
incarcerato. Gli è stato conferito il
superato le 40 edizioni), fu curato
varie riviste da Realismo ad Arte
Milano, 2004) si è occupato di
titolo di Giusto tra le Nazioni e il
re di mostre nazionali e interna
critica e storia dell'arte sin dalla
suo nome, con Ada, è scolpito sul
zionali. Docente alla facoltà di
fine degli anni '30, quando si trasferisce a Milano, dove prende parte al movimento di Corrente. Negli anni del conflitto partecipa
Muro dei Giusti a Gerusalemme.
architettura del Politecnico di
contro. La moglie Ada Tommasi (Poggio Rusco, 1916 Milano, 2006) ha partecipato alla Resistenza. Insegnante e pedagogista ha
M ilano e critico de «L'Unità », è aderito al Pei, oltre che scrittore di stato grande traduttore di Majako scritto libri e collaborato con la Rai successo (il suo «Le Avanguardie vskij e di altri poeti e letterati russi per vari programmi. I coniugi sono
alla Resistenza sino a che viene
artistiche del Novecento» ha
Dopo il '45, De Michel i, che aveva
e dell'Europa dell'Est, fondatore di
sepolti nel cimitero di Trezzo.
Le nozze di Mario e Ada De Micheli, fra gli amici si notano: il terzo da sinistra, il critico d'arte Duilio Morosini, il quarto Salvatore Quasimodo, e accanto i pittori Renato Birolli ed Ernesto Treccani, il poeta Alfonso Gatto. Accanto alla sposa don Sergio Pignedoli
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Giacomo Manzù, «Ritrattodi Ada» matita su carta, 1941
Tino Vagì ieri, «Ritratto di Mario De Micheli», tecnica mista, 1975. Tra i tanti ritratti si segnalano le firme di Sassu, Guttuso, Dova e Maccari
Franco Francese, De Micheli che legge Majakovskij, 195455 ca.
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