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Arte e scritti, in dono all'Università il Fondo Mario e Ada De Micheli

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Fondo De Micheli

Dipinti e carteggi preziosa donazione

ALLE PAGINE 30 E 31

1

all'Università Dipinti, sculture, disegni, inci­ sioni, carteggi e fotografie: in dono all'Università di Bergamo

m

il Fondo Ada e Mario DeMicheli

De Micheli ritratto da Vaglieri

Arte e scritti, in dono all'Università il Fondo Mario e Ada De Micheli Preziosa raccolta. I coniugi hanno ricoperto un ruolo di primo piano nella cultura italiana Il rettore Morzenti: un onore ricevere il patrimonio di uno dei più qualificati critici del '900 BARBARA MAZZO LENI

Settecento pezzi tra Riferimento per le avanguardie

dipinti, sculture, disegni, inci­ sioni, documenti, libri, carteggi e fotografìe: è stato donato al­ l'Università degli Studi di Ber­ gamo il Fondo Ada e Mario De Micheli. Presto a disposizione della ricerca e del pubblico un inestimabile spaccato per im­ magini e parole di oltre mezzo

A partire dal secondo dopo­ guerra, Mario De Micheli e Ada Tommasi ricoprono un ruolo di primo piano nella cultura ita­ liana attraverso il loro impegno

politico e l'attività di studio, di ricerca, di divulgazione. Dopo

l'esperienza della Resistenza e del carcere, dalle pagine de «L'Unità» De Micheli diventa

un punto di riferimento per l'arte e gli artisti delle avanguar­ se. Non un sorvolo estetico e die, un critico impegnato nel di­ letterario, ma un racconto di vulgare una visione democrati­ secolo di storia del nostro Pae­

azione dentro la storia. Tra

scrittura, poesia e arte si dÌDana il pensiero di un in­ tellettuale poliedri­

ca dellacultura, un intellettuale

poliedrico, un poeta, docente al Politecnico di Milano, autore

del longseller «Le avanguardie artistiche del Novecento» che

oggi ha raggiunto le 42 edizioni

un intellettuale

un poeta, docente al di Milano, autore

«Le avanguardie del Novecento» che

raggiunto le 42 edizioni tradotto in diverse

sua volta, la moglie dopo aver parte­

Resistenza ed essere al «Giusti tra le Nazio­

all'insegnamento pedagogia collaborando specializzati e per radio e televi­ sioni nazionali e lo­ cali.

sede di Palazzo Bassi­Rathgeb che da un paio di anni ospita au­ le e uffici del dipartimento di lettere, filosofia, comunicazio­ ne, incrementando così l'espe­ rienzaperi nostri studenti di vi­

vere a pieno l'esperienza for­ mativa e artistico­culturale. Ci

Dall'intreccio di

piace immaginare questa sede di via Pignolo come un museo stica che ora gli ere­ diffuso in memoria del grande Mario De Micheli, che sia di sità degli Studi di Bergamo. grande ispirazione per i nostri Il polo umanistico studenti. Interessante, in una «Si tratta un nuovo importante prospettiva di ricerca scientifi­ ca, l'analisi del prezioso fondo queste intense esi­

stenze è nata una

preziosa raccolta artistica e archivi­

di hanno scelto di

donare all' Univer­

passaggio nella realizzazione di librario e dell'archivio del criti­ un polo umanistico sempre più co De Micheli, che condividere ­

radicato nel territorio, in uno mo con l'Accademia Carrara,

scambio continuo e proficuo di Gamec e il Museo­Fondazione cultura ­ spiega il Rettore Re­ Bernareggi, riproponendo

co e di un crìtico

ed è stato tradotto in diverse

scientificamente e

Ada Tommasi, dopo aver parte­

socialmente mili­

stata riconosciuta insieme al

mo Morzenti Pellegrini ­. E un l'idea e la suggestione di quella

marito tra i «Giusti tra le Nazio­

onore ricevere la donazione del

tante che ha Iasc iato

il segno nella cultu­ ra del secondo No­

lingue. A sua volta, la moglie cipato alla Resistenza ed essere

ni», si dedicò all'insegnamento e alla pedagogia collaborando con periodici specializzati e nrotframmi per radio e televi­ sioni nazionali e lo­

vecento, che in­ fluenza e viene a sua volta influenzato dai fermenti di

cali.

Dall'intreccio di

queste intense esi­

* I I

stenze è nata una

preziosa raccolta artistica e archivi­

un'epoca in cui la

stica che ora gli ere­

cultura era ancora strumento

donare all' Univer­

attivo di impegno sociale, civile e politico.

di hanno scelto di

sità degli Studi di Bergamo.

pana da Salvecchio, passando per SantAgostino, via Pignolo, San Tomaso, per arrivare alla Montelungo­Colleoni». nome di tutta la comunità acca­ Ma come si apre la strada demica, gli eredi di Mario De verso l'Università di Bergamo?

Micheli, i figli Anna e Giuseppe (Gioxe), che hanno manifestato L'amicizia con Attilio Pizzigoni la volontà di donare all'ateneo il

L'idea è di Attilio Pizzigoni che dopo essere stato allievo di De

Fondo. Le opere sai­anno op­ portunamente collocate nella

di un'amicizia durata una vita e

Tommasi ricoprono un ruolo di primo piano nella cultura ita­ liana attraverso il loro impegno

politico e l'attività di studio, di ricerca, di divulgazione. Dopo l'esperienza della Resistenza e del carcere, dalle pagine de «L'Unità» De Micheli diventa

un punto di riferimento per l'arte e gli artisti delle avanguar­ die, un critico impegnato nel di­

vulgare una visione democrati­

Micheli al Politecnico di Mila­

no, ha lavorato al suo fianco per diversi anni, legandosi al critico poi proseguita con i figli: «De Micheli è stato uno scrittore e

un critico di livello europeo, il principale storico delle avan­

guardie artistiche del Novecen­ to ­ racconta ­, Nella sua rac­

colta c'è tutto un mondo in pre­ sa diretta che è emozionante, un rapporto a tu per tu con la storia lontanissimo da un eser­

sede di Palazzo Bassi­Rathgeb che da un paio di anni ospita au­ le e uffici del dipartimento di lettere, filosofia, comunicazio­

Riferimento per le avanguardie A partire dal secondo dopo­ guerra, Mario De Micheli e Ada

"dorsale della cultura" che si di­

patrimonio di uno dei più esimi e qualificati critici d'arte del '900 e per questo ringrazio, a

ne, incrementando così l'espe­ rienzaperi nostri studenti di vi­

vere a pieno l'esperienza for­

mativa e artistico­culturale. Ci piace immaginare questa sede di via Pignolo come un museo

diffuso in memoria del grande Mario De Micheli, che sia di grande ispirazione per i nostri

studenti. Interessante, in una prospettiva di ricerca scientifi­ ca, l'analisi del prezioso fondo librario e dell'archivio del criti­

co De Micheli, che condividere ­ mo con l'Accademia Carrara, Gamec e il Museo­Fondazione

Bernareggi, riproponendo l'idea e la suggestione di quella "dorsale della cultura" che si di­

pana da Salvecchio, passando

cizio critico verbale e parolaio. Vi si ritrovano gli artisti attivi nel panorama italiano del do­ poguerra, tra i protagonisti del­ l'arte di impegno sociale e civile. E il materiale racchiuso nel suo archivio, ricco di documenti in­ trovabili, è così ricercato e atte­

so che già nei giorni scorsi, quando ancora era in atto il tra­ sferimento a Bergamo, abbia­ mo ricevuto dalla prestigiosa

per SantAgostino, via Pignolo, San Tomaso, per arrivare alla Montelungo­Colleoni».

Ma come si apre la strada verso l'Università di Bergamo?

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L'idea è di Attilio Pizzigoni che dopo essere stato allievo di De

culturali de «L'Unità», la figura del critico militante che stori­

cizza e divulga un pensiero arti­ stico di impegno figurativo e re­ alistico. Notevole il carteggio con i principali esponenti del­

Micheli al Politecnico di Mila­

no, ha lavorato al suo fianco per diversi anni, legandosi al critico di un'amicizia durata una vita e

l'arte italiana e straniera del se­

condo dopoguerra. Questa eccezionale cambusa culturale e storica, conservatasi unita per merito degli eredi, trova dunque casa all'Universi­

poi proseguita con i figli: «De Micheli è stato uno scrittore e

un critico di livello europeo, il principale storico delle avan­

guardie artistiche del Novecen­ to ­ racconta ­, Nella sua rac­

colta c'è tutto un mondo in pre­ sa diretta che è emozionante, un rapporto a tu per tu con la

che la costituzione di una Com­

so che già nei giorni scorsi,

Cristina Rodeschini ­, con una tale ampiezza di interessi cul­ turali che spaziavano dall'arte alla letteratura, dal teatro alla

quando ancora era in atto il tra­

sferimento a Bergamo, abbia­ mo ricevuto dalla prestigiosa

università Cooper Union di Manhattan la richiesta di po­

poesia, da aver già pienamente

cerca sull'arte di opposizione al

tore dell'Università degli Studi preziosa eredità culturale». culturali de «L'Unità», la figura

ha in tessuto nel corso della sua

esistenza con i principali espo­ nenti dell'arte italiana: opere ri­ conducibilì alle mostre nazio­ nali e internazionali da lui cura­

te o presentate; l'esperienza di

Corrente attraverso opere tra gli altri di Treccani e Cassinari; i dipinti dei «Realisti esistenzia­ li» tra cui il «nostro» Gianfran­

co Ferroni; i disegni e le incisio­ ni di Floriano Bodini; i ritratti di Ada e Mario firmati da Gut­

tuso, Sassu, Vaglieri, Francese, Dova e Maccari; l'importante raccolta di incisioni di autori

come Treccani, Zigaina, Roma­

gnoni. È arrivato a Bergamo an­ che l'immenso l'archivio, che ci restituisce il critico e lo scritto­

re immerso nelle sue ricerche, nella curatela di mostre e cata­

loghi, nella redazione di saggi e libri, nella preparazione delle sue lezioni al Politecnico di Mi­

lano. Ma anche il profilo dell'in­ tellettuale che partecipa attiva­ mente alla vita del Pei, soprat­ tutto dalle colonne delle pagine

ra e Gamec al fine di valorizzare in modo dinamico il Fondo De Micheli». Si realizza così a Ber­

che i fenomeni artistici del No­ rire iniziative didattiche, di ri­

la lungimiranza di accogliere nella sua istituzione questa

dalle relazioni che lo studioso

ne tra Università, Fondazione

Bernareggi, Accademia Carra­

liamo. La sua libertà di pensie­ sin dagli anni Ottanta la volontà ro, l'apertura a tutta la vivacità di donare i propri beni per favo­

fascismo. Va riconosciuta al ret­

dagli studi, dalle esplorazioni e

ci ha lasciato nell'archivio».

messo in atto quella interdisci­ gamo il sogno di Ada e Mario De plinarietà di cui oggi tanto par­ Micheli che avevano espresso

terlo consultare ai fini di una ri­

stica di un amatore d'arte ma

nio di conoscenze rappresenta­ to in parte dalla sua collezione ma soprattutto dagli scritti che

«L'idea è quella di mantene­ re l'identità espositiva dello che Accademia Carrara. spazio al secondo piano di Pa­ «Mario De Micheli è stato lazzo Bassi­Rathgeb ­ spiega il una figura di riferimento per la presidente di Fondazione Ber­ cultura del Novecento ­ sottoli­ nareggi Giuseppe Giovanelli ­ nea il direttore della Pinacoteca per farne luogo di collaborazio­

archivio, ricco di documenti in­ trovabili, è così ricercato e atte­

nasce dalla passione collezioni­

hanno trovato nel suo libro un

del Fondo, cui parteciperà an­

E il materiale racchiuso nel suo

Micheli. Una raccolta che non

l'arte che hanno studiato il '900

Micheli ha con sé un patrimo­

pito di guidare la valorizzazione

gnolo della collezione d'arte De

è stato uno storico di primissi­ mo piano. Tutti gli storici del­

testo base di riferimento. De

missione scientifica con il com­

pochi giorni il trasloco in via Pi­

Lorenzo Giusti, direttore Gamec, sottolinea: «De Micheli

dicato aPalazzo Bassi­Rathgeb. Proprio per sviluppare le mol­ teplici risorse custodite dal Fondo De Micheli è prevista an­

cizio critico verbale e parolaio. Vi si ritrovano gli artisti attivi nel panorama italiano del do­ poguerra, tra i protagonisti del­ l'arte di impegno sociale e civile.

E infatti terminato soltanto da

della formazione di tutti noi».

tà di Bergamo, in uno spazio de­

storia lontanissimo da un eser­

Opere di Ferroni, Guttuso, Sassu,

bro dedicato alle avanguardie del '900 è stato un caposaldo

del critico militante che stori­

cizza e divulga un pensiero arti­ stico di impegno figurativo e re­ alistico. Notevole il carteggio con i principali esponenti del­ l'arte italiana e straniera del se­

condo dopoguerra. Questa eccezionale cambusa culturale e storica, conservatasi

unita per merito degli eredi, trova dunque casa all'Universi­

tà di Bergamo, in uno spazio de­ dicato aPalazzo Bassi­Rathgeb. Proprio per sviluppare le mol­ teplici risorse custodite dal Fondo De Micheli è prevista an­ che la costituzione di una Com­ missione scientifica con il com­

pito di guidare la valorizzazione del Fondo, cui parteciperà an­

vecento hanno espresso, non cerca e promozione culturale, fanno tramontare i suoi scritti per «mettere a disposizione di che ancora oggi costituiscono tanti possibili lettori un tesoro un'importante occasione di di conoscenza raccolto in alme­ formazione per le generazioni no cinquantanni di vita», un future. Proprio come il suo li­ modo per continuare in quel­ bro dedicato alle avanguardie del '900 è stato un caposaldo della formazione di tutti noi». Lorenzo Giusti, direttore Gamec, sottolinea: «De Micheli

è stato uno storico di primissi­ mo piano. Tutti gli storici del­ l'arte che hanno studiato il '900 hanno trovato nel suo libro un

testo base di riferimento. De Micheli ha con sé un patrimo­ nio di conoscenze rappresenta­

to in parte dalla sua collezione ma soprattutto dagli scritti che ci ha lasciato nell'archivio».

«L'idea è quella di mantene­ re l'identità espositiva dello spazio al secondo piano di Pa­

lazzo Bassi­Rathgeb ­ spiega il presidente di Fondazione Ber­

l'azione culturale che era stata

un aspetto fondamentale del

loro impegno civile.

nareggi Giuseppe Giovanelli ­

xs­W­

i Mario De Micheli (a destra) e Attilio Pizzigoni (a sinistra) alla conferenza di Paganin (al centro) presso la Fondazione Corrente, 1984

­V

* I I

II rettore Remo

Morzenti Pellegrini

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Il critico scrisse il primo libro dedicato alla sua arte

Sintonia speciale con Manzù bozzettiscultura e fitto carteggio «M anzù. 24 d isegni e i tavola a

nei confronti del regime. La sinto­

colori»: fu Mario De Micheli a

nia speciale tra Manzù e De Micheli quando De M ichel i si era trasferito conservato dagli eredi De Micheli e nasceva tuttavia non solo dalla a Milano con l'atlora fidanzata Ada, poi nella scultura in bronzo «Ri­ comune idea del fare artistico in invia Faruffini, nello stesso caseg­ tratto di Ada », databile al 1940,

scrivere il primo libro dedicato all'arte di Manzù, nel 1942, per le Edizioni di «Corrente», il periodico

La scintilla tra i due era scoccata

Manzù ritrasse Ada in un bozzetto

milanese promotore di un movi­

sintonia con l'impegno politico e da quella dell'arteche agisce nella

giato in cui Manzù abitava con la prima moglie Tina Oreni. Le due

oggi conservata alla Galleria d'Arte Moderna d i Roma. Un legame che

mento di rinnovamento culturale e

società come portavoce di valori

coppie strinsero amicizia, si sedet­

rivive nel fitto carteggio conserva­

artistico, accomunato dal dissenso

umani ed esistenziali universali.

tero spesso alla stessa tavola, e

to nell'archivio De Micheli.

Il figlio: amici di artisti e letterati Per i loro ideali rischiarono la vita «Il mio ricordo più forte è dello studio in via Solfe­

tutta la sua vita oltre che nella

che papà potesse riunirsi anoi».

professione. Lui e mia mamma sono stati anche molto impe­ gnati sul fronte dei valori civili, sociali, politici. Entrambi sono

l'esercizio critico coincideva

tante, aspetto che si è riflesso in

stati riconosciuti "Giusti tra le

Nazioni" perché organizzava­ no la fuga degli ebrei in Svizzera

Sin dall'inizio in De Micheli

è mai stato un critico settario:

«Fumio padre ad organizzare la prima mostra dopo la guerra di Sironi, considerato artista del regime, attirandosi gli strali da sinistra. Ma lui ribatteva che la

poetica di Sironi era tutt'altro che fascista».

Quella dei De Micheli si può

con l'opposizione al regime:

definire una famiglia «allarga­

«Nel 1942 pubblica il suo primo

foto di matrimonio dei miei ge­ nitori compaiono Salvatore Quasimodo, il poeta Alfonso Gatto, i pittori Birolli e Trecca­ ni. Tutto il gruppo milanese del realismo esistenziale è pratica­

ta» anche agli artisti e ai poeti che da loro erano di casa: «Nella

rino, una grotta affollata di sta­ libro ­ prosegue Gioxe ­ in cui presenta per la prima volta una lagmiti di libri infondo alla qua­ serie di disegni preparatori di le scorgevo la figurina di mio gnare nelle scuole delle mino­ "Guemica" di Picasso. La prima miei li hanno sempre aiutati. edizione supera le maglie della padre, chino a lavorare sul tavo­ ranze italiane. All'epoca io ave­ censura fascista e va subito Mio padre aveva un grande tra­ esaurita. Nella seconda, si ac­ lo con una lucina accesa». Chi vo un anno. Ci aiutavano gli corgono del potenziale rivolu­ zionario del libretto, e viene se­ sporto per i bravi artisti e anda­ era davvero Mario De Micheli? operai che lavoravano in una questrata». Ma De Micheli non va a scovarseli ovunque. Ricor­ Il figlio Gioxe (voce dialettale fabbrica vicina alla nostra abi­ è mai stato un critico settario: do ad esempio quando si avven­ genovese di Giuseppe), condi­ tazione, lanciandoci in giardino «Fumio padre ad organizzare la turò alla ricerca di Eso Peluzzi, vide con noi i suoi ricordi: «E dei cartoceetti di lardo e pane prima mostra dopo la guerra di un pittore straordinario che vi­ stato un critico e storico dell'ar­ nero che per me e mia sorella Sironi, considerato artista del regime, attirandosi gli strali da veva isolato tra le montagne li­ te "anomalo", rispetto a una sono rimasti uno squisito ricor­ sinistra. Ma lui ribatteva che la guri». concezione più accademica do. Dopo un primo, fallito ten­ poetica di Sironi era tutt'altro Gioxe e la sorella Anna sono dal paesino comasco di Sorma­

no. Per questo papà conosce il carcere, esperienza che si ripe­ te per sei mesi anche nelle pri­ gioni di Tito, quando i miei sono

mente cresciuto a casa mia ­ ri­

corda Gioxe, anch'egli pittore praticamente cresciuto "a bot­ tega" dagli artisti del movimen­ to ­, Gli artisti erano poveri e i

inviati a Fiume dal Pei a inse­

della ricerca. Un critico mili­

tativo di fuggire a bordo di un peschereccio genovese, siamo

che fascista».

felici che, dopo tante traversie,

Quella dei De Micheli si può definire una famiglia «allarga­ l'eredità culturale dei genitori tutta la sua vita oltre che nella riusciti a scappare nascosti nel ta» anche agli artisti e ai poeti sia approdata a Bergamo, ma professione. Lui e mia mamma tante, aspetto che si è riflesso in sono stati anche molto impe­ gnati sul fronte dei valori civili, sociali, politici. Entrambi sono stati riconosciuti "Giusti tra le

Nazioni" perché organizzava­ no la fuga degli ebrei in Svizzera dal paesino comasco di Sorma­ no. Per questo papà conosce il carcere, esperienza che si ripe­ te per sei mesi anche nelle pri­ gioni di Tito, quando i miei sono inviati a Fiume dal Pei a inse­

doppio fondo di un camion e a raggiungere Milano, in attesa

che papà potesse riunirsi anoi». Sin dall'inizio in De Micheli l'esercizio critico coincideva

con l'opposizione al regime: «Nel 1942 pubblica il suo primo

libro ­ prosegue Gioxe ­ in cui presenta per la prima volta una serie di disegni preparatori di "Guemica" di Picasso. La prima edizione supera le maglie della censura fascista e va subito

esaurita. Nella seconda, si ac­

corgono del potenziale rivolu­ zionario del libretto, e viene se­

questrata». Ma De Micheli non

che da loro erano di casa: «Nella

conservano un ultimo sogno.

foto di matrimonio dei miei ge­ Che un giorno possano essere nitori compaiono Salvatore riunite alla collezione d'arte e Quasimodo, il poeta Alfonso Gatto, i pittori Birolli e Trecca­ all'archivio anche la Biblioteca ni. Tutto il gruppo milanese del di 40.000 titoli, che dopo varie realismo esistenziale è pratica­ vicissitudini oggi è conservata a mente cresciuto a casa mia ­ ri­

corda Gioxe, anch'egli pittore

Segrate, e i «Disegni della Resi­

praticamente cresciuto "a bot­ stenza» finiti alla Permanente tega" dagli artisti del movimen­ di Milano. to ­, Gli artisti erano poveri e i

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Ugo Riva: era la mia guida Dava dignità al talento

a mangiare polenta e lumache, e poi nel mio studio. Eraun uo­

mo magico, scientificamente e umanamente. Tutta la scultu­

era nato in occasione del con­

ra del Novecento è cassata da

corso del 1988 per la statua del Papa da collocare nel Duomo. Sapevo

lui. E aveva la mis­

È il 1993. Squilla il te ­

cheli presentava la personale

lefono a casa De Micheli, a Mi­ lano. «Professore, mi chiamo

di Ugo Riva al Teatro Sociale,

Ugo Riva e sono uno scultore».

Oltre a Riva anche Gianric­ cardo Piccoli ed Alessandro

«Dimmi, caro». «Mi piacereb­ be poterla incontrare. Quando sarebbe possibile?». «Anche domani».

Riva aveva cercato per dieci anni di arrivare a Mario De Mi­

cheli, per poi scoprire con sor­ presa che era sufficiente una telefonata, e che tra le monta­ gne di volumi che ne popolava­ no lo studio il critico già con­ servava anche un suo piccolo

catalogo. Così nel 1995, De Mi­

in Città Alta.

stenze. «Sono il bozzetto e lo

sviluppo del ritratto di Papa Giovanni ­ ricorda Riva ­, che

sione, oggi scom­ parsa, di esplorare i giovani artisti per dare spazio e digni­

che sia Mario che la

moglie Ada aveva­ no un debole per

tà al talento, ovun­ que lo trovasse. Do­ po la sua scomparsa

Papa Giovanni».

Ed è grazie a De

Verdi sono tra i giovani talenti bergamaschi, oggi artisti affer­ mati, che sono passati sotto la

per me è stato diffi­

cominciato a scri­

lente di Mario De Micheli.

cile trovare punti di

vere del suo lavoro:

Ma Ugo Riva in particolare si era legato al critico di un'amicizia profonda: «Ero af­

«Mi diceva sempre che quando si vole­ e pittore Ugo Riva tellettuale di quelli va davvero sapere che oggi è difficile scovare, che qualcosa di un artista era inte­ nella sua collezione annovera­ ressante andare prima di tutto va due opere di Riva solo per­ a leggere che cosa gli artisti ché lo scultore era riuscito a scrivevano in prima persona».

fezionato a lui come fosse mio

nonno, era la miaguida ­ ricor­ da Io scultore Spesso la do­ menica Io andavo a prendere a

riferimento».

Micheli che Riva ha

Lo scultore

Insomma, un in­

Milano e andavamo ad Alzano

Le biografie

Impegno civile e nella Resistenza I due sposi Giusti tra le Nazioni Mario De Micheli (Genova, 1914 ­

incarcerato. Gli è stato conferito il

superato le 40 edizioni), fu curato­

varie riviste da Realismo ad Arte­

Milano, 2004) si è occupato di

titolo di Giusto tra le Nazioni e il

re di mostre nazionali e interna­

critica e storia dell'arte sin dalla

suo nome, con Ada, è scolpito sul

zionali. Docente alla facoltà di

fine degli anni '30, quando si trasferisce a Milano, dove prende parte al movimento di Corrente. Negli anni del conflitto partecipa

Muro dei Giusti a Gerusalemme.

architettura del Politecnico di

contro. La moglie Ada Tommasi (Poggio Rusco, 1916 ­Milano, 2006) ha partecipato alla Resistenza. Insegnante e pedagogista ha

M ilano e critico de «L'Unità », è aderito al Pei, oltre che scrittore di stato grande traduttore di Majako­ scritto libri e collaborato con la Rai successo (il suo «Le Avanguardie vskij e di altri poeti e letterati russi per vari programmi. I coniugi sono

alla Resistenza sino a che viene

artistiche del Novecento» ha

Dopo il '45, De Michel i, che aveva

e dell'Europa dell'Est, fondatore di

sepolti nel cimitero di Trezzo.

Le nozze di Mario e Ada De Micheli, fra gli amici si notano: il terzo da sinistra, il critico d'arte Duilio Morosini, il quarto Salvatore Quasimodo, e accanto i pittori Renato Birolli ed Ernesto Treccani, il poeta Alfonso Gatto. Accanto alla sposa don Sergio Pignedoli

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Giacomo Manzù, «Ritrattodi Ada» matita su carta, 1941

Tino Vagì ieri, «Ritratto di Mario De Micheli», tecnica mista, 1975. Tra i tanti ritratti si segnalano le firme di Sassu, Guttuso, Dova e Maccari

Franco Francese, De Micheli che legge Majakovskij, 1954­55 ca.

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