EPPAN
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TENUTA
Abraham
TENUTA
Bergmannhof
CANTINA SPUMANTI
Comitissa -
Lorenz Martini
TENUTA
Cora
TENUTA
Castel Englar
CANTINA
Girlan
TENUTA
Klaus Lentsch
TENUTA BIO
Thomas Niedermayr
DISTILLERIA
Ortler
TENUTA
Romen
CANTINA
Sankt Pauls
CANTINA
Colterenzio
CANTINA PRODUTTORI
San Michele-Appiano
TENUTA
Stroblhof
DISTILLERIA
St. Urban
TENUTA
Von Payr
SEKTMANUFAKTUR Winkler

www.eppanwein.it

A volte sono le piccole cose a rendere indimenticabile un viaggio: un momento speciale tra i filari, un’esperienza culinaria, una conversazione all’insegna dei ricordi. Appiano sulla Strada del Vino, ricca di tesori palesi e nascosti, invita ospiti e abitanti a scoprirli in modo sempre nuovo.
Nei vigneti, dove l’uva scintilla al sole, ci s’imbatte in una genuinità tramandata da generazioni. Ogni viticoltore, sia esso tradizionale o giovane e temerario, contribuisce a far sì che questo tesoro non vada perduto. Tra mura storiche, vecchi filari e terra profumata, si nasconde una muta letizia che si percepisce solo fermandosi a riflettere.
Al contempo, la scena gastronomica di Appiano brilla di nuove gemme: l’ultima si chiama Pramol Alto, un luogo che dimostra quanto il gusto possa essere moderno, creativo eppure profondamente radicato. Qui passione, artigianato, identità locale e internazionale si fondono in un’esperienza che si vorrebbe custodire per sé, ma che non si può fare a meno di raccomandare a tutti.
Anche castelli e fortezze raccontano le loro storie. Scrigni culturali e testimoni silenziosi di tempi passati accolgono i visitatori a porte aperte. Chi si cimenta in una piccola caccia al tesoro, non s’imbatte solo in architettura e storia, ma anche nella sensazione di far parte di qualcosa di più grande.
Affinché tutti questi tesori, antichi e moderni, possano essere preservati, Appiano punta consapevolmente sulla sostenibilità. Qui le persone sanno che i veri gioielli brillano solo se vengono protetti. E così, con rispetto, lungimiranza e passione, si fa in modo che il passato continui a regalare gioia anche al domani.
Particolarmente toccante: in questa edizione alcuni testimoni hanno rovistato tra i propri ricordi. Le loro storie sono forse i tesori più preziosi in assoluto, perché collegano passato, presente e futuro in un modo che solo la memoria autentica è in grado di fare.
Evelyn Falser Presidente












Redazione: Associazione Turistica Appiano
Autori: Christiane Weinhold, Associazione Turistica Appiano A cura di: Associazione Turistica Appiano, Presidente Evelyn Falser, Direttrice Evi Götsch
Direttore responsabile: Christiane Weinhold
Ideazione grafica, layout: Zephyris Grafik Atelier der Julia von Wohlgemuth Traduzioni: Associazione Turistica Appiano, Bonetti & Peroni, Karin Moser



AVVISO: L’immagine di copertina è la foto vincitrice del concorso Eppan
Ciccalè
St. Pauls
Bernd Zagler
Christiane Weinhold
Daniel Socin
Ehrentraut Riegler
Erwin Flor Freepik.com
Golf Club Eppan
Golf Club Eppan/Edmund Hohrenk Günther Roner
Helmuth Rier
Hotel Ansitz Tschindlhof
Hotel Gasthof Steinegger
Ian Ehm
Johanna Schweigkofler
Johannes Fein (feine-fotos)
Kellerei Sankt Pauls
Kloster Mariengarten
LIVE-STYLE Agency
Manuel Gaiser
Marion Lafogler
Matscher Ferien
Meike Hollnaicher meraner-hauser.com
Paul Herbst
Peter Mayr
Peter von Hellberg
Petra Prackwieser
Rapunzel
Riccardo Angelini
RTL/Julia Feldhagen
RTL/Sebastian Meyer
Sabrina Unterholzer
Thomas Niedermayr
Überetscher Reitverein/Katharina Trettl
Überetscher Reitverein/Lisa Nothdurfter
Überetscher Reitverein/Marie Roos
Waltraud Kössler
Stampa: Südtirol Druck
Tiratura: 6.000 copie in tedesco, 1.000 in italiano, 1.000 in inglese
Disclaimer: i contenuti di queste pagine sono frutto di un'accurata selezione delle fonti, ciò nonostante non se ne garantisce la correttezza. Riproduzione e utilizzo consentiti solo previo consenso della redazione. Tutti i dati senza garanzia.

sabato, 16 maggio 2026
Un’atmosfera magica pervade le mura storiche di Castel d’Appiano. Musiche, un vivace fascino medievale, ammalianti danze, avvincenti duelli con la spada e suggestive esibizioni cavalleresche riportano in vita il passato, allietato da prelibatezze culinarie. Una festa all’insegna della storia, della gioia e delle emozioni indimenticabili.



Ormai è risaputo: il Ristorante Pramol Alto – inizialmente concepito come un pop-up – non si sposterà da lì. Chi si sofferma sulla terrazza capisce subito perché: la vista, infatti, spazia sulle montagne dell’Alto Adige e sulla conca bolzanina. Immerso nella quiete di Predonico, frazione di Appiano, il ristorante propone una cucina che attinge dalla regione, spingendosi al contempo oltre i suoi confini.

Per Jakob Zeller e la moglie Ethel Hoon aprire il ristorante “Pramol Alto” ad Appiano era quasi una scelta naturale: la possibilità di rilevare il maso, unita a un panorama mozzafiato, sembrava un invito a realizzare qualcosa di speciale. Nato a Merano nel 1989, Zeller ha scoperto la passione per la cucina durante la scuola, quando organizzava cene gourmet con gli amici, sperimentando ciò che il cibo può offrire se gli viene dato spazio. Sono seguiti anni di apprendistato in Francia, Danimarca e Svezia, presso il famoso Fäviken, dove ha affinato idee e tecniche che lo caratterizzano ancora oggi. ↘


E in questo paese scandinavo ha conosciuto Ethel, originaria di Singapore, che ha introdotto al Pramol Alto uno stile culinario altrettanto inconfondibile. Insieme formano una coppia inossidabile. “A me piace la sperimentazione e la ricerca, Ethel invece apporta precisione e capacità realizzativa”, spiega. Sul grill giapponese a carbone nascono piatti in grado di combinare prodotti locali e profondità dell’Estremo

Oriente. Fermentazione, marinatura e conservazione delicata fanno parte della routine: metodi tradizionalmente contadini che preservano ed esaltano i sapori senza artifici. “Alla fine, è il prodotto che deve parlare, in modo chiaro e senza fronzoli”, afferma Zeller.

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Basta dare un’occhiata al menù per capire immediatamente cosa intende: wantan con salsa chili raffinata al cachi, tortellini in brodo vietnamita pho e cedro, salmerino locale in salsa di soia superior con marmellata di peperoncino giallo e coriandolo sono solo alcuni degli abbinamenti quasi geniali. Per il loro lavoro, i due sono stati più volte premiati a livello internazionale, non da ultimo come “Newcomer dell’anno” (Gault&Millau 2025). Pramol Alto è un ristorante nato per restare, con una cucina che porta la gastronomia altoatesina a un nuovo livello, rispettosa della natura, coraggiosa nella realizzazione e modernamente creativa.

A lcune modalità di approccio al vino fanno rabbrividire i veri conoscitori. Per gustare questo nettare con stile anche durante una vacanza ad A ppiano, ecco alcune regole da seguire.
Mani lontane dalle botti: durante le visite guidate in cantina, non si deve bussare né sedersi su di esse.
Secco significa secco: in Alto Adige i vini sono generalmente senza zucchero residuo. Ordinare un vino “extra secco” dà l’impressione di non saperne molto sull’argomento.
Spritz? Meglio di no! Che sia con acqua minerale o limonata, allungare il vino è considerato quasi un “reato”.
Qualità anziché quantità: sebbene alcuni chiedano di riempire il bicchiere, la cultura enologica prevede di versare non più di un ottavo, così da consentire a bouquet e temperatura di sprigionare tutto il potenziale del vino.
Lo spumante rimane fermo, almeno nel bicchiere: agitarlo fa disperdere l’anidride carbonica. Va dunque sorseggiato, senza rotearlo nel bicchiere.
Stelo, non coppa: il bicchiere va tenuto per lo stelo, così da mantenere la temperatura ideale e garantire, senza impronte, la trasparenza del bicchiere.
La giusta temperatura: i vini bianchi vanno bevuti freschi (8-12 gradi), i rossi leggermente temperati (14-18 gradi). Se troppo freddo, il bianco risulta insipido, se troppo caldo, il rosso risulta alcolico.
A ubetti di ghiaccio? Assolutamente no! Il vino va raffreddato dall’esterno. Mettere la bottiglia in acqua ghiacciata fa miracoli, senza alterare il gusto.
A lla forma segue l’aroma: il bicchiere ideale deve essere panciuto e restringersi verso l’alto, consentendo così agli aromi di sprigionarsi e salire delicatamente al naso.
Non coprire gli aromi: prima di bere il vino è meglio evitare menta piperita, gomme da masticare o caffè forte, perché ne coprono il gusto delicato.
E l’aspetto più importante? Rilassarsi, mettersi comodi e godersi il momento. Il vino non è una competizione, ma un rituale. Alla salute!


IL SENTIERO ENODIDATTICO DI CORNAIANO si snoda
attraverso pendii soleggiati, combinando in modo ideale natura, conoscenze sulla viticoltura e leggero esercizio fisico. Lungo il percorso di circa 1,6 km, i visitatori possono scoprire ciò che rende così speciale il paesaggio vinicolo intorno a questa località. Tra filari ben curati, pergole e muretti a secco, 15 stazioni riportano informazioni su vitigni, metodi di coltivazione, terreni, acqua, clima e il ciclo annuale nella vigna. Il percorso è affacciato sugli ampi panorami dalla Val d’Adige alle Dolomiti: un tracciato breve e tranquillo, ma sorprendentemente vario.
PRATICA E INFORMATIVA: L’AUDIOGUIDA
Una novità è l’audioguida multilingue, che approfondisce i contenuti del sentiero. La calda voce narrante è quella di Eberhard Daum, noto personaggio delle TV locali, che guida l’ascoltatore attraverso storia, natura e viticoltura, mostrando quanto paesaggio, tradizione e gusto siano strettamente legati tra loro. L’audioguida trasforma questo percorso in una breve esperienza individuale, ideale per chi ama muoversi al proprio ritmo.
L’Outdoor Escape Game è stato sviluppato appositamente per le famiglie: un’avventura ludica all’insegna di enigmi e scoperte lungo il Sentiero enodidattico. Missioni di varia difficoltà, osservazioni della natura, piccole sfide e “curiosità” su viti, animali e piante stimolano a riflettere, osservare e stupirsi insieme. A volte, si tratta di scovare degli animali, altre di riconoscere i dettagli delle piante o di comprendere le correlazioni nel vigneto.
L’Outdoor Escape Game combina il movimento all’aria aperta con la conoscenza, il divertimento e lo spirito di squadra: un approccio accessibile al mondo del vino, che coinvolge attivamente bambini e adulti. Maggiori informazioni: www.eppanescape.com.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Partenza: piazza di Cornaiano (possibilità di parcheggio in paese)
Percorso: dalla piazza seguire il Vicolo della Parrocchia e procedere sul sentiero circolare tra i vigneti, segnalato come “Hoher Weg - Gschleier”.
• Lunghezza: circa 1,6 km
• Tempo di percorrenza: 40-45 min.
• Difficoltà: facile
• Tipologia: percorso circolare



Appiano e la sostenibilità: qual è la situazione?
Il termine “sostenibilità” è ormai sfruttato. Ciononostante, ad Appiano si lavora attivamente per dargli un significato concreto e specifico: un percorso ricco di sfide, ma anche di soddisfazioni.
Oltre 50 pagine redatte in un font dimensione 9: come meta per le vacanze, Appiano ha fatto della sostenibilità il proprio cavallo di battaglia, con una chiara strategia, un piano d’azione e una certificazione in ambito turistico. Pur avendo avuto inizio già da tempo, questo processo traccia un percorso ancora più lungo e, soprattutto, prezioso.
Evelyn Falser, presidente dell’Associazione Turistica di Appiano. Faccio una premessa: è vero, la sostenibilità è ormai sulla bocca di tutti e non sempre facile da comunicare. Diversa è però la sostanza. Appiano, ComuneClima attualmente classificato “Silver”, è ora in corsa per il “Gold”. Pertanto, è già stato fatto un enorme lavoro che non si limita alla corretta raccolta differenziata dei rifiuti, come molti potrebbero pensare parlando di sostenibilità. Questa è solo una piccola parte, ciò che conta è l’insieme.
L’Associazione Turistica di Appiano punta sulla certificazione “Marchio Sostenibilità Alto Adige – livello 3”: sembra tutto molto criptico. Cosa si cela dietro?
Come destinazione turistica, puntiamo su uno sviluppo che concili aspetti ecologici e socio-economici, promuova una mobilità consapevole, un uso rispettoso delle risorse naturali, il rafforzamento dell’economia regionale e la salvaguardia di cultura e tradizioni. Appiano deve rimanere un luogo vivibile, sia per chi ci abita sia per chi ci visita.

Cosa certifica un marchio di sostenibilità di questo tipo?
Il marchio offre alle destinazioni turistiche e alle strutture ricettive e gastronomiche la possibilità di rendere misurabile e di dare visibilità al proprio impegno in tal senso. Il terzo e più alto livello corrisponde alla certificazione GSTC, riconosciuta a livello internazionale. Come Associazione Turistica, cerchiamo di seguire determinati percorsi e di trasmettere messaggi specifici, sebbene ci chiedessimo se arrivino effettivamente al destinatario. Ora, finalmente, ne abbiamo la conferma. Per noi è importante che cultura e tradizione locali siano preservate e vissute. E questo viene percepito.
Su cosa si basano tali risultati?
Vorrei sottolineare, in particolare, due sondaggi su larga scala che ci hanno fornito importanti informazioni e conferme: nel 2024 sono stati intervistati gli ospiti, mentre nel 2025 la popolazione locale. I primi hanno valutato l’approccio sostenibile già osservando fattori come la potabilità dell’acqua del rubinetto, la salubrità dell’aria, l’uso di materie prime di produttori locali e l’efficacia del riciclaggio. Alla popolazione locale è stato inoltre chiesto come percepisce il turismo stesso.
E come la pensano sul turismo, ad es. in materia di “overtourism”?
Non aggiriamo il tema, ma cerchiamo di mettere in relazione le diverse opinioni. Se alcuni dichiarano a gran voce che è il flusso di ospiti è esagerato, cosa pensa chi non si esprime? Il mio istinto mi dà una risposta, ma finora non sono riuscita a confermarla. Tuttavia, se su un campione di 1.000 intervistati il 67% è soddisfatto, allora si tratta di un dato che può essere considerato attendibile.
Secondo alcuni, l’economia turistica e la sostenibilità sono difficilmente conciliabili: quali sono i vantaggi per Appiano? Poiché Appiano vive con e grazie al turismo, l’aspetto economico non può essere ignorato. Nell’ambito del processo di certificazione, è stata calcolata la creazione di valore aggiunto lordo generato dal turismo – basata su prezzi di vendita e pernottamenti – pari a circa 110 milioni di euro. Dei 100 euro pro capite, 49 rimangono nel settore alberghiero e nella ristorazione, mentre il resto va a beneficio di altri ambiti. Poterlo affermare è motivo di grande soddisfazione.
“La sostenibilità non è un obiettivo, ma un percorso”. Evelyn Falser, Presidente dell’Associazione Turistica di Appiano
Per quanto riguarda il Marchio Sostenibilità Alto Adige, chi si occupa della sua attuazione? È fondamentale che tutti remino nella stessa direzione, non basta che Comune o Associazione Turistica si approprino di tale concetto. Per questo abbiamo creato un Green Team il più diversificato possibile, composto da rappresentanti di turismo, amministrazione, economia, tutela ambientale, giovani, commercio e agricoltura... in modo che il risultato sia condiviso e vissuto da tutti.
Esistono misure concrete?
Il Green Team ha elaborato cinque ambiti di intervento (tutela della natura, qualità della vita, cultura, regionalità e competenza sociale) e misure pratiche che intendiamo attuare gradualmente. Questa strategia non segna un punto di arrivo: la sostenibilità non è un obiettivo, ma un percorso. L’aspetto importante è che tutti siamo parte di questo team.
Il Marchio Sostenibilità Alto Adige si basa su standard riconosciuti a livello internazionale dal Global Sustainable Tourism Council (GSTC), creati per definire una base comune per il turismo sostenibile.
I criteri del marchio sono suddivisi in quattro settori principali:
· MANAGEMENT
· SOCIOECONOMICO
· CULTURALE
· ECOLOGICO


“Per me la sostenibilità è, in definitiva, un equilibrio importante tra ecologia, dimensioni sociali ed economiche.”
Elke Morandell Schwarzer, Paulser Hof *
Livello da 1 a 3
Poiché lo sviluppo sostenibile è un processo continuo, il marchio è suddiviso in tre livelli, ciascuno dei quali richiede il soddisfacimento di specifici requisiti, verificati nell'ambito di un audit.
L’Associazione Turistica di Appiano è stata certificata al livello 3. Quattro strutture ricettive e ristorative locali hanno inoltre già ottenuto la certificazione di sostenibilità “livello 2”


“Per noi la sostenibilità non è una tendenza, ma un atteggiamento. Come struttura alberghiera certificata dell’Alto Adige, ci assumiamo la responsabilità per il presente e per il futuro”.
Silke Matscher, Residence & Gardenhotel Das Matscher*


“Non guardiamo a ciò che è di moda nella Green Wave, ma a ciò che ha davvero senso a lungo termine”.
Verena Eisenstecken, Hotel - Gasthaus Steinegger *


“Il cambiamento climatico che percepiamo ci invita a dare il nostro contributo e ad agire. Il marchio ci offre la possibilità di individuare ciò che possiamo migliorare. Per questo siamo stati tra i primi ad aderire”.
Tobias von Mörl, Hotel Ansitz Tschindlhof *
* Strutture con il certificato "Marchio Sostenibilità Alto Adige" al livello 2


Scannerizzami!
Anche i più piccoli vogliono divertirsi, vivere avventure e mettersi alla prova: se loro sono felici, anche i genitori si divertono. E Appiano offre opportunità tutto l’anno per i bambini dinamici, curiosi o giocherelloni.

PERCORSO DI TIRO CON L’ARCO A CASTEL D’APPIANO
Sentirsi come un cavaliere a caccia? Quest’avventura attende tutta la famiglia (bambini dai 6 anni in su) sul percorso di tiro con l’arco di Castel d’Appiano. Il bosco che lo circonda accoglie ben 28 animali in 3D da scoprire e cacciare. L’attrezzatura può essere noleggiata in loco.
In questo giorno, tutto ruota attorno al divertimento dei più piccoli: il Kids Day nel centro di Appiano, in programma sabato 9 maggio 2026, è già un appuntamento fisso molto amato nel calendario degli eventi. Teatro dei burattini, truccabimbi, angolo del bricolage, castello gonfiabile e molto altro ancora attendono i raggianti visitatori. In paese riecheggiano le risate dei piccoli ospiti, mentre gli adulti possono passeggiare per i vicoli di San Michele, dedicarsi allo shopping o gustare alcune prelibatezze culinarie.
Particolarmente affascinante per i bambini è l’escursione dei tre castelli ai piedi del Monte Macaion. Il breve percorso si snoda dal parcheggio del castello di Missiano e sale prima lungo il sentiero n° 9 fino a Castel d’Appiano. Quindi prosegue sul n° 9a fino alle rovine di Castel Boymont dove, proprio come al precedente, è possibile fare una piacevole sosta rilassante. Da lì, si raggiunge quindi il romanico Castel Corba.
IL PIACERE DELLA LETTURA NEI GIORNI DI PIOGGIA
Dove portare i bambini quando piove?
Una visita alla biblioteca centrale, ottimamente attrezzata, è l’ideale. Appiano, infatti, dispone di un’ampia struttura con una ricca selezione di libri, giochi, audiolibri e DVD. Punto d’incontro per persone di ogni età, consente ai più piccoli di curiosare e sfogliare volumi a piacimento. Inoltre, periodicamente vengono organizzati pomeriggi di lettura o di gioco. Dove?
In piazza Hans Weber Tyrol, 4 a San Michele.
Sul tracciato dell’ex ferrovia dell’Oltradige, oggi è possibile pedalare tranquillamente anche con i più piccini. Particolarmente emozionante è la possibilità di fare una sosta e a divertirsi lungo il percorso nei vari parchi gioco. Partendo da Ponte Adige a Bolzano nei pressi di Castel Firmiano, si sale fino all’ex stazione ferroviaria di Appiano, attraversando brevi gallerie, utilizzate dal vecchio treno che collegava Appiano al capoluogo. Il percorso conduce fino a Caldaro, dove si può ammirare una vecchia locomotiva a vapore.
Oltre a essere un affascinante spettacolo naturale, le buche di ghiaccio offrono un gradito refrigerio nelle giornate più calde. Partendo 100 metri a sud della piazza principale di San Michele e seguendo le indicazioni “Buche di ghiaccio”, si raggiunge Piganò, costeggiando Castel Ganda e raggiungendo la tenuta vinicola dell’Hotel Stroblhof. Da lì si prosegue verso sud per circa 20 minuti. Già durante il tragitto si avverte una brezza rinfrescante, proveniente da una rete di fessure tra i blocchi di porfido. In questa conca rocciosa, il fresco è percepibile fino a un’altezza di cinque metri. Questo particolare microclima favorisce la crescita di circa 600 specie vegetali in uno spazio ridotto.
DIVERTIMENTO NATALIZIO PER I BAMBINI
Il periodo natalizio fa brillare gli occhi dei piccoli. Un’incantevole tradizione è la mostra di presepi nei vicoli di San Paolo. Da fine novembre al nuovo anno, esemplari fatti a mano sono esposti intorno al Duomo e invitano a una passeggiata suggestiva, soprattutto dalle 16 in poi, quando sono illuminati. Dal 5 al 8 dicembre 2026, al Mercatino di Natale di San Michele, KidsXMas è dedicato interamente ai più piccini: giochi e divertimento, la sfilata di San Nicolò (6 dicembre), il laboratorio degli elfi e la preparazione dei biscotti sono solo alcune delle attività in programma. Chi ama le emozioni forti può assistere con i più grandicelli a una delle sfilate dei Krampus (quella degli Schulthauser Teufel o di Cornaiano). Le date esatte sono disponibili presso l’associazione turistica.
informarsi presso l’associazione turistica). Ma, in questo periodo, anche il campo da golf di Riva di Sotto si trasforma in una pista ghiacciata. Da non dimenticare, la più vasta superficie acquatica della zona: se le temperature sono abbastanza fredde, con cautela e dopo aver verificato lo spessore del ghiaccio, è possibile dedicarsi a questo sport anche sul Lago di Monticolo.
Tutto il territorio comunale è costellato di parchi ben attrezzati per divertirsi, arrampicarsi e scivolare. Eccone una piccola selezione: il più centrale è il “Festplatz” nel cuore di San Michele, ideale per i bambini dopo lo shopping. A Cornaiano, presso il parcheggio Martinsparkplatz invece, il parco è dotato di straordinarie torri per arrampicarsi e tanto legno. Anche in via Lambrecht a Ganda di Sotto ne accoglie uno molto amato immerso nel verde con un’ampia sabbiera.
PATTINAGGIO SUL GHIACCIO A VOLONTÀ
A chi ama il pattinaggio, Appiano offre svariate possibilità: nei mesi invernali, la pista coperta di San Michele è aperta a grandi e piccini (per gli orari aggiornati, è possibile

DA NON PERDERE

dal 17 al 31 luglio 2026
Fulcro di questo piacevole evento sono i vini più pregiati di Appiano. Un particolare momento clou è la “Tavolata enogastronomica”, durante la quale maestri chef dell’Alto Adige, sotto la guida di Herbert Hintner, servono eccellenti delizie nei pittoreschi vicoli di San Paolo.
PASSEGGIATA DEL VINO, 17 LUGLIO TAVOLATA ENOGASTRONOMICA, 21 LUGLIO
SERATA DEI CANEDERLI, 25 LUGLIO PAULS ROSÉ, 31 LUGLIO


“Questa posizione straordinaria”, afferma Christoph Kuno, presidente dell’Associazione tutela ambiente Appiano, “rende Monticolo uno degli habitat più preziosi della regione”. E affinché rimanga tale, è necessaria la massima attenzione. Il lago piccolo, chiuso al traffico automobilistico, dispone di parcheggi ai margini del bosco, cosicché i visitatori possano raggiungerlo a piedi, in bicicletta o con il bus-navetta. I sentieri si snodano attraverso un bosco misto di latifoglie, costeggiando tranquille zone lacustri che offrono riparo ad anfibi e uccelli. Affinché le rane possano deporre le uova in sicurezza, l’associazione Herpeton installa ogni anno recinzioni di protezione: un esempio pratico di tutela delle specie.

Anche il lago grande svolge un ruolo importante: con circa 18 et tari di superficie acquatica e il suo tradizionale lido, offre possibilità di balneazione in armonia con la natura. Nonostante lo sfruttamento turistico, l’acqua mantiene un’otti ma qualità, a dimostrazione che qui relax e tutela ambientale possono convivere in armonia. Chi visita il bosco di Monticolo scopre un paesaggio rimasto fedele a sé stesso: il fruscio delle foglie, il gracidare delle anatre, il profumo caldo della terra e del sole ricordano quanto possa essere benefica la semplicità. Le campagne di raccolta dei rifiuti, organizzate dalle associazioni a supporto delle chiare norme, contribuiscono a mantenere pulita la zona, mentre in futuro una nuova area di quiete renderà il bosco ancora più rilassante.

L’equilibrio tra l’aspetto esperienziale e quello conservativo è delicato e possibile solo con il contributo di tutti. “Sostenibilità significa assunzione di responsabilità, non divieto”, conclude Kuno. Chi rimane sui sentieri, si gode il lago e rispetta l’ambiente, proteggendo ciò che rende così speciale il bosco di Monticolo e i suoi laghi.
La luce del mattino filtra tra gli alberi e brilla sulla superficie dell’acqua. Il Lago Grande e il Lago Piccolo di Monticolo sono incastonati in circa 1.000 ettari di bosco, un’area naturale unica nel suo genere in Alto Adige. Qui si incontrano forme di vita mediterranee e alpine, libellule che danzano sui canneti e, in primavera, campanellini ed erba trinità, che trasformano la vallata in uno sfavillante mare di colori.
CONSAPEVOLI
AD APPIANO Scannerizzami!


Il Lago di Monticolo è un’oasi di tranquillità. Affinché rimanga tale, è importante rispettare alcune regole fondamentali.
Chi ama trascorrere le vacanze all’insegna dell’attività fisica o desidera liberare la mente praticando sport, ad Appiano è atteso da innumerevoli opportunità indoor o outdoor per tutti i gusti e le stagioni.

Situato in posizione idilliaca nel bosco di Monticolo, il Tennis Club Rungg vanta sei campi in terra battuta –alcuni dei quali in inverno vengono coperti – e uno a superficie dura (coperto), dove vengono tenute anche lezioni di tennis. In estate, invece, l’Hotel Mandelhof di Cornaiano dispone di un campo da beach volley e di porte per il beach soccer.
Dove? Circolo Tennis Rungg e Hotel Mandelhof, Cornaiano
Un gran divertimento per i più giovani: il nuovo skatepark con rampe, slide e salti invita a dedicarsi a questa attività. Il parco, che si estende tra l’asilo e la scuola media in centro a San Michele, è particolarmente adatto ai principianti.
Dove? Fahndlweg, San Michele Bowling


Nella palestra di roccia di Appiano, bambini, ragazzi e adulti possono esercitarsi su percorsi di bouldering e di arrampicata con corda. Novità 2026: una torre di 15 m e uno speedwall esterno.
Orari di apertura: da lu. a ve., dalle 17 alle 22.30, con biglietto valido, l’ingresso è consentito tutti i giorni dalle 6 alle 23, pausa estiva esclusa.
Info: tel. +39 349 716 84 42
Dove? Sala polifunzionale Raiffeisen, San Michele

Hockey su ghiaccio e pattinaggio

Ad Appiano, il padel è il nuovo sport di tendenza che si può praticare tutti i giorni, dalle 6.30 alle 21.30, in slot di 90 min sul campo di Riva di Sotto; possibili anche lezioni. Il golf unisce natura, sport e stile di vita. Il campo a 9 buche “The Blue Monster” affascina per i suoi numerosi specchi d’acqua e i green ben curati.
Info: tel. +39 0471 188 81 64
Dove? Golf & Country Appiano, Riva di Sotto

In estate è d’obbligo una nuotata al Lago Piccolo e Grande di Monticolo: il primo è perfetto per gli amanti della tranquillità, il secondo per il lido, le piscine e il trampolino.
In bocca al lupo! Quattro piste invitano a giocare a bowling in centro a San Michele. Chi ha voglia di tentare uno strike, abbattendo tutti i nove birilli, può chiedere ai gestori del bar quando la pista è libera.
Informazioni: tel. +39 346 799 85 89
Dove? Sala polifunzionale Raiffeisen, San Michele
In inverno, il centro di San Michele è ideale per il divertimento sul ghiaccio tra partite di hockey e pattinaggio.
Info: tel. +39 0471 66 11 65
Dove? Stadio del ghiaccio, San Michele
Info: tel. +39 392 306 27 57 (Lido Lago Grande), tel. +39 376 132 62 84 (Lido Lago Piccolo) Dove? Lago Piccolo e Lago Grande di Monticolo
Buona pesca nel Lago di Monticolo! Chi ama la tranquillità e desidera catturare lucci, persici o tinche, può acquistare un permesso giornaliero valido per entrambi i laghi. Info: presso l’Associazione Turistica di Appiano
Dove? Laghi di Monticolo



I vitigni risplendono di un verde brillante, uno spettacolo per gli occhi che mette in risalto la loro bellezza.
Anche quest’anno, i produttori di vino di Appiano offrono eventi speciali ed esperienze sensoriali all’insegna del motto “Tesori nel vigneto”.
Oltre a dare origine a vini, spumanti e distillati, i circa 1.000 ettari coltivati a vite caratterizzano il paesaggio, l’ecologia e l’identità regionale di Appiano.
L’illuminazione verde sottolinea il fatto che due terzi della produzione vinicola in quest’area è a bacca bianca.
L’edizione 2026 invita a riscoprire varietà, artigianalità e unicità del mondo enologico locale: un’esperienza per tutti i sensi.
Maggiori dettagli su www.eppanwein.it
Thomas Niedermayr, cofondatore del ristorante, è uno dei sei figli cresciuti in un’azienda agricola che si è dedicata alla sostenibilità molto prima che diventasse un requisito universale. Dopo un’infanzia trascorsa al maso, ha inizialmente intrapreso una strada diversa, imparando il mestiere di falegname. In seguito è tornato alle origini, adottando un approccio personale all’agricoltura. Più allargava i propri orizzonti, più comprendeva che ciò che a casa sembrava scontato non lo era affatto: la realtà esterna era molto convenzionale, orientata al rendimento. Niedermayr, invece, voleva riproporre il gusto autentico e, soprattutto, la qualità.
Il ristorante segue questa filosofia con una cucina biologica, regionale e stagionale, dal maso alla tavola. Agli ospiti vengono serviti piatti contadini, radicati nel territorio ma al contempo aperti alla leggerezza mediterranea. Nel menu, aperitivi, pizze, focacce e ricette classiche convivono con stufati, ragù e hamburger. I lievitati sono preparati ↘

Immerso nel paesaggio naturale di San Michele Appiano, questo ristorante apre in estate: un nuovo progetto e, al contempo, la logica conseguenza di un percorso di vita che ha riportato alle origini.
Nel ristorante del maso, cucina regionale e viticoltura seguono un approccio comune: Thomas Niedermayr e la moglie ne sono convinti.



in loco, verdura, frutta, cereali ed erbe provengono dal maso, mentre pesce e carne vengono acquistati esclusivamente da aziende partner che prestano particolare attenzione al benessere degli animali, di cui viene impiegata

Qui il team di Thomas Niedermayr coniuga agricoltura, artigianato e gusto consapevole.
ogni parte, dal muso alla coda. E gli ingredienti sono disponibili solo fino a esaurimento scorte. “Non trattiamo prodotti di massa”, afferma Niedermayr. È prevista anche la produzione di speck secondo la ricetta di famiglia: stagionato almeno due anni, con un elevato contenuto di grassi e un sapore intenso, perché “la qualità richiede pazienza”. Ogni pietanza è abbinata al vino più adatto. Questo ristorante è una storia di famiglia: il fratello Georg, cuoco qualificato con laurea in tecnologia alimentare, mette a disposizione la propria esperienza; la cognata Gloria si occupa del servizio; Marlene, moglie di Thomas, gestisce l’ufficio, l’organizzazione e la quotidianità familiare.
La viticoltura è la specialità di Thomas Niedermayr che, dal 2019, coltiva i suoi cinque ettari di vigneto esclusivamente con varietà PIWI, resistenti ai funghi, che consentono di ridurre notevolmente l’uso di prodotti fitosanitari. Solaris, Bronner e Souvignier gris spiccano tra i bianchi. La produzione annuale è di circa 30.000 bottiglie, affiancate dal vivace spumante Freistil, fermentato in bottiglia. Anche i vini seguono un approccio coerentemente purista: a fermentazione spontanea, non sono chiarificati né





filtrati, privi di lieviti selezionati e con un uso minimo di solfiti. Ogni annata vanta la propria firma. “Un vino di carattere non è per tutti”, dichiara Niedermayr, “ma racconta una storia”. Ristorante e viticoltura si intrecciano: entrambi seguono la

medesima filosofia, fatta di lavoro in armonia con la natura, in un luogo dove dimorano convinzione e gusto. ■
Il nostro punto vendita vi accoglie ormai dal 1981: da tre generazioni, infatti, Optik Zublasing è sinonimo di un servizio eccellente e di soluzioni innovative in tema di vista.
La nostra esperienza si riflette nell’ampia gamma pregiate di montature per occhiali, che soddisfano perfettamente le esigenze individuali.
Da noi vi attende non solo una visione chiara, ma anche cordialità e una consulenza specialistica. Saremo lieti di accompagnarvi nel vostro percorso verso una vista migliore.
Optik Zublasing, Amiamo l’ottica!

ORARIO D’APERTURA
Lunedì-venerdì, 8-12.15 e 15-19 Sabato, 8-12.15
Piazza Albertus Magnus, 11 39057 San Michele Appiano T +39 0471 663 058 www.optikzublasing.com


Chi si dedica al golf a Riva di Sotto, oltre a percepire il leggero sibilo della pallina, avverte anche il cinguettio degli uccelli e il respiro della natura. Il Golf & Country Club
Appiano, affettuosamente chiamato “The Blue Monster”, è molto più di un campo da golf: è una dichiarazione di rispetto e responsabilità.
“Vivere la sostenibilità significa apprezzare la natura e prendere decisioni consapevoli”, afferma Alexander Gostner, presidente del Golf & Country Club, il cui prato viene curato con fertilizzanti biologici e una miscela naturale per un sano equilibrio acido-basico. È un impegno aggiuntivo che vale la pena e i clienti notano la differenza: nessuna irritazione cutanea, aria pulita. Per la manutenzione e i mezzi operativi si punta sulla mobilità elettrica: robot tosaerba, veicoli e stazioni di ricarica silenziosi, efficienti e a basse emissioni.


L’impianto è stato realizzato su un terreno pianeggiante con una falda freatica molto alta, una sfida che si è trasformata in opportunità: oggi, numerosi specchi d’acqua costituiscono il cuore del campo, fungendo da serbatoi naturali che regolano il microclima e offrono habitat a pesci, libellule e specie di uccelli rari. Gli ornitologi segnalano il ritorno in Alto Adige di specie che si credevano estinte. Questo ciclo dimostra che, dandole spazio, la natura ritrova la propria strada.
Il posto preferito di Gostner è il sesto tee, par 3, dove la vista si apre sul lago, con il Gruppo di Tessa da un lato e lo Sciliar dall’altro. Per lui, questo luogo è fonte d’ispirazione per una visione più ampia: in futuro, il club dovrà essere completamente autosufficiente e ricavare energia elettrica da risorse naturali. A lungo termine, Gostner vorrebbe realizzare un campo a 18 buche: un progetto che unisce sport, sostenibilità e paesaggio in una nuova dimensione.
“Sarebbe una vera svolta per noi, per Appiano e per il golf in Alto Adige”, conclude. Ma nonostante i progetti futuri, l’anima del “Blue Monster” rimane immutata: l’armoniosa convivenza tra uomo e natura.

La visione di presidente Alexander Gostner: il campo deve essere autosufficiente e alimentato da energia ricavata esclusivamente da fonti naturali.
Eppan Magazin_33



Come è noto, la felicità nel mondo si incontra in sella a un cavallo: anche ad Appiano è possibile percepirla in modo meraviglioso.
Presso l’associazione equestre amatoriale "Überetscher Reitverein”, infatti, docili cavalli islandesi attendono gli amanti dell’equitazione. Oltre ai corsi, l’istruttrice Lisa offre ai più esperti passeggiate guidate nel bosco, tra castagni, querce e altri alberi. Dopo i camp per bambini svoltisi a inizio dell’estate, da metà luglio a inizio settembre, i destrieri si godono un soggiorno sull’alpeggio. Ma anche in questo periodo, gli appassionati non devono rinunciare al divertimento: a Maso Nofnerhof presso Castel Moos di Appiano Monte sono disponibili vivaci Quarter Horse, ideali per lezioni ed escursioni. Da qui, infatti, partono splendidi percorsi che conducono ai prati intorno a Masaccio, attraverso i soleggiati vigneti fino al Kreuzstein o al Buchwald. E, su richiesta, presso il maso, i bambini possono anche festeggiare un fantastico compleanno a tema equestre.



Sin da giovane sognava di lavorare nel mondo del cinema come attore, sceneggiatore, regista, e di diventare famoso. Riccardo Angelini di Appiano ce l’ha fatta: oggi entusiasma milioni di telespettatori nella daily soap “Alles was zählt” (Tutto ciò che conta, ndt), in onda su un’emittente privata tedesca.
E così ha ottenuto ciò che ha sempre sognato?
Riccardo Angelini (riflette) Sì, possiamo dire così, anche se all’epoca ero piuttosto ingenuo e affascinato dal mondo del cinema: volevo diventare famoso. Pensavo che bastasse presentarsi, recitare la propria bat-
tuta davanti alle telecamere, avendo a disposizione un numero indefinito di tentativi. Non avevo idea della realtà, di come nasce un ruolo, di come si approfondisce un personaggio e il suo background, della magia e dell’universo che si celano dietro, della necessaria conoscenza di teatro e letteratura.
Così, ha dovuto fare i conti abbastanza in fretta con la realtà?
Sì, quando mi hanno scartato ai primi provini. Allora ho capito che non sapevo nulla di recitazione, mi mancavano le basi e l’esperienza. Così ho seguito un percorso professionale pluriennale di formazione in recitazione, ho lavorato come comparsa sui set cinematografici e, grazie alla conoscenza di alcuni registi, ho iniziato a concentrarmi sugli aspetti fondamentali: il duro lavoro su me stesso, lo sviluppo delle mie capacità e del mio talento, senza smettere mai di imparare. Inoltre, è richiesto un certo carisma, che però deve essere innato.

Le daily soap come “Alles, was zählt” sono seguite da milioni di persone. Al contempo, però, vengono derise o disprezzate...
In realtà, sono molto impegnative. I copioni vanno memorizzati in pochissimo tempo e, spesso, le scene vengono girate una sola volta; quando se ne chiede una seconda, si viene guardati male. E poi ci lavorano persone che da 18 anni danno sempre il massimo.
Spesso viene scritturato nei panni del latin lover, dell’affascinante seduttore. La infastidisce rientrare in questo stereotipo?
Quando ero più giovane, volevo interpretare il bad boy o il mafioso. Mi è stato detto che non mi si addiceva, che incarnavo piuttosto il ragazzo gentile della porta accanto. Così ho sfruttato la nicchia del tipo italiano o spagnolo, che mi veniva più naturale e mi ha permesso di ottenere più ruoli. ↘

“Ero affascinato dal mondo del cinema e volevo diventare famoso, ma all’epoca non avevo idea di cosa comportasse realmente”. Riccardo Angelini

Riccardo Angelini
Nato nel 1981 a Bolzano, Riccardo Angelini è cresciuto ad Appiano e ha studiato recitazione a Monaco di Baviera. Tra le esperienze precedenti figurano apparizioni in “La Papessa”, “Vincent vuole il mare” e “Der Bergdoktor” (Il medico di montagna, ndt). Il suo cortometraggio sperimentale “I love you”, di cui è sceneggiatore, regista e produttore, ha vinto diversi premi, tra cui quello al Cosmopolitan Film Festival di Tokyo. Attualmente, oltre 5 milioni di persone lo seguono ogni giorno nel ruolo di Matteo Borazio nella serie “Alles was zählt”,in onda sul canale tedesco RTL.
Accanto a questi ruoli, ha anche un lato serio e si impegna attivamente contro la violenza sulle donne. Tra le altre cose, ha prodotto il cortometraggio pluripremiato “I love you”. Da dove viene questo profondo interesse per tale tema, piuttosto insolito per un uomo?
Sono cresciuto in una famiglia tutta al femminile e ho sviluppato un forte senso della giustizia. Non riesco a immaginare come si possano trattare male le donne, lo trovo ripugnante, incivile e mi dispiace che debbano subire tutto questo. Perciò, per me era importante prendere posizione. Lo scorso anno, durante uno dei nostri eventi “stand up” in Alto Adige, concomitante con la presentazione del libro di Julia Ganterer (proiezione del cortometraggio con dibattito pubblico, ndr), un uomo che abusava della sua compagna ha preso la parola, affermando che per lui era un comportamento normale: solo dopo anni di terapia ha capito che, invece, non era accettabile. È stato un grande passo. Per me è importante spiegare agli uomini che si tratta di un problema maschile, non femminile. Fino a quando tutto questo non verrà compreso, non dobbiamo smettere di parlarne.

"Per me è importante far capire agli uomini che la violenza sulle donne è un problema maschile". Riccardo Angelini

Ha lavorato come muratore e cameriere, anche per finanziare la Sua formazione. Cosa ha imparato da queste esperienze per la Sua carriera?
Come muratore, la resistenza, visto che dovevo lavorare all’aperto, che piovesse o meno. Inoltre, ho imparato a lottare: quando ho iniziato, ero così magro che non riuscivo

nemmeno a portare un sacco di cemento. Ho studiato il tedesco, la lingua del palcoscenico, con Luis Benedikter. Come cameriere, ho potuto esercitarmi a parlarlo con i clienti della locanda “Vögele” a Bolzano. Nel complesso, nella mia vita ho appreso che è importante fidarsi, lasciarsi andare e ballare sotto la pioggia, anziché attendere che spunti il sole.
Dopo aver trascorso molti anni a Monaco di Baviera, attualmente vive a Colonia e Vienna. Il ritorno in Alto Adige potrebbe rientrare nei Suoi piani futuri?
Non ci ho ancora pensato. Finché durerà il mio impegno con “Alles was zählt”, resterò a Colonia. Io e mia moglie, anche lei attrice, abbiamo trovato un buon ritmo come pendolari, riuscendo così a conciliare i nostri impegni e, al contempo, a vederci il più possibile.
A proposito di Sua moglie: nel 2025, vi siete sposati al Lanserhaus di Appiano, finendo su tutti i giornali, compreso il Bild.
Era importante farlo nella Sua terra natale?
Sì, mia nonna ultranovantenne è di Laives e volevo assolutamente che fosse presente. Per questo abbiamo deciso di festeggiare qui in famiglia con un matrimonio civile; ne seguirà un secondo.
Torna in Alto Adige diverse volte all’anno. Che significato ha per Lei la Sua terra e cosa Le piace di più di Appiano?
Adoro Castel d’Appiano, le escursioni e il cibo delizioso. In estate, amo nuotare nel Lago Piccolo di Monticolo. ■

DA NON PERDERE
domenica, 18 ottobre 2026
Quando l’escursionismo si trasforma in un piacere per tutti i sensi, la musica è nell’aria. Che meraviglia passeggiare tra i vigneti autunnali ammirando i magnifici colori della natura, sapendo che nelle dimore storiche e nei castelli di Appiano verranno serviti i migliori piatti, accompagnati da incantevoli melodie!


Penegal punto panoramico

Pista ciclabile dell Oltradige
Sentiero enodidattico
Monte Macaion punto panoramico con il Bergner Kreuz
Sentiero Forcella
Sentiero Furglau


Ehrentraut Riegler, 82 anni, Cornaiano
Oggi Appiano è un comune fiorente che, oltre al suo splendido paesaggio, alle magnifiche dimore e ai castelli, ha conservato in parte anche le sue origini contadine. Una mostra ha recentemente offerto uno sguardo sulla vita e sulla complessità delle antiche attività nelle diverse frazioni.
Molte di esse continuano a vivere nelle foto e nei racconti, relativi a un’epoca in cui la quotidianità era molto diversa. Eppan Magazin non ha solo dato un’occhiata alle immagini della mostra “Wie die Zeit vergeht” (Come passa il tempo, ndt) presso la Lanserhaus, ma ha anche intervistato i testimoni dell’epoca che, nei loro racconti, ripercorrono l’Appiano di un tempo. Un viaggio emozionante tra passato e presente.


Conosce Appiano come pochi altri: per decenni ha lavorato come maestra d’asilo e assessora comunale, mentre oggi è responsabile dell’archivio fotografico di Cornaiano dell’associazione per la tutela del patrimonio culturale di Appiano, che conta circa 10.000 immagini storiche, molte delle quali mostrano un paese che lei stessa ha vissuto e contribuito a plasmare.
Uno dei suoi obiettivi principali era la conservazione del patrimonio storico-culturale di Cornaiano. Nel 2008, insieme a una dozzina di compaesani, ha fondato l’associazione “Weinwelt”, al fine di tutelare, documentare e trasmettere alle generazioni future la straordinaria eredità delle cantine sotterranee del paese.
Cresciuta a Gries, per anni ha raggiunto in bicicletta Frangarto, dove i bambini l’aspettavano. “All’epoca arrivavano da soli all’asilo, erano molto più indipendenti di oggi”, ricorda. Insieme a una cuoca, seguiva oltre 30 scolaretti, utilizzando semplici materiali naturali e grande creatività. In seguito è stata assessora comunale per l’ambiente, i trasporti e i diritti delle donne, non sempre con il beneplacito degli uomini. Il
consigliere provinciale Otto Saurer l’ha definita “Madre Coraggio”, le è stata conferita la medaglia al merito della Provincia di Tirolo ed è stata la prima donna a ricevere l’anello d’onore del comune di Appiano. Sotto la sua guida, i cassonetti per la raccolta differenziata sono scomparsi dal paesaggio urbano e il centro di riciclaggio è stato modernizzato. Anche l’introduzione del citybus è merito suo: misure che solo in segui-

to hanno ottenuto ampio riconoscimento.
Leggendario è il suo impegno personale contro gli escrementi dei cani: con piccole bandierine recanti la scritta “proprietari irriguardosi”, ha contrassegnato lei stessa i “bisogni” abbandonati, un appello spiritoso ma chiaro a un maggior rispetto per le persone e l’ambiente, ancora oggi uno dei valori per lei più importanti.

Günther Roner, 68 anni, Frangarto
Quando Günther Roner parla dei primi anni ‘70, i suoi occhi si illuminano. “Ci incontravamo alla fontana nei pressi della locanda Schenk: c’era sempre qualcuno. Chi aveva dato una mano ai nonni sui campi otteneva 50 lire per un gelato”. Con circa 20 cugini e molti amici d’infanzia, tutti del posto, non c’era spazio per la noia.
“Erano tempi spensierati. Spesso i genitori non sapevano dove fossimo fino a sera. Costruivamo capanne nel bosco, ci arrampicavamo sulle rovine di Castel Firmiano, giocavamo a calcio sugli argini dell’Adige o sulla via del paese”, racconta. In inverno, la strada si trasformava in pista da slittino, perché nevicava in abbondanza e le auto erano poche, mentre nella “vecchia valle” pattinavano sul ghiaccio. “Solo le ragazze dovevano aiutare in casa, un atteggiamento patriarcale”, afferma l’attuale presidente dell’associazione culturale di Frangarto.
La sera, i ragazzi si introducevano nei terreni dei vicini per rubare
le ciliegie. “Chi veniva scoperto, si beccava uno schiaffo o un calcio”, racconta ridendo. Spesso, per costruire qualcosa nel bosco, prendevano di nascosto gli attrezzi del padre, alcuni dei quali non venivano mai restituiti. In estate, andavano a pescare o facevano avventurose gite in barca nella fossa di bonifica dell’Adige. Raggiungevano Monticolo, dapprima in bicicletta, quindi con la Vespa o il Ciao. Imparavano a nuotare da soli; scherzi come spruzzare la gente o rovesciare le barche a noleggio facevano parte del gioco. E le scorribande notturne in paese e nell’ostello della gioventù erano fonte di guai.


più dai paesi vicini, mentre i capelloni in paese erano malvisti.
Roner e i suoi amici organizzavano feste nella sala della scuola elementare. “Avevamo i capelli lunghi e suonavamo musica inglese: Dire Straits, Rolling Stones, Beatles e altro”. Alcuni fondarono addirittura una rock band: sorprendentemente, il severo parroco e preside della scuola si dimostrò comprensivo. Le prime ragazze provenivano per lo
In particolare, Roner ricorda il primo televisore che una zia di Augusta in Germania aveva contrabbandato, “nascosto sotto una coperta per sfuggire ai doganieri”. Allo stesso modo, raggiungevano Frangarto anche giradischi e vinili. “Da quel momento, società e tecnologia si sono mosse a gran velocità”. A partire dalla metà degli anni Settanta, molti entrarono a far parte della squadra di calcio, dei Vigili del Fuoco o della nuova banda giovanile. Con il lavoro, il servizio militare e le prime relazioni stabili, dal 1976 è iniziata la “vita seria”. Molte delle attività sono state portate avanti dalle generazioni più giovani.


Wally Kössler, 69 anni, San Paolo
“Un tempo si viveva di più in comunità”, afferma Wally Kössler, ricordando la sua infanzia nel cuore di San Paolo. Nel quartiere, si andava a porgere le condoglianze se qualcuno moriva e ci si congratulava personalmente quando nasceva un bambino. Come discendente della famiglia Kössler nella tenuta di Schreckenstein, ha vissuto la quotidianità in una grande famiglia borghese, insieme ai cambiamenti sociali ed economici dell’epoca.
“Fino alla metà degli anni ‘60, prima che il turismo prendesse piede, ogni vicolo accoglieva stalle con il bestiame. Oggi, il territorio comunale conta solo una manciata di aziende agricole, ubicate nelle zone più in quota del comune”, spiega. Stalle e fienili sono stati trasformati in camere per gli ospiti.
Ricorda anche che i vicini venivano

a fare il bagno a casa sua, perché quasi nessuno aveva una vasca.
“Per lavarsi, i miei nonni si recavano ogni sabato all’Hotel Greif di Bolzano”, narra, facendo riferimento agli aneddoti di famiglia. In paese c’erano pochi telefoni, “noi bambini

dovevamo spesso avvisare i vicini quando arrivava una telefonata per loro”.
Wally Kössler, che ha vissuto in prima persona la vendemmia manuale, il trasporto con i carri trainati dai buoi e la lavorazione delle

“uve” fino al loro arrivo in cantina, conosce tutti gli attrezzi che oggi sembrano “strani”. Le immagini degli enormi meli di Caldaro, che a differenza di oggi vantavano un diametro di 3-5 metri, le suscitano una certa nostalgia.
A mezzogiorno si recava con i fratelli e il padre al Lido di Monticolo, dove gli spogliatoi erano pochissimi. Per motivi di spazio, era prevista una cabina comune per ciascuna delle frazioni di Appiano, dove ognuno appendeva i propri abiti a dei chiodi. Mentre il padre faceva il sonnellino sul molo, i bambini potevano nuotare indisturbati. E ogni


Lo scorso anno, su due piani della Lanserhaus, sono state esposte 195 immagini che mostrano la vita in tutte le sue sfaccettature: a pianterreno, le foto delle singole frazioni e, a quello superiore, scene di vita, lavoro e artigianato della popolazione. Con meticolosa precisione, Erwin Flor, presidente del Fotoclub Appiano, e Wally Kössler hanno dato vita a un caleidoscopio che offre una visione approfondita di circa 100 anni di sviluppo della vita comunale. La selezione delle immagini dagli archivi fotografici di San Paolo e Cornaiano ha richiesto due anni. Gli scatti attuali sono stati realizzati dal Fotoclub.

tanto si dividevano anche un’aranciata.
Racconta inoltre delle donne che prendevano il treno dell’Oltradige per andare a lavorare a Bolzano. Scese alla stazione della città con gli scarponi, li sostituivano con eleganti scarpe col tacco.

Wally Kössler ha lavorato come insegnante, è stata assessora comunale ed è una delle promotrici dell’archivio fotografico. Per lei è importante conservare i ricordi del passato di Appiano…
Chi desidera approfondire la conoscenza dell’Appiano di ieri e di oggi ha a disposizione uno speciale gioiello, ossia il libro “Wie die Zeit vergeht” (Come passa il tempo, ndt), contenente 190 foto che raccontano la vita dagli anni ‘20 a oggi. La pubblicazione è stata sostenuta dell’associazione per la tutela del patrimonio culturale di Appiano ed è disponibile presso l’Associazione turistica/nelle migliori librerie (15 euro)


winery. tasting. guided tours.
























in cifre:
Che comune ricco di castelli!
Kreidenturm (Torre del Gesso) sotto Castel d’Appiano: 34 m
Mastio pentagonale di Castel d’Appiano: 23 m
Appiano è il comune dell’Alto Adige con il maggior numero di castelli, fortezze e residenze. Di seguito, alcuni dati e interessanti curiosità.
Strutture più storiche 3-5 strutture preistoriche con reperti murari.
Tra le più antiche fortificazioni altomedievali
figurano il Castello di Altenburg nei pressi di Castel Warth, l’imponente Castel d’Appiano e Castel Gruonsberg vicino a Cornaiano
Rovine di Castel Boymont
con il maggior numero di stanze
Castel Freudenstein: 16 stanze
Castel Corba Castel d’Appiano
Raggiungibili con un’escursione, distanza < 5 km
sul livello del mare
Circa 20
castelli e torri residenziali ( in Alto Adige, circa 250 )
Circa 40 residenze nobiliari ( in Alto Adige, circa 450 )
Edifici residenziali di importanza storica:
Circa 400
( in Alto Adige, circa 2.000 )
I 5 principali edifici storici
• Castel d’Appiano
• Castel Warth
• Castel Corba sotto le rovine di Castel Boymont
• Castel Freudenstein
• Castel Englar
Nota: la top 5 dei castelli = classifica non oggettiva, ma basata su notorietà e aspetti interessanti.

Tra colori, pennelli e pile di carta si respira un’aria ispiratrice: chi entra nel piccolo negozio Rapunzel ad Appiano, intuisce subito che è una fucina di creatività e scoperta.
Evi Plattner, la proprietaria che da quasi trent’anni lo gestisce con una passione innata, conosce ogni scaffale, ogni sfumatura di colore, ogni tipo di carta. “Devo sapere com’è un prodotto prima di poterlo consigliare”, afferma. La sua profonda competenza è un marchio di fabbrica, ma la sua vera forza è l’umanità. Plattner non vende solo materiali, ma accompagna le persone – principianti e professionisti, viaggiatori e gente del posto – nel percorso verso la creatività. “A volte basta un’idea, altre una piacevole conversazione”, dichiara con un sorriso. In un’epoca in cui gli shop online sostituiscono molte realtà, Rapunzel è un’alternativa, un luogo di incontro e consulenza. Molti sono
clienti da anni, alcuni addirittura vengono appositamente da lontano perché sanno che qui non trovano solo i migliori materiali artistici e per il bricolage, ma ottengono anche una consulenza personalizzata.

Evi Plattner offre il consiglio giusto per ogni idea creativa.

Urban sketching, creatività in viaggio
Questa poliedrica sessantenne non si ferma al “negozio dietro l’angolo”: una delle sue passioni sono corsi e workshop sull’urban sketching, che organizza nel proprio studio in collaborazione con docenti internazionali. I partecipanti imparano a vivacizzare l’ambiente con linee, colori e decorazioni spontanee. Per prendervi parte non è richiesta alcuna conoscenza pregressa. Con partner professionali e agenzie di viaggio locali, nel 2026 avrà luogo il primo viaggio dedicato alla pittura, la cui meta è il Giappone. Ma le destinazioni in programma sono molte altre, tra cui Roma, l’Australia, la Tanzania e, naturalmente, l’Alto Adige.
“Disegniamo dove ci troviamo, l’ambiente circostante diventa parte dell’arte”, spiega.
Rapunzel è molto più di un negozio: è il lavoro di una vita, un luogo d’in contro della comunità, dove viene stimolata l’ispirazione e le idee prendono forma. Chi è stato qui una volta non se ne va solo con un pennello, ma con un’inestinguibile scintilla di entusiasmo.






Una sala luminosa, un pianoforte a coda, un giovane musicista che abbassa le mani attentamente: Paul Herbst di Appiano ha solo 16 anni, ma la sua musica trasmette calma e chiarezza. Ogni nota è ponderata, ogni suono ha una direzione.
Ha mosso i primi passi al pianoforte già all’asilo, ma l’impulso decisivo è arrivato alcuni anni dopo, nel 2016, durante il concerto dei partecipanti alla Junior Academy di Appiano, quando la tredicenne Eva Gevorgyan (ora pianista di fama internazionale) si è esibita in “Play Piano Play” di Paul Gulda. Questo brano lo ha colpito così tanto da spingerlo a dedicarsi a questo strumento. “Il mio sogno era di suonare proprio questo pezzo, un giorno: anni dopo, ci sono riuscito”, ricorda.
A dodici anni ha partecipato al suo primo concorso e, da allora, ha vinto svariati premi internazionali, tra cui il music promotion award
“Goldene Note”. “Quando suono, visualizzo i timbri: dipingo con i suoni”, spiega Paul, che preferisce le opere romantiche alla severità barocca e ama le linee che respirano e gli archi che raccontano.
Prima delle esibizioni segue un rituale ben preciso: spegne il cellulare, fa un po’ di movimento, un sano spuntino e poi si concentra. Nelle fasi di concorso si esercita quattro o cinque ore al giorno, nei momenti più intensi anche sei. La maturità è fondamentale: non tanto la perfezione, quanto la verità nel suono. Sul
palco vuole trascinare il pubblico, rendere tangibili i momenti musicali più salienti e lasciare spazio al silenzio. Paul studia i compositori e i grandi interpreti non per copiarli, ma per comprenderli, attingendo la motivazione dalla natura con tour in bicicletta, escursioni e tra i fornelli.
“Nei periodi difficili, mi immagino sul palco e percepisco l’entusiasmo del pubblico.” La sua visione a lungo termine è quella di viaggiare per il mondo come solista o, magari, di salire sul palco nelle vesti di direttore d’orchestra.
Paul Herbst dimostra come disciplina e immaginazione possano trasformarsi in musica emozionante.
Chi lo ascolta percepisce qualcosa di più della tecnica: sente un giovane artista che ha trovato il suo linguaggio e lo esprime a modo suo.

“Quando suono, visualizzo i timbri: dipingo con i suoni”
Paul Herbst


CONSIGLIO: MELODIE DI VINI LUNGO
LA STRADA DEL VINO DELL’ALTO ADIGE 22 & 30 OTTOBRE
Per il quarto anno consecutivo si svolge quest’anno la rassegna musicale Melodie di Vini. In 15 paesi lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige e a Bolzano, dal 16 ottobre al 7 novembre 2026, risuoneranno le più raffinate esperienze musicali. Il 22 e il 30 ottobre Appiano sarà il palcoscenico di questo connubio tra musica e vino. Informazioni sui concerti sono disponibili presso l’Associazione Turistica di Appiano.



Mentre castelli e fortezze sono diventati da tempo simboli popolari, questi bunker raccontano una storia diversa: costruiti negli anni ‘30 sotto Mussolini come difesa da Hitler, molti di essi –circa 45 – sono ancora oggi più o meno ben conservati. L’architetto
Heimo Prünster si è dedicato a questi reperti silenziosi, misterio -
si e dimenticati. Affascinato sin da ragazzo dall’abilità di trovare un nascondiglio in angoli bui per non essere scoperto, dopo averli documentati nella sua tesi di laurea, ancora oggi è convinto che queste costruzioni meritino di essere catalogate, preservate e rese accessibili.

Percorrendo la strada che, dalla conca bolzanina conduce ad Appiano, tra i pittoreschi vigneti si scorgono edifici in parte ricoperti di vegetazione. Se a un primo sguardo appaiono insignificanti, osservandoli più da vicino si riconoscono i testimoni muti di un periodo movimentato che, in Alto Adige, ha lasciato tracce indelebili.
“I castelli non sono edifici meno marziali”, spiega, “solo che oggi la loro storia non è così viva come il duro periodo dell’oppressione fascista e l’Opzione”. Molti bunker sono vuoti: un patrimonio culturale inutilizzato. In Svizzera, ad esempio, sono orgogliosi di strutture simili, tanto da sottoporle a tutela. Prünster vede in esse un enorme potenziale per raccontare la storia e renderla tangibile. In origine, i bunker dovevano far parte di una linea difensiva composta da 1000 unità, un progetto mai completato. Oggi molti di essi sono di proprietà privata e vengono utilizzati come cantine vini. Alcuni possono essere visitati, come ad esempio quello per lo spumante Praeclarus.
UN’EMOZIONANTE VISITA AL BUNKER
San Paolo offre un’esperienza particolarmente affascinante: l’esplorazione del bunker in cui sono conservati i pregiati spumanti Praeclarus. Chi lo desidera, può anche passeggiare tra gli idilliaci vigneti e degustare questi nettari con tanto di approfondimento sul complesso processo di produzione. Visite su richiesta dal lunedì al venerdì, contattando la Cantina Sankt Pauls (tel. 0471 180 77 00).


Prünster: "Queste costruzioni meritano di essere documentate, preservate e rese accessibili."

Da generazioni, “Planstudio Pederiva” progetta hotel e spazi in cui le persone possono trovare riposo, rigenerarsi e sentirsi a casa. Ciò che è nato come la visione di Ludwig Pederiva continua oggi come un’eredità di famiglia, portata avanti con dedizione da Thomas, Ulrike e Alexander Pederiva. Ogni progetto è realizzato con cura, qualità e un’attenzione ai dettagli, supportato da decenni di esperienza. Così l’architettura diventa un’esperienza – dove stile e funzionalità si intrecciano in perfetta armonia.
Il nostro lavoro è profondamente radicato nella nostra splendida regione, dove le influenze alpine e mediterranee si fondono armoniosamente, dando vita a destinazioni di vacanza uniche.
Il nostro focus è sul design architettonico che valorizza l’esperienza umana: i nostri progetti uniscono il calore dell’ospitalità altoatesina a una sensibilità raffinata e cosmopolita, creando hotel che sono allo stesso tempo accoglienti e stimolanti.
Dove la tradizione abbraccia la modernità e la natura si fonde con il design, nascono luoghi con un’anima.
Planstudio Pederiva: architettura per chi sa apprezzare lo straordinario.
Planstudio Pederiva – Architettura & Design
Strada del vino 48, 39057 Cornaiano T. 0471 63 36 60 | www.planstudiopederiva.it



L’Abbazia Giardino di Maria delle suore cistercensi vanta un portale digitale riservato alle persone sofferenti che, tramite e-mail, possono confidare alle monache le loro preoccupazioni affinché possano intercedere.
Bene in vista all’ingresso di San Paolo, l’Abbazia Giardino di Maria è molto più di un tranquillo rifugio con cinta muraria, Cappella di San Norberto e una scuola dalla lunga tradizione.
Oltre a condurre una vita contemplativa dietro le antiche mura, le suore cistercensi si sono aperte a moderne modalità di aiuto: infatti, in modo anonimo e semplice, ac-
colgono via e-mail le angosce delle persone.
Suor Irmengard Senoner spiega la procedura: “Suor Benedikta, la madre badessa, prende in carico le richieste e, durante la ricreazione, ce le comunica. Ogni sorella poi prega individualmente. Inoltre, durante la messa domenicale, se ne fa ulteriore menzione, cosicché tutti i presenti possano rivolgere la loro preghiera».
Le invocazioni spaziano dalla risoluzione di controversie familiari a questioni relazionali, fino alle benedizioni per i bambini. «Dopo la nascita dei loro pargoli, alcuni genitori si rivolgono a noi per chiedere che abbiano una vita felice: lo fanno per gratitudine, non per preoccupazione», racconta sorella Irmengard. Alcuni scrivono per anni: una donna, p.e., ha chiesto a lungo orazioni per il marito gravemente malato.
Quando poi è giunta la sua ultima ora, ci ha pregato di accompagnarlo nella grazia. “Non sempre tutto va come vorremmo”, afferma, “ma con l’aiuto di Dio possiamo affrontare meglio ciò che ci attende”. Pur essendo anonimi, talvolta le

suore scoprono qualche dettaglio sull’origine dei fedeli: “Una signora ci scrive regolarmente dalla Turchia, altre mail arrivano dall’area germanofona e non poche dall’Italia”. Il servizio di preghiera si estende quindi ben oltre l’Alto Adige.
Chi desidera affidarsi alle suore cistercensi e chiedere la loro preghiera può farlo in qualsiasi momento, inviando una mail a: info@mariengarten.it.
Piccolo e discreto all’esterno, sorprendentemente vario all’interno: il “Vis à Vis” nel villaggio vinicolo di San Paolo è un vero gioiello per gli intenditori. Qui gli ospiti trovano una selezione accurata di vini di qualità, specialità regionali come speck, salumi e formaggi, oltre a delizie mediterranee dalla gastronomia. Particolarmente apprezzata è la consulenza personalizzata e la possibilità di assaggiare molti prodotti direttamente sul posto. Fare la spesa qui diventa un’esperienza gustosa, e il luogo perfetto per portare a casa un pezzo dell’Alto Adige.
Al “Vis à Vis” tutti sono calorosamente accolti con un cordiale “Grüß Gott.”
Stefanie e Martin Schwarzer
ENOTECA VIS À VIS - VINO E SAPORI
Piazza San Paolo, 16 – San Paolo | Appiano www.visavis-enothek.com | T +39 0471 665 927
Orario d’apertura: lu.-ve. 8.30-13 | 15-19 ore / sa. 8.30-13


Dal 27 novembre 2026 al 6 gennaio 2027
Il periodo più bello dell’anno trasforma anche Appiano in uno scintillante paese invernale delle meraviglie. Ovunque si respira la magia del Natale, che incanta tutta la famiglia.




I bagni nelle acque ghiacciate sono ormai una moda, tanto che sempre più persone ne scoprono l’effetto tonificante. È ciò che accade sempre più spesso anche al Lago di Monticolo, in cui si avventurano i più coraggiosi. La nostra autrice ha sperimentato in prima persona come un breve shock possa trasformarsi in uno stato di profonda quiete.
È il silenzio che si percepisce solo nelle prime ore del mattino, quando aria, luce, natura si fanno muta promessa per il nuovo giorno. Davanti a noi, la superficie del lago è liscia come uno specchio, mentre i pini e i faggi circostanti sono avvolti nella nebbia. È come se la natura avesse preparato il palcoscenico per ciò che sta per accadere. Con circospezione e il battito cardiaco accelerato, mi avvicino al pontile immerso nei canneti. Non mi sembra ancora vero: 5 gradi all’esterno, circa 8 gradi in acqua.

Chi lo farebbe di propria volontà? Cerco di ricordare perché sono qui. Avevo visto persone uscire da un lago ghiacciato, raggianti, vivaci e volevo provare anch’io quella sensazione. Avevo letto che fare il bagno nell’acqua gelida può stimolare la felicità, grazie al cocktail di ormoni rilasciati dal corpo: ciò ha risvegliato il mio spirito d’avventura.
E così, alle sette del mattino in una giornata di fine novembre, mi ritrovo sulle rive del Lago di Monticolo. Inspiro l’aria fredda che, espirata, forma piccole nuvolette. Un silenzio


solenne aleggia sull’acqua, interrotto solo di quando in quando da una battuta dei presenti – umorismo macabro. Anche i più esperti manifestano rispetto e concentrazione.
Grazie alla meditazione della sera prima, con una respirazione calma come nello yoga, ritrovo la mia centralità.
In linea di principio, entrare nell’acqua gelida quando fa freddo va contro ogni istinto. Inizio svestendomi e respirando. Osservo gli altri mentre scivolano nel lago quasi senza fare rumore, ognuno per conto proprio.
Quindi tocca a me.
Quando le dita dei piedi toccano l’acqua, la mia attenzione si concentra sulla pelle. Mi immergo lentamente, aspetto che passi il primo shock. L’acqua gelida e dolorosa mi avvolge le gambe. Mi muovo piano piano, ogni centimetro è una
conquista. Il momento peggiore è quando raggiunge il busto: mi mozza il respiro. È un ulteriore shock, un millisecondo di panico.
“Espira”, mi suggerisce a bassa voce Bernd, il medico accanto a me. Lo faccio, lentamente, consapevolmente e riacquisto il controllo.
Dopo circa 30 secondi raggiungo uno stato di calma e poi accade: improvvisamente non c’è più nulla, né respiro affannoso, né paura. Solo silenzio, dentro e fuori. Mi lascio trasportare dall’acqua, vedo brandelli di nebbia sul bosco, mi sento un tutt’uno con ciò che mi circonda. Invece del freddo, sento calore, come se fossi avvolta da un involucro invisibile.
Tutto fluisce, corpo, mente, anima e natura si fondono. Rimango in questo stato per diversi minuti. Mi passano davanti alcuni svassi, mi sembra che il tempo si sia fermato.
Quando esco lentamente dall’ac-

Christiane Weinhold, la nostra caporedattrice, si è messa alla prova, cimentandosi nel bagno nell'acqua gelida.
qua, non sento freddo. Resto in piedi sul tappetino fumante nella luce del mattino. Il mio corpo è rosso, il sangue rifluisce. Il bisogno di coprirmi è dettato solo dalla mia mente. Mi asciugo e inizio gli esercizi di riscaldamento. Corro sul posto, saltello, faccio mezze flessioni: i muscoli non vogliono saperne. Gli altri intorno a me ridono con le dita intirizzite.
Dopo un quarto d’ora la forza ritorna. Sento il sangue freddo mescolarsi con quello caldo, come correnti nel mio corpo. Poi avverto questa sensazione leggera e chiara: sono sveglia, non solo fisicamente.

Da diversi anni, il dott. Bernd Zagler, medico internista a Bolzano, si dedica ai bagni nell’acqua gelida e tiene seminari sul metodo Wim Hof.
Intervista al dott. Bernd Zagler , appassionato di bagni
Dott. Zagler, quali sono gli effetti positivi di questi bagni?
Dott. Bernd Zagler. Oltre a stimolare la resistenza, esercitano un effetto benefico sul sistema immunitario, attivando a breve termine l’asse dello stress, rilasciando ormoni e allenando la circolazione, per poi dare origine a un profondo relax. Lo stress cronico, una delle principali cause di malattia, può essere interrotto dal freddo. Il bagno in acqua gelida può giovare in presenza di determinate patologie e favorisce la rigenerazione dopo l’attività sportiva.
A chi è adatto e a chi no?
Le donne in gravidanza e le persone
Consigli dal professionista: come fare correttamente il bagno nell'acqua gelida
affette da gravi malattie cardiovascolari dovrebbero evitarlo e non è consigliato nemmeno in caso di stanchezza e burn-out, perché può sottrarre energia. Inoltre, non è raccomandato in presenza di rare forme reumatiche. Poiché anziani e bambini si raffreddano più rapidamente, è necessaria cautela!
A cosa bisogna prestare attenzione?
In linea di massima, vale la seguente regola: in caso di dubbio, consultare il medico curante. È importante anche una buona preparazione, ad esempio con docce alternate o fredde. Inoltre, non si dovrebbe mai immergersi da soli: la sicurezza ha la priorità assoluta! Per ottenere l’effetto desiderato è sufficiente re-

stare in acqua per uno o due minuti, nel corso dei quali è fondamentale respirare correttamente. Spesso viene sottovalutata la fase successiva: è indispensabile riscaldarsi nel modo giusto, ad esempio con qualche flessione. Infine, per ottenere l’effetto desiderato, è fondamentale una certa regolarità.
Perché si è avvicinato ai bagni nell'acqua gelida? Frequenta il Lago di Monticolo con il Suo gruppo privato?
Soffrivo di infezioni ricorrenti e di vari problemi legati allo stress. Da quando mi dedico a questo bagno, non mi ammalo quasi più. Il Lago di Monticolo non si trova solo in posizione favorevole, ma offre un ambiente piacevole e il contatto con la natura, che favorisce il benessere interiore.
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Quando Pepi Wolkan Premstaller si ritira nel suo piccolo laboratorio sulle pendici di Appiano Monte, cala il silenzio. Niente musica, nessuna distrazione: solo lei e il materiale che, sotto le sue mani, si trasforma in oggetti. Per ore siede lì a piegare, intrecciare e modellare…
“Quando mi dedico a quest’attività, dimentico il tempo”, dichiara sorridendo. “È una sorta di meditazione; lavoro con le mani e il cuore”. Per molti anni cuoca in un asilo, ha scoperto l’arte dell’intreccio 17 anni fa, dopo una prova dettata dalla curiosità, che pian piano si è trasformata in passione. Oggi crea cesti, contenitori e decorazioni per ogni stagione: ciascun pezzo è unico, robusto e, al contempo, delicato.
La tradizione dell’intreccio dei cesti è un antico mestiere artigianale. In passato, i contadini realizzavano da soli i recipienti per il trasporto di raccolto e merci. Anche nella viticoltura, il vimini veniva utilizzato per legare le viti, molto prima dell’arrivo della plastica. Ma la tecnica dell’intreccio è rimasta pressoché invariata: dapprima si crea una base stabile, quindi si inseriscono i rami, si realizza la trama e, infine, si fissa il tutto con una chiusura robusta.
“Ci vuole forza, ma quando il cesto è finito è una grande soddisfazione”, afferma ridendo, mentre piega i rami. Insieme al marito raccoglie il materiale nei boschi e nei vigneti intorno ad Appiano. I momenti migliori sono l’autunno e l’inverno, quando le piante sono prive di foglie. Il salice, ideale per oggetti decorativi, si conserva per due o tre mesi in un luogo fresco e umido. In alternativa, prima di lavorarlo, lo si può lasciare essiccare all’aria per tre o quattro mesi, per poi immergerlo nell’acqua per circa dieci giorni. A quel punto, è abbastanza flessibile per la realizzazione di cesti stabili e resistenti. “Sono molte le specie adatte, ma il salice è il migliore”.

Il laboratorio è un luogo di tranquillità e creatività, in cui nascono oggetti per i mercatini, idee regalo e decorazioni che rendono la casa più accogliente. E quando l’ultimo ramo è al suo posto, osservando il risultato, Pepi Premstaller esclama: “So che ogni ora ne è valsa la pena”.

“Ci vuole forza, ma quando il cesto è finito è una grande soddisfazione.” Pepi Wolkan Premstaller
al Duomo 12 e 13 dicembre

Chi oltre ai cesti è interessato ad altre opere realizzate da abili mani, è nel posto giusto: al Widumshof di San Paolo può trovare oggetti di ogni tipo realizzati con cura, perfetti da regalare ai propri cari o a sé stessi.


Pochi conoscono il Perlaggen, un antico gioco di carte tramandato di generazione in generazione, molto popolare tra i frequentatori dei bar tra Bolzano e Appiano, che ha persino contribuito a salvare dal declino un’antica locanda.

Il Perlaggen è molto popolare alla locanda Schenk di Frangarto, dove ogni settimana si incontrano circa 20 giocatori: l’obiettivo del gioco è quello di raggiungere per primi i 18 punti. Ma non sono solo le buone carte a essere decisive: piccoli gesti, un impercettibile movimento degli angoli della bocca o un breve battito di ciglia possono ribaltare l’esito di intere partite. “A confronto, il Watten o Blindwatten sono semplici”, afferma Günther Roner, vicepresidente dell’as-
sociazione Förderkreis Südtirol
Perlaggen (circolo per la promozione del Perlaggen, ndt). “Le regole complesse e l’uso dei segni ne costituiscono il fascino”. Questo gioco ha persino salvato una locanda tradizionale. Circa 20 anni fa, la Schenk doveva essere venduta e trasformata in alloggi: per gli abitanti di Frangarto avrebbe significato la perdita del loro punto di ritrovo. Grazie all’impegno della commissione culturale e del comune, la locanda è rimasta aperta e oggi, ogni giovedì, è sede di un incontro fisso di Perlagger. Un corso, inoltre, ha lo scopo di rendere il gioco accessibile anche ai principianti, mentre il torneo di San Giuseppe consente di vincere fantastici premi.
Nato nel 19° secolo, probabilmente da altri giochi come il Giltspiel, si è diffuso dall’Alto Adige al Tirolo Settentrionale. A lungo considerato il gioco nazionale tirolese, dal 2016 è patrimonio culturale dell’UNESCO. Il nome deriva dalla parola “Perlagg” (berlicche, diavolo) – perché alcune carte possono essere “spacciate” per altre. Ci si sfida due contro due con 33 carte salisburghesi, mentre i punti si ottengono con prese o figure come il “Gleich” o l’“Hanger”.

Il Perlaggen, una tradizione che entusiasma ancora
oggi, è molto più di un gioco, perché caratterizzato da finezza, capacità di bluffare e comunione d’intenti.




Il nostro assortimento comprende grappe, distillati di frutta e frutti di bosco, ma anche particolarità come arancia rossa, rum o gin.
Quest’ultimo premiato ai World Gin Awards 2022 di Londra come “Miglior gin classico Italiano” e al Falstaff Spirits 2023 come “Miglior Gin in degustazione” con 95 punti.
La nostra ultima novità, il St. Urban Single Malt, colpisce per il suo sottile aroma affumicato, la dolcezza del malto e le meravigliose note fruttate, acquisite grazie alla conservazione in botti destinate al Gewürztraminer Passito.

Cimentarsi in qualcosa di nuovo senza perdere i clienti affezionati, custodire l’eredità e rimanere al passo con i tempi: in molte aziende di Appiano il cambio generazionale vede oggi alla guida giovani imprenditori motivati e creativi. Uno sguardo da vicino.

Nome Età
Azienda Impiego
Dipendenti Anna e Thomas Nicolussi-Leck 27, 24
Hotel, Ristorante & Tenuta Stroblhof Dal 2017 (reception e servizio), dal 2020 (tenuta) 30
Importante eredità del passato
Thomas. La lungimiranza necessaria per gestire un’attività come questa.
Quando si tratta di investimenti, la vecchia generazione sa esattamente fino a che punto spingersi.
Primo ricordo
Le famigerate orme
Anna. Non siamo i classici figli di albergatori cresciuti in hotel… e ne siamo grati. Abbiamo avuto la libertà di decidere da soli. Dapprima ho potuto farmi un’idea dell’azienda e poi ho frequentato la scuola alberghiera; oggi mi occupo della reception e mi sto assumendo sempre maggiori responsabilità.
Thomas. Siamo molto fortunati ad avere un’azienda come questa, dove ci è stato permesso di assumerci rapidamente le nostre responsabilità. Mi sono diplomato il primo anno della pandemia, ma poi ho abbandonato l’idea di proseguire gli studi all’università. Nel 2020, ho partecipato alla prima vendemmia e mio padre mi ha introdotto al mondo delle cantine; dal 2024, vi lavoro autonomamente.
Anna. I miei compleanni in hotel sono sempre stati fantastici. I miei amici adoravano essere invitati, anche perché avevamo la piscina (ride).
Thomas. Ricordo ancora con piacere i due custodi e la cameriera, che hanno lavorato con noi a lungo.
Il cambiamento dei giovani Anna. Grazie a me, la digitalizzazione ha preso piede e sono stati introdotti nuovi programmi, come il gestionale per la corrispondenza o il piano dei tavoli digitale, che prima veniva coordinato a mano.
Thomas. Nel 2023/24 abbiamo implementato in cantina tecnologie all’avanguardia, che ci permettono di lavorare il vino in modo molto più preciso e di incrementarne gradualmente la qualità.
Anna. Mia madre ha il pollice verde. Non saprei chi altro potrebbe realizzare così abilmente le decorazioni e creare un’immagine tanto armoniosa.
La ricetta per il successo di un’azienda familiare
Mamma albergatrice, papà agricoltore, insieme alla fiducia accordataci nei nostri rispettivi ambiti. Abbiamo una chiara ripartizione dei ruoli e ognuno ha il proprio cavallo di battaglia, e nessuno interferisce.
I segreti aziendali
Thomas. Il nostro punto di forza è il concetto di hotel e azienda vinicola, la nostra storia, il tutto immerso nella natura.
Anna. Da commenti e recensioni degli ospiti si evince che sono le persone a rendere lo Stroblhof ciò che è.
Nome Età Azienda
Impiego
Dipendenti
Johannes Pichler
37 Azienda vinicola Bergmannhof, Riva di Sotto
Dal 2015, enologo; nel 2024, è subentrato nella gestione aziendale La moglie Tanya, il padre Josef, la madre Agata, il fratello Benjamin
Primo ricordo
L’aroma della fermentazione mi accompagna fin dall’infanzia, dato che le nostre camere si trovavano sopra la cantina. Il fatto che i nostri genitori lavorassero sempre nei vigneti e nei meleti e che noi bambini dovessimo dare una mano non era sempre piacevole ma, con il senno di poi, credo che ci abbia influenzato positivamente.
Le famigerate orme
In realtà volevo diventare cuoco, ma mi ha scoraggiato il dover lavorare sabati e domeniche (ride). Così sono finito alla Scuola agraria Laimburg, dove lo studio ha rafforzato il mio interesse e le mie convinzioni. In cantina, ho avuto abbastanza presto carta bianca.

Il cambiamento dei giovani
Grazie alla formazione e all’esperienza, anche all’estero, lo stile enologico è cambiato. Lavoriamo in modo biologico e produciamo vino bianco, abbandonando lo zolfo a favore della fermentazione spontanea del mosto. Oggi coltiviamo 6 ettari di terreno e produciamo 45.000 bottiglie all’anno.
Importante eredità dal passato Mio padre è una persona molto precisa. Un tempo, il suo atteggiamento e la meticolosa pulizia in cantina mi infastidivano. Oggi riconosco quanto siano importanti e preziosi - e anch’io sono diventato piuttosto pignolo :-)
Vantaggi e svantaggi di un’azienda familiare
Siamo una famiglia forte. Il fatto di aiutarci a vicenda quando c’è bisogno è un enorme vantaggio. Inoltre, siamo flessibili, cosa che non ci si può aspettare dai dipendenti. Poiché viviamo tutti nel maso, è naturale che ci siano anche degli attriti. Ora che abbiamo dei figli, i nonni sono una doppia benedizione.
La ricetta per il successo L’agricoltura naturale e biologica, le piccole dimensioni dell’azienda, il contributo di tutti. Siamo amanti del vino: per ottenere un risultato eccellente ci vuole passione, non solo conoscenza.
Ultime notizie
Quest’anno al Pinot Nero seguirà un rosato ottenuto dalla varietà PIWI (resistente ai funghi, ndt) Cabernet Cortis, mentre nelle botti sta maturando il nuovo vino: un Pinot Grigio.

Nome Età Azienda Impiego Dipendenti Lisa Amplatz 37 Castel d’Appiano Dal 2021 Ca. 9, compresa mamma Anni
I vantaggi di due generazioni
Primo ricordo
Le famigerate orme
Poiché a Castel d’Appiano siamo in affitto, non possiamo considerarci la classica azienda a conduzione familiare. Pur avendo una formazione in ambito sociale, nei fine settimana mi è sempre piaciuto dare una mano. Quando mia madre mi ha chiesto se volessi gestire l’azienda insieme a lei, mi ha dato una grande opportunità e una prova di fiducia. Per entrambe, è stato un nuovo inizio.
Per me, Castel d’Appiano era soprattutto la meta delle gite scolastiche. Solo da quando mia madre ha iniziato a lavorarci, mi sono resa conto delle sfide che comporta un’azienda di questo tipo, anche solo dal punto di vista logistico.
Il lavoro con la famiglia Fortunatamente, il nostro rapporto è buono. Mamma Anni è in prima linea e supervisiona tutto, mentre io preferisco restare dietro le quinte, e va bene così. Tuttavia, tutti devono essere flessibili e in grado di sostituirsi a vicenda. L’aspetto principale, però, resta la coesione familiare.
Non ci separano molti anni, solo venti. Io mi occupo dei social, lei ha più esperienza ed è orientata alle soluzioni: sebbene l’alta stagione possa essere molto stressante, mia madre infonde serenità, perché conosce già i problemi che possono presentarsi.
La ricetta per il successo Coltiviamo un buon rapporto con i clienti: molti sono abituali e apprezzano il fatto di trovare tutto come sempre. Volti conosciuti, piatti tradizionali e profumi familiari trasmettono la sensazione di tornare a casa. Il tris di canederli e gli Strauben sono i più richiesti.
Dipendenti
Rudolf Pertoll 35 Pasticceria - Café - Gelateria
Peter Paul, San Paolo Dal 2005, pasticcere
8 (di cui 5 familiari)
Le famigerate orme
Fin da bambino ho sempre aiutato con gioia in panificio, preparando cornetti e dolci. Mio padre non mi ha mai imposto questa strada, ma mi ha dato l’esempio e mi ha coinvolto nella routine lavorativa fin da piccolo.
24 ore su 24 in famiglia
Da noi, famiglia e professione si fondono perfettamente. Nonostante il lavoro intenso, condividiamo qualche pausa, come una gita sulla Mendola, la nostra meta preferita. Mia moglie Stephanie è di grande aiuto: gestisce l’attività, la vita familiare e si prende cura con grande dedizione dei nostri cinque figli.

Vantaggi e svantaggi di un’azienda familiare
Tra noi tutto si basa su rispetto reciproco e onestà. Le idee dei giovani vengono ascoltate, discusse e messe in pratica. Anche i miei genitori danno una mano. Nonostante sia in pensione, mia madre ama ancora il suo lavoro, ma ora si concede più spesso delle pause con mio padre.
Il cambiamento dei giovani
Abbiamo ristrutturato il caffè, donandogli un look più giovane e fresco e conferendogli così un nuovo slancio. Tuttavia, non abbiamo cambiato né la clientela né l’assortimento di prodotti; anzi, lo abbiamo arricchito con nuove creazioni e moderne torte per eventi, come matrimoni, feste aziendali, ecc.
Importante eredità del passato Sebbene il contributo di mio padre in pasticceria non sia sempre necessario, il suo sostegno morale non manca mai. È una fortuna avere dei genitori così giovani.
La ricetta per il successo Onestà verso la clientela, prodotti freschi ogni giorno e porte sempre aperte sono ciò che ci contraddistingue. Siamo felici di dare il benvenuto ai nostri ospiti che, spesso, diventano amici. Con il nostro lavoro, una fetta di dolce e due chiacchiere possiamo addolcire loro la giornata.

MERCATO SELBERGMOCHT
Centro San Michelel
SAB, 28 marzo
APERTURA CASTEL
D’APPIANO
Castel d’Appiano
SAB, 28 marzo
PAQUAPERITIVO
Piazza Municipio,
San Michele
SAB, 4 aprile
EPPAN HUMOR
Appiano
30 aprile – 5 giugno
FESTA DELLA CUCCAGNA
DEI SCOUT DI APPIANO
San Michele
VEN, 1 maggio
EPPAN HUMOR: KIDS DAY
San Michele
SAB, 9 maggio
CONCERTO FESTA DELLA MAMMA
Monticolo Paese
SAB, 9 maggio
FESTA DEI CASTELLI
Castel d’Appiano SAB, 16 maggio
NOTTI MUSICALI
Appiano
Maggio - settembre
EPPAN PRODUKTIV
Sala Raiffeisen e Palaghiaccio di San Michele VEN, 5 – GIO, 7 giugno
DEGUSTAZIONE VINI “GSCHLEIER”
Cornaiano SAB, 27 giugno
INAUGURAZIONE SETTIMANE ENOCULTURALI & PASSEGGIATA DEL VINO
San Paolo VEN, 17 luglio
TAVOLATA ENOGASTRONOMICA
San Paolo MAR, 21 luglio
FESTA PER IL PATROCINIO
DI SANTA MARIA MADDALENA
Castel d’Appiano MER, 22 luglio
SERATA DEI CANEDERLI
San Paolo SAB, 25 luglio
PAULS ROSÉ
San Paolo VEN, 31 luglio
MERCOLEDÌ LUNGO
San Michele
Ogni mercoledì, luglio - agosto
ESTATE VINICOLA
Cornaiano VEN, 21 agosto
“PAULSNER DORFFEST”
San Paolo
VEN, 4 – SO, 6 settembre
ULTIMO CARICO D'UVA
Cornaiano
SAB, 10 ottobre
GIORNATE DEL ROMANICO
Castel d’Appiano
SAB, 10 & DOM, 11 ottobre
CASTELMUSIKA
Monte
DOM, 18 ottobre
MELODIE DI VINI
Castel Freudestein
GIO, 22 ottobre
MERCATO SELBERGMOCHT
San Michele
SAB, 24 ottobre
MELODIE DI VINI
Cantina Vineum, Cornaiano
VEN, 30 ottobre
MERCATO DI SAN MARTINO
Cornaiano
MER, 11 novembre

MERCATINO DI NATALE
San Michele
27 novembre – 24 dicembre
NATALE A SAN PAOLO
San Paolo
28 novembre – 6 gennaio 2027
KIDSXMAS
San Michele
SAB, 5 – MAR, 8 dicembre
ARTIGIANATO AL DUOMO
San Paolo
SAB, 12 – DOM, 13 dicembre
PRESEPE VIVENTE
DOM, 13 & 20 dicembre
NATALE A CORNAIANO
28 novembre – 6 gennaio 2027
Corso di cucina su canederli
Insieme alla nostra contadina Ricky, vi recherete al mercato contadino settimanale per selezionare ingredienti stagionali e locali, e poi preparare i tradizionali canederli, da gustare alla fine con un bicchiere di vino di Appiano.
Immergetevi nell’affascinante mondo delle mele e scoprite, grazie ai nostri esperti, tutto su coltivazione, varietà e sapori. Assaggiate direttamente sul posto i deliziosi frutti di Appiano e lasciatevi conquistare dalle loro sfaccettature.
Scoprite la storia e l’architettura della Chiesa parrocchiale di San Paolo, il “duomo di campagna”. Durante la visita guidata, potrete ammirare dettagli artistici e conoscere l’importanza di questo edificio storico.
Appiano è un paradiso per gli amanti della bici: 300 km di strade forestali, una pista ciclabile lungo la Val d'Adige, dolci vigneti collinari e impegnative strade di montagna vi aspettano per essere esplorati. Che preferiate mounatin-bike o e-bike, con i nostri tour personalizzati o durante il corso di tecnica ciclistica scoprirete la regione nel suo splendore. Su richiesta, Stefan, la nostra guida esperta, vi accompagnerà, adattando il percorso al vostro livello.
Che siate principianti o esperti, ad Appiano potete vivere il golf in tutta calma. Durante il corso introduttivo presso il Training Center del Castel Freudenstein, tenuto da un professionista, apprenderete le basi del gioco. I più esperti potranno perfezionare la propria tecnica con il corso avanzato presso il Golf & Country Club a Riva di Sotto, godendosi al contempo il meraviglioso paesaggio altoatesino.
La bellezza dell’Alto Adige si scopre al meglio a piedi. Su richiesta, escursioni guidate con un esperto vi condurranno attraverso paesaggi mozzafiato, svelandovi l'affascinante cultura di Appiano.
Immergetevi nel misterioso mondo delle cantine di Cornaiano. Il nostro esperto ve ne svelerà la storia e l’importanza, per poi gustare insieme una tradizionale merenda accompagnata da vini locali. Vivrete così la cultura di Appiano in prima persona.
Durante un percorso guidato attraverso il borgo storico di San Paolo scoprirete architettura, storia e cultura del vino, schiudendo porte verso tesori nascosti e dando vita ad affascinanti storie di quotidianità locale.
Esplorate castelli privati e storiche dimore nel corso di una passeggiata guidata tra i pittoreschi vigneti. che si concluderà con un rilassante calice di vino di Appiano: un’esperienza imperdibile per gli amanti di vino e storia.
Gita in carrozza tra i vigneti
Godetevi una passeggiata in carrozza attraverso dolci colline, vigneti e frutteti. Lungo il percorso, farete una sosta presso un produttore locale per una preve degustazione, scoprendo così la varietà vinicola di Appiano.
Englar, uno sguardo dietro le quinte
Visitate la tenuta a conduzione familiare dei conti Khuen. La storica sala degli antenati, la cappella gotica e la raffinata degustazione di vini nel cortile ombreggiato rendono questa visita un’esperienza unica.
Eppan Wein: visite alle cantine e degustazioni
Dalle cantine tradizionali alle moderne aziende vinicole: scoprite la varietà dei vini di Appiano con visite guidate e degustazioni, scoprendo ciò che rende unica la regione.
Scoprite il medievale Castel d’Appiano e la sua straordinaria cappella con affreschi romanici: vi attendono emozionanti approfondimenti su storia e architettura.
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L’Alto Adige Guest Pass è ideale per esplorare il territorio in autobus, funivia e treno.

Evelyn Falser
Presidente dell’Associazione
Turistica Appiano
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…ad Appiano la mobilità diventa l’aspetto più rilassante della vacanza. Chi arriva qui può tranquillamente dimenticare l’auto e scoprire le sfaccettature regionali in modo flessibile, comodo e sostenibile. Con l’Alto Adige Guest Pass è possibile viaggiare gratuitamente con i mezzi pubblici per raggiungere numerose mete escursionistiche ad Appiano, nell’Oltradige e in tutto l’Alto Adige.
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Chi ama una vacanza attiva trova qui le condizioni ideali per esplorare i sentieri anche su due ruote. Per molti ospiti, andare in bicicletta fa parte integrante di un soggiorno: secondo un sondaggio, il 28% dei turisti ha dichiarato che il cicloturismo o i tour in mountainbike sono stati un motivo determinante per scegliere Appiano. Il 32% ha percorso le piste ciclabili, il 12% ha noleggiato una bicicletta.
Appiano entusiasma gli appassionati di e-bike, mountain-bike e bici da corsa. Circa 300 km di strade forestali, la pista ciclabile lungo la Val d’Adige, i paesaggi collinari costellati di vigneti e le impegnative strade alpine offrono varietà per ogni condizione fisica. Il clima mite, infatti, consente di praticare questo sport quasi tutto l’anno, in modo piacevole e sostenibile.
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» CHE COS’È L’ALTO ADIGE GUEST PASS?
Questa carta vantaggi, destinata a chi pernotta nelle strutture ricettive aderenti all’iniziativa, viene consegnata agli ospiti dai 6 anni in su ed è inclusa nel prezzo della camera. Inoltre, è personalizzata, non trasferibile e valida per l’intera durata del soggiorno, dalle ore 00:00 del giorno di arrivo alle ore 23:59 del giorno di partenza.
Prima di ogni corsa, va convalidata sulle obliteratrici blu presenti sugli autobus o nelle stazioni ferroviarie.
» SERVIZI INCLUSI
Trasporti pubblici
L’Alto Adige Guest Pass dà diritto all’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico in Alto
Adige:
• autobus urbani, extraurbani e citybus
• treni regionali (Brennero - Trento, Malles - San Candido)
• PostAuto Svizzera sulla tratta Malles - Müstair
» IMPIANTI DI RISALITA
Sono inclusi anche:
• le funivie per Verano, Meltina, Renon, Maranza e Colle
• il trenino del Renon e la funicolare della Mendola
» SERVIZI NON INCLUSI
• Linee speciali come il Nightliner
Mappa del Citybus - disponibile presso l‘ufficio del turismo
• Treni interregionali e a lunga percorrenza (ad es. ÖBB, DB, Eurocity, Intercity, Railjet, Frecciarossa, Italo)
• Linee alpine Alpe di Siusi (linee 10, 11, 12)
• Linee alpine nei mesi estivi (linee 439, 442, 444)
» TRASPORTO ANIMALI E BICICLETTE
• Trasporto animali: è necessario un biglietto singolo o una Mobilcard Junior (1, 3 o
7 giorni, a partire da 10€). Corse gratuite per i cani guida per non vedenti e per i piccoli animali che possono essere tenuti in braccio.
È obbligatorio l’uso della museruola.
• Trasporto biciclette: biglietto giornaliero al prezzo di 7€. Il trasporto è consentito sui treni regionali e sulle linee di autobus contrassegnate, purché vi sia spazio sufficiente.


Isabel è il chatbot dell’Associazione Turistica di Appiano.

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