Itinerario del Romanico
Alla scoperta di oratori campestri, abbazie, pievi e dipendenze AGRATE CONTURBIA Chiesa di San Vittore e battistero di San Giovanni
La parrocchiale sorge nel centro del paese, di fronte all’antico battistero. Già citata nel 976 e donata da Ottone I ai canonici di San Giulio dell’Isola di Orta, è a tre navate, ampiamente rimaneggiata nel Seicento e nei primi anni del Novecento, conserva alcuni affreschi di antica fattura. Il battistero di San Giovanni fu consacrato tra il 1122 e il 1148 come documentato nei testimoniali del 1157. Raro esempio di battistero romanico, è formato da una parte inferiore circolare irregolare e sovrastato da una parte superiore ottagonale.
BARENGO Oratorio di San Rocco
Ad aula unica monoabsidata, la facciata a capanna in origine era completamente aperta con un grande arco; nella conca absidale è raffigurato il Cristo Pantocratore tra due angeli musicanti e sull’ancona posta sopra l’altare la Madonna e il Bambino, tra San Rocco e San Giuseppe. Sulla parete nord sono dipinti San Rocco e San Martino, in sella a un imponente cavallo bianco, sulla parete sud troviamo un ex voto che ricorda una drammatica epidemia di peste avvenuta nel 1501 nella zona di Barengo.
Oratorio di San Vito (frazione Cavagliano)
L’antico oratorio dedicato alla Beata Vergine Maria e San Vito sorge nel cimitero di Cavagliano. Di età romanica ampliato e rimaneggiato nel XV secolo si presenta a navata unica con piccola abside semicircolare. Di pregio gli affreschi che coprono l’arco trionfale eseguiti fra il XV e il XVI secolo da maestranze vicine alla scuola gaudenziana.
BIANDRATE Chiesa di San Colombano
La parrocchiale, già citata nel 1146, è stata ampiamente rimaneggiata. Dell’antica chiesa romanica rimane ben poco: l’atrio a quattro campate con volte a crociera e le decorazioni in cotto che adornano i capitelli delle semicolonne, oltre a quattro formelle in cotto. Da segnalare gli affreschi del Giudizio Universale realizzati da Giovanni de Campo.
BOGOGNO Oratorio di Santa Maria in Valle
Sorge fuori dall’abitato sul confine con il territorio comunale di Agrate Conturbia in località denominata “Minerva”. Il toponimo suffraga l’ipotesi che in tale luogo, in epoca romana, sorgesse un tempio pagano e sul finire del XIX secolo fu ritrovato un cippo votivo dedicato a Diana, ora conservato presso il Museo Diocesano di Novara. Il catino absidale è ricco di affreschi del XV secolo.
Oratorio di San Giacomo
BELLINZAGO NOVARESE Badia di Dulzago
La Badia sorge a sud-ovest di Bellinzago, sui resti delle colline moreniche della vallata del Terdoppio, in prossimità di alcuni fontanili; edificata nel XII secolo non fu soltanto un luogo strettamente dedicato al culto religioso perché i monaci e i coloni la organizzarono come un vero e proprio complesso residenziale: con chiesa, abitazione dell’abate e dei canonici, case coloniche e cimitero. La chiesa è dedicata a San Giulio ed è coeva al nucleo abbaziale.
side compaiono ciottoli di fiume disposti in modo irregolare con qualche tratto a spina di pesce. Di grande interesse sono gli affreschi che decorano l’interno dell’edificio, risalenti al XIII e XV secolo.
BRIGA NOVARESE Oratorio di San Tommaso
Il piccolo oratorio sorge alla periferia del borgo. Poco si conosce di questa cappella anche se il paese di Briga è citato già nei possedimenti dei signori di Biandrate nel 1140 e ancora nel 1152 tra quelli di Guido il Grande. Dalle fine del XII secolo è compresa nella pieve di Gozzano. A navata unica con abside semicircolare coperta da un semicatino in muratura, la facciata è a capanna con una sopraelevazione, realizzata nel 1918, in occasione di un massiccio restauro conservativo ad opera dell’architetto Carlo Nigra, con la posa di un nuovo tetto in beole. All’interno, il motivo di maggior richiamo è dato dagli affreschi che decorano l’abside e l’arco trionfale, che risalirebbero alla prima metà dell’XI secolo tanto da essere considerati fra i più antichi del Piemonte.
BRIONA Chiesa di Sant’Alessandro
La chiesa, già dipendente dalla pieve di Sizzano, si trova all’interno del cimitero e, anticamente, era la parrocchiale del paese. Gli studiosi riconducono l’origine dell’edificio all’XI secolo. Si presenta a tre navate, la maggiore coperta da tetto ligneo, le minori con volte a crociera cupoliformi, termina con tre absidi semicircolari. All’interno di pregio una Madonna del Latte di scuola toscana risalente al Trecento; lungo le pareti e le absidi ci sono affreschi del XIV e XV secolo. Sono altresì visibili delle originali sinopie, che costituiscono un raro documento della tecnica pittorica del Quattrocento. Sulla facciata d’ingresso i resti di una Deposizione duecentesca e tratti di una pittura trecentesca raffigurante un santo.
BORGOMANERO Oratorio di San Leonardo
L’oratorio si presenta a navata unica con abside semicircolare. Sulla facciata a capanna, il portoncino d’ingresso è sormontato da una lunetta sopra la quale si apre una croce luminosa. La muratura è formata da grosse pietre squadrate legate in corsi orizzontali da malta bianca, mentre sulle pareti laterali e nell’ab-
CALTIGNAGA Oratorio di San Salvatore
L’oratorio, situato nel cimitero di
Caltignaga, viene citato per la prima volta nel 1074; si presenta ad aula unica con abside semicircolare preceduto da un breve arco trionfale. La copertura a capriate è completata da una controsoffittatura lignea; sulla facciata a capanna si apre una piccola a finestra a croce. Gli affreschi sono attribuiti a Giovanni de Campo e alla sua bottega.
Oratorio dei Santi Nazzaro e Celso (frazione Sologno)
Situato all’interno del cimitero di Sologno, risulta da documenti che con San Salvatore, San Lupo di Caltignaga e San Lorenzo di Alzate di Momo, fosse una delle cappelle dipendenti dalla pieve di Dulzago. L’edificio conserva la struttura originale, con una sola navata leggermente trapezoidale, con facciata a capanna e abside semicircolare. È ricco di affreschi attribuiti a Giovanni e Luca de Campo del XV secolo.
CAMERI Oratorio di San Biagio
In campagna presso la cascina omonima sorge l’antico oratorio dedicato a San Biagio. Ad aula unica con facciata a capanna e abside semicircolare, suddivisa in lesene collegati con archetti pensili. Ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli e utilizzi diversi da quello originario. L’antica ancona, posta sopra l’altare raffigura la Vergine in trono con Bambino fra San Biagio e San Giovanni Battista.
CARPIGNAGNO SESIA Chiesa di San Pietro
Oratorio di Sant’Antonio (località Orcetto)
GATTICO Pieve di San Martino
MANDELLO VITTA Chiesa di San Lorenzo
I resti dell’antica pieve si trovano a nord del paese ai margini di una zona boschiva. Viene già menzionato in una bolla del 1113 da Innocenzo II, come Plebem de Gatico cum capellis suis. Successivamente nel 1357, nel Liber Cleri si nomina chiaramente San Martino come sede pievana. Da una visita pastorale del 1677 si apprende che la chiesa versava già in cattive e malandate condizioni, fino ad arrivare ai resti odierni dell’edificio, che si presenta privo di tetto e di pavimento. Era una chiesa a tre navate con tre absidi semicircolari e sei arcate sorrette da grossi pilastri quadrati.
GRIGNASCO Pieve di Santa Maria in Bovagliano
Già citata per la prima volta nel 1132 in una bolla papale di Innocenzo II come pieve di Grignasco, è ora la chiesa cimiteriale. Dell’antica struttura romanica rimangono solo alcuni tratti murari di triangoli di pietra e di cotto; rimaneggiata nel corso dei secoli, la struttura attuale è settecentesca. Interessanti sono le due tavole cinquecentesche di scuola gaudenziana raffiguranti San Giovanni Battista e San Pietro collocate nella pala secentesca dell’altare maggiore. Di pregio la tela di Francesco Gianoli che rappresenta San Giovanni Battista tra San Gaudenzio e San Carlo Borromeo (1650).
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
La chiesa sorge all’interno del borgo medievale. Venne utilizzata per vari secoli come parrocchiale e come centro della vita sociale e civile del paese, tanto da essere ricordata ancora oggi come “gésa vègia”. L’edificio, di antiche origini, risalirebbe alla fine dell’XI secolo, nel corso del XV e XVI secolo venne ristrutturata e ampliata Di notevole pregio i due cicli di affreschi al suo interno: uno risale al 1489 e viene attribuito alla bottega di Tommaso Cagnola, l’altro datato 1543, è opera del pittore novarese Angelo de Canta.
LANDIONA Oratori di Santa Maria dei Campi
L’oratorio campestre sorge lungo la strada che conduce a Vicolungo. Inserita nell’antico villaggio poi abbandonato, la costruzione originaria risalente al XII secolo, subì un importante declino fino a che nel 1493 un tale Bartolomeo de Lunseratio lo fece restaurare nelle forme attuali come luogo di culto votivo. Contiene un ciclo di affreschi cinquecenteschi attribuiti a Bartolonus da Novara. Sulla parete di controfacciata si può notare San Rocco con la Madonna del Latte, commissionato da tale Antonius de Barberis alla bottega dei Cagnola.
ATL Terre dell’Alto Piemonte Biella Novara Valsesia Vercelli Sede di Novara: Piazza Martiri della Libertà, 3 Tel. 0321.394059 infonovara@terrealtopiemonte.it www.turismonovara.it www.terrealtopiemonte.it @atlnovara Progetto: Storie e sapori dell’Alto Piemonte
Sorge lungo la strada che conduce a Veruno. Gli affreschi al suo interno rappresentano una testimonianza significativa delle tendenze pittoriche novaresi del XV e XVI secolo attribuiti al Maestro di Borgomanero e a Giovanni de Campo.
La chiesa di San Pietro, nominata per la prima volta nel 1184, è totalmente inglobata nell’antico castello e si presenta a tre navate. La centrale è scandita da pilastri cruciformi addossati alle pareti che si interrompono a due terzi di altezza, proprio dove l’edificio venne sopraelevato nel XIII secolo. Le due navate laterali di piccole dimensioni sono coperte da volte realizzate nel
Sorge in località Orcetto, ora San Bernardino di Briona l’edificio di piccole dimensioni, ad aula unica con abside semicircolare e facciata a capanna. Conserva al suo interno affreschi attribuiti a Tommaso Cagnola e alla sua bottega risalenti al XV secolo.
Percorsi d’arte nel Novarese
La parrocchiale sorge nella piazza del paese. Si suppone sia stata edificata verso la fine del secolo XII, ma viene citata per la prima volta nel Liber Cleri del 1357, dipendente dalla Pieve di Proh-Camoidea. L’impianto è a tre navate, con archi longitudinali retti da pilastri rettangolari e facciata a salienti. Nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche e ampliamenti: le due absidi in mattoni, come il campanile, risalgono al XV e XVI secolo. Interventi di restauro di questi ultimi anni hanno evidenziato l’originaria struttura tardo-romanica esaltando parte della muratura esterna, realizzata in ciottoli di fiume disposti a spina di pesce, intervallati da corsi di mattoni.
MARANO TICINO Chiesa di San Pietro
Anticamente la chiesa aveva la funzione di parrocchiale. Il suo impianto è tipico degli edifici religiosi romanici con facciata a capanna e navata unica. Dell’originaria parrocchiale rimane, purtroppo ben poco, importanti interventi nel corso dei secoli hanno dato alla chiesa l’aspetto attuale. Anche all’interno furono compiute notevoli trasformazioni e innovazioni sia negli affreschi che nei numerosi motivi decorativi. Pregevoli gli altari marmorei di età barocca.
MOMO Oratorio della Santissima Trinità
L’oratorio sorge a poca distanza da Momo, sull’antico tracciato della Via Francisca Novarese e la sua origine risale al XII secolo. Reperti più antichi, venuti alla luce recentemente, testimoniano che il luogo era sacro già in epoca celtica. I rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli e soprattutto nel periodo rinascimentale ci portano alla struttura attuale. Ad aula unica monoabsidata con facciata a capanna e porticato sostenuto da due pilastrini, il suo interno è ampio e prezioso e scandito da quattro campate, di cui una sopraelevata che costituisce il presbiterio. Di pregio sono gli oltre 200 affreschi eseguiti nel 1520 da un programma decorativo da parte dei fratelli Sperindio e Francesco Cagnola. Il risultato è una Bibbia iconografica, come predicava San Gregorio Magno: “L’immagine è la scrittura degli analfabeti”. All’esterno, sulla parete sud, si trovano affreschi devozionali della fine del XV secolo.
Oratorio di Santa Maria di Linduno
L’oratorio sorge in campagna, fra Bellinzago e Alzate di Momo, presso la cascina Linduno. Citato per la prima volta nel 1324 quando era di proprietà del Vescovo di Novara Uguccione Borromei, passò in seguito sotto la giurisdizione dei religiosi della
Crediti fotografici: ATL Terre dell’Alto Piemonte, Federico Barra, Federica Beretta, Nicolò Bergamaschi, Tiziano Boldrini, Enrico Cinquini, Nicola Farise, Filippo Fossati, Paolo Migliavacca, Davide Morello, Giorgio Perottino, Giorgio Sambarino, Carlo Sguazzini, Comune di Briona, Diocesi di Novara
Seicento, ad eccezione della navatella sud che conserva una rudimentale volta a crociera dell’XI secolo, raro esempio rimasto nel nord Italia. L’abside custodisce affreschi del XII secolo. L’edificio religioso, che appartenne all’ordine cluniacense a partire dal 1140-1141, nel corso dei secoli venne dapprima sconsacrato e in seguito venduto a privati. Ora è di proprietà comunale.
CASALINO Chiesa di San Pietro
Fu la prima parrocchiale del borgo e nel 1194 vi fu firmata la Pace fra Novaresi e Vercellesi, che comprendeva l’accordo di impedire la ricostruzione del centro di Biandrate. L’originaria struttura romanica (datata all’ultimo quarto dell’XI secolo), riconoscibile nelle forme della facciata, tripartita e nella pianta irregolare con ampia navata centrale coperta da tetto con breve volta a botte e abside semicircolare, è decorata da affreschi prevalentemente risalenti alla seconda metà del secolo XV.
CASALVOLONE Antica Pieve di San Pietro
La chiesa, situata presso il cimitero, venne consacrata tra il 1118 e 1119 dal vescovo Riccardo e dichiarata nei testimoniali del 1157 come “Ecclesia de Casali”, ma sicuramente le sue origini sono antecedenti. L’edificio, ampiamente restaurato, ora si presenta come una preziosa testimonianza dell’arte romanica del basso novarese. È a tre navate con altrettante absidi, ricco di numerosi affreschi del XV e XVI secolo.
CRESSA Oratorio di San Giulio
L’oratorio sorge in campagna a circa un 1 km dall’abitato e la sua costruzione risale agli inizi dell’XI secolo. Notizie documentate si hanno a partire dal 1025 quando risulta appartenere alla pieve di San Genesio di Suno. A navata unica rettangolare, termina con un’abside semicircolare. La facciata a capanna presenta, sopra il portoncino d’ingresso, una bifora con colonnina e capitello a stampella.
Badia di Dulzago, che ne curavano i possedimenti agricoli circostanti. Restaurato in alcune parti agli inizi del Novecento, l’oratorio si presenta ad aula unica con abside semicircolare. All’interno pregevoli affreschi con le storie della Vergine del pittore Luca De Campo, risalenti al 1468.
NOVARA Chiesa di Ognissanti
L’antica chiesa sorge in via Silvio Pellico, nel centro storico della città ed è già ricordata nel 1124, al tempo di Litifredo. Il suo clero era dispensato dal recarsi presso la cattedrale per le preghiere del mattino durante le feste principali. Si presenta a tre navate, di quattro campate ciascuna, con abside semicircolare, dotata di un elegante tiburio ottagonale illuminato da monofore e bifore. All’interno sono visibili alcuni affreschi, fra i quali una Madonna del Latte attribuita dalla critica a Giovani de Campo, risalente alla metà del XV secolo. Esternamente la muratura dell’edificio è in mattoni disposti in corsi regolari mentre eleganti archetti pensili che poggiano su mensole in cotto, decorano la parte sottostante della grondaia. Nel corso degli anni Cinquanta, l’antico edificio religioso ha subito un importante restauro strutturale tanto da modificare gli adattamenti del XVIII secolo e ricondurlo all’aspetto originale romanico.
NOVARA (GIONZANA) Chiesa della Madonna del Latte
In mezzo alla campagna, a Gionzana, sorge la splendida chiesetta della Madonna del Latte. Al suo interno, dopo accurati restauri, sono visibili numerosi affreschi del XV secolo, che rappresentano i Santi più venerati dai fedeli dell’epoca, la Vergine in trono con Bambino, la Vergine allattante oltre alcune scene della vita di Cristo. La maggior parte degli affreschi sono riconducibili a Tommaso Cagnola e Daniele de Bosis.
OLEGGIO Basilica di San Michele
Di antiche origini, sorge all’interno del cimitero e viene già citata nel 973, poi nel 1133 quando Oleggio assume la dignità pievana, e nel 1347 è ricordata come chiesa parrocchiale del borgo. Nel XVI secolo viene abbandonata per la nuova chiesa di San Pietro, all’interno dell’antico castro. È a tre navate con tre absidi semicircolari, la centrale è di dimensioni maggiori, il presbite-
CUREGGIO Chiesa di Santa Maria Assunta e battistero
La parrocchiale sorge nella piazza principale davanti all’antico battistero. Nel 1132, la località Cureggio certamente già identificata come “curtis” viene riconosciuta come pieve. Attualmente la chiesa è una ricostruzione della seconda metà del Seicento e conserva ancora tratti murari propri dell’epoca romanica. Al suo interno custodisce affreschi del XV-XVI secolo. L’antico battistero risale alla metà dell’XI secolo. Si presenta a pianta ottagonale con quattro absidi sporgenti, due (ad est e ovest) conservano ancora la muratura originaria realizzata con lesene in pietra che suddividono gli archetti pensili a gruppi di quattro. All’interno un affresco del XIII secolo raffigura la Madonna in trono col Bambino benedicente e due Santi. Al centro l’importante vasca battesimale dove sono visibili le due diverse fasi costruttive: una dell’XI secolo e una seconda più tarda.
FARA NOVARESE Chiesa di San Pietro
Sede dell’antica parrocchiale fino al XVI secolo quando ancora il paese si estendeva sulla collina, ora è la chiesa del cimitero. Di origine romanica si presenta nella struttura originale; la facciata a capanna, a navata unica molto allungata, termina con un’abside semicircolare. L’interno è impreziosito da affreschi di notevole importanza sia storica che artistica risalenti al XV secolo, raffiguranti le attività legate al mondo contadino.
GARBAGNA NOVARESE Oratorio di Santa Maria
Conosciuto anche come Madonna di Campagna, è situato fuori dall’abitato in prossimità della linea ferroviaria Novara-Mortara. La sua origine risale all’ultimo quarto dell’XI secolo, si presenta ad aula unica con abside semicircolare e copertura lignea. L’odierna facciata è un rifacimento in stile neoclassico del 1908. L’interno è ricco di preziosi affreschi risalenti al XV secolo, che ricoprono interamente la zona absidale e la parete sinistra e sono in gran parte attribuibili a Tommaso Cagnola e alla sua bottega. Da segnalare l’affresco raffigurante San Francesco che si rivolge alla Madonna in trono col Bambino e due angeli musicanti, mentre il miracolo di Sant’Eustachio è riconosciuto dagli esperti come opera di grande valore storico-religioso-estetico per la capacità dell’autore di trasformare la scena religiosa in scena cavalleresca.
rio è sopraelevato di nove gradini. La cripta sottostante si presenta a tre navate scandite in dodici campatelle coperta da volte a crociera. La facciata a salienti è marcata da lesene che si raccordano tra loro con archetti pensili. Di grande interesse sono i cicli pittorici all’interno della basilica, fra i pochi esempi di arte romanica ancora visibili nel nord Italia.
Oratorio di Santa Maria in Galnago
È situato a nord del centro storico lungo la via Sempione, ad aula rettangolare con abside semicircolare. Un tempo era custodita presso l’oratorio una preziosa Madonna lignea di epoca gotica ora conservata presso il Museo d’Arte Religiosa di Oleggio.
PARUZZARO Oratorio di San Marcello
L’oratorio sorge all’interno del cimitero, a navata unica con facciata a capanna e abside semicircolare. Ha subito nel corso dei secoli vari interventi di restauro. Originale è il campanile di pura scuola comasca datata tra il 1050 e 1075. È un vero gioiello di architettura, slanciato e armonico, non vi sono ciottoli o materiale di recupero ma solo pietra sapientemente spaccata. Gli affreschi ricoprono quasi interamente le pareti e risalgono al XV e XVI secolo.
POMBIA Chiesa di San Vincenzo in Castro
La chiesa parrocchiale sorge in località Castello, poco distante dal “Castel Domino”. Secondo il Bascapè, la sede della pieve era fino al 1347 a Varallo Pombia, soltanto dopo quella data Pombia potrà fregiarsi di dignità pievana. La chiesa conserva sia all’interno che all’esterno la tipica struttura romanica, anche se l’interno è di forme barocche. Frammenti di affreschi di un grande Giudizio Universale sono visibili in controfacciata, presso l’organo, riferibili ad età ottoniana. La facciata è a capanna, decorata da archetti pensili. Un nartece si alza su due piani, e poggia nell’angolo anteriore destro, su di un cippo di epoca romana.
Oratorio di San Martino
L’oratorio di San Martino è un edificio sconsacrato che sorge ai margini del paese, lungo la strada che conduce alla Chiesa di San Vincenzo in Castro. Viene menzionato per la prima volta nel 1048 come dipendenza dell’Abbazia dei Santi Graziano e Felino di Arona. È di piccole dimensioni, suddiviso in tre navate, divise da pilastri per lo più in muratura con una colonna d’epoca romana.
ROMAGNANO SESIA Abbazia di San Silvano e Cantina dei Santi
La parrocchiale dominata da una poderosa torre campanaria è la terza ricostruzione dell’omonima abbazia benedettina del 1008, la cui unica sopravvivenza è la vicina Cantina dei Santi, un fabbricato seminterrato dell’XI secolo, forse usato come cantina, nascosto dagli edifici circostanti, ricoperto da un pregevole ciclo di affreschi quattrocenteschi con episodi della Vita di Re Davide tratti dalla Bibbia, riconducibili a Bartolonus da Novara.
Oratorio di San Martino da Breclema
L’oratorio di San Martino risalente all’XI secolo sorge non lontano dal sito del castrum di Breclema già documentato a partire dall’XI secolo, di cui ancora oggi sono visibili i resti della millenaria fortificazione. Storicamente il villaggio di Breclema venne distrutto nel XIV secolo a seguito di complesse vicende politiche tra i Conti di Biandrate e il Comune di Novara. Dalla distruzione si salvò la chiesa di San Martino e parte delle fortificazioni. L’edificio religioso nel XVII secolo venne trasformato in una sorta di lazzaretto durante la guerra e le pestilenze che infierirono a Romagnano. Significativi sono stati gli scavi archeologici effettuati dal 1996 fino al 2001.
SAN NAZZARO SESIA Abbazia Benedettina dei Santi Nazario e Celso
L’abbazia benedettina è fra i complessi abbaziali più significati del nord Italia. A fondarla è nel 1040 il Vescovo di Novara Riprando unitamente ai suoi fratelli Conti di Pombia-Varallo, che l’affidano ai monaci benedettini. Situata in una posizione strategica, nei pressi di un guado del fiume Sesia, viene fortificata dal XIII secolo per difendersi dalle sanguinose lotte fra Novara, Vercelli, Milano, che non hanno tregua fino al 1429, anno in cui viene designato, Antonio Barbavara, abate e “signore feudale”, fino al 1466. È il periodo più fortunato per il complesso abbaziale, con grandi migliorie sia artistiche che di organizzazione agricolo-comunitaria. I secoli trascorrono tra momenti di splendore e decadenza fino a che la Repubblica Cisalpina, nel 1801, confisca i beni abbaziali. E da questo momento inizia un progressivo degrado. Solo verso la metà del XX secolo, grazie alle importanti opere di restauro, l’abbazia riprende il suo originale splendore. Dell’antica costruzione romanica rimangono l’atrio disposto su due piani con nartece incorporato e la torre campanaria. La chiesa è un esempio di architettura gotico-lombarda. Il chiostro, quattrocentesco, di
forma quadrangolare ha grandi arcate con volte a crociera; di particolare interesse è il ciclo di affreschi quattrocenteschi sulle sue pareti, che narrano episodi della vita di San Benedetto.
SAN PIETRO MOSEZZO Chiesa di San Vito e Modesto
La parrocchiale di Mosezzo, già pieve dall’XI secolo, sorge lungo la strada che conduce al cimitero. Si presenta a tre navate con campanile inglobato nella navatella sud, allineato alla facciata preceduta da un piccolo portico. Vari rimaneggiamenti si sono succeduti nel corso dei secoli, a partire dal Quattrocento, quando le tre navate vengono coperte da volte, le pareti laterali e l’abside centrale abbondantemente decorate da affreschi, successivamente coperti ma portati in parte all’antico splendore in seguito a recenti restauri.
SILLAVENGO Oratorio Santa Maria Nova
A est del paese sorge questa piccola chiesa, edificata probabilmente alla fine del XIV secolo dalla famiglia dei De’ Capitaneis, si presenta ad aula unica con abside semicircolare. Le mura esterne sono realizzate con ciottoli di fiume per la maggior parte disposti ad opus spicatum e intervallati da fasce di mattoni. Il suo interno custodisce affreschi del XV secolo.
SIZZANO Chiesa Parrocchiale di San Vittore
Sorge nel centro del paese, attorniata dalle case dell’antico castello medievale. Già chiesa pievana, è citata in documenti del 1000 e del 1013. Oggi si presenta come il risultato di vari interventi di restauro succedutisi nel tempo a partire dalla metà del Seicento, quando iniziarono i lavori di riedificazione sull’area della preesistente chiesa medievale. Il campanile di epoca medievale sorge in calce alla chiesa, la cella campanaria risale al Seicento. Nel 2001 è partita una campagna di scavi all’interno della chiesa di San Vittore che ha portato alla luce importanti ritrovamenti rivelando le origini dell’antica pieve. Gli edifici preesistenti si trovavano ad un livello del suolo inferiore di oltre un metro rispetto all’attuale. Ne risulta pertanto la scoperta di resti di un edificio, probabilmente del II secolo, forse a uso termale. Al suo interno, nel periodo paleocristiano, è stata impiantata una costruzione a tre navate di cui è ancora visibile l’originale pavimentazione. Compaiono anche i resti dell’impianto romanico.
BELLINZAGO Chiesa di Sant’Anna
OLEGGIO Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo
BORGOMANERO Parrocchiale di San Bartolomeo
Chiesa di Santa Maria Annunciata
Del XVII secolo, la chiesa contiene opere di Bartolomeo Vandoni (come la bella pala d’altare) e di Biagio Bellotti.
All’interno dell’edificio barocco si possono ammirare la Cappella di San Rocco e la Cappella di San Carlo decorate da Pier Francesco Mazzucchelli detto Morazzone.
CERANO Parrocchiale della Natività di Maria Vergine
Edificio del XV secolo, al suo interno sono conservate alcune opere fondamentali per l’arte seicentesca novarese: L’Ultima Cena di Giovan Battista Crespi detto il Cerano, l’Ecce Homo, una scultura lignea anch’essa attribuita al Cerano, e il Polittico di Sperindio Cagnola.
FONTANETO D’AGOGNA Parrocchiale della Maria Vergine Assunta
Nella maestosa chiesa si conservano le opere di grande pregio, tra cui la grandiosa Santissima Trinità e corte dei Santi di Tanzio da Varallo e la tavola dell’Assunta di Sperindio Cagnola.
Chiesa dell’Annunciata
Nel cuore del borgo la chiesa conserva Il congedo di Cristo dalla Vergine di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino e Il sogno di Giuseppe di Giuseppe Mezzola.
GALLIATE
Santuario del Varallino
Progettato dal Pellegrino Tibaldi, riprende il modello dei Sacri Monti. Conserva al suo interno opere di Lorenzo Peracino per gli affreschi e di Dionigi Bussola per le sculture.
TRECATE
Sorge nel centro storico del paese, di antiche origini, viene già ricordata nel 1132 come sede pievana. La costruzione originale potrebbe risalire alla fine dell’XI secolo. Venne però ampliata e rimaneggiata nel periodo barocco: del primitivo edificio ci restano solo la facciata, il muro a mezzogiorno, il campanile e alcuni tratti murati all’interno. Il campanile a pianta quadrata è antecedente alla chiesa. Pregevole la tela posta sul transetto destro raffigurante la Madonna con Bambino fra Sant’Anna e San Giuseppe che appare a San Vincenzo, attribuito a Carlo Francesco Nuvolone (1631-1632), pittore milanese, allievo del Cerano.
VESPOLATE Pieve di San Giovanni
NOVARA Basilica di San Gaudenzio
Realizzata su progetto di Pellegrino Tibaldi, la basilica fu iniziata nel 1577 per completarsi almeno nelle strutture fondamentali nel 1659. Nello scurolo, sono custodite le reliquie del Santo Patrono, nella Cappella della Natività è conservato il Polittico di Gaudenzio Ferrari (1516 ca.); degne di nota e scrigno d’opere barocche sono le cappelle decorate da Tanzio da Varallo, dal Morazzone e dal Moncalvo.
Chiesa di San Marco
La seicentesca chiesa, edificata per i Padri Barnabiti, ospita opere di Daniele Crespi (da segnalare Il Martirio di San Marco), del Moncalvo oltre a pregevoli intagli del pulpito e dei confessionali.
Chiesa di San Pietro al Rosario
L’antica pieve dedicata a San Giovanni Battista sorge fuori dall’abitato, lungo la strada che conduce a Tornaco. Già citata nel 1024-1028, fu forse edificata sulle rovine di un tempio paga-
Interamente dipinta da Giulio Cesare Procaccini, Giovanni Mauro della Rovere detto Fiammenghino, Giovanni Stefano Danedi detto il Montaldo, conserva al suo interno la Sacra Famiglia e l’Adorazione dei Magi di Giuseppe Vermiglio.
Chiesa di San Francesco
Numerosi sono gli illustri artisti che qui si avvicendarono tra XVI e XVIII secolo, lasciando opere di grande pregio, tra cui il Cerano, i fratelli Lampugnani, probabilmente il Montalto, i fratelli Nuvolone e Giovan Battista Costa.
FONTANETO D’AGOGNA
Oratorio del Gonfalone
Presso la chiesa parrocchiale è situato lo Scurolo di Sant’Alessandro (inaugurato nel 1850) che ricorda il classico Pantheon, arricchito da dodici statue in terracotta opera di Giuseppe Argenti.
GHEMME
Nel paese che diede i natali all’Antonelli, è stata intitolata al celebre architetto la piazza principale. Da qui, percorrendo via Novara, si giunge alla casa dove l’Antonelli nacque, riconoscibile grazie alla lapide commemorativa. A Ghemme rimane inoltre lo Scurolo della Beata Panacea, che venne realizzato con pianta circolare tra il 1864 e il 1875 presso la chiesa di Santa Maria Assunta.
MAGGIORA
Parrocchiale di San Clemente realizzata
dall’Antonelli secondo modelli neoclassici tra il 1837 ed il 1844, e i vicini Asilo Infantile De Medici, inaugurato nel 1876 e la Casa Parrocchiale.
Nella piazza principale si trova la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaudenzio progettata nel 1858 e realizzata tra il 1858 e il 1862. L’edificio seguì i modelli architettonici impostati sulla ripresa degli elementi classici, come le grandi colonne dai capitelli corinzi del pronao, il timpano con la nicchia circolare e ancora cornici, lesene e semicolonne che intervallano le superfici in modo regolare.
VARALLO POMBIA Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio
Il Seicento
D’impianto quattrocentesco, la chiesa è ricca di decorazioni del romagnanese Tarquinio Grassi che curò tutto l’apparato pittorico, partendo dall’affresco della cupola fino all’ultimo lavoro realizzato per la chiesa nel 1710: la pala d’altare raffigurante il Purgatorio e la grande Deposizione di Gesù.
Sulle tracce di Alessandro Antonelli
BORGOLAVEZZARO
L’oratorio sorge in campagna, lungo la strada che conduce a Vignarello, è ad aula unica con abside. La sua struttura originaria viene modificata nel Settecento con un notevole innalzamento delle pareti e successivamente con la riedificazione della facciata neoromanica. Dall’antico oratorio romanico, che si presume risalga all’XI secolo sono giunti a noi l’abside, la parte inferiore delle pareti laterali e l’affresco raffigurante la Vergine con il Bambino fra San Giovanni Battista e Santo Stefano (sec. XV).
ROMAGNANO SESIA Chiesa della Madonna del Popolo
Gioiello indiscusso della chiesa è la Pala del Gonfalone, capolavoro del Cerano.
Appena fuori dal borgo si erge il maestoso Santuario del Santissimo Crocifisso. La chiesa ebbe un lungo periodo di edificazione: iniziata nel 1830, non era ancora conclusa alla morte dell’Antonelli, pertanto, il lavoro venne portato a termine dal figlio Costanzo. Nel 1907 il Santuario subì un grave crollo. Venne restaurato e si apportarono delle modifiche al progetto originario.
TORNACO Oratorio di Santo Stefano
L’oratorio, che sorge nei pressi del cimitero dove un tempo vi era l’antico abitato di San Martino di Zuxiana, risale al XII secolo e costruito ad aula unica con abside semicircolare. L’apparato iconografico dell’edificio è concentrato nella zona absidale. Nella volta trovano posto Cristo Pantocratore nella mandria iridata, gli Evangelisti e i loro Simboli. Al di sotto i Profeti, gli Apostoli e, nell’ultimo registro, le opere dei Misericordia. Ai lati dell’abside l’Arcangelo Michele e una Madonna in trono con Bambino. Gli affreschi sono riconducibili a Giovanni e Luca De Campo.
Al suo interno è conservato il dipinto della Madonna del Rosario di Giacinto Gimignani. Sono inoltre stati riportati alla luce, dopo lavori di restauro, affreschi della Vita di Gesù realizzati nel 1713 da Tarquinio Grassi. Nell’ Oratorio della Madonna della Quercia sull’altare maggiore si ammira la Madonna della Quercia e Santi di Giacomo Gimignani.
È uno dei più nitidi esempi di barocco locale in cui architettura, scultura, decorazione e pittura si fondono perfettamente. Si ammirano opere di Lorenzo Peracino, Tarquinio Grassi, Pier Francesco Gianoli e del Cuzzio.
BOCA
L’oratorio sorge nei pressi del cimitero lungo la strada che conduce a Tornaco. È un edificio di semplice fattura, ad aula unica e facciata a capanna. Al suo interno è custodito un prezioso affresco raffigurante la Madonna in trono con Bambino fra Sant’Antonio Abate, San Pietro e altri Santi, attribuito a Francesco Cagnola, risalente alla prima metà del XVI secolo. Al di sopra, subito sotto lo spiovente del tetto, è rappresentata la Passione e Risurrezione di Cristo.
VICOLUNGO Oratorio di San Martino
PRATO SESIA Parrocchiale di San Bernardo
MAGGIORA Parrocchiale dello Spirito Santo
Nel centro del paese vi sono la Chiesa
TERDOBBIATE Oratorio di San Pietro
Edificata nel 1660 sull’antica chiesa di Santa Maria del Castello, vi si trova la bella Annunciazione di Carlo Francesco Nuvolone.
Ricostruita sulla precedente chiesa nell’Ottocento, al suo interno si ammirano la tela San Pietro e San Paolo del Cuzzio e Sant’Antonio da Padova di Bartolomeo Vandoni.
BELLINZAGO NOVARESE
Situata fuori dall’abitato, nei pressi della provinciale per Vaprio d’Agogna, l’antica pieve si presenta al visitatore in condizioni strutturali molto compromesse. La critica, considerando ciò che resta dell’apparato murario, data l’edificio alla prima metà dell’XI secolo. Al suo interno si trova l’antica tomba sepolcrale della famiglia Della Porta.
no. Ora si presenta ad aula unica con abside semicircolare. L’interno fu ampiamente affrescato nel corso del XV secolo. Di particolare pregio è l’ancona fittile posta sopra l’altare maggiore che raffigura una delicata Madonna in trono con Bambino benedicente, un offerente e Santi. Sopra l’ancona un’Annunciazione ai cui lati appaiono alcuni stemmi araldici locali.
All’interno dell’edificio antonelliano, si ammirano numerose opere d’arte tra cui l’Immacolata dal Morazzone, Santa Caterina e San Francesco Saverio di Giuseppe Nuvolone e la Madonna col Bambino e Santi di Bernardino Lanino.
Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo
Dalle risaie della pianura alle colline vitivinicole, la provincia di Novara è un mosaico di sorprese, in cui l’opera dell’uomo s’intreccia all’ordito della natura. In questa scoperta ci guida Alessandro Antonelli, architetto illustre che ha costellato borghi e capoluogo di monumenti neoclassici. Alessandro Antonelli (Ghemme 14 luglio 1798 - Torino 18 ottobre 1888) fu architetto, urbanista e ingegnere civico. Progettò diverse opere non solo nel Novarese, ma fu anche attivo a Roma, Casale Monferrato e Torino, dove creò la celebre Mole Antonelliana (1863-1888). Edifici civili, monumenti religiosi, architettura pubblica, urbanistica, piani regolatori: di tutto ciò si occupò indefessamente l’Antonelli, impegnato anche in politica e nell’insegnamento. Le sue opere più celebri sono il risultato di una perfetta sintesi tra l’uso degli stili storici (neoclassico e gotico) e i nuovi procedimenti costruttivi e strutturali; ciò caratterizzò i suoi monumenti più famosi, tesi alla conquista dello spazio in verticale. Sono nove i comuni Novaresi in cui si trovano monumenti del famoso architetto.
SUNO Pieve di San Genesio
Vi sorge Casa Antonelli, la residenza paterna ristrutturata dall’architetto e ampliata sulla base di ingegnose ricerche stilistiche. Sempre a Maggiora, tra il 1825 e il 1835 Antonelli si occupò del riordino della viabilità, mentre nel 1838 veniva inaugurato presso la chiesa parrocchiale lo Scurolo di Sant’Agapito in stile neoclassico. Il camposanto, dove è sepolto, fu l’ultimo dei suoi progetti, portato a termine dal figlio Costanzo.
NOVARA
È nel capoluogo che Antonelli realizzò alcune delle sue opere maggiori, in particolare la Cupola della Basilica di San Gaudenzio (1844-1888) che è diventata simbolo stesso della città, riconosciuta come uno dei monumenti più alti edificati in mattoni. Anche l’attuale Duomo è sua opera, sorge nel luogo in cui già si trovava la cattedrale romanica, il cui rifacimento, condotto sotto la direzione dell’Antonelli tra il 1854 e il 1863 (costruzione del portico), risparmiò solo la zona del presbiterio e del coro. L’edificio antonelliano venne edificato tra il 1864 e il 1869 a tre navate, con facciata a forma di alto pronao, collegato, attraverso il nuovo portico, alla piazza e al Battistero. Sempre a Novara, ma per committenti privati, l’Antonelli costruì Casa Avogadro (attuale sede della Camera
di Commercio in via Avogadro), Casa Giovanetti e Casa Bossi (1860), riconosciuta come il più bel palazzo neoclassico d’Italia, dichiarata come Luogo del Cuore dal FAI e protagonista del romanzo Cuore di Pietra di Sebastiano Vassalli. Da segnalare anche l’ampliamento dell’Ospedale Maggiore della Carità (1850-1864).
OLEGGIO
La Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è il risultato di un intervento di ricostruzione e ampliamento del precedente edificio; l’opera viene realizzata fra il 1853 e il 1858. L’imponente facciata neoclassica è preceduta da un pronao
con quattro massicce colonne. All’interno si ha un’ampia volta a botte, mentre, sopra l’altare, si trova una volta a cupola e il catino absidale.
ROMAGNANO SESIA
Nella vicina Romagnano Sesia, sul monte Cucco, sorge Villa Caccia, iniziata nel 1842 su committenza dei Conti Caccia di Romentino. L’edificio, impostato sulle strutture di un preesistente convento di Cappuccini, si sviluppa in maniera piramidale, con l’apice costituito dal belvedere di forma ottagonale che si inserisce nella zona centrale del complesso. Oggi vi trova sede il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia.