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Monteregio in Tour Colline Novaresi

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GRIGNASCO

SIZZANO Entrambi gli itinerari hanno come punto di partenza il parcheggio che si trova nei pressi del semaforo in via Roma all’ingresso del borgo. Uno si snoda lungo le vie del centro storico allungandosi verso il corso del fiume Sesia, più pianeggiante e antropizzato; l’altro si sviluppa invece nella zona collinare, con lievi saliscendi che portano a scoprire le peculiarità di questa Città del Vino. Le colline, infatti, costituiscono il tratto fondamentale di Sizzano, da cui si aprono panorami mozzafiato sia sulla pianura che sui monti e, come tutta la fascia del Monteregio, godono di un microclima particolare condizionato dal Monte Rosa. Qui la coltura principale è la vite, alternata a boschi di invasione e a un raro esempio di ambiente naturale simile alla savana africana. L’itinerario collinare arriva a lambire il torrente Strona, corso d’acqua la cui portata risente della stagionalità, in parte mitigata dagli apporti di altri torrenti che gli consentono di arrivare alla Roggia Mora a Briona. Il percorso prosegue fino alla località Bergamina, uno dei luoghi simbolo della Resistenza partigiana. Qui sorge la Chiesa della Madonnina della Pace a ricordo dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. Negli ultimi anni la viticoltura ha riguadagnato terreno, ritornando alle origini di quella che era la coltivazione principale di questa fascia di territorio. L’allevamento della vite ha origini remote, come testimoniano i rinvenimenti di vinaccioli di epoca preistorica; il ricco materiale archeologico ritrovato, come pollini e semi, prova che qui si stanziarono nel tempo popolazioni appartenenti alla Civiltà di Golasecca fino ai Galli, i Romani e i Longobardi. È ancora presente in pochi vigneti un antico sistema di coltivazione della vite, denominato Quadretto Novarese o Maggiorino, testimonianza della tradizione vitivinicola del territorio. Lungo l’itinerario che conduce a Fara, fa bella mostra di sé immersa nei vigneti, l’antica chiesa di San Giuseppe, oggi proprietà privata. L’itinerario lungo le vie del borgo, invece, tocca la parte più storica e artistica di Sizzano, includendo la Chiesa Parrocchiale di San Vittore, coi suoi preziosi scavi e reperti archeologici, il castello-ricetto medievale, le ville nobiliari con i giardini e parchi di grande valore paesaggistico e le numerose chiese e oratori, come quello romanico di San Grato, dal ricco apparato iconografico che sorge lungo il corso della Roggia Mora. Qui si produce il vino Sizzano Doc già apprezzato da Camillo Benso Conte di Cavour, che lo paragonava, per il suo bouquet, ai grandi vini della Borgogna.

PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA

Itinerario 7,8 km

SUGGERIMENTI DI VISITA Chiesa di Santa Maria delle Grazie di fondazione romanica Chiesa di Santa Maria Assunta XVIII secolo Oratorio di San Graziano Chiesa di Santa Maria in Bovagliano presso il cimitero, di fondazione romanica Parco del Monte Fenera – Frazione Ara e Chiesa di Sant’Agata

SUGGERIMENTI DI VISITA

PRATO SESIA I due itinerari di Prato Sesia, che secondo la tradizione ha dato i natali a Fra’ Dolcino, partono da Piazza Europa e si sviluppano nel borgo su due diversi tracciati. Il primo corre parallelo al corso del Fiume Sesia e imboccando via Cimitero incrocia l’Oratorio di San Sebastiano, che conserva l’affresco quattrocentesco della Vergine con Bambino, ascrivibile a Tommaso Cagnola. Si prosegue su un ampio sentiero pianeggiante che conduce ai ruderi della Cappella di San Grato; poco più avanti incontriamo la Cascina Spazzacamini, ora sede dell’Anfass. Si svolta a sinistra per costeggiare il canale della Filatura, costruito nel 1896 e lungo più di 6 km. Sul percorso è possibile ammirare le Centrali Isola Nuova e Isola Vecchia, quest’ultima dismessa già negli anni ’30. Qui, nel letto del Fiume Sesia, si può scorgere parte delle rocce di affioramento della caldera del Supervulcano, ritenuto un caso unico al mondo e riconosciuto dall’UNESCO come Geoparco. Questo itinerario è lungo circa 3,5 km. Percorrendo il sentiero a ritroso, si rientra in Piazza Europa e nel frattempo si possono ammirare specie erbacee spontanee e arbustive, quali la primula, i ranuncoli, le viole, il biancospino, la rosa canina. Il secondo itinerario ad anello sale in collina toccando i resti del Castello di Sopramonte, la cui area conserva anche la Chiesa della Santissima Vergine e la Panchina Gigante n. 127; da qui la vista si apre sulla catena delle Alpi e sul massiccio del Monte Rosa, sul vicino Monte Fenera e sul Sesia, con il fossile del Supervulcano. Da questo punto il percorso entra nell’area protetta delle Baragge, un raro esempio di ambiente naturale simile alla savana africana. Tra boschi di invasione e coltivi si scende nel borgo per proseguire verso la frazione Baraggiotta con il caratteristico Oratorio della Beata Vergine della Neve; continuando in questa direzione il tracciato si unisce a quello di Grignasco; in alternativa si scende a San Marco rientrando così nel centro di Prato Sesia, presso la Chiesa parrocchiale di San Bernardo. Il percorso è lungo 11,5 km.

Grignasco

PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA

Chiesa parrocchiale di San Vittore XVII secolo. Scavi archeologici visibili su appuntamento Epigrafe di Aucusta (interno della Parrocchiale) 519 d.C. Oratorio di San Grato fine dell’età medievale, su appuntamento Castello-ricetto Medioevo Madonnina della Pace 1945

Itinerario 3,5 km Itinerario 11,5 km

Itinerario Collina 9 km Itinerario Pianura 6 km

Foto: Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte

L’itinerario si snoda su strade bianche dalla Cascina Guardasole, in territorio di Prato Sesia, giunge in località Garodino, posta a confine tra i due comuni, e prosegue verso la parte collinare del paese per poi rientrare, attraverso il centro di Grignasco per una visita alle sue chiese, al punto di partenza. Nel primo tratto il sentiero costeggia la frazione Battistetto, tra boschi di robinie, querce e castani tipici della zona. Attraverso via Verdi e i sentieri di collegamento esistenti lungo il torrente Rialone, si raggiunge la frazione San Rocco, dove sorge l’omonima chiesa. Lungo la via I Maggio e conseguente via G. Negri, si raggiungono le frazioni alte di Cà Negri, Pianaccia, Località Carola e Località Sella, da cui partono numerosi percorsi e sentieri che salgono verso il Parco del Monte Fenera. All’interno dell’Area Naturale, meritano una deviazione e una visita le Grotte di Ara, formazioni carsiche con cavità e archi naturali scavati dal rio Magiaiga, di origine mesozoica. Si scende quindi verso il vecchio nucleo del centro storico di Grignasco dove, lungo le antiche vie in pietra e porfido, si incontrano la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (o Gésa Vègia), che custodisce affreschi del Quattrocento e del Seicento, la Chiesa di San Graziano circondata da un vigneto storico, che domina il panorama del borgo e l’importante chiesa barocca dell’Assunta, progettata da Bernardo Vittone nel Settecento. Si entra dunque nella piazza principale e, percorrendo le vie centrali si ritorna alla frazione Garodino, attraversando le vie della parte moderna del paese oppure compiendo a ritroso l’itinerario.

FARA NOVARESE L’itinerario si snoda sulle propaggini delle Colline Novaresi lungo i territori di Fara e Sizzano fra boschi di invasione, vigneti del Fara Doc, prati a sfalcio che sfruttano il fondo valle del torrente Strona, strade carraie, testimonianza di quanto l’uomo si prendesse cura della sua terra, e ambienti fluviali e ripariali. Questo sentiero, che permette di godere della bellezza delle colline, è lungo circa 10 km, senza asperità di rilievo e senza difficoltà di sorta, adatto a camminatori, ciclisti e sportivi. La partenza è individuata vicino al Mulino nei pressi del parcheggio delle Poste, nel cuore di Fara. Da qui si sale verso la collina per incrociare l’antica Chiesa romanica di San Pietro, prima parrocchiale di Fara, situata nel cimitero, che custodisce un prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi raffiguranti il ciclo dei mesi con immagini legate al mondo contadino. L’itinerario prosegue entrando nel comune di Sizzano, per arrivare alla Cappella della Madonnina della Pace in località Bergamina costruita nel 1945 a ricordo dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. Scende poi ad incrociare l’oratorio di San Giuseppe e, percorrendo un tratto del Sentiero Novara, rientra in Fara al punto di partenza. Numerose le specie animali e vegetali tipiche della zona che si possono incontrare lungo il sentiero a seconda delle stagioni e delle fioriture e che permettono di vivere un’esperienza didattico-sensoriale accompagnati da una guida naturalistica.

GEOSITI SUPERVULCANO

SUGGERIMENTI DI VISITA Chiesa Parrocchiale di San Bernardo da Mentone XIV e XVII-XVIII secolo Chiesa della Madonna della Quercia XVII secolo Oratorio della Beata Vergine della Neve XVIII secolo Chiesa della Santissima Vergine al Castello XIII secolo, XVII secolo Panchina Gigante n. 127 presso il Castello di Sopramonte

Itinerario 10 km circa

SUGGERIMENTI DI VISITA Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano XVI-XVII secolo Oratorio di San Pietro XI secolo Cantina Sociale XX secolo, visitabile su appuntamento Museo del Presepe visitabile su appuntamento

I due percorsi di Romagnano si snodano uno a sud e l’altro a nord del borgo, andando ad innestarsi sui sentieri dei comuni limitrofi di Ghemme e Prato Sesia. Il primo si sviluppa tra le colline del Ghemme Docg, in cui si alternano zone completamente vitate ad altre di boschi di invasione, con coltivazioni di alberi di nocciole in regione Mauletta, fino al Castello di Cavenago di origine cinquecentesca, oggi elegante dimora rurale, circondato da vigneti e frutteti. Da qui si prosegue, godendo di uno splendido panorama sul borgo di Ghemme e, oltre il Sesia, verso le colline di Gattinara e sullo sfondo a nord, l’arco alpino col Monte Rosa. Percorrendo una carrale circondata da antichi vigneti, memoria del passaggio degli abati Cluniacensi, si giunge nel centro di Ghemme, passando accanto alla Chiesa di San Fabiano e arrivando al Castello-Ricetto. Qui il visitatore potrà immergersi nella storia camminando tra stradine e cortiletti medievali, custodi della storia e della tradizione vitivinicola del borgo. Si rientra a Romagnano seguendo il corso della Roggia Mora, antica via d’acqua voluta da Ludovico il Moro attraverso la strada che passa sotto le colline vitate. Il secondo itinerario insiste maggiormente nel centro storico, con partenza dal parcheggio lungo la Mora per poi addentrarsi nel borgo e toccare i principali monumenti, come l’Abbazia di San Silano, la Cantina dei Santi e la Chiesa della Madonna del Popolo. Una breve deviazione al cammino principale, porta il visitatore sul Monte Cucco. Qui sorge Villa Caccia, opera di Alessandro Antonelli, oggi sede del Museo Etnografico della Bassa Valsesia e centro culturale dove si svolgono eventi di grande respiro. Proseguendo su strade bianche, fra radure e boschi, si raggiunge in posizione panoramica il Castello di Sopramonte a Prato Sesia, dove si può fare una sosta sulla Panchina Gigante, per poi ritornare a Romagnano costeggiando la Mora e passando accanto ai resti del ponte medievale.

Mauletta-Romagnano-Ghemme 11,5 km Romagnano-Prato 7,5 km

Foto: Mariano Spinelli

ROMAGNANO SESIA

BRIONA I due itinerari, uno di 8,3 km e l’altro di 6,8 km, partono da Piazza Solaroli nel cuore del borgo, seguendo un percorso ad anello e sovrapponendosi in alcuni tratti al Sentiero Novara CAI. Si snodano sulle prime propaggini delle Colline Novaresi, e contemporaneamente toccano le ultime risaie di pianura. Si passa attraverso boschi, pianori e vigneti, tra cui si può ammirare quello sperimentale dell’Istituto Bonfantini, con i pali trasformati in matite colorate, e antiche carrà, strade caratteristiche realizzate in ciottoli di fiume. Diversi sono i tratti che costeggiano la Roggia Mora e attraversano il torrente Strona, circondati da sentieri ombreggiati di robinie, querce e ciliegi. I percorsi permettono di ammirare anche lo scenografico Castello Solaroli a Briona, che con la sua mole domina il paese e, la frazione di Proh, con il suo caratteristico Castello, che sorge sulle prime propaggini delle Colline del Monteregio. Una piccola deviazione ci porta all’antico ponte a schiena d’asino sulla Mora, famoso già in epoca medievale per il pagamento delle gabelle. Splendida la vista che si gode dagli itinerari della catena delle Alpi e del Monte Rosa a nord e della pianura risicola verso Novara in direzione sud.

SUGGERIMENTI DI VISITA Abbazia di San Silano XIX secolo Ambone e altare (interno Abbazia) II-III secolo d.C.; V secolo d.C. Cantina dei Santi con affreschi del XV secolo (su appuntamento) Chiesa della Madonna del Popolo XVII secolo (su appuntamento) Villa Caccia e Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia XIX secolo Chiesa di San Martino di Breclema XI secolo Ponte medievale XII secolo Torre del Pretorio XV secolo Palazzo Serbelloni e Palazzo Comunale XVI secolo

SUGGERIMENTI DI VISITA Castello di Briona XV e il XVI secolo Castello di Proh fine del XV secolo Chiesa parrocchiale della Madonna della Neve XIII secolo e modifiche successive; affreschi XIV-XVI secolo Ponte Medievale di Proh antico luogo di riscossione delle gabelle Chiesa di Sant’Alessandro presso il cimitero, XII secolo; affreschi del XIV-XV secolo Oratorio di San Bernardo o della Mora XIV-XV secolo; affreschi quattrocenteschi

Foto: Federico Barra

Foto: Marco Pigozzi

Itinerario 8,3 km Itinerario 6,8 km

AZIENDE VITIVINICOLE

GHEMME

SUGGERIMENTI DI VISITA Castello-Ricetto Medioevo Chiesa di Santa Maria Assunta XVII-XVIII secolo Scurolo della Beata Panacea XIX secolo (Alessandro Antonelli) Chiesa di San Rocco XVII secolo Oratorio di San Fabiano XV-XVII secolo

BRIONA Azienda Agricola Castaldi Francesca Via Gen. Solaroli, 8 Tel. 338.7869887 – 339.3099412 francesca@cantinacastaldi.it www.cantinacastaldi.it

Cantina La Smeralda Via delle Scuole, 2 Tel. 340.6987856 info@cantinalasmeralda.it www.cantinalasmeralda.it

Ponti & C snc di Ponti Danilo

La Piemontina

Via Roma, 74 Tel. 339.4260235 lassiolo.azienda.agricola@gmail.com

Via Cavour, 28 Tel. 347.3117101 pontivinieliquori@libero.it

Via Lungo Mora Superiore, 4 Tel. 0163.1903917 info@lapiemontina.com www.lapiemontina.com

GHEMME

Pietraforata Cantine in Ghemme

Prolo Giovanni Vini di Prolo Filippo Via XX Settembre, 105 Tel. 0321.829882 prolofilippo@libero.it www.prolofilippovini.it

SIZZANO

Antiche Cantine Via Galvani, 20 Tel. 366.5464951 info@antichecantine.net www.antichecantine.net

Azienda Agricola Baraggiola

Antichi Vigneti di Cantalupo

Cascina Sant’Anna, 4 – Loc. Proh Tel. 340.7888591 nic.castaldi@gmail.com

Via B. Zoppis, 15 Tel. 338.3956706 info@cascinabaraggiola.it www.cascinabaraggiola.it

Via M. Buonarroti, 5 Tel. 0163.840041 info@cantalupo.net – www.cantalupo.net

Azienda Agricola Biologica Bianchi Giuseppe

Via Romagnano, 7 Tel. 0163.841239 arlunnomariapia@gmail.com

Via Nazionale, 10/A Tel. 335.5732548 info@vignetivalleroncati.it www.vignetivalleroncati.it

FARA

Itinerario 6 km circa

L’Assiolo Azienda Agricola

Castaldi Nicola

Vigneti Valle Roncati

Foto: Federico Barra

L’itinerario, di circa 6 km, parte dal parcheggio delle scuole (via Vittorio Veneto) nei pressi della circonvallazione esterna, e si snoda lungo la collina morenica tra vigneti storici e quelli di più giovane allevamento, sconfinando nel territorio di Sizzano, dove è possibile connettersi col percorso delle Colline in località Bergamina. Da qui la vista è mozzafiato sulla catena delle Alpi, su cui svetta il profilo inconfondibile del Monte Rosa, sulle colline di Gattinara e la Serra di Ivrea e ancora più in là, la sagoma del Monviso nelle giornate terse. La fascia collinare è tutta un susseguirsi di vigneti, coltivati anche con il sistema della Maggiorina, a cui si dedicò perfino l’Antonelli per perfezionarne la tecnica, intervallati da alcuni boschi di invasione, in cui possiamo ammirare antichi e più recenti casotti della vigna. Non è raro trovare ancora dei salici, che gli agricoltori utilizzano tutt’oggi per legare coi giunchi la vite appena potata, preparando così la vigna alla sua rinascita. Il territorio di Ghemme costituisce la porta sud del Geoparco Unesco e della zona del Supervulcano. Le colline di Ghemme furono sede di insediamenti umani fin dall’epoca antica, come dimostrano i ritrovamenti del IV millennio a.C.. Durante il periodo romano, ai tempi di Plinio, il paese venne ripetutamente citato col nome di Pagus Agaminus, da cui derivò l’antico nome di Agamium (Ghemme ai giorni nostri). Da sempre oggetto di contesa, data la sua posizione strategica lungo le rive del Sesia, Ghemme possiede suoli ricchi e fertili, tanto da essere il centro della produzione vitivinicola del Novarese con il Ghemme unica Docg della provincia, dal 1997. La viticoltura, infatti, è l’attività a cui si dedicarono i suoi abitanti fin dall’antichità e portata avanti poi dai monaci cluniacensi, che nel borgo avevano possedimenti apportando migliorie alla viticoltura e lanciandola verso i tempi moderni. Ne è testimonianza anche la piccola Chiesa di San Fabiano, che incontriamo poco distante dall’itinerario. Ancora oggi resta una delle occupazioni principali, con le numerose cantine che producono vini pregiati. Ghemme è celebre anche per aver dato i natali al grande architetto Alessandro Antonelli, che qui e in altri 8 comuni della provincia di Novara ha lasciato le sue opere ancora oggi visitabili, apprezzate e messe in rete nell’Itinerario Antonelliano. Infine, nel suo centro storico si erge uno dei castelli-ricetti meglio conservati del territorio, costruito ad opera della popolazione per la propria difesa in caso di attacchi esterni e che oggi ospita eventi e sagre, legati essenzialmente al vino delle Colline Novaresi. Nel XV secolo Ghemme era fornitore di vino per la corte milanese dei Visconti prima e degli Sforza poi. Fra i vari aneddoti si racconta che i nobili novaresi usassero aprire ogni anno una bottiglia di Ghemme la sera della Vigilia di Natale, davanti al camino per lo scambio degli auguri. In letteratura Ghemme e il suo vino vengono citati da Fogazzaro in Piccolo Mondo Antico; e ancora Mario Soldati nel suo racconto L’albergo di Ghemme, decanta questo vino: “il Ghemme: eccellente e di prim’ordine”.

Via Roma, 37 Tel. 0321.810004 contattami@cantinabianchi.com www.cantinabianchi.it

Azienda Agricola dei Cavallini

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Via G. Marconi, 10 Tel. 347.2724913 damiano.cavallini.eno@gmail.com www.deicavallini.com

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Cantine dei Colli Novaresi dal 1891

Corso Italia, 64/C Tel. 0321.820621 – 335.6259167 info@zanettavini.it – www.zanettavini.it

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Azienda Agricola Sebastiani Alberto Via Monte Rosa, 7 Tel. 347.2641225 info@sebastianivini.it – www.sebastianivini.it

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Quarna – Vignaioli d’Alto Piemonte Via Fontana Beata, 9 Tel. 348.0920159 info@quarnavini.it – www.quarnavini.it

Rovellotti Viticoltori in Ghemme Via Interno Castello, 22 Tel. 0163.841781 info@rovellotti.it – www.rovellotti.it

Torraccia del Piantavigna Via Romagnano Sesia, 69/A Tel. 0163.840040 info@torracciadelpiantavigna.it www.torracciadelpiantavigna.it

ROMAGNANO SESIA Azienda Agricola Vitivinicola Ioppa Via delle Pallotte, 10 – Loc. Mauletta Tel. 0163.833079 info@viniioppa.it – www.viniioppa.it

GRIGNASCO Azienda Agricola Davide Carlone Via Mons. Sagliaschi, 8 – Loc. Torchio Tel. 329.0987672 info@davidecarlone.com www.davidecarlone.com

Tenute Guardasole Via XXV Aprile, 2/A Tel. 347.7638601 – 333.2100262 info@tenuteguardasole.com www.tenuteguardasole.it


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