

-PERIl 11ATERIAlE DIGITlllE--------
Il materiale digitale (tracce audio, contenuti visivi per la LIM,modelli fotocopiabili, programmazione, schede di valutazione bimestrali e pdf) è disponibile nell'AREARISERVATA INFANZIA. Per accedere è sufficiente seguire i pochi e semplici passaggi indicati di seguito.

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PRESENTAZIONE
Il progetto, composto da Guida Didattica e album operativi suddivisi per fasce d’età, offre un interessante percorso didattico pensato per l’IRC nella Scuola dell’Infanzia.
La programmazione è suddivisa in quattro unità le quali, oltre a seguire il calendario liturgico, introducono alla conoscenza di alcune delle principali figure di riferimento della religione cattolica. L’unità trasversale “ GESTI d’amore ” , attraverso semplici esempi tratti dalla vita quotidiana, approfondisce i princìpi universali dell’Educazione Civica, permettendo ai bambini di immedesimarsi in diverse situazioni, sentirsi parte attiva della comunità cattolica e incarnare in prima persona i valori cristiani.
Il progetto è infine arricchito da “ SAN FRANCESCO e il Cantico delle creature ” , l’allegato dedicato alla vita del Santo e alla sua lauda per gli elementi del Creato, celebrati come doni di Dio all’uomo.
MATERIALI PER LA SEZIONE
DUE POSTER
• CALENDARIO DELL’AVVENTO
• SEGUI IL BUON ESEMPIO


CARTONCINI
INSERTO RITAGLIABILE CON:
• PERSONAGGI DEL PRESEPE
• FLASHCARDS
• MEMORY
• DOMINO
• DADO

SINAGOGA MOSCHEA MANDIR

TEMPIO
BUDDISTA



EBREO
PACE




PACE
FRATE SOLE SORA LUNA LE STELLE LE STELLE
CHIESA
MUSULMANA INDUISTA MODELLI FOTOCOPIABILI
FRATE SOLE SORA LUNA




TRACCE AUDIO
• AUDIORACCONTI BIBLICI
• CANZONI
MATERIALI PER LA

STRUTTURA della GUIDA
La Guida offre all’insegnante spunti didattici, attività e atelier creativi da svolgere in gruppo o in autonomia, tracce audio (audioracconti biblici e canzoncine), contenuti visivi per la LIM, modelli fotocopiabili, schede di valutazione bimestrale, un inserto ritagliabile con materiale didattico e molto altro ancora.
Per garantire una fruizione semplice del progetto, questo è stato suddiviso in quattro unità:

GESTI D’AMORE L’ANTICO TESTAMENTO
L’unità, trasversale all’intero percorso, attraverso semplici esempi tratti dalla vita quotidiana, approfondisce i princìpi universali dell’Educazione Civica.

IL NUOVO TESTAMENTO
L’unità è incentrata sui principali episodi della vita di Gesù, dalla Natività alla Resurrezione, e comprende alcune parabole.

L’unità è incentrata su alcuni dei principali episodi biblici antecedenti la nascita di Gesù. Nello specifico, si fa riferimento ai libri della Genesi e dell’Esodo.

LA COMUNITA CRISTIANA
L’unità è incentrata sulla comunità cattolica e il ruolo del Papa, sulla figura di Maria e su culture e religioni diverse da quella cristiana.
Le pagine che presentano la targhetta “il buon esempio” propongono l’approfondimento di una delle figure di riferimento della religione cattolica (San Francesco, Sant’Antonio abate, San Martino, Santa Lucia, Gesù, Papa Leone XIV o Maria).
Una MAPPA apre ciascuna unità indicandone gli obiettivi, le attività, i titoli delle lezioni e le pagine correlate dei quaderni operativi (divise per fasce d’età).
STRUTTURA della LEZIONE
Per rendere intuitivo e pratico il contenuto di ciascuna lezione, questo è stato suddiviso in base alle attività didattiche proposte, nello specifico:
NELLA BIBBIA ATELIER
Sono riportati alcuni dei principali episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento in versione adattata, così da favorire la comprensione da parte dei bambini.
RACCONTO O FILASTROCCA
Sono riportati un racconto o una filastrocca, strettamente correlati al tema trattato, da utilizzare come punto di partenza per avviare riflessioni di gruppo.
LA SUA STORIA
È riportata una sintetica biografia di una delle figure di riferimento della religione cattolica (San Francesco, Sant’Antonio abate, San Martino, Santa Lucia, Gesù, Papa Leone XIV, Maria).
RIFLETTIAMO
Indica il momento della lezione dedicato al circle time in cui, attraverso domande-stimolo, si analizzerà insieme il tema trattato.
MATERIALE AUDIO
Il progetto è arricchito da audioracconti biblici
Indica una proposta laboratoriale, da svolgere in gruppo o in autonomia, per stimolare la creatività e l’espressione di sé.
ATTIVITÀ
Indica un’attività, da svolgere in sezione o all’aperto, in autonomia o in gruppo, utile per rafforzare i concetti appresi.
MATERIALE PER LA LIM
Raccoglie i contenuti visivi da utilizzare alla LIM o su qualsiasi altro dispositivo. Questi sono disponibili tra il materiale digitale di questa Guida (vedi seconda di copertina).
SCHEDE OPERATIVE
Sono riportate le miniature delle schede operative (comprensive dei riferimenti di pagina), suddivise per fasce d’età.
e canzoncine
Per creare continuità tra le tematiche affrontate nell’unità trasversale “GESTI d’amore” e mantenere un filo narrativo comune tra le diverse figure di riferimento presentate, alcune canzoni sono proposte più volte. Tutte le tracce audio sono disponibili tra il materiale digitale.

UNITA e INDICE
GESTI D’AMORE
L’ACCOGLIENZA
Atelier: Gesù è con noi
LA PACE
Atelier: Viva la pace!
Canzone: La pace si fa così
L’ANGELO CUSTODE
Atelier: Il mio angelo custode
Canzone: Quanti gesti d’amore
SAN FRANCESCO
Attività: Il poster del buon esempio
Canzone: Segui il buon esempio dei Santi
IL CANTICO DELLE CREATURE LIM
Attività: Il memory delle “creature”
Canzone: Il Cantico delle creature
SANT’ANTONIO ABATE
Attività: Io rispetto gli animali LIM
SAN MARTINO
Attività: Drammatizziamo San Martino
Atelier: L’albero delle manine gentili
Attività: Evviva la beneficenza!
IL BUON SAMARITANO
Attività: Quante possibilità!
IL PADRE MISERICORDIOSO
Attività: Ti voglio bene!
Drammatizzazione: Quanti gesti d’amore!
Canzone: Segui il buon esempio (completa)

L’ANTICO TESTAMENTO
LA BIBBIA
LA CREAZIONE
Atelier: Il libro della Creazione
L’ARCA DI NOÈ
Atelier: L’arca e l’arcobaleno
LA STORIA DI MOSÈ
Atelier: Mosè separa le acque
Attività: Le nostre regole LIM

IL NUOVO TESTAMENTO
L’ANNUNCIAZIONE
Attività: Il coding dell’Annunciazione
È NATO GESÙ
Papa Leone XIV... sul Natale
Attività: Il Calendario dell’Avvento
Atelier: Stelle comete traslucide
Atelier: Addobbi ecosostenibili
Atelier: Il presepe 3D
Attività: Il presepe vivente
Canzone: Benvenuto sei Gesù
GESÙ IERI, IO OGGI
Attività: Ieri o oggi? LIM
IL BATTESIMO DI GESÙ
Atelier: Girandola portafoto LIM
Canzone: Segui il buon esempio di Gesù
LA PESCA MIRACOLOSA
Attività: Pescatore e pesciolini
LE NOZZE DI CANA
Atelier: L’anfora miracolosa
IL SEMINATORE
Attività: Dal semino a... LIM
GESÙ A GERUSALEMME
Atelier: Accogliamo Gesù!
L’ULTIMA CENA
Attività: Il plastico dell’ultima cena LIM
GESÙ SULLA CROCE
GESÙ È RISORTO
Papa Leone XIV... sulla Pasqua
Attività: Il domino pasquale
Atelier: Gesù è risorto!
Atelier: Uova e pulcini!
Atelier: La colomba della pace
Atelier: Un augurio di pace
Canzone: Ma che bella Pasqua
SAN PIETRO E LE CHIAVI
Attività: Caccia alle chiavi!

MATERIALE FOTOCOPIABILE
SCHEDA DI VALUTAZIONE settembre - ottobre

LA COMUNITA CRISTIANA
PAPA LEONE XIV
Attività: Conosciamo il Papa! LIM
LA CHIESA DEL SIGNORE
Attività: Costruiamo una chiesa
LA PREGHIERA LIM
Atelier: La preghiera porta frutto
MARIA VERGINE
Atelier: Ave o Maria
QUANTE CULTURE! LIM
Attività: Il memory delle religioni
Atelier: Mano nella mano!
Atelier: Coltiviamo i nostri diritti
Canzone: Diversi ma uguali
SCHEDA DI VALUTAZIONE novembre - dicembre
SCHEDA DI VALUTAZIONE gennaio - febbraio
SCHEDA DI VALUTAZIONE marzo - aprile
SCHEDA DI VALUTAZIONE maggio - giugno
MODELLI FOTOCOPIABILI

INSERTO RITAGLIABILE
• Flashcards del Cantico delle creature
• Personaggi del presepe
• Flashcards “Ieri e oggi”
• Dado del samaritano
• Domino pasquale
• Flashcards delle religioni

PROGRAMMAZIONE BIMESTRALE
SETTEMBRE - OTTOBRE
GESTI
D’AMORE (PARTENDO
DALL’ACCOGLIENZA)


L’accoglienza
La pace
Canzone: La pace si fa così

L’angelo custode
Canzone: Quanti gesti d’amore
L’ANTICO TESTAMENTO
• La Bibbia
• La Creazione

San Francesco
Canzone: Segui il buon esempio dei Santi

Il Cantico delle creature LIM
Canzone: Il Cantico delle creature
• L’arca di Noè
NOVEMBRE - DICEMBRE
L’ANTICO TESTAMENTO

Sant’Antonio abate LIM
• La storia di Mosè LIM


San Martino
La gentilezza
IL NUOVO TESTAMENTO
• L’Annunciazione

Santa Lucia
• È nato Gesù
Canzone: Benvenuto sei Gesù
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. 1, 4-5, 36
4 ANNI: pagg. 1, 4, 48
5 ANNI: pagg. 1, 4, 60
INSERTO CREATIVO: Il mio angelo custode
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. x, x
3 ANNI: pagg. 6-7, 8-9, 10-11, 12
4 ANNI: pagg. x, x
4 ANNI: pagg. 5, 6-7, 8-9, 10-11, 12-13
5 ANNI: pagg. x, x
5 ANNI: pagg. 5, 6-7, 8-9, 10-11
BIGLIETTI: x, x
INSERTO CREATIVO: L’arca di Noè ALLEGATO: San Francesco e Il Cantico delle creature
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. 13, 14-15, 16-17
4 ANNI: pagg. 14-15, 16-17, 18-19
5 ANNI: pagg. 12-13, 14-15, 16-17, 18-19
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. 18-19
4 ANNI: pagg. 20-21, 22-23, 24-25
5 ANNI: pagg. 20, 21, 22-23, 24-25, 26-27
INSERTO CREATIVO: Il presepe 3D
GENNAIO - FEBBRAIO
IL NUOVO TESTAMENTO
• Gesù ieri, io oggi LIM
• Il battesimo di Gesù LIM
Canzone: Segui il buon esempio di Gesù
• La pesca miracolosa
• Le nozze di Cana
• Il seminatore LIM

Il buon samaritano
MARZO - APRILE
IL NUOVO TESTAMENTO

Il padre misericordioso
• Gesù a Gerusalemme
• L’ultima cena LIM
• Gesù sulla croce
• Gesù è risorto
Canzone: Ma che bella Pasqua
• San Pietro e le chiavi
MAGGIO - GIUGNO
LA COMUNITÀ CRISTIANA
• Papa Leone XIV LIM
• La Chiesa del Signore
• La preghiera LIM
• Maria Vergine
• Quante culture! LIM
Canzone: Diversi ma uguali

Drammatizzazione: Quanti gesti d’amore!
Canzone: Segui il buon esempio (completa)

Il mio diplomino
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. 20-21, 22, 23, 24-25
4 ANNI: pagg. 26, 27, 28-29, 30, 31, 32-33, 34-35
5 ANNI: pagg. 28-29, 30, 31, 32-33, 34, 35, 36-37, 38-41
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. 26, 27, 28, 29
4 ANNI: pagg. 36, 37, 38, 39, 40
5 ANNI: pagg. 42-43, 44-45, 46-47, 48, 49, 50, 51
INSERTO CREATIVO: Un augurio di pace
SCHEDE ALBUM OPERATIVI
3 ANNI: pagg. 30, 31, 32, 33, 34-35
4 ANNI: pagg. 41, 42, 43, 44, 45, 46-47
5 ANNI: pagg. 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58-59
INSERTO CREATIVO: Ave o Maria, Diploma
** Al termine di ogni programmazione bimestrale, è possibile annotare, nella scheda di valutazione dedicata, le competenze acquisite (per le schede di valutazione, vai alle pagg. 125-129).

GESTI D'AMORE


OBIETTIVI
• Interiorizzare il valore dell’accoglienza
• Conoscere i compagni e gli insegnanti
• Conoscere il significato della parola
“pace” e interiorizzarne il valore
• Comprendere le parole del Papa sul tema della pace
• Scoprire la figura dell’angelo custode e imparare una breve preghierina

ATTIVITÀ
• Celebrare la Giornata della pace
• Ascoltare le parole del Papa sulla pace
• Ascoltare brevi racconti
• Recitare brevi preghiere
• Realizzare un angioletto custode personale
• Realizzare atelier creativi
• Ascoltare e memorizzare canzoni
• Ascoltare e memorizzare filastrocche
• Riflettere sui temi trattati
• Completare schede operative



LEZIONI
L’accoglienza
L’angelo custode 10-11 12-15 16-19
La pace


NEGLI ALBUM
3 ANNI: pagg. 1, 4-5, 36
4 ANNI: pagg. 1, 4, 48
5 ANNI: pagg. 1, 4, 60
INSERTO CREATIVO: Il mio angelo custode

L'ACCOGLIENZA
TEORIA
Ogni anno scolastico si apre con una fase tanto delicata quanto fondamentale: l’accoglienza. Nelle prime settimane, il bambino vive un distacco profondo dalle figure genitoriali e si ritrova immerso in un ambiente del tutto nuovo: adulti di riferimento diversi, relazioni da creare, routine differenti, il tutto insieme a timori, dubbi e alla paura di ciò che ancora non conosce. Per questo è necessario procedere con attenzione, rispettando i tempi di ciascun bambino, accogliendo le sue emozioni e trasmettendogli un senso di sicurezza e fiducia. L’accoglienza rappresenta un momento cruciale anche per l’instaurarsi della relazione insegnante-bambino. Uno dei migliori punti di partenza per avviare un rapporto sincero e coinvolgente con l’altro è quello di scoprirne e valorizzarne le peculiarità, soprattutto se si sta parlando di un bambino, per di più catapultato in una nuova realtà. Ovviamente, si tratta di un percorso che non si costruisce all’istante, ma che richiede tempo, cura e continuità. I bambini, infatti, sono molto sensibili e colgono anche i più piccoli segnali: percepiscono subito se un gesto è autentico e fatto con affetto oppure se nasce da un semplice obbligo. È quindi importante muoversi con delicatezza. Nei momenti più complessi, può essere utile osservarli per comprenderne gli interessi e partire proprio da quelli per condividere del tempo insieme, che sia attraverso un gioco, una breve conversazione o una frase di incitamento. Questo favorisce la nascita di un primo legame, che facilita l’accettazione reciproca: poco alla volta, il bambino inizierà a riconoscerci come una figura di riferimento e si sentirà sicuro di affidarsi. Tutto ciò permetterà quindi ai nuovi arrivati dapprima di vivere serenamente il momento dell’accoglienza, poi di sviluppare un senso di sicurezza e fiducia e infine di sentirsi liberi di essere se stessi. Buona accoglienza a tutti e tutte!

SCHEDE OPERATIVE



ATELIER: GESÙ È CON NOI
Realizziamo lo striscione dell’accoglienza utile anche per segnare le presenze.

2
3
Ritagliamo ogni elemento seguendo la linea tratteggiata e, dopo aver sagomato ciascuna foto dei bambini a forma di cuore, fissiamola con della colla all’interno del cuore.
Aiutandoci con un nastrino, realizziamo lo striscione dell’accoglienza. Questo potrà essere usato anche per segnare le presenze giornaliere appendendo alla foto dei bambini presenti una molletta da bucato.

Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 130, tempere e pennelli, foto dei bambini, forbici, colla, nastrino, mollette da bucato.
1
Fotocopiamo il modello indicato, distribuiamolo ai bambini e invitiamo a dipingere l’illustrazione con le tempere. Lasciamo asciugare.


Linda Sbaffi Tesler a cura di:

LA PACE
FILASTROCCA
UN DONO
Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente, fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza, e vivi nella sua luce.
PAPA LEONE XIV

Prendi la bontà, e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore, e fallo conoscere al mondo.
Gandhi
(Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace - 2026)
“La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. [...] Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino. Seppure contrastata sia dentro sia fuori di noi, come una piccola fiamma minacciata dalla tempesta, custodiamola senza dimenticare i nomi e le storie di chi ce l’ha testimoniata. È un principio che guida e determina le nostre scelte.”
RIFLETTIAMO
• Cosa significa, per te, la parola “pace”?
• Conosci dei simboli che vengono usati per rappresentarla? Se sì, elencali.
• Cosa dice Papa Leone XIV sulla pace?
Sei d’accordo con le sue parole?
SCHEDE OPERATIVE














ATELIER: VIVA LA PACE!
Realizziamo la “Parete della pace” con l’aiuto delle altre sezioni della nostra scuola.

2
Mettiamo a disposizione le tempere e dei tappi di sughero (o degli stampini rotondi) e completiamo l’arcobaleno stampando tanti cerchi colorati. Lasciamo asciugare.


Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 131, pennarelli, tappi di sughero o stampini rotondi, tempere colorate.
1
Fotocopiamo il modello indicato, distribuiamolo ai bambini e invitiamo i grandi a ripassare le paroline tratteggiate.

Con l’aiuto degli insegnanti delle altre sezioni, realizziamo la “Parete della pace”: scegliamo uno spazio ben visibile all’ingresso della scuola e fissiamo, uno accanto all’altro, tutti i lavori sulla pace realizzati dalle varie sezioni. Una moltitudine di colori per un solo semplice messaggio: “Viva la pace!”. 3
CANZONE: LA PACE SI FA COSÌ
e musica del Mo Francesco Panebianco
RITORNELLO
La pace come si fa?
La pace come si fa? Scopriamo una ricetta che magica sarà.
La pace possiamo far, la pace possiamo far: è questa la ricetta che pace porterà!
STROFA 1
La pace si fa così, è una ricetta vera: il primo ingrediente è il dialogo tra noi.
La pace si fa così, è una ricetta antica: ci troverai il rispetto per tutti e anche per te.
RITORNELLO
STROFA 2
La pace si fa così, è una ricetta sana: un pizzico di calma e un chilo di armonia.
La pace si fa così, è una ricetta buona: aggiungi “grazie” e “scusa” e mescola in allegria.
RITORNELLO

Testo
SPARTITO



L'ANGELO CUSTODE
RACCONTO
Da sempre, ancor prima che un bambino conosca i propri genitori, Dio, per non lasciarlo solo ne anche un istante, mette al suo fianco una figura davvero speciale: un angelo custode. Questo ha il compito di prendergli la mano e accompagnarlo in ogni passo della vita, standogli vicino in qualsia si momento della sua esistenza, bello o brutto che sia. Ogni angelo è unico e speciale, proprio come il bambino che gli è stato affidato e cresce insieme a lui, scoprendo il mondo un giorno alla volta, tra risate, capriole e salti nelle pozzanghere. L’angelo custode è una figura celeste, non si può toccare, ma è sempre presente. Lui custodisce con cura il proprio bambino e lo tiene al sicuro, anche quando questo diven ta un adulto. Tutti abbiamo un angelo pronto a tenderci la mano e per questo non dobbia mo mai sentirci soli.
Linda Sbaffi Tesler
PREGHIERA
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
RIFLETTIAMO
• Qual è il compito di un angelo custode?
• Come immagini il tuo?
• Ti sei mai sentito/a solo/a?





• Reciti mai una preghiera per sentirtelo vicino?
























ATELIER: IL MIO ANGELO CUSTODE
Realizziamo un colorato angelo custode da tenere sempre accanto a noi!


Cosa ci serve?

2
Pratichiamo le due incisioni indicate sulle ali, stando attenti a non oltrepassare le linee tratteggiate, e montiamo l’angelo incastrando tra loro i due intagli.

Bigliettino degli album operativi, forbici, pennarello, colla vinilica, glitter dorati.
1
Ritagliamo dall’inserto creativo (pag. I degli album operativi) l’elemento. Scriviamo poi sul retro, con un pennarello, il nome del bambino a cui appartiene l’angioletto.

3
Se vogliamo, possiamo impreziosire l’angioletto incollando dei glitter dorati sulla stellina e/o sulle alette.
CANZONE: QUANTI GESTI D’AMORE
e musica del Mo Francesco Panebianco
RITORNELLO
Quanti gesti d’amore noi possiamo fare. Guarda che mondo migliore noi possiamo avere.
Un tuo gesto d’amore, dal cuore, abbraccia tutte le persone.
Dammi un gesto d’amore, vedrai che bello poi sarà!
STROFA 1
Dona un gesto d’amore a tutte le persone: al tuo amico migliore, a quello che verrà.
Potrai dar da mangiare a chi ha tanta fame. Potrai anche abbracciare chi paura avrà.
RITORNELLO
STROFA 2
Dona un gesto d’amore a tutti gli animali: a un cagnolino senza padrone, a un povero gattino.
Agli animali del bosco e della fattoria puoi dare coccole e amore, donano allegria.
RITORNELLO

Testo
SPARTITO




L'ANTICO TESTAMENTO

OBIETTIVI
• Scoprire cos’è la Bibbia
• Conoscere alcuni episodi dell’Antico Testamento
• Riconoscere nella Creazione un atto d’amore di Dio
• Sviluppare atteggiamenti di rispetto e cura verso il Creato e chi lo abita
• Scoprire le figure e gli insegnamenti di San Francesco, Sant’Antonio abate e San Martino
• Conoscere il Cantico delle creature e comprenderne il significato
• Conoscere le regole della scuola e la loro importanza
• Valorizzare la Giornata della gentilezza


ATTIVITÀ
• Ascoltare alcuni episodi biblici e il Cantico delle creature
• Realizzare il poster del buon esempio
• Giocare al memory delle “creature”
• Costruire l’arca di Noè
• Realizzare le “tavole” delle regole a scuola
• Realizzare cartelloni dedicati al rispetto degli animali e alla gentilezza
• Drammatizzare la storia di San Martino
• Celebrare la Giornata della gentilezza
• Realizzare atelier creativi
• Ascoltare e memorizzare canzoni
• Ascoltare e memorizzare filastrocche
• Riflettere sui temi trattati
• Completare schede operative
LEZIONI NEGLI ALBUM
La Bibbia
La Creazione


San Francesco
Il Cantico delle creature LIM
L’arca di Noè

Sant’Antonio abate LIM
La storia di Mosè LIM


San Martino
La gentilezza

3 ANNI: pagg. 6-7, 8-9, 10-11, 12, 13, 14-15, 16-17
4 ANNI: pagg. 5, 6-7, 8-9, 10-11, 12-13, 14-15, 16-17, 18-19
5 ANNI: pagg. 5, 6-7, 8-9, 10-11, 12-13, 14-15, 16-17, 18-19
INSERTO CREATIVO: L’arca di Noè
ALLEGATO: San Francesco e il Cantico delle creature

FILASTROCCA LA BIBBIA
LA BIBBIA È...
Questo libro è assai speciale, ha tante cose da raccontare: inizia narrando della Creazione poi di Noè e l’Annunciazione. Infine Gesù tra noi è nato e nel Vangelo è riportato.
Linda Sbaffi Tesler
TEORIA
Cos’è la Bibbia?

La Bibbia è il testo di riferimento dell’Ebraismo e del Cristianesimo. Il suo nome deriva dal greco ta biblìa, che significa “i libretti”. Infatti, anche se siamo abituati a pensarla come un unico grande libro, la Bibbia è in realtà costituita da un insieme di testi (ben 73!), scritti in epoche diverse, da autori differenti. Essa si divide in due parti principali: l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento.

L’Antico Testamento comprende scritti anteriori alla nascita di Gesù; narra, ad esempio, la storia della Creazione del nostro mondo, della genesi dell’uomo, della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto. Al centro della sua narrazione c’è l’alleanza di Dio con il Suo popolo, stipulata per la prima volta con Noè, in seguito all’episodio del diluvio universale. Questa prima alleanza ha per fondamento il rispetto, da parte dell’uomo, dell’insieme di leggi consegnategli da Dio stesso.
Il Nuovo Testamento, invece, è incentrato sulla vita di Gesù e sulla nascita delle prime comunità cristiane. Con la venuta del Salvatore, la vecchia alleanza fra Dio e l’uomo si rinnova e cambia forma, estendendosi a tutti i popoli della Terra e basandosi, più che sul rispetto a un sistema di leggi (come avveniva prima), sul messaggio eterno di amore e perdono portato dal Messia.
Cos’è il Vangelo?
Il Vangelo costituisce una parte del Nuovo Testamento, a sua volta divisibile in quattro “capitoli”: il Vangelo di Matteo, di Marco, di Luca e di Giovanni.
La parola “Vangelo” significa “buona notizia”, alludendo al messaggio di pace, amore e speranza che Gesù, con la Sua venuta, ha portato nel mondo e chiesto agli apostoli di tramandare. Ciò che viene narrato al suo interno è la vita, la morte e la Resurrezione di Gesù Cristo.
I primi tre Vangeli (Matteo, Marco e Luca) sono detti “sinottici” per via delle numerose somiglianze, o addirittura corrispondenze, riscontrabili tra le narrazioni che riportano. Molto diverso appare invece il Vangelo di Giovanni, il quale si sofferma su questioni più marcatamente teologiche come, ad esempio, il tema dell’identità di Gesù.
All’interno dei Vangeli, oltre a fatti riguardanti la vita di Gesù, possiamo trovare diverse parabole, ovvero racconti che hanno lo scopo di trasmettere un insegnamento morale. Tra le più note, vi sono, ad esempio, quelle del “padre misericordioso”, “del seminatore” e “del buon samaritano”.
Attraverso le parabole, Gesù ci guida nel ragionamento, portandoci a comprendere concetti complessi e di portata universale attraverso l’utilizzo di metafore, prendendo ovvero a pretesto situazioni particolari tratte dal quotidiano e perciò immediatamente chiare a chiunque.
a cura di Chiara Mammarella
RIFLETTIAMO
• Qual è il libro sacro dei cristiani?

SCHEDE OPERATIVE
• La Bibbia racchiude al suo interno pochi o tanti libri?
• Quali sono le due parti principali che la compongono?
• Quale caratteristica fondamentale distingue l’Antico Testamento dal Nuovo?
• Cosa ci raccontano i Vangeli?










LA CREAZIONE
NELLA BIBBIA
In principio tutto era vuoto e immerso nell’oscurità: le acque ricoprivano ogni cosa e lo Spirito di Dio aleggiava sopra di esse. Un giorno Dio disse: “Ci sia la luce!”. E la luce comparve. Dio chiamò la luce Giorno e il buio Notte. Era il primo giorno. Il secondo giorno Dio disse: “Ci sia il cielo per separare le acque in alto da quelle in basso”. E il cielo prese forma. Il terzo giorno Dio disse: “Si raccolgano le acque in un unico luogo e appaia l’asciutto”. Così emerse la parte asciutta, che chiamò Terra, mentre le acque formarono i mari. Dio allora aggiunse: “Che la terra produca piante e frutti di ogni genere”. E così avvenne. Il quarto giorno Dio disse: “Ci siano luci nel cielo per illuminare la terra”. E così fece il Sole per il giorno e la Luna per la notte. Il quinto giorno Dio disse: “Vivano nelle acque i pesci e nel cielo volino gli uccelli”. Così mari e cielo si riempirono di vita. Il sesto giorno Dio disse: “Esistano gli animali della terra e l’uomo e la donna perché si prendano cura di tutto”. Così nacquero le creature terrestri e i primi esseri umani, a Sua immagine e somiglianza. Il settimo giorno, dopo aver portato a compimento la Sua opera, Dio si fermò, si riposò e benedisse quel giorno. (vedi Genesi 1,1-2,4)

• Come era in principio il mondo?
• In quanti giorni Dio crea il mondo che noi tutti conosciamo oggi?
• Quale compito affida Dio all’uomo e alla donna? Cosa devono custodire?












ATELIER: IL LIBRO DELLA CREAZIONE
Realizziamo un libro con le principali scene dell’episodio biblico della Creazione.

2
Invitiamo i bambini a colorare, sempre con i pennarelli, le diverse scene della Creazione.


Cosa ci serve?
Modelli fotocopiabili delle pagg. 132-133 (o file A4, disponibili tra il materiale digitale, se vogliamo fare un unico grande libro), forbici, pennarelli, cartoncino, colla, perforatrice, filo di lana.
3
1
Fotocopiamo i modelli indicati e ritagliamo le diverse scene seguendo i tratteggi.
Distribuiamole poi ai bambini e invitiamo i grandi a ripassare con i pennarelli i numeri tratteggiati.

Realizziamo la copertina del nostro libro incollando su un cartoncino il disegno della Terra e la scritta “La Creazione”. Quindi, aiutandoci con una perforatrice, pratichiamo dei fori sulla copertina e le altre pagine, dove indicato, e assembliamo il libricino usando un filo di lana.
a cura di:
Chiara Mammarella

SAN FRANCESCO
LA SUA STORIA
Francesco nasce ad Assisi nel 1181 in una famiglia benestante. In gioventù intraprende la carriera militare, ma, all’età di 25 anni, a seguito di una profonda conversione spirituale, abbandona la strada delle armi e inizia a predicare l’importanza della ricchezza interiore. Questo suo nuovo percorso di vita lo porta presto a rinunciare completamente ai beni materiali a favore di una vita in povertà, al punto di spogliarsi persino dei propri abiti, indossando un semplice saio, senza neanche i sandali. Con il passare degli anni, il suo modo di vivere la fede e il suo esempio di umiltà ispirano molte persone e portano alla nascita dell’ordine religioso dei Francescani, a cui si uniscono sempre più frati. Nel 1224, durante la Quaresima, mentre è raccolto in preghiera, riceve le stimmate, i segni dei chiodi su mani e piedi che aveva Gesù dopo la crocifissione. Poco tempo dopo, ammalato e quasi cieco, scrive il Cantico delle creature (vedi pagina 30). Muore nel 1226. Viene proclamato Santo il 16 luglio 1228 (solo due anni dopo la sua morte) da Papa Gregorio IX.
RIFLETTIAMO SCHEDE OPERATIVE
• Cosa significa, secondo te, essere una persona umile?
• San Francesco lo era? A cosa aveva scelto di rinunciare?
• C’era qualcuno che seguiva il suo modo di vivere la fede?
• Cosa sono le stimmate?
Dopo aver letto il Cantico delle creature:
• Chi ringrazia all’inizio San Francesco?
• Quali creature nomina? Te ne vengono in mente delle altre? Elencale.




































































































































ATTIVITÀ: IL POSTER DEL BUON ESEMPIO
Annotiamo sul poster “Segui il buon esempio” le figure positive che incontriamo durante l’anno scolastico.

Cosa ci serve?


Poster “Segui il buon esempio”, pennarelli o tempere e pennelli.
Il poster “Segui il buon esempio” può essere usato per un duplice scopo. All’inizio dell’anno scolastico, lo possiamo impiegare per scoprire e fare un rapido excursus su tutte le figure positive che incontreremo durante l’anno, nello specifico: San Francesco, Sant’Antonio abate, San Martino, Santa Lucia, Gesù, San Pietro, il Papa e la Vergine Maria. Poi, mano a mano che procediamo nel percorso didattico, possiamo “annotare” il punto esatto in cui ci troviamo colorando il buon esempio che abbiamo appena incontrato e leggendo le caratteristiche specifiche di ciascuno.
EXTRA:

Qualora durante l’anno scolastico decidessimo di approfondire anche altre figure di riferimento, possiamo ampliare il poster incollando sotto lo stesso uno specchietto/card sul nuovo personaggio, riportando semplicemente il nome, una breve indicazione sul perché lo riteniamo un esempio positivo e un disegno o una foto/immagine che lo/a ritrae.
CANZONE: SEGUI IL BUON ESEMPIO DEI SANTI
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
RITORNELLO
Segui il buon esempio come fanno i Santi, come fa Gesù.
Dai, non perder tempo, manchi solamente tu!
Segui il buon esempio insieme a noi, ti divertirai più che mai!
Dopo ogni buona azione, tu sarai migliore e un esempio tu sarai!
STROFA 1
Segui l’esempio di San Martino che si prendeva cura dei poveri. Con un pezzetto del suo mantello donava speranza e felicità.
Segui l’esempio di San Francesco che amava il Creato intorno a lui. Con fratello Sole e sorella Luna la natura chiacchierava insieme a lui.
RITORNELLO
STROFA 2
Segui l’esempio di Sant’Antonio che si prendeva cura degli animali. Ogni creatura della natura aiuterai con le tue mani.
Segui l’esempio di Santa Lucia che condivideva tutto ciò che aveva. Di ogni malato si prendeva cura e offriva a tutti amore senza misura.
RITORNELLO

SPARTITO




IL CANTICO DELLE CREATURE
Altissimo, onnipotente, buon Signore tue sono le lodi, la gloria e l’onore ed ogni benedizione. A te solo, Altissimo, si confanno, e nessun uomo è degno di te.
Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina ed esso è bello e raggiante con grande splendore: di te, Altissimo, porta significazione.
Laudato sii, o mio Signore, per sora Luna e le Stelle: in cielo le hai formate limpide, belle e preziose.
Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e per l’Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo per il quale alle tue creature dai sostentamento.
Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua, la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.
EXTRA:





Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco, con il quale ci illumini la notte: ed esso è bello e giocondo, e robusto e forte.

Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra, la quale ci sostenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba. [...] San Francesco
Osserviamo alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina) e nominiamo gli elementi che San Francesco menziona nel suo Cantico delle creature. Quali altri elementi naturali potremmo aggiungere? Elenchiamoli insieme.
ATTIVITÀ: IL MEMORY DELLE “CREATURE”
Formiamo le coppie degli elementi nominati da San Francesco nel Cantico delle creature.

Cosa ci serve?
Flashcards del Cantico delle creature, for-

Ritagliamo le flashcards del Cantico delle creature (disponibili tra i cartoncini in fondo a questa Guida) e, se vogliamo renderle ancora più rigide, plastifichiamole. Mescoliamo poi le cards e distribuiamole dal rovescio su una superficie piana, ad esempio un tavolino. Invitiamo quindi un bambino alla volta a sollevare due carte cercando di formare la coppia. Se questa viene creata, il bambino può tentare nuovamente, altrimenti le carte vanno rigirate e il turno passa al compagno sulla destra. Procediamo, quindi, fino a quando tutte e nove le coppie saranno formate. Per allungare il gioco, possiamo creare altre cards disegnando gli elementi che abbiamo nominato al termine di pag. 30.
EXTRA:
Con i più grandi, possiamo aumentare la difficoltà del gioco facendo il Memory delle iniziali! Prendiamo una sola tessera per ciascun elemento e realizziamo noi la card per formare la coppia, scrivendo su dei cartoncini le iniziali corrispondenti. I bambini dovranno quindi associare, ad esempio, la carta con l’illustrazione del sole a quella con disegnata la lettera “S”.
CANZONE: IL CANTICO DELLE CREATURE
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco

RITORNELLO
Laudato sii, o mio Signore.
Laudato sii, o mio Signore, per tutto ciò che hai creato qui per noi, Signore, ringraziamo Te!
Laudato sii, o mio Signore. Laudato sii, o mio Signore, per questo splendido Creato intorno a noi, Signore, ringraziamo Te!
STROFA 1
Laudato sii, o mi Signore, per tutte le creature e per fratello Sole che splende su nel cielo, ci illumini con lui, Signore, ringraziamo Te!
Laudato sii, o mi Signore, per sorella Luna insieme alle Stelline, preziose, care e belle, la notte brillerà, Signore, ringraziamo Te!
RITORNELLO
STROFA 2
Laudato sii, o mi Signore, per fratello Vento, le Nuvole e l’Aria. Sereno sarà il tempo per tutti i figli tuoi, Signore, ringraziamo Te!
Laudato sii, o mi Signore, per sorella Acqua, utile e preziosa, e per frateIlo Fuoco che ci scalderà, Signore, ringraziamo Te!
RITORNELLO
STROFA 3
Laudato sii, o mi Signore, per nostra Madre Terra, i fiorellini e l’erba, con tutti i suoi frutti lei ci nutrirà, Signore, ringraziamo Te!
Laudato sii, o mio Signore, per tutti quei bambini che sanno perdonare, che portano la pace, che portano il tuo amore, Signore, ringraziamo Te!
RITORNELLO
SPARTITO



L'ARCA DI NOE
NELLA BIBBIA
La Terra era ormai abitata da moltissime persone e la maggior parte svolgeva solo cattive azioni. Un uomo però era ancora giusto e fedele: Noè. Un giorno Dio gli disse: “Farò cadere una lunga pioggia che sommergerà tutto. A te però, che sei un uomo retto e obbediente, voglio dare un compito: costruisci una grande arca di legno, solida e capiente. Porta con te la tua famiglia e una coppia, maschio e femmina, di ogni specie animale. Solo chi sarà nell’arca si salverà”. Noè fece esattamente come gli era stato detto. Quando ebbe terminato l’arca e accolto gli animali, iniziò a piovere incessantemente per molti giorni. Le acque coprirono ogni terra per diverso tempo fino a quando Dio fece soffiare un vento potente che le fece man mano ritirare. Per capire se vi fossero luoghi asciutti Noè liberò più volte una colomba: inizialmente questa tornava rapidamente da lui poi, un giorno, l’uccello rientrò verso sera con in bocca una foglia di ulivo e la volta dopo ancora non fece più ritorno. C’era finalmente la terra asciutta. Dio, allora, parlò di nuovo a Noè: “Esci dall’arca insieme agli animali, perché possano diffondersi e riempire di nuovo la Terra. L’arcobaleno che metto tra le nuvole sarà il segno dell’alleanza tra Me e ogni creatura vivente: non ci sarà più un diluvio a distruggere il mondo”.
(vedi Genesi 6,1-9,17)


RIFLETTIAMO
• Perché Dio fa cadere sulla terra tanta pioggia? Con chi è arrabbiato?
• Perché, fra tante persone, Dio sceglie proprio Noè? Quale compito gli affida?
• Perché, secondo te, Noè fa salire sull’arca una coppia di tutte le creature?
• Sulla terra piove per tanti o per pochi giorni?
• Quando la pioggia cessa di cadere, che animale libera Noè?
• Qual è il simbolo dell’alleanza stretta tra Dio e le Sue creature?
• Cosa promette infine Dio di non fare più?



















ATELIER: L’ARCA E L’ARCOBALENO
Drammatizziamo l’episodio del diluvio universale realizzando l’arca di Noè.


2

L’ARCA DI NOÈ



Cosa ci serve?
Bigliettino degli album operativi, forbici, matita, fermacampione.
Con l’aiuto di una matita appuntita, pratichiamo dei fori su ciascun elemento, dove indicato.

1
Ritagliamo dall’inserto creativo (pag. III degli album operativi) gli elementi.

3
Sovrapponiamo le due parti, fissiamole tra di loro con un fermacampione e facciamo “navigare” l’arca prima nella tempesta (scuotendola un po’ come se fosse mossa dalle onde) e poi con il cielo sereno e l’arcobaleno, (muovendola più dolcemente).

SANT'ANTONIO ABATE
LA SUA STORIA
Antonio nasce in Egitto intorno al 250 d.C. da una famiglia mol to ricca. Rimane orfano da adolescente e si occupa della sorella minore fino a quando, all’età di vent’anni, dopo aver donato tutti i suoi beni ai poveri, decide di ritirarsi e vivere in solitudine, prima nel deserto e poi sulle rive del Mar Rosso, dedicando la sua intera esistenza alla preghiera. Considerato da molti un esempio di spiritualità, viene raggiunto in pellegrinaggio da moltissi mi fedeli in cerca di consiglio. Sant’Antonio rappresenta il fondatore del monachesimo e, per questo, al suo nome viene associato l’appellativo di “abate” (colui che accoglie e guida i monaci attorno a sé). È inoltre considerato protettore degli animali domestici e da bestiame, soprattutto nel mondo rurale italiano. Se condo antiche tradizioni popolari, infatti, nella notte del 17 gennaio, giorno a lui dedicato, accadrebbe qualcosa al di fuori dall’ordinario: agli animali sareb be concessa la facoltà di parlare!
Antonio muore nel 356, alla veneranda età di 105 anni. La sua santità è riconosciuta sin dall’antichità per la vita eremitica che ha condotto e le sue virtù.
RIFLETTIAMO
• La famiglia di Antonio era ricca o povera?
• Cosa decide di fare con i beni materiali in suo possesso all’età di vent’anni?
• Perché al suo nome viene affiancato l’appellativo di “abate”?
• Di chi o cosa è considerato protettore?
• Cosa accade, secondo la tradizione popolare, il 17 di gennaio?




























































































































ATTIVITÀ: IO RISPETTO GLI ANIMALI
Realizziamo un cartellone sul rispetto degli animali catalogandoli in base all’ambiente in cui vivono.

Cosa ci serve?
Stampe del materiale per la LIM, cartoncini colorati, immagini di animali, forbici, colla, pennarelli.

Osserviamo alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina), nominiamo gli animali raffigurati e descriviamo le caratteristiche di ciascuno. Stampiamo poi le immagini, o ritagliamone delle altre da alcune riviste, e, per rendere l’attività ancora più interessante e “scientifica”, suddividiamo gli animali in base all’ambiente in cui vivono (cielo, acqua o terra) o, se vogliamo essere più specifici, secondo l’habitat. Procediamo poi nella realizzazione del cartellone. In alto scriviamo il titolo “Io rispetto gli animali...” e suddividiamo la parte inferiore in tre sezioni, nello specifico: “... del cielo”, “... del mare” e “... della terra”. In ciascuno spazio, poi, andiamo a incollare gli animali corrispondenti.
EXTRA:
Questa attività si presta moltissimo ad essere personalizzata sia in base alla fascia d’età dei bambini (fare distinzioni semplici, ad esempio sulla base della quantità e tipologia degli arti: due/quattro zampe, ali) sia tenendo conto delle passioni di ciascuno (classificare, ad esempio, gli animali della fattoria, o i pet, etc.) o valutando le azioni di cura di cui i diversi animali necessitano.

NELLA BIBBIA LA STORIA DI MOSE
DIGITALE
N.8
Un neonato di origine ebrea, per essere salvato dalla persecuzione del faraone d’Egitto, fu messo dalla madre in un cestino e affidato alla corrente del fiume Nilo, nella speranza che giungesse in un luogo sicuro. Lì vicino si trovava la figlia del faraone la quale, vedendo il cesto sull’acqua, lo raccolse, prese il bambino e gli diede il nome di Mosè, che significa “salvato dalle acque”.

Un giorno, quando Mosè era già adulto, mentre pascolava il suo gregge di pecore, vide un cespuglio bruciare ma non consumarsi. Si avvicinò all’arbusto infuocato e lì sentì Dio parlargli: “Mosè, Io sono il tuo Dio. Fa’ uscire il mio popolo ridotto in schiavitù dall’Egitto”. Mosè quindi, scoperte le sue origini, fece quanto gli fu detto dal Signore: aiutò il suo popolo a fuggire dall’Egitto per conquistare la libertà.

Il faraone, per questo, si infuriò e mandò i suoi soldati all’inseguimento di Mosè ma questi aveva dalla sua parte Dio che lo guidava. Dopo un lungo viaggio, Mosè e il suo popolo arrivarono davanti al Mar Rosso: le acque impedivano il passaggio e l’esercito egiziano era ormai vicino. Dio ordinò quindi a Mosè di stendere il suo bastone verso il mare. Egli obbedì e le acque si divisero, aprendo un corridoio asciutto e sicuro per lui e il suo popolo. Quando furono al sicuro sulla riva opposta, il mare tornò al suo posto, travolgendo il faraone e i suoi soldati.
TRACCIA
Dopo molti mesi di cammino, Mosè e il suo popolo giunsero ai piedi del Monte Sinai, dove si fermarono. Mosè, chiamato da Dio, salì sulla montagna e lì gli vennero consegnate due tavole di pietra sulle quali erano scritte le dieci regole dell’alleanza tra Dio e il suo popolo:
1. Non riconoscere altri dèi oltre al Signore.
2. Non usare il nome di Dio senza rispetto.
3. Santificare i giorni di festa dedicandoli alla preghiera.
4. Rispettare e onorare il padre e la madre.
5. Non togliere la vita a nessuno.
6. Non compiere azioni contrarie all’amore e alla purezza.
7. Non appropriarsi di ciò che appartiene agli altri.
8. Non mentire né accusare falsamente.
9. Non desiderare la moglie di un altro.
10. Non desiderare i beni degli altri.
(vedi Esodo 2,1-10; 3,1-4,20; 13,17-14,31; 19,20-20,17)
RIFLETTIAMO

• Dove viene messo Mosè appena nato per scampare dalla persecuzione del faraone?
• Chi trova poi la cesta e si occupa di lui?
• Cosa significa il nome “Mosè”?
• Quando Dio parla a Mosè per la prima volta? Cosa gli dice?
• Mosè, una volta conosciuto il suo popolo, da cosa decide di salvarlo?
• Cosa accade quando Mosè e il suo popolo raggiungono le rive del Mar Rosso?
• Cosa succede invece al faraone e al suo esercito?
• Perché Mosè sale sul Monte Sinai? Cosa riceve lì da Dio?
• Cosa vi è inciso sopra?
• Quali regole ti ricordi? Menzionale.
SCHEDE OPERATIVE







ATELIER: MOSÈ SEPARA LE ACQUE
Riproduciamo e drammatizziamo l’episodio della separazione delle acque.

2

Cosa ci serve?
Modelli fotocopiabili delle pagg. 134-135, pennarelli, forbici, perforatrice, fermacampione.
1
Fotocopiamo i modelli indicati, distribuiamo ai bambini le due “onde” e un Mosè e invitiamo a colorarli con i pennarelli.
Ritagliamo le onde e Mosè, poi, con l’aiuto di una perforatrice, pratichiamo dei fori su tutti e tre gli elementi, dove indicato.

3

Assembliamo le onde e Mosè con un fermacampione. Invitiamo i bimbi a drammatizzare l’episodio biblico della separazione delle acque “aprendo” e “chiudendo” le onde del mare.
Chiara Mammarella
ATTIVITÀ: LE NOSTRE REGOLE
Realizziamo le “tavole” delle regole a scuola.


Cosa ci serve?
Stampe del materiale per la LIM, forbici, colla, cartone, pennarelli.

Dopo aver affrontato l’episodio delle Tavole della Legge consegnate da Dio a Mosè, osserviamo alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina) e analizziamo i comportamenti giusti e sbagliati indicati. Con le stesse immagini, o con altre disegnate da noi, possiamo poi realizzare le tavole delle regole a scuola. Basterà procurarci una scatola di cartone sufficientemente grande, sagomarla come in foto e piegare le due alette esterne così da rendere le tavole “apribili”. Incolliamo quindi sulle “facce” laterali i comportamenti scorretti (magari insieme a dei bollini rossi con delle X), mentre, su quelle centrali, i comportamenti corretti (accompagnati stavolta da dei bollini verdi con delle spunte). Sulla parte anteriore delle tavole, aggiungiamo il titolo “Le nostre regole”.
EXTRA:
Possiamo inserire altre immagini di regole e comportamenti corretti e scorretti, magari proposti dai bambini stessi durante un momento di circle time.

SAN MARTINO
LA SUA STORIA
Martino nasce a Sabaria, antica città della Pannonia (attuale Ungheria), intorno al 316 d.C. A seguito di un editto imperiale, nel 331 è obbligato ad arruolarsi nell’esercito romano, in quanto figlio di veterano. Poco dopo la recluta nelle Scholae imperiali vie ne inviato in Gallia, dove entra a far parte del la Guardia Imperiale: truppe non combattenti destinate a garantire l’ordine pubblico. Da qui nasce il tradizionale racconto del taglio del mantello: durante una ronda notturna, il soldato Martino incap pa in un povero mendicante infreddolito e decide di offrirgli una porzione del suo mantello. Quella notte Martino sogna Gesù con indosso quel suo stesso mantello e, al momento del risveglio, lo ri trova miracolosamente integro. Dopo questo epi sodio, Martino si converte, facendosi battezzare in nome di Dio, lascia la carriera militare e si dedica alla vita spirituale diventando in seguito anche vescovo di Tours, in Francia. Muore l’8 novembre del 397 a Candes-Saint-Martin e, di lì a poco, viene canonizza to Santo (primo non martire celebrato dalla Chiesa).
RIFLETTIAMO
• Perché Martino da giovane si arruola nell’esercito romano?
• Cosa fa una sera quando incontra un povero mendicante?
• Cosa succede, il giorno dopo, al suo mantello tagliato?
• Cosa fa Martino subito dopo aver abbandonato la carriera militare?
• A cosa dedica poi la sua vita?







































ATTIVITÀ: DRAMMATIZZIAMO SAN MARTINO
Drammatizziamo l’episodio che ha cambiato la vita del soldato Martino.

foto di:

Cosa ci serve?
Mantello e un pezzo di stoffa rossi, tessuto tipo iuta, manico di scopa, cartone, forbici, pennarelli, scotch.

Invitiamo i bambini a sedersi per terra in uno spazio libero della sezione e mettiamo a disposizione gli indumenti e gli accessori necessari per la drammatizzazione, quindi: un mantello rosso per Martino, un pezzetto di stoffa sempre rosso (per simulare il taglio del mantello), un tessuto tipo iuta (che “indosserà” chi rappresenta il povero mendicante) e un “cavallo”, realizzato con un manico di scopa con attaccata, ad una estremità, la testa dell’animale ricavata da un cartone e poi colorata. Sorteggiamo poi due bambini alla volta e invitiamoli a drammatizzare l’episodio davanti alla sezione.
EXTRA:
Per accentuare l’attenzione del “pubblico”, facciamo l’applausometro! Ogni volta che una coppia di bambini drammatizzerà l’episodio di San Martino e il mendicante, tutti i partecipanti, a fine esibizione, dovranno applaudire tanto o poco, forte o piano, in base a quanto hanno apprezzato lo spettacolo: vincerà la coppia che avrà ricevuto gli applausi più fragorosi!
Polo d’Infanzia “Valle Verde”

LA GENTILEZZA il
FILASTROCCA
LA GENTILEZZA
Ci son semplici parole luminose come il sole, molto facili da dire e non sanno mai ferire.
Son preziose perle rare, son capaci di volare e la loro leggerezza è una soffice carezza.
Grazie, prego, per favore, per piacere, è un onore!
È permesso? Posso entrare?
Certo, si accomodi, ma le pare!
Ciao, mi manchi, come stai?
Ti voglio tanto bene, sai.
Scusa, mi dispiace.
Ti perdono, facciamo pace.
A casa, in strada, a scuola, una piccola parola può mutare un triste viso nella gioia di un sorriso.
Perciò, usale con cura, come fosse un’avventura: riempi il mondo di bellezza, spargi ovunque gentilezza!
Angela Rosa Nigro

RIFLETTIAMO
• Cos’è per te la gentilezza?
• Quali azioni gentili puoi compiere verso il prossimo?
• Quali, invece, verso te stesso/a?
• Ti consideri una persona gentile?
• Quali parole gentili conosci? In quali situazioni di vita quotidiana le utilizzi?
Ricordiamoci sempre che dietro ad ogni gesto d’amore si nasconde la gentilezza e viceversa.
SCHEDE OPERATIVE




ATELIER: L’ALBERO DELLE MANINE GENTILI
Realizziamo il cartellone “delle manine gentili”.

2
Pitturiamo una manina di ciascun bambino del colore che preferisce e invitiamo a stampare la propria impronta sulla chioma del nostro albero speciale.


Cosa ci serve?
Cartellone, tempere e pennelli, pennarelli.
1
Dipingiamo sul cartellone bianco la sagoma di un albero con tanti rami.

3
Aggiungiamo con il pennarello il titolo del nostro cartellone e fissiamolo su una parete della sezione.


IL NUOVO TESTAMENTO

• Scoprire la figura e gli insegnamenti di Santa Lucia e comprendere la carità
• Conoscere i principali episodi della vita di Gesù e apprenderne gli insegnamenti
• Cogliere il messaggio religioso legato alle festività del Natale e della Pasqua
• Comprendere le parole del Papa sul Natale e sulla Pasqua
• Conoscere il sacramento del battesimo
• Conoscere alcuni miracoli di Gesù
• Conoscere e comprendere il significato di alcune parabole
• Riconoscere nella morte di Gesù un atto d’amore verso gli uomini

LEZIONI
L’Annunciazione

Santa Lucia
È nato Gesù
Gesù ieri, io oggi LIM
Il battesimo di Gesù LIM
La pesca miracolosa
Le nozze di Cana
Il seminatore LIM


Il buon samaritano
Il padre misericordioso
Gesù a Gerusalemme
L’ultima cena LIM
Gesù sulla croce
Gesù è risorto
San Pietro e le chiavi

OBIETTIVI ATTIVITÀ
• Ascoltare alcuni episodi biblici
• Esercitarsi con il coding
• Svolgere attività benefiche
• Svolgere le attività proposte nel “Calendario dell’Avvento”
• Prendere parte al presepe vivente
• Fare giochi motori e figurativi
• Fare semplici esperimenti scientifici
• Drammatizzare la storia del buon samaritano
• Giocare al domino pasquale
• Fare una caccia al tesoro
• Realizzare atelier creativi
• Ascoltare e memorizzare canzoni
• Ascoltare e memorizzare filastrocche
• Riflettere sui temi trattati
• Completare schede operative

NEGLI ALBUM
3 ANNI: pagg. 18-19, 20-21, 22, 23, 24-25, 26, 27, 28, 29
4 ANNI: pagg. 20-21, 22-23, 24-25, 26, 27, 28-29, 30, 31, 32-33, 34-35, 36, 37, 38, 39, 40
5 ANNI: pagg. 20, 21, 22-23, 24-25, 26-27, 28-29, 30, 31, 32-33, 34, 35, 36-37, 38-41, 42-43, 44-45, 46-47, 48, 49, 50, 51
INSERTO CREATIVO: Il presepe 3D, Un augurio di pace

NELLA BIBBIA
Un giorno Dio inviò sulla Terra l’angelo Gabriele per parlare con Maria, una giovane di Nazareth, promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe. L’angelo entrò nella casa di lei e le disse: “Ti saluto, Maria, il Signore è con te. Darai alla luce un figlio e lo chiamerai Gesù. Sarà concepito per opera dello Spirito Santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Diventerà grande e compirà opere straordinarie: non avere paura”. Maria, turbata ma fiduciosa, rispose: “Sono la serva del Signore, avvenga per me secondo la Sua volontà”. Dopo questo, l’angelo si allontanò.
(vedi Luca 1,26-38)

RIFLETTIAMO
L'ANNUNCIAZIONE SCHEDE OPERATIVE
• Chi, nell’episodio biblico, va a fare visita a Maria? Ti ricordi il suo nome?
• Quale compito deve svolgere l’angelo?
• Cosa annuncia l’angelo a Maria?
• Lei come reagisce? Ha fede in quello che le viene detto?

























ATTIVITÀ: IL CODING DELL’ANNUNCIAZIONE
Drammatizziamo l’episodio dell’Annunciazione attraverso percorsi di coding.

Cosa ci serve?
Cartone, forbici, pennarelli, stoffa celeste, cartellone o scotch carta colorato, cartoncini colorati.

Come prima cosa, prepariamo i travestimenti per la drammatizzazione: per l’angelo costruiamo un paio di ali di cartone e per Maria realizziamo un velo con della stoffa celeste.
Tracciamo poi su un grande cartellone un reticolato (oppure “disegniamolo” sul pavimento della sezione con dello scotch carta colorato) e ritagliamo da dei cartoncini colorati alcune frecce. Posizioniamo queste ultime sul reticolato e invitiamo i personaggi a posizionarsi alle due estremità di questo. Il bambino-angelo dovrà quindi raggiungere Maria seguendo il percorso tracciato dalle frecce.
EXTRA:
Per aumentare la difficoltà, possiamo posizionare solo alcune frecce del percorso lasciando al bambino-angelo la possibilità di scegliere in autonomia gli altri passaggi utili per raggiungere Maria.

SANTA LUCIA
LA SUA STORIA
PAGINE 28-29
Santa Lucia nasce a Siracusa intorno al 283 d.C. in una famiglia nobile e benestante. Rimasta presto orfana di padre, cresce con la madre, che la educa alla fede cristiana. Fin da molto giovane, matura in lei un forte desiderio di consacrare la propria vita a Dio.
Episodio centrale, secondo la tradizione, nella vita di Lucia è il pellegrinaggio con la madre gravemente malata a Catania, presso la tomba di Sant’Agata, per chiederle la grazia della guarigione. Durante le preghiere, Lucia ha una visione della Santa che le annuncia, oltre al ritorno alla salute della madre, la futura missione che avrebbe dovuto svolgere. A partire da questo momento, Lucia dichiara apertamente la decisione che in cuor suo aveva già preso, ma che ancora custodiva per sé: quella di non sposarsi e di dedicare la propria vita ai bisognosi e a Dio.
Il rifiuto del matrimonio suscita però l’ira del giovane a cui era promessa, il quale la denuncia come cristiana – erano tempi in cui i seguaci del Cristianesimo era ancora perseguitati. Chiamata dal prefetto a difendersi dall’accusa, Lucia, con grande coraggio, continua ad affermare con convinzione il proprio amore e la propria fede in Gesù.
Nel 304 viene così condannata e uccisa, all’età di 21 anni, diventando una delle più note martiri cristiane.
Nel tempo si sono sviluppate diverse leggende intorno alla sua figura, in particolare quella legata agli occhi: Lucia, infatti, il cui nome deriva dal latino lux, ovvero “luce”, è considerata la protettrice della vista. a cura di Chiara Mammarella
MODELLO pag. 136 fotocopiabile

RIFLETTIAMO
• Ricordi in che occasione Lucia ha la sua prima visione?
• Perché è costretta a difendersi di fronte al prefetto?
• Di chi o che cosa è considerata la protettrice?





























































ATTIVITÀ: EVVIVA LA BENEFICENZA!
Organizziamo una giornata dedicata alla beneficenza (o, perché no, allo scambio circolare).

Cosa ci serve?
Oggetti inutilizzati (giochi, vestiti, libri, etc.), scatoloni, fogli bianchi, pennarelli.

Invitiamo i bambini, ma anche tutti gli operatori e insegnanti all’interno della nostra scuola, a partecipare a una giornata di beneficenza. Come prima cosa, riapriamo armadi, scatoloni e bauli per selezionare giochi, vestiti, libri, etc., lasciati nel dimenticatoio. Stabiliamo poi delle giornate per favorire la raccolta delle donazioni e, successivamente, organizziamoci tutti insieme per catalogare e imballare gli oggetti offerti. Invitiamo i bambini a partecipare a ogni fase e, se lo desiderano, a fare dei disegni da allegare e donare assieme ai pacchi.
CURIOSITÀ:
Il 20 di dicembre, proprio pochi giorni prima di Natale, ricorre la Giorna ta internazionale della solidarietà umana. Ecco quindi che questa atti vità guadagna ancor più forza, aiutandoci a interiorizzare la solidarietà.


E NATO GESU
NELLA BIBBIA
A seguito del censimento indetto da Cesare Augusto, Giuseppe e sua moglie Maria, incinta, si stavano dirigendo a Betlemme. Proprio in quei giorni, nei pressi della città, Maria partorì Gesù in una mangiatoia, perché non trovarono posto in alcun alloggio. Nelle campagne vicine c’erano dei pastori che custodivano le proprie greggi. Un angelo apparve davanti a loro. Questi ebbero timore, ma l’angelo disse: “Non temete: vi porto una grande gioia. Oggi è nato per voi il Salvatore, Cristo Signore”. Subito dopo comparve una moltitudine di angeli che lodavano Dio dicendo: “Gloria a Dio nei cieli e pace sulla terra agli uomini che Egli ama”. I pastori andarono quindi a far visita al bambino Gesù.


Dopo la nascita di Gesù, una stella particolarmente luminosa squarciò il cielo come a indicare un cammino. Alcuni sapienti, provenienti dall’Oriente, la notarono e decisero di seguirla: erano i Re Magi. La stella li guidò fino al luogo dove si trovavano Maria, Giuseppe e il Bambino. Quando i Magi videro Gesù, si inginocchiarono e gli offrirono i preziosi doni contenuti all’interno dei loro scrigni: oro, incenso e mirra. Poi ripartirono per fare ritorno alla loro terra. (vedi Matteo 2,1-12)
RIFLETTIAMO

• Dove si stanno dirigendo Maria e Giuseppe? Cosa ha indetto l’imperatore Cesare Augusto?
• Dove nasce Gesù bambino?
• Perché proprio in quel luogo? Non vi erano alloggi lungo il cammino?
• Chi avvisa i pastori vicino alla mangiatoia che è nato il Figlio di Dio?
• Quanti sono i Re Magi e da dove vengono?
• Cosa indica loro la strada?
• Cosa fanno appena vedono Gesù bambino e cosa gli offrono in dono?
• Dove vanno poi i Re Magi?

















































PAPA LEONE XIV... SUL NATALE
Messaggio del Santo Padre e Benedizione Urbi et Orbi nella Solennità del Natale, 25.12.2025
Cari fratelli e sorelle, «Rallegriamoci tutti nel Signore: il nostro Salvatore è nato nel mondo. Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo». Così canta la liturgia nella notte di Natale, e così riecheggia nella Chiesa l’annuncio di Betlemme: il Bambino che è nato dalla Vergine Maria è il Cristo Signore, mandato dal Padre a salvarci dal peccato e dalla morte. Egli è la nostra pace, Colui che ha vinto l’odio e l’inimicizia con l’amore misericordioso di Dio. Per questo «il Natale del Signore è il Natale della pace».
Gesù è nato in una stalla, perché non c’era posto per Lui nell’alloggio. Appena nato, Sua mamma Maria «Lo avvolse in fasce e Lo pose in una mangiatoia». Il Figlio di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, non viene accolto e la Sua culla è una povera mangiatoia per gli animali.
Il Verbo eterno del Padre, che i cieli non possono contenere, ha scelto di venire nel mondo così. Per amore ha voluto nascere da donna, per condividere la nostra umanità; per amore ha accettato la povertà e il rifiuto e si è identificato con chi è scartato ed escluso.

Nel Natale di Gesù già si profila la scelta di fondo che guiderà tutta la vita del Figlio di Dio, fino alla morte sulla croce: la scelta di non far portare a noi il peso del peccato, ma di portarlo Lui per noi, di farsene carico. Questo, solo Lui poteva farlo. Ma nello stesso tempo ha mostrato ciò che invece solo noi possiamo fare, cioè assumerci ciascuno la propria parte di responsabilità. Sì, perché Dio, che ci ha creato senza di noi, non può salvarci senza di noi, cioè senza la nostra libera volontà di amare. Chi non ama non si salva, è perduto. E chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Sorelle e fratelli, ecco la via della pace: la responsabilità. Se ognuno di noi – a tutti i livelli –, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con
chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe.
Gesù Cristo è la nostra pace prima di tutto perché ci libera dal peccato e poi perché ci indica la via da seguire per superare i conflitti, tutti i conflitti, da quelli interpersonali a quelli internazionali. Senza un cuore libero dal peccato, un cuore perdonato, non si può essere uomini e donne pacifici e costruttori di pace. Per questo Gesù è nato a Betlemme ed è morto sulla croce: per liberarci dal peccato. Lui è il Salvatore. Con la Sua grazia, possiamo e dobbiamo fare ognuno la propria parte per respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione. [...]
Nel buio della notte, «veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo», ma «i suoi non lo hanno accolto». Non lasciamoci vincere dall’indifferenza verso chi soffre, perché Dio non è indifferente alle nostre miserie. […] In questo giorno santo, apriamo il nostro cuore ai fratelli e alle sorelle che sono nel bisogno e nel dolore. Così facendo lo apriamo al Bambino Gesù, che con le sue braccia aperte ci accoglie e dischiude a noi la Sua divinità: «A quanti però Lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». Tra pochi giorni terminerà l’anno giubilare. Si chiuderanno le Porte Sante, ma Cristo, nostra speranza, rimane sempre con noi! Egli è la Porta sempre aperta, che ci introduce nella vita divina. È il lieto annuncio di questo giorno: il Bambino che è nato è il Dio fatto uomo; Egli non viene per condannare, ma per salvare; la Sua non è un’apparizione fugace, Egli viene per restare e donare Sé Stesso. In Lui ogni ferita è risanata e ogni cuore trova riposo e pace. «Il Natale del Signore è il Natale della pace».

A tutti auguro di cuore un sereno santo Natale!
ATTIVITÀ: IL CALENDARIO DELL’AVVENTO
Prepariamoci alla venuta di Gesù bambino svolgendo le attività del “Calendario dell’Avvento”!

Cosa ci serve?

Poster “Calendario dell’Avvento”, personaggi del presepe in cartoncino, modello fotocopiabile di pag. 138, patafix, forbici.
CALENDARIO DELL AVVENTO
1 Realizziamo delle decorazioni natalizie usando materiali di recupero.
2 Recitiamo una semplice filastrocca di Natale.
3 Prepariamo dei tramezzini a forma di stellina con la cioccolata spalmabile e facciamo merenda insieme.
4 Diciamo, a turno, cosa significa per noi “essere gentili”.
5 Realizziamo una ghirlanda da appendere sulla porta della sezione o sul portone di casa. 6 Riflettiamo insieme sul significato della parola “pace”.
7 Facciamo il girotondo cantando una canzone di Natale.
8 Decoriamo insieme l’albero di Natale.
9 Diamo da mangiare ad animali senza padrone (uccellini, gattini, etc.).
10 Realizziamo uno striscione natalizio utilizzando cartone di recupero.
11 Facciamo la danza della neve, fingendoci dei fiocchi.
12 Prepariamo un dolce insieme e condividiamolo con i compagni di un’altra sezione o con gli amici.

13 Doniamo ai bimbi bisognosi vestiti e giocattoli che non usiamo più.
14 Scambiamo un gesto di pace con compagni di un’altra sezione o con le persone a noi vicine.
15 Raccontiamo, a turno, di cosa siamo grati.
16 Facciamo una passeggiata all’aperto e osserviamo la meraviglia del Creato in inverno.
17 Giochiamo al telefono senza fili usando solo paroline natalizie.
18 Prepariamo un bigliettino di auguri da regalare a una persona cara.
19 Farciamo un pandoro e facciamo merenda insieme.
20 Inventiamo insieme una storia natalizia.
21 Facciamo un complimento a un/a nostro/a compagno/a o amico/a.
22 Guardiamo un film di Natale insieme.
23 Riflettiamo insieme sul significato del Natale.
24 Leggiamo dalla Bibbia l’episodio della nascita di Gesù.
25 BUON benvenutoNATALE,Gesù!


Appendiamo il poster dell’Avvento su una parete della sezione ad un’altezza ben raggiungibile anche dai bambini. Ritagliamo i personaggi del presepe (Gesù bambino, Maria, Giuseppe, i Re Magi, la stella cometa e le stelline) disponibili tra i cartoncini in fondo a questa Guida e fissiamoli sul poster con del patafix. Questo incollaggio rimovibile e riutilizzabile ci permetterà di rendere i personaggi mobili, come fossero degli attacca-stacca, e quindi di spostarli e drammatizzare di volta in volta la scena della ricerca della locanda, della Natività e dell’arrivo dei Re Magi. Utilizziamo poi una stellina per annotare man mano in quale giorno siamo e svolgiamo l’attività corrispondente (indicata sulla destra del poster).

Fotocopiamo il modello indicato e diamo una copia a ciascun bambino da consegnare a casa: questo ci permetterà di portare a termine tutte le attività indicate nel nostro “Calendario dell’Avvento” e rendere partecipi nell’attività anche i cari dei bambini!
ATELIER: STELLE COMETE TRASLUCIDE
Abbelliamo le finestre della sezione con tante colorate stelle luminose!

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Per rendere le stelle ancora più brillanti, una volta completate, ripassiamo su ciascuna uno strato leggero di colla vinilica. Lasciamo asciugare e ritagliamo poi le sagome.

Cosa ci serve?
Carta forno, indelebile nero, colla vinilica, pennello, carta velina gialla e arancione, forbici.
1
Disegniamo su un pezzetto di carta forno la sagoma di una stella cometa e stendiamoci sopra un velo di colla vinilica. Mettiamo a disposizione tanti pezzetti di carta velina gialla e arancione e invitiamo a poggiarli sulla stella per completarla.


3
Quando le stelle sono pronte, fissiamole alla finestra, la luce farà il resto! In alternativa, scriviamo al centro di ciascuna stella un numero da 1 a 24, seguendo lo stesso principio del Calendario dell’Avvento, e fissiamone una al giorno fino al 25 dicembre.
a cura di:
Linda Sbaffi Tesler
ATELIER: ADDOBBI ECOSOSTENIBILI
Realizziamo degli addobbi che, passato il periodo natalizio, si possono piantare!

Aggiungiamo al composto i nostri semini, mescoliamo bene con una spatola e, aiutandoci con un setaccio, separiamo la parte solida da quella liquida. Con delle formine, creiamo poi i nostri addobbi.


Cosa ci serve?
Carta di recupero, tinozza, acqua, mixer, setaccio, semini, spatola, formine, nastrini colorati.
1
2 3
Mettiamo in ammollo, all’interno di una tinozza con un pochino d’acqua, la nostra carta di recupero stracciata a mano. Il giorno dopo, con l’aiuto di un mixer, creiamo un composto omogeneo.

Con un oggetto appuntino, pratichiamo un foro nell’estremità superiore di ciascun addobbo e lasciamolo asciugare all’aria finché non risulterà solido. Ultimiamo poi le decorazioni utilizzando un nastrino. Finito il periodo natalizio, potremo interrarle e aspettare che portino frutto!
ATELIER: IL PRESEPE 3D
Realizziamo un presepe 3D da portare come dono alle famiglie per Natale.




Cosa ci serve?


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Pieghiamo le estremità superiori della mangiatoia lungo le linee indicate, così da creare il tetto di paglia.

Bigliettino degli album operativi, forbici, colla.
Ritagliamo dall’inserto creativo (pag. V degli album operativi) gli elementi.

Scegliamo in che punto del tetto posizionare la stella cometa e fissiamola con un po’ di colla. Facciamo lo stesso con Gesù bambino e il nostro presepe 3D è pronto!
ATTIVITÀ: IL PRESEPE VIVENTE
Organizziamo a scuola un coloratissimo presepe vivente pieno di personaggi e ambientazioni!
PERSONAGGI
• LAVANDAIE
• STENDITRICI
• PANETTIERI
• FORNAIO
• OSTE
• AVVENTORI

Cosa ci serve?
PER LE LAVANDAIE: camicette bianche e bandane colorate, telo blu, tinozze, acqua, sapone, straccetti di tessuto, acqua.
• CONTADINI
• FRUTTIVENDOLI
• TESSITORI
• GESÙ BAMBINO
• MARIA
• GIUSEPPE
INTRODUZIONE AL PRESEPE
Prima di lasciare liberi i visitatori di ammirare il presepe vivente, recitiamo una piccola introduzione:
Tanto tempo fa, in una terra lontana della Galilea, alla periferia di una cittadina di nome Betlemme, stava per accadere qualcosa di straordinario...
La vita nei dintorni scorreva tranquilla, ognuno era intento nel proprio lavoro. Lungo il fiume, le lavandaie strofinavano i panni nell’acqua fresca, mentre le stenditrici li disponevano con cura al sole. Nelle botteghe del paese, i panettieri impastavano morbide pagnotte che il fornaio cuoceva nel grande forno. Vicino alla piazza si trovava una piccola osteria: qui l’oste serviva bevande e pietanze agli avventori, che sedevano ai tavoli chiacchierando allegramente. Poco più in là, i contadini sistemavano ceste colme di ortaggi appena raccolti, e lo stesso facevano i fruttivendoli con i loro prodotti. I tessitori, nelle loro botteghe, intrecciavano fili colorati e confezionavano abiti con pazienza e abilità.
Sembrava un giorno uguale a tanti altri. Eppure, proprio in mezzo a quella normalità, accadde qualcosa di eccezionale. In una povera mangiatoia, illuminata solo da un tappeto di stelle, venne alla luce un Bambino, un Bambino davvero speciale. Il suo nome era Gesù, ed era il Figlio di Dio.
PER LE STENDITRICI: camicette bianche e bandane colorate, fili spessi, mollette da bucato, ceste di vimini, straccetti o pezzi di stoffa vari.
PER I PANETTIERI: abiti bianchi e cappellini, tavolini, contenitori per l’impasto, acqua e farina.
PER IL FORNAIO: abiti bianchi e cappellino, cartone, rametti, manico di scopa, scotch, pagnottelle di pane (vere o giocattolo).
PER LA DROGHERIA E L’OSTE: vestiti da oste, tavolino, bevande varie, bicchieri di carta, tendine.
PER LA LOCANDA E GLI AVVENTORI: tavoli e tovaglie a scacchetti, sedie, piatti e bicchieri di carta, cibo giocattolo.
PER I CONTADINI: grembiuli da cucina e bandane, tavolino, tovaglia plastificata, taglieri, coltellini di plastica, cespi di insalata.
PER I FRUTTIVENDOLI: grembiuli da cucina, banchetto, cassette con frutta e verdura (vere o giocattolo), bustine di carta, soldi finti.
PER I TESSITORI: tavolino, gomitoli di lana, rocchetti di filo, uncinetti per bambini, stoffe varie.
PER LA NATIVITÀ: stoffe colorate per fare le tuniche, culletta, cartone, tempere e pennelli, forbici, paglia.
LE LAVANDAIE

LE STENDITRICI: fissiamo bene su una parete diversi fili spessi per stendere i panni. In prossimità di questi, mettiamo poi delle ceste di vimini con all’interno straccetti o pezzi vari di stoffa.

LE LAVANDAIE: con l’aiuto di un telo blu, il supporto di alcuni tavolini e alcune puntine, ricreiamo una sorta di fiumicello. Posizioniamoci poi sopra delle tinozze con all’interno un po’ di acqua e degli straccetti che le lavandaie, con indosso camicette e bandane, potranno mimare di lavare.
LE STENDITRICI

Le stenditrici, dunque, con l’aiuto delle mollette per i panni, procederanno a stendere e raccogliere ciclicamente i tessuti a disposizione.
I PANETTIERI

IL FORNAIO: con del cartone, realizziamo un piccolo forno a più ripiani con, al centro, la parte dedicata al fuoco, dove poggiare dei rametti. Con un manico di scopa piccolino, del cartone e dello scotch, creiamo poi la classica pala. Distribuiamo sui vari livelli del forno diverse pagnottelle di pane (vere o giocattolo).
Invitiamo il fornaio a vestirsi con un cappellino e degli indumenti bianchi.
Se abbiamo a disposizione più spazio, possiamo allestire anche un semplice bancone dove esporre le varie tipologie di pane, o offrire un piccolo buffet ai visitatori.
I PANETTIERI: allestiamo il piano di lavoro poggiando su uno o più tavoli dei contenitori al cui interno i bambini potranno fare l’impasto con farina e acqua. Invitiamo poi i panettieri a vestirsi di bianco e a indossare un cappellino dello stesso colore (possiamo realizzare quest’ultimo anche con del cartoncino bianco sfruttando la tecnica dell’origami).
IL FORNAIO

LA DROGHERIA

... E GLI AVVENTORI
LA DROGHERIA: allestiamo il banco della drogheria posizionandoci sopra diverse bevande e bicchieri di carta. Possiamo inoltre arricchire la scenografia con delle tendine.
LA LOCANDA...


LA LOCANDA E GLI AVVENTORI: nell’area dedicata alla locanda, posizioniamo diversi tavolini e rivestiamoli con delle tovaglie. Posizioniamo poi su queste del cibo giocattolo, insieme a piatti e bicchieri di carta.
Invitiamo infine i bambini-avventori a prendere posto alle diverse tavole e far finta di mangiare e bere mentre chiacchierano con i compagni.
I CONTADINI

I CONTADINI: allestiamo il banco rivestendo un tavolino con una tovaglia plastificata e posizionandoci sopra dei taglieri e cespi di insalata. I bambini, quindi, dovranno fingere di pulire le verdure utilizzando dei coltellini di plastica o le mani.
I FRUTTIVENDOLI

I FRUTTIVENDOLI: prepariamo il banchetto posizionando a livelli diversi più cassette contenenti frutta e verdura fresche. Invitiamo quindi i bambini a indossare dei grembiuli da cucina e delle bandane. Il loro compito sarà quello di sistemare frutta e ortaggi e servire eventuali clienti. Per rendere quest’azione più realistica, possiamo mettere a disposizione anche sacchetti di carta e soldini finti.
I TESSITORI: allestiamo la bottega posizionando su un tavolino gomitoli di lana, stoffe e vari rocchetti di filo.
I bambini-tessitori, quindi, con in mano degli uncinetti, dovranno fingere di confezionare dei vestiti.





I TESSITORI

LA NATIVITÀ

LA NATIVITÀ: realizziamo con del cartone il bue e l’asinello e dipingiamoli. Posizioniamoli, insieme a una culletta, nello spazio dedicato alla Natività, precedentemente decorato con della paglia. Invitiamo quindi i bambini che rappresentano Giuseppe e Maria a vegliare su Gesù bambino.
foto di:
Polo d’Infanzia “Infanzia 2000”
CANZONE: BENVENUTO SEI GESÙ

Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
SPARTITO



GESU IERI, IO OGGI
TEORIA
Di Gesù, dalla nascita all’inizio della vita pubblica, sappia mo ben poco. L’unico che ci narra qualcosa a riguardo è Luca nel suo Vangelo: “Il bambino cresceva, si fortificava, pie no di sapienza, e la grazia di Dio era su di Lui” e “Egli stava a loro (ndr. genitori) sottomesso. Cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini”. Ciò che se ne può dedurre è che la vita di Gesù dove va essere piuttosto simile a quella degli altri bambini della sua età: rispettava e aiutava i propri genitori e ac coglieva Dio nel Suo cuore. Quello che invece sappiamo di certo, è quanto sia cambiato lo stile di vita dei bambi ni (e non solo!) dall’epoca di Gesù alla nostra. Questo, ovviamente, da un punto di vista non solo culturale, per cui alcune abitudini di costume sono rimaste simili ed altre cambiate, ma soprattutto evolutivo; basti pensare ai processi di modernizzazione che ogni paese ha conosciuto e relativi, ad esempio, al modo di spostarsi, all’intrattenimento, alla disponibilità di acqua corrente ed elettricità, etc. Anche la scuola ha conosciuto numerosi cambiamenti, a partire dagli strumenti usati dagli alunni: si è infatti passati da pennino, calamaio e pergamena a pennarelli, libri e tablet.

RIFLETTIAMO SCHEDE OPERATIVE
• Come era Gesù da bambino?
• Obbediva ai suoi genitori e li aiutava?
Per analizzare gli aspetti sopra descritti, svogliamo l’attività della pagina accanto e poi poniamo le seguenti domande:
• Quali strumenti utilizzava Gesù a scuola? Quali, invece, usi tu?
• Come ci si spostava al tempo di Gesù? Come invece lo fai tu?
• Come era la casa di Gesù? Com’è invece la tua?












































ATTIVITÀ: IERI O OGGI?
Osserviamo le differenze tra lo stile di vita di Gesù da bambino e quello dei bimbi dei nostri tempi.

Cosa ci serve?
Flashcards “ieri e oggi”, scatole di scarpe, forbici, colla, tempere e pennelli.

Osserviamo alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina) e descriviamo le differenze tra la vita di Gesù da bambino e quella dei bimbi di oggi. Decoriamo poi due scatole di scarpe dipingendole con colori diversi e pratichiamo, sul coperchio di ciascuna, un’apertura. Incolliamo sulla prima una foto di un bimbo di oggi e sulla seconda un’immagine di Gesù da bambino. Posizioniamo poi le scatole su un tavolino. Ritagliamo le flashcards “Ieri e oggi” disponibili tra i cartoncini in fondo a questa Guida e mescoliamole. Facciamo posizionare i bambini in fila indiana e, a turno, facciamo pescare a ciascuno una card: questo dovrà quindi osservarla, descriverla e imbucarla nella scatola corrispondente.
EXTRA:
In base alla fascia d’età dei bambini, riflettiamo su altre eventuali differenze possibili, ad esempio la presenza o meno dell’elettricità, il tipo di intrattenimento, il modo di vestirsi, etc. Possiamo poi realizzare nuove flashcards, magari scaricando le immagini da internet, arricchendo così l’attività.

IL BATTESIMO DI GESU
NELLA BIBBIA
Giovanni, cugino di Gesù, dopo aver trascorso un periodo nel deserto ed essersi avvicinato a Dio, iniziò a battezzare le persone, invitandole a seguire una vita retta nello spirito e a chiedere perdono per i propri peccati. Un giorno Gesù andò al fiume Giordano per farsi battezzare da lui. Giovanni inizialmente esitò, sentendosi indegno, ma poi accettò. Quando Gesù uscì dall’acqua, lo Spirito di Dio scese su di Lui come una colomba e si udì una voce provenire dal cielo che diceva: “Questo è il Figlio Mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento”.
(vedi Matteo 3,1-17; Marco 1,2-11; Luca 3,1-22; Giovanni 1,19-34)
RIFLETTIAMO

SCHEDE
• Cosa inizia a fare Giovanni, cugino di Gesù, dopo aver trascorso un periodo nel deserto?
• Dove va Gesù per incontrarlo?
• Cosa gli chiede di fare?
• Giovanni accetta subito?
• Cosa accade dopo che Gesù esce dall’acqua? Cosa appare sopra di Lui?
• Cosa sta a rappresentare?
• Cosa dice una voce proveniente dal cielo?















ATELIER: GIRANDOLA PORTAFOTO
Realizziamo dei colorati portafoto per celebrare il giorno in cui abbiamo ricevuto il sacramento del battesimo.

2
Dipingiamo poi, per ogni girandola, una stecchetta di legno col colore che preferiamo e lasciamo asciugare.


Cosa ci serve?
Cartoncini colorati, forbici, stecchette di legno, tempere e pennelli, colla, biadesivo, foto del battesimo di ciascun alunno.
1
Ritagliamo dai cartoncini colorati tanti quadrati di grandezza 20 x 20 cm. Procediamo poi a costruire le girandole seguendo i passaggi indicati nel contenuto visivo per la LIM (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina).

3
Montiamo la girandola fissando con del biadesivo l’elemento in cartoncino e alla stecchetta. Incolliamo infine sul fronte di ciascuna girandola la foto del battesimo del bambino che l’ha realizzata.
CANZONE: SEGUI IL BUON ESEMPIO DI GESÙ
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco

RITORNELLO
Segui il buon esempio come fanno i Santi, come fa Gesù.
Dai, non perder tempo, manchi solamente tu!
Segui il buon esempio insieme a noi, ti divertirai più che mai!
Dopo ogni buona azione, tu sarai migliore e un esempio tu sarai!
STROFA 1
Segui l’esempio del buon Gesù, Lui era un bimbo povero ed umile, dava una mano ai genitori poi giocava e gioiva come te. Era felice di pregare, era generoso, ubbidiente e poi era contento di aiutare tutte le persone intorno a Lui.
RITORNELLO
STROFA 2
Segui gli esempi che narra Gesù, del seminatore che ci insegnerà a coltivare in noi la fede: ogni seme un frutto buono porterà. Conoscerai il buon samaritano che dava cure ed aiutava il prossimo, e troverai un padre misericordioso pronto ad abbracciare ogni figlio suo.
RITORNELLO
SPARTITO





LA PESCA MIRACOLOSA
NELLA BIBBIA
Gesù si trovava sulle sponde del lago Gennesaret circondato da una grande folla, desiderosa di ascoltare la parola di Dio. Vide allora due barche ferme a riva e i pescatori che sistemavano le reti. Salì su una di queste barche e chiese al proprietario Simone di allontanarsi un poco dalla terraferma così da far sentire meglio la sua voce alle persone presenti.
Terminato il discorso, disse a Simone, chiamato Pietro: “Prendete il largo e gettate le reti”. Simon Pietro rispose: “Abbiamo faticato tutta la notte senza prendere nulla, ma sulla tua parola getterò le reti”.
Così fecero e catturarono una quantità enorme di pesci, tanto che le reti rischiavano di rompersi. Gesù, quindi, rivolgendosi a loro disse: “D’ora in poi sarete pescatori di uomini”. Essi lasciarono tutto e lo seguirono: erano Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni.
(vedi Matteo 4,18-22; Marco 1,16-20; Luca 5,1-11)
RIFLETTIAMO

• Cosa sta facendo Gesù sulle sponde del lago Gennesaret?
• Cosa dice di fare a Simone dopo aver terminato il suo discorso alla folla? Lui lo ascolta?
• Cosa accade poi? Le reti dei pescatori si riempiono o restano vuote?
• Chi, dopo questo avvenimento, decide di lasciare tutto e seguire Gesù?
SCHEDE OPERATIVE











ATTIVITÀ: PESCATORE E PESCIOLINI
Rappresentiamo l’episodio della pesca miracolosa e comprendiamo l’esempio di fede in Gesù.

Cosa ci serve?

Distribuiamo una copia del modello fotocopiabile indicato a ciascun bambino, chiediamo di colorare i pesciolini raffigurati e, dopo aver ritagliato le sagome, con dei nastrini, realizziamoci delle pettorine. Invitiamo poi un bambino a rappresentare il pescatore (offrendogli magari una canna da pesca giocattolo o fatta con materiale di recupero) e gli altri a indossare la pettorina con il pesciolino. Stendiamo quindi un lenzuolo celeste per terra e facciamo sedere i “pesciolini” in cerchio. Il pescatore, nel mentre, camminerà alle spalle dei compagni e, in maniera casuale, toccherà la spalla di un bambino alla volta; quest’ultimo dovrà quindi alzarsi e seguire il pescatore come “atto di fede”. L’ultimo bimbo che sarà toccato sulla spalla interpreterà il pescatore al giro successivo.
EXTRA:
Prima di iniziare l’attività, chiediamo ai bambini-pesciolini se vogliono fidarsi o meno del pescatore. Quest’ultimo dovrà ricordarsi quindi chi non si fida di lui e non toccargli la spalla; se sbaglia e chiama dei compagni che non si fidano, abbandona il ruolo del pescatore e torna a fare il pesciolino.

LE NOZZE DI CANA
NELLA BIBBIA
Durante i festeggiamenti di un matrimonio a Cana, al quale erano presenti come invitati Maria, Gesù e i suoi discepoli, il vino venne a mancare. Maria, appena lo notò, lo riferì a Gesù e invitò i servi a fare ciò che il Figlio avrebbe ordinato loro. Gesù fece riempire subito d’acqua sei grandi giare di pietra e chiese di portarne una al capotavola, ignaro del fatto. Quando egli assaggiò il contenuto, rimase talmente stupito della qualità della bevanda da chiamare lo sposo e complimentarsi con lui: “A differenza di altri, hai conservato il vino buono per tutta la durata dei festeggiamenti!”. Così Gesù compì il suo primo segno miracoloso.
(vedi Giovanni 2,1-12)

RIFLETTIAMO
• Cosa viene a mancare durante i festeggiamenti delle nozze di Cana?
• Chi avvisa Gesù dell’accaduto?
• Con cosa Gesù fa riempire ai servi sei giare?
• Cosa fa dopo? In cosa trasforma l’acqua?
• Cosa pensa il capotavola del vino trasformato da Gesù?
SCHEDE OPERATIVE













ATELIER: L’ANFORA MIRACOLOSA
Rappresentiamo il miracolo dell’acqua trasformata in vino avvenuto durante le nozze di Cana.

Ritagliamo gli elementi e la finestrella presente sulla giara. Pratichiamo poi i due fori, dove indicato.
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Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 140, tempere e pennelli, forbici, fermacampione.

a cura di:
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Fotocopiamo il modello indicato, distribuiamolo ai bambini e invitiamo a dipingere gli elementi prestando attenzione a colorare una metà del disco di rosso e l’altra di azzurro.

Assembliamo la nostra giara utilizzando un fermacampione e... ecco avvenire il miracolo!
Spostando la linguetta del disco da destra a sinistra, l’acqua si trasformerà in vino!
Linda Sbaffi Tesler

IL SEMINATORE
NELLA BIBBIA
Gesù, spesso, per far comprendere alle folle raccolte attorno a Lui la parola del Signore, raccontava delle parabole: narrazioni di episodi semplici, di vita reale, che tutti potevano prendere come esempio. Un giorno raccontò: “Un seminatore uscì per spargere il seme nel campo. Mentre lo distribuiva, una parte cadde lungo la strada, fu calpestata e gli uccelli la divorarono. Un’altra parte finì su un terreno sassoso; lì germogliò rapidamente, ma si seccò presto perché la terra era poco umida e il sole la bruciò. Un’altra ancora cadde tra i rovi: i germogli crebbero insieme alle spine e vennero quindi soffocati. Un’ultima parte cadde sul terreno buono e qui crebbe e produsse un raccolto abbondantissimo, cento volte superiore a quanto seminato”. I discepoli, finito il racconto, chiesero a Gesù di spiegare il senso della parabola ed Egli rispose: “Il seme rappresenta la parola di Dio e il seminatore è colui che cerca di diffonderla. I semi caduti lungo la strada sono coloro che ascoltano ma non credono; quelli finiti sul terreno roccioso sono le persone che accolgono la parola di Dio ma, essendo questa priva di radici profonde in loro, sono incostanti; quelli caduti tra le spine sono coloro che ascoltano ma si lasciano trascinare dalle preoccupazioni e dai piaceri della vita, senza dare frutto. Infine, i semi caduti sulla terra buona rappresentano chi ascolta la parola del Signore, la comprende, la custodisce e quindi produce frutto. Questi ultimi, quindi, sono da prendere come esempio”.
(vedi Matteo 13,1-23; Marco 4,1-20; Luca 8,4-15)
RIFLETTIAMO
• Cos’è una parabola?
• Su quali tipologie di terreni cascano i semi al seminatore?
• Cosa accade ai semi caduti sulla strada?
• Cosa succede invece a quelli caduti sul terreno sassoso?
• E a quelli caduti tra i rovi?
• In quale terreno germogliano i semi e producono un abbondantissimo raccolto?
• Quale elemento della parabola rappresenta, secondo te, la parola di Dio?
• Secondo te, le persone che ascoltano, comprendono e custodiscono la Sua parola sono da considerare un buon esempio?

SCHEDE OPERATIVE




















ATTIVITÀ: DAL SEMINO A...
Mettiamo in pratica la parabola del seminatore facendo un semplice esperimento.

Cosa ci serve?

Semini, contenitori trasparenti di plastica, sassi, rametti secchi, terriccio, acqua, pellicola da cucina, materiale per la LIM.
mettiamo solo dei semini, nel secondo posizioniamo sul fondo dei sassi e sopra adagiamoci alcuni semini; nel terzo facciamo un letto con dei rametti secchi (che rappresenteranno i rovi) e poggiamoci sopra dei semini; nel quarto, infine, posizioniamo del terriccio (la terra buona), mettiamo altri semini e ricopriamoli leggermente con dell’altra terra. Annaffiamo quindi con costanza le sementi di tutti i contenitori e posizioniamoli all’esterno, in una zona soleggiata. Se il clima è ancora rigido, rivestiamo con della pellicola da cucina i recipienti, così da proteggerli dal freddo, ad eccezione di quello che contiene solo i semini (così, forse, qualche uccellino andrà a mangiarli, come nella parabola). Di giorno in giorno, osserviamo cosa accade in ciascun contenitore. Dopo due settimane circa, potremo già notare come gli unici semini che hanno germogliato sono quelli piantati nella “terra buona” mentre gli altri non hanno portato alcun frutto, proprio come narrato nella parabola del seminatore!
EXTRA:
Osserviamo alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina) e descriviamo il ciclo di vita di una piantina a partire dal semino. Stampando le immagini, possiamo anche divertirci a riordinare le sequenze!

IL BUON SAMARITANO
NELLA BIBBIA
Un esperto della legge domandò a Gesù cosa fare per ottenere la vita eterna e Gesù, a sua volta, gli chiese: “Cosa dice la Legge del Signore?”. Il dottore allora rispose che le Scritture dicevano di amare Dio e il prossimo come sé stessi, ma rimase comunque dubbioso e domandò: “Chi è il mio prossimo?” allora Gesù gli rispose con una parabola: “Un uomo, durante un viaggio, fu assalito da dei briganti che lo derubarono e lo picchiarono, lasciandolo inerme sul ciglio di una strada. Passò prima un sacerdote che, pur vedendolo, proseguì dritto sul suo cammino. Poi passò un servo del tempio e fece lo stesso. Infine arrivò un samaritano che, mosso da compassione, si fermò, medicò le ferite dell’uomo, lo caricò sul proprio animale e lo portò in una locanda, prendendosi cura di lui”. Terminata la parabola, Gesù chiese: “Chi si è comportato da prossimo?”. L’uomo rispose: “Colui che ha avuto misericordia e ha aiutato l’uomo in difficoltà”. Gesù concluse: “Va’ e fa’ anche tu così”. (vedi Luca 10,25-37)
RIFLETTIAMO

• Chi assale l’uomo che è in viaggio?
• Cosa fa il sacerdote quando vede l’uomo inerme sul ciglio della strada?
• Come si comporta il servo del tempio? E il samaritano?
• Chi tra loro aiuta il prossimo?
• Tu aiuti mai il tuo prossimo?
• Se sì, come ti senti poi?
• A te fa piacere essere aiutato quando ne hai bisogno?
















ATTIVITÀ: QUANTE POSSIBILITÀ!
Drammatizziamo la parabola del buon samaritano con un dado speciale!


Cosa ci serve?

“Dado del samaritano”, bende, bicchiere di carta, cibo giocattolo, cavallo di peluche, pezzetto di stoffa, cesto.
Ritagliamo il “Dado del samaritano”, disponibile tra i cartoncini in fondo a questa Guida, e componiamolo seguendo le indicazioni date. All’interno di un cesto, posizioniamo poi gli elementi disegnati sul dado, quindi: delle bende, un bicchiere di carta con dipinta l’acqua all’esterno, del cibo giocattolo, un cavallo di peluche e un pezzetto di stoffa (o un mantello).
A turno, un bambino impersonerà l’uomo assalito dai briganti, sdraiandosi a terra, mentre un compagno rappresenterà il passante, lancerà il dado e, in base all’immagine sorteggiata, svolgerà una delle seguenti azioni: soccorrere l’uomo dandogli dell’acqua, del cibo o un pezzo di stoffa per coprirsi, curargli le ferite, dargli un passaggio sul cavallo o, nel caso appaia l’emoji che si copre gli occhi, semplicemente passargli accanto, senza aiutarlo. Dopo che ciascun “passante” avrà drammatizzato quanto il dado gli ha indicato, chiediamo al resto della sezione: “Il vostro compagno si è comportato da buon samaritano? Ha aiutato il prossimo?”. Qualora la risposta fosse “No”, invitiamo i bambini a suggerire delle azioni gentili che invece avrebbe compiuto un buon samaritano.

IL PADRE MISERICORDIOSO
NELLA BIBBIA
Come da abitudine, una grande folla era radunata attorno a Gesù e allora Questi raccontò una parabola: “Un uomo aveva due figli. Un giorno, il più giovane chiese al padre la parte dell’eredità che gli spettava e se ne andò per un altro paese e sperperò tutti i suoi averi. Trovandosi in difficoltà, si mise allora al servizio di un abitante del luogo, che lo mandò nei campi a custodire i porci. Affaticato da questa vita, pensò di ritornare dal padre, chiedergli scusa e lavorare per lui. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, si emozionò profondamente, gli corse incontro e lo abbracciò. Il figlio, quindi, gli disse: ‘Padre, ho sbagliato contro il cielo e contro di te; non merito più di essere chiamato tuo figlio’. Ma il padre, felicissimo di rivederlo, ordinò ai servi di vestirlo bene e di preparare un gran banchetto per il figlio ritrovato.
Il figlio maggiore, che nel mentre era nei campi, tornando verso casa, sentì i festeggiamenti e, capendo che fossero per il fratello, si rifiutò di entrare. Quando il padre lo notò andò da lui e gli disse: ‘Figlio mio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è anche tuo; era però giusto rallegrarsi e fare festa, perché tuo fratello si era perduto ed è stato ritrovato’”. (vedi Luca 15,11-32)
RIFLETTIAMO

• Cosa chiede un giorno il figlio più piccolo al padre?
• Dopo aver ricevuto la sua parte di eredità, cosa fa?
• Perché, dopo un po’ di tempo, decide di tornare a casa?
• Come viene accolto dal padre?
• Perché il figlio maggiore si arrabbia con il padre?
• Cosa gli risponde quest’ultimo?
SCHEDE









ATTIVITÀ: TI VOGLIO BENE!
Prendiamo come esempio il padre misericordioso e, quando bisticciamo, facciamo la pace!

Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 141, pennarelli, forbici, cartoncini colorati, colla.

Stampiamo tante copie del modello indicato quanti sono i bambini, distribuiamole e invitiamo a colorare i cuoricini. Ritagliamoli poi tutti e, sul retro di ciascuno, scriviamo il nome del bimbo che li ha completati. Con i cartoncini colorati, realizziamo poi delle bustine dove ogni piccolo potrà conservare i propri cuoricini. Riponiamo poi tutte le buste in un luogo facilmente accessibile ai bambini.
I cuoricini potranno quindi essere usati, ad esempio, come strumento di chiarificazione, donandoli a un compagno dopo un battibecco per chiedere scusa, oppure per consolare un amico quando è triste, o semplicemente per dimostrare il proprio affetto a un/a amichetto/a.
EXTRA:
I cuoricini possono essere usati anche come simbolo di vicinanza quando, ad esempio, i bambini vanno in vacanza o passano diversi giorni lontano dai compagni, per poi essere restituiti al momento del ritorno.

GESU A GERUSALEMME
NELLA BIBBIA
In occasione della festività pasquale, Gesù si stava dirigendo a Gerusalemme con i suoi discepoli. Arrivato nei pressi del monte degli Ulivi mandò due suoi discepoli a recuperare un puledro. Gesù vi salì sopra e fece così ingresso nella città di Gerusalemme. La folla vedendolo entrare, iniziò a lodare Dio; molti stendevano il proprio mantello davanti ai Suoi piedi, altri sventolavano rami di palma e diversi acclamavano: “Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!”. Molti Lo lodavano con entusiasmo, mentre altri Lo guardavano con ostilità e timore. (vedi Matteo 21,1-11; Marco 11,1-11; Luca 19,28-40; Giovanni 12,12-19)

RIFLETTIAMO
• Dove si sta dirigendo Gesù con i suoi discepoli per la Pasqua?
• Cosa viene richiesto ai discepoli di procurarsi?
• Come viene accolto Gesù dalla folla al suo ingresso a Gerusalemme?
• Cosa esclama la gente vedendo Gesù?
• C’è qualcuno che lo osserva con ostilità?
• Riconosci delle somiglianze tra l’episodio appena ascoltato e la domenica delle Palme? Se sì, quali?
• Hai mai partecipato alla messa della domenica delle Palme, detta anche “domenica Santa”? Racconta.




















Realizziamo un piccolo dono da portare a casa in occasione della domenica delle Palme.

Fotocopiamo il modello indicato, ritagliamo lungo le linee tratteggiate e diamo una colombella a ciascun bambino invitandolo a incollare del cotone idrofilo sull’aletta e la coda. Per ognuna, facciamo poi dipingere con la tempera verde una stecchetta di legno.


Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 142, cartoncino verde, forbici, colla, cotone idrofilo, stecchette di legno, tempere e pennelli, rametti di ulivo, nastrini.
1
Dal cartoncino verde, ricaviamo la sagoma di una foglia, quindi rifiniamola lungo i bordi con tanti taglietti a zigzag.

2 3

Assembliamo infine i vari elementi con un nastrino colorato, aggiungendo anche un rametto di ulivo.
Chiara Mammarella

L'ULTIMA CENA
NELLA BIBBIA
Come da abitudine, per celebrare la Pasqua, Gesù stava per cenare con i suoi apostoli. Prima di iniziare, prese il pane, lo spezzò e disse: “Questo è il Mio corpo, dato per voi”. Poi offrì il calice dicendo: “Questo è il Mio sangue, segno della nuova alleanza”. Annunciò poi che sarebbe stato tradito da colui che, fra loro, avrebbe mangiato dal suo piatto. Poco dopo, Giuda compì quel gesto e Gesù gli disse di fare presto ciò che aveva deciso. Dopo la cena, Gesù, assieme ai suoi apostoli, si recò sul monte degli Ulivi a pregare nell’attesa che il suo destino si compisse. Di lì a poco arrivò Giuda, accompagnato da alcuni soldati, e baciò Gesù sulla guancia: Gesù fu così arrestato e portato via.
(vedi Matteo 26,17-56; Marco 14,12-52; Luca 22,7-53; Giovanni 13,1-30, 18,1-11)

RIFLETTIAMO
• Chi partecipa all’ultima cena?
• Cosa offre loro Gesù da mangiare e bere? Cosa rappresentano?
• Chi, tra i presenti, tradirà Gesù?
• Riconosci delle somiglianze tra l’episodio appena ascoltato e il sacramento dell’Eucarestia? Se sì, quali?
• Dove si reca Gesù a pregare dopo la cena?
• Di lì a poco, chi arriva? Cosa accade poi?












ATTIVITÀ: IL PLASTICO DELL’ULTIMA CENA
Rappresentiamo l’episodio dell’ultima cena creando un plastico con del materiale di recupero.

Cosa ci serve?
Scatola di cartone, forbici, tappi di sughero, occhietti mobili, pezzetto di stoffa, tempere e pennelli, colla.

Come prima cosa, osserviamo alla LIM il dipinto di Leonardo da Vinci Ultima cena, (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina) e descriviamolo. Procediamo quindi a ricreare il quadro partendo dalla realizzazione dello sfondo del nostro plastico: ritagliamo la parte frontale della scatola, dipingiamo alcuni dettagli dell’interno come le finestre e le porte e posizioniamo al centro un “tavolo” creato sfruttando lo scarto del cartone e rivestito con un pezzetto di stoffa. Realizziamo poi i nostri personaggi dipingendo tredici tappi di sughero e, una volta asciutti, arricchiamoli incollando gli occhietti mobili e disegnando le bocche. Ora non ci resta che assemblare il tutto!
EXTRA:
Con i personaggi che abbiamo realizzato, possiamo inoltre drammatizzare tutti gli episodi biblici che troveremo fino alla fine del progetto, così da ricostruire, passo dopo passo, i vari avvenimenti accaduti durante la passione di Cristo, magari creando nuove ambientazioni con altre scatole di cartone.

NELLA BIBBIA GESU SULLA CROCE
Gesù fu portato davanti al tribunale ebraico e lì, senza alcuna colpa, fu condannato; nel mentre Pietro lo rinnegò tre volte. La vita di Gesù fu messa nelle mani del popolo il quale, davanti alla possibilità di salvare un carcerato tra Lui e Barabba, un famoso criminale, scelse di liberare Barabba.
Gesù fu poi obbligato a portare la propria croce fino al monte Calvario e lì fu crocifisso, assieme a due malfattori. A guardare vi erano Maria, Giovanni e pochi altri; alcuni lo deridevano, chiedendogli perché non si salvasse, se era veramente il Figlio di Dio. Gesù allora pregò per loro: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. A mezzogiorno il cielo si fece oscuro. Poche ore dopo, Egli disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” e spirò.
La terra tremò e un soldato esclamò: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio”. Un uomo giusto, discepolo di Gesù, chiese il suo corpo, lo depose dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo collocò in un sepolcro scavato nella roccia.
(vedi Matteo 26,57-27,66; Marco 14,53-15,47; Luca 22,54-23,56; Giovanni 13,36-38, 18,12-19,42)
RIFLETTIAMO

• La folla chi sceglie di salvare tra Gesù e Barabba?
• Cosa è obbligato a portare Gesù fino al monte Calvario? Cosa gli accade poi?
• Chi piange per Lui? C’è chi Lo deride?
• Quando Gesù muore e la terra trema, cosa dice un soldato che è lì presente?
• Chi si occupa poi del Suo corpo?












GESU E RISORTO
NELLA BIBBIA
Dopo tre giorni alcune donne si recarono al sepolcro con gli aromi. Lo trovarono però aperto, con la pietra rotolata via e dentro non vi era nessuno, solo alcuni teli posati là. Un angelo apparve davanti ai loro occhi e disse: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto! Correte a dirlo a tutti”.
Le donne, intimorite da quanto accaduto ma piene di gioia per la notizia, abbandonarono il sepolcro e corsero ad avvisare gli apostoli. Pietro andò a verificare e trovò tutto come era stato raccontato. Più tardi, Gesù apparve agli undici apostoli riuniti, alcuni dei quali erano dubbiosi di quanto gli era stato riferito dalle donne, e disse: “La pace sia con voi. Non dubitate di quanto vi è stato detto. Ora andate nel mondo e annunciate la parola di Dio come Io ho fatto con voi”.
Poi salì al cielo e siede alla destra del Padre. (vedi Matteo 28,1-20; Marco 16,1-20; Luca 24,1-53; Giovanni 20,1-29)
RIFLETTIAMO

• Dopo tre giorni, chi si reca al sepolcro di Gesù?
• Giunte lì davanti, cosa notano di strano?
• Chi appare davanti ai loro occhi e cosa dice?
• Saputa la notizia, dove corrono le donne?
• Chi non crede alle parole delle donne e va a verificare al sepolcro?
• Chi appare più tardi davanti agli apostoli?
• Quale compito Gesù affida loro?
• Da allora, dove si trova Gesù?
• Secondo te, la Sua Resurrezione conferma il fatto che Lui sia il Figlio di Dio?
• Quali simboli pasquali conosci?









La pace sia con tutti voi!
PAPA LEONE XIV... SULLA PASQUA
Prima benedizione Urbi et Orbi del Santo Padre Leone XIV, 08.05.2025
Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la Terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.
Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole ma sempre coraggiosa di Papa Francesco che benediceva Roma, il Papa che benediceva Roma, dava la sua benedizione al mondo, al mondo intero, quella mattina del giorno di Pasqua. Consentitemi di dare seguito a quella stessa benedizione: Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti! Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della Sua luce. L’umanità necessita di Lui come del ponte per essere raggiunta da Dio e dal Suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. Grazie a Papa Francesco! [...]
Alla Chiesa di Roma un saluto speciale! Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta ad accogliere, come questa piazza, con le braccia aperte a tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza, del dialogo e dell’amore. [...]

A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, d’Italia, di tutto il mondo: vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono. Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre: Ave Maria…
ATTIVITÀ: IL DOMINO PASQUALE
Utilizziamo i simboli pasquali per giocare al domino e fare un’attività logico-linguistica.

Cosa ci serve?
Tessere del domino pasquale, forbici.













Ritagliamo le trentadue tessere del domino pasquale, disponibili tra i cartoncini in fondo a questa Guida, e distribuiamole ai bambini affinché ciascuno ne abbia una stessa quantità (se la sezione è numerosa, possiamo dividerla in gruppi o semplicemente fotocopiare le tessere così da moltiplicarne la quantità).
Disponiamoci quindi attorno a una superficie e invitiamo un bambino a posizionare la prima tessera. Procediamo poi in senso orario: il compagno alla sinistra aggiungerà una tessera con rappresentata la stessa immagine di una delle estremità della prima. Se non ha tessere utili, salta il turno e procede un altro bambino. Vince il bimbo che per primo avrà posizionato tutte le sue tessere.
EXTRA:
Le tessere possono essere utilizzate anche per fare giochi logico-linguistici. Noi insegnanti mostriamo una delle figure di una tessera, ad esempio il pulcino, e chiediamo ai bambini di nominare altri elementi della stessa categoria, ad esempio altri animali, esseri viventi, elementi dello stesso colore, etc.
ATELIER: GESÙ È RISORTO!
Riproduciamo e drammatizziamo l’episodio della Resurrezione di Gesù.

2
Ricaviamo dal cartoncino marrone la “pietra” del sepolcro, in modo che sia abbastanza grande da coprire l’ingresso. Quindi, con l’aiuto di una perforatrice, pratichiamo un foro sia sull’elemento in cartoncino sia sul modello, dove indicato.


Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 143, pastelli a cera, cartoncino marrone, forbici, perforatrice, fermacampione.
1
Fotocopiamo il modello indicato, distribuiamolo ai bambini e invitiamo a colorare l’illustrazione con i pastelli a cera.

3
Sovrapponiamo la “pietra” di cartoncino al sepolcro e fissiamoli tra loro con un fermacampione. Invitiamo i bimbi a drammatizzare l’episodio biblico della Resurrezione di Gesù “aprendo” e “chiudendo” l’ingresso del sepolcro.
a cura di:
Chiara Mammarella
ATELIER: UOVA E PULCINI!
Realizziamo un simpatico pulcino sensoriale utilizzando materiali diversi.

Sgusciamo delle uova sole (e magari ne approfittiamo per fare una sana merenda!) e, dopo aver steso un po’ di colla vinilica sulla parte inferiore della sagoma bianca, fissiamoci i pezzetti di guscio. Lasciamo asciugare.


Cosa ci serve?
Panno lenci colorati, cartoncino bianco, forbici, uova sode, colla vinilica, pennelli, forbici.
1 2 3
Dal cartoncino bianco, ricaviamo tante sagome di uovo quanti sono i bambini e usiamole come riferimento per sagomare le teste dei pulcini dal panno lenci giallo (vedi immagine finale).

Completiamo infine il nostro atelier pasquale incollando nella parte superiore della sagoma di uovo la testa del pulcino e decoriamola aggiungendovi una crestina, gli occhi e il becco.
ATELIER: LA COLOMBA DELLA PACE
Realizziamo un simbolo di pace da portare a casa come dono per Pasqua.

A ciascun bambino facciamo poi dipingere una stecchetta di legno e lasciamo asciugare.


Cosa ci serve?
Cartoncini colorati, carta crepla bianca, forbici, colla, pinzatrice, stecchette di legno, tempere e pennelli, rametti di ulivo, biadesivo.
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Ritagliamo dai cartoncini colorati tanti rettangolini della stessa dimensione, pieghiamoli su sé stessi creando dei cerchi e fissiamoli fra loro, come in foto.

Ritagliamo dalla carta crepla bianca tante colombelle e fissiamole, insieme a dei rametti di ulivo, alla decorazione in cartoncino precedentemente realizzata, aiutandoci con del biadesivo.
foto di:
Polo d’Infanzia “Infanzia 2000”
ATELIER: UN AUGURIO DI PACE
Realizziamo un biglietto pasquale dal messaggio universale: “la pace sia con voi”.


BUONA PASQUA



Che la pace sia con voi
2
Pratichiamo i quattro fori con la perforatrice e, sul retro del cuoricino, scriviamo il nome del bambino.


Cosa ci serve?
Bigliettino degli album operativi, forbici, righello, perforatrice, filo di lana, pennarello.
1
Ritagliamo dall’inserto creativo (pag. VII degli album operativi) gli elementi. Aiutandoci con un righello, pieghiamo poi le alette, dove indicato.

3
Assembliamo poi il nostro augurio pasquale fissando la colombella al cuore grazie a dei fili di lana colorati, come nell’immagine.
CANZONE: MA CHE BELLA PASQUA

Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
SPARTITO



SAN PIETRO E LE CHIAVI
NELLA BIBBIA
Gesù un giorno chiese ai suoi discepoli: “Chi, secondo voi, è il figlio di Dio?”. Diversi fecero il nome di alcuni profeti ma Pietro prontamente rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio vivente di Dio”.
Gesù allora gli disse: “Tu, Pietro, sei beato, in quanto tu mi credi il Figlio del Signore, per fede. Su questa pietra edificherò la mia Chiesa e a te darò le chiavi del Regno dei cieli”.
(vedi Matteo 16,13-20; Marco 8,27-30; Luca 9,18-20)
LA SUA STORIA
Pietro, il cui nome originario era Simone, nasce a Betsaida, in Galilea. Prima di conoscere Gesù, lavora come pescatore insieme al fratello Andrea (che, come lui, diventerà apostolo). La sua vita cambia radicalmente quando incontra Gesù che lo chiama a seguirlo, dandogli il nome di Pietro, ovvero “roccia”, proprio ad indicare il ruolo fondamentale di guida che avrebbe svolto per la comunità cristiana. Nei Vangeli emerge spesso come una figura dal carattere impulsivo e diretto, ad esempio nell’episodio della Passione in cui, per paura, rinnega Gesù per tre volte. Dopo la Sua Resurrezione, Pietro si pente del gesto compiuto e riceve l’incarico di guidare e go vernare la Chiesa nascente.
Secondo la tradizione, Pietro, dopo avere a lungo viaggiato e predica to la parola del Signore, si stabilisce a Roma. Qui viene considerato il primo vescovo e, quindi, il primo papa della Chiesa cattolica. Durante la persecuzione dell’imperatore Nerone, viene arrestato e condannato a morte. Muore martire intorno al 67 d.C., crocifisso a testa in giù per sua scelta, poiché si ritiene indegno di concludere la sua vita allo stesso modo di Gesù. San Pietro è oggi venerato come uno dei principali fon datori della Chiesa e patrono della città di Roma.
a cura di Chiara Mammarella
RIFLETTIAMO
• Come si chiamava Pietro prima di incontrare Gesù?
• Che significato ha il nome “Pietro”?
• Qual è il ruolo che gli affida Gesù?
• Di quale città è patrono?













ATTIVITÀ: CACCIA ALLE CHIAVI!
Organizziamo in sezione, o nel giardino della scuola, una caccia al tesoro!

Cosa ci serve?

Fogli bianchi, pennarelli, nastrini colorati.
Disegniamo su dei fogli bianchi la sagoma di tante chiavi, distribuiamoli ai bambini e invitiamo a colorare con la tecnica che preferiscono. Una volta completate, arrotoliamo le schede come fossero delle pergamene, magari fissandole con un nastrino. Poi, senza farci vedere dai piccoli, nascondiamole all’interno della sezione o, perché no, se il tempo lo permette, nel giardino della scuola. Quando anche l’ultima chiave sarà riposta, chiediamo ai bambini di esplorare l’ambiente e di scovarle tutte!
EXTRA:
Per rendere ancora più divertente la caccia alle chiavi, possiamo innanzitutto stabilire un limite di tempo, impostando un timer o sfruttando la durata di una canzone, ad esempio “Segui il buon esempio dei Santi” (traccia n°4 a pagg. 28-29). Inoltre, possiamo suddividere la sezione in due o più gruppi, così da rendere ancora più stimolante l’attività, proclamando, alla fine di ogni caccia al tesoro, la squadra vincente!

LA COMUNITA CRISTIANA


• Approfondire la conoscenza della figura
del Papa e del suo ruolo nella comunità cattolica
• Conoscere e sentirsi parte della comunità cattolica
• Riconoscere alcuni linguaggi simbolici della religione cristiana
• Approfondire la conoscenza della figura
di Maria Vergine e imparare una preghiera
• Scoprire culture e religioni diverse
• Valorizzare la Giornata della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo
• Conoscere i diritti dei bambini

ATTIVITÀ
• Guardare contenuti video sul Papa
• Costruire una chiesa di cartone
• Esercitarsi con il segno della croce
• Recitare brevi preghiere
• Realizzare un santino dedicato a Maria
• Celebrare la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo
• Giocare al memory delle religioni
• Realizzare un cartellone dedicato ai diritti dei bambini
• Mettere in scena uno spettacolo teatrale
• Realizzare atelier creativi
• Ascoltare e memorizzare canzoni
• Ascoltare e memorizzare filastrocche
• Riflettere sui temi trattati
• Completare schede operative

Papa Leone XIV LIM
La Chiesa del Signore
La preghiera LIM
Maria Vergine


LEZIONI NEGLI ALBUM
Quante culture! LIM
Drammatizzazione:
Quanti gesti d’amore!
Il mio diplomino

3 ANNI: pagg. 30, 31, 32, 33, 34-35
4 ANNI: pagg. 41, 42, 43, 44, 45, 46-47
5 ANNI: pagg. 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58-59
INSERTO CREATIVO: Ave o Maria, Diploma

PAPA LEONE XIV
LA SUA STORIA
Papa Leone XIV, nato Robert Francis Prevost, è il 267 cattolica.
Nato a Chicago il 14 settembre del 1955, papa Leone si avvicina sin da giovanissimo alla religione cattolica, formandosi prima presso il Se minario minore dei Padri Agostiniani e poi alla Villanova Universi ty, dove consegue la laurea in Matematica.
Ottenuto il titolo, entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agosti no, arrivando alla pronuncia dei voti solenni il 29 agosto del 1981. La sua formazione religiosa prosegue prima a Chicago, poi a Roma, dove si reca per studiare Diritto Canonico pres so la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino e viene ordinato sacerdote. Nel corso degli anni, inizia a dedicarsi anche all’attività missionaria, soprattutto in Perù, e a ricoprire ruoli sempre più rilevanti all’interno della Chiesa. infatti chiamato a Roma da Papa Francesco per la nomina a Pre fetto del Dicastero per i Vescovi, a cui se ne aggiungono nel tempo altre, progressivamente più importanti, come quella a Cardinale. Nel maggio del 2025 ha avuto inizio il suo pontificato, il primo tenu to da un papa di origine statunitense. Il suo motto episcopale è la frase di Sant’Agostino (“In Cristo siamo una cosa sola”), la quale riassume bene la sua visione della Chiesa, basata sull’unione e comunione fra le per sone cristiane. Un messaggio che si riflette anche nel suo stem ma: un cuore trafitto da una freccia sopra un libro, simbolo della conversione di Sant’Agostino e della sua fede nella Parola di Dio. a cura di Chiara Mammarella
RIFLETTIAMO
• Dove nasce Papa Leone XIV?
• Dove ha svolto principalmente la sua attività missionaria?
• Qual è il suo motto episcopale?
• Cosa è rappresentato nel suo stemma?






ATTIVITÀ: CONOSCIAMO IL PAPA!
Approfondiamo la conoscenza di Papa Leone XIV osservando un video e riproducendo il suo stemma.

Cosa ci serve?

Cartellone bianco, tempere e pennelli.
Dopo aver appreso alcune nozioni sulla vita di Robert Francis Prevost, ora Papa Leone XIV, non ci resta che conoscerlo “di persona”, magari attraverso un video nel quale svolge il suo ruolo. Osserviamo quindi alla LIM la Santa Messa presieduta dal Papa in occasione del Giubileo dei giovani, con a seguire la preghiera dell’Angelus (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina). Video come questo ci permettono non solo di prendere confidenza con la figura del Papa, ma anche di riflettere insieme sul significato del suo messaggio alla comunità cattolica, oltre che sulla struttura e organizzazione di un evento così importante come il Giubileo dei giovani.
EXTRA:
Per rendere questa conoscenza anche “operativa”, possiamo osservare alla LIM e analizzare insieme lo stemma di Papa Leone XIV, menzionato anche a pagina 102 (disponibile sempre tra il materiale digitale di questa Guida). Proviamo poi a riprodurlo su un cartellone utilizzando tempere e pennelli.

LA CHIESA DEL SIGNORE
NELLA BIBBIA
DIGITALE N.25
Gli undici apostoli, dopo aver ricevuto il dono dello Spirito Santo, durante il giorno di Pentecoste, iniziarono a praticare quanto Gesù aveva insegnato loro: diffondere la parola di Dio, convertire le persone battezzandole in nome di Cristo così da togliere loro i peccati, spezzare il pane e rendere grazie, lodare e pregare il Signore.
Così, di giorno in giorno, si stava creando la prima comunità di cristiani, la Chiesa del Signore. I fedeli man a mano si moltiplicavano, pregavano assieme nel tempio, vendevano le proprietà condividendo i propri beni e percorrevano insieme la strada che li avrebbe portati a Dio e alla vita eterna.
(vedi Atti degli Apostoli 2,1-47)
FILASTROCCA
LA CHIESA DEL SIGNORE
La Chiesa del Signore
è un luogo pieno d’amore, fratellanza e carità, con gente piena di bontà.
RIFLETTIAMO

La Chiesa del Signore
è un luogo nel nostro cuore; qui conosciamo l’umiltà e costruiamo una comunità.
• Cosa fanno gli apostoli dopo aver ricevuto il dono dello Spirito Santo?
• Cosa si intende con l’espressione “la Chiesa del Signore”? Un luogo fisico?
• Cosa fanno i fedeli insieme man a mano che si moltiplicano?
• Ti senti parte di questa comunità?
La Chiesa del Signore
è un luogo in ogni dove; la nostra fede canterà: sia fatta la Tua volontà!
Linda Sbaffi Tesler



TRACCIA
ATTIVITÀ: COSTRUIAMO UNA CHIESA
Realizziamo una chiesa a dimensione di bambino utilizzando materiale di recupero.

Cosa ci serve?
Scatoloni di cartone, telo protettivo di plastica, forbici e taglierino, scotch carta, pennarelli, tempere e pennelli.

In uno spazio libero della sezione, stendiamo un telo protettivo di plastica e iniziamo a costruire la nostra chiesa. Come prima cosa, intagliamo degli scatoloni di cartone e assembliamone le diverse parti cercando di conferire loro la forma di una chiesa; pratichiamo poi i tagli per ottenere una porta e qualche finestra e fissiamo altri elementi, ad esempio il campanile, usando dello scotch carta (il più indicato per essere poi anche pitturato). Cominciamo quindi a dipingere tutti insieme i muri e ad abbellire la costruzione incollando mattoncini, campane, croci, etc. ricavate dallo scarto degli scatoloni. Una volta pitturata, non ci resta che lasciar asciugare la nostra chiesa e nominare insieme tutte le parti che la compongono!
EXTRA:
Se la costruzione è sufficientemente grande da permettere l’ingresso di uno o più bambini, possiamo decorare anche le pareti interne incollando, magari, foto reali di navate, altari, confessionali, etc., così da rendere la nostra chiesa ancora più realistica!

TEORIA LA PREGHIERA
Cos’è la preghiera?
La preghiera è l’insieme di parole, dette o pensate, con cui ci si rivolge a Dio per lodarlo, chiedere aiuto, perdono o intercessione. È però, pri ma di tutto, un dialogo con Lui che può esprimersi attraverso parole, ma anche nel silenzio, nell’ascolto interiore e attraverso ciò che Dio comunica nel cuore, nelle Sacre Scritture. La preghiera può assumere una forma sponta nea o essere praticata attraverso formule già tramandate.
Cos’è il segno della croce?
È un segno distintivo cristiano che esprime il mistero della Trinità: Pa dre, Figlio e Spirito Santo. È il primo che viene fatto su ciascuno di noi quando entriamo a far parte della comunità cattolica durante il battesimo ed è anche l’ultimo che riceviamo durante l’estremo saluto.
Come si fa il segno della croce?
Il segno della croce si fa portando la mano destra alla fronte, al petto, alla spalla sinistra, poi a quella destra e infine unendo le mani in preghiera, ac compagnando i gesti con la formula di preghiera che tutti conosciamo. Nello specifico, il primo gesto è dedicato a Dio Padre: si tocca la fronte perché Dio è all’origine dei nostri pensieri e della nostra vita; il secondo gesto onora il Figlio, Gesù, che si è fatto uomo, è morto ed è risorto per donarci la vita; il terzo e il quarto sono per lo Spirito Santo, dono del Cristo risorto, che ci guida, ci aiuta a capire le Sue parole e a vivere secondo il Suo insegnamento; infine, con l’“Amen” e le mani giunte, ci affidiamo alla Trinità. Facciamo ora insieme il gesto della croce osservando alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina).
RIFLETTIAMO
• Quando ti capita di pregare?
• Ti piace farlo? Cosa provi quando preghi?
• Hai una preghiera preferita?
• Sai fare il segno della croce in autonomia?
• Hai mai partecipato ad una messa? Se sì, come è stato? Cosa ti è piaciuto?





















ATELIER: LA PREGHIERA PORTA FRUTTO
Impariamo i gesti e le parole del segno della croce con un fiore speciale.

Invitiamo i bimbi a dipingere ognuno una stecchetta di legno con la tempera verde e lasciamo asciugare.


Cosa ci serve?
Modello fotocopiabile di pag. 144, pennarelli, forbici, stecchette di legno, tempere e pennelli, biadesivo.
1
Fotocopiamo il modello indicato, distribuiamolo ai bambini e invitiamo a colorare l’illustrazione con i pennarelli. Ritagliamo poi i vari elementi.

2 3
a cura di:
Fissiamo con del biadesivo i vari elementi ritagliati alla stecchetta di legno.
Chiara Mammarella

MARIA VERGINE
LA SUA STORIA
Sulla figura di Maria, all’interno della Bibbia, è detto davvero poco. Quello che sappiamo di lei è che viene scelta da Dio per concepire Suo Figlio, che partorisce Gesù all’interno della mangiatoia in quanto nessuna locanda ha un posto da offrirle, che è lei ad attenzionare Cristo durante le nozze di Cana sulla mancanza di vino, portandolo a compiere il Suo primo miracolo e che, dopo la morte di Gesù, è insieme agli apostoli e riceve con loro lo Spirito Santo. Quello che ne possiamo dedurre è che si tratta di un grande esempio di fede in Dio, in quanto, già dall’episodio dell’Annunciazione (vedi pag. 48), Maria si definisce “serva del Signore” e lascia che si com pia quanto riferitogli dall’angelo Gabriele.
Maria è quindi una delle principali figure di riferimento della re ligione cristiana, in quanto non rappresenta la madre solamente del Figlio di Dio, ma anche dell’intera comunità cristiana. A lei, infatti, viene dedicato l’intero mese di maggio che per ciò è detto anche “mese mariano”.
PREGHIERA
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
RIFLETTIAMO
• Cosa sai della figura di Maria?
• Chi rappresenta per Gesù?
• Come si definisce davanti agli occhi di Dio?
• Perché, secondo te, Dio ha scelto proprio lei per mettere al mondo Suo Figlio?
• Cosa rappresenta per la comunità cristiana?
• Le hai mai dedicato una preghiera?




ATELIER: AVE O MARIA
Per il mese mariano, costruiamo un santino in onore della Vergine Maria.



Cosa ci serve?
2
Bigliettino degli album operativi, forbici, righello, colla, foto con le persone care di ciascun bambino o pennarelli.

1


Con l’aiuto di un righello, pieghiamo a metà i tre cuoricini colorati, dove indicato.

Ritagliamo dall’inserto creativo (pag. IX degli album operativi) gli elementi.

3
Incolliamo sulla riga di ogni fiore presente sul santino il cuoricino del colore corrispondente precedentemente piegato, così da creare un effetto 3D.
Invitiamo infine ciascun bambino a completare il retro disegnando o incollando una foto delle persone a lui/lei care.

QUANTE CULTURE!
TEORIA
Il 21 maggio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo. Istituita nel 2002 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questa ricorrenza invita a riflettere sul valore di tutte le culture e sull’importanza del confronto e dello scambio tra di esse, considerati come strumenti essenziali per favorire la coesione e la pace tra i popoli. Circa tre quarti dei principali conflitti globali hanno infatti radici di natura culturale. Per questo motivo, è fondamentale cambiare prospettiva nel modo di vedere chi è diverso da noi, iniziando a considerare la diversità culturale non come fonte di divisione o scontro, ma come un’opportunità di crescita, arricchimento reciproco e solidarietà. Nelle seguenti pagine sono disponibili dei sintetici specchietti sulle principali religioni professate nel mondo.
FILASTROCCA
LA PELLE
Pelle Bianca come la cera
Pelle Nera come la sera
Pelle Arancione come il sole
Pelle Gialla come il limone tanti colori come i fiori. Di nessuno puoi farne a meno per disegnare l’arcobaleno. Chi un sol colore amerà un cuore grigio sempre avrà.
Gianni Rodari

RIFLETTIAMO
• Conosci altre culture oltre la tua?
• Da quale paese provieni? Hai mai visitato paesi diversi dal tuo?
• Conosci le origini della tua famiglia? E le origini dei tuoi compagni?
• Quali sono i cibi tipici della tua cultura? Ne hai mai assaggiati di provenienti da altri paesi?
• Quale religione professi?
• Conosci altre religioni oltre la tua?







Osserviamo alla LIM il contenuto visivo correlato (disponibile tra il materiale digitale di questa Guida, vedi seconda di copertina) e approfondiamo la conoscenza delle altre religioni.
L’EBRAISMO
Cos’è l’Ebraismo?
L’Ebraismo è una religione monoteista, ovvero che riconosce un unico Dio, chiamato Jahvè, e i suoi fedeli sono detti “ebrei”. Il testo sacro è la Bibbia ebraica, composta da tre parti: la Torah (cioè “insegnamento”), i Neviim (“Profeti”) e i Ketuvim (“Scritti”). Il luogo di culto è la sinagoga.
Qual è la sua origine?
Questa religione nasce e si sviluppa nel II millennio a.C. in Palestina e si basa sull’alleanza tra Dio e Abramo, considerata all’origine del popolo ebraico. Anche Mosè ha un ruolo fondamentale, poiché rappresenta il patto tra Dio e il popolo d’Israele stipulato sul Monte Sinai ed espresso nelle Tavole della Legge. L’Ebraismo è inoltre all’origine di altre religioni monoteiste, ovvero il Cristianesimo e l’Islam.
L’ISLAM

Cos’è l’Islam?

L’Islam è una religione monoteista che riconosce un solo Dio, Allah, e i suoi fedeli sono chiamati “musulmani”. Il libro sacro è il Corano, mentre il luogo di culto è la moschea. Dalla torre della moschea, detta “minareto”, il muezzin chiama i credenti alla preghiera con il suo canto.
Qual è la sua origine?
Nasce intorno al 600 d.C. nella penisola arabica, quando Dio si rivelò al profeta Maometto attraverso un angelo. Le rivelazioni furono poi raccolte nel Corano.
Quali sono i cinque pilastri della religione islamica?
Questi sono: professare la fede: (“non c’è altro Dio all’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta”), pregare cinque volte al giorno rivolti verso la Mecca, fare elemosina ai poveri, osservare il digiuno durante il mese di Ramadan (dall’alba al tramonto) e compiere almeno una volta nella vita il pellegrinaggio alla Mecca.
IL BUDDHISMO
Cos’è il Buddhismo?
Il Buddhismo è una religione non teistica, poiché non prevede l’esistenza di un Dio creatore o salvatore. I suoi fedeli sono chiamati “buddhisti”. Il testo sacro è il Tripitaka, suddiviso in tre sezioni, e il luogo di culto è il tempio.
Qual è la sua origine?
Nasce intorno al 500 a.C. in Oriente, nell’area himalayana. Il fondatore è Siddhartha Gautama, noto come Buddha. Egli, dopo aver vissuto nel lusso, rimase profondamente colpito dalla sofferenza umana e cercò una via per superarla.
Quali sono gli otto princìpi del Buddhismo?
Gli otto princìpi del Buddhismo sono: evitare di fare del male agli altri, aiutare il prossimo, comprendere l’insegnamento del Buddha sulla sofferenza, raggiungere la calma mentale, dire sempre la verità, essere consapevoli degli altri, riflettere prima di agire e coltivare pensieri positivi e orientati al bene.
L’INDUISMO


Cos’è l’Induismo?
L’Induismo è una religione molto antica e complessa, caratterizzata dalla credenza in una realtà divina che può manifestarsi in diverse forme. I suoi fedeli sono chiamati “induisti”. I testi sacri principali sono i Veda, insieme ad altri scritti come le Upanishad e la Bhagavad Gita. Il mandir è il luogo di culto.
Qual è la sua origine?
Si sviluppa dal II millennio a.C. nel subcontinente indiano e non ha un unico fondatore. Si basa su concetti fondamentali come il dharma (dovere), il karma (conseguenze delle azioni), il samsara (ciclo delle rinascite) e la moksha (liberazione).
Cosa comprende la pratica religiosa?
La pratica religiosa induista è varia, ma comprende alcuni elementi comuni tra cui: pregare le divinità, rispettare i propri doveri morali e sociali (dharma), compiere buone azioni, meditare e cercare la liberazione spirituale.
ATTIVITÀ: IL MEMORY DELLE RELIGIONI
Interiorizziamo la conoscenza di religioni diverse dalla nostra attraverso dei giochi di carte.

Cosa ci serve?

Flashcards delle religioni, forbici.
Ritagliamo le flashcards delle religioni disponibili tra i cartoncini in fondo a questa Guida e disponiamoci in cerchio attorno ad un tavolo. Mescoliamo le cards e posizioniamole dal rovescio, con le figure coperte. Invitiamo quindi un bambino alla volta a girare due cards e cercare di formare le coppie “bambino in preghiera-edificio sacro”. Tra le flashcards, inoltre, vi sono due simboli della pace che possono essere impiegati come jolly: usiamole per concedere un turno aggiuntivo al bambino che le trova.
EXTRA:
Con le cards possiamo giocare anche ad “acqua, fuochino, fuoco”. Diamo a cinque bambini una card ciascuno con raffigurati i bimbi che pregano e facciamoli girare di spalle. Nascondiamo quindi le carte raffiguranti gli edifici sacri. I cinque bambini, quindi, tenendo la loro tessera in mano, dovranno scovare i luoghi di culto corrispondenti con l’aiuto dei compagni che diranno “acqua” se questi sono lontani, “fuochino” se si stanno avvicinando, “fuoco” se sono vicinissimi!
ATELIER: MANO NELLA MANO!
Rappresentiamo la diversità culturale attraverso la realizzazione di uno striscione coloratissimo!

3 2
Quando i fogli si saranno asciugati, ritagliamo le doppie sagome.
Assembliamo tutte le sagome così da realizzare uno striscione da appendere in sezione.

Cosa ci serve?
Fogli bianchi, tempere e pennelli, forbici, scotch.
Possiamo infine concludere il laboratorio cantando in girotondo, dandoci la mano, la canzone “Diversi ma uguali” (traccia n°26, pagg. 116-117). 1
a cura di:
Disegniamo su dei fogli bianchi la sagoma di due bambini che si tengono per mano, distribuiamoli ai bimbi e invitiamo ciascuno a dipingere una sola sagoma.
Scambiamo poi i fogli tra i compagni e facciamo pitturare l’altra figura, così da condividere l’attività.


Linda Sbaffi Tesler
ATELIER: COLTIVIAMO I NOSTRI DIRITTI
Realizziamo un cartellone per riflettere sui diritti dei bambini, in ogni parte del mondo.

2
Dai cartoncini colorati ritagliamo tante sagome di fiori e, su ciascuna, scriviamo un diritto (alla cura, alla salute, al gioco, al nome, alla sicurezza, alla pace, alla famiglia, all’istruzione, etc.).


Cosa ci serve?
Cartellone bianco, cartoncini colorati, tempere e pennelli, pennarelli, forbici, colla, biadesivo.
1
Su un cartellone bianco, dipingiamo tanti steli quanto saranno i fiorellini che conterranno i nostri diritti. Lasciamo asciugare.

3
Dipingiamo sul cartellone il titolo “Coltiviamo i nostri diritti”, incolliamo i fiorellini sui vari steli e, sulla parte inferiore del poster, fissiamo con il biadesivo del cartoncino verde per rappresentare un prato.
foto di:
Polo d’Infanzia “Infanzia 2000”
CANZONE: DIVERSI MA UGUALI
DIGITALE
N.26

Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
SPARTITO


DRAMMATIZZAZIONE: QUANTI GESTI D’AMORE!
TRAMA Cosa ci serve?
PAGINE 18-19
PAGINE 120-121
Lo spettacolo è composto da diverse scenette, tratte da situazioni di vita quotidiana, che i bambini drammatizzeranno. Queste saranno intervallate da una sorta di stacchetto. Durante l’intermezzo, i bambini vestiti da “gesto d’amore” canteranno parti della canzone “Quanti gesti d’amore” (traccia n°2, pagg. 18-19 di questa Guida).
CREIAMO I COSTUMI
I bambini che rappresenteranno i “gesti d’amore”, indosseranno un completo rosso e la pettorina a forma di cuore (vedi pagina accanto).

Casse per la musica, vasetto con un fiorellino (vero o di cartone), annaffiatoio, peluche a forma di gattino piuttosto grande, cuccetta, cartaccia, cestino dell’immondizia, parrucca dai capelli bianchi, busta di plastica grande, cuscino voluminoso, cartoncino rosso e forbici (con cui realizzare i cuoricini da consegnare a fine spettacolo agli spettatori), materiale indicato nella pagina accanto.

Tutti gli altri bambini indosseranno una T-shirt e un pantalone o una gonna coordinati, scegliendo uno dei sette colori dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola.
LE PETTORINE
Realizziamo le pettorine a forma di cuore.

2
Decoriamo ogni cuore come il simbolo dell’unità “Gesti d’amore”: “disegniamo” con la colla vinilica il perimetro di un cuoricino più piccolo e completiamolo fissandoci sopra del cotone idrofilo.


Cosa ci serve?
Cartone, tempere e pennelli, forbici e taglierino, colla vinilica, cotone idrofilo, nastrino rosso.
1
Sagomiamo dei cuori piuttosto grandi dal cartone e dipingiamoli con la tempera rossa. Lasciamo asciugare.

Linda Sbaffi Tesler
3
Pratichiamo sull’estremità superiore di ogni cuore due fori (come in foto) e, con l’aiuto di un nastrino rosso, creiamo le nostre pettorine.
QUANTI GESTI D'AMORE!
PRE SPETTACOLO: I bambini si preparano dietro le quinte nell’ordine in cui faranno la loro apparizione. Noi insegnanti, nel mentre, prepariamo gli oggetti di scena.
PRIMA SCENETTA
NARRATORE: In un prato colorato, un piccolo fiore è spuntato e appare molto assetato. Dei bambini, di lì passando, un regalo gli stan portando: “Caro amico fiorellino, di acqua a te diamo un goccino”.
Un bambino porta al centro della scena un vasetto con un fiorellino (vero o di cartone). Lì accanto passano poi altri bimbi che, con un annaffiatoio, si avvicinano alla piantina, le danno da bere e le fanno qualche carezza. Un altro compagno entra poi in scena, solleva il vasetto e lo porta dietro le quinte.
SIPARIETTO: I bambini vestiti da “gesto d’amore” salgono sul palco dandosi la mano e cantano il ritornello della canzone “Quanti gesti d’amore” (traccia n°2, pagg. 18-19 di questa Guida).
SECONDA SCENETTA
NARRATORE: Vicino ad un cespuglio, infreddolito e spaventato, un dolcissimo gattino è stato avvistato. “Ha freddo il micino!” – esclama un bambino – “È tutto gelato, su quel prato bagnato. Diamogli un riparo a questo animaletto caro”.
Un bambino porta al centro della scena un gattino di peluche. Si avvicinano poi altri bimbi che offrono all’animaletto una cuccetta e gli fanno qualche coccola. Un altro compagno entra poi in scena, prende il gattino e lo porta dietro le quinte.
SIPARIETTO: I bambini vestiti da “gesto d’amore” salgono sul palco dandosi la mano e cantano il ritornello della canzone “Quanti gesti d’amore” (traccia n°2, pagg. 18-19 di questa Guida).
TERZA SCENETTA
NARRATORE: Una bambina assai dispettosa giù per terra lancia qualcosa. “Questo è sbagliato, va sistemato” – dice un bimbo che di lì è passato. Raccoglie in fretta la cartaccia e nel bidone subito la caccia. Un bambino porta al centro della scena un cestino dell’immondizia. Una bambina, camminando sul palco, tira fuori una cartaccia dalla tasca, la butta per terra e se ne va. Arriva poi un bimbo che osserva l’accaduto da lontano, si avvicina al rifiuto gettato dalla bimba, lo raccoglie e lo mette nel bidone. Un altro compagno entra poi in scena, solleva il cestino dell’immondizia e lo porta dietro le quinte.
SIPARIETTO: I bambini vestiti da “gesto d’amore” salgono sul palco dandosi la mano e cantano il ritornello della canzone “Quanti gesti d’amore” (traccia n°2, pagg. 18-19 di questa Guida).
QUARTA SCENETTA
NARRATORE: Una nonnina, un po’ appesantita, tiene stretta una busta tra le dita. Cammina lenta, piano piano, le pesa la busta che tiene in mano. Dice un bambino, che le passa vicino: “Aspetti nonnina, la aiuto io. Guardi che forza, guardi che brio!”.
Una bambina, con indosso una parrucca dai capelli bianchi, entra in scena trascinando una busta con all’interno un cuscino voluminoso. Lì accanto passano alcuni bambini e uno di loro aiuta “l’anziana signora” portandole la busta, poi tutti insieme vanno dietro le quinte.
SIPARIETTO: I bambini vestiti da “gesto d’amore” salgono sul palco dandosi la mano e cantano il ritornello della canzone “Quanti gesti d’amore” (traccia n°2, pagg. 18-19 di questa Guida).
CONCLUSIONE
NARRATORE: Questa è la storia di un mondo migliore, ricco di gesti che scaldano il cuore. Ogni bambino è come un fiore, sboccia e rende la Terra migliore. Questa è la storia di un buon esempio, che nasce e cresce oltre ogni tempo.
I bambini vestiti da “gesto d’amore” iniziano a girare tra gli spettatori e a regalare i cuoricini di cartoncino precedentemente realizzati. Gli altri bimbi salgono man a mano sul palco e fanno cenno ai compagni di raggiungerli. Una volta tutti in scena, cantano insieme “Segui il buon esempio” (la canzone completa – traccia n°27, pagg. 122-223 di questa Guida).
Terminato lo spettacolo, possiamo inoltre consegnare i diplomini (vedi pag. 124).

IL

Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
SPARTITO


ATELIER: IL MIO DIPLOMINO
Completiamo i diplomini da consegnare a fine anno scolastico, dopo la recita “Quanti gesti d’amore!”.

2

1

Cosa ci serve?
Diplomino degli album operativi, forbici, colla, pennarello, foto della sezione.
Con un pennarello, completiamo il fronte scrivendo le informazioni richieste (nome dell’alunno/a, della scuola, degli insegnanti e l’anno scolastico).


Ritagliamo dall’inserto creativo (pag. XI degli album operativi) il diplomino.


3
Stampiamo poi una foto dell’intera sezione e incolliamone una copia sul retro di ciascun diplomino.
ALUNNO/A:
SETTEMBRE - OTTOBRE
DATA:
INDICATORI

GESTI
D’AMORE (partendo dall’accoglienza)
Interiorizza i valori dell’accoglienza, dell’amicizia e ripone fiducia negli insegnanti.

Celebra la Giornata della pace, ne coglie il significato e ne interiorizza il valore. Comprende le parole del Papa sul tema della pace.

Scopre la figura dell’angelo custode, memorizza e recita brevi preghiere.
Scopre la Bibbia, la sua importanza ed è pronto/a ad accoglierne gli insegnamenti.
Riconosce nella Creazione un atto d’amore di Dio.

Scopre la figura di San Francesco, ne conosce la storia e ne accoglie gli insegnamenti.

Conosce il Cantico delle creature e ne comprende il significato. Sviluppa atteggiamenti di rispetto e cura verso il Creato e chi lo abita.
Conosce l’episodio biblico del diluvio universale e comprende l’importanza di rispettare e salvaguardare la diversità delle creature.
Partecipa con entusiasmo alle attività e alle conversazioni di gruppo sulle tematiche affrontate.
Porta a termine, in autonomia e/o in gruppo, piccoli manufatti e/o progetti artistici sui temi affrontati.
LIVELLI DI SVILUPPO:
ALUNNO/A:
NOVEMBRE - DICEMBRE
DATA:
INDICATORI

Scopre la figura di Sant’Antonio abate, ne conosce la storia e comprende i valori di cura e rispetto verso gli animali.
Conosce gli episodi principali della vita di Mosè, comprende i suoi insegnamenti e l’importanza di rispettare le regole.

Scopre la figura di San Martino, ne conosce la storia e comprende i valori di rispetto del prossimo e condivisione.

Celebra la Giornata della gentilezza, ne coglie il significato e ne interiorizza il valore.
Conosce l’episodio dell’Annunciazione e comprende la fede che Maria ripone in Dio.

Scopre la figura di Santa Lucia, ne conosce la storia e comprende i valori di solidarietà e carità.
Conosce l’episodio della Natività e ne valorizza l’attesa svolgendo le attività proposte nel “Calendario dell’Avvento”.
Coglie il messaggio religioso del Natale, anche grazie alle parole del Papa.
Partecipa con entusiasmo alle attività e alle conversazioni di gruppo sulle tematiche affrontate.
Porta a termine, in autonomia e/o in gruppo, piccoli manufatti e/o progetti artistici sui temi affrontati.
LIVELLI DI SVILUPPO:
BASE INTERMEDIO AVANZATO
GENNAIO - FEBBRAIO
ALUNNO/A: DATA:
INDICATORI
Riconosce che anche Gesù è stato un bambino. Conosce le differenze tra il tempo antico e quello odierno.
Conosce l’episodio biblico del battesimo di Gesù, l’importanza del sacramento anche al tempo d’oggi e riesce a metterli a confronto.
Conosce l’episodio della pesca miracolosa e comprende cosa significa avere fede in Gesù.
IL NUOVO TESTAMENTO
Conosce il miracolo delle nozze di Cana e ritrova nella trasformazione dell’acqua in vino una manifestazione del divino.
Riconosce nei miracoli di Gesù la manifestazione e l’amore di Dio.
Conosce il significato della parola “parabola” e la sua funzione.
Conosce la parabola del seminatore, ne coglie l’insegnamento e sa riportarne la morale.

Conosce la parabola del buon samaritano, ne coglie l’insegnamento e sa riportarne la morale.
Partecipa con entusiasmo alle attività e alle conversazioni di gruppo sulle tematiche affrontate.
Porta a termine, in autonomia e/o in gruppo, piccoli manufatti e/o progetti artistici sui temi affrontati.
LIVELLI DI SVILUPPO:
BASE INTERMEDIO
ALUNNO/A:
MARZO - APRILE
DATA:
INDICATORI

Conosce la parabola del padre misericordioso, ne coglie l’insegnamento e sa riportarne la morale.
Conosce l’episodio biblico dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e lo rivive nella domenica delle Palme.
Conosce l’episodio dell’ultima cena e lo ritrova nel sacramento dell’Eucarestia.
Conosce i principali momenti della passione di Cristo e vi ritrova l’espressione del Suo amore verso gli uomini e della Sua fede in Dio.
Conosce l’episodio della Resurrezione di Gesù e ne coglie il messaggio religioso. Comprende le parole del Papa sulla Pasqua.
Celebra con entusiasmo la Resurrezione di Gesù e comprende il concetto di “vita oltre la morte”.
Conosce l’episodio della consegna delle chiavi a San Pietro e comprende perché Gesù le affida proprio a lui.
Approfondisce la conoscenza della figura di San Pietro e comprende i valori di fede in Dio e accoglienza del prossimo.
Partecipa con entusiasmo alle attività e alle conversazioni di gruppo sulle tematiche affrontate.
Porta a termine, in autonomia e/o in gruppo, piccoli manufatti e/o progetti artistici sui temi affrontati.
LIVELLI DI SVILUPPO:
BASE INTERMEDIO AVANZATO
MAGGIO - GIUGNO
ALUNNO/A: DATA:
INDICATORI
Approfondisce la conoscenza della figura del Papa, della sua storia e del ruolo che riveste all’interno della comunità cattolica.
Conosce la comunità cattolica e se ne sente parte integrante.
LIVELLI DI SVILUPPO:
BASE INTERMEDIO AVANZATO
Riconosce alcuni linguaggi simbolici della religione cristiana.
LA COMUNITÀ CRISTIANA
Memorizza e recita brevi preghiere.
Approfondisce la conoscenza della figura di Maria Vergine e ne comprende i valori di fiducia e fede in Dio.
Conosce altre religioni e culture, comprende l’importanza di accoglierle e rispettarle. Interiorizza i valori di fratellanza e diversità.
Celebra la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, ne coglie il significato e ne interiorizza il valore.

Partecipa con entusiasmo alla drammatizzazione di fine anno.
Partecipa con entusiasmo alle attività e alle conversazioni di gruppo sulle tematiche affrontate.
Porta a termine, in autonomia e/o in gruppo, piccoli manufatti e/o progetti artistici sui temi affrontati.











MOSE SEPARA LE ACQUE


MOSE
SEPARA LE ACQUE



corona di Santa Lucia.

LA CORONA DI SANTA LUCIA

LA STELLA COMETA
Ripassa i tratteggi e completa con
colori a dita solo la stella cometa.
CALENDARIO DELL AVVENTO
1
Realizziamo delle decorazioni natalizie usando materiali di recupero.
2 Recitiamo una semplice filastrocca di Natale.
3 Prepariamo dei tramezzini a forma di stellina con la cioccolata spalmabile e facciamo merenda insieme.
4 Diciamo, a turno, cosa significa per noi “essere gentili”.
5 Realizziamo una ghirlanda da appendere sulla porta della sezione o sul portone di casa.
6 Riflettiamo insieme sul significato della parola “pace”.
7 Facciamo il girotondo cantando una canzone di Natale.
8 Decoriamo insieme l’albero di Natale.
9 Diamo da mangiare ad animali senza padrone (uccellini, gattini, etc.).
10 Realizziamo uno striscione natalizio utilizzando cartone di recupero.
11 Facciamo la danza della neve, fingendoci dei fiocchi.
12 Prepariamo un dolce insieme e condividiamolo con i compagni di un’altra sezione o con gli amici.
13 Doniamo ai bimbi bisognosi vestiti e giocattoli che non usiamo più.
14 Scambiamo un gesto di pace con i compagni di un’altra sezione o con le persone a noi vicine.
15 Raccontiamo, a turno, di cosa siamo grati.
16 Facciamo una passeggiata all’aperto e osserviamo la meraviglia del Creato in inverno.
17 Giochiamo al telefono senza fili usando solo paroline natalizie.
18 Prepariamo un bigliettino di auguri da regalare a una persona cara.
19 Farciamo un pandoro e facciamo merenda insieme.
20 Inventiamo insieme una storia natalizia.
21 Facciamo un complimento a un/a nostro/a compagno/a o amico/a.
22 Guardiamo un film di Natale insieme.
23 Riflettiamo insieme sul significato del Natale.
24 Leggiamo dalla Bibbia l’episodio della nascita di Gesù.
25 BUON NATALE, benvenuto Gesù!

PESCATORE E PESCIOLINI




L'ANFORA MIRACOLOSA
























FRATE SOLE SORA LUNA LE STELLE






























SORA ACQUA FRATE FUOCO MADRE TERRA



TERRA
ACQUA FRATE FUOCO






































IERI OGGI
IERI
OGGI










IERI OGGI
IERI
OGGI



























CRISTIANO EBREO BUDDISTA CHIESA














SINAGOGA MOSCHEA MANDIR



TEMPIO









