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PRESENTAZIONE
Leo, un simpatico cucciolo di leone, accompagna i piccoli di 2/3 anni alla scoperta del mondo e alla conquista dell’autonomia. Attraverso attività ludiche stimolanti e creative, si affrontano tematiche relative alle feste, alle stagioni e all’Educazione Affettiva, Ambientale e Stradale.
L’intero percorso conduce il bambino alla conoscenza delle proprie capacità, incentivando l’acquisizione di quelle non ancora in essere e rafforzando quelle già possedute.
Il progetto è composto dal quaderno operativo per il bambino e dalla Guida Didattica per l’insegnante.
Il quaderno operativo propone attività grafiche e creative adatte alle capacità dei bambini di 2/3 anni. L’inserto “Scopriamo l’autonomia!“ incoraggia i piccoli a fare da soli, passo dopo passo.
La Guida Didattica, oltre a spunti teorici, racconti e filastrocche, offre diversi materiali didattici, utili all’insegnante per approfondire e personalizzare le tematiche affrontate durante l’anno scolastico, come: proposte di attività da svolgere in gruppo o in autonomia, progetti creativi, modelli fotocopiabili, flashcards, canzoni e molto altro ancora.
PER LA SEZIONE
INSERTO RITAGLIABILE
PER IL BAMBINO
BURATTINO
PERSONALIZZABILE
PAROLA ALL’ESPERTA
AUTUNNO
CONOSCIAMO LEO
Leo il leoncino • Lab. creativo
La danza del leoncino
CONOSCIAMO I COMPAGNI
Diventiamo amici! • Lab. creativo
Giochiamo a conoscerci! • Attività
Il filo che ci unisce • Attività
SCOPRIAMO I COLORI
Manipoliamo i colori • Attività
Ogni colore al suo posto • Attività
Dipingiamo in libertà • Attività
SCOPRIAMO L’AUTUNNO
Il parco in autunno • Attività
La scatola dell’autunno • Attività
Passi d’autunno • Attività
Foglie e manipolazione • Attività
Una ghianda tutta mia • Lab. creativo
Ma che stagione è? Autunno!
SCOPRIAMO HALLOWEEN
Zucche per tutti! • Attività
Ragnetti pelosetti • Lab. creativo
Mummiette fai da me • Lab. creativo
Guarda che festa... Halloween!
INVERNO
SCOPRIAMO IL NATALE
La scatola del Natale • Attività
Aiutanti di Babbo Natale • Attività
Omini di pan di zenzero • Attività
Il Natale in una manina • Lab. creativo
Caro Babbo Natale • Lab. creativo
Guarda che festa... il Natale!
SCOPRIAMO L’EPIFANIA
La Befana vien di notte • Lab. creativo
SCOPRIAMO L’INVERNO
Manipoliamo il ghiaccio • Attività
Tanti fiocchi di neve • Lab. creativo
Il pupazzo multisensoriale • Lab. creativo
Ma che stagione è? Inverno!
SCOPRIAMO IL GIORNO... E LA NOTTE
Di giorno e di notte • Attività
Il sole e i suoi raggi • Lab. creativo
La luna e le stelle • Lab. creativo
SCOPRIAMO IL CARNEVALE
Il baule dei travestimenti • Attività
Quanti pagliacci! • Lab. creativo
Tante manine per il clown! • Lab. creativo
Guarda che festa... il Carnevale!
SCOPRIAMO LA PASQUA
PRIMAVERA
Uova di Pasqua e creatività • Attività
I pulcini della pace • Lab. creativo
Coniglietti pasquali • Lab. creativo
Guarda che festa... la Pasqua!
SCOPRIAMO LA PRIMAVERA
Il prato in primavera • Attività
Tanti bruchi lunghi lunghi • Attività
Apette “alla mano” • Lab. creativo
Ma che stagione è? Primavera!
SCOPRIAMO LE EMOZIONI
Un mondo di emozioni! • Attività
EDUCAZIONE STRADALE
Il semaforo birbante • Attività
ESTATE
SCOPRIAMO L’ESTATE
L’orto in estate • Attività
Tutti dal gelataio! • Attività
Il mio diplomino • Lab. creativo
Ma che stagione è? Estate!
SCOPRIAMO IL MARE
La sabbiera di semolino • Attività
La medusa multicolore • Lab. creativo
Tanti pesciolini nel mare • Lab. creativo
SCOPRIAMO L’AUTONOMIA!
SCOPRIAMO L’AUTONOMIA!
Laviamo manine e dentini • Attività
Aiutanti chef in cucina! • Attività
Il calendario del riordino • Attività
Conquisto l’autonomia! • Attività
La danza dell’autonomia
INSERTO RITAGLIABILE
materiale didattico in cartoncino
Flashcards dei colori primari
Flashcards dell’autunno
Memory del giorno e della notte
Cartoncino “Di giorno c’è il sole”
Cartoncino “Di notte c’è la luna”
Il pulcino in sequenza
Flashcards della primavera
Flashcards delle emozioni
Flashcards dell’orto in estate
Flashcards del mare
Flashcards dell’autonomia
Parola
all’esperta
Elisa Monsalvati
Pedagogista – esperta in progettazione e coordinamento di servizi per l’infanzia 0-6, Outdoor Education e relazione Bambino-Animale-Natura
INTRODUZIONE
Con le mani, con il corpo, con la mente
I primi anni di vita rappresentano una fase di crescita intensa e profonda, in cui il bambino costruisce le basi del proprio sviluppo attraverso l’esperienza, il corpo e la relazione. In questo periodo, conoscere il mondo non significa ancora apprendere contenuti, ma vivere, esplorare, provare, sentire.
I temi proposti come approfondimento — sensorialità, osservazione, emozioni, esperienza outdoor, gioco simbolico e autonomia — non sono ambiti separati, ma dimensioni strettamente intrecciate tra loro, che accompagnano il bambino nel suo percorso di crescita.
La sensorialità rappresenta il primo accesso alla conoscenza: attraverso il corpo e i sensi, il bambino esplora, sperimenta e costruisce le prime relazioni con l’ambiente.
L’osservazione, da parte dell’adulto, permette di cogliere il significato di queste esperienze, riconoscendo interessi, bisogni e modalità individuali.
Le emozioni attraversano ogni momento della quotidianità e trovano nella relazione uno spazio fondamentale di espressione e regolazione.
L’esperienza all’aperto (Outdoor Education) amplia le possibilità di incontro con il mondo, offrendo contesti ricchi, variabili e autentici.
Il gioco simbolico segna un passaggio importante: il bambino inizia a rappresentare la realtà, a rielaborarla e a costruire significati personali.
All’interno di questo percorso, l’autonomia si sviluppa progressivamente, come esito di esperienze vissute in un contesto accogliente e sostenuto: il bambino diventa sempre più capace di partecipare attivamente alla propria vita, costruendo fiducia nelle proprie competenze.
Questi temi vengono qui proposti non come attività da svolgere, ma come chiavi di lettura del lavoro educativo nei servizi per la prima infanzia. È nella qualità delle esperienze, nella cura dei contesti e nella presenza dell’adulto che si costruiscono le condizioni per una crescita armonica e rispettosa dei tempi e delle unicità di ogni bambino.
S di SENSORIALITÀ
Il periodo “sensomotorio”: corpo e mente
Nei primi anni di vita, il bambino conosce il mondo attraverso il corpo e i sensi: il periodo sensomotorio, così definito da Jean Piaget, rappresenta una fase in cui l’intelligenza è essenzialmente pratica e si esprime attraverso l’azione, prima di trasformarsi in una rappresentazione mentale vera e propria.
Toccare, osservare, ascoltare, annusare, assaggiare quando possibile e muoversi nello spazio sono modalità fondamentali di esplorazione e scoperta.
Le proposte sensoriali sostengono lo sviluppo della percezione e aiutano il bambino a riconoscere differenze, somiglianze, intensità e qualità degli stimoli: ruvido e liscio, caldo e freddo, forte e piano, chiaro e scuro, morbido e duro. All’interno di questo processo, attività come manipolazione e travasi rappresentano esperienze particolarmente significative: schiacciare, impastare, versare, riempire e svuotare permettono di scoprire consistenze, pesi, trasformazioni e relazioni causa-effetto. Attraverso la ripetizione di queste azioni ed esperienze, il bambino formula ipotesi, sperimenta, costruisce una prima comprensione del mondo e una memoria sensoriale, preziosa base per apprendimenti successivi e per l’organizzazione del pensiero.
Il ruolo dell’adulto: contesti, materiali, tempi
La sensorialità è profondamente intrecciata alla dimensione emotiva: alcuni materiali rassicurano, altri incuriosiscono, altri ancora possono inizialmente generare esitazione. Per questo, è fondamentale offrire contesti equilibrati, curati e leggibili, evitando sovraccarichi sensoriali.
L’adulto osserva le reazioni individuali, rispetta tempi e sensibilità diverse e accompagna con parole semplici ciò che accade: “È fredda”, “Profuma di arancia”, “Fa rumore quando cade”, “È soffice tra le mani”. Dare un nome alle sensazioni arricchisce il lessico sensoriale e aiuta il bambino a riconoscere e comunicare le proprie esperienze e percezioni.
È essenziale proporre esperienze autentiche, non soltanto materiali strutturati costruiti a scopo didattico, bensì acqua, foglie, sabbia, impasti, frutta profumata, stoffe diverse, semi, luce naturale, suoni dell’ambiente. La realtà, quando è selezionata con cura e resa sicura, offre occasioni ricchissime di apprendimento.
In questo processo, il bambino non solo esplora l’ambiente, ma scopre progressivamente di poter agire su di esso, trasformarlo e lasciare traccia. I sensi diventano così i primi strumenti di conoscenza e i primi linguaggi con cui il bambino incontra il mondo e inizia a raccontarlo.
O di OSSERVAZIONE
Osservare per comprendere
L’osservazione diretta è uno strumento professionale fondamentale, perché permette di conoscere il bambino nella realtà delle sue esperienze quotidiane. Osservare significa soffermarsi su ciò che accade: dove il bambino sceglie di stare, come utilizza gli spazi, quali materiali ricerca, come si relaziona, come reagisce ai diversi momenti della giornata.
Per osservare in modo efficace è importante partire dai fatti, distinguendo ciò che si vede da ciò che si interpreta. Descrivere con precisione comportamenti, gesti e scelte ricorrenti consente di comprendere meglio il significato delle azioni del bambino, senza attribuire giudizi frettolosi. L’osservazione permette di cogliere interessi emergenti, competenze in divenire, tempi personali e segnali emotivi spesso non verbali.
Allo stesso tempo, aiuta a riconoscere quanto il comportamento del bambino sia influenzato dal contesto: spazi, materiali, tempi e organizzazione incidono profondamente su partecipazione e benessere.
Il ruolo dell’adulto: osservare per progettare
L’adulto osserva con discrezione, sapendo che anche la propria presenza incide sulla situazione: è quindi importante scegliere quando intervenire e quando, invece, lasciare tempo al bambino per esplorare, tentare e trovare strategie personali.
Prima si osserva, poi si propone: dall’osservazione nascono scelte educative più mirate e rispettose dei bisogni reali. Talvolta non è il bambino a dover cambiare, ma il contesto a richiedere un ripensamento. Condividere le osservazioni nel gruppo di lavoro arricchisce lo sguardo educativo e aiuta a evitare interpretazioni affrettate.
È fondamentale non confondere osservazione e vigilanza: la sorveglianza è necessaria per la sicurezza, ma osservare significa andare oltre il controllo, cogliendo interessi, tentativi, strategie e bisogni che spesso sfuggono a uno sguardo rivolto solo al controllo.
Il compito principale dell’adulto è quindi quello di imparare a osservare: “osservare vuol dire permanere anche su ciò che non sembra interessante e non staccarsi appena si crede che guardando ci si sia fatta un’idea. Questo è uno dei legami antichi che bisogna spezzare perché l’attitudine all’osservazione non è fatta di intelligenza, ma di umiltà, di pazienza [...]; un’osservazione prolungata che si prolunga oltre ciò che si crede di aver capito”. (M. Montessori)
E di EMOZIONI
Sento dunque sono
Fin dai primi anni di vita, le emozioni rappresentano una dimensione centrale dell’esperienza umana: gioia, rabbia, paura, tristezza si manifestano attraverso il corpo, il pianto, il movimento, lo sguardo. Prima ancora delle parole, il bambino comunica e vive le proprie emozioni in modo diretto e immediato, attivando effetti che coinvolgono l’organismo nella sua interezza, attraverso respiro, battito cardiaco, pressione sanguigna, sistema nervoso, ormoni. Le emozioni non sono comportamenti da correggere, ma esperienze da attraversare: il bambino non è ancora in grado di riconoscerle, nominarle o regolarle in autonomia e ha bisogno della relazione con l’adulto per poterle comprendere e, gradualmente, gestire. In questo senso, la regolazione emotiva è un processo che si costruisce nel tempo, a partire da esperienze ripetute di accoglienza e contenimento: sviluppare ciò che Goleman definisce “intelligenza emotiva” significa, progressivamente, imparare a riconoscere ciò che si prova, dare un nome alle emozioni, esprimerle in modo adeguato e iniziare a regolarle.
Anche le manifestazioni emotive più intense fanno parte del percorso di crescita: rabbia, frustrazione o paura non indicano un problema, ma bisogno di comprensione, di vicinanza, di sostegno. È attraverso queste esperienze che il bambino inizia a costruire un primo senso di sé e delle proprie possibilità di stare nel mondo.
Il ruolo dell’adulto: accogliere, nominare, contenere È attraverso l’esperienza di essere compreso e sostenuto che il bambino costruisce le basi della consapevolezza emotiva e dell’autoregolazione. Per questo, il compito dell’adulto non è eliminare o controllare le emozioni, ma accoglierle e accompagnarle, riconoscendo ciò che il bambino sta vivendo, senza negarlo o minimizzarlo. Nominare le emozioni offre parole semplici per dare forma all’esperienza: “sei arrabbiato”, “ti sei spaventato”, “sei triste”, così l’adulto si propone come base sicura, stabile e rassicurante, che aiuta il contenimento dell’emozione e il suo attraversamento, oltre ad arricchire il linguaggio emotivo e a permettere un primo collegamento tra ciò che il bambino sente e ciò che può dire a parole.
La qualità della relazione è ciò che permette al bambino, nel tempo, di sviluppare fiducia in sé e nelle proprie capacità di regolazione. Routine prevedibili, coerenza e presenza calma dell’adulto contribuiscono a costruire un contesto emotivo sicuro.
Il bambino non impara a conoscere le proprie emozioni quando gli vengono spiegate, ma quando vengono accolte.
O di OUTDOOR EDUCATION
La Natura che educa
Lo spazio esterno, che sia ricco di erba e piante o che sia più urbano, non è soltanto un momento di svago: è un vero ambiente educativo. L’Outdoor Education, infatti, non coincide semplicemente con lo “stare all’aria aperta”, né con il trasferire fuori le stesse attività pensate per gli spazi interni. Significa riconoscere il valore educativo dell’ambiente esterno in quanto tale, con le sue caratteristiche, i suoi imprevisti, i suoi ritmi e le occasioni di apprendimento che spontaneamente offre.
Giardino, cortile, terrazzo o parco permettono al bambino di vivere esperienze corporee ampie e diversificate: correre, arrampicarsi, trasportare materiali naturali, saltare una pozzanghera, camminare su superfici differenti o mantenere l’equilibrio su un tronco sostengono la motricità globale, la coordinazione e la percezione del proprio corpo nello spazio.
Ma fuori non c’è solo movimento: l’esterno educa anche all’attenzione spontanea e alla meraviglia, alla lentezza e all’attesa. Una foglia che cade, il vento che muove i rami, il rumore della pioggia, il mutare della luce, la terra bagnata o asciutta raccontano al bambino il tempo naturale e il succedersi delle stagioni. La natura cambia ogni giorno e invita a osservare, confrontare, attendere, ricordare.
Il ruolo dell’adulto: relazione, fiducia, tempo
Anche se spesso viene dato per scontato, stare all’aperto significa anche incontrare altre forme di vita: insetti, uccelli, piccoli animali, tracce lasciate sul terreno. Anche questo aspetto è parte integrante dell’esperienza educativa e merita di essere valorizzato. L’adulto ha il compito di accompagnare tali incontri, con calma e rispetto, aiutando il bambino a osservare senza spaventare né spaventarsi, a nominare ciò che vede, a riconoscere che ogni vivente ha un proprio spazio e un proprio valore.
Un altro elemento fondamentale del fuori è il rischio controllato: piccole sfide adeguate all’età, affrontate con presenza vigile dell’adulto, che osserva, dà fiducia, si fa porto sicuro e rassicurante, permettono al bambino di conoscere e riconoscere i propri limiti, sviluppare prudenza e fiducia nelle proprie capacità e competenze.
Fuori non serve proporre necessariamente un’attività strutturata, un compito: è sufficiente offrire tempo, presenza e possibilità di esplorazione. Fuori, il bambino apprende perché vive: è compito dell’adulto lavorare “sulla soglia”, proponendo l’ambiente esterno non come contorno, non come contesto separato dalla sezione, ma come spazio educativo vivo, diretto, di tutti.
G di GIOCO SIMBOLICO
Far finta per comprendere il mondo
Il gioco simbolico è caratterizzato da un processo di significazione indiretta mediante il quale qualcosa viene utilizzato per rappresentare qualcos’altro: nasce, quindi, quando il bambino inizia ad attribuire nuovi significati a oggetti, azioni e situazioni: un cucchiaio diventa un telefono, una scatola si trasforma in una macchina, una bambola ha fame o si addormenta. Questo “far finta di” rappresenta una forma complessa di pensiero, attraverso cui il bambino rielabora la realtà e sperimenta nuove possibilità.
Nel gioco simbolico si sviluppa la capacità di rappresentazione mentale, cioè la possibilità di pensare qualcosa che non è presente in quel momento, e si rafforzano linguaggio e pensiero narrativo, fatto di ruoli, dialoghi, sequenze, personaggi e piccoli eventi.
Attraverso il gioco simbolico il bambino costruisce anche la propria identità: esplorare ruoli diversi aiuta a comprendere il mondo degli adulti e sperimentare diverse immagini di sé, in uno spazio protetto in cui trovano posto emozioni, desideri, paure e vissuti quotidiani che possono essere espressi e rielaborati, da soli o in compagnia. Il gioco simbolico è infatti tra i primi mediatori che accompagnano alla cooperazione, in cui ognuno esprime le proprie intenzioni, ci si accorda sul tema e sullo svolgimento, si organizzano le azioni.
Il ruolo dell’adulto: progettare gli spazi
L’adulto ha il compito di predisporre angoli di gioco appositi, mettendo a disposizione materiali semplici e aperti:
• la compravendita riconduce all’idea di scambio o numerazione, che caratterizzano la costruzione dei primi concetti matematici;
• lo spazio della casa e quello delle bambole richiamano il vissuto quotidiano e contribuiscono all’acquisizione del valore del rispetto, dell’ascolto e della cura;
• i travestimenti sono luogo privilegiato di trasformazione e immedesimazione in molteplici personaggi reali e immaginari;
• la varietà di professioni (ufficio, meccanico, medico, etc.) che i bambini iniziano a conoscere e che permettono di rielaborare vissuti emotivamente significativi.
È importante osservare senza dirigere eccessivamente, correggere o riportare continuamente alla realtà: ciò che conta è il processo mentale che rende possibile quella trasformazione. L’adulto accompagna con discrezione, entrando nel gioco solo quando invitato, accogliendo idee e ampliando possibilità attraverso ascolto e presenza. In questo modo, il bambino si sente riconosciuto nella propria iniziativa e competente nel creare significati.
IL MIO NOME È LEO CONOSCIAMO LEO
Ciao bambine e bambini, io mi chiamo Leo e sono un piccolo leoncino. Quest’anno verrò a scuola con voi e ci divertiremo tantissimo insieme, ne sono sicuro! Ora vi racconto qualcosa di me. Beh, riconoscermi è davvero semplice. Come vedete ho una folta criniera arancione attorno alla mia testa, due occhioni neri molto simpatici e dei baffetti che spun tano sul mio musino. Ho quattro zampette belle ro buste, una deliziosa codina a ciuffetto e il mio corpo è tutto pelosino!
Mi piace tanto correre nei prati, saltellare nelle pozzan ghere, dipingere con le tempere e fare tutte quelle cose che fanno i bambini! Cosa ne dite, vi va di diventare amici e passare un bellissimo anno insieme?
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
L’IDEA IN PIÙ: IL BURATTINO DI LEO
Montiamo il burattino con l’aiuto dei fermacampioni e utilizziamolo per drammatizzare i racconti.
Il burattino è personalizzabile! È dotato infatti di quattro elemen ti-simbolo, uno per ciascuna stagione, che possiamo di volta in volta fissare alla zampina di Leo, grazie agli appositi fori.
LEO IL LEONCINO
Realizziamo il burattino di Leo con materiale di recupero.
1
Diamo a ciascun bambino un rotolo di cartone e invitiamo a dipingere la parte esterna con la tempera arancione. Lasciamo asciugare.
Sul cartoncino giallo, disegniamo la criniera di Leo e ritagliamola con le forbici. Pratichiamo poi due incisioni equidistanti, come in foto.
Fissiamo sull’estremità superiore del rotolo la criniera. Definiamo infine il volto di Leo incollando il musetto, disegnando i baffetti e attaccando gli occhietti mobili.
occorrente
rotolo di cartone
tempere e pennelli
cartoncini colorati pennarelli
colla
occhietti mobili forbici
Canzone
LA DANZA DEL LEONCINO
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
FILASTROCCA DEL RITORNO A SCUOLA
Finalmente torno a scuola e il pensiero lieto vola alla classe che ho lasciato a quei semi che ho piantato. Sono nati dentro il cuore tanti amici, tanto amore; un maestro, una maestra, pezzi belli di un’orchestra. Non c’è più lo smarrimento, resta solo il cuor contento che racconta al suo diario un nuovo anno straordinario.
Giuseppe Bordi
CONOSCIAMO I COMPAGNI
LA SCUOLA
Vado a scuola, vedo amici, gioco, parlo, imparo, rido, più si è, più si è felici: degli amici io mi fido.
La maestra ha bei capelli è un’amica un po’ più grande lei ci insegna ritornelli, lei risponde alle domande. Vado a scuola, vedo cose, le disegno con colori, sento storie misteriose, e alla fine torno fuori.
Roberto Piumini
CARO BAMBINO
Caro bambino, è arrivato il momento tanto aspettato: con lo zainetto preparato un po’ di fiducia tu mi hai dato. Una cosa te la prometto, io ci metto tutto l’affetto. Che bel sorriso mi hai donato, caro bambino, bentornato!
Linda Sbaffi Tesler
Laboratorio creativo
Scopriamo il cadeau da parte di Leo e realizziamoci un festone!
1
2
Ritagliamo dal cartoncino giallo un rettangolo (circa 6 x 20 cm) e il volto del leoncino; da quello arancione, invece, ricaviamo la criniera. Sul rettangolo, poi, pratichiamo due fori come in foto.
Disegniamo con un pennarello i dettagli sul musino del leoncino e incolliamo gli occhietti mobili. Con un nastrino, fissiamo a ciascun rettangolo un palloncino.
Assembliamo il cadeau con la colla e ultimiamolo con la scritta “Diventiamo amici!”. Ora, non ci resta che donare il pensiero ai bambini!
occhietti mobili forbici e colla foto dei bimbi biadesivo
Gonfiamo tutti i palloncini, fissiamo su ciascuno la foto di un bambino e leghiamoli ad un nastrino lungo. Possiamo poi utilizzare il festone sia per decorare la sezione, sia per fare l’appello o giochi conoscitivi!
Conosciamo i compagni e gli insegnanti attraverso un gioco.
occorrente casse per la musica
In uno spazio libero della sezione, posizioniamo delle casse per la musica e, con i bambini, disponiamoci in cerchio. Invitiamo poi un bimbo alla volta a mettersi al centro del cerchio e in coro chiediamogli: “Come ti chiami?”. Dopo che avrà pronunciato il suo nome, domandiamogli ancora: “A te, come piace ballare?” e mettiamo in play la canzone n°1. Permettiamo quindi all’alunno di danzare liberamente e invitiamo i compagni a replicarne le mosse a ritmo di musica! Durante questa attività, è importante non forzare i bambini così da non metterli a disagio; proponiamo eventualmente di affiancarli durante l’esecuzione e/o diamogli la possibilità di riprovare dopo che gli altri compagni hanno preso parte all’attività.
IL FILO CHE CI UNISCE
Impariamo i nomi dei compagni e degli insegnanti attraverso un gioco.
occorrente gomitolo di lana
Invitiamo i bambini a sedersi in cerchio e partecipiamo anche noi. Iniziamo ora l’attività! Prendiamo un gomitolo di lana colorata, teniamo ferma un’estremità del filo, diciamo il nostro nome e lanciamolo delicatamente a un bambino. Questo dovrà quindi pronunciare il proprio nome, tenere fermo il filo con una mano e, con l’altra, passare a sua volta il gomitolo ad un compagno e così via, fino a quando tutti i bambini avranno ricevuto il gomitolo e creato insieme una fitta rete colorata. Svolgiamo l’attività più volte, magari modulando diversamente la voce quando pronunciamo i nomi (ad esempio sussurrandoli, urlandoli, etc.).
L’IDEA IN PIÙ
Quando i bimbi avranno memorizzato bene i vari nomi, saremo noi insegnanti a nominare il compagno a cui ciascuno dovrà passare il gomitolo, così da evitare la possibilità che i bambini più timidi, che magari non hanno ancora fatto amicizia, vengano scelti sempre per ultimi, creando così un gruppo coeso!
ROSSO È...
Rosso è il fuoco che arde la legna.
Rosso è il cuore che amore consegna.
Rossa è la fragola dolce al sapore.
Rosso è il granchietto che nuota per ore.
Linda Sbaffi Tesler
SCOPRIAMO I COLORI
GIALLO È...
Giallo è il sole che di giorno brilla. Gialla è la luna che di notte scintilla.
Giallo è il limone aspro al sapore.
Giallo è il pulcino vicino al fiore.
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
BLU È...
Blu è il cielo che tutto circonda.
Blu è il mare e ogni sua onda.
Blu è il mirtillo tondo e goloso.
Blu è il delfino nell’acqua giocoso.
Linda Sbaffi Tesler
MANIPOLIAMO I COLORI
Divertiamoci a tastare e modellare gli spaghetti colorati.
Creiamo per prima cosa la pasta multicolore: cuociamo al dente degli spaghetti, scoliamoli bene e lasciamoli raffreddare. Suddividiamoli poi in tre bustine per il freezer e, in ciascuna, mettiamo qualche goccia di colorante alimentare (giallo, rosso e blu). Mescoliamo bene fino a quando la pasta non avrà assorbito il colore. Stendiamo poi il contenuto di ciascuna bustina su della carta forno e lasciamo asciugare. Posizioniamo infine gli spaghetti in dei contenitori dal bordo basso e lasciamo i bambini liberi di manipolare (qualora qualcuno dovesse, per curiosità, masticarli o ingerirli, nessun problema, sono completamente edibili!).
Ritagliamo le flashcards dei colori primari disponibili in fondo a questa Guida. Mostriamo una card alla
occorrente
spaghetti pentola con acqua coloranti alimentari
bustine per il freezer carta forno contenitori
flashcards dei colori primari
L’IDEA IN PIÙ
Attività
OGNI COLORE AL SUO POSTO
Discriminiamo i colori primari attraverso un gioco motorio.
In uno spazio libero della sezione, fissiamo sul pavimento tre cartoncini piuttosto grandi, uno per ciascun colore primario. Nelle vicinanze, posizioniamo poi un cesto con all’interno giochi, costruzioni ed elementi monocolore gialli, rossi e blu. Invitiamo quindi i bambini a mettersi in fila dietro al cesto e, uno alla volta, a pescare un oggetto al suo interno. Chiediamo poi: “Di che colore è?”. L’alunno, dopo aver risposto, dovrà poggiare l’elemento pescato sul cartoncino del colore corrispondente. Usando due cesti, si può anche organizzare una divertente staffetta!
L’IDEA IN PIÙ
occorrente cartoncini colorati cesto portagiochi costruzioni e giochi monocolore (gialli, rossi e blu)
Una volta che i bambini avranno preso confidenza con l’attività, al posto di fargli prendere un oggetto a caso dal cesto, suggeriamo noi quale e di che colore deve essere l’elemento. Una volta pescato, dovranno poi posizionarlo sul cartoncino corrispondente.
DIPINGIAMO
IN LIBERTÀ
Sperimentiamo la pittura verticale con i colori primari.
Creiamo una tela verticale, ad esempio avvolgendo con della pellicola trasparente le gambe di un tavolo ribaltato, come in foto. Mettiamo a disposizione dei bambini tempera rossa, blu e gialla e lasciamoli dipingere in libertà. Per non mischiare da subito i colori, dedichiamo ogni “lato” della tela ad un colore primario. Successivamente, divertiamoci a sovrapporre le tempere e osserviamo cosa accade.
L’IDEA IN PIÙ
Fermiamo nel tempo questo laboratorio artistico!
occorrente
pellicola trasparente tempera rossa, blu e gialla pennelli
fogli bianchi
Sovrapponiamo alla pellicola dipinta dei fogli bianchi e premiamo delicatamente. Quando la tempera si sarà impressa, stacchiamo i fogli, lasciamoli asciugare e decoriamo la sezione con un murale coloratissimo!
foto di Polo d’Infanzia “Valle Verde”
SCOPRIAMO L’AUTUNNO
CHE MERAVIGLIOSA STAGIONE L’AUTUNNO
Ciao bambine e bambini, avete visto chi è arrivato? L’autunno! Che meravigliosa stagione! Il vento soffia tra i rami e scuote le ultime foglioline, il prato sembra un tappeto adornato di fili preziosi e nell’aria si sente il profumo delle castagne. Gli animaletti, poi, si stanno preparando al letargo: c’è
chi finisce di sistemare la propria tana, chi sta terminando di fare le provviste e chi, come l’amico ghiro, sta già ronfando. Una leggera pioggerella inizia a cadere dalle nuvole e rende l’aria un po’ più fresca: è tempo di tira re fuori dall’armadio le giacche a vento e gli om brellini. Dell’autunno mi piacciono i suoni: quello di una pigna che cade al suolo, il fruscio del vento e lo scricchiolio delle foglioline per terra quando vengono calpestate dai piedini. Che “musica”, che meraviglia! E a voi? Cosa piace di questa stagione?
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
IL PARCO IN AUTUNNO
Esploriamo il parco in autunno e facciamo una caccia al tesoro.
Pianifichiamo un’uscita nel giardino della scuola o nel parco comunale. Invitiamo i bambini a esplorare gli spazi e osservare i vari elementi che li circondano come il prato, gli alberi, eventuali fiori e arbusti. Per attenzionare i piccoli sulle principali caratteristiche di questa stagione, porgiamo loro alcune semplici domande, ad esempio: “Cosa c’è sul prato? Vedete dei fiorellini?”, “Come sono le chiome degli alberi?”, “Ci sono le foglie sui rami? Di che colore sono?”. Queste domande ci aiuteranno a condurre una discussione guidata sui cambiamenti della natura in autunno.
L’IDEA IN PIÙ
occorrente cestini di vimini flashcards dell’autunno
Organizziamo una caccia al tesoro! Prepariamo due-tre cestini di vimini e, su ciascuno, fissiamo una delle flashcards dell’autun no disponibili in fondo alla Guida (ad esempio, possiamo scegliere il rametto, la pigna e la castagna o semplicemente le tre foglie di diverso colore). Invitiamo quindi i bambini a cercare gli elementi sul prato e a posizionarli all’interno del ce stino corrispondente. Il materiale raccolto sarà poi utile sia per osservare gli ele menti con calma in sezione che per svolgere le altre attività di seguito indicate.
Attività
LA SCATOLA DELL’AUTUNNO
Prendiamo uno scatolone, ritagliamo una porticina su un lato e decoriamolo a tema autunno fissandoci delle foglioline con il biadesivo. Al suo interno, inseriamo poi i vari elementi naturali raccolti durante l’attività precedente come foglie secche, pigne, rametti, castagne, etc. Invitiamo quindi un bambino alla volta a inserire una manina nella porticina della scatola, tastare ed estrarre un elemento e chiediamogli: “Cosa hai trovato nella scatola dell’autunno?”.
L’IDEA IN PIÙ
L’attività può essere abbinata anche alle flashcards dell’autunno che riportano gli stessi elementi contenuti all’interno della scatola. Possiamo, ad esempio, far fare ai piccoli delle associazioni tra l’oggetto e la flashcard che lo raffigura (più semplice), o invitarli a pescare una flashcard, osservare l’elemento raffigurato e, solo con l’aiuto del tatto, cercare l’oggetto corrispondente ed estrarlo dalla scatola dell’autunno (più complesso).
Scopriamo gli elementi dell’autunno con il tatto. occorrente scatolone elementi naturali (foglie secche, pigne, rametti, castagne, etc.) nastro biadesivo forbici e taglierino flashcards dell’autunno
foto di Polo d’Infanzia “Infanzia 2000”
PASSI D’AUTUNNO
Viviamo l’autunno attraverso un percorso sensoriale.
Ricopriamo una porzione del pavimento della sezione con un rotolo di carta da pacchi, mettiamo ai lati elementi naturali autunnali come foglie, pigne, castagne e rametti, e spargiamo qua e là un po’ di tempera dai colori autunnali. Invitiamo poi un bambino alla volta a indossare sui piedini delle bustine per il freezer fissate con dei nastrini (così da non sporcare i piedi) e facciamo lo stesso anche noi. È ora tempo di “pitturare”! Tenendo per mano ogni bimbo (attenzione alla scivolosità!), dipingiamo con i piedini il nostro prato autunnale: sulle tempere possiamo fare passi lunghi o corti, saltare, far strisciare i piedini o semplicemente camminare su e giù. Tutto è permesso!
occorrente carta da pacchi tempere elementi naturali (foglie secche, pigne, rametti, castagne, etc.) bustine per il freezer nastrini
Attività
FOGLIE E MANIPOLAZIONE
Manipoliamo le tempere “dipingendo” foglie autunnali.
Disegniamo su ogni foderina una foglia con il pennarello indelebile e mettiamo al suo interno, al centro, un po’ di tempera (scegliamo colori autunnali come il rosso, l’arancione, il marrone e il giallo). Sigilliamo poi la parte superiore della foderina con dello scotch. Invitiamo infine i bambini a colorare la propria foglia manipolando i colori all’interno della foderina e cercando di rispettare i bordi.
Per rendere l’attività ancor più coinvolgente, diamo ai bambini indicazioni più precise su come “stendere” le tempere, ad esempio: “Stendi il colore con un dito”, “Schiaccia la tempera con il palmo della mano”, “Distribuisci il colore usando il pugnetto”, etc. Così facendo, amplieremo le possibilità di sperimentazione e li renderemo più consapevoli verso ciò che il loro corpo è in grado di fare.
foto di Polo d’Infanzia “Infanzia 2000”
occorrente foderina
pennarello indelebile tempere scotch
L’IDEA IN PIÙ
UNA GHIANDA TUTTA MIA
Realizziamo delle ghiande con le nostre manine.
1
Invitiamo ciascun bambino a poggiare la propria mano sul cartoncino beige, tracciamone la sagoma e ritagliamo la nostra “ghianda”. Da un cartoncino marrone, ricaviamo invece il cappuccio. Fissiamo poi quest’ultimo alla ghianda con la colla.
Sagomiamo e ritagliamo dai cartoncini colorati (rosso, giallo, marrone o arancione) un paio di foglie autunnali. Con la perforatrice, poi, pratichiamo un foro sulle estremità del cappuccio e delle foglie.
Assembliamo infine la nostra ghianda con le foglie nell’ordine che preferiamo, fissando i vari elementi con un fermacampione, così da renderli mobili.
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme.
Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
Strofa
È arrivato l’autunno, con tante foglie che cadono giù: gialle, rosse e arancioni, è un tappeto di colori.
È arrivato l’autunno, le nuvolette che volano su. Sciarpa, guanti, ombrellino usali anche tu!
ritornello
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme.
Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
Traccia n°2
HALLOWEEN
Una notte assai speciale ora sta per arrivare. Tra stregoni e streghette fantasmini e zucchette, alle porte dobbiam bussare e a gran voce domandare: “Un dolcetto mi vuoi dare o uno scherzetto ti devo fare?”
Linda Sbaffi Tesler
AMICA ZUCCA
Una rotonda zucchetta buffa non sa spaventare e quindi sbuffa: “Mai a nessuno faccio paura, neanche in questa notte oscura. Quindi da oggi ho deciso: ad ogni passante faccio un sorriso!”
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
ZUCCHE PER TUTTI!
Analizziamo, tastiamo, manipoliamo e pitturiamo le zucche!
Allestiamo in sezione (o nel giardino della scuola, se il tempo lo permette) un banchetto rivestito con un telo di plastica e poggiamoci al centro una bella zucca. Invitiamo i bambini ad avvicinarsi e toccare, tastare e odorare la zucca intera. Procediamo poi tagliandone la parte superiore e chiediamo ai piccoli di guardare cosa c’è al suo interno, di manipolarne la polpa, di estrarre quest’ultima e posizionarla su un vassoietto così da poterla osservare insieme. Se ve ne è la possibilità, chiediamo alla mensa di preparare un piatto con la zucca così i bambini potranno sperimentarne anche il sapore.
L’IDEA IN PIÙ
occorrente zucche
telo di plastica coltello vassoio tempere e pennelli
Dopo aver analizzato la struttura della zucca, non ci resta che dare sfogo alla creatività: pitturiamo e decoriamo insieme la parte esterna di una o più zucche!
Dipingiamo su un piatto di carta i corpi di un ragnetto grande al centro e di due più piccolini, in basso. 1
Personalizziamo i ragnetti disegnando le bocche (e le zampette a quelli piccoli) e incollando gli occhietti mobili. Pratichiamo poi otto fori sul corpo del ragno più grande e altri otto accanto al bordo del piatto, come in foto.
Invitiamo quindi i bambini a completare il ragnetto infilando gli scovolini nei buchini così da fargli le zampine.
PELOSETTI
occorrente
piatto di carta
tempere e pennelli
occhietti mobili
forbici
pennarelli
scovolini colorati
Alleniamo la motricità fine con i ragnetti di Halloween. 1
MUMMIETTE FAI DA ME
Laboratorio creativo
Realizziamo delle simpatiche mummiette con materiale di recupero.
Invitiamo i bambini a dipingere con la tempera nera il proprio rotolino di cartone e lasciamo asciugare. 1
Cospargiamo il rotolo pitturato con la colla vinilica. Mettiamo a disposizione dei piccoli delle striscette di carta scottex e chiediamo di “vestire” la mummia incollandole sul rotolo.
Completiamo le nostre mummiette applicando degli occhietti mobili. Il lavoretto potrà essere portato a casa o utilizzato per realizzare uno o più striscioni da appendere in sezione.
occorrente
rotolo di cartone tempere e pennelli
colla vinilica
carta scottex occhietti mobili
Canzone
GUARDA CHE FESTA... HALLOWEEN!
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
ritornello
Quante feste magiche insieme scopriremo. Tanti colori ed emozioni tu vivrai!
Che momenti magici noi conosceremo e ci divertiremo insieme più che mai!
Guarda che festa, guarda che festa, guarda che festa arriverà!
Che bella festa, che bella festa, che bella festa ci sarà!
Strofa
È arrivato Halloween, non aver paura!
“Buuu!”
Con un fantasmino giocherai.
Guarda una streghetta e poi c’è un gattino nero: “Miaoo!”
Quanti mostriciattoli vedrai!
Guarda che festa, guarda che festa!
Buon Halloween a noi!
Che bella festa, che bella festa!
Buon Halloween a noi!
ritornello
Traccia
ELFI PER TUTTI
La sveglia suona di buon mattino, sono già tutti col capo chino: prendi, taglia, incolla e cuci sono accese già le luci.
Qualche sacco è già pronto, ma ne mancan ancora otto: forza Elfi, non c’è più tempo, a far regali siete un portento!
Linda Sbaffi Tesler
SOTTO L’ALBERO
Sotto l’albero c’è un gran sacco e fuori spunta un bel pacco. “Cosa nasconde questo dono?” pensa il bimbo che è stato buono. Strappa la carta assai impaziente:
UN’ATTESA SPECIALE
Rossa rossa è la casacca, di bianco bianco è bordata, nero nero è il cinturone, grigio grigio è il barbone.
Grosso grosso è il pacchetto, bello bello è il fiocchetto, grande grande è la sorpresa, viva viva questa attesa!
Linda Sbaffi Tesler
è un augurio di pace per tutta la gente!
Linda Sbaffi Tesler
Sul QUADERNO OPERATIVO:
LA SCATOLA DEL NATALE
Stimoliamo i sensi attraverso oggetti natalizi comuni.
Decoriamo una scatola di scarpe come fosse un pacco regalo. Inseriamo poi al suo interno della pasta e diversi elementi natalizi come addobbi, fiocchetti e piccoli personaggi. Chiudiamola e scuotiamola bene, quindi invitiamo un bambino alla volta, possibilmente con gli occhi bendati e/o socchiudendo il coperchio, a mettere la manina nella scatola, tirare fuori un elemento natalizio (diverso dal boccolotto di pasta) e nominarlo.
L’IDEA IN PIÙ
occorrente
scatola di scarpe
pasta secca decorazioni e elementi natalizi
Togliamo il coperchio alla scatola e, ad un bambino alla volta, descriviamo un elemento contenuto al suo interno, senza nominarlo, ad esempio, per la pallina di Natale: “Sono tonda, di colore rosso e piena di glitter”. Invitiamolo quindi a pescare l’oggetto descritto. Diamo a ciascun alunno almeno un paio di possibilità così da fargli prendere consapevolezza delle diverse texture e forme presenti all’interno della scatola.
AIUTANTI DI BABBO NATALE
Facciamo un gioco motorio a ritmo di musica.
occorrente casse per la musica foto dei bambini calza natalizia
In uno spazio libero della sezione, posizioniamo delle casse per la musica. Attorno ad esse, facciamo sedere i bambini e spieghiamo loro il gioco: quando la musica inizierà (possiamo mettere la canzone n°4), il piccolo scelto come capofila, e quindi capo degli elfi, inizierà a girare attorno ai compagni e, a mano a mano, toccherà la spalla di ciascuno di loro e lo inviterà a seguirlo formando così un trenino. Quando, però, noi insegnanti metteremo in pausa la musica, dovranno tutti rimanere immobili e ripartire solo quando la canzone ricomincerà, così fino a quando ciascun bambino sarà diventato parte del trenino.
All’interno di una calza natalizia possiamo mettere una foto di ciascun bambino e invitare il capofila a pescarne di volta in volta una per poi andare a bussare alla spalla del compagno ritratto in foto e invitarlo a partecipare al trenino.
L’IDEA IN PIÙ
OMINI DI PAN DI ZENZERO
Scattiamo e stampiamo dei ricordi con il photo booth di Natale.
Prendiamo un cartone di altezza superiore a quella dei bambini e disegniamo su di esso un omino di pan di zenzero. Su questo, ritagliamo un cerchio in corrispondenza del viso, poi dipingiamo l’immagine e rifiniamo i bordi con i pennarelli. Invitiamo i bambini a mettersi in fila dietro l’omino inserendo, uno alla volta, il proprio faccino all’interno del cerchio e scattiamogli una foto. Stampiamo le foto e alleghiamole all’atelier creativo che i bambini porteranno a casa per Natale.
L’IDEA IN PIÙ
Con le foto stampate, possiamo anche realizzare uno striscione o un cartellone per addobbare la sezione!
occorrente
cartone
tempere e pennelli pennarelli
forbici
macchina fotografica o cellulare
1
IL NATALE IN UNA MANINA
Realizziamo un simpatico albero di Natale sensoriale.
Diamo a ciascun bambino un rotolo di cartone e invitiamo a dipingerlo con la tempera marrone, quindi lasciamo asciugare.
Aiutiamo i bimbi a tracciare sul cartoncino verde la sagoma della propria manina e ritagliamola. Invitiamo poi a decorarla applicandovi pompon, scovolini o altro materiale sensoriale.
Sull’estremità superiore del tronco, pratichiamo due incisioni equidistanti e fissiamoci la “chioma”, ovvero la manina precedentemente realizzata. Come dettaglio finale, sagomiamo e aggiungiamo una stella cometa di cartoncino.
occorrente rotolo di cartone tempere e pennelli cartoncini colorati pompon scovolini colla forbici
CARO BABBO NATALE
Laboratorio creativo
Realizziamo una ghirlanda sensoriale per Babbo Natale.
1
Offriamo a ciascun bambino un piatto di carta e invitiamo a dipingere il volto e il cappello di Babbo Natale. Lasciamo asciugare.
Completiamo il cappello stendendo della colla vinilica in corrispondenza del bordo e del pompon e invitiamo i piccoli a fissarci sopra del cotone idrofilo. Dipingiamo poi il naso e gli occhi.
occorrente
piatto di carta tempere e pennelli
colla vinilica cotone idrofilo nastrino
Spennelliamo con la colla vinilica anche la zona della barba e invitiamo a completarla nello stesso modo del cappello. Fissiamo infine un nastrino sul retro del piatto così da poter appendere la ghirlanda!
Canzone
GUARDA CHE FESTA... IL NATALE!
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
ritornello
Quante feste magiche insieme scopriremo. Tanti colori ed emozioni tu vivrai!
Che momenti magici noi conosceremo e ci divertiremo insieme più che mai!
Guarda che festa, guarda che festa, guarda che festa arriverà!
Che bella festa, che bella festa, che bella festa ci sarà!
Strofa
È arrivato il Natale, pronti a festeggiare!
“Oh, oh, oh!”
C’è Babbo Natale giù in città. Prepariamo l’albero, ma che bel cenone:
“Mmmmmh!”
Quante cose buone mangerai!
Guarda che festa, guarda che festa!
Buon Natale a noi!
Che bella festa, che bella festa!
Buon Natale a noi!
ritornello
Traccia
LA BEFANA
SCOPRIAMO L’EPIFANIA
La Befana vien di notte con la gonna con le toppe.
Vola nei cieli sulla scopetta, e lo fa di tutta fretta. Dal camino scende piano e non fa alcun baccano.
Tiene in mano un bel saccone pieno di cose assai buone: cioccolatini e caramelle lecca-lecca e girelle, questi sono i suoi doni per i bimbi quelli buoni. Di bimbi cattivi non ce n’è e tiene il carbone tutto per sé!
Linda Sbaffi Tesler
Sul QUADERNO OPERATIVO:
LA BEFANA VIEN DI NOTTE
Realizziamo una ghirlanda sensoriale con la Befana.
1
Laboratorio creativo
Diamo a ciascun bambino un piatto di carta e invitiamolo a dipingere il cielo e la luna. Lasciamo asciugare.
Ritagliamo da un cartoncino ondulato i capelli della Befana e da quello nero un cappello. Arricchiamo quest’ultimo con gli scovolini. Invitiamo poi ciascun bambino a dipingersi una manina e a stamparla sul cartoncino bianco. Una volta asciutta, ritagliamola.
Assembliamo la Befana, personalizzandola con bocca, naso e occhietti mobili e incolliamola sul piatto dipinto. Fissiamo infine un nastrino sul retro della ghirlanda così da poterla appendere.
occorrente
piatto di carta
tempere e pennelli
cartoncini colorati e ondulati scovolini
occhietti mobili forbici
colla nastrino
3
SCOPRIAMO L’INVERNO
CHE MERAVIGLIOSA STAGIONE L’INVERNO
Ciao bambine e bambini, avete visto chi è arrivato? L’inverno!
Che meravigliosa stagione! La neve scende delicata e ricopre tutto con il suo manto bianco. Ogni cosa sembra addormentata, fino a quando qualche uccellino coraggioso fa capolino da dietro un rametto. Sulla neve si vedono le piccole impronte lasciate dai bambini; quando è giorno puoi sentirli ridere mentre fanno un bel pupazzo di neve, rubando in cucina una carota per fargli il nasino. Mentre fuori il freddo ghiaccia ogni cosa, in casa si sta al calduccio, magari davanti al camino con in mano una bella tazza di cioccolata fumante. Dall’armadio si ti
rano fuori i giubbetti, quelli pesanti, le sciarpine con i cappellini abbinati e i guantini per coprire le manine. Dell’in verno mi piace il suo bianco splendente e giocare ad acchiappare i fiocchi di neve tirando fuori la lingua. Che incanto, che meraviglia! E a voi? Cosa piace di questa stagione?
Linda Sbaffi Tesler
Sul QUADERNO OPERATIVO:
MANIPOLIAMO IL GHIACCIO
Scopriamo e manipoliamo il ghiaccio con un’attività artistica.
Creiamo per prima cosa dei cubetti di ghiaccio riempiendo gli stampini con dell’acqua e versando, in ciascuno, una diversa quantità di colorante alimentare blu (così da variare l’intensità di colore).
Posizioniamo poi uno stecco in ogni stampino e mettiamoli in freezer. Una volta che l’acqua si sarà congelata, estraiamo i cubetti dagli stampini e fissiamo sopra agli stecchi dei fiocchi di neve di cartoncino. È ora tempo di sperimentare! Lasciamo prima manipolare in autonomia i cubetti e poi, con il supporto di un cartoncino bianco, invitiamo i bambini a usare gli stecchetti come fossero dei pennelli, dando sfogo alla creatività!
L’IDEA IN PIÙ
occorrente
stampini per ghiaccio acqua
colorante alimentare stecchi di legno nastro biadesivo cartoncini colorati
Possiamo usare l’attività anche per rappresentare la neve che cade: basterà disegnare sul cartellone una nuvola e fare “spennellate” verticali con i cubetti.
Alleniamo la motricità fine con i cristalli di neve.
Ritagliamo dei rettangoli da cartoncini di diverse sfumature di blu. Su ciascuno, con l’applicatore della colla vinilica o aiutandoci con un pennello, “disegniamo” dei fiocchi di neve.
Mettiamo a disposizione dei bambini un contenitore con all’interno del sale grosso e invitiamoli a ricoprire per bene il disegno fatto con la colla. Una volta asciutto, picchiettiamo il cartoncino su una superficie piana così da eliminare il sale in eccesso.
occorrente
cartoncini colorati colla vinilica
sale grosso nastrini
forbici
Fissiamo infine ad un nastrino ogni fiocchetto di neve, così da realizzare uno striscione con cui decorare le finestre e dare un tocco invernale alla sezione!
IL PUPAZZO MULTISENSORIALE
Realizziamo un pupazzo di neve 3D con materiali e texture diversi.
1
Disegniamo su un cartoncino celeste un pupazzo di neve e fissiamoci sopra una cornice di cartone. Con l’aiuto della cornice, rivestiamo l’illustrazione con dello scotch in modo che la parte appiccicosa resti sul davanti.
Predisponiamo sul tavolo materiali diversi (ad esempio pompon colorati, carta crespa, cartoncini, cotone idrofilo, etc.) e invitiamo i bambini a completare il pupazzo incollando questi ultimi nelle varie zone del disegno.
Arricchiamo infine lo sfondo con dei glitter e incolliamo il nostro quadro multisensoriale in sezione. 2 3 1
materiali vari (cotone idrofilo, cartoncini, glitter, pompon, etc.)
3
Canzone
ritornello
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme.
Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
Strofa
È arrivato l’inverno, fiocchi di neve che scendono giù.
Tutto il mondo è tutto bianco, quanto gelo, quanto freddo!
È arrivato l’inverno, noi con la neve possiamo giocar: un pupazzo magico insieme possiamo far!
ritornello
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme.
Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
MA CHE STAGIONE È? INVERNO!
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
Traccia n°5
DI NOTTE
Arriva il buio piano piano e la luna fa capolino.
Uno sbadiglio dopo l’altro, metto in fretta il pigiamino.
Il mio letto ora mi aspetta, stringo forte il peluchino. Che giornata divertente, metto il viso sul cuscino.
Linda Sbaffi Tesler
Sul QUADERNO OPERATIVO:
DI GIORNO
Sorge il sole piano piano e mi sfiora il visino.
Apro gli occhi e mi stiracchio, scendo giù dal mio lettino.
La colazione è già pronta mangio e metto il grembiulino.
Ritagliamo le flashcards del giorno e della notte e divertiamoci a formare le coppie! L’IDEA IN PIÙ: GIOCHIAMO AL MEMORY!
DI GIORNO E DI NOTTE
Rappresentiamo il giorno e la notte con un gioco simbolico.
occorrente
Spieghiamo ai piccoli le principali caratteristiche del giorno e della notte ed elenchiamo insieme le cose che si fanno in questi due momenti della giornata. Poi, in uno spazio libero della sezione, posizioniamo dei cuscini e invitiamo i bambini a mettersi in piedi. Ritagliamo poi i cartoncini del sole e della luna (disponibili in fondo a questa Guida) e iniziamo l’attività. Mostriamo l’immagine della luna e diciamo: “È notte. La luna brilla nel cielo. Cosa si fa di notte bambini?”, quindi i piccoli dovranno stendersi a terra, poggiare la testa su un cuscino e far finta di dormire. Mostriamo poi l’immagine del sole e diciamo: “È giorno. Il sole splende nel cielo. Cosa si fa di giorno bambini?”, e i piccoli dovranno stiracchiarsi e alzarsi dal “letto” mettendosi in piedi.
L’IDEA IN PIÙ
cartoncini sole e luna cuscini
modelli fotocopiabili nn°1 e 2 materiali sensoriali
Stampiamo i modelli fotocopiabili nn°1 e 2 (disponibili tra il materiale digitale, vedi seconda di copertina) e invitiamo a completare i soggetti con materiali sensoriali come glitter, carta stagnola, cartoncini ondulati, etc.
1
IL SOLE E I SUOI RAGGI
Realizziamo uno striscione “luminoso” da appendere in sezione.
Con le forbici, facciamo tanti taglietti equidistanti su una estremità del rotolo di cartone e pieghiamo leggermente le alette. Invitiamo quindi i piccoli a dipingere i “raggi” con la tempera arancione e a premere energicamente il “sole” sul cartoncino bianco.
Con un timbrino rotondo e della tempera gialla, facciamo stampare un cerchio all’interno di ogni “corolla” di raggi. Lasciamo asciugare.
Aggiungiamo tutti i dettagli che preferiamo, ad esempio un sorriso e delle guancette con i pennarelli e un paio di occhietti mobili. Ritagliamo infine tutti i soli e usiamoli per realizzare un simpatico striscione da appendere in sezione.
occorrente
rotolo di cartone
tempere e pennelli
cartoncino bianco
occhietti mobili
pennarelli
forbici
timbro rotondo
filo di lana
LA LUNA E LE STELLE
Creiamo uno scacciapensieri con un piatto di carta.
1
2 3
Diamo a ciascun bambino un piatto di carta e invitiamolo a dipingere il proprio con il colore che preferisce. Lasciamo asciugare.
Tracciamo sul piatto il profilo della luna, quindi ritagliamolo. Dal pezzo avanzato, ricaviamo invece una stellina.
Con la perforatrice, pratichiamo un foro sull’estremità superiore sia della luna che della stella quindi facciamoci passare un filo di lana così da tenerle insieme. Aggiungiamo infine su entrambe degli occhietti mobili e un bel sorriso col pennarello nero.
occorrente
piatto di carta
tempere e pennelli forbici
perforatrice
filo di lana
occhietti mobili
pennarello nero
CARNEVALE
Io mi vesto da pompiere, tu da vespa o candeliere, lui da essere spaziale: travestirsi non è male!
Io mi vesto da regina, tu da sacco di farina, lei da frate o da serpente: travestirsi è divertente!
Io mi vesto da canguro, tu da cavolo maturo, lui da papera o da cuoco: travestirsi, che bel gioco!
Roberto Piumini
Sul QUADERNO OPERATIVO:
IL SUPEREROE
Lui è forte e coraggioso, non va mai mica a riposo. Ha un mantello colorato e un completo abbinato. Una maschera sul viso, non gli copre mai il sorriso!
Linda Sbaffi Tesler
L’IDEA IN PIÙ: QUANTI LEONCINI!
Ritagliamo le maschere presenti sulla bandella di ciascun album operativo e travestiamoci da leoncini!
IL BAULE DEI TRAVESTIMENTI
Divertiamoci a travestirci e a mimare tanti personaggi diversi.
occorrente baule dei travestimenti
In uno spazio libero della sezione, posizioniamo il baule dei travestimenti e invitiamo i bambini a mettersi seduti davanti ad esso. Chiamiamo poi un piccolo alla volta e chiediamogli di travestirsi da quello che desidera indossando uno o più indumenti e/o accessori presenti all’interno del baule. I compagni dovranno quindi indovinare e nominare il personaggio rappresentato dal bambino travestito.
In base ai costumi disponibili all’interno del baule, nominiamo noi insegnanti il personaggio che ciascun bambino dovrà rappresentare indossando gli indumenti e/o accessori corrispondenti.
1
Laboratorio creativo
Stampiamo tante copie del modello fotocopiabile n°3 (disponibile tra il materiale digitale, vedi seconda di copertina) quanti sono i bambini e distribuiamo una scheda a ciascuno. In corrispondenza del volto, incolliamo una foto in bianco e nero di ogni bambino.
Stendiamo un velo di colla vinilica sui capelli del pagliaccio e invitiamo i bimbi a completarli fissandoci tanti coriandoli colorati. Lasciamo asciugare.
Incolliamo infine sul nasino di ciascun bimbo un pompon rosso ed ecco pronti i pagliaccetti!
occorrente
modello fotocopiabile n°3
foto dei bambini in bianco e nero
colla vinilica coriandoli
pompon
Trasformiamoci tutti in pagliaccetti! 3
TANTE MANINE PER IL CLOWN!
Realizziamo un vestito multicolore per il clown.
1
Sul cartoncino bianco, disegniamo e ritagliamo la base del nostro clown. Fissiamo poi sulla testa un cappello di cartoncino e alcune stelle filanti per i capelli.
Aiutiamo i bimbi a tracciare sui cartoncini colorati la sagoma delle loro manine, quindi ritagliamole.
Incolliamo le manine alla base del clown per fargli il vestito. Decoriamo il viso con i pennarelli, aggiungiamo un paio di scarpe e completiamo con un bel fiocco!
occorrente
cartoncini colorati forbici
stelle filanti colla pennarelli
Canzone
GUARDA CHE FESTA... IL CARNEVALE!
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
ritornello
Quante feste magiche insieme scopriremo. Tanti colori ed emozioni tu vivrai!
Che momenti magici noi conosceremo e ci divertiremo insieme più che mai!
Guarda che festa, guarda che festa, guarda che festa arriverà!
Che bella festa, che bella festa, che bella festa ci sarà!
Strofa
È arrivato il Carnevale, quanti bei costumi!
“Yeah!”
Scegli la tua maschera con noi, un animaletto oppure un supereroe: “Woow!”
A Carnevale sei quello che vuoi!
Guarda che festa, guarda che festa!
Buon Carnevale a noi!
Che bella festa, che bella festa!
Buon Carnevale a noi!
ritornello
UNA PASQUA SPECIALE
Tutti i pulcini si mettono in fila e un coniglietto fa da aprifila, hanno qualcosa da annunciare:
“Pace e amore dobbiamo dare!”
“Din don”, suonano le campane, quelle vicine e quelle lontane, hanno qualcosa da annunciare:
“Questa sarà una Pasqua speciale!”
Linda Sbaffi Tesler
LA PASQUA
UN UOVO COLORATO
Da un grande uovo colorato un bel pulcino è spuntato: ha le alette di un blu splendente e sorride a tutta la gente; il suo becco è aranciato e gironzola su tutto il prato. Con le sue piume arcobaleno ha un messaggio per il globo intero:
“Bimbe e bimbi di tutto il mondo portate la Pace con un girotondo!”
Linda Sbaffi Tesler
Ritagliamo le flashcards del pulcino e divertiamoci a mettere in sequenza le scene! L’IDEA IN PIÙ: IL PULCINO IN SEQUENZA
UOVA DI PASQUA E CREATIVITÀ
Diamo sfogo alla creatività usando diverse tecniche artistiche.
Distribuiamo dei fogli bianchi con disegnata la sagoma di un grande uovo e mettiamo a disposizione dei bambini materiali diversi come tempere, acquerelli, colori a dita, pennelli, colla e cartoncini colorati, carta crespa, carta velina e pennarelli. Invitiamo quindi ciascun bimbo a completare il proprio uovo con la tecnica e i materiali che preferisce.
Una volta pronte tutte le uova, ritagliamo le sagome e utilizziamole per realizzare uno striscione per la sezione o arricchiamole con un fiocco così che i bambini possano portarle in dono a casa.
occorrente fogli bianchi forbici nastrini materiali vari (tempere, acquerelli, colori a dita, carta colorata, colla, etc.)
L’IDEA IN PIÙ
I PULCINI DELLA PACE
Realizziamo dei pulcini arcobaleno come augurio di pace.
Invitiamo i bimbi a dipingere con la tempera le proprie manine e a stamparle su un cartoncino bianco. Una volta che le impronte si saranno asciugate, andiamo a ritagliarle.
Dai cartoncini colorati, ricaviamo tutti gli elementi del pulcino: tre ovali (uno grande e due più piccoli) che ci serviranno per il corpo e le zampette, una cresta, due occhietti e un becco.
Incolliamo i vari elementi. In alternativa, se desideriamo rendere i nostri pulcini mobili, fissiamo le “alette” con dei fermacampioni.
occorrente cartoncini colorati tempere e pennelli forbici colla pennarelli fermacampioni
CONIGLIETTI PASQUALI
Realizziamo dei coniglietti con delle buffe orecchiette.
Dal piatto di carta, tagliamo via una piccola parte, come in foto. Quindi invitiamo i bambini a dipingerlo con la tempera del colore che preferiscono e lasciamo asciugare.
Aiutiamo i bimbi a disegnare su un cartoncino colorato la sagoma delle loro manine, poi ritagliamole.
Fissiamo le manine-orecchie al piatto di carta, quindi applichiamo sul musetto un paio di occhietti mobili, un cerchietto di cartoncino per il naso e degli scovolini per i baffi. Disegniamo infine col pennarello la bocca e i dentini.
occorrente
piatto di carta
tempere e pennelli
cartoncini colorati forbici
nastro biadesivo
occhietti mobili
scovolini
pennarelli
Canzone
GUARDA CHE FESTA... LA PASQUA!
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
ritornello
Quante feste magiche insieme scopriremo. Tanti colori ed emozioni tu vivrai!
Che momenti magici noi conosceremo e ci divertiremo insieme più che mai!
Guarda che festa, guarda che festa, guarda che festa arriverà!
Che bella festa, che bella festa, che bella festa ci sarà!
Strofa
È arrivata Pasqua, senti le campane!
“Din, don, dan!”
La colomba della pace è qua.
Uova al cioccolato e poi guarda un coniglietto:
“Squit squit!”
Oggi è Pasqua, salta insieme a noi!
Guarda che festa, guarda che festa!
Buona Pasqua a noi!
Che bella festa, che bella festa, Buona Pasqua a noi!
ritornello
Traccia
SCOPRIAMO LA PRIMAVERA
CHE MERAVIGLIOSA STAGIONE LA PRIMAVERA
Ciao bambine e bambini, avete visto chi è arrivata? La primavera! Che meravigliosa stagione! Il sole fa capolino tra le nuvole, le apette e gli altri insettini tornano a ronzare e a popola re i prati. I prati… che belli! Ricchi di colori come un quadro: tantissimi fiorellini variopinti spuntano in ogni dove, e che profumo! Il tempo del letargo è or mai finito: gli orsi escono dalle loro tane, gli scoiat toli tornano a salire e scendere sulle cortecce degli alberi, i ricci cominciano a fare le loro passeggiate sull’erba e le lucertole se ne vanno alla ricerca di un po’ di calore. Si sono svegliati proprio tutti! Un timido sole ci dà il permesso: via giubbet ti, sciarpe e cappellini, è ora tempo di vestirsi più leggeri! Della primavera mi piacciono i sapori, quelli delle fragole appena raccolte e delle ciliegie rosse e tonde. Che sapori, che meraviglia!
E a voi? Cosa piace di questa stagione?
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
IL PRATO IN PRIMAVERA
Esploriamo il prato in primavera e facciamo una caccia al tesoro.
Pianifichiamo un’uscita nel giardino della scuola o nel parco comunale. Invitiamo i bambini a osservare ed esplorare il prato prestando particolare attenzione ai colori dell’erba, ai tipi di fiori presenti e agli insettini che lo abitano. Per attenzionare i piccoli sulle principali caratteristiche di questa stagione, porgiamo loro alcune semplici domande, ad esempio: “Cosa c’è sul prato?”, “Ci sono tanti o pochi fiorellini? Di che colore sono?”, “Quali insettini vedete?”.
L’IDEA IN PIÙ
Organizziamo una caccia al tesoro! Invitiamo i bambini a mettersi in fila l’uno dietro l’altro e, in ordine, affidiamo al capofila la macchinetta fotografica e una delle flashcards della primavera (disponibili in fondo a questa Guida). Il bimbo dovrà quindi cercare nel prato l’elemento raffigurato nella card e fotografarlo. Qualora non dovesse tro varlo, potrà richiedere l’aiuto di uno o più compagni.
occorrente macchina fotografica per bambini flashcards della primavera
Attività
TANTI BRUCHI LUNGHI LUNGHI
Mettiamo alla prova la motricità fine con la plastilina.
Ritagliamo da alcuni cartoni dei rettangoli piuttosto grandi. Su ciascuno di essi poi, a tratteggio, disegniamo una linea di complessità sempre diversa (ad esempio, linea dritta, curva, spezzata, mista, etc.) che rappresenterà il corpicino del nostro bruchetto. Invitiamo quindi i bambini a ripercorrere con il proprio dito indice le linee (proponiamo prima i bruchi più semplici per poi continuare con quelli gradualmente più difficili).
L’IDEA IN PIÙ
occorrente cartoni forbici pennarello plastilina
Una volta che i bambini riusciranno a tracciare i percorsi con fluidità, mettiamo a loro disposizione della plastilina e invitiamoli a realizzarci tante palline da fissare (schiacciandole con le dita) sulle linee tratteggiate, così da completare i corpi dei bruchetti.
APETTE “ALLA MANO”
Laboratorio creativo
Realizziamo delle graziose apette manipolando le tempere.
1
Pitturiamo a righe gialle e nere una mano di ciascun bambino e invitiamo a stamparla su un cartoncino bianco. Una volta asciutta, ritagliamo la sagoma.
Ricaviamo dal cartoncino blu le ali e da quello giallo un cerchio che farà da testolina. Disegniamo su quest’ultima una bocca e incolliamo gli occhietti mobili e le antennine, ottenute piegando e modellando un pezzetto di scovolino nero.
Assembliamo infine la nostra apetta fissando ogni parte con della colla. Se desideriamo rendere mobile l’insettino, per le alette possiamo utilizzare dei fermacampioni. 2 3
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme.
Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
Strofa
Ecco la primavera, piena di fiori che sbocciano. Tutto il prato è fiorito, sembra un quadro colorato.
Ecco la primavera, con le farfalle che volano, api e coccinelle con i petali giocano!
ritornello
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme.
Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
Traccia n°8
SCOPRIAMO LE EMOZIONI
FILASTROCCA DELLA GIOIA
Sono felice e son contento e mi piace quel che sento: il mio cuore batte forte, di risate faccio scorte. Fermo proprio non so stare, voglio solo saltellare, provo gioia e son felice questo sorriso mi si addice!
Linda Sbaffi Tesler
FILASTROCCA DELLA TRISTEZZA
La tristezza è arrivata e il mio sorriso si è rubata, mi ha lasciato i lacrimoni senza darmi spiegazioni. Come passa tutto questo? Forse basta solo un gesto: un abbraccio o una carezza e la tristezza scappa lesta. Poi la gioia è arrivata e l’espressione è cambiata.
Linda Sbaffi Tesler
UN MONDO DI EMOZIONI!
Drammatizziamo le emozioni e chiamiamole per nome.
Ritagliamo dalle flashcards delle emozioni (disponibili in fondo a questa Guida) l’espressione felice e quella triste. Invitiamo i piccoli a posizionarsi davanti a noi e chiediamo loro di mimare l’espressione della card che di volta in volta noi gli mostriamo e di nominare l’emozione corrispondente. Aumentiamo poi la difficoltà aggiungendo al gioco la flashcard della rabbia e quella della paura. Infine, velocizziamo lo scambio delle cards: tra piccoli errori e risate, ci sarà da divertirsi!
L’IDEA IN PIÙ
Dedichiamo uno spazio della sezione alle emozioni, ad esempio una porzione di una parete, e fissiamo le quattro flashcards al muro. Ogni giorno, poi, invitiamo i bambini ad ascoltarsi, percepire il proprio stato d’animo e indicare la faccina o le faccine che meglio li rappresentano. Que sto li aiuterà a comprendere e verbalizzare le emozioni.
occorrente flashcards delle emozioni scotch
EDUCAZIONE STRADALE
IL SEMAFORO
Bimbi e bimbe attenzione: guardate sempre il mio colore. Se son rosso, come un cuore, state fermi in posizione; se son giallo come il sole, state attenti, per favore; se son verde come l’erba, ogni auto per voi si ferma.
Bimbi e bimbe attenzione: guardate sempre il mio colore.
Linda Sbaffi Tesler
SULLE
STRISCE
Se la strada voglio attraversare, sulle strisce devo stare; ad un adulto do la mano così sono salvo e sano.
Guardo a destra e a sinistra come fossi un regista: se di auto ce ne sono, resto fermo, buono buono, se non passa più nessuno, attraverso e sto sicuro.
Linda Sbaffi Tesler
IL SEMAFORO BIRBANTE
Esercitiamoci ad attraversare la strada in sicurezza.
Prepariamo come prima cosa un semaforo di cartone, con i tre dischi di luce che si attaccano e staccano grazie a del velcro. In uno spazio libero della sezione, predisponiamo a terra delle strisce pedonali realizzate con il cartoncino bianco. Facciamo poi mettere i bambini in riga da un lato delle strisce e dall’altro ci posizioniamo noi con in mano il semaforo di cartone. Mostriamo quindi ai piccoli quest’ultimo alternando, di volta in volta, i colori delle luci: quando vedranno il verde, cammineranno verso di noi, con il giallo guarderanno a destra e sinistra, prestando attenzione, e con il rosso resteranno fermi.
Svolgiamo la stessa attività facendo però disporre questa volta i bambini in fila indiana, così ognuno potrà sperimentare l’attraversamento in autonomia.
L’IDEA IN PIÙ
SCOPRIAMO L’ESTATE
CHE MERAVIGLIOSA STAGIONE L’ESTATE
Ciao bambine e bambini, avete visto chi è arrivata? L’estate!
Che meravigliosa stagione! Il sole splende alto nel cielo e fa compagnia a tutti gli uccellini che sono ormai tornati. La natura è rigogliosa, ricca di frutti di infiniti colori e di ortaggi dai mille sapori. I campi, con le loro distese di spighe di grano, sembrano degli enormi tappeti dorati, puntellati, qua e là, dal rosso acceso di qualche papavero. Se prestate attenzione, sentirete una melodia: sono le cicale, che di cantare non si stancano mai. Adesso il sole scalda forte, ma forte davvero: è tempo di tirare fuori dall’armadio magliette e pantaloncini, sandali e cappel lini e poi via, di corsa fuori! Andiamo al parco sui giochini, sulla spiaggia a fare castelli, in montagna a passeggiare, in piscina a nuotare e al laghetto a ri posare. Dell’estate mi piace questo, il continuo gran daffare. Che diverti mento, che meraviglia! E a voi? Cosa piace di questa stagione?
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
L’ORTO IN ESTATE
Esploriamo l’orto in estate e facciamo una caccia al tesoro.
Pianifichiamo un’uscita nell’orto della scuola o, se non lo abbiamo, in un consorzio agricolo. Perlustriamo una per una le varie piante e, a mano a mano che vi passiamo accanto, diciamone ad alta voce il nome e facciamolo ripetere ai bambini. Dopo un’attenta osservazione, invitiamo i piccoli a verbalizzare le caratteristiche principali di ogni pianta (altezza, tipologia di foglie, dimensione e colore dei frutti, etc.).
occorrente flashcards dell’orto in estate
Raccogliamo poi alcuni ortaggi da portare in sezione e analizzare con calma (forma, colore interno ed esterno, consistenza, odore, sapore, etc.).
L’IDEA IN PIÙ
Organizziamo una caccia al tesoro aiutandoci con le flashcards dell’orto in estate (disponibili in fondo a questa Guida). Mostriamo ai bambini una delle cards con illustrato un ortaggio, ad esempio un pomodoro, e invitiamoli a cercarlo nel campo e, una volta trovato, a dirne ad alta voce il nome: “Pomodoro!”. Proseguiamo poi con le altre cards.
Affiniamo la capacità prensile attraverso un gioco simbolico.
Facciamo sedere i bambini attorno ad un tavolo e chiediamo a ciascuno di scegliere il colore della propria “coppetta da gelato” (ossia i contenitori per cupcake). Diamo quindi a ognuno anche una pinzetta e un vassoio con all’interno dei pompon colorati di grandezza media. Invitiamo ciascun bimbo a riempire la propria coppetta inserendovi, con l’aiuto delle pinzette, tante “palline di gelato” (i pompon) del colore corrispondente.
L’IDEA IN PIÙ
occorrente contenitori
monocolore per cupcake pinzette
vassoi
pompon medi
Dopo aver preso dimestichezza con le pinzette, proponiamo una gara a tempo: impostiamo un timer a 3 o 5 minuti e diamo il via. Vince chi mette nella propria coppetta più “palline di gelato” del colore
IL MIO DIPLOMINO
Completiamo i diplomini per la festa di fine anno.
Ritagliamo i diplomini presenti nella bandella in fondo a ciascun album operativo. 1
Completiamo con un pennarello indelebile il diploma in tutte le sue parti. Facciamo una foto ai bimbi della sezione e stampiamone tante copie quante sono i bambini.
Fissiamo infine con del biadesivo la foto della sezione sul retro di ciascun diplomino, dove indicato. 2 3 1
pennarello indelebile foto della sezione nastro biadesivo
Durante la festa di fine anno, oltre ai diplomini, possiamo consegnare anche le coccarde dell’autonomia (vedi pag. 93).
3 occorrente diplomini forbici
2
Canzone
ritornello
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme. Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
Strofa
È arrivata l’estate, raggi di sole che scottano. Quando insieme andremo al mare, tutti sotto l’ombrellone.
È arrivata l’estate, con gli aquiloni che volano. Anche se fa tanto caldo, io mi divertirò!
ritornello
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme!
Neve, sole, foglie e fiori, guarda che bei colori!
Quattro stagioni magnifiche noi scopriremo insieme. Ma che stagione è?
Scoprilo con me!
MA CHE STAGIONE È? ESTATE!
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
Traccia
IN FONDO AL MAR
Un pesciolino tondo tondo, la conchiglia più bella del mondo, una medusa nascosta sul fondo una balena nel blu profondo. Un delfino che prende fiato un polipetto appena nato, uno squaletto affamato, un granchietto colorato. Un cavalluccio che sembra alato, un delfino è appena passato, un corallo su quel lato, la sabbietta sembra un prato. Questo è il mondo in fondo al mar, fai un tuffo e vai a guardar.
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
LA SABBIERA DI SEMOLINO
Manipoliamo e sperimentiamo con la “sabbia”.
Disponiamo in diversi contenitori dai bordi bassi del semolino e lasciamo manipolare i bambini in libertà (sfiorare, tastare, comprimere, etc.). Nascondiamo poi sul fondo, coperte dal semolino, alcune flashcards del mare (disponibili in fondo a questa Guida) e, a turno, chiediamo ai bambini: “Dove si trova la stella marina/il granchietto, etc.? Trovala/o nella sabbia”. I piccoli dovranno quindi frugare all’interno del contenitore, spostare di qua e di là il semolino e trovare la card con l’elemento da noi nominato, stando attenti agli “intrusi”.
L’IDEA IN PIÙ
Livelliamo la “sabbia” all’interno dei contenitori, distribuiamo le cards e invitiamo i bambini a riprodurre con il dito la sagoma dell’illustrazione nel semolino. Se si sbaglia, basta livellare la sabbietta e ricominciare!
occorrente contenitori semolino flashcards del mare
1
LA MEDUSA MULTICOLORE
Esercitiamo la motricità fine con i tentacoli variopinti della medusa.
Tagliamo dei piatti di carta a metà, quindi distribuiamone una a ciascun bambino invitandolo a dipingerla col colore a tempera che preferisce.
Mettiamo a disposizione dei piccoli delle forbici adatte all’età e invitiamo a tagliare delle striscioline di carta crespa di colori diversi. Posizioniamo poi sul retro della medusa dei pezzetti di nastro biadesivo e facciamo fissare ai bambini i tentacoli multicolore.
Completiamo la medusina disegnandole un sorriso col pennarello nero e applicando un paio di occhietti mobili.
occorrente
piatto di carta
tempere e pennelli
carta crespa forbici per piccoli nastro biadesivo
pennarello nero occhietti mobili
TANTI PESCIOLINI NEL MARE
Sperimentiamo lo stamping e drammatizziamo gli animaletti marini.
1
Aiutiamo i bimbi a disegnare sui cartoncini colorati la sagoma di una loro manina, quindi ritagliamola. Facciamo poi dipingere a ciascuno uno stecco di legno con le tempere.
Invitiamo i piccoli a decorare le manine con la tecnica dello stamping, utilizzando però come timbri elementi insoliti. Mettiamo quindi a disposizione, ad esempio, cotton fioc, palline di carta e mollette, cannucce, etc.
occorrente cartoncini colorati forbici stecchi di legno tempere e pennelli “timbri” vari nastro biadesivo occhietti mobili
Quando il colore si è asciugato, fissiamo ad ogni manina uno stecchetto di legno e decoriamo i pesci con bocca e occhietti mobili. Ora non ci resta che drammatizzare la vita dei nostri pesciolini-burattino “nel mare”.
MANINE PULITE
Care manine, manine care, con voi mi diverto a colorare, poi ogni cosa vi piace toccare ma vi uso anche per mangiare!
Con voi c’è sempre un gran daffare per questo spesso vi devo lavare!
Metto il sapone e inizio a strusciare poi sotto l’acqua vi vado a sciacquare.
Linda Sbaffi Tesler
SUL QUADERNO OPERATIVO:
Caro amico pannolino, tu mi sei sempre vicino, però sai, ogni bambino deve crescere un pochino. Se mi scappa un tantino, vado lì dal mio vasino, poggio sopra il sederino e faccio tutto il bisognino! Caro amico pannolino, ora è tempo del vasino!
Linda Sbaffi Tesler
A TAVOLA!
Che rumore fa il pancino, questa è l’ora di un panino, poi ci aggiungo l’insalata e la frutta già sbucciata. Però prima di mangiare, le manine a lavare!
Uso attento la forchetta e bevo piano la mia acquetta; metto anche il bavaglino, così è salvo il maglioncino!
Linda Sbaffi Tesler
DENTINI SPLENDENTI
Dopo i pasti e le merende, il dentino più non splende, sai che cosa possiam fare? Ora è tempo di spazzolare!
Struscia struscia lo spazzolino struscia struscia ogni dentino, lo sa fare ciascun bambino a cui splende ogni dentino!
Linda Sbaffi Tesler
PAG.
Attività
LAVIAMO MANINE E DENTINI
Esercitiamoci a praticare l’igiene personale.
Dividiamo la sezione in due gruppi: ai bimbi del primo consegniamo il modello fotocopiabile n°4, in cui è raffigurata una mano, a quelli del secondo la scheda n°5 in cui è rappresentata una bocca (i modelli sono disponibili tra il materiale digitale, vedi seconda di copertina). Invitiamo quindi i bambini a colorare ognuno la propria illustrazione e inseriamo poi ciascuna scheda in una foderina di plastica.
LE MANI
occorrente modelli fotocopiabili nn°4 e 5 foderine pennarelli spazzolini spugne per piatti ciotole con acqua PDF
Ai bambini del primo gruppo “sporchiamo” le schede delle mani disegnando sui palmi e le dita tante macchie col pennarello e mettiamo a loro disposizione una spugnetta per piatti (che rappresenterà il sapone) e una ciotolina con poca acqua. Invitiamo quindi a pulire al meglio la manina, strofinando il “sapone” con l’acqua sulle macchiette.
LAVIAMO I DENTI
Facciamo lo stesso con i bimbi del secondo gruppo. “Sporchiamo” le schede delle bocche con un pennarello, mettiamo quindi a disposizione uno spazzolino insieme a una ciotola con l’acqua e invitiamo a pulire i denti sfrofinando.
Invertiamo poi i gruppi, così da far svolgere a ciascun bambino entrambe le attività.
LAVIAMO
AIUTANTI CHEF IN CUCINA!
Esercitiamoci a usare le posate con un gioco simbolico.
Trasformiamo per un giorno la sezione nella cucina di un ristorante! Allestiamo innanzitutto il tavolo mettendo a disposizione posate per bambini, plastilina edibile e un pentolino giocattolo. Dividiamo poi la sezione in tre gruppetti, ciascuno a turno si eserciterà con una posata.
CON IL COLTELLO
CON LA FORCHETTA
CON IL CUCCHIAIO
occorrente posate per piccoli plastilina edibile pentolino giocattolo
Mettiamo a disposizione dei filoncini di plastilina e invitiamo i piccoli a creare gli “gnocchi” usando il coltello.
Chiediamo ai bambini di prendere gli gnocchi e, poggiandovi sopra delicatamente la forchetta, di decorarli con le classiche righette.
Una volta ultimati gli gnocchi, invitiamo i piccoli a usare il cucchiaio per trasferirli, ad uno ad uno, nel pentolino a “bollire”.
Attività
IL CALENDARIO DEL RIORDINO
Trasformiamo il riordino in un’attività di routine.
Realizziamo come prima cosa il calendario del riordino. Dopo aver diviso la sezione in squadre, riportiamole su un lato del cartellone, incollando la foto di ciascun bambino, mentre, sull’altro, in corrispondenza di ogni squadra, fissiamo un simbolo che rappresenta la zona della sezione di cui quel dato gruppo dovrà prendersi cura (ad esempio, un libro per l’angolo lettura, un pastello per lo spazio dedicato agli atelier, un pezzo di puzzle per l’area giochi, etc.). Per rendere il calendario modificabile nel tempo, consigliamo di fissare le foto e i simboli al cartellone utilizzando dei pezzetti di velcro.
occorrente cartellone
foto dei bimbi velcro clessidra o timer
Per inserire questa attività nella routine giornaliera scolastica, è bene stabilire fin da subito in quale momento della giornata si svolgerà il riordino indicandone anche la durata temporale. A questa età però, come ben sappiamo, i bambini non riescono a quantifi
L’IDEA IN PIÙ
CONQUISTO L’AUTONOMIA!
Organizziamo le nostre giornate con il calendario delle routine.
Ritagliamo le flashcards dell’autonomia (disponibili in fondo a questa Guida) e analizziamo insieme ai bambini le azioni quotidiane che svolgiamo a scuola. Utilizziamo poi le cards per realizzare il calendario delle routine, in base alle nostre abitudini, e fissia molo in una parete ben visibile della sezione. I bambini, quindi, in qualsiasi momento, potranno osservare il calendario e sapere quali saranno le prossime attività o azioni che dovranno compiere. Questo strumento li aiuterà a fare da soli e accrescerà la loro autostima!
Durante l’anno scolastico, annotiamo i progressi di ciascun bam bino sulla scheda dell’autonomia (disponibile in fondo agli album operativi) colorando le impronte corrispondenti alle competenze acquisite.
IN PIÙ
Ritagliamo infine le coccarde “Io sto crescendo!” (disponibili sulle bandelle anteriori degli album operativi), assembliamole con biadesivo e nastrino e consegniamole ai bambini durante la festa di fine anno. Per loro rappresenterà una sorta di “medaglia al valore” e li incoraggerà a fare altri passi verso l’autonomia!
L’IDEA
Canzone LA DANZA DELL’AUTONOMIA
Testo e musica del Mo Francesco Panebianco
ritornello
Balla insieme a me la “danza del leoncino”, scuoti la criniera e fai ballare il tuo bacino. Muovi la codina prima a destra e poi a sinistra, scopriam l’autonomia e facciamo una gran festa! [X2]
Strofa
Io sono Leo, un bravissimo leoncino, quando mi sveglio lavo il mio musino. Uso le posate per mangiar nel mio piattino e, prima della nanna, un bagnetto e il pigiamino.
PRE-ritornello
Roar, roar, roar! Quanto è bravo il leoncino!
Roar, roar, roar! Lo insegna ad ogni bambino! [X2]
ritornello
Balla insieme a me la “danza del leoncino”, scuoti la criniera e fai ballare il tuo bacino. Muovi la codina prima a destra e poi a sinistra, scopriam l’autonomia e facciamo una gran festa! [X2]
Parola all’esperta
Crescere verso l’autonomia
Elisa Monsalvati
Pedagogista – esperta in progettazione e coordinamento di servizi per l’infanzia 0-6, Outdoor Education e relazione Bambino-Animale-Natura
A di AUTONOMIA
L’autonomia, nei primi anni di vita, è da intendersi come capacità di affermarsi e affermare la propria individualità, di poter scegliere di “provare a fare da solo” o di chiedere l’aiuto dell’adulto e/o di uno o più amici, di prendere iniziative proprie o di cooperare con gli altri per il raggiungimento di un obiettivo comune o per reciproco divertimento. È quindi un processo graduale che si costruisce nel tempo, attraverso esperienze quotidiane e relazioni significative: il bambino diventa autonomo quando può partecipare attivamente alla propria vita, sentendosi sostenuto e riconosciuto nelle sue competenze.
Le routine quotidiane rappresentano un contesto privilegiato per lo sviluppo dell’autonomia: mangiare, lavarsi le mani, vestirsi, riordinare, prendersi cura dei propri oggetti. Quando questi momenti sono prevedibili, curati e ripetuti nel tempo, il bambino acquisisce sicurezza, orientamento e fiducia nelle proprie capacità.
L’autonomia è strettamente legata al senso di competenza e all’autostima: ogni piccolo gesto riuscito — infilare una manica, usare il cucchiaio, portare un oggetto — contribuisce a costruire l’immagine di sé come persona capace. Anche i tentativi non riusciti hanno immenso valore, fanno parte del processo e aiutano il bambino a conoscere i propri limiti, le proprie possibilità, e ad avere fiducia nel riprovare.
Il ruolo dell’adulto: sostenere, non sostituire
L’adulto sostiene il percorso verso l’autonomia senza sostituirsi al bambino: questo significa offrire tempo, fiducia e occasioni adeguate, evitando di anticipare o fare al posto suo ciò che può provare a fare da solo, restando presenza sicura in caso di bisogno.
Predisporre ambienti accessibili, materiali a portata di mano, tempi non frettolosi e routine chiare permette al bambino di agire in modo sempre più indipendente. Allo stesso tempo, la presenza dell’adulto resta fondamentale: osserva, incoraggia, aiuta quando necessario, ma lascia spazio all’iniziativa.
Accompagnare l’autonomia significa anche accogliere errori, esitazioni e momenti di fatica, senza trasformarli in fallimenti. Il bambino ha bisogno di sentire che può provare, sbagliare e riprovare in un contesto sicuro.
Sostenere senza sostituirsi è ciò che permette al bambino di fare esperienza di sé come soggetto attivo, capace e partecipe della propria crescita.