LUOGHI DELLO SPIRITO

DA RAGGIUNGERE COMODAMENTE IN TRENO

«Il mondo è un libro
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DA RAGGIUNGERE COMODAMENTE IN TRENO

«Il mondo è un libro
(Sant'Agostino)

In cover
Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta (Duomo), Siena
Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista, Aosta

L’Italia ha un patrimonio unico di cattedrali, chiese e santuari, sorti nel corso dei secoli per venire incontro alla fede del popolo cristiano nelle grandi città, nei piccoli paesi e nei posti più solitari e sperduti delle nostre montagne e campagne.
Alla loro costruzione sono stati spesso impegnati architetti, artisti e artigiani che, con la loro maestria, ne hanno fatto dei capolavori assoluti, che oggi attirano ammiratori da tutto il mondo.
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Cattedrale di San Lorenzo, Genova

«I santuari sono spazi sacri per un momento di sosta e di contemplazione»
(Papa Francesco)





Basilica di Santa Maria
degli Angeli, Assisi

«Il pellegrinaggio ci fa pensare che la vita è un cammino»






Visitare oggi questi luoghi è un momento importante per raccogliere i messaggi spirituali, artistici e storici che essi esprimono.
Per riscoprire le loro bellezze, la ricchissima storia dei luoghi nei quali sono sorti e quella dei grandi santi alle quali spesso sono dedicate.








La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista è la testimonianza di arte sacra di maggior rilievo in Valle d’Aosta. Già verso la fine del IV secolo, in questo luogo, sorgeva una grande domus ecclesiae, che fu completamente riedificata nell’XI secolo. Tra il XIII e l’inizio del XVI secolo, una serie di interventi architettonici e decorativi modificò ulteriormente la fisionomia della cattedrale. Nel 1848 la facciata antica fu incastonata in una di stile neoclassico.
AOSTA (AO)
SANTA MARIA ASSUNTA
SAN GIOVANNI BATTISTA
INFO TURISMO
Ufficio Turismo
Piazza Porta Pretoria, 3
Orario 9-19
Tel 0165 236627
aosta@turismo.vda.it
[lovevda.it]
DISTANZA DALLA
STAZIONE 800 m
IVREA
Borgofranco
Pont Saint Martin
Donnaz
Hone-Bard
Verres
Chatillon-Saint Vincent
Nus
AOSTA
CENNI STORICI
470
Morte di San Grato, vescovo, patrono di Aosta.
IV SEC.
Realizzazione della prima basilica paleocristiana.
XI SEC.
Riedificazione da parte del vescovo Anselmo.
XII-XIII SEC .
Realizzazione dei mosaici del pavimento del Coro. 1397
Grande crocifisso in legno dipinto.
1490
Stalli lignei del Coro. 1526
Altorilievi in terracotta e affreschi della facciata. 1570

Costruzione della Cappella dei signori di Cly. 1848
Nuova facciata in stile neoclassico.
1979
Riscoperta del ciclo pittorico dell’XI secolo.
Nell’atrio troviamo il bellissimo altorilievo in terracotta, dedicato all’Assunzione della Vergine, e alcuni affreschi rinascimentali raffiguranti scene della vita di Maria alla quale è dedicato il Duomo.
Nel Medioevo si ricordava l’eterno ciclo del tempo, dominato da Dio, attraverso la raffigurazione dei 12 mesi. Nel presbiterio troviamo un bellissimo mosaico del XII secolo, con il Ciclo dell’Anno: Cristo è al centro e, agli angoli, due figure che personificano i fiumi dell’Eden, Gihon e Fison, portatori di vita.
«Si va a Gesù per mezzo di Maria»

(San
Giovanni Bosco)

Nella navata centrale è sospeso, in alto, il grande crocifisso di legno realizzato nel 1397.
Nel Museo del Tesoro della Cattedrale è conservata la cassa contenente le reliquie di San Grato, patrono di Aosta vissuto nel V secolo, uno dei primi evangelizzatori della Valle d’Aosta. L’urna, un vero gioiello d’arte gotica, è portata in processione per le vie della città il il 7 dicembre, giorno della sua festa.




Il Duomo di Torino dedicato a San Giovanni Battista, edificato alla fine del XV secolo, dal 1578 ospita il prezioso telo della Sacra Sindone, originariamente di proprietà dei Savoia. Nel 1649 iniziarono nuovi lavori per accogliere in maniera degna il Sacro Lino, terminati nel 1694 con la realizzazione della Cappella della Sindone, sovrastata dalla splendida cupola dell'architetto Guarino Guarini. Nell’aprile del 1997 un incendio danneggiò pesantemente l’edificio, e la stessa Sindone rischiò di essere distrutta.
TORINO (TO)
SAN GIOVANNI BATTISTA
INFO TURISMO
Ufficio Turismo
Piazza Carlo Felice
Fronte Stazione P. Nuova
Orario 10-16
Tel 011 535181
info.torino@turismotorino [turismotorino.org]
DISTANZA DALLA
STAZIONE 1,3 km
STAZIONE DI RIFERIMENTO
TORINO PORTA NUOVA
OGNI GIORNO
COLLEGAMENTI PER TORINO DA ASTI, CUNEO, IVREA, MILANO, GENOVA, SAVONA E BARDONECCHIA.
CENNI STORICI
1453
I duchi di Savoia portano la Sindone a Chambery. 1491-1505
Costruzione del Duomo. 1532
Incendio a Chambery danneggia il Sacro Lino. 1578
Trasferimento della Sindone da Chambery a Torino. 1649
Inizio dei lavori di espansione del Duomo. 1694
Termine dei lavori: la Sindone è traslata nella nuova cappella. 1898
Prima fotografia della Sindone. 1997

Un incendio distrugge la cupola del Guarini e minaccia la stessa Sindone.
2015
Ultima ostensione della Sindone.
2018
Fine dei restauri e riapertura della Cappella della Sindone.
La Sindone, dopo l’incendio del 1997, è stata spostata in una cappella sotto la Tribuna Reale, in una speciale teca protettiva, ed è visibile solo in occasione delle ostensioni pubbliche, l’ultima delle quali nel 2015.
Il lenzuolo dovrebbe risalire al I secolo e provenire dalla Palestina. Dalla prima fotografia scattata nel 1898, apparve la figura di un uomo, con la barba e i capelli lunghi che aveva subito un terribile trattamento con evidenti segni di torture, quali tagli su costato, ferite ai polsi e tumefazioni sul volto.
«Il volto della Sindone cerca il nostro cuore»

(Don
Luigi Ciotti )

La Sacra Sindone è uno dei grandi misteri della religione cristiana. Da quest’antico lenzuolo funerario di lino si può scorgere l’immagine di un uomo, torturato e crocefisso. I tratti e i segni di questa figura sono tutti compatibili con quelli descritti nella Passione di Gesù.
Pertanto molti cristiani vedono con fede in questo lenzuolo quello usato per avvolgere il corpo di Cristo nel sepolcro.


TORINO (TO)
SACRA DI SAN MICHELE
INFO TURISMO
Via alla Sacra, 14 10057 Sant'Ambrogio di Torino (TO)
Tel 011 939130
info@sacradisanmichele.com [turismotorino.org]
La Sacra di San Michele è un’imponente abbazia costruita tra il 983 e il 987 d.C. che, sfidando i princìpi della fisica, domina la cima del Monte Pirchiriano, all’imbocco della Valle di Susa. Consacrata dall’Arcangelo Michele intorno all’anno Mille, fin dalla sua fondazione è stata uno dei centri nevralgici d’Europa per i pellegrini che valicavano le Alpi in viaggio verso Roma o la Terra Santa. Custodita in origine dai monaci benedettini, fu soggetta a una progressiva decadenza che, nel 1622, vide la soppressione della vita monastica. Solo nel 1836 il monastero riprese le proprie funzioni religiose con l'arrivo dei padri Rosminiani. Oggi è uno dei simboli del Piemonte.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 11 km
RAGGIUNGI AVIGLIANA
DA TORINO, BARDONECCHIA E SUSA , POI PROSEGUI IN BUS FINO ALLA SACRA.
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CENNI STORICI
Fondazione a opera dei monaci Benedettini.
XI-XII SEC.
Intensificazione del luogo con la fondazione di una biblioteca e dello scriptorium. 1375
Pietro de Fongeret, l’ultimo abate-monaco, viene scomunicato e allontanato.
Dal 1381 al 1836
Il monastero viene ridotto a Commenda.
162

Il Cardinal Maurizio di Savoia ottiene la soppressione del monastero.
Dal 1622 al 1836
La Sacra viene abbandonata e disabitata.
1836
Re Carlo Alberto affida al Beato Antonio Rosmini e ai padri Rosminiani la cura della Sacra, ristabilendo la vita spirituale e religiosa
1994
La Sacra diventa Monumento Simbolo del Piemonte.
Dal piano d’ingresso, per raggiungere la chiesa collocata sulla cima della montagna, si attraversa un ampio e ripido scalone detto Scalone dei Morti, anticamente utilizzato dai monaci come luogo di sepoltura. Infatti, fino al 1936, nella nicchia centrale erano visibili alcuni scheletri di religiosi per ricordare ai pellegrini il Memento Mori e la fugacità della vita.
Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, difensore della fede e del popolo cristiano, la Sacra di San Michele s’inserisce all’interno di una via di pellegrinaggio lunga oltre 2000 km che va da Mont Saint Michel, in Francia, a Monte Sant'Angelo, in Puglia. Questo solco rappresenta la linea micaelica o itinerario di Gerusalemme. Secondo la leggenda, infatti, fuproprio l’Arcangelo Michele a scegliere tali luoghi, consacrandoli.

(Clemente Rebora, poeta italiano)

La struttura odierna è il risultato dell’unione di diversi stili architettonici. Dal romanico di inizio anno Mille al successivo gotico. Non è difficile notare la differenza di stile nelle colonne, negli archi, nelle finestre e nei capitelli.
Un’altra particolarità: l’edificio avvolge e ingloba il monte Pirchiriano, conservandolo e rendendolo visibile sotto una colonna della Chiesa, dove si può scorgere la vetta della montagna. Degni di nota sono anche gli affreschi del XV secolo e le 16 tombe dei Reali di Casa Savoia.


Oropa è il Santuario mariano più grande dell’arco alpino, dedicato alla Madonna Nera. Riconosciuto Patrimonio
UNESCO insieme al suo Sacro Monte, si trova a 1200 m di altitudine. L'origine del luogo sacro, secondo la tradizione, risale al IV secolo quando Sant'Eusebio, Vescovo di Vercelli, diffuse diffuse il culto della Madre di Dio. La statua della Madonna, scolpita nel XII secolo, si trova all’interno della Basilica Antica, costruita nel Seicento. Nel corso dei secoli i più grandi architetti, come Arduzzi, Juvarra, Guarini, Beltramo, Galletti, Bonora, progettarono il complesso monumentale del Santuario e del Sacro Monte, che si estende su tre piazzali a terrazza fino alla Basilica Superiore.
OROPA (BI)
SANTUARIO DI OROPA
INFO TURISMO
Ufficio Accoglienza e Informazioni
Santuario di Oropa
Via Santuario di Oropa, 480
All’interno dei cancelli a destra
Tel 015 25551200
info@santuariodioropa.it [santuariodioropa.it]
DISTANZA DALLA
STAZIONE 14 km
RAGGIUNGI BIELLA
DA TORINO, SANTHIÀ
E NOVARA, POI
PROSEGUI IN BUS FINO
AL SANTUARIO DI OROPA.
BIGLIETTO TRENO+BUS
IN VENDITA SUI CANALI
D'ACQUISTO TRENITALIA
CENNI STORICI
IV SEC.
Sant'Eusebio diffonde il culto mariano a Oropa.
IX SEC. Sacello.
1294
Il vescovo Ajmone di Challant consacra l’antica chiesa di Santa Maria.
XIII SEC.

Statua della Madonna Nera. 1522
Primo ex voto realizzato in seguito a una pestilenza. 1620
Consacrazione della Basilica Antica e I Incoronazione.
XVIII SEC. Costruzione del piazzale inferiore. 1885
Avvio costruzione Basilica Superiore.
1960
Consacrazione Basilica Superiore. 2021
V Incoronazione.
Nel 1599, come gesto di gratitudine dei biellesi scampati alla pestilenza, fu costruita la Basilica Antica. Il 30 agosto del 1620 avvenne la prima solenne incoronazione della Madonna di Oropa, a cui presero parte migliaia di fedeli. Il rito dell’incoronazione è stato rinnovato ogni secolo: nel 1720, nel 1820, appena usciti dal difficile periodo napoleonico, e nel 1920, terminata la Grande Guerra. La quinta centenaria Incoronazione, rinviata di un anno per via della pandemia, si è svolta il 29 agosto 2021.
Le Gallerie degli Ex Voto, il Museo dei Tesori e gli Appartamenti Reali dei Savoia, il Sacro Monte, con le 12 cappelle dedicate alla storia di Maria, il Giardino Botanico, e il Cimitero Monumentale, dove si trova la tomba piramidale dello statista Quintino Sella.

«O
(Saluto augurale del pellegrino scolpita sul portale d’ingresso della basilica antica del Santuario)

Sin dall’epoca medievale Oropa è luogo di accoglienza, domus et ecclesia, come riportano i documenti del XIII secolo, punto di riferimento fondamentale per i viandanti che transitavano dalla Valle d’Aosta. Ancora oggi Oropa, con circa 200 camere, può accogliere centinaia di ospiti. All’interno della Basilica, come un prezioso scrigno, si trova il Sacello, costruito nel IX secolo. Nella calotta e nelle pareti interne del Sacello sono visibili preziosi affreschi dedicati alla Vergine e ad alcuni Santi risalenti al Trecento, opera di un ignoto pittore detto il Maestro di Oropa.




GENOVA (GE) SAN LORENZO
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Via Garibaldi, 12/r
Orario 9-18.20
Tel 010 5572903
info@visitgenoa.it [visitgenoa.it]
La Cattedrale di San Lorenzo è, da sempre, il cuore della città di Genova. Durante la lunga vita della Repubblica della città ne ha costituito, insieme al vicino Palazzo Ducale, il suo centro politico e religioso. Essa custodisce le ceneri del patrono della città San Giovanni Battista, giunte nel capoluogo ligure alla fine della Prima Crociata. La sua costruzione in forme romaniche fu iniziata nel 1098 sopra una prima basilica del V-VI secolo con il denaro proveniente dalle Crociate.
DISTANZA DALLA STAZIONE 1,5 km
OGNI GIORNO
COLLEGAMENTI PER GENOVA PRINCIPE DA SESTRI LEVANTE, VENTIMIGLIA, TORINO, MILANO E LA SPEZIA.
CENNI STORICI
Prima basilica dedicata a San Lorenzo.
1007
San Lorenzo diventa sede vescovile.
1098
Arrivo delle reliquie di San Giovanni Battista dalla Terra Santa e ricostruzione della prima chiesa in stile romanico.
1118
L’edificio è consacrato da papa Gelasio II.
1225

Realizzazione dell’arca marmorea per le reliquie di San Giovanni Battista.
1230
La basilica è ristrutturata in stile gotico.
1445
Realizzazione della Cassa processionale dedicata al Santo.
1460
Completamento della cappella a lui dedicata.
Verso il 1230 l’edificio fu ristrutturato in stile gotico con una facciata dalle tipiche fasce bianche e nere, in Liguria simbolo di nobiltà.
San Giovanni Battista è festeggiato in città il 24 giugno, sin dalla sera della vigilia, con tanti eventi e un grande falò, e nel giorno di festa, con una solenne e spettacolare processione dalla Cattedrale di San Lorenzo fino al Porto Antico, dove l’arcivescovo impartisce la benedizione al mare e alla città.
«Voce di uno che grida nel deserto»

(Vangelo di Giovanni)

La bellissima Cappella di San Giovanni Battista custodisce l’arca marmorea del Santo realizzata nel 1225 e contenente il reliquiario d’argento. Nei suggestivi ambienti sotterranei del Museo del tesoro, sono conservati anche preziosi oggetti, come la Cassa processionale del Santo del XV secolo, il Sacro Catino, considerato reliquia dell’Ultima Cena di Gesù Cristo portato dai Crociati dalla Terra Santa, e la Croce degli Zaccaria, capolavoro di oreficeria del XIV secolo.






Il Duomo, posto nel cuore cittadino e della storia di Milano, è il più grande complesso di architettura gotica in Italia. La sua costruzione è iniziata nel 1386 per iniziativa di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano e si è protratta per cinque secoli con il contributo di architetti, scultori, artisti e maestranze lombarde ed europee. Anticamente il Duomo era circondato dal fitto tessuto urbanistico che creava vedute improvvise e maestose del mastodontico edificio.
MILANO (MI) DUOMO
INFO TURISMO
Ufficio Turismo
Piazza del Duomo, 14
Orario 9-19
Tel 02 88455555
infotourist@comune.milano.it [yesmilano.it]
DISTANZA DALLA
STAZIONE 2,9 km
OGNI GIORNO COLLEGAMENTI PER MILANO DA TORINO, GENOVA E BOLOGNA (Trenitalia TPER).
CENNI STORICI
1386
I Visconti promuovono la co struzione del nuovo Duomo. 1418
Consacrazione dell’altare maggiore da parte di papa
Martino V.
1584
Morte di San Carlo Borromeo. 1604-1610
Realizzazione dei 52 Qua droni dedicati alla vita e ai miracoli di San Carlo.
1610
Canonizzazione di San Carlo Borromeo.
1769
Completamento della guglia maggiore.
1774
La Madonnina posta sulla guglia del Duomo.
1813
Completamento della facciata.
1943


Il Duomo abbaglia, all'esterno con le sue guglie di pietra chiara e, all’interno, colpisce per la sua maestosità e la fuga verso l’alto delle pareti. Possenti pilastri marcano la navata che termina nel bellissimo presbiterio.
Danni causati dal bombardamento alleato di Milano.
1981-1986
Restauro statico dei piloni del Duomo.
Essendo questa chiesa dedicata, sin dagli inizi, a Santa Maria Nascente,, sulla sua cima è stata posta nel 1774 la statua dorata della Madonnina che protegge la città dall’alto. Ma il Duomo ci parla anche di San Carlo Borromeo, vescovo di Milano, vissuto nel Cinquecento, annoverato tra i massimi riformatori della Chiesa cattolica.
«Le

(San Carlo Borromeo)

Lo Scurolo di San Carlo, posto nella cripta sotto l’altare maggiore, conserva l’urna con le spoglie del Santo vescovo, un autentico capolavoro di arte orafa del XVII secolo.
Al suo interno il corpo del Santo è rivestito di ricchi paramenti, mentre il volto è coperto da una maschera d’argento.
Sospesa sopra l’altare maggiore, si trova la preziosa reliquia del chiodo della Vera Croce (Sacro Chiodo), rinvenuto da Sant'Elena in Terra Santa nel IV secolo.
Una luce rossa la rende visibile da tutta la cattedrale.




Il Duomo di Trento è dedicato a San Vigilio, patrono della città. Il Santo fu vescovo di Trento e grande evangelizzatore nella Val d’Adige, morto martire nel 405 d.C., ucciso nella vicina Val Rendena dalle popolazioni che desiderava convertire. Il tempio che conserva le sue spoglie è, al tempo stesso, un venerato luogo di culto e un’opera di grande bellezza artistica e storica. Dal 1545 al 1563 il Duomo ospitò le sessioni solenni del Concilio di Trento, che portarono alla Riforma della Chiesa cattolica.
TRENTO (TN)
SAN VIGILIO
INFO TURISMO
Ufficio Turismo
Piazza Dante, 24
Orario 9-19
Tel 0461 216000
info@discovertrento.it
[discovertrento.it]
DISTANZA DALLA STAZIONE 650 m
VERONA P. NUOVA
Domegliara-S. Ambrogio
Dolcè
Peri
Borghetto sull’Adige
Avio
Ala
Serravalle all’Adige
Mori
Rovereto
Trento
Lavis
Mezzocorona
Salorno Salurn
Magrè-C. Margreid-K. Egna-T. Neumarkt-T. Ora Auer
Bronzolo Branzoll
Laives Leifers
BOLZANO BOZEN
CENNI STORICI
455
Morte di San Vigilio e costruzione prima basilica paleocristiana.
1022
Prima riedificazione della cattedrale.
1212
Nuova riedificazione.
1321
Terza fase e termine dei lavori architettonici.
1508
Incoronazione dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo. 1545-1563
Sessioni del Concilio di Trento. 1564
Papa Pio IV con la Bolla Benedictus Deus approva i documenti conclusivi del Concilio.
1682

La cattedrale fonde in maniera armonica gli stili romanico, gotico e barocco, frutti delle varie fasi storiche della sua costruzione iniziate intorno all’anno 1000 e completate, per la parte architettonica, nel 1321.
Realizzazione della Cappella del Crocifisso.
1964
Riscoperta e restauro della basilica paleocristiana.
Il Concilio di Trento fu convocato per reagire alla diffusione della riforma protestante in Europa. Esso durò ben 18 anni, dal 1545 al 1563, e portò al varo della Controriforma, una serie di misure di rinnovamento spirituale, teologico, liturgico con le quali la Chiesa cattolica riformò le proprie istituzioni.

«Guai a me se non annuncio il Vangelo!»
(San Paolo)

La Cappella del Crocifisso accoglie lo splendido crocifisso ligneo (sec. XVI), davanti al quale furono promulgati i decreti del Concilio di Trento.
Vi si trova anche la La statua della Madonna degli Annegati del sec. XIII, così chiamata perché al suo cospetto si ponevano le persone affogate nell’Adige.
Sotto la cattedrale, la basilica paleocristiana della fine del IV secolo d.C. con la prima arca di sepoltura di San Vigilio.





PADOVA (PD)
SANT'ANTONIO
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Vicolo Pedrocchi
Orario 9-19
Fest 10-16
Tel 049 5207415
ufficioturismo@comune. padova.it [turismopadova.it]
La Basilica di Sant'Antonio di Padova custodisce le reliquie e la tomba di un Santo venerato e amato in tutto il mondo. Antonio, di origine portoghese, aveva soggiornato in questa città nel 1229, fondandovi un monastero accanto alla piccola chiesa di Santa Maria Mater Domini. Qui tornò per morire e per esservi sepolto, secondo il suo desiderio, nel giugno del 1231. Canonizzato nel 1232, a meno di un anno dalla sua morte, subito iniziarono i lavori per la nuova basilica destinata ad accogliere le sue spoglie.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 2,1 km
VENEZIA S. LUCIA
Venezia Mestre
Padova
T. Euganee-Abano-Montegrotto
Monselice
Rovigo
Ferrara
S. Pietro in Casale
BOLOGNA C.LE
CENNI STORICI
Morte di Sant' Antonio. 1231
Sepoltura nel convento di Santa Maria Mater Domini 1232
Canonizzazione da parte di papa Gregorio IX.
1232
Inizio lavori della nuova basilica.
1263
Traslazione del Santo nella nuova basilica.
1310

Traslazione nella Cappella d’Arca e termine dei lavori.
1981
Ricognizione ed esposizione in occasione dei 750 anni dalla morte.
2008
Restauro dell’Arca e spostamento temporaneo del Santo.
2010
Ostensione delle spoglie nella Cappella delle Reliquie e loro riposizione nell’Arca.
La basilica unisce in maniera armonica gli stili romanico, gotico e bizantino. Tra i suoi capolavori, l’altare maggiore con il Crocifisso, la Madonna con il Bambino e sei santi, splendide sculture bronzee di Donatello.
Nella splendida Cappella delle Reliquie, in tre grandi nicchie, sono conservati preziosi reliquiari che raccolgono alcuni resti del corpo del Santo, quali la lingua assolutamente incorrotta, iI mento, l'apparato vocale e oggetti a lui legati, come la tonaca e la cassa in cui era stato deposto.
«La carità è l’anima della fede»

(Sant'Antonio da Padova)

La Cappella dell’Arca, opera splendida del Rinascimento, ospita la tomba del Santo. Sopra l’arca marmorea che conserva il suo corpo, sorge un altare coronato con la sua statua e quelle di altri santi francescani. I fedeli toccano con devozione le pareti della tomba, circondati dalle toccanti scene della vita e miracoli di Sant'Antonio, raffigurate negli altorilievi posti sulle pareti della cappella.






TRIESTE (TS) SAN GIUSTO
INFO TURISMO
Infopoint
Piazza Unità d’Italia, 4/b
Orario 9-19
Fest 9-13
Tel 040 3478312
info.trieste@promoturismo. fvg.it
[turismofvg.it]
La Cattedrale di San Giusto domina la città di Trieste dalla sommità del colle che porta il nome del suo patrono. Dalla sua antica torre il suono di cinque grandi campane richiama ogni giorno la città alla sua storia, dalla Tergeste romana al ritorno di Trieste all’Italia nel novembre del 1918. E questa chiesa, che raccoglie le spoglie del martire Giusto, dal XIII secolo guarda e protegge la metropoli dall’alto.
DISTANZA DALLA STAZIONE 1,6 km
OGNI GIORNO COLLEGAMENTI PER TRIESTE DA VENEZIA, UDINE E GORIZIA.
CENNI STORICI
Martirio di San Giusto.
V SEC.
Edificazione prima basilica ai piedi del colle.
X SEC.
Traslazione reliquie e costruzione chiesa a lui dedicata sul colle.
XII-XIII SEC.
Mosaici di artisti bizantini e veneziani.
XIII SEC.
Edificazione della nuova chiesa che ingloba due precedenti. 1343

Costruzione della torre campanaria.
XIV SEC.
Realizzazione dell’urna e deposizione reliquie. 1624
Ritrovamento dell’urna con le reliquie di San Giusto. 1650
Realizzazione della Cappella del Tesoro.
Nel X secolo, le reliquie di San Giusto furono traslate sul colle che da lui prese il nome, in una basilica a lui dedicata. Nei primi anni del 1300, questa chiesa, insieme con quella dedicata a Maria, fu inglobata in una nuova, quella attuale.
Giusto era un uomo di fede vissuto ad Aquileia alla fine del III secolo sotto Diocleziano. Rifiutatosi di rendere culto agli imperatori romani, fu condannato a morte nel 303 d.C. e gettato nel mare davanti a Trieste, con pesi legati a mani e piedi. Il giorno dopo, il suo corpo fu ritrovato a riva, libero dai pesi e fu sepolto.

«...suona e chiama
(Giovanni Drovetti, scrittore)

Nella Cappella del Tesoro, in una preziosa urna in lamina d’argento sbalzato e dorato, si conservano le reliquie di San Giusto, e in un bellissimo armadio ligneo a nicchie sono conservati preziosi reliquiari e oggetti di culto. Nelle due absidi laterali della chiesa, due splendidi mosaici del XII e XIII secolo sono dedicati alla Theotókos (Madre di Dio) e al Cristo Pantocratore, opera di artisti bizantini e veneziani.






BOLOGNA (BO) SAN PETRONIO
INFO TURISMO
Bologna Welcome
Piazza Maggiore, 1e
Orario 9-19
Fest 10-17
Tel 051 6583111
booking@olognawelcome.it [bolognawelcome.it]
La Basilica di San Petronio è dedicata al vescovo del V secolo, elevato al rango di patrono della città nel 1253. La sua fondazione risale al 1390 per iniziativa del comune di Bologna, in riconoscimento dell’impegno del Santo per la città. La costruzione della basilica si protrasse nei secoli successivi con momenti di stasi e numerose revisioni di progetto. La sua facciata, Per questa ragione, è rimasta incompiuta. Nel 1530 Carlo V vi fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero da papa Clemente VII.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 1,6 km
OGNI GIORNO
COLLEGAMENTI
TRENITALIA TPER PER BOLOGNA DA RIMINI, PIACENZA E RAVENNA.
CENNI STORICI
431-450
Petronio è vescovo di Bologna. 1141
Rinvenimento della tomba di Petronio, nella chiesa di Santo Stefano.
1253
San Petronio diventa patrono della città.
1390
Fondazione della basilica a lui dedicata.
1530
Clemente VII incorona Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero.
1655

Realizzazione della Meridiana da parte dell’astronomo Cassini. 1750
Traslazione della reliquia del capo di San Petronio nella basilica. 1798
Le quattro Croci storiche portate nella basilica. 2000
Traslazione del corpo del Santo dalla chiesa di Santo Stefano.
Ventidue cappelle conservano bellissime opere d’arte. Tra esse emergono la Cappella di San Petronio, che conserva le reliquie del Santo, e la Cappella dei Re Magi con il Giudizio Universale, opera di Giovanni da Modena del 1410.
Petronio, proveniente da una famiglia di alto rango, in gioventù coltivò studi monastici e intraprese la via del sacerdozio che lo condusse alla dignità episcopale, forse attraverso una permanenza a Milano in contatto con Ambrogio. Petronio fu vescovo di Bologna dal 431 al 450, anno della sua morte.

«È l’ora soave che il sol morituro saluta le torri e ’l tempio, divo Petronio, tuo»
(Giosuè Carducci, poeta)

La Cappella Aldrovandi, capolavoro del tardo barocco, realizzata da Alfonso Torreggiani nel 1750 fu destinata a conservare la reliquia del capo di San Petronio, per intervento del papa Benedetto XIV. Dal 2000, ospita anche il corpo del santo, definitivamente traslato dalla chiesa di Santo Stefano. Lungo le pareti laterali, sopra antiche colonne romane, sono poste le quattro storiche Croci poste da San Petronio, fuori dalle porte della prima cerchia di mura, a spirituale difesa della città.






SIENA (SI)
SANTA MARIA ASSUNTA
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Piazza Duomo, 2
Orario 9-18
Tel 0577 280551
siena@terresiena.it [terresiena.it]
Il Duomo di Siena dedicato a Santa Maria Assunta è un luogo dove la fede di una città ha saputo creare uno scrigno che racchiude immensi capolavori. La sua bellezza parla al visitatore di Dio, Creatore del cielo e della terra e Salvatore dell’uomo. Se è vero, come scrisse Fëdor Dostoevskij, che la bellezza salverà il mondo, la visita a questo luogo può essere un’esperienza che può ridare gioia e speranza nel destino dell’umanità. Varcare la sua soglia è come entrare in un pezzo di Paradiso.
DISTANZA DALLA STAZIONE 2 km
FIRENZE S.M.N.
Firenze Rifredi
Montelupo-Capraia
Empoli
Castelfiorentino
Certaldo
Poggibonsi-S. Gimignano
SIENA
CENNI STORICI
1215-1263
Prima fase della costruzione del Duomo.
1284
Realizzazione della sezione inferiore della facciata.
1299-1317
Lavori per la sezione superiore della facciata.
1268
Pulpito marmoreo di Nicola Pisano.
1288
Rosone dell’abside Coro con le vetrate di Duccio di Buoninsegna. 1339

Inizio della seconda fase di costruzione. 1350
Inizio dei mosaici m 1492
Libreria Piccolomini. 1507
Fine affreschi del Pinturicchio nella Libreria Piccolomini. 1549
Rosone della facciata e vetrata con l’Ultima Cena.
Il visitatore è sopraffatto dalla bellissima facciata policroma, dal soffitto blu coperto da stelle dorate, dal gioco cromatico dei pilastri e dalle meravigliose tarsie della pavimentazione.
La cattedrale è strettamente legata al Palio: il Drappellone, lo stendardo consegnato alla contrada vincitrice, prima della corsa è solennemente esposto in Duomo, e poi portato al Campo dal corteo storico. La contrada vincente tornerà in Duomo con il Palio, per cantare il Te Deum di ringraziamento all’Assunta.

«Un’opera d’arte unica, che non ha paragone...»
(Bernard Berenson, storico dell'arte)
Tra i gioielli del Duomo ricordiamo il pulpito in marmo, realizzato da Nicola Pisano intorno al 1265, una delle opere scultoree più importanti dell’arte del Duecento italiano, la Libreria Piccolomini, con gli affreschi del Pinturicchio del 1507, la vetrata dell’abside di Duccio di Buoninsegna e il grande mosaico marmoreo che orna tutto il pavimento del Duomo, opera unica nell’arte italiana.








La Basilica della Santa Casa è uno dei principali luoghi di culto mariano del mondo. In essa sono conservate le pareti della casa di Nazareth, luogo in cui Maria visse e dove ricevette l’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele. Secondo la tradizione queste mura arrivarono dalla Terra
Santa a Loreto intorno al 1290, dopo un viaggio lungo e avventuroso, grazie a un intervento angelico. Nel 1468, cominciarono i lavori per la costruzione del grande tempio per proteggere le mura della Santa Casa, che si conclusero nel 1587.
LORETO (AN)
SANTA CASA
INFO TURISMO
Ufficio IAT, Tel 071 970276
DISTANZA DALLA
STAZIONE 1,2 km
Varano
Camerano Aspio
Osimo-Castelfidardo
Loreto
Porto Recanati
Potenza P.-Montelupone
Civitanova M.-Montegranaro
Porto S. Elpidio
Porto S. Giorgio-Fermo
Pedaso
Cupramarittima
Grottammare
S. Benedetto del Tronto
Porto d’Ascoli
Martinsicuro
Alba A.-Nereto-Controguerra
Tortoreto Lido
Giulianova
Roseto degli Abruzzi
Scerne di Pineto
Pineto-Atri
Silvi
Montesilvano
PESCARA C.LE
CENNI STORICI
1294 Arrivo delle mura della Santa Casa.
1448 Inizio dei lavori della basilica.
1500 Completamento della cupola del Sangallo.
1509 Donato Bramante disegna il rivestimento marmoreo esterno.
1513-1534 Lavori di realizzazione del rivestimento marmoreo.

1586 Bolla di papa Sisto V conferma l’autenticità dell’origine della Santa Casa.
1587 Conclusione dei lavori.
1600 Tre nuove porte bronzee con scene dell’Antico Testamento.
1797 La basilica è razziata dalle truppe napoleoniche.
1920 La Madonna di Loreto proclamata patrona degli aviatori.
La Santa Casa è posta al centro della basilica, protetta da uno splendido rivestimento marmoreo che la circonda da tutti i lati: un’opera ricca di sculture e bassorilievi, vero capolavoro del nostro Rinascimento.
Siamo nel 1290, la casa della Vergine Maria a Nazareth, meta di devoti pellegrinaggi è a rischio in una Terra Santa sotto il dominio dei Mamelucchi. Secondo la tradizione, alcuni Angeli la prelevano e la portano in volo, prima in Istria, poi sulla costa delle Marche e quindi a Loreto, il 10 dicembre 1294.
«Pregate, pregate la Madonna di Loreto!»

(Don Luigi Giussani)

La Santa Casa ospita le tre pareti, in mattoni di terracotta della Palestina, che costituivano la parte esterna dell'abitazione di Maria, appoggiata a una grotta ricavata sul fianco di una collina, oggi visibile nella Basilica inferiore dell’Annunciazione a Nazareth. Una piccola finestra detta dell’Angelo, su una delle pareti, ricorda il momento dell’incontro di Maria con Gabriele. Al suo interno è posta la venerata statua della Madonna Nera, rivestita di un caratteristico manto ingioiellato.





ASSISI (PG)
SANTA MARIA DEGLI
ANGELI
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Piazza del Comune, 22
Orario 9-19
Tel 075 8138680
info@iat.assisi.pg.it
[umbriatourism.it]
[visit-assisi.it]
DISTANZA DALLA STAZIONE 0,7 km
TERONTOLA-CORTONA
Passignano sul Trasimeno
Magione
Ellera-Corciano
Perugia Silvestrini
Perugia Capitini
La Basilica di Santa Maria degli Angeli è uno dei più importanti luoghi francescani perché custodisce, al suo interno, la Porziuncola, chiesetta prediletta da San Francesco. Qui il Santo comprese la sua vocazione, accolse
Santa Chiara e i primi frati, ricevette il Perdono di Assisi, e morì il 3 ottobre 1126.
Edificata tra il 1569 e il 1679, è stata restaurata tra l’800 e gli inizi del ’900 a causa dei gravi danni inflitti dal terremoto del 1832. ,
Perugia Università
Perugia
Perugia Ponte S. Giovanni
Bastia
Assisi
Spello FOLIGNO
DA ASSISI PROSEGUIMENTO CON BUS FINO ALLA BASILICA. BIGLIETTO TRENO+BUS IN VENDITA NEI CANALI D'ACQUISTO DI TRENITALIA.
CENNI STORICI
1205
Francesco prende possesso della Porziuncola dai Benedettini. 1209
Fondazione dell’Ordine Francescano. 1211
Accoglienza di Santa Chiara. 1216
Proclamazione del Perdono di Assisi.
1226 (3 OTTOBRE)
Morte di Francesco. 1569

Inizio costruzione della nuova Basilica di Santa Maria degli Angeli. 1679
Completamento dei lavori. 1832
Un terremoto causa gravissimi danni.
1833-1930
Restauro della basilica. 1997
Danni dal terremoto e successivi lavori di restauro.
La Porziuncola conserva il suo aspetto trecentesco: un’unica aula con piccola abside, chiusa da una pala d’altare. Sul portale d’ingresso, un affresco rappresenta la visione di Gesù e Maria avuta da Francesco.
Nel 1216 Francesco, dopo una notte di grande tentazione - per vincere la quale si gettò nudo nel roseto del convento, uscendone illeso -, ebbe in visione Gesù Cristo e la Vergine Maria, ottenendo in dono il Perdono di Assisi, la particolare indulgenza plenaria, approvata subito da Onorio III.

«Voglio
(San
Francesco d’Assisi)

L’Indulgenza della Porziuncola inizia la mattina del 1° agosto e si conclude la sera del 2, giorni nei quali l’indulgenza totale dei peccati, che normalmente è concessa sempre ai fedeli in visita a questo luogo, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo. Nella basilica, inoltre, si trovano la Cappella del Transito, dove San Francesco morì, e al suo esterno, il roseto del miracolo.






Nella notte del 5 agosto del 352 d.C., il papa Liberio ha un sogno: la Vergine Maria gli chiede di costruire una chiesa, laddove avesse nevicato. Il mattino seguente, l’Esquilino è incredibilmente imbiancato di neve fresca: il pontefice traccia con un bastone il perimetro della nuova chiesa, Nostra Signora della Neve, che nel tempo diventerà la bellissima Basilica di Santa Maria Maggiore. Ogni 5 di agosto viene rievocato questo miracoloso avvenimento, con un lancio di fiori bianchi nella basilica.
ROMA (RM) SANTA MARIA
INFO TURISMO
Tourist Infopoint
Stazione Termini
Via Giovanni Giolitti, 34
Edificio F - Binario 24
Orario 8-18.45
Tel 06 0608
turismo@comune.roma.it [turismoroma.it]
DISTANZA DALLA STAZIONE 550 m
OGNI GIORNO COLLEGAMENTI PER ROMA DA CASSINO, NETTUNO, LATINA E NAPOLI.
CENNI STORICI
352 Papa Liberio fonda la prima chiesa sull’Esquilino.
432 Sisto III la riedifica, fa realizzare i mosaici della navata e dell’arco centrale e crea la Grotta della Natività.
VII SEC. Presumibile periodo di arrivo della Sacra Culla dalla Terra Santa.
1288 Arnolfo di Cambio scolpisce il Presepe.

1295 Jacopo Torriti crea il mosaico absidale dell’Incoronazione della Vergine. 1500 Giuliano da Sangallo progetta il soffitto a cassettoni, poi laminato con l’oro delle Americhe donato dal re di Spagna.
1587 Sisto V fa costruire la Cappella Sistina, e vi posiziona il Presepe nel piano sottostante.
1606 Paolo V realizza la Cappella Paolina e vi fa apporre la Salus populi romani.
1797 Giuseppe Valadier crea il nuovo reliquiario per la Sacra Culla.
Papa Sisto III la riedifica nel 432 e la dedica alla Vergine, riconosciuta dal Concilio di Efeso come la Madre di
Dio. Nei secoli è abbellita da meravigliosi mosaici e da un soffitto laminato d’oro.

Nella Cappella Paolina è conservata una sacra icona attribuita a San Luca: la Salus populi romani, protettrice della città di Roma in tante occasioni, come pestilenze e invasioni. Per tradizione, nella mattina di Pasqua era portata in processione verso l’immagine del Cristo della Scala Santa.

«Eccomi a Roma, acquietato per tutta la vita»
(Johann Wolfgang von Goethe, scrittore e poeta)

Questa basilica è nota come la Betlemme di Roma perché custodisce una reliquia particolare: alcune parti della Sacra Culla di Betlemme, portate dalla Terra Santa da pellegrini nel Medioevo, e ora custodite sotto l’altare maggiore, in un prezioso reliquiario. Inoltre, nel museo della Basilica, è conservato il primo Presepe mai realizzato, opera dello scultore Arnolfo di Cambio, datato 1288.





La Basilica di San Tommaso Apostolo di Ortona, è la concattedrale dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona che custodisce, dal 6 settembre 1258, le ossa di San Tommaso Apostolo, recuperate nello stesso anno da marinai ortonesi nell’isola greca di Chios nel corso di una spedizione militare organizzata contro l’ impero bizantino da Manfredi, futuro re delle Sicilie. Ha subito nel corso dei secoli diverse devastazioni da parte dei turchi nel XVI sec., dei francesi nel XVIII sec. e nel corso della Seconda guerra mondiale.
ORTONA (CH)
SAN TOMMASO
APOSTOLO
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Piazza della Repubblica, 9
Orario 8.30-12.30
Gio 15.30-19.30
Tel 085 9063841
iat.ortona@abruzzoturismo.it [abruzzoturismo.it]
DISTANZA DALLA STAZIONE 2,2 km
Pescara Porta Nuova
Pescara Tribunale
Francavilla al Mare
Tollo-Canosa Sannita
Ortona
S. Vito-Lanciano
Fossacesia-T. di Sangro
Casalbordino-Pollutri
Porto di Vasto
Vasto-S. Salvo
Montenero-Petacciato
TERMOLI
CENNI STORICI
Costruzione della basilica paleocristiana su probabile antico sito romano.
1075-76
Distruzione da parte dei Normanni.
1127
Ricostruzione dopo grave terremoto.
1258
Arrivo delle reliquie di San Tommaso a Ortona portate da Chios.
1566

Distruzione della cattedrale da parte dei turchi di Piyale Pascià.
1799
Devastazione della cattedrale da parte delle truppe francesi di Napoleone.
1943
Battaglia di Ortona tra le truppe germaniche e quelle alleate. Devastazione della città e della cattedrale.
La basilica è dedicata a San Tommaso, uno dei dodici apostoli prescelto da Gesù. Postosi con entusiasmo a seguire il Signore, alcune volte, ha difficoltà a comprendere i suoi discorsi. Quando Gesù risorto appare il giorno di Pasqua ai suoi discepoli, Tommaso non è presente, e non crede a quanto loro gli riferiscono. Potrà credere solo toccando le ferite del corpo di Cristo. E questo avviene otto giorni dopo: Gesù riappare, Tommaso lo tocca e crede.
Secondo la tradizione il Santo evangelizzò la Siria e la Mesopotamia e nel 52 d.C. l’India sud-occidentale nella regione dell’attuale Kerala. Recatosi in Cina, tornò in India dove fu martirizzato e sepolto. Intorno al 232 d.C. le sue spoglie tornarono a Edessa, in Siria, e tra il 1144 e il 1146 furono traslate nell’isola di Chios nel mare Egeo.

«Beati
(Vangelo di San Giovanni)

Oggi le reliquie dell’Apostolo sono riposte sotto l’altare della cripta in un’urna di rame dorato realizzata nel 1612.E in un prezioso reliquiario a forma di busto d’argento posto in una cappella dedicata al Santo.






ISERNIA (IS) SAN PIETRO APOSTOLO
INFO TURISMO
Ufficio Info Turistiche
Piazza Celestino V, 33
Orario 10-13/16-19
Tel 0865 235209
eptisernia@molisedati.it [eptmolise.it]
La Cattedrale di San Pietro Apostolo, sorta su un antico tempio pagano del III secolo a.C., nei secoli è stata oggetto di numerosi interventi effettuati a causa di numerosi terremoti e progetti di rinnovamento. Il suo aspetto attuale è dovuto ai restauri neoclassici della seconda metà del XIX secolo.
Danneggiata nel 1943 dai bombardamenti, è stata restaurata e oggi, al suo interno, attraverso alcune speciali pavimentazioni di vetro, è possibile vedere i resti dell’antico tempio.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 1,1 km
Baranello
Vinchiaturo
Boiano
Carpinone
ISERNIA
CENNI STORICI
VIII-IX SEC.
Prima chiesa in stile greco bizantino sulle rovine di un tempio romano. 1294
Pietro da Morrone papa come Celestino V. 1394
Ricostruzione dopo un terremoto.
1456
Danni e restauri dopo un sisma. 1567

Arrivo dell’icona Virgo Lucis dalla Grecia. 1638
Riconsacrazione della cattedrale.
1805
Terremoto catastrofico. 1826-1851
Lavori di ricostruzione e realizzazione del pronao neoclassico.
1943
Bombardamento del Duomo.
1963-1968
Il Duomo restaurato.
1980-1990
Scavi archeologici all’interno della cattedrale.
Al suo interno troviamo preziose testimonianze della fede della città; l’icona bizantina della Virgo Lucis (La Madonna della Luce) portata a Isernia nel 1567 e la statua della Madonna del Piede del XIII sec.

Gli isernini sono fortemente legati a Maria attraverso l’immagine della Virgo Lucis, in quanto la Vergine è colei che guida il fedele nelle prove.
Non a caso, nell’icona, Maria indica con la mano il piccolo Gesù.
I fedeli si rivolgono a Lei con le parole:
«Santa Maria, libera la strada».

«Ogni spirito lodi il Signore»
(San Pietro Morrone)

Nel Tesoro della Cattedrale si trova un prezioso reliquiario, noto come la Gabbia di San Nicandro, compatrono della città di Isernia con Celestino V, oggi ricordato dalla Chiesa come San Pietro Morrone, nato a Isernia ed eletto papa nel luglio 1294. Uomo di preghiera e meditazione abdicò dopo cinque mesi. Proprio lui donò alla sua città la preziosa Croce d’argento che qui si può ammirare.






NAPOLI (NA)
SANTA MARIA ASSUNTA
INFO TURISMO
Ufficio Turismo
Via San Giuseppe dei Nudi, 82
Orario 8.30-20
Tel 800 134034
ufficiocomunicazione@ infoturismonapoli.com
[infoturismonapoli.it]
La Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta è il cuore di Napoli dal punto di vista religioso, storico e artistico. Lo sviluppo di questa basilica è strettamente legato alla devozione della città verso il suo patrono, San Gennaro, e verso le sue reliquie. Nato a Benevento nel 272 d.C., il santo fu vescovo attivissimo e amatissimo, martirizzato nel 305 sotto l’imperatore Diocleziano insieme ai suoi compagni di fede. Secondo la tradizione, subito dopo la decapitazione, una pia donna raccolse il sangue del martire e lo racchiuse in due ampolle.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 800 m
OGNI GIORNO
COLLEGAMENTI PER NAPOLI DA CASERTA , ROMA , SALERNO E POZZUOLI.
CENNI STORICI
305 Martirio di San Gennaro.
334 Edificazione della chiesa di Santa Restituta.
413-431 Traslazione del corpo del Santo nelle Catacombe di Napoli.
831 Il corpo del Santo è portato dai Longobardi a Benevento.
1154 Traslazione delle reliquie all’Abbazia di Montevergine.

XIII SEC. Costruzione della nuova chiesa.
1305 Realizzazione reliquiario da parte di Carlo II d’Angiò.
1389 Primo evento documentato della liquefazione del sangue.
1497 Ritorno del corpo del Santo e costruzione della Cappella del Succorpo.
1527 Voto di Napoli al Santo.
1646 Consacrazione della nuova Cappella del Tesoro.
Una prima chiesa sorse nel XIII secolo inglobando la Basilica di Santa Restituta. Qui furono riposte le reliquie del capo e le ampolle con il sangue del Santo. Nel 1497, per ospitare le sue ossa, fu costruita la Cripta del Succorpo.
Agli inizi del Cinquecento la guerra, la peste e le eruzioni del Vesuvio assediano la città. Napoli, nel gennaio 1527, formula un voto solenne a San Gennaro: in cambio della sua protezione promette una nuova cappella all’interno del Duomo, dove custodire le sue reliquie. E il Santo accoglie le preghiere della città.
«Nel martirio la violenza è vinta dall’amore, la morte dalla vita»

(Papa Francesco)

Nella Cappella del Tesoro le reliquie del suo capo sono conservate nel busto d’argento donato da Carlo II d’Angiò nel 1305. Dietro l’altare sono custodite le ampolle del suo sangue che vengono esposte alla venerazione dei fedeli tre volte l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. Durante una solenne cerimonia religiosa, guidata dall’arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere all’evento della liquefazione, considerato di buon auspicio per la città.





BARI (BA) SAN NICOLA
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Piazza del Ferrarese, 29
Orario 10-18
Tel 080 5242244
infopointuristicobari@gmail.com [facebook.com/ InfopointTuristicoBar]
La Basilica Pontificia di San Nicola, posta nel cuore della città vecchia di Bari, accoglie le spoglie del Santo, traslate qui dall’Asia Minore (attuale Turchia), il 9 maggio 1087. Fu edificata in due anni e, nell’ottobre 1089, le reliquie del Santo vi furono trasferite. San Nicola vescovo, morto a Myra nel 337, è stato, ed è, uno dei santi più venerati sia dal mondo cattolico sia da quello ortodosso, come difensore dei deboli, protettore delle fanciulle e dei bambini. La tradizione di Babbo Natale nasce proprio da lui.
DISTANZA DALLA STAZIONE 1,6 km
OGNI GIORNO
COLLEGAMENTI PER BARI DA BRINDISI, LECCE, FOGGIA, TARANTO, BARLETTA, FASANO, GIOIA DEL COLLE E BITRITTO.
CENNI STORICI
1087
Arrivo delle spoglie del Santo da Myra di Licia (Asia Minore).
1089
Traslazione delle sue reliquie nella nuova chiesa costruita sopra il palazzo del governatore bizantino.
1100
Realizzazione della cattedra dell’abate Elia.
1197

Fine delle nuove fasi di completamento della chiesa. 1300
Dono dell’icona di San Nicola da parte dello zar di Serbia Uroš III. 1984
Papa Giovanni Paolo II e il metropolita di Myra accendono la lampada votiva. 2017
Alcune reliquie del Santo traslate pro tempore a Mosca e San Pietroburgo.
La basilica accoglie il visitatore con la sua facciata bianca, altissimo esempio del romanico in Puglia. Al suo interno si ammirano l’antico ciborio e il capolavoro scultoreo della cattedra del vescovo Elia.
San Nicola è certamente un Santo ecumenico, la cui venerazione è condivisa da tutto il mondo cristiano. Le diverse aree d’Europa l’hanno fatto proprio con attributi diversi, ma con un carisma unico: quello di proteggere i deboli e i piccoli. Grande è in particolare la sua venerazione nel sud d’Italia.
«I poveri sono il tesoro della Chiesa»

(Papa Francesco)

Nel centro dell’ampia cripta della Basilica è posto l’altare, dove riposa il corpo di San Nicola. Qui troviamo anche una preziosa icona del Santo, donata dallo zar di Serbia Uroš III nel XIV secolo, e una lampada a forma di barca con una fiamma centrale, alimentata da due vasi d’olio, simboli della Chiesa cattolica e di quella ortodossa, accesa nel 1984 da papa Giovanni Paolo II e dal metropolita di Mira.





POTENZA (PZ)
SAN GERARDO
INFO TURISMO
Ufficio IAT
Via Cesare Battisti, 22 Orario 9-19.30
Tel 0971 415080
turismo@comune.potenza.it [aptbasilicata.it]
La Cattedrale di Potenza è dedicata a San Gerardo Della Porta. Nato da una nobile famiglia di Piacenza e ricco di una grande cultura e preparazione spirituale, ai primi del XII secolo decide di scendere nel sud d’Italia per unirsi ai
Crociati diretti a liberare la Terra Santa. Giunto nei pressi di Potenza vede il suo vero campo di battaglia: la crescita spirituale degli abitanti e soprattutto dei giovani.
Decide di fermarsi e per tanti anni si dedicherà all’apostolato, divenendo vescovo nel 1111.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 1 km
POTENZA C.LE
Potenza Superiore
Potenza Macchia Romana
Avigliano Lucania
Pietragalla
Possidente
Castel Lagopesole
Filiano
Forenza
Rionero-Atella-Ripacandida
Barile
Melfi
Rocchetta S. A.-Lacedonia
Candela-S. Agata di Puglia
Ascoli Satriano
Ordona
FOGGIA
CENNI STORICI
Fondazione della prima chiesa paleocristiana. 1111-1119
San Gerardo è vescovo della città.
1120
Morte di San Gerardo Della Porta.
1124
Canonizzazione e traslazione del corpo del Santo nella chiesa. 1197

Trasformazione della chiesa in stile romanico. 1783-1799
Trasformazione della chiesa in stile neoclassico. 1857-1930
Danneggiata da terremoti. 1943
Danneggiata dai bombardamenti alleati della Seconda guerra mondiale.
1991
Visita di papa Giovanni Paolo II.
La cattedrale per come la vediamo oggi è il punto di arrivo di una lunga storia: chiesa paleocristiana dal III al
VI secolo, romanica dal 1200, neoclassica alla fine del 1700, restaurata nel 1900 più volte per eventi naturali o bellici.
Tra i tanti miracoli attribuiti al Santo, uno ha lasciato un segno profondo nella storia della città quando egli protesse Potenza dai turchi. Questo evento è ricordato ogni anno, il 29 maggio, in una popolare manifestazione, nota come la Parata dei Turchi, il giorno antecedente alla festa del Santo.

«Ricco non è chi possiede, ma colui che è capace di dare»
(San
Giovanni Paolo II)

Nel transetto destro si apre la cappella dedicata a San Gerardo. Sopra l’altare riccamente decorato, una nicchia marmorea conserva la statua lignea del Santo risalente al XV secolo. Sotto l’altare, in una preziosa urna d’argento, riposano le ossa del Beato. Il 30 maggio, giorno della sua festa, il busto d’argento del Santo, contenente alcune sue reliquie, è portato in processione per le vie di Potenza.






Il Santuario di San Francesco è dedicato allo straordinario Santo del secolo XV, la cui esistenza è stata avvolta da un’aura di soprannaturale dalla nascita alla morte. A 13 anni scelse la vita eremitica in una grotta della natia
Paola, attirando con il suo modello di vita e la sua fede molti uomini. Fece tantissimi miracoli e la sua fama arrivò
anche in Francia, dove papa Sisto IV lo inviò alla corte di Luigi XI per guarire il re da un grave male. Visse per 24 anni in Francia, dove morì nel 1507.
PAOLA (CS)
SAN FRANCESCO
INFO TURISMO
Santuario
Tel 0982 582518
[santuariopaola.it]
DISTANZA DALLA
STAZIONE 2 km
SALERNO
Pontecagnano
Battipaglia
Capaccio-Roccadaspide
Paestum
Agropoli-Castellabate
Omignano-Salento
V. della Lucania-Castelnuovo
Ascea
Pisciotta-Palinuro
Centola-Palinuro-M. di Camerota
Policastro-Bussentino
Sapri
Maratea
Marina di Maratea
Praja-Ajeta-Tortora
Scalea-S. Domenica Talao
Diamante-Buonvicino
Belvedere Marittimo
Capo Bonifati
Cetraro
Guardia Piemontese T. PAOLA
CENNI STORICI
1416
Nascita di Francesco a Paola. 1429
Inizio della sua esperienza eremitica.
1435
Prima chiesa per il Santo e i suoi compagni.
1474
Approvazione dell’Ordine dei Minimi. 1483 P

artenza per la corte di Luigi XI e inizio permanenza in Francia.
1507
Morte di Francesco a Tours (Francia).
1519
Canonizzazione di Francesco e nuova chiesa in stile romanico-gotico.
1562
Profanazione dei resti mortali del Santo in Francia, da parte dei protestanti ugonotti.
2000
Inaugurazione della moderna basilica a fianco dell’antica.
Il santuario sorge a 178 metri sul mare nella parte collinare di Paola, in una valle costeggiata da un torrente, ricca di vegetazione, e affonda le sue radici negli anni 14351452, quando iniziò l’esperienza eremitica di Francesco nato in questa città nel 1416. All’inizio c’era una piccola chiesa, luogo di preghiera per gli eremiti. Dopo la canonizzazione del Santo, nel 1519, fu realizzata una nuova costruzione in stile romanico-gotico. Nel 2000, una moderna basilica ha affiancato l’antica.
Tra i suoi miracoli più noti c’è quello della traversata dello stretto di Messina. Francesco chiese a un barcaiolo la carità di essere traghettato sull’altra costa. L’uomo rifiutò, e allora Francesco pregò, si tolse il mantello, lo tese sull’acqua, vi salì con i suoi frati e raggiunse l’altra riva.
«Dove è l’amore, non si conosce fatica»

(San Francesco da Paola)

Nella cappella dedicata al Santo, in un prezioso reliquiario, sono conservati alcuni resti del suo corpo, sottratti da alcuni gentiluomini francesi alla furia degli ugonotti, protestanti francesi. Questi, conoscendo la venerazione che si aveva in Francia per il Santo che aveva convertito il re Luigi XI, nel 1562 vollero disseppellirlo, distruggere con il fuoco il suo corpo, rimasto intatto dopo la morte, e disperderne le ossa.





SIRACUSA (SI)
MADONNA
DELLE LACRIME
INFO TURISMO
Infopoint
Via Ruggero Settimo, 19
Orario 9-20
Tel 0931 61844
turismo@provincia.siracusa.it [siracusaturismo.net]
Il Santuario della Madonna delle Lacrime è legato a un evento sovrannaturale avvenuto a Siracusa nell’agosto del 1953. In una modesta abitazione familiare, un quadretto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, versò lacrime umane per diversi giorni. La Chiesa, dopo accurate analisi, confermò la natura miracolosa dell’accaduto. Per permettere ai pellegrini di condividerne il suo messaggio spirituale, fu costruito questo santuario inaugurato da papa Giovanni Paolo II nel novembre 1994.
DISTANZA DALLA STAZIONE 1,4 km
MESSINA C.LE
Alì Terme
S. Teresa di Riva
Taormina-Giardini
Fiumefreddo Sicilia
Giarre-Riposto
Acireale
Catania C.le
Catania Aeroporto
Fontanarossa
Lentini
Augusta
SIRACUSA
CENNI STORICI
1953 (20/08-01/09)
Evento della lacrimazione sovrannaturale.
1953 (DICEMBRE)
L’episcopato della Sicilia, dichiara autentica la lacrimazione prodigiosa.
1954
Radiomessaggio, di Pio XII dedicato all’evento.
1957
Inizio della progettazione da parte degli architetti francesi
Andrault e Parat.
1988
Inizio della costruzione.
1994

Inaugurazione del santuario da papa Giovanni Paolo II.
2002
Giovanni Paolo II eleva il santuario alla dignità di basilica minore.
2019
Erezione a Santuario Regionale.
Il santuario è un’ardita realizzazione di architetti francesi, alta 130 metri: la sua forma ricorda una lacrima caduta dal cielo. Strutturato su due livelli, può ospitare circa 10.000 fedeli.
Due giovani coniugi sono in attesa del loro primo figlio: è una gravidanza difficile con forti abbassamenti della vista. Durante le prime ore del 29 agosto 1953, la donna perde la vista, ma riesce all’improvviso a vedere le lacrime scendere sul viso di una Madonnina di gesso posta nella loro stanza da letto.
«Piange
quando vede i suoi figli minacciati»

(San Giovanni Paolo II)
L’effigie della Vergine Maria, protagonista dell’evento, è custodita presso l’altare centrale della basilica superiore. Nella cripta, un prezioso reliquiario custodisce in un’ampolla alcune lacrime, rimaste dopo le analisi scientifiche e alcuni oggetti collegati all’evento, quali il panno usato per asciugare l’effigie. Il reliquiario è esposto alla venerazione dei fedeli la domenica e nei giorni festivi.







CAGLIARI (CA)
NOSTRA SIGNORA
DI BONARIA
INFO TURISMO
Ufficio Turismo
Via Roma, 145
Orario 10-13/14-17
Dom 10-13
Tel 070 6778173
infopoint@comune.cagliari.it [cagliariturismo.it]
ll Santuario di Nostra Signora di Bonaria è uno degli edifici mariani più importanti della Sardegna. Custodisce un’antica effige di legno della Vergine Maria con il Bambino, arrivata nel 1370 in maniera miracolosa durante una tempesta sulla costa di Cagliari. La Madonna di Bonaria è la patrona massima della Sardegna e di Cagliari e protettrice dei naviganti. Il santuario, meta di migliaia di pellegrini, è stato visitato da Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e da papa Francesco nel 2013.
DISTANZA DALLA
STAZIONE 1,8 km
OZIERI-CHILIVANI
Macomer Abbasanta
Oristano
S. Gavino
Elmas Aeroporto
CAGLIARI
CENNI STORICI
1335
Alfonso IV d’Aragona affida l’area ai religiosi Mercedari. 1340
Costruzione del santuario. 1370
Arrivo miracoloso della statua della Vergine Maria. 1704
Costruzione della basilica a fianco del santuario. 1885
La basilica riconsacrata dopo lavori di ristrutturazione.
1907

Pio X proclama la Madonna di Bonaria patrona massima della Sardegna.
1943
Gravi danni dovuti ai bombardamenti.
1947 Restauri.
1985
Visita di San Giovanni Paolo II.
2008
Visita di Benedetto XVI.
2013
Visita di papa Francesco.
Il cuore di Bonaria è l’antico santuario del Trecento che custodisce la sacra statua, cui sono affiancati la grande basilica del XVIII secolo e il convento dei Padri Mercedari che da secoli curano il luogo.
Nel marzo 1370 una nave viene sorpresa da una tempesta e i marinai decidono di liberarsi del carico, tra cui una pesante cassa. Questa approda proprio sotto il colle di Bonaria, e i frati del convento, apertala, vi trovano inaspettatamente una toccante statua in legno di carrubo della Vergine Maria.

«Assisti, o Maria, la gente di quest’isola»
(San Giovanni Paolo II)
La Vergine Maria tiene in braccio il Bambino Gesù e una candela accesa. I marinai la invocano come loro protettrice e, la prima domenica di luglio, la statua della Vergine viene portata in processione su una barca, nel golfo di Cagliari. Inoltre, sopra la statua, è appesa al soffitto una navicella d’avorio, antico ex voto di una devota che si dice aiuti i marinai indicando la direzione dei venti.



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