BORGHI
NUOVA EDIZIONE
33 MERAVIGLIE ITALIANE DA RAGGIUNGERE IN TRENO
"I viaggi non servono solo per andare lontano, ma soprattutto per scoprire se stessi".
(Aldous Huxley, scrittore e filosofo)
"La ragione dei miei viaggi è vivere il paesaggio" (Giovanni Comisso, scrittore)
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SOMMARIO Valle d'Aosta 1
BARD
Liguria
Piemonte 15
2
VOGOGNA
23
3
ORTA SAN GIULIO
29
4
MOMBALDONE
35
93
VIPITENO
14
CHIUSA
99
15
EGNA
105
16
BORGO VALSUGANA
111
LAIGUEGLIA
6
BORGIO VEREZZI
49
7
FINALBORGO
55
8
CAMPO LIGURE
61
9
MONEGLIA
67
10
VERNAZZA
73
11
DEIVA MARINA
79
12
DIANO CASTELLO
85
17
MONTAGNANA
43
Friuli Venezia Giulia
Veneto
Trentino Alto Adige 13
5
119
18
VENZONE
127
19
PALMANOVA
133
NUOVE DESTINAZIONI
7
"Ci si innamora di un luogo come di una persona" (Alec Waugh, romanziere britannico)
SOMMARIO Emilia Romagna 20
BRISIGHELLA
141
21
PASSIGNANO SUL
BUONCONVENTO
149
22
Lazio
Umbria 23
Marche
Toscana
165
26
CASTEL GANDOLFO
GROTTAMMARE
157
Abruzzo 185
27
TAGLIACOZZO
193
TRASIMENO 24
CASTIGLIONE DEL LAGO
171
25
SPELLO
177
9
Storia, itinerari, luoghi nascosti e personaggi misteriosi. Ma anche miti e leggende, chiese e monasteri, sacro e profano. Un assaggio dell’Italia più bella e dei suoi prodotti tipici.
SOMMARIO Campania 28
ALBORIVIETRI SUL MARE 201
Calabria 30
TROPEA
217
31
GERACE
223
Puglia 29
CISTERNINO
209
Sicilia 32
CEFALÙ
231
33
MILITELLO
237
IN VAL DI CATANIA NUOVE DESTINAZIONI
11
VALLE D'AOSTA BARD
BARD AOSTA (AO) ALTITUDINE m 381 s.l.m. ABITANTI 140 INFO TURISMO Forte di Bard Polo Museale e Culturale Tel. +39 0125 833811 info@fortedibard.it fortedibard.it
Comune di Bard Piazza Cavour 4 Tel. +39 0125 80 31 34
info@comune.bard.ao.it comune.bard.ao.it
BARD SOTTO UN TETTO DI LOSE
Un borgo medievale di una quarantina di case per soli tre km quadrati, ai piedi di un’antica via consolare romana: sotto la Dora Baltea e sopra il forte. Un edificio maestoso, rimasto inespugnato fino all’arrivo di Napoleone, che oggi ospita il Museo delle Alpi. Dall’alto Bard sembra un ammasso di pietre e lungo l’acciottolato delle sue vie strette puoi ancora sentire il rumore dei carri delle legioni romane. 15
CENNI STORICI XI SEC. Ottone di Bard costruisce un castello sul promontorio per imporre un pedaggio ai viandanti e alle merci. 1242 La rocca è espugnata da Amedeo IV di Savoia che la trasforma in fortezza. 1661 Diventa il presidio dei Savoia in Valle d’Aosta. 1800 Il borgo cade sotto un attacco notturno condotto da Napoleone, che fa radere al suolo il vilain castel de Bard, poi ricostruito da Carlo Felice trent'anni dopo. 1975 Il demanio militare cede il forte alla Regione Valle d’Aosta. ORIGINE DEL NOME Dal celtico bar: rocca, luogo fortificato.
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PRODOTTI TIPICI
Il vino dei rocchi di Bard, rosso dal colore brillante tendente al granata, dal profumo mandorlato. Le fiuor di cousse, fiori di zucca ripieni cotti al forno, e le paste di meliga con farina di mais. EVENTI Festa della Madonna del Caravaggio: seconda domenica di luglio Festa patronale, Madonna dell'Assunta: 15 agosto Rievocazione Storica Napoleonica: 31 agosto
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CURIOSITÀ
In uno dei massi del Geosito archeologico di Bard è raffigurato un serpente, databile intorno a 30002700 a.C., simbolo della forza sessuale maschile. Pare che nell’antichità le donne, durante i riti propiziatori legati alla fecondità, si facessero scivolare lungo la roccia in pendio, da cui il nome Scivolo delle donne.
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PIEMONTE
VOGOGNA, ORTA SAN GIULIO, MOMBALDONE
VOGOGNA VERBANO CUSIO OSSOLA (VB) ALTITUDINE m 223 s.l.m. ABITANTI 1.743 INFO TURISMO Comune di Vogogna Tel. +39 0324 87200
comune.vogogna.vb.it
VOGOGNA FIORE DI PIETRA
Il grande passato militare di Vogogna è ben visibile dall’alto del Castello Visconteo del XIV sec., con la caratteristica Torre semicircolare e le mura merlate, oggi sede di un polo museale e multimediale. Il grigio della Rocca, che sembra nata dalla nuda roccia, e delle case costruite con la pietra locale, la “Beola”. E di pietra ollare è il Mascherone Celtico, nel cortile dell’Oratorio di San Pietro, da cui zampilla fresca acqua sorgiva considerata salutare e benedetta. 23
CENNI STORICI 970 Primo atto notarile in cui compare il toponimo Vogogna. 1416-1600 Periodo di splendore sotto i Borromeo. 1535-1814 Passa in mano alla Spagna, Austria, Casa Savoia e ai francesi. 1819 Da Capitale dell’Ossola Inferiore diventa semplice comune. ORIGINE DEL NOME Il toponimo trarrebbe origine dall’antico popolo che abitava queste terre prima dei Romani: i Galli Agoni. Vogogna, quindi, da Vallis Agonum, villaggio degli Agoni.
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PRODOTTI TIPICI
La Val d’Ossola è un tripudio di salumi e formaggi. Fra gli insaccati a km 0 troviamo la mortadella di fegato, il salame di testa e la bresaola di manzo; il nostrano di Trontano, il Bettelmatt e i caprini della Val Vigezzo, invece, sono solo alcuni dei formaggi tipici. EVENTI Ossola Guitar Festival: 16 Luglio Festa patronale, Beata Vergine Addolorata: 15 settembre Montagna e Dintorni: novembre
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CURIOSITÀ
Le antiche origini di Vogogna sono testimoniate dal Mascherone Celtico che si trova nel cortile dell’Oratorio di San Piero. Si tratta di una copia dell’originale custodito presso il Palazzo Pretorio e considerato uno tra gli esempi d’arte del mondo celtico più importanti del Piemonte, risalente al I sec. a.C. La maschera è una figura maschile che rappresenta un dio silvestre, una statua di culto forse inserita in un bosco sacro.
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ORTA SAN GIULIO COMUNE PROVINCIA NOVARA (NO) (....) ALTITUDINE m 294 s.l.m. ABITANTI 1.100 INFO TURISMO IAT Via Panoramica Tel. +39 0322 90516 comune.ortasangiulio.no.it
ORTA SAN GIULIO L'ACQUERELLO DI DIO
No, Dio non si è messo l'ottavo giorno della Creazione a dipingere acquerelli: Orta è sul Lago e l'acqua riflette, amplifica, illumina i tetti d’ardesia, i vicoli, le stradine di pietra che scendono fino al bordo dell’acqua. Gioca con la luce di certe giornate invernali o certe mattine d’estate, con la nebbiolina che sale attorno all'Isola di San Giulio che la fa sembrare Avalon, l'isola incantata di Morgana e Artù. Oggi ci stanno le Monache benedettine. 29
CENNI STORICI 390 Il Cristianesimo giunge in Riviera con i fratelli Giulio e Giuliano. 1219 Signoria dei vescovi-conti novaresi sulla Riviera. 1345 Nasce la repubblica della Riviera d'Orta: uno staterello, autonomo e democratico fino al 1753.
1861 La Riviera diviene parte del Regno d’Italia.
La mortadella di fegato d'Orta ha origini antiche, cruda o cotta. Nella cruda il fegato viene ridotto in una pasta a grana grossa con carni suine magre, pancetta, aromi, limone, vino rosso; insaccato e stagionato. La cotta ha un impasto più fine, ottima con la polenta.
ORIGINE DEL NOME Il nome latino del lago era Cusius, per i suoi primi abitanti, gli Usii. Nel Medioevo divenne lago di San Giulio, dal santo. Il nome Orta deriva da hortus conclusus, cioè chiuso.
EVENTI Festa patronale, San Giulio: 31 gennaio Peregrinatio, sui sentieri degli antichi pellegrini: primo sabato di giugno Festival Cusiano di musica antica: 8-29 giugno Orta Festival musica classica: luglio Concerti Mezzogiorno: 15-20 agosto Natale sul lago: tutto dicembre fino all’Epifania
1524 Saccheggio degli Sforza.
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PRODOTTI TIPICI
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CURIOSITÀ
Narra la leggenda che camminando lungo le rive del lago Giulio scorse una piccola isola abitata da draghi e serpenti. Non trovando un passaggio in barca, stese il suo mantello sull’acqua, vi salì e raggiunse l’isola (in effetti ancora oggi sul lago si pratica la vela e il canottaggio). Comunque, per la cronaca, Giulio sconfisse i mostri e costruì la basilica in cui ancora è sepolto.
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MOMBALDONE COMUNE Nome PROVINCIA ASTI (AT) Nome (....) ALTITUDINE m 260 s.l.m. ABITANTI 234 INFO TURISMO Comune di Mombaldone Tel. +39 0144 950680
comune.mombaldone.at.it
MOMBALDONE UN'OASI MEDIEVALE FRA I CALANCHI
Immerso nei calanchi, come un’oasi in un deserto di tufo punteggiato dalle ginestre, Mombaldone è l’unico borgo della Langa Astigiana ancora cinto delle mura originarie. L’antica porta d’ingresso al borgo è perfettamente conservata, così com’era nel Medioevo, elegante e ad arco acuto. Dalla via centrale si dipartono vicoletti e passaggi, archivolti e cortili: un percorso della memoria, un viaggio a ritroso nel tempo. 35
CENNI STORICI VI-VII SEC. Mombaldone è sotto il dominio dei Longobardi. 991 Il luogo è citato per la prima volta nell’atto di fondazione dell’abbazia di San Quintino a Spigno Monferrato. 1382 Amedeo VI di Savoia diventa signore del feudo di Mombaldone. 1706-1708 Il feudo è confermato ai Savoia e inizia un lungo periodo di tranquillità. 1799 Napoleone porta morte e devastazione. ORIGINE DEL NOME Mons Baldus, dal germanico bald, monte.
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PRODOTTI TIPICI
Capre e montoni brucano arbusti e piante aromatiche tra i calanchi di Mombaldone. Latte, formaggi e carni di questo territorio hanno infatti un sapore particolare. Tra le prelibatezze il salame locale (bichiré), il capretto di Langa, il montone grasso arrosto, la trippa o il bollito in salsa verde (bagnét), la robiola Dop di Roccaverano e i vini di Canelli e Alba. EVENTI Sagra delle Frittelle: ultima domenica di maggio Festa patronale, Madonna del Tovetto e Feria Española: 8 settembre Fiera del Montone grasso: 1^ domenica di ottobre
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CURIOSITÀ
Sono sedici i borghi della Langa Astigiana, un territorio di torri, boschi, vigne, prati compreso tra Piemonte e Liguria, tra pianura e Appennino, Langa e mare. Merita una visita Roccaverano: immerso nel verde tra vallate, cascine e pascoli, vanta una delle più belle piazze della regione con una splendida chiesa parrocchiale bramantesca. Questo territorio offre diverse attività sportive, come trekking e canoa sul Bormida, e relax ad Aqui Terme.
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LIGURIA
LAIGUEGLIA, BORGIO VEREZZI, FINALBORGO, CAMPO LIGURE, MONEGLIA, VERNAZZA, DEIVA MARINA, DIANO CASTELLO
LAIGUEGLIA SAVONA (SV) ALTITUDINE m 308 s.l.m. ABITANTI 1.956 INFO TURISMO IAT Via Roma Tel. +39 0182 690059
comune.laigueglia.sv.it
LAIGUEGLIA PIAZZETTA AL MARE
La storia di questo borgo marinaro è legata ai diversi attacchi subiti dai Saraceni: l’architettura caratteristica del vecchio centro si rifà proprio a quel periodo di invasioni, con le piazzette a mare costruite allo scopo di esporvi le mercanzie, e gli archi, le volte, i caratteristici caruggi progettati per esigenze difensive, insieme al Bastione cinquecentesco. Ogni estate una rievocazione storica ricorda gli attacchi dei corsari arabi con simulazioni di battaglie e fuochi d’artificio sul mare. 43
CENNI STORICI 1130 Prima menzione del luogo, di origini romane. XVI SEC. Le invasioni dei Saraceni minacciano ripetutamente il borgo. 1672 Laigueglia e Alassio appoggiano la Repubblica di Genova nella guerra contro i Savoia. 1745 Durante la guerra di successione austriaca, Laigueglia rimane fedele a Genova. ORIGINE DEL NOME Deriva da Aquilia e denota l’origine romana del luogo, probabilmente sorto con l’arrivo dei soldati sotto le insegne dell’aquila, durante le guerre contro le tribù liguri.
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PRODOTTI TIPICI
I baci di Laigueglia, un dolce di mandorle, nocciole e crema di cioccolato; e i gobeletti, un altro dolce, ma di pasta frolla e marmellata. EVENTI Trofeo Laigueglia, corsa ciclistica internazionale: febbraio Festival Jazz: ultima settimana di giugno Sbarco dei Saraceni, rievocazione storica: luglio-agosto Festa patronale, San Matteo: 21 settembre Fiera di San Matteo: settembre
CURIOSITÀ
Se Laigueglia da modesto borgo di pescatori divenne una fiorente cittadina, lo deve alla pesca del corallo: un’attività dal massimo sviluppo fra il XVII e il XVIII secolo. Oltre cento erano le feluche attrezzate, dette fregate, che partivano tutte insieme formando una flotta sorvegliata da una galea armata per tenere lontani i pirati.
BORGIO VEREZZI SAVONA (SV) ALTITUDINE m 200 s.l.m. ABITANTI 2.400 INFO TURISMO Ufficio Turismo Tel. +39 019 618227 comune.borgio-verezzi.savona.it
BORGIO VEREZZI IL TEATRO DELLE MERAVIGLIE
La leggenda vuole che sia stata fondata dai pirati saraceni che, innamoratisi di questi luoghi, avrebbero abbandonato le loro scorrerie per ritirarsi a vivere sulla terraferma. I corsari arabi, infatti, hanno influenzato molto questo borgo dove la pietra rosa si alterna alle bianche terrazze, agli orti a vista, alla vegetazione. Verezzi è conosciuta per il Festival Teatrale che si tiene ogni estate e a cui hanno partecipato tutti i grandi nomi del teatro italiano. 49
CENNI STORICI 800 ca. Presenza dei monaci benedettini in un convento nel borgo. 1385 Borgio e Verezzi sono ceduti alla Repubblica di Genova. 1815 La Liguria è incorporata al Piemonte nel Regno di Sardegna. 1933 Borgio e Verezzi si uniscono in un unico Comune. ORIGINE DEL NOME Borgio deriva dal latino burgus, centro abitato, mentre Verezzi si fa risalire a Veletiis, di probabile origine preromana, il cui etimo si perde nella notte dei tempi.
PRODOTTI TIPICI
Oltre al cappero, gli agricoltori verezzini coltivano la vite, producendo vini locali quali la Lumassina, il Nostralino Veretium e il più raro Barbarossa. Gli uliveti producono del buon olio extra-vergine. EVENTI Festival Teatrale di Borgio Verezzi: luglio-agosto Sagra della Lumaca: 13-14 agosto Festa patronale, San Martino: 11 novembre Fiaccolata e Presepe: periodo natalizio
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CURIOSITÀ
Da Vittorio Gassman a Giorgio Albertazzi, da Monica Guerritore a Mariangela Melato, tutti i grandi nomi del teatro italiano hanno partecipato al Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Dal 1967, nelle notti d’estate, piazza Sant’Agostino è lo scenario naturale, una vera e propria finestra sul mare, che ospita la famosa rassegna culturale.
FINALBORGO SAVONA (SV) ALTITUDINE m 0-300 s.l.m. ABITANTI 12.300 INFO TURISMO Ufficio Informazioni Turistiche Tel. +39 019 680954 turismo.comunefinale ligure. it/it/finalborgo
FINALBORGO ARIA DA MARCHESI
A Finalborgo si respira aria buona, che sa di mare, rosmarino e timo. E aria di nobiltà: è stata la capitale del Marchesato di Finale e, per far dispetto ai Genovesi, fu porto franco per gli Spagnoli, che hanno lasciato monumenti e portali di ardesia. Nei vicoli e tra i palazzi di Finalborgo c'è aria di un glorioso passato: e infatti c'è una Chiesa con un orologio che segna le ore al contrario. Arroccata in alto per difendersi dai Saraceni, dovette però arrendersi agli odiati Genovesi, ancora malvisti in tutta la Provincia di Savona. 55
CENNI STORICI XII SEC. Il marchese Enrico I Del Carretto detto il Guercio dà origine al borgo. 1598-1713 È il periodo della dominazione spagnola all’insegna della prosperità. 1713 Il marchesato è ceduto a Genova e finisce un’epoca di ricchezza. 1795 Con l’arrivo dei francesi viene abolito il marchesato e Finale segue le sorti della Repubblica Ligure, e infine quelle dei Savoia e del Regno d’Italia. ORIGINE DEL NOME Da Burgum Finarii, terra di confine (ad fines) in epoca romana e marchesato dei Del Carretto tra il XIV e il XVI secolo.
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PRODOTTI TIPICI
A Finalborgo è possibile provare la vera birra artigianale in locali in cui è prodotta e servita direttamente. Artigianato, passione, e anche un Festival, ad agosto, dedicato alla bevanda cara alla dea Cerere. EVENTI Festa patronale, S. Biagio: 3 febbraio Riviera dei Teatri: stagione di prosa Salone Agroalimentare: marzo Festa dell’Inquietudine: giugno (info su festainquietudine.it) Festa del Marchesato, rievocazione medievale: luglio Birra in Borgo, Festival della birra: agosto
CURIOSITÀ
Il Museo Archeologico del Finale ospita la celebre sepoltura del Giovane Principe, un cacciatore vissuto 24mila anni fa, sepolto nella Caverna delle Arene Candide. Dalla ricostruzione del volto si può riconoscere la fisionomia tipica delle popolazioni orientali con forti somiglianze con i crani dello stesso periodo rinvenuti a Sunghir in Russia. Segno di un’identità umana e culturale comune in un’ampia area compresa fra il Mediterraneo e la Moldavia. Chi era questa gente e come si spostava? Un affascinante mistero archeologico.
CAMPO LIGURE GENOVA (GE) ALTITUDINE m 342 s.l.m. ABITANTI 3.057 INFO TURISMO IAT Via della Giustizia 5 Tel. +39 010 921055
comune.campo-ligure.ge.it
CAMPO LIGURE L'ARTE LIEVE DELLA FILIGRANA
La bellezza di questo borgo è da osservare in… filigrana. È infatti uno dei principali centri di produzione in Europa della filigrana in oro e argento. Ci sono ancora una decina di laboratori dedicati a quest’arte che si tramanda di padre in figlio dal 1884. Epoca a cui risalgono le prime figure del grande presepe meccanizzato, con centinaia di personaggi su una superficie di 70 mq, che nel periodo natalizio è possibile visitare all’Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco. 61
CENNI STORICI III SEC. Primo accampamento romano, da cui il nome Campo. 1329 Il borgo è un piccolo feudo del Sacro Romano Impero indipendente dalla Repubblica di Genova. 1740-1748 Nella guerra di successione austriaca Campo si schiera con l’Impero e i Savoia, contro i Francesi e Genova. 1884 Il borgo prende il nome di Campo Ligure. ORIGINE DEL NOME Dal campus, cioè accampamento, è derivato l’originario nome di Campofreddo (freddo da feudo) come veniva chiamato il paese dalla fine del sec. XVII.
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PRODOTTI TIPICI
Castagne, polenta, latte e formaggi. La tradizione culinaria è quella dei contadini dell’appennino ligure. Ancora oggi nelle vie del Borgo si può assaporare il latte appena munto insieme alla tipica focaccia di farina di mais, la revezora. EVENTI Concerto itinerante: sabato di metà luglio Festa patronale, Santa Maria Maddalena: 22 luglio Campofestival: primo fine settimana d’agosto Camingiando: ultima domenica di agosto Mostra annuale della Filigrana: settembre
CURIOSITÀ
Il Museo della Filigrana espone circa duecento pezzi ricercati e raccolti attraverso i Paesi di quattro continenti: ogni oggetto racchiude in sé le tradizioni, i costumi, la religione, l’economia del luogo di provenienza. Un museo unico al mondo. Lasciatevi incantare dai dettagli della lavorazione della filigrana, che piace molto anche ai più piccini.
MONEGLIA GENOVA (GE) ALTITUDINE m 4 s.l.m. ABITANTI 2.800 INFO TURISMO
comune.moneglia.ge.it
MONEGLIA UN GIOIELLO TRA DUE CAMPANILI
Stretto da un lato tra mare e collina, e dall’altro tra due campanili: quello della chiesa di ponente, San Giorgio, e quello della chiesa di levante, Santa Croce. Fino all’età moderna il borgo era diviso in due da un torrente, poi coperto, che separava nettamente i due quartieri, ognuno dei quali aveva la propria chiesa e il proprio cimitero… Ancora oggi si discute se sia più bella la chiesa di San Giorgio o quella di Santa Croce. Difficile dirlo! 67
CENNI STORICI IV SEC. In una mappa stradale dell’Impero Romano è citata la località ad Monilia. V-XVI SEC. Durante il Medioevo e per tutto il Cinquecento, Moneglia condivide le sorti della Repubblica di Genova, alla quale fornisce marinai e capitani. 1815 Moneglia fu inglobato nel Regno di Sardegna e successivamente nel Regno d’Italia. ORIGINE DEL NOME Il borgo - riporta una cronaca del 1537 - fu chiamato "Monilia in latino, che vuol dire gioielli preziosi per cagione dei fruttiferi e ameni colli" circostanti.
PRODOTTI TIPICI
L’olio extravergine d’oliva prodotto nel territorio è stato insignito della Dop Riviera di Levante. Da alcune borgate di Moneglia, come Morteo, Crova, La Marine, viene un buon vino bianco, ottimo per accompagnare le trenette al pesto. EVENTI Mostra mercato dell’Olio d’oliva: lunedì di Pasqua Festival del Giallo: prima settimana di luglio Festa patronale, Esaltazione della Santa Croce: 14 settembre Incanto di Natale: dal 20 al 31 dicembre
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CURIOSITÀ
L’azzurro del mare davanti, il verde dei monti alle spalle e, nel mezzo, tanti segni d’arte: come i versi eleganti e musicali di Felice Romani, librettista di Rossini, Donizetti e Bellini. E le pitture di Luca Cambiaso, grande artista di scuola manierista, dai modi michelangioleschi.
VERNAZZA LA SPEZIA (SP) ALTITUDINE m 0-800 s.l.m. ABITANTI 800 INFO TURISMO Comune di Vernazza Tel. +39 0187 821247
comune.vernazza.sp.it
VERNAZZA NELL'INCANTO DELLE 5 TERRE
Vernazza è una delle perle delle Cinque Terre. Un borgo marinaro distribuito attorno ad un porticciolo, con i vicoli stretti per intrappolare gli invasori e buttare loro addosso olio bollente dalle case-torri. Le case colorate perché i marinai le potessero riconoscere da lontano. E poi le pietre dei muri a secco, gli ulivi, le splendide fioriture. Nel 2013 per il New York Times è il diciottesimo posto al mondo da visitare (Parigi quell’anno era al quarantaseiesimo, tanto per capirci). 73
CENNI STORICI 1080 Prima citazione del borgo. 1207 I signori di Vernazza si sottomettono a Genova. 1874 La linea ferroviaria GenovaLa Spezia rompe l’isolamento secolare del luogo. 1997 Vernazza è dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. 1999 Nasce il Parco Nazionale delle Cinque Terre. ORIGINE DEL NOME Dal latino verna, ossia del luogo, indigeno. Quindi il nome del paese sarebbe legato al suo prodotto più celebre, la vernaccia, il vino locale.
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PRODOTTI TIPICI
Vino DOC: il bianco Cinque Terre e lo Schiacchetrà, il passito più famoso d’Italia, di limitatissima produzione. Ma anche olio extravergine d’oliva DOP e profumati limoni. EVENTI Escursioni guidate Parco Letterario E. Montale: maggio-settembre Festa patronale, Santa Margherita: 20 luglio Festival del Parco delle Cinque terre: luglio-agosto Festa al santuario di Reggio: prima domenica d’agosto Festa al santuario di San Bernardino: 8 settembre
CURIOSITÀ
Dalla piazzetta di Vernazza, che qui chiamano il salotto, si diramano sentieri tra i più belli delle Cinque Terre. In particolare, quello di circa 2 km che conduce al santuario della Madonna di Reggio sorto nel sec. XI, con la sua Madonna nera, rappresentazione della Vergine Maria accompagnata dal bambino Gesù, che si vuole portata dai Crociati.
DEIVA MARINA LA SPEZIA (SP) ALTITUDINE m 15 s.l.m. ABITANTI 1.060 nel borgo
NUOVA DESTINAZIONE
INFO TURISMO Comune di Deiva Marina Corso Italia 85 19013 Deiva Marina (SP) Tel. +39 0187 82611
comune.deivamarina.sp.it/
DEIVA MARINA
IL VOLTO DELLA RIVIERA
Deiva Marina, incastonato fra il Parco Nazionale delle Cinque terre, l’Alta Via dei Monti Liguri e il Golfo del Tigullio, è un borgo marinaro che cattura il cuore con la sua bellezza autentica. Il paese è diviso in due parti: la Marina, con la sua linda geometria di strade e piazze, e il centro storico, con le case aggrappate alla collina e abbracciate tra loro a formare un mosaico di tegole e intonaco, le finestre alla genovese e le ringhiere in ferro battuto. Da ammirare la parrocchiale di Sant’Antonio Abate, nascosta tra le dimore-torri, che presenta un sagrato con il tipico tappeto di pietra ligure a “risseu”, un mosaico di ciottoli levigati a formare disegni marinareschi. 79
DA NON PERDERE • • • •
Chiesa di Sant'Antonio Abate; Castello Da Passano; Torri di avvistamento; Passeggiata sul lungomare.
ORIGINE DEL NOME l primo utilizzo ufficiale del nome risale al 1191. Dalle antichissime radici celtiche “awa” – “dewa” (corrente d’acqua) che ha dato origine al toponimo Deiva rafforzato anche dalla presenza del torrente che vi sfocia.
PRODOTTI TIPICI
I prodotti tipici di Deiva Marina sono quasi totalmente assimilabili alla tradizione spezzina. Tra questi troviamo: l'aggiadda, un condimento povero a base di mollica, aceto e aglio; le acciughe sotto sale; il pesto alla genovese e la focaccia ligure. La vitivinicoltura nel borgo di Deiva Marina occupa una posizione di prestigio tra le attività agricole della regione e i vini prodotti sono noti per la loro originalità e qualità. Tra questi troviamo le Colline di Levanto DOC e la Liguria di Levante IGT. EVENTI Sagra gastronomica della Castagnata: autunno-inverno Il Presepe Vivente: dicembre Festa patronale di San Giovanni Battista: 23-25 giugno
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CURIOSITÀ
Il sagrato della chiesa di Sant’Antonio Abate è decorato con un particolare tipo di mosaico, chiamato “risseu”, realizzato con ciottoli levigati e disposti a formare disegni geometrici e motivi marini. Il mosaico di Deiva Marina è uno dei pochi esemplari, di questa particolare tecnica artistica ligure, rimasti sulla riviera.
DIANO CASTELLO IMPERIA (IM) ALTITUDINE m 135 s.l.m. ABITANTI 2.245 INFO TURISMO Comune di Diano Castello Via Meloria 2 18013 Diano Castello (IM) Tel. +39 0183 40771 comunedianocastello.it/
NUOVA DESTINAZIONE
DIANO CASTELLO
LA CULLA DEL VERMENTINO
Sulle colline che dominano la Riviera Ligure di Ponente, immerso nel verde degli ulivi e dei pini marittimi, sorge il borgo medievale di Diano Castello, circondato da un territorio completamente terrazzato da cui si possono godere panorami mozzafiato. Passeggiando per il borgo si respira un'atmosfera d'altri tempi: i vicoli acciottolati (i carruggi liguri), le case in pietra, le mura di cinta, le torri merlate e le antiche chiese raccontano storie di cavalieri e battaglie. Dalle terrazze del borgo si gode una vista spettacolare sul Mar Ligure, che si estende a perdita d'occhio. 85
DA NON PERDERE • • • • •
Chiesa di San Nicola di Bari; Via Martiri della Liberazione; Oratorio di San Giovanni Battista; Chiesa di Santa Maria Assunta; Complesso architettonico costituito dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli e dal convento dei Frati Francescani.
ORIGINE DEL NOME Castrum Diani sarebbe sorto nel X secolo come luogo fortificato in posizione collinare per difendere gli abitanti dalle scorrerie dei Saraceni. Il toponimo appare nei documenti per la prima volta nel 1033.
PRODOTTI TIPICI
Diano Castello è conosciuta come la patria del Vermentino, vino bianco DOC prodotto da uve che crescono sulle colline e nei terrazzamenti che circondano il borgo. Oltre il Vermentino della Riviera Ligure di Ponente DOC troviamo anche il Pigato, ottimo bianco tipico della zona. Dolce caratteristico è il Dian, una sorta di medaglione di pasta di forma ovoidale, con impresso nel centro il grifone dello stemma di Diano Marina. Tra i prodotti più rinomati l’olio di oliva grazie alla coltivazione di questo frutto di qualità taggiasca diffuso nell’entroterra ligure che gli hanno fatto meritare la DOP, sotto cui sono presenti tre menzioni geografiche: Riviera dei fiori, Riviera del ponente savonese e Riviera di levante. EVENTI Festa di San Niccolò: maggio Infiorata del Corpus Domini: giugno Castrum Diani: settembre
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CURIOSITÀ
Sotto le strade del borgo, Diano Castello nasconde le lone, delle vere e proprie antiche cisterne sotterranee scavate nella roccia, create per raccogliere l'acqua piovana e garantire così una riserva idrica costante alla popolazione, soprattutto durante i periodi di siccità o in caso di assedio.
TRENTINO ALTO ADIGE VIPITENO, CHIUSA, EGNA, BORGO VALSUGANA
VIPITENO BOLZANO (BZ) ALTITUDINE m 948 s.l.m. ABITANTI 5.780 INFO TURISMO Associazione Turistica Piazza Città 3 Tel. +39 0472 765325 ore 8:30-12 / 14:30-18 vipiteno.eu
VIPITENO LE ORE FERME SULLA TORRE DELLE DODICI
Si è sempre accolti con un bicchiere di vino e due fette di speck, perché qui l’ospitalità è di casa fin dal lontano 1280, quando furono costruite le mura e il borgo fu elevato al rango di città. Da allora fiorì l’attività alberghiera grazie al passaggio di pellegrini e commercianti lungo la strada del Brennero. La via principale di Vipiteno è divisa dalla torre civica - detta anche delle Dodici - in due nuclei: Città Vecchia e Città Nuova. 93
CENNI STORICI 15 a.C. Viene fondata la stazione romana di Vipitenum. 1280 Il borgo viene elevato al rango di città e costruita la cinta muraria. XV-XVI SEC. Periodo della massima fioritura della città grazie alle miniere di argento e di piombo. 1867 L’apertura della ferrovia del Brennero porta insieme con il turismo nuove fonti di reddito. 1919 Annessione dell’Alto-Adige all’Italia. ORIGINE DEL NOME Dal nome latino del presunto accampamento romano di Vibidína ed è attestato come Uuipitina nell'827.
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PRODOTTI TIPICI
Latte, burro e yogurt prodotti dalla celebre Latteria sociale di Vipiteno, una delle più antiche e tradizionali dell’Alto Adige, attiva dal 1884. Senza dimenticare lo speck e i funghi. EVENTI Festa patronale, San Sebastiano: 20 gennaio Processione delle Palme: domenica delle Palme Giornate dello Yogurt: inizio luglio-fine agosto Party sotto le Lanterne: mercoledì di luglio e agosto Sagra dei Canederli: settembre Mercatino Natalizio: fine novembre-inizio gennaio
CURIOSITÀ
Esiste una leggenda che racconta del pellegrino e vagabondo Störz, frequentatore di locande, quale il primo abitante della moderna città. Una figura presente nell’attuale stemma cittadino, sotto le ali dell'aquila tirolese, che simboleggia la natura accogliente di Vipiteno.
CHIUSA BOLZANO (BZ) ALTITUDINE m 523 s.l.m. ABITANTI 5.135 INFO TURISMO Associazione Turistica Piazza Mercato 1 Tel. +39 0472 847424 comune.chiusa.bz.it
CHIUSA LA CITTADINA DEGLI ARTISTI SULL'ISARCO
Ci sono i vicoli stretti di un borgo medievale e l’atmosfera è tipica altoatesina. Ma a Chiusa si respira un’aria particolare: tra fine Ottocento e inizio del Novecento arrivarono qui centinaia di artisti, soprattutto tedeschi, attratti dalla euforia per Walther, poeta lirico del Medioevo. Una sorta di Dante Alighieri teutonico che alcuni studiosi del XIX secolo erano convinti fosse nato proprio a Chiusa! Da allora è conosciuta come la cittadina degli artisti. 99
CENNI STORICI 1027 Prima menzione del borgo. 1308 Chiusa è denominata per la prima volta Stadt, città. 1350-1550 La cittadina vive il suo periodo di massima fioritura grazie ai commerci. 1867 Periodo di prosperità e turismo dopo l’apertura della ferrovia del Brennero. 1874-1914 Più di 300 artisti soggiornano a Chiusa, da allora chiamata Cittadina degli artisti. ORIGINE DEL NOME Chiusa deve il suo nome allo stretto passaggio naturale che si forma tra la rupe di Sabiona, il fiume Isarco e il torrente Tinne.
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PRODOTTI TIPICI
Strudel in tedesco significa vortice perché dentro la spirale di pasta, dolce o salata, nella versione più conosciuta alberga un mix irresistibile di mele, pinoli, uvetta e cannella. Le origini della ricetta? Molto antiche: l’VIII secolo, al tempo degli Assiri. EVENTI Mostre d’arte: da marzo a novembre Estate culturale: da luglio a settembre Törggelen: mercatino di artigianato, ultimi due sabati di settembre e primo sabato di ottobre Festa patronale, S. Andrea: 30 novembre Natale medievale: dal venerdì alla domenica nel periodo dell’Avvento
CURIOSITÀ
Chiusa fa da sfondo all’incisione La grande Fortuna di Albrecht Dürer, che soggiornò nel borgo durante il suo viaggio in Italia nel 1494. L’opera raffigura la divinità greca Nemesi che, nuda e alata, si muove su un globo sospeso tra le nubi sopra un paesaggio identificato come Chiusa. Per questo motivo la cittadina è anche nota con il nome di Città di Dürer.
EGNA BOLZANO (BZ) ALTITUDINE m 214 s.l.m. ABITANTI 5.028 INFO TURISMO Associazione Turistica Castelfeder Piazza Principale 5 Tel. +39 0471 810231 info@castelfeder.info castelfeder.info
Comune di Egna Largo Municipio 7 Tel. +39 0471 829111
EGNA
comune.egna.bz.it
I PORTICI DELLA CITTÀ MERCATO
Ci sono passati Dürer e Mozart, a Egna, e il loro passaggio ha dato l’impronta a questo borgo medievale circondato dai vigneti e dagli alberi di mele. Grazie agli scambi commerciali tra Nord e Sud, dal XIV al XVIII secolo Egna è il porto fluviale più importante della regione e in quel periodo i caratteristici portici si popolano di botteghe e magazzini (Ballhaus). Uno di questi oggi ospita la biblioteca comunale. 105
CENNI STORICI III SEC. La località è già documentata in età romana. 1309 Sviluppo economico e urbanistico del borgo fino al XVIII sec. grazie agli scambi commerciali. 1494 Passaggio di Albrecht Dürer. 1769 Il tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart pernotta con suo padre Leopold nell'Albergo Corona, oggi non più esistente. ORIGINE DEL NOME Il nome risale alla mansio (stazione di posta) Endidae, piccolo insediamento di epoca romana posto sulla via Claudia Augusta.
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PRODOTTI TIPICI
Dalle uve della frazione di Mazzon, si ottiene un eccezionale Blauburgunder (Pinot Nero). Oltre che per il vino, la piana dell'Adige e le colline intorno a Egna sono note per la produzione di mele. EVENTI Festa di Primavera: 18-19 maggio Giornate altoatesine del Pinot Nero: 18-19-20 maggio Notte romantica sotto i portici: 22 giugno Vino e portici: 13 luglio Laubenfest, la Festa dei Portici: 2-3-4 agosto Festa d’Autunno: 5 ottobre Festa patronale, S. Nicolò: 6 dicembre
CURIOSITÀ
L’impianto architettonico della Domus Mansio Endidae, l’antica stazione miliare di posta lungo la via Claudia Augusta, già nota nel III sec., è uguale a quello dell'ospizio Kloesterle, costruito dieci secoli più tardi, in località San Floriano. Entrambi gli edifici avevano la stessa funzione: ospitare viandanti e pellegrini. La fortuna di Egna è infatti legata al transito di merci e uomini, più o meno illustri.
BORGO VALSUGANA TRENTO (TN) ALTITUDINE m 380 s.l.m. ABITANTI 6.341 nel borgo
NUOVA DESTINAZIONE
BORGO VALSUGANA
INFO TURISMO Comune di Borgo Valsugana Piazza Alcide Degasperi 20 38051 Borgo Valsugana (TN) Tel. +39 0461 758700 comune.borgo-valsugana.tn.it/
LA PICCOLA VENEZIA DEL TRENTINO
Situato nel cuore della Valsugana, in un territorio che ha sempre avuto una certa importanza dal punto di vista politico ed economico, Borgo Valsugana è un paese pittoresco che incanta per l’impianto architettonico, con ampi portici simili a quelli di alcune città fluviali del Veneto. La bellezza del paesaggio e la ricca offerta di attività rendono questo borgo destinazione ideale per una vacanza in Trentino. Il centro storico si sviluppa su entrambe le sponde del fiume Brenta, creando un'atmosfera suggestiva e romantica, con le case dai tetti di tegole rosse e le botteghe artigiane che si affacciano sul corso principale. Degno di nota è il quattrocentesco Ponte Veneziano, coronato da due edicole, che collega il borgo vecchio all’altra metà del paese. 111
DA NON PERDERE •
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Arte Sella, aprile-ottobre: rassegna di arte contemporanea a cielo aperto Sky Museum, installazioni artistiche Oratorio di San Rocco Castel Telvana Museo della grande Guerra Curiosità borghi
ORIGINE DEL NOME Il toponimo del termine Valsugana deriva dal latino Vallis Ausuganea, ovvero valle di Ausugum. Il borgo di Ausugum potrebbe derivare dal nome della popolazione che i romani trovarono in questo luogo.
PRODOTTI TIPICI
Grazie ad un ambiente naturale incontaminato e a materie prime locali, i prodotti tipici della Valsugana possono essere considerati tra i più genuini del nostro Paese. Dalla farina Valsugana, un mix tra quella di mais e di grano saraceno alla base della celebre polenta Valsugana, a numerosi salumi e insaccati come la luganega, la carne salata, lo speck e la mortadella di Caldonazzo. Anche il formaggio è uno dei principi della gastronomia Valsugana, il vezzena e il lagorai sono i più famosi della zona. Tra gli altri prodotti troviamo anche il miele, il vino Trento DOC, il parampampoli, bevanda tipica a base di caffè, grappa, vino e zucchero e le mele. EVENTI Sagra di San Prospero: seconda settimana di luglio Palio del Brenta: ultima settimana di agosto
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CURIOSITÀ
Sapevi che Borgo Valsugana è attraversato da una delle ciclabili più belle e famose del nord Italia? La Ciclabile della Valsugana è un itinerario lungo circa 80 km che si snoda tra il Trentino e il Veneto, collegando il Lago di Caldonazzo con Bassano del Grappa, un connubio perfetto tra natura, arte e cultura.
VENETO MONTAGNANA
MONTAGNANA PADOVA (PD) ALTITUDINE m 16 s.l.m. ABITANTI 9.358 INFO TURISMO Comune di Montagnana Via Carrarese 14 Tel. +39 0429 81247 comune.montagnana.pd.it
MONTAGNANA LE MURA DI GIORGIONE
Montagnana è il più importante esempio di fortezza medievale italiana. Le mura furono costruite nel ‘300 dai Carraresi, Signori di Padova, per contrastare le mire aggressive degli Scaligeri. Padovani e veronesi, tra cui ancora oggi non scorre buon sangue, si alternarono nel dominio della città più volte. Giorgione ritrasse le mura nel disegno a sanguigna del museo Boymans-Van Beuningen di Rotterdam. Una volta finito il giro delle mura, godetevi un panino rigorosamente al prosciutto crudo. 119
CENNI STORICI 1242 Erzellino III da Romano, vicario dell’Imperatore Federico II, s’impadronisce di Montagnana. 1362 I Carraresi completano la cinta muraria nel corso della contesa con Verona. 1405 Montagnana si consegna a Venezia. 1797 Alla caduta della Serenissima, Montagnana segue le sorti del LombardoVeneto. ORIGINE DEL NOME Motta Aeniana, da cui Montagnana, deriva da motta, che in latino medievale indicava una piccola altura e Aeniana, in riferimento a una mansio (stazione di posta) Anneianum.
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PRODOTTI TIPICI
Il prosciutto crudo dolce di Montagnana, DOP dal 1996, lavorato e stagionato secondo la tradizione, ha un gusto dolce e morbido dovuto alla sapiente dosatura di sale. Va provato con il melone, altro prodotto del territorio. EVENTI Festa del Prosciutto Crudo: maggio Festa patronale, Santa Maria Assunta: 15 agosto Palio dei Dieci Comuni del Montagnanese: settembre Montagnanese in Fiera: ottobre Mercatino antiquariato collezionismo: ogni terza domenica del mese
CURIOSITÀ
Il cuore cittadino è piazza Vittorio Emanuele II, abbellita dal listón in trachite grigia dei Colli Euganei con inserti in pietra bianca, che può imitare la pavimentazione di piazza San Marco per antico privilegio. Non solo: la Serenissima concesse la costruzione nella piazza di una colonna con il Leone di pietra che lì restò fino a quando, con l’arrivo di Napoleone, il leone venne abbattuto per fare spazio all’albero della libertà.
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FRIULI VENEZIA GIULIA VENZONE, PALMANOVA
VENZONE UDINE (UD) ALTITUDINE m 230 s.l.m. ABITANTI 2.200 INFO TURISMO IAT Via Glizoio di Mels 5/4 Tel./fax +39 0432 985034 prolocovenzone.it
VENZONE UN VIAGGIO FRA ZUCCHE DORATE E MUMMIE MEDIEVALI
Distrutto dal terremoto del Friuli del 1976, oggi Venzone, dopo una riuscitissima ricostruzione, è un borgo fortificato trecentesco che ospita la famosa Festa della Zucca, a fine ottobre, raggiungibile anche con uno speciale treno storico con locomotiva a vapore degli anni ‘30. Ma ci sono anche le mummie risalenti a un’epoca compresa tra il XIV e il XIX secolo. Le mummie, che addirittura Napoleone volle andare a vedere, sono perfettamente conservate. 127
CENNI STORICI 776-952 Durante il dominio Carolingio nasce il primo nucleo urbano. 1420 Il Friuli viene assoggettato a Venezia. 1965 Venzone è dichiarato Monumento Nazionale in quanto unico borgo fortificato trecentesco della Regione. 1976 Una serie di eventi sismici mette in ginocchio l’intero borgo, nonché tutto il Friuli. 1995 Termina la ricostruzione, pietra su pietra, del Duomo e della cittadina. ORIGINE DEL NOME Il nome di origine prelatina deriva da av-au – flusslauf (corso d’acqua) quindi dal nome del torrente Venzonassa.
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PRODOTTI TIPICI
Vasta la produzione casearia, fra i più tipici i Sot la Trape di Refosco o di Verduzzo, formaggi affinati nella vinaccia ed invecchiati oltre diciotto mesi ed il Vençionut, con aromi erbacei per l’aggiunta di petali di fiori di calendula. EVENTI Mercati nel borgo: gennaio-dicembre-ogni 2^ domenica del mese Incontro europeo parchi-Parkfest: 26 maggio Rassegna organistica internazionale Gjgj Moret: i sabati di settembre Festa della zucca: quarto weekend di ottobre Festa patronale, S. Andrea: 30 novembre Sapori a Venzone: novembre-dicembre Antica Sagra di Santa Lucia: 13-21 dicembre
CURIOSITÀ
Si chiama Gobbo, per via del suo evidente difetto fisico dovuto probabilmente ad una errata sepoltura, ed è la mummia più antica (del 1348, scoperta nel 1647) fra le cinque conservate nella Cappella cimiteriale di San Michele. Le salme risalgono a un'epoca che va dal 1348 al 1881. La mummificazione naturale si deve alla presenza dell'Hypha bombicina Pers., una muffa che ha la proprietà di disidratare i tessuti inibendone la decomposizione.
PALMANOVA UDINE (UD) ALTITUDINE m 27 s.l.m. ABITANTI 5.419 INFO TURISMO Comune di Palmanova Piazza Grande 1 33057 Palmanova (UD) Tel. +39 0432 922111
comune.palmanova.ud.it/
NUOVA DESTINAZIONE
PALMANOVA
UNA STELLA A NOVE PUNTE
Palmanova è un esempio unico di “città fortezza” a forma di stella a nove punte, capolavoro di ingegneria militare e urbanistica in linea con gli ideali del Rinascimento. Fu costruita nel 1593 per rafforzare le difese della Serenissima ed è dotata di tre cerchie di mura e tre porte di accesso. Dalla centrale Piazza Grande, perfettamente esagonale e cuore pulsante della fortezza, si irradiano diciotto strade simmetriche, creando un effetto scenografico di grande impatto. L’unicità e l’integrità del borgo gli hanno permesso di divenire un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2017. 133
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Duomo Dogale; Palazzo del Provveditore Generale; Loggia della Gran Guardia; Loggia dei Mercanti; Palazzo del Monte di Pietà; Grande parco storico dei Bastioni.
ORIGINE DEL NOME Il nome Palma venne scelto nel 1593 con riferimento all’albero della palma che è da sempre simbolo di vittoria e gloria. Nell’Ottocento prese l’attuale nome Palmanova.
PRODOTTI TIPICI
Il salame d’oca è il prodotto tipico del borgo e si ottiene utilizzando un impasto misto di carne d’oca e di suino, macinato a grana fine. Viene insaccato in un budello naturale, asciugato e stagionato. Il salume misto è nato nelle campagne friulane e da sempre, nella tradizione delle famiglie contadine più povere, veniva fatto metà d’oca e metà di maiale per ottenerne un quantitativo maggiore. Altri prodotti del borgo sono quelli della tradizione friulana: il prosciutto San Daniele, il formaggio Montasio DOP e alcuni vini tra cui il Friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso e il Merlot. EVENTI A.D. Palma alle Armi: primo fine settimana di settembre Pasquetta sui Bastioni: lunedì dopo Pasqua
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CURIOSITÀ
Nella costruzione di Palmanova tutto ha seguito un piano preciso. La costruzione della città è iniziata il 7 ottobre 1593, nel giorno della festa di Santa Giustina di Padova, patrona della città, ma anche nel 21° anniversario della vittoria di Venezia sulle armate ottomane nell'epica battaglia navale di Lepanto. Le perfette composizioni geometriche dei nove moduli difensivi sono calcolate sulla gittata dei cannoni reali (300 m).
EMILIA ROMAGNA BRISIGHELLA
BRISIGHELLA RAVENNA (RA) ALTITUDINE m 115 s.l.m. ABITANTI 7.490 INFO TURISMO IAT Piazzetta Porta Gabolo 5 Tel./fax +39 0546 81166
comune.brisighella.ra.it iat.brisighella@racine.ra.it terredifaenza.it brisighella.org
BRISIGHELLA LA CITTÀ DEI TRE COLLI
Roma ha sette colli, Brisighella ne ha solo tre ma li ha sfruttati a dovere: sul primo c'è una Rocca che risale al 1200, sul secondo c'è un Santuario del 1700 e sul terzo una magnifica Torre dell'Orologio. E soprattutto c'è la Via degli Asini, che è unica al mondo. È la prima sopralelevata della storia, nata come cinta muraria difensiva poi è diventata la via percorsa dagli asini che trasportavano il gesso. 141
CENNI STORICI 1290 Edificazione di una piccola rocca su una cima di gesso all’imbocco della Valle del Lamone. 1410 Brisighella è capoluogo della Valle del Lamone. 1509-1860 A parte la partentesi napoleonica, Brisighella appartiene allo Stato Pontificio. 1944-45 Luogo della resistenza e di scontri fra partigiani e nazifascisti. ORIGINE DEL NOME Forse dal celtico brix (luogo scosceso), o dal latino brisca (terra spugnosa, per il terreno gessoso), oppure da brassica (cavolo, pianta diffusa in passato nella zona).
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PRODOTTI TIPICI
L’olio extravergine di oliva Brisighello, che si coltiva da 2000 anni, dal 1996 DOP. Tartufi e ciccioli di Mora Romagnola; poi la Pera Volpina, varietà antica che si cuoce nel sangiovese e si gusta col formaggio locale stagionato in grotte di gesso. EVENTI Trofeo del Buon Salame e Sagra dei Salumi Stagionati: aprile Sagra del carciofo Moretto: maggio Feste Medioevali: giugno-luglio Festa patronale, S. Michele: 29 settembre Le delizie del porcello: prima domenica di novembre Sagra del tartufo: terza domenica di novembre Sagra dell’Ulivo e dell’Olio: quarta domenica di novembre
CURIOSITÀ
Grazie alla presenza della catena montuosa della Vena del Gesso Romagnola, parallela alla via Emilia e al crinale appenninico, il microclima di Brisighella e dell’intera valle del Lamone è unico: ben tre gradi in più di temperatura in media rispetto alle zone circostanti. Questo perché il gesso di cui è composta la montagna accumula calore nel periodo estivo che viene successivamente ceduto durante l’inverno. Ecco spiegatol'ulivo e l'olio extravergine, uno dei più pregiati d'Italia.
TOSCANA BUONCONVENTO
BUONCONVENTO SIENA (SI) ALTITUDINE m 145 s.l.m. ABITANTI 3.150 INFO TURISMO Ufficio Turistico Comunale Tel. +39 0577 809737 museisenesi.org
BUONCONVENTO I COLORI DEL COTTO E DELLE CRETE
Terra delle crete senesi, sull’antico tracciato della Via Francigena, Buon Convento - come dice il nome - è ancora luogo di accoglienza, come in passato, per i pellegrini diretti a Roma. Storicamente un avamposto fortificato del Comune di Siena, il borgo è circondato dall’antica cinta muraria costruita in mattoni rosso scuro. Un colore che è la cifra della cittadina ricordata anche da Boccaccio nella novella del Decameron dedicata al poeta senese Cecco Angiolieri. 149
CENNI STORICI 1100 Primi cenni storici del borgo. 1371 Inizia la costruzione della cinta muraria che terminò nel 1383. 1480 A Buonconvento viene riconosciuta la cittadinanza senese. 1559 Con la caduta della Repubblica di Siena entra a far parte del Granducato di Toscana sotto i Medici. ORIGINE DEL NOME Deriva dal latino bonus conventus e ha il significato di comunità felice, fortunata, che gode della fertilità della terra e dei vantaggi derivanti dalla vicinanza dei fiumi Arbia e Ombrone.
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PRODOTTI TIPICI
I vini DOC come il bianco Val d’Arbia, anche nella versione vinsanto, l’Orcia rosso e bianco. Ma anche il tartufo bianco delle Crete Senesi e quello marzolo. E poi c’è la carne di vitello locale, di razza chianina e quella dei maiali di cinta senese. EVENTI Fiera Regionale Antiquaria: 19-22 aprile Nova Eroica: 26-28 aprile Festa patronale, Santi Pietro e Paolo: 29-30 giugno Villagio della Birra: 6-8 settembre Sagra della Val d'Arbia: 20-29 settembre
CURIOSITÀ
All’interno del liberty Palazzo Ricci Socini, il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia ospita importanti opere d’arte di scuola senese dei secoli XIII-XVII. Le monumentali pale d’altare provenienti dalle chiese della Val d’Arbia sono allestite in una suggestiva galleria.
MARCHE GROTTAMMARE
GROTTAMMARE ASCOLI PICENO (AP) ALTITUDINE m 126 s.l.m. ABITANTI 14.200 INFO TURISMO IAT Piazza Fazzini 6 Tel. +39 0735 631087
comune.grottammare.ap.it
GROTTAMMARE IL GIARDINO DEGLI ARANCI SUL MARE
Grottammare è famoso per aver dato i natali a Papa Sisto V, per aver ospitato il compositore Franz Liszt e per il microclima favorevole alla coltivazione degli agrumi, fin dal 1371. L’albero di arancio è anche nello stemma del Comune. E profuma d’arancio il Borgo Antico con il teatro che porta il nome della pianta. Fra giardini e agrumeti, sul lungomare c’è una lussureggiante fila di palme importate dalle Canarie nei primi decenni del Novecento. Sembra di stare ai tropici! 157
CENNI STORICI VIII-VI SEC. a.C. Prima necropoli picena. 1299 L’ampliamento del porto consente di sviluppare il commercio. 1779 Nascono le prime costruzioni nell’area della marina e tra la collina e il mare. 1868 Dall’11 luglio al 29 agosto soggiorna a Grottammare il musicista Franz Liszt. 1890 Si sviluppa l’area del lungomare dando impulso al turismo balneare. ORIGINE DEL NOME Già agli inizi dell’XI secolo il castello è indicato con il nome di Grocte o Grupte, e più tardi come Cripte o Grupte a mare. 158
PRODOTTI TIPICI
L’Arancio Biondo del Piceno, recentemente introdotto tra le biodiversità marchigiane, è tipico di Grottammare che ne sta promuovendone il recupero, la valorizzazione e la promozione. EVENTI Festa patronale, San Paterniano: 10 luglio Estate Grottammarese: luglio-agosto La Sacra Giubilare, rievocazione storica: luglio Fiera di San Martino: 11 novembre Presepe Vivente: 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
CURIOSITÀ
Dal 2003 è sorto il prestigioso Festival Liszt, l’importante vetrina internazionale per virtuosi e interpreti lisztiani. Un modo per onorare la memoria di Franz Liszt, che ha soggiornato nel settecentesco Palazzo Fenili durante l’estate del 1868. Tutte le domeniche il musicista ungherese suonava l’organo durante la messa presso la chiesa di San Pio X, che pare in quel periodo ebbe un picco di fedeli!
UMBRIA
PASSIGNANO SUL TRASIMENO, CASTIGLIONE DEL LAGO, SPELLO
PASSIGNANO SUL TRASIMENO PERUGIA (PG) ALTITUDINE m 289 s.l.m. ABITANTI 5.711 INFO TURISMO Pro Loco Passignano Tel. +39 075 0440043
comune.passignano-sultrasimeno.pg.it
PASSIGNANO SUL TRASIMENO DOVE IL LAGO INCONTRA LA ROCCIA
Passignano, detto anche “La Perla del Trasimeno”, protetto dalle colline coltivate a vite e ulivo, sta su un promontorio digradante verso il lago. Qui le barche non vanno solo sull’acqua, ma si sfidano anche per le vie del borgo. Infatti durante il Palio delle Barche, che rievoca l’ultimo atto delle ostilità tra le nobili famiglie perugine dei Baglioni e degli Oddi, le imbarcazioni vengono caricate sulle spalle in una veloce corsa nel centro storico. 165
CENNI STORICI 217 a.C Fu teatro della fuga delle legioni romane dopo la sconfitta subita ad opera di Annibale. XI SEC. Fu assoggettata a Perugia dopo essere stato conteso da goti, longobardi e bizantini. XV SEC. Scontri tra le famiglie rivali degli Oddi e dei Della Corgna. 1814 Visse un secolo di degrado fino agli albori del Novecento, quando conobbe una lenta ripresa. ORIGINE DEL NOME Deriva dal personale latino Passinius (o Passenius), il proprietario terriero che vi deteneva una villa in epoca romana.
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PRODOTTI TIPICI
L’Umbria è la patria della produzione dello zafferano, a partire dal XIII secolo, che qui è di altissima qualità. Una spezia che arricchisce i piatti con una personalissima nota aromatica, al contempo avvolgente e raffinata. EVENTI Festa patronale, S. Cristoforo: 25 luglio Palio delle Barche: ultima settimana di luglio Festival internazionale dei giovani concertisti: luglio-agosto Festa dei Barbari: luglio-agosto Festa della Padella: ultima settimana di agosto
CURIOSITÀ
Il Museo delle Barche espone alcune imbarcazioni tradizionali del lago Trasimeno. Sullo spazio esterno si può ammirare una ricostruzione del barchetto del gorro (rete a strascico) utilizzato fino agli anni 30. Il pezzo più importante è l’imbarcazione monossile, scavata in un tronco di quercia, rinvenuta lungo le rive del lago presso Passignano sul Trasimeno a seguito dei dragaggi compiuti, datati 1200.
CASTIGLIONE DEL LAGO PERUGIA (PG) ALTITUDINE m 210 s.l.m. ABITANTI 15.493 INFO TURISMO Servizio Turistico Territoriale Piazza Mazzini 10 Tel. +39 075 9652484 comune.castiglione-dellago.pg.it
CASTIGLIONE DEL LAGO UNA ROCCA SU UN VELO D'ARGENTO
Sorge su un colle che in epoca antica costituiva la quarta isola del lago Trasimeno e dalla Rocca del Leone, uno dei migliori esempi dell'architettura militare del Medioevo umbro, si domina tutto il lago. È l’azzurro il colore di Castiglione: il celeste del lago, dove si pratica la vela, ma anche del cielo. Fra aprile e maggio, infatti, c’è un importante raduno internazionale di aquiloni e mongolfiere che porta sulle rive del Trasimeno aquilonisti e appassionati da tutto il mondo. 171
CENNI STORICI
X SEC. Castiglione è citata come borgo fortificato con il nome di Castello Chiugino. 1550-1647 Nasce il Ducato di Castiglione e del Chiugi. Il borgo vive l’epoca di maggior splendore. 1870 Il Comune diviene proprietario del palazzo Ducale. ORIGINE DEL NOME Deriva dalla fortezza medievale, la Rocca, eretta verso la metà del Duecento e chiamata Castello del Leone per la sua forma pentagonale ispirata alla costellazione del Leone.
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PRODOTTI TIPICI
La fagiolina del lago Trasimeno: un legume di minuscole dimensioni con una buccia così sottile che quasi non si vede, di sapore burroso e particolarmente saporito. Ottimo per bruschette, zuppe e piatti abbinati anche al pesce di lago. È presidio Slow Food. EVENTI Festa del tulipano: aprile Raduno internazionale di aquiloni e mongolfiere: aprile-maggio Festa patronale, Santa Maria Maddalena: 22 luglio Rassegna Internazionale del Folklore: luglio-agosto Trasimeno Blues festival: luglio-agosto
CURIOSITÀ
Ogni anno con l’arrivo della primavera, ad aprile, a Castiglione del Lago c’è la Festa del Tulipano. In questa occasione tutto il borgo si veste di tulipani con il concorso dedicato ai balconi, alle vetrine e alle piazzette fiorite. Il clou della manifestazione è rappresentato dai carri allegorici interamente rivestiti di tulipani che si disputano la palma del migliore.
SPELLO PERUGIA (PG) ALTITUDINE m 280 s.l.m. ABITANTI 8.554 INFO TURISMO IAT Tel. +39 0742 301009 comune.spello.pg.it
SPELLO CITTÀ D'ARTE E DEI FIORI
Spello è un gioiello che colora e profuma di fiori. Qui infatti si tiene la famosa Infiorata, in occasione del Corpus Domini, con le strade del borgo che si trasformano in un tappeto di fiori che supera 1,5 km. Quadri di arte sacra, realizzati con milioni di petali, ma anche opere vere: gli affreschi del Pinturicchio, del Perugino e il ciborio di Rocco Tommaso da Vicenza nella chiesa di Santa Maria Maggiore, vera e propria galleria d’arte. 177
CENNI STORICI VII SEC. a.C. Spello vanta antiche origini umbre. 41 a.C. Ottaviano Augusto colonizza il borgo. 1238 Federico II distrugge la città, rimasta invischiata nella lotta tra la Impero e Papato. 1484-1583 I Baglioni di Perugia arricchiscono il borgo di capolavori del Rinascimento. 1829 Il ritorno allo Stato Pontificio coincide con la decadenza di Spello. ORIGINE DEL NOME Pare che il nome derivi dal suo mitico fondatore, Ispeo Pelisio, uno dei compagni di Enea, perdutosi durante il viaggio.
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PRODOTTI TIPICI
L’olio extravergine d’oliva è tra i più pregiati d’Italia. Eccellenti anche il tartufo nero raccolto nei boschi della zona e il miele millefiori, che si distingue per limpidezza e profumo. EVENTI Festa dell’Ascensione: maggio Festa patronale, S. Felice Vescovo e Martire: 18 maggio Infiorata: giorno del Corpus Domini Incontri per le Strade: luglio e agosto Festa dell’Olivo e Sagra della Bruschetta: primo week end di dicembre
CURIOSITÀ
A pochi minuti di auto da Spello ci sono le Fonti del Clitunno. Sorgenti che sono state d’ispirazione per molti scrittori e poeti: Plinio il Giovane, Virgilio, Poussin, Corot, Byron e Giosuè Carducci, che le consacrò nella sua celebre ode. Nell’antichità si credeva che il fiume fosse così limpido da rendere più bianchi i buoi che lì si abbeveravano.
LAZIO
CASTEL GANDOLFO
CASTEL GANDOLFO ROMA (RM) ALTITUDINE m 246 s.l.m. ABITANTI 8.431 INFO TURISMO Ufficio Turismo Piazza della Libertà 7 Tel. +39 06 9359181 comune.castelgandolfo.rm.it
CASTEL GANDOLFO IL BUEN RETIRO DEI PAPI
A pochi chilometri da Roma c'è un’oasi di pace, Castel Gandolfo, residenza estiva del Papa Un vero paradiso per gli amanti dell’arte e della storia, tra ville rinascimentali e rovine italiche e romane. Come l’antica via Sacra che sale al Monte Cavo dove un tempo sorgeva il tempio di Iuppiter Latiaris, il più importante santuario del Lazio. Chi cerca il contatto con la natura deve percorrere a piedi gli itinerari mozzafiato intorno ai laghi di Nemi e Albano dove si possono osservare molte specie di uccelli e incontrare una flora ricca e piena di profumi. 185
CENNI STORICI
XIII SEC. a.C. Sul sito dell’attuale Castel Gandolfo sorgeva Alba Longa, fondata da Ascanio, figlio di Enea. 1216 I marchesi Gandolfi arricchiscono di un castello l’antico villaggio di Cuccuruttus. 1623 Urbano VIII trasforma l’antica residenza dei Savelli in palazzo Pontificio. 1659 Il Bernini progetta la piazza con la fontana e la chiesa di San Tommaso. ORIGINE DEL NOME Deriva dal castello fatto erigere dalla famiglia romana Gandolfi nel secolo XII.
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PRODOTTI TIPICI
Le pesche, che qui chiamano “guance di canonico”, a cui è dedicata anche una festa. Gli ottimi biscotti, i piatti a base di pesce di lago, salumi e formaggi della campagna romana, il vino DOP Colli Albani. EVENTI Sagra delle Pesche: prima domenica d’agosto Festa patronale, San Sebastiano: prima domenica di settembre
CURIOSITÀ
Le divinità del luogo erano latine: qui c’era il sacrario dell’antica nazione latina, dove per secoli nel tempio dedicato a Vesta è rimasto acceso il fuoco portato dai troiani. I Papi scelsero come loro “buen retiro” il luogo della mitica Albalonga. Ne risulta un concentrato d’opere d’arte unico: la cupola slanciata del Bernini, il palazzo Pontificio di Carlo Maderno, l’eleganza neoclassica di villa Torlonia di Giuseppe Valadier, la grande scalinata del giardino del Belvedere, il borgo racchiuso da mura.
ABRUZZO TAGLIACOZZO
TAGLIACOZZO L' AQUILA (AQ) ALTITUDINE m 740 s.l.m. ABITANTI 6.464 INFO TURISMO Azienda di Promozione Turistica Piazza dell’Obelisco Tel. +39 0863 610318 comune.tagliacozzo.aq.it
TAGLIACOZZO L'ANTICA CAPITALE DELLA MARSICA
Citata da Dante nell’Inferno, nel 1268 a Tagliacozzo si è tenuta la famosa battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò, re di Sicilia. Essa segnò il destino del potere del Regno di Sicilia a favore degli Angioini, di parte guelfa, sugli Svevi, sostenuti dai ghibellini, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa. Un borgo ricco di storia, di chiese e di una piazza meravigliosa, tra le più armoniche e scenografiche dell’Italia centrale. 193
CENNI STORICI
XI SEC. Primo insediamento abitato. 1268 Battaglia di Tagliacozzo, Carlo I d’Angiò, re di Sicilia, sconfigge Corradino di Svevia. 1400 ca. Tagliacozzo passa dal Regno di Napoli allo Stato Pontificio. 1806 Finita la feudalità, il paese perde il suo ruolo centrale nella Marsica. ORIGINE DEL NOME Significa taglio nella roccia - dal latino talus (taglio) e cotium (roccia) - e starebbe ad indicare la fenditura che divide il monte e nella quale si è sviluppato l’insediamento urbano.
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PRODOTTI TIPICI
La pasta all’uovo fatta in casa, la polenta di farina di mais, le carni d’agnello e di vitello, la secolare tradizione della lavorazione della carne di maiale con salsicce, lonze, coppa, fegatelli e ancora salami, guanciali e pancetta. EVENTI Festa patronale, S. Antonio da Padova: ultima domenica di agosto Festa del Volto Santo: domenica dopo la Pasqua Rassegna Internazionale del Folklore: ultima settimana di luglio
CURIOSITÀ
A Tagliacozzo la domenica in Albis, cioè quella dopo Pasqua, è la Festa del Volto Santo. Una tradizione antica, che lega tutti i tagliacozzani, in cui vengono distribuiti più di mille dolci tradizionali (i cavallucci e le colombelle), realizzati dalle monache benedettine, che poi vengono mangiati all'insegna della fratellanza.
CAMPANIA ALBORI-VIETRI SUL MARE
ALBORI VIETRI SUL MARE SALERNO (SA) ALTITUDINE m 300 s.l.m. ABITANTI 8.475 INFO TURISMO Comune di Vietri sul mare Tel. +39 089 763811 comune.vietri-sul-mare.sa.it
ALBORI VIETRI SUL MARE UN BIANCO AVAMPOSTO DI PARADISO
Un grumo di case bianche di fronte al mare, costruite in base alla strategia difensiva degli arabi. Sembra di sentire le voci della ciurma di Khair-ad-Dyn, il pirata Barbarossa, capo dei Mori che nel Cinquecento terrorizzò il borgo con le sue scorribande. Gli abitanti, minacciati dai continui attacchi dei pirati saraceni, decisero di rifugiarsi più in alto dove costruirono l’attuale paese, protetto dall’abbraccio del monte. 201
CENNI STORICI
IX SEC. Primo insediamento nella zona di Àlbori. 1324 Si hanno le prime notizie del casale di Àlbori. 1500 ca. Viene istituita la gabella del pane, l’imposta in base alla quale nel casale può vendere il pane solo l’appaltatore o persona da lui delegata. 1610 È costituita la parrocchia di Àlbori. ORIGINE DEL NOME Incerte le origini del toponimo, forse da Arvo, un argonauta al seguito di Giasone che, attratto dalla bellezza del luogo, vi si sarebbe stabilito dopo una tempesta.
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PRODOTTI TIPICI
Siamo, come diceva Goethe, nella terra dove fioriscono i limoni, che qui hanno sapore e profumo speciali (si chiamano sfusati) e danno il classico limoncello della Costa di Amalfi. EVENTI Festa patronale, Santa Margherita: 20 luglio Presepe vivente: periodo natalizio
CURIOSITÀ
Lavorare la ceramica è una vera e propria arte e lo sanno bene a Vietri sul Mare, dove è una pratica diffusa a partire dal medioevo. Le ceramiche vietresi, nella caratteristica pasta vetrosa policroma, decorata con fantasia prendendo a prestito motivi dell’arte islamica, erano commercializzate in tutto il Mediterraneo. Tanto da tenere in piedi l’economia locale anche nelle epoche più buie, come nel Cinquecento, quando le scorrerie dei turchi si fecero più frequenti e tragiche.
PUGLIA CISTERNINO
CISTERNINO BRINDISI (BR) ALTITUDINE m 395 s.l.m. ABITANTI 480 nel borgo
NUOVA DESTINAZIONE
CISTERNINO
INFO TURISMO Comune di Cisternino Via Principe Amedeo 72 72014 Cisternino (CR) Tel. +39 080 444 5211
comune.cisternino.br.it/3
L’ABBAGLIANTE CASBA DELLA VALLE D’ITRIA
Cisternino, soprannominato "la casba della Valle d'Itria", è un comune in provincia di Brindisi, situato a 395 metri sul livello del mare. Sorge su un colle delle Murge sud-orientali, circondato da boschi e da un paesaggio caratterizzato dalla presenza di trulli e masserie. Il borgo antico è un vero e proprio gioiello architettonico, caratterizzato da un dedalo di viuzze strette e tortuose, case bianche, balconcini fioriti, cortili, scalette, archi e piazzette, spazi pubblici e privati dove si crea aggregazione. Il centro storico è dominato dalla Torre normanno-sveva, alta 26 metri, e dalla chiesa madre di San Nicola, risalente al XII secolo. La campagna circostante è pervasa da bianchissimi trulli, le iconiche abitazioni rurali della Puglia. 209
DA NON PERDERE • • •
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Chiesa di San Nicola; Torre Normanna; Palazzi nobiliari: Vescovile, del Governatore, delle famiglie Pepe e Cenci; Chiesetta della madonna d’Ibernia.
ORIGINE DEL NOME L’eroe eponimo, secondo tradizione è Sturnoi: finita la guerra di Troia, avrebbe fondato questo centro che i Romani hanno poi chiamato Sturninum. Un gruppo di monaci basiliani, profughi dell’Oriente, edificarono una badia che chiamarono San Nicolò cis-Sturninum.
PRODOTTI TIPICI
Cisternino è famosa per le bombette, involtini di carne di maiale, pancetta e caciocavallo. Altre prelibatezze comprendono le orecchiette, la salsiccia (a punta di coltello, salsiccia normale, salsiccia piccante) e il famoso capocollo. Per quanto riguarda i vini, il Martina Franca e il Locorotondo sono due DOC rappresentativi della zona a cui si aggiunge il Bianco d’Alessano. EVENTI Festival Internazionale delle Bande musicali: luglio Festival “Il Borgo Cantato”: luglio Festa Patronale dei Santi Quirico e Giulitta: agosto
CURIOSITÀ
I trulli della Valle d'Itria sono capanne rotonde in pietra calcarea e notevoli esempi di costruzione a secco, una tecnica edilizia preistorica. I loro tetti conici sono costituiti da lastre di calcare ondulate e spesso recano segni mitologici o religiosi. I loro pinnacoli decorativi allontanano le influenze maligne o la sfortuna.
CALABRIA TROPEA, GERACE
TROPEA VIBO VALENTIA (VV) ALTITUDINE m 61 s.l.m. ABITANTI 660 nel borgo
NUOVA DESTINAZIONE
TROPEA
INFO TURISMO Comune di Tropea Largo Padre di Netta 89861 Tropea (VV) Tel. +39 0963 604100 comune.tropea.vv.it/
LA TERRAZZA SUL TIRRENO
L’accoglienza solare dei suoi abitanti è la risorsa speciale che caratterizza Tropea, risplendente sul mare, dal cui belvedere si possono ammirare tramonti rosso fuoco. Ciò che rende questo borgo unico è la simbiosi tra storia, ambiente, tradizione e patrimonio immateriale. I viaggiatori europei del Gran Tour in Calabria soggiornavano nell’antico comune, affascinati dal mito del suo fondatore, Ercole, e dall’incanto della vista delle isole Eolie all’orizzonte. Gli stretti vicoli del centro storico, chiamati vinee, si aprono su slarghi arieggiati vegliati da sontuosi palazzi con portali di granito e tufo locale. La Chiesa di Santa Maria dell’Isola, simbolo del paese, fu costruita dai Bizantini su uno scoglio che si protrae su acque cristalline. 217
DA NON PERDERE • • • • •
Chiesa Concattedrale Chiesa del Gesù Affaccio Raf Vallone Santa Maria dell’Isola Museo Diocesano
ORIGINE DEL NOME Dopo aver sconfitto i Giganti in Calabria, Ercole decise di riposarsi accanto ad una rupe disabitata. Per omaggiare questa terra accogliente che gli offrì ristoro, l’eroe decise di fondare una città in onore della sua nutrice: Tropheia.
PRODOTTI TIPICI
Dalla rossa, croccante e dolcissima cipolla di Tropea Igp al freschissimo pesce che popola il mare del borgo, senza dimenticare il pecorino del Monte Poro, la 'nduja di Spilinga ed i fileja, una pasta tradizionale calabrese, simile a fusilli lunghi fatti a mano. La produzione vinicola tropeana comprende vini rossi, bianchi e rosati, realizzati con vitigni autoctoni come il Gaglioppo e il Greco. Tra i dolci tipici spiccano la pitta 'mpigliata, una sorta di torta ripiena di frutta secca e spezie, e i mostaccioli, biscotti a base di miele e vino cotto. EVENTI Il tramonto sullo Stromboli: aprile I tri da cruci: maggio Tropea cipolla party: ultima settimana di settembre
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CURIOSITÀ
A pochi passi dal celebre Santuario di Santa Maria dell'Isola, si trova lo scoglio di San Leonardo. Al suo interno, nascosta tra le rocce, si cela una suggestiva cavità che nel tempo ha assunto una connotazione mitologica: la Grotta delle Sirene, dove si dice dimorassero le affascinanti creature dal canto ammaliatore che imprigionavano le fanciulle di cui erano gelose.
GERACE REGGIO CALABRIA (RC) ALTITUDINE m 470 s.l.m. ABITANTI 3080 (1900 nel borgo)
NUOVA DESTINAZIONE
GERACE
INFO TURISMO Comune di Gerace Via di Sottoprefettura 1 89040 Gerace (RC) Tel. +39 0964 356243 comune.gerace.rc.it/
LA RUPE DELLO SPARVIERO
Situato su una collina di fossili marini, tra le Serre e l'Aspromonte, Gerace è un gioiello dell’architettura bizantino-normanna, ricco di storia e arte. In questo luogo si intrecciano tracce di civiltà diverse, nobiltà decaduta e una profonda religiosità: originariamente con 128 chiese, oggi il borgo ne conserva solo 17. La “passeggiata delle Bombarde” offre viste spettacolari su piazze irregolari, archi barocchi e nobili palazzi decorati. Le preghiere dei monaci basiliani, le influenze orientali e i loggiati rinascimentali si mescolano con le fortificazioni e le rovine. La rupe che ospitò l’artiglio di Jerax ha visto il lento scorrere della vita e il passare del tempo. 223
DA NON PERDERE • • • • •
Cattedrale di Gerace; Chiesa Monumentale di San Francesco d’Assisi Castello di Gerace Porte Urbiche e Porta del Sole; Chiesa di Santa Maria del Mastro.
ORIGINE DEL NOME Deriva dal greco jerax, sparviero, in ricordo del rapace che, secondo la leggenda, avrebbe indicato agli abitanti di Locri il luogo in cui rifondare la città, al riparo dalle incursioni saracene.
PRODOTTI TIPICI
Il leggendario Greco di Gerace, un vino di colore giallo ambrato e liquoroso, quasi filigranato, elegante nei suoi aromi e sapori di frutta matura, splendidamente bilanciati da una leggera acidità e liquoroso. I rafioli dolci dalla base soffice e friabile di pan di spagna, aromatizzati al limone e glassati con zucchero. EVENTI Festival "Il Borgo Incantato": fine luglio Festa patronale: 22 e 23 agosto
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CURIOSITÀ
Accanto alla Porta del Sole, un tempo sorgeva una torre campanaria con un prezioso orologio. Nel 1962, però, un fulmine la colpì, distruggendola insieme all’orologio. Il crollo fece precipitare anche la campana, usata per scandire le ore. La torre non fu più ricostruita e, poiché la calotta cinquecentesca era estremamente pesante, si decise di lasciarla sul posto.
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SICILIA
CEFALÙ, MILITELLO IN VAL DI CATANIA
CEFALÙ PALERMO (PA) ALTITUDINE m 0-270 s.l.m. ABITANTI 13.790 INFO TURISMO Ufficio Turismo Tel. +39 0921 924130 comune.cefalu.pa.it
CEFALÙ TERRA DI MARE, MITI E CINEMA
C’è lo zampino di un dio! Solo così si può spiegare la bellezza di Cefalù. Con il suo mare da cartolina, la rocca che sovrasta la città e la Cattedrale dallo stile bizantino arabo-normanno che ospita il corpo del suo fondatore, Ruggero II, primo re di Sicilia. Una fortezza mausoleo che è la sintesi di diverse culture. Così come lo è Cefalù, terra di miti, di leggende e di…cinema: qui nel 1988 vennero girate le scene più suggestive del film di Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. 231
CENNI STORICI V SEC. a.C. Edificazione della cinta muraria e del tempio di Diana. 254 a.C. Cefalù cade sotto la dominazione romana. 858 Gli Arabi prendono possesso della città. 1131 Dopo la conquista da parte dei Normanni viene fondata la cattedrale di Cefalù. 1839 Cefalù ha 81 bastimenti ed è la quinta più importante tra le marinerie di Sicilia. ORIGINE DEL NOME Dal greco Kephaloidion (testa, capo) per il suo promontorio. I Romani la chiamarono Coephaledium, mentre per gli Arabi era Gafludi, città fortificata.
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PRODOTTI TIPICI
Ci sono i sapori ispirati alle influenze degli antenati arabi, nel cannolo siciliano. Secondo la leggenda, infatti, l’origine della ricetta sarebbe proprio saracena poi tramandata ai romani. Oggi è un esempio della rinomata arte pasticcera italiana nel mondo. EVENTI Vampa di San Ciusieppi: spettacolare falò, 19 marzo. Festa del Corpus Domini: imponente processione, prima metà di giugno. Festa patronale, Santissimo Salvatore: 6 agosto.
CURIOSITÀ
Il 6 agosto, durante la festa del patrono, oltre alle tradizionali liturgie, processioni, luminarie e quant’altro, si celebra il rito laico della ‘Ntinna a mare. Si tratta di una gara in cui bisogna conquistare una bandiera posta all’estremità di un palo (un albero di nave) sospeso sull’acqua dalla banchina del molo e cosparso di sego (grasso animale usato per la fabbricazione di candele) e sapone. Solo per veri equilibristi!
MILITELLO CATANIA (CT) ALTITUDINE m 413 s.l.m. ABITANTI 7.109
NUOVA DESTINAZIONE
MILITELLO IN VAL DI CATANIA
INFO TURISMO Comune di MIlitello in Val di Catania Atrio del Castello 1 95043 Militello in Val di Catania (CT) Tel. 0957 941111 comunemilitello.it/
BAROCCO SICILIANO
Incastonato tra le colline iblee, la Val di Noto e Catania, Militello in Val di Catania, conosciuto come Militeddu in siciliano, è un borgo che conquista il cuore con bellezza ed eleganza. Il centro storico vanta ricchezze storico-artistiche di inestimabile valore che è stato iscritto nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO per l’arte e l’architettura tardo barocca, splendidamente rappresentate dalla Chiesa Matrice e da Santa Maria della Stella. Militello è un vero e proprio gioiello, pieno di chiese, palazzi nobiliari e monumenti che raccontano la storia e la cultura millenaria di questo comune affascinante. 237
DA NON PERDERE • • • • • •
Chiesa Matrice di San Nicolò e Santissimo Salvatore; Chiesa di Santa Maria della Stella; Chiesa e Abbazia di San Benedetto; Chiesa del Santissimo Sacramento; Chiesa del Purgatorio; Rione di San Pietro.
ORIGINE DEL NOME Tre le ipotesi sull’origine: • da militum tellus, terra di soldati, per la presenza di un avamposto romano durante la guerra contro Siracusa; • da piccola Mileto, datato all’epoca greca con la nascita del primo insediamento; • da mellis tellus, città del miele.
PRODOTTI TIPICI
Il prodotto tipico del borgo è la cassatiddina di Militello, un dolce creato anticamente da una suora. Sono cestini di pasta frolla riempiti con mandorle, frutta, cioccolato, liquore, cannella e chiodi di garofano. Legato alla festa di San Giuseppe il 19 marzo e di Santa Lucia il 13 dicembre è, invece, la pipirata preparata con vino cotto, riso, pinoli e aromi. I mastrazzola (mostaccioli) sono tipicamente invernali e hanno la forma di tocchetti caramellati, ricavati da farina, vin cotto e aromi. Infine, la mostarda di fichi d'India ha la sua massima celebrazione proprio nella sagra che, a ottobre, celebra questa prelibatezza. EVENTI Riti della Settimana Santa: periodo pasquale Sagra della Mostarda e del Fico d’India: ottobre
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CURIOSITÀ
Nel borgo di Militello in Val di Catania si trovano le cascate dell'Oxena, meravigliose rapide naturali formate dallo scorrere impetuoso del fiume omonimo che si incastona in un canyon di origine lavica. L'acqua, cristallina e fresca, si getta con forza su rocce basaltiche creando un'atmosfera incantata.
NOTE LEGALI I tempi di percorrenza indicati/rappresentati in questa pubblicazione sono indicativi. La durata del viaggio varia a seconda del servizio di trasporto utilizzato e può subire variazioni. Maggiori informazioni su trenitalia.com. Gli eventi citati nelle singole località sono soggetti a riconferma annuale da parte degli enti locali. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Comune di riferimento.
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Foto © Archivio FS Italiane © Adobe Stock © Associazione Borghi più Belli d’Italia Borgo Valsugana p. 111 © Comune di Borgo Valsugana Brisighella pp. 144-145 © Silvano Cantoni Campo Ligure pp. 60,63, 64-65 © Stefano Siro Castiglione del Lago pp. 173, 1174-175 © Andrea Pula Deiva Marina pp. 78, 81, 82-83 © Comune di Deiva Marina Diano Castello p. 84 © Jake Carson Egna pp. 104, 107, 108-109 © Alberto Ceolan Gerace pp. 222, 225, 226-227 © Antonio Cadei Militello in Val di Catania pp. 236 © Marco Sibilla, 239, 240-241© Comune di Militello in Val di Catania Orta San Giulio pp. 31, 32-33 © Massimiliano Andreazza Orta San Giulio p. 28 © Laura Pratta Palmanova pp. 132, 135, 136-137 © Comune di Palmanova Tropea pp. 214-215 © Comune di Tropea Venzone pp. 126, 129, 130-13 © Luigi Stefanutti Stampa Grafica Nappa | Novembre 2025 Questa pubblicazione è stampata su carta FSC ®
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