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Archeo Monografie n. 47, Febbraio/Marzo 2022

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BISANZIO

L’IMPERO SUL BOSFORO

l’impero sul bosforo

di Marco Di Branco

€ 7,90

N°47 Febbraio/Marzo 2022 Rivista Bimestrale

Timeline Publishing srl - POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE – AUT. N° 0702 PERIODICO ROC

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ARCHEO MONOGRAFIE

MONOGRAFIE

IN EDICOLA IL 12 FEBBRAIO 2022


BISANZIO l’impero sul bosforo di Marco Di Branco

6.

introduzione

Quel magnifico paradosso 10.

costantino

26.

giustiniano

L’impero e la croce L’ultimo imperatore 42.

eraclio

Una svolta epocale 50.

dispute religiose

Un’epoca di cambiamenti 66.

costantinopoli

Il triangolo d’oro 72.

bisanzio e i turchi

L’invasione selgiuchide 94.

la iv crociata

Lamento per Bisanzio 110.

zeloti a tessalonica

Bagliori di rivolta 122.

il crepuscolo

Gli ultimi fuochi


COSTANTINO

L’IMPERO

E LA CROCE PASSATO ALLA STORIA COME L’IMPERATORE «CRISTIANO», COSTANTINO È ANCHE IL FONDATORE DI UNA GRANDE CAPITALE SULLE RIVE DEL BOSFORO: LA SUA NUOVA ROMA SORGE SULL’ANTICA BISANZIO E DIVIENE BEN PRESTO UNA MEGALOPOLI SFARZOSA E COSMOPOLITA

C

ostantino, il fondatore della futura capitale dell’impero bizantino, fu il piú violento rivoluzionario della storia romana: ruppe infatti radicalmente con i vecchi schemi, accettando senza compromessi il portato dei grandi cambiamenti economico-sociali che si erano compiuti nell’impero romano nel corso della crisi del III secolo. La sua rivoluzione religiosa è parallela alla sua rivoluzione sociale. Come ha scritto il grande storico Santo Mazzarino, «all’opposto di Diocleziano, Costantino non si è affannato a spegnere l’incendio che divorava il vecchio mondo, ma viceversa ha costruito il nuovo Stato con gli elementi fornitigli da un processo storico conseguente». Nel 305, tenendo fede agli impegni presi al momento dell’investitura, Diocleziano e Massimiano Erculio rinunciarono alla dignità imperiale di Augusti, in favore dei successori designati, i Cesari Costanzo Cloro e Galerio. La «riforma tetrarchica» dioclezianea entrava cosí nella sua fase piú delicata. E, in effetti, quello che doveva essere un passaggio

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La mano e il volto appartenenti alla statua colossale di Costantino, in origine situata nell’abside della basilica di Massenzio nel Foro Romano. IV sec. d.C. Roma, Musei Capitolini, cortile del Palazzo dei Conservatori.


GIUSTINIANO

L’ULTIMO

IMPERATORE


SALITO AL POTERE NEL 527, GIUSTINIANO HA LEGATO IL SUO NOME AL TENTATIVO DI RICOSTITUIRE UN IMPERO ROMANOCRISTIANO UNIVERSALE. UN’IMPRESA ACCOMPAGNATA DA INIZIATIVE CHE, SOPRATTUTTO IN CAMPO GIURIDICO E CULTURALE, HANNO LASCIATO UN SEGNO FORTE E STRAORDINARIAMENTE DURATURO

Istanbul, S. Sofia. Mosaico raffigurante la Vergine con il Bambino, affiancata da Giustiniano I (a sinistra) e Costantino che offrono, rispettivamente, un modellino della chiesa stessa e della città di Costantinopoli. La cattedrale fu ricostruita da Giustiniano su un preesistente edificio di culto tra il 532 e il 537; il mosaico si data tra la fine del X e gli inizi dell’XI sec.

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ERACLIO

Costantinopoli, lungi dal rafforzarsi, si era deteriorato a causa dei contrasti religiosi e dell’oppressiva politica fiscale bizantina; in particolare, l’opera di Kyros, l’inviato di Eraclio, persecutoria nella sfera religiosa e vessatoria in quella fiscale, contribuí largamente a creare fra gli Egiziani un’atmosfera di simpatia nei confronti dei conquistatori. L’unico scontro terrestre di una certa entità nel quale i Bizantini contrastarono gli Arabi si svolse nel luglio 640 d.C. presso la fortezza di

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Resti della fortezza di Babylon (Egitto), presso la quale, nel luglio 640 d.C., il generale arabo ‘Amr ibn al-’As ottenne una vittoria decisiva sulle forze bizantine.

Babylon, all’apice del Delta, non lontano dall’odierna Cairo: ‘Amr conseguí una vittoria indiscutibile e Kyros fu costretto a trattare con gli invasori, tentando di ottenere per sé le migliori garanzie.

La distruzione della biblioteca Presentatosi a Costantinopoli per rendere conto del suo operato, Kyros fu sconfessato e bandito da Eraclio, ma poco dopo l’imperatore morí (641 d.C.) e venne meno ogni prospettiva


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Impero islamico Impero bizantino Impero sasanide Regno dei Franchi Regno dei Longobardi

In alto cartina che riporta le conquiste islamiche dall’égira (622 d.C.) alla morte di Maometto (632 d.C.). In basso busto di sovrano sasanide incoronato, forse Cosroe II, dall’Iran. VI-VII sec. Parigi, Museo del Louvre.

di un intervento diretto dell’esercito imperiale a sostegno dell’Egitto. Pochi mesi dopo la morte di Eraclio, Babylon capitolò, e ‘Amr mosse alla volta di Alessandria, che si arrese il 29 settembre del 642 d.C. Secondo alcune fonti, in tale occasione – su ordine del califfo ‘Umar – sarebbe stata distrutta la celeberrima biblioteca alessandrina. Ad ‘Amr ibn al-’As, propenso a risparmiare la biblioteca, il califfo avrebbe obiettato: «Se gli

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scritti dei Greci sono in accordo con il libro di Dio, sono inutili e non è necessario preservarli; se invece sono in disaccordo, sono perniciosi e vanno distrutti». In realtà, è molto probabile che questo racconto non sia altro che una tarda leggenda. Nella storia bizantina l’età di Eraclio rappresenta una svolta non solo nella vita politico-militare, ma anche in quella culturale. Con lui, si chiude la vicenda dell’impero romano d’Oriente e si apre quella dell’impero bizantino, nel vero senso del termine. Un impero caratterizzato dalla completa grecizzazione e dalla forte clericalizzazione di tutta la vita pubblica. Se, infatti, nel primo periodo bizantino, la lingua ufficiale della corte, dell’amministrazione e dell’esercito era ancora quella latina – con un vero e proprio bilinguismo fra popolo ed élite –, al tempo di Eraclio questa situazione ebbe fine, e il greco, la lingua del popolo e della Chiesa, divenne anche la lingua dello Stato. Ciò produsse, tra l’altro, importanti cambiamenti nei titoli imperiali: Eraclio stesso rinunciò a utilizzare la complessa titolatura latina e si fece chiamare semplicemente basiléus («re»), sostituendo, appunto, il latino Imperator Caesar Augustus.

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COSTANTINOPOLI

IL TRIANGOLO

D’ORO

UNA POSIZIONE STRATEGICAMENTE «PERFETTA» PERMISE ALLA CAPITALE DELL’IMPERO BIZANTINO DI VIVERE UNA LUNGA FIORITURA E DI AFFERMARSI COME UNA DELLE CITTÀ PIÚ RICCHE E POPOLOSE DELL’INTERO MEDITERRANEO

Inno a Costantinopoli (Costantino Rodio, poeta bizantino del X secolo) Qual è, infatti lo straniero che giungendo in questo mare e vedendo profilarsi all’orizzonte tutto questo, e poi avvicinandosi alla Città da tutti celebrata, non è subito colto da stupore alla sua vista e non rimane attonito davanti alla sua sublimità,

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e pieno di meraviglia non loda la sua eccelsa potenza rendendo gloria a Dio, quando scorge tanti e tali monumenti, di cui trabocca con straordinaria ricchezza? O, percorrendo spedito la terra, qual è il viandante, l’esperto pedone, il quale, reduce da un cammino lungo e faticoso, quando da lontano posa lo sguardo su tutto questo, sulle torri che svettano nel cielo


L’inconfondibile profilo dell’odierna Istanbul. Da sinistra si riconoscono la Sultanahmet Camii, meglio conosciuta come Moschea Blu, e la basilica di S. Sofia, innalzata tra il 532 e il 537 da Giustiniano I.

e soprattutto sulle altissime colonne simili a giganti che avanzano possenti, e sui palazzi e sui templi superbi che innalzano al cielo le enormi cupole, qual è il viandante che non appare subito lieto ed appagato e non placa l’ardore della sua anima, e subito non si rallegra scorgendo la bella città dalle auree forme ingioiellata

che dà il benvenuto agli stranieri, prima ancora che arrivino a lei, con lo scintillio delle sue meraviglie? E chi è che, spintosi alle mura e avvicinatosi alle porte, subito non la saluta e chinato il collo non si prostra giú a terra, sul nobile suolo, e dicendo, «Salve, gloria dell’universo» non entra in città pieno di gioia?

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LA IV CROCIATA

LAMENTO PER

BISANZIO NEL 1204, APPELLANDOSI AL PRINCIPIO DELLA «GUERRA SANTA», LE TRUPPE CRISTIANE ESPUGNANO COSTANTINOPOLI. BEN PRESTO, PERÒ, L’OPERAZIONE MILITARE SI TRASFORMA IN UNO DEI PIÚ DEVASTANTI SACCHEGGI DELLA STORIA

L

e crociate iniziarono nel 1095, quando papa Urbano II, nel Concilio di Clermont, chiamò i fedeli a liberare il Santo Sepolcro di Cristo, allora in mano musulmana. I Bizantini guardarono sempre con sospetto al fenomeno, che consideravano pericoloso per l’assetto dell’impero. E, in effetti, non avevano tutti i torti. Già nel corso della I crociata si ebbero numerose occasioni di scontro fra cristiani d’Oriente e «Franchi» (cosí i Bizantini chiamavano i crociati, indipendentemente dalla loro provenienza reale), ma il culmine dell’ostilità si raggiunse nel corso della IV crociata, che si svolse tra il 1202 e il 1204. Infatti, lungi dal perseguire l’obiettivo della liberazione della Terra Santa, essa portò la guerra nel cuore dell’impero bizantino e produsse, appunto, la caduta della piú grande capitale cristiana del tempo: Costantinopoli. Tutto ebbe inizio nel 1198, con l’elezione di un giovane papa, brillante e deciso, Innocenzo III, destinato a divenire uno dei pontefici piú celebri del Medioevo. Subito dopo la salita al soglio pontificio, Innocenzo

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I cavalli di S. Marco. Provenienti dall’ippodromo di Costantinopoli, i bronzi furono trasportati nella città lagunare dal doge Enrico Dandolo alla fine della IV crociata, e collocati sulla facciata della basilica marciana, dove sono rimasti fino al 1977. Oggi sostituiti da una copia, gli originali sono custoditi nel Museo di S. Marco a Venezia.


ZELOTI A TESSALONICA

BAGLIORI DI

RIVOLTA ALLA METÀ DEL XIV SECOLO LA CITTÀ GRECA OGGI CONOSCIUTA COME SALONICCO ERA LA SECONDA PER IMPORTANZA DELL’IMPERO BIZANTINO. NELLE SUE STRADE SI ACCESE UN’INSURREZIONE VIOLENTISSIMA, SCATENATA DALLE DISEGUAGLIANZE SOCIALI: MA FU VERA RIVOLUZIONE?

I bastioni delle mura bizantine di Salonicco, l’antica Tessalonica, nella regione della Macedonia centrale (Grecia). Nel 1342 la città venne sconvolta dalla rivolta popolare scatenata dagli «zeloti»

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