Skip to main content

Archeo Monografie n. 39, Ottobre/Novembre 2020

Page 1

VALLE D’AOSTA

IL TERRITORIO • LA STORIA • L’ARCHEOLOGIA

VALLE D’AOSTA

Timeline Publishing srl - POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE – AUT. N° 0702 PERIODICO ROC

UN A

VA

GU LL ID E D AA ’ RC AO HE S OL TA OG IC A

ARCHEO MONOGRAFIE

MONOGRAFIE

€ 7,90

N°39 Ottobre/Novembre 2020 Rivista Bimestrale

IN EDICOLA L’ 8 OTTOBRE 2020


VALLE D’AOSTA IL TERRITORIO • LA STORIA • L’ARCHEOLOGIA testi di Alessandra Armirotti, Margherita Bert, Stella Vittoria Bertarione, Maria Cristina Fazari, Luca Raiteri, Gabriele Sartorio, Massimo Venegoni e Gianfranco Zidda con un reportage fotografico di Enrico Romanzi

6. Presentazione

Valle d’Aosta. Dove la Montagna stessa è cultura 10. Il

territorio

18. La

preistoria

Una regione e il suo territorio I primi valligiani 40. L’età

romana

Nel nome di Augusto 76. L’età

tardo-antica e il

Medioevo

Una nuova era

88. Storia delle ricerche

Dalla passione al metodo 104. I musei archeologici in Valle d’Aosta

Il Museo Archeologico Regionale L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans 122. Gli

itinerari

Un patrimonio da scoprire


Valle d’Aosta. Una terra da conquistare

È

curioso notare come questa piccola – e per alcuni remota – regione d’Italia sia l’unica a conservare, nel nome stesso, una memoria imperiale. Qui, nella valle della Dora Baltea, tra le montagne piú alte del continente europeo, nel 25 a.C. le legioni di Roma sconfissero i Galli Salassi e fondarono una città fortificata, costruita sul modello del tipico accampamento romano. In onore di Ottaviano Augusto, la chiamarono Augusta Prætoria Salassorum. La conquista romana della Valle d’Aosta è, certamente, argomento centrale di questa Monografia. Nelle pagine che seguono, però, realizzate grazie alla collaborazione dei principali studiosi della materia, i lettori scopriranno l’esistenza di altre conquiste, non meno affascinanti: quella archeologica, per esempio, iniziata nel Cinquecento proprio per l’emergere della curiosità intorno alle monumentali vestigia imperiali, e che, in seguito, vedrà come protagonisti i piú grandi nomi dell’archeologia italiana. Una conquista che, a partire dalla straordinaria scoperta avvenuta alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso a Saint-Martin-de-Corléans, aprirà lo sguardo su un fenomeno rimasto, fino ad allora, in ombra: quello della preistoria e protostoria della Valle. Poi ci sono le montagne, il territorio, i luoghi. In Valle d’Aosta «la montagna stessa è cultura», scrive Cristina De La Pierre nell’introduzione. E alla «conquista» – intellettuale, emozionale – di questa magnifica regione desideriamo contribuire con questo numero monografico di «Archeo». Buona lettura, dunque, e... buona conquista. Andreas M. Steiner


VALLE D’AOSTA DOVE LA MONTAGNA STESSA È CULTURA

V

alle d’Aosta: una regione piccola ma densa di storia, cultura e natura. Qui la Montagna stessa è cultura per quella sua inscindibile commistione tra sistema naturale e antropico. Una piccola regione nel cuore delle Alpi dove sin dalla notte dei tempi le culture si sono incontrate e sovrapposte contribuendo alla formazione di un passato complesso e stratificato la cui comprensione, fruizione e narrazione si rivelano essere presupposti fondamentali di conoscenza e promozione del territorio. Negli anni la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, istituita sin dal 1956 come «Soprintendenza unica», operando in sinergia con le altre Strutture dell’Amministrazione Regionale e con gli enti territoriali, si è costantemente impegnata nella conoscenza, salvaguardia, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale con l’obiettivo di favorire la condivisione allargata dei beni culturali e tendere a una loro gestione economicamente sostenibile.

| VALLE D’AOSTA | 6 |

I Casolari del Money, situati a oltre 2000 m di quota a 3 km circa da Cogne, in una posizione estremamente panoramica della Valnontey. Da lí si gode di una magnifica vista sull’intero circo montuoso del Gran Paradiso.


Nell’era dell’informazione on line, ci siamo resi conto di come la promozione dei beni culturali non possa prescindere dall’elaborazione di un vero e proprio progetto di comunicazione integrato, che consideri l’intera gamma di possibilità divulgative presenti oggi sul mercato e tutti gli elementi e le variabili del contesto sociale economico e culturale in cui si opera, venendo a costituire lo strumento principe per avvicinare la comunità locale, promuovere la condivisione pubblica dei beni culturali e in definitiva far conoscere al grande pubblico il patrimonio culturale. Con soddisfazione abbiamo riscontrato un crescente interesse e un notevole successo di pubblico per appuntamenti ormai fissi e attesi, tra cui citiamo le piú recenti «Nuits de Culture» o la rassegna denominata «Plaisirs de Culture» che declina su scala regionale le Giornate Europee del Patrimonio e propone visite guidate, laboratori, conferenze, escursioni, aperture straordinarie di siti e manifestazioni di carattere culturale.

| VALLE D’AOSTA | 7 |


L’ETÀ ROMANA PORTA PRÆTORIA

«P

er terre ignote vanno le nostre legioni a fondare colonie a immagine di Roma»: sulle note di Delenda Carthago di Franco Battiato, ci avviciniamo alla monumentale Porta Prætoria di Aosta. Ingresso principale all’antica colonia augustea, si apre nel tratto orientale della magnifica cinta muraria incastonata tra due possenti torri quadrate e, cosa non cosí frequente, dotata di cavædium, cioè di un cortile d’armi centrale. La Via romana delle Gallie faceva il suo ingresso in città arrivando da est: questo dunque il lato piú importante, la vera «vetrina» della città. Ecco perché la Porta Prætoria si erge proprio qui. Dopo aver attraversato una densa area funeraria, probabilmente la piú ricca ed elegante delle quattro necropoli cittadine, la strada superava il torrente Buthier (l’antico Bauthegius) passando sul massiccio ponte a schiena d’asino in grossi blocchi di arenaria da dove, in lontananza, si poteva scorgere la mole dell’arco onorario dedicato a Ottaviano Augusto. Si era cosí dato vita a una studiata infilata prospettica, che conduceva fino alla porta d’accesso principale della colonia: sin da lontano, essa trionfava all’orizzonte con i suoi tre passaggi ad arco e l’alta facciata a galleria inquadrata dalle due torri laterali. All’epoca lo sguardo poteva spaziare libero e abbracciare d’un sol colpo tutta la piana, l’intero lato orientale della splendida cortina muraria brillante di travertino e disegnata dai chiaroscuri di ben venti torri: due ai lati di ogni porta, quattro angolari e altre due per lato. Probabilmente una funzione anche decorativa e non solo meramente difensiva. La Porta Prætoria rappresenta un grandioso esempio di architettura romana che evidenzia il principale varco urbano definendo le modalità di transito: pedoni sui lati, carri al centro in doppio senso di marcia. Una porta decisamente imponente, in grossi blocchi di puddinga, realizzata in un’opera quadrata che ne accentua ulteriormente la volumetria, l’ingombro, facendola apparire, se possibile, ancora piú massiccia.

| VALLE D’AOSTA | 44 |


Il cortile d’armi centrale (cavædium) della Porta Prætoria, l’ingresso principale alla colonia augustea.

| VALLE D’AOSTA | 45 |


L’ETÀ ROMANA

| VALLE D’AOSTA | 48 |


Un’altra veduta dell’interno della Porta Prætoria.

«chiusi» dalla progressiva occupazione del sedime stradale da parte degli edifici medievali e moderni. Questo indizio ci fa capire innanzitutto che, a partire da un certo periodo, si passava esclusivamente su quel lato e come questa porta, nei secoli, sia sempre stata oggetto di manomissioni, modifiche, chiusure, riaperture a seconda

dei suoi proprietari, delle esigenze sociali, del particolare momento storico. Nella Porta Prætoria è insomma condensata la storia bimillenaria di Aosta, una città che ha continuato a vivere sempre nel medesimo posto, palinsesto di se stessa e che offre preziose «finestre» sul suo glorioso, lungo e travagliato passato.

| VALLE D’AOSTA | 49 |


I MUSEI ARCHEOLOGICI IN VALLE D’AOSTA

L’ AREA MEGALITICA DI SAINT-MARTIN-DE-CORLÉANS di Massimo Venegoni, Margherita Bert, Gianfranco Zidda e Alessandra Armirotti

L’

impegnativo progetto conservativo e di allestimento del Parco archeologico e Museo di Saint-Martin-de-Corléans, cominciato dagli anni Novanta del XX

| VALLE D’AOSTA | 112 |

secolo, ha conseguito l’obiettivo di presentare al pubblico nel 2016 un primo lotto di lavori. In esso sono illustrate le fasi piú antiche di frequentazione dell’importantissimo sito, lungo un


Una veduta d’insieme del sito, con, al centro, la Tomba II. È la struttura sepolcrale piú grande fra quelle riportate alla luce ed è databile nella seconda metà del III mill. a.C. La foto permette di apprezzare la grande piattaforma triangolare su cui il monumento venne eretto.

| VALLE D’AOSTA | 113 |


GLI ITINERARI

UN PATRIMONIO DA SCOPRIRE LA VALLE D’AOSTA OFFRE UN VENTAGLIO DI ATTRAZIONI CULTURALI E PAESAGGISTICHE AMPLISSIMO. MOLTE DELLE QUALI POSSONO ESSERE APPREZZATE SFRUTTANDO I NUMEROSI ITINERARI ATTREZZATI PER IL TREKKING di Stella Vittoria Bertarione

V

alle d’Aosta: una regione non solo da scoprire, ma da «riscoprire»; una regione dove le bellezze naturalistiche, paesaggistiche e culturali si fondono in una suggestiva alchimia con l’uomo e la sua storia. Una regione di certo famosa per i suoi «4 Quattromila» e per le note località turistiche estive e invernali, cosí come per le sue strepitose Alte Vie. Ma Valle d’Aosta non significa solo «Alte Vie» o percorsi impegnativi riservati a sportivi allenati e agonisti di lungo corso. Il territorio, infatti, possiede una fitta rete di sentieri e percorsi capillarmente distribuiti tra la piana di fondovalle e i primi dolci rilievi della media montagna che ben si prestano allo slow trekking adatto a tutti: famiglie con bambini, senior, camminatori saltuari e non solo. Si tratta di percorsi dalle origini diversificate, alcuni dei quali storicamente attestati sin dall’antichità, quali la leggendaria Strada dei Salassi, creata dal popolo di origine celtica qui insediato sin da epoche protostoriche, la poderosa strada romana delle Gallie, che ha visto il successivo impostarsi del Cammino di San Martino di Tours e della piú nota Via Francigena. Nella Valle d’Aosta preromana esisteva una rete viaria primitiva, costituita da sentieri che,

| VALLE D’AOSTA | 122 |

fin dalla Preistoria, permettevano i commerci e le relazioni culturali attraverso i valichi alpini. Ancora oggi sussiste, sulla collina che da Aosta si allunga fino a monte di Avise, un tracciato denominato Strada dei Salassi, che si snoda a una quota piú elevata di quella del successivo itinerario romano. Una strada decisamente articolata e impegnativa che sfida i dislivelli e i pendii con un susseguirsi di curve e tornanti alternati a sorprendenti allunghi affacciati su balconate mozzafiato circondati da boschi, rocce e vette innevate. Un tracciato amato in particolare dai bikers che la reputano una tra le piú spettacolari e panoramiche «strade da moto» delle Alpi. In numerosi punti di questo percorso ben si comprende quale fosse una delle capacità piú

La Via romana delle Gallie a Donnas. La strada, tagliata nella roccia a mezza costa, fu realizzata nel I sec. a.C..


spiccate dei Salassi, la loro vera «arma» con cui per quasi un secolo hanno saputo tener testa e dare filo da torcere ai Romani: la profonda conoscenza della montagna e l’abilità di muoversi agilmente anche in zone apparentemente inaccessibili, da dove potevano disporre di una vista straordinaria sul territorio circostante e sul fondovalle, senza però che altri riuscissero a scorgerli.

Grandi costruttori di strade A partire dalla metà del I secolo a.C. la progressiva romanizzazione delle terre cisalpine e l’espansione a nord della catena alpina favorirono l’interesse per i valichi. La Valle d’Aosta si presentava come una terra aspra e difficile, contraddistinta da montagne in

apparenza invalicabili. Una vera e propria sfida; ma se si voleva aprire definitivamente una via di collegamento rapida ed efficace verso le vicine terre galliche e germaniche, questa regione si rivelava senz’altro strategica. Oggi, a distanza di oltre 2000 anni, la Via romana delle Gallie è ancora in buona parte esistente: dallo spettacolare tratto di Donnas, fino ai ponti di Saint-Vincent, Châtillon e Aosta; dalle possenti sostruzioni ancora visibili a Introd, Arvier e Avise fino agli incredibili tagli nella roccia e alle mansiones oltre i 2000 m di quota. Un nastro di roccia che corre nel fondovalle centrale per poi biforcarsi in corrispondenza del capoluogo e dirigersi verso i valichi del Grande e del Piccolo San Bernardo, sfruttando e potenziando linee di transito di

| VALLE D’AOSTA | 123 |


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Archeo Monografie n. 39, Ottobre/Novembre 2020 by Archeo Monografie - Issuu