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Medioevo Dossier n. 35, Novembre/Dicembre 2019

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NOSTRADAMUS Un profeta senza tempo

NOSTRADAMUS

N°35 Novembre/Dicembre 2019 Rivista Bimestrale

€ 7,90

IN EDICOLA IL 29 OTTOBRE 2019

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MEDIOEVO DOSSIER

Dossier

Timeline Publishing S.r.l. – Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento – Aut. n° 0703 Periodico ROC

EDIO VO M E


NOSTRADAMUS UN PROFETA SENZA TEMPO di Franco con un contributo di

Presentazione 6. L’eroe di un Medioevo senza tempo Introduzione 8. Un’ambizione ancestrale Gioacchino da Fiore 18. Prima delle Centurie La formazione 30. La sapienza come meta Gli anni di Agen 40. Dall’idillio alla calunnia I viaggi 52. Errabondo per dieci anni

Cuomo Alessandro Bedini

In Italia 58. Viaggio in Italia Dall’antico Oriente 66. Parole arcane e potenti Orval e i Templari 74. Nella Valle Dorata Ritorno in Provenza 82. L’età della ricerca L’uomo che vide il futuro 90. Di insoliti uccelli e pesci di ferro Profeta dell’Olocausto 100. Coincidenze agghiaccianti

Apocalissi contemporanee 106. Il mondo in subbuglio Dal sublime al quotidiano 114. A ciascuno la sua profezia Veggente di corte 120. Quella real gratifica... Parole per i posteri 126. L’ultimo monito


L’eroe di un Medioevo senza tempo E

siste un Medioevo che si protrae al di là del suo alveo storico tradizionale, oltre il tempo che per convenzione cronologica gli appartiene. È un Medioevo di fatto, che sconfina in epoche successive attraverso pratiche di connotazione antica, incompatibili con gli attributi consueti della «modernità», e personaggi che di tali pratiche sono interpreti ed esecutori, incarnando in tal modo lo spirito medievale nelle sue piú comuni apparenze. È il Medioevo senza tempo degli indovini e dei maghi, degli alchimisti, dei negromanti, dei taumaturghi e dei veggenti, tra i quali primeggia con le sue indecifrabili profezie l’enigmatica figura di Nostradamus, astrologo, medico e naturalista del XVI secolo, iniziato ai segreti di un sapere ermetico che la cultura ufficiale rigetta come irrazionale, del tutto privo d’interesse scientifico, ma che comunque esercita sull’immaginazione popolare un’attrazione assolutamente irresistibile. Ciò non significa, tuttavia, che per questa sua aderenza a modelli radicati in un remoto passato la figura del veggente (o presunto tale) debba considerarsi emblematica di quell’arretratezza intellettuale che è propria di chi non riesce a vivere la realtà del suo tempo. Al contrario, Nostradamus fu per molti aspetti uno scienziato evoluto, un medico in grado di curare malattie all’epoca inguaribili, un ricercatore dedito allo studio profondo degli elementi naturali, da cui

trasse cosmetici e originali ricette «per mantenere il corpo sano». Fu però attratto inesorabilmente dalla vocazione divinatoria, indulgendo a predire il futuro mediante versi divenuti popolarissimi nonostante la loro indecifrabilità, considerata dai detrattori alla stregua di mera astrusità e dagli esegeti come una misura di prudenza, volta a velare verità spaventose. Il che lo pone tra i protagonisti di quel Medioevo trasversale a ogni altra età della storia, che nessun evolversi della società e del costume potrà mai sopprimere, trattandosi di una componente naturale – e nemmeno poi tanto occulta – dell’animo umano. Il mistero vero di Nostradamus non è perciò nei codici segreti delle profezie da lui formulate – comunque le si voglia giudicare – credibili o assurde –, ma nelle ragioni profonde della sua fama, già enorme in vita e accresciutasi nei secoli attraverso la diffusione delle Centurie, com’è titolato l’insieme delle sue predizioni, in ogni lingua. Venerato finché visse dalle personalità piú potenti di Francia, con in testa Caterina de’ Medici e gli ultimi sovrani della casa di Valois, Nostradamus venne gratificato nei secoli da una popolarità crescente, che non accenna a declinare. In questo è la sua attualità complessa e straordinaria, attualità di un Medioevo senza frontiere, che al pari delle Centurie non ha bisogno di parametri temporali per esprimersi; e, al pari delle Centurie, pone interrogativi (tanti), ma lesina risposte.


Michel de Nostre-Dame, detto Nostradamus (1503-1566), olio su tela di François Marius Granet, da un originale di César Nostradamus. 1845. Versailles, Musée national des châteaux de Versailles et de Trianon. Nella pagina accanto il frontespizio dell’edizione delle Profezie di Nostradamus pubblicata nel 1568 a Lione da Benoist Rigaud.

MEDIOEVO IN GUERRA

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La sapienza come meta All’indomani della sua morte, Nostradamus venne ricordato soprattutto come veggente. Molti dei suoi contemporanei, però, lo rispettavano e lo stimavano per le sue doti di medico e di scienziato

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n preambolo è indispensabile tutte le volte che si affronta l’enigma di Nostradamus, per diradare i molti luoghi comuni accumulatisi sul suo conto. Paradossalmente, infatti, la sua straordinaria fama di astrologo e veggente è stata di ostacolo a un reale approfondimento storico del ruolo da lui svolto nell’ambito della medicina e delle scienze naturali, oltre che in altri svariati campi. È prevalsa sul rigore della ricerca la morbosa curiosità scatenata nei secoli dalle sue profezie, che ha offuscato il lavoro da lui svolto in altri settori, impedendo d’individuare l’effettiva portata culturale dei risultati conseguiti. Il mago ha preso il sopravvento, nella fantasia popolare, sull’umanista e lo scienziato, dando spazio all’elaborazione di congetture spesso prive di credibilità, scarsamente plausibili, per niente documentate. Non c’è avvenimento per il quale Nostradamus non venga tirato in ballo mediante laboriosi tentativi di adattare all’accaduto i versi delle sue quartine, che per la loro complessità formale si prestano alle piú disparate interpretazioni. 30

NOSTRADAMUS

Gli appestati, olio su tela di Théodore Géricault. 1819. Richmond, Virginia Museum of Fine Arts.


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Cronologia

LA VITA E I LUOGHI 1503

Michel de Nostre-Dame nasce il 14 dicembre a Saint-Remy-de-Provence (Francia), da una famiglia ebrea. È figlio di Jacques, mercante e notaio, che fu anche consigliere economico della casa reale. All’età di 14 anni comincia a frequentare l’Università di Avignone, città nella quale soggiorna, ospite della sorella Marguerite. Ottiene il titolo di «maestro delle arti», che abilitava all’insegnamento della filosofia e della letteratura, ma studia anche matematica e scienze naturali.

1513

Giovanni de’ Medici, secondogenito di Lorenzo il Magnifico, viene eletto papa l’11 marzo e assume il nome di Leone X.

1515

Il 1° gennaio, Francesco I di Valois sale al regno di Francia, succedendo a Luigi XII. La sua dinastia terrà la corona fino al 1589, con l’ascesa al trono di Enrico III, uno dei figli di Caterina de’ Medici, il cui destino sarà al centro di una delle piú celebri profezie di Nostradamus.

1517

A Wittenberg, in Germania, Martin Lutero pubblica le 95 tesi contro le indulgenze, considerate l’atto di nascita della Riforma.

1522

Alla morte di Leone X, sale al soglio pontificio l’olandese Adriano Florensz (o Florisz), che prende il nome di Adriano VI.

1523

Appoggiato da Carlo V, viene eletto papa Giulio de’ Medici, figlio naturale poi legittimato di Giuliano di Cosimo il Vecchio. Siede sul trono di Pietro, come Clemente VII, fino al 1534.

1532

Michel de Nostre-Dame si laurea in medicina all’Università di Montpellier, l’ateneo piú rinomato di Francia dopo quello parigino, e latinizza il suo nome in Nostradamus. Arriva a conseguire il titolo dopo aver a piú riprese interrotto gli studi per recarsi in varie località francesi e prestare aiuto nel combattere la peste.

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In basso Saint-Remy-de-Provence. Busto di Michel de Nostre-Dame scolpito nel 1859 da Pascal Liotard de Lambesc e posto a coronamento di una fontana realizzata nel 1814 e successivamente intitolata al veggente.


La targa apposta sulla casa natale di Michel de Nostre-Dame a SaintRemy-de-Provence, nella quale, come si può leggere, il veggente viene ricordato come «astrologo».

1533

Nostradamus lascia Montpellier e si stabilisce ad Agen, dove intrattiene rapporti letterari con Giulio Bordon, detto Scaligero, noto umanista italiano del tempo. In questo stesso periodo conosce e sposa una giovane donna «di alto rango, molto bella, molto amabile, l’onorabilissima damigella Adriele de Loubejac», dalla quale ha due figli.

1534

Al ritorno da uno dei suoi viaggi nel Meridione francese, trova la moglie e i figli uccisi da un morbo misterioso. In realtà, il fatto che i suoi cari siano stati colti, gli riferiscono, da una malattia fulminante, non allontana dalla sua mente il sospetto che possa essersi trattato di un avvelenamento. Ha inizio il pontificato di Paolo III (Alessandro Farnese), il cui impegno pastorale fu segnato soprattutto dalla reazione contro il protestantesimo. Il nuovo papa approvò l’Ordine dei Gesuiti, costituí la Congregazione del Sant’Uffizio

(Inquisizione romana, 1542) e infine, nel dicembre 1545, convocò il concilio di Trento.

1535

Devastato dal dolore e preoccupato per i tentativi di metterlo in cattiva luce agli occhi delle autorità – sembra che Sarrazin, un medico legato allo Scaligero, trami affinché venga condotto davanti ai giudici dell’Inquisizione – Nostradamus abbandona in tutta fretta Agen, partendo alla volta della frontiera con l’Italia. Ha cosí inizio un lungo girovagare, in Europa e non solo. In Italia soggiorna, fra le altre, a Torino, Milano, Ferrara, Venezia e Firenze.

1536

In primavera, Nostradamus è ospite della corte estense di Ferrara, dove incontra il duca Ercole II d’Este e sua moglie Renata di Francia, figlia di Luigi XII e Anna di Bretagna. È per qualche tempo ospite dell’abbazia belga di Orval, retta dai Cistercensi.

NOSTRADAMUS

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Parole arcane e potenti Isfahan (Iran). Particolare della lussureggiante decorazione della moschea dello Shah, edificata a partire dal 1611.


La curiosità intellettuale e la naturale inclinazione per lo studio e la ricerca spinsero Nostradamus a interessarsi anche della lezione delle civiltà antiche. Stimoli dai quali nacquero il confronto con l’antico Egitto e il pensiero di filosofi e mistici orientali


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Coincidenze agghiaccianti

Che piú di una quartina alluda allo sterminio degli Ebrei da parte del regime nazista è da molti ritenuta una circostanza certa. Una lettura corroborata dal ricorrere del nome di Hitler o dall’evocazione di «grandi fornaci» e «gabbie di ferro». Immagini inquietanti, alle quali si unisce la testimonianza di quanti raccontarono d’aver visto lo stesso Nostradamus aggirarsi fra le baracche dei campi di sterminio...

Berlino. Uno scorcio del monumento alla memoria della vittime dell’Olocausto. Realizzato su progetto dell’architetto statunitense Peter Eeisenmann è stato inaugurato nel 2005: si compone di 2711 blocchi rettangolari di calcestruzzo, sistemati a griglia, in modo da sembrare sepolture.

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ello scorrere le profezie di Nostradamus – e qui l’enigma acquista caratteri di assoluta incredibilità – s’incontra per ben quattro volte il nome di Hitler (tre nelle Centurie [II-24, IV-68, V-29] e una nei Presagi [15]), associato a espressioni che chiaramente preconizzano gli orrori del nazismo e l’Olocausto del popolo d’Israele. Traspare dall’oracolo una speciale partecipazione emotiva alle sorti della famiglia ebraica, a cui il veggente era sicuramente sensibile per ragioni di discendenza oltre che di comune umanità. Ciò non spiega, tuttavia, in che modo Nostradamus possa essere giunto a chiamare Hitler per nome, senza ricorrere ad altre manipolazioni che una semplice trasposizione di lettere (Hilter invece di Hitler), una sostituzione di consonante (Hister, due volte) e una soppressione dell’iniziale muta (Ister). Parrebbe di intravedere in questi ultimi artifici l’intenzione, NOSTRADAMUS

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L’ultimo

monito

All’indomani della morte di Nostradamus, i suoi eredi vissero fortune alterne. Non verrà meno, invece, l’interesse per le opere del veggente francese

N

ostradamus lasciò in epigrafe alle Centurie un avvertimento molto simile a quello posto dall’evangelista Giovanni in apertura della sua Apocalisse, invitando chiunque leggesse le sue profezie a ponderarle con spirito consapevole, pena la maledizione dal cielo per chi ne avesse travisato o sottovalutato l’importanza. Il primo rigo fa da titolo, gli altri quattro ripropongono la struttura di una comune quartina: «Maledizione contro i critici inetti. Chi legge questi versi li valuti con animo maturo, Il volgo profano e inconsapevole li eviti, Stiano lontano tutti gli astrologi, gli sciocchi e i barbari. Chi fa altrimenti sia maledetto per sacro rito» («Legis cantio contra ineptos criticos. / Quid legent hosce versus mature censunto, Profanum vulgus et inscium ne attrectato, / Omnesque astrologi, blenni, barbari procul sunto. / Qui aliter facit, is rite sacer esto»). Non si era mai rimarginata del tutto, evidentemente, la ferita infertagli dalle maldicenze, dalle calunnie, dalle critiche preconcette dello Scaligero e degli altri detrattori, culminate intorno al 1560 con la pubblicazione ad Avignone di un libello dal titolo Déclaration des abus, ignorances et seditions de Michel Nostradamus de Salon. L’opuscolo, di appena una quarantina di pagine, intrise però di un astio senza eguali, recava il significativo sottotitolo di Ouvre très utile et profitable, volendosi con ciò sottolineare quanto fosse «utile e van-

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Copertina di un Almanacco astrologico per l’anno 1855 che reca in copertina l’immagine di Nostradamus.


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