o. i t
RIVOLUZIONE CARACALLA
ROMA
ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO
IL NUOVO ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO
ARZACHENA
SCOPERTE
A FANO SULLE ORME DI VITRUVIO
MAIALE
SARDEGNA
FANO
IL TEMPO RITROVATO NEL MUSEO DI ARZACHENA
SPECIALE RAM FESTIVAL DI ROVERETO
IL RAM FILM FESTIVAL 2024
SPECIALE ROVERETO
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 7 SETTEMBRE 2024
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RI R CA VO OM RA LUZ A CA IO ww LL NE w. A a rc
2024
Mens. Anno XXXIX n. 475 settembre 2024 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 475 SETTEMBRE
IL RITORNO DELL’ACQUA
TERME DI CARACALLA
€ 6,50
SOMMARIO EDITORIALE
La convenzione
3
di Andreas M. Steiner
Attualità
ACCADEMIE 26
di Luciano Calenda
NOTIZIARIO
6
SCAVI Anomalie rivelatrici
6
di Giampiero Galasso
ALL’OMBRA DEL VULCANO L’ultima dimora di Agrestino
ARCHEOFILATELIA Tesori transadriatici
MONUMENTI
Quelle terme illustri e magnificentissime 34 incontro con Mirella Serlorenzi a cura di Luciano Frazzoni, con contributi di Hannes Peer e Daniela Porro
10
54 MUSEI/ARZACHENA I secoli di un territorio
12
di Marina Lo Blundo e Claudia Tempesta
MOSTRE A scuola d’archeologia
54
di Giuseppe M. Della Fina
di Alessandra Randazzo
FRONTE DEL PORTO Ci vediamo in Capitaneria
DAI. Il «tempio» degli archeologi
64
di Giampiero Galasso
14
di Giuseppe M. Della Fina
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2024
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ARCHEO 475 SETTEMBRE
Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
Federico Curti
Comitato Scientifico Internazionale
SCOPERTE
A FANO SULLE ORME DI VITRUVIO
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto
SARDEGNA
IL TEMPO RITROVATO NEL MUSEO DI ARZACHENA
arc475_Cop.indd 1
TERME DI CARACALLA
IL RITORNO DELL’ACQUA
In copertina una sala del DAI-Deutsches Archäologisches Institut (Istituto Archeologico Germanico) di Roma.
Presidente
IL NUOVO ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO
Mens. Anno XXXIX n. 475 settembre 2024 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE RAM FESTIVAL DI ROVERETO
Impaginazione Davide Tesei
FANO
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
MAIALE
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
ARZACHENA
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
€ 6,50
ROMA
ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
RIVOLUZIONE CARACALLA
Anno XL, n. 475 - settembre 2024 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
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34 www.archeo.it
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RIV CA O ROM RA LUZ A CA IO LL NE A
MOSTRE Faraoni in Versilia
IN EDICOLA IL 7 SETTEMBRE 2024
di Mara Sternini
o. it
A TUTTO CAMPO Un lignaggio nobile e colto
SPECIALE ROVERETO
IL RAM FILM FESTIVAL 2024
02/08/24 11:12
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Giulio Paolucci, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Jacopo Tabolli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Claudia Beretta è curatrice del programma e responsabile dell’Ufficio Stampa del RAM Film Festival. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Domenico Camardo è archeologo dell’Herculaneum Conservation Project. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è vice presidente della Fondazione per il Museo «Claudio Faina» di Orvieto. Luciano Frazzoni è archeologo. Giampiero Galasso è giornalista. Marina Lo Blundo è funzionaria archeologa del Parco archeologico di Ostia antica. Maria Rosaria Luberto è ricercatrice in archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università degli Studi di Siena. Mario Notomista è archeologo dell’Herculaneum Conservation Project. Alessandra Randazzo è giornalista. Claudia Tempesta è funzionaria archeologa del Parco archeologico di Ostia antica.
STORIA
50 sfumature di sapore
72
di Domenico Camardo e Mario Notomista
SCAVI
Vitruvio è stato qui
82
di Giampiero Galasso
82 Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Bellezza e mistero
90 110
di Francesca Ceci
LIBRI
112
SPECIALE
RAM FILM FESTIVAL Archeologia e memorie
90
di Claudia Beretta
Illustrazioni e immagini: Cortesia Istituto Archeologico Germanico, Roma: copertina (e p. 54) e pp. 55, 56, 57 (alto), 58-61 – Doc. red.: pp. 3, 38-41, 50, 56/57, 80/81 – Cortesia Soprintendenza ABAP per le province di Ancona e Pesaro e Urbino: pp. 6-8, 82, 84-85, 86, 88 – Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Parco Archeologico di Ostia antica: pp. 12-13 – Cortesia École française de Rome: Andrea Belardinelli: pp. 14 (alto, a sinistra), 15 (alto); Daniele Molajoli: p. 14 (alto, a destra); Joseph Ballu: p. 14 (basso); Paolo Tomassini: p. 15 (basso) – Cortesia Direzione regionale Musei della Toscana, Museo Archeologico Nazionale, Firenze: pp. 16, 18 (basso) – Cortesia Uffici Stampa: pp. 24-25 – Cortesia Soprintendenza Speciale ABAP di Roma: pp. 34-37, 42, 44/45, 48 – Shutterstock: pp. 46, 51 – Mondadori Portfolio: The Print Collector/ Heritage Images: pp. 48/49; Mauritius Images/ImagoDens: p 75 (alto); CM Dixon/Heritage Images: p. 76 (alto); Heritage Images: pp. 78/79 – National Gallery of Art, Washington: p. 52 – Cortesia Soprintendenza ABAP per le province di Sassari e Nuoro: pp. 64/65, 66, 66/67, 67, 68-69 – Cortesia degli autori: pp. 72-73, 74, 75 (basso), 76 (basso), 77, 78, 110-111 – Ufficio Stampa del RAM film festival di Rovereto: pp. 90-91, 92/93, 94-109 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 43, 66, 83 e 92.
Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it
L’indice di «Archeo» 1985-2023 è disponibile sul sito https://ulissenet.comperio.it/ Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova
ROMA • TERME DI CARACALLA
QUELLE TERME ILLUSTRI E
MAGNIFICENTISSIME
34 a r c h e o
COSÍ LO STORICO LATINO ELIO SPARZIANO DEFINÍ IL GRANDIOSO COMPLESSO FATTO REALIZZARE A ROMA DA CARACALLA, CHE LO INAUGURÒ NEL 216 D.C. OGNI GIORNO SCORREVANO NELLE SUE CONDUTTURE E SI RIVERSAVANO IN VASCHE E PISCINE OLTRE 15 000 METRI CUBI D’ACQUA. CHE ORA, GRAZIE ALLO «SPECCHIO D’ACQUA», È TORNATA A ZAMPILLARE FRA LE ANTICHE MURA. PRIMO PASSO DEI NUOVI INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE DEL MONUMENTO incontro con Mirella Serlorenzi a cura di Luciano Frazzoni, con contributi di Hannes Peer e Daniela Porro
L’
archeologa Mirella Serlorenzi è responsabile delle Terme di Caracalla per conto della Soprintendenza Speciale di Roma. L’abbiamo incontrata all’indomani dell’inaugurazione dello Specchio d’Acqua. ♦D ottoressa Serlorenzi, lo Specchio d’Acqua segna il ritorno a Caracalla di questo elemento fondamentale delle terme, che, come ha anche affermato la soprintendente Daniela Porro, è una riconnessione con l’antico (vedi alle pp. 48-52). Come è nata l’idea dello Specchio d’Acqua? La mia visione di valorizzazione e riqualificazione di (segue a p. 38)
In alto: l’architetto Hannes Peer a colloquio con l’archeologa Mirella Serlorenzi. Sulle due pagine: lo spettacolare Specchio d’Acqua messo in opera nelle Terme di Caracalla. a r c h e o 35
ROMA • TERME DI CARACALLA Veduta dall’alto delle Terme di Caracalla con lo Specchio d’Acqua.
36 a r c h e o
a r c h e o 37
ACCADEMIE • ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO
54 a r c h e o
DAI
IL «TEMPIO» DEGLI ARCHEOLOGI SI È RIAPERTA LA SEDE STORICA DELL’ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO DI ROMA. UN’ISTITUZIONE CHE, FIN DALLA SUA FONDAZIONE POCO MENO DI DUECENTO ANNI FA HA COSTITUITO UN VERO E PROPRIO FARO PER GLI STUDIOSI DI ANTICHITÀ. SOPRATTUTTO GRAZIE ALLA SUA RICCHISSIMA BIBLIOTECA, COMPOSTA DA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VOLUMI, E A UN ALTRETTANTO IMPONENTE ARCHIVIO FOTOGRAFICO di Giuseppe M. Della Fina
I
l Deutsches Archäologisches Institut (Istituto Archeologico Germanico) di Roma ha riaperto la sua storica sede di via Sardegna, dopo la conclusione di complessi lavori di ristrutturazione finanziati dalla Repubblica Federale Tedesca. Proviamo a ripercorrerne la lunga storia, che ha accompagnato quella dell’archeologia europea. Il 9 dicembre 1828, nell’anniversario della nascita di Johann Joachim Winckelmann e a sessant’anni dalla sua morte, cinque uomini s’incontrarono a Roma, sul Campidoglio, in Palazzo Caffarelli. L’invito era partito da Christian Karl Josias barone von Bunsen, ambasciatore di Prussia presso la Santa Sede, ed era stato accolto da Eduard Gerhard, August Kestner, Carlo Fea e Bertel Thorvaldsen. L’incontro aveva lo scopo di fondare un istituto culturale avente l’archeologia al centro dei propri interessi: in quell’occasione si misero le basi di quello che sarebbe divenuto l’Instituto di Corrispondenza Archeologica, da cui è scaturito successiva-
Ortwin Dally, attuale direttore del DAI-Deutsches Archäologisches Institut (Istituto Archeologico Germanico) di Roma. Nella pagina accanto: scorcio di una delle sale dell’istituto.
mente il Deutsches Archäologisches Institut. Cosí racconta Adolf Michaelis nel libro Storia dell’Instituto Archeologico Germanico. 1829-1879, pubblicato come strenna «nell’occa-
sione della festa del 21 aprile 1879». La scelta fu condivisa e s’iniziò a lavorare per realizzare il progetto, che si concretizzò nel volgere di pochi mesi: nel giorno del Natale di Roma dell’anno 1829, sempre in Palazzo Caffarelli, si svolse l’adunanza che portò all’approvazione dei regolamenti e degli organi di governo dell’associazione. I fondatori – il cui numero nel frattempo si era ampliato – stabilirono che lo scopo principale dell’istituto, un’associazione culturale privata seppure con il patrocinio del principe ereditario Federico Guglielmo, fosse di raccogliere e divulgare «fatti e scoperte archeologiche che hanno rapporto a’ monumenti dell’architettura, della scoltura, della pittura, dell’epigrafia e della topografia dell’antichità classica». Allo scopo d’impedire che se ne perdesse la memoria e che entrassero tempestivamente nel dibattito scientifico e – in una certa misura – nel fiorente mercato di antichità del tempo. Nuova era l’idea di creare una rete a r c h e o 55
STORIA • ALIMENTAZIONE
50 SFUMATURE DI SAPORE
LA CARNE DI MAIALE ERA UNA DELLE REGINE DELLA DIETA ALIMENTARE ROMANA. LO PROVANO GLI ESAMI DEI RESTI OSSEI RINVENUTI A POMPEI E LO CONFERMANO LE TESTIMONIANZE DI ILLUSTRI PERSONAGGI DEL TEMPO, COME PLINIO IL VECCHIO O COLUMELLA. DAI QUALI ABBIAMO ANCHE LA RIPROVA DI COME, GIÀ ALLORA, DELLA BESTIA GRUFOLANTE NON SI BUTTASSE VIA NIENTE... di Domenico Camardo e Mario Notomista
G
ià Plinio il Vecchio, nella Incisione di un bronzetto (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli) Naturalis Historia (libro XI raffigurante un cinghiale condotto al sacrificio, da Pompei. e XXXVII), dedica numerose pagine al maiale, un animale diffusamente allevato e che costituiva la principale fonte di carne consumata dai Romani. Appare interessante rilevare come alcuni luoghi comuni sull’animale, ancora oggi diffusi, sono già riportati da Plinio, il quale dice testualmente che «una caratteristica di questa specie è il piacere che provano nel rotolarsi in mezzo al fango»; ma anche che «tra tutti gli animali il porco è senz’altro quello piú stupido», anche se poi riporta una serie di aneddoti che dimostrano il contrario. Secondo Plinio, infatti, il maiale riconosce e segue il suo guardiano e, quando è guidato da un capobranco, è capace di spostarsi in gruppo e poi di tornare alla stalla, mentre quello selvatico, nei terreni paludosi, è in grado di confondere le sue tracce per facilitarsi la fuga. Sottolinea poi come i maiali siano onnivori e si nutrano anche di radici. 72 a r c h e o
Nelle aziende agricole romane, gli ovini erano allevati per la lana e, accessoriamente, per il latte e la carne, i bovini per il latte e il lavoro, i cavalli per il lavoro e la guerra, mentre i maiali, insieme agli animali da cortile, erano gli unici a essere allevati appositamente per la produzione della carne. L’allevamento dei maiali era condotto a diversi livelli. Nelle ville rustiche si allevavano uno o piú capi, quanti erano necessari a soddisfare il fabbisogno di carne della familia, ma nelle grandi ville schiavistiche si arrivò ad allevare centinaia di suini. Già Varrone, nel De re rustica, illustra dettagliatamente le condizioni ideali per l’allevamento dei maiali e afferma che un tipico branco di suini in una grande villa doveva essere composto da almeno un centinaio di animali;
informazioni che hanno avuto conferma archeologica in Toscana nello scavo dei porcili della villa romana di Settefinestre (Grosseto). Stando a quanto scrive Columella nel De re rustica, i capi maschi venivano scelti con molta cura. Dovevano avere un «grande corpo, ma di conformazione quadrata piuttosto che lunga o rotonda, con ventre basso, cosce sviluppate, arti non alti, muso corto e camuso»; per le scrofe, si richiedeva, Gruppo scultoreo raffigurante la cottura del cinghiale. Già Collezione Farnese. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
a r c h e o 73
SCAVI • MARCHE
VITRUVIO È STATO QUI IL GRANDE ARCHITETTO DI EPOCA AUGUSTEA SCRISSE DI AVER PERSONALMENTE CURATO IL PROGETTO DELLA BASILICA DELLA COLONIA IULIA FANESTRIS, L’ODIERNA FANO. DA ALLORA, LA RICERCA DI PROVE CERTE DI QUELL’AFFERMAZIONE HA COINVOLTO STUDIOSI E APPASSIONATI. E ORA UN NUOVO, IMPORTANTE, TASSELLO È VENUTO ALLA LUCE GRAZIE A RECENTI SCAVI CONDOTTI NEL CUORE DELLA CITTÀ MARCHIGIANA di Giampiero Galasso
R
esti archeologici di notevole interesse, identificati con strutture pertinenti a un complesso monumentale di epoca romana, in un’area posta a ridosso del foro cittadino, sono venuti alla luce in occasione di un intervento di sorveglianza archeolo82 a r c h e o
gica presso un cantiere edile di Fano (Pesaro e Urbino), in via Vitruvio. Da molti studiosi le strutture messe in luce sono state attribuite a un settore della nota Basilica di Vitruvio, la cui storia ha sempre suscitato negli anni grande curiosità tra studiosi e archeologi italiani.
«Nel complesso – afferma Ilaria Venanzoni, funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro e Urbino, nonché responsabile scientifica dello scavo – le indagini hanno messo in luce una porzione signi-
ficativa dell’edificio inizialmente Nella pagina saggiato, che sembra essere costitu- accanto: Fano, via ito da uno spazio quadrangolare Vitruvio. centrale e da alcuni ambienti disloFrammento di cati a perimetro. I pavimenti, nel colonnina complesso ancora ben conservati, scanalata in sono rivestiti in marmi di colore marmo bianco di verde e rosato, identificabili prelietà romana minarmente con cipollino verde e rinvenuta breccia pavonazza (o corallina; vedi sulla testa di uno foto a p. 85, in basso)». strato di
Pesaro
Mare Adriatico
Fano
Senigallia
Urbino
Ancona
Marche Fabriano
Lago Perugia Trasimeno
Umbria Tev ere
MURI A SACCO «L’analisi delle strutture murarie ha permesso di osservarne la tecnica, che risulta essere una muratura a sacco, con paramento in opus vittatum di corsi di laterizi alternati a conci di calcare (vedi foto a p. 86). Nella parte inferiore è ancora conservata una zoccolatura in cipollino verde, posta in opera su un consistente strato di malta cementizia, mentre il resto delle pareti doveva essere rivestito con altri marmi colorati, parzialmente ritrovati in crollo. L’aula principale (vano A) è delimitata da almeno due muri visibili,
frequentazione medievale. In basso: ipotesi ricostruttiva della Basilica di Fano (da Russell Taylor Architects, 2020).
San Marino
rintracciati per una lunghezza di alcuni metri: quello che ha andamento est-ovest è scandito da una successione di pilastri a sezione circolare, anch’essi in conglomerato cementizio di scaglie calcaree, destinati a sorreggere, con ogni probabilità, una capriata lignea. Il secondo ambiente emerso (vano
Macerata Civitanova Marche
San Severino Marche San Benedetto del Tronto Ascoli Piceno
Teramo
C), si presenta attualmente privo di pavimentazione e, vista la sua conformazione stretta e lunga, si ipotizza potesse essere un vano di servizio o di alloggio per una scala in carpenteria lignea. L’altro vano indagato (vano B) presenta una larghezza di 6 m (20 piedi romani) ed è del tutto simi-
a r c h e o 83
SPECIALE • RAM FILM FESTIVAL
ARCHEOLOGIA EIL RAMMEMORIE FILM FESTIVAL DI ROVERETO DEDICA LA SUA TRENTACINQUESIMA EDIZIONE AGLI «SGUARDI SULLE MIGRAZIONI»
Il RAM film festival torna dal 2 al 6 ottobre nella città trentina per la sua trentacinquesima edizione. Quest’anno i riflettori sono accesi in particolare sulle piccole e grandi migrazioni del passato dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali, inquadrando popoli in movimento che hanno cambiato, influenzato o amalgamato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche di Claudia Beretta 90 a r c h e o
L’
edizione 2024 del RAM film festival-Rovereto Archeologia Memorie offrirà un ricco programma di proiezioni e incontri, creando un’opportunità unica per esplorare e comprendere le dinamiche delle migrazioni attraverso il potere evocativo del documentario e l’esperienza collettiva del cinema. Sarà anche un’occasione imperdibile per scoprire storie di confronto culturale, tutte raccontate con gli sguardi profondi e sensibili dei registi, e per incontrare in un clima informale i
protagonisti dei documentari e della ricerca archeologica e antropologica. Diretto per il settimo anno da Alessandra Cattoi, il RAM riserva, come sempre, un’attenzione particolare all’archeologia e al patrimonio, ma anche per il 2024 vuole approfondire tematiche che legano i beni culturali alle emergenze piú attuali, come quella migratoria, analizzando i flussi del passato, ma proponendo anche approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presen-
Sulle due pagine e in basso: proiezioni nel Teatro Zandonai di Rovereto, il piú importante della città trentina, nonché sede storica del RAM film festival.
a r c h e o 91