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TEATRO DI NERONE
ROVINE
MARIA MADDALENA
PERCHÉ AMIAMO LE ROVINE ?
LIDIA STORONI MAZZOLANI
ATENE
CASTROMEDIANO
IL PARTENONE A STELLE E STRISCE
DONNE E POTERE
SPECIALE PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI
IL VERO VOLTO DI MARIA MADDALENA
LETTERATURA
IL SOGNO DI GALLA PLACIDIA
I BENI CULTURALI IN AREE DI CRISI
SPECIALE
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 13 DICEMBRE 2023
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2023
Mens. Anno XXXIX n. 466 dicembre 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 466 DICEMBRE
€ 6,50
SOMMARIO EDITORIALE
Quel misterioso ritorno alla natura
3
di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
SCOPERTE L’equipaggiamento di un antico guerriero 6 ALL’OMBRA DEL VULCANO L’oro verde di Púmpaiia 8 di Alessandra Randazzo
SCOPERTE Ma che occhi grandi che hai... 10 FRONTE DEL PORTO Nel nome del santo patrono 12
A TUTTO CAMPO Atena a stelle e strisce
DONNE DI POTERE/6 18
di Mara Sternini
INCONTRI Il valore della «villeggiatura» MOSTRE Un grande porto e la sua storia
22
23
24
di Flavia Marimpietri
ARCHEOFILATELIA Rovine e memoria
32
di Luciano Calenda
Un poliedro chiamato «rovina»
SCAVI Nel cuore di Rhegium Iulii 14
a cura di Andreas M. Steiner
52 ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/12
Sognando una nuova romanità
68
di Giuseppe M. Della Fina
TEMI E PROBLEMI
di Cristina Genovese, Maria Chiara Alati e Tiziana Sorgoni
52
di Andrea Nicolotti
di Giuseppe M. Della Fina
PAROLA D’ARCHEOLOGO Ecco il palco dell’imperatore!
Maddalena chi era costei?
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di Giampiero Galasso
TEATRO DI NERONE
amministrazione@timelinepublishing.it
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In copertina un paesaggio immaginario dell’Italia meridionale con le rovine di un antico tempio, olio su tela di Ferdinand Knab (1837-1902).
Presidente
Federico Curti
Comitato Scientifico Internazionale Mens. Anno XXXIX n. 466 dicembre 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI
Amministrazione
CASTROMEDIANO
Impaginazione Davide Tesei
LIDIA STORONI MAZZOLANI
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
MARIA MADDALENA
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
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PERCHÉ AMIAMO LE ROVINE ?
ROVINE
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
IN EDICOLA IL 13 DICEMBRE 2023
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Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
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ARCHEO 466 DICEMBRE
Anno XXXIX, n. 466 - dicembre 2023 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
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di Carlo Casi
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IN DIRETTA DA VULCI I secoli di un santuario
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ATENE
IL PARTENONE A STELLE E STRISCE
DONNE E POTERE
IL VERO VOLTO DI MARIA MADDALENA
LETTERATURA
IL SOGNO DI GALLA PLACIDIA SPECIALE
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto
I BENI CULTURALI IN AREE DI CRISI
29/11/23 19:39
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Giulio Paolucci, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Maria Chiara Alati è funzionaria del Parco archeologico di Ostia antica. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Gabriele Cifani è professore associato di archeologia classica presso l’Università degli studi Roma «Tor Vergata». Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Giampiero Galasso è giornalista. Cristina Genovese è funzionaria del Parco archeologico di Ostia antica. Flavia Marimpietri è giornalista. Massimiliano Munzi è curatore dei beni culturali presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Andrea Nicolotti è professore ordinario di storia del cristianesimo e delle chiese presso l’Università degli studi di Torino. Alessandra Randazzo è giornalista. Tiziana Sorgoni è funzionaria del Parco archeologico di Ostia antica. Mara Sternini è professoressa associata di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena.
MUSEI
I tesori del duca bianco
76
di Giuseppe M. Della Fina
76 Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Il Natale alla luce del sole
106
di Francesca Ceci
84 SPECIALE
La protezione dei beni culturali in aree di crisi
«Fare la guerra in Italia è come combattere in un maledetto museo»
106 LIBRI
108
84
di Gabriele Cifani e Massimiliano Munzi
Illustrazioni e immagini: Doc. red.: copertina (e pp. 38/39) e pp. 3, 38, 40, 40/41, 43, 44/45, 45, 46/47, 49, 52, 58, 66-67, 70, 78-79, 86-91, 92 (centro), 94-97, 98, 104 (centro) – Cortesia Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo dell’Università Ca’ Foscari Venezia: pp. 6-7 – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 8-9 – Cortesia Cicero Moraes: p. 10 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 12-13 – Cortesia Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia: p. 14 – Cortesia Fondazione Vulci: pp. 16-17 – Shutterstock: pp. 18-19, 59, 100-101, 103 (basso), 104 (alto) – Cortesia Parthenon Museum, Nashville (USA): pp. 20/21 – Cortesia Ufficio Promozione e Comunicazione del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: p. 23 – Cortesia Soprintendenza Speciale ABAP di Roma: pp. 24-30 – National Gallery of Art, Washington: p. 41 – Andreas M. Steiner: p. 42 – da: Alain Schnapp, Storia universale delle rovine, Einaudi, Torino: pp. 44 (alto), 46, 48 – Mondadori Portfolio: pp. 72/73; Album: pp. 50/51, 62/63; Archivio Quattrone/Antonio Quattrone: p. 54; Electa/Sergio Anelli: p. 55; AKG Images: pp. 59/57, 60, 71, 93; Heritage Art/ Heritage Images: p. 61; Fototeca Gilardi: p. 68; Fine Art Images/Heritage-Images: pp. 84/85; Archivio GBB: p. 92 (basso) – Alamy Stock Photo: p. 64 – Cortesia Museo Sigismondo Castromediano, Lecce: Raffaele Puce: pp. 76-77, 80-83 – Cortesia degli autori: pp. 92 (alto), 102, 103 (alto), 104 (basso), 106-107 – Massimiliano Munzi: pp. 98/99.
Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it
L’indice di «Archeo» 1985-2022 è disponibile sul sito www.ulissenet.it Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova
A TUTTO CAMPO Mara Sternini
ATENA A STELLE E STRISCE IL PERFETTO EQUILIBRIO DELLE FORME E LA MAGNIFICENZA DELL’APPARATO DECORATIVO DEL PARTENONE NON HANNO RETTO ALL’USURA DEL TEMPO, E, SOPRATTUTTO, AGLI SCIAGURATI INTERVENTI DELL’ETÀ MODERNA. PER AMMIRARNE L’ORIGINARIO SPLENDORE C’È PERÒ UNA SOLUZIONE: BASTA VOLARE AL DI LÀ DELL’OCEANO, FINO A NASHVILLE, IN TENNESSEE...
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I
l Partenone, il monumento piú famoso dell’Atene classica, è un tempio innalzato sull’acropoli e dedicato alla dea Atena, nume tutelare dell’Attica. Iniziato nel 447 e completato nel 433-32 a.C. su progetto dell’architetto Ictino, venne decorato con una serie di rilievi e di sculture realizzate da Fidia e dai suoi allievi. Il nome deriva dalla statua della dea, conservata dentro la cella del tempio, l’Atena Parthenos, cioè vergine, realizzata da Fidia in oro e avorio, da cui l’aggettivo «crisoelefantina». Purtroppo la statua è andata perduta, ma è possibile ricostruirne l’aspetto grazie a una copia romana del
In alto: La ricostruzione dell’Atena Parthenos all’interno del Partenone di Nashville (Tennessee, USA). A sinistra, sulle due pagine: l’Acropoli di Atene, con, al centro, il Partenone, innalzato nel V sec. a.C. su progetto dell’architetto Ictino. II secolo d.C., nota come Atena Varvakeion: la dea è raffigurata in piedi, vestita di peplo ed egida con gorgoneion (testa di Medusa), elmo decorato con due protomi di grifi ai lati e una di sfinge al centro; nella mano destra tiene una vittoria alata e nella sinistra una lancia e uno scudo, all’interno del quale si trova il serpente Erittonio, mitologico re di Atene nato dalla passione di Efesto per Atena, ma generato dalla fecondazione di Ghe, la madre-terra. I fregi erano due; quello dorico, composto da un’alternanza di metope (lastre squadrate decorate con scene in rilievo) e triglifi (lastre scanalate di forma rettangolare),
posizionato all’esterno sui quattro lati del tempio e quello ionico (un fregio continuo) situato sulla parete esterna della cella.
DUELLI E PROCESSIONI Mentre il primo narrava episodi mitologici – la centauromachia, l’amazzonomachia, la caduta di Troia e la gigantomachia... –, quello ionico presentava la processione della cittadinanza ateniese in occasione della festa dedicata alla dea Atena, che culminava nella consegna del nuovo peplo, rinnovato ogni quattro anni. Le sculture frontonali, invece, narravano due episodi della vita di Atena; la sua nascita dalla testa di Zeus (sul frontone orientale) e la
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TEMI E PROBLEMI • ROVINE
UN POLIEDRO
CHIAMATO «ROVINA»
COME NON ESISTONO UOMINI SENZA MEMORIA, COSÍ NON CI SONO SOCIETÀ SENZA VESTIGIA DELEGATE A RICORDARE IL PASSATO. IN UN MONUMENTALE VOLUME, APPENA TRADOTTO IN ITALIANO, ALAIN SCHNAPP SI PROPONE DI CHIARIRE IL RAPPORTO INDISSOLUBILE DELLE DIVERSE CULTURE – DAGLI EGIZI AI CINESI, DAI GRECI AI ROMANI, DAL RINASCIMENTO ALL’ILLUMINISMO – CON I MONUMENTI DELL’ANTICHITÀ a cura di Andreas M. Steiner
L
a lingua tedesca conosce un termine potente ma dal significato duplice: Ruinenlandschaft è composto da due sostantivi, Ruine (rovina) e Landschaft (paesaggio). L’espressione accompagna la storia dell’arte europea sin dal Ri-
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nascimento, seguendo i percorsi di un’«estetica del decadimento» sommamente evocata dalle vedute dell’antica Roma di Giovanni Battista Piranesi. La valenza doppia del termine si esplicita, però, solo in traduzione: Ruinenlandschaft signifi-
A sinistra: Abbazia nel querceto, olio su tela di Caspar David Friedrich (1774-1840). Berlino, Alte Nationalgalerie. A destra: un immaginario paesaggio dell’Italia meridionale con le rovine di un antico tempio, olio su tela di Ferdinand Knab (1837-1902).
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DONNE DI POTERE/6
MADDALENA
CHI ERA COSTEI? PECCATRICE REDENTA, PROSTITUTA, «COMPAGNA» DI GESÚ... IL PROFILO DI MARIA DI MAGDALA, NEL TEMPO, È STATO ASSAI VARIAMENTE DEFINITO. ECCO ALLORA COME UNO STORICO DEL CRISTIANESIMO PARTE DALLE TESTIMONIANZE DEI VANGELI – SPESSO IN DISACCORDO – PER RICOSTRUIRNE UNA BIOGRAFIA CREDIBILE di Andrea Nicolotti
52 a r c h e o
I
Vangeli piú antichi – Marco, Matteo, Luca, Giovanni e Pietro – menzionano una certa Maria soprannominata «la Maddalena». Ciò probabilmente significa che era originaria di Magdala, una città che secondo il Talmud distava all’incirca 20 minuti di cammino da Tiberiade, sulla sponda occidentale del lago di Genezaret. L’etimologia del nome Magdala rimanda all’ebraico migdal, che significa «torre». Per tutto il periodo della predicazione di Gesú nessuno fa parola di questa donna, se non in un’occasione. Il solo evangelista Luca (8,2-3) riferisce infatti che quando Gesú viaggiava, attraversando città e borgate per portare l’annuncio del regno di Dio, «vi erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta la Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre». Tutte queste, aggiunge, attingevano «dalle loro sostanze» per assistere Gesú e il gruppo dei suoi dodici seguaci. Poi, un lungo silenzio. Di questa indemoniata guarita non si sa piú nulla, fino a quando, all’ultimo giorno di vita di Gesú, altri due evangelisti (non Luca, che in quell’occasione non fa alcun nome) la ricordano fra il gruppetto di donne che, trovandosi a Gerusalemme nel giorno della crocifissione del loro maestro, stanno a guardare «da lontano» il suo supplizio (Matteo 27,55-56; Marco 15,4041). Si precisa che le donne provenivano dalla Galilea, come anche Gesú, e che lo accompagnavano e lo servivano. Invece l’evangelista Giovanni (19,25) racconta qualcosa di diverso: la Maddalena non era
Crocifissione, scena facente parte degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. 1303-1305. Al centro, inginocchiata a baciare i piedi del Cristo, è la Maddalena.
lontana dalla croce, bensí piuttosto vicina, abbastanza da poter udire le parole del crocifisso. Con lei c’erano anche Maria la madre di Gesú, la di lei sorella e il discepolo da lui amato. Maddalena non abbandona Gesú nemmeno dopo la morte, ed è testimone silente del suo seppellimento (Matteo 27,61; Marco 15,47; Luca 23,55 ne tace ancora una volta il nome).
PIETRE ROTOLANTI All’alba della domenica mattina Maria Maddalena si dirige di nuovo al sepolcro. Secondo alcuni vi si reca assieme alle altre donne (Matteo 28,1-11; Marco 16,1-8; Luca 24,1-11; Pietro 50-55) per vedere la tomba, per onorare il defunto o per portare unguenti da effondere sul suo cadavere. I racconti a questo punto si fanno un po’ contraddittori, perché, secondo Matteo, all’arrivo delle donne avviene un terremoto provocato dal sopraggiungere di un angelo che rotola la pietra del sepolcro e vi si siede sopra; invece per Marco, Luca, Giovanni e Pietro, quando le donne arrivano, la pietra è già stata rotolata. Si narra che le donne hanno una visione angelica di qualche tipo: vedono un giovinetto dentro il sepolcro seduto a destra (Marco) o nel mezzo (Pietro); oppure un angelo seduto sopra la pietra esterna (Matteo), o due uomini che si avvicinano, ma solo dopo che le donne erano entrate (Luca). Vengono informate che Gesú non è piú nella tomba. Secondo Matteo e Luca, le donne corrono subito ad avvisare gli altri discepoli, mentre per Pietro soltanto fuggono impaurite; Marco, invece, afferma che non diranno niente a nessuno. Il solo Matteo aggiunge che dopo gli angeli appare anche Gesú, esortandole ad annunciare quanto hanno veduto. La contraddizione fra chi dice che la Maddalena e le donne parlano e quanti sostengono che restano in
silenzio è cosí stridente che qualcuno successivamente deciderà di aggiungere al Vangelo di Marco un finale che corregge maldestramente quanto detto in precedenza, per allinearlo agli altri due Vangeli (16,9-11): «Gesú, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo a coloro che erano stati con lui, i quali facevano cordoglio e piangevano. Essi, udito che egli viveva ed era stato visto da lei, non lo credettero». E il Vangelo di Giovanni? Esso racconta una storia alquanto diversa (20,1-18): la Maddalena va al sepolcro da sola e, dopo aver trovato la pietra della tomba già ribaltata, corre da Simon Pietro e dal discepolo amato da Gesú per avvisarli che il corpo è stato derubato. Pietro e l’altro discepolo accorrono, vedono la tomba vuota e tornano a casa. Invece Maria, che era rimasta in lacrime presso il sepolcro, una volta affacciatasi alla porta vede due angeli seduti, che prima non c’erano, e poi, voltatasi indietro, Gesú stesso. Inizialmente lo scambia per un giardiniere, e gli chiede dove è stato messo il corpo di Gesú. Ma quegli, chiamandola per nome, si fa riconoscere. «Non mi toccare, perché non sono ancora asceso al Padre», le dice, e la manda ad annunciare a tutti quanto è accaduto. Tornata dai discepoli, ella testimonia di aver veduto il Signore.
LE PRIME RILETTURE GNOSTICHE Con questo episodio si conclude, nei Vangeli piú antichi, ogni riferimento alla Maddalena. Risulta che gli evangelisti la consideravano una discepola della Galilea la quale, come le altre donne, pur avendo un ruolo importante all’interno del gruppo dei seguaci di Gesú, non svolgeva attività di predicazione, limitandosi a incombenze piú che altro di indole pratica. Di opinione a r c h e o 53
ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/12
SOGNANDO UNA NUOVA ROMANITÀ
DI NOBILI ORIGINI – ERA FIGLIA DELL’IMPERATORE TEODOSIO –, GALLA PLACIDIA VISSE IN ANNI TUMULTUOSI. DOPO AVERE OTTENUTO IL TITOLO DI AUGUSTA, SPERÒ – O FORSE SI ILLUSE – CHE ROMA POTESSE RITROVARE LA SUA GRANDEZZA... UNA VICENDA MIRABILMENTE RIPERCORSA DA LIDIA STORONI MAZZOLANI, IN UN FORTUNATO ROMANZO DAL SOLIDO IMPIANTO STORICO di Giuseppe M. Della Fina La giornalista, scrittrice e traduttrice Lidia Storoni Mazzolani (1911-2006).
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i sono libri difficili da etichettare: uno di questi è sicuramente Galla Placidia scritto dalla giornalista, scrittrice e traduttrice Lidia Storoni Mazzolani nel 1975. Dobbiamo considerarlo alla stregua di un saggio scientifico o di un romanzo? Del saggio scientifico ha la lunga preparazione, un apparato di note e un’appendice documentaria; del romanzo ha invece la qualità della scrittura e l’attenzione per la psicologia della protagonista. Resta il fatto che si tratta di un testo che si legge volentieri.
UN TALENTO VERSATILE Lidia Storoni Mazzolani è nata a Roma nel 1911 e vi è morta nel 2006. Come giornalista ha collaborato negli anni a diversi quotidiani: La Stampa, Il Giornale, la Repubblica, Il Sole 24 Ore. In qualità di traduttrice ha tradotto sia classici latini che autori inglesi e francesi. Sua, per esempio, è la traduzione delle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, di cui fu amica. Tra i suoi numerosi libri, oltre a Galla Placidia, si possono ricordare Sul mare della vita (1969), Il ragionamento del principe di Biscari a Madama N.N. (1980), Tiberio o la spirale del potere (1981), Una moglie (1992), Sant’Agostino e i pagani (1987), Ambrogio vescovo. Chiesa e Impero nel IV secolo (1992), Scritti sul mondo antico (1997).
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Medaglione tardo-romano in vetro dorato, inserito nella Croce di Desiderio (VIII-IX sec.). Brescia, Museo di Santa Giulia. Vi sarebbero ritratti Galla Placidia (al centro), con i figli Valentiniano e Giusta Grata Onoria.
SPECIALE • TUTELA DEL PATRIMONIO
«FARE LA GUERRA IN ITALIA È COME COMBATTERE IN UN MALEDETTO MUSEO »
(Mark Wayne Clark, generale statunitense al comando delle truppe americane in Italia nella seconda guerra mondiale)
LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI IN AREE DI CRISI FIN DALL’ANTICHITÀ, MONUMENTI, STATUE, DIPINTI, MA ANCHE INTERE CITTÀ, SONO DIVENUTI «VITTIME COLLATERALI» DELLE GUERRE. UNA SORTE DI CUI SONO STATE ARTEFICI GRANDI CIVILTÀ DEL PASSATO, MA CHE CONTINUA A ESSERE, PURTROPPO, RINNOVATA DAI BELLIGERANTI DEL NOSTRO TEMPO. UN DESTINO CONTRO IL QUALE SI DEVE LOTTARE CON OGNI FORZA, NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE UN PAESE PUÒ DIRSI VIVO SOLO SE LO È ANCHE IL SUO PATRIMONIO CULTURALE di Gabriele Cifani e Massimiliano Munzi
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Il tema della protezione dei beni culturali è stato al centro del workshop organizzato a Vicenza nei giorni 11-13 ottobre 2022 dal Center of Excellence for the Stability Police Units (CoESPU) dell’Arma dei Carabinieri e sotto l’egida dell’European Union Police and Civilian Services Training (EUPCST) e, soprattutto, del recente e importante convegno internazionale organizzato a Vicenza dal 27 al 29 settembre di quest’anno dallo stesso CoESPU insieme al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Entrambi gli eventi (svolti sotto la curatela scientifica del tenente colonnello Diego D’Elia, docente presso il CoESPU e sotto la direzione del colonnello Giuseppe De Magistris, comandante del reparto) sono stati l’occasione, anche per gli autori di questo Speciale di «Archeo», per confrontare dottrine, esperienze e potenziali soluzioni adottate da diversi Paesi. Ancor piú di recente, lo scorso 3 novembre, si è tenuto presso l’Università degli Studi di Bergamo un convegno sul ruolo della Croce Rossa Italiana nella protezione dei beni culturali in situazioni di rischio. L’incendio di Troia e la fuga di Enea e Anchise, olio su tela di François Nomé (1593-1620). Stoccolma, Museo Nazionale. a r c h e o 85