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BRUNO SNELL
IL DONO DI THOT
L’INTERVISTA
CLEOPATRA
ALLE ORIGINI DEL PENSIERO EUROPEO
HENRYK SIENKIEWICZ
SPECIALE FORO DI CESARE
CLEOPATRA REGINA PER SEMPRE
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IL DONO DI THOT
LETTERATURA
QUO VADIS, DOMINE? SPECIALE
SCAVI NEL FORO DI CESARE
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 10 MAGGIO 2023
2023
Mens. Anno XXXIX n. 459 maggio 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 459 MAGGIO
SCRIVERE NELL’ANTICO EGITTO
€ 6,50
SOMMARIO EDITORIALE
Sfumature 3 di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
SCAVI Beatitudine: istruzioni per l’uso
6
L’INTERVISTA
Se vogliamo essere europei, dobbiamo chiederci: chi erano i Greci?
DONNE DI POTERE/3
Regina per sempre 28
di Barbara Castiglioni
di Giampiero Galasso
ALL’OMBRA DEL VULCANO Dal saccheggio al recupero
8
di Alessandra Randazzo
FRONTE DEL PORTO Lussi tardo-antichi
10
di Dario Daffara e Roberta Fini
MUSEI La preistoria in un QR Code
12
di Stefano Mammini
A TUTTO CAMPO L’Orto di Gottfried
60
di Silvia Giorcelli
60 ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/8
28 MOSTRE
Il piú intellettuale del pantheon egiziano 44
Una grande epopea cristiana
76
di Giuseppe M. Della Fina
di Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Töpfer
16
di Matteo Trivella
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FO R RO O DI M CE A SA RE he
ARCHEO 459 MAGGIO 2023
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76 € 6,50
www.archeo.it
di Luciano Calenda
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IN EDICOLA IL 10 MAGGIO 2023
ARCHEOFILATELIA Signore, dove vai?
Presidente
IL DONO DI THOT
Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
L’INTERVISTA
Mens. Anno XXXIX n. 459 maggio 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE FORO DI CESARE
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
HENRYK SIENKIEWICZ
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
CLEOPATRA
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
Federico Curti LETTERATURA
QUO VADIS, DOMINE? SPECIALE
IL DONO DI THOT
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
BRUNO SNELL
Anno XXXIX, n. 459 - maggio 2023 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
SCRIVERE NELL’ANTICO EGITTO
In copertina Scriba seduto, statua in calcare dipinto con inserti in rame, calcite, cristallo di rocca e legno, da Saqqara. IV dinastia (2620-2500 a.C.). Parigi, Museo del Louvre.
SCAVI NEL FORO DI CESARE
ALLE ORIGINI DEL PENSIERO EUROPEO
arc459_Cop.indd 1
Comitato Scientifico Internazionale
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto
CLEOPATRA REGINA PER SEMPRE
28/04/23 16:16
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Barbara Castiglioni è dottore di ricerca in culture classiche e moderne. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Dario Daffara è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Roberta Fini è archeologa. Luciano Frazzoni è archeologo. Giampiero Galasso è giornalista. Silvia Giorcelli è professoressa ordinaria di storia romana all’Università degli studi di Torino. Paolo Marini è curatore presso il Museo Egizio di Torino. Claudio Parisi Presicce è Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali del Comune di Roma. Federico Poole è curatore presso il Museo Egizio di Torino. Alessandra Randazzo è giornalista. Susanne Töpfer è responsabile della collezione papirologica del Museo Egizio di Torino. Matteo Trivella è archeologo. Massimo Vitti è responsabile degli Uffici Area archeologica dei Fori Imperiali della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali del Comune di Roma.
Rubriche TERRA, ACQUA, FUOCO, VENTO
L’argilla di Venere
108
di Luciano Frazzoni
108 L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Quelle arcate imperiali 112 di Francesca Ceci
LIBRI
114
86 SPECIALE
La magnifica incompiuta del divo Giulio
86
di Claudio Parisi Presicce e Massimo Vitti
Illustrazioni e immagini: Doc. red.: copertina (e p. 49) e pp. 3, 18, 18/19, 19 (alto), 20 (alto), 21, 29, 32-35, 37, 38-41, 46-48, 60, 62-65, 67, 69, 70-71, 76, 86, 108-110 – Cortesia Soprintendenza ABAP per la Provincia di Cosenza: pp. 6-7 – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 8-9 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 10-11 – Stefano Mammini: pp. 12/13 – Cortesia Regione Autonoma Valle d’Aosta, Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali: Archivio Rava: pp. 12, 13 (alto), 14 – Cortesia Devid Savegnago: p. 16 (sinistra; foto da drone con elaborazione grafica di Matteo Trivella) – Cortesia Giulia Ardizzone: p. 16 (destra) – Cortesia degli autori: pp. 17, 112 (alto), 113 – Cortesia Ufficio Stampa del Museo Egizio di Torino: pp. 44-45, 50/51, 51, 52-57 – Mondadori Portfolio: Cortesia Everett Collection: pp. 61 (sinistra, alto e basso); Mary Evans/AF Archive: pp. 61 (destra, alto), 77; Mary Evans/AF Archive/Aquarius: p. 61 (destra, centro); Electa/Luciano Pedicini: p. 66; Album: p. 72; Fine Art Images/Heritage Images: p. 74; Album/Quintlox: p. 78; Fototeca Gilardi: p. 79 (centro e basso); Album/Prisma: p. 80; Album/ British Library: pp. 80/81; MGM/Roland Grant Archive: p. 84; MGM/Collection Christophel: p. 85 – Art Institute of Chicago, Chicago: p. 73 – Shutterstock: pp. 82-83 – Alamy Stock Photo: pp. 86/87 – Cortesia Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali del Comune di Roma: pp. 88-89, 90 (alto), 91, 94-95, 97, 98-103, 104, 105 (destra, alto e basso), 106-107; Studio InkLink: tavole alle pp. 90, 92-93, 96, 105 (alto, a sinistra) – Cortesia ESO, Osservatorio Europeo Australe: p. 112 (basso) – Cippigraphix: cartine alle pp. 19, 20. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it
L’indice di «Archeo» 1985-2021 è disponibile sul sito www.ulissenet.it Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova
L’INTERVISTA • BRUNO SNELL
SE VOGLIAMO ESSERE EUROPEI, «DOBBIAMO CHIEDERCI: CHI ERANO I GRECI?»
LA SCOPERTA DELLO SPIRITO, CAPOLAVORO DELLA FILOLOGIA CLASSICA, CONCEPITO NEGLI ANNI TRENTA DEL SECOLO SCORSO E PUBBLICATO PER LA PRIMA VOLTA NELLA GERMANIA DELL’IMMEDIATO DOPOGUERRA, È STATO APPENA RIPROPOSTO IN ITALIA. UN’OPERAZIONE DI PURA NOSTALGIA LETTERARIA E CULTURALE? CE NE PARLANO L’ANTICHISTA BARBARA CASTIGLIONI E IL CURATORE DELLA NUOVA EDIZIONE, ROBERTO ANDREOTTI di Barbara Castiglioni
«C
aro Professore, possiamo proporle di tradurre per noi un bel libro tedesco […] di Bruno Snell? Sono 250 pagine fitte di analisi sul mondo omerico, sul risveglio della personalità nei lirici, sulla tragedia, sul processo immaginativo greco, sulla concezione scientifica, sulla letteratura alessandrina e arcadica e sulla nascita del paesaggio. È pieno di sottili e intelligenti scoperte critiche. Una bellissima cosa…». Queste parole di Cesare Pavese, redattore, direttore editoriale e deus ex machina della «collana viola» dell’Einaudi, testimoniano l’entusiasmo dell’autore dei Dialoghi con Leucò per Bruno Snell, che all’epoca – siamo nell’ottobre del 1947 – era studioso molto noto e influente in Germania e nei paesi nordici, ma praticamente sconosciuto al pubblico italiano.
28 a r c h e o
Papirologo, metricista, sontuoso editore di Pindaro e Bacchilide, creatore di un archivio per la lessicografia divenuto celeberrimo, il Thesaurus linguae Graecae – piú noto con l’acronimo TLG – Bruno Snell era anche uno studioso del pensiero antico tout-court, oltreché un grande scrittore e saggista. Nato nel 1896, professore di filologia classica ad Amburgo, visse l’epoca piú buia per la Germania: i due conflitti mondiali e la catastrofe nazista.
IL VERSO DELL’ASINO Proprio riguardo al nazismo, la sua amarezza, espressa in pieno regime e «occultata» in un saggio su Apuleio, era evidente: scrivendo sull’asino delle Metamorfosi, che non sapeva fare altro verso che «uu uu» – che in greco significa no – Snell scriveva rassegnato: «la sola parola che un
asino greco poteva dire era la parola no, mentre in modo curioso gli asini tedeschi, al contrario, dicono sempre ja». Secondo Snell – che univa filologia e filosofia sulla scorta dell’idea di «letteratura mondiale» (Weltliteratur) di Goethe –, l’anima e lo spirito umano sono alcune tra le grandi scoperte dell’antica Grecia. Come afferma, però, Roberto Andreotti, curatore della nuova edizione di La scoperta dello Spirito. La cultura greca e l’origine del pensiero europeo – pubblicata per la prima volta in Germania nel 1946, tradotta da Einaudi nel 1951 e adesso riedita da Luiss University Press – «oggi si ricorda soprattutto solo lo Snell filologo mentre si è affievolita la sua voce di storico del pensiero. Non tutti sanno, però, che Bruno Snell è stato probabilmente il pri-
mo filologo classico della vecchia scuola a sperimentare con successo la for ma-saggio, applicando a quest’ultimo quello che possiamo definire la “bella scrittura”; espediente che, seppur con esiti alterni, è diffusa ancor oggi». In uno dei saggi che compongono questo libro, Snell afferma: «se vogliamo essere europei, è importante che ci chiediamo: che cos’erano i Greci?». Per Snell, la concezione dell’uomo ai tempi di Omero costituisce la prima tappa della storia del pensiero europeo: dobbiamo ai Greci la nascita del pensiero storico, con Erodoto e Tucidide, quello filosofico, con Socrate, Platone e Aristotele, ma anche la formazione dei concetti scientifici. Nell’affrontare le varie fasi della «scoperta dello spirito», lo studioso tedesco spronava con entusiasmo i suoi contem-
poranei a diventare «imitatori dei greci, e in questo europei», e sostenendo che la tradizione occidentale è «una riserva di forze che possono tornare in gioco nel superamento delle crisi dello spirito». Nonostante la distanza che oggi ci separa dalla versione di Snell, la sua ambiziosa inter pretazione del mondo antico resta di fondamentale importanza, soprattutto in un momento storico particolare come il nostro, segnato da una profonda «crisi dello spirito» segnalata – tra molti altri – anche dai recenti eccessi della Cancel Culture.
L’UOMO DI FRONTE AL DIVINO Una sezione fondamentale del libro riguarda gli dèi rappresentati da Omero nell’Iliade e nell’Odissea: le prime divinità del mondo occiden-
I Giganti travolti dalla caduta di un edificio, abbattuto dalla furia di Zeus e delle divinità olimpiche. Mantova, Palazzo Te, affresco nella Camera dei Giganti, al quale lavorò Giulio Romano tra il 1532 e il 1535.
tale. Nel confronto tra politeismo omerico e monoteismo, Snell osserva che l’apparizione del Dio cristiano è spesso riservata ai piú umili, deboli o malati; viceversa, nell’epica omerica sono i forti e i potenti a essere piú vicini alla divinità: il senzadio, quello a cui gli dèi non donano nulla, è Tersite, l’antieroe, il personaggio vile, «l’uomo piú brutto che fosse venuto all’assedio di Ilio: storto, zoppo di un piede; le spalle curve, e ripiegate sul petto; la testa a punta coperta da una rada peluria». Le sensazioni che l’uomo omerico prova di fronte al divino, poi, non a r c h e o 29
MOSTRE • TORINO
Un particolare dell’allestimento della mostra «Il dono di Thot. Leggere l’antico Egitto», in corso al Museo Egizio di Torino fino al prossimo 7 settembre. Nella pagina accanto: statuetta in legno dipinto raffigurante un ibis, una delle personificazioni di Thot, dio che sovrintendeva alla scrittura. Epoca Tarda (722-332 a.C.). Torino, Museo Egizio.
IL
PIÚ INTELLETTUALE DEL
PANTHEON EGIZIANO RAFFIGURATO IN FORMA DI IBIS – O ANCHE DI BABBUINO – THOT ERA IL DIO DELLA LUNA, MA ANCHE DEL CALCOLO E DELLA SCRITTURA. ED È PROPRIO LUI A GUIDARCI NELLA MOSTRA IN CORSO AL MUSEO EGIZIO DI TORINO, VOLTA A SPIEGARE NASCITA ED EVOLUZIONE DEL SISTEMA GEROGLIFICO. GRAZIE AL QUALE, UNA VOLTA DECIFRATO, È STATO POSSIBILE «LEGGERE» LA CIVILTÀ DELL’ANTICO EGITTO di Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Töpfer
L’
egiziano appartiene alla famiglia delle lingue «afroasiatiche», come l’arabo, l’ebraico e il berbero. Nella sua storia fu parlato solo in Egitto. La sua prima forma scritta attestata (dal 3200 a.C. circa) è il geroglifico, in greco «incisioni sacre»: era infatti consuetudine inciderlo nella pietra, sebbene potesse anche essere dipinto. A esso si affianca ben presto lo ieratico, versione corsiva dei geroglifici, usato per scrivere lettere, registri contabili, rapporti, testi letterari, ecc., generalmente dipinta anziché incisa, soprattutto su papiri o sui molto meno costosi frammenti di calcare o ceramica (ostraka), ma anche su tavolette di legno, su vasi come etichette, o sui muri come graffiti. Dal VII secolo a.C. circa lo ieratico viene soppiantato come scrittura della vita pratica dal demotico, una nuova scrittura corsiva che dal primo deriva. L’uso dello ieratico resta limitato ai papiri religiosi e medici, a r c h e o 45
DONNE DI POTERE/3
60 a r c h e o
2
1
In alto: tre celebri Cleopatre cinematografiche: 1. Claudette Colbert (1934); 2. Theda Bara (1917); 3. Elizabeth Taylor (1963). Qui sopra: la locandina del film Cleopatra Jones (1973), con Tamara Dobson come protagonista. Nella pagina accanto: Gal Gadot, la Cleopatra del remake del peplum girato nel 1963.
3
REGINA PER SEMPRE
LA STORIA DI CLEOPATRA CI È STATA TRASMESSA DA UNA RICCHISSIMA DOCUMENTAZIONE STORICA, PAPIRACEA E ICONOGRAFICA. UNA CIRCOSTANZA CHE, DA SEMPRE, HA CATALIZZATO L’ATTENZIONE INTORNO A UNA DONNA A BUON DIRITTO DEFINIBILE COME LA PIÚ CELEBRE DELL’ANTICHITÀ di Silvia Giorcelli a r c h e o 61
ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/8
UNA GRANDE EPOPEA CRISTIANA
ERA QUESTO IL CARATTERE CHE LO SCRITTORE POLACCO HENRYK SIENKIEWICZ SI AUGURAVA DI CONFERIRE AL SUO ROMANZO STORICO QUO VADIS. SUBITO DOPO LA PRIMA PUBBLICAZIONE, L’OPERA SI TRASFORMÒ IN UN BEST SELLER MONDIALE E VALSE ALL’AUTORE L’ASSEGNAZIONE DEL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA NEL 1905 di Giuseppe M. Della Fina
N
el 1905 il premio Nobel per la letteratura fu conferito allo scrittore polacco Henryk Sienkiewicz (1846-1916). Il premiato, al suo attivo, aveva un’intensa attività letteraria e, soprattutto, lo straordinario successo del romanzo Quo Vadis, pubblicato, in prima edizione, in lingua polacca nel 1896. In precedenza, a partire dal 1895, il testo era stato proposto a puntate su tre giornali: uno per ciascuno dei tre domini in cui era
UNO SPLENDIDO SESSANTENNE La rivista svedese Svenska Dagbladet, nel numero del dicembre 1905, descrive lo scrittore nei giorni di conferimento del premio Nobel per la Letteratura: «Henryk Sienkiewicz ha un aspetto sommamente distinto. I suoi sessanta anni li porta magnificamente, malgrado la barbetta già bianca, tenuta con cura. Cammina estremamente eretto (...) Parla piano e lentamente, piú volentieri in francese, dato che non può parlare nella sua lingua materna».
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Una scena del film Quo Vadis (1951) con, al centro, Peter Ustinov nei panni di Nerone. Questa trasposizione dell’omonimo romanzo di Henryk Sienkiewicz fu diretta da Mervyn LeRoy e girata negli studi di Cinecittà, a Roma. Nella pagina accanto: lo scrittore polacco Henryk Sienkiewicz (1846-1916).
SPECIALE • FORO DI CESARE
LA MAGNIFICA
INCOMPIUTA DEL DIVO GIULIO Ritratto di Giulio Cesare, probabilmente realizzato dopo il suo assassinio (44 a.C.). 30-20 a.C. Città del Vaticano, Musei Vaticani, Museo Chiaramonti. In basso: Roma, 26 ottobre 2017. Margrethe II di Danimarca in visita nel Foro di Cesare.
La scoperta dei Fori Imperiali è un lungo e complesso «work in progress», iniziato da Napoleone Bonaparte nel 1812 con la demolizione degli edifici circostanti la Colonna di Traiano, e proseguito nel 1814 da papa Pio VII con l’allestimento della prima area archeologica dei Fori, nella quale la colonna stessa domina sulle rovine della Basilica Ulpia. Per circa un secolo, il «recinto di Pio VII» fu l’unica testimonianza archeologica dell’area. Nel 1932, con l’avvento del fascismo, ebbe luogo un cambiamento ancor piú radicale, con la demolizione dell’intero Quartiere Alessandrino per l’apertura di via dell’Impero, l’odierna via dei Fori Imperiali. Quell’intervento rivelò ampie porzioni del Foro di Cesare e di quelli di Augusto e di Traiano. E tale assetto si è mantenuto fino al Grande Giubileo del 2000, quando è stata intrapresa una vasta campagna di scavo, avvalendosi finalmente dei moderni metodi stratigrafici... di Claudio Parisi Presicce e Massimo Vitti
V
oluto da Caio Giulio Cesare a imitazione delle grandiose agorà ellenistiche, il foro che porta il nome del dittatore è, di fatto, il primo complesso del genere di età imperiale e la sua costruzione ebbe inizio nel 46 a.C. Personaggio che aveva programmato interventi urbanistici di grande respiro, destinati a trasformare profondamente l’immagine della città repubblicana, Cesare non ebbe infatti la possibilità di portarli a termine, perché il 15 marzo del 44 a.C. venne ucciso mentre si recava a una riunione del Senato presso la Curia di Pompeo. La grande trasformazione della città venne operata dal suo successore Augusto, il quale, nel giro di pochi anni, rese Roma splendente di marmi. Grazie al bottino accumulato nelle guerre galliche, Cesare poté espropriare i terreni per iniziare la sua piú grande impresa urbanistica, l’unica da lui avviata, ma non ultimata: la costruzione del Forum Iulium, immediatamente adiacente all’area pubblica piú antica e centrale di Roma, quella in cui, dalla sua fondazione, batteva il cuore politico della città, vale a dire il vecchio, caotico, superaffollato Foro Romano. a r c h e o 87