Skip to main content

Archeo n. 455, Gennaio 2023

Page 1

LA

LACHISH

CORDOVA E IL MEDITERRANEO

FEDERICO HALBHERR

CORDOVA E IL MEDITERRANEO L’ETÀ DEL CAMBIAMENTO

THORNTON WILDER

SPECIALE ROMANI, GALLI E GERMANI SUL RENO

TRIBÚ GERMANICHE SUL RENO

PROTAGONISTI

FEDERICO HALBHERR

LETTERATURA

LE IDI DI MARZO

www.archeo.it

IN EDICOLA IL 7 GENNAIO 2023

o. i t

CI RO TT À M NA A ww SC w. OS a rc TA he

2023

Mens. Anno XXXIX n. 455 gennaio 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

ARCHEO 455 GENNAIO

BASILEA ROMANI, GALLI E

€ 6,50


SOMMARIO EDITORIALE

Hortus secretus 3 di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

SCAVI Il pozzo delle scoperte

6 6

10

12

di Andreas M. Steiner

ALL’OMBRA DEL VULCANO Pascoli e buone pratiche

14

a cura di Alessandra Randazzo

BIBLIOTECHE Studiare, sempre

IN DIRETTA DA VULCI Un tetto per l’aldilà

16

di Giuseppe M. Della Fina

MOSTRE Un ambasciatore d’eccezione 18 FRONTE DEL PORTO Dalle acque dell’esagono 20

28

A TUTTO CAMPO Usi e riusi dell’antico 30 di Mara Sternini

MOSTRE Una città «nascosta» 32 MUSEI I tesori dell’illustrissimo signor Annibale 36 INCONTRI Il lusso come status symbol 38 MOSTRE Dalla culla dell’immaginario egizio 40 ARCHEOFILATELIA L’uomo della Grande Iscrizione 42 di Luciano Calenda

€ 6,50

www.archeo.it

2023

ww

LA

w.a rc

o. it

IN EDICOLA IL 7 GENNAIO 2023

CIT RO TÀ M NA A SC OS TA he

ARCHEO 455 GENNAIO

Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

L’ETÀ DEL CAMBIAMENTO

Mens. Anno XXXIX n. 455 gennaio 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

SPECIALE ROMANI, GALLI E GERMANI SUL RENO

Impaginazione Davide Tesei

THORNTON WILDER

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it

Un italiano sull’isola di Minosse 64 di Stefano Struffolino

64

In copertina veduta di Cordova: in primo piano, il ponte sul Guadalquivir e, sullo sfondo, la moschea-cattedrale, simbolo della città spagnola.

CORDOVA E IL MEDITERRANEO

FEDERICO HALBHERR

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

PROTAGONISTI

Federico Curti

CORDOVA E IL MEDITERRANEO

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

48

Presidente

LACHISH

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

48

di Elena Percivaldi

di Alessandra Ghelli

Anno XXXIX, n. 455 - gennaio 2023 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Quella svolta davvero epocale

di Carlo Casi

di Daniele Fortuna e Sandra Gatti

SCOPERTE Una zanna contro i pidocchi

22

di Giampiero Galasso

di Giampiero Galasso

PASSEGGIATE NEL PArCo Sulle orme di Enea

MOSTRE

MUSEI Sotto il segno di Hera Lacinia

BASILEA ROMANI, GALLI E TRIBÚ GERMANICHE SUL RENO

arc455_Cop.indd 1

Comitato Scientifico Internazionale PROTAGONISTI

FEDERICO HALBHERR

LETTERATURA

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto

LE IDI DI MARZO

22/12/22 16:58

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Esaú Dozio è curatore presso l’Antikenmuseum und Sammlung Ludwig di Basilea. Daniele Fortuna è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Giampiero Galasso è giornalista. Sandra Gatti è referente scientifica del Progetto Rotta di Enea. Alessandra Ghelli è funzionario archeologo subacqueo del Segretariato Regionale per la Calabria e del Parco archeologico di Ostia antica. Elena Percivaldi è giornalista e storica del Medioevo. Alessandra Randazzo è giornalista. Mara Sternini è professore associato di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena. Stefano Struffolino è epigrafista e membro della Missione archeologica in Cirenaica dell’Università degli Studi «G. D’Annunzio» di Chieti-Pescara


ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/4

La solitudine di un dittatore

80

di Giuseppe M. Della Fina

80 Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA I mille diavoli del Colosseo

90 110

di Francesca Ceci

LIBRI

112

SPECIALE

Lungo le rive del grande fiume

90

di Esaú Dozio

Illustrazioni e immagini: Shutterstock: copertina e pp. 49, 66 (basso), 74/75, 96 (alto) – Cortesia Fondazione Torlonia: Massimo Listri: p. 3 (alto) – Cortesia Soprintendenza ABAP province di Siena, Grosseto e Arezzo: pp. 6-8 – Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Israel Antiquities Authority: Dafna Gazit: p. 12 (alto, a sinistra, e basso, a sinistra) – Daniel Vainstub: p. 12 (in basso, a destra) – Emil Aladjem: p. 13 (alto) – Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Cortesia degli autori: pp. 16-17, 73 (destra), 75, 110-111 – Fondazione Luigi Rovati: Daniele Portanome: p. 18 – MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona, Cortona: p. 19 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 20-21 – Cortesia Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna: pp. 22-26 – Parco Archeologico Naturalistico di Vulci: pp. 28-29 – Doc. red.: pp. 30, 38, 65, 73 (sinistra), 78-79, 81, 82, 85, 88/89 – Ufficio Stampa Fondazione Prada: p. 31 – Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura: pp. 32-34 – Ufficio Stampa-Promozione Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza: pp. 36-37 – Museo Egizio, Torino: pp. 40-41 – Cortesia comitato organizzatore della mostra «Cambio de era. Córdoba y el Mediterráneo entre Constantino y Justiniano», Cordova: pp. 48, 50-61 – da: Orsi, Halbherr, Gerola. L’archeologia italiana nel Mediterraneo, Edizioni Osiride, Rovereto 2010: pp. 67, 70 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 68/69, 83; Fototeca Gilardi: p. 69; Cortesia Everett Collection: p. 80; Archivio GBB: p. 84; Album/Fine Art Images: pp. 86/87; Album/Oronoz: p. 97 – Accademia Roveretana degli Agiati, Rovereto: pp. 70/71, 72 – Stefano Struffolino: p. 76/77 – Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Basilea: NVP3D: pp. 90/91; Ruedi Habegger: pp. 92, 98/99, 99, 100-103, 106-109; Historisches Museum Basel: p. 94; Ralf Roletschek: p. 95; A. Killian, Städtische Museen Freiburg, Archäologisches Museum Colombischlössle: p. 96 (basso); Rijksmuseum van Oudheden, Leiden: p. 98; Römerstadt Augusta Raurica, Susanne Schenker: p. 104 (alto); Archäologische Bodenforschung Basel-Stadt: p. 104 (centro); Archäologische Bodenforschung Basel-Stadt, Udo Schön: p. 104 (basso); Archäologische Bodenforschung Basel-Stadt, Michael Wenk: p. 105 – Cippigraphix: cartine alle pp. 12 e 93. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it

L’indice di «Archeo» 1985-2021 è disponibile sul sito www.ulissenet.it Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova


FRONTE DEL PORTO a cura di Claudia Tempesta e Cristina Genovese

DALLE ACQUE DELL’ESAGONO IL GRANDIOSO BACINO VOLUTO DALL’IMPERATORE TRAIANO PER AUMENTARE L’OPERATIVITÀ DEL PORTO DI OSTIA È OGGETTO DI RICERCHE SUBACQUEE SISTEMATICHE. PER RICOSTRUIRNE IN MANIERA SEMPRE PIÚ DETTAGLIATA LA STORIA E I MODI DEL SUO UTILIZZO

U

n esagono; è questa la forma geometrica, di oltre 357 m per lato e una superficie di circa 32 ettari, scelta da Traiano per la costruzione di un nuovo bacino volto a potenziare il porto di Roma e, allo stesso tempo, a risolvere i numerosi problemi, primo fra tutti l’insabbiamento, cui era soggetto il Portus Augusti Ostiensis, ovvero il primo impianto portuale fatto costruire, 2 km a nord della foce

del Tevere, dall’imperatore Claudio e completato da Nerone. L’imponente infrastruttura imperiale doveva assolvere al crescente fabbisogno di approvvigionamento di materie prime, e non solo, dell’Urbe in relazione al progressivo incremento demografico. Punto cardine del porto traianeo fu, quindi, la costruzione di un bacino interno rispetto a quello di Claudio;

la pianta esagonale agevolava le operazioni di attracco delle navi onerarie e quelle di scarico e carico delle merci. Un sistema di vie d’acqua artificiali, le fossae, assicurava la comunicazione diretta con il mare e con il Tevere. A quest’ultimo, in particolare, il bacino esagonale era collegato tramite una via d’acqua trasversale che si immetteva in un canale costruito in epoca claudia, la Fossa Traiana (l’odierno canale di Fiumicino).

LA BONIFICA

Veduta del bacino esagonale del Porto di Traiano.

20 a r c h e o

Inglobato interamente all’interno della proprietà Sforza Cesarini, già Torlonia, negli anni Venti del secolo scorso l’esagono fu oggetto di un imponente intervento di bonifica che liberò il porto di Traiano dall’oblio che per lunghi secoli lo aveva relegato a poco piú di uno stagno melmoso e malsano. Nel corso delle operazioni di bonifica fu riportata alla luce la banchina originaria, con piano inclinato, che correva perimetralmente lungo l’esagono, realizzata in conglomerato cementizio; al suo interno si innestavano i dactylia, ovvero il sistema di ormeggio per le navi, costituito da blocchi


parallelepipedi in peperino con foro per il passaggio delle cime. Queste strutture, oggi, non sono piú visibili, sommerse dall’innalzamento delle acque nell’esagono, dalla regolarizzazione delle sponde, realizzate contestualmente alla bonifica, che si impostano direttamente sulla banchina cementizia di epoca imperiale e, a tratti, dalla folta vegetazione spontanea.

LE NUOVE RICERCHE Nel febbraio 2021 sono iniziate le prime indagini archeologiche all’interno del bacino esagonale. Le attività, che rientrano nel Servizio Tutela del Patrimonio Culturale subacqueo del Parco archeologico di Ostia antica, sono volte ad acquisire i dati relativi alle caratteristiche costruttive del complesso traianeo, alla sua frequentazione e fruizione, con la documentazione e il recupero di qualsiasi testimonianza utile alla conoscenza delle varie fasi di vita, in senso sincronico e diacronico, di quello che è stato il porto marittimo piú importante dell’antichità.

A destra: un momento delle prospezioni subacquee. In basso: particolare di una delle «sponde» dell’esagono.

Le prime attività di indagine, effettuate in immersione – con il supporto tecnico operativo del Nucleo Carabinieri subacquei di Roma e dei Carabinieri Nucleo TPC di Roma –, hanno permesso di recuperare frammenti ceramici pertinenti a contenitori da trasporto (puntali e colli d’anfora, anse) e materiali edilizi (laterizi e tegole). Per la qualità delle acque e le caratteristiche del sedimento che ne ricopre i fondali, la visibilità all’interno del bacino esagonale è quasi nulla. Ma nuovo impulso alle attività di ricerca verrà fornito dalle prossime campagne di indagine che vedranno l’impiego, congiuntamente agli operatori

subacquei, di nuove tecnologie, ricorrendo alle strumentazioni per la geofisica marina applicate ai beni culturali. I nuovi sistemi di rilevamento permetteranno, infatti, di acquisire dati utili alla documentazione e restituzione, anche con ricostruzioni tridimensionali, delle strutture portuali originarie nonché di rilevare la presenza, sul fondale, di eventuali relitti e/o parte di carichi dispersi, a cui seguirà il prelievo, manuale, dei campioni per le analisi sui materiali e la valutazione di eventuali operazioni di recupero. Alessandra Ghelli

a r c h e o 21


MOSTRE • SPAGNA

QUELLA SVOLTA DAVVERO EPOCALE Tutti gli oggetti riprodotti nell’articolo sono attualmente esposti nella mostra «Cambio de era. Córdoba y el Mediterráneo cristiano», in corso a Cordova fino al prossimo 16 marzo. Fibula circolare in oro sulla quale è raffigurata l’Adorazione dei Magi, da una sepoltura femminile scoperta a Turuñuelo. VI sec. Madrid, Museo Archeologico Nazionale.

48 a r c h e o


L’EVOLUZIONE DEL CRISTIANESIMO DAL III ALLA FINE DEL VI SECOLO, IL TENTATIVO DI «RINNOVARE L’IMPERO» PROMOSSO DA GIUSTINIANO, UNA GRANDE CITTÀ DELL’IBERIA ANTICA DESTINATA A DIVENTARE CAPITALE DELLA SPAGNA ISLAMICA: SONO GLI ELEMENTI PORTANTI DI UNA GRANDE MOSTRA ALLESTITA A CORDOVA, FINALIZZATA A RACCONTARE, GRAZIE A REPERTI DI PREGIO ECCEZIONALE, I PROFONDI MUTAMENTI AVVENUTI FRA TARDA ANTICHITÀ E ALTO MEDIOEVO di Elena Percivaldi

N

el 1961 tornò alla luce, nella proprietà di El Turuñuelo, nella provincia di Badajoz, in Spagna, un’importante necropoli tardo-antica. Uno dei rinvenimenti piú significativi si verificò in una tomba femminile dotata di un ricco corredo – databile tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo d.C. – e composto da diversi ornamenti di pregevole fattura: tra essi figuravano orecchini, anelli, una quindicina di brattee (lamine metalliche applicate sull’abito come decorazione) e una fibula di forma circolare. Ad attirare l’attenzione degli archeologi fu soprattutto quest’ultima (vedi foto alla pagina accanto). Di dimensioni non troppo grandi – il

diametro misura 5 cm circa -, la spilla è composta da due lamine d’oro saldate fra loro e fissate per mezzo di due rivetti. La parte frontale raffigura l’Epifania o l’Adorazione dei Magi: i tre sacerdoti, con abiti orientali e berretto frigio, offrono i doni a Maria seduta in trono con il Bambino benedicente sulle ginocchia; davanti a loro, si staglia la stella che li ha guidati a destinazione. Madre e Figlio sono aureolati a indicare la loro natura soprannaturale, enfatizzata da un’iscrizione in greco, che recita: «Maria santa, aiuta chi la porta. Amen», allusiva alla funzione apotropaica della fibula, che poneva chi la indossava sotto la diretta protezione della Vergine. Se il significato generale dell’orna-

mento appare chiaro, ciò che ha fatto e fa discutere gli studiosi sono la sua origine e la conseguente interpretazione. L’uso della lingua greca sembra infatti indicare che esso sia stato realizzato in Oriente, verosimilmente a Costantinopoli oppure nella regione siro-palestinese dove il culto mariano nel VI secolo era particolarmente diffuso.

DI ORIGINE ORIENTALE Ma come e perché giunse in Spagna? Secondo alcuni, la fibula di Turuñuelo sarebbe un oggetto d’importazione e dunque un’importante testimonianza delle fitte relazioni commerciali che intercorrevano tra la penisola iberica occidentale e il mondo bizantino. Ma è

Il simbolo di una città Veduta di Cordova. In primo piano, il ponte romano che attraversa il Guadalquivir; sullo sfondo, la grande moscheacattedrale, nei cui spazi è allestita una sezione della mostra «Cambio de era. Córdoba y el Mediterráneo cristiano entre Constantino y Justiniano», visitabile fino al prossimo 15 marzo.

a r c h e o 49


PROTAGONISTI • FEDERICO HALBHERR

UN ITALIANO

SULL’ISOLA DI MINOSSE ORIGINARIO DI ROVERETO, FEDERICO HALBHERR (1857-1930) SI FORMÒ SOTTO LA GUIDA DEI PIÚ GRANDI MAESTRI DEL SUO TEMPO. INVIATO A CRETA ALLA RICERCA DI EPIGRAFI, LE SUE FORTUNATE SCOPERTE APRIRONO LA STRADA ALLA PRIMA CAMPAGNA ARCHEOLOGICA ITALIANA ALL’ESTERO E FECERO CONOSCERE AL MONDO I SITI E I PALAZZI DELLA CIVILTÀ MINOICA. A LUI SI DEVONO LA FONDAZIONE DELLA SCUOLA ARCHEOLOGICA ITALIANA DI ATENE, L’ISTITUZIONE DELLA PRIMA CATTEDRA DI EPIGRAFIA GRECA A ROMA E LA PIONIERISTICA ESPLORAZIONE ARCHEOLOGICA DELLA LIBIA. IN QUESTE PAGINE PRESENTIAMO UN’ANTEPRIMA DEL VOLUME DI IMMINENTE PUBBLICAZIONE SULLA FIGURA DELL’ARCHEOLOGO di Stefano Struffolino

O

perosa cittadina adagiata lungo la val Lagarina, lambita dall’Adige e attraversata dal torrente Leno, Rovereto fu un importante avamposto della Repubblica di Venezia e poi parte del regno napoleonico d’Italia. Fu però sotto la dominazione asburgica che nacque, il 15 febbraio 1857, da una famiglia di possidenti terrieri, Federico Halbherr, dalle seconde nozze del padre Giovanni Battista con Rosa Fontana. L’affetto dei genitori, una vita familiare tranquilla e i buoni rapporti con le tre zie, sorelle di Giovanni Battista, e con il fratello maggiore di primo letto Bernardino, contribuirono senz’altro a plasmare quel carattere gentile, altruista, seppure timido e riservato, che con64 a r c h e o

traddistinse la figura di Federico per tutti gli anni a venire, e che tanto lo fece apprezzare da colleghi e allievi. Centro votato alla produzione della seta, Rovereto vantava una vita culturale molto attiva, con una società filarmonica, l’importante teatro – poi intitolato al compositore Riccardo Zandonai (18831944) –, il Museo Civico e la Biblioteca Tartarotti, ma, soprattutto, la prestigiosa Accademia Roveretana degli Agiati, dalla metà del XVIII secolo punto di riferimento d’eccellenza per il dibattito scientifico, la tutela e la diffusione del sapere (vedi box a p. 66). L’Accademia, la cui influenza si estendeva oltralpe, non poteva prescindere, nella sua impostazione filosofica, dalla dottrina

di un’altra grande figura di Rovereto: Antonio Rosmini (17971855), dal suo cattolicesimo liberale e dall’attenzione per l’educazione dei giovani. Quello di Rosmini non fu mai indottrinamento, bensí un benevolo accompagnamento sulla strada della conoscenza. Molti docenti di Federico Halbherr, nelle scuole primarie e al ginnasio, furono sacerdoti rosminiani che seppero evidentemente stimolare e guidare la formazione del futuro antichista attraverso un approccio eticamente elevato e strutturalmente organizzato, come dimostrano gli ottimi risultati attestati dalle pagelle ora custodite presso gli archivi della Biblioteca Civica. Nonostante l’origine svizzera della famiglia, l’appartenenza del Tirolo italiano all’impero


A destra: foto ricordo per alcuni dei protagonisti principali delle prime ricerche archeologiche a Creta: da sinistra a destra, Sir Arthur Evans (1851-1941), lo scavatore di Cnosso; Luigi Savignoni (1864-1918); Josip Chatzidakis (1848-1943), medico e archeologo, scavatore di Tylissos; Luigi Mariani (1865-1924) e Federico Halbherr (1857-1930). In basso: Federico Halbherr impegnato nel ricontrollare la trascrizione della Grande Iscrizione di Gortina, da lui scoperta nell’estate del 1884.

a r c h e o 65


ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/4

LA SOLITUDINE DI UN DITTATORE

CON PIÚ D’UNA LICENZA, LO SCRITTORE STATUNITENSE THORNTON WILDER RICOSTRUÍ, NELLE SUE IDI DI MARZO, L’EPILOGO DELLA PARABOLA DI GIULIO CESARE. ROMANZO NEL QUALE PROVÒ A RESTITUIRE NON SOLO L’IMMAGINE PUBBLICA DEL CONDOTTIERO, MA NE PROPOSE ANCHE I POSSIBILI ASPETTI PIÚ INTIMI E PRIVATI di Giuseppe M. Della Fina

Q

uando, nel 1948, Thornton Wilder scrisse il romanzo The Ides of March (Idi di Marzo, nella traduzione italiana) aveva già vinto tre Premi Pulitzer: nel 1927, con The Bridge of San Luis Rey (Il ponte di San Luis Rey), nel 1938, con Our Town (Piccola città) e, nel 1942, con The Skin of Our Teeth (La famiglia Antrobus). Era quindi uno degli scrittori e drammaturghi statunitensi piú noti del suo tempo e Alfred Hitchcock lo volle come sceneggiatore per il film The Shadow of a Doubt (L’ombra del dubbio, 1942). I motivi che lo spinsero a scrivere un romanzo storico ambientato negli anni di Giulio Cesare devono essere stati piú di uno: il ricordo degli studi di archeologia condotti durante il soggiorno durato otto mesi, tra il 1920 e il 1921, presso l’American Academy in Rome; la volontà di onorare la memoria di Lauro de Bosis (vedi box a p. 82), a cui il lavoro è dedicato con queste parole: «poeta romano, che perdette la vita guidando l’opposizione al potere assoluto di Mussolini; il suo aereo inseguito da quelli del Duce cadde nel mare Tirreno»; l’occasione per esaminare il rapporto tra il potere e gli

80 a r c h e o


Testa colossale di Giulio Cesare su busto moderno. Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Nella pagina accanto: lo scrittore statunitense Thornton Wilder (1897-1975).


SPECIALE • BASILEA

LUNGO LE RIVE DEL GRANDE FIUME DALLE «FREDDE PALUDI CHE SULLA TERRA DEI CELTI SI ESTENDONO INTERMINABILI» DIPARTE UN CORSO D’ACQUA CHE «PORTAVA IN UN GOLFO DELL’OCEANO»: RISALE AL III SECOLO A.C., ALLO SCRITTORE APOLLONIO RODIO, UN PRIMO ACCENNO ALL’ESISTENZA DEL RENO, UNO DEI PIÚ LUNGHI E IMPORTANTI FIUMI D’EUROPA. UNA MOSTRA AL MUSEO DI ANTICHITÀ DI BASILEA NE INDAGA MORFOLOGIA, FUNZIONI E STORIE AVVICENDATESI SULLE SUE SPONDE. A PARTIRE DAL PERIODO DELLA GUERRA GALLICA E DEI SUOI PROTAGONISTI – LA ROMA DI CESARE DA UN LATO, LE POPOLAZIONI CELTICHE E GERMANICHE DALL’ALTRO – PER ARRIVARE ALLA SVOLTA GEOPOLITICA IMPOSTA A QUELLA PARTE DELL’IMPERO DA AUGUSTO... di Esaú Dozio

90 a r c h e o


Salvo diversa indicazione, tutte le immagini si riferiscono agli oggetti e all’allestimento della mostra «Ave Caesar!», in corso a Basilea fino al prossimo 30 aprile. Testa bronzea di barbaro morto, da Avenches. II sec. d.C.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Archeo n. 455, Gennaio 2023 by Archeo - Issuu