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Archeo n. 453, Novembre 2022

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PAPIRO DEL RE TEMPIO SOLARE DI ABUSIR

1922: L’ANNO DELLA GRANDE SCOPERTA

CHAMPOLLION

ZAHI HAWASS

SPECIALE TUTANKHAMON

Mens. Anno XXXVIII n. 453 novembre 2022 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

LANCKORONSKI

ESCLUSIVA

NELLA «CITTÀ DORATA» INTERVISTA A ZAHI HAWASS ABUSIR

ALLA RICERCA DEL TEMPIO PERDUTO

KAROL LANCKORONSKI

TORINO

IL PAPIRO DEL RE PARIGI

CHAMPOLLION E IL MISTERO DEI GEROGLIFICI

LA PASSIONE PER L’ANTICO

www.archeo.it

IN EDICOLA IL 10 NOVEMBRE 2022

2022

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EG SPECI IT ALE TO

ARCHEO 453 NOVEMBRE

TUTANKHAMON

€ 6,50


SOMMARIO EDITORIALE

1822/1922 3

A TUTTO CAMPO Protagonisti dell’invisibile

di Andreas M. Steiner

di Stefano Bertoldi

Attualità

ARCHEOFILATELIA Un anno per l’Egitto

NOTIZIARIO

RESTAURI Ecco il Papiro dei Re PASSEGGIATE NEL PArCo Torna a battere il cuore dell’Urbe

6 6

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di Gabriella Strano

ALL’OMBRA DEL VULCANO Soto l’egida dei Lari

24

26

di Luciano Calenda

SCOPERTE

Il dio sole e la scoperta del tempio perduto 32 di Massimiliano Nuzzolo e Rosanna Pirelli

12

a cura di Alessandra Randazzo

FRONTE DEL PORTO E ora riprendono gli scavi

16

di Luigi Caliò e Alessandro D’Alessio

MUSEI Una rocca per gli Etruschi

56

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PROTAGONISTI

di Giampiero Galasso

32 2022

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EG SPECIA IT LE TO

ARCHEO 453 NOVEMBRE

Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

SPECIALE TUTANKHAMON

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it

ZAHI HAWASS

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

CHAMPOLLION

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

In copertina particolare di un sarcofago in miniatura avente funzioni di vaso canopo in oro e pietre preziose raffigurante Tutankhamon. 1328-1318 a.C. Cairo, Museo Egizio.

Presidente

Federico Curti

1922: L’ANNO DELLA GRANDE SCOPERTA

Comitato Scientifico Internazionale

ESCLUSIVA

Mens. Anno XXXVIII n. 453 novembre 2022 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

LANCKORONSKI

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

€ 6,50

TUTANKHAMON

PAPIRO DEL RE TEMPIO SOLARE DI ABUSIR

Anno XXXVIII, n. 453 - novembre 2022 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

56

di Jerzy Miziołek, con un contributo di Jerzy Zelazowski

www.archeo.it

di Giampiero Galasso

Il senso del conte per l’antico

IN EDICOLA IL 10 NOVEMBRE 2022

IN DIRETTA DA VULCI Una continuità sorprendente 22

NELLA «CITTÀ DORATA» INTERVISTA A ZAHI HAWASS

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto

ABUSIR

ALLA RICERCA DEL TEMPIO PERDUTO

KAROL LANCKORONSKI

TORINO

IL PAPIRO DEL RE PARIGI

CHAMPOLLION E IL MISTERO DEI GEROGLIFICI

arc453_Cop.indd 1

LA PASSIONE PER L’ANTICO

28/10/22 12:47

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Carla Alfano è egittologa. Stefano Bertoldi è borsista di ricerca all’Università degli Studi di Siena. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Luigi Caliò è professore di archeologia classica presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro D’Alessio è direttore del Parco archeologico di Ostia Antica. Daniela Fuganti è giornalista. Giampiero Galasso è giornalista. Jerzy Miziołek è storico dell’arte. Massimiliano Nuzzolo è direttore scientifico del Sun Temples Project. Rosanna Pirelli è professoressa associata di egittologia presso il Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli, l’Orientale. Alessandra Randazzo è giornalista. Stefania Sofra è egittologa. Gabriella Strano è architetto paesaggista del Parco archeologico del Colosseo. Jerzy Żelazowski è archeologo.


MOSTRE

L’uomo dei segni

74

di Daniela Fuganti

84

74

SPECIALE

Cose meravigliose...

Rubriche LIBRI

110

84

di Stefania Sofra, con contributi di Carla Alfano e un’intervista a Zahi Hawass

Illustrazioni e immagini: Shutterstock: copertina e pp. 66/67, 72/73, 87 (alto), 88 (alto), 90-91, 108 (alto) – Cortesia Ufficio Stampa Museo Egizio, Torino: pp. 6-8 – Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Parco archeologico di Pompei: pp. 12, 14 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 16-17 – Cortesia Museo Archeologico di Gonfienti, Campi Bisenzio: pp. 18-20 – Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 22-23 – Archivio Università degli Studi di Siena: pp. 24-25 – Cortesia Sun Temples Project-Missione archeologica italiana ad Abusir: pp. 32/33; Google Earth Image 2019: pp. 34/35; Massimiliano Nuzzolo: pp. 36 (alto, a sinistra), 36/37, 46 (basso, a sinistra), 53; Patrizia Zanfagna: planimetria alle pp. 36/37 e pp. 39 (basso), 42/43, 50-51; Mohamed Osman: pp. 37, 38/39, 40-41, 44, 46-47, 52 (alto); Patricia Mora: pp. 39 (alto), 48/49, 49 (centro, a sinistra e a destra); Egyptian Ministry of Tourism and Antiquities: pp. 44/45, 46 (basso, a destra), 49 (alto) – da: Ludwig Borchardt, Das Re-Heiligtum des Königs Ne-Woser-Re. I Bd. Der Bau, Berlin 1905, Tavola 1: p. 43 (basso) – da: Elmar Edel and Steffen Wenig, Die Jahreszeitenreliefs aus dem Sonnenheiligtum des Königs Ne-User-Re, Berlin 1974, tavola 24: p. 52 (basso) – Cortesia degli autori: pp. 56-65, 68-71, 72 – Cortesia Ufficio Stampa Musée Louvre-Lens: p. 81 (basso); Ville de Grenoble-Musée de Grenoble/J.L. Lacroix: p. 74; RMN Grand Palais (Musée du Louvre)/Christian Larrieu: pp. 75, 83; RMN Grand Palais (Musée du Louvre)/Christian Décamps: pp. 76 (a sinistra), 80, 81 (alto); Musée Granet, Aix-en-Provence/ Hervé Lewandowski: p. 76 (a destra); RMN Grand Palais (Musée du Louvre)/Maurice et Pierre Chuzeville: p. 77; J.-C. Moschetti: p. 78 (alto); RMN Grand Palais (Musée du Louvre)/ Michel Urtado: p. 78 (basso, a sinistra); RMN Grand Palais (Musée du Louvre)/Georges Poncet: p. 78 (basso, a destra); Département de l’Isère/Musée Champollion: pp. 79, 82 – Doc. red.: pp. 84-85, 87 (basso), 88 (basso), 92-105, 108 (basso) – Alamy Stock Photo: pp. 106, 109 – Mondadori Portfolio: Werner Forman Archive/Ägyptisches Museum, Berlino/HeritageImages: p. 107 (alto); AKG Images: p. 107 (basso) – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 34 e 86. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it

L’indice di «Archeo» 1985-2021 è disponibile sul sito www.ulissenet.it Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova


SCOPERTE • EGITTO

IL DIO SOLE E LA SCOPERTA DEL

TEMPIO PERDUTO Abu Ghurab (Abusir, Egitto). Veduta panoramica dell’area nella quale si trovano i resti del tempio solare fatto costruire da Nyuserra, uno dei faraoni della V dinastia (2454-2424 a.C.).

32 a r c h e o


LO SCORSO 30 LUGLIO 2022 IL MINISTERO EGIZIANO DEL TURISMO E DELLE ANTICHITÀ HA ANNUNCIATO IL RITROVAMENTO, A OPERA DI UNA MISSIONE ARCHEOLOGICA ITALO-POLACCA, DI UN ANTICHISSIMO MONUMENTO FRA LE SABBIE D’EGITTO. SI TRATTA DI UNO DEI TEMPLI SOLARI DELLA V DINASTIA (2500-2350 A.C. CIRCA), SITUATO NELLA NECROPOLI DI ABUSIR, UNA VENTINA DI CHILOMETRI A SUD DEL CAIRO. PRESENTIAMO, IN ESCLUSIVA PER «ARCHEO», IL RACCONTO DEI PROTAGONISTI DELLO STRAORDINARIO RINVENIMENTO di Massimiliano Nuzzolo e Rosanna Pirelli, con contributi di Mohamed Osman, Teodozja Rzeuska e Patrizia Zanfagna a r c h e o 33


PROTAGONISTI • KAROL LANCKORONSKI

IL SENSO DEL CONTE PER L’ANTICO NELLA PRIMA SETTIMANA DI DICEMBRE, ROMA OSPITA UN CONVEGNO INTERNAZIONALE DEDICATO AI CONTI POLACCHI KAROL E KAROLINA LANCKORONSKI, PADRE E FIGLIA. L’INCONTRO HA LUOGO NELLE PRESTIGIOSE SEDI DELLA CURIA IULIA, AI MUSEI CAPITOLINI, ALLA FONDAZIONE CAETANI E ALL’ISTITUTO DI STUDI ROMANI. UN’OCCASIONE PER CONOSCERE STUDIOSI DI STORIA DELL’ARTE E D’ARCHEOLOGIA ITALIANA E INTERNAZIONALE DI GRANDISSIMA IMPORTANZA di Jerzy Miziołek

P

ersonaggio oggi poco noto in Italia, nell’Ottocento il conte polacco Karol Lanckoronski era invece famoso in tutta Europa per la sua passione per l’antico e l’archeologia. Amava in particolar modo l’Italia e la sua capitale, fece scavi archeologici ad Aquileia e in altri siti del Mediterraneo; creò una collezione d’arte classica e italiana con numerosi dipinti ispirati dall’antico, oggi conservati ai castelli reali di Cracovia e Varsavia. «Chi sono io per il mondo? Non sono stato né un ministro, né un artista, né un professore. O forse sono stato un po’ di tutto questo. Ma chi sono stato veramente? Un dilettante, un collezionista, niente di piú... forse solamente un uomo ricco 56 a r c h e o

Incisione raffigurante un rilievo rinvenuto a Sagalassos (Turchia), dal volume Le città di Panfilia e Pisidia, 1890.

Nella pagina accanto: il conte Karol Lanckoronski in età matura in un dipinto di Kazimierz Pochwalski. 1906, Cracovia, Castello del Wawel.


a r c h e o 57


PROTAGONISTI • KAROL LANCKORONSKI Il teatro romano di Termessos, una delle piú importanti città della Pisidia, regione storica dell’Asia Minore, oggi compresa nei confini della Turchia.

UN «DILETTANTE» RIGOROSO E PIENO DI PASSIONE

Sul finire dell’Ottocento, il conte Karol Lanckoronski organizza, finanzia e guida una missione in Asia Minore: un’impresa ancora oggi memorabile, documentata in maniera esemplare di Jerzy Zelazowski 66 a r c h e o


L’

iniziativa della spedizione scientifica degli anni 18841885 nelle regioni di Panfilia e Pisidia, nella Turchia sudoccidentale, intrapresa e finanziata dal conte Karol Lanckoronski

(1848-1933) s’iscriveva bene nel generale interesse per l’Asia Minore della secondà metà dell’Ottocento, anche a Vienna, grazie soprattutto all’attività archeologica di Otto Benndorf (1838-1907).

E oggi, a quasi centocinquant’anni di distanza, desta ancora ammirazione il risultato della spedizione, pubblicato nei due volumi intitolati Le città di Panfilia e Pisidia, che videro la luce negli anni 1890a r c h e o 67


PROTAGONISTI • KAROL LANCKORONSKI A destra: incisione raffigurante il tempio di Antonino Pio a Sagalassos. In basso, sulle due pagine: Sagalassos. Il ninfeo di età antonina.

72 a r c h e o


decisamente ambizioso, vista la quantità di città antiche sulla costa della Panfilia (per esempio Attaleia, Perge, Aspendos, Side), ma anche

nell’interno montuoso anatolico (Sagalassos, Termessos e altre). Tutto sommato i lavori si svolsero in pochi mesi nell’autunno del 1884

e continuarono nell’estate dell’anno successivo, anche senza la presenza sul campo di Lanckoronski. I membri della spedizione lavorarono molto e velocemente, non senza diverse complicazioni, come malattie, problemi di trasporto e, a volte, l’ostilità della popolazione e dell’amministrazione locale. Stupisce in ogni caso che in poco tempo sia stata realizzata una documentazione cosí vasta, corredata da precise descrizioni, che per lungo tempo e, di fatto, fino a oggi è considerata esemplare nella ricerca topografica. Nell’opera si nota l’attenzione per la localizzazione delle città antiche e le condizioni geografiche, ma, soprattutto, i monumenti sono considerati nel loro contesto. In piú vengono descritti i cambiamenti e le trasformazioni dei singoli edifici nel tempo per evidenziare meglio la storia delle città. Praticamente ogni capitolo dei volumi contiene una piccola monografia dei siti con la discussione delle diverse fonti, anche scritte.

RICONOSCIMENTI PRESTIGIOSI Ancor prima della pubblicazione i risultati furono presentati da Petersen, von Luschan e Niemann durante lezioni pubbliche e alla fine nel 1890, all’uscita del primo volume dedicato alla Panfilia, Lanckoronski ottenne a Berlino il titolo di dottore honoris causa, e cosí pure in seguito nel 1907 a Cracovia. Durante i suoi viaggi Lanckoronski raccolse numerosi monumenti antichi per la sua collezione privata attraverso acquisti, per esempio ad Atene, ed è significativo il fatto che, quando a Vienna, nel 1885, fu organizzata una mostra, vennero presentati anche oggetti orientali e musulmani, dimostrando ancora una volta l’apertura del conte polacco a mondi diversi passati e presenti e la sua enorme erudizione e passione che sapeva trasmettere alla famiglia, agli amici e ai collaboratori. a r c h e o 73


Particolare della maschera funeraria di Tutankhamon in oro e pietre preziose. 1328-1318 a.C. Cairo, Museo Egizio. Il volto è ricavato da un’unica foglia d’oro intarsiata con lapislazzuli, turchesi, cornalina, feldspato e pasta vitrea. Nella pagina accanto: sarcofago in miniatura avente funzioni di vaso canopo in oro e pietre preziose raffigurante Tutankhamon e con dediche ad Amseti (uno dei «figli di Horo») e Iside, dalla camera del tesoro. 1328-1318 a.C. Cairo, Museo Egizio.


COSE MERAVIGLIOSE... COSÍ HOWARD CARTER, NEL NOVEMBRE DI CENTO ANNI FA, DESCRISSE LO SPETTACOLO RIVELATOSI AI SUOI OCCHI DOPO AVER APERTO UNA BRECCIA NEL MURO DELLA TOMBA DI TUTANKHAMON, SCOPERTA NELLA VALLE DEI RE: PER LA PRIMA VOLTA, INFATTI, IL SEPOLCRO DI UN FARAONE ERA VENUTO ALLA LUCE PRESSOCHÉ INTATTO, CON IL SUO SPETTACOLARE CORREDO FUNERARIO. MA CHI FU IL GIOVANE SOVRANO DEL QUALE, FINO AD ALLORA, SI CONOSCEVA SOLO IL NOME? E PERCHÉ IL RITROVAMENTO DELLA SUA ULTIMA DIMORA È GIUSTAMENTE CONSIDERATO UN FATTO EPOCALE? di Stefania Sofra, con contributi di Carla Alfano e un’intervista a Zahi Hawass

N

el nostro immaginario collettivo,Tutankhamon, reso immortale dalle infinite – e talvolta bizzarre – leggende nate intorno alla sua figura, rappresenta senza dubbio «il Faraone» per antonomasia. È stata la scoperta della sua tomba, avvenuta il 4 novembre 1922, grazie all’intuito e all’intraprendenza dell’egittologo britannico Howard Carter, congiuntamente al suo finanziatore Lord George Herbert, V conte di Carnarvon, a far sí che Tutankhamon divenisse famoso, soprattutto per l’immenso tesoro custodito nella sua tomba, l’unica ritrovata pressoché intatta dopo millenni di oblio. Ed è proprio la scoperta di questa tomba inviolata a darci l’esatta misura di quali e quante ricchezze sono state sepolte con i faraoni nella Valle dei Re. Sappiamo che il saccheggio delle tombe dei re sepolti nella Valle avvenne soprattutto durante il regno di Ramesse IX, ovvero durante la XX dinastia (1186-1069 a.C.). La situazione dei furti divenne cosí grave che furono gli stessi sovrani regnanti a ordinare la frettolosa risepoltura delle mummie risparmiate dalle spoliazioni dei gioielli e dei simboli regali posti tra le bende. I corpi di

quei grandi antenati furono bendati, deposti in sarcofagi, spesso di riutilizzo, e sepolti non piú in tombe sfarzose, ma in un semplice nascondiglio tra le rocce della montagna tebana presso la località di Deir el-Bahari.

LA TOMBA DIMENTICATA Alla luce dei numerosi trafugamenti, sembra quasi incredibile che dei circa 30 faraoni sepolti nella Valle dei Re solo il sepolcro di Tutankhamon non sia stato violato e che, dopo 33 secoli, quello che era stato solo un nome, accompagnato da una ricerca appassionata, fosse ancora lí, nascosto ai ricercatori. Anche la tomba del giovane sovrano subí almeno tre incursioni pochi anni dopo la sua sepoltura. I ladri entrarono in ogni stanza, come dimostrano le condizioni in cui venne ritrovata la tomba nel 1922, con oggetti sparsi sul pavimento del corridoio d’ingresso. Probabilmente rubarono solo piccoli oggetti, poiché il pertugio attraverso il quale erano entrati era troppo piccolo per far passare manufatti ingombranti. Infine, la tomba venne dimenticata e scampò quindi ai diversi e sistematici saccheggi delle epoche successive; ana r c h e o 85


SPECIALE • TUTANKHAMON

CHI ERA TUTANKHAMON? UNA TOMBA MUTA di Carla Alfano

Statuetta in legno dorato raffigurante Tutankhamon con la corona bianca, simbolo dell’Alto Egitto. 1328-1318 a.C. Cairo, Museo Egizio.

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N

ella tomba non c’era nulla che parlasse di lui, nulla! Non un’iscrizione, un papiro o una dedica, non una presentazione delle sue imprese o delle sue opere, neanche un cenno alla sua vita privata e alla sua precoce morte. Nemmeno la sua completa identità era stata svelata. Non si sapeva chi fosse stata sua madre e soprattutto suo padre. La sua tomba intatta rimaneva desolatamente muta. Quel re era vissuto nel breve periodo dell’epilogo della rivoluzione religiosa, amministrativa e artistica voluta da Amenhotep IV/Akhenaton. Un periodo, intorno alla metà del 1300 a.C., tanto fondamentale quanto difficile da ricostruire e ancora tutto da indagare. Vissuto e morto tra la fine del breve sogno amarniano e la restaurazione tebana: chi, se non lui e il suo sepolcro, avrebbero potuto svelare capitoli interi di quella storia complicata? Eppure, quella sua tomba intatta, traboccante di cosí tanti oggetti, raccontava, invece, solo un fatto: che Tutankhamon era morto ed era stato sepolto con tutti gli onori dovuti a un re di un periodo prospero. Null’altro. Ma chi fosse questo giovane diventato faraone senza essere mai stato citato o raffigurato come principe ed erede della casa reale di Amarna è ancora incerto. Il suo era stato solo un nome riportato su pochi cartigli ed era pressoché sconosciuto tra gli egittologi dei primi anni del Novecento. Carter aveva cercato la tomba del re per molti anni, ostinatamente, senza mai arrendersi, perché era convinto che quel faraone amarniano fosse stato sepolto nella Valle, al pari di altri, in quanto


Flabello e scettro di Tutankhamon in oro, lega di rame, pasta vitrea, legno e cornalina, dalla camera del tesoro. 1328-1318 a.C. Cairo, Museo Egizio.

era stato proprio lui ad aver ripristinato il culto degli antichi dèi e abbandonato Aton, tornando a Tebe. La tomba doveva essere lí, da qualche parte. L’intuito di Carter, la sua profonda conoscenza di ogni anfratto, di ogni collinetta e soprattutto gli indizi che Davis aveva trascurato, lo portarono a individuare l’ingresso di quel sepolcro.

UN’OCCASIONE UNICA Dopo l’ebbrezza della scoperta della tomba pressoché intatta, Carter cercò nelle migliaia di oggetti che formavano il sontuoso corredo funebre del re il racconto della sua vita. Sapeva bene che non c’era da aspettarsi nulla dalle pitture parietali, che nelle tombe reali riportano solo testi e scene del rituale funerario. Solo le tombe dei privati hanno un repertorio iconografico con scene di vita quotidiana e notizie sulla biografia del defunto. proprietario della tomba. Ma ora, per la prima volta, si aveva a disposizione un intero corredo funerario, che doveva pur raccontare qualcosa!

Che cosa raccontavano dunque gli oggetti? Certamente mostravano il forte legame tra il giovane faraone e la sua regina, romanticamente rappresentati in momenti di svago secondo lo stile amarniano che, per la prima volta nella millenaria iconografia faraonica, aveva messo in evidenza emozioni e manifestazioni di affetto. Era un giovane alto ma molto magro, con braccia e polsi esili e camminava appoggiandosi ai bastoni che a centinaia sono stati trovati nella tomba perché aveva bisogno di sostenersi in quanto affetto dalla nascita da una deformità al piede. Bastoni di varie misure, adatti alle diverse età del re che salí al trono a circa 9 anni. Tra questi bastoni anche uno semplicissimo con la scritta «giunco tagliato da sua maestà con le proprie mani». E la sua famiglia? Conservava come una reliquia una ciocca della bella capigliatura di sua nonna, la regina Tiye, grande sposa reale di Amenhotep III e madre dell’eretico Akhenaton. Era indubbiamente un principe di sangue reale, figlio probabilmente di Akhenaton e di una moglie secondaria, per questo la legittimazione al trono fu assicurata dal matrimonio con la sorellastra Ankhesenamon, figlia della grande sposa reale Nefertiti. Il faraone morí tra i 18 e i 19 anni, improvvisamente e tragicamente, anche se in vita non doveva aver goduto di una salute robusta. «Partecipavo a un lutto antico di 3000 anni», era questa la forte sensazione che ebbe Carter aggirandosi tra gli oggetti piú intimi appartenuti al giovane sovrano. La commozione si fece piú forte quando, tagliate le bende e tolta la maschera d’oro che copriva il volto, fu al cospetto del re: «davanti a noi giaceva tutto ciò che era rimasto del giovane faraone che finora per noi era stato solo l’ombra di un nome». «Abbiamo mosso le ombre del sipario, ma non siamo riusciti ad alzarlo del tutto» scrisse Carter dopo aver tolto dalla tomba l’ultimo oggetto che non aveva rivelato molto su Tutankhamon, la cui vita «giace ancora nel mistero». a r c h e o 95


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