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Archeo n. 443, Gennaio 2022

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ACROPOLI

VICINO ORIENTE

PYRGI

RITORNO IN IRAQ I LUOGHI DEL SACRO

RESTAURI IRAQ

MITO E RELIGIONE NEL LAZIO ANTICO ARTE DELLA GUERRA

SPECIALE

MIMETISMO SPECIALE OCEANIA A VENEZIA

Mens. Anno XXXVIII n. 443 gennaio 2022 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

RELIGIONE NEL LAZIO ANTICO

ALLE ORIGINI DELLA TUTA MIMETICA

POTERE E PRESTIGIO IN OCEANIA

UN’AFFASCINANTE MOSTRA A VENEZIA

SCAVI DI PYRGI

IL GRANDE PORTO DEGLI ETRUSCHI

IN EDICOLA L’ 8 GENNAIO 2022

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2022

IN VISITA SULL’ACROPOLI

www.archeo.it

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ARCHEO 443 GENNAIO

ATENE

€ 6,50


SOMMARIO EDITORIALE

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di Andreas M. Steiner

di Martina Almonte e Ines Arletti

ALL’OMBRA DEL VULCANO L’offerta del Parco Archeologico di Pompei si arricchisce con l’apertura al pubblico della Casa dei Quattro Stili 10 di Alessandro Mandolesi

SCOPERTE Una ricca necropoli di epoca punica torna alla luce nel sottosuolo di Marsala di Giampiero Galasso

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Bellezza senza ostacoli

56 LUOGHI DEL SACRO/11

SCAVI

La città e il mare

di Alessandro Locchi

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€ 6,50

Comitato Scientifico Internazionale

ARTE DELLA GUERRA

ALLE ORIGINI DELLA TUTA MIMETICA

SPECIALE OCEANIA A VENEZIA

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto

SPECIALE

Mens. Anno XXXVIII n. 443 gennaio 2022 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

MIMETISMO

amministrazione@timelinepublishing.it

RELIGIONE NEL LAZIO ANTICO

Amministrazione

I LUOGHI DEL SACRO

MITO E RELIGIONE NEL LAZIO ANTICO

RESTAURI IRAQ

Impaginazione Davide Tesei

In copertina Ùu, bastone di comando bifronte, Isole Marchesi, fine del XVIII-inizi del XIX sec. Venezia, Collezione Ligabue.

Federico Curti

VICINO ORIENTE

RITORNO IN IRAQ

PYRGI

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it

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Presidente

IN VISITA SULL’ACROPOLI

ACROPOLI

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

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All’ombra di un ramo d’oro

di Laura M. Michetti, con la collaborazione di Alessandro Conti

2022

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

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di Stefania Berlioz, Daniele Morandi Bonacossi e Giovanni Fontana Antonelli

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ARCHEO 443 GENNAIO

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

Ritorno in Iraq

di Valentina Di Napoli

ATENE

Anno XXXVIII, n. 443 - gennaio 2022 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

RESTAURI

DA ATENE

www.archeo.it

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PASSEGGIATE NEL PaRCo A conclusione degli interventi di restauro, il maestoso Tempio di Venere e Roma si avvia a mostrarsi in una nuova luce 8

IN EDICOLA L’ 8 GENNAIO 2022

NOTIZIARIO

di Carlo Casi

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Attualità

VE CEA NE NIA ZI A

Scavare e raccontare

IN DIRETTA DA VULCI Si è chiusa con risultati di grande interesse la prima campagna di scavi a Poggio delle Urne 16

POTERE E PRESTIGIO IN OCEANIA

UN’AFFASCINANTE MOSTRA A VENEZIA

SCAVI DI PYRGI

IL GRANDE PORTO DEGLI ETRUSCHI

arc443_Cop.indd 1

23/12/21 11:47

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Martina Almonte è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Ines Arletti è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Stefania Berlioz è archeologa. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro Conti è ricercatore in etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Alessandro D’Alessio è direttore del Parco archeologico di Ostia antica. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Valentina Di Napoli è professoressa di archeologia del teatro antico presso l’Università di Patrasso. Giovanni Fontana Antonelli è architetto. Giampiero Galasso è giornalista. Cristina Genovese è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica. Maria Paola Guidobaldi è conservatore delle collezioni museali del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma. Steven Hooper è curatore della mostra «Power and Prestige». Alessandro Locchi è dottore di ricerca in storia delle religioni. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Diego Mantero è dirigente dell’Area Geodiversità e Monumenti Naturali della D.R.


ARCHEOTECNOLOGIA Il nemico c’è, ma non si vede

84

di Flavio Russo

84 Rubriche

90

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Le molte vite di un denario

108

di Francesca Ceci

LIBRI

110

SPECIALE

Oceania Potere e prestigio

90

di Steven Hooper

Ambiente della Regione Lazio. Laura Michetti è professore associato di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Daniele Morandi Bonacossi è professore ordinario di archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’Università degli Studi di Udine. Antonella Pansini è cultore della materia in topografia antica, «Sapienza» Università di Roma. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Rossella Zaccagnini è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534

Illustrazioni e immagini: Ufficio Stampa Villaggio Globale International: pp. 92-93, 104-105, 106; The Trustees of the British Museum: pp. 90/91, 97, 100 (destra), 102 (basso, a sinistra e a destra), 107; Hughes Dubois: copertina e pp. 91, 95, 96, 98, 100 (basso), 102 (centro), 103; Collection Nationaal Museum van Wereldculturen: Irene de Groot: p. 101 – Cortesia «Sapienza» Università di Roma, Dipartimento Scienze dell’Antichità: pp. 3, 32-33, 34, 35 (basso), 36-55 – Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara: pp. 6-7 – Parco archeologico del Colosseo: Simona Murrone: pp. 8 (alto), 9 (basso); Azimuth 2020: p. 8 (basso); Cristiana Beltrami: p. 9 (alto) – Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: Antonella Pansini: pp. 12-13 – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani: pp. 14-15 – Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 16-17 – Cortesia degli autori: pp. 18 (sinistra), 19 (alto, a sinistra, e basso, a sinistra), 56/57, 60-61 – Ufficio Stampa Fondazione Palazzo Strozzi: © Jeff Koons, foto: Tom Powel Imaging: p. 18 (destra); Ela Bialkowska/OKNO Studio: p. 19 (alto, a destra); © Jeff Koons: p. 19 (in basso, a destra) – Cortesia Corinium Museum: © Cotswold District Council: p. 20 (alto) – Newcastle University: Fowler, Olalde et al.: pp. 20 (basso), 21 (basso); Fowler, Olalde et al., da Saville 1990, su concessione di Historic England: p. 21 (alto) – Cortesia Teatro di Roma-Teatro Nazionale: p. 22 – Kostas Antoniadis: pp. 26, 27 (alto, a sinistra, e basso), 28, 29 – Cortesia Manolis Korrès: p. 27 (alto, a destra) – Cortesia Università degli Studi di Udine: pp. 58-59 – Archi.Media Trust: p. 63 (alto); Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze: p. 62 (alto); Matteo Sordini: pp. 62/63; Giovanni Fontana Antonelli: p. 63 (basso) – Doc. red.: pp. 66-67, 68 (basso), 69, 70-71, 74, 77 (basso), 84, 87, 94 – Mondadori Portfolio: Archivio Luca Mozzati/Luca Mozzati: pp. 72-73; Album/Quintlox: p. 78; Electa/Zeno Colantoni: pp. 78/79, 80-83; The Print Collector/Heritage Images: p. 85; Erich Lessing/Album: p. 86; Fototeca Gilardi: p. 88 – Shutterstock: pp. 74/75, 76, 77 (alto) – Cippigraphix: cartine alle pp. 35 (alto), 57, 68.

Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI)

Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI)

Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


CORRISPONDENZA DA ATENE Valentina Di Napoli

BELLEZZA SENZA OSTACOLI SPOSTARSI FRA I MONUMENTI DELL’ACROPOLI DI ATENE È ORA PIÚ FACILE, GRAZIE ALLE NUOVE PASSERELLE CHE L’ATTRAVERSANO. L’INTERVENTO, PERÒ, HA SUSCITATO NON POCHE POLEMICHE: PER VERIFICARNE LA FONDATEZZA, ABBIAMO SPERIMENTATO PER VOI QUESTI «PERCORSI DELLA DISCORDIA»

A

ben cinque mesi dalla riapertura dei siti archeologici in Grecia, dopo l’ennesima chiusura imposta dalla pandemia, le polemiche non si sono ancora sopite. Dalla creazione di un gruppo Facebook che ha l’eloquente nome di «SOS Acropoli» agli appelli di archeologi e personalità varie, fino alle interviste e lettere di protesta, tanto si è scritto e detto a proposito della «cementificazione» dell’Acropoli di Atene. Il tutto amplificato dal clamore che solo

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delle foto postate ad arte sui social media possono fare. Pietra dello scandalo è il nuovo percorso per i visitatori sull’Acropoli, portato a termine durante l’inverno scorso e accusato di ricoprire di cemento la Rocca Sacra. Vi invito allora a seguirmi nella mia passeggiata su questa famigerata passerella in cemento, che ho voluto fare dopo aver sentito la voce di Manolis Korrès, l’architetto che, in qualità di Presidente della Commissione per il Restauro dei Monumenti

dell’Acropoli, ha proposto il progetto di questo percorso e ne ha seguito la realizzazione.

UNO SPIRITO VERSATILE A questo punto è d’obbligo una premessa. Korrès, ora professore emerito del Politecnico di Atene, ha dedicato una vita intera (oggi ha 73 anni) allo studio del Partenone e dell’Acropoli, tra i tanti altri argomenti, perché si tratta di uno spirito versatile. Gli interessi vastissimi e le conoscenze


Dida digendis poreic tem iust et qui dus eicat pratia dita que omnis nem videlessent aut ut volorat emporit iostia quiasintiur alitatem denimol orepero enihici dellat eicatur? Modi beribus aperior possimos reiciUcil et autectempos sunt illitas

enciclopediche, combinate a una genuina sete di apprendere, in totale autonomia, l’essenza piú profonda e la vera natura delle cose, ne fanno una personalità davvero unica. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, non può non essere d’accordo sul fatto che, se al mondo c’è una persona che sente pienamente il fascino dell’Acropoli

e la conosce pietra per pietra (e l’espressione va in questo caso intesa in senso letterale!), è proprio Manolis Korrès. Il quale, sebbene lavori con impegno e passione sull’Acropoli da quasi cinquant’anni, ai tanti attacchi – scagliati a livello personale e spesso di natura puramente politica – ha preferito rispondere

In alto: Manolis Korrès (a destra) con l’archeologo Luigi Beschi (1930-2015), al cui lavoro l’architetto greco ha detto di essersi sempre ispirato. Sulle due pagine: immagini delle passerelle in cemento che percorrono l’Acropoli di Atene, agevolandone la fruizione anche da parte di persone con disabilità.

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SCAVI • PYRGI

LA CITTÀ E IL MARE UN HUB COMMERCIALE DI RILIEVO INTERNAZIONALE CONOSCIUTO PERFINO NELLA LONTANA DELFI, UN SANTUARIO TRA I PIÚ IMPORTANTI DEL MEDITERRANEO FREQUENTATO ANCHE DA FENICI E GRECI: ECCO COME LE RECENTI INDAGINI ARCHEOLOGICHE RIVELANO LA STRAORDINARIA STORIA DI PYRGI, IL GRANDE PORTO DELLA METROPOLI ETRUSCA DI CERVETERI… di Laura M. Michetti, con la collaborazione di Alessandro Conti

I

l Mediterraneo è stato nell’antichità un crocevia naturale di scambi, incontri e interazioni culturali. Gli Etruschi, con le metropoli costiere di Cerveteri, l’antica Caere, Tarquinia e Vulci (oggi nel Lazio settentrionale), Vetulonia e Populonia (nell’attuale Toscana), hanno esercitato per gran parte del I millennio a.C. un forte controllo politico ed economico sul Mar Tirreno e, grazie a un’accurata gestione

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del proprio hinterland, hanno plasmato un paesaggio tuttora fortemente distintivo della regione a nord di Roma. Le città etrusche, che sorgevano su ampi pianori a qualche chilometro dalla costa, controllavano il territorio attraverso un network di insediamenti collegati tra loro da complessi sistemi infrastrutturali e gestivano i contatti internazionali grazie a una serrata rete di approdi, porti ed em-

pori precocemente strutturati. Ciò ha favorito – molto in anticipo rispetto ad altre aree dell’Italia preromana – le relazioni con popoli di cultura e organizzazione economica e sociale diverse, predisponendo il rapporto, storicamente cruciale, tra Oriente e Occidente. Questo tipo di organizzazione, percepibile già agli inizi del I millennio a.C., è stabile dalla fine dell’VIII secolo e rimane costante almeno fino al III secolo


Via Caere-Pyrgi

Tratto urbano della via Caere-Pyrgi

Santuario Monumentale

Santuario Meridionale

Quartiere cerimoniale strada?

Via Glareata

Tempio A

Tempio B

In alto: planimetria generale del comprensorio archeologico di Pyrgi. Nella pagina accanto: il comprensorio archeologico di Pyrgi anche in una veduta aerea. A destra: antefissa a testa di Etiope facente parte della decorazione del tetto del Tempio B del Santuario Monumentale.

A sinistra: kylix attica a figure rosse, dal Vano A del quartiere «pubblico-cerimoniale». a r c h e o 33


RESTAURI • IRAQ

RITORNO IN IRAQ NELLA REGIONE IRACHENA PIÚ MARTORIATA DALL’ISIS SONO IN CORSO TRE PROGETTI ITALO-IRACHENI SOSTENUTI DALLA FONDAZIONE SVIZZERA ALIPH, LA CUI MISSIONE È QUELLA DI PROTEGGERE IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E CULTURALE NELLE AREE IN CONFLITTO O POST-CONFLITTO. QUESTO NOSTRO VIAGGIO INIZIA NEL CUORE DELL’IMPERO ASSIRO, CON LE IMMAGINI REGALI SCOLPITE NELLE PARETI ROCCIOSE DEL CANALE DI FAIDA, NEL KURDISTAN IRACHENO. CI

IL COMPLESSO DI ARTE RUPESTRE DI FAIDA

I

l ritrovamento del canale assiro di Faida, scavato nella roccia alla base di una dorsale collinare una dozzina di chilometri a sud dell’odierna città di Duhok nel Kurdistan iracheno settentrionale (vedi «Archeo» n. 422, aprile 2020; anche on line su issuu.com), rappresenta una di quelle scoperte che modificano profondamente la nostra comprensione delle infrastrutture idrauliche costruite dagli Assiri e del sofisticato dispositivo di arte

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figurativa che ne celebrava la creazione. Il canale, portato alla luce nel 2019 e 2021 dalla missione congiunta italo-curda dell’Università di Udine e della Direzione delle Antichità di Duhok, fu probabilmente scavato alla fine dell’VIII secolo a.C. dal grande sovrano Sargon II (721-705 a.C.) per captare le acque di una serie di risorgenti carsiche che affioravano ai piedi del versante settentrionale della collina e portarle a una estesa e fertile area agricola

ubicata a circa 9 km di distanza. Il canale di Faida si inseriva nella piú vasta rete di canali d’irrigazione costruiti da Sargon e, soprattutto, da suo figlio Sennacherib (704-681 a.C.) per irrigare l’entroterra delle ultime due capitali dell’impero assiro, Khorsabad/Dur-Sharrukin e Ninive, e aumentarne la produttività agricola allo scopo di sostenere la crescita economica e demografica delle capitali e del loro entroterra. Sulla sponda rocciosa sinistra


SPOSTEREMO POI NEL CUORE DELLA JAZIRA IRACHENA, 100 KM A SUD-OVEST DI MOSUL, DOVE UN TEAM ITALO-IRACHENO PROMOSSO DALL’ISMEO STA EFFETTUANDO INTERVENTI DI PRIMA EMERGENZA A HATRA, LA GRANDE CITTÀ ARABA FIORITA, TRA I E III SECOLO D.C., AL CONFINE TRA IMPERO ROMANO E PARTICO. ULTIMA TAPPA LA CITTADELLA STORICA DI MOSUL, DOVE L’ASSOCIAZIONE ARCHI.MEDIA TRUST È IMPEGNATA NEL COMPLESSO RESTAURO DI UNA MOSCHEA DEL XVIII SECOLO, DALLA SUGGESTIVA CUPOLA TURCHESE. ARCHEO SI FA TESTIMONE DEI LAVORI IN CORSO testi di Stefania Berlioz, Daniele Morandi Bonacossi e Giovanni Fontana Antonelli

Mar Caspio

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Ku rd is ta n Niin Nin N Nini ini iniv ve e

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del canale, Sargon e Sennacherib fecero scolpire almeno dodici monumentali pannelli di poco meno di 5 m di larghezza e 1,80 m di altezza che rappresentavano i sovrani assiri in preghiera di fronte alle statue delle sette maggiori divinità del pantheon assiro stanti sul dorso di

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Sulle due pagine: la recinzione del santuario centrale di Hatra al tramonto. A destra: cartina dell’Iraq, con le località citate nel testo in evidenza.

Assu Ass A As sssu ss sur

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Ara abia Saudita N 0

200 Km

Ku uw wa ait

Golfo Persico/ Golfo Arabico

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LUOGHI DEL SACRO/11

ALL’OMBRA DI UN RAMO D’ORO CIME BOSCOSE, SELVE IMPENETRABILI, LAGHI PROFONDI E MISTERIOSI: SONO I LUOGHI PRIVILEGIATI IN CUI SI ESPRESSE LA RELIGIOSITÀ DELLE GENTI STANZIATE NEL LAZIO ANTICO PRIMA DELL’AVVENTO DI ROMA di Alessandro Locchi

«A

llora, o Cinzia, perché cerchi dubbi responsi a Preneste, perché ti dirigi alle mura dell’Eeo Telegono? Perché il tuo cocchio ti porta all’erculea Tivoli? Perché tante volte percorri la vecchia Via Appia? Potessi tu, o Cinzia, passeggiare in questi luoghi per tutto il tempo che avrai libero. Ma m’impedisce di crederti la folla quando ti vede correre devota con le fiaccole accese e portare nel bosco torce alla dea Trivia». In questi termini, qui nella traduzione di Luca Canali, il sospettoso Properzio (Elegie II 32, 3-10) si lamenta del comportamento dell’amata Cinzia, che, in preda a una sorta di furore religioso, diserta gli spazi monumentali dell’Urbe e la confortevole alcova del poeta, per raggiungere i principali santuari del cosiddetto Lazio

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arcaico, o Latium vetus: dall’oracolo prenestino alle mura di Tuscolo, il cui eroe fondatore (Telegono), figlio della maga Circe, proveniva dall’omerica isola di Eea, allo scenario boschivo sul lago di Nemi consacrato a Diana dalla triplice natura. I luoghi visitati dalla volubile donna cara a Properzio sono accomunati dall’essere compresi in un comparto strategico della penisola italica, indicato appunto come Latium vetus (o antiquum). Per inquadrarlo geograficamente, possiamo


ricorrere a Plinio il Vecchio, che cosí lo definisce: «Il Lazio antico si è mantenuto nella sua lunghezza di 50 miglia, dal Tevere al Circeo: cosí umili furono all’inizio le radici dell’impero. I suoi abitanti mutarono spesso, avvicendandosi nel corso del tempo: Aborigeni, Pelasgi, Arcadi, Siculi, Aurunci, Rutuli; e, oltre il Circeo, Volsci, Osci e Ausoni. Estendendosi a questi popoli, il nome del Lazio avanzò fino al fiume Liri» (Naturalis historia III 9, 56; traduzione di Giuliano Ranucci). Pur nell’estrema sintesi, il passo pliniano non lascia dubbi sui con-

fini di massima di un territorio, esteso tra il basso corso del Tevere e il promontorio del Circeo, al cui margine settentrionale ricade pertanto la stessa città di Roma e che ha il suo epicentro nel comprensorio dei Colli Albani. Altro dato significativo, rilevabile nel brano della Naturalis historia, è l’accenno conclusivo all’evoluzione dell’antica regione: il successivo espandersi di Roma verso sud, a spese di una serie di popoli e gruppi etnici (Ernici,Volsci, Aurunci…), determinò la creazione di una nuo-

Sulle due pagine: Il ramo d’oro, olio su tela di William Turner. 1834. Londra, Tate Gallery. Il dipinto viene descritto da James George Frazer nel suo saggio omonimo, centrato sui riti magici e nel quale compare anche un riferimento al rex nemorensis («il sovrano del bosco») che officiava nel tempio di Diana a Nemi. Nella pagina accanto: testa della statua di culto di Diana, rinvenuta in una delle celle del santuario nemorense a lei dedicato. II sec. a.C. Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek.

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