Skip to main content

Archeo n. 440, Ottobre 2021

Page 1

M OZ IA

DANIMARCA

SAN CASCIANO DEI BAGNI TARTARO

SANTUARI TOLEMAICI

SPECIALE BATTAGLIA DI SALAMINA

SCOPERTE

L’ORO DELLA DANIMARCA

I LUOGHI DEL SACRO

I GRANDI SANTUARI DELL’EGITTO TOLEMAICO

2500 ANNI FA

SALAMINA

SAN CASCIANO DEI BAGNI

NUOVE RIVELAZIONI DALLA VASCA DELLE MERAVIGLIE

www.archeo.it

IN EDICOLA L’ 8 OTTOBRE 2021

.it

AS TA RT ER ISC ww OP w. ER a rc TA he o

2021

Mens. Anno XXXV n. 440 ottobre 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

ARCHEO 440 OTTOBRE

LA BATTAGLIA DIMENTICATA

€ 5,90


SOMMARIO EDITORIALE

Un futuro senza se e senza ma

3

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

6

SCOPERTE Mozia è ancora una volta teatro di un ritrovamento eccezionale: ed è Astarte «in persona» a presentarsi al cospetto degli archeologi 6

IN DIRETTA DA VULCI Le indagini con il georadar e geomagnetiche offrono un contributo decisivo per la ricostruzione dell’assetto urbanistico dell’antica città

SCAVI

Nella vasca delle meraviglie 50 di Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli

16

di Carlo Casi

SCOPERTE

C’è dell’oro in Danimarca!

38

di Elena Percivaldi

50

di Lorenzo Nigro

MUSEI Si inaugura il Museo Archeologico della Vasca Votiva di Noceto, che accoglie la straordinaria struttura realizzata nell’età del Bronzo 8

BIOARCHEOLOGIA

Quando il passato mostra i denti

di Stefano Mammini

38 2021

66 € 5,90

www.archeo.it

it

ww

w.a rc

M OZ IA

ARCHEO 440 OTTOBRE

AS TA RT ER ISC OP ER TA he o.

di Gabriella Strano

IN EDICOLA L’ 8 OTTOBRE 2021

PASSEGGIATE NEL PArCo Tornano a zampillare le fontane, antiche e moderne, del Foro Romano e del Palatino 10

Federico Curti

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Internazionale 2500 ANNI FA Mens. Anno XXXV n. 440 ottobre 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

SPECIALE BATTAGLIA DI SALAMINA

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

SANTUARI TOLEMAICI

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

SAN CASCIANO DEI BAGNI TARTARO

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

In copertina uno dei magnifici medaglioni in oro massiccio facenti parte del tesoro rinvenuto a Vindelev, non lontano da Jelling, in Danimarca.

Presidente

DANIMARCA

Anno XXXVII, n. 440 - ottobre 2021 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

66

di Emanuela Cristiani e Claudio Ottoni

SALAMINA LA BATTAGLIA DIMENTICATA

SAN CASCIANO DEI BAGNI

NUOVE RIVELAZIONI DALLA VASCA DELLE MERAVIGLIE

SCOPERTE

L’ORO DELLA DANIMARCA I LUOGHI DEL SACRO

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto

I GRANDI SANTUARI DELL’EGITTO TOLEMAICO

arc440_cop.indd 1

24/09/21 17:13

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Claudia Abatino è assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena. Veronica Aniceti è assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università di Bergen (Norvegia). Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Emanuela Cristiani è professoressa associata di archeologia preistorica presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo Facciali della «Sapienza» Università di Roma. Alessandro D’Alessio è direttore del Parco archeologico di Ostia Antica. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Francesca Iannarilli è dottore di ricerca e assegnista in egittologia presso Ca’ Foscari Università di Venezia. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Emanuele Mariotti è archeologo. Lorenzo Nigro è professore ordinario di archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico e di archeologia fenicio-punica della «Sapienza» Università di Roma. Claudio Ottoni è assegnista di ricerca presso il laboratorio DANTE-Diet and Ancient Technology della «Sapienza» Università di Roma. Elena Percivaldi


LUOGHI DEL SACRO/9

Una nuova idea per i numi d’Egitto

70

di Francesca Iannarilli

70 Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Quanti illustri figli di serpenti!

110

di Francesca Ceci

SPECIALE

Salamina La vittoria dimenticata

110 LIBRI

90

112

90

di Fabrizio Polacco

è giornalista e storica del Medioevo. Fabrizio Polacco è coordinatore nazionale del «PRISMA». Gabriella Strano è architetto paesaggista del Parco archeologico del Colosseo. Jacopo Tabolli è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo.

Illustrazioni e immagini: Konserveringscenter Vejle: copertina e pp. 38/39, 40/41, 42-43, 44 (alto), 44/45 – Ufficio stampa del Deutsches Museum, Norimberga: p. 3 – Missione archeologica a Mozia della «Sapienza» Università di Roma: pp. 6-7 – Museo Archeologico La Vasca Votiva, Noceto (Parma): p. 8 – Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Parco archeologico di Pompei: pp. 12-13 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 14-15 – Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 16-17 – Cortesia degli autori: pp. 20, 22-24, 111 – Alberto Potenza: locandina a p. 21 (al centro) – Cortesia MAVVWine Art Museum: pp. 26-29 – Musée nationale de Préhistoire, Les-Eyzies-de-Tayac: p. 30 (in basso) – Museo Nazionale della Georgia, Tbilisi/Ana Mgeladze: pp. 30 (alto e centro), 31 – Vejle Museums: pp. 39, 40, 44 (basso), 45 (alto) – Shutterstock: pp. 46-47, 48, 72, 74-75, 76 (alto), 79, 80, 82 (basso), 83, 84/85, 86/87, 87, 88, 94-95, 96, 106-107, 109 – Mondadori Portfolio: Album: p. 49; Album/Quintlox: p. 76 (basso); Werner Forman Archive/Private Collection/Heritage Images: p. 77; Heritage Images: p. 78; Historica Graphica Collection/ Heritage Images: p. 86; AKG Images: p. 93 (basso) – Soprintendenza ABAP per le province di Siena Grosseto e Arezzo: Alessandra Fortini: pp. 50/51, 52/53, 54-63 – Emanuela Cristiani ed Elena Fiorin: p. 66 – Dusan Boric: p. 67 – Andrea Zupancich: p. 68 – Emanuela Cristiani e Andrea Zupancich: p. 69 (sinistra) – Emanuela Cristiani: p. 69 (destra, in alto) – Mauro Cutrona: disegno a p. 69 – Altair4 Multimedia: pp. 70/71, 80/81, 82 (alto) – Fabrizio Polacco: pp. 90-91, 102-105, 108 – Doc. red.: pp. 92, 96/97, 99, 100/101, 110 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle p. 41, 53, 73, 93 e 98. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


SCOPERTE • DANIMARCA

38 a r c h e o


C’È DELL’ORO IN

DANIMARCA! VI SECOLO D.C.: IL SOLE AVEVA PERSO LA CAPACITÀ DI SPLENDERE, LA PIOGGIA SMISE DI CADERE, LA FINE DEL MONDO SEMBRAVA VICINA. FORSE PER QUESTO, UN IGNOTO ABITANTE DEL PAESE SCANDINAVO DECISE DI SOTTERRARE UN PREZIOSO TESORO, NELLA SPERANZA DI POTERLO RECUPERARE IN TEMPI MIGLIORI. QUEGLI SPLENDIDI OGGETTI RIMASERO, INVECE, SEPOLTI PER 1500 ANNI. FINO A CHE UN RICERCATORE DILETTANTE, ARMATO DI METAL DETECTOR... di Elena Percivaldi

Salvo diversa indicazione, tutte le foto che corredano l’articolo documentano la scoperta del tesoro di Vindelev e gli oggetti che ne fanno parte. Sulle due pagine: particolare della decorazione di uno dei medaglioni sul quale, accanto al profilo di un personaggio, si riconosce la svastica, simbolo solare. A destra: la lamina aurea utilizzata per uno dei manufatti appartenenti al tesoro, cosí come si presentava al momento del ritrovamento, piú volte ripiegata. a r c h e o 39


SCAVI • SAN CASCIANO DEI BAGNI

NELLA

VASCA DELLE MERAVIGLIE LO SCAVO DEL SANTUARIO DI SAN CASCIANO DEI BAGNI – DI CUI ABBIAMO RIFERITO PER LA PRIMA VOLTA NELLO SCORSO APRILE – SI ATTESTA COME UNA DELLE PIÚ PROMETTENTI REALTÀ ARCHEOLOGICHE DEL MOMENTO: NUOVE E SORPRENDENTI SCOPERTE STANNO RIVELANDO LA STORIA DI QUESTO AFFASCINANTE LUOGO SACRO PER GLI ETRUSCHI E PER I ROMANI di Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli

N

el tempo del mito le antiche sorgenti sono spesso scoperte da creature fantastiche, in momenti talvolta drammatici della fondazione del mondo e delle cose. Quando le Muse e le Pieridi si sfidarono in una gara di canto, il monte Elicona, udite le 50 a r c h e o

Tutte le foto che corredano questo articolo sono di Alessandra Fortini e documentano gli scavi nel santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Siena). Sulle due pagine: il recupero del putto in bronzo rinvenuto in prossimità del fondo della vasca del santuario.


SCAVI • SAN CASCIANO DEI BAGNI

In alto: un’altra immagine della vasca. A sinistra: uno degli ex voto in bronzo a forma di orecchio: la loro presenza evoca l’associazione fra l’uso terapeutico dell’acqua calda e l’ascolto delle preghiere dei fedeli da parte delle divinità. 58 a r c h e o


QUASI COME UNA PROCESSIONE

In alto, a destra: i due piedi destri in piombo, con calzari, trovati sul lato est della vasca.

La forza del culto isiaco all’interno del santuario del Bagno Grande trova la sua piú importante manifestazione nella teoria di orme scolpite e inserite sul bordo della vasca sacra. Una processione simbolica che richiama subito alla mente quella misteriosa, nei versi di Apuleio e del suo Asino d’Oro: piedi, orecchie, piccole impronte di bambini, sino alle «vestigia tauri», trovano spazio sul bordo probabilmente ricostruito sullo scorcio del II secolo d.C. proprio per accogliere i

nuovi altari offerti alle dee. Se ne contano decine: sul bordo ovest, da cui probabilmente viene anche l’inserto in piombo a forma di zoccolo recuperato nel riempimento della vasca; sul lato est, dove, all’estremità visibile, appaiono due piedi destri con calzari, sormontati (quasi cancellati) dai grandi blocchi che sigillarono il complesso sacro nel V secolo d.C., quando la cristianizzazione di Chiusi comportò l’abbandono di un luogo cosí fortemente pagano nel

paesaggio circostante. Altri incavi con abbondanti tracce di metallo al loro interno si dipanano verso la porzione di bordo su cui erano posti gli altari agli dèi, interrompendosi in corrispondenza di questi. Qui le impronte scompaiono e lasciano il posto ai singoli inserti di piombo per l’alloggiamento delle arae, completando quella spettacolare esibizione di culto e potere con cui le famiglie dei Sexti Asinii quasi si appropriano del santuario.

a r c h e o 59


BIOARCHEOLOGIA • TARTARO

QUANDO IL PASSATO MOSTRA I DENTI

NEMICO NUMERO UNO DELL’IGIENE ORALE, IL TARTARO STA INVECE AFFERMANDOSI COME UNO DEI MIGLIORI ALLEATI DELL’ARCHEOLOGO: LO STUDIO DEI SUOI RESIDUI, NEL CASO DI INDIVIDUI VISSUTI NELL’ANTICHITÀ, SI RIVELA UNA VERA E PROPRIA MINIERA DI DATI di Emanuela Cristiani e Claudio Ottoni

«C

on quella bocca può dire ciò che vuole»: cosí sentenziava lo slogan di una famosa marca di dentifricio in un Carosello andato in onda nel 1958 e presto trasformatosi in un vero e proprio tormentone. Oggi sappiamo che l’igiene orale, oltre a donarci un bel sorriso, è anche la migliore cura per la salute della nostra bocca. L’uso quotidiano dello spazzolino previene patologie del cavo orale e tiene lontani batteri

66 a r c h e o

che altrimenti prolifererebbero nella famigerata placca dentale. Quest’ultima, in condizioni di particolare acidità della nostra bocca, può arrivare a calcificarsi, formando il tartaro, o calcolo dentale.

LO SPAZZOLINO DEI TANG Strumento indispensabile per prevenire l’insorgere del tartaro, lo spazzolino da denti è diventato oggi un oggetto iconico nella cultura moderna, in tutte le sue declinazioni:

colorato, ergonomico, di design, fino alle piú recenti evoluzioni tecnologiche basate sull’intelligenza artificiale.Tuttavia, per come lo conosciamo noi, lo spazzolino è un’invenzione che risale alla dinastia imperiale cinese Tang (618-907 d.C.), mentre invece, ben prima dell’epoca storica, la rimozione meccanica della placca non avveniva con regolarità e, anche per questo motivo, sono arrivati a noi molti calcoli dentali di individui lontani nel tempo.


Sebbene l’eziologia del calcolo non sia ancora pienamente nota, il processo di mineralizzazione di questo biofilm permette di «intrappolare», insieme ai batteri e alle cellule umane naturalmente costituenti la placca, anche microscopici frammenti di cibo, strutture vegetali, animali,

muni. La frequenza di questo deposito mineralizzato nelle popolazioni umane antiche è stata spesso spiegata in relazione alle differenti strategie di sussistenza come, per esempio, la caccia o l’agricoltura. Grazie ai progressi tecnologici degli anni Novanta è stato possibile

composti chimici e biomolecolari, nonché minerali transitati almeno una volta nella bocca di un individuo. Ben protetti dalla matrice minerale del calcolo, tali microscopici residui possono resistere millenni, mantenendo spesso inalterate le loro caratteristiche distintive. Per questo motivo, il tartaro antico costituisce oggi una fonte preziosa di informazioni biografiche sulla dieta, la salute, le condizioni di vita e, addirittura, sulle abitudini sociali e lavorative del passato. Il suo studio è divenuto uno dei principali interessi della bioarcheologia, la disciplina che indaga i reperti di origine biologica rinvenuti in contesti archeologici. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, le analisi sul tartaro fossile si sono fatte sempre piú co-

Sulle due pagine: le dentature di due individui vissuti in epoca antica sulle quali si possono osservare residui di tartaro. Denti e tartaro costituiscono una risorsa importante per ricostruire aspetti biografici tra cui la dieta, gli stili di vita, le attività lavorative e lo stato di salute.

esplorare il tartaro dentale a livello microscopico, rivelando la morfologia di residui di origine vegetale e animale associati alla dieta e persino i batteri intrappolati nella matrice minerale di primati vissuti quasi 10 milioni di anni fa.

UNA TRAPPOLA PER GLI AMIDI In particolare, si è scoperto che il tartaro intrappola e conserva strutture vegetali come i fitoliti, – microscopici depositi di silice che si formano in molte cellule vegetali –, ma, soprattutto, gli amidi, ovvero la riserva energetica delle piante. L’a-

mido si deposita in granuli semicristallini nella maggior parte dei tessuti, ma si rinviene in particolare abbondanza in semi, radici e tuberi. Il ruolo di tali piante nella nostra storia evolutiva è stato confermato attraverso lo studio dei calcoli dentali di specie oggi estinte di australo-

piteco (Australopithecus sediba) e Neandertal. L’identificazione di microresidui vegetali ha permesso anche di caratterizzare meglio la dieta dei cacciatori-raccoglitori, l’esistenza di pratiche di cottura dei vegetali e, infine, valutare in che misura cereali spontanei e altre piante costituissero parte del menú quotidiano prima dell’introduzione dell’agricoltura, che ha avuto origine piú di 10 000 anni fa nel Vicino Oriente. Ma le potenzialità dello studio dei calcoli antichi si spingono oltre lo studio della paleodieta. Per esempio, il rinvenimento di fibre e altre strutture vegetali ha evidenziato il ricorrente a r c h e o 67


SPECIALE • SALAMINA

SALAMINA LA VITTORIA DIMENTICATA

In primo piano: Kynosoura (Cinossoura). Particolare del monumento in memoria dei Greci caduti a Salamina.


NEL V SECOLO A.C. L’IMPERO PERSIANO DÀ LIBERO SFOGO ALLE PROPRIE MIRE ESPANSIONISTICHE, DECIDENDO DI RISOLVERE, UNA VOLTA PER TUTTE, LA «QUESTIONE GRECA». NEL 480 A.C., ALLE TERMOPILI, LA FORMIDABILE ARMATA COMANDATA DA SERSE SCONFIGGE L’ESIGUO ESERCITO CAPEGGIATO DA LEONIDA, RE DI SPARTA. QUALCHE SETTIMANA DOPO, PERÒ, QUEGLI STESSI VINCITORI SUBISCONO UNA CLAMOROSA SCONFITTA NELLE ACQUE DI SALAMINA. E ATENE, LA GRECIA, FORSE L’INTERO OCCIDENTE SONO SALVI… di Fabrizio Polacco Sulle due pagine: la baia di Salamina, teatro della battaglia. In primo piano, l’isolotto di Aghios Georghios, oggi unito all’isola, e, sullo sfondo, il monte Egialeo, con Perama.

S

trana sorte, quella di Salamina. Il suo nome campeggia improvviso nei libri di storia – quella poca storia, improvvidamente mescolata alla geografia, che ancora si studia nelle scuole superiori – quando arriva il momento di citare una delle battaglie piú importanti dell’antichità: uno scontro che determinò il corso della seconda guerra greco-persiana all’inizio dell’autunno del 480 a.C., con la catastrofica sconfitta inflitta alla flotta del Gran Re Serse dalle forze navali riunite delle poleis greche. Salamina viene a malapena definita un’isola, in certi casi un’isoletta, presso le coste dell’Attica, e poi sparisce dai radar anche della maggior parte di coloro che intraprendono gli studi classici al liceo e perfino, in molti casi, all’università. Inspiegabilmente, poi, una guida turistica tra le piú diffuse al mondo – dedicata alle Isole della Grecia – omette perfino di citarla, e lo «sgarbo» è ripetuto in altre pubblicazioni dello stesso genere. L’idea che se ne ricava, stando cosí le cose, è che quella che per lunghi secoli i Greci hanno chiamato «Kouloura» («Ciambella»), sia poco piú di uno scoglio, presso il quale casualmente si trovarono a confliggere le navi

a r c h e o 91


SPECIALE • SALAMINA

davvero potuto determinare il tracollo dell’impresa di Serse, fu che non si trattava di guerrieri qualsiasi, bensí di opliti. Interamente armati di ferro e bronzo, addestrati a una tecnica di combattimento condivisa poiché apKylix (coppa a due manici) a figure rosse del Pittore di Makron raffigurante alcuni guerrieri nell’atto di indossare le armature, uno dei quali si taglia i capelli. 480 a.C. circa. Parigi, Museo del Louvre.

100 a r c h e o

presa nei ginnasi delle varie città-stato durante l’efebia (periodo di addestramento che avveniva all’età di circa 20 anni), erano soprattutto cittadini soldati, pienamente consapevoli d’essere lí a fare da baluardo alle proprie picco-


le e amate patrie, ai propri campi, alle proprie dimore, ai propri cari. Dall’altro lato c’era un esercito immenso, sí, ma inviato a combattere per obbedienza alla volontà del Gran Re da uno stuolo di popoli eterogenei, che non condividevano né armamento, né tecnica militare, né spirito guerre-

sco, e, soprattutto, non erano motivati da alcun ideale, se non dal desiderio di dominio, che nei soldati semplici si traduceva in una promessa di saccheggio. Per due giorni l’andamento della battaglia fu tanto cruento quanto ripetitivo: gli assalitori avanzavano a ondate, e si schiantavano contro il muro uma-


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook