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Archeo n. 435, Maggio 2021

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2021

MASADA ARISTAIOS TERRA PROMESSA SICILIA PRIMA DEI GRECI SPECIALE MASADA

Mens. Anno XXXV n. 435 maggio 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

GIUSEPPE FLAVIO

L’ULTIMA FORTEZZA

ROMA

LA COLLEZIONE SINOPOLI

GIUSEPPE FLAVIO E IL MISTERO DI GESÚ INCONTRO CON LUCIANO CANFORA

I LUOGHI DEL SACRO

IN SICILIA PRIMA DEI GRECI ARCHEOLOGIA E NAZIONALISMI

SCAVARE LA TERRA PROMESSA

www.archeo.it

IN EDICOLA L’ 8 MAGGIO 2021

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ARCHEO 435 MAGGIO

€ 5,90


SOMMARIO EDITORIALE

Del buon uso di Giuseppe Flavio

3

Parco Archeo Natura, che permetterà di tornare, per un giorno, all’età del Bronzo

MUSEI

Il maestro di bellezze 44 12

di Nicoletta Capasso

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

6

SCOPERTE Una pista di orme fossili scoperta sull’Altopiano della Gardetta, in Piemonte, rivela l’esistenza di un grande rettile, simile a un coccodrillo, vissuto ben 250 milioni di anni fa 6

FRONTE DEL PORTO Nuovi progetti di valorizzazione interessano la necropoli dell’Isola Sacra, uno dei complessi archeologici piú importanti dell’area ostiense 16 di Paola Germoni

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L’INTERVISTA

ARCHEOLOGIA DELLE NAZIONI/8

incontro con Luciano Canfora, a cura di Flavia Marimpietri

di Umberto Livadiotti e Andreas M. Steiner

32

54

La verità di Giuseppe 32

Nella terra promessa 54

PASSEGGIATE NEL PArCo Il Parco archeologico del Colosseo si fa sempre piú verde e sul Palatino ora si producono vino, miele e olio d’oliva 10 di Francesca Boldrighini, Gabriella Strano

2021

€ 5,90

www.archeo.it

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M SPEC AS IAL AD E A he

ARCHEO 435 MAGGIO

In copertina il sito di Masada, alle propaggini meridionali del deserto di Giuda. IN EDICOLA L’ 8 MAGGIO 2021

MUSEI Il sito palafitticolo di Fiavè, nel Trentino, si avvia a inaugurare il

Presidente

Federico Curti

MASADA

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Internazionale Mens. Anno XXXV n. 435 maggio 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

SPECIALE MASADA

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

SICILIA PRIMA DEI GRECI

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

ARISTAIOS TERRA PROMESSA

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

GIUSEPPE FLAVIO

Anno XXXVII, n. 435 - maggio 2021 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

L’ULTIMA FORTEZZA

ROMA

LA COLLEZIONE SINOPOLI

GIUSEPPE FLAVIO E IL MISTERO DI GESÚ INCONTRO CON LUCIANO CANFORA

arc435_Cop.indd 1

I LUOGHI DEL SACRO

IN SICILIA PRIMA DEI GRECI ARCHEOLOGIA E NAZIONALISMI

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Paul J. Riis

SCAVARE LA TERRA PROMESSA

27/04/21 14:43

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Francesca Boldrighini è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Nicoletta Capasso è archeologa. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Paola Germoni è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Umberto Livadiotti è cultore della materia in storia romana presso «Sapienza» Università di Roma. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Francesca Spatafora è archeologa. Mara Sternini è professore associato di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena. Gabriella Strano è architetto paesaggista del Parco archeologico del Colosseo.

Illustrazioni e immagini: Duby Tal/Albatross: copertina e pp. 88/89, 90/91 (basso), 92, 94/95, 102-103 – Shutterstock: pp. 3 (e p. 107), 38/39, 50/51, 54/55, 62 (basso), 63, 65,


LUOGHI DEL SACRO/5 Siamo Elimi e Sicani

68

di Francesca Spatafora

68 Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA La fanciulla e il serpente

110

di Francesca Ceci

88 SPECIALE

110 LIBRI

Masada, l’ultima fortezza 112

88

di Andreas M. Steiner, con un contributo di Flavio Russo

96/97, 100, 100/101, 105, 108/109 (basso) – Cortesia Ufficio Stampa Università degli Studi di Torino: p. 6 (basso); Massimo Delfino: pp. 6 (centro, a sinistra), 7; Massimo Petti: pp. 6 (centro, a destra), 8; Cortesia Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento: pp. 12-13 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Cortesia Parco archeologico di Ostia antica: pp. 16-17 – Cortesia Reparto Operativo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale: p. 18 – Cortesia Soprintendenza BBCCAA di Caltanissetta: pp. 20-21 – Cortesia Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 22-23 – Cortesia degli autori: pp. 24, 68/69, 70, 71, 72-83, 87 – The Cleveland Museum of Art, Cleveland: Severance and Greta Millikin Purchase Fund: p. 25 – Alamy Stock Photo: p. 32 – Doc. red: pp. 33, 36, 40-42, 56-57, 60-61, 62 (alto), 66 (alto e basso, a sinistra), 67, 84/85, 86, 90/91 (alto), 91, 110-111 – Bridgeman Images: pp. 34/35 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 35, 58, 106; Fototeca Gilardi: p. 37; Album/Prisma: p. 64 – Cortesia dell’autore: Fondazione Musica per Roma: pp. 44-49, 50, 52-53 – The American Colony and Eric Matson Collection, Todd Bolen: p. 59 – Lionster: p. 93 – ZeevStein: p. 99 – Zairon: p. 101 (basso) – Ted Chi: pp. 104/105 – Israel Press and Photo Agency (I.P.P.A.)/Dan Hadani collection, National Library of Israel: pp. 108/109 (alto) – Patrizia Ferrandes: cartina a p. 66 – Cippigraphix: cartina alle pp. 70/71; rielaborazioni grafiche: pp. 96 (da: Jodi Magness, Masada: From Jewish Revolt to Modern Myth, Princeton University Press, 2019), 98/99 (da: Ehud Netzer, Die Paläste der Hasmonäer und Herodes des Großen, Philipp von Zabern, 1999). Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


L’INTERVISTA • GIUSEPPE FLAVIO

LA VERITÀ DI

GIUSEPPE

YOSEPH BEN MATTITYAHU NASCE A GERUSALEMME DA FAMIGLIA SACERDOTALE, PARTECIPA ALL’INSURREZIONE GIUDAICA, TRADISCE I SUOI E MUORE A ROMA, DA CITTADINO DELL’IMPERO. È CONSIDERATO UNO DEGLI AUTORI PIÚ PROLIFICI DELL’ANTICHITÀ. UNA NUOVA, AFFASCINANTE RICERCA INDAGA GLI ASPETTI PIÚ RECONDITI DELLA SUA STRAORDINARIA PARABOLA… di Flavia Marimpietri

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ncora oggi l’opera dello storico Giuseppe Flavio (vedi box a p. 41) rappresenta la principale testimonianza scritta a nostra disposizione circa gli avvenimenti storici della Giudea del I secolo d.C., periodo segnato dalla prima insurrezione giudaica, conclusasi nel 70 d.C. con l’assedio e la presa di Gerusalemme da parte di Tito e con la caduta della roccaforte di Masada, tre anni dopo. Lo storico scrisse ben trenta libri – i 7 della Guerra giudaica, i 20 delle Antichità giudaiche, l’Autobiografia e i 2 del pamphlet Contro Apione – giunti, caso unico nella letteratura classica, intatti fino a noi. Ma come è avvenuta questa straordinaria «salvazione»? E quale ruolo ebbe, in questo prodigioso fenomeno storico-letterario, una famosa e discussa testimonianza sulla vita e morte di Gesú? A queste domande cerca una risposta Luciano Canfora, storico, saggista e accademico italiano, professore emerito di filologia greca e latina presso l’Università di Bari, nel suo nuovo «giallo filologico» La conversione. Come Giuseppe Flavio fu cristianizzato. ♦ Professor Canfora, quale elemento ha sollecitato il suo interesse per questo straordinario e controverso personaggio? «Ricordo quando, nel 1962, scrissi la mia tesi di laurea in storia romana, approfondendo la creazione della provincia romana di Siria. Mi colpí l’operazione di Pompeo Magno,“controfigura” di Alessandro Magno, che, nel 63 a.C., conquistò senza colpo ferire Gerusalemme ed 32 a r c h e o

A sinistra: lo storico Luciano Canfora. Nella pagina accanto: miniatura raffigurante Pompeo e i suoi soldati nel Tempio di Gerusalemme, da un’edizione manoscritta delle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio illustrata dal Maestro del Boccaccio di Monaco. 1415-1470. Parigi, Bibliothèque nationale de France.


a r c h e o 33


IL MAESTRO DI BELLEZZE DIRETTORE D’ORCHESTRA FRA I PIÚ GRANDI E MAI DIMENTICATO, GIUSEPPE SINOPOLI RIUNÍ UNA COLLEZIONE ARCHEOLOGICA, RICCA DI OPERE DI PREGIO E POI TRASFORMATA NEL MUSEO ARISTAIOS, ALLESTITO NELL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA di Nicoletta Capasso 44 a r c h e o


Salvo diversa indicazione, tutte le immagini si riferiscono a opere della collezione Sinopoli, esposte nel Museo Aristaios dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. A sinistra: particolare della faccia di una pelike (brocca a due manici) del Pittore di Syleus sulla quale compare una figura femminile (forse un’etera), tra due personaggi barbati. Prima metà del 480-470 a.C. In basso: lo spazio dell’Auditorium in cui è allestito il Museo Aristaios.

T

ra i molti musei romani, grandi e piccoli e piú o meno noti, c’è un piccolo gioiello incastonato come una gemma preziosa nel magnifico Auditorium Parco della Musica realizzato su progetto dell’architetto Renzo Piano: il Museo Aristaios, nato l’11 dicembre del 2012 a seguito di un accordo di valorizzazione tra l’allora MiBACT, Roma Capitale e la Fondazione Musica per Roma, in attuazione degli accordi nella convenzione d’acquisto della collezione archeologica del maestro Giuseppe Sinopoli (1946-2001). Musealizzata all’interno del moderno Auditorium, la raccolta si è cosí trasformata in un museo aperto al pubblico con ingresso libero, il cui allestimento – che ha avuto come curatore scientifico Benedetti Adembri e come direttore dei lavori Alessandra Di Matteo – fonde la forza del passato con la contemporaneità. Nella sala che accoglie la collezione – uno spazio di oltre 300 mq – sono esposte 161 opere. Si tratta di ceramiche provenienti dal bacino mediterraneo, per lo piú materiali di produzione greca e italiota, ma non solo. Dalla Roma contemporanea del Parco della Musica, il Museo Arista-

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ARCHEOLOGIA DELLE NAZIONI/8

NELLA TERRA

PROMESSA

«O

gni pietra, sigillo o frammento di ceramica ci ricorda chi sono i veri indigeni della Terra d’Israele». Questo tagliente giudizio espresso lo scorso anno da Stephen Flatow, avvocato americano noto per il suo impegno nella lotta al terrorismo islamico (nel 1995, la figlia Alisa perse la vita in 54 a r c h e o

un attacco terroristico perpetrato dal Movimento per il Jihad islamico in Palestina, n.d.r.), riassume bene il ruolo che l’archeologia, spesso suo malgrado, si è trovata a giocare in quest’angolo del Vicino Oriente nell’ultimo secolo. Prima, per tutto l’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento, le indagini e gli scavi delle vestigia

archeologiche di questa piccola regione avevano interessato, di fatto, esclusivamente gli studiosi cristiani (per lo piú protestanti) e il loro pubblico. Al centro della loro attenzione era il passato della Terra Santa: un po’ per semplice scelta devozionale, ma, soprattutto, per contrastare l’approccio critico con il quale una parte del mondo scien-


CANAAN, TERRA SANTA, PALESTINA, ISRAELE: SONO I NOMI USATI PER UN PICCOLO LEMBO DI LEVANTE STRETTO TRA LA DEPRESSIONE DEL GIORDANO E LA COSTA MEDITERRANEA. A DISPETTO DELLE SUE RIDOTTE DIMENSIONI, DETIENE IL PRIMATO DI ESSERE IL TERRITORIO «ARCHEOLOGICAMENTE PIÚ INDAGATO» DEL MONDO. ECCO PERCHÉ… di Umberto Livadiotti e Andreas M. Steiner

tifico stava mettendo in discussione l’affidabilità del racconto biblico. Secondo questi studiosi, infatti, la Bibbia rappresentava un insieme di testi importanti dal punto di vista teologico, etico, letterario, ma privi di valore storiografico. In questo clima di disputa sull’attendibilità delle sacre scritture erano sorte le società di studi biblici che

finanziarono le prime campagne di scavo. Le prime ricognizioni – databili nella prima metà dell’Ottocento – in quella che veniva definita la Terra Santa furono effettuate dal biblista americano Edward Robinson, seguite, nella seconda metà dell’Ottocento, dalle rivoluzionarie indagini di Charles Warren, ufficiale dell’esercito britannico, proprio a

Veduta di Megiddo, celebre sito archeologico nella Bassa Galilea (Israele). La collina racchiude le vestigia di una potente città-stato dell’età del Bronzo. Nel Libro dell’Apocalisse, Megiddo («Armageddon») è il luogo in cui viene posta la battaglia definitiva tra il Bene e il Male.

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LUOGHI DEL SACRO/5 Nella pagina accanto, in alto: lamina in bronzo decorata a sbalzo, forse dal deposito votivo del sacello di Colle Madore. Metà VII-metà VI sec.a.C. Lercara Friddi, Museo Civico. Nella pagina accanto, in basso: Colle Madore, edicola in pietra arenaria decorata a rilievo con figura maschile presso una fontana, identificabile con Eracle. Fine VI-inizi V sec.a.C. Lercara Friddi, Museo Civico. L’eroe fu particolarmente onorato in ambito coloniale siceliota.

Una pratica diffusa Cartina della Sicilia nella quale sono evidenziate le località citate e descritte nel testo. Qui sono state individuate tracce di vari apprestamenti legati ai culti praticati dalle popolazioni elime e sicane.

Palermo Solunto Erice

Trapani

Soloeis

Monte Polizzo Mozia

Segesta

Montagnola

E l i m i

Lilibeo (Marsala)

Selinunte

Imera

Monte Maranfusa

Entella

Mazara del Vallo

Cefalú

Monte Iato

Colle Madore

S i c a n i Terravecchia di Cuti

Monte Adranone Casteltermini

Eraclea Minoa

Polizzello Sabucina

lso

Sa

Vassallaggi

Agrigento Ravanusa Palma di Montechiaro

M a r

M e d i t e r r a n e o

Oinochoe da Polizzello. VII sec. a.C. Palermo, Museo archeologico regionale «Antonino Salinas».

70 a r c h e o

B


M a r

T i r r e n o Milazzo Camaro

Patti Marina

Zancle (Messina)

Tindari Caleacte

Gallipoli

Reggio

Taormina Naxos

Monte Etna

Adrano

M a r

Centuripe Catania

Morgantina

Enna

Piazza Armerina

S i c u l i Lentini Caltagirone

Butera

Thapsos

Pantalica

Megara Iblea

Villasmundo

Grammichele

Gela Serra Orlando

Siracusa

Akrai

Cassibile Cava d’Ispica Camarina

Tellaro Eloro

I o n i o

ligiosità, è opportuno sottolineare che la mancanza di questo tipo di testimonianze e di cicli figurativi chiaramente legati alla «sfera del sacro» pregiudica la possibilità di delineare con chiarezza le loro credenze religiose e l’organizzazione peculiare dello spazio consacrato. Atteggiamenti piú espliciti e riferimenti a culti meglio noti e codificati si possono cogliere solo all’indomani dell’avvio e del consolidamento delle relazioni con Greci e Fenici, nel frattempo stanziatisi lungo le coste dell’isola.

INFORMAZIONI PARZIALI Per le fasi piú antiche è addirittura difficile riconoscere con certezza luoghi esclusivamente destinati ad attività di culto e nettamente distinti dalle aree a carattere domestico, dove, in qualche caso, si svolgevano anche attività rituali. Del resto, assumendo come primaria la fonte archeologica e, quindi, la cultura materiale, possiamo ricavare esclusivamente informazioni sulle pratiche del culto, che costituiscono solo l’aspetto esteriore di una religiosità di cui è difficile comprendere i presupposti ideologici piú profondi. Un aspetto comunque rilevante degli spazi sicuramente destinati ad attività cultuali è la loro caratterizzazione architettonica, che spesso rispecchia un atteggiamento culturale preciso, soprattutto in seguito al consolidarsi della presenza greca sull’isola. Il richiamo a forme architettoniche e a prassi rituali legate alla tradizione rispondeva infatti a un’esigenza di riconoscibilità e serviva verosimilmente a r c h e o 71


SPECIALE • MASADA

MASADA

L’ULTIMA FORTEZZA

Masada (propaggini meridionali del Deserto di Giuda, Israele). La montagna si erge solitaria, staccata dalla teoria di pareti rocciose che, per decine di chilometri, compone l’anticlinale che si affaccia sulla depressione del Mar Morto. 88 a r c h e o


«UN MASSICCIO ROCCIOSO CIRCONDATO TUTT’INTORNO DA PROFONDI STRAPIOMBI, CHE EMERGONO A PICCO DA UN PRECIPIZIO IRRAGGIUNGIBILE…». COSÍ, DUEMILA ANNI FA, GIUSEPPE FLAVIO DESCRIVEVA IL VERTIGINOSO ALTOPIANO SITUATO NEL DESERTO DI GIUDA. FORTIFICATA DA ERODE IL GRANDE E SEDE DI UN LEGGENDARIO ASSEDIO, IN ETÀ MODERNA L’ANTICA CITTADELLA DIVENTA UN LUOGO DELLA MEMORIA, INDISSOLUBILMENTE LEGATO ALL’IDENTITÀ NAZIONALE DELLO STATO D’ISRAELE… di Andreas M. Steiner, con un contributo di Flavio Russo

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