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Archeo n. 434, Aprile 2021

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IN EDICOLA IL 10 APRILE 2021

eo .it

2021 DESERTO DI GIUDA SAN CASCIANO DEI BAGNI ORACOLI SPECIALE MINIERE DIMENTICATE

Mens. Anno XXXV n. 434 aprile 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

BONAPARTE

DEI DAL FANGO GLI

UNA SENSAZIONALE SCOPERTA NELLE TERRE DI SIENA

SPECIALE TOSCANA

NELLE MINIERE DIMENTICATE I LUOGHI DEL SACRO

AVVENTURE NEL DESERTO DI GIUDA

DOVE PARLAVA L’ORACOLO

PASSIONE PER L’ANTICO

I BONAPARTE IN ITALIA

www.archeo.it

E I NA LM P ITO OL DI EON ww RO E w. M a rc A h

ARCHEO 434 APRILE

€ 5,90


SOMMARIO EDITORIALE

Voglio scavare anch’io! 3

dei giochi panatenaici, deposto con un ricco corredo 14

MOSTRE

di Giampiero Galasso

di Giuseppe M. Della Fina e Alessandra Costantini

di Andreas M. Steiner

Attualità

LA NOTIZIA DEL MESE Le grotte del Mar Morto svelano importanti testimonianze risalenti alla preistoria e nuovi frammenti di rotoli di papiro 6 di Andreas M. Steiner

NOTIZIARIO

12

PASSEGGIATE NEL PArCo Gli Horti Farnesiani sono pronti ad accogliere i visitatori piú giovani del Parco archeologico del Colosseo per raccontare la lunga storia del sito, coinvolgendoli in attività ludiche e di laboratorio 12

Fratelli ribelli

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FRONTE DEL PORTO Ostia antica ha ottenuto il Marchio del Patrimonio Europeo: un riconoscimento prestigioso, che rinnova la vocazione da sempre internazionale e il carattere multiculturale del porto di Roma 20 di Marina Lo Blundo

SCOPERTE

Gli dèi dal fango

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di Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli

48 I LUOGHI DEL SACRO/4 Per chiedere consigli divini

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di Alessandro Locchi

di Maria Grazia Filetici e Fulvio Coletti

amministrazione@timelinepublishing.it

Mens. Anno XXXV n. 434 aprile 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

SPECIALE MINIERE DIMENTICATE

Amministrazione

ORACOLI

Impaginazione Davide Tesei

BONAPARTE

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it

Federico Curti

SAN CASCIANO DEI BAGNI

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

In copertina San Casciano dei Bagni (Siena). I resti del santuario scoperto in località Bagno Grande e nel quale sono attestati i culti di Apollo, Fortuna Primigenia e Iside.

Presidente

DESERTO DI GIUDA

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

€ 5,90

www.archeo.it

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2021

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

IN EDICOLA IL 10 APRILE 2021

o. it

ARCHEO 434 APRILE

Anno XXXVII, n. 434 - aprile 2021 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

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32 E IL NA M PO ITO L DI EON RO E M A he

SCAVI Torna alla luce, a Gravina di Puglia, la tomba di un vincitore

Comitato Scientifico Internazionale

GLI DEI DAL FANGO

UNA SENSAZIONALE SCOPERTA NELLE TERRE DI SIENA

arc434_Cop.indd 1

SPECIALE TOSCANA

NELLE MINIERE DIMENTICATE I LUOGHI DEL SACRO

AVVENTURE NEL DESERTO DI GIUDA

DOVE PARLAVA L’ORACOLO

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Paul J. Riis

PASSIONE PER L’ANTICO

I BONAPARTE IN ITALIA

26/03/21 13:39

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Olivier Alfonsi è dottorando in scienze dell’antichità e archeologia presso le Università di Grenoble e Pisa. Antonio Borzatti von Löwenstern è conservatore del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo della Provincia di Livorno. Cristina Bronzino è funzionario architetto alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Franco Cambi è professore associato di Archeologia dei Paesaggi all’Università di Siena. Andrea Camilli è funzionario archeologo alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno. Giovanna Cascone è geologa libera professionista e membro del Gruppo Speleologico Archeologico Livornese. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Alessandra Casini è direttrice del Parco Nazionale delle Colline Metallifere-Tuscan Mining Unesco Global Geopark. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Fulvio Coletti è assistente tecnico archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Francesco Colotta è giornalista. Alessandra Costantini è archeologa. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Maria Grazia Filetici è funzionario architetto presso il Parco archeologico del Colosseo. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Marina Lo Blundo è funzionario


Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Sapiente e sovversivo

110

di Francesca Ceci

84 SPECIALE

Nelle miniere dimenticate

110 LIBRI

112

84

testi di Antonio Borzatti von Löwenstern, Cristina Bronzino, Franco Cambi, Andrea Camilli, Giovanna Cascone, Alessandra Casini, Luca Tinagli e Andrea Zifferero

archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Alessandro Locchi è archeologo e dottore di ricerca in storia delle religioni. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Emanuele Mariotti è archeologo. Jacopo Tabolli è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo. Luca Tinagli è dottorando in petrografia all’Università di Pisa e membro del Gruppo Speleologico Archeologico Livornese. Andrea Zifferero è professore associato di Etruscologia e Antichità Italiche all’Università di Siena.

Illustrazioni e immagini: Gabriele Forti: copertina e pp. 32-33, 34 (sfondo), 35 (alto), 36-41, 42, 43 – Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura: pp. 3, 48-49, 50 (basso), 52, 55 – Cortesia Israel Antiquities Authority: Guy Fitoussi: pp. 6/7; Shai Halevi: pp. 7 (basso), 11 (basso); Emil Aladjem: p. 8 (alto); Eitan Klein: pp. 8 (basso), 9 (alto); Yaniv Berman: pp. 9 (basso), 10; Highlight Flims: p. 11 (alto, a sinistra); Ofer Sion: p. 11 (alto, a destra) – Cortesia Parco archeologico del Colosseo: pp. 12-13 – Cortesia Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bari: pp. 14-15 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 16-17 – Cortesia Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo: p. 18 – Cortesia Parco archeologico di Ostia antica: pp. 20-21 – Cortesia Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 22-23 – Cortesia degli autori: pp. 110-111; Mount and Nature: p. 24; S. Aude/ Collectivité de Corse: pp. 24/25; D. Gliskman/Inrap: p. 25 – Shutterstock: pp. 42/43, 54, 66/67, 68, 74/75, 77, 78-81, 106 – G. Venturini: disegno a p. 44 (alto) – Doc. red: pp. 50 (alto), 51, 53, 60-61, 62, 64-65, 69, 72 – Mondadori Portfolio: Fone Art Images/HeritageImages: p. 57; Album/Collection Grob/Kharbine-Tapabor: p. 58; Erich Lessing/Album: p. 59 (basso); Album/Oronoz: p. 63; CM Dixon/Heritage-Images: pp. 70/71, 83; AKG Images: pp. 74, 82; Album: p. 76 – Luca Tinagli: pp. 84/85, 87 (basso), 90/91, 92, 95, 96-97, 99, 100101, 102, 103 (basso), 105, 107 – Rossella Faleni: tavole alle pp. 85, 88/89, 94/95 – Franco Cambi: pp. 90, 91 – Antonio Borzatti von Löwenstern: pp. 98, 108 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 34, 59, 69. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


SCOPERTE • TOSCANA

GLI DÈI DAL FANGO UN PAESAGGIO BELLISSIMO, COSTELLATO DA SORGENTI DI ACQUA CALDA POSTE SOTTO LA PROTEZIONE DIVINA: UNA RECENTE, SENSAZIONALE SCOPERTA A SAN CASCIANO DEI BAGNI ILLUMINA LA STORIA ANTICA DI UN TERRITORIO UNICO AL MONDO di Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli


Salvo diversa indicazione, le foto documentano lo scavo del santuario scoperto al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Siena). Sulle due pagine: gli altari e la vera della sorgente. In basso: replica dell’Afrodite accovacciata del tipo Doidalsas. II sec. d.C. San Casciano dei Bagni, Terme del Portico, Fonteverde SPA.

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ella prima delle Epistole (I, 15), il poeta latino Orazio racconta che il suo medico personale, Antonio Musa, piuttosto che nei bagni nella splendida Baia, nei Campi Flegrei, gli avrebbe consigliato di curare i dolori alla testa e allo stomaco presso le aquae Clusinae, le fonti di Chiusi. Filologi, storici e archeologi si sono a lungo interrogati sulla localizzazione dei potenti e salutari impianti termali di Chiusi, l’antica città della dodecapoli etrusca – divenuta pienamente romana nel 90 a.C. – e la ricerca si è accompagnata a grandi scoperte: dalle terme di Mezzomiglio nel territorio di Chianciano Terme, alle vasche di Fontegrande ad Acquaviva di Montepulciano, al santuario termale di Campo Muri a Rapolano Terme, fino al tempio delle ninfe su a r c h e o 33


MOSTRE • ROMA


FRATELLI RIBELLI ENTRAMBI FIGLI DEL NEOCLASSICISMO, NAPOLEONE E IL FRATELLO MINORE, LUCIANO, EBBERO UN RAPPORTO PRIVILEGIATO CON L’ITALIA E LE SUE ANTICHITÀ. IL PRIMO FU AFFASCINATO DAL MITO DI ROMA, CITTÀ CHE NON VIDE MAI DI PERSONA MA NELLA QUALE INAUGURÒ – AL FINE DI VALORIZZARNE LE VESTIGIA IMPERIALI – LE PRIME DEMOLIZIONI DELL’ETÀ MODERNA. IL SECONDO, INVECE, SCELSE COME PATRIA ADOTTIVA LA MAREMMA, DEDICANDOSI ALLA SCOPERTA – E AL COMMERCIO – DELLE ANTICHITÀ ETRUSCHE. UNA BELLISSIMA MOSTRA ALLESTITA NEI MERCATI TRAIANEI E UN VOLUME APPENA PUBBLICATO RIEVOCANO FASTI (E NEFASTI) DI QUELL’EPOCA STRAORDINARIA... di Giuseppe M. Della Fina e Alessandra Costantini

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l romanzo La Certosa di Parma, che Stendhal scrisse in soli cinquantadue giorni, tra il novembre e il dicembre del 1839, si apre con questa osservazione: «Il 15 maggio 1796 fece il suo ingresso a Milano il generale Bonaparte alla testa di quel giovane esercito che poco prima aveva attraversato il ponte di Lodi, annunciando al mondo che dopo tanti secoli Cesare e Alessandro avevano un successore». L’atmosfera di quegli anni era ben nota allo scrittore, che – come sottotenente dei dragoni – aveva raggiunto l’armata napoleonica in Italia nel 1800 e l’aveva seguita in Germania, Austria e Russia. L’occasione per comprende-

re quanto fosse appropriato il r ifer imento a Cesare e a Alessandro viene ora data dalla mostra «Napoleone e il mito di Roma», allestita negli spazi dei Mercati di Traiano in occasione del bicentenario della morte dell’imperatore, avvenuta il 5 maggio 1821. Articolato in tre macrosezioni e forte di oltre 100 opere – tra cui sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme e oggetti di arte minore provenienti dalle collezioni dei Musei Capitolini e da altri musei italiani e stranieri –, il percorso espositivo suggerisce che l’interesse di Napoleone per l’antico non fu temporaneo, o legato a singole occasioni, ma lo accompagnò

Nella pagina accanto: Napoleone con gli abiti dell’incoronazione, olio su tela di François Gérard. 1805. Ajaccio, Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts.

Ritratto marmoreo di Augusto, da Roma, via Merulana. I sec. a.C.I sec. d.C. Roma, Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Sala degli Imperatori. a r c h e o 49


MOSTRE • ROMA

LUCIANO BONAPARTE, IL PRINCIPE ARCHEOLOGO Terzo figlio di Carlo Buonaparte e Letizia Ramolino, Luciano visse un rapporto tormentato con il piú celebre fratello maggiore. Coltivando la passione per la storia, le arti e le lettere e non il mestiere delle armi di Alessandra Costantini

N

ell’agosto del 1814 papa Pio VII istituí in favore di Luciano Bonaparte, il fratello «ribelle» di Napoleone, il principato di Canino. Nella cittadina del Viterbese, sua seconda casa e patria adottiva, già prescelta dai Farnese, il principe si era trasferito con la numerosa famiglia nel 1808 e vi rimase, salvo alcuni periodi piú o meno prolungati, fino alla morte, nel 1840. La storia di Luciano – come spesso in modo familiare e affettuoso veniva chiamato dai suoi contemporanei – è quella di un uomo brillante, risoluto, dalla personalità forte e complessa, per certi versi contraddittoria: rivoluzionario e fedele al papa, repubblicano e nobile, dongiovanni libertino e seduttore romantico, orgoglioso a tal punto da abbandonare con coraggio un’avviata e promettente carriera politica per amore di una donna. Dalla sua biografia emergono i tratti di un personaggio eclettico e originale che fu ministro, ambasciatore, politico, letterato, poeta, astronomo, collezionista d’arte e archeologo, un intellettuale inquieto, spesso volubile nelle sue passioni, che però, finché erano vive, lo assorbivano completamente. Terzogenito del patriota còrso Carlo Bonaparte e della nobile italiana Letizia Ramolino, Luciano 56 a r c h e o

nacque ad Ajaccio il 21 maggio 1775. Dal padre, il futuro senatore ereditò l’amore per le lettere e la poesia, che, unitamente alla passione politica e a una brillante eloquenza, rappresentarono i tratti distintivi della sua personalità pubblica. Al contrario di Napoleone, nato sei anni prima, che aveva ricevuto una valida istruzione, Luciano si formò una cultura di autodidatta. La mancanza di studi regolari acuí ben presto il suo ingegno stimolando in lui la passione per la lettura degli scrittori antichi con i quali amava spesso identificarsi.

MEGLIO LA POLITICA DELLA RELIGIONE Alla morte del padre, Luciano, che aveva appena sette anni, fu costretto ad abbandonare la scuola militare di Brienne e a entrare in seminario, al fine di contribuire al mantenimento degli altri familiari, una volta divenuto prete, grazie a un reddito fisso. Letizia, rimasta vedova a soli 32 anni, non era piú in grado di sostenere finanziariamente un’adeguata istruzione per tutti i suoi otto figli. Ben presto, però, Luciano manifestò apertamente la sua avversione per la vita ecclesiastica e, abbandonato il canonicato, si mise a studiare seriamente il latino, gli storici romani, i poeti epici italiani e, con grande entusiasmo, i filosofi illumi-

nisti. Negli anni della giovinezza, abbracciò la causa della rivoluzione, divenendo un convinto sostenitore della legalità repubblicana ed entrando in aperto dissidio con Napoleone, politicamente portato a scelte piú reazionarie. In famiglia Luciano riconosceva l’autorità del fratello maggiore Giuseppe, ma non quella di Napoleone, secondo lui dominato da «un’ambizione egoistica che sorpassa l’amore per il pubblico bene». In effetti, il carattere dispotico del fratello aveva ormai preso il sopravvento in famiglia. «Con lui non si discuteva – si lamenterà Luciano – si arrabbiava per la minima resistenza». I rapporti tra i due Bonaparte furono costantemente tesi e conflittuali proprio per la risolutezza con cui Luciano rifiutò di piegarsi alla volontà del fratello. Le parole pronunciate da Napoleone in esilio a Sant’ Elena, rispecchiano chiaramente quanto la loro relazione fosse tormentata: «Indubbiamente il piú dotato dei miei fratelli, ma egli è anche quello che mi ha fatto piú male». A soli diciassette anni Luciano entrò a far parte del club giacobino locale, dove subito conquistò la platea per la sua abilità retorica, astutamente infarcita di evocazioni classiche. Costretto all’esilio insieme alla famiglia, divenne magazziniere dell’esercito nella piccola cittadina di


Luciano Bonaparte alla Villa Rufinella, olio su tela di François-Xavier Fabre. 1808. Roma, Museo Napoleonico. Il fratello minore di Napoleone è in piedi e in abiti civili. L’espressione concentrata e il libro di Torquato Tasso nella mano destra lo qualificano come uomo di studio e di cultura, in contrapposizione con i ritratti eroici dell’imperatore, sui campi di battaglia o con insegne del potere.

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LUOGHI DEL SACRO/4

PER CHIEDERE

CONSIGLI DIVINI

TRA I LUOGHI SACRI DELL’ANTICA GRECIA, I SANTUARI ORACOLARI RAPPRESENTANO UN FENOMENO DEL TUTTO ORIGINALE. PUNTI D’INCONTRO PER ECCELLENZA TRA GLI UOMINI E GLI DÈI, NASCONDONO ORIGINI ANTICHISSIME. E UN LEGAME PARTICOLARE CON IL PAESAGGIO E LA NATURA di Alessandro Locchi

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V

estita di scuro, afflitta per la perdita della figlia Persefone, e tuttavia maestosa nella sua divina bellezza: cosí appare la dea Demetra in uno dei piú celebri Inni Omerici, a lei dedicato. Nei versi 302 ss., la potente sorella di Zeus ci viene presentata in disparte dagli altri abitanti dell’Olimpo, nobilmente assisa in trono, all’interno del tempio edificato, in suo onore, presso l’Acropoli di Eleusi. All’ostinato permanere della dea nel chiuso dell’edificio di culto corrisponde il suo disinteresse verso le coltivazioni e l’inevitabile inaridirsi delle messi, motivazioni che spingono tutte le altre divinità

A destra: laminetta di piombo con la quale un certo Ermonas chiede a quale divinità si debba rivolgere, affinché sua moglie Kretaia abbia una buona progenie, da Dodona. 525-500 a.C. Sulle due pagine: i resti del tempio di Apollo a Delfi.

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SPECIALE • ETRUSCHI

NELLE MINIERE

DIMENTICATE

UN ARTICOLATO SISTEMA MINERARIO, NASCOSTO PER SECOLI DALLA MACCHIA MEDITERRANEA, È AL CENTRO DI UN INTERVENTO DI RICERCA E TUTELA CONDOTTO DALLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI PISA E LIVORNO, IN COLLABORAZIONE CON IL MUSEO DI STORIA NATURALE DEL MEDITERRANEO DI LIVORNO E L’UNIVERSITÀ DI SIENA. LE NUOVE GROTTE MINIERA, LOCALIZZATE NELL’ENTROTERRA DI POPULONIA, CONSERVANO A GRANDE PROFONDITÀ I RESTI DI ATTIVITÀ ESTRATTIVE DEI MINERALI METALLIFERI, RIFERIBILI IN MODO PREVALENTE AL PERIODO ETRUSCO E ROMANO: UNA STRAORDINARIA OPPORTUNITÀ PER DOCUMENTARE E PROTEGGERE UN PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO, UNICO NEL SUO GENERE testi di Antonio Borzatti von Löwenstern, Cristina Bronzino, Franco Cambi, Andrea Camilli, Giovanna Cascone, Alessandra Casini, Luca Tinagli e Andrea Zifferero

Sulle due pagine: la Grotta miniera della Lucerna. Il termine «grotta miniera» indica ipogei di natura mista, naturale e artificiale al tempo stesso, scavati per la coltivazione del minerale. In primo piano, una ripiena, ovvero un cumulo di materiale sterile di risulta. 84 a r c h e o


In alto: ipotesi ricostruttiva di un pozzo attrezzato per la risalita con trasporto a spalla del minerale (periodo etrusco e romano).

I

Monti di Campiglia, in parte compresi nel perimetro del Parco Archeominerario di San Silvestro (Campiglia Marittima, Livorno), mantengono in superficie le tracce palpabili di un passato minerario di lunghissima durata. Se, infatti, gli opifici abbandonati e i castelli in ferro dei pozzi sono quanto resta delle attività estrattive piú recenti, condotte tra Otto e Novecento, le numerose discariche di materiali di scarto che il bosco non riesce ancora a ricoprire sui pendii collinari, sono la traccia a r c h e o 85


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