SALVATAGGIO DEI TEMPLI DI FILE
OMERO A BABILONIA
EREDITÀ DI VERCINGETORIGE
SPECIALE RITORNO A PERSEPOLI
IL SALVATAGGIO DEI TEMPLI DI FILE
SPECIALE
RITORNO A
PERSEPOLI
RESTAURATORI ITALIANI NEL GRANDE SITO UNESCO
L’EREDITÀ DI VERCINGETORIGE
ARCHEOLOGIA E NAZIONALISMI
OMERO A BABILONIA
ORALITÀ E SCRITTURA
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 14 OTTOBRE 2020
o. i t
FIL E E: G PE IT RL T AD O ww EL w. NI a rc LO he
2020
Mens. Anno XXXV n. 428 ottobre 2020 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 428 OTTOBRE
MISSIONE IN EGITTO
€ 5,90
EDITORIALE
VALORI UNIVERSALI Nel 1954 il governo egiziano decise la costruzione di una grande diga sul Nilo in grado di arginare le periodiche inondazioni causate del grande fiume africano. Un primo sbarramento, completato nel 1902 nei pressi della città di Assuan – all’altezza della Prima Cataratta –, aveva già compromesso le vestigia di un sito archeologico celebre, situato sull’isola di File e noto sin dall’Ottocento come «la perla del Nilo»: un complesso sacro, dedicato alla dea Iside, composto da un grande tempio principale accompagnato da una serie di edifici minori. In quei primi decenni del Novecento era consuetudine che i visitatori si aggirassero in barca tra le colonne e i capitelli parzialmente sommersi dai flutti… La nascita della nuova diga, invece, avrebbe comportato la completa scomparsa di File, insieme all’inondazione di tutti i monumenti dell’antica Nubia, tra cui, nell’estremo Sud della regione, i famosi templi rupestri di Abu Simbel. Nel 1960, l’UNESCO lanciò un appello alle nazioni per il salvataggio di quelle straordinarie vestigia della civiltà faraonica. Fu cosí che, attraverso un’impresa di dimensioni titaniche, i monumenti della Nubia vennero tratti in salvo: prima, tra il 1963 e il 1968, quelli di Abu Simbel, poco piú tardi quelli di File. A distanza di quarant’anni (l’inaugurazione del «nuovo» sito di File risale al marzo del 1980), Italia ed Egitto celebrano l’evento, ricordando un’avventura culturale e civile che, se vista con gli occhi di oggi, sembra quasi impossibile (vedi alle pp. 32-55). In questi ultimi decenni il mondo è cambiato anche per i monumenti, ormai protagonisti involontari
Visitatori a File ai primi del Novecento.
di conflitti e interessi ancora inimmaginabili ai tempi del salvataggio di Abu Simbel e File. Proteggere, conservare, restaurare. Come, e perché? Una risposta, molte risposte, i lettori le troveranno nello speciale di questo numero. Vi riportiamo, in anteprima assoluta, i risultati di un’esperienza che, sebbene di dimensioni «fisiche» ridotte, possiede molti punti in comune con il salvataggio dei monumenti di File: la consapevolezza, soprattutto, del valore universale del patrimonio archeologico. Un valore che – come ricorda Paolo Pastorello, presidente di Restauratori Senza Frontiere – «va al di là dei conflitti tra persone, popoli o gruppi di potere». Andreas M. Steiner
SOMMARIO EDITORIALE
Valori universali
3
di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
A TUTTO CAMPO La ricerca archeologica può essere un alleato prezioso nella lotta, attualissima, per salvare la biodiversità 18
Omero a Babilonia
58
di Louis Godart
LA DEMOCRAZIA NEL CUORE
SCOPERTE A Roma, fra la via Ostiense e la via di Malafede è venuta alla luce una vasca monumentale, unica nel suo genere. E, per il momento, misteriosa... 6
Messaggi senza tempo
ALL’OMBRA DEL VULCANO Una mostra nella Palestra Grande di Pompei racconta in che modo i Romani intendessero la bellezza, la grazia, il decoro e l’eleganza 14
di Giuseppina Capriotti Vittozzi
IN DIRETTA DA VULCI Dagli scavi nella necropoli di Poggetto Mengarelli è venuta la conferma di come anche gli Etruschi fossero ben consapevoli delle proprietà salutari dell’elettro e dell’argento 16
LETTERATURA
26
di Louis Godart
RESTAURI
La perla del Nilo, salvata dalle acque
32
58 ARCHEOLOGIA DELLE NAZIONI/4
Quando un’identità non basta
68
di Umberto Livadiotti
68
32 In copertina Persepoli (Iran). La porta Est del Tripylon.
Presidente
Federico Curti Anno XXXVI, n. 428 - ottobre 2020 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Comitato Scientifico Internazionale
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
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Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Giuseppina Capriotti Vittozzi è Manager del Centro Archeologico Italiano, Istituto Italiano di Cultura, Ambasciata d’Italia al Cairo. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Louis Godart è stato professore di civiltà egee all’Università Federico II di Napoli. Umberto Livadiotti è cultore della materia in storia romana presso «Sapienza» Università di Roma. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Andrea Zifferero è professore associato di etruscologia e antichità italiche all’Università degli Studi di Siena.
Rubriche SCAVARE IL MEDIOEVO Sulle tracce dei crociati
110
di Andrea Augenti
110 L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Una famiglia tutta d’oro
112
di Francesca Ceci
84 SPECIALE Persepoli
Quei Persiani dalla barba blu
112 LIBRI
114
84
a cura di Flavia Marimpietri, con interventi di Paolo Pastorello, Pierfrancesco Callieri, Alireza Askari Chaverdi, Marisa Laurenzi Tabasso e Bertrand du Vignaud
Illustrazioni e immagini: Cortesia Araldo De Luca/RSF: copertina e pp. 85, 86/87, 88/89, 90-91, 94/95, 96/97, 99, 102-109 – Doc. red.: pp. 3, 18, 26-27, 82 (alto), 110 – Cortesia Ufficio Stampa Soprintendenza Speciale di Roma: pp. 6-10 – Cortesia SABAP del FriuliVenezia Giulia: pp. 12-13 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Cortesia Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 16-17 – da: A.M. Esposito (a cura di), Principi guerrieri. La necropoli etrusca di Casale Marittimo, Milano 1999: p. 19 – Bridgeman Images: pp. 32/33, 55 – Cortesia Biblioteca e Archivi di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano: pp. 34/35, 35 – Cortesia Archivio Società Italiana per Condotte d’Acqua: pp. 38, 41, 42-49 – Cortesia Olaf Tausch/Wikipedia: pp. 52/53 – Mondadori Portfolio: Fine Art Images/Heritage Images: p. 58; Album/Fine Art Images: p. 59: CM Dixon/Heritage Images: pp. 60-61, 62; AKG Images: pp. 63, 64-65;Erich Lessing/Album: pp. 66-67; © Pathé Films/Cortesia Everett Collection: 70/71; © Mary Evans/AF Archive/Cinetext B: p. 73 – Shutterstock: pp. 36/37, 38/39, 40/41, 50/51, 54, 68/69, 72/73, 74/75, 76-81, 82 (alto), 111 – Cortesia Paolo Pastorello/RSF: pp. 84/85, 88, 97 (alto) – K. Afhami & W. Gambke/ www.persepolis3D: pp. 92/93 – Cortesia Pierfrancesco Callieri: pp. 100-101 – Cortesia dell’autore: pp. 112-113 – Cippigraphix: cartine alle pp. 34, 92. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
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RESTAURI • ANTICO EGITTO
LA PERLA DEL NILO, SALVATA DALLE ACQUE L’isola di File, oggi sommersa, si trovava a sud di Assuan, all’estremità meridionale della prima cataratta del Nilo. Sull’isola si ergevano magnifici templi, il maggiore dei quali dedicato alla dea Iside. Per la sua posizione e la sua importanza, il complesso templare di File fu anche l’ultimo tempio di tipo faraonico a restare in funzione. Agli inizi del Novecento, con la costruzione della prima diga di Assuan, l’isola iniziò ad essere, seppur parzialmente, inondata dall’acqua e, negli anni Cinquanta, con la costruzione della seconda diga, l’intero complesso monumentale rischiava di essere sommerso. I magnifici templi, però, furono messi in salvo e, oggi, accolgono i visitatori da tutto il mondo. Ecco la storia di una straordinaria operazione che vide fianco a fianco l’Italia e l’Egitto. E di cui, quest’anno, ricorre il 40esimo anniversario… di Giuseppina Capriotti Vittozzi
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L’isola di File in una incisione tratta da Picturesque Palestine, Sinai and Egypt, di Charles William Wilson. 1880 circa.
ARCHEOLOGIA DELLE NAZIONI/4
QUANDO UN’IDENTITÀ NON BASTA
I FRANCESI, COME GLI SPAGNOLI E I RUMENI, PARLANO LINGUE DI EVIDENTE DERIVAZIONE LATINA. EPPURE, IN UN’EPOCA NON LONTANISSIMA, QUELLA DELLA COSTITUZIONE DEGLI STATI NAZIONALI, TALE PALESE ASCENDENZA LINGUISTICA E CULTURALE NON ERA SUFFICIENTE: L’IDEOLOGIA NAZIONALISTA, INFATTI, PRETENDEVA DI ANDARE ALLA RICERCA DI «RADICI» CHE SUPERASSERO QUEL DATO COMUNE, ADDENTRANDOSI NEI MEANDRI DELL’ETÀ PREROMANA. NE È SCATURITA LA VISIONE DI UNA DOPPIA ORIGINE DELLE NAZIONI, AL CONTEMPO ROMANA E BARBARICA, SOLO IN APPARENZA CONTRADDITTORIA… di Umberto Livadiotti Alise-Sainte-Reine (Borgogna, Francia). Particolare della statua di Vercingetorige scolpita da Aimé Millet e posta a coronamento del monumento in onore del capo gallico, inaugurato nel 1865.
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SPECIALE • PERSEPOLI
QUEI PERSIANI DALLA BARBA BLU
NEL 2019 È STATO AVVIATO UN IMPORTANTE PROGETTO DI STUDIO E DI RESTAURO A PERSEPOLI – IL PIÚ CELEBRE SITO ARCHEOLOGICO DELL’IRAN – DICHIARATA DALL’UNESCO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ. CONCENTRATISI SUL PALAZZO DI DARIO IL GRANDE E SUL COSIDDETTO TRIPYLON, I LAVORI SONO STATI SVOLTI DALL’ORGANIZZAZIONE ITALIANA RESTAURATORI SENZA FRONTIERE. NE PARLA, IN ANTEPRIMA PER I NOSTRI LETTORI, IL PRESIDENTE DI RSF, PAOLO PASTORELLO di Flavia Marimpietri Sulle due pagine: il sito di Persepoli, nell’odierno Iran. Nelle zone coperte dalle tettoie sono stati condotti gli interventi di restauro del Persepolis International Monuments Conservation Project, che hanno interessato il Palazzo di Dario il Grande, anche detto Tachara, e il Tripylon, o Palazzo Centrale, sulla grande terrazza cerimoniale dell’antica città. Nella pagina accanto: una fase delle operazioni di documentazione dei monumenti. 84 a r c h e o
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SPECIALE • PERSEPOLI
I
bassorilievi che decorano il grande Palazzo di Dario erano dipinti con una vivace policromia, che spaziava dal giallo, al rosso, al nero. Non solo. Alcuni guerrieri persiani avevano la barba di colore blu. È una delle «scoperte» fatte nel corso del progetto di studio e di restauro conservativo che Restauratori Senza Frontiere Italia ha da poco concluso in Iran nell’area archeologica dell’antica Persepoli, capitale dell’impero achemenide fondata da Dario nel 518 a.C., sito protetto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità per l’importanza e la qualità dei suoi resti monumentali. Il progetto, denominato Persepolis International Monuments Conservation Project,
ha interessato le superfici lapidee di due monumenti dell’antica città persiana: il Palazzo di Dario il Grande, anche detto Tachara, e il Tripylon, o Palazzo Centrale, sulla grande Terrazza cerimoniale dell’antica città. Si tratta di fatto del primo progetto di conservazione del sito autorizzato dal governo iraniano a una organizzazione straniera privata, Restauratori Senza Frontiere Italia, come ci racconta il Presidente Paolo Pastorello... «Il progetto si fonda sul memorandum d’intesa da noi firmato con le istituzioni iraniane preposte alla salvaguardia e al restauro dei monumenti del sito archeologico: il Research Centre for Conservation and Restoration of Cultural Relics e
I resti del palazzo di Dario I, la cui costruzione, da lui stesso avviata, venne ultimata dal figlio, Serse. VI-V sec. a.C. I rilievi sulla gradinata di accesso mostrano i signori delle nazioni comprese nell’impero achemenide che si recano in processione dal sovrano, portando doni e tributi.
la direzione del Persepolis World Heritage Site UNESCO, sotto l’egida del Research Institute of Cultural Heritage and Tourism. Rappresenta perciò un modello di collaborazione virtuosa tra un istituto governativo iraniano e un’organizzazione internazionale non istituzionale, nel campo dei beni culturali, che può essere ripetibile. Grazie a un’assidua campagna di raccolta fondi condotta tra il 2015 e il 2018, Restauratori Senza Frontiere ha ottenuto i finanziamenti necessari all’esecuzione delle indagini preliminari e al restauro conservativo delle superfici lapidee degli stipiti della porta Est del Tripylon e dei celebri bassorilievi della scalinata del portico Sud del Palazzo di Dario (o Tachara). I la-
vori, costati 300mila euro, sono stati interamente finanziati dalla fondazione di diritto svizzero Fondation Evergète, che è sponsor unico (vedi box a p. 108). Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una serie di campagne di conservazione da pianificare nella grande area archeologica di Persepoli». E cosí, lo scorso anno, ha preso il via il vostro primo cantiere di restauro nel sito dell’antica città persiana… «Dopo una missione preliminare di raccolta dati e studio, nel 2018, gli interventi di restauro si sono svolti nella primavera e nell’autunno del 2019, i due periodi climaticamente piú favorevoli. Abbiamo quindi consegnato la