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Archeo n. 420, Febbraio 2020

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CIVILTÀ DELL’EGEO

Louis Godart racconta la

CIVILTÀ DELL’EGEO

BRESCIA ROMANA

LONDRA

IL MITO DI TROIA

ROMA

GERMANICO

RICORDANDO GERMANICO

MUSEI

MITO DI TROIA

ALLA SCOPERTA DI BRESCIA ROMANA

SPECIALE TESORI D’ARABIA

SPECIALE

TESORI D’ARABIA

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www.archeo.it

IN EDICOLA L’ 11 FEBBRAIO 2020

2020

Mens. Anno XXXV n. 420 febbraio 2020 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

ARCHEO 420 FEBBRAIO

ANTEPRIMA

€ 5,90


EDITORIALE

MEGLIO DI UNA CASA BEN COSTRUITA... In una memorabile lezione tenuta lo scorso 26 gennaio al Teatro Argentina, in occasione della seconda conferenza del ciclo «Luce sull’Archeologia» dedicata alla figura di Enea, Antonio Marchetta – professore di lingua e letteratura latina alla «Sapienza» di Roma – ha aperto il suo intervento con il seguente ammonimento: «La memoria è la luce della nostra vita, personale e collettiva; ma della luce della memoria accade come della luce del sole, la quale è sí fonte di vita, ma se la fissiamo in modo sbagliato, può accecarci. Dunque, complesse e controverse sono le dinamiche della memoria nel farsi e disfarsi delle vicende umane». Riferita all’esempio straordinariamente articolato e profondo offerto, in questo caso, dalla dialettica fra memoria troiana e la nuova realtà territoriale del Lazio quale emerge nell’Eneide di Virgilio, la metafora solare ce ne ha ricordata un’altra, questa volta acquatica, espressa in un contesto diverso – l’inaugurazione, nel 2015, della Biblioteca Florio all’Ateneo di Udine – dal nostro Louis Godart: «Le società contemporanee – scrive l’archeologo e grecista – hanno una conoscenza molto relativa del loro passato. Ai loro occhi le esperienze e gli insegnamenti tramandati dalle generazioni precedenti sono come l’immagine riflessa da uno specchio d’acqua battuto dai venti: i contorni della figura sono sbiaditi, i colori si accavallano ed è pressoché impossibile scorgere il riflesso della figura che s’inginocchia sull’elemento liquido…». Come recuperare, allora, quella luminosa, ma altrettanto malleabile, sfuggente condizione della nostra esistenza individuale e comunitaria? In un mondo scosso e disorientato, segnato perlopiú da una rivoluzione dei meccanismi di trasmissione del sapere di dimensioni copernicane, Godart ravvisa nel lavoro editoriale – e, nella fattispecie, nel suo prodotto per eccellenza, il libro – uno strumento imprescindibile. Sono solo le considerazioni di un nostalgico homme des lettres, destinate a capitolare di fronte alla travolgente onda anomala della memoria virtuale, onnipresente e infinita? Non lo crediamo, se già 4400 anni fa un ignoto scriba egiziano aveva sostenuto che – ed è sempre Godart a ricordarcelo – «un libro è meglio di una casa ben costruita, meglio di una stele in un tempio». Andreas M. Steiner


SOMMARIO EDITORIALE

Meglio di una casa ben costruita

3

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

SCOPERTE Una grotta scoperta sull’isola indonesiana di Sulawesi restituisce eccezionali testimonianze d’arte rupestre risalenti a oltre 40 000 anni fa

6

strisce a Iwo Jima fosse «figlia» della Gemma Augustea? 14

MONDO EGEO

PAROLA D’ARCHEOLOGO Al via la prima International School of Cultural Heritage, corso di aggiornamento professionele nel segno del Mediterreneo 18

di Louis Godart

DA ATENE

Aristocrazie micenee 28 di Valentina Di Napoli

6

Un mare alle origini della civiltà

34

34 MUSEI/1 Brescia

Brixia. Uno sguardo nuovo 50 di Cristina Ferrari

PASSEGGIATE NEL PArCo La scoperta di un’opera inedita di Galeno riscrive la storia dell’area degli Horrea Piperataria 8 EDITORIA Archeologia e Calcolatori festeggia i suoi primi 30 anni, confermandosi rivista di punta per l’informatica archeologica 13 A TUTTO CAMPO E se la foto dei Marines che issano la bandiera a stelle e

28 LA DEMOCRAZIA NEL CUORE

Quel messaggio (potente) della classicità 32 di Louis Godart

50

In copertina maschera funeraria in oro, da Thaj, Tell al-Zayer. I sec. d.C. Riad, Museo Nazionale.

Presidente

Federico Curti Anno XXXVI, n. 420 - febbraio 2020 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Comitato Scientifico Internazionale

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Italiano

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Andrea Bellotti è archeologo. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Cristina Collettini è funzionario architetto del Parco archeologico del Colosseo. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro D’Alessio è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Valentina Di Napoli è archeologa. Cristina Ferrari è archeologa. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Louis Godart è stato professore di civiltà egee all’Università Federico II di Napoli. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Romolo Loreto è professore associato di archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico. Luca Luppino è archeologo. Sabina Malgora è direttore del Mummy Project Research. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Mara Sternini è professore associato di archeologia classica all’Università degli Studi di


MUSEI/2

MOSTRE/2

Le mummie raccontano... 62

La guerra infinita

Brescia

Londra

80

di Stefano Mammini

di Sabina Malgora

80

62

Rubriche

MOSTRE/1 Roma

Germanico, il prescelto a cura della Redazione

72

SCAVARE IL MEDIOEVO Il guerriero che visse tre volte

110

di Andrea Augenti

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Il silenzio è d’oro

72

SPECIALE Arabia Saudita

112

di Francesca Ceci

LIBRI

94

114

Tutto l’oro d’Arabia 94 testi di Abdullah A. Al-Zahrani e Romolo Loreto

Siena. Abdullah A. Al Zahrani è direttore generale delle ricerche e studi di archeologia della Saudi Commission for Tourism and National Heritage (SCTH).

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534

Illustrazioni e immagini: Cortesia Ufficio Stampa Museo Nazionale Romano-Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita: copertina (e p. 95) e pp. 96-97, 98/99, 101 (basso), 105, 106, 109 (alto) – Shutterstock: pp. 3, 34/35 – Adam Brumm, Ratno Sardi e Adhi Agus Oktaviana: p. 6 (alto) – Kim Newman: p. 6 (basso) – Ratno Sardi: p. 7 – Cortesia Parco archeologico del Colosseo: pp. 8-9 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Cortesia degli autori: pp. 12, 15, 18-20, 22-23, 112 – Doc. red.: pp. 14, 42-43, 46-47, 102/103, 110-111, 113 (basso) – Cortesia Archivio della Società Archeologica di Atene: p. 28 (alto) – Cortesia Soprintendenza Ellenica alle Antichità delle Cicladi: p. 29 (basso); K. Xenikakis: pp. 28 (basso), 29 (alto e centro) – Bridgeman Images: pp. 32, 44/45 – Mondadori Portfolio: Mauritius Images/Hiroshi Higuchi: p. 36 (basso); Album/Prisma: pp. 37-39; AKG Images: pp. 40, 72/73; Album: pp. 41, 75; Historisk Bildbyrå/Mustang media/Heritage Images: p. 45; Album/Florilegius: p. 113 (alto) – Cortesia Archivio Fondazione Brescia Musei: pp. 50-52, 53 (sfondo), 54-61 – Cortesia Museo Civico di Scienze Naturali, Brescia-Mummy Project: pp. 62-71 – Cortesia Fondazione Sorgente Group: pp. 72, 74, 76-79 – Cortesia Ufficio Stampa British Museum, Londra: The Trustees of the British Museum: pp. 80/81, 82, 83 (alto), 84, 85, 87, 90, 91, 92 (basso); National Museet Denmark: p. 83 (basso); Ashmolean Museum, University of Oxford: pp. 84/85 (basso); Museo Archeologico Nazionale, Sperlonga: p. 86; The Devonshire Collections, Chatsworth, su concessione Chatsworth Settlement Trustees: pp. 86/87; Eleanor Antin/cortesia dell’artista e Ronald Feldman Gallery, New York: pp. 88/89 – Stefano Mammini: pp. 84/85 (alto), 90/91, 92 (alto) – Andreas M. Steiner: pp. 94, 99, 100, 101 (alto), 104, 107, 108, 109 (basso) – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 36, 53.

Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI)

Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


ANTEPRIMA • MONDO EGEO

UN MARE ALLE ORIGINI

DELLA CIVILTÀ

Viaggio alla riscoperta dell’universo egeo di Louis Godart

Louis Godart ha insegnato Civiltà egee all’Università Federico II di Napoli ed è stato consigliere per la conservazione del patrimonio artistico presso la Presidenza della Repubblica italiana. È membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Institut de France e dell’Accademia di Atene. 34 a r c h e o


Isola di Santorini, Grecia. Veduta a volo d’uccello del villaggio di Oia e della baia di Ammoudi.

Presentiamo in anteprima per i nostri lettori alcuni brani del nuovo libro del nostro collaboratore Louis Godart, pubblicato per i tipi dell’editore Einaudi e a giorni in libreria. Da Minosse ad Omero, genesi della prima civiltà europea è un appassionante viaggio nell’arcipelago egeo, quell’angolo di Mediterraneo dove, come in una profezia, l’Occidente sembra aver avuto origine. Il racconto inizia con la riproposizione di alcune biografie d’eccezione, quelle di Heinrich Schliemann, Arthur Evans e Michael Ventris, personaggi straordinari che, tra Ottocento e Novecento, hanno restituito alla storia i mondi dell’epos omerico, scoprendo la leggendaria città di Troia e decifrando una scrittura rimasta per lungo tempo misteriosa. Due isole sono, poi, i veri «protagonisti» del racconto di Godart: la cicladica Santorini, al centro di un evento catastrofico qual è stata l’esplosione del vulcano che distrugge la città di Thera ma ne conserva le pitture murali; un evento che forse è alle origini di un mito, quello di Atlantide, mai tramontato. E poi Creta, vero crocevia mediterraneo, dove si incontrano le civiltà del Vicino e Medio Oriente e l’Egitto dei Faraoni, l’isola di Minosse – figlio di Europa e di Zeus – in cui possiamo assistere al passaggio dalla civiltà minoica alla potenza mercantile dei Greci micenei… a r c h e o 35


MUSEI • BRESCIA

BRIXIA UNO SGUARDO NUOVO UN PATRIMONIO MONUMENTALE DI GRANDE PREGIO E AD ALTO LIVELLO DI CONSERVAZIONE, UN MUSEO CITTADINO ALLESTITO ALL’INTERNO DI UN MONASTERO FONDATO DALL’ULTIMO RE LONGOBARDO. COSÌ, IN TUTTA LA SUA MAGNIFICENZA, BRESCIA ROMANA SI PRESENTA AI SUOI VISITATORI. CHE OGGI POTRANNO AVVALERSI DI UN ULTERIORE, AFFASCINANTE STRUMENTO DI CONOSCENZA… di Cristina Ferrari

Didascalia da fare Ibusdae evendipsam, officte erupit antesto taturi cum ilita aut quatiur restrum eicaectur, testo blaborenes ium quasped quos non etur reius nonem quam expercipsunt quos rest magni autatur apic teces enditibus teces. 50 a r c h e o


L

a mostra «Roma e le Genti del Po. Un incontro di culture III-I secolo a.C.» (presentata fra il 2015 e il 2016) fu scelta come occasione per inaugurare, nel Parco Archeologico di Brescia, un percorso di realtà aumentata. Grazie all’applicazione ArtGlass e all’uso degli occhiali

indossabili Smart Glass, forniti di audio-guida, quel percorso consentiva per la prima volta ai visitatori di entrare nella Brixia romana, con una ricostruzione virtuale a 360° e un effetto «macchina del tempo» che permette di muoversi contemporaneamente su due livelli: nel passato, con il paesaggio ur-

bano originale della città antica, e nel presente, conservando il contatto diretto con la città attuale. Ma Brescia non era certo nuova a esperienze di utilizzo di moderne tecnologie (realtà multimediale e ricostruzione in 3D) applicate all’archeologica: già dal 2003, con l’apertura delle Domus dell’Ortaglia

Sulle due pagine: veduta del triclinio della Domus di Dioniso (II sec. d.C.) e particolare del riquadro centrale del mosaico che dà nome all’edificio, raffigurante appunto il dio Dioniso con una pantera.

a r c h e o 51


MUSEI • BRESCIA

LE MUMMIE RACCONTANO...

IL MUSEO CIVICO DI SCIENZE NATURALI DI BRESCIA HA SALUTATO L’APERTURA DI UNA SEZIONE DEDICATA ALLA COLLEZIONE DI PREZIOSI REPERTI EGIZIANI RINVENUTI NEI DEPOSITI POCO PIÚ DI VENT’ANNI FA. UN’ESPOSIZIONE INNOVATIVA E ORIGINALE, ISPIRATA AL PASSATO NEL NOME, «CAMERA DELLE MERAVIGLIE», MA PROIETTATA NEL PRESENTE PIÚ MODERNO, GRAZIE ALL’IMPIEGO DELLE TECNOLOGIE AVANZATE di Sabina Malgora

In alto: un particolare del percorso espositivo. A sinistra: mummia di gatto (altezza 28 cm) di epoca tarda-romana.

L

e Camere delle Meraviglie o Wunderkammern sono ambienti in cui, dalla fine del Cinquecento al Settecento, si conservano oggetti di varia natura, caratterizzati dall’idea di straordinarietà: vere e proprie collezioni provenienti da Paesi lontani, ma anche di tesori locali, acquistate nei mercati antiquari durante i Grand Tour. Piante rare, esotiche, animali impagliati, reperti archeologici, fossili, libri antichi, stampe, maschere, elementi etnici, animali deformi, rocce o pietre rare, zanne di elefante, rami di 62 a r c h e o

corallo, quadri, cammei, filigrane, collane di perle… erano esposti in vetrine, stipati in cassetti, nei salotti delle famiglie nobili, ma anche appesi a soffitti e pareti. Raccolte che, pur non possedendo alcun criterio espositivo, possono essere considerate le antesignane delle collezioni museali. Principi, nobili e studiosi quasi gareggiavano nel realizzarle, contribuendo alla diffusione del collezionismo, fenomeno già conosciuto nell’antichità, che spingeva ad acquistare, anche a cifre considerevoli, ogget-


L’ingresso alla Camera delle Meraviglie, che riproduce la macchina per la tomografia assiale computerizzata (TAC) utilizzata per le indagini sui reperti.

ti straordinari provenienti dal mondo della natura o creati dalle mani dell’uomo detti mirabilia, ovvero cose che suscitavano la meraviglia.

DA «CAMERE» A MUSEI Tra le piú note Camere delle Meraviglie possiamo ricordare quelle di Rodolfo II d’Asburgo (1552-1612), di Federico Augusto il Forte, principe elettore e re di Polonia (1670-1733) – di cui esiste ancora la Grünes Gewölbe («Volta verde») a Dresda –, di Anna Maria Luisa de’ Medici (1667-1743), la Ca-

mera dell’arte e delle curiosità di Ferdinando II d’Asburgo. Tali collezioni confluirono, a seguito di donazioni, nei musei che oggi visitiamo, come i Musei Capitolini (1734), il British Museum di Londra (1753), il Musée Rivoluzionaire du Louvre a Parigi (1793), l’Istituto delle Scienze (1714) e i Musei Universitar i a Bologna (1742-1743), mentre il Museo di Storia Naturale di Pisa ospita la ricostruzione completa di una Wunderkammer, quella che alla fine del XVI secolo ne ha costituito il nucleo originario.

Oggi una moderna Camera delle Meraviglie è costituita dalla ricerca multidisciplinare del Mummy Project, che attraverso nuovi strumenti di indagine – quali TAC (tomografia assiale computerizzata; vedi box a p. 69), analisi chimiche, fisiche, mediche e antropologiche – e un rigoroso protocollo, permette di recuperare informazioni preziose sui reperti e di trasmetterle ai visitatori. In concreto, la TAC apre le porte alla Camera delle Meraviglie realizzata nel Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia, a r c h e o 63


MOSTRE • ROMA

GERMANICO IL PRESCELTO

Sulle due pagine: La morte di Germanico, copia ottocentesca di un originale realizzato da Nicolas Poussin nel 1627 (e oggi conservato presso il Minneapolis Institute of Arts). Collezione privata. A sinistra: ritratto in marmo pario di Germanico. 19 d.C. circa. Roma, Fondazione Sorgente Group. 72 a r c h e o


NEL BIMILLENARIO DELLA MORTE DI GERMANICO (19 D.C.-2019), LA FONDAZIONE SORGENTE GROUP CELEBRA IL PRINCIPE EREDITARIO E DISCENDENTE DELLA DINASTIA GIULIO-CLAUDIA DESIGNATO ALLA SUCCESSIONE IMPERIALE CON UNA MOSTRA NELLO SPAZIO ESPOSITIVO TRITONE A ROMA. ED ESPONE UN RITRATTO DEL GIOVANE DESTINATO ALLA SUCCESSIONE IMPERIALE DI PARTICOLARE SUGGESTIONE

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SPECIALE • ARABIA

TUTTO L’ORO D’ARABIA testi di Abdullah A. Al-Zahrani e Romolo Loreto

Le magnifiche aule in laterizio romane delle Terme di Diocleziano ospitano, ancora per tutto il mese di febbraio, la grande mostra internazionale «Roads of Arabia», allestita a Roma dopo le precedenti tappe europee di Parigi e Berlino. Per la prima volta, centinaia di reperti di eccezionale qualità, provenienti dalle ricerche archeologiche condotte nel regno saudita negli ultimi tre decenni del secolo scorso da archeologi sauditi e stranieri – compresa l’importante attività di una missione archeologica italiana – offrono al pubblico europeo la possibilità di confrontarsi con millenni di vita e di storia della penisola arabica, a partire dai piú

antichi insediamenti neolitici per arrivare all’età imperiale e, attraverso la tarda antichità, al Medioevo islamico. Enigmatiche e affascinanti sculture di animali e raffigurazioni umane risalenti a piú di ottomila anni fa, oggetti d’uso comune, vasellame in metallo prezioso, vetri, gioielli e manufatti in oro scandiscono il racconto di uomini e merci che, in un incrocio di culture millenarie, hanno attraversato il Paese da nord a sud e da est a ovest per il trasporto di beni preziosi. Favorendo cosí il contatto tra genti e culture provenienti dalle regioni circostanti, come la Mesopotamia e l’Egitto, ma anche dalla lontana città di Roma…

In alto: l’allestimento di un corredo funerario in oro composto da maschera, collana con pendaglio, bracciali, elementi di rivestimento per bare (in foglia d’oro), guanto funerario, collana, da Thaj, Tell al-Zayer. I sec. d.C. Riad, Museo Nazionale. Nella pagina accanto: maschera funeraria in oro, da Thaj, Tell al-Zayer. I sec. d.C. Riad, Museo Nazionale. 94 a r c h e o


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Archeo n. 420, Febbraio 2020 by Archeo - Issuu