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Archeo n. 418, Dicembre 2019

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2019 L’OMBRA DI SAN GIMIGNANO

L’«OMBRA» DI SAN GIMIGNANO MOZIA

MOZIA

UNA NUOVA ISCRIZIONE FENICIA

CERVETERI SPECIALE ETRUSCHI

Mens. Anno XXXV n. 418 dicembre 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

POPOLI DELLA BIBBIA/12 ROMANI

SPECIALE

ETRUSCHI LE ULTIME RIVELAZIONI IN UNA GRANDE MOSTRA A BOLOGNA

CERVETERI

LA STORIA IN FONDO AL POZZO POPOLI DELLA BIBBIA

I ROMANI IN TERRA SANTA

www.archeo.it

IN EDICOLA IL 10 DICEMBRE 2019

.it

ET SPE RU CIA LE S CH ww w. a rc I he o

ARCHEO 418 DICEMBRE

ESCLUSIVA

€ 5,90


EDITORIALE

DUE REGALI MOLTO SPECIALI «Quando cade un lampo e riecheggia un tuono possono verificarsi eventi umani e sovrannaturali». Lo sostiene una delle rarissime fonti scritte di cui disponiamo per la conoscenza del pensiero religioso degli Etruschi, il cosiddetto calendario «brontoscopico». Ora, non sappiamo se il brontolio di un tuono (in greco bronté, appunto) – alla cui osservazione gli antichi si dedicarono allo scopo di trarne presagi – abbia accompagnato o meno le due notevoli scoperte di cui parliamo in questo numero. Dovremmo chiederlo agli scopritori stessi. Sicuramente, però, si tratta di due «eventi»: il piú sensazionale risale – pensate – al settembre del 2010 ed è rimasto nascosto per tutti questi anni («Archeo» ne dà la notizia in esclusiva, a partire dalla copertina). Il secondo, invece, risale al settembre scorso… La presentazione al pubblico di un «nuovo» bronzetto etrusco, di altissima qualità e in ottimo stato di conservazione, rappresenta, di per sé, un fatto del tutto eccezionale. Inoltre, coincide con l’inaugurazione di un’importantissima mostra, allestita al Museo Civico Archeologico di Bologna, dal titolo: «Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna» e di cui parliamo nello Speciale. Alla luce del sunnominato calendario c’è da chiedersi se di pura coincidenza si tratti, o se, invece, qualche divina provvidenza non abbia pensato a indire un nuovo Anno degli Etruschi (l’ultimo – e i piú «grandi» dei nostri lettori lo ricorderanno, risale proprio all’anno di fondazione della nostra rivista, l’ormai lontano 1985): un anno dedicato a quella nostra Italia in cui – come scriveva il viaggiatore inglese David Herbert Lawrence, ricordato da Giuseppe M. Della Fina – «c’è assai piú sangue etrusco che romano»… Concludiamo con un’altra coincidenza, questa volta del tutto profana: la notizia del rinvenimento, durante gli scavi nell’isola di Mozia diretti da Lorenzo Nigro, di una (rarissima) iscrizione fenicia in cui si menziona Melqart, dio poliade della città di Tiro, è giunta proprio mentre stavamo allestendo la nuova Monografia di «Archeo» – in edicola questo mese – dedicata alla riscoperta di Cartagine. Città – come è noto – fondata da coloni fenici provenienti da Tiro e guidati dalla mitica regina Elissa/Didone, nipote (e poi sposa) del sacerdote di Melqart. E che da Mozia dista appena 125 miglia di navigazione… Buona lettura, dunque, e i nostri migliori Auguri per il Natale e per un Felice Anno Nuovo! Andreas M. Steiner A destra: il bronzetto etrusco, un’Ombra, scoperto a San Gimignano e, in secondo piano, la stele rinvenuta a Mozia sulla quale è incisa un’iscrizione monumentale in lettere fenicie.


SOMMARIO EDITORIALE

Due regali molto speciali

3

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

6

PASSEGGIATE NEL PArCo Il Parco archeologico del Colosseo sperimenta con successo il valore terapeutico della fruizione dei beni culturali 8 ALL’OMBRA DEL VULCANO Riapre al pubblico la Villa Regina di Boscoreale, il solo impianto rustico dell’area vesuviana integralmente visitabile 12

SCAVI

Per la «Signora delle fonti»

50

di Vincenzo Bellelli

ESCLUSIVA

SCAVI Le ultime indagini a San Giuliano, nel Viterbese, rivelano la tomba di una bambina deposta con un corredo di eccezionale ricchezza 6

INCONTRI È ormai imminente l’inizio della nuova edizione di Luce

sull’Archeologia, i cui incontri saranno questa volta dedicati al tema delle origini di Roma 14

L’Ombra di San Gimignano

26

di Enrico Maria Giuffrè e Jacopo Tabolli, con un contributo di Giuseppe M. Della Fina

50

26 SCOPERTE

Il servo di Melqart

42

POPOLI DELLA BIBBIA/12 I Romani

Una storia di amore e odio

64

di Alessandro Locchi

di Lorenzo Nigro

42

64 In copertina due immagini del bronzetto di Offerente rinvenuto in località Torraccia di Chiusi, a San Gimignano, e ora esposto nella mostra «Hinthial. L’Ombra di San Gimignano»

Presidente

Federico Curti Anno XXXV, n. 418 - dicembre 2019 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Comitato Scientifico Internazionale

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Italiano

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Vincenzo Bellelli è ricercatore presso l’ISPC del CNR. Andrea Bellotti è archeologo. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro D’Alessio è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Anna Dore è funzionaria archeologa presso il Museo Civico Archeologico di Bologna. Catia Fauci è archeologa. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Paola Giovetti è responsabile del Museo Civico Archeologico di Bologna. Enrico Maria Giuffrè è dottore di ricerca in archeologia preistorica. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Fabio Lanzalacqua è archeologo. Alessandro Locchi è dottore di ricerca in storia delle religioni. Daniele Manacorda è professore ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Maria Messineo è archeologa. Laura Minarini è funzionaria archeologa presso il Museo Civico Archeologico di Bologna. Lorenzo


Rubriche IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO

Sichuan: terra dei panda e dei musei

104

di Daniele Manacorda

104 L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Quel nome segreto... 110 di Francesca Ceci

80 SPECIALE

Nella terra dei Rasna 80

110 LIBRI

112

a cura di Giuseppe M. Della Fina, con testi di Giuseppe Sassatelli, Vincenzo Bellelli, Giuseppe M. Della Fina, Anna Dore, Paola Giovetti e Laura Minarini

Nigro è professore associato di archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico presso Sapienza Università di Roma. Federica Rinaldi è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Alfonsina Russo è direttore del Parco archeologico del Colosseo. Giuseppe Sassatelli è stato professore ordinario di etruscologia e antichità italiche all’Università di Bologna. Mickey Scarcella è archeologo. Giuseppe Schillaci è architetto. Jacopo Tabolli è funzionario archeologo presso la SABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534

Illustrazioni e immagini: Cortesia SABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo: p. 29; B. Bruchi: copertina e pp. 3 (primo piano), 26-27, 32-33, 34, 35 (destra), 36-37, 40; Paolo Nannini: p. 17; D. Sandrelli: pp. 28/29; L. Marasco: p. 30 – Cortesia Sapienza Università di Roma-Missione Archeologica a Mozia: pp. 3 (secondo piano), 42-46 – Cortesia Antrophology Department Baylor University: pp. 6-7 – Cortesia Parco archeologico del Colosseo: pp. 8-9 – Cortesia degli autori: pp. 10, 104-108, 110 – Cortesia Università di Groningen: p. 11 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 12-13 – Cortesia Teatro Argentina, Roma: p. 14 – Archivio UniSiena: p. 16 – Doc. red.: pp. 35 (sinistra), 38-39, 65, 66, 68/69, 69, 70 (alto), 71 (basso), 72-76, 78-79, 94/95, 96 – Cortesia M. Cavalieri/© UCLouvain: pp. 40/41 – Archivio CNR-ISPC: pp. 50-53, 55-63 – Roberto Petacco: disegno ricostruttivo a p. 54 – Shutterstock: pp. 70 (basso), 80/81, 90-93, 94, 111 – Cortesia Ufficio Stampa mostra «Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna»: pp. 81, 82-83, 84 (alto), 85-89, 97, 98-103 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 28, 68, 71, 77, 84.

Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI)

Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI)

Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


CALENDARIO

Italia ROMA Pompei e Santorini L’eternità in un giorno Scuderie del Quirinale fino al 06.01.20

Etruschi

Viaggio nelle terre dei Rasna Museo Civico Archeologico fino al 24.05.20 (dal 07.12.19)

Il leone e la montagna

Scavi italiani in Sudan Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco fino al 19.01.20

L’Arte ritrovata

L’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del patrimonio culturale italiano Musei Capitolini fino al 26.01.20

Colori degli Etruschi

Tesori di terracotta presso la Centrale Montemartini Musei Capitolini, Centrale Montemartini fino al 02.02.20

Roads of Arabia

Tesori dell’Arabia Saudita Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano fino al 01.03.20

BRINDISI Nel mare dell’intimità L’archeologia subacquea racconta il Salento Aeroporto del Salento fino al 05.07.20

CLASSE (RAVENNA) Tessere di mare Dal mosaico antico alla copia moderna Museo Classis Ravenna fino al 06.01.20

Carthago

Il mito immortale Colosseo-Foro Romano fino al 29.03.20

AMELIA Germanico Cesare…

a un passo dall’impero Museo Archeologico e Pinacoteca fino al 31.01.20

ESTE Veleni e magiche pozioni Grandi storie di cure e delitti Museo Nazionale Atestino fino al 02.02.20

FAENZA Sulla via dell’Oriente

BOLOGNA La Casa della Vita

Ori e storie intorno all’antico cimitero ebraico di bologna Museo Ebraico fino al 06.01.20 24 a r c h e o

Ceramiche dal Museo delle Civiltà di Roma Museo Internazionale delle Ceramiche fino al 06.01.20

FIRENZE Mummie

Viaggio verso l’immortalità Museo Archeologico Nazionale fino al 02.02.20

Coppa tipo slip-painted, dall’Iran. X-XI sec.


Sarà gradito l’invio di informazioni da parte dei direttori di scavi, musei e altre iniziative, ai fini della completezza di questo notiziario.

Germania

MILANO L’esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina

BERLINO Figure possenti

Fabbrica del Vapore fino al 09.02.20

Ritratti dalla Grecia antica Altes Museum fino al 02.02.20

NAPOLI Sacra Neapolis

Culti, miti, leggende Lapis Museum, Basilica della Pietrasanta fino al 15.12.19

Uno dei guerrieri dell’Esercito di Terracotta.

Thalassa

Paesi Bassi

ODERZO L’anima delle cose

LEIDA Cipro

Riti e corredi dalla necropoli romana di Opitergium Palazzo Foscolo-Museo Arcehologico Eno Bellis fino al 31.05.20

Storia e futuro di una città d’acqua Museo Archeologico Nazionale fino al 31.01.20

PALERMO Quando le statue sognano

Frammenti da un museo in transito Museo Salinas fino al 29.03.20

SAN GIMIGNANO Hinthial. L’Ombra di San Gimignano L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani Museo Archeologico fino al 31.05.20

SIRACUSA Archimede a Siracusa Experience exhibition Galleria Civica Montevergini fino al 31.12.19

TORINO Archeologia Invisibile

Museo Egizio fino al 07.06.20 (prorogata)

Sulle sponde del Tigri

Suggestioni dalle collezioni archeologiche del MAO: Seleucia e Coche MAO Museo d’Arte Orientale fino al 12.01.20

ATENE Gli infiniti aspetti della bellezza Museo Nazionale Archeologico fino al 31.12.19

Meraviglie sommerse dal Mediterraneo Museo Archeologico Nazionale fino al 09.03.20

PAESTUM Poseidonia

Grecia

Un’isola dinamica Rijksmuseum van Oudheden fino al 15.03.20 Statuina in avorio della dea Lakshmi, da Pompei.

Regno Unito LONDRA Ispirati dall’Oriente

Come il mondo islamico ha influenzato l’arte occidentale British Museum fino al 26.01.20

Troia. Mito e realtà British Museum fino all’08.03.20

Svizzera MENDRISIO India antica

Capolavori dal collezionismo svizzero Museo d’Arte Mendrisio fino al 26.01.20

BASILEA Gladiatori

La vera storia Antikenmuseum fino al 22.03.20

USA NEW YORK Acquerelli dell’Acropoli

Émile Gilliéron ad Atene The Metropolitan Museum of Art fino al 03.01.20 a r c h e o 25


SCOPERTE • SAN GIMIGNANO

L’OMBRA DI SAN GIMIGNANO «Nel mese di Dicembre, nel giorno 29, se tuona, vuol dire che vi sarà la piú salvifica linearità dei corpi»: sono alcune delle misteriose parole racchiuse in uno dei pochissimi testi rituali degli Etruschi giunti fino a noi, attraverso una traduzione erudita di età bizantina. L’autore è Nigidio Figulo e il testo è il Calendario Brontoscopico. Ma che cosa si cela dietro la linearità salvifica dei corpi che si verificherebbe alla fine di dicembre, sotto i tuoni di un temporale? La risposta è avvolta nel mistero, ma fino a noi è giunto un piccolo gruppo di figure allungate in bronzo, di eccezionale fattura, la piú nota delle quali è la splendida Ombra della Sera esposta al Museo Guarnacci di Volterra. Siamo in età ellenistica, in Etruria: un tempo turbolento, quando, una dopo l’altra, capitolano le potenti città etrusche e nascono le colonie romane. Ma una nuova Ombra, recentemente scoperta a San Gimignano e ora esposta in mostra nel locale Museo Archeologico, getta nuova luce su queste splendide raffigurazioni in bronzo e aggiunge un tassello alla comprensione delle offerte rituali e sacre degli antichi Etruschi. di Enrico Maria Giuffrè e Jacopo Tabolli

26 a r c h e o


Salvo diversa indicazione, tutte le foto dell’articolo si riferiscono al bronzetto di Offerente rinvenuto in località Torraccia di Chiusi, a San Gimignano e ora esposto nella mostra «Hinthial. L’Ombra di San Gimignano» allestita nel Museo Archeologico della cittadina toscana fino al 31 maggio 2020. Sulle due pagine: vedute d’insieme, fronte e retro, e un particolare del volto dell’Offerente.


SCOPERTE • CERVETERI

PER LA

«SIGNORA DELLE FONTI»

A CERVETERI, SULLA SOMMITÀ DI UNA PICCOLA ALTURA AFFACCIATA SULLA VALLE DEL MANGANELLO, GLI ARCHEOLOGI DEL CNR STANNO ESPLORANDO UN’IMPORTANTE AREA SACRA DELLA CITTÀ ETRUSCA. E LA CAMPAGNA APPENA CONCLUSA AVVALORA L’IPOTESI CHE LA DIVINITÀ TITOLARE DEL SANTUARIO FOSSE UNI – LA GIUNONE DEI LATINI – IN UNA FORMA LEGATA ALL’ACQUA di Vincenzo Bellelli

Sulle due pagine: Cerveteri (Roma). Veduta a volo d’uccello, ripresa da drone, dell’area sacra del Manganello A sinistra: l’équipe di scavo al termine della campagna 2019.

50 a r c h e o


I

l fosso in cui scorre il torrente Manganello separa l’altopiano dei Vignali, cioè la città dei vivi, da quello della Banditaccia, la città dei morti. Siamo a Cerveteri, sul versante settentrionale della città etrusca, in un luogo di suggestiva bellezza. Gli antichi abitanti del luogo colsero immediatamente l’importanza strategica di questo lato del pianoro, posto a pochissima distanza dalla necropoli della Banditaccia, perché l’altezza della falesia dei Vignali qui diminuisce notevolmente e il profilo della rupe si interrompe bruscamente in un punto, dando cosí la possibilità a chi percorre il fondovalle, provenendo dalla costa, di accedere facilmente in città (e viceversa).

La strategicità della posizione è confermata dal presidio tedesco insediato sul posto durante la seconda guerra mondiale, di cui anche noi abbiamo trovato traccia concreta durante gli scavi, imbattendoci in alcuni involucri di cartuccia di fucili Mauser.

COME LA PRUA DI UNA NAVE L’ambiente naturale e la posizione configurano pertanto un sito di singolare importanza strategica, da cui si può controllare la viabilità extraurbana sul lato nord-ovest del pianoro cerite e si ha un accesso diretto al fondovalle, dunque all’acqua. Non stupisce allora che gli Etruschi di Caere abbiano pensato a un certo punto di sacra-

lizzare questo luogo, costruendovi un tempio e i suoi annessi, di cui oggi restano le rovine su una lingua di tufo che si protende verso sud come la prua di una nave. Qui il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) opera da oltre 10 anni, studiando il «paesaggio sacro» della città etrusca e il suo contesto topografico. Dopo anni di lavoro nel cuore dell’abitato antico, in località Vigna Parrocchiale, dal 2007 l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del CNR, erede dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo antico, ha spostato verso la valle del Manganello il baricentro della sua azione, concentrando negli ultimi anni la sua attenzione proprio sull’omonimo santuario. a r c h e o 51


POPOLI DELLA BIBBIA/12 – I ROMANI

UNA STORIA DI

AMORE E ODIO

Agli inizi si tratta di un rapporto segnato da stima ed esaltata ammirazione nei confronti di un alleato fondamentale per contrastare il giogo ellenico. Ben presto, però, Roma ravvisa nell’instabilità politica, religiosa e culturale della terra degli Ebrei l’opportunità di estendervi il proprio potere. Lo scenario geopolitico della regione cambia drammaticamente. I protagonisti di questo nuovo periodo, cosí epocale per la storia dell’umanità, portano i nomi di Pompeo, Erode il Grande, Vespasiano e Tito, ma anche Pilato, Giuda il Galileo e Flavio Giuseppe... di Alessandro Locchi

I

l momento in cui i testi biblici registrano la prima concreta apparizione del popolo romano nella millenaria storia di Israele coincide con la lunga fase conflittuale che vede contrapposti, da un lato, i sovrani seleucidi, e, dall’altro, i Giudei ribelli, trascinati da Giuda Maccabeo e dai suoi fratelli (vedi «Archeo» n. 417, novembre 2019; anche on line su issuu.com). Sarebbe stato per l’appunto il Maccabeo, in una delicata fase dello scontro, a rivolgersi a quella lontana popolazione di cui aveva sentito elogiare le gesta in termini entusiastici. Come si legge infatti in 1 Maccabei (8,1), «Giuda venne a conoscere la fama dei Romani che essi erano molto potenti e favorivano tutti quelli che simpatizzavano per loro e accordavano amicizia a quanti si

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rivolgevano a loro e che erano forti e potenti». Nel libro in questione, posteriore di qualche decennio rispetto ai fatti narrati, questo primo coinvolgimento viene presentato sotto i migliori auspici: alla risoluzione di Giuda segue, nel testo, un lungo encomio dei Romani, da considerarsi – al di là delle inesattezze storiche – un’interessante testimonianza sul versante vicinoorientale, delle conoscenze e dell’immagine della Roma tardo-repubblicana.

ELOGI E PLAUSI Del vagheggiato alleato si enfatizza soprattutto l’invincibilità in guerra, elencandone in termini lusinghieri le vittorie rispetto a una selezione di ostici avversari (Galli, Ispani, Greci…). L’elogio si chiude con una nota di plauso: a dispetto di

tanto consenso e di tante affermazioni militari, la potenza italica ha mantenuto la propria stabilità politica, senza precipitare in forme autoritarie o di dominio assoluto: «Con tutti questi successi nessuno di loro si è imposto il diadema né si è rivestito di porpora per fregiarsene. Essi hanno costituito un consiglio e ogni giorno trecentoventi consiglieri si consultano quotidianamente riguardo al popolo, perché sia ben governato. Affidano il comando e il governo di tutti i loro domini a uno di loro per un anno e tutti obbediscono a quello solo e non c’è in loro né invidia né gelosia» (1 Maccabei 8,14-16). La richiesta di amicizia e di alleanza avanzata da Giuda Maccabeo ai Romani venne successivamente ripresentata – e puntualmente esaudita – dai due fratelli succedutigli al potere (Gionata prima, Simone poi)


Miniatura raffigurante Pompeo e i suoi soldati nel Tempio di Gerusalemme, da un’edizione manoscritta delle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe illustrata dal Maestro del Boccaccio di Monaco. 1415-1470. Parigi, Bibliothèque nationale de France. a r c h e o 65


SPECIALE • ETRUSCHI

NELLE TERRE

DEI RASNA

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GLI ETRUSCHI «TORNANO» A BOLOGNA, CON UNA GRANDE MOSTRA ALLESTITA NEL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO. UN’OCCASIONE PER FARE IL PUNTO, ALLA LUCE DELLE SCOPERTE PIÚ RECENTI, SULLA STORIA, L’ARTE E LA CULTURA DEL GRANDE POPOLO PREROMANO a cura di Giuseppe M. Della Fina, con testi di Giuseppe Sassatelli, Vincenzo Bellelli, Giuseppe M. Della Fina, Anna Dore, Paola Giovetti e Laura Minarini

Sulle due pagine: Cerveteri, necropoli della Banditaccia. L’area in cui si incrociano due delle strade che attraversano il sepolcreto, sulla quale si affaccia l’ingresso della Tomba della Casetta, cosí battezzata poiché è uno dei monumenti funerari in cui piú evidente è l’imitazione di un’abitazione tipica dell’epoca. A destra: acroterio configurato a guerriero da Cerveteri, Vigna Marini-Vitalini. Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek. a r c h e o 81


IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO Daniele Manacorda

SICHUAN: TERRA DEI PANDA E DEI MUSEI NELLA GRANDE PROVINCIA DELLA CINA CENTRO-OCCIDENTALE ESISTE UN MUSEO «VIVO», NEL SENSO PIÚ LETTERALE DEL TERMINE. NEI SUOI SPAZI, INFATTI, LA PRODUZIONE DELLA GRAPPA SECONDO METODI TRADIZIONALI NON È SOLTANTO RACCONTATA, MA REPLICATA OGNI GIORNO DA OPERAI IN CARNE E OSSA, SOTTO GLI OCCHI DEI VISITATORI

H

a detto il sociologo statunitense Richard Sennett: «Il tempo comincia a dare una determinata personalità ai luoghi quando questi non sono usati nel modo per cui erano stati concepiti». E infatti, uno dei motivi del fascino dei luoghi della storia, ben conservati o ridotti in rovine archeologiche, sta proprio nella

104 a r c h e o

loro capacità di disporre una serie di veli, quasi di sipari direi, che, rimossi a uno a uno, ci suggeriscono le tante vicende che si sono susseguite sul palcoscenico della storia. Sono questa profondità del tempo e questa sovrapposizione di funzioni che danno ai luoghi del patrimonio quel qualcosa in piú che ce li fa scoprire,

amare, preservare. Ma è sempre cosí? La perdita dell’uso originario e la comparsa di altri usi sono una condizione necessaria per dare ai luoghi il fascino di una loro «personalità»? Qualche novità interessante giunge dalla Cina, che, dopo una fase in cui prevaleva la logica della rapida modernizzazione, sta vivendo una


Chengdu (Sichuan, Cina). Uno scorcio della distilleria di epoca Ming (1368-1644) musealizzata all’interno dello Shuijingfang Museum. che si esprimono nei numerosi musei realizzati nell’ultimo ventennio, dotati di servizi efficienti e caratterizzati da una grande cura degli allestimenti e del contesto paesaggistico nei quali sono collocati.

FRA DUE FIUMI

stagione caratterizzata dal crescente interesse per il patrimonio culturale, per i musei, i parchi, i luoghi della cultura: non solo per fini turistici, ma anche per la maggiore consapevolezza del valore della memoria storica, e di quel patrimonio culturale, che ne rappresenta l’eredità. Un entusiasmo e una voglia di fare

Nella grande provincia del Sichuan, nota in tutto il mondo come la patria dei panda, la rete dei musei archeologici è particolarmente estesa e accoglie reperti straordinari, che il pubblico italiano ha potuto in parte ammirare grazie a una recente mostra, tenutasi a Napoli e a Roma (vedi «Archeo» n. 414, agosto 2019; anche on line su issuu.com). Ma il museo che piú fa pensare è una raccolta privata, lo Shuijingfang Museum, proprietà di una azienda produttrice di una famosa grappa, che si lavorava a Chengdu in un quartiere detto, sin dall’antichità, il «luogo del pozzo dell’acqua». Compreso fra due fiumi, il sito è stato identificato nel 1998 in occasione dei lavori di ristrutturazione della distilleria Quanxing, e indagato l’anno successivo con scavi archeologici, che vi riconobbero la presenza di due antiche distillerie dell’epoca Ming (1368-1644). La visita di questa antica e nuova fabbrica di distillato di riso permette di scoprire una originalissima realtà museale. Dopo gi scavi, la vecchia fabbrica è stata infatti oggetto di un restauro di grande qualità e sobrietà, curato dall’architetto Liu Jiakun, che ha intelligentemente reimpiegato nei muri dell’edificio i mattoni recuperati dalle macerie di un terremoto distruttivo che ha colpito la regione nel 2008. Un dettaglio solo apparentemente tecnico, ma carico di valori simbolici, che ci fa riflettere sulla continuità delle cose

nel tempo e sul carico di memoria di cui sono portatrici. Il Museo ha un impianto didattico, senza sbavature didascaliche. Strumenti, oggetti, pratiche di lavorazione sono esposti e raccontati, anche con bei sussidi digitali, con semplicità e profondità al tempo stesso, traendo vantaggio dalla loro stessa localizzazione spaziale. All’ingresso si è meravigliosamente colpiti da un grande plastico animato, che trae ispirazione da una splendida veduta dell’epoca Qing (l’ultima dinastia imperiale cinese). Ma la cosa piú spettacolare è l’officina stessa restaurata e rimessa in funzione dopo la campagna di scavi archeologici (ancora parzialmente esposti). Chiunque di noi sa perfettamente che «il modo migliore per conservare i luoghi è usarli». In questo caso è mantenuto l’uso tradizionale e originario: non siamo di fronte a un riuso, quindi, anche se il percorso museale, che convive con la fabbrica, rappresenta in questo caso un valore aggiunto.

TUNICHE SENZA TEMPO Tutto il ciclo produttivo del distillato viene infatti svolto in situ sotto gli occhi dei visitatori, con tecniche e strumenti tradizionali, da operai vestiti di semplici tuniche senza tempo. Usando le carriole e le pale di una volta, lavorano come in fabbrica tra caldaie e alambicchi e producono la loro ottima grappa immersi in un’aria intrisa degli odori della fermentazione (sono maestranze distaccate nella fabbrica-museo, mentre il ciclo di produzione industriale avviene nella nuova sede fuori città). La scelta preferita per conservare questo straordinario documento di archeologia industriale è stata dunque la piú intelligente: far

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