NAVI DI PISA
CAPODIMONTE
RE DI VULCI
SCHIFANO
POPOLI DELLA BIBBIA/7 MEDI E PERSIANI
SPECIALE GOZO
GLI ULTIMI RE DI VULCI w. ar
GA NT ch eo I .it
GO DE Z IG O I
L’I SO LA
I SEGRETI DI
GOZO
UN VIAGGIO NEL CUORE DEL MEDITERRANEO
PISA
IL NUOVO MUSEO DELLE NAVI
CAPODIMONTE
NAVIGARE CON GLI ANTICHI
MEDI E PERSIANI
POPOLI DELLA BIBBIA
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 9 LUGLIO 2019
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2019
Mens. Anno XXXV n. 413 luglio 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 413 LUGLIO
ETRUSCHI
€ 5,90
EDITORIALE
NAVIGARE NECESSE EST... …vivere non est necesse. «Navigare è indispensabile, vivere no». L’esortazione lanciata da Pompeo – secondo quanto riferisce Plutarco – all’indirizzo della ciurma restia a salpare a causa del maltempo, è stata variamente estrapolata dal suo contesto per assumere la valenza di un motto ispirato a intrepida baldanza, sprezzante del bene piú prezioso di cui l’uomo dispone: la vita. La vita, appunto, e non solo la propria. La frase pronunciata dal grande nemico di Cesare (riportata originariamente in greco, tra l’altro, e non in latino), vuole significare, infatti, questo: per salvare la vita degli altri (in questo caso degli abitanti di Roma a cui il carico di alimenti della flotta era destinato) è spesso «necessario», se non sacrificarsi, almeno rischiare di persona. Alla navigazione sono dedicati i due articoli che aprono questo numero, e non a caso: ricorda Caterina Pisu direttrice del nuovo Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte, che «prima dell’avvento del trasporto su rotaia e su gomma, le barche erano considerate tra i mezzi piú efficaci per velocità e comodità». E di un’intera «flotta», composta da imbarcazioni risalenti a un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il VII secolo d.C., ci riferisce Stefano Mammini nel servizio dedicato a una delle piú importanti scoperte archeologiche italiane del secolo scorso, quella delle navi di San Rossore. Veniamo ora all’immagine di questa pagina. Osservandola, potremmo convincerci che una buona foto riesce a comunicare (ed emozionare) molto piú di mille parole. Lo scatto risale al 23 gennaio scorso, l’autore è Daniel Cilia. Cosa vi riconosciamo? Innanzitutto una grande montagna innevata, un bellissimo arcobaleno e, in primo piano, una strana collina. Quest’ultima appartiene a una piccola isola del Mare Nostrum, distante non piú di una novantina di chilometri dalla piú grande isola del Mediterraneo, la Sicilia (a cui appartiene, invece, la montagna della foto, ovvero l’Etna). L’isoletta in questione non è Malta – come qualcuno potrebbe azzardare – bensí Gozo, la seconda e piú settentrionale dell’arcipelago maltese, i cui abitanti discendono da quei primi colonizzatori che vi giunsero, circa settemila anni fa, provenienti dalla Sicilia; secondo il motto che, per esplorare, conoscere e vivere, navigare necesse est. Andreas M. Steiner
SOMMARIO EDITORIALE
stabiane svelano ritratti realistici e sguardi carichi di pathos 14
MOSTRE/1
di Andreas M. Steiner
A TUTTO CAMPO La «rappresentazione archeologica» va affermandosi come una disciplina vera e propria e offre nuove e inaspettate riletture delle civiltà del passato 22
di Simona Carosi, Carlo Casi e Carlo Regoli
MUSEI/1
56
Navigare necesse est... 3
Attualità NOTIZIARIO
6
SCOPERTE La storia di Paestum si arricchisce di nuovi e importanti dati, che ribadiscono la vivacità culturale della città e la ricchezza della sua produzione artistica 6 PASSEGGIATE NEL PArCo Avvicinare i giovani all’antico attraverso la musica: è questa la nuova sfida lanciata dal Parco archeologico del Colosseo 10 MUSEI Il Museo delle Palafitte di Ledro svela il suo nuovo allestimento, all’insegna della spettacolarità e dell’inclusione 12
Pisa
La flotta delle meraviglie
Gli ultimi re di Vulci 56
MOSTRE/2 Orvieto
di Stefano Mammini
La mia Etruria
64
di Giuseppe M. Della Fina
30 MUSEI/2
Capodimonte
ALL’OMBRA DEL VULCANO Le magnifiche pitture delle ville
30
Montalto di Castro
Il tesoro del lago
42
di Caterina Pisu
64
In copertina statuette rinvenute agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso in un deposito votivo del Circolo di Xaghra (Gozo, Malta).
Presidente Anno XXXV, n. 413 - luglio 2019 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
Federico Curti
Comitato Scientifico Internazionale
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis.
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Andrea Camilli è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno. Simona Carosi è funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Tatiana Pedrazzi è ricercatrice del CNR presso l’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico. Caterina Pisu è direttore scientifico del Museo della Navigazione nelle Acque Interne, Capodimonte (Viterbo). Carlo Regoli è archeologo della Fondazione Vulci. Cristina Sanna è dottoranda in Archaeological
POPOLI DELLA BIBBIA/7 Medi e Persiani
Nella fossa del leone
70
di Tatiana Pedrazzi
70 Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
La danza del fuoco 112 di Francesca Ceci
86 SPECIALE Malta
I segreti di Gozo
LIBRI
114
86
di Andreas M. Steiner; reportage fotografico di Daniel Cilia
Representation presso l’Università di Southampton (UK). Andrea Schiappelli è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo.
Illustrazioni e immagini: Cortesia Daniel Cilia: copertina (e p. 100) e pp. 3, 86/87, 88 (basso), 89, 90-103, 104 (alto), 105, 106-110 – Cortesia Parco archeologico di Paestum: pp. 6-7 – Cortesia Università degli Studi di Perugia-Dipartimento di Lettere e Civiltà antiche: p. 8 (alto) – Cortesia SABAP Umbria: p. 8 (basso) – Cortesia Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Cortesia Museo delle Palafitte di Ledro (Trento): p. 12 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Cortesia SABAP di Salerno e Avellino: p. 16 – Cortesia degli autori: pp. 18-19, 56, 58-60, 61 (basso), 112-113 – Cortesia Museo delle Navi Antiche di Pisa: pp. 30/31, 32, 34, 35 (basso), 36 (centro e basso), 38, 39 (basso), 40 (alto, a destra, e basso) – Stefano Mammini: pp. 32/33, 34/35, 36 (alto), 39 (alto), 40 (alto, a sinistra), 62, 63 (alto) – da: Pisa. Un viaggio nel mare dell’antichità, MiBAC-Electa, Milano 2006: p. 37 – Shutterstock: pp. 42/43, 74/75, 76-77 – Per gentile concessione di Ebe Giovannini e Maurizio Pellegrini: pp. 43 – Cortesia Museo della Navigazione nelle Acque Interne, Capodimonte (Viterbo): pp. 44, 45 (basso), 48, 49 (basso), 50-52; M. Bonino: p. 49 (alto) – DeA Picture Library: A. dagli Orti: p. 45 (alto); G. Nimatallah: p. 61 (alto); W. Buss: pp. 78/79 – Doc. red.: pp. 46, 56/57, 63 (basso), 72, 73, 74, 80/81, 82/83 – © Museo delle Civiltà-MPE «L. Pigorini»: pp. 46/47 – Cortesia Museo Etrusco «Claudio Faina», Orvieto: pp. 64-69 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 70/71, 83; Vivienne Sharp/Heritage Images: p. 78 – Cortesia Professor Caroline Malone, Libby Mulqueeny and Charlotte Stoddart: disegno alle pp. 104/105 – Cippigraphix: cartine alle pp. 35, 72/73, 88. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Arti Grafiche Boccia Spa via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
MUSEI • PISA
LA FLOTTA DELLE
MERAVIGLIE
IL MUSEO DELLE NAVI ANTICHE DI PISA È UNA REALTÀ: GLI ARSENALI MEDICEI DELLA CITTÀ TOSCANA SONO STATI APERTI AL PUBBLICO PER ACCOGLIERE GLI STRAORDINARI REPERTI ACQUISITI GRAZIE A UNA DELLE IMPRESE ARCHEOLOGICHE PIÚ IMPORTANTI DEGLI ULTIMI DECENNI di Stefano Mammini
Tutte le foto che corredano l’articolo documentano l’allestimento e i reperti del Museo della Navi Antiche di Pisa, inaugurato il 16 giugno scorso negli spazi degli Arsenali Medicei. 30 a r c h e o
L
Sulle due pagine: il relitto della nave A, un’oneraria, ovvero una nave commerciale da trasporto, che fu in attività nel II sec. d.C. e che è stata la prima a essere individuata, nell’ottobre del 1998, durante i lavori per la realizzazione di un centro di controllo della linea ferroviaria Roma-Genova, nell’area della stazione di Pisa-San Rossore.
e navi di Pisa hanno ripreso, almeno virtualmente, a navigare. Il 16 giugno scorso, infatti, le porte degli Arsenali Medicei della città toscana si sono riaperte in via definitiva, e l’avventura del Museo delle Navi Antiche ha avuto ufficialmente inizio. L’inaugurazione è il degno coronamento di oltre vent’anni di lavoro: era infatti il 1998 quando, in occasione dei lavori per la realizzazione di un fabbricato di controllo della linea ferroviaria Roma-Genova, nell’area della stazione di Pisa-San Rossore, vennero alla luce i pr imi frammenti di legno. L’importanza del ritrovamento, del quale anche «Archeo» diede tempestivamente notizia (vedi n. 170, aprile 1999), apparve subito evidente e fu quindi allestito un cantiere di scavo che, in oltre quindici anni di attività, ha portato a risultati davvero eccezionali. L’area indagata ha infatti restituito oltre 30 relitti di imbarcazioni, di varia tipologia, travolte e affondate da ripetute alluvioni, susseguitesi fra il II secolo a.C. e il VII secolo d.C., ai quali si aggiunge una mole di reperti impressionante per qualità e quantità. Come ha sottolineato Andrea Camilli – che ha guidato le operazioni di scavo, coordinato i restauri e progettato l’allestimento del museo del quale ha assunto la direzione – l’importanza delle indagini svolte a San Rossore, al di là delle navi – che di per sé costituiscono comunque una delle piú importanti acquisizioni di sempre nel campo dell’archeologia, non soltanto navale –, risiede nella documentazione restituita dagli scavi in termini di storia economica del mondo romano. a r c h e o 31
MUSEI • LAZIO
IL TESORO DEL LAGO
LA STORIA DELLA NAVIGAZIONE È ANTICA QUANTO QUELLA DELL’UOMO: FIN DALLA PREISTORIA, INFATTI, I NOSTRI ANTENATI ESCOGITARONO SISTEMI PER MUOVERSI NELLE ACQUE DI LAGHI, FIUMI E MARI. UN’AVVENTURA AFFASCINANTE, RIPERCORSA NEL MUSEO DELLA NAVIGAZIONE NELLE ACQUE INTERNE DI CAPODIMONTE di Caterina Pisu
L’
interesse per le discipline che affrontano il rapporto uomo-acqua e i vari campi d’indagine a esso associati è notevolmente cresciuto negli ultimi decenni. Si tratta di un ambito molto vasto ed eterogeneo, che spazia dalla ricerca storica a quella archeologica ed etnografica, dagli studi linguistici a quelli conservativi. Di particolare rilevanza, in questo quadro, sono gli studi sulle acque interne. L’Italia è particolarmente ricca di ambienti umidi: fin dalla
42 a r c h e o
preistoria, laghi, stagni e fiumi hanno accolto la formazione di insediamenti umani stabili, come dimostra la documentazione relativa alla navigazione e alle attività di sussistenza, quali la pesca e la raccolta di molluschi. Nelle aree interne, inoltre, si sono radicate piú facilmente le tradizioni relative alla costruzione navale, a iniziare dai natanti preistorici, in primis le zattere e le imbarcazioni monossile (cioè ricavate da un solo tronco d’albero, dal greco mono, unico, e
xylon, legno, n.d.r.), per giungere alla straordinaria varietà tipologica delle imbarcazioni tradizionali peculiari di ogni regione. Queste ultime hanno avuto un posto rilevante nella nostra storia e nelle economie del passato. Basti ricordare che, prima dell’avvento del trasporto su rotaia e su gomma, le barche erano considerate tra i mezzi di trasporto piú efficaci per la loro velocità e comodità, sia sul mare che sulle acque interne. Le barche tradizionali, in generale, ma so-
prattutto quelle da lavoro, sono tuttora considerate come un patrimonio «minore», nonostante, ormai dal 2004, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, all’articolo 10, comma 4, lettera i, riconosca tra i beni culturali anche «le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico» e all’articolo 11, comma 1, lettera g, «i mezzi di trasporto aventi piú di settantacinque anni». Il censimento, il recupero e la valorizzazione delle imbarcazioni storiche sono interventi ormai non piú prorogabili. Una delle prime campagne di schedatura delle vecchie imbarcazioni da lavoro è stata condotta, tra il 2006 e il 2008, dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici della Liguria; qualche anno dopo sono stati realizzati il censimento delle barche tradizionali dell’Emilia-Romagna, sia delle aree di costa che
In alto, sulle due pagine: una veduta di Capodimonte (Viterbo), cittadina sul lago di Bolsena in cui ha sede il Museo della Navigazione nelle Acque interne (MNAI).
In basso: la ricostruzione moderna di una tipica barca del lago di Bolsena, realizzata da Luigi Papini, durante le riprese del documentario L’ultimo mastro d’ascia.
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POPOLI DELLA BIBBIA/7 – MEDI E PERSIANI
NELLA FOSSA DEL LEONE La figura di Ciro il Grande, nipote di un re dei Medi ed egli stesso esponente principe della persiana dinastia achemenide, riceve dal racconto biblico una straordinaria, quasi unica glorificazione: egli è un «eletto del Signore», un uomo preso da Dio «per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni…». Ma chi era, veramente, il leggendario personaggio? E perché la narrazione anticotestamentaria gli tributa l’onore di aver contribuito, addirittura, alla ricostruzione del distrutto tempio salomonico? di Tatiana Pedrazzi
D
istruzione, violenza, saccheggi nel Vicino Oriente, non solo odierno, ma anche antico: nel 612 a.C. venne annientata la piú famosa capitale assira, la gloriosa e ricchissima Ninive, che sorgeva lungo il fiume Tigri, in Mesopotamia settentrionale. L’evento viene spesso ricordato come uno «scandalo della storia», per la sua inaudita e repentina violenza e per l’irreversibilità degli accadimenti che ne derivarono. La storia, in effetti, svoltò drammaticamente, 70 a r c h e o
poiché il vasto e potente impero assiro, che poco prima, con il re Assurbanipal, era all’apogeo della sua grandezza, crollò rovinosamente per non risollevarsi mai piú (vedi «Archeo» n. 407, gennaio 2019; anche on line su issuu.com). La coalizione degli assalitori era piuttosto eterogenea: ai Babilonesi, inviati dal sovrano Nabopolassar, si univano i Medi, al comando del re Ciassare. Fra l’VIII e il VII secolo a.C., il popolo dei Medi aveva creato un prospero regno tra le alture e i
La saggezza del profeta Daniele Daniele e Ciro al cospetto dell’idolo di Bel, olio su tavola di Rembrandt. 1633. Los Angeles, The J. Paul Getty Museum. Il dipinto evoca un episodio narrato nel Libro di Daniele e avvenuto quando il profeta si trovava a Babilonia, dove, grazie alla sua saggezza, era divenuto funzionario di corte: Ciro il Grande gli chiese perché non venerasse l’idolo e Daniele rispose di credere in un dio vivente. Al che il sovrano replicò che anche l’idolo era tale, poiché ogni notte consumava i cibi e le bevande che gli venivano offerti. Daniele smascherò l’inganno, scoprendo che in realtà le offerte venivano mangiate nottetempo dai sacerdoti del tempio di Bel: condannato a morte, uscí indenne dalla fossa dei leoni che avrebbero dovuto sbranarlo.
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SPECIALE • GOZO
I SEGRETI DI GOZO LA SECONDA ISOLA DELL’ARCIPELAGO SITUATO NEL CUORE DEL MEDITERRANEO SEDUCE IL VISITATORE PER L’UNICITÀ DEL SUO PAESAGGIO, PER IL SILENZIO DEI SUOI BORGHI, PER LE SUE ARCHITETTURE DALL’IMPRONTA ARABA E BAROCCA. LETTERALMENTE «NASCOSTI» NEL VENTRE DI QUESTO MICROCOSMO DI STORIA E CIVILTÀ GIACCIONO, INOLTRE, MONUMENTI TRA I PIÚ RILEVANTI DELLA PREISTORIA MEDITERRANEA… di Andreas M. Steiner; reportage fotografico di Daniel Cilia
L’arcipelago maltese in una foto aerea presa da nord-ovest. In primo piano, l’isola di Gozo, e, sullo sfondo, l’isola di Malta, con Comino in mezzo. 86 a r c h e o
P
er introdurre il discorso su Gozo, seconda isola dell’arcipelago maltese conviene, forse, partire proprio dal nome. Diversamente da quello dell’isola maggiore, Malta (che i Greci chiamavano Melite, dal greco meli, «miele», e i Romani Melita, anche se non manca chi ha voluto riconoscervi la parola fenicia maleth, «porto» o «nascondiglio»), l’etimologia di Gozo ha origine decisamente semitica: la riprova è incisa su una lastra di pietra calcarea conservata nel locale Museo Archeologico, situato all’interno della Cittadella di Rabat (nota anche come Victoria), la capitale gozitana. L’iscrizione, in lettere puniche, menziona gli abitanti di GWL, la Gaulos citata da Ecateo
LA GENTE DI GAULOS Nota come Melitensia Quinta, l’iscrizione punica, risalente al III sec. a.C. e incisa in pietra corallina, è stata rinvenuta nel 1855 durante alcuni lavori fuori dalla porta d’accesso alla Cittadella di Rabat, il capoluogo di Gozo. Il testo menziona il popolo di Gaulos (Gozo) quale costruttore e rinnovatore di tre «oggetti» e di quattro templi, tra cui uno della dea Astarte. Il reperto (15,5 x 14,9 cm) è conservato al Museo Archeologico di Gozo.
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