IN EDICOLA IL 9 APRILE 2019
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2019 POPOLI DELLA BIBBIA/4 FILISTEI
I POPOLI DELLA BIBBIA
LUDWIG POLLAK
FILISTEI L’ETERNO NEMICO
SCAVI
TANNETUM CITTÀ ROMANA
L’EGITTO INVISIBILE
SPECIALE TOMBA DEI CALISNA SEPU
Mens. Anno XXXV n. 410 aprile 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEOLOGIA INVISIBILE
TORINO
ROMA
LUDWIG POLLAK AL MUSEO BARRACCO
SPECIALE MONTERIGGIONI, DICEMBRE 1893
ISRAELE
NELLA TENUTA DEL SAMARITANO
LA GRANDE SCOPERTA
www.archeo.it
SU LL ET RA CC ED EI
FIL IST EI
ARCHEO 410 APRILE
€ 5,90
EDITORIALE
ERA UN’EPOCA... Un’«aria di famiglia» accomuna l’avventurosa vicenda riferita da Giacomo Baldini in apertura dello Speciale (vedi alle pp. 84-103) alla rievocazione di un personaggio eccezionale proposta da Orietta Rossini alle pp. 48-59. È l’aria di un’epoca, anzi, dell’epoca per eccellenza, avviatasi all’insegna di premesse luminose e conclusasi nella catastrofe. Leggendo i loro articoli, vedremo muoversi sulla scena dello scorcio tra Otto e Novecento – e solo a qualche centinaio di chilometri di distanza gli uni dagli altri – personaggi come il colono toscano Sabatino Capresi, nobili illuminati e antiquari senza scrupoli, archeologi e antichisti di fama come il veronese Luigi Adriano Milani e, naturalmente, il grande praghese (e romano d’adozione) Ludwig Pollak. Tutti, ognuno a modo suo e ognuno «secondo le proprie possibilità», con la mente e il cuore rivolti al «passato»; a quel passato che, proprio in quell’epoca tutta rivolta al futuro, riemergeva facendo sbocciare i suoi frutti migliori. Invitiamo i nostri lettori, dopo aver sfogliato le pagine di questo numero, a recarsi nel bellissimo borgo di Abbadia Isola, nel Senese, e a Roma, al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco e al vicino Museo Ebraico. Per immergersi nei luoghi di un’età straordinaria e ascoltare il racconto di chi l’aveva, a piene mani, vissuta. Andreas M. Steiner
Foto dello scavo della Tomba dei Calisna Sepu (Monteriggioni, Siena), scattata al momento della scoperta, nel dicembre del 1893.
SOMMARIO EDITORIALE
Era un’epoca...
3
di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
SCOPERTE Nuovi, favolosi tesori vengono alla luce nelle necropoli egiziane di Saqqara e di Tuna el-Gebel 6 PASSEGGIATE NEL PArCo Apre al pubblico il complesso noto come «bagni di Livia», uno sfarzoso ninfeo-triclinio voluto dall’imperatore Nerone per la sua reggia sul Palatino 8 SCAVI Indagini preventive condotte nel cuore della città francese di Angoulême rivelano una inaspettata frequentazione preistorica del sito 10 ALL’OMBRA DEL VULCANO Anche l’archeologia documenta la ricchezza e la varietà della dieta
alimentare dei Pompeiani, sulle cui tavole non mancavano cibi pregiati ed esotici 12
MOSTRE/1
RECUPERI Il Museo Bizantino di Nicosia saluta il ritorno di un mosaico trafugato oltre quarant’anni fa 23
di Orietta Rossini
Roma, Ludwig Pollak
«Uno straordinario intenditore d’arte...» 48
RESTAURI Il gruppo scultoreo di Marco Virgilio Eurisace, ricco panettiere della Roma imperiale, torna a farsi ammirare nella Centrale Montemartini 24
48
POPOLI DELLA BIBBIA/4
SCAVI
I Filistei
L’eterno nemico
32
Dalla città degli scacchi
di Fabio Porzia
di Paolo Storchi, con la collaborazione di Gaia Carosi, Marco Montermini, Antonella Pansini e Ilaria Trivelloni
32
60
60
In copertina sarcofagi antropoidi filistei in terracotta, da Deir el-Balah. Gerusalemme, Israel Museum.
Presidente
Federico Curti Anno XXXV, n. 410 - aprile 2019 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Comitato Scientifico Internazionale
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Italiano
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Giacomo Baldini è curatore scientifico del Museo Archeologico «Ranuccio Bianchi Bandinelli» e del Parco Archeologico di Dometaia di Colle di Val d’Elsa (Siena). Giovanna Bianchi è professore associato di archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena. Stefano Borghini è funzionario architetto presso il Parco archeologico del Colosseo. Franco Bruni è musicologo. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Gaia Carosi è dottore di ricerca in topografia antica presso «Sapienza» Università di Roma. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro D’Alessio è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Daniela Fuganti è giornalista. Pierluigi Giroldini è funzionario archeologo della SABAP per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Richard Hodges è professore di archeologia alla University of East Anglia, Norwich (UK). Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico
MOSTRE/2 Torino
La faccia nascosta della storia
70
di Stefano Mammini
84 SPECIALE
Tomba dei Calisna Sepu
In quella mattina di un anno freddissimo...
84
di Giacomo Baldini, con contributi di Pierluigi Giroldini e Andrea Zifferero
SCAVARE IL MEDIOEVO
Giocando s’impara 108
70
di Andrea Augenti
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Rubriche
Ai confini del mondo
QUANDO L’ANTICA ROMA... ...ricordava il «giorno dell’Allia» di Romolo A. Staccioli
104
104
di Pompei. Marco Montermini è laureando in archeologia presso «Sapienza» Università di Roma. Antonella Pansini è dottore di ricerca in topografia antica presso «Sapienza» Università di Roma. Fabio Porzia è post-dottorando presso l’Università di Tolosa come storico del Levante antico. Orietta Rossini è curatore responsabile del Museo dell’Ara Pacis. Maria Maddalena Scoccianti è funzionario architetto presso il Parco archeologico del Colosseo. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Paolo Storchi è dottore di ricerca in topografia antica presso «Sapienza» Università di Roma. Ilaria Trivelloni è dottoranda in scienze dell’antichità in cotutela fra «Sapienza» Università di Roma e Università di Losanna (CH). Andrea Zifferero è professore associato di etruscologia e antichità italiche e di musealizzazione e gestione del patrimonio archeologico all’Università di Siena.
Illustrazioni e immagini: DeA Picture Library: copertina; V. Pirozzi: pp. 36/37 – Cortesia Gruppo Archeologico Colligiano, Colle di Val d’Elsa: p. 3 (e p. 86, basso) – Doc. red.: pp. 6-7, 21, 23, 42-45, 59, 92 – Cortesia Parco archeologico del Colosseo: A. Lugari: p. 8; M. Modolo: p. 9 (alto); R. Carlani: p. 9 (basso) – Cortesia INRAP: Denis Gliksman: p. 10 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 12-13 – Archivi Centre Jean Bérard, Napoli: pp. 14 (basso), 15-16; Jean-François Dars: p. 14 (alto) – Cortesia degli autori: pp. 18-19, 60-69, 110 (alto), 111 – Cortesia Israel Antiquities Authority: Yitzhak Marmelstein: p. 20 (alto e centro) – Cortesia Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura: pp. 24-25, 48-58 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 32/33, 34 (alto), 37, 39, 41, 104, 105 (alto), 106; Album/Prisma: p. 110 (basso) – Shutterstock: p. 34 (basso), 85 – Bridgeman Images: p. 40 – Cortesia Ufficio Stampa Museo Egizio, Torino: pp. 70-83 – Cortesia Museo Archeologico «Ranuccio Bianchi Bandinelli» di Colle di Val d’Elsa (Siena): pp. 84/85, 102 (basso) – Cortesia Agenzia di comunicazione Robespierre S.a.s., Siena: Veronica Becchi: p. 87 (alto) – Cortesia Fondazione Monte dei Paschi di Siena: p. 88 (alto) – da: Monteriggioni. Testimonianze d’arte nel territorio, Genova 1988: p. 88 (centro, a sinistra, e p. 89) – Cortesia SABAP Siena, Grosseto e Arezzo: Paolo Nannini: p. 88 (centro, a destra) – Cortesia Polo Museale della Toscana, Firenze: pp. 90-91, 93, 95, 96 (alto), 97 – Studio Lucii, Poggibonsi: pp. 94, 98, 99 (basso) – da: I confini della diocesi ecclesiastica, del municipio romano e dello stato etrusco di Volterra, 1968: p. 96 (basso) – da: Egitto, Iraq e Etruria nelle fotografie di John Alfred Spranger. Viaggi e ricerche archeologiche (1929-1936), Oxford 2019: p. 99 (alto) – Mario Maccantelli, Colle di Val d’Elsa: pp. 100 (alto), 101 – Studio Lensini, Siena: p. 100 (basso) – Giacomo Baldini: p. 103 – Cortesia Progetto Orgères, Università degli Studi di Torino: pp.
110
di Francesca Ceci
LIBRI
112
108-109 – Cippigraphix: cartine alle pp. 20, 35, 86, 105. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Arti Grafiche Boccia Spa via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Press-Di Abbonamenti SPA c/o CMP BRESCIA Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia BS L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
POPOLI DELLA BIBBIA/4 – I FILISTEI
L’ETERNO
NEMICO
«Che io muoia insieme con i Filistei»: la celebre frase, pronunciata dal biblico eroe Sansone, è forse la menzione piú nota del nome degli storici avversari di Israele. Ma la storia di questo popolo – il secondo, per numero di citazioni, elencato nella Bibbia – va ben oltre quell’episodio leggendario. Le genti insediatesi nella fertile terra lungo la costa del Levante meridionale sono, infatti, gli «stranieri» ostili per eccellenza, oggetto di disprezzo e diffidenza. Ma chi furono, veramente, i Filistei e da dove venivano? E quali le ragioni della loro scomparsa? di Fabio Porzia
D
opo l’Egitto, i Filistei sono l’entità straniera piú attestata nella Bibbia ebraica. Nella versione in lingua greca, che risale al II secolo a.C., cioè a un’epoca in cui il popolo dei Filistei non esisteva piú, il loro nome è spesso sostituito con il termine generico di «stranieri». In effetti, nei racconti biblici i Filistei, che sono nominati il piú delle volte come gruppo, formano una massa indistinta, caratterizzata da credenze e abitudini diverse (per esempio, a differenza degli Israeliti, sono spes32 a r c h e o
so qualificati – con disprezzo – come «non-circoncisi»). In una parola, i Filistei, nella tradizione biblica, sono l’incarnazione dell’altro, dello straniero, appunto, ma dello straniero ostile e quindi del nemico. La cultura ebraica conosce, infatti, anche un’accezione positiva dello straniero, quella di Abramo, che si auto-definisce «forestiero e di passaggio» nel paese di Canaan (Genesi 23,4). A immagine del suo capostipite, il popolo di Israele si rappresenta a propria volta come un immigrato, uno straniero nella
Medinet Habu (Egitto). Particolare di un rilievo del tempio funeraio di Ramesse III (1185-1153 a.C.) che mostra un gruppo di Filistei, riconoscibili dal tipico copricapo a penne, fatti prigionieri.
MOSTRE • ROMA
48 a r c h e o
«UNO STRAORDINARIO INTENDITORE D’ARTE...» Ludwig Pollak e gli anni d’oro del collezionismo internazionale
Ludwig Pollak (Praga 1868-Auschwitz 1943) è stato uno dei piú brillanti protagonisti della stagione archeologica e antiquaria internazionale tra Otto e Novecento. A partire dal 1891, l’esistenza professionale e privata di questo grande esperto di antichità si lega a doppio filo all’Italia, in particolare a Roma, dove assumerà l’incarico di primo direttore onorario del Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco. La sua permanenza romana sarà segnata da importanti scoperte archeologiche, tra cui il ritrovamento del braccio originale del Laocoonte. Dagli anni Trenta, con l’avvento del fascismo e del nazionalsocialismo, l’esistenza di Pollak sarà compro-
messa – similmente a quanto accadde per molti altri intellettuali dell’epoca – dalla sua appartenenza al mondo culturale e religioso ebraico.Vittima del rastrellamento del 16 ottobre 1943, viene deportato, insieme alla moglie e ai due figli, nel campo di sterminio Auschwitz-Birkenau. A lungo «dimenticata», la figura di Ludwig Pollak torna oggi alla ribalta grazie a un’importante mostra e un altrettanto rilevante libro-catalogo, curati da Orietta Rossini e Olga Melasecchi. Nelle pagine che seguono, Orietta Rossini introduce i nostri lettori ad alcuni aspetti chiave della vicenda esistenziale, scientifica e culturale di questo personaggio eccezionale...
di Orietta Rossini In alto: l’ultima abitazione di Ludwig Pollak in Palazzo Odescalchi. Sono evidenziati a colori tre quadri giunti nelle raccolte capitoline dopo la morte dell’archeologo. Nella pagina accanto: cartolina con la silhouette di Ludwig Pollak. a r c h e o 49
MOSTRE • TORINO
LA FACCIA NASCOSTA DELLA
STORIA
RISERVA PIÚ D’UNA SORPESA «ARCHEOLOGIA INVISIBILE», LA NUOVA MOSTRA INAUGURATA AL MUSEO EGIZIO DI TORINO. SCIENZA E TECNOLOGIE AVANZATE SONO INFATTI IN GRADO DI FORNIRE RIVELAZIONI FINO A QUALCHE ANNO FA INIMMAGINABILI, GETTANDO LUCE SUI SEGRETI DEI PITTORI O DEGLI IMBALSAMATORI, FINO A SMASCHERARE ANCHE QUALCHE PICCOLO SOTTERFUGIO... di Stefano Mammini
C
i sono molte buone ragioni per visitare «Archeologia Invisibile», la mostra temporanea che si è appena inaugurata al Museo Egizio di Torino. Ma la prima consiste senza dubbio nell’offrire, in maniera tutt’altro che invisibile, un’immagine puntuale e rigorosa di che cosa significhi, oggi, essere un archeologo. Chiunque abbia scelto questo mestiere è infatti abituato a sentirsi dire frasi del tipo «Sei un archeologo? Chissà che meraviglia! E che avventure…», alle quali di solito si replica abbozzando un sorriso e cercando, spesso senza successo, di spiegare come lo studio delle culture del passato non corrisponda necessariamente a certi stereotipi letterari o cinematografici. Ebbene, senza cancellare quel quid di fascino che comunque connota la ricerca archeologica, il progetto espositivo realizzato a Torino svecchia l’imma70 a r c h e o
gine dell’archeologo, tratteggiando il profilo di una professione in grado di stare al passo con i tempi. Che, in questo caso, significa giovarsi di tutte le possibilità di indagine offerte dalla scienza e dalla tecnologia.
L’UNIONE FA LA... BUONA RICERCA E significa anche, con buona pace di quanti si ostinano a pensare che occuparsi di antichità sia quasi un passatempo, coltivato da personaggi un po’ eccentrici e che poco amano la curiosità della gente, avere piena consapevolezza del fatto che i frutti migliori della ricerca nascono dalla condivisione dei dati e dalla disponibilità al confronto e alla collaborazione con specialisti di altre discipline. Discipline che, fino a non molti anni fa, venivano solitamente definite «scienze sussidiarie» dell’archeologia, ma che nessuno ormai chiamerebbe tali e
che vengono piú correttamente ricomprese nell’archeometria, vale a dire nell’insieme di tutte le tecniche che permettono di ricavare dati oggettivi e quantitativi sui reperti studiati (vedi box a p. 72). Il percorso espositivo si apre in maniera programmatica: si viene infatti accolti, da un lato, da un grande planisfero, sul quale sono indicati tutti gli istituti della cui collaborazione il Museo Egizio si è avvalso per realizzare la mostra, avendo cosí modo di constatare come il respiro dell’iniziativa sia stato non solo internazionale, ma segnato dal coinvolgimento di molte e diverse discipline scientifiche; mentre sulla parete opposta è possibile staccare una copia delle considerazioni con cui il direttore della raccolta torinese, Christian Greco, ha chiuso il suo contributo al catalogo della mostra, significativamente intitolato La biografia degli
Analisi Macro XRF (fluorescenza a raggi X) sull’immagine che decora i piedi del sarcofago esterno di Butehamon, da Deir el-Medina. Terzo Periodo Intermedio, XXI dinastia (1076-944 a.C.). a r c h e o 71
SPECIALE • TOMBA DEI CALISNA SEPU
IN QUELLA MATTINA DI UN ANNO FREDDISSIMO... UN CONTE CON LA PASSIONE PER LE ANTICHITÀ, UN SUO GIOVANE LAVORANTE, UN ANTIQUARIO DALL’OCCHIO LUNGO: ECCO I PROTAGONISTI PRINCIPALI DELLA STORIA MODERNA DELLA TOMBA ETRUSCA DEI CALISNA SEPU, SCOPERTA NEL TERRITORIO DI MONTERIGGIONI PIÚ DI CENTO ANNI FA. UNA VICENDA DAI TRATTI DAVVERO ROMANZESCHI... di Giacomo Baldini, con contributi di Pierluigi Giroldini e Andrea Zifferero
I
l 7 dicembre 2018, nella Sala Sigerico di Abbadia Isola a Monteriggioni, si è celebrato il 125° anniversario della scoperta della Tomba dei Calisna Sepu: una ricorrenza importante, visto che, nei locali attigui, è in corso il percorso espositivo dal titolo «Monteriggioni prima del Castello. Una comunità etrusca in Valdelsa» (vedi «Archeo» nn. 406, 408 e 409, dicembre 2018, febbraio e marzo 2019; anche on line su issuu.com). Il complesso è uno dei piú noti dell’Etruria settentrionale, fondamentale per lo studio dell’età ellenistica a Volterra. Ma ciò che piú colpisce la fantasia, anche a distanza di oltre un secolo, sono le vicende del ritrovamento e le dinamiche che hanno portato alla dispersione del corredo. Tratti romanzeschi, che abbiamo provato a narrare in forma di racconto, basandoci sui documenti e sulle testimonianze dei contemporanei.
In alto: il borgo di Monteriggioni (Siena), ancora oggi cinto dalle mura del Castello. Sulle due pagine: disegno di
Irene Laschi (concept Giacomo Baldini) nel quale si immagina la scoperta della Tomba dei Calisna Sepu, avvenuta nel 1893.
a r c h e o 85